Notizie dalla Usr

18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti, Segretario generale CISL Marche
Continua a leggere
07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
Continua a leggere
03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
Continua a leggere
31/07/2026 Benessere aziendale, Regione Marche e Parti Sociali firmano il Protocollo d'intesa per promuovere qualità del lavoro e competitività delle imprese
È stato firmato questa mattina nella sede regionale il ‘Protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale’ per la XII Legislatura. Il Protocollo, sottoscritto dalla Regione Marche e le principali Confederazioni imprenditoriali e sindacali, promuove condizioni di lavoro attente al benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori attraverso la diffusione di ambienti lavorativi positivi, flessibili e motivanti. L'obiettivo è favorire una maggiore collaborazione e partecipazione nelle aziende, accrescere la produttività, attrarre e trattenere talenti, ridurre l'assenteismo e migliorare il clima organizzativo. "Con questo Protocollo rafforziamo una visione di sviluppo che mette al centro le persone e la qualità del lavoro – ha detto il vicepresidente Enrico Rossi - La competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori non sono obiettivi alternativi ma fattori che si rafforzano reciprocamente”. Il documento è quindi uno strumento “per costruire un modello di welfare finalizzato a far sì che le persone scelgano di lavorare e di vivere nelle Marche”. In particolare, nell'ambito della multifunzionalità del settore agricolo “mette al centro le persone come leva strategica di competitività, crescita e coesione sociale. Un modello capace di rispondere concretamente alle sfide del settore: favorire il ricambio generazionale e promuovere una presenza femminile sempre più rilevante all'interno delle aziende agricole”.  "Un protocollo innovativo che conferma un metodo di concertazione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro - Il benessere organizzativo rappresenta un importante fattore di competitività. Le imprese che investono nella qualità dell'ambiente di lavoro, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella salute e nella valorizzazione delle persone sono più attrattive, più innovative e più resilienti. Con questo Protocollo mettiamo a sistema una collaborazione che coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, offrendo strumenti concreti per favorire la diffusione del welfare aziendale in tutti i settori produttivi regionali". L'intesa, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 764 del 22 giugno 2026, rinnova e rafforza il percorso avviato nella precedente legislatura, confermando il welfare aziendale come uno degli strumenti strategici per sostenere la qualità del lavoro, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo sostenibile del territorio. Insieme alla Regione Marche, hanno sottoscritto il Protocollo le Confederazioni imprenditoriali e sindacali rappresentative a livello regionale: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, CIA Marche, Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, AGCI Marche, Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche. L'attuazione del Protocollo sarà garantita dalla Cabina di regia composta dai referenti tecnici della Regione Marche e delle Confederazioni imprenditoriali e sindacali, con il compito di monitorare le iniziative, favorire il confronto tra le parti e assicurare la piena efficacia degli interventi programmati. Attraverso il Protocollo, la Regione si impegna a sostenere la realizzazione di piani di welfare aziendale, a riconoscere specifiche premialità nei bandi regionali alle imprese che adottano interventi strutturati per il benessere dei lavoratori, a supportare la progettazione e il monitoraggio delle iniziative e a promuovere azioni dedicate alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le Confederazioni imprenditoriali e sindacali dei lavoratori, valutata la positività del ruolo svolto dalla Cabina di regia, si impegnano a promuovere e diffondere le opportunità previste dall'intesa, collaborando con la Regione Marche nel supporto alle imprese per la progettazione e la gestione dei piani di welfare aziendale, anche sotto il profilo normativo, fiscale e previdenziale. In particolare, il Protocollo cita tra gli obiettivi quello di “promuovere i temi del welfare aziendale e del benessere del lavoratore sul territorio presso le istituzioni locali e la comunità imprenditoriale incentivando il dialogo multi-stakeholder fra le rappresentazioni sindacali e datoriali, la società civile e l’associazionismo marchigiano”.   “I risultati già conseguiti testimoniano l'efficacia del percorso intrapreso”, ha ricordato l’assessore Bugaro. Nell'ambito della programmazione europea 2021-2027, la Regione Marche ha introdotto specifiche premialità nei bandi destinati a ricerca e sviluppo, innovazione e internazionalizzazione per le imprese che attivano interventi di welfare aziendale. Ad oggi sono 435 le imprese marchigiane coinvolte, con oltre 1.300 iniziative attivate o in corso di attivazione, attualmente monitorate dalla Cabina di regia regionale. Tra gli interventi adottati ci sono servizi mensa e buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa per lavoratori e familiari, buoni carburante, rimborsi per il trasporto pubblico locale, convenzioni commerciali, forme di flessibilità oraria, telelavoro e smart working, iniziative per il sostegno alla genitorialità e attività dedicate alla salute e al benessere psicofisico. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a promuovere la qualità della vita, la sicurezza sul lavoro, l'inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo marchigiano, in coerenza con la normativa regionale e con gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.
Continua a leggere
25/07/2026 Agenda 2030, Ferracuti: «Innovazione e infrastrutture devono mettere al centro le persone»
Infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e qualità del lavoro. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "Agenda 2030 – Goal 9: una sfida globale", svoltosi questa mattina nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo e dedicato alle sfide dello sviluppo sostenibile per il territorio marchigiano. Tra i relatori è intervenuto il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha ribadito la necessità di governare la transizione tecnologica mettendo al centro il lavoro e la persona. «Per la CISL Marche – ha dichiarato Ferracuti – i cardini su cui costruire il futuro della nostra regione sono chiari: competenze, partecipazione e un aumento della produttività che si traduca in salari più alti, maggiore benessere e più sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori. Costruire infrastrutture resilienti e governare l'innovazione tecnologica significa accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, investendo nella formazione e valorizzando il contributo delle persone. Solo così la crescita economica potrà essere realmente sostenibile e produrre benefici per l'intera comunità.» L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica nel futuro delle Marche, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Al dibattito hanno preso parte anche Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gian Luca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria.
