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FIM - METALMECCANICI

Chi siamo

Industria manifatturiero-metalmeccanica (autoavio, elettromeccanico ed elettronico, meccanico in generale); industria siderurgica, Tlc e cantieristica.

Segreteria

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MAURO MASCI

Segretario Generale

mail: mauro.masci@cisl.it

Reddito anno:

2022 2023 2024

LUIGI IMPERIALE

Segretario regionale

mail: luigi.imperiale@cisl.it

Reddito anno:

2022 2023 2024

GIAMPIERO SANTONI

Segretario regionale

mail: giampiero.santoni@cisl.it

Reddito anno:

2022 2023 2024

Sede regionale:

Via dell'industria, 17 - 60127 Ancona
Tel: 071 5051
Fax: 071 505207
Email: mauro.masci@cisl.it
Pec: fimcislmarche@pec.it

Ancona

Via De Gasperi, 50 - 60044 Fabriano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
08:30-12:30
15:30-18:30
08:30-12:30
15:30-18:30
15:30-18:30
08:30-12:30
08:30-12:30
15:30-18:30
08:30-12:30
15:30-18:30
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Via San Gennaro 30 - 60027 Osimo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Macerata

Via G. Valenti, 27/35 - 62100 Macerata
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 *
09:00-12:00 *
* su appuntamento
Via Dante Alighieri, 20 - 62027 San Severino Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Via Strada Statale Muccese Nord, 1 - 62024 Matelica
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Pesaro Urbino

Via Nazionale 112/h, Bottega - 61022 Vallefoglia
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
08:30-12:30 * [x app. 3385391652]
-
15:30-18:30 * [x app. 3385391652]
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* su appuntamento
Via Antimi, 13 - 61023 Macerata Feltria
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [x app. 3385391652]
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* su appuntamento
CALCINELLI Via Guglielmo Marconi, 22 - 61036 Colli al Metauro
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
-
08:30-13:00 * [su app.to chiamare 338.9372358 Alberto Zaffini]
-
15:00-19:00 * [su app.to chiamare 338.9372358 Alberto Zaffini]
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* su appuntamento
Via Dei Martiri della Libertà - 61033 Fermignano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 *
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Via Nolfi, 170 - 61032 Fano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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09:00-12:00 *
* su appuntamento

