• Home/
  • Federazioni/
  • Industria e agricoltura/
  • FILCA - COSTRUZIONI E LEGNO

FILCA - COSTRUZIONI E LEGNO

Chi siamo

Imprese edili, imprese produttrici cemento, calce e gesso, laterizi, manufatti in cemento e fibrocemento; imprese di escavazione di ghiaia e sabbia, di escavazione e/o lavorazione del materiale lapideo;e imprese di lavorazione del legno.

Luca Tassi, Segretario Generale Filca Cisl Marche 

 

 

Sede regionale:

Via dell'industria, 17 - 601xx Ancona
Tel: 071 5051
Fax: 071 505207
Email: filca.marche@cisl.it
Pec: filca.marche@pec.cisl.it

Ancona

Via Ragnini, 4 - 60127 Ancona
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
16:30-18:30
-
16:30-18:30
-
09:00-12:00 [ogni 15gg]
Via Montenero, 6 - 60019 Senigallia
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
16:30-18:30
- - - -
Via De Gasperi, 50 - 60044 Fabriano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
15:30-18:30 [Quinzi Giuseppe 3473738222]
- - - -
Via Santa Croce, 2 - 60043 Cerreto d'Esi
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- -
16:00-18:30 * [Quinzi Giuseppe 3473738222]
- - -
* su appuntamento
Via San Gennaro 30 - 60027 Osimo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - - -
16:30-18:30
-

Ascoli Piceno

CENTOBUCHI, Via dei Tigli Località - 63076 Monteprandone
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:00-19:00 *
16:00-19:00 *
- - - -
* su appuntamento
Piazza Nardone, 23 - 63074 San Benedetto del Tronto
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - -
16:00-19:00 *
16:00-19:00 *
-
* su appuntamento
Contrada Cerreto, 1 - 63082 Castel di Lama
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
16:00-19:00
-
16:00-19:00
- -

Fermo

Via Sant'Alessandro, 3 - 63900 Fermo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
08:30-12:30
15:30-18:30
- - - - -
Via San Francesco, 116 - 63821 Porto Sant'Elpidio
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - - - -
08:00-12:00 *
* su appuntamento

Macerata

Via G. Valenti, 27/35 - 62100 Macerata
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - -
15:30-18:30 *
-
09:00-12:30 * [Secondo e quarto sabato del mese]
* su appuntamento
Largo Castelfidardo, 24 - 62012 Civitanova Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- -
16:30-18:30
- - -
Via Leopardi, 1 - 62011 Cingoli
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - - - -
08:30-12:30 [primo e terzo sabato del mese]
Via Dante, 22 - 62027 San Severino Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
15:30-18:30
- - - -
Via Bramante, 62 - 62017 Porto Recanati
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:30-18:30
- - - - -
Borgo XX Settembre, 78 - 62010 Appignano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - - - - -

Pesaro Urbino

Via Porta Rimini, 11 - 61121 Pesaro
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - - -
15:30-19:00
09:00-12:00
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
15:30-19:00
- - - -
Piazza del Mercato, 16 - 61034 Fossombrone
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - -
15:30-19:00
- -
Piazza G-Brodolini 2 - 61045 Pergola
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:00-18:30
- - - - -
Via Antimi, 13 - 61023 Macerata Feltria
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - -
15:30-18:30 * [TELEFONARE PER PRENDERE APPUNTAMENTO]
- -
* su appuntamento
via dei martiri della libertà - 61033 Fermignano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
- - -
15:30-18:30 * [EL NAHILI]
-
08:30-12:00 * [EL NHAILI]
* su appuntamento