Continua a leggere
24/07/2026 Intelligenza artificiale: Cgil Cisl Uil Marche "Non si può governare il cambiamento senza chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori"
Cgil Cisl Uil Marche  chiedono alla Regione Marche l'apertura immediata di un tavolo permanente e la costituzione di un Osservatorio regionale sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul lavoro. «Apprendiamo dalla stampa la costituzione dell'Osservatorio regionale sull'Intelligenza Artificiale promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione delle istituzioni, delle università e del sistema delle imprese.  - sottolineano i sindacati - Riteniamo che, in un organismo chiamato a governare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sulle competenze, sull'occupazione e sui diritti delle persone, debbano essere presenti anche le organizzazioni sindacali confederali.» L'Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una leva di innovazione tecnologica e di competitività delle imprese. È una trasformazione che cambierà il modo di lavorare, le professionalità richieste, i processi produttivi e, in molti casi, la qualità stessa dell'occupazione. «Per questo motivo non può essere affrontata esclusivamente come una questione industriale o tecnologica: è prima di tutto una questione sociale. -  proseguono - Il sindacato non è contrario all'innovazione. Al contrario, riteniamo che l'Intelligenza Artificiale possa rappresentare una straordinaria opportunità di crescita della produttività, di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sviluppo del sistema produttivo marchigiano. Ma perché ciò avvenga è indispensabile che la transizione sia governata, partecipata e orientata alla tutela delle persone.» «Sosteniamo da tempo che l'introduzione dell'IA debba essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale, nella contrattazione e nella partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione. - rilanciano -  L'obiettivo deve essere quello di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano e aumentare la competitività delle imprese, evitando nuove forme di precarietà, discriminazione algoritmica e polarizzazione delle competenze.  Per questo chiediamo alla Regione Marche di convocare il tavolo dell’industria e di integrare l'attuale percorso con un “osservatorio laboratoriale”  permanente sull'Intelligenza Artificiale e il lavoro, nel quale siano presenti le organizzazioni sindacali e datoriali, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate anche agli effetti occupazionali e sociali. Riteniamo pertanto prioritario e fondamentale: ·         monitorare gli effetti dell'IA sui livelli occupazionali e sull'organizzazione del lavoro; ·         individuare i fabbisogni di nuove competenze e programmare interventi di formazione e riqualificazione; ·         analizzare l'impatto sui diversi settori produttivi marchigiani; ·         promuovere linee guida per un utilizzo etico, trasparente e responsabile degli algoritmi nei luoghi di lavoro; ·         favorire la contrattazione dell'innovazione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di trasformazione digitale. Le Marche hanno una forte vocazione manifatturiera e una rete diffusa di piccole e medie imprese.  - concludono - Proprio per questa ragione la sfida dell'Intelligenza Artificiale richiede una governance inclusiva, nella quale innovazione, competitività e tutela del lavoro procedano insieme. Le decisioni sul futuro del lavoro devono essere assunte con chi il lavoro lo rappresenta ogni giorno.»  
Continua a leggere
22/07/2026 Agenda 2030, a Fermo il Segretario generale della CISL Marche Ferracuti per il confronto sul Goal 9
Si terrà sabato 25 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo, l'iniziativa dedicata al Goal 9 dell'Agenda 2030, dal titolo "Una sfida globale", dedicata ai temi delle infrastrutture resilienti, della rivoluzione industriale legata all'Intelligenza Artificiale e dell'innovazione tecnologica. Tra i relatori interverrà il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti,  che porterà un contributo  sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica per lo sviluppo sostenibile del territorio, con particolare attenzione alla qualità del lavoro, alla formazione delle competenze e alla centralità della persona nei processi di cambiamento. Porteranno, inoltre, il loro contributo,  Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gianluca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria. L'iniziativa rappresenta un'occasione di confronto sui temi dello sviluppo sostenibile e dell'innovazione, alla luce degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 dell’ONU, con particolare riferimento alla necessità di coniugare crescita economica, progresso tecnologico e tutela del lavoro.    
Continua a leggere
18/07/2026 Alluvione 2022, consegnati 24 automezzi alla Protezione Civile dei Comuni colpiti Ferracuti: "La solidarietà produce risultati concreti"
La solidarietà si trasforma in un aiuto concreto per i territori marchigiani colpiti dall'alluvione del 2022. Questa mattina, a Senigallia, sono stati consegnati 24 automezzi destinati alla Protezione Civile di altrettanti Comuni delle Marche, grazie all'iniziativa di solidarietà promossa da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. L'intervento è stato reso possibile attraverso la raccolta del contributo volontario di imprese e lavoratori, che hanno scelto di sostenere le comunità colpite dall'emergenza. Un gesto di solidarietà collettiva che oggi si traduce in strumenti concreti per rafforzare la capacità di intervento dei territori. I mezzi sono stati assegnati ai Comuni di Acqualagna, Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Genga, Ostra, Ostra Vetere, Sassoferrato, Senigallia, Serra de' Conti, Trecastelli, Cagli, Cantiano, Pergola, Frontone, Serra Sant'Abbondio, Fano, Gabicce Mare, Montegrimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro Auditore e Urbino. «La solidarietà non è solo un valore, ma un impegno che produce risultati concreti – ha dichiarato il Segretario Generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – In una società sempre più segnata dall'individualismo, il mondo del lavoro rappresenta ancora una comunità capace di unirsi e di prendersi cura delle persone e dei territori. Grazie al contributo di lavoratrici, lavoratori e imprese, oggi abbiamo realizzato un primo intervento concreto a sostegno delle comunità colpite per affrontare le emergenze». La consegna dei veicoli rappresenta il primo risultato tangibile di una mobilitazione che ha visto il sistema produttivo e il mondo del lavoro agire insieme, confermando il valore della collaborazione tra parti sociali e imprese nei momenti di maggiore difficoltà. Un segnale importante di vicinanza ai territori, che rafforza la capacità operativa della Protezione Civile e testimonia come la solidarietà, quando diventa azione condivisa, possa lasciare un segno concreto nelle comunità.  
Continua a leggere
17/07/2026 Marche, allarme giovani: persi 28 mila under 35 in sei anni. La CISL rilancia: «La sfida è rendere la regione attrattiva»
"Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni" è il tema scelto dalla CISL Marche per la presentazione della seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi, svoltasi nel pomeriggio di oggi  al Ridotto delle Muse di Ancona. Il rapporto, illustrato dalla CISL Marche guidata dal segretario generale Marco Ferracuti, fotografa una regione alle prese con importanti criticità demografiche, economiche e sociali, ma che conserva anche solide potenzialità su cui costruire il futuro. Il dato più significativo riguarda la popolazione giovanile: negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra 0 e 34 anni e, secondo le proiezioni demografiche, potrebbero perderne oltre 100 mila entro il 2050, con conseguenze rilevanti sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività del sistema economico regionale. Il report, presentato dal coordinatore dell’Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, ha evidenziato inoltre altre criticità strutturali: una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est; investimenti ancora insufficienti e sostanzialmente stagnanti negli ultimi vent'anni; una produttività inferiore rispetto ai principali territori del Nord-Est; salari medi più bassi della media nazionale; aumento della povertà relativa; crescita del numero dei giovani Neet e del disagio psicologico, che interessa anche la popolazione anziana; un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale, soprattutto negli spostamenti casa-lavoro; e un ricorso ancora eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Accanto alle criticità, il rapporto mette in evidenza anche numerosi punti di forza: un tessuto produttivo diffuso, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese; una buona qualità della vita; un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Il dibattito, condotto dalla giornalista Chiara Cuccinella,  è stato arricchito dalle testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno scelto di restare o tornare nelle Marche. Esperienze professionali e personali differenti, accomunate da alcuni elementi ricorrenti: il legame con il territorio, il valore della formazione, la qualità della vita e la capacità delle Marche di attrarre competenze e professionalità. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti. «Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. Giovani che non aspettano che il futuro accada, ma vogliono costruirlo. La domanda non è se i giovani siano all'altezza delle sfide del futuro. La vera domanda è se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani. La nostra sfida non è trattenere i giovani, ma costruire una regione capace di attrarli. Senza un lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. Ci chiediamo spesso perché nelle Marche i salari siano inferiori alla media nazionale. La risposta è che i salari più alti nascono prima di tutto da un sistema produttivo più competitivo. Ma il lavoro non è soltanto retribuzione: è anche qualità della vita. Per questo considero molto importante il Protocollo sul benessere lavorativo che, come anticipato oggi dall'assessore regionale Giacomo Bugaro, sarà sottoscritto il prossimo 31 luglio con la Regione Marche. Infine, c'è il grande tema della formazione, che considero la vera garanzia di occupabilità. La tutela più forte non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce. E oggi abbiamo tutti il dovere di costruirlo.» Il presidente del Comitato Scientifico del Report, prof. Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo capace di valorizzare il capitale umano. «Quello di oggi è stato un pomeriggio importante. Dobbiamo lavorare sui flussi e sulle strategie che differenziano i territori. Serve un modello di sviluppo coerente e di lungo periodo. Il fattore determinante resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività.» L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le profonde trasformazioni vissute dal territorio marchigiano. «Le Marche hanno subito eventi che ancora faticano a rimarginarsi: il fallimento di Banca Marche, quello della Antonio Merloni e il terremoto. Oggi, in un contesto internazionale instabile e altamente competitivo, dobbiamo costruire un vero piano industriale per la regione.» Il presidente dell'ISTAT Francesco Maria Chelli ha richiamato il valore dei dati come strumento di governo. «Senza dati non si governa. I dati servono a leggere la realtà e devono essere raccolti in modo indipendente. Va inoltre ricordato che nelle Marche il saldo migratorio è positivo: la regione continua ad attrarre popolazione, compresi i giovani.» A concludere i lavori è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola. «Un giovane resta, o torna, se trova un lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità di realizzare il proprio progetto di vita. La retorica del ritorno alle radici non basta: servono politiche pubbliche, investimenti, imprese responsabili, contrattazione e servizi di qualità.» Fumarola ha ricordato che le Marche possono contare su un sistema produttivo solido, fatto di manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha invitato a non sottovalutare le criticità: «L'industria attraversa ancora una fase complessa, le piccole imprese risentono del rallentamento dell'export e il recupero del potere d'acquisto dei salari non è ancora completo.» Per le aree interne, ha aggiunto, «non bastano interventi isolati, serve una strategia di rigenerazione territoriale che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporto pubblico, infrastrutture, sostegno alle imprese e fiscalità di vantaggio». Infine, il richiamo all'allargamento della ZES a Marche e Umbria, misura che «può produrre valore solo se mette in sinergia risorse europee, fondi di coesione, investimenti privati, infrastrutture, filiere produttive e buona occupazione. Serve una crescita capace di trattenere competenze, sostenere le piccole e medie imprese accompagnare le transizioni, rafforzare le filiere, ridurre gli squilibri territoriali».   Rassegna stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/report-cisl-le-marche-perdono-giovani-i-laureati-in-fuga_5ff73ca5-a4b6-4cde-b452-6fb2f6a9c9f5.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/fumarola-serve-un-forte-investimento-nella-formazione-dei-giovani_97ff60af-0ae7-45fa-86ac-3c84d6000e66.html https://etvmarche.it/17/07/2026/le-marche-verso-il-futuro-il-report-della-cisl-video/ https://m.cronacheancona.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/617201/ https://www.anconatoday.it/attualita/allarme-giovani-nelle-marche-persi-28mila-under-35-in-sei-anni-proiezioni-drammatiche-entro-il-2050.html https://m.cronachemaceratesi.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/2087183/
Continua a leggere
17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
Continua a leggere
10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
Continua a leggere
09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
Continua a leggere
08/07/2026 Ricostruzione, CISL Marche in visita al cantiere del Palazzo Ducale di Camerino: «Un segnale concreto di rigenerazione, ma la sicurezza deve restare una priorità»
Una delegazione della CISL Marche, composta da Luca Tassi, Segretario regionale,  David Ballini, Responsabile AST Tolentino - Camerino e  Rocco Gravina, Responsabile AST  Macerata, guidata dal Segretario generale Marco Ferracuti, ha visitato oggi il cantiere del Palazzo Ducale di Camerino, dove da alcuni mesi sono ripartiti i lavori di ricostruzione di uno dei luoghi simbolo della città e dell'intero cratere sismico. Ad accogliere la delegazione erano presenti il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il professor Alessandro Delpriori dell'Università di Camerino, il direttore dei lavori, ingegner Cristiano Bordo, e Vincenzo Mammarella, titolare dell'impresa IES Fratelli Mammarella, impegnata nell'intervento. «È un'occasione importante – ha dichiarato il Segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti – perché rappresenta un segnale concreto di rigenerazione e di futuro che restituisce speranza a un territorio duramente colpito dal sisma. Il Palazzo Ducale è il cuore di Camerino, un simbolo della rinascita della città: dal suo recupero passa una parte fondamentale del rilancio del territorio e della ripresa delle attività sociali, culturali ed economiche dell'intero cratere.» La visita è stata anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri della ricostruzione, alla luce del grave infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un cantiere post-sisma a Trisungo di Arquata del Tronto. «La ricostruzione deve procedere, ma deve farlo sempre in condizioni di massima sicurezza. Il grave incidente di questa mattina ci ricorda che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. C'è ancora molta strada da fare per garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. Al lavoratore ferito e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza.» Per la CISL Marche, la ricostruzione del patrimonio pubblico e privato deve procedere insieme alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, affinché la rinascita dei territori colpiti dal sisma sia fondata non solo sulla qualità delle opere realizzate, ma anche sul rispetto del lavoro sicuro e della vita di chi ogni giorno opera nei cantieri.  
Continua a leggere
26/06/2026 Bene Multileva, Cisl Marche: «Ora il tavolo sul protocollo sanità e welfare. Servono risorse certe e alleanza con i Comuni»
 La CISL Marche valuta positivamente l'avvio della sperimentazione destinata a sostenere le famiglie delle persone  accolte nelle strutture residenziali. Si tratta di un intervento importante, frutto di un'azione condivisa, che rappresenta un primo passo concreto per alleggerire il peso economico che grava su molte famiglie marchigiane. Proprio perché si tratta di una fase sperimentale finanziata attraverso risorse europee, sarà fondamentale nei prossimi mesi monitorare l'attuazione, verificando gli effetti e correggendo tempestivamente eventuali criticità che dovessero emergere. Parallelamente, però, occorre guardare oltre l'orizzonte della sperimentazione. La Regione deve fin da ora individuare risorse strutturali che consentano di dare continuità a questa misura, evitando che un intervento così rilevante si esaurisca al termine dei finanziamenti disponibili. Al tempo stesso, è evidente che le sole risorse regionali non potranno essere sufficienti a rispondere a tutti i bisogni. Per questo è necessario costruire una vera alleanza istituzionale che coinvolga anche i Comuni, chiamati a investire insieme alla Regione per garantire risposte adeguate e durature alle famiglie. Accanto al sostegno per le persone accolte nelle strutture, resta inoltre aperta una questione altrettanto urgente: quella delle migliaia di famiglie che ogni giorno assistono e curano a casa i propri cari. Anche per loro servono interventi concreti e risorse dedicate, affinché il lavoro di cura non ricada esclusivamente sui familiari. Un'altra criticità che continua a pesare sulla vita quotidiana dei marchigiani riguarda le liste d'attesa per visite, esami e prestazioni sanitarie. Si tratta di un problema complesso e stratificato che richiede interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo.  Negli ultimi mesi si sono registrati alcuni segnali di miglioramento con un implementazione delle prestazioni erogate dal sistema sanitario pubblico e ciò rappresenta un dato positivo per i cittadini marchigiani. Questi risultati sono stati resi possibili anche grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione e al grande impegno di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Proprio per questo, al netto del ricorso alle prestazioni aggiuntive e agli altri strumenti straordinari previsti dalla strategia multileva, il sistema sanitario regionale deve trovare un proprio equilibrio organizzativo, professionale e finanziario, capace di rendere strutturali gli sforzi compiuti e di garantire nel tempo risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. L'obiettivo deve essere quello di consolidare i risultati raggiunti, superando progressivamente la logica dell'emergenza e costruendo un sistema in grado di assicurare stabilmente tempi di attesa compatibili con il diritto alla cura. Su questi temi la CISL Marche ribadisce la necessità di un confronto stabile e concreto con la Regione. Attendiamo entro metà luglio la convocazione del Presidente  per la sottoscrizione del Protocollo sulla sanità e il welfare regionale. Il testo è pronto ed è condiviso da settimane: non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Le famiglie marchigiane hanno bisogno di risposte, programmazione e impegni concreti.
