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FILCA - COSTRUZIONI E LEGNO

Chi siamo

Imprese edili, imprese produttrici cemento, calce e gesso, laterizi, manufatti in cemento e fibrocemento; imprese di escavazione di ghiaia e sabbia, di escavazione e/o lavorazione del materiale lapideo;e imprese di lavorazione del legno.

Luca Tassi, Segretario Generale Filca Cisl Marche 

 

 

Sede regionale:

Via dell'industria, 17 - 601xx Ancona
Tel: 071 5051
Fax: 071 505207
Email: filca.marche@cisl.it
Pec: filca.marche@pec.cisl.it

Ancona

Via Ragnini, 4 - 60127 Ancona
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:30-18:30
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16:30-18:30
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09:00-12:00 [ogni 15gg]
Via Montenero, 6 - 60019 Senigallia
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:30-18:30
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Via De Gasperi, 50 - 60044 Fabriano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 [Quinzi Giuseppe 3473738222]
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Via Santa Croce, 2 - 60043 Cerreto d'Esi
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:00-18:30 * [Quinzi Giuseppe 3473738222]
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* su appuntamento
Via San Gennaro 30 - 60027 Osimo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:30-18:30
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Ascoli Piceno

CENTOBUCHI, Via dei Tigli Località - 63076 Monteprandone
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:00-19:00 *
16:00-19:00 *
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* su appuntamento
Piazza Nardone, 23 - 63074 San Benedetto del Tronto
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:00-19:00 *
16:00-19:00 *
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* su appuntamento
Contrada Cerreto, 1 - 63082 Castel di Lama
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:00-19:00
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16:00-19:00
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Fermo

Via Sant'Alessandro, 3 - 63900 Fermo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
08:30-12:30
15:30-18:30
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Via San Francesco, 116 - 63821 Porto Sant'Elpidio
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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08:00-12:00 *
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Macerata

Via G. Valenti, 27/35 - 62100 Macerata
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 *
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09:00-12:30 * [Secondo e quarto sabato del mese]
* su appuntamento
Largo Castelfidardo, 24 - 62012 Civitanova Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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16:30-18:30
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Via Leopardi, 1 - 62011 Cingoli
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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08:30-12:30 [primo e terzo sabato del mese]
Via Dante, 22 - 62027 San Severino Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Via Bramante, 62 - 62017 Porto Recanati
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:30-18:30
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Borgo XX Settembre, 78 - 62010 Appignano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Pesaro Urbino

Via Porta Rimini, 11 - 61121 Pesaro
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-19:00
09:00-12:00
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-19:00
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Piazza del Mercato, 16 - 61034 Fossombrone
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-19:00
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Piazza G-Brodolini 2 - 61045 Pergola
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:00-18:30
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Via Antimi, 13 - 61023 Macerata Feltria
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [TELEFONARE PER PRENDERE APPUNTAMENTO]
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via dei martiri della libertà - 61033 Fermignano
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15:30-18:30 * [EL NAHILI]
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08:30-12:00 * [EL NHAILI]
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Le ultime notizie

