Notizie dalla Usr

24/11/2022 Farmacie Comunali di Jesi, per tutti gli iscritti Cisl sconti e servizi a tariffe agevolate
La Cisl Marche ha attivato una nuova convenzione con Jesi servizi spa  riservata a tutti gli iscritti per l'acquisto di prodotti e servizi a prezzi agevolati nelle Farmacie Comunali di Jesi .  Nello specifico sarà possibile beneficiare di una scontistica   dal 4% all'8%,  per i prodotti parafarmaco, cosmetica, alimentazione speciale e presidi sanitari assorbenti, oltre a tariffe speciali per tamponi covid, ECG, Holter pressorio, Holter cardiaco e screening densiometria ossea.  Le agevolazioni riservate a tutti gli iscritti Cisl Marche -  presso le Farmacie Comunali di Jesi (AN) rispettivamente in via  Ancona, 13/A e  in  via S. Francesco,75 -  sono  valide dal 1 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023  Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti CISL MARCHE al link:https://cislmarche.it/convenzioni
Continua a leggere
24/11/2022 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne Per un mondo libero dalla violenza sulle donne CGIL CISL UIL Marche al fianco delle donne iraniane e afghane: donne vita e libertà - “jin, jiyan azadî”
Donne. Vita. Libertà. Lo slogan delle donne curde rivoluzionarie che risuona ogni giorno nelle manifestazioni di protesta in Iran ha riecheggiato anche nella nostra regione. Nonostante la censura iraniana, non si è arrestata l’onda di solidarietà da tutto il mondo, a seguito del femminicidio di Mahsa Ahmini.  «E ‘importante continuare a tenere i riflettori accesi sulla condizione femminile in tutto il mondo. -affermano Loredana Longhin, Cristiana Ilari e Claudia Mazzucchelli, Segretarie regionali di CGIL, CISL, UIL - Il sentore che abbiamo è che ci sia un arretramento che colpisce le donne ovunque e la storia delle donne afghane e iraniane. Quello che accade altrove non ci deve lasciare indifferenti, ma ci deve insegnare che dobbiamo vigilare sempre su diritti e libertà.»  La donna è da sempre il fulcro del cambiamento, la sua vita e la sua libertà è la vita e la libertà per tutti, come dimostra il fatto che in Iran la protesta delle donne ha da subito trovato la solidarietà degli uomini e insieme chiedono non solo l’abolizione dell’obbligatorietà dell’hijab, ma anche di vivere sotto un diverso sistema di governo che rispetti i diritti fondamentali della persona. Le generazioni che manifestano a partire da quelle piazze e poi in tutto il mondo sono un movimento contro la cultura patriarcale di oppressione, per il diritto di scelta e di autodeterminazione di donne e uomini che riesce a raccogliere la solidarietà di tutti e che parla a tutti. Secondo Loredana Longhin, Cristiana Ilari e Claudia Mazzucchelli «Il controllo sul corpo delle donne cammina di pari passo con la violazione di altri diritti e libertà, compresi quelli del lavoro e sindacali. Lontana dall’essere una celebrazione rituale, questa giornata deve farci riflettere sulla condizione femminile in ogni parte del mondo, anche in Italia e nelle Marche.» I dati diffusi dalla Regione evidenziano che le richieste ai Centri Antiviolenza delle Marche sono aumentate: 663 donne si sono rivolte ai CAV, 180 in più rispetto al 2020 a testimoniare l’emergenza del fenomeno, come purtroppo hanno evidenziato anche i recenti femminicidi avvenuti ad Osimo e a Fano. Certo va riconosciuto che, rispetto al passato, la capillarità dei CAV e la diffusione delle campagne antiviolenza hanno favorito l’emersione di un fenomeno in passato spesso nascosto. Delle donne che si sono rivolte ai CAV marchigiani 489 sono italiane, 174 straniere e la fascia d’età più esposta è quella che va dai 30 ai 50 anni, donne adulte in maggioranza coniugate o unite civilmente e proprio entro le mura domestiche si sviluppa la maggioranza delle violenze. «Il consolidamento della RETE ANTIVIOLENZA territoriale, di cui anche CGIL CISL UIL sono parte attiva, è più che mai una priorità per accogliere e tutelare le donne e per prevenire la violenza» sottolineano Loredana Longhin, Cristiana Ilari e Claudia Mazzucchelli Le donne vittime di violenza chiedono ascolto, consulenza psicologica e legale, orientamento, accompagnamento e sostegno all’autonomia per cui alloggio e lavoro sono fondamentali. Proprio il lavoro deve essere il fattore principale di emancipazione, di libertà e di valorizzazione per le donne, mentre spesso purtroppo nel lavoro si consumano forme di violenza o di esclusione. 170000 donne disoccupate, 167000 donne inattive, 759 lavoratrici madri che hanno lasciato il posto di lavoro in un anno, 51,1% delle donne part time e 23,2 a tempo determinato, 14.279 € retribuzione media lorda annua delle donne a fronte dei 18.109 € di retribuzione media lorda annua degli uomini sono dati che ci testimoniano come ancora troppe donne nelle Marche siano escluse dal mondo del lavoro o lavorino in condizione di precarietà, con bassi salari, con scarse tutele. E troppe donne ancora nei luoghi di lavoro subiscono discriminazioni, ricatti, molestie, svalorizzazione e marginalizzazione, disparità salariale e nei percorsi di carriera. Fenomeni da combattere con energia affermando nei luoghi di lavoro e nelle nostre comunità una cultura delle pari opportunità e del valore. «Per questo oggi  - concludono - rilanciamo il nostro impegno a tutela dei diritti delle donne e del lavoro delle donne per la protezione, la prevenzione, la lotta alla violenza e alle discriminazioni con l’assistenza, la formazione e la sensibilizzazione culturale, perché il lavoro deve promuovere per tutte e tutti VITA e LIBERTÀ”.
Continua a leggere
22/11/2022 Lavoro, Sviluppo, Welfare: le richieste urgenti di Cgil, Cisl, Uil alla Regione. “Sino ad oggi, relazioni inadeguate”
Lavoro, Sviluppo, e  Welfare:  su questi temi, Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Regione di avviare un confronto per il rilancio delle Marche. Temi su cui i sindacati ripropongono  le loro priorità annunciando che, da subito, prenderanno il via assemblee nei luoghi di lavoro e in tutti i territori. Di questo si è discusso oggi, ad Ancona, all’H3 Coworking, nel corso dell’assemblea regionale, dal titolo: “versomarche2025”: per un nuovo sviluppo delle Marche”. In un documento, Cgil, Cisl e Uil individuano proposte concrete  sulle questioni da risolvere per uno sviluppo sostenibile nella nostra regione. Il tutto con una premessa: a due anni dall’insediamento della giunta, ci sono relazioni sindacali che sarebbero inadeguate in un periodo di normalità, figurarsi in un contesto politico e socio-economico complicato.  Per questo, si auspica una nuova stagione di partecipazione. SVILUPPO – Le Marche, secondo gli ultimi dati, stanno perdendo l’aggancio con le regioni più avanzate con un -24% del Pil pro capite in 20 anni; si chiede, dunque, una politica industriale che incentivi i progetti di filiera e di ricerca ma anche di selezionare i settori innovativi considerando che l’investimento in ricerca e sviluppo è solo l’1% del Pil. Cgil, Cisl e Uil chiedono anche di adottare criteri di premialità per le imprese che promuovono processi di miglioramento delle condizioni di lavoro e che si valorizzino le conoscenze e le competenze dei lavoratori. I sindacati fanno presente che, tra i finanziamenti di rilievo, ci sono quelli del Pnrr ma anche i 690 milioni delle risorse ordinarie del fondo europeo per lo sviluppo regionale e i 346 milioni del fondo sociale europeo. INFRASTRUTTURE, SERVIZI PUBBLICI LOCALI, ENERGIA – Per le infrastrutture, Cgil, Cisl e Uil sollecitano un sistema efficiente puntando su tempi celeri per il raddoppio Orte-Falconara, il by-pass, la Fano-Grosseto, l’uscita a nord dal porto di Ancona, la Pedemontana, la terza corsia A14 a sud di Porto Sant’Elpidio, la Mezzina ma anche la Ferrovia dei due mari. Sul trasporto pubblico locale, come sul ciclo dei rifiuti e su quello dell’acqua, si chiede un intervento della Regione contro la frammentazione. E poi, per l’energia, si sollecita un nuovo piano regionale. Sugli appalti, si propone di aggiornare il protocollo d’intesa con la Regione mentre su tasse e tariffe, di rafforzare il carattere progressivo dell’Irpef, studiando soluzioni per agevolare le persone a basso reddito. LAVORO -  Per quanto riguarda il lavoro che non c’è, si chiedono politiche attive, più formazione e investimenti sul sistema della conoscenza; sul lavoro che si perde, 10.500 posti persi nel 2020 e 60.000.000 ore di Cig nel 2021, si invocano tutele e accompagnamento con politiche di lavoro e formazione. Quanto al lavoro che non ha futuro, il 16% di neet nel 2021, si sollecitano incentivi che premino talento e capacità di intrapresa. E poi, sul lavoro “meglio che niente”, con 10mila euro di retribuzione media lorda annua, si chiede di puntare sulla qualità e sulla contrattazione. Sul lavoro irregolare, con un tasso dell’83,4%, si esige la lotta al lavoro nero. Quanto al lavoro non sicuro che registra 16.306 infortuni, si sollecitano più controlli. Per far fronte a questo capitolo, ci sono 296 milioni di euro di fondi Ue cui si sommano altri 50 milioni dello Stato; per il 2022, dal Pnrr, per le Marche ci sono 21.384.000 euro, dal Fondo di potenziamento delle competenze, ci sono 1.470.000 euro. Su tutta questa partita, si propone un Patto per il lavoro e lo sviluppo condiviso. SANITA’ E WELFARE – Sulle Case di comunità, si sollecita  un progetto di distribuzione omogenea, per le strutture residenziali, si chiede di aumentare gli standard di assistenza e il blocco dell’ aumento delle rette. Sul fondo sociale di solidarietà, si chiede che venga esteso in modo strutturale. Quanto ai tempi di attesa per le visite, si sollecita di monitorare il tutto e di applicare regole certe e trasparenti. Per la rete ospedaliera  si auspica un confronto  sui criteri di riassetto mentre si sollecita un rafforzamento della prevenzione (a cominciare dagli organici).    Rispetto al sottodimensionamento del personale del comparto del SSR marchigiano si esige  di potenziare  le dotazioni organiche dal 1 gennaio 2023, quando, con l’operatività delle 5 Aziende Sanitarie Territoriali, rischiano di ampliarsi le differenze di trattamento già esistenti tra i dipendenti delle diverse Aree Vaste dell’ASUR.        
