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AST Territoriale Fano

Cartoceto via Peschiera, presso Parrocchia - 61030 Cartoceto
CALCINELLI Via Guglielmo Marconi, 22 - 61036 Colli al Metauro
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI)
15:30-18:30 [CHIUSO]
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CAF CISL
15:40-18:30 *
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08:40-12:30 *
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FEMCA - - - - - -
FIM -
08:30-13:00 * [su app.to chiamare 338.9372358 Alberto Zaffini]
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15:00-19:00 * [su app.to chiamare 338.9372358 Alberto Zaffini]
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FNP - -
08:30-12:30 [CHIUSO]
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INAS - - - -
15:30-18:30
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* su appuntamento
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI)
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08:30-12:00 [CHIUSO]
ANOLF -
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CAF CISL
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09:00-12:00 *
CISL SCUOLA -
15:30-18:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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15:30-18:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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COLF BADANTI
08:40-12:30 *
08:40-12:30 *
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FAI - -
09:00-12:00
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FELSA - - - - -
09:30-12:00 * [giovanni.giovanelli@cisl.it su appuntamento]
FILCA -
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FIM - - - - -
09:00-12:00 * [sempre su app.to 338.9372358 Alberto Zaffini]
FISASCAT
09:00-12:30
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FNP - - - - - -
INAS
09:00-12:30 *
09:00-12:30 *
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SICET - - -
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SUCCESSIONI
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VERTENZE
08:30-12:30 *
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08:30-12:30 *
14:00-16:00 *
08:00-12:00 *
* su appuntamento
BELLOCCHI - Via Einaudi, 88 - 61032 Fano
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - -
15:40-18:30 *
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INAS - - - - - -
* su appuntamento
Piazza del Mercato, 16 - 61034 Fossombrone
CAF CISL: 0721.714845
FELSA: 3480848757
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
08:40-12:30 *
15:30-18:30 *
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15:40-18:30 *
08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
CISL SCUOLA -
15:30-17:30 * [l'apertura è fissata in un solo giorno con cadenza mensile, per conoscere il giorno di apertura inviare mail a cislscuola.pesaro@cisl.it]
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COLF BADANTI - - -
09:00-12:30 *
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FELSA -
16:00-18:30 * [SU APP. TO]
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FILCA - - -
15:30-19:00 *
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FNP - - - - - -
INAS
15:30-18:30
08:30-12:30
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08:30-12:30
15:30-18:30
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SICET
08:30-12:30 *
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* su appuntamento
Mondavio - 61040 Mondavio
Via San Sebastiano 45- Località Centocroci - 61037 Mondolfo
CAF CISL: 0721 957502
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI)
08:30-12:30 [CHIUSO]
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CAF CISL
08:30-12:30 *
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15:30-18:30 *
15:40-18:30 *
08:30-12:30 *
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COLF BADANTI
09:00-12:30 *
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15:30-18:30 *
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FAI
15:30-18:30
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INAS
08:30-12:30 *
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15:30-18:30 *
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* su appuntamento
MAROTTA - Via Litoranea, 154 - 61037 Mondolfo
CAF CISL: 0721 961079
FILCA: 3406892461
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI) - - - - - -
CAF CISL
15:30-18:30 *
15:40-18:30 *
08:30-12:30 *
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COLF BADANTI
15:30-18:30 *
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INAS
15:30-18:30 *
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* su appuntamento
Viale della Libertà, 30 - 61040 Monte Porzio
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
INAS - - -
09:00-12:30
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Viale Evangelisti 14 - 61038 Orciano di Pesaro
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
INAS - - -
09:00-12:30
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Piazza G-Brodolini 2 - 61045 Pergola
CAF CISL: 0721735915
FILCA: 3406892461
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
08:30-12:30 *
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CISL SCUOLA - -
15:30-17:30 * [l'apertura è fissata in un solo giorno con cadenza mensile, per conoscere il giorno inviare una mail a: cislscuola.pesaro@cisl.it]
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COLF BADANTI
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INAS
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08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
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15:00-18:30 *
08:30-12:30 *
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* su appuntamento
Via Pola, 8 - 61047 San Lorenzo in Campo
Via IV Novembre, snc Località Tavernelle - 61030 Serrungarina
viale evangelisti 10 ORCIANO - 61038 Terre Roveresche

Le ultime notizie

13/01/2021 8 modi per andare in pensione nel 2021
Quando potrò andare in pensione? È questa la domanda che gli esperti del Patronato Inas Cisl  si sentono fare più spesso dalle persone. Hai raggiunto  quota 100? Rientri in opzione donna o puoi andare in  pensione anticipata per lavori usuranti o perchè sei un lavoratore precoce? Puoi accedere all'Ape volontario e ape sociale? Le strade per il pensionamento, negli ultimi anni, si sono moltiplicate, tanto da rendere il percorso per smettere di lavorare decisamente complesso.   Gli esperti Inas Cisl spiegano – con un video tutorial– gli 8 modi di andare in pensione nel 2021.