Le ultime notizie

08/07/2020 Proroga del DURC: un rischio per la legalità della ricostruzione post-sisma
Feneal UIL Filca CISL e Fillea CGIL di Macerata sono fortemente preoccupate per i rischi legati alla proroga della validità del DURC. Un emendamento approvato in Commissione Bilancio al comma 1 dell’art 81 del Deccreto Rilancio inaccettabile e che deve essere immediatamente bloccato. Grave a livello nazionale ancor più grave nel cratere e, quindi, per la Provincia di Macerata dove da anni si sta intraprendendo un percorso volto alla legalità nel settore delle costruzioni. Prorogare la validità del DURC significa senza ombra di dubbio offrire uno spazio in più alle infiltrazioni malavitose e al lavoro irregolare. Per questo motivo le Federazioni di settore invieranno una richiesta di incontro immediato al Prefetto di Macerata. L’occasione sarà anche utile per fare il punto sull’operatività del badge visto che le Casse Edili hanno terminato la fase di progettazione e sono immediatamente operative sia con la stampa del badge elettronico sia dal punto di vista informatico. D’altra parte si esprime soddisfazione per la sottoscrizione dell’accordo con ANCE Macerata dell’Elemento Variabile della Retribuzione che permetterà da settembre 2019 ai lavoratori del settore edilizia industria di avere un aumento retributivo del 4%. Gli indicatori che hanno permesso l’aumento sono tutti positivi pertanto se il settore delle costruzioni continua il trend di crescita è doveroso che parte di questa crescita venga ridistribuita ai lavoratori che con il loro lavoro quotidiano l’hanno resa possibile.    
Continua a leggere
02/07/2020 Lotta al lavoro nero, Fillea Filca Feneal denunciano: sul Durc vergognoso colpo di spugna del Parlamento
«Ieri in Commissione  Bilancio alla Camera è stato cancellato l’articolo del Decreto Rilancio che prevedeva che la proroga dei Durc, validi al 31 gennaio per via del lockdown non andasse oltre il 15 giugno. Protrarre ulteriormente la validità del Durc, che attesta il corretto versamento dei contributi da parte delle aziende, è un colpo di spugna sui diritti dei lavoratori e un regalo per caporali e imprese scorrette». Lo dichiarano Christian Fioretti, Luca Tassi, Daniele Boccetti, segretari generali di Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil Marche, commentando l’abolizione del comma 1 dell’articolo 81 del Decreto Rilancio, proposta da due deputati del Movimento 5 Stelle, Donno e Faro. «L’articolo in questione - spiegano – era stato richiesto dalle parti sociali dell’edilizia al Governo, ed era oggetto di un’intesa raggiunta ad aprile con i ministri del Lavoro, Catalfo, e delle Infrastrutture, De Micheli. Le conseguenze del provvedimento sono paradossali e pericolose: un’impresa edile, infatti, risulta regolare e può lavorare fino a fine anno senza pagare i contributi Inps, Inail e gli accantonamenti in Cassa edile (ferie, permessi, ratei di tredicesima). Può addirittura tenere i lavoratori in nero ma partecipare ad appalti pubblici e beneficiare di incentivi. Un’azienda che nasce oggi, invece, potrebbe lavorare senza aver mai pagato un contributo e risultare regolare, al pari di chi invece fa impresa seriamente pagando i lavoratori e rispettando leggi e contratti. Altro che lotta al lavoro nero, altro che lotta all’illegalità, alle mafie e alla criminalità». Il voto, tra l’altro, sconfessa il Presidente Conte «che durante gli Stati generali dell'economia – ricordano i segretari - si era impegnato con i sindacati per un rafforzamento del Durc e degli strumenti di contrasto al lavoro nero. Chi pagherà le conseguenze di questo colpo di spugna saranno i lavoratori dell’edilizia e le tante imprese serie, e la maggioranza si assume una responsabilità gravissima. Per questo chiediamo ai parlamentari locali di non rendersi complici di questo scempio e di questa misura.  In caso contrario come Sindacato territoriale faremo sentire la nostra protesta in tutte le sedi e nelle piazze delle diverse province marchigiane». La ricaduta per la nostra regione Marche sarebbe devastante se pensiamo sopratutto ai lavori della ricostruzione post-sisma, e non solo, ed in netta controtendenza con gli strumenti di contrasto al lavoro nero e all’evasione contributiva creati nella ricostruzione post-sisma 2016 del Centro Italia per via legislativa e per effetto delle ordinanze commissariali. Parliamo sopratutto del DURC di congruità e del settimanale di cantiere due strumenti utili al miglior contrasto ai fenomeni di irregolarità lavorativa e contributiva, insieme alla