Continua a leggere
09/11/2022 Cgil Cisl Uil Marche su mobilità sanitaria e liste attesa: le Marche spendono di più e curano meno
I dati Agenas, elaborati da Ires Cgil, fotografano una situazione della sanità marchigiana davvero preoccupante. Tra il 2020 e 2021 aumentano i volumi e i valori economici della mobilità sanitaria interregionale delle prestazioni di ricovero. In particolare, dopo il crollo del 2020, nelle Marche si evidenzia un forte aumento dei costi per la mobilità passiva (+16,3%), ovvero della spesa effettuata per i propri pazienti verso Strutture Sanitarie, pubbliche e private, fuori dalla regione di residenza. Molto meno accentuato risulta invece l’incremento dei valori economici per la mobilità attiva (+3,7%). Il saldo complessivo nel 2021 è di -21,1 mln di euro. Entrando nello specifico della mobilità passiva, nel 2021 i dati mostrano una forte componente di spesa per mobilità c.d. evitabile, 48,2 mln di euro (48,1% del valore complessivo), ossia per casi di ricovero effettuati fuori regione per ottenere prestazioni disponibili anche sul territorio di residenza. Mentre il valore di spesa per la mobilità c.d. accettabile – ricoveri per i quali la mobilità interregionale si rende necessaria per l’alta specializzazione delle cure richieste – ammonta a 35,7 mln di euro (35,6% del valore complessivo). Meno accentuato il valore della cosiddetta mobilità apparente (16,3 mln di euro), che rappresenta le prestazioni di ricovero riferita ai domiciliati fuori regione. Considerando i costi pro-capite per la mobilità passiva, le Marche detengono la maglia nera rispetto alle altre Regioni d’Italia: per la mobilità accettabile le Marche registrano un costo di 23,8 euro pro-capite, che sale a 32,2 euro pro-capite per la mobilità evitabile; valori più alti rispetto all’Italia nel complesso (13,7 euro pro-capite per mobilità accettabile – 18,9 euro pro-capite per mobilità evitabile). Il focus sugli interventi di chirurgia oncologica mostrano che nel 2021, nelle Marche, 1.009 pazienti (15,72 % del totale dei pazienti marchigiani che ha fatto un intervento di chirurgia oncologica) si sono rivolti presso strutture fuori regione. Di fatto, le Marche mostrano un indice di fuga più elevato rispetto all’Italia in generale.  “Le Marche spendono di più e curano meno”, è chiaro che c’è qualcosa che non funziona, non è così che si garantisce il diritto alla salute.   I cittadini marchigiani hanno il diritto di potersi curare nella propria regione, ma per garantire questo è necessario avere una rete ospedaliera efficiente ed un’adeguata assistenza territoriale, che siano in grado di soddisfare i requisiti di qualità. Anche le liste di attesa per gli interventi non è un dato trascurabile se si vuole evitare la fuga fuori Regione. L’altro dato inquietante, che merita attenzione è l’alta percentuale di chi si rivolge al privato convenzionato. Per  Cgil Cisl e Uil Marche, «questa è una problematica che si continua a sottovalutare a danno soprattutto delle persone più fragili e svantaggiate. La sanità deve essere per tutti e non privilegio concesso solo a chi ha sufficienti disponibilità economiche. I marchigiani hanno bisogno di avere strutture di qualità in cui curarsi, con la certezza dei tempi, sarebbe utile che l’impegno che la regione sta mettendo per riorganizzare “le “strutture di comando” del servizio sanitario entro la fine dell’anno, lo mettesse anche per migliorare i servizi e risolvere i problemi che i cittadini vivono sulla loro pelle.»     LISTE DI ATTESA I dati sulla mobilità trovano parziale riscontro anche in un indicatore come quello dei tempi di attesa. Nel dettaglio, osservando il rispetto dei tempi di attesa per interventi di classe A per tipologia di struttura, emerge che nelle strutture pubbliche marchigiane il 67,1% dei pazienti effettua l’intervento entro 30 giorni dalla prenotazione, contro il 92,8% di quelli che vengono gestiti dalle strutture private accreditate. Tra i due dati si rileva dunque un differenziale di oltre 25 punti percentuale, tra i più alti a livello regionale.   Rispetto tempi di attesa di 30 giorni per gli interventi di classe A per tumori maligni - anno 2021   Regione Privato accreditato   Pubblico P.a. Bolzano - 95,9% Veneto 97,6% 90,9% Valle d'Aosta   89,2% Toscana 87,5% 86,2% Molise 100,0% 84,8% Calabria 92,8% 84,6% Abruzzo 91,0% 79,2% Sicilia 80,0% 76,8% Basilicata - 76,2% Emilia-Romagna 97,0% 71,5% Lombardia 81,1% 70,7% Lazio 71,3% 68,5% Marche 92,8% 67,1% Piemonte 49,2% 65,5% Friuli Venezia Giulia 73,2% 64,9% Campania 96,7% 63,5% Puglia 90,4% 60,6% Liguria 62,9% 60,1% Umbria 96,2% 58,4% P.a. Trento 33,3% 55,4% Sardegna 92,5% 47,8% Fonte: elab. IRES Cgil Marche su dati
Continua a leggere
03/11/2022 Nuova convenzione Progetto Agos per gli iscritti Cisl Marche
La Cisl Marche ha attivato una nuova convenzione con Agos riservata a tutti gli iscritti che prevede condizioni vantaggiose per piccoli prestiti. Nello specifico sarà possibile  chiedere un prestito che prevede importi che vanno da 500,00 euro fino a 3000,00 con un tasso fisso promozionale del 4,85%. Questa offerta riservata a tutti gli iscritti Cisl Marche è  valida fino al 31.12.2022. Scopri tutte le convenzioni riservate agli iscritti CISL MARCHE al link:https://cislmarche.it/convenzioni
Continua a leggere
28/10/2022 Concluso il Progetto Europeo MOB4APP
Concluso in questi giorni il progetto europeo MOB4APP,   un progetto  che mira a favorire lo sviluppo professionale dei professionisti dell’Istruzione e Formazione Professionale (IFP) al fine di migliorare, gestire e supportare la mobilità a lungo termine degli apprendisti (LTMA).I risultati del progetto hanno fornito  percorsi formativi, risorse e strumenti, in particolare IO1 Programma di formazione,  IO2 Toolkit (Sezione comune; Toolkit per le PMI; Toolkit per gli apprendisti) e  IO3 MOOC. Ogni risultato si rivolge a un gruppo target specifico. Il Programma di formazione e il MOOC sono pensati per i professionisti dell’istruzione e della formazione professionale, mentre il Toolkit è rivolto alle aziende (PMI) e agli apprendisti. Per ulteriori informazioni per  coloro che sono interessati a un supporto nell’organizzazione della mobilità a lungo termine degli apprendisti (LTMA) inviare una mail a: usr_marche@cisl.it
Continua a leggere
20/10/2022 Ammortizzatori emergenza alluvione Marche CGIL CISL UIL MARCHE “Serve un intervento legislativo del nuovo Governo”
A seguito dell’incontro con Ministero del Lavoro e Direzione generale dell’Inps, CGIL CISL UIL delle Marche valutano positivamente l’impegno dell’INPS a coprire le sospensioni dell’attività delle lavoratrici e dei lavoratori allargando ai trattamenti del Fondo d’integrazione salariale e dei Fondi bilaterali di solidarietà le facilitazioni per casi di eventi imprevisti già messe in campo per la Cassa Integrazione ordinaria, subito dopo l’alluvione che ha devastato le nostre comunità. Durante l’incontro, richiesto dalle stesse organizzazioni sindacali, era stata infatti rappresentata la questione della tutela sociale di quei lavoratori e datori che non rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione ordinaria, ad esempio operai a tempo determinato dell’agricoltura, lavoratori della pesca, lavoratori autonomi e domestici, lavoratori dipendenti impossibilitati a recarsi al lavoro. CGIL CISL UIL hanno inoltre richiesto la neutralizzazione delle settimane di cassa integrazione per l’evento alluvione, in quanto esso si somma ad una situazione di crisi preesistente e, soprattutto per alcuni settori, a possibili rischi connessi all’approvvigionamento di materie prime e all’aumento dei costi energetici. Su questo punto, pur non trascurando il segno di attenzione da parte del Ministero, i sindacati prendono atto con rammarico dell’impossibilità tecnica di intervenire a legislazione corrente. CGIL CISL UIL Marche chiedono con forza alla Regione Marche di sostenere l’iniziativa e di rinnovare la richiesta al nuovo Governo di un intervento legislativo specifico. Il sindacato da parte sua continuerà ad esercitare con forza la propria azione di tutela e rappresentanza affinché siano accolte le istanze di un territorio duramente colpito che deve e vuole ripartire dal lavoro. 
Continua a leggere
20/10/2022 Crisi energetica, occupazione, sicurezza sul lavoro: Sauro Rossi ospite in diretta a "Vera Mattina"
Sauro Rossi, Segretario Generale Cisl Marche, è intervenuto ieri, mercoledì 19 ottobre, in diretta a Vera Mattina, su Vera Tv, per parlare di crisi energetica, occupazione e sicurezza sul lavoro.   «La crisi energetica sta impattando su tutti i settori - ha detto Rossi -. Servono misure europee e nazionali per porre rimedio a questa crisi, ma occorre anche ripensare le modalità di lavoro e di produzione, soprattutto per le filiere energivore e a ciclo continuo».   Il Segretario Generale ha poi affrontato il tema del mercato del lavoro nella nostra regione: «Nel 2022 il tasso di occupazione nelle Marche crescerà di poco, ma siamo preoccupati da quanto potrebbe avvenire nei prossimi mesi. Le tre principali criticità, che vorremmo affrontare con la Regione Marche, sono occupazione femminile, occupazione giovanile, rioccupazione delle persone con basso livello di istruzione. Con il rallentamento dell'economia, rischiamo di tornare a un mercato del lavoro asfittico».   Infine, il tema della sicurezza sul lavoro, al centro della manifestazione nazionale che Cgil Cisl e Uil organizzeranno a Roma sabato 22 ottobre. «Nell’ultimo anno, anche nelle Marche, sono complessivamente peggiorate le condizioni di sicurezza sul lavoro: la manifestazione nazionale di sabato prossimo a Roma serve a rilanciare i punti cardine per rafforzare la sicurezza e tutelare la salute dei lavoratori: formazione a tutto campo, sostegno alle imprese che operano per migliorare la sicurezza, sensibilizzazione sul tema e rafforzamento del sistema dei controlli, anche attraverso un aumento del personale».
Continua a leggere
18/10/2022 Part-time ciclico verticale: in arrivo il bonus da 550 euro
Un'indennità di 550 euro una tantum per lavoratrici e lavoratori con rapporto di lavoro dipendente con contratto part-time ciclico verticale: è quanto previsto dal Decreto Aiuti, già convertito in legge. I lavoratori interessati dovranno presentare domanda all’INPS, entro il 30 novembre 2022, esclusivamente in via telematica, utilizzando i canali messi a disposizione per i cittadini e per gli Istituti di Patronato sul portale web dell’Istituto. La domanda è disponibile accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” raggiungibile a partire dalla home page del sito web dell’Istituto www.inps.it, seguendo il percorso “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionando la prestazione “Indennità una tantum per i lavoratori a tempo parziale ciclico verticale”. Una volta presentata la domanda, sarà possibile visionare e scaricare le ricevute e i documenti prodotti dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della domanda e aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento ove necessario. Le credenziali di accesso ai servizi per la presentazione delle domande sono le seguenti: • SPID di livello 2 o superiore; • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE); • Carta nazionale dei servizi (CNS). In alternativa al portale web, l’indennità una tantum può essere richiesta tramite il servizio di Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). Questi i requisiti per ottenere il bonus:  titolari di contratto di lavoro part-time ciclico verticale nell’anno 2021 con periodi non interamente lavorati di almeno un mese in via continuativa e, complessivamente,  non inferiori a sette settimane e non superiori a venti settimane alla data della domanda, non gli interessati non devono essre titolari di altro rapporto di lavoro dipendente, percettori di NASPI o di trattamento pensionistico. Ti aspettiamo nelle nostre sedi del Patronato Cisl per aiutarti a presentare domanda.
