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	<title>Cisl Marche &#187; Fnp pensionati</title>
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	<description>La voce dei lavoratori delle Marche</description>
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		<title>Ircer Macerata, uno strumento per la gestione associata dei servizi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano - Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Ottaviani]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[Ircer Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggi il comunicato stampa del Segretario generale dei pensionati Cisl di Macerata Dino Ottaviani ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
<dl id="attachment_18374" class="wp-caption alignleft" style="width: 485px"><dt><a href="http://cislmarche.it/files/2012/05/P1010063-600-x-4862.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-18374" src="http://cislmarche.it/files/2012/05/P1010063-600-x-4862-150x121.jpg" alt="" width="150" height="121" /></a></dt><dd class="wp-caption-text">Il Segretario generale Fnp Dino Ottaviani</dd></dl>
<p>Il 31 maggio prossimo si svolgerà un Consiglio comunale aperto per approfondire le vicende dell’Ircer di Macerata. Più che soffermarsi su scandali veri o presunti,la Federazionedei pensionati (FNP) della Cisl di Macerata vuole approfittare per contribuire alla discussione attraverso alcune considerazioni che valgono anche per le altre Ipab che hanno deciso di trasformarsi in Aziende pubbliche di servizi alla persona (di seguito APSP).</p>
</div>
<p>La FNPe la Cisl un anno fa hanno molto insistito che le Ipab si trasformassero in APSP. Riteniamo che queste siano infatti uno strumento importante, che se inserito all’interno della programmazione socio sanitaria regionale e di Ambito sociale, può diventare utile per <strong>favorire la gestione associata tra più comuni di più servizi social</strong>i (e non solo di quelli residenziali per anziani). Una possibilità che, in un periodo storico in cui si riducono le risorse per i Comuni, dovrebbe essere “colta al volo” da un amministratore intelligente e lungimirante.</p>
<p>Purtroppo a distanza di un anno nulla si è mosso. Le APSP (Macerata, Civitanova Marche e San Severino) sono rimaste inerti, in attesa degli eventi. Se un anno fa avessimo saputo che l’obiettivo era quello di continuare a “gestire l’esistente”, sarebbe forse stato più utile e meno impegnativo<strong> trasformare le Ircer in Fondazioni di diritto privato </strong>(come Recanti o Matelica).</p>
<p>Anche perché le sfide che attendono le nostre case di riposo sono molte. Prima tra tutte, l’attuazione dell’accordo regionale sul riallineamento delle tariffe delle residenze protette. <strong>Gli anziani non autosufficienti nelle strutture residenziali pagano oggi delle rette veramente troppo alte</strong>. Questo perché su di loro viene ingiustamente caricata l’assistenza sanitaria, che dovrebbe invece essere garantita gratuitamente ad ogni cittadino. Con l’accordo di cui sopra le strutture residenziali hanno ricevuto denaro dall’Asur ma non hanno ridotto le rette. Qualcosa non ha funzionato, e vogliamo capire cosa. <strong>Ma il tavolo di monitoraggio appositamente previsto da un Decreto regionale per vigilare sull’attuazione dell’accordo non è più stato convocato!</strong> Come ormai da prassi consolidata negli ultimi anni, la sanità e gli enti gestori si sottraggono al confronto con il sindacato.</p>
<p>Ma c’è di più. Il Piano socio sanitario regionale prevede che i servizi sociali e sanitari siano organizzati e gestiti a livello intercomunale integrando (con accordo di programma) il Distretto sanitario e l’Ambito sociale, chiamati a costituire un’apposita <strong>Unità operativa sociale e sanitaria</strong> e a <strong>redigere un Piano territoriale integrato</strong>. Anche su questo versante, un’APSP intercomunale potrebbe svolgere un ruolo importante di “soggetto facilitatore” nell’accelerare dinamiche di integrazione.</p>
<p><strong>Questa situazione non è più tollerabile</strong>. Richiamiamo l’attenzione dei Sindaci e dei Consigli di amministrazione delle APSP. Da un anno a questa parte non è stata impegnata un’ora di confronto con il sindacato, neppure a titolo informativo, sul futuro e sulle prospettive delle Aziende pubbliche. <strong>Sembrano mancare il coraggio e la volontà di prendere in mano il futuro dei servizi sociali e sanitari sul territorio</strong>. A pagare il prezzo di questo grave errore saranno tutti i cittadini, specie i più deboli come i pensionati e gli anziani non autosufficienti. <strong>La Federazione</strong><strong> dei pensionati della Cisl non resterà a guardare, ed è pronta ad iniziative, anche eclatanti, di sensibilizzazione e di protesta</strong>.</p>
