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FIT - TRASPORTI

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Autotrasporto, merci-logistica, portuali, addetti alla nettezza urbana, trasporto pubblico locale, autisti bus, controllori, ferrovieri, lavoratori del trasporto aereo, assistenti di volo, controllori, personale di terra e piloti, marittimi, personale Anas ed Autostrade.

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Le ultime notizie

09/07/2020 Aggressioni contro gli autisti degli autobus: i sindacati chiedono l'intervento del Prefetto e l'impiego di steward a bordo
Troppe aggressioni agli autisti dei bus. In questi giorni è accaduto per ben due volte a Falconara Marittima, mentre un altro episodio si è registrato a Montecarotto: in quest'ultimo caso, il dipendente è finito in ospedale. Negli ultimi mesi, i sindacati, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno denunciato il proliferare di episodi di violenza nei confronti degli autisti degli autobus urbani ed extraurbani durante lo svolgimento del lavoro, mentre sono intenti a far rispettare le regole, a partire dall’obbligo di indossare le mascherine durante il tragitto all’interno dei mezzi. «Si tratta di vicende molto gravi – sottolineano i sindacati –. Considerando il persistere del fenomeno, chiediamo l’intervento del Prefetto e la presenza degli steward a bordo dei mezzi così da tutelare i conducenti che svolgono il loro lavoro». L’ordinanza regionale obbliga l’utilizzo della mascherina a bordo degli autobus ma, secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, «la responsabilità non deve cadere sul conducente del mezzo, il cui compito deve essere quello di guidare garantendo l’incolumità dei passeggeri e degli utenti della strada».
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07/07/2020 Aeroporto delle Marche: grande preoccupazione per il bando regionale
Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sono molto preoccupate per le notizie di stampa che riguardano l'aeroporto Raffaello Sanzio su cui si punta per il rilancio del turismo nelle Marche. I 13,5 milioni di euro in tre anni, che dovevano servire al rilancio dello scalo, sembrano invece ostacolare la ripartenza. Il bando, infatti, può essere la vera chiave di volta per il rilancio non solo dell’aeroporto ma di tutta la filiera del turismo marchigiano e perno della ripresa dell’economia regionale. Non capire questo significa non avere quella lungimiranza necessaria a lasciare un segno indelebile nel governo di un territorio. Per questo motivo sorge spontanea la domanda del perché il bando sia così enormemente in ritardo rispetto alla ripresa del traffico aereo con il rischio che, alla fine, possa andare quasi deserto e non sortire quindi gli effetti per cui è stato creato. Ed ovviamente per il sindacato tutta la questione potrà avere riflessi sull'occupazione. Infatti, dopo la firma sofferta dell'accordo dell' 8 aprile scorso con la Società Aerdorica spa dove si individuavano misure di gestione degli esuberi, si pensava di aver tracciato una riga per la messa in sicurezza dello scalo, propedeutica alla ripartenza e al rilancio. Le risorse pubbliche messe in campo sono notevoli se pensiamo che nel decreto rilancio è previsto un capitolo destinato ai 17 aeroporti tra cui c'è quello marchigiano, che sono rimasti aperti per le prestazioni sanitarie e di protezione civile in periodo Covid 19. Inoltre, c’è il bando regionale da 13,5 milioni di euro per sostenere i vettori che fanno scalo al Sanzio. Tutte queste risorse renderebbero più stabile la gestione del personale e dell’operatività dello scalo, oggi in mano quasi totalmente al Fondo Njord, in materia di salari, occupazione e anticipazione degli ammortizzatori sociali. Purtroppo, nonostante le risorse, gli impegni e l'ingresso del privato per Aerdorica siamo sempre all'anno zero e, secondo i sindacati, se non ci sarà un vero sviluppo dello scalo a farne le spese non saranno solo i lavoratori ma tutto il territorio e l'economia marchigiana. E a questa ipotesi i sindacati non ci stanno perché ritengono che le risorse pubbliche debbano andare a beneficio del lavoro e dello sviluppo. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro per il 14 luglio 2020 con l'amministratore delegato, Bassetti, per discutere delle problematiche inerenti la mancata anticipazione della Cassa Integrazione da parte aziendale e della rotazione della stessa e hanno sollecitato la Regione a modificare il bando per consentire la partecipazione dei vettori.  
