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CISL FUNZIONE PUBBLICA

Cisl Marche News

27/11/2020 Cosmari: il punto sulla contrattazione
Il 2020, caratterizzato dall'emergenza Covid-19, è stato un anno intenso dal punto di vista dell'attività sindacale per i lavoratori di Cosmari. La necessità di rispettare stringenti accorgimenti per contenere la pandemia ancora in corso ha impedito ai sindacati di organizzare momenti di discussione collettivi, ovvero le consuete assemblee, e dunque Fit Cisl, Fp Cgil e Ugl hanno messo a punto un documento per rendicontare ai lavoratori l'attività di contrattazione svolta quest'anno. CONTRATTAZIONE AZIENDALE Implementato l'importante accordo del 30/12/2019, siglato dopo una lunga trattativa. I punti principali dell'accordo, già anticipati nel corso dell'ultima assemblea svolta, hanno riguardato: 1. Riqualificazione del personale con l'attribuzione dei livelli contrattuali adeguati ad un consistente numero di colleghi di vari settori all'interno dell'azienda;  2. Adeguamento dell'indennità autisti con riconoscimento degli arretrati dovuti dal 01/01/2019; 3. Introduzione di un accordo sperimentale relativo alla pianificazione delle ferie estive, volto a contemperare le legittime aspettative dei lavoratori con le esigenze aziendali, tenendo anche conto di un principio di equità e di rotazione.   PERSONALE Nel corso dell’anno si è proceduto, con la collaudata prassi di accordi sindacali specifici riguardanti il personale a tempo determinato assunto dalle varie graduatorie concorsuali aperte, ad un numero consistente di stabilizzazioni e proroghe.  È stata di fatto garantita la continuità occupazionale di tutti i soggetti interessati, tenuto conto della normativa vigente e delle deroghe ad essa introdotte nei mesi a causa dell'emergenza Covid-19.   COVID-19 Anche grazie al supporto di RSU e RLS si è, fin dai primi momenti dell'emergenza, proceduto ad un confronto continuo con l'azienda riguardante la definizione e il rispetto dei protocolli di sicurezza, aggiornati nel corso dei mesi all'evoluzione emergenziale e normativa. Si è quindi garantita, seppur con le iniziali difficoltà di approvvigionamento, un' adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale a tutto il personale. Per i lavoratori impiegati nelle attività sospese a causa della pandemia è stata attivata la copertura del FIS (la "cassa integrazione" di comparto) e sono stati siglati accordi sindacali contenenti le più ampie garanzie per il personale (anticipo aziendale del trattamento di integrazione salariale, normale maturazione dei ratei contrattuali di ferie, tredicesima ecc).   PREMIALITÀ Nelle more dell'eventuale attuazione di un nuovo sistema di welfare aziendale, in merito al quale il dovuto confronto con personale e azienda è stato rallentato dall'emergenza sanitaria, in data 5 novembre abbiamo sottoscritto l'accordo riguardante l’annualità 2019 alle medesime condizioni economiche del precedente (600 euro) e chiesto all'azienda di liquidarlo (tutto o almeno un acconto) entro fine anno, ricevendo una prima apertura   SITUAZIONE AZIENDALE Presidenza e Direzione ci hanno fornito informativa in merito ai bilanci (Consuntivo 2019 e Previsionale 2020) e alle prospettive economico-finanziarie dell'Azienda, garantendo sulla solidità della stessa.  Nel mese di Maggio sono state approvate dall'Assemblea Territoriale di Ambito (ATO3) le tariffe del servizio integrato dei rifiuti per il 2020, secondo i nuovi criteri stabiliti dall'ARERA. L'adeguamento delle tariffe, che arriva dopo anni di mancato aumento, porterà una crescita importante di ricavi e redditività, compenseranno largamente la progressiva diminuzione degli incassi inerenti la rimozione delle macerie.  La solidità generale consentirà all'Azienda di predisporre un consistente piano di investimenti, atto all'adeguamento degli impianti e al proseguimento del rinnovo del parco mezzi, garantendo così risposte adeguate alle richieste di personale e organizzazioni sindacali   VERSO IL 2021: SITUAZIONI APERTE E RICHIESTE SINDACALI • Verifica riguardante l'adeguamento di ulteriori posizioni contrattuali  • Urgenza di una prima regolamentazione delle distanze casa/lavoro, che contempli le esigenze aziendali con le legittime aspettative dei lavoratori  • Eventuale premialità aggiuntiva legata all'emergenza sanitaria ancora in atto • Premio 2021: riapertura della discussione e del confronto con i lavoratori in merito all'istituzione di un sistema di welfare aziendale • Revisione ed eventuale adeguamento dei monte ore contrattuali del personale impiegato nei servizi precedentemente gestiti da Cooperative Sociali  