Continua a leggere
18/10/2022 22 ottobre manifestazione nazionale Cgil Cisl Uil a Roma per fermare le stragi sul lavoro
Per fermare le stragi sul lavoro Cgil, Cisl, Uil proclamano una manifestazione nazionale a Roma, sabato 22 ottobre, alle ore 10, in piazza Santi Apostoli. La mobilitazione è stata preceduta da una settimana di assemblee e iniziative territoriali e nei luoghi di lavoro.In Italia, nel 2022, si sono registrati, ad oggi, 600 morti, 400mila infortuni, 77% di irregolarità aziendali. Per le tre Confederazioni «non sono solo numeri, riguardano la vita delle persone, la loro dignità, i loro diritti», per questo invitano tutte e tutti a mobilitarsi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.Sul palco si alterneranno le testimonianze di lavoratrici e lavoratori, prenderanno poi la parola i Segretari Generali confederali:  Luigi Sbarra, Cisl, PierPaolo Bombardieri, Uil e Maurizio Landini Cgil.La manifestazione sarà trasmessa in diretta sui siti e sui canali social delle tre organizzazioni sindacali. fonte: https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/lavoro-cgil-cisl-uil-il-22-ottobre-manifestazione-a-roma-per-la-salute-e-la-sicurezza-appuntamento-ore-10-in-piazza-santi-apostoli-previsti-gli-interventi-di-sbarra-bombardieri-landini/
Continua a leggere
17/10/2022 Ricostruzione post-sismica: Cgil Cisl Uil Marche chiedono attenzione al rilancio economico del cratere
La ricostruzione post sisma in centro Italia è ormai in una fase matura: negli ultimi due anni ha fatto registrare una realizzazione importante con l'apertura di oltre 10.000 cantieri nell' edilizia privata e un'accelerazione molto significativa negli interventi pubblici con 365 opere terminate. Cgil, Cisl e Uil delle Marche vogliono mettere in risalto questo risultato positivo nella gestione commissariale della ricostruzione, sottolineando, al tempo stesso, le esigenze di coniugare, alla ricostruzione fisica, misure di rilancio dello sviluppo economico nei territori coinvolti dagli eventi sismici. Il problema che adesso si pone è il passaggio dalla fase emergenziale a quella di amministrazione ordinaria. La caduta del governo Draghi, che aveva approvato lo scorso gennaio un disegno di legge delega per l’adozione del “Codice unico delle ricostruzioni”, ha impedito di coronare con l’approvazione in Parlamento un lavoro prezioso che ha rielaborato l’esperienza di sei modelli precedenti di ricostruzione. La proposta, approvata da tutti i gruppi parlamentari, ha previsto la creazione di uno specifico Dipartimento delegato alla ricostruzione sul piano nazionale, nell'ambito della Presidenza del Consiglio in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con la possibilità di nomina di commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse e l'introduzione di uno "stato di ricostruzione" che segue lo "stato di emergenza”, preparando un passaggio coordinato tra la prima assistenza alla popolazione con la gestione dello stato di emergenza affidati alla Protezione Civile, alla fase successiva con la piena responsabilità dei livelli regionali e locali. Il sistema proposto rischia ora di essere di essere messo in discussione facendo rinascere antiche e pericolose impostazioni dispersive e frammentarie o centralistiche e non partecipate. Fin dall'inizio l'opera della ricostruzione, che riguarda un danno nel complesso di circa 27 miliardi che con gli aggiornamenti inflazionistici viene oramai calcolato oltre 30 miliardi, è stato quello di affiancare agli aspetti fisici, territoriali e urbanistici quelli dello sviluppo economico. Come recita la conclusione di un rapporto OCSE – Università di Groningen sulle politiche di rinascita post-sismica, la chiave per la ripresa economica sociale sta nello sviluppo delle attività a più elevata intensità di conoscenza ed il sostegno alla crescita economica. Ora è arrivato il momento di affiancare alla ricostruzione fisica il sostegno al rilancio economico, assegnando un ruolo centrale al sistema scolastico, delle università e degli altri centri di trasferimento di innovazione e conoscenza. A tal fine, riteniamo fondamentale coinvolgere le organizzazioni di rappresentanza del mondo del lavoro, finora lasciate troppo a margine del processo di ricostruzione. Senza possibilità di produrre reddito e di esercitare diritto di cittadinanza non c'è la possibilità di permanenza sul territorio della popolazione. Altro punto qualificante è garantire che i finanziamenti alle aziende abbiano ricadute virtuose per i lavoratori, implementando tutte le forme di contrattazione volte a rafforzare i diritti negoziali, anche sotto forma di misure di welfare aziendale. L'esperienza commissariale ha visto l'impostazione del cosiddetto CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo); sulla scorta del CIS è stato poi elaborato il Fondo Complementare area sisma 2009-2016, riuscendo a ricavare nell'ambito del dell'intervento straordinario PNRR un fondo di 1780 milioni, di cui 1080 riferiti alla ricostruzione pubblica delle città e 700 milioni riferiti allo sviluppo economico. Sulle basi del Fondo complementare, intrecciate alle politiche comunitarie che hanno le medesime priorità del PNRR, bisogna insistere nel futuro. Bisognerà infine bilanciare il rapporto che riguarda le Agenzie nazionali, (Casa Italia, la Protezione Civile i vari Ministeri) con il Parlamento per quello che riguarda l'aggiornamento e monitoraggio ed il finanziamento futuro della ricostruzione, per adesso finanziata per circa 17 miliardi sui circa 30 necessari. L'altro livello fondamentale, in una logica sussidiaria, è il passaggio alla fase ordinaria della ricostruzione, che incentra nelle Regioni e nei Comuni la fase programmatica di indirizzo dello sviluppo economico. Come Cgil, Cisl e Uil delle Marche auspichiamo quindi che il nuovo Parlamento e il nuovo Governo lavorino per mantenere un impianto i cui risultati siano convincenti e alla creazione di uno strumento pronto per ogni evenienza calamitosa e capace di organizzare in maniera efficiente il livello centrale e le sue complesse ramificazioni con quello locale che, finita l'emergenza, ridiventi protagonista degli indirizzi dello sviluppo. Il tema della ricostruzione è indissolubilmente legato allo sviluppo e alla conseguente sopravvivenza delle aree interne della nostra regione, pertanto deve essere attenzionato costantemente e alimentato con approfondimenti ed iniziative. Ne va del futuro dell’intera nostra regione.
Continua a leggere
17/10/2022 17 Ottobre 2022 Giornata Mondiale della lotta contro la povertà – Al via l'Osservatorio sulle vulnerabilità promosso dall' Alleanza contro la Povertà nelle Marche
L’Alleanza contro la Povertà nelle Marche nasce a Loreto il 17 Ottobre del 2015, nella ricorrenza della Giornata mondiale di lotta contro la povertà indetta dall’ONU nel dicembre del 1992. E’ un’alleanza di scopo, e come a livello nazionale, raggruppa un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nella nostra Regione. Oggi ne fanno parte: ACLI Marche ▪ CARITAS Marche ▪ CISL Marche ▪ CGIL Marche ▪ UIL Marche - Forum Regionale Terzo Settore ▪ CSV Marche ▪ Confcooperative Marche ▪ LegaCoop Marche ▪ Adiconsum Marche ▪ Arci Marche ▪ Gruppi di Volontariato Vincenziano ▪ Banco Alimentare ▪ Save the children ▪ Ordine Assistenti Sociali Marche. L’obiettivo dell’Alleanza contro la Povertà nelle Marche è quello di mettere a punto specifiche misure per contrastare la povertà assoluta e quindi l’esclusione economica e sociale e di costruire un sistema stabile di relazioni tra soggetti delle istituzioni pubbliche, terzo settore e forze sociali e non solo,« perché siamo convinti che nessuna risposta realmente efficace si potrà avere senza questa necessaria costruzione di una rete attiva sul territorio tra pubblico e privato sociale, forze sociali, mondo produttivo e non solo, che insieme collaborino al reinserimento sociale delle famiglie in difficoltà, sotto la soglia della povertà. - sottolinea Fabio Corradini, portavoce Alleanza contro la Povertà nelle Marche -  Come anticipato nel semiario del 23 giugno scors, promosso d’intesa con la Regione Marche, grazie al lavoro svolto da Andrea Tondi  della Caritas Marche, Marco Amichetti, di CGIL Marche e Carmen Carotenuto di CISL Marche, abbiamo realizzato il primo Report 2022 (dati riferiti al periodo 2019- 2021) dell'Osservatorio sulle Vulnerabilità nelle Marche che abbiamo fortemente voluto per monitorare, osservare e studiare l’andamento delle povertà ed i nuovi rischi sociali che si annidano sul territorio regionale, rendendo vulnerabili e ancor più fragili cittadini e famiglie.» Sono stati selezionati degli indicatori al fine di fornire elementi utili e validi per una lettura annuale dell’evoluzione del  fenomeno povertà  a supporto di proposte e scelte progettuali e programmatiche da poter condividere con i soggetti interessati coinvolti, prima tra tutti la Regione Marche. Tali indicatori rispondono ad alcuni criteri specifici: •  disponibilità dell’informazione su banche dati accessibili (es. Istat, Inps, Mef); •  reperibilità dell’informazione in archi temporali; •  coerenza della struttura per evitare quanto più possibile una sovrapposizione tra i vari indicatori elementari; •  utilità per realizzare focus di approfondimento su specifici argomenti Tra i dati più significativi che emergono dal Report 2022, rispetto all'area lavoro, nel triennio 2021-2019 gli occupati nelle Marche sono scesi a -15.930 unità, in prevalenza donne con -11.183. Dal lato della qualità del lavoro, emerge che la tipologia maggiormente presente nelle assunzioni è il contratto a termine, che nel triennio rappresenta sempre una quota superiore al 38% (dati Istat e INPS). Allo stesso tempo le ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate nel corso del triennio presentano dati molto altalenanti: 14.396.619 ore nel 2019, 102.206.439 ore nel 2020, rispetto al 2021 con 59.818.216 ore. Il dato del 2020 è inconsueto rispetto agli anni precedenti e contribuisce a mostrare quale sia stato l’effetto della pandemia sull’intensità di impiego del fattore lavoro, di fatto diminuite nel 2021 (dati INPS). Secondo i dati dell’area cosidetta trasversale (socio lavorativa) dal punto di vista demografico si evince che la popolazione marchigiana invecchia, gli over 64 nel 2021 sono 381.162, il 25,8% della popolazione e l’indice di dipendenza anziani (ossia il rapporto tra ultra 65enni e popolazione attiva) è in crescita, difatti dal 39,8% del 2019 si è passati al 40,8% del 2021 (dati Istat). Secondo i dati dell’area sociale (dati INPS e ISTAT) i nuclei richiedenti almeno una mensilità del reddito di cittadinanza sono in aumento: da 14.180 del 2019, si è passati a 19.005 del 2020, a 20.045 del 2021 (+5.865 variazione tra 2021-2019) e l’incidenza di coloro che vivono in famiglie in povertà relativa è lievemente in calo, in media nel triennio rappresentano il 13% (-1,8% variazione tra 2021-2019). Nel complesso i dati demografici e quelli sui redditi attestano un progressivo invecchiamento della popolazione ed un impoverimento sia per la popolazione attiva che anziana, con effetti significativi che comportano  alla rinuncia ad un’adeguata alimentazione, in quanto in media solo il 20,2% della popolazione dai sei anni in su fa pasti completi con frutta e verdura, ed una progressiva rinuncia alle prestazioni sanitarie passando dal 6,9% del 2019 all’11,3% del 2021 (variazione tra il 2021- 2019 del 4,4%). Per l’area dell’abitare, dai dati raccolti presso i Centri di Ascolto Caritas si evince un aumento significativo dei senza fissa dimora: dal 2019 al 2021 hanno osservato una crescita del 13,6%. «Come Alleanza contro la Povertà nelle Marche, siamo convinti che la vera sfida che ci attende è quella di fare tutti gli sforzi possibili per cercare di collaborare, fare sistema, per creare una rete virtuosa volta a contrastare la povertà e migliorare la qualità della vita di famiglie e cittadini marchigiani, costruendo un “modello” d’intervento condiviso da promuovere insieme, Istituzioni Pubbliche, terzo settore, forze sociali ed altri attori interessati. - rilancia e conclude Fabio Corradini - E’ nostra intenzione organizzare al più presto, sempre d’intesa con la Regione Marche, un seminario di studio ed approfondimento su quanto emerge dal questo primo Report per avviare subito il percorso sopra descritto, che ci deve portare a valutare quali azioni mettere in atto congiuntamente per contrastare il fenomeno della povertà e dare un concreto aiuto alle famiglie in difficoltà.».        
