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CISL FUNZIONE PUBBLICA

Cisl Marche News

17/01/2020 I Pensionati di Cgil Cisl e Uil lanciano l'allarme: le pensioni dei marchigiani sono sempre più povere
Nel 2019 nelle Marche sono state erogate 631.540 pensioni. L'84% sono prestazioni previdenziali in senso stretto, mentre il restante 16% sono prestazioni di tipo assistenziale. L'importo medio di una prestazione previdenziale nelle Marche è di 990 € mensili lordi, che scende a € 831 se si considerano solo le prestazioni erogate agli ex dipendenti del settore privato (il 71% del totale) Significative sono anche le differenze di genere. Se gli uomini percepiscono in media € 1.218 lordi mensili, le donne arrivano a € 705. Una differenza di € 513 euro che per le ex lavoratrici dipendenti arriva a 628 € euro. L'importo medio delle prestazioni assistenziali è invece di € 439 mensili lordi. Il 62% delle prestazioni previdenziali erogate nelle Marche hanno un importo inferiore a 1.000 € mensili lordi. Nelle Marche, infine, sono state erogate nel 2019 più di 53.000 indennità di accompagnamento, delle quali sono destinatarie persone in condizione di completa non autosufficienza. Questi numeri, elaborati dalle Federazioni dei pensionati di SPI FNP e UILP Marche a partire da dati ufficiali INPS, denotano una situazione preoccupante. «Siamo ben lontani – sostiene il Segretario generale dello SPI Cgil Marche Elio Cerri - dalla narrazione dominante di una categoria sociale, quella dei pensionati appunto, di ricchi privilegiati. Tra i pensionati italiani, e nello specifico tra quelli marchigiani, ci sono tantissime persone che stanno di fatto scivolando verso la soglia di povertà. Nonostante ciò, durante tutto questo decennio di crisi abbiamo cercato con tutti i mezzi di sopperire alle carenze del sistema pubblico di welfare aiutando ogni giorno figli e nipoti, regalando tempo e soldi, pagando bollette e rate dei mutui, assistendo nipoti e coniugi non autosufficienti». «Come confermato recentemente anche dall'Istat – prosegue il Segretario generale della FNP Cisl Marche Mario Canale - la presenza di un pensionato all'interno di nuclei familiari vulnerabili ha consentito di dimezzare l'esposizione al rischio di povertà. In cambio di questo contributo alla tenuta della coesione sociale abbiamo ricevuto ben poco. Pensioni che non vengono rivalutate da 7 anni (la mini rivalutazione di 53 centesimi al giorno operata dalla Legge di bilancio è una beffa scandalosa), carico fiscale tra i più alti dell'Unione Europea, nessun diritto esigibile a prestazioni socio assistenziali e sanitarie quando non siamo più in grado di cavarcela da soli». «Per queste ragioni – conclude la Segretaria generale della UILP Uil Marche Marina Marozzi - le Federazioni dei pensionati di SPI FNP e UILP, a tutti i livelli, stanno portando avanti una mobilitazione che ci ha visti scendere ripetutamente in piazza nello scorso anno. Siamo stati a Roma il 1 giugno e il 16 novembre scorso, per poi incontrare Sindaci, Prefetti, rappresentanti della Regione Marche e Parlamentari su tutto il territorio regionale negli ultimi giorni dell'anno. Senza risposte da parte del Governo la mobilitazione proseguirà nei prossimi mesi, a sostegno delle nostre rivendicazioni, che riflettono una questione di dignità». In estrema sintesi, SPI FNP e UILP Marche chiedono una giusta rivalutazione dei trattamenti pensionistici, il cui potere d'acquisto si è drammaticamente ridotto negli ultimi anni, la riduzione del carico fiscale sui redditi medio bassi da pensione e lavoro e l'aumento delle risorse per la sanità pubblica e per l'assistenza socio sanitaria alle persone non autosufficienti, sia anziane che non. I pensionati italiani vogliono continuare ad aiutare le loro famiglie e il loro Paese, ma hanno bisogno di un sostegno concreto ed urgente.
