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FISASCAT

Chi siamo

Terziario e del commercio, dipendenti da Aziende appartenenti alle attività commerciali, di ospitalità, ristorazione e turismo; addetti al culto, ippica e addetti totalizzatori, case da gioco, bingo, agenzie di scommesse, lavoratori di istituzioni e imprese che forniscono servizi socio/assistenziali, dipendenti civili delle Basi Americane e NATO, collaboratrici familiari, dipendenti e/o soci lavoratori di imprese esercenti l'attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione ambientale, piccola manutenzione all'interno di mostre, negozi, uffici ed in genere aree locali pubblici e privati, compresi piazzali e reparti industriali.

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Via Ragnini, 4 - 601xx Ancona
Tel: 071 28221
Fax: 071 2822229
Email: fisascat.marche@cisl.it
Pec: fisascat.marche@pec.it

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Le ultime notizie

29/11/2019 Rossini Center aperto a Santo Stefano: i sindacati dei servizi chiedono il rispetto della festività
A maggioranza assoluta il comitato di gestione del centro commerciale Rossini Center, ha deciso di non accogliere l'appello delle organizzazioni sindacali di categoria e va dritto verso l'apertura nel giorno di Santo Stefano. Fervono i preparativi alla Grande I che oggi batte bandiera Conad e che ha fortemente voluto l'apertura, per reperire le disponibilità dei lavoratori che pur potendo scegliere di non prestare la propria attività nei giorni festivi, vivono il disagio di doversi sottrarre ad una chiamata al lavoro che oggi arriva direttamente dal proprietario che ha rilevato l'attività da Finiper. Il contratto nazionale attribuisce infatti al lavoratore il diritto alla festa senza che nulla sia trattenuto a chi decide di astenersi dalla prestazione, ma non è di certo semplice rigettare una richiesta quando forte è la paura che il diniego si tramuti in qualche ripercussione.. Per i 180 lavoratori del punto di vendita Conad e per tutti i lavoratori del centro commerciale impiegati negli oltre 30 negozi della galleria, non sarà quindi un Natale all'insegna della tradizione perché nelle Marche la tradizione prevede oltre all'albero di Natale, il presepe e il panettone, la chiusura di tutte le attività commerciali nel giorno di Natale, Santo Stefano e primo gennaio. La scelta operata dal centro commerciale che rischia di innescare il classico "effetto a catena" tra gli operatori del settore, riapre il problema delle aperture domenicali e festive che necessitano di una regolamentazione di legge diversa. La soluzione non può che passare per l'attribuzione della materia alla potestà legislativa regionale, per l'esclusione di alcune festività dalle deroghe all'obbligo di chiusura e per il contenimento del numero di aperture complessive. Le tante proposte di legge in materia che avevano come minimo comun denominatore l'abrogazione dell'articolo 31 del cosiddetto "decreto Salva Italia" con il quale il governo Monti ha liberalizzato gli orari commerciali, giacciono in Parlamento schiacciate forse dagli interessi della grande distribuzione organizzata che si è opposta con forza alla traduzione in legge. Noi restiamo convinti che non è moltiplicando le occasioni di acquisto che si appianano i bilanci degli esercizi commerciali; servono strategie commerciali che puntano sul prezzo, sugli assortimenti adeguati alle esigenze della clientela locale sul servizio, e sul rispetto dei propri collaboratori che oltre ad essere "commessi" sono anche clienti affezionati alle proprie aziende. Fllcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil regionali, invitano il centro commerciale a rivedere la propria decisione, la cittadinanza ad evitare ogni acquisto nel giorno di Santo Stefano ed i lavoratori del centro commerciale ad astenersi dalla prestazione festiva che è e resta un giorno da passare con i propri cari. 
