Rete regionale contro la violenza di genere, firmato in Regione il protocollo con 65 enti istituzionali

Prevenire e contrastare la violenza di genere puntando sulla collaborazione di 65 enti istituzionali marchigiani. È quanto prevede il protocollo d’intesa che è stato sottoscritto, in Regione, dall’assessora alle Pari opportunità, Manuela Bora, presidente del Forum permanente contro le molestie e le violenza di genere, insieme a rappresentanti Anci, Uncem, Comuni capofila degli Ambiti territoriali sociali, Prefetture, Procura Generale della Repubblica, Corte di appello delle Marche e Magistrature, Carabinieri, Polizia di Stato, Asur Marche, Ufficio scolastico regionale, Organizzazioni Sindacali, Associazioni Datoriali, Commissione regionale pari opportunità, Ombudsman Marche, Corecom Marche, Collegio degli infermieri e gli Ordine dei medici, degli psicologi, degli assistenti sociali, degli avvocati, dei giornalisti.

Un progetto che, per la prima volta, individua una governance regionale nelle azioni di contrasto al fenomeno, allo scopo di creare un sistema articolato di interventi, equilibrato e omogeneo sul territorio, e che attribuisce agli Ambiti sociali la responsabilità della gestione territoriale.

Con la firma del protocollo i soggetti istituzionali si impegnano a cooperare per contrastare la violenza di genere, aiutare le vittime, promuovere la prevenzione, monitorare il fenomeno, realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione attraverso i media e i social media.

La Giunta regionale, in tre anni, ha decuplicato le risorse per contrastare il fenomeno, passando dai 100 mila euro del 2015 agli oltre 1,3 milioni attuali e, tra le prime in Italia, ha introdotto l’esenzione del ticket per le donne che subiscono violenza e un codice rosa che garantisce l’anonimato e la presa in carico immediata da parte di un’equipe multidisciplinare. Altre azioni in programma prevedono la realizzazione di centri provinciali per aiutare a guarire gli uomini maltrattanti, come ha detto l’Assessora Manuela Bora.

«L’intesa rafforza le attività della Rete antiviolenza delle Marche che opera attraverso articolazioni regionali e territoriali, uscendo dalla logica ristretta delle pari opportunità, per affrontare il problema con una visione più ampia, multidisciplinare, che non riguarda solo l’aspetto sanitario, legale, ma anche quello sociale, formativo, lavorativo e spesso di cura dei figli, vittime loro stessi della violenza che si verifica all’interno delle famiglie – ha affermato Cristiana Ilari, Segretaria regionale della Cisl Marche -. L’obiettivo è anche quello di disinnescare la spirale della violenza. Per questi motivi aver contribuito a costruire percorsi di governance regionali e territoriali nelle azioni di sensibilizzazione e di contrasto alla violenza, ci inorgoglisce come CISL e ci rende altrettanto consapevoli dell’impegno che ci attende, affinchè tali percorsi siano intrapresi attraverso progetti e azioni di rete efficaci».