14/09/2020 Mancato rinnovo CCNL settore legno-industria fermo da 17 mesi a Fano l’attivo Filca Cisl Marche dei lavoratori
Continua lo stato di agitazione indetto dai sindacati di categoria i primi di agosto, dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 marzo del 2019 che nelle Marche interessa  oltre 25.000 lavoratori del settore legno-industria, dei  150 mila lavoratori in tutta Italia. «Nei 15 incontri svolti con Federlegno in questa lunga trattativa – dichiara il segretario nazionale della Filca Cisl, Salvatore Federico – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise nell’interesse delle comunità aziendali. Prendiamo atto della inaccettabile e immotivata chiusura della parte datoriale. Nessun riscontro da parte di Federlegno anche su temi a noi molto cari come ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare. Quella decisa i primi di agosto è la seconda mobilitazione del settore, dopo lo sciopero generale del 21 febbraio scorso. È davvero arrivato il momento di dare una vigorosa accelerata alla trattativa e di raggiungere in tempi rapidi l’accordo sul testo da noi rinviato alla controparte». «È il momento però di passare ai fatti – prosegue il Segretario Nazionale della Filca – garantendo un contratto dignitoso e moderno e assicurando ai lavoratori la sicurezza, un salario adeguato, condizioni di lavoro caratterizzate dal benessere organizzativo e dalla partecipazione degli stessi lavoratori alle decisioni dell’azienda. Di questo ha bisogno la comunità aziendale, non certo della rivoluzione bonomiana. Anche perché una vera rivoluzione vorrebbe dire rafforzare ancora di più la partecipazione e la bilateralità, due temi a noi molto cari. Tutto ciò vale in modo particolare per il contratto del legno, un settore che in passato si è rivelato moderno e lungimirante. Oggi può davvero diventare un esempio per tutti gli altri comparti, un modello da imitare». A sostegno della mobilitazione nazionale indetta ad agosto, la Filca Cisl Marche ha riunito nella mattinata di oggi 14  settembre  a Fano,i  delegati/e e le RSU delle maggiori aziende marchigiani del settore Legno e Arredo Industria in un attivo regionale per fare il punto sulla trattativa interrotta e  valutare le prospettive future per una rapida ripresa della negoziazione dopo 17 mesi di mancato rinnovo contrattuale. Ai  lavori  introdotti dal Segretario Regionale Filca Cisl Paolo Ferri e conclusi da Salvatore Federico della Filca Cisl Nazionale, sono intervenuti il Segretario Generale della Filca Cisl Marche, Luca Tassi e il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi. Hanno portato la loro testimonianza i lavoratori marchigiani del settore. Durante l’attivo sono state garantite tutte le misure previste dal protocollo anti-covid 19.
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05/08/2020 Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil :“ Stop a trattative per il rinnovo CCNL settore legno, dal 5 agosto stato di agitazione, blocco degli straordinari e della flessibilità, in tutta Italia per comportamento irresponsabile di Federlegno “
La decisione da parte di Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil di proclamare lo stato di agitazione dal 5 agosto  è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 marzo del 2019 che interessa 150 mila lavoratori in tutta Italia, di cui oltre 25000 nelle Marche e dopo lo sciopero generale del 21 febbraio scorso. Decisione arrivata  a conclusione dell’incontro del 5 agosto « quando Federlegno ha abbandonato il tavolo della trattativa perché secondo loro non c’erano più le condizioni per proseguire la trattativa. - sottolineano i rappresentati sindacali di Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil - Questa scelta irresponsabile e gravissima di Federlegno, oltre a lasciare 150 mila lavoratori senza contratto da un anno e mezzo, arriva dopo 14 incontri svolti in 14 mesi di trattativa in cui, come sindacato, abbiamo sempre cercato di trovare soluzioni condivise alle problematiche del settore ed alle esigenze delle imprese. Fillea-Filca-Feneal valutano insufficiente la proposta arrivata sia nella parte normativa che nella parte economica.» «Queste proposte denotano, da parte di Federlegno, un comportamento ripiegato su una traiettoria di sviluppo del settore poco attenta all’innovazione e alla qualità del prodotto, con una scarsa propensione agli investimenti sulle persone e soprattutto al sostegno delle imprese più serie e competitive. - proseguono Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil  - Siamo convinti da tempo che per vincere la sfida della