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UGC - COLTIVATORI

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Produttori agricoli singoli e associati (imprese agricole).

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Le ultime notizie

03/03/2017 8 Marzo 2017, Le donne sono il cuore dell'economia europea #NoViolenza #Paritàsalariale
La Cisl, in vista delle celebrazioni per la Giornata Internazionale delle Donne dell'8 Marzo, aderisce,  insieme agli altri sindacati,  alle iniziative promosse dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES) al fine di unire tutte le forze sindacali europee per dare maggiore incisività alla loro azione dentro e fuori i singoli confini nazionali. Lo slogan “Le donne sono il cuore dell’economia europea” è stato rafforzato con l’uso degli hashtags #Noviolenza e #Paritàsalariale  per richiamare ancora una volta l’attenzione delle istituzioni e del Governo su questioni che oltre a ledere i diritti delle donne nell'immediato ne protrae gli effetti negativi nel tempo. In media in Europa le donne guadagnano il 17 per cento in meno rispetto agli uomini. Uno dei motivi è che le donne hanno più difficoltà a conciliare impegni di lavoro e familiari. Di conseguenza, sono loro soprattutto a scegliere il lavoro a tempo parziale e a interrompere continuamente la propria carriera, con conseguenze dirette e deleterie sui salari. Il gender pay gap rimane, dunque, un tema cruciale per il sindacato nella lotta contro le discriminazioni legate al genere, tenuto conto del fatto che una sua sostanziale riduzione, oltre a rilanciare i consumi e l’economia, eliminerebbe un’altra disparità, direttamente collegata alla prima, il gap pensionistico che vede nel nostro Paese le donne percepire un assegno di pensione inferiore di circa il 30% rispetto agli uomini.
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16/11/2015 #Parigisottoattacco Lettera Cisl ai sindacati francesi e presidio unitario ad Ancona
Presidio oggi 16 novembre -  Piazza Roma ad Ancona ore 18,00 -  promosso da  Cgil Cisl e Uil  in solidarietà al popolo francese e alle famiglie delle vittime degli attentati che hanno colpito Parigi lo scorso venerdì 13 novembre. In piazza Roma, insieme ai sindacati, saranno  presenti le istituzioni e  il Console onorario di Francia.«Non arretriamo nei nostri principi di tolleranza, libertà, pace e integrazione. -  sottolinea Alessandro Mancinelli, responsabile Ast Ancona - A quei terroristi integralisti che vogliono dividere il campo tra fedeli e infedeli, nascondendosi dietro la religione, per divenire egemoni nel modo islamico, opponiamo la nostra intelligenza individuale e collettiva che vuole capire le ragioni, che vuole rafforzare la conoscenza, che sa discernere e vuole valorizzare le comunità musulmane democratiche e moderate, che ritiene strategico mantenere un ruolo politico nel medio oriente, che valuta fondamentale la pacificazione dei tanti conflitti mediorientali a partire da quello siriano. - conclude Mancinelli - La ricerca di vendetta e lo scontro di civiltà sono il terreno su cui i terroristi ci vogliono trascinare, non dobbiamo permetterlo, sarebbe il modo peggiore per affrontare la situazione ed anche per ricordare le ultime vittime francesi».Lettera della Cisl ai sindacati francesi Care amiche e cari amici La CISL ha espresso la più ferma condanna per il brutale attacco terroristico che per la seconda volta a distanza di pochi mesi ha sconvolto la città di Parigi mietendo vittime e feriti, generando terrore e dolore non solo in Francia ma in tutta la comunità' internazionale. Desideriamo esprimere la solidarietà ed il cordoglio dei nostri iscritti e dirigenti ai sindacati francesi ed alle famiglie delle vittime che hanno perso la vita in questo tragico e sconvolgente attentato terroristico. Ai sindacati francesi  va  tutta la nostra vicinanza e sostegno in questo momento cosi doloroso, nel comune impegno di agire in Francia come in Europa, nelle sedi europee ed internazionali, per debellare la piaga del terrorismo e della strategia dell'odio e del terrore, che sembra imperversare in maniera diffusa, attraverso la difesa dei valori della democrazia, della libertà e della tolleranza che hanno ispirato il progetto