<p><strong>Il Segretario generale FNP CISL MACERATA – Dino Ottaviani </strong></p>
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		<title>&#8220;Invecchiamento attivo: da una scelta solidale ad un impegno obbligato&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano - Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anno europeo 2012]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
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		<category><![CDATA[invecchiamento attivo]]></category>
		<category><![CDATA[pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[spi-fnp-uilp]]></category>

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		<description><![CDATA[Convegno organizzato dai Pensionati di Cgil, Cisl e Uil Marche ad Ancona il 29 maggio 2012 presso la Facoltà di Medicina - Aula M.Montessori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/05/Programma_Page_1.jpg"><img class=" wp-image-18317 alignleft" src="http://cislmarche.it/files/2012/05/Programma_Page_1.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Invecchiamento attivo significa invecchiare in buona salute, partecipare appieno alla vita della collettività e sentirsi più realizzati nel lavoro. A tal proposito l’anno europeo 2012 vuole promuovere azioni volte a migliorare le possibilità di invecchiare restando attivi e a potenziare la solidarietà tra le generazioni.</p>
<h2>Clicca qui per scaricare il <span style="color: #ff0000"><strong><a href="http://cislmarche.it/files/2012/05/Programma.pdf"><span style="color: #ff0000">Programma del Convegno</span></a></strong></span></h2>
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		<title>&#8220;Anziani, nuovi stili di vita&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 15:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano - Ascoli e Fermo]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl Ascoli-Fermo]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>

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		<description><![CDATA[E' il titolo del Convegno organizzato dalla Cisl Pensionati Coordinamento Donne di Ascoli Piceno il 22 maggio 2012 ad Ascoli Piceno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify">E’ questo il titolo del Convegno che si terrà martedì 22 Maggio 2012 con inizio alle ore 16,30 presso la Sala Docens, Piazza Roma di Ascoli Piceno, organizzato dalla Segreteria Provinciale FNP-Cisl e dai Coordinamenti Donne di Ascoli Piceno-Fermo.</div>
<div style="text-align: justify">L’incontro, inserito nel contesto della &#8220;Settimana della Famiglia&#8221;, manifestazione promossa dall&#8217;Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno (Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità), tratterà temi inerenti la salute della popolazione anziana e non.</div>
<div style="text-align: justify">Gli esperti relazioneranno su argomenti riguardanti la depressione senile, l’osteoporosi post-meno pausale e un’adeguata nutrizione.</div>
<div style="text-align: justify">Recenti studi affermano che corretti stili di vita insieme con un’alimentazione sana ed equilibrata aumentano il benessere generale dell’organismo, assicurano un sano inizio di vita a tutti i neonati e i bambini in età pre-scolare, creano le condizioni per una migliore salute dei giovani, migliorano lo stato di salute delle persone anziane per consentire loro di continuare a svolgere un ruolo attivo nella società; inoltre, negli ultimi decenni si è registrato un crescente interesse per il tema della salute, concepita non più in una dimensione di responsabilità individuale, ma come diritto-dovere che chiama in causa l’intera collettività.</div>
<div style="text-align: justify">Il Coordinamento Donne e la Federazione Nazionale dei Pensionati della Cisl, da sempre, si spendono per fungere da tramite tra i bisogni della popolazione ed il sistema pubblico dei servizi di cura ed assistenza. In particolare, in questa occasione auspicano che gli input scaturiti dal Convegno non vadano perduti ma abbiano una positiva risonanza sul territorio.</div>
<div style="text-align: justify">La giornata si avvarrà del contributo di insigni esperti e della presenza del Segretario Nazionale della FNP-Cisl, Ermenegildo Bonfanti, che concluderà i lavori.</div>
<div></div>
<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/05/FNP-CISL-ANZIANI-A4-MOD.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18178" src="http://cislmarche.it/files/2012/05/FNP-CISL-ANZIANI-A4-MOD.jpg" alt="" width="500" height="700" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A Treia un convegno sull&#8217;osteoporosi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Ottaviani]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[osteoporosi]]></category>