competizione globale, specialmente dopo il COVID, le aziende italiane del mobile e dell’arredo devono puntare sulla qualità del prodotto e dell’innovazione, questo vale sopratutto per il nostro distretto marchigiano del mobile.» Per i sindacati di categoria lo stato di agitazione si cala in un contesto e in una congiuntura che può leggersi in chiaroscuro. «Finita emergenza COVID tireremo le somme, però ad oggi,  se è innegabile che tante aziende sono in affanno e hanno chiuso i battenti, è pur vero che tante altre, specialmente quelle che lavorano con export (Cina e Russia in primis), hanno ripreso clienti e fatturati, anche per la riconferma dei vari bonus fiscali. «E’ vero che le Marche sono eterogenee ed è vero che il quadro è, in parte, differente da provincia a provincia; tuttavia il settore, superata la grande crisi, dà qualche tangibile segnale di ripresa. Alcuni dati posso darci una mano a capire meglio gli andamenti. In particolare nel settore si assiste ad una forte “polarizzazione” tra grandi gruppi che crescono e piccoli che soffrono maggiormente.» Le aziende del settore erano 2.266  nel 2017 e sono 2.133 nel 2019. Gli addetti del settore erano 25.613 nel 2017 e erano 25.352 nel 2018, quindi sostanzialmente stabili.  «Va detto, guardando dentro il dato, che il numero delle medie e grandi aziende sono sostanzialmente invariate, crescono addirittura quelle tra 20 e 49 addetti, mentre calano tra le piccole (fino a 5 dipendenti). Le imprese del mobile marchigiano producono un giro d’affari che nel 2017 ha svalicato i 3 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto ad anno precedente.» Prova ulteriore sarebbe che le ore di cassa integrazione dell’ultimo trimestre 2019 (che, se vogliamo, evidenzia un trend) sono 133543 contro le 294953 del 2018,  facendo  registrare un -120% su ultimo trimestre 2018. I dati dei due trimestri successivi, che sicuramente risentono del COVID,  evidenziano una performance del settore migliore degli altri del manifatturiero, pur nelle difficoltà.« «Purtroppo però le retribuzioni medie del settore non sono ancora aumentate, esse sono sostanzialmente stabili anno su anno (22366 euro nel 2018) e comunque sono  mediamente più basse di quelle di altri comparti industriali tipo il settore metalmeccanico,  lapideo (CCNL rinnovato di recente), chimico  o i trasporti; e questo pone un grande tema salariale che che ne pensino le nostre controparti. Un settore sostanzialmente povero e poco attraversato dalla contrattazione di secondo livello se dovessimo scattare una fotografia: in tutta la Regione si contano circa 12 accordi (tutti in grandi/grandissime aziende), in questo quadro è facile capire quanto importante e quanto valore possa avere il CCNL.» «Le nostre controparti ci chiedono una maggiore flessibilità nel settore, ma va loro ricordato che, almeno nelle Marche, già ci sono circa il 15% di rapporti di lavoro part-time, ad essi si aggiungono gli interinali, che sono in costante crescita (+56% dal 2016 al 2019), ma anche un 12,4% di lavoratori a tempo determinato (nel 2016 essi erano solo il 9%). A riprova che in questo e in altri settori nelle Marche il lavoro è già sufficientemente precario e “sfarinato”: nelle nella nostra regione, nel 2018, il 90% dei nuovi contratti attivati è a tempo determinato o interinale.  - concludono Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil - Un’attenzione particolare, nel CCNL, andrebbe riservata anche al tema salute e sicurezza: il dato degli infortuni purtroppo è tornato a crescere del 5,4% 2019 su 2018 con un aumento degli stessi di 24 unità (469 a 445).»
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05/08/2020 Incidente mortale cantiere by pass ferroviario Orte-Falconara. Sindacati:” Grande dolore, è sciopero”
Feneal-UIL Filca-CISL Fillea-CGIL di Ancona esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita nel cantiere  del by pass ferroviario dell’Orte-Falconara nella mattina di   mercoledì 5 agosto. Da inizio 2020 sono già due le morti bianche in provincia di Ancona,« appena ripartiti i cantieri nel post Covid è ripreso quel trend drammatico che conosciamo. - sottolineano i rappresentanti  sindacali  di categoria Feneal-UIL Filca-CISL Fillea-CGIL -  Siamo al ridosso delle ferie e due lutti sono un numero inaccettabile per una piccola provincia come la nostra. Non ci abitueremo mai ad accostare la perdita di una persona al lavoro: strumento di autonomia, emancipazione, costruzione di una vita piena all’interno della comunità.» «L’auspicio e l’obbiettivo di tutti i soggetti che si occupano di prevenzione è quello che i lavoratori, a