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Ast Territoriale Ascoli Piceno - San Benedetto del Tronto

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P.zza XX Settembre - 63095 Acquasanta Terme
CAF CISL: 073624951
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI) - - - - - -
CAF CISL -
08:30-12:30
- - - -
INAS - - - - - -
Corso Vittorio Emanuele, 37 - 63100 Ascoli Piceno
ADICONSUM: 073624951
ANOLF: 073624951
CAF CISL: 073624951
COLF BADANTI: 073624951
FEMCA: 3371060115
FILCA: 3355762136
VERTENZE: 073624951
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
09:00-12:00 * [max 3 appuntamenti / sportello telefonico]
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15:00-18:00 * [max 3 appuntamenti / sportello telefonico]
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09:00-12:00 *
ANOLF -
16:00-18:30 *
16:00-18:00 *
16:30-18:30 *
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CAF CISL
08:30-12:30 *
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08:30-12:30 *
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08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
CISL SCUOLA -
09:00-12:00 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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09:00-12:00 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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COLF BADANTI - - -
15:30-18:30 *
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FAI - - -
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FEMCA
09:00-12:30 *
15:00-18:00 *
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09:00-12:30 *
15:00-18:00 *
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FILCA
16:30-18:30
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16:30-18:30
09:00-12:00
INAS
08:30-12:30 *
08:30-12:30 *
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08:30-12:30 *
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08:30-12:30 *
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08:30-12:00 *
SICET
09:00-12:30 *
15:00-17:00 *
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VERTENZE -
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
15:30-18:30 *
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09:00-12:30 *
* su appuntamento
Via delle Primule 41 - 63100 Ascoli Piceno
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI) -
08:30-12:30
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08:30-12:30
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ANTEAS - - - - - -
CAF CISL - - -
08:30-12:30
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INAS - - -
08:30-12:30
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Contrada Cerreto, 1 - 63082 Castel di Lama
CAF CISL: 0736811159
FILCA: 3355762136
FISASCAT: 3458096215
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL -
15:30-18:30 *
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FAI - - -
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FILCA -
16:30-18:30
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FISASCAT - - -
15:30-18:30 *
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INAS -
15:30-18:30 *
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* su appuntamento
Via Roma, 34/a - 63087 Comunanza
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI): 0736845527
CAF CISL: 0736845527
FEMCA: 3371060155
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ACCOGLIENZA/FNP (PENSIONATI) - - - - - -
CAF CISL - -
08:30-12:30 *
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FEMCA
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FILCA - -
16:30-18:30
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INAS
08:30-12:30
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08:30-12:30
15:00-18:00
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08:30-12:00 * [Sabati alterni]
* su appuntamento
c/o BIBLIOTECA COMUNALE - 63064 Cupra Marittima
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - - - - - -
INAS - - - - - -
Via Marconi, 50

Sede di Grottammare:

Lunedì 1° giugno la sede resterà chiusa.
