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Cisl Marche News

07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
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07/08/2026 Operai al lavoro con il caldo l'allarme della FILCA CISL Marche
Nonostante il divieto di lavoro nelle ore più calde, le segnalazioni di violazioni si moltiplicano. Jacopo Lasca Segretario FILCA CISL Marche al TGR Marche:«Trenta casi in tutta la regione, la produzione non vale quanto una vita.» Il termometro sale, scatta il "bollino rosso", ma in molti cantieri delle Marche le macchine non si fermano. Nonostante la Regione Marche abbia emesso un'ordinanza specifica che vieta le attività lavorative nei settori più esposti durante le ore centrali della giornata, la realtà dei fatti racconta una storia di diffusa inosservanza. Secondo quanto denunciato dalla FILCA CISL, il rispetto del provvedimento è ancora lontano dall'essere soddisfacente. Il sindacato riceve segnalazioni quasi quotidianamente: ad oggi sono circa una trentina i casi accertati a livello regionale di operai costretti a lavorare sotto il sole cocente. Sebbene in alcuni casi sia stato possibile attivare la cassa integrazione per eventi meteorologici, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano come il rischio legato alle alte temperature non possa più essere gestito come un’eccezione passeggera. Il caldo estremo nei mesi estivi è ormai un rischio strutturale e non più una semplice emergenza temporanea. L'attenzione delle autorità e della FILCA CISL resta massima, ma viene chiesto anche l’aiuto della società civile. Ogni cittadino che ravvisi il mancato rispetto delle norme può intervenire: per segnalare operai al lavoro nelle fasce orarie vietate è sufficiente rivolgersi al comando dei vigili urbani del proprio comune. Il punto critico resta la fascia oraria compresa tra mezzogiorno e le 16,00. In questo intervallo, l'esposizione diretta al sole è considerata un pericolo gravissimo per chiunque, ma diventa insostenibile per chi svolge mansioni fisiche pesanti nei cantieri.  
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06/08/2026 CASO TOOLK: LA CASSAZIONE CHIUDE SEI ANNI DI BATTAGLIA. UNA VITTORIA PER LE LAVORATRICI, I LAVORATORI E PER TUTTO IL TERRITORIO
Con la sentenza della Corte di Cassazione del luglio 2026 si chiude definitivamente, dopo sei lunghi anni, una delle vertenze più complesse e dolorose del territorio fermano. Il pronunciamento consentirà a decine di lavoratrici e lavoratori di ricevere finalmente le somme dovute a titolo di trattamento di fine rapporto, riconoscendo un diritto che non avrebbe mai dovuto essere messo in discussione. La vicenda Toolk ha lasciato una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico locale. Nell’agosto del 2020, mentre ai dipendenti veniva comunicato il licenziamento, la società veniva incorporata in un’azienda statunitense, lasciando i lavoratori privi delle competenze di fine rapporto maturate nel corso degli anni. Da quel momento FEMCA CISL e FILCTEM CGIL hanno accompagnato i lavoratori in un lungo percorso sindacale e legale, affrontato con determinazione, responsabilità e fiducia nella giustizia. Quella della Toolk non è stata soltanto una vertenza aziendale. È stata una battaglia di civiltà, di legalità e di rispetto della dignità del lavoro, a partire dalla decisione del tribunale di Fermo sezione Fallimentare che, già dalla dichiarazione di fallimento del 2021, nel pieno rispetto e corretta interpretazione ed applicazione della normativa vigente, nazionale e comunitaria,  dava così risposta alle istanze di giustizia degli oltre 80 dipendenti e delle loro famiglie.   Le trasformazioni societarie, anche quando complesse e internazionali, non possono diventare uno strumento per indebolire o cancellare i diritti delle persone. Questa sentenza conferma la correttezza dell’impianto decisorio del Tribunale di Fermo, che ha sempre tenuto nei vari gradi di merito e di legittimità, dando lustro al nostro territorio per l’Ufficio Giudiziario altamente competente e  restituisce giustizia ai lavoratori confermando il valore dell’azione sindacale quando viene esercitata con costanza, competenza e unità. FEMCA CISL e FILCTEM CGIL continueranno a rappresentare sul territorio un presidio di legalità sociale, impegnato a difendere il lavoro, il rispetto delle regole e la costruzione di un sistema produttivo sano, responsabile e capace di mettere al centro le persone. «Il nostro pensiero - commentano le Segreterie FILCTEM CGIL-FERMO e FEMCA CISL-MARCHE - torna a quel 14 agosto del 2020. Ancora oggi facciamo fatica a comprendere la scelta di comunicare, alla vigilia di Ferragosto, il licenziamento a tante lavoratrici e tanti lavoratori. Ricordiamo il loro stato d’animo, quello delle famiglie e la responsabilità che sentimmo, come sindacato, di non lasciarli soli. Sono stati sei anni di impegno, passione e determinazione. Sei anni nei quali non abbiamo mai smesso di credere che quei diritti dovessero essere riconosciuti. Cercavamo giustizia. Alla fine, l’abbiamo trovata.»
