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FISASCAT

Chi siamo

Terziario e del commercio, dipendenti da Aziende appartenenti alle attività commerciali, di ospitalità, ristorazione e turismo; addetti al culto, ippica e addetti totalizzatori, case da gioco, bingo, agenzie di scommesse, lavoratori di istituzioni e imprese che forniscono servizi socio/assistenziali, dipendenti civili delle Basi Americane e NATO, collaboratrici familiari, dipendenti e/o soci lavoratori di imprese esercenti l'attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione ambientale, piccola manutenzione all'interno di mostre, negozi, uffici ed in genere aree locali pubblici e privati, compresi piazzali e reparti industriali.

Segretario generale: PAIALUNGA MARCO
Email: marco.paialunga@cisl.it
Sede regionale:
Via Ragnini, 4 - 601xx Ancona
Tel: 071 28221
Fax: 071 2822229
Email: fisascat.marche@cisl.it
Pec: fisascat.marche@pec.it

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Via Gallodoro, 66/ter/c - 60035 Jesi
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Via G. Valenti, 27/35 - 62100 Macerata
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Pesaro Urbino

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Le ultime notizie

13/05/2019 FOCUS LAVORO: Sciopero Sma-Simply - Tavola rotonda Filca Cisl su Europa
Rischio cessione della rete di vendita Sma – Simply : sciopero e  presidio regionale  dei lavoratori ad Ancona. Intervista a Selena Soleggiati, per Fisascat Cisl Marche.    "Europa, rapporto con le regioni e con l’attività dei sindacati europei" Tavola rotonda  promossa dalla Filca Cisl Marche a Senigallia. Interviste al Segretario Generale Filca Cisl Nazionale,  Franco Turri, al Segretario Generale Cisl Marche Sauro Rossi e  a Luca Tassi, Segretario Generale Filca Cisl Marche
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30/04/2019 Sma Simply, rumors sulla cessione della rete vendita: 30 aprile sciopero regionale
A seguito di  voci sempre più insistenti di trattative per la cessione della rete di vendita Sma Simply ad altri gruppi ( Conad, Gross, Gruppo Arena), Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil  proclamano 8 ore di sciopero, intero  turno di lavoro,  martedì  30 aprile 2019 con presidio regionale dei lavoratori davanti alla sede aziendale SMA di Ancona  in via Scataglini,6.  Nelle Marche sono circa 1.200 i lavoratori coinvolti dal rischio cessione  della rete di vendita Sma Simply.  «Scioperiamo per dire no a cessioni e dismissioni che non conservino tutti i diritti dei lavoratori coinvolti, per difendere l’attuale perimetro della rete di vendita, per chiedere un piano di rilancio serio e convincente» spiegano i sindacati di categoria.  « Fra le varie ipotesi c’è quella di vendere a diversi altri player della distribuzione moderna organizzata, a pezzi e a rate, molti, se non tutti, i più di 250 punti vendita a gestione diretta. Le recenti cessioni perfezionate sulla piazza di Roma, sono avvenute senza accordo con il sindacato territoriale: ciò ha comportato un sensibile peggioramento delle condizioni normative e salariali dei lavoratori interessati. – si legge in una nota sindacale - Il gruppo ARI sta attraversando una profonda crisi da ormai 10 anni; i continui piani di rilancio commerciale, annunciati ogni volta con toni entusiastici, si sono rivelati fallimentari. L’unico risultato che l’azienda si può intestare è quello di aver tagliato il costo del lavoro, creando un profondo senso di sfiducia fra gli addetti che vivono e lavorano senza certezze sul loro futuro.»   Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil da più di due anni rivendicano il diritto di poter conoscere le reali intenzioni della famiglia Mulliez rispetto alle prospettive (se ve ne sono) della azienda nel mercato italiano. «Abbiamo richiesto l’intervento del Ministero dello Sviluppo economico e   abbiamo risollecitato la direzione aziendale a fare chiarezza una volta per tutte sul destino di uno dei principali attori della distribuzione moderna organizzata. – sottolineano Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil -  Ma i vertici di Sma Simply continuano a fornire informazioni parziali e poco attendibili, evitando qualsiasi confronto di merito per ricercare soluzioni condivise per la gestione della fase di crisi e, fatto ancor più grave, alle richieste sindacali di fornire un’informazione univoca circa le paventate cessioni di supermercati ed iper risponde con la totale incapacità di impedire che siano i suoi stessi preposti a veicolare illazioni che gettano nel panico ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori. – continuano -  Questa fase di incertezza caratterizzata solo da rumors che si rincorrono senza che vi siano prese di posizione ufficiali da parte del management, deve finire subito.»