sperimentazione del budget di cantiere in provincia di Macerata, strumento voluto dalla Prefettura e finalizzato al controllo dei flussi di manodopera nei cantieri della ricostruzione. Da anni per via contrattuale come Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil puntiamo ad una ripresa del settore edile che faciliti l’attività alle tante imprese regolari e rispettose del contratto collettivo nazionale edile, invece constatiamo con questo intervento in Commissione  Bilancio alla Camera che il Governo ha un’idea opposta sulla ripartenza del settore edile premiando con l’estensione della durata di validità del DURC le imprese irregolari e quelle non rispettose dei diritti e delle tutele dei lavoratori.   
Continua a leggere
23/04/2020 Berloni: arriva la cassa integrazione per Covid, ma la soluzione è ancora lontana
Arriva la cassa integrazione per Covid a favore dei lavoratori della Berloni di Pesaro. Il futuro dello storico marchio che produceva cucine è però incerto: non ci sono notizie su eventuali manifestazioni di interesse per rilevare e rilanciare l'azienda. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Paolo Ferri, Segretario regionale Filca Cisl Marche.
Continua a leggere
16/04/2020 GIESSEGI Mobili pronta alla ripartenza."Fondamentale garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori " il monito dei sindacati di categoria
 «Apprendiamo solamente dalla stampa che la Giessegi Mobili di Appignano, intende riprendere l’attività lavorativa per poter evadere ordini in essere per Dubai. -  scrivono in una nota Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil -  In modo responsabile, siamo disponibili ad attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente e  vogliamo ricordare come sia fondamentale, in questa fase, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e di un intera comunità coniugandola con il lavoro.»   Per questo, proseguono i sindacati di categoria, «ci auguriamo di essere contattati prima dell’eventuale riapertura per valutare le misure messe in atto relative al Protocollo anti-contagio così come previsto dalla norma e l’istituzione della Commissione di vigilanza per la sua attuazione in cui dovranno essere coinvolte le nostre RSU e il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori (RLS). » «Ci auguriamo inoltre che nell’eventualità di una ripresa dell’attività produttiva la prima liquidità generata venga utilizzata per sostenere i redditi dei lavoratori dipendenti. - precisano - Ad oggi purtroppo è doveroso segnalare come i dipendenti siano in attesa del riconoscimento del Premio di Produzione che doveva essere erogato già con la retribuzione di febbraio 2020 così come previsto da Contratto Aziendale.»   «Positivo l’arrivo dell’autorizzazione da parte dell’INPS dell’istanza di Cassa integrazione e confidiamo in un’erogazione celere da parte dell’Istituto. A differenza di altri grandi gruppi della Provincia, purtroppo, non ci è stato possibile raggiungere un accordo migliorativo di anticipo da parte dell’Azienda del trattamento economico in favore dei dipendenti diretti, creando una disparità di trattamento che ha dell’incredibile -concludono Massimo De Luca,  FilleaCgil,  Jacopo Lasca, FilcaCisl,  Filomena Palumbo FenealUil - a differenza dei dipendenti GIESSEGI i somministrati presenti in azienda hanno riscosso l’anticipo della Cassa Integrazione da parte delle Agenzie per il lavoro così come previsto dall’accordo sottoscritto tra le parti.»    
Continua a leggere
21/02/2020 Settore Legno: sciopero generale il 21 febbraio. Manifestazione anche a Pesaro
Venerdì 21 febbraio i lavoratori del settore legno hanno dato vita a uno sciopero generale di 8 ore. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. Quattro le manifestazioni nazionali, a Milano, Treviso, Bari e Pesaro. La decisione da parte di Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil di proclamare lo sciopero generale del settore del Legno Arredo in programma per il prossimo 21 febbraio è arrivata dopo la rottura della trattativa con Federlegno per il rinnovo del CCNL scaduto il 31 marzo del 2019 che interessa 150 mila lavoratori in tutta Italia, di cui oltre 25000 nelle Marche. La proclamazione dello sciopero si è determinata dopo l’incontro del 9 gennaio scorso quando Federlegno ha deciso di abbandonare il tavolo della trattativa perché riteneva che non ci fossero più le condizioni per proseguire. Questa scelta irresponsabile e gravissima di Federlegno, oltre a lasciare 150 mila lavoratori senza contratto da quasi un anno, viene dopo 11 incontri