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AST Territoriale Fermo

Sede di Fermo:

Via Sant'Alessandro, 3 - 63900 Fermo
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Fax: 0734 623473
Email: ast.fermo@cisl.it
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Via Gramsci n. 54 - 63813 Monte Urano
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Piane di Montegiorgio Viale della Resistenza 168/D - 63833 Montegiorgio
PIANE - Via Faleriense Est, 12 - 63833 Montegiorgio
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Via Zaccagnini, 128 - 63812 Montegranaro
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Via San Francesco, 116 - 63821 Porto Sant'Elpidio
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FILCA: 3928006845
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09:00-12:30 * [Andrea Migliori]
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15:30-18:30 [Giuliano Caracini]
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Le ultime notizie

25/11/2020 25 novembre 2020, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne CGIL CISL UIL Marche: il nostro impegno continuo per i diritti e la libertà delle donne e contro ogni forma di violenza e discriminazione
«25 novembre 2020: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non una celebrazione né una ricorrenza, tanto più in questo tempo della pandemia in cui sono da rifuggire più che mai le formule retoriche e in cui, semmai, abbiamo bisogno di parole di senso per rappresentare la realtà e comunicare la necessità di un impegno comune per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale. Perciò il 25 novembre è per noi la data in cui rinnovare il patto di alleanza contro ogni forma di violenza e di discriminazione di genere, ora e ancora -  dichiarano le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  perché la violenza contro le donne non è un problema del singolo, magari presentato dai social media come fosse un malato da curare o preda di un raptus, ma è un fenomeno strutturale che ha radici culturali profonde e pervasive e che, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra vari soggetti. Per questo, anche nella nostra regione, le Organizzazioni sindacali sono impegnate a fianco e a sostegno della rete regionale che ha il suo perno nei centri antiviolenza.» Oggi ancora di più, nel contesto di emergenza sanitaria ed economica, la violenza diventa l’esito estremo di diseguaglianze e di discriminazioni di genere che il COVID può alimentare. Secondo i dati Istat durante il lockdown della scorsa primavera sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde attivo 24 ore su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Nelle Marche, tra marzo e giugno, ben 286 donne hanno telefonato a questo servizio. Tra queste, 127 erano state vittime di violenza. Cifre più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%).  Ben oltre 1.200 donne in più si sono rivolte ai centri anti-violenza D.i.Re in poco più di un mese, dal 2 marzo al 5 aprile scorso. Dati che confermano quanto la reclusione in ambienti domestici già segnati dal disagio abbiano esacerbato o innescato situazioni di violenza. « È importante ricordare questi numeri mentre stiamo vivendo la seconda ondata della pandemia che ancora una volta o impone un lavoro da casa, che impropriamente spesso viene definito smart working, in convivenze forzate dalla necessità che hanno unito sfera pubblica e privata, o genera nuova disoccupazione femminile poiché sconvolge dal punto di vista occupazionale settori prevalentemente occupati da donne: ricezione, commercio, turismo, attività di assistenza e di cura della persona. - sottolineano Barbaresi,Cgil, Ilari, Cisl, Mazzucchelli Uil  -  Molte donne perdono il lavoro e la mancanza di sicurezza economica e di una rete di relazioni le espone ancora di più al rischio della violenza. In altri casi il lavoro che continua vede compromesse le tutele mentre rischiano di crescere le discriminazioni. Le donne che lavorano in settori come quello sanitario e socio-sanitario sono, per esempio, spesso le  più esposte a carichi di lavoro massacranti e al rischio di infezione.»    Come certificano i dati INAIL, riferiti alla prima ondata di pandemia, la maggior parte delle denunce di infortunio da COVID-19 attiene alle donne: nelle Marche le denunce di contagio sono state 1.416, delle quali 1.033 sono state presentate da donne, il 70,7% del totale. Il  30,9% delle donne che hanno contratto il virus durante il lavoro  ha un’età compresa tra i 50-64 anni e  il 26,8%  tra i 35-49 anni.  Infermiere, operatrici socio-sanitarie, ausiliare ospedaliere  e operatrici socio assistenziali sono tra le figure professionali più colpite.