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18/04/2019 Ex Mercatone: sciopero e presidio il 18 aprile a Monsano
I Giovedì 18 aprile  dalle ore 9,00 presidio di tutti i dipendenti  Shernon, ex Mercatone davanti al Mercatone di Monsano ( AN).    Nelle Marche presenti 3 punti vendita,  quello di Pesaro  con 27 dipendenti, di Monsano con 34 e quello di  Civitanova Marche  con 42 dipendenti per un totale  complessivo di 105 lavoratori coinvolti dallo  sciopero.  La Shernon è una azienda che era stata costituita al fine di acquisire i 55 punti vendita, in tutto il territorio nazionale,  ad insegna Mercatone, dalla Amministrazione Straordinaria., ma poco dopo la cessione alcuni soci hanno abbandonato l’azienda lasciando solo l’AD. Nei primi mesi, Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs  insieme a  tutti i dipendenti, erano consapevoli  che sarebbero stati necessari alcuni mesi affinché Shernon potesse avviare la sua attività in modo regolare. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato sempre più evidente che la situazione stava degenerando: - Negozi privi di merce; - Magazzini completamente vuoti; - Fornitori che hanno ritirato la merce già consegnata ed hanno smesso di effettuare consegne; - Ritardi nel pagamento degli stipendi.  Poco più di un mese fa l’AD ha annunciato a  Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs  che era prossima la ricapitalizzazione per un importo di 20 milioni di euro. Stante la situazione,  per i sindacati è evidente che 20 milioni di euro sono  assolutamente insufficienti a garantire la continuità aziendale. Il 2 aprile il Mise ha convocato i sindacati  ma, in seguito alla richiesta di rinvio avanzata da Shernon, per arrivare a  concludere l’accordo per la ricapitalizzazione con potenziali investitori, l’incontro è stato posticipato al 18 aprile.  I sindacati unitari di categoria, allarmati dalla situazione, nell’interesse di tutti i lavoratori hanno pertanto proclamato lo stato di agitazione e sollecitato il Mise affinché comunque desse seguito alla convocazione. Solo poche ore fa, è arrivata la “vergognosa” notizia che Shernon ha presentato istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano, a dimostrazione che purtroppo, le preoccupazioni  erano fondate. Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs  rivendicano la responsabilità del Mise e dei Commissari Straordinari    e chiedono di farsi carico nel gestire una situazione così drammatica, che è nel percorso dell’Amministrazione Straordinaria. Per tutte queste ragioni, i sindacati unitari di categoria hanno proclamato  per l’intera giornata del 18 aprile lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di Shernon “exMercatone”, per l’intero turno di lavoro. In concomitanza con l’incontro al Mise, che avrà inizio alle ore 14, si terrà un presidio davanti alla sede del Ministero dello sviluppo economico a  Roma.
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29/01/2019 Vigilanza privata: 1 e 2 Febbraio è sciopero
 Sciopero, il 1 e 2 febbraio, degli addetti alla vigilanza privata e servizi fiduciari. Nelle Marche, sono oltre 2mila  i lavoratori interessati; tra le ditte coinvolte,  Mondialpol, Axitea, Vedetta, Suretè e Sicuritalia.   Lo sciopero è stato proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: le ragioni della protesta sono legate alle mancate risposte sul rinnovo del contratto collettivo nazionale, specialmente sul fronte della retribuzione e  sulla certezza delle regole per gli appalti. E’ il secondo sciopero, a livello nazionale, dopo quello del maggio dello scorso anno e che ha riscosso un grande successo. Per l’occasione, sono state organizzate due manifestazioni: la prima, a Milano, alla quale prenderà parte il nord Italia, e la seconda, a Napoli, sabato 2 febbraio, cui parteciperanno anche le Marche.  