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27/11/2020 Covid, lavoro e welfare al centro del Consiglio Generale Cisl Marche
Si è tenuto oggi in videoconferenza il Consiglio Generale della Cisl Marche. Al centro dei lavori, che hanno visto la partecipazione della Segretaria Confederale nazionale della Cisl, Daniela Fumarola, l’emergenza sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia di Covid 19. Una crisi multidimensionale che ha fatto riemergere paure, rabbia e inquietudini della nostra società, come dimostrano il fermento nelle piazze e l’aumento delle violenze di genere, soprattutto in ambito domestico. In apertura della seduta, non a caso, il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, ha voluto ricordare la Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata mercoledì scorso.   «Dalla prima fase dell’emergenza non abbiamo tratto i giusti insegnamenti – ha dichiarato Rossi -. La situazione sanitaria è frutto di ritardi della politica, a tutti i livelli: gli effetti del Recovery Found si faranno sentire solo nella seconda metà del 2021, i fondi per il potenziamento delle terapie intensive sono stati sbloccati solo a settembre, la delibera della Giunta Regionale per il potenziamento dell’assistenza territoriale è stata licenziata il 16 novembre, solo 11 giorni fa, e la campagna vaccinale anti-influenzale è in evidente ritardo». Oltre all’emergenza sanitaria, c’è un quadro economico allarmante: «I dati dimostrano che l’impatto di questa crisi è doppio rispetto a quella del 2008 – prosegue Rossi -. La ripresa sarà lenta e difficile. Facciamo i conti con le esigenze di rientro del debito, con disuguaglianze stridenti e con una disoccupazione giovanile e femminile che riduce la nostra capacità di crescere: occorre un Patto Sociale capace di indirizzare le risorse disponibili per rafforzare il welfare, valorizzare istruzione, formazione e lavoro di qualità, favorire una riconversione in ottica di sostenibilità sociale ecologica ed economica. Le attuali misure previste nella prossima Legge di Stabilità non ci convincono: mancano risorse sufficienti per investimenti, riforme, rinnovo dei contratti e sostegno degli ammortizzatori sociali, con disattenzioni evidenti sui temi della non autosufficienza e delle politiche industriali». Ma l’interlocutore principale rimane la Regione: «Stiamo provando a riallacciare i rapporti istituzionali – sottolinea Sauro Rossi -. Fino ad oggi, abbiamo avuto solo due o tre appuntamenti di carattere generale con il Presidente Acquaroli e con alcuni assessori. Da non trascurare i segnali di allargamento  della partecipazione, ma sarà importante capire se si passerà presto ad un confronto concreto con i soggetti economici e sociali».   Un primo obiettivo raggiunto, nel confronto con la nuova amministrazione regionale, è l’importante accordo per il riconoscimento economico al personale sanitario impegnato a fronteggiare l’emergenza Covid, ma adesso si apre la partita del bilancio 2021: «Finora, nella manovra di assestamento, non ci sono state discontinuità rispetto alla Giunta precedente – conclude il Segretario Generale della Cisl Marche – ma vorremmo capire quali saranno le priorità per il futuro: il decremento del PIL, un dato peggiore rispetto alla media nazionale, è un elemento che merita attente valutazioni su come rilanciare la nostra economia, individuando precise priorità, a partire dalle aree colpite dal sisma». «Non si tratta solo di uscire dal Covid – aggiunge Daniela Fumarola, Segretaria Confederale della Cisl Nazionale -. Le regioni del Centro devono recuperare un gap che viene da lontano, dalla crisi del 2008. Dobbiamo continuare a lavorare per garantire la coesione sociale e progettare lo sviluppo, dando sicurezze e prospettive a milioni di lavoratori, famiglie e pensionati che stanno pagando un prezzo altissimo in termini non solo economici». Il “rimbalzo”, evocato dal ministro Gualtieri, «è un miraggio se non si creano le condizioni per ancorare al mondo del lavoro soprattutto le fasce più fragili della popolazione, come donne e giovani.  Purtroppo, gli stanziamenti previsti nel prossimo futuro sono insufficienti. Il vaccino della ripresa – insiste Fumarola - si chiama investimenti: occorre una strategia più coraggiosa da parte del Governo per recuperare le aree deboli del Paese che erano rimaste indietro ancora prima dell’emergenza Covid».