Via Marconi, 50 - 63066 Grottammare
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - -
09:00-13:00
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SICET - - - -
09:00-12:00 *
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* su appuntamento
c/o Comune - 63061 Massignano
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - - -
09:00-10:00
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INAS - - -
09:00-10:00
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Corso Vittorio Emanuele, 58 - 63068 Montalto delle Marche
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - - - - - -
INAS - - - - - -
c/o Comune - 63062 Montefiore dell'Aso
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - - -
11:00-12:00
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INAS - - -
11:00-12:00
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CENTOBUCHI, Via 2 Giugno 38 - 63076 Monteprandone
ANOLF: 3346246652
FILCA: 3288199767
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF
15:30-18:30 *
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CAF CISL - -
15:30-18:30 *
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15:30-18:30 *
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FAI
15:30-18:30 *
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FILCA -
16:30-18:30 *
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INAS - - -
08:30-12:30
15:30-18:30 [pomeriggi alternativi nel mese]
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* su appuntamento
c/o comune Largo del Risorgimento, 1 - 63065 Ripatransone
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL -
16:00-17:00
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INAS -
16:00-17:00
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Piazza Nardone, 23 - 63074 San Benedetto del Tronto
CAF CISL: 0735581934
FEMCA: 3371060155
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
09:00-12:30 * [max 3 appuntamenti / sportello telefonico]
09:00-12:30 * [max 3 appuntamenti / sportello telefonico]
09:00-12:30 * [max 3 appuntamenti / sportello telefonico]
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09:00-12:30
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ANOLF
09:00-12:30 *
09:00-12:30 *
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15:00-17:30 *
09:00-11:30 * [back]
15:00-17:00 *
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CAF CISL
09:00-13:00 *
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CISL SCUOLA
09:30-12:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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09:30-12:30 * [Per appuntamento: www.cislmarche.it -Appuntamenti Scuola-]
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COLF BADANTI - -
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
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FAI -
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FILCA
16:30-18:30
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INAS
09:00-13:00 *
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
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SICET
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09:00-12:00 *
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VERTENZE
09:00-13:00 *
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Le ultime notizie

20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti, Segretario generale CISL Marche
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24/07/2026 "La scelta della partecipazione per uscire dal post- industirale"
  La Vita Picena 04 2026 Focus La scelta della partecipazione per uscire dal post-industriale Tra deficit infrastrutturali, imbuti culturali sullo smart working e il peso delle microimprese, il territorio piceno affronta una transizione complessa. Necessari co-progettazione, reti d’impresa e formazione continua dei lavoratori di Maria Teresa Ferretti Responsabile territoriale della Cisl di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto        
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22/07/2026 Maltempo, Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno: "Grandinate, danni ingenti per famiglie e imprese, situazione gravissima, subito lo stato di emergenza "
Nella serata di ieri diversi comuni dell'ascolano sono stati colpiti da grandinate mai viste prima. In queste ore Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno iniziano a raccogliere i primi segnali di una situazione che, in particolare in riviera, è davvero grave.   «Si conoscono i danni che la cittadinanza ha subito: auto distrutte, abitazioni e rivestimenti danneggiati, cappotti abitativi compromessi, pannelli fotovoltaici devastati, oltre alle decine di cittadini colpiti direttamente dalla grandinata e costretti a ricorrere alle cure mediche, a cui va la nostra solidarietà in prima battuta.  - sottolineano i sindacati unitari -  La preoccupazione però non si ferma qui, dato che la situazione nelle attività economiche non è affatto migliore. E per molte lavoratrici e lavoratori il rischio è di vedere ripercussioni dirette anche sulla propria attività lavorativa, in aggiunta ai danni già subiti. Danni enormi attraversano tutti i settori, con capannoni danneggiati, magazzini devastati, negozi con vetrine rotte, cantieri sotto sopra, e ancora più grave la situazione del settore agricolo, dove i danni ai prodotti e ai rivestimenti delle strutture agricole avranno ripercussioni gravissime.  » Di fronte a una situazione di tale gravità, Cgil, Cisl e Uil si rivolgono ai Sindaci e al Presidente della Provincia, comunicando il proprio sostegno nel sollecitare rapidamente la Regione Marche, affinché si possa chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza di interesse nazionale.   Inoltre, «chiediamo di dare gambe a un confronto tra istituzioni e parti sociali per verificare i danni e mettere in campo soluzioni straordinarie che evitino di far ricadere le conseguenze di quanto accaduto su lavoratrici e lavoratori.  - proseguono Cgil Cisl Uil Ascoli Piceno -  Questa emergenza dimostra, ancora una volta, che la vera priorità è investire subito e con decisione nella prevenzione e nella cura del territorio. Quanto abbiamo visto nella notte è il frutto amaro del cambiamento climatico che va attenzionato, e bisogna  agire con urgenza. Vanno messe in campo, quanto più rapidamente possibile, politiche di contrasto su scala globale, altrimenti eventi come questi saranno sempre meno rari e le ripercussioni sempre più dure ed evidenti.  Continuermo a vigilare e sostenere le comunità colpite - concludono -  affinché siano adottate tutte le misure necessarie per riparare i danni e garantire la sicurezza e la dignità di lavoratrici e lavoratori e delle famiglie coinvolte.»
