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SLP - POSTE

Chi siamo

Da più di cinquant'anni, sempre e soltanto dalla parte di chi lavora 

Il Sindacato dei Lavoratori Poste della CISL, denominato SLP, oggi organizza, da rappresentanza e voce ai bisogni di tutela ed alle proposte dei lavoratori del Gruppo Poste Italiane e di quelli della comunicazione e della logistica postale, degli appalti e dei recapiti.

 

Crediamo che il lavoro sia un mezzo di espressione personale, e ogni vera espressione contiene libertà e scelta.

Questa è la convinzione che attraversa tutta la nostra storia e che ci impone di aiutare il lavoratore a scegliere per il proprio futuro.

Noi abbiamo un dovere, rendere forti queste scelte individuali.

Il nostro compito è tutelare e assistere i nostri iscritti nella vita lavorativa con passione e intelligenza, interpretando i tempi che cambiano e offrendo soluzioni a problemi vecchi e nuovi.

Il nostro impegno è lavorare per la collettività mettendo a disposizione figure professionali all'altezza delle prossime sfide: noi vogliamo persone e carriere che sbocciano insieme.

La SLP si ispira ai valori e ai principi della Cisl quali:

1) l'autonomia del sindacato dallo Stato, dalle forze politiche e da qualsiasi organizzazione che interferisca con gli interessi dei lavoratori;

2) il primato del modello associativo, fondato sulle adesioni volontarie dei lavoratori e l'autogoverno del sindacato sulla base dei principi della democrazia rappresentativa;

3) l'identità delle categorie nel quadro della solidarietà confederale e degli interessi generali del Paese; 

4) il primato del lavoro sul capitale attraverso la politica dei redditi, la partecipazione dei lavoratori alle scelte dell'impresa.

5) alla difesa dei valori costituzionali cui devono ispirarsi le riforme istituzionali e l'evoluzione del sistema politico, economico e sociale nella salvaguardia del sistema democratico;

6) la scelta europeista per l'unificazione politica dei popoli, nel cui ambito trovi riconoscimento la politica sociale comunitaria, i diritti dei cittadini d'Europa e la contrattazione a livello europeo.

Segreteria

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GABRIELE LALLI

Segretario Generale

mail: info@gabrielelalli.it

Sede regionale:

Via Ragnini, 4 - 60127 Ancona
Tel: 071 28221
Fax:
Email: marche@slp-cisl.it

Le ultime notizie

01/06/2021 Nuova sede in via Buozzi per l’Ufficio postale succursale 10
«A due anni e tre mesi dalla tentata rapina, del 25 marzo 2019, che determinò la chiusura, per i gravi danni strutturali subiti,  della succursale 10 di Poste Italiane di via Scataglini ad Ancona finalmente oggi viene riaperta al pubblico. – afferma il Segretario Generale della Slp Cisl Marche Gabriele Lalli -  La nuova sede di via Buozzi confidiamo  sia in grado di restituire il servizio pubblico ad un  importante quartiere del capoluogo dorico. Durante il lasso di tempo necessario ad individuare la nuova sede e a completare i lavori, Poste Italiane ha cercato di garantire la continuità dei servizi attraverso soluzioni temporanee che hanno determinato malcontento tra la cittadinanza e  sacrifici per i dipendenti».  «Correntisti, titolari di libretto e pensionati, ma più in generale tutti i cittadini anconetani e le aziende ora potranno tornare ad usufruire dei servizi in una sede rinnovata e moderna.  – continua Lalli - La burocrazia e i tempi di Poste sono stati oggetto, nel tempo, di solleciti da parte della nostra categoria sindacale e di tutta la  Cisl. Coinvolta anche la Prefettura sulle problematiche della sicurezza, in particolare sulle tante rapine agli uffici postali  avvenute negli anni, che hanno messo a rischio l’incolumità dei dipendenti. »  «Oggi è una giornata positiva, anche se ci sono voluti due anni e tre mesi, Poste ha realizzato un nuovo ufficio postale adottando le più moderne tecnologie e tenendo conto degli aspetti legati alle nuove normative di sicurezza. – conclude Gabriele Lalli, Segretario Generale Slp Cisl Marche il sindacato più rappresentativo in poste - Auguriamo buon lavoro al direttore del nuovo Ufficio Postale,  Danilo Correale e ai suoi 4 sportellisti che con professionalità sapranno ricostruire quel rapporto speciale che lega, da sempre i cittadini alla più grande azienda di servizi del Paese.»  
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03/12/2020 Gabriele Lalli è il nuovo Segretario Generale della Slp Cisl Marche
Il Consiglio Direttivo della Slp Cisl Marche, sindacato di categoria dei lavoratori postali, ha eletto giovedì 3 dicembre, con larga maggioranza, il nuovo Segretario Generale. Gabriele Lalli succede a Dario Dominici, che ha lasciato l'incarico dopo 12 anni alla guida del sindacato più rappresentativo dei lavoratori di Poste Italiane nella nostra regione. Lalli, classe 1970, sposato e con un figlio, è entrato in Poste Italiane nel 1998 cominciando da subito la propria esperienza nel sindacato di categoria, ricoprendo anche il ruolo di responsabile per la Provincia di Ancona. Il neoeletto responsabile dei lavoratori postali ha confermato fino al prossimo appuntamento congressuale lo schema già sperimentato con successo proponendo al suo fianco, nella Segreteria Regionale, rappresentanti di tutti i territori e delle principali funzioni aziendali: Saverio Mauriello per la provincia di Macerata, Dario Riccetti per quelle di Ascoli e Fermo, Luigi Marcelletti per la provincia di Ancona ed Elisabetta Iannone per quella di Pesaro-Urbino. Il Segretario uscente Dario Dominici, nel passare il testimone, ha sottolineato che la rotazione delle responsabilità dirigenziali «è un importante fattore di democrazia sindacale, di trasparenza, di capacità di scommettere sulle persone, oltre che prova di voler accettare la sfida del cambiamento». Ai lavori del Direttivo regionale della Slp hanno partecipato Maurizio Campus, Segretario Generale della Slp Cisl Nazionale, e Sauro Rossi, Segretario Generale Cisl Marche.
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23/10/2020 Poste Italiane, Sindacati: "Troppe criticità nelle Marche"
