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CISL SCUOLA

Chi siamo

Personale della scuola docente e non docente (personale Ata).

Sede regionale:

Via dell'industria, 17 - 601xx Ancona
Tel: 071 5051
Fax: 071 505207
Email: cislscuola_reg_marche@cisl.it
Pec: cislscuolamarche@pec.it

Ancona

Via Ragnini, 4 - 60127 Ancona
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
09:00-12:00 [per l'orario del mese di luglio contattare lo 071 206643]
15:00-18:00
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15:00-18:00
09:00-12:00
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Via Montenero, 6 - 60019 Senigallia
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Via De Gasperi, 50 - 60044 Fabriano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Via Gallodoro, 66/ter/c - 60035 Jesi
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Via San Gennaro 30 - 60027 Osimo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
15:30-18:00
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Ascoli Piceno

Piazza Nardone, 23 - 63074 San Benedetto del Tronto
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
15:00-18:00 *
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15:00-18:00 *
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15:00-18:00 *
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* su appuntamento

Fermo

Via Sant'Alessandro, 3 - 63900 Fermo
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:00-18:00
15:00-18:00
15:00-18:00
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Macerata

Via G. Valenti, 27/35 - 62100 Macerata
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Largo Castelfidardo, 24 - 62012 Civitanova Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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Viale Giovanni Benadduci, 14 - 62029 Tolentino
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
16:00-18:30
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Via Leopardi, 1 - 62011 Cingoli
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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Via Dante, 22 - 62027 San Severino Marche
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30
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08:30-12:30
Via Pallotta, 15 - 62032 Camerino
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-17:30
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Pesaro Urbino

Via Porta Rimini, 11 - 61121 Pesaro
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
15:30-18:30
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15:30-18:30
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Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 [PER APP.TI O INFO: cislscuola_pesaro@cisl.it . telefonare lun e mart 14.30 - 18.30 merc e giov 9.30 - 12.00]
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15:30-18:30
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Via del Torrione, 8 - 61043 Cagli
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [1 VOLTA A MESE E SI MODIFICA DI VOLTA IN VOLTA. PER APPUNTAMENTO CONTATTARE PAGLIAI SERENA N. 3312411664]
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Via Antimi, 13 - 61023 Macerata Feltria
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [1 VOLTA AL MESE E PRENOTARE PER TELEFONO]
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* su appuntamento
Via Casteldurante, 6 - 61049 Urbania
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [UNA VOLTA AL MESE. IL GIORNO VARIA OGNI MESE. PRENOTARE PRIMA PER L'APPUNTAMENTO]
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* su appuntamento
via dei martiri della libertà - 61033 Fermignano
Lun Mar Mer Gio Ven Sab
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15:30-18:30 * [1 VOLTA AL MESE E VARIA DI VOLTA IN VOLTA . PER APPUNTAMENTO CONTATTARE SERENA PAGLIAI AL N. 331 241 1664]
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Le ultime notizie

19/06/2020 Disoccupazione scuola 2020: la Cisl ti aiuta a presentare la domanda
Sei un lavoratore della scuola? Come ogni anno, la Cisl ti aiuta a presentare la domanda di disoccupazione. Per evitare assembramenti e contrastare i contagi da Covid-19, ti invitiamo a prendere appuntamento: un operatore dedicato si occuperà di inviare la tua domanda. Per le sedi di Pesaro, Fano, Jesi, Senigallia, Macerata, San Severino, Civitanova Marche, Fermo e San Benedetto del Tronto devi andare sul sito www.cislmarche.it e cliccare sul pulsante “Disoccupazioni scuola”: compila i campi con i tuoi dati e i tuoi recapiti e sarai ricontattato per fissare un appuntamento.  Ricordati di compilare tutti i campi obbligatori, compresi l’autorizzazione al trattamento dei dati personali e l’iscrizione alla nostra newsletter, per essere sempre informato sulle attività e sui servizi di Cisl Marche. Per le altre sedi, chiama il numero di telefono della sede Cisl più vicina a te (lo puoi trovare nella sezione “Territorio” del nostro sito) per prenotare il tuo appuntamento. Quali documenti devi portare con te?  • Copia ultimo contratto di lavoro scaduto o lettera di licenziamento; • Ultima busta paga; • Copia documento di identità; • Iban c/c Banca o Posta. Non perdere tempo: Il trattamento decorre dall’8° giorno dalla cessazione dal servizio, se la domanda è presentata entro i primi 7 giorni dalla scadenza del contratto, altrimenti dal giorno successivo alla data di presentazione della stessa.  
