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Un mondo nella città

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Un mondo nella città
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E’ il titolo della Tavola rotonda promossa dalla Cisl di Ancona nell’ambito delle celebrazioni per il Sessantesimo: hanno partecipato Il Sindaco della città di Ancona, Fiorello Gramillano, il questore, dott Giorgio jacobone, l’Arcivescovo della diocesi di Ancona – Osimo, Mons. Edoardo Menichelli.
All’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Anolf, hanno partecipato le comunità di immigrati, i rappresentanti delle Associazioni di volontariato, rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine. Il totale degli immigrati residenti nel Comune di Ancona al gennaio del 2008 è di 8.245 unità che rappresenta l’8,1% sul totale dei residenti. Il totale delle famiglie con almeno uno straniero è di 4.393. Il quadro relativo alle provenienze indica una presenza eterogenea di etnie : 111 i Paesi del mondo rappresentati in città; le principali cittadinanza in termini di residenza vedono al primo posto l’Albania, seguita da Romania, Bangladesh, Tunisia e Perù. Per quanto riguarda la struttura demografica per età, si riscontra che il 50% è compreso nella fascia di età che va dai 18 ai 39 anni, mentre i restanti sono distribuiti in modo piuttosto uniforme nella fascia di età 0-18 e 40-59; quindi una situazione opposta rispetto alla popolazione italiana della città: più minori che anziani tra gli stranieri, ipiù anziani che minori tra gli italiani. Rispetto al genere , si riscontra una maggioranza maschile nelle provenienze del continente nord africano ed indiano, mentre una maggiore presenza femminile dai Paesi dell’Est Europa, in particolare Romania, Ucraina e Polonia.
I dati indicati evidenziano che il territorio è a forte insediamento familiare: aumentano le seconde generazioni , gli alunni figli di immigrati nelle scuole, gli immigrati che affittano o comprano casa per un progetto di vita stabile:  la famiglia e la scuola sono gli ambienti fondamentali per l’inclusione sociale e per realizzare quell’integrazione senza la quale non può esservi vera sicurezza. Proprio riguardo il tema delle seconde generazioni la CISL ha sottolineato l’importanza di supportare l’aggiornamento della Legge 91 del ’92 prevedendo l’estensione in base allo jus soli della cittadinanza a tutti i minori nati in Italia o arrivati in tenera età. Proprio per questo la UST di Ancona ha aperto la tavola rotonda con la testimonianza di Simona Syeda Jenia, ora diciottenne, arrivata in Italia dal Bangladesh a 1 anno, non ancora cittadina italiana per la legge.   L’immigrazione da problema può e deve diventare una risorsa culturale per i ragazzi italiani e la diversità promuove la crescita e la cittadinanza attiva: la didattica innovativa realizzata dalle scuole, i progetti messi in campo nel territorio, anche con l’apporto della Cisl e dell’Anolf, promuovono la conoscenza, il dialogo, la costruzione di una identità armonizzando le diversità in un orizzonte comune di valori che mette al centro la persona. In quest’ottica importante è il contributo che possono dare le donne. Aumenta la presenza nel territorio delle donne immigrate: donne che lavorano ( spesso come collaboratrici domestiche e badanti svolgono un lavoro di cura prezioso) accanto a donne “invisibili” socialmente, relegate nei confini domestici dalle culture di appartenenza, donne scarsamente integrate che non conoscono la lingua del paese in cui vivono, condannate a un autismo che vanifica ogni tentativo di comprensione della realtà: la lingua è il primo fattore di reale integrazione, il primo elemento per realizzare la cittadinanza, per sentirsi “parte di”; per questo le istituzioni locali, Comune e circoscrizione, con associazioni di volontariato e con l’Anolf realizzano progetti finalizzati all’integrazione linguistica e culturale.
Famiglia Scuola Casa: il presidente dell’Anolf di Ancona, Neli Isaj, ha invitato il Comune a sostenere una reale politica di integrazione favorendo il ricongiungimento familiare,  che noi consideriamo sociale e non solo tecnico.
L’immigrato regolare con una casa, una famiglia, un lavoro si sente parte attiva della comunità, come ha rilevato il Questore la nostra realtà mostra segni positivi di convivenza e di riconoscimento reciproco, ma va tenuta alta l’attenzione sulla legalità. La mancata integrazione, come la clandestinità, è un fattore di rischio che alimenta la criminalità: l’immigrato solo, irregolare diventa facilmente vittima di sfruttamento lavorativo e addirittura di vere e proprie bande criminali. Vanno supportate tutte le azioni sul territorio che possano prevenire e contrastare l’illegalità in una sinergia positiva che vede insieme istituzioni, forze di polizia, Sindacati e Associazioni e le stesse Comunità di migranti che possono essere un ponte importante tra culture e che invece a volte rischiano di chiudersi in recinti difensivi. Il lavoro è un terreno da presidiare con attenzione, soprattutto in questa fase di crisi. Molti immigrati lavorano in nero o con alti fattori di rischio o con mansioni dequalificate rispetto alle competenze acquisite e ai titoli di studio, lavori che spesso generano frustrazioni e alimentano solitudini; d’ altra parte aumentano le imprese di immigrati e tra i lavoratori immigrati molti, più di metà, sono iscritti ai Sindacati; con la nostra attività politico sindacale nei luoghi di lavoro, con il nostro sistema integrato di Servizi Inas Caaf Anolf svolgiamo quotidianamente un ruolo importante sulla via dell’integrazione. Crediamo fermamente che sia un compito storico, per questo la Cisl di Ancona, che risiede e svolge il suo lavoro in una circoscrizione ad alta percentuale di presenza di immigrati, ha voluto iniziare le celebrazioni del Sessantesimo con questa iniziativa: deve essere possibile costruire un comune riconoscimento dei valori umani, un “punto comune di ragione” che ci permette di realizzare quella società inclusiva, solidale e giusta che è dalla sua fondazione l’obiettivo del “Sindacato nuovo”

Cristiana Ilari (Segretario provinciale Cisl Ancona)

16/02/2010

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