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25/10/2019 Vertenza Auchan - Conad: sciopero il 30 ottobre
  A sostegno dello sciopero indetto dalle Federazioni nazionali di categoria per il prossimo 30 ottobre, FILCAMS CGIL FISASCAT CISL E UILTUCS UIL regionali, organizzeranno un presidio nel capoluogo di regione dove confluiranno i lavoratori della rete vendita, del deposito e della sede ammnistrativa che non potranno partecipare alla manifestazione nazionale organizzata proprio davanti al Ministero dello sviluppo economico dove avrà luogo l’incontro con i vertici CONAD – BDC. Per ragioni di sicurezza solo una rappresentanza di lavoratori potrà portare sino a roma le ragioni di una protesta che trova origine nell’ostinato atteggiamento di chiusura tenuto da Conad nel lungo quanto improduttivo confronto nazionale. Una operazione chirurgica precisa, ma non indolore quella messa in campo da Conad dopo l’acquisizione del pacchetto azionario di Auchan-Sma; mentre si auto proclama l’unico operatore del settore in grado di salvare Auchan dal fallimento, smembra sapientemente il colosso francese, tiene per sé le realtà performanti e lascia sul campo punti di vendita diretti, affiliati, sedi logistiche e sedi secondarie per i quali l’unica certezza è che per il momento il piano industriale non li contempla. Mentre si tagliano i nastri di inaugurazione che segnano il riavvio dei punti vendita acquisiti,  viene annunciata sui tavoli di confronto sindacali  la vendita delle realtà in sovrapposizione con la rete Conad,  ma restano ovviamente segreti i soggetti e soprattutto rimane “in bianco” la garanzia della salvaguardia occupazionale che non può essere soddisfatta dal mantenimento dell’organico in forza all’atto del passaggio garantito dalla legge nei punti vendita acquisiti; significa invece creare le condizioni  affinché  sia data una opportunità  di impiego a tutti i profili professionali. La trattativa nazionale ha registrato come grandi assenti anche la tutela delle condizioni di lavoro, le garanzie sul perimetro degli appalti e dei servizi in cui operano migliaia di addetti, la garanzie per quella parte di rete di vendita che con il passaggio perderà l’accesso agli ammortizzatori sociali, l’articolo 18 e il vincolo di responsabilità delle cooperative CONAD  a cui spetta il compito di garantire omogeneità di condizioni nelle varie aziende associate. Le Regione Marche è candidata a pagare un prezzo che non può permettersi: il mercato del lavoro locale   già ferito dalla crisi del manifatturiero, non sarà in grado di riassorbire questa ulteriore perdita di posti di lavoro.  A tremare sono gli oltre 800 dipendenti della sede amministrativa, del deposito di Osimo, dei punti vendita non performanti, delle superfici più grandi che potrebbero essere ridotte e riportare esuberi o dei tanti negozi di vicinato legati a Sma dal rapporto di affiliazione commerciale che sembrano non interessare a CONAD. Per queste ragioni, saremo il 30 a Roma e davanti all’Auchan di Ancona in via Scataglini, certi di poter contare su tutti i consumatori marchigiani a cui chiediamo di astenersi dagli acquisti per l’intera giornata.   LE SEGRETERIE REGIONALI FILCAMS CGIL  (Joice Moscatello FISASCAT CISL (Selena Soleggiati UILTUCS UIL (Fabrizio Bontà)  
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10/10/2019 Sciopero al Magazzino XPO di Osimo dopo la rottura del tavolo Conad - Sma Auchan
Lunedì 14 ottobre i lavoratori del Magazzino XPO di Osimo sciopereranno per l'intero turno di lavoro. Le Segreterie Regionali di Filcams CGIL , Fisascat CISL,  Uiltucs UIL Marche hanno deciso di proclamare lo sciopero al termine dell'assemblea dei lavoratori per discutere della difficile situazione venutasi a creare dopo la cessione al gruppo Conad di molti dei punti di vendita  Sma e Auchan serviti dal polo logistico della regione. La rottura del tavolo nazionale che si prefiggeva di raggiungere una intesa capace di preservare non solo l’occupazione dei punti di vendita che integreranno da subito la rete Conad, ma anche di quelli che restano in “parcheggio forzato” (in attesa di migliori andamenti o di essere ceduti a terzi senza alcuna garanzia),  nonché del polo logistico e della sede amministrativa, e l’indisponibilità delle cooperative Conad locali di aprire un confronto periferico, hanno infatti reso necessaria la mobilitazione e il coinvolgimento di tutta l’opinione pubblica rispetto ad una operazione che rischia di garantire solo il salto in “pole position” di Conad come primo operatore del settore (obiettivo da sempre dichiarato dalla stessa Conad). Le specifiche richieste