Costruiamo insieme il futuro che vogliamo – assemblea territoriale Macerata

IMGP0675La relazione introduttiva del Segretario generale Marco Ferracuti all’Assemblea territoriale della Cisl di Macerata si conclude con l’invito a raccogliere una sfida difficile. Aumenta il bisogno di sindacato in un mondo che cambia in modo rapido e profondo. Serve un’azione di tutela e rappresentanza efficace ma sostenibile nel tempo. Questo richiede uno sforzo di riorganizzazione che la Cisl traduce a tutti i livelli in una vera e propria autoriforma. Una strada intrapresa anche per dare un segnale forte alle istituzioni e alla politica. L’inerzia di queste ultime nell’accettare la sfida di un cambiamento ormai necessario genera sprechi e inefficienze, generando antipolitica e rinuncia alla partecipazione.

Il coraggio di cambiare

Non ci si nasconde che i cambiamenti, specie quando sono “veri”, incutono timore. La Cisl abbandona un modello che ha funzionato per decenni, approdando verso un assetto nuovo. Ma negli interventi dei partecipanti emerge la consapevolezza che il momento è strategico e che la riorganizzazione è lungimirante. I risultati delle elezioni politiche dimostrano come nella società italiana si stiano affermando forze che attaccano anche il sindacato. Forze che mettono in discussione quello che il sindacato rappresenta e che stanno permeando l’opinione pubblica degli stessi iscritti. “Si è rotto il filo della rappresentanza e il sindacato non è immune dalla valanga che ha colpito la politica” (Mezzio). Per questo la Cisl ha deciso di muoversi in anticipo, elaborando in autonomia alcune linee di cambiamento anche per evitare che siano altri soggetti a decidere sulle sue vicende.

Un nuovo modello di sviluppo

Il cambiamento non può essere solo interno. La Cisl è una grande forza sociale – nella Provincia di Macerata ha più di 40.000 iscritti – ed ha il dovere di proporre soluzioni di sistema. La priorità è rimettere al centro il lavoro e i lavoratori, con un occhio di riguardo ai giovani, “le risorse migliori che abbiamo (Ballini)”. Istruzione, formazione continua, politiche industriali, innovazione e internazionalizzazione per le PMI. Anche a livello locale un nuovo modello di sviluppo è possibile, integrando l’industria manifatturiera con settori che possano dare una dimensione nuova al territorio (turismo, cultura, conoscenza, agro alimentare).

L’Italia delle responsabilità

La consapevolezza delle difficoltà del momento porta la Cisl a perseverare sulla strada della responsabilità. I risultati del voto dimostrano in parte che gli appelli al rigore non sono stati accettati dai cittadini. Diversamente al passato non si è riusciti a mobilitare le coscienze delle persone. Non siamo riusciti a convincerle a scattare verso un obiettivo più alto (Mastrovincenzo). Di fronte a questo scenario la Cisl ha la necessità di restare “limpida”, dicendo la verità alla gente ma pretendendo allo stesso una svolta dalle istituzioni, a partire dal tema delicato dei costi della politica.

Il tempo dell’associazionismo

L’approfondimento tematico del pomeriggio è stato rivolto al tema dell’associazionismo comunale. Oltre che fare innovazione al proprio interno la Cisl sostiene processi di riorganizzazione delle istituzioni pubbliche. Particolarmente importanti quelli che possono portare al ridisegno del governo del territorio. Da qui un confronto con gli amministratori locali sulla sfida della gestione associata dei servizi comunali. “Fino a qualche anno fa era una possibilità, ma la crisi l’ha resa una necessità (Francesco Fiordomo, Sindaco di Recanati)”. Per la Cisl l’associazionismo deve diventare un modello generalizzato di funzionamento delle amministrazioni locali. Per questo però serve una normativa più coerente. Quella attualmente vigente sui piccoli Comuni può portare i sindaci verso il mero rispetto degli obblighi di legge, attraverso convenzioni intercomunali che coinvolgano solo piccole porzioni di territorio. Un” rischio colabrodo” che la Regione Marche non può correre, specie laddove le esperienze di altri territori (v. Emilia Romagna) dimostrano che la gestione associata è una strada che porta a coniugare autonomia ed efficienza delle pubbliche amministrazioni (Silvia Spinaci).”

