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AST Territoriale Ascoli Piceno

Sede di Ascoli Piceno:

Corso Vittorio Emanuele, 37 - 63100 Ascoli Piceno
Tel: 0736 24951
Fax: 0736 251767
Email: ast.ascolipiceno@cisl.it
P.zza XX Settembre c/o Comune - 63095 Acquasanta Terme
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CAF CISL -
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FNP - - - - - -
INAS -
08:30-12:00 [il 2° e 4° del mese]
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Corso Vittorio Emanuele, 37 - 63100 Ascoli Piceno
ADICONSUM: 073624951
ANOLF: 073624951
CAF CISL: 073624951
COLF BADANTI: 073624951
FEMCA: 3371060115
FISASCAT: 0736 24951
VERTENZE: 073624951
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
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ANOLF -
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CAF CISL
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VERTENZE -
09:00-13:00
15:30-18:30
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09:00-12:30
* su appuntamento
MONTICELLI, Largo Ginestre - 63100 Ascoli Piceno
Contrada Cerreto, 29 - 63082 Castel di Lama
CAF CISL: 0736811159
FILCA: 3355762136
VERTENZE: 3284120721
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL -
15:30-18:30 *
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15:00-18:00
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FILCA -
16:00-19:00
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15:30-18:30 [il1° ed il 3° del mese]
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VERTENZE
09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
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09:00-13:00 *
15:30-18:30 *
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Via Roma, 34/a - 63087 Comunanza
CAF CISL: 0736845527
FEMCA: 3371060155
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL - -
08:30-12:30 *
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FEMCA
15:00-18:00 *
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INAS
08:30-12:30
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08:30-12:30
15:00-18:00
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08:30-12:00
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Via Forlini, 2 - 63073 Offida
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Le ultime notizie

26/09/2019 Busta Paga pesante, restituzione IRPEF sospesa
L’ultima modifica normativa introdotta nella fase di conversione in legge  del cosiddetto  “decreto sblocca cantieri” ha previsto che la restituzione dell’IRPEF sospesa attraverso “busta paga pesante” avvenga a decorrere dal  prossimo 15 ottobre. «La restituzione, senza sanzioni e interessi,  può essere fatta anche mediante rateizzazione fino a un massimo di 120 rate mensili di pari importo, con il versamento dell’importo corrispondente al valore delle prime cinque rate entro il 15 ottobre. – spiega il Segretario Regionale  Cisl Marco Ferracuti in una nota-  Può essere versata  direttamente a cura del contribuente mediante F24 o mediante trattenuta in busta paga o pensione operata dal sostituto d’imposta su richiesta  dell’interessato. » L’insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate comporta l’iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati nonché delle relative sanzioni e interessi, salvo che il contribuente si avvalga del ravvedimento operoso.  « Mentre continua il nostro impegno,politico e sindacale, per ottenere un urgente intervento di modifica di tale normativa che elimini l’obbligo di versamento della prima maxi rata di cinque mensilità, posticipi in via definitiva a stabile l’avvio della restituzione al 1 gennaio 2020 e possibilmente riduca l’entità delle somme da restituire, va ricordato - conclude Ferracuti - che i lavoratori dipendenti che necessitano dell’elaborazione del modello F24 possono rivolgersi ai nostri Centri di Assistenza Fiscale presentando il modello 730 o Redditi nonché le CU degli anni 2017 e 2018».