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08/06/2020 Per 30 alunni serve un’aula così: sciopero e flash mob dei sindacati davanti alla Prefettura di Ancona
La scuola marchigiana scende in piazza per manifestare tutte le preoccupazioni di lavoratori, famiglie e studenti nei confronti di un ritorno in classe a settembre, impensabile stando le attuali disposizioni del Ministero. Sciopero indetto a livello nazionale e appuntamento marchigiano ad Ancona in piazza del Plebiscito dove, davanti alla Prefettura, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal regionali hanno allestito con tavoli e sedie un’aula da 30 alunni considerando la distanza sociale di sicurezza prevista nei protocolli. Una simulazione all’aperto per far comprendere al meglio cosa attende studenti, insegnanti e personale ata a settembre. Nelle Marche ci sono 1.299 sedi scolastiche divise tra infanzia (489), primaria (435), primo grado (220) e secondo grado (155) che apriranno le porte a 208.144 alunni (di cui 6.940 disabili). Per loro sono state previste 10.045 classi. La media matematica tuttavia non si traduce in realtà una volta calata, caso per caso, sui territori. I sindacati nei giorni scorsi hanno stimato, sulla base delle tabelle dell’Ufficio scolastico regionale, situazioni di sovraffollamento con numerose classi da oltre 30 studenti. La soluzione, però, non può essere rappresentata dalla didattica a distanza e riducendo il tempo di presenza a scuola. «Sarebbero penalizzanti sia per chi studia, sia per le famiglie chiamate a sostenere avvicendamenti e turnazioni in aula dei figli. Non vogliamo per loro una scuola a metà » denunciano Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) ricevute in Prefettura per consegnare la lettera dei lavoratori alle Istituzioni. «Per lavorare con classi e sezioni meno affollate senza che per questo sia sottratta parte dell’offerta formativa e il fondamentale diritto di essere a scuola – aggiungono - servirebbero più spazi, obiettivo non facile, ma che si può ottenere riadattando quelli esistenti; serve dare continuità al lavoro di quanti da anni garantiscono la funzionalità delle scuole, ma serve certamente più personale, almeno per il tempo in cui sarà necessario adottare un'organizzazione del lavoro più complessa. »   Per quanto riguarda il personale scolastico si calcola che le scuole marchigiane avranno a disposizione 18673 docenti oltre a 4792 insegnanti di sostegno. Secondo le organizzazioni sindacali servirebbero oltre 2mila docenti e circa 1000 ata in più. Alla manifestazione hanno partecipato anche associazioni di genitori e istituzioni. A portare vicinanza ai lavoratori c'erano il Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo, il Garante per l'infanzia, Andrea Nobili e Rosalinda Ricciardi, Responsabile dell'associazione La strada di Erm che si occupa di riabilitazione per bambini che soffrono di disturbi dell'apprendimento e autismo. «Non vogliamo a settembre doverci accontentare di una scuola a metà e perché questo non accada, è necessario investire molte risorse, senz’altro più di quelle al momento previste. Sappiamo bene che ci sono anche altre urgenze cui far fronte, a partire da quelle legate ai pesanti contraccolpi economici e sociali della pandemia. Ma il diritto all’istruzione, cui tutti devono poter accedere in condizioni di sicurezza, deve rientrare fra le priorità nelle scelte che Governo e Parlamento assumono. Vogliamo che questo avvenga, con i fatti e non solo con le parole, come purtroppo sta accadendo» concludono i sindacati che chiedono di avviare un confronto tra le parti sociali della scuola e il Governo affinché vengano esaminate per tempo tutte le variabili e le ipotesi percorribili a settembre e impegni di investimento su spazi da recuperare nelle aree delle stesse scuole, incremento dell’organico per le attività aggiuntive derivanti dalle necessità del distanziamento e per le attività di recupero delle ore di didattica non svolte, stabilizzazione dei precari, garanzie per la dirigenza scolastica e l’attività amministrativa, che deve oggi misurarsi anche con la carenza dei direttori dei servizi, con le necessarie tutele in termini di responsabilità, a partire quelle impropriamente attribuite ai dirigenti per le procedure connesse alla sicurezza nella gestione dei locali di proprietà, come noto, degli Enti Locali.    
