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Ast Territoriale Tolentino - Camerino

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Via Pallotta, 15

Sede di Camerino:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da sabato 8 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Pallotta, 15 - 62032 Camerino
CAF CISL: 0737636333
FILCA: 3356508011
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
15:00-19:00 *
- -
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
08:30-12:30 *
-
CISL SCUOLA - - - - - -
FILCA - - -
16:30-18:30
- -
INAS
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
- -
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
- -
* su appuntamento
Corso Italia, 104/A

Sede di Castelraimondo:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da sabato 8 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Corso Italia, 104/A - 62022 Castelraimondo
ADICONSUM: 07334075212
CAF CISL: 0737641086
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM - - - - - -
CAF CISL
08:30-12:30 *
- - -
15:00-19:00 *
-
FAI - - -
15:30-18:30 *
- -
INAS
15:30-18:30 *
- - -
08:30-12:30 *
-
SICET - -
15:00-18:00 *
- - -
* su appuntamento
Via Roma, 30

Sede di Fiuminata:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da sabato 1° agosto a martedì 1° settembre compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Roma, 30 - 62025 Fiuminata
Via Vittorio Emanuele, 38

Sede di Loro Piceno:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da martedì 4 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Vittorio Emanuele, 38 - 62020 Loro Piceno
Via Strada Statale Muccese Nord, 1

Sede di Matelica:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - tutti i sabati di agosto; - da sabato 8 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Strada Statale Muccese Nord, 1 - 62024 Matelica
ANOLF: 3397892960
CAF CISL: 073784943
FILCA: 3473738222
INAS: 073785326
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF -
15:30-18:30 *
- - - -
CAF CISL -
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
-
08:30-12:30 *
FILCA -
16:30-18:30
- - - -
FIM - - - - - -
INAS
09:00-13:00 *
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
-
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
-
09:00-12:00 *
* su appuntamento
Località Maddalena n. 10

Sede di Muccia:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da sabato 1° agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Località Maddalena n. 10 - 62034 Muccia
FILCA: 3356508011
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
FAI - - -
11:00-15:00 *
- -
FILCA -
16:30-18:30
- - - -
FNP
10:00-12:00 * [A settimane alternate]
- - - - -
INAS -
15:30-18:30 * [L'ultimo martedì di ogni mese]
- - - -
* su appuntamento
Via Cesare Battisti, 4

Sede di San Ginesio:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da martedì 4 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Cesare Battisti, 4 - 62026 San Ginesio
CAF CISL: 0733656885
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
09:00-13:00 *
-
09:00-13:00 *
- - -
INAS
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
-
08:30-12:30 *
- - -
* su appuntamento
Via Dante Alighieri, 20

Sede di San Severino Marche:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - tutti i sabati di agosto; - da sabato 8 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Dante Alighieri, 20 - 62027 San Severino Marche
CAF CISL: 0733638003
FILCA: 3371069337
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL -
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
15:00-19:00 *
-
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
08:30-12:30 * [Aperture alternate con Cingoli]
FILCA
16:30-18:30
- - - - -
FIM - - - - - -
FNP -
15:30-18:30 * [Sportello del pensionato]
- - - -
INAS
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
15:30-18:30 *
-
08:30-12:30 *
-
* su appuntamento
Piazza Mazzini, 6

Sede di Sant'Angelo in Pontano:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: da mercoledì 5 agosto a lunedì 24 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Piazza Mazzini, 6 - 62020 Sant'Angelo in Pontano
Via Don Minzoni, 125

Sede di Sarnano:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da venerdì 7 agosto a martedì 25 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Via Don Minzoni, 125 - 62028 Sarnano
CAF CISL: 3357902812
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
14:00-18:00 * [A settimane alternate]
- - - - -
INAS - - -
08:30-12:30 *
- -
* su appuntamento
Viale del Chienti snc