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12/01/2021 Cisl Marche Winter Youth Accountability : esperienze di Servizio Civile Universale
Cisl Marche Winter Youth Accountability “… d’inverno un viaggiatore”  è il titolo del seminario in modalità online promoso e organizzato  dalla Cisl Marche per rendicontare e riflettere su cose fatte e da fare con i giovani, a partire dalla Summer School 2020 e dall’esperienza del Servizio Civile Universale nel sistema Cisl Marche. Ai lavori sono intervenuti i giovani del Servizio Civile Universale a conclusione della loro esperienza  e  il prof. Ugo Morelli, psicologo, docente presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Nicoletta Merlo, Responsabile politiche giovanili Cisl e ETUC Youth Committee e il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi . «Il webinar è stato ideato come espressione dell’attenzione della Cisl Marche sulla dimensione generazionale legata ai giovani – sottolinea Cristiana Ilari, Segretaria Cisl Marche, che ha aperto la video conferenza - Oggi i giovani rischiano di essere solo oggetto di analisi più che soggetto di una policy che dia loro protagonismo. Sono il presente prima ancora che il futuro e stanno pagando un prezzo molto alto in termini di dispersione scolastica, povertà educativa, valorizzazione delle competenze, tutele e qualità del lavoro. Occorre partire dall’incontro e dall’ascolto per promuovere la loro attivazione. E’ la nostra esperienza fondata sulle cose fatte con i giovani. Abbiamo voluto realizzare questo appuntamento on line d’inizio anno, in un tempo ancora segnato pesantemente dalla pandemia, avendo cura di tenere insieme sicurezza e desiderio di condivisione. Ci ha mosso una duplice volontà: onorare l’impegno, preso durante la Summer School di settembre scorso, di ritrovarci insieme ai giovani che vi hanno partecipato e, al contempo, offrirci reciprocamente un’occasione di bilancio con coloro che hanno svolto il servizio civile nel 2020 nel sistema Cisl Marche – prosegue e conclude Cristiana Ilari – Vogliamo inoltre cogliere questa opportunità di scambio intergenerazionale per analizzare le esperienze con cui Cisl Marche pratica l’idea di essere luogo dove accogliere, coltivare e sviluppare gli interessi, i desideri, le capacità dei giovani, come ad es. le politiche di sviluppo organizzativo e formazione, oltre ai progetti che hanno coinvolto gli studenti della Scuola secondaria di secondo grado. Ripartire da ciò che è stata fatto insieme per progettare e intraprendere nuovi percorsi».