fine giornata tornino alle proprie case dai propri cari perché il lavoro deve rappresentare una opportunità di dignità e di vita e non possiamo accettare che diventi sempre più spesso causa o strumento di morte. - continuano i sindacati  -Oggi per noi è il momento del dolore, da domani bisogna che si ritrovi la giusta attenzione su un tema che è di fondamentale importanza soprattutto in un settore dove il rischio di infortunio grave o morte come in questo caso è tanto elevato.» «Chiederemo un incontro per comprendere e far luce sulle dinamiche dell’incidente alla Prefettura, alla committenza pubblica e all’impresa che sta realizzando l’opera, per tracciare le responsabilità o le eventuali omissioni: non è possibile accettare che in una grande opera  pubblica si continui a perdere la vita, specialmente nelle Marche, dove negli ultimi anni e nei prossimi, saranno investite da un importantissimo impegno infrastrutturale, e dalla ricostruzione post sisma e dai futuri cantieri di edilizia sanitaria. - rilanciano Feneal-UIL Filca-CISL Fillea-CGIL  -  È chiaro però che il tema che per noi si ripropone deve essere la sicurezza nei cantieri e l'unicità del contratto edile con le sue specificità e peculiarità, che riguardano la formazione e la prevenzione presso i nostri enti bilaterali di settore, fatte salve poche e ben definite lavorazioni.» «Crediamo, inoltre, che la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro vada di pari passo con la formazione continua in edilizia, non si può mai abbassare l’attenzione in un cantiere edile verso questi temi pena l’aumento degli infortuni. - concludono i rappresentanti sindacali - Nella giornata di domani indiremo una giornata di sciopero e ci aspettiamo che tutti gli organi competenti, le istituzioni e la magistratura, in tempi brevi, possano fare chiarezza su quanto avvenuto.»
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29/07/2020 Ministra Lamorgese:“ La ricostruzione ha bisogno di tempi certi ma servono anche i controlli di legalità " Sindacati soddisfatti
    Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata esprimono grande soddisfazione per le dichiarazioni del Ministra Lamorgese e del Commissario Legnini a seguito dell'incontro congiunto tra il Commissario  alla ricostruzione del Centro Italia, il Direttore della struttura per la prevenzione e il contrasto antimafia –sisma e i Prefetti del territorio del cratere. “ La ricostruzione ha bisogno di tempi certi ma servono anche i controlli di legalità per i quali si può valutare la possibilità di definire uno schema tipo di Protocollo, sulla scorta dell’esperienza della Prefettura di Macerata, adattabile alle diverse esigenze dell’ampio territorio colpito dal sisma”. Queste dichiarazioni sostengono con  forza l’idea che le Federazioni sindacali di categoria maceratesi, in maniera unitaria, perseguono da tempo. « L’introduzione del badge di cantiere è uno strumento utile e necessario  per arginare le possibili  infiltrazioni criminali nella realizzazione delle opere ed a tutela del lavoro.- sottolineano Filomena Palumbo, Feneal Uil, Jacopo Lasca, Filca Cisl e Massimo De Luca, Fillea Cgil -  Sono parole, quelle del Ministro, che riconoscono un grande lavoro realizzato con collaborazione di tutte le parti sedute al Tavolo istituzionale costituito dal Prefetto Jolanda Rolli.»   «Questo strumento - proseguono i sindacati di categoria - trova la sua efficacia e la sua forza  se pensato in maniera integrata ad altri strumenti già obbligatori ( certificato di congruità), ad alcuni  che speriamo siano funzionali in tempi brevissimi ( settimanale di cantiere e piattaforma informatica della Struttura Commissariale) ed altri, come il DURC, per il quale ci auguriamo che la sospensione venga interrotta quanto prima.» Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata nelle ore antecedenti al trasferimento del Prefetto Rolli hanno consegnato un documento che facesse memoria del percorso fatto; percorso che ha portato alla sottoscrizione del Protocollo citato dal Ministro Lamorgese. «Le Casse edili del territorio sono immediatamente operative avendo realizzato sia il software informatico necessario sia essendosi dotate delle tecnologie necessario per il rilascio del badge. - concludono i Risponsabili di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil  di Macerata -  Ci auguriamo di poter essere convocati quanto prima dal nuovo Prefetto per poter ricominciare immediatamente il percorso e definire la fase operativa.»      
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08/07/2020 Proroga del DURC: un rischio per la legalità della ricostruzione post-sisma