Le ultime notizie

13/10/2026 Report metalmeccanica I semestre 2026 l’allarme della Fim Cisl Marche: «A Fabriano il rischio è la desertificazione industriale»
La crisi della metalmeccanica ha ricadute pesanti anche nelle Marche e, in particolare, nel Fabrianese e nell’entroterra. Il Report Fim Cisl sul primo semestre 2026, uscito in questi giorni, censisce a livello nazionale 105.228 lavoratori coinvolti in crisi aziendali, in 1.078 imprese. Le Marche figurano tra le regioni con un numero inferiore di aziende in crisi rispetto ai territori più industrializzati, ma il report conferma le difficoltà dei comparti dell’automotive, della siderurgia e dell’elettrodomestico. Il quadro regionale è aggravato da vertenze che coinvolgono aziende e filiere centrali per l’occupazione e l’identità manifatturiera del territorio.  La preoccupazione riguarda innanzitutto Beko, che coinvolge quasi mille dipendenti sul territorio. L’accordo sottoscritto al Ministero nell’aprile 2025 prevedeva sacrifici occupazionali, ammortizzatori sociali e un piano di rilancio industriale. Secondo la Fim Cisl Marche, finora si sono concretizzati soprattutto esuberi e ricorso alla cassa integrazione, mentre gli investimenti promessi – 62 milioni di euro per prodotti, processi, ricerca e sviluppo e pannelli solari – non hanno ancora prodotto risultati visibili in misura adeguata. Alla vigilia dell’incontro al Ministero, la Fim Cisl chiede all’azienda di chiarire il futuro dei siti italiani e di dare piena attuazione agli impegni industriali. Per Electrolux, il confronto sindacale ha consentito di allungare i tempi e di bloccare, almeno per ora, i licenziamenti. Resta però l’incertezza sulla continuità produttiva e sulle prospettive occupazionali di Cerreto d’Esi: il report nazionale riferisce che l’ipotesi aziendale prevede la chiusura del sito entro dicembre 2026, pur in un quadro di trattativa ancora aperto. La Fim Cisl sottolinea che un’eventuale prosecuzione dell’attività non garantirebbe comunque i livelli produttivi assicurati finora. A questo scenario si aggiunge la chiusura di Whirlpool Technologies, un ulteriore arretramento per un’area che rischia di perdere competenze, capacità produttiva e occupazione. Per la Fim Cisl Marche, le singole vertenze compongono ormai un quadro più ampio, che riguarda il futuro industriale di Fabriano e dell’entroterra. «Le preoccupazioni che avevamo manifestato da anni stanno diventando realtà. Non è un caso che nel 2025 abbiamo scelto Fabriano per celebrare il nostro congresso: avevamo già colto i segnali di una difficoltà crescente. – sottolinea Mauro Masci, segretario generale della Fim Cisl Marche  -  Oggi il rischio è che si trasformino in una crisi strutturale e in una progressiva desertificazione industriale. Beko è il caso che desta maggiore preoccupazione per il numero delle persone coinvolte. Dei 62 milioni di euro previsti dall’accordo per investimenti in prodotto, processo, ricerca e sviluppo e pannelli solari, sul territorio si vedono ancora troppo pochi risultati. Chiediamo all’azienda di dimostrare che l’acquisizione da parte di Arçelik è una scelta industriale e che gli impegni assunti saranno rispettati anche sul fronte degli investimenti e del rilancio produttivo.» Anche su Electrolux il risultato raggiunto, «con il blocco dei licenziamenti e il prolungamento dei tempi, è importante. Ma non basta: se ci sarà continuità produttiva, è evidente che non sarà quella garantita finora. E la chiusura di Whirlpool Technologies aggiunge un altro colpo a un territorio che rischia di perdere, pezzo dopo pezzo, il proprio patrimonio manifatturiero e di competenze. – rilancia Masci -  Non intendiamo rassegnarci. Fabriano ha dato molto alla manifattura italiana e ha bisogno di risposte concrete: investimenti, produzioni, ricerca e prospettive occupazionali. Non possiamo continuare a gestire soltanto crisi e licenziamenti. – conclude Mauro Masci, segretario generale Fim Cisl Marche -  Serve una strategia industriale che guardi oltre l’emergenza, prima che le difficoltà diventino una crisi irreversibile per tutto il territorio».  
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30/09/2026 Fincantieri Ancona, infortunio mortale: Fim, Fiom e Uilm proclamano otto ore di sciopero