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05/08/2019 Elezioni RSU Manifattura Loro Piana: eccellente risultato per la Femca Cisl Marche
Venerdì 2 agosto si sono svolte le elezioni per eleggere le RSU presso lo stabilimento di Manifattura Loro Piana di Porto Sant’Elpidio. Grande è stata la risposta dei lavoratori con 26 votanti su 29 aventi diritto, 13 i voti assegnati alla Femca Cisl, che ha conquistato così 2 componenti Rsu (Corvaro Roberto e Telloli Mirella) avendo ottenuto il 50% dei consensi. A loro i nostri più sinceri complimenti per l'ottimo risultato ottenuto.Una risposta corale ottenuta grazie all’impegno dei candidati e degli iscritti che hanno saputo coinvolgere e ascoltare i lavoratori in un’azienda che solo da qualche mese ha aperto il nuovo stabilimento produttivo proprio a Porto Sant’Elpidio. Queste prime elezioni si inseriscono in un percorso di crescita sindacale che sta coinvolgendo non solo Manifattura Loro Piana, ma l’intero territorio fermano.La partecipazione al voto e l’alto tasso di adesione sindacale ci conferiscono un forte mandato nella discussione da poco avviata per la stesura del contratto integrativo di Manifattura Loro Piana che coinvolgerà ovviamente anche i lavoratori di Porto Sant’Elpidio.Ai prossimi incontri siederanno al tavolo della contrattazione anche i rappresentanti neoeletti e siamo sicuri che sapranno dare un contributo fondamentale alla discussione e sapranno rappresentare al meglio le esigenze dei lavoratori.Sarà nostro il compito di proseguire nell'opera di ascolto, confronto e progettazione, con l’obiettivo di rappresentare al meglio le istanze e i bisogni delle lavoratrici e lavoratori.In una fase storica in cui i corpi intermedi e i sindacati vengono da alcuni considerati obsoleti quella di oggi è stata una risposta chiara e concreta che dimostra quanto i lavoratori abbiano invece desiderio e interesse a partecipare all’attività sindacale. Noi come FEMCA CISL non possiamo che essere entusiasti per la fiducia che ci è stata concessa e lavoreremo con sempre maggior energia per la tutela e il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici.Vi ringraziamo immensamente per la fiducia accordataci.
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19/07/2019 Sanità, Cgil Cisl e Uil: «Piceno penalizzato»
Le Organizzazioni Sindacali Confederali e le Categorie del Pubblico Impiego e dei Pensionati di Ascoli Piceno vogliono sottoporre all’attenzione della Regione Marche le seguenti considerazioni sulla situazione della sanità in Area Vasta 5, in termini di ricognizione dei bisogni, criticità, servizi erogati e risorse con l’obiettivo di significativi miglioramenti del servizio offerto.               Premesso: -che qualsiasi programmazione e gestione territoriale della salute (quantitativa e qualitativa) deve partire, per un confronto costruttivo, dai dati e dalle informazioni messi a disposizione che evidenzino punti di forza e di debolezza al fine di costruire un sistema pubblico di qualità che risponda ai molteplici e diversi bisogni dei cittadini attraverso l’individuazione delle priorità e dell’equilibrio tra razionalizzazioni e potenziamenti. A tale proposito facciamo notare quanto sia sempre più difficile per noi avere accesso ai dati della sanità pubblica, sia per quanto riguarda il personale, sia per le prestazioni. -che esiste un disequilibrio territoriale in ordine alla distribuzione delle  risorse tra le Aree Vaste che si traduce nei posti letto disponibili per post acuzie, nella definizione dei budget, nei  servizi territoriali, nella presenza del privato convenzionato, nella dotazione degli organici andando a prendere a riferimento una situazione territoriale virtuosa (per la chiusura di piccoli ospedali), - che, purtroppo, anche nel previsto tetto di spesa per il personale, il risparmio complessivo sul costo del personale previsto nell'anno 2019 per l'intera ASUR, in base all'allegato 8 della determina della Direzione Generale ASUR n. 78 del 20/02/2019, pari ad Euro 6.831.246, grava sull’Area Vasta 5 su un totale di Euro 3.819.873, le OO. SS. Confederali e di Categoria, avanzano evidenziano le seguenti osservazioni e criticità territoriali.   