di costruzione europea  e che devono continuare ad esprimere il fulcro e l'identità della nostra azione all'interno così come all'esterno dei nostri confini . Continueremo a promuovere nelle relazioni sociali e nelle sedi internazionali, la necessita' di un sindacalismo libero e democratico al fine di garantire percorsi di pace e democrazia nei processi di globalizzazione, attraverso la tutela della dignita' del lavoro e della persona, a partire dalle zone del pianeta più martoriate dai conflitti in atto. Solo una risposta autorevole e univoca dell'Europa potrà arginare e sconfiggere l'odio e la violenza dell'aggressione terroristica. Per questo obiettivo e' indispensabile una Confederazione Europea dei sindacati unita e integrata, un obiettivo a cui la Cisl non farà mancare il proprio impegno per realizzarla e promuoverla. È con questo messaggio di solidarietà ma anche di determinazione nell'affermazione democratica che vogliamo essere vicini ai sindacati, ai lavoratori ed a tutti i cittadini francesi, affinché la speranza possa presto risorgere dalle macerie dello sconforto e della disperazione di queste tragiche ore. Con grande affetto e vicinanza Annamaria Furlan Segretaria Generale Cisl _ Chères amies et chers amis, La CISL a exprimé le ferme condamnation de l'attaque terroriste brutale que, pour la deuxième fois en quelques mois, a choqué la ville de Paris en causant victimes et blessés ainsi que terreur et douleur pas seulement en France, mais dans toute la communauté internationale. Nous tenons à exprimer la solidarité et de condoléances de nos membres et des dirigeants aux syndicats français et aux familles des victimes qui ont perdu leur vie dans cet attentat terroriste tragique et terrible. Nous exprimons notre proximité et soutien aux syndicats français dans ce moment si douloureux, dans l'engagement commun à prendre des mesures en France comme en Europe, dans les organisations européen et international, pour éradiquer le fléau du terrorisme et de la stratégie de la haine et de la terreur, à travers la défense des valeurs de la démocratie, de la liberté et de la tolérance qui ont inspiré le projet européen et qui doit continuer à exprimer le cœur et l'identité de notre action à l'intérieur et l'extérieur de nos frontières. Nous allons continuer à promouvoir dans les relations sociales et dans les organisations internationaux, la nécessité pour un syndicalisme libre et démocratique pour assurer des chemins de paix et de démocratie dans le processus de la mondialisation, à travers la protection de la dignité de la personne et du travail, à commencer des zones de la planète les plus touchées par les conflits en cours. Seule une réponse influent et sans ambiguïté de l'Europe pourra endiguer e battre l' haine et la violence des attaques terroristes. A cet effet est indispensable une Confédération européenne des syndicats unie et intégrée, un objectif auquel la CISL ne fera pas manquer son engagement à la réaliser et promouvoir. Il est avec ce message de solidarité, mais aussi dans l'affirmation de la détermination démocratique que nous voulons être proches aux syndicats, aux travailleurs et à tous les citoyens français, de sorte que l'espoir peut bientôt se lever des décombres de désespoir de ces heures tragiques. Avec beacoup de solidarité et proximité Annamaria Furlan Secrétaire Général de la CISL
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07/09/2015 Pensioni dei sindacalisti: facciamo chiarezza
Facciamo chiarezza sulle pensioni dei sindacalisti e sventiamo l’attacco al sindacato e allo Stato sociale. Le polemiche che in questi giorni si riversano di frequente sulla stampa contro le Organizzazioni sindacali e i sindacalisti, colpiscono attraverso il tentativo della delegittimazione il ruolo della democrazia partecipativa, disconoscendo il valore dei corpi intermedi e la loro libera e autonoma espressione. I sindacalisti non percepiscono 2 pensioni. La pensione viene calcolata sulla retribuzione complessiva di chi svolge attività sindacale e con le stesse modalità di calcolo che valgono per tutti gli altri lavoratori, a parità di settore di riferimento. Sullo stipendio del lavoratore che va in aspettativa sindacale non retribuita, che viene pagato