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05/08/2026 Senigallia, rette delle residenze protette Sindacati:" Serve un coinvolgimento degli enti locali"
Nelle ultime settimane sono stati annunciati aumenti delle rette nelle residenze protette nella zona di Senigallia, in alcuni casi di oltre 200 € mensili. Come OO.SS. CGIL CISL UIL di Senigallia e relative federazioni dei pensionati SPI – FNP – UILP, riteniamo indispensabile costituire un tavolo di confronto nell’ ambito dell’ Unione dei comuni che possa affrontare il tema dell’accesso, dei costi e dell’adeguatezza delle prestazioni nelle residenze protette del territorio. Registriamo infatti la contemporanea presenza di lunghe liste di attesa per accedere alle residenze protette e rette in aumento, in un contesto che vede tipologie di utenti progressivamente più gravi. Sappiamo che a fine settembre è prevista l’emanazione di bandi per l’assegnazione di voucher di 250€ mensili a sostegno del pagamento delle rette attraverso risorse individuate dalla Regione Marche. Intervento che abbiamo già giudicato positivo, ma che con ogni probabilità non sarà sufficiente a coprire i bisogni. Per tale motivo chiediamo che vi sia la disponibilità da parte degli Enti Locali ad integrare le risorse attualmente disponibili per ampliare la platea dei beneficiari.  Insistiamo affinché venga affrontata in modo organico la questione della determinazione delle tariffe, che non deve essere incentrata solo sull’importo della  rette, ma anche su una chiara quantificazione dei costi e sulla corrispondenza ai bisogni assistenziali reali delle persone. Così come non è accettabile che i maggiori costi ricadano completamente sulle famiglie. Riteniamo inoltre che anche nella determinazione delle rette si debba iniziare a prendere in considerazione la condizione reddituale delle famiglie, in quanto l’ applicazione di una retta uguale per tutti, se troppo elevata, rischia di determinare uno iniquo sbarramento all’accesso sulla base del reddito. Pensiamo infine che il territorio debba procedere ad una rilettura dei propri bisogni assistenziali, sia relativamente al numero dei posti letto disponibili, con l'obiettivo di ampliare il numero dei posti letto convenzionati, e sia alla tipologia di servizi, residenziali o semiresidenziali, che sarebbero necessari. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo già richiesto un incontro all’Unione dei Comuni con cui stiamo definendo una data utile alla presenza anche dell’Azienda sanitaria.