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17/01/2020 P come Prevenzione: salviamo il Pianeta La Fnp Cisl incontra gli studenti dell’ISS Mazzocchi – Umberto I di Ascoli Piceno
Prendersi cura del pianeta è una responsabilità che coinvolge tutte le generazioni, non solo i più giovani: per questo il Coordinamento Donne della Fnp Cisl di Ascoli Piceno ha deciso di organizzare un incontro a tema con gli studenti dell’Istituto Superiore Mazzocchi – Umberto I che si terrà mercoledì 22 gennaio alle ore 9.30 presso l’Aula Magna dell’istituto scolastico ascolano, in Via Marche 11. Un’iniziativa che vedrà la partecipazione di Legambiente e del Gruppo Forestale dei Carabinieri di Ascoli Piceno per sensibilizzare i giovani studenti a fare prevenzione per salvaguardare l’ambiente. Durante i lavori, introdotti da Rosandra Ciarrocchi della Fnp Cisl di Ascoli Piceno, interverranno il Tenente Colonnello Giovanni Luzi,  il Maresciallo Luca Bagnara, il prof. Corrado Santini dell’ISS Mazzocchi – Umberto I, il dott. Marco Ciarulli, direttore di Legambiente Marche, e Mario Canale, Segretario Generale della Fnp Cisl Marche. Coordina Marsilio Antonucci, responsabile della Fnp Cisl di Ascoli Piceno. Tra i temi, la salvaguardia degli ecosistemi in relazione ai mutamenti climatici, antropizzazione ed energie rinnovabili, l’economia circolare nell’era dei cambiamenti climatici. Spazio anche agli interventi degli alunni del triennio di Tecnologie Ambientali.
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16/01/2020 Riorganizzazione ASUR, previsti 130 tagli agli incarichi. Sindacati dei Medici sul piede di guerragli
  L’Intersindacale ASUR dei veterinari e medici, che rappresenta i 1.230 dirigenti dell' ASUR, pari al 74 %, annuncia lo stato di agitazione e di mobilitazione dei lavoratori con assemblee e incontri con la cittadinanza  in tutte le aree vaste  e chiede «con urgenza al Direttore Generale ASUR, dott.ssa Storti, un confronto  in merito, alla determina n. 742 del 31.12.2019, relativa alla  riorganizzazione della articolazione aziendale dell' ASUR, che prevede la soppressione di 130 incarichi fra strutture complesse e semplici, contestando sia il merito che  il metodo utilizzato» lo scrivono in una nota le Segreterie regionali della Intersindacale veterinaria e medica Asur, FVM, CIMO, FASSID, FESMED, CISL MEDICI, CGIL, ANPO, UIL.     In particolare si  contesta nel metodo  «il fatto che il  23.12.2019, l’ ASUR  ha trasmesso alle OO.SS il testo del Piano di riorganizzazione aziendale dell' ASUR , senza un preventivo confronto  né con le OO.SS., né con la Conferenza dei Sindaci, né con le delegazioni trattanti di Area Vasta , necessario per analizzare il testo del documento,  senza dare alcuna informativa . Il  31 dicembre 2019  l' ASUR ha pubblicato la determina di riorganizzazione aziendale,   senza rispettare  le normali regole delle relazioni sindacali in vigore. - precisano i rappresentanti sindacali, tra i quali il Segretario Generale della Cisl Medici, Gabriele Brandoni - Si contesta nel merito la determina  poiché taglia brutalmente 130 incarichi fra strutture complesse e semplici, in modo non omogeneo e difforme  tra le 5 Aree Vaste , senza potenziare le strutture territoriali e le cure intermedie per la cronicità, con la conseguenza che si verrà a determinare un pesante disservizio per i cittadini e serie difficoltà per i Medici e Veterinari nello svolgere il loro impegno professionale .» La Intersindacale ASUR ritiene  inoltre «che la determina n. 742, poiché ha una valenza molto ampia e  vasta, riguardando gli effetti sulla salute di  tutti i cittadini e sui lavoratori,  avrebbe avuto bisogno di  un confronto corretto e scientifico fra le parti, ciò avrebbe potuto permettere di dare risposte quali-quantitative più efficaci per i cittadini  e attuare condizioni lavorative più adeguate per i dirigenti sanitari , sia pure nel rispetto delle norme nazionali.»   