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28/01/2019 Gus: niente conciliazione, prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori
Le Segreterie Regionali delle Marche di FP CGIL e FISASCAT CISL unitamente alle strutture territoriali di Ancona, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno comunicano la chiusura con esito negativo del tentativo di raffreddamento e conciliazione ai sensi della Legge 146/1990, così come modificata dalla L. 83/2000, in relazione alla vertenza in atto con il GUS – Gruppo Umana Solidarietà. Nel pomeriggio di giovedì 24 gennaion si è svolto nei locali della Prefettura di Ancona, in prosecuzione delle riunioni svoltesi nella stessa sede in data 26 Novembre e 20 Dicembre 2018, il tentativo preventivo di conciliazione in merito allo stato di agitazione dei lavoratori del GUS, indetto per la situazione di ritardo nella corresponsione delle retribuzioni che da diversi mesi si sta verificando. I vertici del GUS hanno rappresentato gli sforzi fatti in questi mesi per tentare di soddisfare le legittime aspettative del personale dipendente ed il permanere di difficoltà economiche e di contesto politico, dicendosi comunque certi di poterle superare anche a fronte del recente pieno accoglimento del ricorso contro l’accusa di evasione fiscale che ha permesso e permetterà di recuperare liquidità. A ciò è stato aggiunto che continuano a permanere importanti crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, il fatto che nel giorno stesso è stata liquidata a tutti i dipendenti la mensilità di Ottobre e l’impegno a provvedere a stretto giro di posta a saldare anche quella di Novembre. FP CGIL e FISASCAT CISL, unitamente alle RSA, hanno preso atto di quanto affermato e messo in atto e non si sono dichiarate disponibili alla chiusura positiva della vertenza, rimanendo comunque aperte al confronto con l’associazione. Permangono infatti mensilità maturate e non liquidate e l’impossibilità da parte del GUS di impegnarsi su una tempistica certa di ripristino dei pagamenti su base mensile. A questo si aggiunge il fatto che con il passare del tempo è cresciuto esponenzialmente lo stress lavorativo dei dipendenti rimasti in forza. A fronte infatti di un elevatissimo numero di colleghi che a seguito della situazione hanno rassegnato le dimissioni (con conseguente rimescolamento della gran parte delle equipe) e, soprattutto, della crisi di liquidità che ha reso difficile garantire anche i servizi minimi previsti negli Sprar e nei Cas, i lavoratori si trovano da troppo tempo ad operare in condizioni di difficoltà estrema, pur continuando a gestire con continuità e grande professionalità i servizi di accoglienza. Con la chiusura del tentativo di conciliazione le Organizzazioni Sindacali sono libere di intraprendere tutte le eventuali azioni di protesta che verranno decise dai lavoratori. A tal fine verrà convocata a stretto giro di posta l’assemblea generale di tutti i lavoratori della Regione.
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09/11/2018 Preoccupazione dei sindacati per i ritardi nel pagamento degli stipendi. Proclamato lo stato di agitazione degli operatori Gus
Le Segreterie Regionali delle Marche di Fp-Cgil e Fisascat-Cisl unitamente alle strutture territoriali di Ancona, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno, esprimono forte preoccupazione per la situazione di ritardo nella corresponsione del pagamento delle retribuzioni che da mesi si sta registrando da parte del GUS di Macerata. Tale situazione, che ha creato un arretrato di due mensilità, sta mettendo in grosse difficoltà i lavoratori che, nonostante tale condizione, continuano a gestire con continuità e con grande professionalità i servizi di accoglienza ai migranti gestiti dalla onlus maceratese. Nel corso dell’incontro sindacale tenutosi lo scorso 31 ottobre, il GUS dopo aver illustrato le motivazioni che hanno generato tale situazione, si è impegnato a presentare nelle prossime settimane un piano di rilancio dell’associazione unitamente ad un piano finanziario per il saldo delle competenze dovute ai lavoratori; nessun impegno specifico è stato preso in merito al pagamento delle retribuzioni correnti. Fp-Cgil e Fisascat-Cisl non ritenendo sufficienti le risposte date dalla onlus, soprattutto in merito alla prossima data di pagamento delle retribuzioni, hanno proclamato lo stato di agitazione con la conseguente richiesta di convocazione da parte delle prefetture, anche alla luce del ruolo che le stesse ricoprono in qualità di principali committenti dei servizi gestiti dal Gus.  
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08/10/2018 Focus Lavoro: il punto sulla Sanità marchigiana - Commercio: no alle aperture domenicali
Le criticità della sanità marchigiana, dalle liste di attesa alla mobilità passiva: il punto con Luca Talevi, Segretario Generale Cisl Fp Marche. Commercio: la Cisl dice si alle chiusure domenicali. Intervista a Selena Soleggiati, Segretaria Generale Fist Cisl Marche.
