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MEDICI

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Medici e veterinari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale, medici convenzionati, medici del Parastato, dello Stato e di altri Enti Pubblici; medici penitenziari; medici dipendenti di strutture private, delle R.S.A., dalle ex IPAB, degli Istituti di Ricerca a carattere scientifico; medici liberi - professionisti; medici che operano nelle strutture universitarie, che risultino dipendenti del S.S.N.

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Le ultime notizie

24/08/2026 Sanità Case Comunità Marche, CISL:” Senza personale rischio strutture incomplete: servono più medici, infermieri e servizi integrati per dare risposte adeguate ai cittadini”
Le nuove Case di Comunità previste dal DM 77/2022, finanziate con risorse PNRR, individuate ed attuate dalla DGR Marche 403/2025 cosi come  recepite dagli Atti Aziendali delle Aziende Sanitarie Territoriali, «risultano operative ma ancora non complete nella dotazione dei servizi obbligatori previsti per l'assenza ancora di un adeguato numero  di personale fondamentale per adempiere  alla funzione principale per la quale sono state create:  ovvero potenziamento della sanità territoriale per garantire maggior prossimità di accesso ai servizi e presa in carico del bisogno di salute, riduzione del flusso di accesso in proprio verso il Pronto Soccorso ( oltre 70% degli accessi al PS sono  codici bianchi e verdi ), e la miglior gestione  della  complessità degli interventi codificati dal sistema come emergenza e urgenza» scrivono in una nota stampa Alessandro Contadini, Segretario generale aggiunto Cisl Fp Marche, Luca Talevi, Cisl Marche e Roberta Stopponi, Segretaria generale Cisl Medici Marche. «Le Case di Comunità saranno veramente funzionali al sistema sanitario regionale solo se dotate di capitale umano dedicato e formato, con professionisti sanitari in grado di gestire il flusso degli utenti che cercano risposte e prestazioni sanitarie. - proseguono  - Attualmente nelle Case di Comunità classificate come HUB, nei giorni prefestivi e festivi i servizi sono parziali e spesso la domenica risultano ancora non operative. Nella maggior parte dei casi, soprattutto nel fine settimana, l'infermiere si ritrova infatti da solo, supportato dal medico della continuità assistenziale che comunque non sempre è operativo in struttura. E' pertanto necessario incrementare il numero degli infermieri di famiglia e di comunità in tutte le AA.SS.TT, in una ottica di implementazione della dotazione organica. La nuova programmazione regionale per la formazione specifica, atta ad aumentare la dotazione di infermieri di comunità, che partirà dopo l'estate in ogni AA.SS.TT., rappresenta in tal senso un investimento importante per dare concretezza a quanto necessario garantire quotidianamente. » Tutte le case di comunità ( hub e spoke ) devono infatti assicurare: cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici e di prenotazione, integrazione con i servizi sociali.  «Anche la presenza dei medici di medicina generale in queste strutture territoriali risulta ancora parziale con la copertura di qualche ora il mattino e il pomeriggio dal lunedì al venerdì nonostante le Case della Comunità denominate spoke e hub siano aperte tutti i giorni. Pur plaudendo l'accordo raggiunto dalle AA.SS.TT.  con i MMG aderenti - in linea con l'accordo di utilizzo per il personale medico convenzionato- per garantire la copertura dal lunedì al venerdì, risulta evidente che tale impostazione debba essere ampliata e migliorata. A tal fine si deve procedere alla implementazione di dirigenti sanitari dedicati esclusivamente a questa realtà, cosi da assicurare la presenza costante del medico in struttura, in sinergia funzionale con l'”infermiere di famiglia”.» Per  Cisl Fp Marche, Cisl Marche e Cisl Medici Marche «è fondamentale strutturare meglio la presenza del medico nel fine settimana potenziando la funzione e la presenza del medico di continuità assistenziale, dove la carenza strutturale di risposta sanitaria nel territorio, induce l'utenza verso accessi impropri al Pronto Soccorso. L'infermiere non può essere lasciato solo a gestire le Case della Comunità per imperativi motivi medico -legali e per l'obbligo di salvaguardia della sicurezza e salute del paziente. Garantire la adeguata copertura medica significa evitare un pericoloso vuoto assistenziale che innescherebbe un improprio " rimbalzo" dei pazienti verso la rete ospedaliera per acuti e, successivamente, verso gli ospedali di comunità.» Per questi motivi secondo Cisl Marche e Cisl Fp e Cisl Medici  Marche, per far funzionare pienamente le strutture edificate nei tempi previsti dal PNRR,  ritengono fondamentale un costante monitoraggio sia con la Regione che con le singole Ast dello stato della situazione dei servizi operanti all'interno  delle Case della Comunità in ogni territorio con l'obiettivo di costruire concretamente una sanità più vicina ai cittadini, capillare e capace di garantire maggiore equità nell'accesso alle cure. La trasformazione dell'assistenza territoriale richiede non solo nuove strutture, ma modelli organizzativi capaci di renderle pienamente operative. Cisl Marche, Cisl Fp e Cisl Medici Marche ritengono infatti che le case della comunità, con adeguato personale all'interno, sono il fulcro della sanità territoriale ove medici di medicina generale, infermieri, assistenti sociali, lavorano in equipe condividendo responsabilità, percorsi assistenziali ed obiettivi di salute per garantire una presa in carico veramente integrata delle persone.