Il ruolo delle istituzioni

Più volte sono state chiamate in causa la Provincia di Macerata e la Regione Marche. Nel caso della prima cruciale è il ruolo che può svolgere nello stimolare i processi di associazionismo. Una responsabilità che si esprime nel sostegno alle amministrazioni locali per elaborare progetti di cooperazione che siano in grado di “guardare lontano”. L’impegno può essere quello di mettere a disposizione dei Sindaci esperienze e professionalità in campi come appalti, contratti, gestione personale, ambiente, progettazione ecc. L’associazionismo è una sfida culturale da accettare, anche andando oltre e riuscendo a fotografare quelle città diffuse che esistono e crescono al di la delle dei tempi e delle decisioni politiche (Antonio Pettinari, Presidente della Provincia di Macerata).

Europa e Regione Marche

Un filo diretto lega due realtà apparentemente lontane. Dalle urne emerge un sentimento antieuropeista che non fa parte della cultura della Cisl. Sentimento comprensibile se l’Europa è solo quella del rigore. Ma è forte la consapevolezza che non si possa prescindere dall’Europa, che anzi per far fronte alla crisi serva “più Europa”. Nella programmazione 2014/20 saranno messi a disposizione fondi strutturali per i sistemi territoriali. Un treno che la Regione Marche non può perdere. Una Regione apprezzata per tante cose (accordi anticrisi, accordi sul credito, patto di stabilità coi comuni, internazionalizzazione e promozione) che però perde colpi sui temi di più ampio respiro (Stefano Mastrovincenzo). L’amministrazione regionale deve diventare promotrice di un progetto di ridisegno del territorio, da attuare anche intercettando le risorse europee disponibili su progetti specifici come quelli che fanno riferimento alle “città unite”.

Spesa pubblica e debito pubblico

L’associazionismo comunale è una delle azioni che la Cisl rivendica all’interno di un percorso di semplificazione dell’assetto istituzionale, nel quadro più ampio della revisione della spesa pubblica per la ridurre il debito nazionale. Come eliminare sprechi e inefficienze nella pubblica amministrazione, come riorganizzare i poteri dello stato e il sistema delle autonomie locali, come ragionare per bacini ottimali d’utenza rispetto alla gestione dei servizi locali a rilevanza economica. Come ripensare al welfare, favorendo l’evoluzione di quello contrattuale e lavorando alla costruzione di un welfare di comunità in cui il sindacato/associazione mette insieme persone e famiglie aiutandole a ri-costruisce parte delle risposte ai loro bisogni (Mastrovincenzo). In sintesi, ridurre la spesa pubblica senza incidere sui servizi. Dagli interventi emerge la forte consapevolezza che rimettere in discussione i servizi pubblici è l’unica strada per salvaguardarli (Mezio). Urgentissima è una profonda riorganizzazione del servizio sanitario regionale, senza la quale questo, nonostante gli sforzi enormi dei lavoratori, non sarà più capace di rispondere al bisogno di salute.

Responsabilità e unità sindacale

La Cisl percorre la strada della responsabilità perché la ritiene l’unica via possibile per uscire da questa situazione difficile. La sostiene quando si confronta con tutte le sue controparti, anche a rischio di andare contro corrente ed essere impopolare. Sicuramente è meglio essere uniti che divisi. Ma il problema è: su cosa? (Mezio). L’appello all’ unità non può annullare il pluralismo sindacale, né può snaturare l’azione della Cisl, sindacato che tutela i lavoratori in primo luogo attraverso il contratto (Ferracuti). L’unità sindacale, infine, non può prescindere dal rispetto e dal riconoscimento reciproco.

Non è il solito Congresso

Una volta a regime la riorganizzazione avviata dalla Cisl coinvolgerà circa 6.000 persone. Sarà sufficiente riposizionare il modello organizzativo rispetto al cambiamento? Solo se il Congresso diventerà un momento per riflettere non solo su “come dobbiamo essere” ma anche “su cosa dobbiamo fare(Mezzio).

Credibilità, concretezza delle proposte, vicinanza alle persone (Mastrovincenzo). Come più volte accaduto in passato, facendo bene quello che sa fare, la Cisl non solo aiuta se stessa ma tutto il paese e la sua democrazia, oggi fragile. Perché se la cornice organizzativa è importante, sono le donne e gli uomini del sindacato che faranno la differenza con la loro generosità, la loro competenza e l’originalità delle loro proposte e della loro cultura (Ferracuti).