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03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
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CISL FP MARCHE News

28/07/2026 Sanità, più fondi al privato per abbattere le liste d'attesa: i sindacati, «Rinnovare subito i contratti»
Dopo l’approvazione della DGR n. 909 del 13 luglio 2026  con cui la Regione Marche ha modificato l'accordo con AIOP Marche e la rete "Casa di Cura delle Marche" i sindacati di categoria FP CGIL, CISL FP e UIL FP intervengono compatti. Il provvedimento rimodula 795.000 euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027 (oltre 3,2 milioni complessivi) per incrementare le prestazioni specialistiche e abbattere i tempi d’attesa. ​Se l'obiettivo di migliorare il servizio ai cittadini è condivisibile, i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL), Giovanni Cavezza (CISL FP) e Marcello Evangelista (UIL FP) pongono una questione centrale: chi garantirà concretamente questo surplus di attività? Otto anni di attesa nel privato, quattordici nelle RSA. ​A sostenere turni e carichi di lavoro crescenti saranno infermieri, OSS, tecnici, professionisti e amministrativi. Tuttavia, a fronte di richieste continue, la risposta economica rimane congelata: nella sanità privata il rinnovo del CCNL si attende da otto anni, mentre nel settore delle RSA i blocchi contrattuali durano da ben quattordici anni. ​«La salute non è una merce e il lavoro non può essere la variabile su cui comprimere i costi. Quando si tratta di aumentare i budget per il privato accreditato le soluzioni si trovano subito; quando si parla di salari e diritti, si chiede ai lavoratori di aspettare ancora». La proposta dei sindacati alla Regione ​I sindacati ricordano un precedente significativo: la DGR 1043/2022 già legava il rinnovo contrattuale AIOP all'impegno delle Regioni nel coprire il 50% dei maggiori oneri. Per questo, FP CGIL, CISL FP e UIL FP non chiedono di sottrare fondi alle prestazioni dei cittadini, ma pretendono coerenza istituzionale: condizionalità dei finanziamenti: Introdurre nei futuri accordi meccanismi che vincolino l'accesso ai fondi pubblici, alle tariffe e al mantenimento degli accreditamenti al pieno rispetto della contrattazione collettiva; tavolo di confronto immediato: La convocazione di un incontro urgente tra Regione Marche, Organizzazioni Sindacali e rappresentanze datoriali per affrontare il tema dei rinnovi contrattuali e dei carichi di lavoro. ​«Le risorse pubbliche devono produrre buona sanità, ma anche buon lavoro - concludono i rappresentanti dei lavoratori -  Non possono esserci strutture più forti e dipendenti più poveri. Otto e quattordici anni di attesa sono già troppi: i contratti vanno rinnovati adesso».
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22/07/2026 Funzioni Locali, firmato CCNL 2025-2027 CISL FP Marche:”Rinnovi ravvicinati, salari più alti e nuovi diritti”
«Con la sottoscrizione del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 si realizza l’obiettivo che la CISL FP ha perseguito con determinazione fin dall’avvio della precedente stagione contrattuale: ravvicinare i rinnovi per restituire potere d’acquisto alle retribuzioni e garantire continuità alla contrattazione. È la dimostrazione che la linea della responsabilità, della contrattazione e della partecipazione, avvalorate dalle assemblee territoriali nel Paese, produce risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori». Lo dichiarano il Segretario Generale CISL FP Marche Giovanni Cavezza ed il Segretario regionale con delega alle Funzioni Locali Alessandro Moretti, a margine della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Locali 2025-2027. «Se oggi possiamo sottoscrivere il rinnovo 2025-2027 -riferisce Cavezza- è perché, cinque mesi fa, la CISL FP ha scelto con responsabilità di firmare il CCNL 2022-2024. Senza quella firma, fortemente voluta e conquistata dalla nostra organizzazione, non saremmo qui oggi. Il contratto 2022-2024 era stato sottoscritto definitivamente appena cinque mesi fa, il 23 febbraio scorso. Oggi firmiamo già il rinnovo 2025-2027. È un risultato storico, mai raggiunto prima nel pubblico impiego: in meno di cinque mesi sono stati rinnovati due contratti nazionali. È la conferma che avevamo ragione quando sostenevamo che firmare i contratti significava creare le condizioni per riaprire subito la stagione negoziale successiva, evitando che le lavoratrici e i lavoratori dovessero attendere anni per vedere riconosciuti aumenti salariali e nuovi diritti.» «Con questo rinnovo – prosegue Moretti – vengono stanziate risorse per un incremento complessivo del 5,78% del monte salari, mentre gli aumenti medi sono pari a circa 150 euro lordi mensili, che, sommati agli effetti del precedente CCNL 2022-2024, portano l’incremento medio complessivo a sfiorare i 300 euro lordi mensili. È una risposta concreta al recupero del potere d’acquisto che la CISL FP ha sempre indicato come priorità assoluta.» «Questo contratto – specificano Cavezza e Moretti – rafforza i diritti delle persone, amplia gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, introduce maggiori tutele per chi è affetto da patologie oncologiche, croniche e invalidanti, rafforza la tutela della genitorialità, riconosce nuove flessibilità organizzative e valorizza il personale turnista. Allo stesso tempo apre una prospettiva moderna sulle trasformazioni delle amministrazioni locali, rafforzando il confronto sindacale su organizzazione del lavoro, formazione, innovazione e intelligenza artificiale.» «Questa firma dimostra che la contrattazione è lo strumento più efficace per migliorare il lavoro pubblico. La CISL FP continuerà a lavorare nella stessa direzione: salari più alti, nuovi diritti e una contrattazione sempre più tempestiva. È questa la strada per rendere gli enti locali più attrattivi, valorizzare le professionalità e garantire servizi pubblici sempre migliori ai cittadini - concludono i Segretari - ora le Amministrazioni locali devono accelerare sulla contrattazione di secondo livello e su ciò, grazie anche alla presenza negli Enti degli RSU CISL, vigileremo e saremo da pungolo.»                                                
