In Evidenza - emergenza Covid-19
02/04/2020
MISURE DI SOSTEGNO PER I LAVORATORI
    SINTESI DECRETO CURA ITALIA: LE MISURE A SOSTEGNO DEL LAVORO  a cura di INAS CISL    
02/04/2020
MISURE DI SOSTEGNO PER LE FAMIGLIE
 SINTESI DECRETO CURA ITALIA: LE MISURE PER LE FAMIGLIE a cura di INAS CISL            Congedi e Legge 104: le misure per le famiglie del Decreto "Cura Italia"   30 marzo 2020 Il Decreto Legge 18/2020, il cosiddetto "Cura Italia", emanato dal Governo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus contiene misure di sostegno economico per le famiglie. In particolare, sono previsti congedi parentali straordinari per i lavoratori del settore privato, per i lavoratori autonomi, per gli iscritti alle gestioni separate e per i lavoratori del settore pubblico e del settore sanitario pubblico o privato convenzionato. Sono estesi anche i permessi previsti dalla Legge 104/92: il numero dei giorni di permesso mensile retribuiti coperti da contribuzione figurativa di cui all’art 33 c.3 L 104/92 è incrementato di ulteriori complessivi 12 gg distribuibili nei mesi di marzo e aprile 2020, per un totale di 18 gg usufruibili nei due mesi in questione. Esempio 1: 6 giorni di permesso a marzo + 3 giorni di permesso ordinario 6 giorni di permesso ad aprile + 3 giorni di permesso ordinario Esempio 2: 8 giorni di permesso a marzo + 3 giorni di permesso ordinario 4 giorni di permesso ad aprile + 3 giorni di permesso ordinario   Il beneficio è riconosciuto anche al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale impegnati nell'emergenza COVID-19 e del comparto sanità. Attenzione: se il dipendente già fruisce di permessi per assistenza a disabile,non deve presentare alcuna domanda, ma accordarsi col datore di lavoro per usufruire degli ulteriori giorni; per il lavoratore che richiede i permessi per la prima volta occorre presentare istanza telematica all’Inps. Per informazioni contatta telefonicamente il patronato INAS CISL al numero unico 800 249 307 LE PRATICHE INAS PER GLI ISCRITTI CISL SONO GRATUITE    
01/04/2020
SCHEDE INAS CISL DECRETO CURA ITALIA
  Tutte le misure a sostegno del LAVORO inserite nel decreto "Cura Italia"  Indennità una tantum  Per il mese di marzo, i 600 € devono essere richiesti all’Inps da: • liberi professionisti con partita Iva  attiva al 23 febbraio; • chi ha rapporti di collaborazione al 23 febbraio, iscritto solo alla gestione separata e non pensionato; • autonomi iscritti a gestioni speciali Ago, non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, esclusa la gestione separata; • stagionali di turismo e terme, non pensionati e senza rapporto di lavoro dipendente al 18 marzo o che sono diventati disoccupati tra il 1° gennaio 2019 e il 18 marzo 2020; • agricoli a tempo determinato, non pensionati, con almeno 50 giornate effettive di lavoro agricolo nel 2019; • iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, non titolari di pensione e di rapporto di lavoro dipendente al 18 marzo, con almeno 30 contributi giornalieri nello stesso fondo nel 2019, da cui deriva un reddito fino a 50.000 €. I 600 € non si cumulano con altre indennità e non spettano a chi ha il reddito di cittadinanza. Quarantena Per i lavoratori privati in quarantena in ospedale o monitorati a casa dalle Autorità sanitarie, il periodo di assenza dal lavoro, vale come malattia. I disabili gravi, gli immunodepressi e chi effettua terapie oncologiche o salvavita, fino al 30 aprile, sono considerati in ricovero se assenti dal lavoro. Permessi legge 104 Tra marzo e aprile 12 giorni in più rispetto ai 3 giorni mensili previsti per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile grave. Per i sanitari, l’aumento dei giorni di permesso dipende dalle esigenze organizzative delle strutture sanitarie impegnate nell’emergenza. I giorni aggiuntivi di permessi legge 104 si chiedono al datore di lavoro. Domande di disoccupazione agricola Per la disoccupazione agricola 2019, il termine per la domanda è spostato al 1° giugno 2020. Domande di Naspi e Dis coll Chi perde il lavoro involontariamente tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020, può chiedere Naspi e Dis coll, entro 128 giorni dalla fine dell’attività lavorativa. Decadenza e prescrizione per le prestazioni I termini di decadenza e di prescrizione per le prestazioni Inps, sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020.               