Continua a leggere
22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
Continua a leggere
15/06/2026 Aree interne, Ferracuti : “Sanità, scuola e lavoro per contrastare lo spopolamento e rilanciare i borghi
«Le priorità sono quelle di garantire sanità di prossimità, investire nelle scuole, assicurare servizi alla persona, incentivare chi mantiene vivo questo territorio, trasporto pubblico locale, potenziare il turismo in rete, rafforzare infrastrutture fisiche e digitali, fiscalità agevolata, incentivi per le start-up innovative, incentivi per le collaborazioni tra Comuni, formazione per fare lavori che hanno caratterizzato queste zone»:  così il segretario generale regionale Marco Ferracuti oggi a Camerino nell’ambito della iniziativa della Cisl Marche, organizzata in collaborazione con Unicam ,per discutere di «Aree interne tra sostenibilità e marginalità» ponendo accanto al titolo della giornata di studi un interrogativo retorico che è «Terre di passaggio o luoghi da vivere». Introduzione di David Ballini per la Cisl e saluti introduttivi a cura del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e del rettore di Unicam Graziano Leoni. Le relazioni portano la firma di Lucia Ruggeri, prof di Diritto civile di Unicam e di Valentina Polci, ricercatrice in Sociologia della Scuola di Architettura di Unicam. Osserva la prof Polci: «La legge sulla montagna va nella direzione di dire che queste aree continuino ad essere abitate: le vie migliori sono quelle dal basso, forme di accordi ed evitare la conflittualità con organismi che siano gestiti da Comuni, Università, Comunità montana. I servizi di prossimità devono rendere accessibili ed effettivi diritti che sono sulla carta, il diritto a restare nel luogo in cui è nato e in cui ha scelto di vivere. Dobbiamo fare tante iniziative di informazione e di formazione, non parliamo di un’Italia minore». La prof Valentina Polci: « Le aree interne non vanno guardate soltanto come aree fragili ma bisogna comprendere il loro valore sotto forma di capitale sociale e  patrimonio ecosistemico. La parola chiave dell’intervento è partecipazione al governo, punto nodale per la ripartenza e la ricrescita che non può essere solo fisica ma anche socioeconomica. Le reti sociali vogliono ancora impegnarsi, collaborare con le istituzioni. Far emergere i conflitti aiuta a far crescere la democrazia». Un serie di interventi firmati da Danilo Santini (Fai Cisl Marche), Cristiana Ilari (Cisl scuola Marche), Mario Raimondi (First Cisl Marche), Franceco Pulerà (Borgo Futuro), Claudio Cappella (Qui Val di Fiastra), Silvano Giangiacomi (Fnp Cisl Marche). Infine la tavola rotonda aperta da Marco Bussone, presidente nazionale Comunità enti montani: «E’ richiesto - osserva Bussone - un supplemento di lavoro sulla stessa parola “aree interne”, non vorrei che si dimenticasse la questione delle geografie. I problemi non si risolvono con l’assistenzialismo, ma con la capacità di assumere provvedimenti idonei, dunque riforme istituzionali per lavorare insieme, poi il tema fiscale ed infine la remunerazione dei servizi ecosistemici ambientali».  Andrea Spaterna, docente Unicam: «Quello delle aree interne è il tema dei temi: sono aree di pregio, non marginali. Il tema è contrastare lo spopolamento che si porta dietro la cura del territorio. Unicam ha attivato un tavolo di concertazione per lo sviluppo del territorio». A chiudere la giornata di riflessione è il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Abbiamo vissuto un seminario di confronto con realtà diverse che operano in queste aree fragili, diverse ma collegate da un lavoro comune di rigenerazione territoriale. Ci siamo ascoltati, da domani lavoreremo insieme per costruire risposte concrete a una sfida che ci riguarda tuti: contrastare lo spopolamento. Queste aree devono diventare protagoniste, le soluzioni più efficaci nascono dai territori. I nostri borghi sono ricchi di storia ma vi si sta consumando una progressiva desertificazione che rischia di indebolire tutta la regione. Da anni gli amministratori fanno analisi  e dicono di voler investire: o questi investimenti non ci sono stati o quanto fatto finora è sbagliato. Venti anni fa nell’area del cratere c’erano 120mila under 35, ora non arrivano a 80mila. Senza giovani questi territori rischiano di diventare scenografie vuote, privi di vita. Ci sono realtà che sperimentano nuove idee di rinascita che coniugano tradizione e innovazione. Non servono parole, non serve sprecare risorse in assistenzialismo. Abbiamo perso occasioni ma ora si possono mettere a terra i segnali di cambiamento con un percorso di partecipazione per favore il protagonismo territoriale».