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17/07/2026 Comune di Ancona: più servizi, più investimenti sul personale. La CISL FP "Ora è il momento di valorizzare chi sta facendo crescere la città"
Negli ultimi anni il Comune di Ancona ha investito con decisione nell'ampliamento dei servizi rivolti ai cittadini. Sono aumentati gli eventi, è stato rafforzato il presidio della sicurezza urbana, sono stati ampliati i servizi educativi con il Nido Estate per i bambini da 0 a 3 anni e con i Centri Estivi destinati ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, oltre a numerose altre attività che hanno reso la città sempre più dinamica e vicina alle esigenze delle famiglie. Si tratta di un percorso importante che la CISL FP Marche riconosce e apprezza. Dietro ogni nuovo servizio, però, ci sono le donne e gli uomini del Comune di Ancona che, con professionalità e senso di responsabilità, hanno accettato carichi di lavoro sempre maggiori, nuove competenze e responsabilità crescenti, spesso in condizioni di sotto organico. Negli ultimi anni molti dipendenti hanno scelto di lasciare il Comune per amministrazioni che offrono condizioni economiche più favorevoli. Per questo motivo diventa fondamentale non solo programmare nuove assunzioni, ma soprattutto valorizzare chi ha scelto di continuare a lavorare per il Comune di Ancona. Come organizzazione sindacale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale e maggiormente rappresentativa all'interno dell'Ente, la CISL FP Marche ha già chiesto, nei tavoli della contrattazione, un incremento delle risorse economiche destinate al personale. Il Comune ha già dimostrato sensibilità su questo tema utilizzando, lo scorso anno, le opportunità offerte dal cosiddetto Decreto Zangrillo, destinando oltre 400.000 euro aggiuntivi al Fondo del salario accessorio. «Una scelta che abbiamo apprezzato.- sottolinea il segretario generale CISL FP Giovanni Cavezza - Oggi, però, riteniamo che sia necessario compiere un ulteriore passo in avanti. L'aumento delle attività, delle responsabilità e dei servizi resi alla cittadinanza deve trovare un corrispondente riconoscimento economico per i lavoratori comunali.» Per questo motivo la CISL FP Marche chiederà un incontro al Sindaco e all'Assessore al Bilancio con l'obiettivo di individuare insieme le migliori soluzioni per incrementare ulteriormente le risorse destinate alla valorizzazione economica del personale, utilizzando tutte le possibilità offerte dalla normativa vigente. Investire sui dipendenti significa rendere il Comune più attrattivo, trattenere professionalità qualificate e garantire continuità e qualità ai servizi pubblici. Particolare attenzione merita la Polizia Locale, oggi chiamata a svolgere un numero sempre maggiore di attività, dai grandi eventi al progetto "Ancona Sicura", fino ai servizi serali e notturni.È necessario che questo maggiore impegno venga adeguatamente riconosciuto anche dal punto di vista economico. «Riteniamo opportuno che il personale con più di sessant'anni possa essere esonerato dai servizi oltre le ore 22, lasciando comunque la possibilità di aderire su base volontaria. - prosegue Cavezza - Una scelta che garantirebbe maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai cittadini, considerando che nelle fasce orarie notturne gli interventi risultano spesso più complessi e delicati.» Un'attenzione particolare va riservata anche ai servizi educativi. Il Nido Estate (0-3 anni) e i Centri Estivi (3-14 anni) rappresentano un servizio fondamentale per le famiglie e comportano un notevole impegno organizzativo per il personale. Quest'anno sono state adottate soluzioni emergenziali per affrontare le elevate temperature ma non sono state sufficienti,  è necessario programmare interventi strutturali definitivi con l'installazione di impianti di climatizzazione nelle strutture comunali. Garantire ambienti adeguati significa tutelare i bambini, offrire tranquillità alle famiglie e consentire al personale di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili. Lo stesso vale per gli operai, il personale tecnico, amministrativo e tutti gli altri dipendenti comunali che ogni giorno assicurano il funzionamento della macchina amministrativa e che, con organici spesso ridotti, continuano a garantire servizi di elevata qualità. Ancona guarda con ambizione ai prossimi anni e ai grandi appuntamenti che la attendono. Per affrontare queste sfide servono strutture moderne, organizzazione efficiente, personale motivato e adeguatamente valorizzato. La CISL FP Marche continuerà a svolgere il proprio ruolo con spirito costruttivo, dialogando con l'Amministrazione comunale e avanzando proposte concrete affinché la crescita della città proceda di pari passo con la crescita del valore riconosciuto ai suoi dipendenti. «Siamo convinti che il Comune di Ancona saprà continuare il percorso già avviato negli ultimi anni, investendo ancora sulle proprie lavoratrici e sui propri lavoratori. - conclude il segretario generale CISL FP Marche - Valorizzare il personale significa migliorare i servizi ai cittadini. Ed è proprio questo l'obiettivo che la CISL FP Marche continuerà a perseguire con determinazione.»