SERVIZI TERRITORIALI La programmazione delle strutture ospedaliere deve essere conseguente ad un piano per la salute territoriale, a seguito della chiusura di piccole strutture periferiche, deve prevedere l’attivazione degli Ospedali di Comunità e delle Case della salute e la loro collocazione geografica, ed un coinvolgimento attivo dei Medici di medicina generale, propedeutico  all’incremento dell’attività di prevenzione ed al contenimento dell’attività impropria degli ospedali. Il sistema della residenzialità e semiresidenzialità va riprogrammato rispetto al reale crescente fabbisogno delle fasce più deboli della popolazione (prevalenza popolazione anziana rispetto alle altre Aree Vaste), come si evince anche dalle lunghe liste d’attesa, e non basato esclusivamente sulla offerta di strutture  disponibili sul territorio; occorre mettere in atto investimenti strutturali per incrementare i posti letto. Il DM 70/2015 prevede chiaramente al punto 10 Continuità ospedale-territorio che “le regioni, al fine di agevolare il processo di ridefinizione della rete ospedaliera devono procedere contestualmente al riassetto dell’assistenza primaria, dell’assistenza domiciliare e di quella residenziale, in coerenza con quanto previsto dal vigente quadro normativo in materia di livelli essenziali di assistenza e con gli obiettivi economico finanziari nazionali fissati per il Servizio sanitario nazionale.” Occorre pertanto un significativo  investimento che incida anche sul forte squilibrio esistente tra le Aree Vaste della Regione, a scapito dell’Area Vasta 5 (13% dei posti letto dell’intera Regione) attraverso: •                    Esigenza di incrementare sia i posti letto di RP che di RSA (questa ultima particolarmente carente) •                    Vincolo di una parte del budget regionale per lo sviluppo delle Case della salute in Area Vasta 5 vista la riorganizzazione sanitaria degli anni passati con la chiusura dei piccoli ospedali. L'assenza oggi di Ospedali di Comunità richiederebbe per il territorio delle Case della Salute di livello più organizzato e integrato •                    Modifica dell’Atto di fabbisogno regionale che tenga conto della maggiore incidenza della popolazione anziana su quella complessiva in ciascuna AV •                    Monitoraggi e verifiche dei livelli di prestazioni, in termini di qualità ed economicità.  Potenziamento della rete complessiva dell’ADI •                    Specificità delle Aree Interne, a maggior ragione dopo il sisma, con potenziamento della rete dell’emergenza/urgenza tramite poliambulatori di MMG, con la strumentazione adeguata per esami di base. Considerato che il DM 70/2015 prevede al punto 9.1.3 le postazioni territoriali con attribuzione di un mezzo di soccorso avanzato ogni 60.000 abitanti e con la copertura di un territorio non superiore a 350 Kmq: per la nostra provincia ciò significa “quattro” mezzi di soccorso avanzato. Inoltre “nel calcolo del totale di mezzi di soccorso riorganizzati vanno considerati i trasporti primari e secondari urgenti   ASSETTI ISTITUZIONALI E ORGANIZZATIVI Serve garantire oggi il potenziamento della dotazione di unità operative, servizi, specialistiche e attività diagnostiche  in ciascun presidio ospedaliero per soddisfare i bisogni sanitari del territorio e supportare un adeguato sistema di emergenza urgenza. Il tema dell’edilizia ospedaliera (nuovo Ospedale unico) deve necessariamente essere collegata ad un progetto futuro di sanità di  territorio più ampio, che risponda effettivamente alle problematiche attuali tenendo conto: -  dei tempi di realizzazione, anche considerando le infrastrutture e il sistema di contorno; - della definizione dei livelli di specializzazioni previsti - delle risorse economiche necessarie, tenendo conto anche di future spese legate ai project financing che sottraggono fondi per il personale e le attrezzature. - del rapporto attuale e futuro con i due ospedali esistenti rimodulando l’intera assistenza ospedaliera secondo logiche di integrazione a partire dalla riorganizzare del sistema dell’emergenza/urgenza tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Inoltre le scelte degli assetti organizzativi su ospedale, territorio e prevenzione richiedono approfondire e valutare il rapporto pubblico/privato dato che nel nostro territorio insiste la metà della sanità privata della Regione e che quindi non può avere ulteriore spazio. Ciò significa stoppare le continue esternalizzazioni dei servizi sanitari in termini sia economici, valutando se questi appalti non si traducano in un aggravio di costi piuttosto che in un risparmio, sia di integrazione e non di mera sostituzione. Prevedere soprattutto il necessario potenziamento dei controlli pubblici in merito ai LEA delle prestazioni.   