Tutte le misure a sostegno della famiglia inserite nel decreto "Cura Italia"         Congedo parentale straordinario Dal 5 marzo Con figli tra 0 e 12 anni È previsto un congedo di massimo 15 giorni continuativi o frazionati che spetta alternativamente a entrambi i genitori Con figli tra 12 e 16 anni  È possibile stare a casa per prendersi cura di loro per la chiusura delle scuole Dipendenti  privati e pubblici. Indennità del 50% della retribuzione Gestione separata. Indennità al giorno del 50% di 1/365 del reddito preso a riferimento per l’indennità di maternità.  Autonomi. Indennità al giorno del 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita per legge. Dipendenti privati. Non hanno diritto a indennità e contribuzione figurativa. Non possono essere licenziati e hanno diritto a conservare il posto di lavoro. Per richiedere il congedo parentale straordinario l’iter è lo stesso dell’ordinario: si comunica al datore di lavoro quando si vuole utilizzare e si fa la domanda all’Inps.  Bonus baby sitter In alternativa al congedo parentale straordinario, per chi ha figli fino a 12 anni, dal 5 marzo bonus baby sitter fino a 600 € per il periodo di chiusura delle scuole, per dipendenti, autonomi, iscritti solo alla gestione separata, autonomi non iscritti all’Inps, dopo che le casse hanno comunicato il numero dei beneficiari. Il bonus sale fino a 1.000 € per i dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, quali medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari. Lo stesso vale per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato nell’emergenza. Il bonus viene erogato tramite il libretto famiglia.   Permessi legge 104 Tra marzo e aprile 12 giorni in più rispetto ai 3 giorni mensili previsti per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile grave. Per i sanitari, l’aumento dei giorni di permesso dipende dalle esigenze organizzative delle strutture sanitarie impegnate nell’emergenza. I giorni aggiuntivi di permessi legge 104 si chiedono al datore di lavoro. Decadenza e prescrizione per le prestazioni I termini di decadenza e di prescrizione per le prestazioni Inps, sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020 Infortunio sul lavoro Per medici, infermieri e operatori sanitari il contagio da Coronavirus sarà riconosciuto come infortunio sul lavoro, anche se l’episodio che lo ha determinato non è stato percepito o non può essere provato dal lavoratore. Chi risulta positivo al test di conferma del contagio avrà accesso alle tutele previste dall’Inail in caso di infortunio sul lavoro. In questo caso, l’assenza dal lavoro per quarantena o isolamento domiciliare – e quella successiva dovuta all’eventuale prolungamento della malattia – viene considerata come periodo di inabilità temporanea assoluta, indennizzato dall’Inail. Infortunio in itinere Se il contagio si è verificato durante il percorso di andata e ritorno da casa al luogo di lavoro, invece, si configura, come infortunio in itinere. Prestazioni economiche Le prestazioni economiche per i lavoratori affetti da patologie connesse al Coronavirus decorrono dalla data in cui il test è risultato positivo. Quarantena Per i lavoratori privati in quarantena in ospedale o monitorati a casa dalle Autorità sanitarie, il periodo di assenza dal lavoro, vale come malattia. I disabili gravi, gli immunodepressi e chi effettua terapie oncologiche o salvavita, fino al 30 aprile, sono considerati in ricovero se assenti dal lavoro. Permessi legge 104 Tra marzo e aprile 12 giorni in più rispetto ai 3 giorni mensili previsti per i lavoratori dipendenti che assistono un familiare disabile grave. Per i sanitari, l’aumento dei giorni di permesso dipende dalle esigenze organizzative delle strutture sanitarie impegnate nell’emergenza. I giorni aggiuntivi di permessi legge 104 si chiedono al datore di lavoro. Decadenza e prescrizione per le prestazioni I termini di decadenza e di prescrizione per le prestazioni Inps, sono sospesi dal 23 febbraio al 1° giugno 2020.  