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		<description><![CDATA[L'iniziativa organizzata dai pensionati Cisl di Macerata nella Casa della salute di Treia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/05/persone_arancione_1-1-600-x-4006.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-18127" src="http://cislmarche.it/files/2012/05/persone_arancione_1-1-600-x-4006-150x100.jpg" alt="" width="150" height="100" /></a>Venerdì 4 maggio 2012, presso l’ospedale di Treia, si è svolto il convegno “Osteoporosi, un ladro silenzioso”.</p>
<p>L’iniziativa, organizzata dall’Asur Marche, dal Comune di Treia e dalla Fnp di Macerata, ha posto al centro dell’attenzione le questioni relative alla prevenzione, alla terapia e alla riabilitazione dell’osteoporosi, malattia cronico &#8211; degenerativa che consiste nella progressiva riduzione del livello di calcio nelle ossa, che perdono così resistenza e diventano fragili e soggette a gravi fratture (particolarmente temibile quella del femore).</p>
<p>Un nemico silenzioso di tanti anziani, che spesso devono a tale patologia la perdita della loro autosufficienza. Una malattia insidiosa, difficilmente diagnosticabile in tempi utili a causa della mancanza di sintomi evidenti. Oltre che combattuta con i farmaci, l’osteoporosi può essere prevenuta attraverso un cambiamento dello stile di vita, che comporti un adeguato esercizio fisico, l’esposizione solare controllata e una dieta ricca di calcio e vitamina D.</p>
<p>Tra i relatori del convegno il Dott. Giorgio Mancini, ex primario dell’Unità Operativa di Geriatria dell’Ospedale di Macerata, i Dott.ri Elvio Giannandrea, Maria Donata Mancinelli, Milena Sant’Angelo, Claudio Fiorani, Monica Sgolastra, Anna Maria Scimia, Giovanni Pascucci, Enrico Luchetti e il Fisioterapista Francesco Cerquetti. Ha introdotto i lavori il Segretario generale della Federazione dei pensionati della Cisl di Macerata, Dino Ottaviani.</p>
<p>Al termine dei lavori è stata data la possibilità, ai partecipanti che si erano precedentemente prenotati, di sottoporsi ad esami gratuiti di ultrasonometria ossea.</p>
<p>Il convegno ha rappresentato anche l’occasione per valorizzare l’Ospedale di Treia, riconvertito in Casa della salute. E’ questa una tipologia di struttura destinata ad acquistare un ruolo centrale nella rete dell’offerta di servizi delineata dal Piano socio sanitario 2010 – 2012 della Regione Marche.</p>
<p>Oltre ad ospitare 42 posti letto (16 di riabilitazione e 26 di lungodegenza), la Casa della salute funge da cerniera tra il sistema delle cure primarie e i servizi diagnostici e terapeutici specialistici per le patologie di maggiore impatto, garantendo l’integrazione con i servizi sociali per la presa in carico globale, la risposta ad alcune tipologie urgenze meno gravi attraverso il servizio di continuità assistenziale e alcuni servizi di prevenzione come vaccinazioni, certificazioni e screening.</p>
<p>Una tipologia di struttura ideale soprattutto per rispondere, attraverso la collaborazione tra professionisti di diverse discipline, ai bisogni sociali e sanitari della popolazione anziana e fragile,  e che fungerà da riferimento per la riconversione degli ospedali di piccole dimensioni, all’interno del processo in atto di riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;intesa che aiuta. La proposta della Cisl.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 15:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi e protocolli]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>
		<category><![CDATA[Sicet]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sindacato regionale degli Inquilini Cisl  e i Pensionati Marche sottoscrivono un'intesa sulla nuova tassa sulla casa (IMU).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p align="center"><strong><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/imu.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17782" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/imu.jpg" alt="" width="206" height="107" /></a>PROPOSTA PER LA GESTIONE DELL’IMU DELLA </strong></p>
<p align="center"><strong>FNP-CISL (PENSIONATI CISL) E DEL SICET (SINDACATO INQUILINI CISL)</strong></p>
<p align="center"><strong>SULLE ABITAZIONI NELLE MARCHE</strong></p>