PREVENZIONE Particolare attenzione va posta al sistema della prevenzione (infortuni e malattie professionali, alimentare, di salute pubblica e veterinaria) come livello assistenziale rispetto al quale garantire efficacia dei servizi e degli operatori con le risorse necessarie e previste, applicando anche specifici accordi e/o protocolli d'intesa esistenti. Garantire risorse e personale è priorità assoluta per presidiare in particolare i servizi di prevenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a maggior ragione in quei territori come il nostro colpiti dal sisma e interessati dall'attivita dei cantieri.   LISTE ATTESA e  PRONTO SOCCORSO La qualità del nostro sistema sanitario pubblico si valuta anche in relazione alle liste d’attesa rispetto alle quali esistono ancora gravi carenze che necessitano di essere affrontate con urgenza, sia attraverso l’utilizzo degli impianti H24 sia attraverso assunzioni mirate a tempo determinato o, in subordine,  con il ricorso a prestazioni di orari extraistituzionali affinché si possano abbattere i picchi di utenza e ridurre drasticamente  il ricorso al privato. Un altro elemento importante è rappresentato dall’opportunità di rendere maggiormente trasparente il sistema delle prenotazioni. La nostra richiesta scaturisce dal sempre maggior numero di segnalazioni che vengono fatte al sindacato relativamente alla chiusura delle liste di prenotazione ed ai disagi che ne conseguono per gli utenti. Non possiamo tacere la grave situazione che si verifica ogni anno nel periodo estivo, dovuta alla cronica carenza di personale sanitario, né il problema delle lunghe attese al Pronto Soccorso, inaccettabili per i cittadini, e che devono essere opportunamente valutate attraverso una diversa organizzazione del servizio.   PERSONALE La qualità del sistema sanitario pubblico Area Vasta 5 deve avere come fulcro fondamentale le politiche attuate nei confronti del personale che richiedono stabilizzazione dei  precari, ripartizione dei carichi di lavoro, distribuzione degli orari e investimenti. -        RIDEFINIZIONE DELLE DOTAZIONI ORGANICHE CON    L'INSERIMENTO          ANCHE DEL CRITERIO DELLA QUANTITA'      DEI   SERVIZI EROGATI, PRESCINDENDO DALLA SPESA     STORICA. Le dotazioni organiche dovrebbero essere definite sulla base della complessità assistenziale e dei posti letto, ma questi criteri non vengono assolutamente utilizzati equamente nelle varie realtà territoriali in quanto condizionati dalla spesa storica. Considerato, inoltre, che la mobilità attiva comporta un sostanziale aggravio dei carichi di lavoro e la mobilità passiva, al contrario, uno sgravio degli stessi carichi, appare indispensabile aggiungere tra i criteri per la definizione di dette dotazioni organiche anche quello dell'entità delle prestazioni e dei servizi erogati. -        RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI RECLUTAMENTO DEL    PERSONALE ANCHE MANTENENDO L'ATTUALE        ORGANIZZAZIONE SU BASE REGIONALE, REALIZZANDO,   PERO', SOTTOGRADUATORIE PER SINGOLE AREE VASTE. L'attuale organizzazione del sistema di reclutamento attraverso concorsi unici regionali, con unica graduatoria, è fonte di incessanti richieste di mobilità intra-ASUR; paradossali disfunzioni organizzative in quanto il candidato residente a Pesaro può essere chiamato a prestare attività lavorativa ad Ascoli e viceversa con la conseguente sostanziale impossibilità di effettuare la mobilità per interscambio; insormontabili difficoltà da parte delle Aree Vaste di utilizzo delle graduatorie sulla base delle richieste territoriali. Inoltre l’Area Vasta 5 risulta essere poco "appetibile" dal punto di vista lavorativo se le opportunità lavorative sono rappresentate spesso da contratti a tempo determinato di breve durata. -        RIEQUILIBRIO DI  TUTTI I FONDI DEL COMPARTO E DELLA    DIRIGENZA DETERMINATI IN MODO DIFFERENZIATO      DALLE SINGOLE EX ZONE. La determinazione su base storica dei fondi in relazione alle specifiche situazioni delle singole Zone, hanno comportato e continuano a comportare una inaccettabile disparità di trattamento tra dipendenti che svolgono le medesime funzioni. Tale disparità non solo emerge macroscopicamente tra tutti i  dipendenti delle diverse Aree Vaste ma, per quanto riguarda la dirigenza SPTA, sussiste tra dipendenti provenienti dalle diverse Zone della stessa Area Vasta. In merito risulta assolutamente non più procrastinabile l'unificazione dei fondi dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale ovvero, in alternativa, il riallineamento degli stessi fondi. Le OO.SS. Confederali e di Categoria infine reputano non procrastinabile un riequilibrio basato anche sulle entrate della Mobilità Attiva, che crea ulteriore lavoro per gli operatori dell'A.V. 5, ma che non ricade affatto come beneficio sulla formazione del Budget disponibile, andando a sanare parte della Mobilità Passiva di altre AA. VV, a cui si aggiunge il riequilibrio di cui in premessa sul costo del personale e il risanamento dello sforamento, per gli anni 2015/2017, dei fondi contrattuali (ex fondo disagio) per complessivi 950.000.     CGIL Ascoli Piceno            SPI CGIL Ascoli Piceno      FP CGIL Ascoli Piceno     CISL Ascoli Piceno             CISL FNP Ascoli Piceno    CISL FP Ascoli Piceno  UIL Ascoli Piceno               UILP UIL Ascoli Piceno     UIL FPL Ascoli Piceno