svolti negli ultimi 8 mesi, incontri nei quali, come sindacato, abbiamo sempre cercato di trovare soluzioni condivise tenendo conto anche delle problematiche del settore e delle esigenze delle imprese, contrapponendoci ad una  Federlegno la cui prerogativa, invece, era chiaramente quella di non creare un reale confronto e una reale partecipazione  del sindacato e dei lavoratori sia rispetto all’organizzazione del lavoro che del suo orario. Inoltre mancano ancora delle risposte importanti sull’aumento salariale, sulla formazione, sulla sicurezza e sul welfare aziendale, tutti temi contenuti nella nostra piattaforma. Queste proposte denotano, da parte di Federlegno, un comportamento ripiegato su una traiettoria di sviluppo del settore poco attenta all’innovazione e alla qualità del prodotto, con una scarsa propensione agli investimenti sulle persone e soprattutto al sostegno delle imprese più serie e competitive. Feneal-Uil Filca-Cisl Fillea-Cgil sono convinte da tempo che per vincere la sfida della competizione globale le aziende italiane del mobile e dell’arredo devono puntare sulla qualità del prodotto e dell’innovazione, questo vale soprattutto per il nostro distretto marchigiano del mobile. Tutto il contrario del modello di settore che Federlegno sta portando avanti con questo rinnovo contrattuale. Lo sciopero del 21 si cala in un contesto e in una congiuntura che può leggersi in chiaroscuro. Perché se è innegabile che tante aziende sono in affanno e hanno chiuso i battenti (ultime Berloni e Decorlegno in ordine cronologico) è pur vero che tante altre, specialmente quelle che lavorano con export, hanno ripreso clienti e fatturati, oltre che per la riconferma dei vari bonus fiscali. È vero che le Marche sono eterogenee ed è vero che il quadro è, in parte, differente da provincia a provincia; tuttavia il settore, superata la grande crisi, da’ qualche tangibile segnale di ripresa. Alcuni dati possono darci una mano a capire meglio gli andamenti. In particolare nel settore si assiste ad una forte “polarizzazione” tra grandi gruppi che crescono e piccoli che soffrono maggiormente. Le aziende del settore erano 2266  nel 2017 e sono 2133 nel 2019. Gli addetti del settore erano 25613 nel 2017 e erano 25352 nel 2018, quindi sostanzialmente stabili.  Va detto, guardando dentro il dato, che il numero delle medie e grandi aziende sono sostanzialmente invariate, crescono addirittura quelle tra 20 e 49 addetti, mentre calano le piccole (fino a 5 dipendenti). Le imprese del mobile marchigiano producono un giro d’affari che nel 2017 ha superato i 3 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Prova ulteriore sarebbe che le ore di cassa integrazione dell’ultimo trimestre 2019 (che, se vogliamo, evidenzia un trend) sono 133543 contro le 294953 del 2018,  facendo  registrare un -120% su ultimo trimestre 2018. Purtroppo però le retribuzioni medie del settore non sono ancora aumentate, esse sono sostanzialmente stabili anno su anno (22366 euro nel 2018) e comunque sono  mediamente più basse di quelle di altri comparti industriali tipo i settori metalmeccanico,  lapideo (CCNL rinnovato di recente), chimico e trasporti; e questo pone un grande tema salariale che che ne pensino le nostre controparti. Un settore sostanzialmente povero e poco attraversato dalla contrattazione di secondo livello; se dovessimo scattare una fotografia, in tutta la Regione si contano circa 12 accordi (tutti in grandi/grandissime aziende), in questo quadro è facile capire quanto importante e quanto valore possa avere il CCNL. Le nostre controparti ci chiedono una maggiore flessibilità nel settore, ma va loro ricordato che, almeno nelle Marche, già ci sono circa il 15% di rapporti di lavoro part-time, ad essi si aggiungono gli interinali, che sono in costante crescita (+56% dal 2016 al 2019), ma anche un 12,4% di lavoratori a tempo determinato (nel 2016 essi erano solo il 9%). A riprova che in questo e in altri settori nelle Marche il lavoro è già sufficientemente precario e “sfarinato”: nelle nella nostra regione, nel 2018, il 90% dei nuovi contratti attivati è a tempo determinato o interinale. Un’attenzione particolare, nel CCNL, andrebbe riservata anche al tema salute e sicurezza: il dato degli infortuni purtroppo è tornato a crescere del 5,4% (2019 su 2018) con un aumento degli stessi di 24 unità (469 a 445). Non possiamo più aspettare, non possiamo più rinviare : dimostreremo a Federlegno che le nostre ragioni sono giuste, condivise e volute con determinazione dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore. 