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18/09/2018 Stop alle aperture domenicali, nessun danno all'occupazione. Il punto dei sindacati di categoria
L’ articolo  31  del cosiddetto Decreto Salva Italia (Decreto Monti) che anima oggi il dibattito politico sul tema aperture domenicali, contiene una norma che, scompaginando le potestà legislative attribuite dalla  Costituzione  alle Regioni dopo la riforma del 2001 (art. 117),  si è prepotentemente inserita nell’ordinamento italiano cancellando anni di confronti in tema di aperture domenicali e festive e  tutta la legislazione che legittimamente le regioni italiane avevano prodotto. «Un prepotente e maldestro colpo di spugna su cui come  organizzazioni sindacali abbiamo da sempre manifestato, senza indugi, la nostra contrarietà anche sostenendo direttamente la legge ad iniziativa popolare promossa da Confesercenti con il sostegno della Conferenza episcopale. - scrivono in una nota i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil   -  Le aperture domenicali e festive indiscriminate, non costituiscono una risposta alle esigenze dei consumatori che intervistati dalle stesse associazioni datoriali ritengono sufficienti   10/12 aperture straordinarie  l’anno (indagini Cermes- Bocconi), né del  turismo italiano che di certo non gode delle aperture 365 gg l’anno  degli ipermercati di periferia. I centri storici e le aree di interesse artistico sono sede di piccoli esercizi commerciali che da sempre scelgono di aprire solo in limitati periodi dell’anno, come il Natale .» Secondo i sindacati : «Nemmeno l’occupazione della grande distribuzione beneficia delle aperture “no limits” perché i consumi, fortemente ridotti da oltre 10 anni di crisi economica, si sono solo distribuiti diversamente nell’arco della settimana, senza determinare concreti incrementi di fatturato. La forza lavoro a termine, concentrata nei fine settimana, da tempo è stata eliminata, falciata da una poderosa contrazione dei fatturati che ancora morde gli operatori del settore, traducendosi in maggiori carichi di lavoro  per i lavoratori  a tempo indeterminato. - proseguono  -  Ma se l’abrogazione dell’articolo che ha dato i natali alle  apertura “no stop”,  domeniche e feste incluse, dopo una sperimentazione più che fallimentare, risulta essere  un atto dovuto e scontato, l’idea delle aperture a scacchiera per garantire comunque  “un servizio” ai consumatori é fuorviante e concettualmente errata. Il rischio è infatti quello di considerare    l’acquisto di beni di consumo, perfettamente differibili alla giornata di sabato, come un  servizio  minimo essenziale.   L’individuazione di limiti massimi disciplinati da un decreto legislativo e rimodulati dalla legislazione regionale è sicuramente la via da percorrere - rilanciano Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil Marche - ma la riforma degli orari commerciali non può prescindere dal coinvolgimento preventivo delle associazioni sindacali, protagoniste della stagione dei confronti normati dalle stesse leggi regionali.»   «Fare presto e bene» è  l’invito che Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil rivolgono a tutte le forze politiche protagoniste in Parlamento, agli imprenditori ed alle associazioni datoriali «chiediamo invece di astenersi da inutili strumentalizzazioni sulla perdita dei posti di lavoro che è di certo un problema concreto e scottante, ma legato più generalmente al settore che segna andamenti negativi anche in costanza di aperture no stop.»
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15/06/2018 Assistenza educativa domiciliare e scolastica del Comune di Ancona: mancato rispetto delle relazioni sindacali da parte della cooperativa
Le Segreterie di Fp-Cgil di Ancona e Fisascat-Cisl Marche unitamente dall’assemblea dei lavoratori di Codess Sociale soc. coop. denunciano la grave situazione di mancato rispetto delle relazioni sindacali da parte della cooperativa. Codess Sociale che gestisce da quasi 5 anni l’appalto del comune di Ancona per l’assistenza educativa Domiciliare e scolastica per disabili gravi ha assunto negli ultimi mesi un atteggiamento di assoluta indifferenza nei confronti delle problematiche dei lavoratori rappresentate dalle organizzazioni sindacali. I problemi attinenti l’accompagnamento degli utenti con i mezzi pubblici, il tema dei rimborsi benzina per gli educatori di utenti che frequentano scuole fuori comune, errori sulle buste paga che non vengono corretti, i problemi sul riconoscimento del diritto allo studio che nei fatti sta rendendo vana la fruizione dei permessi da parte dei lavoratori, sono questioni tutt’ora irrisolte nonostante siano state ampiamente discusse in occasione degli incontri sindacali.   Codess Sociale negli incontri sindacali si mostra disponibile e attenta alle istanze dei lavoratori ma purtroppo nei fatti tale disponibilità non si traduce in comportamenti conseguenti: le soluzioni ai problemi tardano ad arrivare e gli affidamenti presi non vengono rispettati.   Fp-Cgil e Fisascat-Cisl ritengono tale comportamento irrispettoso dei lavoratori, da tempo è stata chiesta risposta scritta ai problemi sollevati, ma da Codess Sociale non è giunto alcun riscontro né una convocazione di incontro.   Nonostante tale situazione di grande disagio per i lavoratori il servizio continua a svolgersi regolarmente e questo solo grazie al grande senso di responsabilità e attaccamento al lavoro del personale. Pertanto anche l’attività educativa per disabili nei prossimi centri estivi sarà garantita ma contemporaneamente le Organizzazioni Sindacali valuteranno la possibilità di intraprendere azioni di protesta e legali nei confronti della cooperativa.
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