Cinque Filiali per circa quattrocento uffici, ventitre Centri di recapito da cui dipendono una manciata di presidi di recapito, un Centro meccanizzato postale  (declassato) e il Centro nazionale antiriciclaggio: è la fotografia sempre più sbiadita della organizzazione di Poste Italiane sul territorio marchigiano. «Sbiadita e come accade in qualche film fantasy destinata a veder svanire nel nulla importanti parti della stessa per incuria, cattiva gestione ed esagerata tensione al contenimento dei costi. - hanno sottolineato in conferenza stampa i sindacati di categoria Slp-Cisl Slc-Cgil Uilposte Failp-Cisal Confsal-comni -  Gli addetti sono complessivamente scesi ben al di sotto delle tremila unità, e non vengono rimpiazzati. A farne le spese sono il personale rimasto in servizio e i clienti che ricevono servizi dalla qualità sempre più scarsa. È grave che la paura venga usata per mascherare le gravi responsabilità e la mancanza di scelte che stanno caratterizzando la più importante azienda di servizi del paese.» La rete degli uffici postali durante il periodo di massima allerta sanitaria è stata ridotta quasi del 50% ma non è stata mai completamente ripristinata « i motivi sono legati alla inadeguatezza delle risorse, certamente non alla sicurezza: mai state così poche al punto da non consentire la riapertura degli uffici. - hanno precisato i sindacati  -  Non solo la dirigenza aziendale fa orecchie da mercante rispetto alle lamentele crescenti che provengono da cittadini/utenti/clienti oltre che dalle istituzioni, ma costringe gli addetti a carichi di lavoro esagerati, pressioni e responsabilità insopportabili.  L’azienda intenderebbe aumentare le proprie performance senza le risorse necessarie, meglio ancora diminuendole, ma a questi ritmi è un miracolo non commettere errori e non incappare in responsabilità anche di carattere personale» «Sulle attività di recapito rimangono molte criticità : dalle insufficienti risorse che devono svolgere le attività propedeutiche al recapito alla gestione dei prossimi picchi di traffico che finora sono stati affrontati e gestiti con una superficialità che non ha eguali. Non ci sono nemmeno i mezzi per recapitare corrispondenza e pacchi, per non parlare del mancato rispetto degli accordi sottoscritti fra le parti.» «Gli uffici postali oltre ad aprire fra mille difficoltà  soffrono anche per le forti pressioni finalizzate al raggiungimento di obiettivi completamente slegati dalla realtà della regione, della macroarea di riferimento e del paese martoriato dalle negative conseguenze economiche prodotte dalle chiusure delle attività che hanno caratterizzato i primi mesi del 2020 e che ancora incombono all’orizzonte. Mai come in questo momento servirebbe il confronto tra azienda e organizzazioni di categoria mentre invece da oltre un anno Poste prende le distanze evitando di ricoprire il ruolo scoperto di relazioni sindacali. Poche le speranze di vedere aumentare il posizionamento nel mercato della logistica, dell’e-commerce, delle partnership con la PA e le aziende sui territori. Senza voler essere Cassandre  - hanno concluso Slp-Cisl Slc-Cgil Uilposte Failp-Cisal Confsal-comni  -  è più probabile che assisteremo ad un veloce depauperamento di quanto faticosamente conquistato e consolidato negli anni da lavoratori e lavoratrici di questa azienda, alla perdita di fiducia da parte di quella importante parte di cittadinanza che fino a ieri aveva creduto nella funzione sociale di Poste italiane oggi interessata solo alla distribuzione di utili agli azionisti.»     Rassegna : https://www.ansa.it/marche/notizie/2020/10/22/poste-sindacati-marche-covid-non-sia-scusa-per-chiudere-uffici_26eaf686-4b53-4192-af8e-d441072c7d15.html   https://www.centropagina.it/ancona/marche-poste-sindacati-verso-la-vertenza/   Corriere Adriatico 23 ottobre 2020     http://www.etvmarche.it/2020/10/22/poste-sindacati-poco-personale-servizi-al-ribasso-video/ Il Resto del Carlino - Ancona del 23/10/2020
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17/03/2020 Coronavirus: Servizi postali essenziali. Slp Cisl scrive al Prefetto di Pesaro
Aumentano le preoccupazioni per il lavoratori di Poste Italiane, il Segretario Generale della Slp Cisl, il sindacato di categoria, Dario Dominici,  scrive al Prefetto di Pesaro.    Pubblichiamo integralmente  la lettera inviata  al   Prefetto di Pesaro nella giornata di oggi "Egregio Sig. Prefetto, le norme introdotte a salvaguardia della tutela della cittadinanza chiedono a ciascuno di noi sacrifici, sicuramente sopportabili,  e  la modifica  di qualche abitudine allo  scopo  di fronteggiare la attuale emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del coronavirus. Le stesse norme includono Poste  Italiane fra le aziende fornitrici di servizi pubblici essenziali.   