Ultime notizie
02/04/2020
Emergenza Covid 19 Erogazione Buoni Spesa, Cisl Fano: "Bene criteri omogenei per tutti i Comuni dell'ATS 6, con ISEE la distribuzione sarebbe stata più equa"
  In questi giorni i Comuni hanno definito le misure per l’erogazione di buoni spesa, « Un plauso va al Comune di Fano   che ha omogenizzato i criteri per tutti Comuni dell’Ambito territoriale sociale 6 di Fano, decisione non attuata ad esempio per i Comuni dell’ATS 7 di Fossombrone. - commentano  Giovanni Giovanelli, Responsabile della Cisl di Fano e Luciano Rovinelli, della Fnp Cisl di Fano -  Ma non possiamo non fare  alcune osservazioni che avrebbero potuto rendere la distribuzione di questi buoni spesa più equa.»     In particolare « prima considerazione, vogliamo segnalare, uno scarso coinvolgimento dei sindacati e di tutte le associazioni di volontariato, del terzo settore che operano nel territorio, nella  definizione delle modalità e dei criteri di erogazione dei buoni. Scelte di questo tipo vanno condivise con i soggetti del territorio. - sottolineano Giovanelli e Rovinelli - Seconda considerazione, esprimiamo la nostra contrarietà al mancato utilizzo dello strumento dell’isee (utilizzato anche dalla Caritas per l’accesso ai servizi): ricordiamo che la maggior parte dei cittadini hanno  già l’Isee ed in ogni caso gli uffici fiscali sono operativi per il calcolo. Sosteniamo l’utilizzo dell'Isee - spiegano -  perché fotografa la situazione patrimoniale non solo riferita alla giacenza media dei conti correnti ma anche tutto il patrimonio finanziario (titoli di stato libretti al portatore, bot Cct titoli di risparmio e così via...). L’utilizzo dell’isee per favorire l’accesso avrebbe garantito maggiore equità e rigorosamente fotografa la situazione patrimoniale senza possibilità di omissioni.»   Terza considerazione:« Rimaniamo scettici nell’utilizzo del solo riferimento al saldo del contro corrente al 31 marzo. - rilanciano - Sarebbe stato più efficace e avrebbe fotografato meglio la situazione finanziaria, volendo utilizzare il saldo del conto corrente,  la richiesta anche del  saldo di tutti i titoli di deposito bancario,  postali e dei vari titoli finanziari di risparmio. »   In questa difficilissima crisi   «riteniamo fondamentale qualificare il confronto con tutto il mondo associativo le organizzazioni sindacali, quelle datoriali e tutto il terzo settore.  - concludono Giovanelli e Rovinelli - Solo scelte condivise saranno efficaci per affrontare la crisi attuale e per definire le strategie utili per affrontare il futuro economico e sociale del nostro territorio.»              
31/03/2020
Cgil Cisl Uil Pesaro: «Senza lavoratori non ci sono le aziende»
Cgil Cisl e Uil della Provincia di Pesaro Urbino replicano al vice presidente della Camera di Commercio di Pesaro, Salvatore Giordano. «Con vero stupore e senza nascondere un forte disappunto abbiamo letto le esternazioni del vice presidente della Camera di Commercio in merito alle 508 aziende che vogliono continuare a produrre, adducendo il fatto che le loro produzioni in tutto o in parte sarebbero collegate ai cosiddetti settori essenziali - scrivono Roberto Rossini (Cgil), Maurizio Andreolini (Responsabile della Cisl di Pesaro) e Paolo Rossini (Uil) -. Per noi 508 imprese, (tra l’altro ci risulta che siano ancora aumentate), che autocertificano alla prefettura la loro volontà di voler continuare a lavorare appaiono a nostro parere in termini numerici eccessive rispetto alla principale necessità economica del momento, quello di fermare al più presto possibile la diffusione dell’epidemia da nuovo coronavirus. Prima fermeremo la diffusione del virus prima potremo affrontare l’emergenza economica che già è in atto».   «Il lavoro che stiamo tentando di fare con la Prefettura, con difficoltà, viste le ultime varie dichiarazioni di parte datoriale che sembrano contrastare questa azione, è proprio quello di garantire che le aziende che veramente rientrano nel DPCM 22 marzo possano operare garantendo la sicurezza dei lavoratori e le produzioni essenziali per la sopravvivenza di tutti i cittadini - proseguono i tre sindacalisti -. Non capiamo come il vice presidente della Camera di Commercio, nell’esercizio del suo ruolo istituzionale, possa con così grande disinvoltura, mettere sullo stesso piano il diritto costituzionale alla tutela della salute e l’interesse economico, tale da giustificare un atteggiamento semplicemente utilitaristico e ai nostri occhi irresponsabile, che fa prevalere l’interesse di parte di alcune imprese a scapito di altre. Non ci pare che con le sue dichiarazioni il vice presidente della Camera di Commercio abbia dimostrato di garantire a tutte le parti il mantenimento di un giusto e necessario equilibrio nel rappresentare tutte le imprese del territorio e l’interesse dei lavoratori».   «Può anche essere che - insistono Cgil Cisl e Uil - ricoprendo vari incarichi, il vicepresidente Giordano abbia fatto tali dichiarazioni confondendosi, confondendo il proprio ruolo con l’altro che ancora ricopre, cioè quello di direttore di Confindustria, tanto che non abbiamo ben individuato a che titolo ed in rappresentanza di chi stava parlando. Altro esempio che deve far riflettere rispetto alla opportunità nel nostro Paese di attribuire più ruoli e incarichi ai medesimi soggetti, esponendoli al rischio di contraddirsi e di fare dichiarazioni “imbarazzanti”, come quelle sulla necessità per i sindacati di far riaprire le aziende altrimenti gli stessi perderebbero gli iscritti. Ricordiamo all’avvocato Giordano che in questo momento la priorità è la salute dei cittadini e parafrasando le sue parole, senza lavoratori non ci sono imprese».   «Nell’auspicare che il vicepresidente della Camera di Commercio “smentisca” il direttore di Confindustria, quindi sè stesso, e precisi le sue parole, chiediamo al Presidente della Camera di Commercio Regionale Sabbatini se la linea dell’istituzione che presiede è coerente con quella espressa dal dott. Giordano, oppure se non sia il caso che venga chiarito quale sia la posizione ufficiale della stessa - concludono i sindacati pesaresi -. Ribadiamo che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL continueranno a svolgere il ruolo a garanzia della salute dei lavoratori e della comunità».