</div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La nuova tassazione IMU sugli immobili</strong> &#8211; decisa con il D. L. 201/2011, convertito dalla legge 214/2011 -, stabilisce le aliquote minime, medie e massime, le rivalutazioni delle rendite catastali su cui calcolarle e la ripartizione delle nuove entrate tra amministrazioni comunali e governo centrale. Evitare che queste nuove imposizioni abbiano solo effetti recessivi non è facile, ma neppure impossibile, nel caso in cui la gestione da parte dei singoli comuni, riesca a <span style="text-decoration: underline">trasformarle in </span><span style="text-decoration: underline">‘leva fiscale’,</span><span style="text-decoration: underline"> finalizzata ad una proficua gestione del territorio, a partire dal patrimonio immobiliare e dalle politiche urbanistico-abitative</span>.  Altrimenti si rischia di ridurre tutto all’ennesima raschiatura del fondo, per tappare i buchi di bilancio, o per rilanciare la politica degli sprechi e dei clientelismi.                                                                                                                                                        E’ evidente quindi che, i margini delle aliquote IMU da prendere in considerazione non potranno essere soltanto quelli più elevati, perché in tal caso non sarebbe possibile una reale differenza di trattamento. Inoltre diverrebbe arduo pensare di tornare indietro in un secondo momento, per abbassare tali imposizioni negli anni successivi. Bisogna pertanto chiedere ai comuni, che facciano l’impossibile per evitare di spararsi tutte le cartucce subito, guardando soltanto alle esigenze dei propri bilanci, soprattutto nei confronti delle abitazioni principali (la cui aliquota non è soggetta ad alcun riparto con il governo centrale).</p>
<p>Limitandoci qui a considerare i soli immobili ad uso abitativo, le imposizioni IMU in rapporto alle diverse forme di utilizzo, possono essere riassunte così come segue:</p>
<div>
<ol start="1">
<li><strong><span style="text-decoration: underline">Per la prima casa o abitazione principale</span></strong><strong> di residenza del nucleo familiare del proprietario, o di uno dei proprietari:                                                                                                                                                                    è prevista un’aliquota dello 0,40% (+ o – 0,20% e una Detrazione da €. 200,00 a 600,00)</strong></li>
</ol>
</div>
<p>Chiedere ai comuni che applichino <strong>una riduzione dell’aliquota ad alcune categorie sociali più disagiate</strong> (che stanno ancora pagando rate di mutuo relative all’acquisto della stessa, disoccupati o cassaintegrati, monoreddito con più familiari a carico, composte di anziani, o familiari non autosufficienti), <strong>compensata da una maggiorazione della stessa a carico dei redditi familiari più elevati.</strong></p>
<p><strong>Il riferimento più utile potrebbe essere il Valore dell’Indicatore ISEE</strong>, in quanto permetterebbe di salvaguardare e tutelare le categorie più disagiate, mentre graverebbe progressivamente sui nuclei familiari proprietari di più immobili &#8211; spesso intestati a familiari senza redditi o a figli minori -, così come peserebbe maggiormente sulle abitazioni di lusso,  facilitando anche l’emersione dal nero, contrastando l’elusione fiscale e l’abusivismo degli ‘immobili invisibili’. Il valore dell’Indicatore ISEE, o Redditometro &#8211; per altro in corso di riformulazione e destinato ad essere utilizzato anche per il riconoscimento del diritto alle detrazioni fiscali &#8211; può essere il metro di valutazione più adeguato, soprattutto nella prospettiva di una revisione generale delle rendite catastali in corso di elaborazione, con ulteriore incremento dell’imposizione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Per la prima casa si potrebbero prevedere le seguenti fasce di ISEE, applicando l’aliquota:</span></strong><strong> </strong></p>
<p>- minima dello 0,20% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia inferiore al valore equivalente a 3 assegni sociali</strong>;                                                                                                                                                    - ordinaria o media dello 0,40% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia compreso fra il valore equivalente a 3 assegni sociali ed un massimo di 5</strong>;                                                                                                    - massima dello 0,60% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia superiore al valore equivalente a 5 assegni sociali</strong>.</p>
<div>
<p><strong>2.   <span style="text-decoration: underline">Per le seconde abitazioni a disposizione del nucleo familiare, sfitte, o concesse in uso gratuito:</span></strong>                                                   <strong>prevista un’aliquota ordinaria dello 0,76% (+ o – 0,30%)</strong></p>