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26/11/2020 Anziani a rischio: Rsa, Covid e solitudine Riprende il progetto “Resto a casa, insieme resistiamo”
Con la seconda ondata della pandemia, è tornata a scoppiare l’emergenza anche in moltissime residenze per anziani delle Marche, dove le percentuali di contagio sono molto preoccupanti. Per SPI-Cgil, FNP-Cisl, UILP-Uil Marche «occorre un’analisi attenta dell’esito dei controlli effettuati dalla Regione per intervenire in maniera più efficace a tutela della vita dei nostri anziani, ma anche per garantire possibilità di incontro degli ospiti con i propri congiunti.  L’effetto secondario più imponente di questa epidemia è, infatti, quello dell’abbandono e della dilagante solitudine degli anziani. E ciò non soltanto per coloro che vivono all’interno delle strutture. La paura da una parte e le raccomandazioni dall’altra, complice anche il freddo dell’inverno, inducono la maggior parte degli anziani a richiudersi in casa, a privarsi degli affetti e dei momenti di socializzazione.» Su questi temi, in queste ore SPI-Cgil, FNP-Cisl, UILP-Uil Marche hanno inviato una lettera alla Giunta e all’assessore Saltamartini per chiedere un incontro con il quale fare il punto su queste problematiche. A contrastare la solitudine degli anziani, la ripresa del progetto “Resto a casa, insieme resistiamo” realizzato dai Sindacati dei Pensionati di SPI-Cgil, FNP-Cisl, UILP-Uil Marche, insieme a Regione Marche, Asur (Dipartimenti di Prevenzione) e ARS. Il progetto è nato nello scorso mese di marzo per creare un canale di contatto con e tra gli anziani attraverso una rete di gruppi whatsApp che le Organizzazioni Sindacali hanno provveduto a creare su tutto il territorio regionale, al fine di veicolare del materiale informativo audio visivo e documentale su vari temi (ginnastica dolce, corretti stili di vita, gestione delle emozioni ecc). In questa seconda fase sarà organizzato un ciclo di videoconferenze. Già programmati i primi tre appuntamenti: il 26 novembre e il 10 dicembre con la dr.ssa Roberta Stopponi, Dipartimento Prevenzione AV 3  Asur, per parlare del Covid 19 e di come prevenirlo. Martedì 22 dicembre con la dr.ssa Clizia Pugliè, Dipartimento Prevenzione AV1 Asur,  su come riconoscere e gestire le fake news e l’infodemia da Covid-19. Il progetto, che riprende in versione telematica alcune delle iniziative già proposte gli scorsi anni nell’ambito della prevenzione, prevede anche incontri dedicati alla gestione delle emozioni nel periodo dell’emergenza, alla prevenzione dell’osteoporosi, ai corretti stili di vita e di alimentazione, ecc. ed  è comunque in evoluzione, potendosi arricchire di nuovi argomenti e  modalità.
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25/11/2020 25 novembre 2020, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne CGIL CISL UIL Marche: il nostro impegno continuo per i diritti e la libertà delle donne e contro ogni forma di violenza e discriminazione
«25 novembre 2020: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Non una celebrazione né una ricorrenza, tanto più in questo tempo della pandemia in cui sono da rifuggire più che mai le formule retoriche e in cui, semmai, abbiamo bisogno di parole di senso per rappresentare la realtà e comunicare la necessità di un impegno comune per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale. Perciò il 25 novembre è per noi la data in cui rinnovare il patto di alleanza contro ogni forma di violenza e di discriminazione di genere, ora e ancora -  dichiarano le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  perché la violenza contro le donne non è un problema del singolo, magari presentato dai social media come fosse un malato da curare o preda di un raptus, ma è un fenomeno strutturale che ha radici culturali profonde e pervasive e che, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra vari soggetti. Per questo, anche nella nostra regione, le Organizzazioni sindacali sono impegnate a fianco e a sostegno della rete regionale che ha il suo perno nei centri antiviolenza.» Oggi ancora di più, nel contesto di emergenza sanitaria ed economica, la violenza diventa l’esito estremo di diseguaglianze e di discriminazioni di genere che il COVID può alimentare. Secondo i dati Istat durante il lockdown della scorsa primavera sono state 5.031 le telefonate valide al 1522, il numero verde attivo 24 ore su 24 per le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Nelle Marche, tra marzo e giugno, ben 286 donne hanno telefonato a questo servizio. Tra queste, 127 erano state vittime di violenza. Cifre più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  Le vittime che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%).  