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17/12/2020 Aumento TARI, Cgil e Cisl provincia Pesaro e Urbino : "Sindaci ritirate la delibera"
«Abbiamo appreso che nell’ultima riunione dell’ATA, (Assemblea Territoriale d’Ambito rifiuti), i sindaci hanno approvato un aumento della TARI pari al 2.5%.  Riteniamo sia una scelta, anche se supportata da una deliberazione ARERA, assolutamente fuori luogo nei tempi e nel merito. - sostengono  Cgil e Cisl della provincia Pesaro e Urbino   -  Chiediamo ai Sindaci  di rivedere la loro decisione e di impegnarsi per predisporre un nuovo piano provinciale dei rifiuti che riduca i costi di gestione del ciclo rifiuti adeguando la raccolta dei rifiuti ai moderni standard di sostenibilità ambientale .» «In un contesto così complesso come quello che stiamo vivendo dove molti lavoratori  e pensionati hanno visto compresso il proprio reddito se non addirittura azzerato nel caso di lavoratori precari, dove molte aziende, in particolare del settore turistico recettivo, hanno visto crollare il proprio fatturato, pensare di aumentare la TARI ci sembra assolutamente fuori luogo. - sottolineano i sindacati  - Pensiamo anche a tutti i pensionati che vivono con una pensione minima di circa 500 euro e vedono ridurre il potere di acquisto della loro pensione anche per l’aumento costante delle tariffe.»  «Questa decisione sembra ancor più incomprensibile visto che nello stesso tempo le aziende partecipate od interamente pubbliche che gestiscono il ciclo dei rifiuti, creano utili milionari. - rilanciano i sindacati provinciali  - Sempre nella stessa delibera leggiamo inoltre che viene considerato un aumento del 1,7% di inflazione programmata, quando sappiamo bene che tra gli effetti della pandemia c’è stata una contrazione dei consumi ed un azzeramento dell’inflazione tanto che parliamo di “deflazione”.» «Ora non vorremmo che nel meccanismo di costruzione della TARI si sia anche inserito come costo fisso l’utile di impresa consolidato che, considerato l’innegabile aumento dei costi della raccolta a causa del COVID, senza un aumento della tariffa si sarebbe ridotto rispetto ai periodi anti COVID. Ci risulta che addirittura un rappresentante di un comune abbia protestato perché avrebbe voluto un aumento del 5%. - incalzano e concludono Cgil e Cisl della provincia di Pesaro e Urbino -  E’ paradossale che le amministrazioni comunali, piuttosto che mettere in atto tutto il possibile per giungere al più presto all’applicazione di una “tariffa puntuale” che vada nella direzione di ripartire la tassazione in forma proporzionale all’effettiva produzione dei rifiuti, dimostrino invece una “insolita solerzia” nell’incrementare la TARI al solo fine di recuperare quelle risorse che nel 2020 per la crisi pandemica non sono entrate nelle casse dei singoli comuni. Pertanto  come Cgil e Cisl chiediamo   ai sindaci di rivedere la decisione assunta affinché questi aumenti non siamo efficaci.»
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10/12/2020 Bando case popolari: Cgil Cisl e Uil chiedono incontro con il sindaco di Fano
Cgil Cisl e Uil hanno chiesto un urgente incontro con il sindaco di Fano, Massimo, Seri per un confronto sul bando case popolari. «Già nell’incontro del 30 novembre avevamo sottolineato le criticità del bando e fatto proposte per rendere più accessibile all’utenza la partecipazione allo stesso - scrivono Silvia Cascioli (Cgil Pesaro-Urbino), Giovanni Giovanelli (Cisl Fano) e Riccardo Morbidelli (Uil Pesaro-Urbino) -. Facciamo presente al sindaco che la tipologia di utenza interessata al bando ha spesso difficoltà ad accedere alla strumentazione informatica avendo basse o nulle competenze digitali. Questo dato ci preoccupa molto perché in una fase così delicata si rischia di aumentare il disagio di molte famiglie». I sindacati chiedono la rimodulazione del bando e la previsione di altre modalità di presentazione delle domande, assicurando qualsiasi tipo di collaborazione. «Ci risulta che a breve verrà portata in Consiglio Comunale la proposta di modifica del regolamento per l’assegnazione delle case popolari senza un minimo di confronto con le organizzazioni sindacali - aggiungono Cgil, Cisl e Uil -. Riteniamo che da questa vicenda si debba avviare una seria riflessione politica per una nuova stagione di politiche abitative sulle quali siamo pronti con proposte e progetti».  