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15/01/2020 Berloni: si allungano i tempi per trovare una soluzione
Tempi più lunghi per trovare una soluzione al rebus della Berloni: in attesa che si manifestino proposte concrete di interesse da chi intende rilevare l'azienda, i lavoratori rischiano di rimanere senza reddito. A gennaio saranno solo 3 i giorni di produzione e il pericolo è di perdere contratti già stipulati facendo così scemare il valore dell'azienda. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Paolo Ferri, Segretario regionale Filca Cisl Marche
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15/01/2020 Incidente mortale nel cantiere Inrca di Ancona: i sindacati esprimono cordoglio e chiedono più tutele e controlli
Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL di Ancona esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita nel cantiere del nuovo Ospedale di Ancona Sud-Inrca nella mattina di mercoledì 15 gennaio. Dopo Lucca e Milano siamo al terzo infortunio mortale nei cantieri da inizio dell'anno e al primo nelle Marche. Da inizio 2020 sono già 18 le morti bianche in Italia, numeri inquietanti che purtroppo seguono i trend occupazionali. Un bollettino che sembra essere quello di una “guerra” e non quello di un paese civile che vuole ripartire. Non ci abitueremo mai ad accostare la perdita di una persona al lavoro: strumento di autonomia, emancipazione, costruzione di una vita piena all’interno della comunità. Oggi per noi è il momento del dolore, da domani bisogna che si ritrovi la giusta attenzione su un tema che è di fondamentale importanza soprattutto in un settore dove il rischio di infortunio grave o morte è tanto elevato. Chiederemo un incontro per comprendere e far luce sulle dinamiche dell’incidente sia alla committenza pubblica che al consorzio di impresa che sta realizzando l’opera, per tracciare le responsabilità o le eventuali omissioni: non è possibile accettare che in una grande opera pubblica o in un cantiere si continui a perdere la vita, specialmente nelle Marche, che negli ultimi anni e nei prossimi, sono investite da un importantissimo impegno infrastrutturale e dalla ricostruzione post sisma anche in relazione ai futuri cantieri di edilizia sanitaria. È chiaro però che il tema che per noi si ripropone deve essere la sicurezza nei cantieri e l'unicità del contratto edile con le sue specificità e peculiarità, che riguardano la formazione e la prevenzione presso i nostri enti bilaterali di settore, fatte salve poche e ben definite lavorazioni. Purtroppo, molto spesso assistiamo nei cantieri marchigiani alla fuga dal contratto edile e quindi ad un dumping contrattuale che abbassa di fatto il livello delle tutele contrattuali. Solo applicando il corretto contratto nazionale di riferimento si avranno quelle tutele in termini di formazione, prevenzione e sicurezza che possono far la differenza tra la vita e la morte. Crediamo, inoltre, che la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro vada di pari passo con la qualificazione delle imprese, non tutti i soggetti economici secondo noi dovrebbero intraprendere un’attività economica edile per farlo non bisogna avere sole le capacità economiche adeguate ma anche una competenza e formazione adeguata. Per questo chiediamo l’applicazione dell’art. 27 del DGLS 81/08 che prevede l’introduzione della patente a punti per le imprese. Ci aspettiamo che tutti gli organi competenti, le istituzioni e la magistratura, in tempi brevi, possano fare chiarezza su quanto avvenuto.  
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CISL FP MARCHE News

17/01/2020 Nuova Soprintendenza delle Marche: opportunità e riconoscimento del territorio
La Cisl Fp Marche accoglie con favore la proposta di istituire la nuova Soprintendenza per le province di Ascoli, Fermo e Macerata con sede ad Ascoli Piceno, contenuta nei decreti attuativi del DPCM che riorganizza il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.   «L’istituzione di questo nuovo Ufficio – dichiara Francesco Todaro, Segretario Regionale CISL FP Marche – riconosce non solo il valore del nostro territorio dal punto di vista storico e artistico, ma valorizza anche l’apporto in termini di capacità ed efficacia di gestione del patrimonio e del territorio da parte dei lavoratori marchigiani del Ministero».   «Come Cisl siamo orgogliosi di questo risultato, perché da soli ci eravamo opposti all’intenzione del precedente Ministro di ridurre le sedi dirigenziali e i centri di spesa in Regione, con la conseguenza di perdere peso nell’assetto politico del Ministero, mentre questa riorganizzazione aumenta addirittura gli Uffici marchigiani riconoscendo lo straordinario valore della nostra Regione - prosegue Todaro -.Rimaniamo ora in attesa della pubblicazione definitiva degli atti per procedere a un confronto locale con l’Amministrazione per analizzare le modalità di gestione di questo passaggio e le eventuali ricadute occupazionali sul territorio, garantendo al massimo le esigenze del personale oggi in servizio, affinché non venga in alcun modo danneggiato, ma soprattutto perché nel prossimo futuro venga previsto un adeguato incremento dell’organico regionale attraverso nuove assunzioni dai  concorsi pubblici».   «La nuova gestione Franceschini al MiBACT – dichiarano Valentina Di Stefano e Giuseppe Nolè, coordinatori nazionali CISL FP MiBACT – si apre sotto buoni auspici e con una nuova capacità di ascolto delle esigenze dei lavoratori. Le nuove soprintendenze permetteranno di rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso una presenza ancora più capillare sul territorio, garantendo inoltre uno snellimento dei tempi delle procedure a vantaggio di cittadini, enti locali e imprese».