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17/06/2020 Trasporti locali: il Covid non può essere una scusa per tagliare i servizi
Il graduale ritorno alla normalità non si è tradotto nel ripristino dei servizi di trasporto pubblico locale. Nonostante la Regione Marche abbia infatti continuato a mantenere inalterate le risorse che servono per sostenere il TPL regionale, constatiamo purtroppo che in alcune realtà territoriali, come ad esempio nell’entroterra della provincia di Ancona (zona Jesi e piccoli paesi limitrofi per essere più precisi) le aziende locali non hanno ripristinato il servizio isolando di fatto alcuni comuni e lasciando a piedi i cittadini che fino a qualche mese fa avevano la garanzia di poter usufruire del mezzo pubblico di trasporto per i loro spostamenti. Lo denunciano in una nota unitaria le Segreterie Regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, UIL trasporti, FaisaCisal, UGL   «Assistiamo allo spostamento di chilometri tra un servizio sociale ad un servizio a mercato, facendo venire meno lo scopo del trasporto pubblico locale che è un “servizio sociale al servizio del sociale”, così come sancito anche dalla costituzione stessa - proseguono i segretari Polenta, Costantini, Andreani, Bora e Pigliapoco  -. Oltretutto Regione Marche ha stabilito con l’ordinanza n. 31 del 26 maggio scorso il ripristino di tutti i servizi in termini di kilometri e collegamenti, garantendo tutte le risorse come se non fosse successo nulla, come se non ci fosse stato nessun blocco dovuto alla pandemia che ha travolto tutto e tutti».  «Non vorremmo che il Covid 19 sia preso come scusa, a parità di risorse, per tagliare qualche servizio risparmiando così sui costi e facendo “cassa”: sarebbero, queste, “furbate” inaccettabili - denunciano i sindacati dei trasporti -. Ricordiamo infine che qualsiasi modifica dell’attuale servizio di trasporto, essendo parte di un piano di trasporto regionale, deve per forza passare attraverso un tavolo regionale che metta a confronto Comuni, territori, utenti, imprese, dove il ruolo della Regione è quello comunque di regia: ciò significa che le modifiche al servizio non possono essere lasciate e non sono di competenza delle singole aziende. Chiediamo pertanto un intervento della Regione così come delle società consortili del territorio marchigiano al fine di evitare che certi atteggiamenti vadano a discapito del diritto dei cittadini alla mobilità e isolino certi territori che hanno la sfortuna di essere lontani dai centri di interesse economico e sociale».    
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27/05/2020 Il digestore anaerobico, una infrastruttura necessaria per il territorio provinciale, una opportunità persa per Aset spa?
La realizzazione di un digestore anaerobico per la lavorazione della frazione organica dei rifiuti è un’opera necessaria e urgente per il territorio. Oggi questa raccolta differenziata viene trasportata negli impianti dell’Emilia Romagna e del Veneto con dispendio di risorse e inquinamento prodotto dai camion utilizzati. Cosa succederebbe se questi impianti decidessero di non accogliere più il nostro umido? Entreremmo immediatamente in emergenza, uno scenario che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione. L’impegno dei cittadini che differenziano i rifiuti deve essere ripagato con una dotazione impiantistica di prossimità che consenta di valorizzare questi materiali per trasformarli in compost di qualità ed in energia. Questo deve essere l’impegno delle aziende pubbliche e partecipate del territorio, non essere solamente operatori che raccolgono e trasportano le raccolte differenziate, ma imprese che dotano il territorio delle infrastrutture necessarie, fanno investimenti, creano occupazione. Questa è l’economia circolare.  L’iniziativa di Marchemultiservizi di richiedere l’autorizzazione per la costruzione di un impianto di ultima generazione la salutiamo con favore perché consentirà di uscire dall’immobilismo degli ultimi due anni. Gli impianti di ultima generazione danno le garanzie di tutela dell’ambiente, di controllo delle emissioni. L’autorizzazione dovrà valutare attentamente il progetto affinchè queste garanzie siano rispettate a tutela della popolazione residente nelle zone limitrofe e dell’ambiente in generale. Sarà pure indispensabile un confronto con i residenti con tutti i portatori di interesse collettivi, per spiegare il progetto; non sarà facile ma oggi metterci la faccia con lo sguardo rivolto al futuro è necessario e siamo sicuri che le persone sapranno valutare. Non possiamo rinunciare ai benefici di questo investimento tanto più che gli incentivi previsti termineranno nel 2022. «Questa è una occasione mancata per Aset - dichiarano Maurizio Andreolini (Fit Cisl) e Stegano Ovani (Fp Cgil) -. Grave perché le aziende che non decidono che non fanno investimenti strategici, non hanno futuro. Confidiamo che si riprenda immediatamente un confronto affinché questa azienda entri a far parte di questo progetto: ne va del destino dei suoi lavoratori».