Continua a leggere
09/06/2026 Aree interne tra sostenibilità e marginalità: a Camerino Convegno sul futuro dei territori
Le aree interne rappresentano una delle sfide più rilevanti per il futuro delle Marche e dell'intero Paese. Territori spesso percepiti come marginali, ma che custodiscono un patrimonio umano, sociale, culturale e ambientale fondamentale per costruire un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile. Con questo obiettivo, la CISL Marche, in collaborazione con l'Università di Camerino e con il patrocinio del Comune di Camerino, promuove il convegno “Aree interne tra sostenibilità e marginalità. Terre di passaggio o luoghi da vivere?", in programma a Camerino (MC), il 15 giugno 2026 alle ore 9.30 presso l'Aula Piantoni del Polo Didattico UNICAM, in via Sant’Agostino,1. L'iniziativa intende aprire un confronto qualificato sul diritto delle comunità a restare e a costruire il proprio futuro nei territori interni, affrontando i temi dello spopolamento, della qualità dei servizi, della partecipazione democratica e delle politiche di sviluppo locale. Ad aprire i lavori saranno le relazioni della professoressa Lucia Ruggeri, ordinaria di Diritto civile e direttrice della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Camerino, che approfondirà il tema del diritto di restare nelle strategie europee, nazionali e regionali, soffermandosi sui modelli giuridici e sugli indirizzi politici necessari per garantire opportunità e coesione territoriale. Seguirà l'intervento della ricercatrice Valentina Polci, della Scuola di Ateneo di Architettura e Design dell'Università di Camerino, dedicato alle dinamiche di comunità nelle aree interne, tra processi di spopolamento e valorizzazione del patrimonio ecosistemico. Il programma prevede inoltre contributi e testimonianze provenienti dal mondo del lavoro, della formazione, dell'innovazione sociale e dello sviluppo territoriale, con gli interventi di Danilo Santini, segretario generale FAI CISL Marche, Cristiana Ilari, segretaria generale CISL Scuola Marche, Mario Raimondi, segretario generale FIRST CISL Marche, Francesco Pulerà di Borgo Futuro e Claudio Cappella, di Qui Val di Fiastra. Nella seconda parte della mattinata la tavola rotonda con istituzioni, università, enti locali e rappresentanze sociali, sarà moderata da David Ballini, responsabile della CISL di Tolentino Camerino. Parteciperanno Andrea Spaterna, docente di semiotica e patologia medica veterinaria e delegato del Rettore dell'Università di Camerino per i rapporti con il territorio, Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM, Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Territoriali Sociali 16, 17 e 18, e il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti.
Continua a leggere
05/06/2026 SICURA AI, Ferracuti: "La sicurezza non è un costo, è un diritto. L'intelligenza artificiale deve essere al servizio della persona"
La CISL Marche questa mattina ad Ancona alla presentazione del progetto di ricerca "Sviluppo e sperimentazione di agenti AI specializzati per la salute e la sicurezza sul lavoro" (SICURA AI), iniziativa promossa dall'Università di Macerata e vincitrice del Bando BRIC 2025 dell'INAIL. All'evento, ospitato nella Sala Raffaello della Regione Marche, è intervenuto il Segretario Generale della CISL Marche Marco Ferracuti, confermando l'impegno del sindacato nel promuovere innovazione, partecipazione e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Il progetto, illustrato dal professor Emanuele Frontoni, Responsabile Scientifico dell'iniziativa per l'Università di Macerata, punta a sviluppare un ecosistema di agenti di intelligenza artificiale specializzati nella gestione, elaborazione e diffusione della conoscenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo di supportare imprese, lavoratori e operatori della prevenzione nelle attività di valutazione dei rischi e nella consultazione delle informazioni normative e tecniche. Nel suo intervento, Ferracuti ha ribadito come la sicurezza sul lavoro debba rappresentare una priorità assoluta per istituzioni, imprese e parti sociali. «La sicurezza non è un costo, è un diritto. Ogni innovazione che contribuisce a salvare anche una sola vita sul lavoro merita attenzione e sostegno -  ha affermato il Segretario Generale della CISL Marche -Dietro ogni statistica sugli infortuni ci sono persone, famiglie e comunità. Per questo guardiamo con interesse a tutte le tecnologie che possono rafforzare la prevenzione e diffondere una cultura della sicurezza più efficace e più vicina ai lavoratori». Per Ferracuti, il valore dell'intelligenza artificiale dipende dalla sua capacità di mettere al centro la persona e di rafforzare le competenze umane. «La CISL non vede l'intelligenza artificiale come una minaccia da subire né come una soluzione miracolosa. La vediamo come uno strumento. E il valore di uno strumento dipende dall'uso che se ne fa. L'AI non deve sostituire le competenze umane, ma renderle più forti, più accessibili e più diffuse». Secondo il Segretario Generale della CISL Marche, l'innovazione tecnologica può produrre benefici concreti quando viene orientata ai bisogni reali del lavoro. «Se aiuta un'impresa a comprendere meglio i propri rischi, se consente a un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di reperire rapidamente informazioni affidabili, se permette a un lavoratore di conoscere meglio i propri diritti e i comportamenti corretti da adottare, allora l'innovazione genera un valore reale per la sicurezza e per la qualità del lavoro». Ferracuti ha inoltre sottolineato il valore del percorso che ha portato alla nascita di SICURA AI, fondato sulla collaborazione tra università, istituzioni e parti sociali. «È il metodo giusto per affrontare le trasformazioni in corso. Nessuno può governare da solo cambiamenti così profondi. Occorre mettere insieme conoscenza scientifica, esperienza amministrativa e conoscenza concreta dei luoghi di lavoro. La CISL ha sostenuto questo progetto fin dalla sua impostazione perché crediamo che l'innovazione debba essere accompagnata dalla partecipazione». Un principio che, secondo la CISL Marche, dovrà accompagnare anche le future applicazioni dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. «Le tecnologie funzionano davvero quando vengono costruite ascoltando chi lavora ogni giorno nelle fabbriche, negli uffici, nei cantieri e nei servizi. Le Marche possono diventare un laboratorio nazionale di innovazione sociale e tecnologica applicata alla sicurezza sul lavoro. Il nostro auspicio è - ha concluso -  che da questo percorso nascano strumenti concreti, capaci di ridurre i rischi, migliorare la prevenzione e rendere il lavoro più sicuro e più dignitoso». Alla presentazione sono intervenuti anche l'Assessore regionale all'Intelligenza Artificiale Giacomo Bugaro, il Direttore regionale Marche dell'INAIL Piero Iacono, il Direttore del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell'INAIL Corrado Delle Site e le responsabili scientifiche del progetto per l'INAIL Annalisa Nebbioso e Francesca Ceruti.