Continua a leggere
15/01/2020 Berloni: si allungano i tempi per trovare una soluzione
Tempi più lunghi per trovare una soluzione al rebus della Berloni: in attesa che si manifestino proposte concrete di interesse da chi intende rilevare l'azienda, i lavoratori rischiano di rimanere senza reddito. A gennaio saranno solo 3 i giorni di produzione e il pericolo è di perdere contratti già stipulati facendo così scemare il valore dell'azienda. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Paolo Ferri, Segretario regionale Filca Cisl Marche
Continua a leggere
15/01/2020 Incidente mortale nel cantiere Inrca di Ancona: i sindacati esprimono cordoglio e chiedono più tutele e controlli
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL di Ancona esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita nel cantiere del nuovo Ospedale di Ancona Sud-Inrca nella mattina di mercoledì 15 gennaio. Dopo Lucca e Milano siamo al terzo infortunio mortale nei cantieri da inizio dell'anno e al primo nelle Marche. Da inizio 2020 sono già 18 le morti bianche in Italia, numeri inquietanti che purtroppo seguono i trend occupazionali. Un bollettino che sembra essere quello di una “guerra” e non quello di un paese civile che vuole ripartire. Non ci abitueremo mai ad accostare la perdita di una persona al lavoro: strumento di autonomia, emancipazione, costruzione di una vita piena all’interno della comunità. Oggi per noi è il momento del dolore, da domani bisogna che si ritrovi la giusta attenzione su un tema che è di fondamentale importanza soprattutto in un settore dove il rischio di infortunio grave o morte è tanto elevato. Chiederemo un incontro per comprendere e far luce sulle dinamiche dell’incidente sia alla committenza pubblica che al consorzio di impresa che sta realizzando l’opera, per tracciare le responsabilità o le eventuali omissioni: non è possibile accettare che in una grande opera pubblica o in un cantiere si continui a perdere la vita, specialmente nelle Marche, che negli ultimi anni e nei prossimi, sono investite da un importantissimo impegno infrastrutturale e dalla ricostruzione post sisma anche in relazione ai futuri cantieri di edilizia sanitaria. È chiaro però che il tema che per noi si ripropone deve essere la sicurezza nei cantieri e l'unicità del contratto edile con le sue specificità e peculiarità, che riguardano la formazione e la prevenzione presso i nostri enti bilaterali di settore, fatte salve poche e ben definite lavorazioni. Purtroppo, molto spesso assistiamo nei cantieri marchigiani alla fuga dal contratto edile e quindi ad un dumping contrattuale che abbassa di fatto il livello delle tutele contrattuali. Solo applicando il corretto contratto nazionale di riferimento si avranno quelle tutele in termini di formazione, prevenzione e sicurezza che possono far la differenza tra la vita e la morte. Crediamo, inoltre, che la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro vada di pari passo con la qualificazione delle imprese, non tutti i soggetti economici secondo noi dovrebbero intraprendere un’attività economica edile per farlo non bisogna avere sole le capacità economiche adeguate ma anche una competenza e formazione adeguata. Per questo chiediamo l’applicazione dell’art. 27 del DGLS 81/08 che prevede l’introduzione della patente a punti per le imprese. Ci aspettiamo che tutti gli organi competenti, le istituzioni e la magistratura, in tempi brevi, possano fare chiarezza su quanto avvenuto.  
Continua a leggere
17/12/2019 Accordo di collaborazione settore costruzioni: siglato il patto in Prefettura a Macerata. Filca Cisl Marche: "Un accordo storico che garantisce diritti e legalità "
   Sottoscritto, in Prefettura di Macerata l' Accordo di  collaborazione  per il settore delle costruzioni presso la Prefettura di Macerata. «Un accordo di importanta storica che permette di integrare lo strumento della congruità con il rilevamento delle presenze in cantiere dei lavoratori .- dichiara Jacopo Lasca, Responsabile Filca Cisl Marche della  provincia di Macerata - Consente, inoltre,  di unire l’analisi quantitativa del costo dell’opera ad una qualitativa in termini di rispetto dell’applicazione del contratto nazionale.   Viene previsto l'’estensione del badge di cantiere, che comunicherà in tempo reale i dati presso le Casse Edili, per avere una fotografia sempre aggiornata della manodopera presente in cantiere. L’obbligo del badge per tutti i lavoratori delle aziende in appalto ed in subappalto compresi i lavoratori in distacco, con l’indicazione del contratto nazionale di lavoro applicato, è un passo importante verso la direzione del contrasto al dumping contrattuale e della lotta al lavoro irregolare. - sottolinea Lasca -  Fondamentale il ruolo del Prefetto Dott.sa Iolanda Rolli  per la  tenacia e la  convinzione con cui ha istituito e portato avanti il Tavolo presso la Prefettura. Quando le Istituzioni dimostrano questa  profonda capacità di ascolto delle parti sociali, riuscendo a mettere al centro dell’azione il lavoro di qualità e i diritti dei lavoratori come leva di coesione sociale, - conclude Jacopo Lasca -  seminano speranza per la rinascita del territorio.»      