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07/12/2020 Dpcm Natale: tutte le nuove misure in vigore dal 4 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021
  La sintesi  di tutte le  nuove misure previste dal DPCM del 3 dicembre 2020  per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, valide dal 4 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021.  
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01/12/2020 Case popolari Comune di Fano, Cisl :"No allo Spid, serve un nuovo bando"
«La decisione dell’assessore al welfare di comunità del Comune di Fano di utilizzare la procedura dello Spid per la presentazione delle domande  di case popolari ci lascia molto perplessi sia nel metodo con il quale si  è arrivati a questa decisione sia per  lo strumento scelto.  -  scrive in una nota il Responsabile della Cisl di Fano, Giovanni Giovanelli -  In questa fase cosi delicata di pandemia sarebbe opportuno coinvolgere maggiormente le organizzazioni sindacali nella definizione di  modalità di partecipazione ai bandi .  La  scelta di utilizzare esclusivamente lo Spid,  salvo coloro che devono solo presentare l’Isee, significherà che nei prossimi giorni qualche centinaio di persone si riverserà negli uffici postali per completare le procedure Spid  con gravi problemi di assembramento e non rispetto delle distanze anti-Covid e con tempi di rilascio che  rischiano di arrivare in prossimità della chiusura del bando» « Chiediamo all'assessore ai servizi sociali  del Comune di Fano  di ritirare il bando che prevede esclusivamente l'utilizzo dello Spid,  emesso  oggi con scadenza al  31 dicembre, e di emanare un  nuovo bando  che permetta ad esempio la presentazione delle domande all'ufficio protocollo del Comune di Fano utilizzando il meccanismo dell’autocertificazione per la produzione di documenti o che preveda l'accreditamento delle organizzazioni sindacali  e associazioni  di volontariato per la presentazione  diretta delle domande. - ribadisce Giovanelli della Cisl di Fano  - Facciamo presente all'assessore   che la presentazione delle domande di aggiornamento case popolare  richiede una attenta elencazione delle problematiche  dell’utente e l'utilizzo dell’autocertificazione per la consegna dei documenti  non penalizza fasce di popolazione che fanno difficoltà ad accedere agli strumenti informatici . Ci viene il sospetto che l’introduzione perentoria dello Spid serva solo per sfoltire il numero dei cittadini  in graduatoria. - sottolinea il Responsabile della Cisl di Fano -  Questa vicenda  pone nuovamente alla ribalta la mancanza di politiche abitative nel comune di Fano, territorio  ad alta densità abitativa con un significativo numeri di  sfratti e una inesistente disponibilità di edilizia popolare . E’giunto il momento di lavorare per un Piano Casa del Comune di Fano.  - conclude Giovanni Giovanelli - Non solo bandi e contributi ma politiche abitative che prevedano il  recupero del patrimonio pubblico dismesso e acquisiscano immobili messi all’asta,  per  iniziare concretamente  a contrastare  l’emergenza abitativa. Le urgenze sono le abitazioni non l’applicazione dello Spid.        