Feneal UIL Filca CISL e Fillea CGIL di Macerata sono fortemente preoccupate per i rischi legati alla proroga della validità del DURC. Un emendamento approvato in Commissione Bilancio al comma 1 dell’art 81 del Deccreto Rilancio inaccettabile e che deve essere immediatamente bloccato. Grave a livello nazionale ancor più grave nel cratere e, quindi, per la Provincia di Macerata dove da anni si sta intraprendendo un percorso volto alla legalità nel settore delle costruzioni. Prorogare la validità del DURC significa senza ombra di dubbio offrire uno spazio in più alle infiltrazioni malavitose e al lavoro irregolare. Per questo motivo le Federazioni di settore invieranno una richiesta di incontro immediato al Prefetto di Macerata. L’occasione sarà anche utile per fare il punto sull’operatività del badge visto che le Casse Edili hanno terminato la fase di progettazione e sono immediatamente operative sia con la stampa del badge elettronico sia dal punto di vista informatico. D’altra parte si esprime soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo con ANCE Macerata dell’Elemento Variabile della Retribuzione che permetterà da settembre 2019 ai lavoratori del settore edilizia industria di avere un aumento retributivo del 4%. Gli indicatori che hanno permesso l’aumento sono tutti positivi pertanto se il settore delle costruzioni continua il trend di crescita è doveroso che parte di questa crescita venga ridistribuita ai lavoratori che con il loro lavoro quotidiano l’hanno resa possibile.    
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02/07/2020 Lotta al lavoro nero, Fillea Filca Feneal denunciano: sul Durc vergognoso colpo di spugna del Parlamento
«Ieri in Commissione  Bilancio alla Camera è stato cancellato l’articolo del Decreto Rilancio che prevedeva che la proroga dei Durc, validi al 31 gennaio per via del lockdown non andasse oltre il 15 giugno. Protrarre ulteriormente la validità del Durc, che attesta il corretto versamento dei contributi da parte delle aziende, è un colpo di spugna sui diritti dei lavoratori e un regalo per caporali e imprese scorrette». Lo dichiarano Christian Fioretti, Luca Tassi, Daniele Boccetti, segretari generali di Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil Marche, commentando l’abolizione del comma 1 dell’articolo 81 del Decreto Rilancio, proposta da due deputati del Movimento 5 Stelle, Donno e Faro. «L’articolo in questione - spiegano – era stato richiesto dalle parti sociali dell’edilizia al Governo, ed era oggetto di un’intesa raggiunta ad aprile con i ministri del Lavoro, Catalfo, e delle Infrastrutture, De Micheli. Le conseguenze del provvedimento sono paradossali e pericolose: un’impresa edile, infatti, risulta regolare e può lavorare fino a fine anno senza pagare i contributi Inps, Inail e gli accantonamenti in Cassa edile (ferie, permessi, ratei di tredicesima). Può addirittura tenere i lavoratori in nero ma partecipare ad appalti pubblici e beneficiare di incentivi. Un’azienda che nasce oggi, invece, potrebbe lavorare senza aver mai pagato un contributo e risultare regolare, al pari di chi invece fa impresa seriamente pagando i lavoratori e rispettando leggi e contratti. Altro che lotta al lavoro nero, altro che lotta all’illegalità, alle mafie e alla criminalità». Il voto, tra l’altro, sconfessa il Presidente Conte «che durante gli Stati generali dell'economia – ricordano i segretari - si era impegnato con i sindacati per un rafforzamento del Durc e degli strumenti di contrasto al lavoro nero. Chi pagherà le conseguenze di questo colpo di spugna saranno i lavoratori dell’edilizia e le tante imprese serie, e la maggioranza si assume una responsabilità gravissima. Per questo chiediamo ai parlamentari locali di non rendersi complici di questo scempio e di questa misura.  In caso contrario come Sindacato territoriale faremo sentire la nostra protesta in tutte le sedi e nelle piazze delle diverse province marchigiane». La ricaduta per la nostra regione Marche sarebbe devastante se pensiamo sopratutto ai lavori della ricostruzione post-sisma, e non solo, ed in netta controtendenza con gli strumenti di contrasto al lavoro nero e all’evasione contributiva creati nella ricostruzione post-sisma 2016 del Centro Italia per via legislativa e per effetto delle ordinanze commissariali. Parliamo sopratutto del DURC di congruità e del settimanale di cantiere due strumenti utili al miglior contrasto ai fenomeni di irregolarità lavorativa e contributiva, insieme alla sperimentazione del budget di cantiere in provincia di Macerata, strumento voluto dalla Prefettura e finalizzato al controllo dei flussi di manodopera nei cantieri della ricostruzione. Da anni per via contrattuale come Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil puntiamo ad una ripresa del settore edile che faciliti l’attività alle tante imprese regolari e rispettose del contratto collettivo nazionale edile, invece constatiamo con questo intervento in Commissione  Bilancio alla Camera che il Governo ha un’idea opposta sulla ripartenza del settore edile premiando con l’estensione della durata di validità del DURC le imprese irregolari e quelle non rispettose dei diritti e delle tutele dei lavoratori.   