di incontro avanzate al CIA di Forli e al Conad Adriatico ad oggi non hanno peraltro avuto alcun tipo di riscontro concreto. La sola CIA, cooperativa a cui è assegnato il nord delle Marche, nell’ambito di un incontro limitato alla presentazione del progetto previsto per l’apertura dei punti di vendita di Jesi, Fabriano e Chiaravalle, ha accettato l’invito ad incontrare le sigle sindacali liquidando la questione logistica e delle sedi ad un laconico “no, grazie” preoccupandosi solo di descrivere i lavoratori e i sindacati quali corresponsabili del fallimento Auchan. La logistica marchigiana che occupa oltre 100 lavoratori e che ha servito con professionalità la rete Sma e auchan, oggi non costituisce una priorità per Conad che continua a rinviare l’esplicitazione del piano previsto per la logistica a data da destinarsi. Intanto, ad Osimo, gestito con fitto di ramo di azienda da Xpo Logistics, si assiste ad una lenta progressiva ed inesorabile diminuzione dei volumi di merce movimentati e quindi del fatturato dell’unità produttiva. Le sigle di categoria rimangono per contro convinte che anche per una azienda come Conad, basata su un sistema a proprietà diffusa ed una ripartizione della distruzione tra le sei cooperative italiane, la logistica marchigiana possa rappresentare una opportunità da valorizzare mantenendo quell’impegno che Conad ha preso sin dai primi confronti al Mise:  preservare il più possibile l’occupazione di Auchan ricercando, anche in caso di ristrutturazioni,  soluzioni non traumatiche. L’assenza di risposte, l’indisponibilità ad aprire un confronto serio con le organizzazioni sindacali di questo territorio, nonché con la stessa Regione Marche che aveva ricercato un incontro, non è di certo in linea con la filosofia di quello slogan che ogni giorno entra prepotente in tutte le case degli italiani; “persone oltre le cose “ è  infatti secondo una nostra personale interpretazione, un impegno anche nei confronti dei propri dipendenti, anche di quelli targati “Sma” o “Auchan” appena acquisiti. L’iniziativa di lunedì 14 ottobre è da considerarsi solo quale prima azione di una mobilitazione che i lavoratori del deposito sono pronti a sostenere anche per ulteriori giornate. Filcams CGIL , Fisascat CISL,  Uiltucs UIL Marche invitano le cooperative Conad ad aprire un confronto in sede territoriale per ricercare congiuntamente soluzioni atte a preservare anche l’occupazione del polo logistico e Xpo Logistics a desistere dall’applicare qualsivoglia misura di taglio al costo del personale paventata già nell’ultimo incontro del 27 settembre. L’assemblea dei lavoratori e la Rsu hanno dato mandato alle federazioni regionali di categoria di attivare con urgenza un tavolo istituzionale con la Regione Marche a cui si chiede di farsi parte attiva costruendo una interlocuzione diretta con Conad.
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25/07/2019 Passaggio Sma Auchan - Conad: rischi per i lavoratori
Servizio del Tgr Rai Marche: intervista a Selena Soleggiati, Segretario Generale Fist Cisl Marche 
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15/07/2019 Sma-Auchan: incontro tra Regione e Sindacati: «Preoccupati per il cambio del modello organizzativo»
Tutela dei livelli occupazionali e della rete di vendita a seguito dell’acquisizione del gruppo Auchan/Sma da parte di Conad. Un obiettivo da raggiungere attraverso la costituzione di un tavolo che accompagni il percorso di integrazione fra le due reti di vendita, “salvaguardando quella di Sma Auchan, della Sede e dei Depositi”. Sono le richieste del sindacato che la Regione Marche condivide e che porterà all’attenzione del Mise (ministero dello Sviluppo economico), coinvolgendo le due Cooperative Conad che operano nel territorio marchigiano. È quanto emerso dall’incontro odierno, a Palazzo Leopardi, tra le assessore regionali Manuela Bora (Commercio) e Loretta Bravi (Lavoro), con le organizzazioni sindacali regionali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Al centro del confronto, le preoccupazioni sui possibili impatti occupazionali che potrebbe avere l’acquisizione. La Società BDC Italia, partecipata al 51% dal Gruppo Conad, ha sottoscritto un preliminare per rilevare l’intero pacchetto azionario di Sma e Auchan Spa Italia: quindi tutto il perimetro aziendale comprendente la rete di vendita italiana, i depositi (logistica) e le sedi amministrative, per un totale di circa 18.000 dipendenti diretti e oltre 1.000 indiretti (punti di vendita franchising). Nelle Marche sono 27 i punti vendita SMA (simply, iperSimply my auchan) e due Auchan (Fano e Ancona) dove sono impiegati