</div>
<p>- Chiedere ai comuni che applichino la <strong>maggiorazione dello 0,30% (cioè l’1,06%) alle abitazioni  sfitte da oltre due anni</strong>, non escludendo un ulteriore 0,20% (fino all’1,26%) nei comuni considerati ad Alta Tensione Abitativa (così come consentito dalla legge 431/98 sulle locazioni abitative, tuttora in vigore).</p>
<p><strong>- Per le seconde case concesse invece in uso gratuito a parenti entro il 2° grado, o ad ex familiari separati, che vi stabiliscano la propria residenza,</strong> <strong>potrebbe essere utile fare riferimento al valore dell’Indicatore ISEE (come per la prima casa), ma applicando l’aliquota:</strong></p>
<p>- minima dello 0,46% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia inferiore al valore equivalente a 3 assegni sociali</strong>;                                                                                                                                                    - ordinaria o media dello 0,76% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia compreso fra il valore equivalente a 3 assegni sociali ed un massimo di 5</strong>;                                                                                            - massima dello 0,96% agli immobili intestati a familiari il cui <strong>Indicatore ISEE sia superiore al valore equivalente a 5 assegni sociali</strong>.</p>
<div>
<p><strong>3.  <span style="text-decoration: underline">Per le abitazioni locate a canone di libero mercato</span>:                                                                                                                                             prevista un’aliquota ordinaria dello 0,76% (+ o – 0,30%)</strong></p>
</div>
<p>Chiedere ai comuni di non scendere al di sotto dell’<strong>aliquota ordinaria dello 0,76%, </strong>eventualmente elevabile, qualora gli affitti nel territorio comunale dovessero tendere a salire eccessivamente.</p>
<div>
<ol>
<li><strong>4.       </strong><strong><span style="text-decoration: underline">Per le abitazioni locate a canone calmierato</span></strong><strong>, conformi agli accordi comunali previsti dalla l. n. 431/98:                      prevista un’aliquota ordinaria dello 0,76% (+ o – 0,30%)</strong></li>
</ol>
</div>
<p><strong>Chiedere a tutti i comuni di <span style="text-decoration: underline">favorire, la stipula di tali contratti, deliberando per questi una aliquota minima dello 0,46%</span></strong><span style="text-decoration: underline">,</span> con la possibilità di derogare a questo minimo nei comuni considerati ad Alta Tensione Abitativa (come consentito dalla legge 431/98, tuttora in vigore, nel caso in cui l’abitazione sia concessa a inquilini che vi stabiliscano la propria residenza, o a studenti fuori sede).</p>
<p><strong>Esentare infine dall’IMU gli alloggi concessi in assegnazione pubblica, di proprietà dei comuni o degli ERAP</strong>, essendo totalmente fuori luogo che lo stato applichi un’imposizione fiscale a se stesso, ovvero alle già esigue risorse destinate all’ERP, se non per aumentare inutili costi burocratici di gestione.       Occorre quindi contrattare con i comuni anche l’utilizzo di queste nuove risorse, affinché tra le varie destinazioni di spesa siano compresi i necessari interventi finalizzati ad evitare, o contenere l’emergenza abitativa, a sostegno dell’edilizia sociale ed a favore di una riqualificazione urbana più complessiva.</p>
<p>E’ comunque evidente che queste opportunità restano insufficienti, senza mettere mano alle contraddizioni sorte tra la normativa fiscale nazionale (Cedolare secca) e la legge sulle locazioni n. 431/98. Poiché una politica fiscale finalizzata ad incentivare la locazione a canoni sopportabili poteva essere fatta, piuttosto che con un’aliquota unica più bassa (che favorisce i redditi più elevati, annullando la progressività dell’imposizione e la differenza tra canoni liberi e calmierati), con una riduzione dell’imponibile sui canoni calmierati o convenzionati e con maggiori detrazioni per gli inquilini, in proporzione al canone corrisposto, favorendo così il “contrasto di interesse” tra proprietario ed inquilino e scoraggiando l’affitto in nero.</p>
<p align="center">