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23/04/2020 Berloni: arriva la cassa integrazione per Covid, ma la soluzione è ancora lontana
Arriva la cassa integrazione per Covid a favore dei lavoratori della Berloni di Pesaro. Il futuro dello storico marchio che produceva cucine è però incerto: non ci sono notizie su eventuali manifestazioni di interesse per rilevare e rilanciare l'azienda. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Paolo Ferri, Segretario regionale Filca Cisl Marche.
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16/04/2020 GIESSEGI Mobili pronta alla ripartenza."Fondamentale garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori " il monito dei sindacati di categoria
 «Apprendiamo solamente dalla stampa che la Giessegi Mobili di Appignano, intende riprendere l’attività lavorativa per poter evadere ordini in essere per Dubai. -  scrivono in una nota Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil -  In modo responsabile, siamo disponibili ad attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente e  vogliamo ricordare come sia fondamentale, in questa fase, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e di un intera comunità coniugandola con il lavoro.»   Per questo, proseguono i sindacati di categoria, «ci auguriamo di essere contattati prima dell’eventuale riapertura per valutare le misure messe in atto relative al Protocollo anti-contagio così come previsto dalla norma e l’istituzione della Commissione di vigilanza per la sua attuazione in cui dovranno essere coinvolte le nostre RSU e il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori (RLS). » «Ci auguriamo inoltre che nell’eventualità di una ripresa dell’attività produttiva la prima liquidità generata venga utilizzata per sostenere i redditi dei lavoratori dipendenti. - precisano - Ad oggi purtroppo è doveroso segnalare come i dipendenti siano in attesa del riconoscimento del Premio di Produzione che doveva essere erogato già con la retribuzione di febbraio 2020 così come previsto da Contratto Aziendale.»   «Positivo l’arrivo dell’autorizzazione da parte dell’INPS dell’istanza di Cassa integrazione e confidiamo in un’erogazione celere da parte dell’Istituto. A differenza di altri grandi gruppi della Provincia, purtroppo, non ci è stato possibile raggiungere un accordo migliorativo di anticipo da parte dell’Azienda del trattamento economico in favore dei dipendenti diretti, creando una disparità di trattamento che ha dell’incredibile -concludono Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil - a differenza dei dipendenti GIESSEGI i somministrati presenti in azienda hanno riscosso l’anticipo della Cassa Integrazione da parte delle Agenzie per il lavoro così come previsto dall’accordo sottoscritto tra le parti.»    
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21/02/2020 Settore Legno: sciopero generale il 21 febbraio. Manifestazione anche a Pesaro
Venerdì 21 febbraio i lavoratori del settore legno hanno dato vita a uno sciopero generale di 8 ore. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. Quattro le manifestazioni nazionali, a Milano, Treviso, Bari e Pesaro. La decisione da parte di Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil di proclamare lo sciopero generale del settore del Legno Arredo in programma per il prossimo 21 febbraio è arrivata dopo la rottura della trattativa con Federlegno per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 marzo del 2019 che interessa 150 mila lavoratori in tutta Italia, di cui oltre 25000 nelle Marche. La proclamazione dello sciopero si è determinata dopo l’incontro del 9 gennaio scorso quando Federlegno ha deciso di abbandonare il tavolo della trattativa perché riteneva che non ci fossero più le condizioni per proseguire. Questa scelta irresponsabile e gravissima di Federlegno, oltre a lasciare 150 mila lavoratori senza contratto da quasi un anno, viene dopo 11 incontri svolti negli ultimi 8 mesi, incontri