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25/11/2020 25 novembre 2020, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne CGIL CISL UIL Marche: il nostro impegno continuo per i diritti e la libertà delle donne e contro ogni forma di violenza e discriminazione
«25 novembre 2020: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non una celebrazione né una ricorrenza, tanto più in questo tempo della pandemia in cui sono da rifuggire più che mai le formule retoriche e in cui, semmai, abbiamo bisogno di parole di senso per rappresentare la realtà e comunicare la necessità di un impegno comune per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale. Perciò il 25 novembre è per noi la data in cui rinnovare il patto di alleanza contro ogni forma di violenza e di discriminazione di genere, ora e ancora -  dichiarano le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  perché la violenza contro le donne non è un problema del singolo, magari presentato dai social media come fosse un malato da curare o preda di un raptus, ma è un fenomeno strutturale che ha radici culturali profonde e pervasive e che, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra vari soggetti. Per questo, anche nella nostra regione, le Organizzazioni sindacali sono impegnate a fianco e a sostegno della rete regionale che ha il suo perno nei centri antiviolenza.» Oggi ancora di più, nel contesto di emergenza sanitaria ed economica, la violenza diventa l’esito estremo di diseguaglianze e di discriminazioni di genere che il COVID può alimentare. Secondo i dati Istat durante il lockdown della scorsa primavera sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde attivo 24 ore su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Nelle Marche, tra marzo e giugno, ben 286 donne hanno telefonato a questo servizio. Tra queste, 127 erano state vittime di violenza. Cifre più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%).  Ben oltre 1.200 donne in più si sono rivolte ai centri anti-violenza D.i.Re in poco più di un mese, dal 2 marzo al 5 aprile scorso. Dati che confermano quanto la reclusione in ambienti domestici già segnati dal disagio abbiano esacerbato o innescato situazioni di violenza. « È importante ricordare questi numeri mentre stiamo vivendo la seconda ondata della pandemia che ancora una volta o impone un lavoro da casa, che impropriamente spesso viene definito smart working, in convivenze forzate dalla necessità che hanno unito sfera pubblica e privata, o genera nuova disoccupazione femminile poiché sconvolge dal punto di vista occupazionale settori prevalentemente occupati da donne: ricezione, commercio, turismo, attività di assistenza e di cura della persona. - sottolineano Barbaresi,Cgil, Ilari, Cisl, Mazzucchelli Uil  -  Molte donne perdono il lavoro e la mancanza di sicurezza economica e di una rete di relazioni le espone ancora di più al rischio della violenza. In altri casi il lavoro che continua vede compromesse le tutele mentre rischiano di crescere le discriminazioni. Le donne che lavorano in settori come quello sanitario e socio-sanitario sono, per esempio, spesso le  più esposte a carichi di lavoro massacranti e al rischio di infezione.»    Come certificano i dati INAIL, riferiti alla prima ondata di pandemia, la maggior parte delle denunce di infortunio da COVID-19 attiene alle donne: nelle Marche le denunce di contagio sono state 1.416, delle quali 1.033 sono state presentate da donne, il 70,7% del totale. Il  30,9% delle donne che hanno contratto il virus durante il lavoro  ha un’età compresa tra i 50-64 anni e  il 26,8%  tra i 35-49 anni.  Infermiere, operatrici socio-sanitarie, ausiliare ospedaliere  e operatrici socio assistenziali sono tra le figure professionali più colpite.« Anche questi dati sono da ricordare a dimostrazione di come le donne siano colpite su più fronti dalla pandemia e di come l’emergenza sanitaria rischi di acuire le disuguaglianze di genere. - precisano le Segretarie di Cgil Cisl e Uil Marche - Il contesto del lavoro nelle Marche, tra l’altro, vede da anni fortemente penalizzate le donne, in termini di occupazione, di qualità del lavoro, di valorizzazione delle competenze. Una dispersione di valore che rischia di impoverire il nostro territorio e che trova conferma anche nel mancato protagonismo, purtroppo, delle donne nella rappresentanza e nella partecipazione politica, istituzionale ed anche economica.»   «Per noi difendere i diritti delle donne, favorire la loro partecipazione e promuovere la cultura della parità siano condizioni necessarie per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile della nostra regione.  Per questo invitiamo la nuova Giunta regionale e l’Assessora alle Pari opportunità a porre attenzione al fenomeno della violenza sulle donne, a riprendere presto il percorso mirato a rafforzare case rifugio e centri antiviolenza e ad assicurare formazione professionale ed incentivi per l’occupazione delle donne vittime per aiutarle concretamente a fuoruscire dalla violenza. Al contempo vanno messe in campo politiche per favorire e promuovere la parità e la valorizzazione delle donne nel lavoro e per incentivare e sostenere l’occupazione femminile. - rilanciano  e concludono le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  In una situazione così complessa ribadiamo e rilanciamo il nostro impegno a tutela dei diritti delle donne e del lavoro delle donne e per l’attuazione della Convenzione 190 dell’OIL sulle molestie e violenze nel mondo del lavoro, per la protezione, la prevenzione, la lotta alle discriminazioni con l’assistenza, la formazione e la sensibilizzazione culturale, perché il lavoro deve essere per tutte e tutti il luogo dell’emancipazione e della libertà.  »    
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20/11/2020 Cgil Cisl e Uil Pesaro sull’ospedale unico: "Discutiamone evitando spot politici e strascichi da campagna elettorale"
Abbiamo assistito in queste ultime settimane ad un dibattito sul nuovo ospedale Marche Nord che a nostro parere può essere considerato esclusivamente come uno strascico di campagna elettorale e che molto poco abbia a che vedere con il merito delle problematiche inerenti all’organizzazione sanitaria e ai processi organizzativi deli modelli sanitari. Unitariamente sul punto, nel ribadire la necessità per la quale è importante che si realizzi concretamente e al più presto il nuovo ospedale Marche Nord, e allo stesso tempo evidenziando le nostre forti perplessità nell’utilizzo del project financing, per ragioni squisitamente economiche e di gestione, vorremmo che la dialettica tra istituzioni e politica, intesa nel suo significato più nobile, si focalizzasse sul merito delle questioni abbandonando l’approccio ideologico e partendo dalla considerazione che alla base di tutto c’è la tutela di un bene primario come il diritto alla salute della comunità provinciale e regionale e non l’accontentare quel comitato “spontaneo” o quell’altro gruppo di interessi. Inoltre, visto che i riflessi della realizzazione del nuovo ospedale unico sul futuro del San Salvatore di Pesaro e del Santa Croce di Fano, non sono mai stati affrontati dalla Regione come CGIL CISL E UIL in tutte le sedi, compresa un conferenza di area vasta, hanno rafforzato la necessità di chiarezza e programmazione invece assente. Pertanto vorremmo provare a mettere alcuni punti fermi dei quali occorre tenere presente se si vuole discutere seriamente di organizzazione sanitaria e ospedaliera. Il primo elemento è la legge. Ad oggi il DM 70 se applicato alla lettera non permette per la nostra provincia la compresenza di tre ospedali di primo livello”, che semplificando è una tipologia di ospedale che ci permetterebbe di avere i medesimi servizi garantiti dagli attuali ospedali Marche Nord e Urbino-Pergola.   Se si volesse mantenere un ospedale a Fano autonomo da Marche Nord, per la comunità fanese al massimo potrebbe vedersi attribuire un “ospedale di base”, previsto dal DM 70 ma caratterizzato da servizi inferiori rispetto a quelli attualmente garantiti, questo a meno che non si voglia declassare l’ospedale di Urbino-Pergola e dotarsi a fano di un secondo ospedale di primo livello a Fano, creando così due strutture identiche a 14 chilometri di distanza l’una dall’altra ed entrambe sulla costa.   Altro punto fermo da considerare è che non risponde a verità l’idea che l’istituzione dell’azienda Marche Nord avrebbe comportato la chiusura dei piccoli ospedali del territorio. Se si avesse l’onestà intellettuale di leggere quanto previsto nel DM 70 del 2015, si comprenderebbe da una semplice e superficiale lettura che la trasformazione da ospedali a strutture sanitarie non ospedaliere è di fatto stato definito dalla stessa legge.   