Continua a leggere
14/11/2019 Costruzioni: il 15 novembre sindacati in piazza ad Ancona per il rilancio del settore
Il 15 novembre i sindacati delle costruzioni Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, hanno manifestato in 100 piazze italiane per chiedere il rilancio del settore. Lo hanno deciso a Roma i circa 500 partecipanti giunti da tutta Italia per gli Attivi unitari delle tre categorie. Nel corso dei numerosi interventi di segretari e delegati è emersa la volontà di chiedere al governo una decisa inversione di rotta rispetto al passato e di mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del comparto, e conseguentemente alla competitività e alla produttività del Paese. Nelle Marche, l'iniziativa si è tenuta ad Ancona, in Piazza Roma. Comunicato stampa Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil da tempo sono convinte che per rilanciare il Paese occorre una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera delle costruzioni: dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. Il settore dell’edilizia italiano in dieci anni di perdurante crisi economica, la più grave dal dopoguerra ad oggi, ha perso oltre 700 mila posti di lavoro (circa 80 Ilva o 140Alitalia per stare ai giorni nostri), 120.000 aziende hanno chiuso (di cui il 90% piccole e medie aziende) ed in questi mesi stiamo assistendo alla crisi delle grandi imprese di costruzioni, Astaldi SpA, Tecnoscavi, Carena e CMC su tutte, 4 imprese peraltro impegnate in grandi opere nella nostra regione. Pensiamo che si possano invertire  questi dati della pesante crisi del settore partendo dal rilancio vero delle infrastrutture, dalla riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, dalla riforma delle pensioni e del fisco, da un impegno più forte sulla legalità, con il rafforzamento del Durc, dalla diffusione della congruità, dall’attuazione della Patente a punti, da un inasprimento delle pene, da una reale riforma del Codice degli Appalti, che riduca il ricorso al subappalto e il numero delle stazioni appaltanti e che favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nelle Marche i dati della crisi sono altrettanto preoccupanti: dal 2008 al 2018 si sono persi circa 13.000 posti di lavoro ed hanno chiuso circa 3.000 aziende mentre le ore lavorate sono passate da 25 Mln a 13 Mln; la massa salari delle 5 casse edili, per analizzare un altro indicatore, è passata da 225 milioni del 2009 ai 139 circa del 2018. A questo quadro desolante si aggiunge che, a oltre 3 anni dal grave sisma del 2016, solo il 12% circa dei 42.000 edifici danneggiati sono stati ricostruiti. La ricostruzione post-sisma potrebbe essere per le Marche un volano importante di rilancio del settore, ma assistiamo ad una lentezza nella partenza della ricostruzione pesante a fronte invece di una fase emergenziale ancora non definitivamente chiusa. Sulla ricostruzione, come parti sociali sindacali delle costruzioni delle Marche, siamo molto preoccupati della non osservanza di alcune norme tipo il settimanale di cantiere (obbligo previsto dalle seconde linee guide antimafia) e che ritardi ulteriormente l’utilizzo del DURC per Congruità. Questi strumenti sono decisivi per combattere fenomeni di illegalità ed evasione contributiva, in una regione dove le ore mensili lavorate in edilizia si attestano intorno a 110, e quindi c’è ancora un  pesante ricorso alle sottodichiarazioni e al lavoro nero e grigio. A questo si aggiunge sul lato infrastrutturale che nelle Marche sono fermi investimenti per oltre 5 mld di euro stanziati negli ultimi anni che non si sono mai tramutati in cantieri per problemi amministrativi, o burocratici, o peggio ancora per problemi delle aziende vincitrici degli appalti.  