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05/06/2020 Sciopero Scuola marchigiana Lunedì 8 giugno lavoratori e famiglie in flash mob davanti alla Prefettura di Ancona
Un’aula con una trentina di tavoli e sedie simulata di fronte alla Prefettura. Un flash mob di protesta, organizzato dalle segreterie marchigiane di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal,  che mantiene le distanze previste dalla legge e al tempo stesso mostra quale sarà la situazione delle scuole, ponendo i riflettori su tutti i nodi irrisolti in vista della ripresa delle lezioni a settembre. I lavoratori della scuola e le famiglie saranno  ad Ancona in piazza del Plebiscito, lunedì 8 giugno ore 11,00 per lo sciopero indetto dalle organizzazione sindacali dopo le risposte insoddisfacenti del Ministero dell’Istruzione per far fronte all’accresciuto fabbisogno di personale, alla dotazione di materiali igienico sanitari per studenti e personale, alla necessità di evitare il sovraffollamento delle aule e alla messa in sicurezza degli edifici. «Se davvero si vuol tornare in sicurezza alle attività in presenza, non bastano piccoli aggiustamenti, servono investimenti straordinari» denunciano le segretarie regionali Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal).
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28/05/2020 Scuola post Covid, sovraffollamento di sempre. La denuncia dei sindacati: “Personale carente e problemi strutturali”
Anche classi con oltre 35 studenti e alunni costretti a scegliere altre scuole o indirizzi pur di non fare molti chilometri. Succede al liceo classico di Fermo (indirizzo scienze umane) ma non si tratta di un caso isolato in regione. Gli spazi angusti delle scuole erano all’indice anche prima dell’emergenza. Ora, determinate soluzioni sono davvero impensabili per via di un rientro a scuola che deve tenere conto del triste ma necessario distanziamento sociale per limitare il contagio da Covid-19. La denuncia arriva dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal, critiche verso l’Ufficio scolastico regionale per il mancato coinvolgimento delle parti sociali nella composizione degli organici, effettuata invece attraverso calcoli matematici che poco hanno a che fare con le reali necessità delle scuole marchigiane. Un sistema ragionieristico utilizzato anche per quando riguarda il sostegno ai disabili. A rischio c’è la continuità didattica per almeno 200 tra bambini e ragazzi che non ritroveranno i loro insegnanti per un astruso meccanismo, utilizzato solo nelle Marche e non previsto in alcuna norma, per cui i docenti vengono spostati  da una scuola all'altra in un inutile quanto dispendioso balletto, immolati sull'altare dell'algoritmo.Manca il personale. Da una stima, considerando il distanziamento sociale, solo per scuola dell’infanzia e della scuola primaria serviranno a settembre oltre 2700 docenti e quasi 1000 collaboratori scolastici. Poi ci sono gli annosi problemi strutturali. «L’unica certezza è la necessità di distanziamento sociale – evidenziano Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) - ma le nostre classi sono state costituite utilizzando i parametri massimi consentiti. Questo creerà agli alunni delle Marche un grande svantaggio per la difficoltà di coniugare il diritto all’istruzione con il diritto alla salute». Varie e diffuse in tutte le province le situazioni di sovraffollamento. Secondo le tabelle consegnate dall’Ufficio Scolastico Regionale ai sindacati lo scorso 20 maggio il record è a Pesaro: ben 36 studenti per una classe prima del liceo scientifico Laurana Baldi. Non stanno meglio, ad Osimo, gli studenti delle prime classi del Corridoni Campana, indirizzo linguistico: in 33. Macerata invece si ferma a 32 di media per le prime classi del Linguistico Leopardi e dello Scientifico Galilei. In tutto sono 67 gli istituti superiori delle Marche dove le sigle sindacali hanno riscontrato oltre 30 alunni per classe. Problemi di sovraffollamento che non risparmiano gli altri gradi di istruzione. Nelle scuole dell’infanzia ci sono situazioni da 30 alunni all’Istituto comprensivo Luciani – San Filippo di Ascoli e al Mestica di Macerata. Nella scuola primaria le criticità maggiori sono in provincia di Pesaro dove a San Lorenzo in Campo è prevista una quarta con 30 alunni. Ci sono poi situazioni con meno ragazzi ma con portatori di handicap: 27 studenti di cui due disabili ad Ancona (Ics Novelli) e a Recanati (Ics Lotto), 25 studenti di cui tre disabili a Falconara (Ics Falconara Centro) e a Castelfidardo. Nelle scuole medie sarà davvero complicato far rispettare le distanze con 29 alunni (al Convitto di Macerata e ad Acquaviva Picena) o con 28 (a Serra de’ Conti e a Falerone).