circa 1.100 lavoratori, ai quali si aggiungono i lavoratori occupati presso il deposito di Osimo, la sede amministrativa e i punti vendita in Franchising Sma (77 nelle Marche). «Nel corso dell’ultimo incontro, tenutosi al Mise lo scorso 20 giugno, l’acquirente ha presentato le linee guida del piano industriale confermando tutte le nostre preoccupazioni in merito agli occupati nella regione e alla continuità della rete di vendita locale – hanno dichiarato Joice Moscatello, Selena Soleggiati e Fabrizio Bontà, rispettivamente segretari generali di Filcams Cgil, Fist Cisl e Uiltucs Uil Marche - Siamo fortemente preoccupati perché Il progetto comporta un cambio di modello operativo (da impresa a proprietà unica, succursalista, a impresa a proprietà diffusa), con la suddivisione dei punti di vendita tra le cooperative Conad (Forlì e Ascoli Piceno) e, quindi, tra i vari piccoli imprenditori associati che ne acquisiranno la proprietà, nonché la cessione ad altre catene dei punti di vendita che si sovrappongono con quelli Conad (perché ubicati nelle vicinanze) e di quelli non autorizzati per abuso di posizione dominante. La sede amministrativa e il deposito di Osimo sono invece a rischio di chiusura, con inevitabili ricadute sugli occupati». Da parte della Regione, le assessore hanno condiviso le preoccupazioni sindacali: «È necessario salvaguardare l’occupazione e le reti di vendita. Condividiamo la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali. Faremo valere le nostre richieste sui tavoli nazionali, attorno ai quali si gioca la partita dell’acquisizione».  
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13/06/2019 MERCATONE UNO, SINDACATI: “DIMISSIONI COMMISSARI STRAORDINARI, RISCHIO DI RITARDARE TEMPI E RICHIESTA DELLA CIGS”
Cresce la preoccupazione dei sindacati sulla vicenda Mercatone Uno. A venti giorni al fallimento di Shernon Holding Srl che ha coinvolto 1800 lavoratori di cui 150 nelle Marche, si registrano nuove difficoltà. Nei giorni scorsi, l’autorizzazione al ritorno in amministrazione straordinaria rilasciata dal Tribunale di Bologna, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i lavoratori che, dal 25 maggio scorso, sono privi di ogni certezza, senza nemmeno una copertura economica con gli ammortizzatori sociali. Proprio lo scorso martedì, da un comunicato, sono state rese note le dimissioni dei Commissari straordinari. Per Joice Moscatello, segretario generale Filcams Cgil Marche, Marco Paialunga, segretario generale Fisascat Cisl e Fabrizio Bontà, segretario generale Uiltucs, «anche se era necessario un segno di discontinuità rispetto alla gestione precedente, sarebbe stato necessario chiudere tutti i passaggi, incluso l’accordo di Cigs». Insomma, «il timore è che la ricerca di nuovi commissari in questo momento possa ritardare i tempi e la richiesta di Cigs». In tal senso, «le rassicurazioni del Ministro sulla concessione della Cigs sono insufficienti, occorre agire in fretta e in modo concreto. Per questo, continueremo la mobilitazione».  
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07/06/2019 Mercatone Uno: sindacati e lavoratori incontrano presidente Ceriscioli e assessore Bravi
Ieri, givoedì 6 giugno, le Segreterie Regionali di CGIL CISL UIL, congiuntamente alle Segreterie delle Federazioni di categoria, FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS, assieme a una delegazione di lavoratori e lavoratrici, hanno incontrato il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscoli, e l’Assessore al Lavoro, Loretta Bravi, al fine di approfondire in modo congiunto la vertenza Mercatone Uno “Shernon Holding Srl” e per definire il prosieguo del percorso da intraprendere.   Nell’ambito del confronto si è condivisa la necessità da parte della Regione di accelerare i tempi per l’autorizzazione alla retrocessione da parte del Tribunale di Bologna a favore dell’amministrazione straordinaria di M Business, al fine di poter immediatamente accedere agli ammortizzatori sociali e garantire urgentemente un reddito ai dipendenti senza stipendio da due mesi. Contestualmente i Segretari regionali di FILCAMS FISASCAT UILTuCS, Joice Moscatello, Marco Squartini e Fabrizio Bontà, hanno espresso l’esigenza di proseguire il confronto con la Regione e le Istituzioni locali anche al fine di raggiungere accordi territoriali per permettere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti. Inoltre sono state espresse forti preoccupazioni anche per la situazione dei lavoratori e delle imprese dell’indotto e del sistema degli appalti, cosi come preoccupazioni per i tanti clienti coinvolti in questa vertenza.  