Questo perché il modello in essa contenuto e recepito, frutto di elaborazioni della comunità scientifica, e non di comitati spontanei autopromossi, prevede l’integrazione tra strutture sanitarie “non ospedaliere”, di prossimità con i luoghi di residenza dei cittadini, afferenti alla cosiddetta sanità territoriale, che dovrebbero occuparsi della “presa in carico” del paziente prima dell’acutizzarsi della malattia e soprattutto dopo questa fase, nella cosiddetta post-acuzie, le quali come detto dovrebbero fare sistema con strutture ospedaliere pensate e riorganizzate solo ed esclusivamente per intervenire nella “fase acuta” della malattia, senza che in esse come avviene tutt’oggi e come era normale avvenisse nel passato ci si rechi per prestazioni sanitarie che sarebbe bene fare in luoghi diversi dall’ospedale.   Alla luce di quanto è già contenuto nella stessa norma attualmente in vigore, riteniamo che l’ammodernamento della rete ospedaliera non sia in contrasto con il potenziamento della sanità territoriale. Anzi le due cose dovrebbero essere portate avanti insieme nell’ottica di una integrazione spinta.   Peccato che le cose almeno negli ultimi dieci anni nella nostra regione non siano andati in questa direzione. Peccato che a fronte del “declassamento” dei piccoli ospedali non sia intervenuta alcuna trasformazione né alcun potenziamento degli stessi, anzi si sia di fatto ridotto un servizio a quelle comunità senza dare alle stesse alcuna certezza nè garanzia in termini di tempistica e in termini di qualità dell’assistenza.   Pertanto, ci piacerebbe che la discussione delle istituzioni a partire dalla Giunta regionale, ma senza escludere il coinvolgimento delle amministrazioni locali, si concentri su questi argomenti. 1.      partire dal potenziamento della rete dell’emergenza/urgenza, per garantire un rapido ed efficace intervento per le comunità dell’entroterra. 2.      Come e quando potenziare e realizzare le strutture sanitarie non ospedaliere, peraltro previste sulla carta, sia di nuova istituzione sia di conversione dei piccoli ospedali, utili per concentrare in questi luoghi non solo tutti i servizi relativi alla presa in carico del paziente “pre-acuto e post-acuto”, ma le attività ambulatoriali specialistiche, i medici di base, la diagnostica per immagini e altri servizi sanitari territoriali. 3.      Infine occorre confermare la realizzazione di un nuovo e moderno ospedale per acuti, che possa garantire una alta qualità nell’intervento, ragionando in merito alla possibilità di garantire nel nord delle marche su alcune branche specifiche, l’alta specialità prevista per strutture ospedaliere di secondo livello, anche per ridurre la mobilità passiva verso l’Emilia Romagna.   In un quadro che vede un nuovo ospedale, ci risulta alquanto improprio pensare di realizzare anche una clinica privata, come abbiamo letto in questi giorni, a Fano.   Attendiamo l’avvio di una fase di confronto vedo che vada oltre il singolo spot politico che non ci appartiene.
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19/11/2020 Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario
“NO alla contraffazione” è un progetto di tutela dei consumatori realizzato da Adiconsum Marche, Adoc Marche e Federconsumatori Regione Marche, Associazioni dei Consumatori iscritte al CRCU e finanziato con la compartecipazione dalla Camera di Commercio delle Marche, esercitando le competenze relative alla trasparenza commerciale e alla tutela dei consumatori ai sensi della Legge n. 580/96.  “NO alla contraffazione” promuove la diffusione, tramite azioni mirate, di informazioni corrette per permettere ai consumatori di fare scelte maggiormente consapevoli ispirate al rispetto dei diritti delle persone e alla tutela della qualità dei prodotti.   Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario   Quali sono i principali pericoli della contraffazione per il consumatore? I rischi sulla salute sono il danno causato dalla contraffazione di merci che, ad esempio, utilizzano tinture nocive su tessuti portati a contatto con il corpo. Pericolosi anche i giocattoli fabbricati con materiale infiammabile o l’assunzione di farmaci contraffatti. L’utilizzo di materie prime di bassissima qualità fa si che questi danni possano essere irreversibili. La contraffazione è un fenomeno che sta colpendo diversi settori di attività e comporta la perdita di numerosi posti di lavoro.   