Continua a leggere
10/10/2022 CGIL, CISL E UIL MARCHE CONTRO LA STRAGE SUL LAVORO: LUNEDI’ 10 OTTOBRE UN’ORA SCIOPERO MANIFESTAZIONE REGIONALE AL PORTO DI ANCONA
“Fermiamo la strage sul lavoro”: con questo slogan, Cgil, Cisl e Uil Marche hanno proclamato un’ora di sciopero con assemblee, lunedì 10 ottobre, nelle principali aziende delle Marche e incontri con le varie Prefetture della regione. Ad Ancona si svolgerà la principale manifestazione regionale: si terrà presso lo scalo dorico, di fronte all’ingresso di Fincantieri, sotto l’arco di Traiano, dalle ore 10,30 alle 11,30.Per quella giornata, sono previste circa 60 assemblee in tutte le Marche che coinvolgeranno circa 6mila lavoratori. L’obiettivo della mobilitazione è di chiedere più controlli, maggiore formazione e sicurezza. Nelle Marche, da gennaio ad agosto 2022, si sono registrati 13.018 infortuni sul lavoro, circa il 23% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Sono per lo più i giovani, under 19, a pagare il conto, e gli over 50: in queste fasce di età si concentra il 45% degli infortuni. Da gennaio ad agosto, i mortali sono stati 20 ovvero una media di 2,5 al mese. I settori più colpiti sono i trasporti e logistica con un incremento del 201%, le costruzioni dove l’aumento è del 37%, e i manifatturieri tra cui spiccano i metalmeccanici con un più 13,5%. «Questo peggioramento ha precise responsabilità: nella gestione aziendale della sicurezza e della prevenzione, in un mercato del lavoro sempre più precario e irregolare nonché nel mancato rafforzamento del sistema pubblico dei controlli.  - sottolineano Cgil Cisl Uil Marche - La prevenzione si fa con la formazione/informazione vera, capace di coinvolgere tutti i soggetti: dalle istituzioni al sistema scolastico, dalla rappresentanza del mondo delle imprese a quella dei lavoratori.» «Per questo, la proclamazione dell'ora di sciopero con assemblee nei luoghi di lavoro, è solo la prima fase di un percorso che ci porterà alla manifestazione unitaria nazionale a Roma del 22 ottobre - rilanciano e concludono le Segreterie unitarie di Cgil Cisl Uil Marche -  in cui verrà data visibilità e voce ai rappresentanti della sicurezza dei lavoratori e ad altre iniziative nei prossimi mesi.»
Continua a leggere
22/09/2022 Lavoro, sviluppo, welfare e scuola la CISL MARCHE in formazione
Lavoro, sviluppo economico, welfare e scuola al centro del seminario residenziale promosso e organizzato dalla Cisl Marche, che riprende così, ad Assisi dal 20 al 22 settembre, la tradizione della formazione di fine estate  con il proprio gruppo dirigente.  «Un momento di formazione e approfondimento dedicato a chi ha la responsabilità di governare a tutti i livelli la Cisl marchigiana in un’epoca inedita, dove l’attività di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori assume forme e traiettorie sempre più complesse. – afferma Sauro Rossi, Segretario Generale Cisl Marche – Un impegno, preso in occasione del nostro ultimo Congresso della Cisl delle Marche, fatto di contenuti, visioni e ipotesi di azione,  che inizia così ad essere declinato, nell’ottica del pragmatismo cislino, nella vita quotidiana della nostra esperienza sindacale.  In particolare tenteremo di comprendere in maniera più approfondita cosa possa significare dare un’impronta sociale allo sviluppo, con un approccio che sentiamo essere tutto orgogliosamente nostro, della Cisl, riprendendo le parole di J. Jaurés, quello basato sul “coraggio di andare verso l’ideale comprendendo la realtà “» I lavori del primo giorno sono stati  aperti dall’intervento di Barbara Zagaglia, docente di demografia UnivPM, “Oltre la “dittatura” della demografia, verso una demografia inclusiva” e conclusi dal Segretario Cisl nazionale Andrea Cuccello . Mercoledì 21 settembre è stata la volta, da remoto,  di Francesco Seghezzi, Presidente della Fondazione Adapt, Stefano Raia, Dirigente del Coordinamento dei servizi per il lavoro e Collocamento mirato ANPAL su “Politiche attive, gestione delle transizioni e protagonismo delle agenzie formative: quale futuro per un lavoro di qualità?” . Sono intervenuti inoltre  Roberto Benaglia, Segretario Generale Fim Cisl nazionale e Stefano Mastrovincenzo, Presidente di Ial Nazionale su “Manifattura, ambiente, formazione: il nostro sguardo sul futuro del lavoro”; Donato Iacobucci, docente di Economia dei sistemi industriali all’UnivPM, Emanuele Frontoni, docente di Sistemi di elaborazione delle Informazioni all’UniMC e Francesco Fatone, docente di Circular processes and chemical- environmental plants all’UnivPM  su “Lo sviluppo delle Marche tra impresa, territorio e sostenibilità sociale”. La giornata è stata  conclusa dal Segretario Cisl nazionale Giorgio Graziani. L’ultimo giorno è stato dedicato al tema della scuola e della formazione  con gli interventi di Laura Formenti,  docente di Pedagogia della famiglia all’UnivMIBicocca  e Alessandra Rucci, Dirigente scolastico  Liceo Scientifico “G.Galilei” di Ancona, su “Trasformare la formazione: come rigenerare la prospettiva del tempo- scuola e dell’apprendimento permanente?”. Ha portato il suo contributo la Segretaria Generale della Cisl Scuola nazionale, Ivana Barbacci con  “Una scuola, più generazioni: come ripensare la rete della conoscenza di fronte alla sfida delle dinamiche demografiche?”. Ha concluso  i lavori della tre giorni, in collegamento da remoto il Segretario Generale della Cisl Lugi Sbarra. «Due giorni di lavoro con un programma ricco ed intenso con relatori di spicco che  ci hanno aiutato negli approfondimenti e nelle riflessioni. Siamo consapevoli che per qualificare la nostra azione di rappresentanza dobbiamo sempre sapere ben definire le caratteristiche di una comunità, registrandone i bisogni, le aspettative, scorgerne le debolezze e le potenzialità, fotografando l’oggi e provando a delinearne il domani nel segno della inclusione e della coesione sociale. – rilancia e conclude il Segretario Generale della Cisl Marche - Occorre tornare ai posti di lavoro e ai territori come luoghi di partecipazione, ambiti di socialità e sviluppo ma anche di scambio gratuito, di tessitura di legami solidali, espressioni di piccole e grandi comunità di destino. E questo presuppone presenza, impegno e testimonianza coerente.»
Continua a leggere
21/09/2022 Infortuni sul lavoro: aumento del 20% rispetto allo scorso anno
Aumentano del 20% rispetto allo scorso anno gli infortuni sul lavoro nella nostra regione. La Cisl lancia l'appello a non abbassare la guardia sul fronte della sicurezza. L'intervista di Tvrs a Massimo Giacchetti, Responsabile del Dipartimento Salute e Sicurezza della Cisl Marche
Continua a leggere
20/09/2022 Alluvione: Cgil Cisl Uil Marche lanciano fondo di solidarietà per le popolazioni colpite
Le Segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil Marche hanno istituito un fondo di solidarietà per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dall’alluvione che ha sconvolto il nostro territorio. Per aderire, basta fare una semplice donazione sul CC IT32U0538702684000003692832 attivato presso BPER e intestato a CGIL, CISL, UIL DELLE MARCHE FONDO DI SOLIDARIETÀ PER LE POPOLAZIONI COLPITE DALL’ALLUVIONE.  Le organizzazioni sindacali effettueranno una valutazione puntuale sulle modalità dell’intervento in coerenza con le indicazioni delle istituzioni locali e delle autorità preposte, nei modi e con le forme che ne garantiscano la certezza e la trasparenza nella destinazione e la rapidità nella realizzazione. Sono in fase di valutazione altre iniziative congiunte con le associazioni datoriali.  La raccolta fondi avrà termine il 31 dicembre 2022.