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		<title>Più risorse alle famiglie svantaggiate</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 15:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piano nazionale per la famiglia. In particolare per le famiglie svantaggiate con al proprio interno disabili e pensionati bisognosi di assistenza e di cura. Le richieste della Cisl e della Fnp.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/famiglia.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17762" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/famiglia.jpg" alt="" width="218" height="145" /></a>Dopo due anni di attesa, finalmente il governo ha varato il Piano nazionale per la famiglia. Un fatto, questo, che riveste molta importanza in quanto è il primo segnale di risveglio da una condizione di silenzio che ha lasciato letteralmente in letargo tutto quello che riguarda le politiche a favore della famiglia.<br />
Come Cisl e come Fnp, abbiamo più volte sottolineato l&#8217;urgenza di un provvedimento che potesse ottemperare a tutte quelle che sono le esigenze delle famiglie, in particolar modo di quelle famiglie svantaggiate con al proprio interno figli disabili e pensionati bisognosi di assistenza e di cure. Siamo contenti che il ministro Riccardi sia arrivato a questo risultato che prevede lo stanziamento di 81 milioni in parte recuperati da residui delle passate annualità, ma tutto ciò per noi rappresenta solo l&#8217;inizio, visto che la somma appena stanziata è addirittura inferiore a quella degli anni precedenti: è necessario un disegno più completo che si traduca in sostegni concreti alle famiglie italiane che stanno sopportando tutto il peso della crisi. Altra nota dolente del provvedimento presentato dal ministro Riccardi è che esso si limita ad essere un progetto programmatico, che al momento non vincola alcuna istituzione o ente alla sua concreta realizzazione. Una realizzazione ormai indifferibile: se lo Stato nel tempo si è sempre più disimpegnato dalle politiche familiari, obbligando la famiglia a diventare l&#8217;unico ammortizzatore sociale, è necessario che essa ora venga posta al centro del welfare, non quello tradizionale o delle corporazioni, ma quello comunitario che investa risorse pubbliche e stimoli la partecipazione attiva della società civile al benessere collettivo.<br />
Un orientamento che rappresenta da sempre il faro del sindacalismo riformista della Fnp è quello verso la necessità di legare lo sviluppo e la qualità del welfare alla crescita dell&#8217;Italia dove, a differenza dell&#8217;Europa che ha attuato importanti riforme per il sostegno pubblico dei poveri e degli emarginati, per l&#8217;assistenza ai non autosufficienti e per il supporto dell&#8217;infanzia e delle famiglie con bambini, si è assistito ad una crescita della spesa sociale sempre più debole e una drastica riduzione delle risorse, soprattutto in tema di non autosufficienza, famiglia e povertà.<br />
Per quanto riguarda la richiesta che noi, come Fnp Cisl, abbiamo fatto al governo circa la creazione di un Piano per la non autosufficienza, è ora di rispondere all&#8217;emergenza silenziosa delle famiglie che assistono quotidianamente disabili ed anziani non autosufficienti, e per farlo sono indispensabili interventi volti ad una maggiore equità nella distribuzione dei sacrifici in un momento così delicato per il paese. Tra questi, anche il decreto che dovrà riformare l&#8217;Isee: un provvedimento delicatissimo che dovrà definire le nuove condizioni economiche delle famiglie, soprattutto di quelle più fragili, per dare loro la possibilità di usufruire di prestazioni e servizi sociali indispensabili alla propria sussistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Imu e anziani non autosufficienti che risiedono in Rsa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 11:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - Pesaro e Urbino]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>
		<category><![CDATA[pensionati]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie alla Federazione Pensionati, per quanto riguarda l'Imu,  l'Imposta sulla Casa, i Comuni potranno considerare come abitazione principale l'immobile posseduto dall'anziano o dal disabile. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/casa-imu1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17754" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/casa-imu1.jpg" alt="" width="288" height="213" /></a>Facciamo il punto sugli ultimi provvedimenti in materia di Imu.<br />
A seguito del Decreto Legge n. 201/2011, convertito in Legge 214/11, viene stabilito che l&#8217;abitazione principale è &#8220;l&#8217;unica unità immobiliare nella quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente&#8221;. Come noto, il codice civile (art. 43) considera la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, ovverosia dove abita.</p>
<p>La norma così formulata avrebbe comportato che gli anziani che dimorano nelle Rsa o in strutture analoghe avrebbero dovuto pagare un importo superiore, in quanto le predette strutture sarebbero state considerate prime case e, paradossalmente, gli immobili di loro proprietà, come seconde case.<br />