nei quali, come sindacato, abbiamo sempre cercato di trovare soluzioni condivise tenendo conto anche delle problematiche del settore e delle esigenze delle imprese, contrapponendoci ad una  Federlegno la cui prerogativa, invece, era chiaramente quella di non creare un reale confronto e una reale partecipazione  del sindacato e dei lavoratori sia rispetto all’organizzazione del lavoro che del suo orario. Inoltre mancano ancora delle risposte importanti sull’aumento salariale, sulla formazione, sulla sicurezza e sul welfare aziendale, tutti temi contenuti nella nostra piattaforma. Queste proposte denotano, da parte di Federlegno, un comportamento ripiegato su una traiettoria di sviluppo del settore poco attenta all’innovazione e alla qualità del prodotto, con una scarsa propensione agli investimenti sulle persone e soprattutto al sostegno delle imprese più serie e competitive. Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil sono convinte da tempo che per vincere la sfida della competizione globale le aziende italiane del mobile e dell’arredo devono puntare sulla qualità del prodotto e dell’innovazione, questo vale soprattutto per il nostro distretto marchigiano del mobile. Tutto il contrario del modello di settore che Federlegno sta portando avanti con questo rinnovo contrattuale. Lo sciopero del 21 si cala in un contesto e in una congiuntura che può leggersi in chiaroscuro. Perché se è innegabile che tante aziende sono in affanno e hanno chiuso i battenti (ultime Berloni e Decorlegno in ordine cronologico) è pur vero che tante altre, specialmente quelle che lavorano con export, hanno ripreso clienti e fatturati, oltre che per la riconferma dei vari bonus fiscali. È vero che le Marche sono eterogenee ed è vero che il quadro è, in parte, differente da provincia a provincia; tuttavia il settore, superata la grande crisi, da’ qualche tangibile segnale di ripresa. Alcuni dati possono darci una mano a capire meglio gli andamenti. In particolare nel settore si assiste ad una forte “polarizzazione” tra grandi gruppi che crescono e piccoli che soffrono maggiormente. Le aziende del settore erano 2266  nel 2017 e sono 2133 nel 2019. Gli addetti del settore erano 25613 nel 2017 e erano 25352 nel 2018, quindi sostanzialmente stabili.  Va detto, guardando dentro il dato, che il numero delle medie e grandi aziende sono sostanzialmente invariate, crescono addirittura quelle tra 20 e 49 addetti, mentre calano le piccole (fino a 5 dipendenti). Le imprese del mobile marchigiano producono un giro d’affari che nel 2017 ha superato i 3 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Prova ulteriore sarebbe che le ore di cassa integrazione dell’ultimo trimestre 2019 (che, se vogliamo, evidenzia un trend) sono 133543 contro le 294953 del 2018,  facendo  registrare un -120% su ultimo trimestre 2018. Purtroppo però le retribuzioni medie del settore non sono ancora aumentate, esse sono sostanzialmente stabili anno su anno (22366 euro nel 2018) e comunque sono  mediamente più basse di quelle di altri comparti industriali tipo i settori metalmeccanico,  lapideo (CCNL rinnovato di recente), chimico e trasporti; e questo pone un grande tema salariale che che ne pensino le nostre controparti. Un settore sostanzialmente povero e poco attraversato dalla contrattazione di secondo livello; se dovessimo scattare una fotografia, in tutta la Regione si contano circa 12 accordi (tutti in grandi/grandissime aziende), in questo quadro è facile capire quanto importante e quanto valore possa avere il CCNL. Le nostre controparti ci chiedono una maggiore flessibilità nel settore, ma va loro ricordato che, almeno nelle Marche, già ci sono circa il 15% di rapporti di lavoro part-time, ad essi si aggiungono gli interinali, che sono in costante crescita (+56% dal 2016 al 2019), ma anche un 12,4% di lavoratori a tempo determinato (nel 2016 essi erano solo il 9%). A riprova che in questo e in altri settori nelle Marche il lavoro è già sufficientemente precario e “sfarinato”: nelle nella nostra regione, nel 2018, il 90% dei nuovi contratti attivati è a tempo determinato o interinale. Un’attenzione particolare, nel CCNL, andrebbe riservata anche al tema salute e sicurezza: il dato degli infortuni purtroppo è tornato a crescere del 5,4% (2019 su 2018) con un aumento degli stessi di 24 unità (469 a 445). Non possiamo più aspettare, non possiamo più rinviare : dimostreremo a Federlegno che le nostre ragioni sono giuste, condivise e volute con determinazione dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore. 
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