Può ben comprendere come i colleghi si trovino ad assicurare tali servizi alla collettività, in balia   di sentimenti contrastanti fra il bisogno di crescente precauzione e lo spirito di servizio. In qualità di responsabile di categoria, ricevo quotidianamente domande da parte dei colleghi rispetto a quale sia il giusto equilibrio fra l’esigenza di garantire servizi essenziali e l’invito ad evitare spostamenti non necessari. Questi  interrogativi  nascono  dalla  affluenza  ancora  esagerata  della  clientela  agli  sportelli.      I colleghi e le colleghe si domandano come mai se i servizi pubblici essenziali sono “l’accettazione delle raccomandate e delle assicurate – il pagamento dei ratei di pensione in calendario – l’accettazione e trasmissione dei telegrammi e telefax – il servizio di accettazione, smistamento e recapito delle cartoline precetto all’insorgere dell’emergenza”, a cui sicuramente, al momento, dobbiamo aggiungere “quelle operazioni utili ad evitare che le famiglie si trovino senza la disponibilità di liquidità”, nonostante la larga diffusione della moneta elettronica; è normale        e responsabile raggiungere l’ufficio postale per chiedere operazioni che non hanno alcuna caratteristica tale da assimilarle a esigenze essenziali? Acquistare francobolli, spedire corrispondenza ordinaria, sostituire una carta ritenuta scheggiata benché funzionante, versamenti di importi di somme non rilevanti sul proprio rapporto, versamenti su conti correnti per motivazioni che non hanno una scadenza indifferibile, sono - tanto per fare qualche esempio - operazioni da considerare non rinviabili, ovvero situazioni di necessità? Ci domandiamo se sia possibile magari in seno al “Comitato per la sicurezza e la incolumità pubblica”, presieduto dalla SV, coinvolgere le forze dell’ordine alla sensibilizzazione delle persone che continuano a fare lunghe code fuori degli uffici postali. Mai vorremmo che l’attività esplicata dai colleghi negli uffici possa essere presa come pretesto, motivazione utile e sufficiente a giustificare spostamenti poco opportuni, non autorizzati ci viene da pensare, che aumentano la esposizione degli stessi colleghi oltre che dei cittadini poco prudenti a possibile contagio. Certi della sensibilità della SV la ringraziamo per la attenzione concessaci e confidiamo in un suo autorevole intervento.   "                                                                                         Ancona  17 - 03 – 2020      Dario Dominici Segreterio Generale  Slp-Cisl Marche    
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12/03/2020 EMERGENZA CORONAVIRUS, APERTURE RIDOTTE UFFICI POSTALI DEL PESARESE. SLP CISL MARCHE: " PRIMO RISULTATO POSITIVO"
Nell’ambito degli interventi idonei al contenimento della propagazione del Coronavirus così come stabilito dal DPCM, ieri sera sono state preannunciate  le nuove restrizioni che prevedono ulteriori chiusure di attività non essenziali  mentre resteranno aperti quelli essenziali tra i quali i servizi postali. «Da questa mattina le strutture aziendali preposte, con cui abbiamo  avuto un serrato confronto, hanno valutato e adottato alcuni interventi sugli orari degli uffici postali, in base a dei criteri demografici oggettivi.   -  dichiara Dario Dominici, Segreterio Generale Slp Cisl Marche -  È un primo risultato positivo,   avevamo chiesto la completa sospensione delle attività, e da oggi attraverso un mix tra aperture, chiusure, attivazione dello smart working sarà possibile alzare il livello di protezione dei lavoratori che saranno meno esposti a possibilità di contagio.   - conclude Dominici - Si tratta di un primo intervento, ma  sarà necessario e fondamentale agire con responsabilità, limitando al massimo i propri spostamenti e vivendo nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Autorità nazionali sia nelle attività lavorative che in quelle private.   » Gli interventi  adottati, nella provincia di Pesaro riguardano oltre il 50% degli uffici postali e prevedono  chiusura  pomeridiana, chiusure a giorni alterni e chiusura per l'intera giornata.
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03/03/2020 Coronavirus: dall'incontro con Poste Italiane solo risposte parziali