« Anche questi dati sono da ricordare a dimostrazione di come le donne siano colpite su più fronti dalla pandemia e di come l’emergenza sanitaria rischi di acuire le disuguaglianze di genere. - precisano le Segretarie di Cgil Cisl e Uil Marche - Il contesto del lavoro nelle Marche, tra l’altro, vede da anni fortemente penalizzate le donne, in termini di occupazione, di qualità del lavoro, di valorizzazione delle competenze. Una dispersione di valore che rischia di impoverire il nostro territorio e che trova conferma anche nel mancato protagonismo, purtroppo, delle donne nella rappresentanza e nella partecipazione politica, istituzionale ed anche economica.»   «Per noi difendere i diritti delle donne, favorire la loro partecipazione e promuovere la cultura della parità siano condizioni necessarie per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile della nostra regione.  Per questo invitiamo la nuova Giunta regionale e l’Assessora alle Pari opportunità a porre attenzione al fenomeno della violenza sulle donne, a riprendere presto il percorso mirato a rafforzare case rifugio e centri antiviolenza e ad assicurare formazione professionale ed incentivi per l’occupazione delle donne vittime per aiutarle concretamente a fuoruscire dalla violenza. Al contempo vanno messe in campo politiche per favorire e promuovere la parità e la valorizzazione delle donne nel lavoro e per incentivare e sostenere l’occupazione femminile. - rilanciano  e concludono le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  In una situazione così complessa ribadiamo e rilanciamo il nostro impegno a tutela dei diritti delle donne e del lavoro delle donne e per l’attuazione della Convenzione 190 dell’OIL sulle molestie e violenze nel mondo del lavoro, per la protezione, la prevenzione, la lotta alle discriminazioni con l’assistenza, la formazione e la sensibilizzazione culturale, perché il lavoro deve essere per tutte e tutti il luogo dell’emancipazione e della libertà.  »    
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19/11/2020 Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario
“NO alla contraffazione” è un progetto di tutela dei consumatori realizzato da Adiconsum Marche, Adoc Marche e Federconsumatori Regione Marche, Associazioni dei Consumatori iscritte al CRCU e finanziato con la compartecipazione dalla Camera di Commercio delle Marche, esercitando le competenze relative alla trasparenza commerciale e alla tutela dei consumatori ai sensi della Legge n. 580/96.  “NO alla contraffazione” promuove la diffusione, tramite azioni mirate, di informazioni corrette per permettere ai consumatori di fare scelte maggiormente consapevoli ispirate al rispetto dei diritti delle persone e alla tutela della qualità dei prodotti.   Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario   Quali sono i principali pericoli della contraffazione per il consumatore? I rischi sulla salute sono il danno causato dalla contraffazione di merci che, ad esempio, utilizzano tinture nocive su tessuti portati a contatto con il corpo. Pericolosi anche i giocattoli fabbricati con materiale infiammabile o l’assunzione di farmaci contraffatti. L’utilizzo di materie prime di bassissima qualità fa si che questi danni possano essere irreversibili. La contraffazione è un fenomeno che sta colpendo diversi settori di attività e comporta la perdita di numerosi posti di lavoro.   Come proteggersi dal fenomeno della contraffazione? Alcuni consigli utili: Evitare di comprare prodotti troppo economici; un prezzo troppo basso può essere invitante ma può nascondere scarsa qualità   Per gli acquisti rivolgersi sempre a venditori autorizzati, che offrono evidenti garanzie sull’origine della merce; diffidare di prodotti generalmente commercializzati attraverso canali ufficiali di vendita che vengono proposti da venditori irregolari   Avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto   Controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli con scritte minuscole o poco chiare o privi delle indicazioni d’origine e del “marchio CE”; le etichette più corrette sono quelle che garantiscono la migliore conoscenza del prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche   Acquistare solo prodotti in confezioni e con imballaggi integri, con il nome del produttore, assicurandosi della loro provenienza e di eventuali marchi di qualità o certificazione   Prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”: se non si ricevono notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio ecc.) del venditore, è possibile che si tratti di prodotti contraffatti   Porre particolare attenzione all’acquisto di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi   fonte: https://www.adiconsummarche.it/no-alla-contraffazione/
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18/11/2020 Emergenza Covid: riconosciamo lo sforzo di tutti gli operatori socio-sanitari nella lotta alla pandemia