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19/07/2019 Attivo delegati Femca Cisl Marche: competenza e mentalità partecipativa
19/07/2019 a Fermo, presso la sede Cisl, in sessione formativa, i Delegati Femca Marche al lavoro per approfondimenti volti ad aumentare competenza e senso di partecipazione.Con noi i colleghi dei servizi Cisl, dell'ufficio vertenze ed Inas, si parla di: lettura buste paghe: approfondimenti e specializzazione dei delegati; nuova procedura sugli assegni per il nucleo famigliare; detrazioni famigliari, incidenza sulla busta paga; evoluzioni trattative Contratti Nazionali di Lavoro. Abbiamo il privilegio di avere delegati motivati, a noi spetta il compito di offrire gli strumenti giusti per la loro crescita, per la realizzazione partecipativa. L'obiettivo è portare la conoscenza nei luoghi di lavoro, tra tutti i nostri associati, tra tutti quei lavoratori che per difficoltà, imbarazzo o pigrizia non riescono ad avere accesso alle informazioni che possono cambiare la percezione dello Stato Sociale. #noicislsiamo #facciamorete #femcacislmarche c'è!  
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28/06/2019 Welfare moda: prosegue l'informazione itinerante
 Il sistema “WELFARE MODA” è raddoppiato: a PREVIMODA si è aggiunto SANIMODA, il fondo di assistenza sanitaria integrativa per l’industria della moda, ma non tutti lo sanno!  Il Welfare integrativo per i dipendenti del settore Moda si amplia e si struttura con l’avvio di SANIMODA, ad affiancare il consolidato fondo pensionistico complementare PREVIMODA. Prosegue incessante la fase di assemblee aziendali per far conoscere le opportunità concrete, frutto delle conquiste contrattuali-sindacali. Chiunque volesse informazioni in merito ci contatti ...
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28/05/2019 fondo di previdenza complementare Fondo Gomma Plastica: si vota, Femca Cisl
Nei giorni 12 e 13 giugno 2019 si vota per il rinnovo dei componenti dell’Assemblea dei delegati del fondo di previdenza complementare Fondo Gomma Plastica, a cui aderiscono le lavoratrici e i lavoratori dei settori gomma, cavi elettrici, materie plastiche e affini. Il fondo nasce dalla contrattazione nazionale a cui la Femca Cisl partecipa e dà impulso, con lo scopo di garantire un futuro previdenziale dignitoso agli aderenti e alle loro famiglie. L’Assemblea dei delegati rappresenta i lavoratori iscritti al fondo, delibera sul bilancio annuale, partecipa all’elezione del Consiglio di Amministrazione e del Consiglio dei Sindaci e definisce assieme ad esso l’indirizzo generale delle attività del fondo. Il tuo contributo è perciò essenziale! Come si vota Nelle imprese con più di 10 iscritti al fondo, si potrà esprimere il proprio voto presso i seggi aziendali dedicati, contrassegnando la lista prescelta sulla scheda elettorale nei giorni di mercoledì 12 e giovedì 13 giugno 2019. Nelle imprese con meno di 10 iscritti al fondo, sarà possibile votare online dalle ore 8 di lunedì 10 alle ore 24 di venerdì 14 giugno 2019 accedendo alla propria area personale sul sito www.fondogommaplastica.it. Nelle aziende con complessità organizzative (es. lavoro su turni), possono essere estese le operazioni di voto nell’arco temporale che va dal 10 giugno al giorno 14 giugno 2019. Perché votare Femca Cisl? Pionieri nel welfare: abbiamo voluto i fondi complementari prima di tutti e più di tutti, giocando un ruolo attivo e promotore nella loro istituzione; Responsabilità, trasparenza, competenza: il nostro impegno è la tutela del lavoratore e del suo risparmio nella governance dei fondi; Diamo valore al lavoro e al benessere delle persone e delle loro famiglie; Non ci accontentiamo: il nostro costante obiettivo è quello di allargare le tutele a tutti i lavoratori; Sempre presenti: offriamo assistenza continua e informazione agli iscritti. #VotaFemcaCisl
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16/05/2019 Sisma, Cgil Cisl Uil: sbloccare la ricostruzione
