• Home/
  • Federazioni/
  • Pubblico/
  • CISL FUNZIONE PUBBLICA

CISL FUNZIONE PUBBLICA

Cisl Marche News

28/05/2020 Scuola post Covid, sovraffollamento di sempre. La denuncia dei sindacati: “Personale carente e problemi strutturali”
Anche classi con oltre 35 studenti e alunni costretti a scegliere altre scuole o indirizzi pur di non fare molti chilometri. Succede al liceo classico di Fermo (indirizzo scienze umane) ma non si tratta di un caso isolato in regione. Gli spazi angusti delle scuole erano all’indice anche prima dell’emergenza. Ora, determinate soluzioni sono davvero impensabili per via di un rientro a scuola che deve tenere conto del triste ma necessario distanziamento sociale per limitare il contagio da Covid-19. La denuncia arriva dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, critiche verso l’Ufficio scolastico regionale per il mancato coinvolgimento delle parti sociali nella composizione degli organici, effettuata invece attraverso calcoli matematici che poco hanno a che fare con le reali necessità delle scuole marchigiane. Un sistema ragionieristico utilizzato anche per quando riguarda il sostegno ai disabili. A rischio c’è la continuità didattica per almeno 200 tra bambini e ragazzi che non ritroveranno i loro insegnanti per un astruso meccanismo, utilizzato solo nelle Marche e non previsto in alcuna norma, per cui i docenti vengono spostati  da una scuola all'altra in un inutile quanto dispendioso balletto, immolati sull'altare dell'algoritmo.Manca il personale. Da una stima, considerando il distanziamento sociale, solo per scuola dell’infanzia e della scuola primaria serviranno a settembre oltre 2700 docenti e quasi 1000 collaboratori scolastici. Poi ci sono gli annosi problemi strutturali. «L’unica certezza è la necessità di distanziamento sociale – evidenziano Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) - ma le nostre classi sono state costituite utilizzando i parametri massimi consentiti. Questo creerà agli alunni delle Marche un grande svantaggio per la difficoltà di coniugare il diritto all’istruzione con il diritto alla salute». Varie e diffuse in tutte le province le situazioni di sovraffollamento. Secondo le tabelle consegnate dall’Ufficio Scolastico Regionale ai sindacati lo scorso 20 maggio il record è a Pesaro: ben 36 studenti per una classe prima del liceo scientifico Laurana Baldi. Non stanno meglio, ad Osimo, gli studenti delle prime classi del Corridoni Campana, indirizzo linguistico: in 33. Macerata invece si ferma a 32 di media per le prime classi del Linguistico Leopardi e dello Scientifico Galilei. In tutto sono 67 gli istituti superiori delle Marche dove le sigle sindacali hanno riscontrato oltre 30 alunni per classe. Problemi di sovraffollamento che non risparmiano gli altri gradi di istruzione. Nelle scuole dell’infanzia ci sono situazioni da 30 alunni all’Istituto comprensivo Luciani – San Filippo di Ascoli e al Mestica di Macerata. Nella scuola primaria le criticità maggiori sono in provincia di Pesaro dove a San Lorenzo in Campo è prevista una quarta con 30 alunni. Ci sono poi situazioni con meno ragazzi ma con portatori di handicap: 27 studenti di cui due disabili ad Ancona (Ics Novelli) e a Recanati (Ics Lotto), 25 studenti di cui tre disabili a Falconara (Ics Falconara Centro) e a Castelfidardo. Nelle scuole medie sarà davvero complicato far rispettare le distanze con 29 alunni (al Convitto di Macerata e ad Acquaviva Picena) o con 28 (a Serra de’ Conti e a Falerone).«Malgrado avessimo più volte richiesto un confronto ad aprile – attaccano i sindacati – l’Ufficio scolastico regionale non ha mai illustrato i criteri di attribuzione dell’organico se non in modo generico. L’organico a livello nazionale non ha subito decurtazioni e quindi è assolutamente importante salvaguardare la consistenza della scuola dell’infanzia e primaria della Marche agendo secondo una logica di potenziamento dell’offerta formativa». Soprattutto nella regione che ancora deve riprendersi dai danni del sisma che ha coinvolto le scuole in termini di strutture e di comunità. «Per quanto riguarda la didattica a distanza – concludono le organizzazioni sindacali - per la scuola secondaria di secondo grado, riteniamo sia necessaria una particolare attenzione ai segmenti più deboli (scuole professionali e istruzione per adulti) in quanto le difficoltà (culturali, di alfabetizzazione digitale, di spazi in casa per poter studiare, di connessione) hanno di fatto aumentato le disparità tra gli alunni che rischiano un’emarginazione scolastica e formativa. Pensiamo che questo gap debba essere recuperato alla ripresa del nuovo anno scolastico e ciò non può essere fatto con un organico appena sufficiente. A ciò si aggiunge la “non soluzione” individuata dal governo per risolvere la questione del concorso docenti. Per quanto riguarda le Marche a settembre mancheranno oltre 2mila docenti, che avrebbero potuto essere stabilizzati dando continuità didattica ai nostri studenti, e circa 1000 ata. Chiediamo quindi che l’Ufficio Scolastico Regionale, massimo rappresentante del Ministro dell’Istruzione sul territorio, si attivi per reperire l’organico docenti e ATA rispondente al piano dell’offerta formativa regionale e adeguato alle esigenze degli studenti delle Marche».