Un lavoratore ha perso la vita a causa delle gravi ustioni riportate in un infortunio avvenuto nella tarda serata di ieri, 29 settembre, presso lo stabilimento Fincantieri di Ancona. Nell’incidente sono rimasti coinvolti due lavoratori delle ditte di appalto. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero per ogni turno di lavoro nella giornata di  oggi mercoledì 30 settembre, coinvolgendo anche le ditte di appalto. «Basta morire lavorando. Non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a verificarsi senza che nulla cambi - affermano Fim, Fiom e Uilm  - occorre cambiare la cultura della sicurezza, ancora troppo spesso considerata esclusivamente un costo aziendale. Servono investimenti nella formazione e strumenti adeguati di prevenzione e protezione per evitare altre tragedie.» I sindacati chiedono inoltre di rivedere il modello organizzativo basato su appalti e subappalti, denunciando la maggiore frequenza degli infortuni nelle aziende che operano in questo sistema. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle Rsu di stabilimento e ai lavoratori Fincantieri, esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto.
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15/09/2026 Electrolux, manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi contro 1.400 esuberi e la chiusura dello stabilimento
Centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno manifestato oggi a Cerreto d’Esi contro la chiusura dello stabilimento Electrolux e per difendere il futuro industriale delle Marche. Alla mobilitazione, promossa da Fim, Fiom e Uilm, hanno partecipato anche delegazioni provenienti dagli altri siti italiani del gruppo. Il corteo, partito dal centro di Cerreto d’Esi, ha raggiunto i cancelli della fabbrica. Una mobilitazione nazionale per chiedere continuità produttiva, tutela dell’occupazione e una strategia capace di rilanciare un settore fondamentale per l’industria italiana ed europea. «Voglio ringraziare le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Electrolux di Susegana, Porcia e Solaro per il contributo che hanno portato nelle Marche - ha dichiarato Mauro Masci, Segretario generale della Fim Cisl Marche - Tutti insieme, e solo insieme, possiamo riuscire a fermare questo scempio industriale». Per la Cisl Marche la vertenza non riguarda soltanto il destino di uno stabilimento, ma il futuro dell’intero sistema produttivo regionale. «Oggi abbiamo manifestato per difendere Electrolux, le sue lavoratrici, i suoi lavoratori e il futuro industriale delle Marche -  ha sottolineato Marco Ferracuti, Segretario generale della Cisl Marche - Il tempo delle parole è finito. Non servono solidarietà di facciata, slogan o demagogia: servono scelte concrete e servono adesso». Dietro ogni crisi industriale, ha ricordato Ferracuti, ci sono persone, famiglie e comunità. La chiusura o il ridimensionamento di una fabbrica non determina soltanto la perdita di posti di lavoro, ma impoverisce il territorio, indebolisce il tessuto economico e riduce le prospettive delle nuove generazioni. «La manifattura marchigiana deve essere sostenuta attraverso una strategia industriale seria - ha aggiunto Ferracuti - Occorre ridurre i costi dell’energia per rendere competitive le produzioni, favorire un efficace trasferimento tecnologico dalle università e dai centri di ricerca alle imprese, investire nella formazione di qualità e mettere in campo risorse capaci di tutelare l’occupazione e creare nuove opportunità». La Cisl Marche chiede che il Tavolo nazionale convocato al Ministero affronti e risolva la vertenza Electrolux e che il Tavolo regionale della manifattura diventi finalmente il luogo delle decisioni e non delle promesse. «Ora serve il coraggio di compiere le scelte giuste - ha concluso il Segretario generale della CISL Marche - L’esperienza ci ha insegnato che anche non decidere è una scelta. E a pagarne il prezzo sono sempre i lavoratori e le comunità». Sullo stato della trattativa è intervenuto Massimiliano Nobis, Segretario nazionale della Fim Cisl «Abbiamo svolto sette incontri, ma la trattativa non è ancora realmente partita. Manca una presa di responsabilità da parte dell’azienda sulla revisione dei volumi, sulla riduzione degli esuberi e, soprattutto, sulla necessità di garantire continuità lavorativa allo stabilimento di Cerreto d’Esi». Per la Fim Cisl è inaccettabile che l’azienda non abbia ancora presentato una prospettiva industriale per il sito marchigiano. Il sindacato attende ora la convocazione del tavolo politico e chiede al Governo di assumere un ruolo attivo nella vertenza. La crisi Electrolux, tuttavia, si inserisce in una difficoltà più ampia del settore. «Già nel febbraio 2024 abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale -  ha spiegato Nobis - Più della metà dei prodotti venduti in Europa viene ormai realizzata in Asia. Per contrastare questa tendenza e rilanciare il settore metalmeccanico italiano ed europeo servono politiche industriali comuni, capaci di valorizzare le produzioni e accorciare le filiere di approvvigionamento. Altrimenti la nostra dipendenza dai mercati cinesi e asiatici continuerà ad aumentare».     Rassegna Stampa: https://www.cronacheancona.it/2026/09/15/vertenza-electrolux-lavoratori-e-istituzioni-fianco-a-fianco-al-corteo-di-cerreto-desi/625263/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/electrolux-fim-cisl-tempo-delle-parole-e-finito-ora-scelte-urgenti_e3e154bc-a90f-4d51-b2ff-fe82ea99cb8c.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/sindaco-cerreto-desi-chiusura-sito-electrolux-sarebbe-dramma-sociale_af809994-32ac-45b8-a488-d2f11818aa77.html https://www.conquistedellavoro.it/vertenze/electrolux-nuovo-tavolo-al-mimit-il-5-ottobre-1.3356110