Ben oltre 1.200 donne in più si sono rivolte ai centri anti-violenza D.i.Re in poco più di un mese, dal 2 marzo al 5 aprile scorso. Dati che confermano quanto la reclusione in ambienti domestici già segnati dal disagio abbiano esacerbato o innescato situazioni di violenza. « È importante ricordare questi numeri mentre stiamo vivendo la seconda ondata della pandemia che ancora una volta o impone un lavoro da casa, che impropriamente spesso viene definito smart working, in convivenze forzate dalla necessità che hanno unito sfera pubblica e privata, o genera nuova disoccupazione femminile poiché sconvolge dal punto di vista occupazionale settori prevalentemente occupati da donne: ricezione, commercio, turismo, attività di assistenza e di cura della persona. - sottolineano Barbaresi,Cgil, Ilari, Cisl, Mazzucchelli Uil  -  Molte donne perdono il lavoro e la mancanza di sicurezza economica e di una rete di relazioni le espone ancora di più al rischio della violenza. In altri casi il lavoro che continua vede compromesse le tutele mentre rischiano di crescere le discriminazioni. Le donne che lavorano in settori come quello sanitario e socio-sanitario sono, per esempio, spesso le  più esposte a carichi di lavoro massacranti e al rischio di infezione.»    Come certificano i dati INAIL, riferiti alla prima ondata di pandemia, la maggior parte delle denunce di infortunio da COVID-19 attiene alle donne: nelle Marche le denunce di contagio sono state 1.416, delle quali 1.033 sono state presentate da donne, il 70,7% del totale. Il  30,9% delle donne che hanno contratto il virus durante il lavoro  ha un’età compresa tra i 50-64 anni e  il 26,8%  tra i 35-49 anni.  Infermiere, operatrici socio-sanitarie, ausiliare ospedaliere  e operatrici socio assistenziali sono tra le figure professionali più colpite.« Anche questi dati sono da ricordare a dimostrazione di come le donne siano colpite su più fronti dalla pandemia e di come l’emergenza sanitaria rischi di acuire le disuguaglianze di genere. - precisano le Segretarie di Cgil Cisl e Uil Marche - Il contesto del lavoro nelle Marche, tra l’altro, vede da anni fortemente penalizzate le donne, in termini di occupazione, di qualità del lavoro, di valorizzazione delle competenze. Una dispersione di valore che rischia di impoverire il nostro territorio e che trova conferma anche nel mancato protagonismo, purtroppo, delle donne nella rappresentanza e nella partecipazione politica, istituzionale ed anche economica.»   «Per noi difendere i diritti delle donne, favorire la loro partecipazione e promuovere la cultura della parità siano condizioni necessarie per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile della nostra regione.  Per questo invitiamo la nuova Giunta regionale e l’Assessora alle Pari opportunità a porre attenzione al fenomeno della violenza sulle donne, a riprendere presto il percorso mirato a rafforzare case rifugio e centri antiviolenza e ad assicurare formazione professionale ed incentivi per l’occupazione delle donne vittime per aiutarle concretamente a fuoruscire dalla violenza. Al contempo vanno messe in campo politiche per favorire e promuovere la parità e la valorizzazione delle donne nel lavoro e per incentivare e sostenere l’occupazione femminile. - rilanciano  e concludono le Segretarie regionali  di CGIL CISL UIL Marche  Daniela Barbaresi,  Cristiana Ilari  e  Claudia Mazzucchelli  -  In una situazione così complessa ribadiamo e rilanciamo il nostro impegno a tutela dei diritti delle donne e del lavoro delle donne e per l’attuazione della Convenzione 190 dell’OIL sulle molestie e violenze nel mondo del lavoro, per la protezione, la prevenzione, la lotta alle discriminazioni con l’assistenza, la formazione e la sensibilizzazione culturale, perché il lavoro deve essere per tutte e tutti il luogo dell’emancipazione e della libertà.  »    
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23/11/2020 Acquisizione Ubi banca, sindacati "Mantenere i livelli occupazionali"
Questa mattina confronto,  in videoconferenza, tra le  rappresentanze sindacali dei bancari Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin e il presidente dell'Assemblea legislativa  su acquisizione Intesa, Bper - Ubi banca. Un'operazione che nelle Marche interessa 117 strutture (75  filiali e 42 punti operativi) coinvolte nel passaggio di proprietà di cui 39 in provincia di Ancona, 10 ad Ascoli Piceno, 13 a Fermo, 23 a Macerata e 32 a Pesaro Urbino. Le preoccupazioni manifestate da sindacati e condivise dal presidente del Consiglio Regionale riguardano il mantenimento dei livelli occupazionali, la salvaguardia delle professionalità ed il rapporto che il nuovo sistema bancario andrà ad instaurare con la realtà economica marchigiana, fino ad oggi abituata a interagire con strutture di differenti dimensioni. «Chiediamo il mantenimento dei livelli occupazionali nelle Marche creando un polo Intesa e un polo Bper anche per quanto attiene le direzioni generali al fine di mantenere inalterati i posti di lavoro anche nelle direzioni generali oggi appartenenti ad Ubi»  hanno ribadito i sindacati di categoria. Durante il confronto il presidente del Consiglio regionale si è impegnato a scrivere una lettera a Intesa Sanpaolo, Bper e Banca d'Italia per rappresentare le problematiche salienti.  L'intenzione è anche quella di avviare un'interlocuzione con la Regione Marche per la concretizzazione di uno specifico protocollo d'intesa.