La Commissione Finanze della Camera ha concluso l&#8217;esame del Decreto Legge di semplificazione fiscale, approvando numerose modifiche, tra le quali si segnalano quelle relative all&#8217;IMU, anche a seguito delle pressioni esercitate dal sindacato pensionati.<br />
In particolare, i comuni potranno considerare, ai fini IMU, come abitazione principale l&#8217;immobile posseduto da anziani e disabili che vengono ricoverati in strutture socio-sanitarie, purché l&#8217;immobile non risulti locato. Il Decreto passa ora all&#8217;esame della Camera, che dovrà confermare il testo rivisto dalla Commissione, per poi tornare al Senato; non è escluso che intervengano ulteriori modifiche.<br />
La conseguenza è, certamente, non di poco conto, dato che l&#8217;aliquota base prevista per le seconde case è del 7,6 per mille, a fronte di quella agevolata del 4 per mille prevista per la prima casa. Inoltre, ad oggi, tenuto conto degli ultimi emendamenti, la rateizzazione in tre tranche (18 giugno, 17 settembre, 17 dicembre) è prevista solo per la prima casa. L&#8217;incidenza dell&#8217;IMU per gli anziani non autosufficienti ricoverati sarebbe stata non di poco conto, tanto più che per i pensionati non sono state previste esenzioni specifiche (la detrazione per la prima casa di 200 euro, più 50 euro per ogni figlio convivente con meno di 26 anni e fino ad un massimo di € 400, riguarda solo il nucleo familiare).<br />
Nel frattempo i Comuni, su richiesta della Federazione Nazionale Pensionati con specifici accordi, possono introdurre un trattamento fiscale meno gravoso per gli anziani.<br />
Riteniamo che possano essere sottoscritti accordi con le Amministrazioni locali, ovviamente tenendo conto anche della modifica intervenuta, al fine di riconoscere agli anziani, ed in particolare modo per quelli non autosufficienti, l&#8217;equità e la dignità che meritano.</p>
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		<title>Anziani, è emergenza sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano - Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Ottaviani]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sindacato dei pensionati di Cisl e Cgil di Macerata chiede un sistema pubblico di servizi per le persone anziane ( e non) con disabilità ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dl id="attachment_17663" class="wp-caption alignleft" style="width: 485px"><dt><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/P1010069.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-17663" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/P1010069-150x112.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a></dt><dd class="wp-caption-text">Il Segretario generale FNP Cisl Dino Ottaviani</dd></dl>
<p>La <strong>non autosufficienza</strong> è un&#8217;emergenza sociale alla quale è necessario rispondere con un piano territoriale che dia risposte ai bisogni sociali e sanitari delle persone, soprattutto anziane, con disabilità grave. Lo affermano i sindacati dei <strong>pensionati</strong>  FNP Cisl e SPI Cgil, che lunedì 23 aprile hanno organizzato <strong><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/c.adriatico_MC_22_04_Assemblea_Cgil-Cisl_merged.pdf">un&#8217;assemblea pubblica</a></strong> all&#8217;Hotel 77 di Tolentino.</p>
<p>Preoccupanti i <strong><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/I-numeri-della-non-autosufficienza.pdf">numeri</a> </strong>forniti<strong> </strong>dall&#8217;ufficio studi sul welfare della Cisl di Macerata, illustrati  nella <strong><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/Traccia-relazione-introduttiva.pdf">relazione introduttiva </a>del Segretario generale dei pensionati Cisl di Macerata Dino Ottaviani.</strong>  Sono circa 65.000 gli anziani non autosufficienti nella Regione Marche, 11.000 solo nella Provincia di Macerata. Una famiglia italiana su 10 ha al suo interno una persona non autosufficiente. Solo il 20 % di esse fruiscono di <strong>servizi</strong> pubblici a domicilio.</p>
<p>Una situazione insostenibile alla quale è necessario rispondere con un sistema articolato in  grado di integrare interventi a domicilio con <strong>servizi</strong> residenziali per gli anziani soli.</p>
<p>Tenendo poi conto che oggi sono almeno 14.000 gli anziani marchigiani assistiti dalle assistenti familiari private (le cosiddette <strong>badanti)</strong>, il sindacato dei <strong>pensionati</strong> chiede politiche pubbliche che valorizzino le responsabilità delle <strong>famiglie</strong>  ed integrino il ruolo delle badanti e dei caregiver (i familiari che si prendono cura dei non autosufficienti)  nel sistema pubblico, attraverso formazione e informazione su tutte le attività legate al lavoro di cura.</p>