dalla struttura o categoria sindacale presso la quale quel lavoratore presta la propria attività, maturano contributi che, in base alla Legge 300/1970 (lo Statuto dei lavoratori), sono accreditati figurativamente dall’Inps e vengono calcolati sulla base della retribuzione che quel lavoratore avrebbe percepito se avesse continuato a svolgere la propria attività alle dipendenze del datore di lavoro originario. Sullo stipendio del lavoratore che va in aspettativa sindacale retribuita ( si tratta solitamente di lavoratori del pubblico impiego) il datore di lavoro originario continua ad erogare la retribuzione e a versare i contributi previdenziali, che sono calcolati nello stesso identico modo degli altri lavoratori pubblici che si trovano nelle medesime condizioni stipendiali.  In questo caso si parla di distacco. La struttura o categoria sindacale dove il sindacalista svolge la propria attività può in alcuni casi integrare la retribuzione di riferimento e su questo incremento maturano i contributi che la struttura stessa versa all’Inps. La pensione complessiva, dunque, è una soltanto e deriva dal calcolo dei contributi maturati sulla retribuzione che il lavoratore percepisce e che può essere integrata, rispetto a quella derivante dal lavoro originario, come da contratto collettivo, dalla struttura sindacale, che in questo caso si addossa il costo dei contributi da versare. Le pensioni dei sindacalisti uguali a quelle degli altri lavoratori. I sindacalisti percepiscono una pensione che è calcolata in base alle regole del settore originario di appartenenza. Siccome la pensione dei dipendenti pubblici, fino al 2011, si calcola con regole diverse da quelle dei dipendenti privati, anche il sindacalista distaccato da un ente o da una istituzione pubblica, presso il sindacato, avrà la sua pensione calcolata con le medesime regole che valgono per gli altri lavoratori pubblici. Per quanto riguarda i lavoratori con prima occupazione dal  1° gennaio 1996, la pensione è calcolata interamente con il metodo contributivo e con le stesse regole, dunque, è calcolata anche la pensione del sindacalista in distacco o in aspettativa sindacale non retribuita. Per quanto riguarda i lavoratori assunti precedentemente al 1996, la pensione è calcolata con il metodo retributivo: sull'anzianità contributiva maturata fino al 31/12/2011, se il lavoratore aveva almeno 18 anni di contributi maturati al 31/12/1995; sull'anzianità contributiva maturata fino al 31/12/1995, se il lavoratore aveva almeno 18 anni di contributi maturati alla stessa data ( per gli anni successivi la pensione viene calcolata con il metodo contributivo); Per i lavoratori del settore privato (e per i sindacalisti collocati in aspettativa sindacale, il cui datore di lavoro opera nel settore privato) la quota di pensione calcolata con il metodo retributivo maturata dal ’93 in poi prende a riferimento la media degli ultimi 10 anni di retribuzione, mentre la quota di pensione calcolata con il metodo retributivo e maturata prima del ’93 prende a riferimento gli ultimi 5 anni di retribuzione. I sindacalisti pubblici sono lavoratori pubblici Per i lavoratori del settore pubblico (e per i sindacalisti distaccati o collocati in aspettativa sindacale, il cui datore di lavoro originario opera nel settore pubblico) la quota di pensione calcolata con il metodo retributivo maturata dal’93 in poi prende a riferimento la media degli ultimi 10 anni di retribuzione, mentre la quota di pensione calcolata con il metodo retribuita e maturata prima del ’93, prende a riferimento l’ultimo stipendio ma nella base di calcolo rientra solo la retribuzione fissa e non quella variabile o accessoria. Dov'è dunque lo scandalo? Nel fatto che un sindacalista pubblico percepisca una pensione calcolata, anche sulle eventuali integrazioni  effettuate dal sindacato, con le medesime regole degli altri dipendenti pubblici? Perché questo attacco al sindacato? La superficialità con cui la stampa ha sintetizzato le modalità di calcolo della pensione di chi svolge attività sindacale, stanno generando un clima di confusione, contribuiscono a creare falsa informazione e screditano le Organizzazioni sindacali. Ciò avviene proprio alla vigilia della presentazione della legge di