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CISL FP MARCHE News

27/11/2020 Stabilizzazione precari sisma 2016: Cisl Fp Marche scrive al Presidente del Consiglio Conte
La  Cisl Fp  sollecita e chiede chiarimenti sulla questione personale sisma 2016 scrivendo una lettera a tutte le istituzioni preposte: Presidente del Consiglio dei Ministri, Commissario del sisma 2016, Presidente Regione e Province marchigiane, Sindaci,  Segretari Comunali e a tutti i dipendenti a tempo determinato in forza ai Comuni terremotati. « Entro il  12 novembre scorso gli Enti interessati hanno potuto valutare se  inviare la richiesta di accesso al contributo per la stabilizzazione del personale precario assunto ex post Sisma 2016 ai sensi del DL 104/2020 convertito con Legge 126 del 13 ottobre 2020. – sottolineano Luca Talevi e Alessandro Moretti,  Cisl Fp Marche –  Ci risulta che i piccoli Comuni del cratere spesso hanno numerosi dipendenti assunti a tempo determinato ai sensi dell'art. 50 bis, ma procedere alle stabilizzazioni in coerenza con il piano dei fabbisogni è diventato difficile poiché se consideriamo la situazione a regime, cioè quando sarà finita la ricostruzione post sisma, tutto questo personale, per la gran parte tecnici, rischia di diventare inoccupato. Nel caso in cui invece la norma vada intesa come piano del fabbisogno relativo al sisma , nessun problema si porrebbe nell' immediato data la mole di lavoro che incombe in ogni Ufficio sisma. Va sicuramente chiarito  se quando cesserà la ricostruzione continueranno i trasferimenti per il pagamento delle suddette spese di stabilizzazione e la deroga esenzionale.» Secondo la Cisl Fp sarebbe auspicabile I' adozione di una norma che consenta l'assunzione di tutti i dipendenti ora in servizio ai sensi dell'art. 50 bis, da parte di enti diversi da quelli dove prestano servizio « potrebbero essere assunti ad esempio dalle Unioni montane, con contestuale trasferimento dei fondi. – rilanciano Talevi e Moretti - Ciò renderebbe più agevole programmare senza timori l'assunzione di molti dipendenti che in futuro diverrebbero invece inoccupati, quanto meno nei Comuni piccolissimi. » Nel caso in cui un Comune ritenga di non procedere ad alcuna stabilizzazione perché non coerente con il piano del fabbisogno  « come Cisl Fp riteniamo importante prevedere la  possibilità  di continuare ad avvalersi dei personale "sisma" a tempo determinato fino a quando non sarà cessata la ricostruzione con rimborso del costo da parte dell' USR anche dopo il 2021 ed esenzione dai limiti cui al D.Igs 81/2015.»  concludono il Segretario generale della Cisl Fp Marche, Luca Talevi, e il Responsabile Cisl Fp Macerata, Alessandro Moretti.