Non solo medici, infermieri ed OSS: la Cisl Fp Marche vuole ricordare, per rispetto di tutte le professioni socio-sanitarie, il duro compito quotidiano di lotta e resistenza contro la pandemia Covid di tutti gli operatori della sanità pubblica, di quella privata e del sociale. Oltre al personale impegnato direttamente nei reparti, c'è tutto un mondo di figure di supporto, altrettanto importanti e strategiche per la riuscita del contrasto al Covid. «Si pensi ad esempio ai tecnici sanitari di Radiologia e di laboratorio, ai biologi, alle assistenti sanitarie ed al personale della Prevenzione - spiega Giuseppe Donati, Segretario Regionale Cisl Fp Marche -. Ancora, andrebbero menzionati, le ostetriche, gli educatori, gli autisti di ambulanza, i volontari delle pubbliche assistenze. Non si nominano mai gli assistenti sociali ad esempio, che supportano i cittadini e le famiglie maggiormente in difficoltà, entrando nelle loro case, come nemmeno gli educatori professionali che accompagnano chi è più svantaggiato e presidiano il mondo del disagio psichico».   Con particolare riferimento alla situazione nel Fermano e nell'Area Vasta 4, Donati aggiunge: «Senza i tecnici di laboratorio, che nell’Unità Operativa Complessa del Murri e nell’area del Dipartimento di Prevenzione, analizzano giorno e notte, centinaia e centinaia dei famosi tamponi molecolari prelevati giornalmente, non si avrebbero i referti, rendendo quindi impossibile provvedere alla diagnosi precoce. Ugualmente, senza chi, come le assistenti sanitarie ed altri operatori con esse, continua stoicamente a fare tracciamento, lavorando anche sabati e domeniche da febbraio scorso, non si potrebbe risalire alla catena di contagi ed intervenire prontamente. A tutti questi lavoratori va il massimo plauso possibile».   «Purtroppo però - prosegue il Segretario Regionale -, in Area Vasta 4, al pari di quanto avvenuto per infermieri ed OSS, gli errori compiuti molto prima dell’esordio della pandemia, da chi si è occupato dei piani assunzione e del reclutamento del personale, stanno pesando enormemente sul lavoro di queste figure. Mancano molti tecnici di laboratorio e di Radiologia al Murri e questo rischia di mandare in crisi il prezioso lavoro che i servizi diagnostici stanno portando avanti».    Il numero di tecnici di laboratorio dell’Ospedale di Fermo, che da fine 2019 ad aprile 2021 sono o andranno in pensione, ammonta a 8 unità. Poche di queste unità sono state sostituite e, in un momento così intenso di lavoro e di emergenza, la carenza di organico, da prevedere a prescindere dal Covid, pesa enormemente sull’organizzazione del lavoro. Gli stessi tecnici di Radiologia, abilitati a coprire i turni sulle 24 ore, sono rimasti pochi (circa 11) anche a causa di malattie lunghe o aspettative. «Chiaramente tutto questo non emerge dai titoli dei giornali con i quali vengono annunciati nuovi servizi o l’acquisto di nuove macchine radiologiche dal Direttore di Area Vasta 4 o da altri dirigenti - sottolinea Donati -. La Cisl Fp è la prima ad essere contenta se aumentano i servizi ai cittadini, ma dietro ogni macchina o per garantire un nuovo servizio come ad esempio la radiologia domiciliare, devono esserci uno o più operatori, che ad oggi scarseggiano. La propaganda non crea e non moltiplica i professionisti».   «Come si mandano avanti Reparti e Servizi attualmente? - continua Donati - Come si riesce a recuperare lo screening senologico, ad esempio, vista la carenza di personale tecnico sanitario? Ci risulta che una percentuale variabile tra il 20 ed il 30% delle attività assistenziali, diagnostiche ed interventistiche in generale, siano organizzate grazie al ricorso alle prestazioni orarie aggiuntive. Grazie a questa modalità di lavoro che, sarebbe bene ricordarlo, impone ai professionisti turni aggiuntivi di lavoro oltre quelli dovuti per contratto, si riesce ancora a dare le risposte sanitarie minime e, in alcuni casi, aggiuntive. Tutto questo però non è normale e non potrà durare a lungo».   Lo stress enorme al quale tutto il sistema sanitario fermano è sottoposto da troppo tempo rischia di implodere perché infermieri, OSS, tecnici sanitari, assistenti sanitarie, ostetriche, educatori,  ecc «non sono robot ma persone in carne ed ossa con un limite di sopportazione».   «Dover constatare che la Regione Marche, e di conseguenza anche Area Vasta 4, si sia trovata ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria del Covid senza le truppe necessarie è vergognoso - attacca Donati -. Organici sottodimensionati, tagli inverecondi sul personale del comparto portati avanti dalla politica regionale degli ultimi 10 anni e, in ultimo, concorsi pubblici che per essere espletati impiegano anni ed anni, l’assenza di qualunque graduatoria a tempo indeterminato delle figure sanitarie principali, sono elementi gravissimi di cui qualcuno dovrà rispondere prima o poi».   La Cisl Fp rinnova il suo ringraziamento non solo nei confronti dei lavoratori piú esposti come medici, infermieri ed OSS, ma anche di tutte quelle figure professionali del settore pubblico e privato che permettono al sistema sanitario di combattere e, ne siamo certi, vincere il Covid-19.  