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07/07/2026 Sanità Privata. FP CGIL, CISL FP, UIL FP: “Otto anni senza contratto nella sanità privata, quattordici nelle RSA. Il 24 luglio nuovo presidio davanti al Ministero della Salute”
«La nostra più grande preoccupazione non riguarda soltanto il mancato rinnovo dei contratti nazionali, ma le conseguenze che questa situazione sta producendo sull’assistenza sanitaria e sociosanitaria del nostro Paese. A pagare il prezzo più alto rischiano di essere i cittadini che ogni giorno si affidano alle strutture sanitarie private accreditate e alle RSA, in particolare gli anziani, le persone non autosufficienti, i pazienti fragili e le loro famiglie. Garantire loro cure sicure, appropriate e di qualità dovrebbe essere la priorità assoluta di tutti gli attori istituzionali e del sistema sanitario.» Lo dichiarano, in una nota unitaria, i Segretari Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi. «Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA, oltre 300 mila professioniste e professionisti attendono il rinnovo del contratto nazionale. Un ritardo ormai intollerabile che continua ad aggravare una crisi strutturale fatta di organici insufficienti, turni sempre più gravosi, ferie sistematicamente negate o rinviate e condizioni di lavoro che mettono a dura prova chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività.La cronica carenza di personale che interessa il settore non è frutto del caso. È anche la conseguenza della progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie e sociosanitarie nel comparto privato accreditato e nelle RSA. Sempre più professioniste e professionisti scelgono di lasciare queste strutture o rifiutano nuove assunzioni perché, pur svolgendo le stesse attività, con le stesse responsabilità e le stesse competenze dei colleghi del Servizio sanitario nazionale, continuano a essere penalizzati da contratti nazionali scaduti da anni e da trattamenti economici significativamente inferiori. Una disparità che non solo mortifica il valore del lavoro di cura, ma rende sempre più difficile reclutare e trattenere il personale necessario a garantire un’assistenza adeguata.» «Le conseguenze sono ormai evidenti. In moltissime strutture gli organici sono al di sotto dei livelli necessari per assicurare un’organizzazione del lavoro sicura ed efficace. Il personale è costretto a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti, mentre il diritto alle ferie viene spesso sacrificato per far fronte alle continue carenze di organico. Tutto questo ricade inevitabilmente anche sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni erogate ai cittadini. Le responsabilità di questa situazione sono certamente in capo alle associazioni datoriali AIOP e ARIS, che continuano a non dare risposte concrete al rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Ma non possono chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità neppure il Ministero della Salute e le Regioni, che finanziano con ingenti risorse pubbliche il sistema della sanità privata accreditata e delle RSA e ne disciplinano il sistema degli accreditamenti istituzionali. Non è più accettabile che strutture che svolgono un servizio pubblico e ricevono finanziamenti pubblici possano continuare ad applicare contratti scaduti da otto e quattordici anni, alimentando una crescente disparità rispetto ai lavoratori del Servizio sanitario nazionale.Chiediamo al Governo e alle Regioni un deciso cambio di passo. Chi beneficia di risorse pubbliche deve essere tenuto al pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo riteniamo necessario introdurre regole vincolanti che subordinino il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale al rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e al loro rinnovo con tempistiche coerenti con quelle previste per il personale della sanità pubblica. Le risorse pubbliche devono rappresentare uno strumento di garanzia della qualità dell’assistenza, ma anche della qualità del lavoro.Per queste ragioni – proseguono Bozzanca, Chierchia e Longobardi – la mobilitazione prosegue con ancora maggiore determinazione. Il prossimo 24 luglio saremo nuovamente in presidio davanti al Ministero della Salute per chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA, il rafforzamento degli organici, il pieno rispetto del diritto alle ferie e l’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, che garantisce a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata, sufficiente e dignitosa.» «Questa non è soltanto una vertenza sindacale. È una battaglia che riguarda il diritto alla salute dei cittadini, la dignità del lavoro e il futuro del sistema sanitario e sociosanitario del nostro Paese. Senza professionisti adeguatamente valorizzati non esiste assistenza di qualità. Chi cura deve essere messo nelle condizioni di farlo con competenza, serenità e dignità, perché dalla tutela del lavoro dipende anche la tutela della salute delle persone. Il tempo delle attese è finito. Chiediamo ad AIOP e ARIS di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di aprire immediatamente il confronto per il rinnovo dei contratti. Chiediamo al Ministero della Salute e alle Regioni di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e di garanzia affinché nessuna struttura che opera grazie a finanziamenti pubblici possa continuare a fondare il proprio equilibrio economico sul mancato rinnovo dei contratti nazionali. In assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà con determinazione crescente fino alla sottoscrizione dei rinnovi contrattuali.»