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21/11/2020 Trasferimento temporaneo operatori sanitari da Ospedale Urbino a Struttura COVID 19 Civitanova Marche. Sindacati scrivono ai Sindaci del Montefeltro
  LETTERA APERTA AI SINDACI DEL TERRITORIO   Gent.mi Sindaci, la recente decisione dell’ASUR Marche di trasferire, temporaneamente, circa 6 operatori sanitario ed infermieristico dall’Ospedale di Urbino alla struttura sanitaria di Emergenza COVID 19 di Civitanova Marche, mentre da una parte rappresenta un tenue barlume di speranza verso l’attuale non particolare incidenza della pandemia nel territorio di Urbino e del Montefeltro, dall’altra, accentua, ancor di più, le preoccupazioni evidenziate da parte nostra, proprio pochi giorni fa sulla stampa, in risposta all’analogo grido di allarme lanciato dall’Assessore alla Sanità del Comune di Urbino, sullo stato di debolezza e carenza di personale in cui si tiene la struttura urbinate. In sostanza, l’ allarme lanciato da CGIL, CISL Urbino e Montefeltro, unitamente alle categorie della sanità FP CGIL e FP CISL, con il documento del 29 giugno u.s., rivolto proprio agli Stati Generali dei Sindaci convocati dal Sindaco Gambini di Urbino, con cui sollecitavamo la necessità di attivarsi per un intervento di potenziamento dell’ organico sia a livello della dirigenza che del comparto di Medicina d’Urgenza per gestire posti di terapia sub intensiva, è rimasto letteralmente inascoltato. Il potenziamento degli organici doveva marciare di pari passo con la richiesta di finanziamento per dare corso alla delibera che prevedeva l’istituzione della Medicina d’Urgenza all’interno dell’ospedale di Urbino. Tutto questo, non solo avrebbe consentito di rispondere alla necessità dell’utenza ma avrebbe garantito la possibilità di sgravare il pronto soccorso in modo “sistematico e strutturale “. La decisione attuale dell’ASUR, a nostro modo di vedere, non solo non risponde a questi bisogni, atavici e fondamentali per un Ospedale definito di 1^ Fascia, ma aggiunge ulteriori elementi di preoccupazione. Tale decisione, conferma indirettamente, come questo nosocomio, resta nella concezione della Dirigenza Sanitaria Regionale una struttura di rincalzo per le necessità emergenziali (vedi il trasferimento di malati Covid da altre realtà territoriali sia nella prima che seconda ondata), ma non meritevole di interventi e finanziamenti strutturali per efficientare e rendere l’unica realtà sanitaria pubblica di questo livello, effettivamente in grado di rispondere ai bisogni di un territorio vasto e orograficamente critico come il Montefeltro. Per queste ragioni, lanciamo una sollecitazione ai Sindaci di tutto il territorio montano e delle Aree interne ad attivarsi verso ASUR e il nuovo Assessore alla Sanità Regionale, Saltamartini, per far si che le delibere di rafforzamento dell’ospedale e della sanità di Urbino vengano finalmente rispettate ed adeguatamente finanziate e che si rafforzi la capacità di risposta della sanità pubblica nel territorio di Urbino e Montefeltro. La salute dei cittadini e la professionalità degli operatori sanitari, ad ogni livello, non possono essere strumento di parte politica, ma meritano il dovuto rispetto ed attenzione.    CGIL - FP CGIL e CISL - FP CISL Urbino e Montefeltro
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20/11/2020 Covid Hospital di Civitanova: da soluzione a problema per operatori e cittadini
Il forte impatto che ha avuto l’entrata in funzione della struttura di Civitanova sugli ospedali dell’Area Vasta 3 «è sotto gli occhi di tutti, operatori e cittadini. Il suo funzionamento, infatti, è garantito esclusivamente grazie ai forti tagli effettuati negli ospedali dell’Area Vasta 3». È quanto denuncia Paola Ticani, Segretaria Regionale Cisl Fp Marche.  Tutte le figure professionali in servizio al Covid Hospital, ad eccezione di pochissimi professionisti dell’INRCA, provengono dagli ospedali di Camerino, San Severino; Macerata e Civitanova. «Ordini di servizio “improvvisi”, come se questa ondata non fosse stata prevista, hanno, per l’ennesima volta stravolto la vita di molti dipendenti che si sono visti catapultati a chilometri di distanza dalla normale sede di servizio con un preavviso di poche ore dall’inizio del turno – prosegue Ticani -. Purtroppo tutto ciò, oltre a mettere in crisi le vite dei professionisti, sta mettendo in grossa difficoltà la normale funzionalità dei presidi ospedalieri esistenti».    Nei pronto soccorso di Camerino, Macerata e Civitanova il personale «è allo stremo. Pazienti positivi vi stazionano anche per diversi giorni mettendo a rischio la garanzia dei percorsi pulito/sporco. Che tipo di assistenza si può garantire quando il personale è ridotto al minimo?».  «Al di là dello squallido teatrino a cui si assiste in questi giorni, basato su propaganda ed annunci a sensazione, chi doveva farlo, non è riuscito a mantenere neanche un ospedale “pulito” sul territorio per garantire le cure delle malattie non Covid, non procrastinabili – dichiara la Segretaria Regionale -. Ancora una volta, la pressione dei numeri e l’impreparazione stanno prevalendo sul buon senso di garantire una pari dignità di accesso alle cure. Si torna a parlare della possibilità della riconversione dell’ospedale di Camerino: questo dovrebbe porre l’attenzione sul ruolo che tale presidio riveste per l’assistenza sanitaria a tutta la popolazione dell’alto maceratese ancora in piena emergenza terremoto e con l’inverno alle porte. I tempi di percorrenza già lunghi, per raggiungere un altro ospedale, potrebbero notevolmente aumentare in caso di neve».  La prevenzione, che dovrebbe essere il fulcro della gestione di questa pandemia, sempre per carenza di personale, «si trova a “rincorrere“ il virus. La necessità di un tempestivo tracciamento dei casi positivi è stata da subito evidenziata come la base per il contenimento dei contagi, ma la carenza di tecnici di laboratorio e di assistenti sanitarie rende difficile un approccio rapido e mirato, facendo saltare il contact tracing».  È una corsa contro il tempo, quella che il sistema sanitario sta facendo: «Il periodo estivo avrebbe dovuto servire a far trovare tutte le pedine giuste al posto giusto nel momento in cui il virus avesse ripreso a circolare prepotentemente tra la popolazione. Invece no – sottolinea Ticani -. Ora ci viene detto che si sta facendo un grande sforzo per l’assunzione di personale, ma non era forse il caso di avere i “soldati” già schierati in questa guerra annunciata? Non era forse il caso, vista l’esperienza di marzo, prevedere un ospedale completamente pulito in ogni territorio? Non era forse il caso che gli abitanti della zona montana avessero garantita la stessa possibilità di accesso alle cure del resto degli abitanti dell’Area Vasta 3? Non era forse il caso che il Covid Hospital di Civitanova avesse una sua connotazione regionale con personale magari militare o della Protezione Civile?». Tutti quesiti che la Segretaria Regionale della Cisl Fp Marche gira ai tecnici ASUR e all’Assessore alla Sanità.  «Ora siamo in guerra – conclude Ticani - i soldati sono pochi e stanchi a causa dell’ondata precedente, costretti oltre che a turni massacranti anche a tempi di percorrenza notevoli per raggiungere il posto di lavoro. Rifletta la politica sia quella locale che quella regionale, salita su un treno in corsa, su come sta affrontando questo “ritorno del Covid”, perché se sulla carta tutto sembra perfetto, cosi non è nella realtà. Il Covid Hospital poteva e doveva essere la soluzione ma attualmente rappresenta un problema».
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18/11/2020 Emergenza Covid: riconosciamo lo sforzo di tutti gli operatori socio-sanitari nella lotta alla pandemia
Non solo medici, infermieri ed OSS: la Cisl Fp Marche vuole ricordare, per rispetto di tutte le professioni socio-sanitarie, il duro compito quotidiano di lotta e resistenza contro la pandemia Covid di tutti gli operatori della sanità pubblica, di quella privata e del sociale. Oltre al personale impegnato direttamente nei reparti, c'è tutto un mondo di figure di supporto, altrettanto importanti e strategiche per la riuscita del contrasto al Covid. «Si pensi ad esempio ai tecnici sanitari di Radiologia e di laboratorio, ai biologi, alle assistenti sanitarie ed al personale della Prevenzione - spiega Giuseppe Donati, Segretario Regionale Cisl Fp Marche -. Ancora, andrebbero menzionati, le ostetriche, gli educatori, gli autisti di ambulanza, i volontari delle pubbliche assistenze. Non si nominano mai gli assistenti sociali ad esempio, che supportano i cittadini e le famiglie maggiormente in difficoltà, entrando nelle loro case, come nemmeno gli educatori professionali che accompagnano chi è più svantaggiato e presidiano il mondo del disagio psichico».   Con particolare riferimento alla situazione nel Fermano e nell'Area Vasta 4, Donati aggiunge: «Senza i tecnici di laboratorio, che nell’Unità Operativa Complessa del Murri e nell’area del Dipartimento di Prevenzione, analizzano giorno e notte, centinaia e centinaia dei famosi tamponi molecolari prelevati giornalmente, non si avrebbero i referti, rendendo quindi impossibile provvedere alla diagnosi precoce. Ugualmente, senza chi, come le assistenti sanitarie ed altri operatori con esse, continua stoicamente a fare tracciamento, lavorando anche sabati e domeniche da febbraio scorso, non si potrebbe risalire alla catena di contagi ed intervenire prontamente. A tutti questi lavoratori va il massimo plauso possibile».   «Purtroppo però - prosegue il Segretario Regionale -, in Area Vasta 4, al pari di quanto avvenuto per infermieri ed OSS, gli errori compiuti molto prima dell’esordio della pandemia, da chi si è occupato dei piani assunzione e del reclutamento del personale, stanno pesando enormemente sul lavoro di queste figure. Mancano molti tecnici di laboratorio e di Radiologia al Murri e questo rischia di mandare in crisi il prezioso lavoro che i servizi diagnostici stanno portando avanti».    