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21/07/2026 CGIL, CISL e UIL Ascoli Piceno: striscione anonimo contro il Vescovo, atto ignobile e vergognoso Solidarietà e ferma condanna dell'accaduto
«In questi giorni abbiamo assistito a un vilipendio gratuito nei confronti di una figura importante per la nostra comunità. Un atto di odio e intimidazione che non può trovare spazio nel nostro territorio, che sempre si è distinto per i suoi valori di democrazia, rispetto e solidarietà.  - sottolineano CGIL CISL UIL Ascoli Piceno - Vogliamo esprimere con forza la nostra vicinanza al Vescovo, vittima di un’aggressione indegna di una società civile. Il nostro territorio deve custodire e difendere con determinazione i principi fondamentali, contenuti anche nella nostra Costituzione, per rafforzare la propria comunità e tornare un esempio di solidarietà ed accoglienza.» L’evento è un chiaro segnale di un clima che «non possiamo e non vogliamo tollerare. Le azioni intimidatorie come questa minano le fondamenta della nostra comunità e del nostro tessuto democratico.» Per questo, CGIL, CISL e UIL esprimono con fermezza solidarietà e vicinanza al Vescovo. «Siamo al fianco di tutte le persone del nostro territorio che si battono per un futuro di rispetto, giustizia e libertà. Ricordiamo a tutti che atti come questi sono rigettati dalla nostra coscienza e dalla solidarietà che ci unisce. - concludono - Non lasceremo che la paura e l’odio prevalgano: difenderemo ogni spazio di libertà e Democrazia con forza e determinazione.»
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
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09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
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22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
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22/04/2026 CISL Marche: con il 730 scegli a chi destinare il 5x1000 e sostieni solidarietà e diritti
Con l’avvio della campagna fiscale, la CISL Marche richiama l’attenzione dei cittadini su una scelta semplice ma significativa da compiere al momento della compilazione del modello 730: la destinazione del 5x1000. Si tratta di un’opportunità concreta per sostenere attività sociali, di tutela e cooperazione senza alcun costo aggiuntivo. Basta apporre la propria firma nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale dell’organizzazione che si intende supportare. Le risorse raccolte attraverso il 5x1000 contribuiscono a rafforzare una rete di interventi diffusi sul territorio marchigiano, promossi dalle associazioni collegate alla CISL e impegnate quotidianamente accanto alle persone.«È un gesto che non costa nulla ma ha un valore importante – sottolinea la CISL Marche – perché consente di trasformare una scelta fiscale in un atto di responsabilità e solidarietà, capace di generare benefici concreti per la comunità». In particolare, ANOLF Marche opera per l’integrazione e il sostegno alle persone migranti, accompagnandole nei percorsi di inclusione sociale e nei ricongiungimenti familiari. ISCOS Marche Odv realizza progetti di cooperazione internazionale e sviluppo solidale, sostenendo comunità in condizioni di fragilità. ADICONSUM Marche tutela i diritti dei consumatori, offrendo assistenza contro truffe e pratiche scorrette. ANTEAS Marche promuove iniziative di volontariato e vicinanza per anziani e persone sole, contrastando l’isolamento. Al momento della compilazione del 730, è possibile indicare uno dei seguenti codici fiscali: ANOLF Marche  93157870424  ISCOS Marche Odv 93046010422  ADICONSUM Marche 93047230425  ANTEAS Marche:  93123010428  Per informazioni e assistenza nella compilazione del modello 730 è possibile rivolgersi alle sedi e agli operatori CAF CISL presenti su tutto il territorio regionale.
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