Sostegno per l’Inclusione Attiva: punti di forza e criticità nelle Marche

L’Alleanza contro la Povertà in Italia ha svolto una ricerca per il monitoraggio e la valutazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) dell’anno 2017, al fine di valutare i meccanismi di implementazione della misura che ne ostacolano o favoriscono il successo.

A seguito dell’indagine, che ha coinvolto il 92% degli Ambiti Territoriali Sociali marchigiani, l’Alleanza contro la Povertà Marche rileva il successo dell’iniziativa nella nostra regione, mettendo in luce l’importanza della misura SIA, richiesta da circa 3.000 potenziali beneficiari nelle Marche, ma anche le carenze di tale strumento dovuto ai requisiti stringenti, visto che l’accoglimento delle stesse ha riguardato solo 700 persone.

Con l’entrata in vigore dei criteri allargati del SIA, approvati nel mese di aprile 2017, si prevede l’ampliamento della platea dei beneficiari a livello nazionale di circa 1,8 milioni di persone in condizione di povertà, per una spesa di oltre un miliardo e 700 milioni per il 2018 e oltre 2 miliardi per il 2019.

Lo stanziamento proveniente dal Fondo Sociale Europeo di risorse finalizzate attraverso il PON Inclusione, pone ora la Regione Marche in condizione di implementare, attraverso i suoi atti (POR), la fase relativa alla progettazione individuale e la presa in carico al fine di realizzare l’inclusione socio-lavorativa.

L’indagine ha messo in luce proprio queste criticità: nonostante la predisposizione di progetti personalizzati da parte degli ATS marchigiani (11 ATS ne hanno realizzati il 76%, 4 ATS tra il 51% -75%, 4 ATS tra il 50%-26%, 2 ATS intorno al 25%), risultano carenti gli interventi di inclusione lavorativa e le work experience come forme di esperienze attivate direttamente dagli ATS, Comuni e Servizi per l’impiego attraverso tirocini, cantieri sociali, prestazioni di lavoro socialmente utile, assegni di ricollocazione individuale, microcredito per attività autonome/d’impresa.

Quel che si rileva è la difficoltà di agire sul fronte dell’inclusione lavorativa e socio-lavorativa dovuta a carenza di interlocuzioni interistituzionali e di una forte regia politica della Regione Marche che possa creare reti integrate tra sistemi pubblici e pubblico/privato (per lo più privato-sociale, ma non solo), valorizzando e connettendo le tante sinergie presenti sul territorio e la dote di relazioni create nel tempo nella nostra regione: livelli istituzionali, servizi sociali, scuole, sanità, ma anche centri per l’impiego, terzo settore, associazioni datoriali, associazioni sindacali, associazioni di volontariato, università, fondazioni.

L’attivazione e il buon funzionamento del REI, che andrà a sostituire il SIA a partire da gennaio 2018, dovrebbero vedere concretizzarsi i percorsi appena avviati nella nostra Regione, sui quali, come Alleanza contro la Povertà, ci siamo confrontati da tempo e diverse volte sia a livello tecnico che politico con la Regione Marche, anche attraverso il coinvolgimento proprio della rete dell’Alleanza contro la Povertà, quale forza presente sul territorio e che risulta essere fondamentale non solo per una collaborazione più proficua con gli Ambiti Sociali Territoriali, ma anche per il recupero di risorse utili a contrastare la povertà e per lo sviluppo di un nuovo modello di welfare sociale che sia di sviluppo.