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10/04/2026 Sanità privata 17 aprile sciopero e manifestazione nazionale a Roma: “Basta contratti fermi, servono risposte immediate”
Si è svolta il 9 aprile l’ assemblea dedicata al comparto della sanità privata nelle Marche, da remoto con oltre 120 collegamenti e la partecipazione complessiva di circa 160 lavoratrici e lavoratori. Un momento di confronto partecipato e trasparente, organizzato in vista dello sciopero nazionale del 17 aprile 2025 e manifestazione  a Roma, in Piazza Apostoli, proclamato da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL. All’assemblea hanno preso parte i rappresentanti nazionali delle tre organizzazioni sindacali: Barbara Francavilla, Segretaria Nazionale FP CGIL; Ciro Chietti, Segretario Nazionale UIL FPL; Antonio Cuozzo, Coordinatore nazionale sanità privata CISL FP. Presenti anche i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL Marche), Giovanni Cavezza (CISL FP Marche), Marcello Evangelista (UIL FPL Marche), insieme ai coordinatori regionali della sanità privata. L’incontro ha rappresentato un momento di massima espressione della democrazia sindacale, finalizzato a informare in modo capillare le lavoratrici e i lavoratori sulle ragioni della mobilitazione e sui contenuti della piattaforma rivendicativa. Al centro della protesta vi è il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi da oltre 13 anni per il comparto ARIS RSA/CDR e da 8 anni per AIOP/ARIS sanità privata. Una condizione ormai insostenibile, aggravata dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita, che ha prodotto una significativa perdita del potere d’acquisto e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro. Nelle Marche il settore della sanità privata accreditata impiega circa 6.000 lavoratori, mentre a livello nazionale sono circa 300.000. Professionisti che svolgono le stesse funzioni e garantiscono analoghe competenze rispetto al personale del servizio pubblico, ma con salari inferiori e minori diritti: una disparità non più accettabile. Il mancato rinnovo contrattuale sta già determinando effetti concreti: difficoltà nel reperimento del personale, aumento della mobilità verso altri settori, rischio di impoverimento professionale e criticità nella tenuta delle strutture. In alcuni casi, le stesse realtà sanitarie hanno introdotto misure economiche autonome per trattenere i lavoratori, segnale evidente della disponibilità di risorse che tuttavia non si traducono in un rinnovo contrattuale strutturale. Nel corso dell’assemblea, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di una forte assunzione di responsabilità anche a livello istituzionale. Pur trattandosi di una materia nazionale, è stato sottolineato il ruolo fondamentale della Regione nel garantire condizioni di equità, anche attraverso il collegamento tra accreditamento delle strutture e applicazione dei contratti collettivi. È stata inoltre evidenziata l’urgenza di costruire un sistema in cui il rinnovo dei contratti della sanità privata sia coerente con quello del settore pubblico, riconoscendo il valore del lavoro di cura come servizio essenziale per la collettività. Le organizzazioni sindacali regionali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Marche invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare allo sciopero nazionale del 17 aprile a Roma, per sostenere con determinazione il rinnovo dei contratti e il pieno riconoscimento dei diritti.
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