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04/06/2019 VERTENZA MERCATONE UNO: 6 GIUGNO INCONTRO SINDACATI - REGIONE
In relazione alla vertenza Mercatone Uno che nella regione Marche coinvolge tre punti vendita (Pesaro, Monsano e Civitanova Marche) con circa 120 lavoratori occupati le Segreterie regionali di FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL e UILTUCS hanno chiesto un incontro alla Regione Marche al fine di sollecitare un suo coinvolgimento in sede di Ministero dello Sviluppo Economico per cercare tutte le soluzioni percorribili per consentire la continuità aziendale e la difesa dei livelli occupazionali.   Le Organizzazioni Sindacali di categoria sono state convocate insieme a rappresentanti di CGIL CISL e UIL e a una delegazione di lavoratori per giovedì 6 Giugno alle ore 15,00 alla presenza del Presidente della Regione Ceriscioli, dell’assessore Bravi e dei tecnici.
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27/05/2019 Shernon (ex Mercatone): decretato il fallimento
Con sentenza del 23 maggio, il Tribunale di Milano ha decretato il fallimento della Shernon, azienda che aveva acquisito lo scorso anno dalla ditta Mercatone in AS ben 55 punti vendita, con l’obbligo assuntivo di oltre 2000 lavoratori. In realtà, sino a questo momento, la stessa era subentrata solo in 47 Pdv con l’impiego di oltre 1800 risorse umane. Si ricorda che, la vendita dei 55 punti vendita fu proposta dall’AS, dopo una lunga trattativa con i soci di Shernon, ritenuta degna di un positivo riscontro da parte del Comitato di Vigilanza del Mise. Successivamente e dopo una lunga e difficile trattativa, Filcams, Fisascat e Uiltucs, presso il Mise stipularono un Accordo Sindacale regolante il passaggio dei lavoratori, ben consci che, senza l’accordo, la vendita non si sarebbe perfezionata e sarebbe intervenuto il fallimento già a luglio 2018 con la conseguente perdita dei posti di lavoro e delle relative professionalità. Già nei primi mesi dell’ingresso di Shernon, buona parte dei soci che avevano costituito la società ad hoc per l’acquisizione, sono fuoriusciti dall’assett societario, senza destar alcun allarme da parte dei commissari che erano preposti a sovrintendere le operazioni. Col passare del tempo, la mancanza di finanziamenti e di liquidità ha fatto si che, già negli ultimi mesi del 2018, la merce nei magazzini, e di conseguenza nei negozi, cominciasse a scarseggiare. A marzo 2019, come denunciato dalle tre federazioni confederate, i punti vendita risultavano sprovvisti di merce e la stessa non veniva più consegnata sebbene già venduta e pagata dagli acquirenti. Nell’incontro tenutosi a marzo fra Filcams, Fisascat, Uiltucs e l’AD di Shernon, quest’ultimo preannunciava un imminente capitalizzazione della Shernon e informava le rappresentanze sindacali in merito ad una non meglio precisata trattativa con potenziali investitori. La ricapitalizzazione annunciata doveva esser effettuata entro la fine di marzo e presupponeva un investimento pari a circa 20 mln di €, cifra che, da subito le organizzazioni di categoria hanno ritenuto assolutamente insufficiente a garantire la ripresa dell’azienda. A metà aprile, senza darne informazione alcuna, nemmeno al Mise, l’azienda ha presentato istanza di Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano.  La decisione assunta il 23 dal Tribunale di Milano, dimostra che le preoccupazioni delle tre sigle sindacali erano del tutto fondate e che, la situazione è molto più grave di quanto l’AD di Shernon abbia raccontato al Mise il 18 di aprile ed ai lavoratori nei vari comunicati ad essi diretti. FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTuCS, si sono già attivate presso il Mise per avere un incontro in tempi brevi con l’Amministrazione Straordinaria di Mercatone e con il Curatore Fallimentare di Shernon. È urgente ed indispensabile l’intervento del Mise per salvaguardare i lavoratori e preservare il futuro delle loro famiglie. Dopo anni di incertezza, Shernon aveva rappresentato il lumino nel quale tutti avevano riposto le loro speranze e la propria capacità di progettare un futuro. Il fallimento sembra aver reso nulli i sacrifici e gettato le maestranze in uno stato di profonda angoscia. Serve, dichiarano i sindacati, un intervento tempestivo e garante!   
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