Continua a leggere
14/09/2022 Il Progetto Mob4App aderisce alla piattaforma EPALE
Mob4App, progetto co-finanziato dal programma Erasmus+ sulla mobilità transnazionale degli apprendisti in Europa che vede Cisl Marche come unico sindacato italiano tra i partner, aderisce alla piattaforma EPALE, community europea multilingue e a iscrizione aperta di professionisti dell'apprendimento degli adulti, tra cui insegnanti e formatori degli adulti, personale che si occupa di orientamento e sostegno, ricercatori, accademici e responsabili delle politiche. EPALE è finanziato dal programma Erasmus+ ed è parte della strategia dell'Unione europea per la promozione di maggiori e migliori opportunità di apprendimento per tutti gli adulti. Sul sito della piattaforma EPALE sono stati recentemente pubblicati i documenti relativi ai primi due output intellettuali del progetto Mob4App: il primo riguarda il programma di formazione per gli operatori della formazione professionale, il secondo è un toolkit, una "cassetta degli attrezzi" per apprendisti e piccole - medie imprese impegnati nei progetti di mobilità transnazionale. Il programma di formazione mira a consentire l'acquisizione di competenze teoriche e abilità pratiche per la promozione della mobilità transfrontaliera a lungo termine degli apprendisti ed è il risultato di diverse fasi di lavoro intraprese dai partner del progetto durante i primi 6 mesi e di test pilota. Durante la prima fase, sono state svolte due sessioni di gruppo in ciascuno dei paesi partner per comprendere quali sono le esigenze di metodologie didattiche, materiali di supporto, nonché conoscenze e abilità per implementare la mobilità a lungo termine. Nella seconda fase, dopo aver raccolto feedback e valutazioni dalla sperimentazione pilota, è stato affinato il programma di formazione, che si compone di 7 moduli per un totale di 32 ore di corso per migliorare le competenze degli operatori della formazione professionale nell'implementazione, gestione, promozione e supporto -mobilità a termine degli apprendisti. Il programma di formazione è disponibile in sei lingue: olandese, inglese, tedesco, italiano, polacco e spagnolo. Il toolkit per le aziende e gli apprendisti punta a fornire loro informazioni chiave, guide e strumenti pratici per il supporto e la gestione della mobilità a lungo termine. Più di 60 questionari sono stati raccolti da PMI e più di 40 da operatori della formazione professionale da luglio 2021 a settembre 2021 per poi sviluppare il toolkit. I questionari sono stati raccolti nei 6 paesi in cui risiedono i partner del progetto. Attraverso questi questionari, si è stati in grado di raccogliere sufficiente esperienza nella guida e nel supporto della mobilità a lungo termine. Il toolkit è suddiviso in una parte comune per PMI e apprendisti e due parti esclusive con contenuti focalizzati su diverse tipologie. Il toolkit è disponibile sia nella piattaforma online che in formato pdf, all'interno del quale PMI e apprendisti possono scegliere la propria strada. La piattaforma è suddivisa in diverse sezioni: una comune con focus sul quadro giuridico e sulle regole contrattuali; una sezione per le PMI (ruoli e responsabilità, fonte di informazioni, modalità di candidatura, attività preparatorie, valutazione, tutoraggio e formazione in azienda, benefit, input finanziari, dove trovare PMI, apprendisti e organizzazioni disponibili, informazioni pratiche, lingua sbarre); una sezione per gli apprendisti (ruoli e responsabilità, fonte di informazioni, modalità di candidatura, attività preparatorie, valutazione, tutoraggio, benefit, input finanziari, dove reperire PMI e organizzazioni disponibili, informazioni pratiche, barriere linguistiche, risultati e certificazioni); e un glossario.  
Continua a leggere
07/09/2022 Le proposte di CGIL CISL UIL Marche ai candidati alle elezioni politiche 2022
Le Segreterie Regionali di Cgil Cisl e Uil Marche intendono condividere con i candidati alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre le proposte del sindacato sui temi del lavoro, dello sviluppo, delle infrastrutture, della sostenibilità e dell'equità sociale. Responsabilità e cura del bene comune, centralità del lavoro, solidarietà intergenerazionale, inclusione e coesione sociale, rispetto e promozione dei diritti civili e sociali delle persone nelle comunità, costituiscono per Cgil Cisl e Uil delle Marche l’orizzonte valoriale entro cui collocare le politiche volte a uno sviluppo equo e sostenibile. Facciamo appello alle forze politiche affinché si misurino con le nostre proposte e ai candidati nelle Marche affinché si impegnino a rappresentare le istanze della nostra comunità.    LAVORO  La priorità della nuova legislatura deve essere costituita da politiche mirate di protezione del lavoro e garanzia della sua qualità, in ogni settore, pubblico e privato: aumentare i salari, fermare la precarietà, favorire una equa distribuzione ed organizzazione del lavoro, garantire legalità e sicurezza sul lavoro. La condizione di precarietà rappresenta la radice dell’impoverimento salariale oltre che delle condizioni di arretramento di diritti e tutele e la bassa crescita di nuovi posti di lavoro di qualità. Per questo è necessario intervenire riconoscendo la centralità del lavoro, riducendo le forme di lavoro precarie e favorendo l’attivazione di rapporti di lavoro stabili e tutelati: risposte concrete e tangibili all’impoverimento dei salari, alla perdita di valore del lavoro e alla creazione di nuova occupazione di qualità.  La deregolamentazione del mercato del lavoro, attuata negli anni, ha portato alla proliferazione delle tipologie contrattuali, alla frammentazione dei cicli produttivi, alla svalorizzazione del lavoro.  Contrastare la precarietà vuol dire garantire occupazione stabile e di qualità, costruire un sistema organico di diritti e tutele, contrastare il fenomeno in aumento del lavoro povero. Con particolare attenzione ai giovani e alle donne, che pagano oggi il prezzo più alto.  Ruolo fondamentale giocano adeguate politiche attive del lavoro e determinante deve essere la funzione svolta dai Servizi per l’Impiego, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, ricostruendo una filiera delle politiche attive del lavoro che metta strutturalmente a sistema: presa in carica, orientamento, accompagnamento, incontro domanda-offerta di lavoro, personalizzando le azioni in base ai bisogni differenziati di lavoratori e disoccupati. Una azione di indirizzo e verifica dal nazionale sulla progettazione, programmazione e sulle azioni realmente messe in campo dalle regioni è indispensabile e va adeguatamente strutturata. I sistemi di istruzione e formazione devono integrarsi, programmando e investendo sulle nuove competenze necessarie ad affrontare e vincere le sfide che le transizioni ecologica-ambientale e digitale rappresentano per lo sviluppo del territorio, ma senza impoverire o aziendalizzare il valore culturale della formazione pubblica e garantita a tutti.  Le politiche per il lavoro posso essere anche il sostegno ad un necessario processo di riqualificazione dell’industria e del terziario, con il rilancio e la trasformazione di tutti i sistemi produttivi, individuando in anticipo fabbisogni e bacini occupazionali e coniugando politiche del lavoro e politiche industriali, favorendo la contrattazione decentrata, per accrescere produttività, valorizzare il lavoro e le competenze, oltre che per aumentare la qualità del lavoro e delle retribuzioni.  Il PNRR e i piani regionali di attuazione dello stesso sono stati una opportunità, non completamente colta, di condividere un impegno progettuale con le parti sociali, per garantire una coesione sociale che non lasci soli i più vulnerabili; i momenti di condivisione e di confronto, teoricamente garantiti dalle intese nazionali, non sono sufficientemente attuati e la loro efficacia e qualità sono molto lontane dall’essere quelle auspicate e utili.  È necessario attivare misure per aumentare i salari: attraverso una spinta al rinnovo dei CCNL, con norme chiare sulla rappresentanza e sulle clausole sociali, che colpiscano dumping contrattuali, illegalità e sfruttamento; attraverso l’introduzione, nel rispetto di quanto previsto dalla Direttiva europea, di un salario minimo che prenda a riferimento i trattamenti economici e le tutele complessive previste dai CCNL; attraverso una tassazione generale più progressiva ed una agevolata sulle premialità della contrattazione di secondo livello.  Nelle Marche così come nel resto del territorio nazionale, il tema della sicurezza sul lavoro deve assumere una priorità di intervento assoluta: i lavoratori pagano troppo spesso con la perdita della propria vita e della propria salute la bassa cultura della sicurezza, i pochi controlli e la mancanza di investimenti adeguati a garantire la sicurezza a tutti i lavoratori in ogni luogo di lavoro.   SVILUPPO E INFRASTRUTTURE  Le Marche scontano uno storico isolamento sia infrastrutturale che politico rispetto al resto del Paese. Dopo la crisi economica del 2008 che ha messo in evidenza i limiti del vecchio modello industriale marchigiano decretandone la fine, il contesto si è ulteriormente aggravato con il sisma del 2016-2017 che ha modificato profondamente la geografia sociale regionale ed infine con la pandemia, portando la nostra economia tra quelle delle regioni in transizione e quindi delle regioni meno sviluppate. Una politica di sviluppo, di ripresa del sistema produttivo e del tessuto sociale marchigiano, non può non passare per tre macro-fattori: un forte potenziamento delle infrastrutture materiali (ferrovie, strade, Porto, Aeroporto e Interporto) e infrastrutture immateriali (reti digitali); una spinta incisiva sulla ricostruzione delle aree terremotate e rivalorizzazione delle aree interne; l’attivazione delle Zone Economiche Speciali (ZES). La principale e imprescindibile condizione affinché si realizzi quanto sopra è la messa a punto e il compimento di quanto previsto dal PNRR per le Marche in tutte le sue articolazioni.  Le politiche industriali, necessarie per il rilancio del territorio, non possono continuare ad essere assenti dal dibattito nazionale e locale. Negli ultimi mesi le Marche sono salite agli onori della cronaca solamente per le vertenze che hanno toccato alcune importanti aziende del territorio: Elica, Caterpillar, Whirpool, Embraco, Guzzini ad esempio. Vertenze che hanno colpito aree già da tempo in difficoltà e che hanno evidenziato una mancanza di visione relativa al sistema produttivo marchigiano e l’assenza di una politica propedeutica allo sviluppo industriale con il rilancio di una occupazione di qualità.  