Si è svolto in videoconferenza l’incontro con Poste Italiane chiesto dalle segreterie regionali dei sindacati di settore dei lavoratori postali. Parte della riunione ha tentato di affrontare le problematiche specifiche del Coronavirus; rispondendo, con poco successo, alle sottolineature della delegazione sindacale regionale che ha evidenziato una generale condizione di trascuratezza delle strutture, a partire da pulizie frettolose e parziali, alla mancanza di prodotti di igiene quotidiana, e rispetto alla emergenza di queste settimane la mancanza dei disinfettanti gel sia per gli uffici postali che per i portalettere che hanno meno possibilità nella fase di recapito di seguire le indicazioni utili a prevenire il possibile contagio. «L’azienda ha risposto in maniera parziale, alle volte quasi contraddittoria, confermando la superficialità di chi, trovandosi a dover esprimere una propria opinione, fare una scelta, assume invece una posizione non netta, intermedia rispetto alle possibili opzioni - dichiara Dario Dominici, Segretario Generale Slp Cisl Marche -. Peccato che si stia parlando di prevenzione sicurezza e salute dei lavoratori: tutti temi che esigono fatti e non filosofia». Così mentre ieri a livello centrale veniva emanato l’ennesimo aggiornamento da parte della unità di crisi che prevedeva la fornitura di mascherine a scopo precauzionale, in realtàsul territorio sembrava quasi che tale evenienza non fosse praticabile. «Quando abbiamo fatto notare che la sensibilizzazione alla clientela ad evitare affollamenti era troppo generalista, e quindi di difficile applicazione, la soluzione tragicomica prospettata ai rappresentanti dei lavoratori è stata quella di un veloce calcolo (3/4 persone per metro quadrato) che avrebbe consentito di scoprire in quanti avrebbero potuto essere ammessi nelle sale al pubblico - prosegue Dominici -. Ma davvero era così difficile stabilire un criterio di accesso che tenesse conto degli sportelli aperti?». Secondo le notizie ricevute, i gel disinfettanti tarderanno ad arrivare: bisognerà aspettare almeno una settimana per la fornitura e chissà quanto ancora per la distribuzione ai lavoratori, secondo un piano che ragionevolmente partirà dai territori più critici per allargarsi a quelli meno colpiti dalla emergenza sanitaria. Per oggi, martedì 3 marzo, è prevista la riunione dell’Organismo Paritetico Nazionale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: «Speriamo riesca a far concretizzare qualche azione - conclude Dominici - piuttosto che concludersi con la emanazione di un altro comunicato. L’emergenza sanitaria è qui,ora, oggi e non si può affrontare solo con consigli e buoni propositi».
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28/02/2020 Coronavirus: le preoccupazioni del personale di Poste Italiane alla vigilia del pagamento delle pensioni
  Cosa succede negli uffici di Poste italiane? Come ci si prepara ad affrontare i prossimi giorni di maggiore affluenza di persone?  «Fin dall’inizio ci siamo imposti, con la massima responsabilità, di mantenere la calma per poter affrontare la situazione con tutta la ragionevolezza possibile – dichiara Dario Dominici, Segretario generale della Cisl Slp Marche, il sindacato maggiormente rappresentativo dei lavoratori di Poste Italiane -. Tuttavia, è difficile rimanere silenziosi di fronte alla latitanza della dirigenza di Poste rispetto alle domande dei lavoratori che desiderano essere rassicurati. Finora ci si è limitati a messaggi quotidiani diramati dall’unità di emergenza istituita a livello nazionale volti a ricordare le fondamentali regole di igiene, anche attraverso azioni utili a minimizzare le possibilità di contagio durante il lavoro».  Insieme alle altre organizzazioni di categoria, la Cisl Slp ha chiesto nei giorni scorsi un incontro per sapere se, ad esempio, saranno fatti inviti alla cittadinanza per evitare affollamenti negli uffici postali nei giorni di pagamento delle pensioni e se sia stata effettuata una ricognizione delle dotazioni di detergenti, salviette asciugamani e gel disinfettanti. I sindacati non hanno ancora ricevuto una risposta nel merito, al di là della disponibilità ad una riunione in videoconferenza per il pomeriggio del giorno 2 marzo, cioè dopo la conclusione del primo giorno di pagamento delle pensioni.    «Ma se non ci sono pericoli, se ci si sta proteggendo da un’influenza, come mai, si domandano le persone che lavorano agli sportelli, i responsabili rimangono barricati nei palazzi direzionali evitando anche di incontrare i rappresentanti dei lavoratori? - aggiunge Dominici -. Nessuno prende l'iniziativa di verificare che le indicazioni utili ad evitare il contagio siano praticabili all'interno dei posti di lavoro? Ma è davvero così difficile sensibilizzare la clientela ad un accesso regolato agli sportelli in questi giorni, come sta invece avvenendo nella maggior parte dei casi in strutture pubbliche e private?».  La Cisl Slp Marche suggerisce infine di invitare l’utenza ad utilizzare gli strumenti elettronici di pagamento o ritiro di contanti, sollecitando la dirigenza di Poste Italiane ad adeguare opportunamente i cash dispenser in vista dell’auspicabile maggiore utilizzo.  
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26/02/2020 Coronavirus: quali precauzioni per i dipendenti di Poste Italiane?
Dopo il recente caso di contagio a Pesaro e quello al confine con il territorio regionale, i sindacati Slp CIsl, Slc Cgil, Uilposte, Failp-Cisal e Confsal rappresentano la crescente preoccupazione dei colleghi applicati negli uffici postali, oltre che nei centri di distribuzione e in tutti i sit di lavoro di Poste Italiane, che a poche ore dall'inizio del pagamento delle pensioni scorgono poche, se non nulle, iniziative pratiche, nessun tipo di precauzione messo in atto e nessun supporto operativo agli uffici postali per affrontare l'emergenza Coronavirus. Non possiamo che sottolineare la profonda contraddizione che si sta realizzando: da una parte la Regione Marche blinda scuole e manifestazioni pubbliche, l'Inps chiude al pubblico, Confindustria riceve su appuntamento, dall'altra agli uffici postali vengono date alcune indicazioni generiche, ma mancano interventi concreti utili a gestire la quotidianità.   Se bisogna evitare i luoghi affollati, ci domandiamo: ma più affollato di un ufficio postale, specie in certi giorni, cosa c'e'? Qualcuno si è sincerato che la distanza tra il bancone e la postazione di lavoro sia sufficiente ad evitare contatti ravvicinati con persone che potrebbero presentare sintomi simili a quelli influenzali o comunque essere un veicolo di possibile contagio? Bisogna lavarsi frequentemente le mani ma nei posti di lavoro: vi sono ad esempio salviette asciugamani a sufficienza? E se no, ne è stato autorizzato l’acquisto?  E le pulizie dei locali vengono effettuate regolarmente? Buon senso induce a pensare che la pulizia di locali notoriamente polverosi e poco areati contribuirebbe a realizzare un clima salubre.  Rinnoviamo pertanto la richiesta di una fornitura di disinfettanti in tempo utile e prima dell'inizio del pagamento delle pensioni; auspichiamo una informativa destinata al pubblico che almeno inviti ad evitare eccessive concentrazioni di persone nella sala al pubblico, e richiediamo un urgente incontro sul tema, convinti che si debbano mettere in campo tutte le azioni possibili anche per gli addetti che operano a contatto col pubblico ma fuori dei locali di lavoro, per garantire ragionevolmente la salute del personale applicato nei siti di lavoro di Poste Italiane della regione Marche, prevedendo ad esempio una minima sorveglianza sanitaria in caso di mobilità volontaria da e verso il territorio regionale.   
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16/10/2019 Riapertura delle Poste a Ussita, Slp Cisl: «Poste incoerenti e contradditorie. Come spiegano l'annunciata riduzione del turno a Matelica?»
«La riapertura dell'ufficio postale di Ussita è un evento che, per quanto lento, come la gran parte dei processi di ricostruzione, premia la popolazione residente essendo convinzione di tutta la Cisl che una sfida fondamentale della nostra comunità, la rigenerazione delle Marche colpite dal sisma e dalla crisi, debba cominciare dalle aree interne». Lo dichiara Dario Dominici, Segretario Generale della Slp Cisl Marche, che tuttavia sottolinea «le posizioni incoerenti e contraddittorie, quasi schizofreniche, di Poste Italiane rispetto alla rete degli uffici postali. Come si può convocare e ospitare a Roma centinaia di sindaci per vantarsi della capillarità degli uffici e contemporaneamente comunicare un piano