Continua a leggere
27/05/2026 Sanità di comunità la CISL Marche incalza la Regione: “Entro giugno un protocollo per rafforzare medicina territoriale e servizi socio-sanitari"
«Entro giugno chiediamo di sottoscrivere un protocollo con la Giunta regionale per regolamentare i rapporti con le Organizzazioni Sindacali sui temi della sanità e dei servizi socio sanitari. Rafforzare la medicina territoriale significa ripensare il modello di welfare, renderlo più accessibile. La salute ha bisogno di sociale, non coincide solo con la cura e l’assistenza ma richiede ascolto, orientamento, accompagnamento e prevenzione».  Il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti entra in corsia e presenta la proposta della Cisl per una sanità di comunità. Palcoscenico questa mattina l’auditorium Pertini a Fermo, la medicina del territorio protagonista del confronto. Sala gremita, in prima fila il governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli. Introduzione a cura del professor Francesco Enrichens – collaboratore dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - che ha analizzato i contenuti e la sostenibilità della riforma dell’assistenza territoriale.  L’obiettivo è passare da una sanità che esegue prestazioni episodiche ad una che si prende carico in modo continuativo della persona. Contributi ed esperienze sono state portate da Alessandro Contadini , segretario generale aggiunto della Funzione Pubblica Cisl Marche, Roberta Stopponi, segretaria generale Cisl medici Marche, Francesco Piergiovanni, infermiere di famiglia e di comunità dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Pesaro Urbino, e Silvano Giangiacomi, segretario generale dei Pensionati Cisl Marche.  «Il nostro modello di assistenza territoriale non è ancora attrezzato in modo adeguato per far fronte alle sfide dell’invecchiamento della popolazione. – ha sottolineato Giangiacomi - Cosa fare? Non esiste una risposta univoca, la parola chiave è integrazione. La casa è il primo luogo di cura, investire in assistenza domiciliare è la scelta sostenibile da valorizzare». Tavola rotonda ad alta intensità di cura e di proposte con la partecipazione del segretario generale di Cisl Marco Ferracuti, dell’Assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, del Segretario regionale della Federazione dei Medici di medicina generale Paolo Misericordia e di Roberto Chierchia, Segretario generale Cisl Fp nazionale. Il dottor Misericordia: «Cambiamento, ma non stravolgimento del rapporto fiduciario tra medico ed assistito. I medici di medicina generale stanno cercando strutture dove poter svolgere proficuamente il proprio lavoro». L’assessore Paolo Calcinaro: «La Regione Marche è tra quelle messe meglio in ambito nazionale per le Case di comunità. La sfida che stiamo vincendo è quella di farle funzionare al meglio con gli operatori necessari e le strumentazioni. Medici, infermieri ma anche specialisti che possano lavorare fianco a fianco. Nella case di comunità bisogna immettere risorse e servizi diversi da quelli che già ci sono nel territorio. A partire dalla gestione dei pazienti con codici bianchi e verdi che di solito affollano i Pronto soccorso». L’analisi del segretario generale Cisl Fp nazionale, Roberto Chierchia: «Il Covid ci ha dimostrato che non si poteva fare attività ospedaliera senza prima creare una rete territoriale di presa in carico del paziente. Bisogna mettere in campo equipe multidisciplinari e non ragionare come solisti. I professionisti della salute vanno valorizzati per la qualità del lavoro sul territorio che fanno, anche per rendere attrattive queste professionalità. Dobbiamo lavorare sui contratti e dunque trovare le risorse». Il Segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Abbiamo provato a lanciare degli sguardi: non solo approfondimento tecnico ma prospettiva. Contenuti per condividere la responsabilità comune, ricostruire insieme una sanità che non lasci sole le persone, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità. La qualità di un sistema sanitario non si vede solo dagli ospedali e dalla gestione dei problemi di elevata intensità assistenziale, ma anche dalla capacità di essere presenti accanto alle persone quando ne hanno bisogno. La sfida, marchigiana e nazionale, è quella di una sanità predittiva e dinamica, radicata nel territorio, capace di leggere i bisogni della comunità, evitando che le fragilità diventino emergenza. Le riforme che lasciano un segno richiedono tempo, coraggio e capacità di ascolto: come Cisl daremo il nostro contributo». E’ intervenuto anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «L’ascolto e il confronto sono una ricchezza e ringrazio la Cisl per le proposte avanzate. Bisogna avere visione e capacità di programmazione analizzando la trasformazione della società. Dobbiamo fare una scelta: costruiamo la sanità del territorio, ma per farlo c’è bisogno di sinergia. Non è una sfida di parte, tutti dobbiamo esserne protagonisti. Proveremo a farlo con il nuovo Piano socio sanitario regionale, non un libro dei sogni ma un libro di obiettivi.»       Rassegna stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/05/27/appello-della-cisl-marche-protocollo-per-rafforzare-medicina-territoriale_ad49be1f-7bcf-4d94-80dd-d63ff3623d87.html https://etvmarche.it/27/05/2026/la-medicina-del-territorio-il-focus-della-cisl-marche-a-fermo-video/ https://youtvrs.it/sanita-di-comunita-la-cisl-marche-incalza-la-regione-protocollo-entro-giugno/ https://www.cronachemaceratesi.it/2026/05/27/entro-giugno-un-protocollo-per-rafforzare-la-sanita-di-comunita/2069446/ https://veratv.it/tg/id-71662/fermo---riforma-assistenza-territoriale-cisl-accelera  
Continua a leggere
13/05/2026 Sanità territoriale, la CISL Marche apre il confronto su modelli e prospettive della medicina di comunità
La riforma dell’assistenza territoriale, l’integrazione socio-sanitaria, il ruolo degli infermieri di comunità, dei medici di famiglia e le risposte all’invecchiamento della popolazione saranno al centro del convegno promosso dalla CISL Marche dal titolo “La medicina del territorio. Modelli, sfide e prospettive per una sanità di comunità”, in programma mercoledì 27 maggio 2026, a partire dalle ore 9.30, all’Auditorium Sandro Pertini di Fermo. Un’occasione di approfondimento e confronto sul futuro della sanità territoriale nelle Marche, in una fase cruciale per l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Decreto 77 del 2022 e dal PNRR, e per lo sviluppo dei servizi sociosanitari di prossimità. I lavori saranno introdotti dalla relazione di Francesco Enrichens, Project Manager ICT e cronicità, che affronterà il tema della riforma dell’assistenza territoriale tra efficacia e sostenibilità. Seguirà un focus dedicato alla medicina territoriale, alla cura e all’integrazione socio-sanitaria con gli interventi di Roberta Stopponi, segretaria generale CISL Medici Marche e dirigente medico AST Macerata, di Francesco Piergiovanni, infermiere AST Pesaro Urbino, e di Silvano Giangiacomi, segretario generale FNP CISL Marche. Alle 11.15 in programma la tavola rotonda dal titolo “Assistenza territoriale nelle Marche, un modello verso cui convergere insieme”, alla quale prenderanno parte Paolo Misericordia, segretario regionale FIMMG Marche, l’assessore regionale alla sanità e ai servizi sociali Paolo Calcinaro, Roberto Chierchia, segretario generale CISL FP Nazionale, e Marco Ferracuti, segretario generale CISL Marche. A moderare il confronto sarà Matteo Moretti dell’Ufficio Studi CISL Marche. Previsto l’intervento del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.  