Sede di Serravalle di Chienti:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - da sabato 1° agosto a mercoledì 26 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Viale del Chienti snc - 60238 Serravalle di Chienti
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
FNP - - -
10:00-12:00 * [A settimane alternate]
- -
* su appuntamento
Viale Giovanni Benadduci, 14

Sede di Tolentino:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: - tutti i sabati di agosto; - da sabato 8 agosto a sabato 22 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
Viale Giovanni Benadduci, 14 - 62029 Tolentino
ADICONSUM: 0733973351
ANOLF: 3316579530
CAF CISL: 0733973351
FILCA: 3473738222
SICET: 0733973351
VERTENZE: 0733973351
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
15:30-18:30 *
- - - - -
ANOLF - -
15:30-18:30 * [il secondo e quarto mercoledì di ogni mese]
- - -
CAF CISL
08:30-12:30 *
15:00-19:30 *
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
-
08:30-12:30 *
15:00-19:00 *
08:30-12:30 *
FAI - -
15:30-18:30 *
- - -
FILCA - -
16:30-18:30
- - -
INAS
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
08:30-12:30 *
15:30-18:30 *
-
08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
SICET - -
09:00-13:00 *
- - -
VERTENZE
15:30-18:30 * [D. Ballini 335430290]
- - -
09:00-13:00 *
-
* su appuntamento
VIA ROMA, 2

Sede di Urbisaglia:

In occasione delle ferie estive 2026, gli uffici resteranno chiusi: da mercoledì 5 agosto a lunedì 24 agosto compresi. Servizio dimissioni on line: > 11-08-2026 sede di San Severino M. orario 10,00 - 13,00 David Ballini 335430290. > 19-08-2026 sede di Tolentino orario 16,00 - 19,00 David Ballini 335430290.
VIA ROMA, 2 - 62010 Urbisaglia