A quasi tre anni dagli eventi sismici del 2016 che hanno cambiato il futuro del 42% del territorio regionale, ci troviamo a dover registrare il permanere di profonde difficoltà. Affrontare con forza, coraggio e decisione questi persistenti disagi costituisce un’esigenza imprescindibile per il futuro di tutta la regione Marche. Come CGIL, CISL, UIL vogliamo tornare ad evidenziare alcune questioni cruciali che attendono risposte immediate per dare oggi una prospettiva di futuro ai territori coinvolti e rendere sostenibile e di qualità la vita quotidiana delle popolazioni colpite. A quasi tre anni dalla prime scosse, la ricostruzione è quasi drammaticamente ferma, con la presentazione all’Ufficio Speciale di circa 5.000 domande, sulle oltre 38.000 attese; e di queste solo il 4% sono state approvate. Sbloccare la ricostruzione è allora l’urgenza prioritaria per pensare il futuro. A tal fine è necessario un confronto aperto e trasparente tra tutti i soggetti coinvolti (professionisti, organizzazioni di categoria, enti locali e Regione, USR, Commissario) che individui con chiarezza i “colli di bottiglia” che bloccano la ricostruzione e identifichi le procedure da snellire e gli strumenti per incentivare la presentazione delle pratiche e contenere al massimo gli “accolli” a carico dei proprietari. La stabilizzazione e l’incremento del personale assunto presso gli enti locali e l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione costituiscono precondizioni imprescindibili dell’accelerazione. Si può e si deve semplificare, ma senza pregiudicare la tutela del lavoro e della legalità nei cantieri: per questo chiediamo che venga accantonata la corsa al massimo ribasso che caratterizza lo “Sblocca-cantieri” e che rischia solo di favorire illegalità e infiltrazioni criminali e sia data immediata applicazione a strumenti di tutela del lavoro imprescindibili come il DURC per congruità e il settimanale di cantiere. Nell’immediato è necessario che il Governo dia un messaggio certo e definitivo su alcune agevolazioni fiscali: in particolare sulla c.d. “busta paga pesante” continuiamo a chiedere parità di trattamento con altri eventi sismici e quindi dilazione dell’avvio della restituzione e riduzione della quota da restituire. Sempre nell'immediato non sono più rimandabili alcuni interventi di qualificazione della vita nelle SAE: Protezione Civile, Regione ed enti locali devono trovare quanto prima la quadra per attivare l’assistenza tecnica per i guasti e rendere pienamente operativa la garanzia che sarebbe anche da estendere per tutta la durata della ricostruzione. Non possiamo accettare arretramenti sul livello dei servizi essenziali nei territori colpiti. Va garantita la piena capillarità dei servizi di prossimità (in particolare medici di base e farmacie); servizi scolastici, servizi socio-sanitari e trasporti pubblici sono essenziali per il rientro e il radicamento delle popolazioni: classi, organici, presidi e linee devono essere mantenuti e al contempo le amministrazioni locali devono avere il coraggio di ripensare tutti i servizi con integrazioni sovracomunali per qualificarli e renderli adeguati alle esigenze del territorio. Va inoltre sostenuta, con particolare riguardo, la rete delle piccole attività economiche da considerare anch’esse di pubblica utilità per le comunità locali (esercizi pubblici, artigianato di servizio ecc.). Alla Regione Marche chiediamo capacità di ascolto e di dialogo, più trasparenza e informazione rispetto alle scelte politiche che ricadono sulla vita del territorio e vera partecipazione delle comunità locali all’assunzione di queste scelte. Per questo abbiamo voluto il “Patto per lo sviluppo”, per costruire una cabina di regia partecipata dai territori e dalle comunità alla gestione della rigenerazione post sisma e delle connesse risorse. La Giunta regionale è la prima firmataria del Patto ed ora non può tirarsi indietro rispetto alla sua piena applicazione: chiediamo che vengano immediatamente attivati i tavoli territoriali previsti dal Patto stesso come luogo di partecipazione e coinvolgimento delle comunità locali. Le Marche ferite dal sisma hanno bisogno di soggetti sociali credibili e radicati nel territorio che esercitino un ruolo di ascolto e rappresentanza. Per questo come organizzazioni sindacali  non cesseremo di incalzare tutte le istituzioni per ottenere risposte e soluzioni ai bisogni dei territori e rimarremo sempre aperti al confronto e al dialogo con tutti i soggetti sociali che con noi condividono la preoccupazione per il futuro delle aree colpite dal sisma.