stabilità per il 2016 e nell’imminente avvio del confronto con il Governo sul ripristino della flessibilità nell’accesso al pensionamento. E’ noto infatti come il sindacato sia da tempo schierato contro le ipotesi  volte a consentire il ripristino di una possibilità di accesso anticipato al pensionamento in cambio del ricalcolo dell’intera pensione, con il metodo contributivo che provocherebbe ai lavoratori penalizzazioni variabili tra il 20% e il 40% del trattamento pensionistico finale, a seconda delle diverse carriere lavorative. E’ un caso che l’attacco al sindacato avvenga proprio in questo momento? Anche i lavoratori collocati in aspettativa per incarichi politici che svolgono funzioni pubbliche hanno le stesse regole previdenziali. Il sindacato, come tutti i corpi intermedi e della società civile, è impegnato in uno sforzo per il cambiamento. Ma le principali istituzioni internazionali e la stessa Unione Europea hanno riconosciuto che i Paesi che hanno tenuto meglio durante l’attuale crisi economica sono quelli dove il dialogo sociale è più forte e gli obiettivi di politica economica e sociale sono condivisi tra Governo e Organizzazioni di rappresentanza del lavoro e delle imprese. Attaccare il ruolo del sindacato significa compromettere la coesione sociale e l’equità e, in ultima analisi anche lo Stato sociale e lo Stato di diritto. E’ quello che si vuole?  Scarica il volantino
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28/03/2013 CONGRESSO UGC CISL MARCHE, 27 marzo 2013 – San Marcello
Il 27 marzo i produttori marchigiani e gli agricoltori iscritti alla CISL si sono riuniti a congresso. La relazione del presidente Giancarlo Gorini, dopo aver evidenziato le difficoltà e la crisi di valori in cui versa l’Occidente, ed in particolare l’Italia, ha rilanciato il ruolo dei coltivatori italiani, “ custodi di un bene irripetibile che è il territorio, un bene prezioso consegnato dai nostri antenati e che è nostro dovere consegnare alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili”. Gorini ha stigmatizzato come la crisi di valori ed il ruolo della Finanza Internazionale abbia impattato pesantemente sulle attività degli agricoltori italiani ed europei, “ determinando incertezza e volatilità dei prezzi” ed aumentando gli squilibri tra le aree del mondo. “Tempi difficili” quelli che stiamo vivendo e in cui si registra un ritorno dei giovani “alla terra”: un fenomeno ristretto che coinvolge per lo più giovani o adulti che hanno perso il lavoro e comunque limitato ad attività agricole indirizzate per lo più verso l’autoconsumo e non verso l’attività imprenditoriale, resa del resto difficilmente accessibile dalle restrizioni ai finanziamenti e dall’eccessivo carico di burocrazia. Gorini ha altresì sottolineato l’insensatezza della tendenza a valutare i nostri sistemi produttivi agricoli unicamente in base alla loro capacità di essere competitivi sul mercato globale: si tratta di un errore di valutazione che rischia di mettere a repentaglio quel sistema di diritti d’impresa, di lavoro e di sicurezza alimentare, di salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali che abbiamo costruito nel tempo e che, se abbandoneremo la nostra agricoltura a sé stessa, rischiamo di perdere per sempre. “L’alternativa”, ha concluso il Segretario, “è far comprendere ai cittadini-consumatori italiani che debbono acquistare prodotti provenienti dai nostri campi e dai nostri allevamenti, perché più buoni e più sicuri, anche se costano di più”. Si tratta di una sfida non facile: “la crisi economica che stiamo attraversando oltre a restringere i consumi alimentari, spinge inesorabilmente una grossa fascia di consumatori a comprare prodotti al prezzo più basso a prescindere da altre valutazioni.” I delegati al congresso UGC hanno poi condiviso ed apprezzato l’intervento del Segretario Regionale Antonio Angelini che ha spiegato le ragioni che stanno alla base della regionalizzazione decisa dalla CISL delle Marche che impegnerà, come soggetto protagonista del processo organizzativo anche l’unione generale coltivatori. Il Congresso ha infine confermato Giancarlo Gorini alla guida della UGC Marche per il prossimo quadriennio.
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