«Malgrado avessimo più volte richiesto un confronto ad aprile – attaccano i sindacati – l’Ufficio scolastico regionale non ha mai illustrato i criteri di attribuzione dell’organico se non in modo generico. L’organico a livello nazionale non ha subito decurtazioni e quindi è assolutamente importante salvaguardare la consistenza della scuola dell’infanzia e primaria della Marche agendo secondo una logica di potenziamento dell’offerta formativa». Soprattutto nella regione che ancora deve riprendersi dai danni del sisma che ha coinvolto le scuole in termini di strutture e di comunità. «Per quanto riguarda la didattica a distanza – concludono le organizzazioni sindacali - per la scuola secondaria di secondo grado, riteniamo sia necessaria una particolare attenzione ai segmenti più deboli (scuole professionali e istruzione per adulti) in quanto le difficoltà (culturali, di alfabetizzazione digitale, di spazi in casa per poter studiare, di connessione) hanno di fatto aumentato le disparità tra gli alunni che rischiano un’emarginazione scolastica e formativa. Pensiamo che questo gap debba essere recuperato alla ripresa del nuovo anno scolastico e ciò non può essere fatto con un organico appena sufficiente. A ciò si aggiunge la “non soluzione” individuata dal governo per risolvere la questione del concorso docenti. Per quanto riguarda le Marche a settembre mancheranno oltre 2mila docenti, che avrebbero potuto essere stabilizzati dando continuità didattica ai nostri studenti, e circa 1000 ata. Chiediamo quindi che l’Ufficio Scolastico Regionale, massimo rappresentante del Ministro dell’Istruzione sul territorio, si attivi per reperire l’organico docenti e ATA rispondente al piano dell’offerta formativa regionale e adeguato alle esigenze degli studenti delle Marche».
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13/05/2020 Assemblea web in tutte le Marche, la scuola presenta il conto: “Per ripartire servono quasi 90 milioni di euro di investimenti solo per infanzia e primaria”
«Servono quasi 90 milioni di euro per far ripartire la scuola al primo settembre con un numero adeguato di docenti e personale ata tale da garantire adattamenti necessari e tutte le precauzioni del caso. E parliamo solo di scuola dell’infanzia e scuola primaria dove mancano oltre 2700 docenti e quasi 1000 collaboratori scolastici.» È l’allarme lanciato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal delle Marche che dalle 11 di questa mattina stanno incontrando i lavoratori della scuola marchigiana, riuniti in una grande piazza virtuale per formalizzare esigenze, punti fermi e ribadire che l’emergenza Covid non è finita. «Ci sono innumerevoli questioni irrisolte. Le istituzioni scolastiche non possono essere abbandonate nella gestione di questa emergenza – hanno ribadito le segretarie regionali Lilli Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) – La salute e la sicurezza devono essere garantite in modo sostanziale in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza con un quadro di riferimento nazionale da integrare a livello territoriale». Nelle Marche ci sono oltre 208mila studenti suddivisi in circa 10mila classi. Sono ospitati in 1.299 plessi scolastici dove lavorano 18.673 docenti e 6.194 ata. Ovviamente sarà necessario prevedere uno “spacchettamento” del numero complessivo delle sezioni. La scuola non deve essere privata di alcun docenti, sia di organico di diritto sia di organico di fatto. Le organizzazioni sindacali ritengono prioritaria la conferma dei contingenti a livello provinciale, l’attenzione all’area del sisma e il sostegno alle aree interne.  «Occorre un piano straordinario di investimenti che preveda anche la stabilizzazione immediata dei precari – ribattono i sindacati –. La scuola era in difficoltà anche prima della pandemia, indebolita da una sottrazione di risorse iniziata dal 2008 a danno di un settore determinante per ogni strategia di crescita e sviluppo». I protocolli nazionali dovranno prevedere modifiche all’organizzazione del lavoro, la codifica delle operazioni di ingresso, uscita e spostamento negli edifici e un’igiene costante degli ambienti, dei laboratori, dei locali mensa. Altro tema toccato è quello della didattica a distanza. «In questo momento è lo strumento che cerca di garantire il diritto all’istruzione – proseguono Gargamelli, Bartolini, Mazzucchelli e Martano – e va fatta per non lasciare soli gli studenti ma il divario digitale è un grosso problema che riguarda la maggiore o minore copertura di infrastrutture di rete tra diverse aree del Paese e differenza di dotazioni informatiche tra classi sociali. Senza parlare dei circa 7mila studenti disabili delle Marche che hanno specifiche esigenze». I sindacati hanno chiamato i lavoratori alla mobilitazione. «Occorre agire in questi mesi - concludono -  con la consapevolezza che gli adattamenti necessari non saranno a costo zero. Noi non ci fermeremo. Continueremo la mobilitazione finché non si aprirà un tavolo di confronto con il Ministero dell’Istruzione».