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10/03/2025 Roberta Stopponi è la nuova Segretaria Generale della CISL Medici Marche
Cambio al  vertice della CISL Medici delle Marche, nel corso del Congresso regionale, svoltosi nei giorni scorsi ad Ancona: la dott.ssa  Roberta Stopponi, medico competente presso l’Azienda Sanitaria di Macerata, è stata eletta all’unanimità Segretaria Generale della CISL Medici Marche. In squadra con la neo Segretaria generale sono stati eletti il dr. Stefano Cenerelli e la dott.ssa Anna Rita Bonfigli. Nel suo breve intervento, la nuova Segretaria, dopo avere ringraziato per la fiducia ricevuta, ha affermato che si impegnerà a proseguire il lavoro già intrapreso dai suoi predecessori il dr. Gabriele Brandoni  e ancor prima  il dr. Massimo Boemi.  «La sanità sta attraversando un momento complesso c’è  la necessità di valorizzare  il dialogo con i Dirigenti medici e Sanitari che rappresentiamo – ha dichiarato la Segretaria Generale  Roberta Stopponi unitamente ai colleghi di Segreteria, a margine dello scrutinio – Siamo impegnati a portare avanti un  confronto costruttivo e propositivo con le controparti, sia a livello aziendale che regionale, nella convinzione che  ogni passo va a favore degli operatori sanitari, a difesa  degli interessi professionali della categoria, nella corretta e rapida applicazione del contratto di lavoro e degli istituti previsti, dallo sblocco della graduazione degli incarichi  ad una adeguata definizione degli atti aziendali in discussione con l’obiettivo di favorire il miglioramento della salute della  collettività» Sono intervenuti al Congresso CISL Medici il Segretario nazionale della CISL Ignazio Ganga e il Segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, che hanno sottolineato l’importanza del lavoro svolto dai medici e dal personale sanitario, in un periodo particolarmente complesso per il settore. La CISL Medici Marche si prepara ad affrontare le sfide future con rinnovato impegno, ponendo al centro della propria azione la valorizzazione della professione della Dirigenza  Medica e Sanitaria, il miglioramento delle condizioni di lavoro e il potenziamento del sistema sanitario regionale.
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15/06/2023 “Salviamo la sanità pubblica” Sit -in all'Ospedale di Torrette
“Salviamo la sanità pubblica”. Medici, veterinari, dirigenti sanitari, associazioni di cittadini e pazienti oggi giovedì 15 giugno si sono  mobilitati in difesa del Servizio sanitario nazionale in tutta Italia. Anche le Marche non hanno fatto eccezione e, come nelle altre regioni, a promuovere l’iniziativa  congiuntamente sono stati: CISL Medici, Fp Cgil medici e dirigenti Ssn,  Coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica, veterinaria e sanitaria Uil Fpl,  l’Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac, Fassid, Fvm Federazione veterinari e medici. Sit-in  alle ore 11, 00 ad Ancona,  davanti all’ingresso dell’Ospedale Regionale di Torrette e poi  l’assemblea nell’Aula Totti con i segretari regionali dei sindacati di categoria che hanno organizzato la mobilitazione. Insieme ai sindacati dei medici e dirigenti sanitari le associazioni dei cittadini e dei pazienti con l’obiettivo di sollevare una voce unica a difesa della sanità pubblica e del Servizio Sanitario Nazionale afflitto da storiche carenze di personale e riorganizzazioni sul territorio ma mal si conciliano con detta mancanza di professionisti della sanità di difficile reperibilità soprattutto per talune specializzazioni. La carenza di operatori sanitari attraversa tutta l’Italia senza distinzione tra Nord e Sud. Mancano medici ospedalieri, di famiglia, pediatri di libera scelta e infermieri, ma il fenomeno della desertificazione sanitaria diventa esplosivo soprattutto le aree interne. Il problema rischia di non essere colmato dai fondi messi a disposizione dal Pnrr perché tali fondi non possono essere utilizzati per ovviare alle carenze di personale. Alle mancanze di risorse umane seguono le sempre più