La violenza sulle donne e la crisi economica

L’Unione Europea ha condotto una ampia ricerca sulla violenza contro le donne per individuare i differenti motivi alla radice della violenza, considerando i peridi di crisi economica e sociale degli Stati europei. L’immagine che è scaturita nei diversi Stati è complessa e merita approfondimenti, ma sintetizzando e semplificando la violenza nel contesto attuale può trarre origine anche dagli shock economici e dalla disoccupazione improvvisa, anche se ovviamente non possiamo trarre un rapporto deterministico di causa effetto tra la fragilità economica e violenza, considerato che la radice profonda del fenomeno è di tipo culturale; ma proprio sul riaffermarsi di una cultura neopatriarcale di difesa può influire la frustrazione economica e psicologica derivante dalla crisi.

La situazione economica costituisce terreno fertile per la criminalità e la violenza sulle donne.

Un rapporto sui diritti umani condotto in quattro Stati della regione mediterranea, Italia, Francia, Grecia e Spagna, focalizza il ruolo della perdita del lavoro nell’ambito della violenza domestica: “la disoccupazione del coniuge è anche un fattore di rischio..”. Quando i due partner lavorano , il 2% delle donne affermano di avere subito violenza, contro il 4,6% delle donne disoccupate dove anche il coniuge ha perso il lavoro. Ben 400.000 donne raggiunte hanno riferito di avere subito le violenze fisiche dal partner; il numero delle donne vittime è tendenzialmente quattro volte più alto rispetto alle famiglie con reddito medio.

Dall’indagine condotta in Spagna si ritiene che l’aumento della violenza di genere sia una delle conseguenze della maggiore disoccupazione e della disuguaglianza di reddito tra uomini e donne. Il rapporto afferma che i tagli finanziari finalizzati al consolidamento fiscale hanno avuto un grave impatto sul bilancio annuale per violenza di genere, che viene ridotto ogni anno, sin dal 2010 .

In Grecia la recessione è iniziata nel 2009, gli uomini senza lavoro sono frustrati nella figura ideale di capofamiglia; le conseguenze portano all’aumento delle tensioni familiari con manifestazioni di violenze e maltrattamenti. Si è constatata l’altissima ricerca delle donne per assistenza e accoglienza ; in modo identico sono sensibilmente aumentate le richieste di intervento della polizia nei luoghi domestici.

La ricerca in Italia ha sottolineato che la prolungata recessione economica rischia di aggravare ancora il problema della violenza, anche se. Le donne che vogliono abbandonare la situazione violenta non hanno la possibilità di reperire i soldi necessari, mentre lunghi periodi di disoccupazione possono far perdere agli uomini gli ancoraggi sociali che trattengono la violenza.  La recessione in Italia, iniziata nel dicembre 2007 con un tasso sempre più alto di disoccupazione, ha registrato l’aumento di chiamate e di richieste di aiuto ai Centri contro la violenza domestica.

Nel contesto di tale cambiamento i servizi per le donne, italiane e immigrate che hanno subito varie forme di violenza, necessitano più che mai del supporto necessario delle Istituzioni, di risorse economiche e gestionali, di una rete territoriale efficace e inclusiva.