Continua a leggere
01/05/2026 "Lavoro diginitoso" il Primo Maggio 2026 di CGIL CISL UIL Marche
Il Primo Maggio 2026 di CGIL CISL UIL Marche, a Matelica in provincia di Macerata,  ha rappresentato il momento principale della Festa dei Lavoratori nella regione, con la partecipazione dei segretari generali delle Marche: Giuseppe Santarelli, Marco Ferracuti e Claudia Mazzucchelli. Lo slogan “Lavoro dignitoso”, lo stesso scelto per la manifestazione nazionale di Marghera, ha richiamato con forza il tema centrale di questa giornata: il valore del lavoro in una fase di profondi cambiamenti, segnata dall’innovazione tecnologica, dall’intelligenza artificiale e da nuove forme di organizzazione produttiva. Una trasformazione che impone di rimettere al centro la dignità del lavoro, attraverso il rafforzamento della contrattazione, l’estensione delle tutele e la costruzione di nuovi diritti. Il corteo ha preso il via dal piazzale antistante la Cattedrale, attraversando la città con una partecipazione ampia di lavoratrici, lavoratori, pensionati e cittadini. L’arrivo in piazzale dei Gerani ha dato spazio agli interventi istituzionali e sindacali, con il saluto del sindaco Denis Cingolani. A seguire si sono svolti i comizi dei segretari generali regionali di CGIL, CISL e UIL, che hanno offerto una lettura condivisa delle sfide del presente e indicato priorità e proposte per il futuro del lavoro nelle Marche, «Servono decisioni coraggiose: senza stabilità, sicurezza e giusta retribuzione non c’è futuro. Il lavoro deve garantire dignità, benessere e possibilità di crescita, non precarietà. Creare lavoro non basta: serve lavoro buono, partecipato e sicuro, che dia valore alle persone e non lasci indietro nessuno.  – ha rilanciato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, durante il suo comizio - Perché senza lavoro dignitoso non c’è futuro. E senza dignità nel lavoro non c’è libertà. Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori!»   Una piazza viva e partecipata per un messaggio chiaro: il lavoro resta il fondamento della coesione sociale e della democrazia
Continua a leggere
27/04/2026 Primo Maggio 2026 CGIL CISL UIL Marche a Matelica (MC)
Sarà Matelica il cuore delle celebrazioni marchigiane del Primo Maggio 2026. In un contesto regionale che vedrà numerose iniziative diffuse su tutto il territorio, la manifestazione unitaria promossa da CGIL, CISL e UIL Marche rappresenterà il momento centrale e più rappresentativo della Festa dei Lavoratori nelle Marche con la presenza dei segretari generali delle Marche di Cgil, Giuseppe Santarelli, Cisl, Marco Ferracuti, e Uil, Claudia Mazzucchelli.  Lo slogan,  “Lavoro dignitoso”, lo stesso della manifestazione nazionale che quest' anno sarà a Marghera,  sintetizza il significato politico e sociale dell’appuntamento: una rivendicazione che si colloca dentro le profonde trasformazioni del mondo del lavoro, attraversato oggi da innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e nuove forme di organizzazione produttiva. In questo scenario, il tema della dignità del lavoro torna al centro del dibattito pubblico, declinato attraverso la necessità di rafforzare la contrattazione, ampliare le tutele e costruire nuovi diritti adeguati all’Italia che cambia. Il corteo partirà alle ore 11.30  dal piazzale antistante la Cattedrale di Matelica. Un momento partecipato e simbolico che attraverserà la città, coinvolgendo lavoratrici, lavoratori, pensionati e cittadini. L' arrivo sarà in Piazzale dei Gerani, dove alle ore 12.00 si terrà  l' intervento del sindaco Denis Cingolani e delle organizzazioni sindacali per una lettura delle sfide attuali, delineando proposte e priorità per il futuro del lavoro nella regione e nel Paese.
Continua a leggere
25/04/2026 25 Aprile 2026 Festa della Liberazione
La CISL Marche partecipa alle iniziative commemorative del 25 Aprile 2026, in occasione dell’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. «Una giornata di memoria viva e di responsabilità collettiva – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – in un tempo attraversato da nuove disuguaglianze, tensioni sociali e trasformazioni profonde del lavoro, diventa ancora più urgente praticare una resistenza consapevole contro ogni forma di disumanizzazione e sfruttamento. Una resistenza pacifica e generativa, fondata sul dialogo e sulla partecipazione, capace di costruire coesione e futuro: che si fa ogni giorno, nei luoghi di lavoro e nelle comunità, difendendo la dignità della persona, i diritti dei più fragili e il valore del lavoro dignitoso. Perché i cambiamenti non vanno subiti ma governati»
Continua a leggere
22/04/2026 CISL Marche: con il 730 scegli a chi destinare il 5x1000 e sostieni solidarietà e diritti
Con l’avvio della campagna fiscale, la CISL Marche richiama l’attenzione dei cittadini su una scelta semplice ma significativa da compiere al momento della compilazione del modello 730: la destinazione del 5x1000. Si tratta di un’opportunità concreta per sostenere attività sociali, di tutela e cooperazione senza alcun costo aggiuntivo. Basta apporre la propria firma nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale dell’organizzazione che si intende supportare. Le risorse raccolte attraverso il 5x1000 contribuiscono a rafforzare una rete di interventi diffusi sul territorio marchigiano, promossi dalle associazioni collegate alla CISL e impegnate quotidianamente accanto alle persone.«È un gesto che non costa nulla ma ha un valore importante – sottolinea la CISL Marche – perché consente di trasformare una scelta fiscale in un atto di responsabilità e solidarietà, capace di generare benefici concreti per la comunità». In particolare, ANOLF Marche opera per l’integrazione e il sostegno alle persone migranti, accompagnandole nei percorsi di inclusione sociale e nei ricongiungimenti familiari. ISCOS Marche Odv realizza progetti di cooperazione internazionale e sviluppo solidale, sostenendo comunità in condizioni di fragilità. ADICONSUM Marche tutela i diritti dei consumatori, offrendo assistenza contro truffe e pratiche scorrette. ANTEAS Marche promuove iniziative di volontariato e vicinanza per anziani e persone sole, contrastando l’isolamento. Al momento della compilazione del 730, è possibile indicare uno dei seguenti codici fiscali: ANOLF Marche  93157870424  ISCOS Marche Odv 93046010422  ADICONSUM Marche 93047230425  ANTEAS Marche:  93123010428  Per informazioni e assistenza nella compilazione del modello 730 è possibile rivolgersi alle sedi e agli operatori CAF CISL presenti su tutto il territorio regionale.
Continua a leggere
22/04/2026 Nuovo polo logistico Amazon, Tassi: “Servizi e welfare territoriale all’altezza della nuova occupazione”
L’apertura del nuovo polo logistico Amazon a Jesi, in provincia di Ancona, con la creazione di circa mille posti di lavoro, rappresenta una svolta rilevante per il territorio, destinata a produrre effetti non solo sul piano occupazionale ma anche su quello sociale e infrastrutturale. L’impatto del nuovo insediamento, infatti, non si limiterà all’incremento dei livelli occupazionali. A cambiare sarà l’intero equilibrio del territorio: dalla domanda abitativa, con possibili ripercussioni sul mercato immobiliare, fino alla mobilità e alla viabilità, che dovranno essere ripensate per sostenere l’aumento dei flussi. L’arrivo di nuovi lavoratori, in particolare giovani e nuclei familiari, rende infatti necessario un rafforzamento deciso dei servizi alla persona e delle politiche di welfare locale. Un tema che la CISL Marche pone al centro del confronto con istituzioni e stakeholder. Intervenendo ai microfoni della TGR Marche, il segretario regionale CISL Marche,Luca Tassi ha evidenziato «questo è un territorio attrezzato per dare delle risposte alle politiche socioassistenziali  ma è chiaro che le strutture devono dotarsi di nuovi e maggiori servizi: dai servizi scolastici a quelli per l’infanzia, fino a tutte le politiche di conciliazione tra vita e lavoro». Per la CISL Marche, la sfida è chiara: accompagnare lo sviluppo economico con un adeguato investimento nei servizi, affinché la crescita sia sostenibile e capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. Un obiettivo che richiede una programmazione condivisa e una visione di lungo periodo, in grado di coniugare lavoro, welfare e coesione sociale.