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17/01/2020 Polizia locale di Jesi: incrementare il personale lavorando insieme per la sua valorizzazione
Il comando del Comune di Jesi, da anni ormai, nonostante il ridotto numero di agenti per una città di 40.000 abitanti, si è da sempre dimostrato all’altezza di svolgere i propri compiti in modo organizzato ed efficiente. Il servizio viene garantito da un’organizzazione che prevede la presenza di agenti altamente specializzati in diversi ambiti, alcuni dei quali possiedono una elevata professionalità in tutte quelle attività sia esterne, per le quali vene garantita anche contratto nazionale una specifica indennità stabilita poi dal contratto decentrato, che interne, come centrale operativa, controllo varchi, permessi, rilascio autorizzazioni, gestione sanzioni amministrative accessorie, documenti ritirati, gestione contabile delle sanzioni e ruoli per l'agente della riscossione. Tali specializzazioni, e anche una suddivisione più settoriale di alcune funzioni, determina una maggior presenza sul territorio di alcuni agenti rispetto ad altri, ma tutti ugualmente  svolgono i vari compiti per un obbiettivo condiviso, eseguendo i compiti assegnati e percependo legittimamente l'indennità di vigilanza garantita dallo svolgimento delle funzioni di polizia giudiziaria, polizia stradale e ausiliarie di pubblica sicurezza. Pertanto è importante, oltre all’incremento del personale, che si operi maniera propositiva per la sua valorizzazione e per migliorare ulteriormente i servizi offerti ai cittadini. Su questo duplice obbiettivo troveranno i sindacati pronti al confronto.
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16/01/2020 Bignamini Don Gnocchi, di Falconara. Lavoratori in stato di agitazione per i nuovi turni di lavoro imposti dalla direzione
«Nelle assemblee svolte lo scorso 8 gennaio  presso il centro di Falconara Marittima, le lavoratrici ed i lavoratori del Bignamini - Fondazione Don Gnocchi - delle Marche, hanno dichiarato lo “stato di agitazione” in conseguenza alla decisione assunta dalla Direzione di modificare – unilateralmente - gli orari di lavoro del personale delle Marche, introducendo matrici di turni non condivise dai lavoratori» è  quanto scrivono in una nota stampa  A.Mancinelli Cisl Fp e A. Beltrani Fp Cgil.  Le assemblee hanno infatti evidenziato le molteplici problematiche emerse con la nuova turnazione introdotta dal 1 gennaio 2020, «ribadendo non solo le questioni che erano già state segnalate alla Direzione locale e a quella Generale di Milano, ma hanno evidenziato anche alcune ulteriori difficoltà  come l' eccessiva onerosità dei carichi di lavoro; la necessità di un congruo orario specifico per lo svolgimento di attività di programmazione, sistemazione delle cartelle/schede dei pazienti, calling telefonico verso gli utenti ambulatoriali e di formazione; l'esigenza di forme di flessibilità per conciliare i tempi di vita e lavoro, con particolare attenzione alle necessità di cura dei propri familiari e all’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e la durata della pausa pranzo.»   A questo  si sommano, inoltre altre problematiche come:  · l' inopportunità di cambiare la turnazione a metà dell’anno scolastico per i professionisti operanti con i minori, (tale cambiamento infatti ha generato anche gravi disagi per gli utenti e le loro famiglie in quanto i piani di intervento terapeutico sono concordati a settembre con le scuole, con le associazioni che curano il trasporto e con le famiglie per l’intero anno scolastico); ·      ·  la difficile applicabilità di matrici orarie identiche applicate a servizi che richiedono organizzazioni diverse, quali ad esempio: l’attività per l’età evolutiva (trattamento dei bambini) e attività per l’età adulta;   ·   la   difficile applicabilità dei turni di lavoro assegnati al personale che svolge attività domiciliare; ·     ·  la necessità di chiarire e separare formalmente all’interno dei modelli di turni orari introdotti per i turnisti i tempi dedicati alla vestizione e da quelli destinati alla pausa obbligatoria.     