Continua a leggere
27/05/2020 Il digestore anaerobico, una infrastruttura necessaria per il territorio provinciale, una opportunità persa per Aset spa?
La realizzazione di un digestore anaerobico per la lavorazione della frazione organica dei rifiuti è un’opera necessaria e urgente per il territorio. Oggi questa raccolta differenziata viene trasportata negli impianti dell’Emilia Romagna e del Veneto con dispendio di risorse e inquinamento prodotto dai camion utilizzati. Cosa succederebbe se questi impianti decidessero di non accogliere più il nostro umido? Entreremmo immediatamente in emergenza, uno scenario che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione. L’impegno dei cittadini che differenziano i rifiuti deve essere ripagato con una dotazione impiantistica di prossimità che consenta di valorizzare questi materiali per trasformarli in compost di qualità ed in energia. Questo deve essere l’impegno delle aziende pubbliche e partecipate del territorio, non essere solamente operatori che raccolgono e trasportano le raccolte differenziate, ma imprese che dotano il territorio delle infrastrutture necessarie, fanno investimenti, creano occupazione. Questa è l’economia circolare.  L’iniziativa di Marchemultiservizi di richiedere l’autorizzazione per la costruzione di un impianto di ultima generazione la salutiamo con favore perché consentirà di uscire dall’immobilismo degli ultimi due anni. Gli impianti di ultima generazione danno le garanzie di tutela dell’ambiente, di controllo delle emissioni. L’autorizzazione dovrà valutare attentamente il progetto affinchè queste garanzie siano rispettate a tutela della popolazione residente nelle zone limitrofe e dell’ambiente in generale. Sarà pure indispensabile un confronto con i residenti con tutti i portatori di interesse collettivi, per spiegare il progetto; non sarà facile ma oggi metterci la faccia con lo sguardo rivolto al futuro è necessario e siamo sicuri che le persone sapranno valutare. Non possiamo rinunciare ai benefici di questo investimento tanto più che gli incentivi previsti termineranno nel 2022. «Questa è una occasione mancata per Aset - dichiarano Maurizio Andreolini (Fit Cisl) e Stegano Ovani (Fp Cgil) -. Grave perché le aziende che non decidono che non fanno investimenti strategici, non hanno futuro. Confidiamo che si riprenda immediatamente un confronto affinché questa azienda entri a far parte di questo progetto: ne va del destino dei suoi lavoratori».
