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Ast Territoriale Fermo

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Ascoli Piceno

c/o Comune - 63828 Campofilone
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - -
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Fermo

Via XXV Aprile N.116

Sede di Fermo:

CHIUSO PER PERI DAL 08 AGOSTO 2026 AL 23 AGOSTO 2026 RIAPERTURA IL 24 AGOSTO 2026
Via XXV Aprile N.116 - 63900 Fermo
ADICONSUM: 073460971
CAF CISL: 073460971
FILCA: 3928006845
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
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CAF CISL
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CISL SCUOLA
09:00-12:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
09:00-12:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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09:00-12:00 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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COLF BADANTI - -
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FAI
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FILCA
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SICET - -
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VERTENZE - - -
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* su appuntamento
Via Gramsci n. 52

Sede di Monte Urano:

PATRONATO INAS MONTE URANO CHIUSO DAL 11/8 AL 31/8 SERVIZIO CAF MONTE URANO CHIUSO DAL 11/8 AL 17/8
Via Gramsci n. 52 - 63813 Monte Urano
CAF CISL: 0734840568
FEMCA: 3383428553
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CAF CISL - -
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08:30-12:00 [Sabati alterni]
PIANE - Via Faleriense Est, 12

Sede di Montegiorgio:

PATRONATO INAS MONTEGIORGIO CHIUSO DAL 11/8 AL 24/8 SERVIZIO CAF MONTEGIORGIO CHIUSO DAL 11/8 AL 17/8
PIANE - Via Faleriense Est, 12 - 63833 Montegiorgio
CAF CISL: 0734967391
FILCA: 3928006845
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF -
16:00-18:00
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CAF CISL
08:30-14:00 *
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FEMCA
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INAS
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08:30-12:00 * [sabati alterni]
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Via Zaccagnini, 128

Sede di Montegranaro:

IL PATRONATO INAS CHIUDE PER FERIE DAL 08/08/2026 AL 31/08/2026 IL CAF CHIUSE PER FERIE DAL 08/08/2026 AL 23/08/2026
Via Zaccagnini, 128 - 63812 Montegranaro
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
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FEMCA -
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INAS -
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c/o Comune - 63827 Pedaso
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
09:00-11:00
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INAS
09:00-12:30
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Viale dei Pini, 166-168

Sede di Porto San Giorgio:

PATRONATO INAS PORTO SAN GIORGIO CHIUSO DAL 11/8 AL 31/8 SERVIZIO CAF PORTO SAN GIORGIO CHIUSO DAL 11/8 AL 24/8
Viale dei Pini, 166-168 - 63822 Porto San Giorgio
CAF CISL: 0734672603
SICET: 0734672603
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
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INAS
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SICET -
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* su appuntamento
Via San Francesco, 116

Sede di Porto Sant'Elpidio:

PATRONATO INAS PORTO SANT'ELPIDIO CHIUSO DAL 11/8 AL 26/8 SERVIZIO CAF PORTO SANT'ELPIDIO CHIUSO DAL 11/8 AL 17/8
Via San Francesco, 116 - 63821 Porto Sant'Elpidio
CAF CISL: 0734909019
FEMCA: 3383428553
FILCA: 3928006845
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF -
15:30-18:30
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CAF CISL
08:30-12:30 *
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15:00-19:00
08:30-12:30 *
COLF BADANTI - - -
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FEMCA -
09:00-12:30 * [Andrea Migliori]
14:00-18:00 * [Andrea Migliori]
09:00-12:30 * [Andrea Migliori]
14:00-18:00 * [Andrea Migliori]
15:30-18:30 [Giuliano Caracini]
09:00-12:30 * [Andrea Migliori]
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09:00-12:30 [Francesco Interlenghi]
FILCA - - - -
15:30-18:30 *
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INAS -
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08:30-12:00 [2 E 4 EL MESE]
VERTENZE -
09:00-13:00 [IOMMI LAURA]
15:00-18:30 [IOMMI LAURA]
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15:30-18:30 [Luzi Andrea supporto vertenze,dimissioni,artigianato]
09:00-13:00 [IOMMI LAURA]
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* su appuntamento
Via Papa Giovanni XXIII, 85

Sede di Sant'Elpidio a Mare:

ORARIO MESE AGOSTO SERVIZIO INAS CHIUSO DAL 08/8 AL 31/8 SERVIZIO CAF CHIUSO DAL 08/8 AL 23/8
Via Papa Giovanni XXIII, 85 - 63811 Sant'Elpidio a Mare
CAF CISL: 0734850011
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - -
08:30-12:30
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08:30-12:30 *
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INAS - -
08:30-12:30
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08:30-12:30
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* su appuntamento

Le ultime notizie

28/08/2026 NASpI 2026 settore privato: requisiti, importi e modalità di accesso
I lavoratori e le lavoratrici del settore privato che hanno concluso un contratto a termine o perso involontariamente l’occupazione possono avere diritto alla NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per accedere alla prestazione sono necessarie almeno 13 settimane di contributi maturati negli ultimi quattro anni. La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La scheda informativa realizzata da CISL Marche e dal Patronato INAS riepiloga i requisiti, gli importi previsti per il 2026, la durata dell’indennità e i casi particolari, tra cui le dimissioni per giusta causa per atti di violenza, la maternità e la risoluzione consensuale protetta. Per verificare il diritto alla NASpI e ricevere assistenza nella presentazione della domanda è possibile rivolgersi  presso le sedi CISL presenti in tutto il territorio marchigiano. 
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27/08/2026 Rifiuti, Ferracuti, Cisl Marche: "Serve una strategia integrata Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla differenziata, ma il tassello che manca"
Dopo l'approvazione, lo scorso 28 luglio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti da parte dell'assemblea legislativa, Cisl Marche interviene sui numeri e sulle prospettive del sistema regionale di gestione dei rifiuti, chiedendo che l'avvio della nuova governance sia accompagnato da un percorso di trasparenza e partecipazione. I dati Arpam, rielaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Marche parlano chiaro. Nel 2025 le Marche hanno prodotto 764.718 tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro capite di 517 kg/abitante, superiore alla media nazionale. Mentre per la raccolta differenziata si registra un buon 72,02% della produzione totale, ben oltre l'obiettivo comunitario del 65% e sopra il dato Ispra nazionale del 67,7%.  Nonostante il dato positivo della raccolta differenziata, dall’analisi dei dati emerge che le Marche segnano un conferimento in discarica molto alto, pari al 42,57% percentuale nettamente superiore rispetto alle altre regioni e al resto d’Italia 14, 79%.  La capacità degli impianti è ormai agli sgoccioli: al 31 dicembre 2025 la maggior parte delle discariche regionali aveva una capacità residua inferiore al 10%, in due casi era compresa fra il 31% e il 50%, e la sola discarica di Corinaldo, con 527.700 mc, risultava, dai dati Arpam, sopra la soglia del 50%. Ci sono poi le scadenze imposte dalle Direttive europee che prevedono la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: entro il 2035 solo il 10% del totale dei rifiuti potrà finire in discarica   ed entro il 2030 si dovrà raggiungere almeno il 65% di riciclaggio.  A questo si aggiunge l'emergenza plastica legata alle difficoltà di Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, che ha già costretto a trasferire rifiuti fuori regione, con un impatto diretto sui costi e di conseguenza sulle tariffe per i cittadini. Percorrere distanze maggiori per raggiungere impianti di trattamento aumenta i costi logistici che si riflettono sulla tariffa finale. Un aumento iniziato nel 2025, quando il costo medio della Tari nelle Marche si è attestato a 279 euro a famiglia, con un aumento rispetto all’anno precedente, del 5.5%. Nel 2026 alcuni Comuni hanno già deliberato aumenti compresi tra il +3% (Senigallia) e il +8,4% (Macerata). Per la CISL Marche la strada da percorrere è quella di un sistema integrato che affianchi la raccolta differenziata al riuso, al riciclo e alla realizzazione di un termovalorizzatore come impianto di fine ciclo per trattare la quota dei rifiuti non riciclabile trasformandola in energia e di conseguenza costi limitati e tariffe ridotte per le famiglie e le imprese. «I numeri del 2025 ci dicono che le Marche hanno una differenziata che funziona, sopra la soglia europea e sopra la media nazionale. Ma ci dicono anche che continuiamo a conferire in discarica quasi tre volte di più del resto del Paese, con impianti che si stanno esaurendo e un solo sito, quello di Corinaldo, ancora sopra il 50% di capacità residua. Non possiamo pensare di reggere così fino al 2035, quando le direttive europee imporranno di portare in discarica non più del 10% dei rifiuti» sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche. «Per questo riteniamo necessaria una strategia che tenga insieme differenziata, riuso, riciclo e un termovalorizzatore come impianto di chiusura del ciclo per la sola quota di rifiuto non riciclabile, trasformandola in energia. Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla raccolta differenziata e al riciclo: è il tassello che oggi manca e che, se non arriva, continuerà a scaricarsi sulle tariffe pagate da famiglie e imprese, come dimostrano già gli aumenti Tari di quest'anno» prosegue Ferracuti. Cisl Marche guarda con interesse al percorso avviato dal Consiglio regionale verso l'istituzione di un Ambito territoriale ottimale unico (Ato unica), articolato in cinque sub-ambiti provinciali, ma chiede che l'intero iter – dalla individuazione del sito alla realizzazione dell'impianto – sia accompagnato da commissioni composte da amministratori, parti sociali e associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di monitorare nel tempo la salute dei lavoratori e dell'ambiente circostante. «Ci auguriamo che il processo che porterà alla nuova governance regionale sia un percorso di trasparenza che inizi subito e accompagni tutta la vita dell'impianto, non solo la fase autorizzativa. Un coinvolgimento di tutti a partire dalle amministrazioni comunali e dai cittadini attraverso commissioni dedicate è la condizione perché queste scelte siano comprese e condivise sul territorio» rilancia e conclude il segretario generale della Cisl marchigiana.
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20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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25/07/2026 Agenda 2030, Ferracuti: «Innovazione e infrastrutture devono mettere al centro le persone»
Infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e qualità del lavoro. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "Agenda 2030 – Goal 9: una sfida globale", svoltosi questa mattina nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo e dedicato alle sfide dello sviluppo sostenibile per il territorio marchigiano. Tra i relatori è intervenuto il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha ribadito la necessità di governare la transizione tecnologica mettendo al centro il lavoro e la persona. «Per la CISL Marche – ha dichiarato Ferracuti – i cardini su cui costruire il futuro della nostra regione sono chiari: competenze, partecipazione e un aumento della produttività che si traduca in salari più alti, maggiore benessere e più sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori. Costruire infrastrutture resilienti e governare l'innovazione tecnologica significa accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, investendo nella formazione e valorizzando il contributo delle persone. Solo così la crescita economica potrà essere realmente sostenibile e produrre benefici per l'intera comunità.» L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica nel futuro delle Marche, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Al dibattito hanno preso parte anche Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gian Luca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria.
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
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09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
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22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
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13/05/2026 Sanità territoriale, la CISL Marche apre il confronto su modelli e prospettive della medicina di comunità
La riforma dell’assistenza territoriale, l’integrazione socio-sanitaria, il ruolo degli infermieri di comunità, dei medici di famiglia e le risposte all’invecchiamento della popolazione saranno al centro del convegno promosso dalla CISL Marche dal titolo “La medicina del territorio. Modelli, sfide e prospettive per una sanità di comunità”, in programma mercoledì 27 maggio 2026, a partire dalle ore 9.30, all’Auditorium Sandro Pertini di Fermo. Un’occasione di approfondimento e confronto sul futuro della sanità territoriale nelle Marche, in una fase cruciale per l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Decreto 77 del 2022 e dal PNRR, e per lo sviluppo dei servizi sociosanitari di prossimità. I lavori saranno introdotti dalla relazione di Francesco Enrichens, Project Manager ICT e cronicità, che affronterà il tema della riforma dell’assistenza territoriale tra efficacia e sostenibilità. Seguirà un focus dedicato alla medicina territoriale, alla cura e all’integrazione socio-sanitaria con gli interventi di Roberta Stopponi, segretaria generale CISL Medici Marche e dirigente medico AST Macerata, di Francesco Piergiovanni, infermiere AST Pesaro Urbino, e di Silvano Giangiacomi, segretario generale FNP CISL Marche. Alle 11.15 in programma la tavola rotonda dal titolo “Assistenza territoriale nelle Marche, un modello verso cui convergere insieme”, alla quale prenderanno parte Paolo Misericordia, segretario regionale FIMMG Marche, l’assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, Roberto Chierchia, segretario generale CISL FP Nazionale, e Marco Ferracuti, segretario generale CISL Marche. A moderare il confronto sarà Matteo Moretti dell’Ufficio Studi CISL Marche. Previsto l’intervento del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.  
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