Le organizzazioni sindacali ed i lavoratori avevano chiesto di sospendere l’entrata in vigore dei nuovi turni per  consentire un compiuto confronto  sindacale,  «ma la Direzione  ha deciso, unilateralmente, di  procedere con l’applicazione dei nuovi modelli di orario dal primo Gennaio 2020»  - sottolineano Mancinelli e Beltrami -  «Per questo,  giudicata tale decisione improvvida e inopportuna, abbiamo deciso, insieme ai lavoratori,  di indire lo stato di agitazione in attesa del prossimo incontro programmato per il 24 gennaio , auspicando che in tale sede possano trovare accoglimento le legittime richieste dei lavoratori, finalizzate anche al mantenimento di un buon servizio per i pazienti» Il Resto del Carlino - Ancona 17/01/2020
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13/01/2020 Concorsi pubblici nelle Marche: in media 50 candidati per ogni posto in palio. A breve il percorso formativo della Cisl Fp per aspiranti infermieri a tempo determinato a Torrette
Cresce anche nelle Marche il desiderio di un posto nella pubblica amministrazione. Molte le richieste che giungono per ogni bando di selezione. Oltre 7.000 infermieri entro le prossime settimane affronteranno la preselezione per infermieri a tempo indeterminato; quasi 6.000 persone hanno presentato domanda nelle settimane scorse per accedere alle preselezioni per dipendente amministrativo nel sistema sanitario regionale (funzionario e assistente); e aumenta sempre più il numero dei partecipanti alle varie selezioni indette dai singoli comuni.   Da una analisi condotta dal centro studi della Cisl Fp Marche, il rapporto tra candidati e posti messi a selezione è di almeno uno a cinquanta. Sono altresì migliaia i marchigiani che hanno inviato domanda di partecipazione a concorsi nazionali indetti per enti come Inps o Ministeri. I dati non sorprendono, dal momento che nella nostra regione il tasso ufficiale di disoccupazione è del 7.5%, mentre sono in aumento le donne ed i laureati che evidenziano difficoltà a trovare un posto di lavoro adeguato al percorso di studio conseguito. Molti i concorsi che saranno banditi nel primo semestre 2020 alla luce delle forti uscite per pensionamento dei lavoratori pubblici legate anche a quota 100. Il Comune di Ancona ha anticipato nei giorni scorsi bandi per assistenti e funzionari amministrativi, ma complessivamente gran parte dei comuni bandirà concorsi per molteplici profili professionali: dagli amministrativi, ai tecnici, alla polizia municipale. Importante in questa fase per i tanti comuni colpiti dal sisma, che si proroghino i rapporti di lavoro degli oltre 200 lavoratori a tempo determinato in essere e si avviino procedure di stabilizzazione per il personale che sta operando per supportare la difficile opera della ricostruzione Nell'immediato si prevedono  centinaia di domande  per il concorso, bandito nei giorni scorsi dalla Regione Marche, per collaboratore ai servizi di supporto, ed anche per l'avviso, a tempo determinato, per infermieri presso gli Ospedali Riuniti di Ancona: giunte quasi mille domande. Per quest'ultima selezione è ancora possibile accedere al corso di formazione, organizzato dalla Cisl Fp Marche, che si avvierà il prossimo 17 gennaio. Per informazioni è possibile contattare l'indirizzo di posta elettronica  s.cristofanelli@cisl.it
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16/12/2019 Sei milioni di euro in meno per il personale dell'Area Vasta 1, ma negli ospedali dell'entroterra mancano medici e sanitari