Come proteggersi dal fenomeno della contraffazione? Alcuni consigli utili: Evitare di comprare prodotti troppo economici; un prezzo troppo basso può essere invitante ma può nascondere scarsa qualità   Per gli acquisti rivolgersi sempre a venditori autorizzati, che offrono evidenti garanzie sull’origine della merce; diffidare di prodotti generalmente commercializzati attraverso canali ufficiali di vendita che vengono proposti da venditori irregolari   Avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto   Controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli con scritte minuscole o poco chiare o privi delle indicazioni d’origine e del “marchio CE”; le etichette più corrette sono quelle che garantiscono la migliore conoscenza del prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche   Acquistare solo prodotti in confezioni e con imballaggi integri, con il nome del produttore, assicurandosi della loro provenienza e di eventuali marchi di qualità o certificazione   Prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”: se non si ricevono notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio ecc.) del venditore, è possibile che si tratti di prodotti contraffatti   Porre particolare attenzione all’acquisto di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi   fonte: https://www.adiconsummarche.it/no-alla-contraffazione/
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11/11/2020 CGIL CISL UIL Marche: preoccupazioni per la situazione sanitaria. Urgente confronto su nuovo Piano Socio-Sanitario
CGIL CISL e UIL Marche esprimono forti preoccupazioni per la situazione sanitaria sempre più difficile e gravosa, sia dal punto di vista dell’elevato numero di contagi che si registrano ogni giorno, che per le criticità nel garantire percorsi di tracciamento dei contagi stessi, oltre naturalmente alla mancanza di personale, su cui grava di nuovo tutto il peso dell’emergenza e alle enormi difficoltà delle strutture ospedaliere e sanitarie.   Su questi temi nei giorni scorsi le Segreterie di CGIL CISL UIL hanno già incontrato l’Assessore regionale Saltamartini e l’interlocuzione proseguirà nei prossimi giorni.   Oltre agli aspetti legati all’emergenza, riteniamo altresì necessario e urgente discutere con la Giunta regionale anche dei rilevanti temi di prospettiva come quelli emersi in questi giorni: nuovo Piano Socio-sanitario e ridefinizione della rete ospedaliera.   CGIL CISL UIL Marche hanno sempre contestato la scelta della precedente Giunta di ricorrere al project financing per la realizzazione dei nuovi ospedali, ma continuano a ritenere necessario procedere rapidamente al completamento delle opere di edilizia ospedaliera in atto e procedere alla realizzazione di  nuovi ospedali, opere particolarmente urgenti almeno in alcune realtà.   Avendo ben presente che se da un lato va approfondito con scrupolo il tema della nuova rete ospedaliera, occorre essere tutti consapevoli che la principale debolezza e i ritardi del sistema sanitario marchigiano  si riscontrano sul fronte della medicina di territorio e sul sottodimensionamento  delle strutture territoriali (strutture residenziali e semiresidenziali) e dei servizi domiciliari. Per superare tali criticità è altresì improcrastinabile aumentare il numero delle Case della Salute e qualificare gli Ospedali di Comunità. Peraltro è proprio con la debolezza della medicina territoriale che ci siamo scontrati nell’affrontare l’emergenza Covid.   CGIL CISL e UIL Marche esprimono inoltre forti perplessità in merito all’intenzione della Regione di puntare alle cure con ozono, plasma e idrossiclorichina per il trattamento del Covid. In particolare perché, per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrossiclorochina anche di recente il Ministero della Salute ha ribadito la “sostanziale assenza di benefici, con possibili effetti collaterali anche gravi e potenzialmente letali”.   Inoltre la stessa Agenzia Italiana del Farmaco ha sospeso l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid al di fuori degli studi clinici, e anche il World Health Organization sconsiglia l’utilizzo di tale farmaco al di fuori degli studi clinici.   Riteniamo che la lotta al virus richieda sforzi enormi e talvolta anche di percorrere strade inesplorate, ma è sempre necessario usare cautela e soprattutto tener conto delle valutazioni del mondo scientifico in maniera rigorosa.
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