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04/09/2026 Beko Melano, FIM CISL Marche: " Verso la mobilitazione"
L’accordo del 14 aprile 2025 sottoscritto al MIMIT con la presenza del Ministro Urso con l’ennesimo sacrificio occupazionale per il territorio di Fabriano, « avrebbe dovuto garantire stabilità e il rilancio del sito Beko di Melano mettendo le basi per una occupazione stabile e prospettive industriali di lungo termine, sta manifestando una realtà ben diversa nello stabilimento. - sottolinea il Segretario regionale FIM CISL Giampiero Santoni -  Malgrado i 66 esuberi occupazionali previste dal piano industriale che sono stati portati a termine a cui se ne sono aggiunti altri 30 circa volontari, permane l’utilizzo della cassa integrazione come gli anni precedenti con un calo significativo nei volumi prodotti.  A questo si aggiunge il mancato rispetto degli accordi negli investimenti, dei “62 mln in prodotto, processo e ricerca e sviluppo” piu per “l’efficientamento energetico 1,5 milioni per le istallazioni dei pannelli solari”, ad oggi si vedono solo le briciole.»  «Di fatto ad oggi sono stati posizionati i pannelli solari anche se non sono del tutto operativi. Da qui si comprende la grande preoccupazione dei lavoratori e delle RSU nel vedere un accordo rispettato nella parte dei licenziamenti e utilizzo della Cassa Integrazione ma meno nell’impegno di rilanciare la fabbrica.- conclude Santoni -  In previsione dell’incontro previsto al MIMIT il 1 ottobre, dove saranno portate le istanze dei lavoratori, martedì 8 settembre alle ore 10,00 si svolgerà lo scioperoe il  presidio di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento Beko di Melano per denunciare il mancato rispetto degli accordi all’opinione pubblica, alla stampa, alla politica e alle istituzioni a tutti i livelli.»
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27/08/2026 Beko Melano, la RSU lancia l’allarme: "Senza investimenti e volumi produttivi il futuro dello stabilimento è a rischio"
La RSU Fim-Fiom-Uilm dello stabilimento di Melano, alla luce dell’assetto previsto per il mese di settembre, ribadisce con forza la propria profonda preoccupazione per una situazione che si conferma come non mai estremamente complessa e priva di prospettive certe. Il piano industriale in atto non sta garantendo alcuna stabilità. «A fronte di un volume di uscite incentivate decisamente superiore a quello inizialmente preventivato con l'accordo dell'aprile 2025, a valle il nostro sito non ha registrato alcun beneficio strutturale concreto. Il calo reale del ricorso alla CIGS — obiettivo centrale e spirito fondante dell'intesa — è rimasto finora una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità» sottolineano i sindacati di categoria. A gravare sul futuro del sito contribuiscono diversi fattori critici: Perdita dei Volumi Produttivi: le note difficoltà di vendita continuano a sollevare pesanti dubbi sulla tenuta del budget produttivo di inizio 2026 (fissato a poco più di un milione di pezzi). Il rischio concreto è quello di scendere al di sotto di questa soglia psicologica e strutturale fondamentale, tanto più che ad oggi lo stabilimento non produce piani con marchio Beko. Contrazione dell'Induzione: risulta incomprensibile al di là del presunto calo del mercato la forte frenata del settore induzione, da sempre indicato come il fulcro dello sviluppo futuro di Melano. Assenza di Investimenti: continuano a latitare gli interventi economici indispensabili per l'innovazione dei processi e per il lancio di nuovi prodotti sul mercato. « È indispensabile comprendere una volta per tutte quale sia la vera strategia di Beko in grado di garantire un futuro industriale al sito di Melano, che appare oggi spaventosamente distante da quanto sottoscritto oltre 16 mesi fa al Mimit.  - concludono -   La RSU non intende assistere passivamente al progressivo ridimensionamento dello stabilimento. Pretendiamo risposte immediate, il rispetto degli impegni presi e il rilancio reale degli investimenti a garanzia dell'occupazione e della tenuta industriale del nostro territorio.»
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