Il numero di tecnici di laboratorio dell’Ospedale di Fermo, che da fine 2019 ad aprile 2021 sono o andranno in pensione, ammonta a 8 unità. Poche di queste unità sono state sostituite e, in un momento così intenso di lavoro e di emergenza, la carenza di organico, da prevedere a prescindere dal Covid, pesa enormemente sull’organizzazione del lavoro. Gli stessi tecnici di Radiologia, abilitati a coprire i turni sulle 24 ore, sono rimasti pochi (circa 11) anche a causa di malattie lunghe o aspettative. «Chiaramente tutto questo non emerge dai titoli dei giornali con i quali vengono annunciati nuovi servizi o l’acquisto di nuove macchine radiologiche dal Direttore di Area Vasta 4 o da altri dirigenti - sottolinea Donati -. La Cisl Fp è la prima ad essere contenta se aumentano i servizi ai cittadini, ma dietro ogni macchina o per garantire un nuovo servizio come ad esempio la radiologia domiciliare, devono esserci uno o più operatori, che ad oggi scarseggiano. La propaganda non crea e non moltiplica i professionisti».   «Come si mandano avanti Reparti e Servizi attualmente? - continua Donati - Come si riesce a recuperare lo screening senologico, ad esempio, vista la carenza di personale tecnico sanitario? Ci risulta che una percentuale variabile tra il 20 ed il 30% delle attività assistenziali, diagnostiche ed interventistiche in generale, siano organizzate grazie al ricorso alle prestazioni orarie aggiuntive. Grazie a questa modalità di lavoro che, sarebbe bene ricordarlo, impone ai professionisti turni aggiuntivi di lavoro oltre quelli dovuti per contratto, si riesce ancora a dare le risposte sanitarie minime e, in alcuni casi, aggiuntive. Tutto questo però non è normale e non potrà durare a lungo».   Lo stress enorme al quale tutto il sistema sanitario fermano è sottoposto da troppo tempo rischia di implodere perché infermieri, OSS, tecnici sanitari, assistenti sanitarie, ostetriche, educatori,  ecc «non sono robot ma persone in carne ed ossa con un limite di sopportazione».   «Dover constatare che la Regione Marche, e di conseguenza anche Area Vasta 4, si sia trovata ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria del Covid senza le truppe necessarie è vergognoso - attacca Donati -. Organici sottodimensionati, tagli inverecondi sul personale del comparto portati avanti dalla politica regionale degli ultimi 10 anni e, in ultimo, concorsi pubblici che per essere espletati impiegano anni ed anni, l’assenza di qualunque graduatoria a tempo indeterminato delle figure sanitarie principali, sono elementi gravissimi di cui qualcuno dovrà rispondere prima o poi».   La Cisl Fp rinnova il suo ringraziamento non solo nei confronti dei lavoratori piú esposti come medici, infermieri ed OSS, ma anche di tutte quelle figure professionali del settore pubblico e privato che permettono al sistema sanitario di combattere e, ne siamo certi, vincere il Covid-19.  
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13/11/2020 Coronavirus: Cgil Cisl Uil Pa, 13 novembre mobilitazione a sostegno lavoratori sanità Sicurezza, assunzioni e contratti le priorità per il personale sanitario
“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Questo lo slogan dell’iniziativa nazionale, promossa da Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl, che si svolge venerdì 13 novembre con iniziative articolate nelle cinque province marchigiane: - dalle ore 9,00 alle ore 10,00 a Pesaro, Ancona e Civitanova Marche, rispettivamente presso le strutture ospedaliere di Marche Nord, Torrette e Covid Center; - dalle ore 13,30 alle ore 15,00 presso l'ospedale Murri di Fermo e ad Ascoli Piceno presso le strutture ospedaliere di Ascoli e San Benedetto. Oltre ai professionisti della sanità, partecipano anche gli altri lavoratori del pubblico impiego, in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti, ulteriori risorse e nuove assunzioni: una iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane. « In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, le lavoratrici e i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario - sottolineano i Segretari Generali di  Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl Marche - è necessario che ai circa 20.000 lavoratori del SSR Marche sia garantito di poter lavorare in sicurezza, assicurando costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Indispensabile e urgente è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, attraverso tutti gli strumenti applicabili: l'utilizzo delle graduatorie da altre regioni applicando la L. 101/2015, la stabilizzazione dei precari portando a termine quanto previsto nella DGR 626/2020.» « Altrettanto importante che si rinnovino i contratti ormai scaduti al 31/12/2018, occorre valorizzare la professionalità delle e riconoscere gli sforzi di questa difficilissima fase: non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma anche prima di tutto un diritto. - concludono Matteo Pintucci, Fp Cgil, Luca Talevi Cisl Fp e Marcello Evangelista Uil Fpl Marche - Questa è anche una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri e tutto il personale sanitario. »  
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