La fine dell’isolamento marchigiano passa attraverso un sistema infrastrutturale efficiente ed efficace, capace di trasformare le esigenze di un territorio in potenzialità. L’efficientamento della rete ferroviaria marchigiana, oltre ad avere un ruolo nei corridoi europei TEN-T, è un primo fondamentale tassello di un sistema infrastrutturale a rete, utile non solo al nostro territorio ma a tutto il centro Italia: il completamento in tempi celeri del raddoppio della Falconara - Orte e dell’efficientamento della tratta adriatica, con l’arretramento e/o raddoppio della linea, e i by-pass già progettati, è cosa non più rinviabile. Nella rete stradale va completata la Fano - Grosseto, così come l’uscita a Nord dal Porto di Ancona e le altre opere interne, come la Pedemontana. Inoltre, va rivendicata con forza una maggiore quantità di risorse relative al trasporto pubblico locale, visto che la regione Marche nella ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale Trasporti ne percepisce la quantità minore. Una politica che guarda alla transizione ecologica e allo sviluppo delle aree interne deve essere legata ad una quantità di risorse adeguata alle esigenze del nostro territorio.  Il trasporto pubblico può essere un servizio strategico nella direzione sia della transizione ecologica che di uno sviluppo sostanziale delle aree interne, in particolare quelle colpite dallo spopolamento aggravato dal sisma, in quanto prive di servizi.  Nell’ambito In generale gli investimenti nel settore dovrebbero prioritariamente essere indirizzati: all’ammodernamento del parco mezzi; all’aggiornamento delle tratte; al contenimento del costo per gli utenti della ricostruzione post sisma, oltre alla rapidità nell’individuare le priorità dei progetti da realizzare, è necessario che la ricostruzione fisica sia vincolata alla ricostruzione sociale e produttiva di un territorio che negli ultimi anni si è gradualmente spopolato e destrutturato in termini di cittadini, servizi, aziende. Occorre perciò utilizzare tutte quelle leve per portare a un rapido compimento i cantieri e le opere già avviate e aprire i cantieri non ancora avviati. Riteniamo però necessaria una visione d’insieme, onde evitare la realizzazione di opere fini a sé stesse e che una volta realizzate non vengano poi utilizzate. Per questo è importante, nei confronti delle aree terremotate così come delle aree interne, una politica da un lato attenta ai servizi, al sociale, all’assistenza, alla garanzia di presidi per l’istruzione pubblica, e dall’altro volta all’innovazione e all’incentivazione della digitalizzazione, condizione essenziale per lo sviluppo di quei territori e delle loro comunità.  L’attivazione della Zes per la nostra regione è necessaria affinché le imprese del nostro territorio possano beneficiare dei vantaggi derivanti dalle agevolazioni fiscali e dalle semplificazioni amministrative previste. Un’occasione questa che deve essere colta al volo e che il contesto di difficoltà che il nostro territorio vive pone come non più rinviabile. L’attivazione della ZES richiede al tempo stesso, oltre alla necessaria rapidità, un progetto più ampio ed una visione d’insieme di sviluppo che guardi a tutto il territorio regionale e non solo alle aree dove è possibile attivare i benefici fiscali e amministrativi della Zes stessa.    SOSTENIBILITÀ ED EQUITÀ SOCIALE  La sostenibilità e l’equità dello sviluppo è assicurata dal lavoro di qualità e dal rafforzamento delle reti di welfare, intese come un articolato sistema di servizi, tutele ed assistenza nel campo del sociale.  Per orientare le politiche sociali, è necessario considerare il contesto demografico. Nel panorama nazionale, le Marche sono una delle regioni con il maggiore indice di invecchiamento e di decremento della popolazione.  Questa tendenza può essere invertita solo con l’attivazione di misure sinergiche e complementari che diano fiducia alle famiglie (supportando la genitorialità, riorganizzando i servizi, favorendo l’invecchiamento attivo, garantendo adeguati livelli di cura alle persone), in un quadro di riequilibrio delle politiche migratorie.  Vanno colte e rilanciate le opportunità che può offrire il Family Act con i decreti attuativi (L. n.32 del 2022). Si devono migliorare i congedi parentali, così da facilitare l’accesso da parte dei padri e ridurre l’abbandono del lavoro da parte delle madri. Occorre poi aumentare il congedo di paternità ad almeno 30 giorni e renderne la fruizione entro un arco temporale più ampio; va rifinanziato il fondo che incentiva la contrattazione collettiva destinata alla promozione della conciliazione vita/lavoro (ex art.25 del d.lgs. n. 80 del 2015). Contestualmente è necessario aumentare i posti disponibili negli asili nido e puntare ad una progressiva riduzione fino all’azzeramento delle rette. Va monitorata e migliorata la fruizione dell’Assegno Unico e Universale, la cui istituzione è un valido sostegno alla genitorialità, facendo una verifica sugli esclusi ed estendendo la soglia ISEE di riferimento.  Il settore dell’istruzione necessita di una profonda riforma e di importanti investimenti, sia nell’edilizia scolastica, che negli organici, in particolare con il rinnovo del CCNL, attraverso nuove risorse per la rivalutazione delle retribuzioni, la riduzione del precariato e nuove procedure di reclutamento del personale. Potremo davvero costruire da ora il futuro del nostro Paese e della nostra Regione solo con un serio investimento nel sistema della conoscenza aprendolo sempre di più alla prospettiva dell’Apprendimento permanente.  La pandemia ha evidenziato il grande valore del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ma anche i suoi limiti. In particolare, sono emerse significative disparità territoriali nell’erogazione dei servizi, soprattutto in termini di prevenzione e assistenza sul territorio, tempi di attesa e grado di integrazione tra servizi ospedalieri, territoriali e sociali. La Sanità è uno dei settori strategici sui quali focalizzare l’attenzione. Sarà fondamentale procedere a una corretta attuazione degli investimenti e delle riforme previste nel PNRR. Le priorità da perseguire: un’ulteriore implementazione del Fondo Sanitario Nazionale; i rinnovi contrattuali e il superamento del tetto di spesa per il personale per consentire le indispensabili assunzioni, la stabilizzazione dei precari, l’attuazione della riforma sull’assistenza territoriale, la costruzione di una concreta sinergia tra ospedale e servizi territoriali, l’investimento sulla formazione del personale sanitario e socio-sanitario, l’abbattimento delle liste d’attesa, l’integrazione tra le Missioni 5 (inclusione) e 6 (salute) del PNRR, la diffusione della medicina di genere e la promozione delle politiche per l’invecchiamento attivo.  Va subito approvata la legge delega per la riforma dell’assistenza alle persone non autosufficienti, inserita nel PNRR grazie alle nostre mobilitazioni, coordinandola con la legge delega n.227/21 in materia di disabilità. Va garantita l'universalità dei servizi sociosanitari e la loro uniformità sull’intero territorio nazionale ed è necessario armonizzare e semplificare le diverse modalità di valutazione/certificazione della disabilità e non autosufficienza. Occorre investire di più sull’assistenza sociosanitaria domiciliare, riconoscendo, sostenendo e qualificando il ruolo dei caregiver e degli assistenti familiari.  Anche nelle Marche è necessario intervenire in modo tempestivo ed efficace contro tutti gli aspetti e le conseguenze della povertà; 70.000 tra famiglie e individui hanno richiesto il Reddito di Cittadinanza, che ha rappresentato, insieme al Reddito di Emergenza, un argine alla diffusione della povertà, ma ha anche mostrato inadeguatezza negli aspetti di politica attiva del lavoro; quindi non va smantellato ma va migliorato rivedendo i criteri per il riconoscimento, i parametri per la misura, le condizioni per il cumulo, il collegamento efficace alla rete di politiche attive.  L’immigrazione, umanitaria ed economica, va considerata un’opportunità, e non solo un problema. Il fenomeno migratorio va gestito con razionalità e con una condivisione di responsabilità tra gli Stati dell’Unione europea, a partire dalla rivisitazione del Trattato di Dublino e la revisione degli accordi Italia-Libia. Tra le misure prioritarie: l’incremento dei numeri programmati d’ingresso sul prossimo decreto flussi; il superamento dei gravi ritardi nell’esame delle domande di regolarizzazione e l’estensione dei percorsi di emersione a tutti quei settori con un’alta presenza di lavoratori immigrati; il rafforzamento degli Sportelli Unici per l’Immigrazione con personale stabilizzato; la valorizzazione di tutti gli accordi di settore sulla formazione e l’inserimento dei lavoratori rifugiati; il riconoscimento della cittadinanza ai figli di migranti attraverso lo Ius Scholae. L’attenzione mediatica e politica spesso si concentra sull’immigrazione che, nella nostra regione come nell’intero paese, si è fortemente ridimensionata per le note ragioni economiche, sottovalutando il fenomeno crescente e molto preoccupante della emigrazione dei nostri giovani verso altre regioni o all’estero. Vanno indagate le ragioni di questo fenomeno e messe in atto politiche mirate al contrasto della dispersione delle competenze e dei suoi effetti demografici.  Il sistema previdenziale necessita di una riforma nel segno dell’equità, della sostenibilità e della inclusività tale da garantire meccanismi di flessibilità in uscita. Ribadiamo le nostre proposte: pensione contributiva di garanzia per i giovani; riconoscimento del lavoro di cura; sostegno pubblico all’adesione alla previdenza complementare; maggiore supporto ai lavoratori precoci, a chi svolge lavori gravosi e usuranti e Ape sociale permanente e allargata; possibilità di andare in pensione a partire da 62 anni e anche in presenza di 41 di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Per quanto riguarda le donne, chiediamo sconti contributivi alle madri lavoratrici e rivisitazione dei coefficienti di calcolo. Per i pensionati, infine, chiediamo l’estensione della 14ma e nuovi adeguamenti al costo della vita.  Serve una riforma complessiva del fisco che ridistribuisca il carico a favore delle fasce deboli e risponda alla piaga dell’evasione. Riteniamo importante proseguire sul percorso avviato nell’ultima Legge di Bilancio, attraverso una riduzione del peso del fisco su lavoratori dipendenti e pensionati, semplificando l’imposta e garantendone la progressività. Altri interventi da tenere in considerazione riguardano la revisione delle spese fiscali, il contrasto concreto ed efficace all’evasione fiscale, l’introduzione di una tassa di successione sui grandi patrimoni, la continuità nella digitalizzazione dei pagamenti e delle fatturazioni, l’azzeramento della tassazione sui premi di produttività, la revisione delle aliquote IVA nell’ottica di distinguere i beni necessari da quelli di lusso, diversamente dall’ipotesi di estensione di tassazione piatta.  CGIL CISL e UIL delle Marche chiedono con forza ai parlamentari, che verranno eletti in questa regione, un dialogo continuativo con questo territorio e con le forze sociali che lo rappresentano, un impegno fattivo ed una presenza costante, nel dibattito politico nazionale, rispetto ai problemi e alle difficoltà della nostra comunità.  