di chiusure di altri uffici e doppi turni?». Non molto diversa la situazione sul territorio marchigiano. «Mentre oggi leggiamo la dichiarazione emozionata della responsabile della filiale di Macerata nell'annunciare la riapertura di Ussita - continua Dominici - viene spontaneo domandarsi se dovremo aspettarci altrettante calde lacrime di commozione quando, a breve e sempre che da Roma non cambino idea, annuncerà la chiusura del turno pomeridiano di Matelica, unico e ultimo baluardo ai confini della provincia e nel perimetro del cratere sismico. Certo è che i cittadini, e quelli più esposti perché le ferite del sisma sono ancora aperte, sono sempre gli stessi: vittime, visto come vanno le cose, di spot pubblicitari e iniziative che danno da una parte e tolgono dall'altra, a beneficio esclusivo degli azionisti di Poste Italiane».  
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26/09/2019 Poste: presentato il piano di razionalizzazione degli uffici. L'azienda sfugge al confronto sulle criticità nelle Marche
Oggi, 26 settembre,  si è svolto l’incontro a livello territoriale per discutere sugli interventi di ottimizzazione delle rete degli Uffici Postali, dopo l’incontro nazionale dell’8 marzo scorso durante il quale l’azienda ha annunciato un piano di razionalizzazione della rete degli uffici nei maggiori centri urbani a forte concentrazione di offerta rispetto alla domanda. Tale piano avrebbe consentito la ricollocazione di 480 unità presso gli uffici con maggiore necessità di presidio. Durante l'incontro è stato comunicato l’elenco degli uffici da chiudere secondo le valutazioni aziendali: Ancona suc11 Ancona suc12 e Palombina e il superamento del doppio turno nell’ufficio postale di Matelica.  Per la Cisl Slp Marche, il confronto avrebbe dovuto essere un'occasione per un approfondito esame sui razionali che hanno portato l’azienda ad operare tali scelte. «Sin dalle prime battute - dichiara Dario Dominici, Segretario generale Slp Cisl Marche - abbiamo capito che l’unico nuovo elemento per quanto riguarda le chiusure era che sarebbero state operate esclusivamente in comuni con oltre 100.000 abitanti mentre la soppressione dei turni pomeridiani era giustificata da una pedonabilità (numero dei clienti serviti e conteggio di alcune delle operazioni richieste) ritenuta insufficiente. A nulla sono valse le richieste di approfondimento sia rispetto ai razionali, che al recupero di risorse. Sia rispetto al disequilibrio tra domanda e offerta che sono rimasti appannaggio della azienda.  Abbiamo anche richiesto che l’ufficio di Ancona 10, ancora chiuso dopo la rapina e diviso in più uffici postali del capoluogo, fosse temporaneamente aperto nei locali che eventualmente si fossero liberati e che attualmente ospitano la succursale 12». Anche su questo argomento la replica della azienda è stata vaga, se non addirittura contraddittoria rispetto ai tempi della contrattualizzazione (non prima del 2020) e della individuazione dei nuovi locali nell'area urbana prossima a quella dove aveva originariamente sede la succursale. Infine la Cisl Slp ha invitato la azienda a valutare bene la situazione di Matelica e di riflettere prima di procedere alla soppressione del turno pomeridiano, evidenziando che il centro si trova all’interno del cratere del sisma e rammentando la funzione sociale di Poste italiane che, in un contesto di ricostruzione molto lento a realizzarsi, non può non tenere conto delle esigenze dei cittadini utenti /clienti di Poste. Chiudere il doppio turno in questione oltre ad avere poco senso rispetto al numero di risorse recuperabili, costituirebbe un grave disagio per i residenti: infatti il primo ufficio aperto nel pomeriggio si verrebbe a trovare ad oltre 20 km di distanza ed è caratterizzato da una orografia del territorio e conseguente viabilità molto scomoda e con tempi di percorrenza lunghi. Dopo due ore di riunione e senza aver ricevuto alcuna risposta alle questioni poste sul tavolo da parte aziendale, la Cisl Slp ha abbandonato il tavolo evidenziando il proprio disappunto per la superficialità con cui si era pensato di affrontare gli argomenti al’ordine del giorno che creeranno ripercussioni negative per tutti, dagli addetti alla cittadinanza.         
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