Le ultime notizie

20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
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09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
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08/07/2026 Ricostruzione, CISL Marche in visita al cantiere del Palazzo Ducale di Camerino: «Un segnale concreto di rigenerazione, ma la sicurezza deve restare una priorità»
Una delegazione della CISL Marche, composta da Luca Tassi, Segretario regionale,  David Ballini, Responsabile AST Tolentino - Camerino e  Rocco Gravina, Responsabile AST  Macerata, guidata dal Segretario generale Marco Ferracuti, ha visitato oggi il cantiere del Palazzo Ducale di Camerino, dove da alcuni mesi sono ripartiti i lavori di ricostruzione di uno dei luoghi simbolo della città e dell'intero cratere sismico. Ad accogliere la delegazione erano presenti il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il professor Alessandro Delpriori dell'Università di Camerino, il direttore dei lavori, ingegner Cristiano Bordo, e Vincenzo Mammarella, titolare dell'impresa IES Fratelli Mammarella, impegnata nell'intervento. «È un'occasione importante – ha dichiarato il Segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti – perché rappresenta un segnale concreto di rigenerazione e di futuro che restituisce speranza a un territorio duramente colpito dal sisma. Il Palazzo Ducale è il cuore di Camerino, un simbolo della rinascita della città: dal suo recupero passa una parte fondamentale del rilancio del territorio e della ripresa delle attività sociali, culturali ed economiche dell'intero cratere.» La visita è stata anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri della ricostruzione, alla luce del grave infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un cantiere post-sisma a Trisungo di Arquata del Tronto. «La ricostruzione deve procedere, ma deve farlo sempre in condizioni di massima sicurezza. Il grave incidente di questa mattina ci ricorda che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. C'è ancora molta strada da fare per garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. Al lavoratore ferito e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza.» Per la CISL Marche, la ricostruzione del patrimonio pubblico e privato deve procedere insieme alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, affinché la rinascita dei territori colpiti dal sisma sia fondata non solo sulla qualità delle opere realizzate, ma anche sul rispetto del lavoro sicuro e della vita di chi ogni giorno opera nei cantieri.  
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22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
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15/06/2026 Aree interne, Ferracuti : “Sanità, scuola e lavoro per contrastare lo spopolamento e rilanciare i borghi
«Le priorità sono quelle di garantire sanità di prossimità, investire nelle scuole, assicurare servizi alla persona, incentivare chi mantiene vivo questo territorio, trasporto pubblico locale, potenziare il turismo in rete, rafforzare infrastrutture fisiche e digitali, fiscalità agevolata, incentivi per le start-up innovative, incentivi per le collaborazioni tra Comuni, formazione per fare lavori che hanno caratterizzato queste zone»:  così il segretario generale regionale Marco Ferracuti oggi a Camerino nell’ambito della iniziativa della Cisl Marche, organizzata in collaborazione con Unicam ,per discutere di «Aree interne tra sostenibilità e marginalità» ponendo accanto al titolo della giornata di studi un interrogativo retorico che è «Terre di passaggio o luoghi da vivere». Introduzione di David Ballini per la Cisl e saluti introduttivi a cura del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e del rettore di Unicam Graziano Leoni. Le relazioni portano la firma di Lucia Ruggeri, prof di Diritto civile di Unicam e di Valentina Polci, ricercatrice in Sociologia della Scuola di Architettura di Unicam. Osserva la prof Polci: «La legge sulla montagna va nella direzione di dire che queste aree continuino ad essere abitate: le vie migliori sono quelle dal basso, forme di accordi ed evitare la conflittualità con organismi che siano gestiti da Comuni, Università, Comunità montana. I servizi di prossimità devono rendere accessibili ed effettivi diritti che sono sulla carta, il diritto a restare nel luogo in cui è nato e in cui ha scelto di vivere. Dobbiamo fare tante iniziative di informazione e di formazione, non parliamo di un’Italia minore». La prof Valentina Polci: « Le aree interne non vanno guardate soltanto come aree fragili ma bisogna comprendere il loro valore sotto forma di capitale sociale e  patrimonio ecosistemico. La parola chiave dell’intervento è partecipazione al governo, punto nodale per la ripartenza e la ricrescita che non può essere solo fisica ma anche socioeconomica. Le reti sociali vogliono ancora impegnarsi, collaborare con le istituzioni. Far emergere i conflitti aiuta a far crescere la democrazia». Un serie di interventi firmati da Danilo Santini (Fai Cisl Marche), Cristiana Ilari (Cisl scuola Marche), Mario Raimondi (First Cisl Marche), Franceco Pulerà (Borgo Futuro), Claudio Cappella (Qui Val di Fiastra), Silvano Giangiacomi (Fnp Cisl Marche). Infine la tavola rotonda aperta da Marco Bussone, presidente nazionale Comunità enti montani: «E’ richiesto - osserva Bussone - un supplemento di lavoro sulla stessa parola “aree interne”, non vorrei che si dimenticasse la questione delle geografie. I problemi non si risolvono con l’assistenzialismo, ma con la capacità di assumere provvedimenti idonei, dunque riforme istituzionali per lavorare insieme, poi il tema fiscale ed infine la remunerazione dei servizi ecosistemici ambientali».  