Medilife verso la chiusura, Morici: «Preservare l’occupazione»

20150713_assurDesta preoccupazione la probabile chiusura della Medilife di Fabriano, una piccola realtà prevalentemente tipografica,raro se non unico esempio di servizio centralizzato per la sanità nelle Marche. A qualche mese di distanza dalla scadenza dell’appalto, i 20 lavoratori hanno ricevuto la comunicazione dell’interruzione del servizio e, dunque, la fine dell’attività produttiva con conseguente licenziamento.

«Dopo Antonio Merloni, Indesit, Elica, Faber, Tecnowind e Best, e tutte le altre aziende private che con varie modalità hanno spostato la loro attività produttive – denuncia Guanito Morici, responsabile della Ast Cisl di Fabriano – anche l’ASUR delle Marche delocalizza l’attività dal nostro territorio. Ci sono dei problemi legali, legati al vecchio appalto, ma come al solito in questo paese e in particolare a Fabriano, si prende la strada più semplice, senza minimamente preoccuparsi delle ricadute occupazionali e sociali che queste decisioni determinano».

«La sanità delle Marche – prosegue Morici – ha bisogno di questo servizio, considerato efficiente. Si continui a lavorare in deroga con Medilife e, nel frattempo, si lavori ad un nuovo appalto che preveda nuove condizioni, anche una nuova azienda se necessario, ma il nuova appalto dovrà necessariamente prevedere la continuità dell’attività produttiva in questo territorio e la continuità occupazionale per dipendenti attraverso la cessione del ramo di azienda procedura, molto utilizzata e sollecitata dagli assessori regionali nelle vertenze delle aziende private».

Per il responsabile della Ast di Fabriano, «qualsiasi altra soluzione sarà un ulteriore schiaffo ad un territorio che sta pagando pesantemente la crisi ma anche l’incapacità delle varie amministrazioni dello Stato di dare risposte ai problemi di questo paese. Quello dei servizi centralizzati alla sanità pubblica, può essere uno dei settori che può ridare a questo territorio nuove opportunità e speranze per il futuro, anche in considerazione del fatto che la presenza di lavoro pubblico è molto inferiore che nel resto della Regione».