Continua a leggere
02/09/2022 Sauro Rossi: «Autunno difficile per le Marche. Regione non perda tempo»
In questa coda d’estate i dati che emergono fanno pensare ad un autunno molto impegnativo anche per la nostra regione. Il 2021 l’economia marchigiana aveva chiuso in crescita (+6.2% rispetto al 2020) ma nell’ultimo trimestre si erano manifestati segnali preoccupanti, collegati ancora alla coda pandemica, in tema di approvvigionamento di diverse materie prime e d’incremento dei costi energetici, con annessa ripresa dell’inflazione.  Il quadro risultava molto diversificato con settori come legno, meccanica e costruzioni in buona espansione e con ristorazione, trasporti e calzaturiero in difficoltà. Permanenza della pandemia e soprattutto guerra in Ucraina, dal febbraio scorso, hanno di molto amplificato i problemi. La crescita c’è ancora ma è in forte rallentamento. Il primo semestre si è chiuso con un + 4.6% rispetto allo stesso periodo del 2021, ma le stime Prometeia parlano di una chiusura 2022 a + 2.4 (0.5% in meno rispetto alla media italiana). Se questo dato fosse confermato significa che a fine anno l’economia regionale rimarrebbe sotto i valori del 2019 (ante – pandemia) di circa lo 0.8%. In parallelo si teme una crescita ulteriore dell’inflazione che fino a giugno ha già raggiunto il valore del 7.9% su base annua. Sul piano occupazionale c’è ancora una certa   tenuta (+ 4.1% delle ore lavorate) ma le nubi all’orizzonte sono minacciose. A rendere problematico il quadro concorrono inoltre: il nuovo squilibrio tra import-export -- le importazioni (+ 16.9%), superano in previsione le esportazioni (+9.7%), di più di 7 punti percentuali-- che aggrava la bilancia commerciale; il calo degli investimenti che passano in un anno dal 15.2 al 8% e alcuni evidenti segni di sfiducia da parte di famiglie ed imprese. A fronte di un incremento del reddito disponibile del 6.2%, le prime hanno contratto i consumi del 5.7% del 2021 al 2.4% del 2022 e le seconde fanno registrare un – 10% d’iscrizioni e +53% di cessazioni rispetto al 2021, anno in cui si registravano ancora 1.314 unità attive in meno rispetto al 2019. Considerando la criticità del quadro che si profila diventa indispensabile l’apertura di un confronto della Regione con le parti sociali e territori per indirizzare al meglio le scelte volte a sostenere l’economia e nel contempo tutelare famiglie e imprese dalle insidie inflattive. Nel futuro bilancio vanno individuate con lucidità le misure da adottare per interventi, in campo sociale ed economico, capaci di incidere sui problemi, in forma complementare a quelli collegati a PNRR e ai Fondi strutturali. I temi in gioco sono numerosissimi e richiedono alte capacità di selezione. Sul tema lavoro, in combinazione con interventi nei vari settori per procedere alle necessarie stabilizzazioni e superare l’annoso problema dell’occupazione di donne e giovani, c’è da attuare e valorizzare il programma GOL; sul piano dello sviluppo, oltre all’accelerazione da imprimere ai vari progetti infrastrutturali sospesi, serve lavorare con più decisione sul riequilibrio territoriale, partendo dalle Aree colpite dal sisma e da quelle interne in generale. Sul piano sociale necessita un’azione più coordinata tra Comuni, ATS e Regione per arginare il fenomeno della povertà che sta coinvolgendo sempre più famiglie marchigiane. Analoga attenzione va dedicata a Sanità, Scuola e Trasporto Pubblico Locale, con interventi che debbono vedere legato ad una complessiva rivisitazione dell’assetto dei servizi per renderli più rispondenti ai bisogni, un alleggerimento dei costi a carico delle famiglie, a cominciare ovviamente da quelle più in difficoltà. A differenza di ciò che è stato fatto anche recentemente in tema di strutture socio-sanitarie  e di trasporto pubblico locale, con decisioni della Regione assunte considerando esclusivamente le esigenze dei gestori dei servizi e in tema di riassetto del SSR, impedendo di fatto una discussione su come riorganizzare, in maniera coerente,  servizi e strutture,   serve un confronto a tutto campo per arrivare, con senso di responsabilità da parte di ognuno, alle scelte più incisive ed equilibrate possibili, per scongiurare nuove fasi recessive e conseguenti tensioni sociali.  Alla Regione diciamo che la campagna elettorale non può giustificare rinvii perché il tempo stringe e non c’è un minuto da perdere.   Sauro Rossi Segretario Generale Cisl Marche  
Continua a leggere
01/09/2022 Conciliazione vita - lavoro: le novità su congedi, maternità e paternità
Nuove disposizioni in materia di conciliazione tra vita e lavoro: scopri le novità su congedi, maternità e paternità nel volantino a cura di Cisl Marche
Continua a leggere
24/08/2022 Rappresentanza sindacale e servizi per gli psicologi: firmato il protocollo d'intesa tra Altrapsicologia Cisl Medici e Cisl Marche
Rappresentanza sindacale per gli psicologi dipendenti del servizio sanitario Regione Marche o liberi professionisti,  accesso alle forme agevolate dei servizi di natura legale, fiscale e previdenziale erogati dal sistema CISL MARCHE, oltre  alle convenzioni previste per gli iscritti al sindacato cislino,  e per i liberi professionisti la possibilità di accedere  a specifiche forme di informazione, consulenza e supporto contrattuale, per tutti gli psicologi aderenti all’Associazione Altrapsicologia  che decidessero di iscriversi alla CISL Medici Marche.  E’ quanto prevede il protocollo  firmato,  il 9 maggio scorso a Bologna, dalla Presidente dell’Associazione Altrapsicologia  Fortunata Pizzoferro dai vertici di CISL Medici nazionale e CISL Medici Marche,  Benedetto Magliozzi e Gabriele Brandoni, e dal Segretario Generale CISL MARCHE, Sauro Rossi. «Da tempo con  l’Associazione Altrapsicologia  abbiamo  aperto tavoli di discussione per valutare modalità di collaborazione volte ad offrire ai professionisti psicologi operanti sia nell'ambito pubblico del SSN sia in ambito privato, forme di tutela, assistenza e rappresentanza sindacale» hanno sottolineato i Segretari generali della CISL MARCHE e della CISL Medici Marche, Sauro Rossi e Gabriele Brandoni. « Con questo accordo diamo avvio ad una collaborazione, aperta ed integrabile con  eventuali ulteriori forme di cooperazione e ci permette di offrire, in raccordo con la Cisl Medici nazionale e Cisl Marche, a tutti i professionisti psicologi dipendenti del sevizio sanitario pubblico e privato  o in libera professione – precisa e conclude  il Segretario generale CISL Medici Marche Brandoni  -  uno spazio di specifica rappresentanza all'Area psicologi e un set di servizi di tutela e assistenza di natura legale, previdenziale e fiscale »
Continua a leggere
16/08/2022 «Teniamo conto delle esigenze delle famiglie»: la Cisl Marche punta a un patto sociale con la Regione per fronteggiare la crisi economica
Un patto sociale con la Regione per fronteggiare la crisi economica. La Cisl delle Marche rilancia la necessità di un dialogo tra istituzioni e parti sociali per trovare soluzioni condivise capaci di assecondare i bisogni del tessuto produttivo e delle famiglie. Sta infatti per iniziare un autunno difficile per la nostra regione, tra inflazione in aumento e una crescita economica che stenta a decollare. «Servono interventi non solo a sostegno delle imprese: bisogna tenere conto delle esigenze delle famiglie, operando scelte di sviluppo sostenibile e scegliendo insieme alle parti sociali le priorità di intervento» dichiara Sauro Rossi, Segretario Generale Cisl Marche, intervistato dal Tgr Rai Marche.  
Continua a leggere
09/08/2022 Trasporto pubblico locale, Cgil Cisl Uil: «Nelle Marche aumentano le tariffe ma i servizi restano al palo»
Mentre molti marchigiani hanno iniziato le ferie, la Giunta Regionale, in silenzio, ha deliberato l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico. È quanto denunciano le Segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil, che portano come esempio l’aumento del biglietto base fino al 15% a seconda della classe chilometrica, con un incremento pari all’8% nella classe 1 (da 0 a 6 km di percorrenza) che si traduce in un rincaro del biglietto da 1,25 euro a 1,35. Se la media delle tariffe non registra aumenti, è solo grazie alla riduzione dei biglietti con percorrenza superiore ai 100 km (classi 14 - 23). Di fatto hanno aumentato le tariffe più utilizzate dai cittadini e ridotto quelle residuali. Un gioco di prestigio che formalmente appare una rimodulazione, ma in realtà aumentano i costi per i cittadini a favore delle imprese. I più penalizzati saranno gli utenti di tratte tra i 60 e i 70 km, che subiranno appunto un rincaro del 15% del titolo di viaggio, da 4,20 euro a 4,85. Nessun aumento in vista, invece, per gli abbonamenti settimanali, mensili ed annuali, ma cambiano i termini di decorrenza, essendo ora legati alla settimana o al mese solare. I rincari non risparmiano neppure gli studenti: l’abbonamento annuale ad essi dedicato non sarà più calcolato su 7 mesi ma su 7 e mezzo: un aumento che sfiora il 10%. «Da tempo abbiamo chiesto all'assessore Castelli di rivedere I collegamenti degli autobus marchigiani – dichiarano Giuseppe Santarelli (Cgil Marche), Marco Ferracuti (Cisl Marche) e Giorgio Andreani (Uil Marche) -. Sono oltre 20 anni che le percorrenze sono sempre le stesse ma, come abbiamo fatto notare all'assessore, i bisogni dei marchigiani sono profondamente mutati. Per aumentare l'utilizzo del trasporto pubblico occorre avere il coraggio di cambiare, fare una mappatura delle nuove esigenze di trasporto e di conseguenza adeguare le percorrenze». «Abbiamo proposto nuovi collegamenti tra le zone industriali e le città limitrofe, tra l'aeroporto e le stazioni ferroviarie, tra entroterra e costa – proseguono i sindacati -. Ci siamo anche resi disponibili a partecipare alla creazione e alla diffusione di un questionario per capire i bisogni dei marchigiani. La risposta della Regione è stata invece l'aumento delle tariffe lasciando invariati i servizi». «Mentre in altre regioni si fanno scelte che rendono i servizi di trasporto pubblico accessibili gratuitamente agli studenti, anche in ottica di sostenibilità ambientale, nella Marche si rincarano i prezzi, in un momento tra l'altro in cui ampie fasce di marchigiani si vedono falcidiare lo stipendio o la pensione dall'inflazione». «Ancora una volta – concludono le Segreterie regionali - si è cercata la via facile, lasciando pagare ai cittadini le inefficienze e l'incapacità progettuale delle aziende del settore, ancora restie a fare sistema per elevare il livello dei servizi».  
Continua a leggere
06/08/2022 Riorganizzazione della sanità regionale. Cgil Cisl Uil Marche: «Perché tanta fretta?»
CGIL CISL e UIL delle Marche esprimono molte riserve sull’approvazione della proposta di legge 128/22, sia rispetto i contenuti della norma che ai modi in cui si è realizzata. I giorni scorsi le scriventi avevano fatto pervenire alla Regione alcune osservazioni in merito alla proposta di legge, pur sottolineando di non essere pregiudizialmente contrari alla riorganizzazione del servizio sanitario regionale. Lunedì 1 Agosto, all’incontro con l’Assessore Saltamartini, lo stesso aveva dichiarato di condividere diverse nostre osservazioni, sottolineando l’importanza dell’ interlocuzione con il sindacato. L’esito della discussione fatta in Consiglio regionale, smentisce totalmente quanto ci era stato prospettato durante all’incontro, a riprova di quanto questa Giunta regionale svilisca quanto emerge nel confronto reale con le organizzazioni sindacali. Avevamo proposto un percorso di confronto preventivo più ampio e democratico, abbiamo assistito invece ad una corsa contro il tempo ingiustificata ed incomprensibile, vista l’importanza degli argomenti trattati dalla Pdl.  «Come organizzazioni sindacali - dichiarano le Segreterie Regionali - siamo convinti che in questo momento se la Regione Marche vuole davvero essere vicina alle esigenze dei cittadini così come afferma nelle finalità della legge, debba darsi altre priorità». Prima di tutto rivedere la gestione dell’emergenza pandemica e della campagna vaccinale, considerando il rischio di ripresa della recrudescenza con l’autunno; affrontare la grave situazione di difficoltà in cui versano tutti i dipartimenti, in particolare quello di emergenza-urgenza soprattutto in relazione alla carenza di organico; dare un impulso concreto all’irrobustimento dell’assistenza territoriale e delle cure primarie. Per ultimo ma non certo meno importante, il tema dei tempi d’attesa con il recupero delle prestazioni che sono state sospese negli ultimi due anni. Questi temi che per noi sono dirimenti perché incidono direttamente sulle condizioni di vita delle persone, non possono passare in secondo piano rispetto alla riorganizzazione sanitaria. Riteniamo che in questo caso la politica dei due tempi, (ossia prima l’organigramma organizzativo e poi tutto il resto), non tenga in giusta considerazione le esigenze dei cittadini e sia lesiva di diritti fondamentali.  Per questo serve da subito un deciso cambio di rotta.