Andrea Spaterna, docente Unicam: «Quello delle aree interne è il tema dei temi: sono aree di pregio, non marginali. Il tema è contrastare lo spopolamento che si porta dietro la cura del territorio. Unicam ha attivato un tavolo di concertazione per lo sviluppo del territorio». A chiudere la giornata di riflessione è il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Abbiamo vissuto un seminario di confronto con realtà diverse che operano in queste aree fragili, diverse ma collegate da un lavoro comune di rigenerazione territoriale. Ci siamo ascoltati, da domani lavoreremo insieme per costruire risposte concrete a una sfida che ci riguarda tuti: contrastare lo spopolamento. Queste aree devono diventare protagoniste, le soluzioni più efficaci nascono dai territori. I nostri borghi sono ricchi di storia ma vi si sta consumando una progressiva desertificazione che rischia di indebolire tutta la regione. Da anni gli amministratori fanno analisi  e dicono di voler investire: o questi investimenti non ci sono stati o quanto fatto finora è sbagliato. Venti anni fa nell’area del cratere c’erano 120mila under 35, ora non arrivano a 80mila. Senza giovani questi territori rischiano di diventare scenografie vuote, privi di vita. Ci sono realtà che sperimentano nuove idee di rinascita che coniugano tradizione e innovazione. Non servono parole, non serve sprecare risorse in assistenzialismo. Abbiamo perso occasioni ma ora si possono mettere a terra i segnali di cambiamento con un percorso di partecipazione per favore il protagonismo territoriale».
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09/06/2026 Aree interne tra sostenibilità e marginalità: a Camerino Convegno sul futuro dei territori
Le aree interne rappresentano una delle sfide più rilevanti per il futuro delle Marche e dell'intero Paese. Territori spesso percepiti come marginali, ma che custodiscono un patrimonio umano, sociale, culturale e ambientale fondamentale per costruire un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile. Con questo obiettivo, la CISL Marche, in collaborazione con l'Università di Camerino e con il patrocinio del Comune di Camerino, promuove il convegno “Aree interne tra sostenibilità e marginalità. Terre di passaggio o luoghi da vivere?", in programma a Camerino (MC), il 15 giugno 2026 alle ore 9.30 presso l'Aula Piantoni del Polo Didattico UNICAM, in via Sant’Agostino,1. L'iniziativa intende aprire un confronto qualificato sul diritto delle comunità a restare e a costruire il proprio futuro nei territori interni, affrontando i temi dello spopolamento, della qualità dei servizi, della partecipazione democratica e delle politiche di sviluppo locale. Ad aprire i lavori saranno le relazioni della professoressa Lucia Ruggeri, ordinaria di Diritto civile e direttrice della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Camerino, che approfondirà il tema del diritto di restare nelle strategie europee, nazionali e regionali, soffermandosi sui modelli giuridici e sugli indirizzi politici necessari per garantire opportunità e coesione territoriale. Seguirà l'intervento della ricercatrice Valentina Polci, della Scuola di Ateneo di Architettura e Design dell'Università di Camerino, dedicato alle dinamiche di comunità nelle aree interne, tra processi di spopolamento e valorizzazione del patrimonio ecosistemico. Il programma prevede inoltre contributi e testimonianze provenienti dal mondo del lavoro, della formazione, dell'innovazione sociale e dello sviluppo territoriale, con gli interventi di Danilo Santini, segretario generale FAI CISL Marche, Cristiana Ilari, segretaria generale CISL Scuola Marche, Mario Raimondi, segretario generale FIRST CISL Marche, Francesco Pulerà di Borgo Futuro e Claudio Cappella, di Qui Val di Fiastra. Nella seconda parte della mattinata la tavola rotonda con istituzioni, università, enti locali e rappresentanze sociali, sarà moderata da David Ballini, responsabile della CISL di Tolentino Camerino. Parteciperanno Andrea Spaterna, docente di semiotica e patologia medica veterinaria e delegato del Rettore dell'Università di Camerino per i rapporti con il territorio, Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM, Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Territoriali Sociali 16, 17 e 18, e il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti.
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25/04/2026 25 Aprile 2026 Festa della Liberazione
La CISL Marche partecipa alle iniziative commemorative del 25 Aprile 2026, in occasione dell’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. «Una giornata di memoria viva e di responsabilità collettiva – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – in un tempo attraversato da nuove disuguaglianze, tensioni sociali e trasformazioni profonde del lavoro, diventa ancora più urgente praticare una resistenza consapevole contro ogni forma di disumanizzazione e sfruttamento. Una resistenza pacifica e generativa, fondata sul dialogo e sulla partecipazione, capace di costruire coesione e futuro: che si fa ogni giorno, nei luoghi di lavoro e nelle comunità, difendendo la dignità della persona, i diritti dei più fragili e il valore del lavoro dignitoso. Perché i cambiamenti non vanno subiti ma governati»
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