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Case di riposo: «la Carima si confronti»

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foto da Flickr.com
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Macerata – La Fondazione Carima  ha recentemente espresso sulla stampa locale l’intenzione di finanziare la realizzazione di una struttura residenziale per anziani, disabili e soggetti fragili. Pur apprezzando il lodevole intento del Presidente della Fondazione Gazzani, accompagnato del resto dallo stanziamento di risorse importanti, le Segreterie della Cisl confederale e dei Pensionati di Macerata sollevano qualche dubbio sul metodo di questa operazione, e ritengono doveroso proporre alcune riflessioni.

“Dal 2003 ad oggi – spiega Dino Ottaviani, Segretario generale dei pensionati Cisl di Macerata – sul sociale non si improvvisa più nulla. Gli interventi e i servizi vengono programmati attraverso i Piani triennali di Ambito territoriale sociale, la cui “terza edizione” sta andando in scena proprio in questi mesi. A loro volta i Piani sono preceduti da un’intensa fase di consultazione e concertazione, volta ad approfondire i bisogni e le priorità specifiche di ogni territorio. Questo processo, spesso faticoso, è però necessario per mettere in rete istituzioni, terzo settore e associazioni rappresentative, in modo da evitare interventi estemporanei, poco organici e quindi poco efficienti”.

Concorda il Segretario Generale della Cisl di Macerata, Marco Ferracuti, secondo il quale “non possiamo non apprezzare con sincerità l’impegno della Fondazione a tutela dei soggetti più deboli della nostra società, che da anni tentiamo di rappresentare e tutelare ad ogni livello. Ma la candidatura del Presidente Gazzani a soggetto “fattore di coesione” è veramente impegnativa e richiede azioni immediate e conseguenti, specie sul fronte del confronto e del dialogo con tutti quei soggetti che da anni lavorano sul territorio. Siamo proprio certi di avere bisogno di una nuova, grande struttura residenziale? Sicuramente è necessario mettere in rete quelle che già esistono, spingendo i nostri Sindaci, spesso troppo attaccati ai loro campanili, a dar vita a forme di gestione unitaria ad esempio con appalti unici. Se vogliamo sostenere i soggetti più fragili e le loro famiglie riteniamo più utile oggi puntare con decisione sui servizi domiciliari, sui centri diurni e su interventi personalizzati di stimolo e di mantenimento delle capacità residue dell’anziano e del disabile”.

L’appello che la Cisl e la Fnp di Macerata rivolgono alla Fondazione Carima è quello di manifestare da subito una disponibilità al confronto con tutti quei soggetti che proprio in questi giorni stanno lavorando alla stesura dei Piani di Ambito, a cominciare con i Coordinatori degli Ambiti sociali, che istituzionalmente svolgono il compito di riunire e coordinare risorse, sforzi ed energie.

Matteo Moretti
9 febbraio 2010

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