In primis, fondamentale per lo sviluppo economico di questa Regione, e per le nostre federazioni, l’asse “uscita Ancona Ovest, collegamento Porto -SS16”, sul quale ribadiamo l’importanza di procedere speditamente e senza indugio sul progetto forte dello studio di fattibilità dell’ANAS del 18 di maggio. Seconda grande questione, invochiamo un attenzione particolare su tutti i futuri investimenti per edilizia ospedaliera della regione Marche (ospedale di Pesaro-Macerata e Ascoli) e sul ricorso al project finacing, ribadendo che per noi è prioritario che quei lavoratori vengano messi nelle condizioni di lavorare nel miglior modo possibile (ambiente, sicurezza, logistica) e in un quadro di regole chiare e definite (CCNL edile-regolarità di versamenti-opportuni percorsi formativi). Senza contare che  nella nostra regione sono ferme al palo opere importanti come: Quadrilatero (220 milioni di euro di lavori ancora da realizzare e tavolo di crisi Astaldi aperto al Mise); Nuovo Ospedale INRCA di Ancona (48 milioni di euro e tavolo di crisi CMC aperto al Mise); Nuovo Ospedale Salesi (56 milioni di euro); realizzazione nuova sede ferroviaria Montemarciano-Falconara Marittima (appalto RFI assegnato a Ricciardello da circa 65 milioni di euro); completamento Fano-Grosseto (valore opera circa 310 milioni in attesa del via libera ministeriale); Intervalliva Tolentino - San Severino Marche;  Galleria "Passo del Cornello" (iniziata 24 anni fa, scavata per 500m e lasciata al suo destino…);  Svincolo S.S.77 a Civitanova Marche e bretella Macerata-La Pieve. Ultima in ordine di arrivo, ma non per importanza, la Galleria di Trisungo (appalto ANAS) a forte rischio incompiuta.  In questo caso, il fallimento della Carena, storica azienda del settore, ha determinato uno stallo e un fermo lavorazioni che oramai si protrae dal mese di agosto. Senza dimenticare, che la pesante crisi del settore delle costruzioni, ha già determinato anche la chiusura di alcune principali aziende del mobile e dei materiali da costruzioni  della Regione come: Desi Mobili – Sicc – Bizzarri – Gatto – Bontempi - Sifa – Febal - Sacci - Foresi – Dignani. Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil proclamano una manifestazione nazionale  per il prossimo 15 novembre in tutti i settori dell’intera filiera delle costruzioni. Chiediamo pertanto alla Regione Marche di farsi carico di una lunga serie di problemi e ritardi nei vari cantieri, chiediamo anche di portarli al Governo al fine di monitorare una situazione senza precedenti in termini di scostamento tra lavoro effettivamente svolto e lavoro potenziale. Le Marche potrebbero (e dovrebbero) essere una delle Regioni d’Italia dove si lavora di più nel settore e invece abbiamo dati allarmanti su occupazione edile (e non solo) che ci collocano come avamposto del meridione italiano.   Servono pertanto politiche di settore, visione d’insieme e investimenti forti, chiediamo alla Regione di fare quanto nelle sue possibilità, per restituire al settore quella dignità e quel ruolo di volano per l’economia che storicamente gli spetta.  
Continua a leggere
13/11/2019 Nuova Sisma grande soddisfazione per l'ottenimento del premio aziendale
Filca Cisl e Fillea Cgil e le RSU di stabilimento esprimono forte soddisfazione per l’odierna sottoscrizione del premio aziendale della Nuova Sima. L’azienda, nonostante i suoi soli 20 dipendenti, è leader mondiale nel settore della produzione di riempitivi ritardanti di fiamma. La Nuova Sima da anni investe sull’innovazione, sul progresso tecnologico e sulla valorizzazione delle maestranze, questa impostazione ha consentito di portare la contrattazione a uno dei punti più alti della Provincia e del settore dei lapidei. «Il premio aziendale è rivolto ai dipendenti, a tempo determinato, indeterminato e ai somministrati che lì operano. Un importante esempio di contrattazione inclusiva in un’azienda che annuncia anche investimenti importanti nel prossimo triennio» commenta con soddisfazione Daniele Boccetti della Fillea Cgil di Ancona. Luca Tassi Segretario Generale della Filca CISL Marche dichiara: «Il sindacato intende rilanciare questo modello di relazioni in tutte le aziende del comparto lapidei nella convinzione che la contrattazione e la sicurezza sul lavoro sono al centro del suo agire e sono l’unico volano per migliorare concretamente la condizione di vita e di lavoro delle persone». «Questo è ancora più vero - sostengono Fillea e Filca - in un territorio come quello montano, dove la crisi dei grandi gruppi industriali fabrianesi ha determinato di fatto un arretramento economico per i lavoratori di quelle zone, la firma di questo contratto integrativo seppur di una piccola realtà aziendale è il segnale che qualcosa sta cambiando».    
Continua a leggere