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03/04/2020 Mobilità 2020: alla tua domanda ci pensa Cisl Scuola Marche
Fai parte del personale scolastico e devi presentare domanda di mobilità? Anche se i nostri uffici sono chiusi, Cisl Scuola Marche è pronta ad aiutarti: basta andare sul sito www.cislmarche.it Scopri in questo video come richiedere una consulenza per la tua provincia, se puoi fare domanda e quali sono le scadenze #Restiamoacasa: alla tua domanda di mobilità ci pensa Cisl Scuola Marche
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25/03/2020 Coronavirus: i sindacati regionali della scuola scrivono alle Istituzioni per bloccare la procedura di mobilità del personale. «Una scelta sconcertante in questa fase di emergenza»
I sindacati regionali della scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Luca Ceriscioli, all'assessore regionale Loretta Bravi e ai Prefetti della regione per chiedere di farsi portavoce con il Governo e con il Ministero dell'Istruzione per bloccare la procedura di mobilità del personale docente, educativo ed Ausiliario, Tecnico e Amministrativo (ATA) per l'anno scolastico 2020/2021, avviata nonostante l'emergenza nazionale rappresentata dal Coronavirus. «In questo periodo di grave emergenza, in cui il Paese si ferma con senso di responsabilità e i lavoratori, compresi quelli della scuola, stanno lottando contro il virus pagando a prezzi enormi e rispondendo all’emergenza con serietà e dedizione, siamo rimasti sconcertati dalla decisione del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di emanare ieri sera, alle 21.30 del 23 marzo, a scuole chiuse e senza neanche consultare le rappresentanze dei lavoratori della scuola, l’ordinanza con cui avvia le operazioni di mobilità del personale docente, educativo ed Ausiliario, Tecnico e Amministrativo (ATA) per l'anno scolastico 2020/2021 - scrivono le Segretarie generali regionali Anna Bartolini (Cisl Scuola), Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) -. È difficile comprendere come si faccia a sostenere che si tratta di una decisione presa nell’interesse del personale scolastico, in un momento in cui i lavoratori sono costretti nei loro domicili per l’emergenza sanitaria».  Da anni le domande di trasferimento si fanno on line, ma nel periodo di presentazione delle domande numerosissime persone hanno necessità di ricorrere alle segreterie scolastiche, agli uffici dell’Amministrazione, alle sedi sindacali, affollate ogni anno all’inverosimile per soddisfare richieste di informazione e assistenza da parte del personale docente e ATA. «Pensare dunque di prevedere lo svolgimento di questi adempimenti come se questa fosse una situazione ordinaria significa essere completamente fuori dalla realtà - proseguono le sindacaliste -. Fissare il termine delle domande al 21 aprile è assoluta mancanza di buon senso, incompatibile con le restrizioni alla circolazione delle persone giustamente adottate dal Governo, ma anche e soprattutto totale mancanza di rispetto per tante lavoratrici e lavoratori che oltre a vivere situazioni personali e familiari pesantissime, purtroppo in molti casi anche direttamente colpite dalla malattia, stanno producendo uno sforzo encomiabile per mantenere viva, tra mille difficoltà, l’attività didattica e la relazione educativa con gli alunni. Il provvedimento è stato adottato ancora una volta anche in grave violazione delle regole che assegnano la mobilità all’ambito della disciplina negoziale. Il confronto, negato, avrebbe consentito fra l’altro di individuare modalità diverse per gestire in tempi e modi ragionevoli la mobilità del prossimo anno scolastico, tenendo anche contro dell’impatto devastante di questa emergenza». La richiesta alle Istituzioni regionali è dunque di farsi parte attiva con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per veicolare una richiesta di bloccare il decreto di mobilità del personale della scuola. Questo anche alla luce della complessa situazione in cui si trova la scuola marchigiana e più in generale tutta la nostra regione che attualmente detiene il triste primato del più alto numero di contagi dell’intero Paese in proporzione al numero degli abitanti.