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11/05/2020 Aeroporto delle Marche: serve un piano di rilancio per superare la crisi del Covid 19
Aerei a terra e personale in cassa integrazione: l'Aeroporto delle Marche ha bisogno di un piano di rilancio per rilanciare lo scalo, alle prese con la crisi causata dalla pandemia di coronavirus Covid 19. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Roberto Ascani, Segretario generale Fit Cisl Marche
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23/04/2020 Aeroporto Sanzio: la Fit Cisl chiede un incontro urgente con la Regione per completare il risanamento dello scalo
La Fit Cisl Marche ritiene urgente un confronto con la Regione Marche sul futuro dell’aeroporto Raffaello Sanzio. La situazione dello scalo e dei suoi lavoratori è drammatica: non basta la cassa integrazione, né sono sufficienti gli accordi sindacali di gestione degli esuberi e di uscita dalla crisi. Necessitano aiuti concreti e straordinari per far sopravvivere un aeroporto regionale ma strategico come il “Raffaello Sanzio”. «Nel cinquecentesimo anno della morte del “Divin Pittore “, non vorremmo veder spirare definitivamente questa infrastruttura – dichiara Roberto Ascani, Segretario generale della Fit Cisl Marche -. Considerato come aeroporto strategico, si trova oggi con traffico passeggeri azzerato e quello merci ridotto, quindi con un fatturato ridimensionato in maniera rilevante. Non si tratta qui di sostenere una società di gestione privata (minimamente partecipata dalla Regione) come Aerdorica, ma se si svolgono servizi essenziali per la collettività (servizi per Protezione Civile, necessità sanitarie, emergenze varie) si deve necessariamente valutare se sostenere temporaneamente questa infrastruttura, oltretutto dopo che si è realizzato un percorso di risanamento sfiancante ed impegnativo». «Due sono le priorità – prosegue Ascani - superare questo periodo di emergenza sanitaria e poi rilanciare l’aeroporto. E in questo momento urge una iniziativa non più procrastinabile: un sostegno economico temporaneo per la sopravvivenza dell’infrastruttura per far fronte all’emergenza Coronavirus, e il rilancio con un Bando mirato (già oltretutto interiorizzato e in fase di programmazione, ma fermo in qualche cassetto) per trovarci pronti alla ripresa, ovvero alla fase 2 e 3 di uscita dall’emergenza. La Fit Cisl Marche è pronta a sedersi ad un tavolo e sollecita la Regione, il Presidente, la Giunta ed il Consiglio a riprendere l’iniziativa per completare il percorso di risanamento e sviluppo dell’aeroporto».
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14/04/2020 Emergenza Covid 19 No all'anticipo cassa/fondo ASSTRA ANAV per i lavoratori trasporto pubblico. Sindacati sul piede di guerra
  «Le associazioni datoriali delle società pubbliche e private del Trasporto pubblico locale ASSTRA e ANAV sono chiuse e sorde alle richieste sindacali per mitigare gli effetti economici del drastico ridimensionamento dei servizi » è quanto scrivono in una nota stampa  le Segreterie regionali di FILT- CGIL, FIT- CISL, UILTRASPORTI,  UGLAUTOFERRO, FAISA- CISAL .   Dopo numerosi ed infruttuosi incontri tra sindacati e associazioni datoriali, e nonostante l’erogazione confermata dei corrispettivi regionali che continueranno a riconoscere alle imprese gli importi anche per quel 60/70% dei servizi che non vengono più svolti, «abbiamo sempre chiesto l’anticipazione della cassa/fondo di solidarietà da parte delle aziende, la maturazione dei ratei di 13° e 14°, ferie ed altre competenze per gli autoferrotranvieri del trasporto pubblico marchigiano. - precisano le Segreterie regionali di FILT-CGIL,FIT-CISL,UILTRASPORTI,UGLAUTOFERRO,FAISA-CISAL -  Le associazioni datoriali hanno rigettato le nostre richieste giustificando il mancato accoglimento degli appelli con argomentazioni poco convincenti  sulla mancanza di liquidità.» Secondo i  sindacati «questa posizione, alla luce delle risorse riconosciute per intero dalla Regione Marche ed il contestuale blocco quasi totale del servizio, con un forte contenimento dei costi sia del lavoro che dei carburanti , scarica sugli autoferrotranvieri tutti i pesanti disagi mentre le imprese e gran parte del management mantengono profili sicuri di redditività.»   In molte regioni di Italia, come ad esempio in Emilia Romagna, Piemonte e Campania, si stanno siglando accordi che garantiscono l’intervento delle imprese per mitigare gli impatti economici sui lavoratori anticipando gli importi del Fondo, riconoscendo la maturazione piena dei ratei ed anche in alcuni casi, la creazione di un fondo di solidarietà aziendale alimentato da una quota degli stipendi del management, «per evitare, in particolare, una drastica riduzione salariale peri  dipendenti ma anche per far si che si sentano parte di un' impresa unita e solidale. Questi argomenti nella nostra regione sono ignorati dalle imprese. - precisano i sindacati di categoria unitari - Ecco perchè torniamo a ribadire le richieste che rappresentano le sacrosante aspettative dei lavoratori. Purtroppo è evidente l’egoismo e l’indifferenza delle parti datoriali verso le difficoltà dei propri dipendenti che svolgono il loro lavoro affrontando quotidianamente un significativo rischio di contagio. I punti qualificanti ed imprescindibili delle nostre richieste -  rilanciano  FILT- CGIL, FIT- CISL, UILTRASPORTI,  UGLAUTOFERRO, FAISA- CISAL -  sono: l’anticipazione dell’assegno del fondo di solidarietà da parte delle aziende, poiché va evitato il pericolo, per  circa1600 lavoratori , di rimanere senza liquidità, con livelli salariali minimi, soprattutto perché il diniego è ingiustificato.  