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11/11/2020 CGIL CISL UIL Marche: preoccupazioni per la situazione sanitaria. Urgente confronto su nuovo Piano Socio-Sanitario
CGIL CISL e UIL Marche esprimono forti preoccupazioni per la situazione sanitaria sempre più difficile e gravosa, sia dal punto di vista dell’elevato numero di contagi che si registrano ogni giorno, che per le criticità nel garantire percorsi di tracciamento dei contagi stessi, oltre naturalmente alla mancanza di personale, su cui grava di nuovo tutto il peso dell’emergenza e alle enormi difficoltà delle strutture ospedaliere e sanitarie.   Su questi temi nei giorni scorsi le Segreterie di CGIL CISL UIL hanno già incontrato l’Assessore regionale Saltamartini e l’interlocuzione proseguirà nei prossimi giorni.   Oltre agli aspetti legati all’emergenza, riteniamo altresì necessario e urgente discutere con la Giunta regionale anche dei rilevanti temi di prospettiva come quelli emersi in questi giorni: nuovo Piano Socio-sanitario e ridefinizione della rete ospedaliera.   CGIL CISL UIL Marche hanno sempre contestato la scelta della precedente Giunta di ricorrere al project financing per la realizzazione dei nuovi ospedali, ma continuano a ritenere necessario procedere rapidamente al completamento delle opere di edilizia ospedaliera in atto e procedere alla realizzazione di  nuovi ospedali, opere particolarmente urgenti almeno in alcune realtà.   Avendo ben presente che se da un lato va approfondito con scrupolo il tema della nuova rete ospedaliera, occorre essere tutti consapevoli che la principale debolezza e i ritardi del sistema sanitario marchigiano  si riscontrano sul fronte della medicina di territorio e sul sottodimensionamento  delle strutture territoriali (strutture residenziali e semiresidenziali) e dei servizi domiciliari. Per superare tali criticità è altresì improcrastinabile aumentare il numero delle Case della Salute e qualificare gli Ospedali di Comunità. Peraltro è proprio con la debolezza della medicina territoriale che ci siamo scontrati nell’affrontare l’emergenza Covid.   CGIL CISL e UIL Marche esprimono inoltre forti perplessità in merito all’intenzione della Regione di puntare alle cure con ozono, plasma e idrossiclorichina per il trattamento del Covid. In particolare perché, per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrossiclorochina anche di recente il Ministero della Salute ha ribadito la “sostanziale assenza di benefici, con possibili effetti collaterali anche gravi e potenzialmente letali”.   Inoltre la stessa Agenzia Italiana del Farmaco ha sospeso l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid al di fuori degli studi clinici, e anche il World Health Organization sconsiglia l’utilizzo di tale farmaco al di fuori degli studi clinici.   Riteniamo che la lotta al virus richieda sforzi enormi e talvolta anche di percorrere strade inesplorate, ma è sempre necessario usare cautela e soprattutto tener conto delle valutazioni del mondo scientifico in maniera rigorosa.