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16/03/2020 Coronavirus: l'Ufficio Scolastico Regionale continua a sottovalutare l'emergenza
«Il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale sembra voler continuare a sottovalutare l’emergenza sanitaria in corso». La denuncia arriva dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal allarmate dalla notizia che una partecipante al corso di formazione che si è tenuto lo scorso 4 marzo a Porto Sant’Elpidio è risultata positiva al Covid-19. Formazione che era già entrata nel mirino delle organizzazioni sindacali, andata avanti nonostante i crescenti rischi per la zona di contagio che si stava ampliando inesorabilmente e con le richieste dei lavoratori di fermare le attività - o quantomeno svolgerle a distanza - rimaste lettera morta. «Siamo dovute ricorrere alle Prefetture – sottolineano Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) – per ricordare all’Usr che l’ordinanza regionale prevedeva anche la sospensione dei “percorsi di istruzione e formazione professionale”. Ieri mattina, venute a conoscenza del caso di tampone positivo, ci siamo trovati di fronte alla stessa scarsa considerazione dei rischi». Avuta notizia della situazione, le segreterie sindacali hanno chiesto all’Ufficio scolastico regionale di avvertire gli altri partecipanti del corso in questione per ricorrere alle misure precauzionali del caso. Non ricevendo risposta Gargamelli, Bartolini, Mazzucchelli e Martano hanno allora diffidato il Direttore Generale dell’Usr, Marco Ugo Filisetti e, allo stesso tempo, scritto nuovamente al Prefetto di Ancona e al Gores della Regione Marche. «Alla fine – concludono le sindacaliste – una comunicazione da parte dell’Usr è uscita ma, elusiva della positività riscontrata, si limitava a consigliare di consultare un medico in caso di sintomi. Restiamo molto preoccupate per la salute dei dirigenti scolastici che hanno preso parte a quella sessione e di coloro con cui sono entrati in contatto: docenti, personale ATA e familiari in quanto le misure messe in atto dall’ Usr continuano a non sembrare adeguate ad affrontare la situazione e rispondenti alle disposizioni normative».
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05/03/2020 Coronavirus, il Prefetto di Ancona dà ragione ai sindacati: formazione del personale da sospendere
«Gli incontri di formazione per tutto il personale della scuola sono contrari all’ordinanza regionale che prevede, tra le misure di contenimento legate all’emergenza sanitaria Covid-19, anche la sospensione dei “percorsi di istruzione e formazione professionale». E' la risposta del Prefetto di Ancona  alle sollecitazioni delle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals  Confsal che avevano sollevato la questione nei giorni scorsi dopo che l’Ufficio scolastico regionale non aveva recepito le istanze dei lavoratori, rifiutando ogni confronto. Dirigenti scolastici, docenti e personale Ata sono stati costretti a frequentare corsi di formazione nonostante fosse già in vigore l’ordinanza regionale e  avanzata la richiesta formale dei sindacati.  Ad  oggi  è stato, in ogni caso,   rinviato   solo l'incontro di formazione previsto per  il 6 marzo  mentre altri ancora sono in calendario.  Preoccupazioni del tutto giustificate visto che i corsi non si sono fermati nemmeno di fronte a casi di contagio conclamati come avvenuto lo scorso 2 marzo al Liceo Marconi di Pesaro, dove pochi giorni prima era stato riscontrato  un caso di contagio tra  gli studenti. «Avevamo anche proposto che la formazione fosse svolta a distanza – spiegano Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) – ma siamo rimaste senza risposta. Speriamo che ora, dopo l’intervento chiarificatore del Prefetto, si arrivi a formulare linee guida condivise con le segreterie regionali Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal per agevolare il compito delle scuole e dei dirigenti scolastici ed evitare disagi organizzativi e gestionali, tenendo ben presente l’obiettivo di prevenzione dell’emergenza sanitaria in atto».     