Ribadiamo che alle imprese la Regione garantisce la normale liquidità. Chiediamo anche la maturazione completa dei ratei di ferie 13°ma e 14°,  un punto essenziale per mitigare gli effetti della decurtazione stipendiale dovuta all’utilizzo massiccio del Fondo Bilaterale di Solidarietà.»    I sindacati di categoria precisano che «solo un’ esigua minoranza d’ imprese si sono rese disponibili ad anticipare ai propri dipendenti gli importi del fondo.»   In questa grave situazione, «abbiamo richiesto alla Regione Marche un incontro urgente ed un  deciso intervento per rimuovere le posizioni datoriali intransigenti , inconcepibili in questi momenti in cui ad ogni soggetto, ad ognuno di noi è richiesta responsabilità, serietà e solidarietà. - concludono  - Denunciamo infine che in numerose realtà aziendali del TPL ci sono numerosi lavoratori con contratti a termine che saranno a sicuro rischio occupazionale e salariale, proprio perché in una situazione di crisi come questa sono i soggetti più deboli i primi a pagarne le conseguenze.»    
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09/04/2020 Aerdorica: sottoscritto l'accordo tra Regione, azienda e sindacati
Semaforo verde dalle tre sigle sindacali dei confederati dei trasporti Filt Cgil, Filt Cisl, Filt Uil alla sottoscrizione insieme con Regione Marche, assessorato politiche del Lavoro, dell’accordo proposto dall’Azienda Aerdorica. I punti fondamentali del documento prevedono un periodo di cassa integrazione a tutto il 31 dicembre 2020, avvalendosi sia della cassa integrazione da Covid 19, sia della cassa integrazione straordinaria. L’accordo prevede anche per i dipendenti che a seguito delle esternalizzazioni non dovessero risultare riassorbiti dalle società esterne incentivazioni finanziarie significative. In aggiunta alla sottoscrizione di tale accordo Regione Marche nella giornata oggi ha anche approvato un protocollo che prevede criteri che possono agevolare la ricollocazione del personale dichiarato in esubero e non riassorbito a seguito delle esternalizzazioni dei servizi.  «Quella di Aerdorica - commenta l’assessore al Lavoro Loretta Bravi - è una operazione eccezionale che va avanti da tempo e questo è un ulteriore passaggio di questo percorso. È l’esito di una procedura che sottende ad una prospettiva di contenuto. La Regione si impegna con un serio piano di politiche attive, con una concreta possibilità di evitare ogni licenziamento. C’è la cassa integrazione, ci soni incentivi all’esodo e un protocollo a garanzia. È stato un dialogo lungo e difficile, oltre 10 incontri, ma franco, che ha cercato di porsi realisticamente dentro una situazione storica drammatica quella della pandemia, che non facilita la ripresa di una struttura che comunque è reputata strategica. Ricordo infatti che il Sanzio è tra i 17 aeroporti rimasti aperti per consentire il traffico delle merci».   Valeria Talevi (FILT CGIL), Daniela Rossi (FIT CISL), Giorgio Andreani (UILTRASPORTI ) da parte loro esprimono «grande soddisfazione per l’accordo raggiunto con la società Aerdorica e Regione Marche. Dopo giorni di lunghe ed estenuanti trattive – proseguono - lo giudichiamo il miglior accordo possibile in una condizione di forte difficoltà del trasporto aereo e delle condizioni di partenza della società. Abbiamo salvaguardato i posti di lavoro all’interno dell’aeroporto e laddove ciò non sia stato possibile abbiamo previsto, grazie all’ interessamento fattivo della Regione, il possibile ricollocamento del personale in un programma di politiche attive promosso da noi  e accolto favorevolmente da Regione nella Giunta straordinaria di oggi. Abbiamo inoltre allo stesso tempo salvaguardato il reddito dei lavoratori attraverso incentivazioni all’esodo che la Società Aerdorica ha accolto positivamente   dimostrando così maggiore sensibilità nei confronti dei propri dipendenti oltre che un atteggiamento più costruttivo per le future relazioni industriali. Relativamente allo stato di crisi determinatosi dall’emergenza sanitaria in atto il personale potrà avvalersi di un periodo di Cassa integrazione per crisi fino al 31 /12/2020. Nel corso dell’assemblea odierna – concludono -, effettuata in videoconferenza, abbiamo registrato una significativa partecipazione dei lavoratori che malgrado lo strumento innovativo di consultazione hanno accolto positivamente l’intesa raggiunta».