Continua a leggere
27/05/2020 Ritardi nel pagamento degli ammortizzatori. Cgil Cisl Uil Marche: “A rischio la tenuta sociale del Paese e della nostra regione”
Cgil Cisl e Uil delle Marche sottolineano la grave difficoltà in cui versano migliaia di lavoratori e lavoratrici di questa regione, in relazione all’erogazione degli ammortizzatori sociali per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Nonostante l’efficace lavoro svolto dall’Inps, dalla Regione e dall’Ebam che hanno elaborato migliaia di pratiche in poche settimane, sono emersi con drammatica evidenza tutti i limiti di un sistema farraginoso e differenziato a seconda dei settori e delle tipologia di impresa, nonché dei soggetti che usufruiscono di tali strumenti.  Nella nostra regione sono circa 200mila le persone coinvolte nei mesi di marzo e aprile, con una differenza sostanziale: mentre per quanto riguarda la Cassa Ordinaria le quasi 11mila domande sul territorio regionale sono in via di autorizzazione completa da parte dell’Inps e molti lavoratori hanno ricevuto o stanno ricevendo in questi giorni i pagamenti diretti per i mesi di marzo e aprile, per quanto concerne la Cassa in deroga (circa 14mila domande per 39mila lavoratori), registriamo ancora un ritardo nei pagamenti sopratutto del mese di aprile, dovuti al mancato trasferimento delle risorse all’Inps regionale da parte del Governo, risorse tra l’altro già stanziate nel DL Cura Italia e rafforzate con un ulteriore stanziamenti di 2,7 miliardi di euro nel DL Rilancio. La stessa situazione preoccupante riguarda i pagamenti di FSBA che interessa le imprese artigiane ed i loro lavoratori (10mila domande per 43mila addetti), pagamenti che al momento hanno quasi per intero soddisfatto il mese di marzo ma non ancora iniziati per la copertura dell’assegno ordinario relativo al mese di aprile. Anche in questo caso le lungaggini stanno ritardando il trasferimento delle risorse stanziate nel DL rilancio (1,1 mld) e mettendo in grande difficoltà le famiglie dei lavoratori del comparto artigiano. La realtà più difficile però è vissuta dai lavoratori e dalle lavoratrici che sono in attesa del pagamento del FIS per i mesi di marzo ed aprile: sono oltre 50mila nella nostra regione. Tale condizione, dovuta a un blocco delle risorse nazionali nel trasferimento all’Inps regionale è ulteriormente aggravata dal fatto che i settori più interessati al pagamento di questo ammortizzatore sono quelli che spesso impiegano lavoratori part-time, con retribuzioni basse e privi delle tutele economiche e normative necessarie, quindi già più vulnerabili. Cgil Cisl e Uil  sono impegnate a livello nazionale affinché siano accelerati i tempi di pagamento e se le richieste non dovessero essere accolte dal Governo e dall’INPS nazionale e la situazione non dovesse risolversi, si dovranno considerare forme di mobilitazione - come affermano Giuseppe Santarelli, Cristiana Ilari e Graziano Fioretti, per CGIL CISL UIL delle Marche  «Siamo consapevoli delle difficoltà strutturali ma la situazione di molti lavoratori e lavoratrici è davvero drammatica, considerando poi che siamo ormai alla fine di maggio e molti di loro sono ancora interessati dall’utilizzo di ammortizzatori che nel frattempo sono stati prolungati, fino al 31 agosto di ulteriori 5 settimane che si andranno a sommare alle già concesse 9 settimane. In un momento così delicato per il nostro Paese, non è ammissibile che il tempo della burocrazia metta a rischio il reddito e le condizioni di vita dei lavoratori con l’effetto collaterale di compromettere anche il lavoro svolto dall’Inps delle Marche. In tanti sono allo stremo e vediamo fortemente a rischio la tenuta sociale del nostro territorio per questo vogliamo far sentire con forza la voce di chi sembra essere stato dimenticato».