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01/04/2019 Precari sisma, Cisl Fp Marche servono risposte
La Cisl Fp Marche ha avviato una campagna di ascolto delle lavoratrici e  lavoratori assunti a  tempo determinato presso  gli Enti Locali e  gli Uffici Speciali per la ricostruzione.   Mercoledì 3 aprile, ore 15,00 presso l’Auditorium della ASSM di Tolentino (MC), via Roma 36,  incontro con tutti i dipendenti delle autonomie locali colpite dal sisma .  « Non si possono più tollerare le condizioni di confusione generalizzata nelle quali versano i rapporti di lavoro dei tecnici ed amministrativi e degli addetti degli enti locali assunti a seguito dell’emergenza sismica. – affermano Luca Talevi, Segretario Generale Cisl Fp Marche e il Responsabile di Macerata della Cisl Fp Marche, Alessandro Moretti –  Abbiamo scritto al Senatore Crimi, al Commissario straordinario per la ricostruzione Farabollini e all’ Assessore regionale Sciapichetti: va aperto  quanto  prima un Tavolo di Confronto  per fare chiarezza sulle condizioni  di part-time e full time.  Vogliamo risposte  sul futuro di quelle figure professionali indispensabili alla corrente fase emergenziale  ma ancor più in  quella di ricostruzione».
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07/01/2019 Restituzione Busta paga pesante: scadenza prorogata a Giugno 2019
La legge di bilancio 2019 ha prorogato  al 1 giugno 2019 l'inizio della restituzione della busta paga pesante e aumentato a 120 le rate.
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12/12/2018 Restituzione Busta paga pesante: scadenza al 16 gennaio 2019
Prevista per il  16 gennaio 2019  la scadenza per l’avvio della restituzione delle ritenute IRPEF sospese attraverso la cosiddetta “busta paga pesante” .  A seguito della  campagna di raccolta firme  promossa, lo  scorso maggio, dalla Cisl Marche,  è stato adottato il provvedimento che disciplina le modalità di restituzione delle ritenute IRPEF sospese prevedendo che: - potrà avvenire in unica soluzione entro il 16 gennaio 2019 ovvero, a scelta dell'interessato, mediante rateizzazione fino a un massimo di 60 rate mensili di pari importo, a decorrere dal 16 gennaio 2019; - su richiesta del lavoratore dipendente subordinato o assimilato la ritenuta potrà essere operata anche dal sostituto d'imposta; -  è possibile richiedere la rateizzazione anche nei casi in cui il beneficiario abbia visto cessare il rapporto di lavoro, revocato la richiesta di sospensione IRPEF nel corso della durata del beneficio o sia deceduto; -  l'insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate o dell'unica rata comporta l'iscrizione a ruolo degli importi non versati, salva la possibilità di ravvedimento operoso. Al 12 dicembre 2018 non risulta ancora adottato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate contenente le istruzioni operative di dettaglio per la restituzione delle ritenute IRPEF sospese. Su questo  si fa  presente che alcuni sostituti d’imposta hanno trasmesso ai lavoratori moduli con cui esprimere la propria volontà di restituzione mediante trattenuta rateale sullo stipendio e indicare contestualmente il numero di rate scelto (è il caso dei comparti della PA amministrati dalla Ragioneria dello Stato, delle Aree Vaste o di alcune singole aziende private). In tutti gli altri casi in cui ciò non è avvenuto la Cisl Marche mette a disposizione dei lavoratori e dei pensionati dei moduli adeguati per poter esercitare, qualora volessero, il loro diritto previsto dalla norma di richiedere al proprio sostituto d’imposta di operare la trattenuta rateale di restituzione dell’IRPEF sospesa.   Si allegano: modulo di richiesta di rateizzazione sullo stipendio per lavoratori dipendenti da trasmettere al sostituto d’imposta; modulo di richiesta di rateizzazione sulla pensione per pensionati da trasmettere all’INPS competente per territorio; volantino di sintesi delle informazioni necessarie per la diffusione nei luoghi di lavoro  
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