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11/11/2020 Lettera aperta all'assessore regionale alla Sanità: ancora una volta sacrificato l'unico ospedale della provincia di Fermo
Egregio Assessore alla Sanità,   la grave ed intensa, nuova ondata pandemica, sta interessando tutta la Regione ed anche la provincia di Fermo. Tuttavia, appaiono difficilmente comprensibili alcune decisioni della Direzione di Area Vasta, supportate dalla Direzione di Presidio.    La CISL FP Marche desidera, prima di dover procedere in altre sedi, che la S.V. prenda atto di queste discutibili decisioni, fortemente penalizzanti per tutto il territorio fermano.   Come piú volte evidenziato, il Murri è l'unico presidio esistente nell'Area Vasta n.4 e nonostante questo, sta diventando praticamente un centro Covid a dispetto dei tantissimi malati di altre patologie anche gravi, che chiederebbero di essere curati.   La situazione è stridente se paragonata con situazioni provinciali marchigiane in cui insistono più Presidi ospedalieri di rete, che hanno operato sconvolgimenti sicuramente meno impattanti su servizi e personale.   La CISL FP Marche, primo sindacato per iscritti tra i dipendenti dell'AV4, ha giá espresso forti perplessità ed un certo sconcerto, ad esempio, per la decisione della Direzione, di chiudere l’unica terapia intensiva coronarica dell'ospedale Murri. La Conferenza dei Sindaci di AV4, da parte sua, ha sottolineato l'unicità di servizi e di reparti altamente specialistici, presenti al Murri, che se chiusi, non troverebbero alternative, come può avvenire nelle restanti province marchigiane, grazie ai doppioni o triploni su cui possono contare. Di fatto, però, le chiusure sono andate avanti, tanto che oltre alla chiusura di Utic, il dimezzamento delle sedute operatorie ordinarie, arriva l’informativa della chiusura della residenza sanitaria riabilitativa di Porto San Giorgio, del nido ostetrico del Murri, l’utilizzo degli spazi delle Cure Intermedie di Sant’Elpidio a Mare per malati post acuti Covid.    Crea sconcerto, in un territorio provinciale in cui esiste un solo ospedale, l'intenzione, a dir poco insensata, di trasferire il Reparto di Cardiologia ed attivare una mini Utic ( solo n.3 posti letto), in locali che risultano non idonei e con dubbi requisiti di sicurezza. Tra l’altro, il trasferimento della Cardiologia nei nuovi spazi destinati, sarebbe stabile e non legato temporalmente alla fine dell’emergenza. La penalizzazione sui posti letto di degenza e di UTIC ( meno 7 posti letto di degenza e meno 2 posti letto di terapia intensiva), rispetto a quelli autorizzati dalla Regione, rimarrebbe permanente e non più recuperabile.   La Direzione di Area Vasta 4 e la Direzione di Presidio, dopo aver chiuso il reparto Utic per fare spazio a posti di Rianimazione puliti (senza nemmeno attendere la decisione sulla possibilità di collocare i posti di Rianimazione “sporca” all’interno del Covid Hospital di Civitanova) nonchè aver prelevato per questo, personale infermieristico dall'Utic Cardiologica e dal Blocco Operatorio, con conseguente dimezzamento delle sedute chirurgiche, vorrebbe completare il percorso, allestendo alla meno peggio, il nuovo reparto di Cardiologia e salvare la faccia davanti ai cittadini del fermano, vendendo loro però una mela avvelenata.    Varrebbe la pena ricordare che l'Utic è una terapia intensiva alla pari e con uguale dignitá di una Rianimazione. Non si comprende come si possano sacrificare spazi e posti letto intensivi per altri posti letto intensivi. Qual'è il messaggio che ne esce? Forse che chi grida di piú in questo momento porta a casa il risultato migliore per la propria specialitá?   Non può andare avanti cosí, altrimenti le stesse sue condivisibili dichiarazioni, egregio Assessore, verrebbero clamorosamente smentite dai fatti.   Garantire che tutte le malattie gravi ed urgenti possano trovare dignitosa e professionale risposta negli ospedali marchigiani, è stato un suo meritevole refrain che, si spera, valga anche per il fermano; al momento però sembra non essere cosí.   