Continua a leggere
26/05/2020 Sanità: nessun confronto sulle scelte nella Provincia di Pesaro-Urbino
  Cgil Cisl e Uil di Pesaro Fano e Urbino, unitamente alle categorie dei pensionati, sostengono la vertenza del personale sanitario per la mancata erogazione delle premialità promesse al personale delle aziende sanitarie che in queste settimane la comunicazione ha descritto come “eroi”. Una vicenda incredibile e che rasenta il grottesco. Soldi promessi, ad oggi non ancora erogati, malgrado gli annunci sulla stampa. In aggiunta a questa vicenda perdura da parte dei massimi vertici della sanità regionale, e delle direzioni delle aziende Marche Nord e Area Vasta n.1, l’atteggiamento ormai consueto di sfuggire al confronto sulla delicata e critica situazione del sistema sanitario della nostra provincia. Nessuna risposta né convocazione, un silenzio surreale, una volontà precisa di rifiutare il dialogo. Abbiamo ripetutamente richiesto un confronto sul sistema sanitario del nostro territorio e nuovamente nei giorni scorsi abbiamo inviato specifiche richiesta di incontri su questi temi: ·         Verificare lo stato di attuazione di quei percorsi che, secondo la normativa vigente, dovrebbero essere attivati per garantire l’assistenza, individuale e domiciliare, in alternativa alla sospensione dei servizi scolastici (relativamente agli studenti con disabilità) ed alla chiusura dei centri diurni sanitari e sociosanitari per anziani, disabili e persone con disturbi mentali. Allo stesso tempo sarà utile un monitoraggio circa le modalità attraverso le quali vengono erogati i sostegni domiciliari, quali le cure domiciliari, il SAD e l’Assistenza educativa domiciliare.   ·         Approfondire la situazione dell’assistenza agli anziani non autosufficienti ospiti delle strutture residenziali extra ospedaliere sanitarie e socio sanitarie. In particolare è nostra intenzione verificare lo stato di attuazione delle procedure e dei percorsi descritti nella Determina del Direttore generale ASUR n. 162 del 3 aprile 2020, finalizzati alla prevenzione e alla gestione dei contagi da Covid-19 all’interno delle strutture.     Nessuna risposta, un silenzio surreale   Sono anni che chiediamo di confrontarci nel merito delle scelte  del  sistema sanitario ospedaliero e territoriale, ricevendo in cambio solo rari e inconcludenti incontri. In questa delicata fase invece sarebbe necessario rafforzare la partecipazione e il confronto, tra le aziende sanitarie e il mondo della rappresentanza degli interessi collettivi. Le OO.SS denunciano questo grave atteggiamento delle direzioni delle aziende sanitarie. Denunciamo anche il silenzio dei Sindaci che dovrebbero con coraggio chiedere di avviare immediatamente un confronto sulle scelte sanitarie che, superando gli sterili localismi, propongano un modello sanitario imperniato su una rete territoriale di servizi sanitari, una efficace e capillare assistenza domiciliare e una moderna rete ospedaliera.  
Continua a leggere
23/05/2020 Whirlpool: preoccupazione per il futuro degli stabilimenti marchigiani
Il futuro degli stabilimenti marchigiani della Whirlpool suscita la preoccupazione della Fim Cisl: i sindacati sono stati convocati dall'azienda lunedì prossimo, 25 maggio, per importanti comunicazioni. Il timore è che, dopo la conferma della volontà di chiudere lo stabilimento di Napoli, la multinazionale possa decidere di intervenire con ulteriori riduzioni della sua presenza in Italia.  Negli stabilimenti di Fabriano e Comunanza, già tornati al lavoro dopo la pandemia, il 6 aprile sono scaduti gli ammortizzatori sociali, rinnovati proprio a causa del Covid-19: la nuova scadenza è ora fissata per fine giugno. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Giampiero Santoni, Segretario regionale Fim Cisl Marche.
Continua a leggere

CISL FP MARCHE News

25/05/2020 18 giugno sciopero nazionale lavoratori della Sanità Privata per rinnovo del CCNL scaduto da 14 anni. Cisl Fp Marche: “Presidente Ceriscioli si attivi per sbloccare la situazione”
