Cooperazione

Essere sindacato, dal greco (syn) insieme e (dike) giustizia, significa ancora oggi credere che una nuova giustizia possa essere costruita insieme, nell’incontro difficile ma possibile tra interessi sociali a volte coincidenti a volte diversi o contrapposti. La cooperazione diviene allora una dimensione ineludibile dell’azione sindacale.

Cooperazione come contrattazione, come paradigma di nuove relazioni industriali, fondate non sul conflitto ma sull’incontro negoziale partecipativo e responsabile tra due parti disposte a riconoscersi e a dialogare nel rispetto delle prerogative e dei diritti reciproci.

Cooperazione come concertazione, come cifra necessaria dei rapporti tra soggetti  sociali e istituzioni per coagulare le energie fondamentali per il rilancio del paese.

Cooperazione come nuova pratica economica, come necessità che le aziende sviluppino una nuova coscienza etica, diventando attori sociali nella normalità della loro attività; ma anche come riscoperta delle forme cooperative di impresa, quelle che meglio stanno resistendo alla crisi, basate sui valori del mutualismo, della collaborazione, della condivisione di destino tra persone che scelgono di lavorare a un progetto comune.

Cooperazione come rinnovata tensione dell’azione sindacale al globale e all’internazionale, per rifondare l’equilibrio tra equità sociale ed efficienza economica spezzato dal “capitalismo itinerante” della globalizzazione, per sostenere nuovo sviluppo, per globalizzare i diritti, per prevenire i conflitti.