difficili condizioni di lavoro per il personale il servizio, la difficoltà sempre crescente a conciliare i tempi di vita con quelli di lavoro, le tensioni in termini di sicurezza nei Pronto Soccorso, le difficoltà a riconoscere le professionalità dei medici in servizio e la definizione di percorsi chiari di carriera. Il Piano sanitario regionale che la giunta regionale ha varato nelle scorse settimane ha azzerato Asur e Marche Nord e creato le 5 Ast provinciali dovrà passare al vaglio dell’assemblea legislativa entro l’estate ma il tema resta quello della carenza di personale e dei precari non stabilizzati. La carenza non riguarda solo i medici. Secondo i sindacati nelle Marche servirebbero 7mila lavoratori per dare concretezza alla riforma del sistema sanitario regionale molti dei quali già in servizio dall’epoca Covid parte dei quali in attesa di stabilizzazione.    
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28/04/2023 Carenza medici e le criticità della sanità marchigiana Intervista di Radio Arancia a Gabriele Brandoni, Segretario Generale CISL Medici
Carenza medici e le criticità della sanità marchigiana: intervista radiofonica a cura di Luigi Brecciaroli per Radio Arancia  a Gabriele Brandoni, Segretario Generale CISL Medici Marche   
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02/12/2022 Sanità Marche: manifestazione unitaria per chiedere risorse, stabilizzazioni e protagonismo dei lavoratori
Una ampia e numerosa rappresentanza di tutte le realtà del servizio sanitario regionale (circa 150 persone) ha aderito alla manifestazione regionale organizzata dalle categorie confederali del pubblico impiego e dei medici marchigiani. Lavoratori, Rsu e sindacati chiedono che l'applicazione della riforma della sanità marchigiana sia condivisa, territorio per territorio, che si dia priorità al personale, che si garantiscano le stabilizzazioni e si sviluppi un modello di relazioni sindacali che vedano costanti confronti con le rappresentanze dei lavoratori. I lavoratori, stremati da due anni di pandemia, chiedono risorse adeguate nei Fondi di Produttività, valorizzazione delle professionalità e piena applicazione dei contenuti del nuovo CCNL. Alla Regione si chiede pertanto l'immediata apertura di tavoli regionali e territoriali in grado di dare risposte alle legittime istanze dei lavoratori e disegnare la sanità marchigiana del prossimo futuro, che deve vedere i lavoratori protagonisti e non può prescindere da stabilizzazione degli oltre 400 precari in scadenza al 31 dicembre e dalla proroga delle graduatorie in essere.
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30/11/2022 Sanità non se ne può più manifestazione regionale ad Ancona
Venerdì 2 dicembre manifestazione regionale sanità pubblica promossa e organizzata dalle segreterie regionali di Fp Cgil, Fp Cgil Medici, Cisl Fp, Cisl Medici  Uil Fpl Marche, Uil Medici. Ad Ancona ore 11.00  in piazza del Plebiscito presidio dei lavoratori della sanità pubblica per chiedere alla politica regionale: assunzioni, risorse, stabilizzazioni, il riconoscimento delle professionalità ed una Riforma Regionale della sanità condivisa con Rsu e sindacati . A poche settimane dall'entrata in vigore dei contenuti della nuova legge regionale necessita un confronto vero in grado di dare risposte ai lavoratori che dovranno concretamente  realizzare nel territorio  gli obiettivi chiesti dalla normativa in vigore dal 1 gennaio 2023. Nessun nuovo modello sanitario può prescindere dal personale, da adeguate dotazioni organiche , da fondi che tengano in conto , dopo i terribili anni del Covid, delle professionalità dei lavoratori , ancora spesso precari ed in attesa di stabilizzazione. Obiettivi che si possono raggiungere solo ed esclusivamente con la massima partecipazione in ogni realtà di Rsu e delle organizzazioni sindacali. Per questo  operatori sanitari e medici scendono in piazza  per chiedere l'immediato intervento della politica regionale con risposte concrete. 
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