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04/03/2020 Covid-19, dall'Ufficio scolastico regionale risposte inadeguate e disagi per il personale
Le Segreterie Regionali di FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, consapevoli dell’emergenza sanitaria COVID-19 che coinvolge il Paese, sono impegnate a dare supporto a tutto il personale scolastico di ogni ordine e grado, anche allo scopo di favorire il ritorno alla normale frequenza degli studenti nelle classi.  Proprio per questo non possiamo tacere i diversi casi, ripetutamente segnalati già da lunedì, di estemporanee convocazioni di collegi docenti, di riunioni di staff, incontri di formazione in presenza, collegiali e collettivi in genere, in quanto non rispondono alle norme generali di attenzione e di prevenzione contenute nel D.P.C.M. dell’1 marzo 2020 “Misure urgenti di contenimento del contagio e di informazione e prevenzione” e nell’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale delle Marche n. 3 del 3 marzo 2020  né contribuiscono a una corretta prevenzione della diffusione del contagio.   «In questa situazione di emergenza - dichiarano  le Segretarie Generali di categoria Leonilde Gargamelli (Flc Cgil), Anna Bartolini (Cisl Scuola), Claudia Mazzucchelli (Uil Scuola) e Paola Martano (Snals Confsal) - in cui stiamo sperimentando quotidianamente eventi imprevisti e imprevedibili, sottolineiamo come tutto il personale scolastico, ognuno per quanto di sua competenza, sia impegnato a  garantire costantemente l’organizzazione e l’ordinario funzionamento generale e amministrativo della scuola e ad assicurare occasioni e possibilità di apprendimento e di studio ai propri alunni, anche con strumentazioni non sempre adeguate rispetto alle necessità».  FLC-CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal speravano che l’Ufficio scolastico Regionale diramasse Indicazioni e/o Linee guida per agevolare il compito delle scuole e dei Dirigenti Scolastici onde evitare disagi organizzativi e gestionali e contribuire a realizzare, come previsto dalle ordinanze citate, una compiuta azione di prevenzione e di contenimento. Ciò non è avvenuto e per questo si è stati costretti ad inviare una segnalazione ai Prefetti e al Gores della Regione Marche. In un momento come questo pensiamo sia necessario che l’ Amministrazione e le parti sociali dialoghino e trovino soluzioni condivise per salvaguardare la funzionalità del sistema senza mettere in pericolo la salute dei cittadini e dei lavoratori. Malgrado la nostra disponibilità, in questa regione ciò non è avvenuto. L’Ufficio Scolastico Regionale, nella persona del Direttore Generale, non ha ritenuto opportuno coinvolgere in alcun modo, né tanto meno convocare, le organizzazioni sindacali che dall’inizio della stato di emergenza si sono trovate a dover inviare continue segnalazioni e richieste di chiarimento in merito all’operato dell’Amministrazione.  Le risposte, se ci sono state, sono state tardive, burocratiche e chiuse ad ogni istanza dei lavoratori della scuola, rappresentati dalle organizzazioni sindacali. Pensiamo che per affrontare questa brutta situazione, che sta destabilizzando il nostro paese in termini sanitari, economici e sociali, servano coesione e condivisione. Il nostro agire e le nostre azioni sono e saranno guidate dal senso di responsabilità verso le comunità nelle quali operiamo. Speriamo prevalga il buon senso.
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