Insieme alla Cisl – consulenza legale sulla violenza

La CISL Marche da anni sostiene e partecipa attivamente alle iniziative e ai progetti contro la violenza, al fine di promuove una cultura dell’antiviolenza. Fa parte delle reti provinciali insieme a Istituzioni, Associazioni, Terzo Settore, Sanità, Forze dell’Ordine che si occupano di violenza.

La violenza deriva da una condizione di squilibrio dei rapporti di forza tra donne e uomini che porta ad una grave discriminazione nei confronti del sesso femminile, sia nella società, sia nella famiglia. Comporta una violazione dei diritti umani, in quanto priva le persone della capacità di godere delle libertà fondamentali, contribuendo di fatto ad alimentare le già forti disuguaglianze tra uomini e donne nella società.

Paura, dipendenza economica, senso di vergogna e timore di essere socialmente giudicate, sono tutti fattori che impediscono alla donna di chiedere aiuto e tutela.
E’ un fenomeno trasversale, che riguarda ogni strato sociale, economico e culturale.
La situazione economica-lavorativa di questi anni ha accentuato tutte le forme di violenza, perché la mancanza di certezze economiche, porta a nuove forme di disagio e di fragilità sociali, socio-sanitarie, sia in seno alla famiglia che nei luoghi di lavoro.

Da un lato la perdita del lavoro da parte della componente maschile, per persone già predisposte, può portare a frustrazione, perdita dell’autostima e del potere di controllo sulla famiglia e nella famiglia, dall’altra le incertezze economiche nei luoghi di lavoro espongono la donna al rischio di decurtazione della retribuzione, delle ore di lavoro, di ricatti, di molestie ….

A volte le sedi sindacali sono il luogo ove si manifestano queste situazioni di disagio, molestie, mobbing e violenze private. Per queste ragioni la CISL ha attivato un servizio di consulenza legale per essere anche in queste situazioni sindacato di prossimità, un terminale e un punto di raccordo importante per dare sostegno e per diffondere anche quanto faticosamente è stato costruito negli anni grazie al prezioso contributo di chi ha messo a servizio delle donne vittime di violenza la propria competenza e la propria sensibilità.

Scarica (PDF, 1.51MB)

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea stabilisce che “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata, ogni persona ha diritto alla vita” e “alla propria integrità fisica e psichica” (art. 1,2,3).

Dal 1° agosto 2014 è entrata in vigore la Convenzione di Istanbul che ha definito per la prima volta tale violenza come una “grave violazione dei diritti umani”, specificando altresì che “la violenza contro le donne è una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini e impedito la loro piena emancipazione” e che “il raggiungimento dell’uguaglianza di genere è un elemento chiave per prevenire la violenza contro le donne”. Riconosce inoltre che “I bambini sono vittime di violenza domestica anche in quanto testimoni di violenze all’interno della famiglia”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la violenza contro le donne “un
problema di salute pubblica di proporzioni epidemiche, così come una violazione dei diritti umani fondamentali”.

La violenza può assumere varie connotazioni:

VIOLENZA FISICA comprendente qualsiasi atto di aggressione che leda l’integrità fisica della vittima, quali lesioni personali e percosse.

VIOLENZA SESSUALE secondo l’art. art. 609-bis c.p si ha quando “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali”, che non necessariamente consistono in una congiunzione carnale, ma anche in qualsiasi atto di natura sessuale (es. baci non graditi, toccamenti e palpamenti vari)

VIOLENZA ECONOMICA si determina con comportamenti volti a creare una dipendenza economica della donna, privandola della sua libertà di rendersi autonoma, quali il divieto di lavorare, il controllo del conto corrente, il sequestro del bancomat e delle carte di credito, la sottrazione dello stipendio.

VIOLENZA DOMESTICA designa tutti gli atti di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.

VIOLENZA PSICOLOGICA riguarda ogni forma di coartazione della volontà della vittima mediante costrizioni di vario genere, minacce, molestie, atti persecutori (c.d. stalking).

ATTI PERSECUTORI (STALKING) Questo reato, è stato introdotto dal D. L. n. 11, il 23/02/2009, convertito in Legge n. 38, il 23/04/2009, all’art. 612-bis del Codice Penale, prevede che:“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Il reato di stalking può assumere varie connotazioni, tra cui:

Stalking condominiale in caso di vicini molesti che disturbano gli altri inquilini del condominio (con comportamenti quali urla, schiamazzi, accensione notturna dello stereo, spostamento di mobili a qualsiasi ora del giorno e della notte, insulti e offese)

Stalking occupazionale o lavorativo, che origina da una situazione conflittuale sul luogo di lavoro, o si aggiunge ad una situazione di mobbing già in atto, proseguendo in entrambi i casi anche al di fuori del luogo di lavoro e coinvolgendo la vita privata della vittima. Spesso tali condotte persecutorie si associano a episodi di molestie e ricatti sessuali o avances respinte da parte della donna.

Cyberstalking, previsto all’art. 612-bis c. 2 come una circostanza aggravante del reato, “se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici”: molestie o minacce tramite posta elettronica, chat, messaggi nei social networks quali Facebook e Twitter, anche sul luogo di lavoro della vittima. Il cyberstalking può assumere anche la connotazione di cyber bullismo, quando un adolescente viene bersagliato da molestie e bullismo via internet.

E’ fondamentale che ogni vittima di violenza conosca i propri diritti e tutti gli strumenti a cui può ricorrere per ottenere aiuto concreto all’esterno del proprio ambiente, che vanno dal ricorso a misure di prevenzione finalizzate alla tutela anticipata (allontanamento d’urgenza dalla casa familiare nei confronti di chi è colto in flagranza di alcuni reati, ammonimento del questore nei casi di atti persecutori, il c.d. stalking), sino alla tutela giudiziale secondo un approccio graduale rispettoso del singolo caso concreto.

Il servizio di consulenza legale si svolge presso le seguenti sedi:

CISL via Ragnini 4 Ancona tutti i Martedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00 previo appuntamento tel. 071/28221; ast.ancona@cisl.it

CISL via G. Valenti 27/35 Macerata tutti i Lunedì dalle ore 15.30 alle ore 18.00 previo appuntamento tel. 0733/407511; ast.macerata@cisl.it

CISL via Montenero 6 Senigallia  Cell. 347 4817293 – Tel. 071 64470; ast.senigallia@cisl.it

CISL largo Castelfidardo 24 Civitanova Marche Tel. 0733 770062; ast.civitanovamarche@cisl.it

CISL via Mugellini 36 Potenza Picena Tel. 0733 671091

CISL viale Regina Margherita 93 Porto Potenza Picena Tel. 0733 688938

L’attività di consulenza e assistenza legale è fornita in convenzione dall’Avvocato
Raffaella Spettoli.

La prima consulenza legale è gratuita.

L’assistenza legale in giudizio viene fornita anche con possibilità di accedere al gratuito patrocinio a spese dello Stato, in presenza dei requisiti di legge.