Nelle Marche sono oltre 4000 i lavoratori della sanità privata. Lavoratori che da 14 anni aspettano il rinnovo del contratto nazionale: una situazione che la Cisl Fp e gli altri sindacati di categoria ritengono inaccettabile. I soggetti che operano in convenzione, accreditamento o concessione con il sistema pubblico devono operare nel rispetto dei diritti dei lavoratori tra cui il primario è il rinnovo del contratto nazionale alla sua scadenza naturale. Purtroppo le associazioni datoriali Aris ed Aiop mettono in discussione la sostenibilità del rinnovo contrattuale dopo aver sottoscritto, a livello nazionale, un verbale presso il Ministero con le Regioni ed il Governo, ottenendo conferme sull'impegno delle Regioni per agevolare lo sblocco della trattativa.        Lavoratori che hanno garantito servizi essenziali e di qualità  in tutte le Marche anche durante l'emergenza Covid, dando anche la disponibilità ad operare nei reparti Covid creati all'interno di alcune strutture private, e mettendo quotidianamente a rischio la propria incolumità fisica, meritano di veder riconosciuta la loro dignità e professionalità almeno con il rinnovo del contratto nazionale. Il 18 giugno le segreterie nazionali confederali di  categoria hanno indetto lo sciopero nazionale dei lavoratori della Sanita Privata e si chiede al Presidente Ceriscioli, al quale è stata mandata nei giorni scorsi apposita comunicazione, di adoperarsi, nell'ambito delle sue competenze, per lo sblocco di una situazione senza precedenti. La  Cisl Fp Marche, in linea con le azioni di mobilitazione e sensibilizzazione della vertenza organizzate con  Fp Cgil e Fpl Uil, ritiene fondamentale un apposito incontro organizzato dalla Regione con le rappresentanze datoriali regionali Aris ed Aiop per verificare tutte le azioni atte ad agevolare la sottoscrizione del CCNL prima del 18 giugno.                  «La dignità agli "eroi" della sanità privata va riconosciuta con fatti concreti e non solo a parole» dichiara Luca Talevi, Segretario generale della Cisl Fp Marche                
Continua a leggere
21/05/2020 Ospedale di Chiaravalle, Cisl Fp : Occorre riattivare al più presto le funzioni di ospedale di comunità
«L’Ospedale di Chiaravalle torni alle sue funzioni di “ospedale di comunità”! Lo chiedono sia la popolazione di questo territorio, sia gli operatori della struttura.-affermano  Stefania Franceschini e Alessandro Mancinelli della Cisl Fp Ancona - Il lavoro “egregio”, riconosciuto anche dalla Direzione dell’ ASUR, svolto da questa struttura durante l’emergenza covid, che, con una trasformazione repentina, ha permesso di allestire fino a 50 posti letto per pazienti positivi assistendo complessivamente 92 malati, ha avuto come contraltare la riduzione o sospensione di tutte le attività offerte al territorio. Sono stati chiusi : l’hospice, la RSA, il reparto di  Cure intermedie, la riabilitazione, la specialistica poliambulatoriale, il servizio vaccinazioni e i servizi di cassa, prenotazione e anagrafe sanitaria. Alcune di queste attività sono state trasferite in altri comuni mentre altre sono state  del tutto sospese, con notevole disagio per i cittadini. - precisano Franceschini e Mancinelli - Solo la collaborazione con il Comune ha permesso di mantenere a Chiaravalle, in altra sede, l’ambulatorio infermieristico per ferite, terapia iniettiva e accessi vascolari, il punto prelievi, l’UMEE, un servizio di  visite urgenti di cardiologia, dermatologia e chirurgia, e una parziale riattivazione di attività di fisioterapia.Tutta l’operazione ha comportato lo spostamento complessivo di circa 30 operatori.» L’ASUR,nell’incontro sindacale del 19 maggio u.s., ha sostenuto,che «appena saranno dimessi gli ultimi pazienti covid, ad oggi 29, sarà effettuata la sanificazione degli ambienti e saranno riattivati i servizi sospesi. » «Rteniamo, come CISL FP, che debbano essere garantiti tempi certi per questa operazione, perché l’emergenza COVID, tra le altre criticità ha anche messo in grave difficoltà la già debole rete dei servizi sanitari residenziali e ambulatoriali del territorio. - rilanciano  e  concludono Stefania Franceschini e Alessandro Mancinelli  - E’ tempo quindi di riportare i servizi sanitari e socio-sanitari all’interno della struttura ospedaliera e di programmare meglio e diversamente l’eventuale ripresentarsi dell’epidemia tenendo anche conto che questa struttura ospedaliera ha a disposizione 2 piani completamente grezzi che non sono mai stati allestiti e utilizzati.»  