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07/04/2020 Coronavirus: la Fit Cisl chiede più lavoratori e mezzi per la disinfezione della città di Ancona e un rafforzamento della raccolta porta a porta
La Fit Cisl Marche osserva come ad Ancona si sia deciso di affrontare il problema della sanificazione/ disinfezione in modo “timido”, con soli 2 operatori in turno al giorno. Come segreteria regionale, con le Rsu, abbiamo chiesto un’azione più incisiva con la messa in servizio di più operatori e mezzi in modo da garantire in tutta la città, comprese le periferie, interventi quotidiani in luoghi prossimi a farmacie, poste, supermercati, ospedali, e azioni, secondo necessità, presso parchi, piazze, luoghi di culto, e altro. Anche la raccolta porta a porta dei rifiuti presenta non poche criticità: la riorganizzazione dei servizi ha determinato in città la presenza di rifiuti a terra e cassonetti debordanti, oltre aver causato un incremento ingiustificato dei carichi di lavoro degli operatori addetti alla raccolta. Per Roberto Ascani, Segretario Generale Fit Cisl Marche, il confronto con le Rsu «va intensificato e ripreso per tarare al meglio risorse umane ed attività senza pregiudizi e senza avere come obbiettivo l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Rimane prioritario offrire alla cittadinanza il miglior servizio possibile nel rispetto della tutela della salute e sicurezza di chi lavora».
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16/03/2020 Coronavirus: la Fit Cisl chiede un piano immediato di disinfezione nelle città marchigiane
La Segreteria Regionale della Fit Cisl Marche chiede di far partire immediatamente un piano di sanificazione e disinfezione delle città. Per Roberto Ascani, Segretario Generale Fit Cisl Marche, occorre «intervenire ora e universalmente, come già avviene in alcuni capoluoghi di provincia, penso a Pesaro, Fermo e Macerata». È urgente intervenire ad Ancona e nelle principali città della sua provincia, dove, ad esempio, Anconambiente e Jesiservizi potrebbero già essere pronte ad operare:  autobotti, lavastrade, Porter botte,  idropulitrici con funzione 100 gradi per sanificare i mercati e i prodotti chimici necessari sono già in dotazione.  «Si parta dai luoghi – insiste Ascani - ancora frequentati dalla cittadinanza»  ovvero in prossimità di ospedali, farmacie, supermercati, capolinea e fermate  dei bus, stazioni ferroviarie, attività produttive funzionanti, uffici pubblici, caserme delle forze dell’ordine, Rai, Magazzini di interscambio delle merci, servizi pubblici essenziali  e altri luoghi ancora dove l’azione, anche notturna, dovrà essere costante e ripetuta nel tempo. Non va poi trascurata una “azione strutturale” su località oggi non frequentate, come le scuole. «Il tutto dovrà avvenire con il rispetto tassativo di tutte le norme di sicurezza oggi previste dalle disposizioni di legge per i lavoratori: tute e, mascherine e guanti idonei – aggiunge Ascani -. I generosi e indispensabili lavoratori dell’igiene ambientale sono pronti. Aziende ed istituzioni che devono ancora maturare queste decisioni, lo facciano presto: il tempo è prezioso nella lotta contro il coronavirus».
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