Alessandro Contadini, Cisl Fp Marche e Maurizio Andreolini, Giovanni Giovanelli e Leonardo Piccinno delle Ast Cisl di Pesaro, Fano e Urbino, rilevano che «si è verificata una importante riduzione del budget dell'Area Vasta , che risulta la più penalizzata rispetto alle altre Aree Vaste. La spesa consolidata è scesa da 352 milioni di euro del bilancio definitivo 2018, a 343 nel bilancio di previsione 2019, e a 338 milioni negli ultimi aggiornamenti. In un anno, il budget dell'Area Vasta ha avuto una contrazione di 14 milioni di euro. In questo contesto, la spesa del personale è diminuita di quasi 6 milioni di euro (da 260 a 254), a fronte di un problema diffuso di assunzioni, sia sul comparto medico, sia su quello sanitario (infermieri e tecnici). La preoccupazione sindacale resta elevata nonostante i recenti correttivi Asur del piano occupazionale (proroga dei precari). Il turnover è carente, il personale che cessa dalle proprie funzioni a vario titolo, vedi pensionamenti o mobilità verso altri enti, non viene sostituito. Oltre al nodo del taglio della spesa, evidenziamo anche che il sistema di reclutamento del personale non funziona. Il Centro di Reclutamento Unico Regionale, infatti, ha tempi di chiamata del personale da assumere molto lunghi, e questa modalità di lavoro non collima con le esigenze delle aree vaste». Entrando nelle situazioni specifiche delle strutture sanitarie dell'entroterra, Cisl Fp Marche e Ast Cisl Pesaro, Fano, Urbino sottolineano che «mancano medici al pronto soccorso di Urbino, così come mancano pediatri, biologi e radiologi. Al laboratorio analisi di Urbino mancano almeno quattro tecnici e non c'è una graduatoria dalla quale attingere. Drammatica la situazione del Centro trasfusionale: a fine mese andranno in pensione due tecnici a fronte di quattro impiegati, e non sono in programma ad oggi sostituzioni. La conseguenza è inevitabile: se non si sostituisce il personale, ci sarà una contrazione dei servizi». Da Urbino a Pergola, dove «da più di un anno il radiologo uscito in mobilità verso un'altra azienda non è stato rimpiazzato. Questa situazione si riverbera sul numero delle prestazioni che si possono fare in quel presidio, oltre alla necessaria copertura del punto di primo intervento. Il personale della Radiologia di Pergola viene infatti spostato a coprire turni di lavoro in altre sedi. Al laboratorio analisi di Pergola dal primo dicembre manca un biologo, che anche in questo caso non verrà sostituito. Ad oggi l'attività viene portata avanti da personale laureato che di volta in volta si sposta da Urbino, oppure attraverso la refertazione da remoto direttamente da Urbino. Questa carenza di personale si va ad inserire, per l'ospedale di Pergola, in un quadro già critico per le note vicende di ristrutturazione dell'edificio e per lo spostamento della chirurgia verso Urbino, con la sospensione di tutta l'attività chirurgica a Pergola. Con questi numeri, il riconoscimento regionale dell'area disagiata rimarrà solo sulla carta, in quanto è subordinato al rispetto delle norme e vincoli nazionali». La Cisl puntualizza di «non voler fare strumentalizzazioni o agevolare e proporre logiche campanilistiche, ma è chiaro che a Fossombrone, ospedale di comunità, che la riforma sanitaria regionale ha svuotato di funzioni ospedaliere, sta nascendo un polo diagnostico, che presagisce nell'immediato futuro la sua probabile gestione ad un privato. Non abbiamo nulla in contrario all'ingresso di un privato, ma deve avvenire sempre in un'ottica di integrazione del pubblico. Quello che sta succedendo a Cagli, Sassocorvaro, già date in concessione al privato, a Fossombrone, sembra essere l'esatto contrario. La mera sostituzione del pubblico con il privato, senza aumento di servizi alle comunità territoriali e senza chiarire quale sia ruolo nella sanità provinciale. Anche nella recente proposta di piano sanitario approvato dalla IV Commissione non viene spiegato quale sia il rapporto tra pubblico e privato nella gestione delle strutture sanitarie regionali».
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