30/03/2020
Cgil Cisl e Uil Pesaro a Confindustria: abbiamo lavorato e lavoriamo per tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini.
Cgil Cisl e Uil della Provincia di Pesaro Urbino rispondono all'intervento del Presidente provinciale di Confindustria, Mauro Papalini, in merito al Covid 19 ed il suo impatto sul mondo del lavoro. «Fin dall’inizio di questa crisi per noi la priorità è stata quella di mettere prima di ogni interesse economico, la difesa della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini, operando secondo quanto richiesto dalle Istituzioni affinché le misure di contenimento potessero avere la massima efficacia - replicano i sindacati -. Allo stesso modo siamo sempre stati altrettanto consapevoli che alcuni lavoratori più direttamente di altri avrebbero comunque dovuto continuare a lavorare per permettere la sussistenza della collettività costretta a rimanere a casa e per combattere la malattia con in prima linea gli operatori della sanità. Ci siamo battuti fin da subito affinché a questi lavoratori sia garantita la massima sicurezza nei loro luoghi di lavoro, battendoci perché gli venissero assicurati i giusti dispositivi di protezione individuale e fossero messe in atto tutte le misure contenute nel protocollo sulla sicurezza sottoscritto con le imprese a livello nazionale».  Cgil Cisl e Uil di Pesaro Urbino stanno lavorando alla sottoscrizione di un protocollo di azione con la Prefettura, con lo scopo di verificare una ad una le situazioni delle singole aziende, con la massima trasparenza e senso di responsabilità, ma certamente segnalando anomalie e situazioni di mancata applicazione delle norme di sicurezza laddove queste ci verranno evidenziate, come del resto già fatto in queste settimane. «Siamo assolutamente preoccupati per l’economia e le macerie sociali che rischieremo di trovarci di fronte fra non molto e tanto più siamo convinti che questo non sia il tempo per compiere fughe in avanti o mettere in atto comportamenti scorretti non solo verso i lavoratori ma anche tra imprese - prosegue la nota dei sindacati -. Non possiamo permetterci atteggiamenti che abbiano come fine la tutela esclusiva degli interessi di alcune parti a scapito di altre. Se lo facessimo pagheremmo tutti un prezzo altissimo. Alla luce di questo, non comprendiamo l’ennesima frecciata gratuita lanciata dall’arco teso dal Presidente Papalini nei confronti delle scriventi sui giornali, che ci chiama in causa nei suoi monologhi quasi fossimo degli antagonisti, mentre ci saremmo aspettati, in questo momento così difficile per tutti, una chiamata fuori dai riflettori per trovare delle soluzioni comuni». Cgil Cisl e Uil chiedono fin da ora a Confindustria, ma anche a tutte le altre associazioni di rappresentanza degli imprenditori, di sottoscrivere un “Patto dei valori” che si fondi su trasparenza e metta in primo piano la salute dei lavoratori, che abbia lo scopo di garantire la massima sicurezza a chi deve necessariamente lavorare, ma allo stesso tempo che abbia lo scopo di tutelare anche chi, non lavorando in settori essenziali, deve restare a casa a tutela della salute di tutti. Un “Patto dei valori” da estendere a tutte le associazioni datoriali private ed anche ai datori di lavoro pubblico, in primis quelli della sanità, che hanno visto e vedono tanti lavoratori sacrificarsi quotidianamente senza che venga loro garantito un adeguato livello di sicurezza sul lavoro. A differenza di quanto affermato dal Presidente di Confindustria Marche nord, «in questi difficili momenti non abbiamo mai diffuso messaggi di tensione e paura, bensì abbiamo sempre agito nel tentativo di assicurare ai lavoratori la massima attenzione a tutela della loro salute. Questo è il nostro ruolo e lo rivendichiamo. Pensiamo che la difesa della salute venga prima di ogni interesse economico o finanziario». «La nostra - concludono Cgil Cisl e Uil di Pesaro Urbino - non sarà una “battaglia sui codici ATECO” ma un confronto trasparente che nell’interesse anche delle imprese, impedisca comportamenti scorretti di qualcuno a tutela di quanti si comportano correttamente».