In arrivo le nuove linee guida sui tirocini: un’occasione da non sprecare per combattere il precariato

La Regione Marche si appresta ad emanare le nuove linee guida regionali sui tirocini, in lieve ritardo rispetto alla scadenza del 25 novembre fissata dalla Conferenza Stato – Regioni. Un passaggio al quale è doveroso prestare attenzione in una realtà che dal 2012 ad oggi ha assistito all’attivazione di 52.525 tirocini formativi, con un boom (11.557) solo nell’ultimo anno.

Non a caso, Cgil Cisl e Uil hanno tenuto alta la guardia, ottenendo dalla Regione alcune modifiche rispetto alla bozza originale del documento, per scongiurare un uso distorto di uno strumento che deve avere una valenza formativa, specialmente per i giovani: da opportunità per mettere alla prova e accrescere le competenze, i tirocini possono facilmente camuffare un rapporto di lavoro parasubordinato, ricalcando così le peggiori esperienze della stagione, appena conclusa, dei voucher.

Da porta d’accesso al mondo del lavoro i tirocini non possono trasformarsi in porta di servizio del lavoro precario.

Il contesto regionale ha visto in pochi anni stravolto il proprio mercato del lavoro, con un drastico declino dei contratti a tempo indeterminato a favore di un lavoro sempre più frammentato e discontinuo. Consapevole delle trasformazioni in atto, il Sindacato ritiene necessarie strategie condivise affinché strumenti di politiche attive, formazione e orientamento siano parte di una visione organica di sviluppo per la nostra regione che ponga al centro il lavoro. Per questo chiediamo unitariamente che i tirocini siano esperienze di qualità dal punto di vista formativo: un’occasione per le aziende e per giovani in transizione sotto il segno dell’innovazione e non solo un facile mezzo replicabile per riempire “vuoti” occasionali.

Porre un vincolo finalizzato alla stabilizzazione, alzare i compensi per i tirocinanti riconoscendo il valore dell’esperienza, vigilare sulla qualità formativa del progetto anche in relazione alla durata del tirocinio, queste in sintesi le richieste di CGIL CISL UIL alla Regione. Le linee guida regionali possono rappresentare un modello virtuoso di miglioramento delle linee guida nazionali attraverso la partecipazione responsabile dei soggetti sociali. Ci auguriamo che non si perda questa occasione.

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