La voce dei lavoratori delle Marche

Antonio Merloni

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metalmeccaniciNelle Marche. Resta alta l’attenzione del sindacato sulle sorti dell’Antonio Merloni, cuore del polo dell’elettrodomestico marchigiano. Una crisi che parte da lontano e coinvolge non solo i 3.200 operai del Gruppo, ma anche tutti quelli dell’indotto che sono circa 6 mila. Ieri una nuova mobilitazione indetta da Cgil Cisl Uil ha visto sfilare i lavoratori per le vie di Ancona in direzione della Prefettura dove si è svolto un incontro tra Prefetto Claudio Meoli, gli esponenti delle Rsu dell’azienda e i tre segretari generali di Ancona di Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Marco Manzotti, Paolo Santini, Renzo Perticaroli. Un appuntamento fortemente cercato dal sindacato che, già nei giorni scorsi, aveva ribadito la necessità di trovare risposte urgenti per questa vertenza che vive un pericoloso impasse. I segretari generali hanno raccolto in una nota unitaria un nuovo appello per superare le tante difficoltà in cui si trova il Gruppo da oltre un anno in amministrazione straordinaria. “E’ ancora lunga la strada da compiere per i lavoratori della Antonio Merloni – scrivono nella nota unitaria i segretari generali anconetani di Cgil Cisl Uil – e le tappe di questa via crucis occupazionale appaiono tanti piccoli segnali di speranza che dovranno però essere convertiti in risultati concreti”.
Al Prefetto i sindacati hanno illustrato i disagi che stanno vivendo i lavoratori dell’azienda.
“In particolare – sottolinea Paolo Santini, segretario generale Cisl Ancona – gli stabilimenti di Fabriano sono fermi da novembre e per il mese di febbraio sono previste commesse per soli tre giorni di lavoro, con relativo ridimensionamento della cassa integrazione. Questa situazione, sommata agli oramai 16 mesi di cassa integrazione sta creando un clima di forte tensione ed esasperazione tra i lavoratori”.
Con una imponente manifestazione sindacale, lo scorso 17 dicembre, è stato dato carattere nazionale alla vertenza, ora occorre dare risposte ai lavoratori. Una prima risposta potrebbe essere quella di convocare presso il ministero delle Attività Produttive le istituzioni locali, i sindacati ed i Commissari straordinari dell’azienda per la firma del contratto di programma. “Ed è questo – è ribadito nella nota – che Cgil Cisl e Uil hanno chiesto con forza al Prefetto, ribadendo la necessità di un intervento dello stesso Ministro Scajola e, comunque, del ministero dell’Economia rispetto al quale la figura dello steso Prefetto potrebbe rappresentare un momento di mediazione decisiva”.
A questo proposito il segretario cislino Santini sottolinea, inoltre, che “già nella riunione dello scorso 5 novembre, sempre presso il ministero, era stato illustrato il documento e che c’era l’impegno di una successiva convocazione per la firma definitiva. La mancanza o il ritardo di quest’accordo di programma, inoltre possono mettere in serie difficoltà la gestione commissariale così come prevista attualmente dalla legge Marzano”.

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