Quando la Direzione pensa di allestire alla bene e meglio, una Terapia Intensiva Coronarica, in uno spazio talmente ridotto ove non potrebbero coesistere, secondo il manuale di autorizzazione, i letti di degenza, la centrale di monitorizzazione e la postazione per due infermieri (numero minimo per turno, secondo la normativa sui minuti di assistenza, per 3 posti di terapia intensiva), significa che non si vuole riconosce uguale dignitá ai malati che lottano per la loro vita in Rianimazione generale ed in quella Coronarica. Come pure, quando si attiva una terapia intensiva coronarica, servita da un ascensore ove non entrano i letti, si trasmette un messaggio di pressappochismo. In verità, in quell’ascensore, non ci sarebbe lo spazio nemmeno per ospitare una barella tecnica ed un operatore. Ciò è un fatto grave perché in caso di qualsiasi trasporto di un malato per eseguire esami diagnostici oppure, peggio, per andare in sala operatoria in urgenza, sarebbe necessario trasferirlo dal letto alla barella e viceversa. In alternativa, l’operatore dovrebbe superare due porte antincendio, l’intero Reparto attiguo di Gastroenterologia, un'altra porta a vetri, e servirsi di un ascensore idoneo.  Le domandiam: è rispettoso delle norme d’igiene che, più volte al giorno, malati di un reparto, attraversino l’Unità Operativa vicina con i rischi conseguenti? Tutto ciò, va ribadito, non sarebbe una collocazione temporanea ma definitiva negli anni.   Per tutto quanto rappresentato, è necessario fare chiarezza subito per non degenerare in eventi che potrebbero inasprire conflitti professionali oltre che innescare ricorsi legali.   La CISL FP Marche, a tutela non solo dei professionisti infermieri ed OSS che intende rappresentare ma anche dei cittadini-utenti, chiede con urgenza, che Lei, in qualità di decisore politico e di rappresentante e garante dei cittadini anche di Fermo, venga a constatare personalmente ed in loco le decisioni che si sono prese o che s'intenderebbero prendere all'interno del Murri e sul territorio, tutte molto impattanti su reparti e servizi non replicabili in altre strutture sanitarie della provincia.   I malati della provincia di Fermo non sono solo quelli Covid, quindi non tutto può essere sacrificato a causa della pandemia. Questo dovrebbe essere chiaro, ma sembra che in tantissimi se ne stiano dimenticando.   I decessi per patologie cardiovascolari sono aumentati del 20% ed una provincia già privata del Servizio di Emodinamica come quella di Fermo non può rinunciare anche ad un dignitoso Reparto di Cardiologia e ad un servizio di Terapia Intensiva Coronarica che rispetti standard di sicurezza e criteri strutturali previsti dal manuale di autorizzazione.    La nostra è una richiesta d’aiuto perché non passi o si rafforzi la convinzione che esistano nelle Marche, cittadini di serie A e serie B.    La CISL FP Marche, augurandosi che la S.V. accolga positivamente e presto, l'invito che si è permessa di rivolgerle, porge cordiali saluti, rinnovando lo spirito collaborativo che da sempre contraddistingue l’azione di rappresentanza svolta Il Segretario Regionale della CISL FP Marche           Giuseppe Donati 
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10/11/2020 Decreto Ristori Bis
Tutte le ulteriori nuove misure previste dal D.L. Ristori Bis del  9 novembre 2020 n.149 pubblicato in Gazzetta Ufficiale   
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05/11/2020 DPCM 3 novembre, la sintesi delle misure Zona Gialla - Zona Arancione - Zona Rossa
Sintesi delle misure previste dal  nuovo Dpcm del 3 novembre 2020 per le tre aree: gialla, arancione e rossa corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese. Nello specifico nell'area gialla sono attualmente ricomprese: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.Nell'area arancione: Puglia, Sicilia.Nell'area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta.  
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05/11/2020 DPCM 3 Novembre: tutte le misure in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre
La sintesi delle nuove misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza da Covid-19 contenute nel Dpcm del 3 novembre 2020  in vigore dal 6 novembre.    
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02/11/2020 Decreto Ristori il volantone Cisl
Ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all'epidemia da COVID-19, nel Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137  cosidetto "Decreto Ristori" approvato dal Consiglio dei Ministri del 27 ottobre.    
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27/10/2020 DPCM 24 ottobre 2020 tutte le misure nel volantone Cisl
Tutte le misure previste dal nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 in vigore dal 26 Ottobre al 24 novembre 2020.  
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