Continua a leggere
01/08/2022 Morte di Alika: il dolore e l'appello di sindacati, partiti e associazioni Mercoledì 3 agosto in piazza a Civitanova Marche
  “Piangiamo per lui e per quelle persone che lo hanno lasciato morire”  da un’amica di Alika Ogorchukwu I tragici fatti di Civitanova Marche hanno sollecitato le organizzazioni impegnate nell'accoglienza e nei processi di inclusione, ad assumere una responsabilità collettiva per offrire risposte a garanzia della coesione sociale e dello Stato di diritto. Come organizzazioni maceratesi/marchigiane impegnate nella promozione e nella difesa dei diritti, nella costruzione di una comunità pacifica e inclusiva, rispettosa delle diversità e attenta ai bisogni dei più fragili, e quindi di tutti, esprimiamo dolore e sconcerto per l’insensato atto di brutalità che ha portato alla morte di Alika Ogorchukwu, un giovane uomo, che provava ogni giorno, con i mezzi che aveva a disposizione, a garantire una vita dignitosa, un futuro alla sua famiglia, al suo bambino, una speranza. È davvero impossibile comprendere come si possa arrivare a riversare tanta rabbia cieca su una persona, ad esprimere in un gesto così efferato, barbaro il disprezzo per la vita umana; è assurdo pensare che un incontro casuale su un marciapiede, in pieno centro città possa scatenare una tale violenza, consumata sotto gli occhi attoniti di tanti che hanno assistito e fissato in immagini quanto accaduto, ma senza riuscire a fare un qualunque gesto che potesse evitarlo. Si tratta di una tragedia che ci interroga, prima di tutto come persone, spesso diventate ostaggio della paura del diverso, dell’insicurezza economica, dell’instabilità politica e sociale tanto da renderci incapaci di provare ogni empatia nei confronti dell’altro, di avere occhi per guardare oltre il nostro piccolo cortile che abbiamo eretto a fortino. Ma la morte di Alika ci interpella anche come comunità, che si è smarrita, disgregata, che ha sostituito la coesione con la contrapposizione, che non protegge più i suoi membri, ma li giudica, li emargina e li rifiuta, che vive un forte ritardo culturale sui temi del rispetto dei diritti, dell’accoglienza, della comunione, della solidarietà, che ha perso la capacità di progettare per il bene comune. Oggi è il momento del dolore, di stringerci alla famiglia di Alika, alla comunità nigeriana così profondamente ferite da questa assurda morte, ma è soprattutto il momento della responsabilità, dell’impegno perché questo non accada più. È fondamentale uno sforzo comune per superare le contrapposizioni, le distanze, per recuperare un atteggiamento, un linguaggio di comunione, di compassione, di solidarietà. Come organizzazioni sentiamo urgente un lavoro di contaminazione, di testimonianza, di radicamento di una cultura che sa comprendere, accogliere e non giudicare, che sia in grado di includere e riconoscere la dignità di ogni persona. Per questo ci ritroveremo Mercoledì 3 agosto 2022 a Civitanova, ore 21.00, in Piazza XX Settembre e ci appelliamo alle Istituzioni, alle comunità, al mondo dell’associazionismo religioso e laico, sociale e culturale, ai partiti, ai movimenti e a tutti i cittadini che credono nel valore della pace, della persona, della vita, della solidarietà e della democrazia per aderire all'iniziativa.   PRIMI FIRMATARI: REFUGEES WELCOME Macerata - CGIL – CISL - UIL - ARCI - ANPI – LIBERA Macerata - AMNESTY INTERNATIONAL Marche – RETE degli STUDENTI MEDI MARCHE - GRIS Marche – CNCA Marche - OFFICINA UNIVERSITARIA - ARTICOLO 1 - MACERATA BENE COMUNE - SINISTRA ITALIANA - Fed. Prov. PARTITO DEMOCRATICO – DEMOS Democrazia Solidale - PARTITO DEMOCRATICO Circolo di Macerata - AUSER      
Continua a leggere
22/07/2022 Al via nelle Marche il Programma GOL Cgil Cisl Uil: «Lavorare insieme per sviluppo e politiche attive»
  Con l'approvazione da parte della Giunta Regionale delle Linee di indirizzo relative agli Avvisi su Politiche attive e Formazione, si dà l'avvio anche nella nostra Regione al Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), che nell'ambito del PNRR, costituisce il perno dell’azione di riforma delle politiche attive del lavoro. Un piano che conta come potenziali beneficiari un bacino di oltre 14 mila lavoratori marchigiani, molti dei quali in condizione di vulnerabilità. Come Cgil Cisl e Uil Marche « abbiamo costantemente ed unitariamente portato il nostro contributo al percorso regionale del programma GOL, discutendo in ogni seduta della Commissione Regionale Lavoro i passaggi e contenuti per noi indispensabili alla sua attuazione.» «Il programma nazionale – dichiarano Rossella Marinucci, Cristiana Ilari e Renzo Perticaroli delle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL -  mette a disposizione opportunità e risorse molto rilevanti legate ad obiettivi che non possono essere mancati dalla nostra regione dove negli ultimi anni le vulnerabilità sociali e lavorative sono aumentate esponenzialmente a fronte di un mercato del lavoro poco inclusivo e spesso stagnante e a una debolezza strutturale delle politiche attive che hanno invece lo scopo di orientare, accompagnare e sostenere le persone nelle transizioni». Cgil Cisl e Uil hanno espresso all’Assessore Aguzzi e a tutta la Commissione Regionale Lavoro le proprie preoccupazioni riguardo alcuni nodi strutturali che potrebbero rendere meno efficaci le azioni del Programma. Non risulta al momento adeguatamente definito e programmato un percorso di valida integrazione e cooperazione tra pubblico e privato. «È, a nostro avviso, carente la rilevazione dei fabbisogni e delle opportunità lavorative nel territorio come prerequisito fondamentale per l’incrocio domanda – offerta e per la programmazione degli interventi di politica attiva e di formazione, slegata da politiche regionali di sviluppo, così come appare poco valorizzato l’orientamento al lavoro, ambito che necessita di alte professionalità e competenze e di un profondo radicamento territoriale con il sistema produttivo e con il sistema di istruzione e formazione.» Manca, inoltre per i sindacati, un coordinamento completo tra politiche attive e formazione, declinata in upskilling e reskilling, per produrre azioni sinergiche e coerenti di presa in carico della persona, in grado di portare a compimento l’inclusione lavorativa del soggetto vulnerabile. «Le risorse del PNRR – proseguono Cgil Cisl Uil Marche - possono consentire anche alla nostra regione di attuare un programma di politiche attive efficaci che realizzi e metta in pratica una visione di sviluppo del nostro territorio capace di diminuire il numero di disoccupati e inattivi nel territorio, in gran parte giovani e donne. L’obiettivo, che non possiamo che auspicare essere ampiamente condiviso, deve essere quello di rafforzare le competenze di coloro che oggi sono ai margini del mercato del lavoro regionale e di creare lavoro stabile e di qualità per superare una inaccettabile precarizzazione del lavoro e delle vite delle persone. Continueremo a lavorare  - concludono Rossella Marinucci, Cristiana Ilari e Renzo Perticaroli delle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL - perché il confronto tra gli attori del territorio, su queste che noi consideriamo priorità improcrastinabili, si verifichi e produca risultati tangibili.»      
Continua a leggere
06/07/2022 Sanità Cgil Cisl Uil Marche:” La Riforma non distragga dai problemi quotidiani"
Con la presentazione di una proposta di legge da parte della Giunta regionale delle Marche ha preso avvio il percorso di riorganizzazione del servizio sanitario regionale, che entro la fine del 2022 dovrebbe portare al definitivo superamento della legge regionale n.13 del 2003. Una riforma che si annuncia importante, in quanto modificherà profondamente l’assetto istituzionale ed organizzativo della sanità marchigiana, in particolare per quanto riguarda il superamento dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale. Cgil Cisl e Uil delle Marche la valuteranno con grande attenzione, e interverranno con osservazioni e proposte durante l’iter istituzionale di approvazione della legge, confidando nella dichiarata disponibilità da parte della Giunta di aprire un confronto serio e organico sui contenuti della legge stessa e sulle ragioni che hanno portato a questa scelta politica, presupposti fino ad oggi non del tutto esplicitati e non supportati da dati e da adeguate motivazioni.   Partendo dalla necessità di recuperare in forma esplicita il coinvolgimento delle rappresentanze sociali e sindacali, anche territoriali, nelle fasi di programmazione e organizzazione dei servizi. Tuttavia, già in fase di avvio di questo percorso, riteniamo importante tenere a mente che la proposta interviene sui “contenitori” dei servizi sanitari e sociosanitari. Aspetto importante, ma non più delle questioni relative ai “contenuti” e quindi alle caratteristiche di questi ultimi. Ci sono dei temi sui quali, fin dai prossimi mesi, sarà importante capire gli orientamenti della Giunta e il modo in cui questi saranno tradotti in pratica, stante i ritardi accumulati. Per ragioni di sintesi ne segnaliamo solo alcuni, a nostro avviso prioritari. L’esigenza di riequilibrare la ripartizione delle risorse tra i livelli assistenziali ospedaliero, distrettuale e della prevenzione, oggi nettamente sbilanciata a favore del primo. La necessità di strutturare una rete ospedaliera efficace, sostenibile ed omogenea tra i vari territori. Quella di dare concretezza al percorso di sviluppo delle Case e degli Ospedali di comunità, specie reperendo personale necessario a garantirne l’operatività, a partire da quello medico e infermieristico. Il recupero delle centinaia di migliaia di prestazioni di specialistica ambulatoriale sospese a causa di una pandemia con la quale, purtroppo, dobbiamo continuare a fare i conti. La rivisitazione dell’assetto dei servizi residenziali, semi-residenziali e domiciliari, in tutta la regione. Nella necessità di risolvere i tanti problemi aperti, che in alcuni casi si stanno acutizzando, creando disagi crescenti sia per i cittadini marchigiani che per gli operatori costretti a subire condizioni di lavoro ormai inaccettabili, occorre prestare la massima attenzione poiché andare ad agire sugli assetti generali del SSR rischia di allungare i tempi anche rispetto alla risoluzione di queste criticità, che ribadiamo per noi essere la vera priorità della sanità regionale. Tante sono le questioni di merito ancora aperte. Auspichiamo che la giusta e necessaria attenzione ai temi degli assetti non distragga completamente l’attenzione sui concreti problemi quotidiani. Per questo riteniamo necessario, parallelamente all’approvazione della nuova legge, essere quanto prima messi in condizione di interloquire con la Giunta, a partire dalle scelte che saranno adottate in sede di stesura del nuovo Piano Socio Sanitario regionale.
Continua a leggere
24/06/2022 Progetto MOB4APP: è operativa la piattaforma online
Nuova importante tappa di MOB4APP, progetto co-finanziato dal programma Erasmus+ sulla mobilità transnazionale degli apprendisti in Europa che vede Cisl Marche come unico sindacato italiano tra i partner. È finalmente operativa la piattaforma online del progetto, contenente i risultati già ottenuti da MOB4APP con lo scopo di fornire percorsi, risorse e strumenti per promuovere la mobilità a lungo termine degli apprendisti. La piattaforma, al momento disponibile in inglese, sarà presto implementata nelle lingue di tutti i partner del progetto.
Continua a leggere