<p>Sullo sfondo rimane la questione del Fondo nazionale per la <strong>non autosufficienza</strong>, soppresso nel 2011. Il sindacato dei <strong>pensionati</strong>, attraverso un&#8217;apposita piattaforma nazionale, chiede che il Fondo nazionale sia ripristinato e che venga approvata una legge quadro sulla <strong>non autosufficienza</strong>, nella quale vengano definiti i livelli essenziali minimi di <strong>servizi</strong> che, su tutto il territorio nazionale, devono essere garantiti alle persone non autosufficienti.</p>
<p>Ospiti dell&#8217;incontro l&#8217;Assessore regionale alla famiglia e alle politiche sociali Luca Marconi, il Coordinatore degli Ambiti sociali 16, 17 e 18 Valerio Valeriani e la Direttrice del Distretto sanitario di Macerata e Tolentino Donella Pezzola. Ha concluso i lavori la Segretaria nazionale dello SPI Cgil Celina Cesari.</p>
<p><iframe width="600" height="450" src="http://www.youtube.com/embed/F0CwN1RmHVM?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/c.adriatico_MC_22_04_Assemblea_Cgil-Cisl_merged.pdf">LA RASSEGNA STAMPA</a></p>
<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/I-numeri-della-non-autosufficienza.pdf">I NUMERI DELLA NON AUTOSUFFICIENZA</a></p>
<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/Traccia-relazione-introduttiva.pdf">RELAZIONE DINO OTTAVIANI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IMU. Ancora una volta si penalizzano i più deboli.</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 16:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilagiampieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano - Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[gigi bonfanti]]></category>
		<category><![CDATA[imu]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensionati e disabili sono le fasce più colpite dalla nuova tassa sulla casa. La dichiarazione di Gigi Bonfanti, Segretario generale pensionati Cisl nazionale, con cui esprime contrarietà alla nuova norma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/anziani1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-17555" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/anziani1.jpg" alt="" width="252" height="215" /></a>«<em>Ancora una volta a rimetterci sono le categorie più deboli e svantaggiate di questo Paese. L&#8217;IMU, l&#8217;imposta sulla casa, per la quale il Governo ha previsto  detrazioni solo per le famiglie con figli al di sotto dei 26 anni, dimenticando altre categorie come i pensionati che hanno a carico il proprio coniuge</em>».</p>
<p>E&#8217; quanto dichiara <strong>Gigi Bonfanti, Segretario Generale della Cisl Pensionati</strong>, secondo il quale &#8220;<em>tutto ciò dovrebbe far vergognare questo governo, così come anche la decisione di considerare come seconda casa l&#8217;abitazione dei pensionati e dei disabili che vivono in strutture sanitarie col pretesto, sottolineato anche da qualche sottosegretario, che tale misura possa rappresentare un strumento di lotta all&#8217;evasione fiscale.&#8221;</em></p>
<p>«<em>Proprio a questo proposito</em> – prosegue <strong>Bonfanti</strong> &#8211; <em>vorremmo ricordare che vivere in una residenza per l&#8217;assistenza significa, già di per sé, dover affrontare delle spese non indifferenti per qualunque anziano o disabile e per le loro famiglie, sulle quali il governo continua ad infierire senza alcuno scrupolo attraverso una decisione come questa che</em> – conclude il <strong>segretario della Federazione dei Pensionati Cisl</strong> – <em>non fa che dimostrare, ancora una volta, la totale mancanza di volontà di mettere in atto azioni eque e degne di un Paese civile».</em></p>
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		<title>Assemblea dei pensionati sulla non autosufficienza</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo.moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano - Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[Fnp pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[non autosufficienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 23 aprile all'Hotel 77 di Tolentino i pensionati di Cisl e Cgil di Macerata organizzano un'assemblea pubblica sul tema dell'assistenza agli anziani disabili e alle loro famiglie ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cislmarche.it/files/2012/04/0001-424-x-600.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17435" src="http://cislmarche.it/files/2012/04/0001-424-x-600.jpg" alt="" width="424" height="600" /></a></p>
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