Continua a leggere
20/05/2020 Sanità Marche, incentivi e stabilizzazione personale reparti e ospedale Covid Civitanova. Cisl Fp Marche : Attendiamo risposte chiare dall'incontro di venerdì in Regione. Pronti alla mobilitazione, sciopero sanità privata 18 giugno
«Fondamentale incontro venerdì 22 maggio con la Regione Marche per comprendere se vi è l'intenzione di riconoscere economicamente l'enorme sforzo compiuto, ed ancora in corso, da coloro denominati "eroi" a parole ma che in busta paga non hanno visto neanche un centesimo di riconoscimento. - puntualizza Luca Talevi, Segretario Generale Cisl Fp Marche -  L'accordo confederale è rimasto, dal 20 aprile scorso, sulla carta nonostante molte altre regioni hanno nel frattempo trovato l'intesa per valorizzare concretamente il lavoro compiuto da infermieri, oos, tecnici, che hanno lavorato senza soste rischiando spesso la propria incolumità fisica,  operando in condizioni estreme, pur di dare risposte ai pazienti .» «Chiediamo il riconoscimento delle dovute indennità, dei tempi di vestizione, oltre che di risorse aggiuntive atte a valorizzare concretamente l’attività svolta. - rilancia Talevi - Qualora non si giunga ad un accordo, durante l’incontro in Regione venerdì prossimo, i sindacati confederali di categoria avvieranno iniziative immediate di mobilitazione a supporto della vertenza.» Massima vigilanza altresì su come verrà organizzato l'ospedale Covid di Civitanova.« Si è ribadito al Presidente della Regione Marche ed all'Asur che il personale a tempo indeterminato coinvolto dovrà essere composto  da coloro che volontariamente chiedono la mobilità da altra struttura ospedaliera garantendo la sostituzione dello stesso personale per il periodo ove sarà coinvolto nell'ospedale Covid. - continua il Segretario Generale della Cisl Fp Marche - Le altre patologie infatti non sono andate in "ferie" durante l'emergenza e lunghe sono le attese da smaltire in tutte le strutture ospedaliere. Necessita personale anche per garantire almeno il periodo di ferie estive a personale stremato dopo tre mesi di lavoro senza sosta ed anche psicologicamente pesantissimo.» La Cisl Fp, insieme alle altre sigle, chiede poi alla Regione che deliberi quanto prima il piano delle stabilizzazioni 2020/2022, alla luce anche dei tanti precari che in questo periodo si sono messi a disposizione per supportare le azioni tese a contrastare l'emergenza Covid. «Alla Regione, inoltre,  chiederemo un chiaro intervento a favore dei lavoratori della sanità privata, senza contratto nazionale da oltre tredici anni. Non è accettabile che oltre 4000 lavoratori marchigiani di strutture aderenti ad Aris ed Aiop operino con salari fermi dal 2007. - conclude Luca Talevi -  Il 18 giugno è stato indetto lo sciopero nazionale della sanità privata, ma chiediamo alla Regione di farsi parte attiva con le associazioni datoriali per definire quanto prima l'annosa questione.»
Continua a leggere
07/05/2020 Area Vasta 4: "Nessun incentivo economico per gli operatori sanitari"
  Da settimane ormai, vengono preannunciati interventi sia economici sia di assistenza in favore degli operatori sanitari della Regione Marche impegnati nell’emergenza Covid, ma ad oggi tutto è rimasto solo sulla carta.   La Cisl Fp Marche, per voce del Segretario regionale Giuseppe Donati, stigmatizza in particolare la situazione in corso nell'Area Vasta 4 di Fermo: «Circa 300 infermieri (quasi il 50% di quelli in dotazione) e 50 Oss hanno lavorato stabilmente in reparti con pazienti Covid positivi - dichiara Donati -. Sono quelli che abbiamo visto nelle tante immagini con addosso tute e scafandri, indossati per 7-8 ore in turni massacranti.  Insieme a loro, molti altri professionisti, come ad esempio i tecnici di Radiologia, le assistenti sanitarie, le ostetriche ad altri, in modi e tempi diversi, hanno prestato la loro opera a contatto con i malati positivi mettendo a rischio la propria salute pur di assistere, confortare, curare ed anche accompagnare al fine vita, tante donne e tanti uomini colpiti dal coronavirus».  «Ad oggi - prosegue Donati - a questi operatori dell’AV4, da parte della Regione Marche e dall’ASUR, sono arrivate solo “chiacchiere” e simbolici ringraziamenti. Sono usciti sui giornali annunci su annunci di milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per premiare anche gli Operatori dell’Area Vasta 4 ma al momento, nonostante l’impegno del sindacato confederale, nulla di concreto è stato fatto. Sembra che la possibilità di erogare in busta paga le risorse promesse sia ancora lontana anche a causa di vincoli statali sul rispetto del tetto di spesa per il personale ancora vigenti». Eppure il numero degli operatori sanitari della provincia di Fermo colpiti dal Covid, è molto alto. La percentuale, in rapporto al numero totale dei cittadini positivi, è risultata la più alta della Regione. «Se la media regionale è di circa il 5%, la provincia di Fermo ha registrato una percentuale di circa il 6% - osserva Donati -. La stragrande maggioranza degli operatori si sono ammalati anche a causa di quanto avvenuto nel famigerato Reparto di Medicina sinistra. Non dimentichiamo che alcuni di questi lavoratori hanno lottato per la vita, attaccati ai respiratori. Ecco perché i troppi auto-elogi di personaggi della Direzione dell’AV4, letti sulla stampa o sui social, sono sembrati veramente fuori luogo. La partita delle responsabilità, del resto, spetterà ad altri affrontarla al tempo dovuto. Come Cisl Fp non potremo certo dimenticare i richiami e le reprimende fatti dalla Direzione Sanitaria nei confronti di alcuni medici ed infermieri perchè all’inizio dell’emergenza volevano indossare, durante le visite ed i consulti, le poche mascherine disponibili».  Vanno denunciate poi altre penalizzazioni nei confronti dei dipendenti dell’Area Vasta 4, dettate da ritardi dell’ASUR. «Che fine ha fatto ad esempio l’estensione dell’indennità contrattuale di Malattie Infettive (parliamo di € 5,16 a turno) a tutti quelli che hanno lavorato nei Reparti Covid? - chiede Donati - per non parlare dell'OBI diventato un’estensione delle Malattie Infettive, Rianimazione,e altro. L’ASUR sta ancora tergiversando per dare la direttiva di cumulabilità delle diverse indennità ma, cosa vergognosa, non ha accettato di derogare alla modalità di calcolo dell’indennità di turno nemmeno per i mesi della pandemia ove i turni sono stati letteralmente sconvolti per esigenze delle Aziende. Non parliamo poi della ormai nota questione dei tempi di vestizione/svestizione della divisa. Su questo, a proposito di “riconoscenza regionale” nei confronti dei lavoratori della Sanità, pendono sentenze favorevoli di vari Tribunali delle Marche, che hanno dato ragione ai ricorrenti sul riconoscimento del tempo di vestizione pre-contratto 2016 contro le quali ASUR si è sempre ostinata a fare appello pur sapendo di perdere, oppure non ha corrisposto il dovuto in base alle sentenze. Adesso, per questa emergenza, si parla di riconoscere 40 minuti complessivi di tempo vestizione a chi ha dovuto indossare le tute protettive: si parla, appunto, ma non si fa».   «I cittadini fermani devono sapere che i valorosi infermieri del 118 di Fermo che hanno rischiato la salute per tutti i tre mesi della pandemia, al contrario dei colleghi di altre Aree Vaste come Macerata o Pesaro, da luglio 2018 non riescono a percepire l’indennità contrattuale legata alla turnazione - denuncia il Segretario regionale della Cisl Fp -. Una perdita economica di circa 80-100 euro. Tutto questo per cavilli, interpretazioni sbagliate e ritardi colpevoli della Direzione del Personale ASUR pure coperta dalla Regione, velocissima a tagliare il salario accessorio ai dipendenti appena sottoscritto il nuovo Contratto Nazionale ma fortemente indietro nell’applicare in toto gli istituti contrattuali che porterebbero soldi ai dipendenti dell’Area Vasta 4. Sono più i soldi persi per lentezze ed omissioni di Regione ed ASUR rispetto a quelli che dovrebbero percepure come premio per quanto fatto durante l'emergenza. Anche la politica locale, che conosce questa verità, non è intervenuta per far sì che agli operatori del Fermano venga riconosciuto ciò che meriterebbero».
Continua a leggere
23/04/2020 Coronavirus: confronto tra Regione e sindacati su quasi 800 precari della sanità
Inizia il confronto tra Regione e sindacati sul percorso di stabilizzazione di quasi ottocento precari della stabilità: tra questi, circa 350 infermieri entrati in servizio prima dell'emergenza Coronavirus e altri 390 arruolati proprio per far fronte alle nuove esigenze di organico.  «Sono giovani che si sono messi a disposizione del sistema sanitario regionale che spesso hanno operato volontariamente all'interno di reparti Covid con grande coraggio e professionalità - ricorda Luca Talevi, Segretario generale Cisl Fp Marche - e che, se non stabilizzati, potrebbero andare a lavorare in altre regioni che giustamente stanno già attivando procedure di reclutamento non solo alla luce dell'emergenza Covid, ma anche di quello che sarà il sistema sanitario di domani».
Continua a leggere