Continua a leggere
16/04/2026 Politiche abitative, l’assessore regionale Consoli al convegno della Cisl: «Presto un tavolo per soluzioni condivise»
L’assessore regionale Tiziano Consoli ha scelto il convegno organizzato oggi dalla Cisl Marche a Porto Recanati (MC)  per lanciare la proposta sul fronte delle politiche abitative: «Presto un tavolo regionale aperto alle forze sociali per discutere i progetti e utilizzare al meglio i finanziamenti ministeriali e regionali che sono già disponibili. Idee condivise per affrontare e risolvere insieme le criticità del settore». Un’apertura, quella dell’esponente della giunta guidata dal governatore Francesco Acquaroli, che ha trovato il sostegno del segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Non esistono politiche se non ci sono progettualità che si basano su dati certi per dare risposte alle politiche abitative. Le risorse ci sono e avranno un effetto moltiplicatore se andranno a sostenere progetti condivisi, insieme possiamo farcela»: queste le parole. “La casa bene primario: diritto o privilegio?” è il tema affrontato Cisl Marche in una tavola rotonda che si è svolta nell’auditorium Medi e alla quale hanno dato contenuti il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti, il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini, l’assessore regionale Tiziano Consoli, le assistenti sociali Giuli Lattanzi (Ircr Macerata), Emanuela Ripari del Sicet Marche, Antonello Scialdone dell’Inapp, Gianluca Puliti della Fnp Cisl e il delegato Femca Cisl Marouan Bourhimi. Discussione introdotta dal responsabile Cisl Macerata e Civitanova Rocco Gravina: «L’emergenza abitativa non è una novità, se ne parla da anni ma si fa fatica ad arrivare a un piano casa che dia risposte a tanti cittadini: chi abita in affitto non riesce a coprire le spese di gestione, la casa per le famiglie non è più motivo di sicurezza ma fonte di tensione». La riflessione di Giuli Lattanzi: «L’Ircr ha promosso una esperienza di cohousing rivolto agli anziani autosufficienti in uno stabile ristrutturato in centro storico. spazio protetto e autonomo. Progetto che nasce con la collaborazione del privato sociale, del volontariato e che è in rete con i servizi del territorio». Emanuela Ripari: «La nostra Costituzione menziona il diritto all’abitazione per sottolinearne il ruolo sociale, l’affermazione della dignità di una persona. L’Italia è il paese europeo che ha la percentuale maggiore di proprietari di case. Un dato che però deve fare i conti con il mutamento delle famiglie che sono sempre meno numerose e spesso composte da coppie senza figli». Gianluca Puliti: «Un problema, quello della casa, che ci tocca da vicino, in particolare tocca la popolazione anziana. Si parla di abitazioni vetuste che oggi mostrano i loro limiti e non sono facilmente accessibili. Le abitazioni costano, anche quelle di proprietà. Le pensioni medie nelle Marche si aggirano sui mille euro mensili, basta poco per finire nel limbo della povertà». Marouan Bourhimi: «Ho vissuto all’Hotel House, avevo 15 anni quando sono arrivato in Italia: da allora non è cambiato nulla, non ci sono servizi e le persone non riescono a integrarsi. Non vedo soluzioni in vista». L’assessore Tiziano Consoli: «Importante parlare di politiche abitative, io guardo sempre il bicchiere mezzo pieno, il 75% delle persone in Italia ha una casa di proprietà. La nostra regione soffre di un ricambio generazionale importante, la popolazione invecchia. Mi metto nei panni dei sindaci: è difficile gestire i flussi migratori con la mancanza di disponibilità di alloggi per le emergenze. Non siamo fermi: negli ultimi tre anni abbiamo realizzato 16mila alloggi sociali. Il Governo sta per stanziare un miliardo di euro per le emergenze abitative e questo farà ripartire le politiche abitative anche nell’entroterra. Per le nuove scelte servirà il contributo di tutti partendo dalle esigenze dei cittadini». Chiusura affidata al segretario regionale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Vogliamo portare il nostro contributo rispetto a una tematica centrale e sentita come quella delle politiche abitative. Quella che si pone il convegno di oggi non è una domanda retorica, ci porta nella vita quotidiana di tutti. La casa non è più un diritto accessibile a tutti, segna un passaggio profondo dal prima dal dopo: è diventata il metro per misurare le nuove povertà e la coesione sociale. Oggi il 40% del reddito è speso per la casa e a fronte di questa esigenza le persone rinunciano alle cure, all’alimentazione, alla qualità della vita. Il primo passo è alzare lo sguardo e rivedere il concetto dell’abitare le Marche sono attraversate da due evidenti fratture, quella demografica (nel 2050 sono annunciati 100mila abitanti in meno) e quella territoriale (il 10% della costa ha il 40% degli abitanti).Non possiamo limitarci alla descrizione del problema, alla fotografia: servono progetti condivisi per trovare e sostenere le soluzioni». Al termine del convegno taglio del nastro della nuova centralissima sede Cisl di Porto Recanati in piazza del Borgo al civico 6/g: si potenzia la rete territoriale della Cisl per essere sempre più vicina alle esigenze dei cittadini, dal lavoro al fisco passando per il sociale.
Continua a leggere
13/04/2026 Primo Maggio 2026 a Marghera (Ve)
Sarà Marghera, in provincia di Venezia, a ospitare quest’anno i comizi del Primo Maggio 2026 dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Daniela Fumarola e PierPaolo Bombardieri. Al centro della manifestazione che celebra la Festa dei Lavoratori, il tema del “lavoro dignitoso”. Un filo conduttore che caratterizzerà anche il tradizionale Concertone di Piazza San Giovanni, il più grande evento musicale gratuito dal vivo in Europa, rivolto in particolare ai giovani e parte integrante, dal 1990, di questa giornata. In una fase in cui il lavoro precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo,  e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro. Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, della qualità dell’occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza: sono queste le priorità da cui ripartire, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione. Cgil, Cisl e Uil lanciano un appello forte a rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato come leva essenziale di giustizia sociale e per governare in modo equo i cambiamenti in atto, generando coesione e crescita.   Fonte:https://www.cisl.it/primo-maggio-marghera-cgil-cisl-uil/
Continua a leggere
01/04/2026 Pubblicazione graduatoria Servizio Civile Regionale PR FSE+ 2021/2027
Publicazione della graduatoria relativa al Servizio Civile Regionale PR FSE+ 2021/2027 . Ente proponente: Usr Cisl Marche; Enti coprogettanti: Adiconsum Marche APS, Anolf Marche OdV, Iscos Marche OdV Progetto 1114436: “MANEGGIARE CON CURA. Riconoscere, accogliere, supportare e orientare le fragilità complesse nell’era della transizione ambientale e digitale” Graduatoria Servizio Civile Regionale PR FSE+2021/2027 Si specifica che, come riportato dall' art. 9 Procedure selettive e criteri di selezione dell'Avviso di presentazione dei progetti: "A parità di punteggio  è prioritariamente preferito il candidato che ha ottenuto il punteggio più alto con riferimento all'indicatore "competenze motivazionali (CVM)" in relazione a quanto previsto dal vigente documento attuattivo del POR FSE+2021/2027 (DGR.n.1264/2025)e, in caso di ulteriore ex aequo, il candidato più giovane di età in relazione a quanto previstro dall'art.3,comma7, della legge 15 maggio 1997,n.127, come modificato dalla legge 16 giugno 998,n.191."
Continua a leggere