Sanità, convegno dei pensionati Cisl a Senigallia

12410549_1037048183020439_4981414687248837672_nI servizi sanitari del territorio del Distretto di Senigallia vanno riallineati e rimessi in equilibrio con quelli erogati nell’Area Vasta 2 e nel resto della Regione. La richiesta è emersa durante il convegno organizzato ieri, giovedì 21 gennaio, dalla Federazione dei pensionati Cisl di Senigallia, in collaborazione con la Cisl confederale e con il Comune di Senigallia.

All’ Auditorium San Rocco circa 150 persone sono intervenute per parlare di sanità e servizi socio sanitari. Tanti ed autorevoli gli ospiti dell’iniziativa. Il Presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo, il nuovo Vescovo di Senigallia Mons. Franco Manenti, il Presidente della IV Commissione consiliare Fabrizio Volpini, il Direttore dell’Area Vasta 2 di Ancona Maurizio Bevilacqua. Presente anche l’amministrazione comunale di Senigallia, con il Sindaco Maurizio Mangialardi e l’Assessore ai servizi sociali Carlo Girolametti.

«Ci interessa ragionare sul futuro del territorio di Senigallia – ha sostenuto il Responsabile dei pensionati della Cisl di Senigallia Carlo Zezza – sulle criticità che lo caratterizzano e sulle prospettive che lo attendono. In primo luogo per l’Ospedale, rispetto al quale è importante capire quali specialità verranno conservate in rapporto agli altri presidi dell’Area Vasta. Ma anche sui servizi socio sanitari, che vanno sviluppati, specie nelle aree della disabilità e delle dipendenze

Proprio sull’ospedale, sceso per la prima volta sotto la soglia dei 10.000 ricoveri l’anno, si concentrano le preoccupazioni dei cittadini di Senigallia e dei rappresentanti dei lavoratori. «Dall’analisi della dotazione organica – ha sostenuto Alessandro Mancinelli della Funzione pubblica Cisl – emerge un sottodimensionamento del personale che rende necessario ragionare in un’ottica di riallineamento».

Il Presidente della 4° Commissione Fabrizio Volpini ha allargato l’orizzonte delle riflessioni sul piano regionale, respingendo le accuse di mancato confronto con il territorio che nelle ultime settimane sono piovute sull’operato di Giunta e Consiglio. «Qualche “scivolata” procedurale c’è stata, ma abbiamo condiviso il progetto di trasformazione dei piccoli ospedali con tutti i Sindaci interessati, ai quali poi è mancato il coraggio di difendere quanto deciso. Sul riordino dobbiamo comunque andare avanti, anche per non perdere le risorse nazionali erogate a titolo di premialità».

Contro il rischio di una deriva tecnocratica della sanità, non solo regionale, ha lanciato l’allarme
il Segretario della Cisl Marche Sauro Rossi. «Le nostra Regione rischia di uscire schiantata da una logica di definizione degli assetti basata solo sui bacini di utenza. Vanno considerate anche le caratteristiche geografiche del nostro territorio e la distribuzione della popolazione, specie nell’entroterra».

Per Rossi due sono gli impegni urgenti. «La trasformazione dei piccoli ospedali va accompagnata dall’avvio effettivo del progetto Case della Salute/Ospedali di comunità, con reali servizi collocati al loro interno. E’ necessario inoltre un maggiore coinvolgimento dei Medici di famiglia, senza i quali i processi di riordino rischiano di restare bloccati».