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AST Territoriale Pesaro

Responsabile: ANDREOLINI MAURIZIO
Email: maurizio.andreolini@cisl.it
Via Romagna, 74 - 61011 Gabicce Mare
CAF CISL: 0721638101
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FNP
08:30-12:30
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INAS -
15:00-18:00
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Via Porta Rimini, 11 - 61121 Pesaro
ADICONSUM: 0721370104
ANOLF: 0721380511
CAF CISL: 0721638101
CISL SCUOLA: 072135604
COLF BADANTI: 072165403
FILCA: 3406892461
FISASCAT: 0721 31742
SICET: 0721370104
SUCCESSIONI: 0721638094
VERTENZE: 0721380511
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
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ANOLF
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CAF CISL
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CISL SCUOLA
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COLF BADANTI
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FISASCAT (UFFICIO VERTENZE)
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SUCCESSIONI
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VERTENZE
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* su appuntamento
Via del Cinema 5/13 - Celletta - 61122 Pesaro
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
IAL
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09:00-12:30
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Via Nazionale 112/h, Bottega - 61022 Vallefoglia
ANOLF: 0721498446
CAF CISL: 0721498446
FEMCA: 0721498446
FILCA: 3203715561
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF - - - -
15:30-18:30 *
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CAF CISL
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FIM
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Le ultime notizie

14/03/2019 Area Vasta 1: Ancora disservizi per prenotare da telefono le prestazioni sanitarie
Continuano i troppi disservizi per i cittadini dell’Area Vasta 1.  Le notizie di stampa di questi giorni sulla situazione del sistema sanitario nel territorio dell’ Area Vasta 1 evidenziano, se ancora ce ne fosse bisogno, le contraddizioni che ripetutamente, come CGIL CISL territoriali, abbiamo denunciato nel corso di questi anni.  È sempre più manifesto il disagio ripetuto e continuo di coloro che dovendo prenotare prestazioni presso le strutture Sanitarie di MARCHE NORD, si devono recare personalmente allo sportello.  Motivo dichiarato, sembra da autorevoli dirigenti dell’area specialistica ambulatoriale, che dal CUP non si possa prenotare in quanto l’Azienda sta procedendo a realizzare alcune modifiche nelle agende di prenotazione, necessarie a garantire l’adeguatezza dei quesiti diagnostici.  Preso atto delle motivazioni di tale criticità di natura tecnica, chiediamo come sia possibile che la prenotazione debba avvenire, per alcune prestazioni, necessariamente con la presenza fisica del paziente e non già per il tramite del servizio CUP.  Stranezze, a nostro modesto parere poco logiche, visto l’ampia dotazione di tecnologia oggi a disposizione. Non ci si rende conto dei disagi a cui vengono sottoposti i pazienti, senza considerare il rischio reale delle complicazioni mediche, dal momento che gli stessi dirigenti riconoscono che le modifiche riguardano particolarmente le discipline e prestazioni più complesse. È ben strano che nelle Marche del 2019, per prenotare un esame non si possa  usare il telefono ma occorra recarsi di persona allo sportello affrontando anche percorsi stradali consistenti vista l’ampiezza del nostro territorio.  CGIL CISL di Pesaro Urbino invitano l’assessore alla sanità nonché Presidente Regione e i dirigenti di Marche nord ad accertare le responsabilità ed a provvedere immediatamente all’attivazione di un servizio pubblico fondamentale come le prenotazioni sanitarie, per tutte le prestazioni, tramite Cup. Chiediamo inoltre una maggiore semplificazione anche per il ritiro dei referti ed evitare ai cittadini inutili viaggi ai reparti.  CGIL CISL considerano la SANITA’ PUBBLICA, un bene imprescindibile da difendere e tutelare nella sua integrità organizzativa e di servizio alla popolazione e su cui continuerà, coinvolgendo anche le articolazioni categoriali, nel prosieguo della battaglia per la difesa di un sistema sanitario, moderno, funzionale ed in grado di rispondere ai bisogni del territorio.  Per queste ragioni, sollecitiamo il potenziamento dei territori rafforzando i servizi distrettuali, la rete dell’emergenza urgenza e la prevenzione sanitaria.
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14/01/2019 Ferrovia Fano - Urbino: dare credibilità alle proposte di rilancio del territorio
Si susseguono le prese di posizione e le proposte in merito alla riattivazione della tratta ferroviaria Fano - Urbino alla luce anche del suo inserimento tra le ferrovie turistiche da rilanciare, come previsto dalla legge approvata dal Parlamento Italiano n. 128/17. Il Consiglio comunale di Fossombrone, l’Associazione Val Metauro e, per ultima, Confcommercio, circa il  riutilizzo temporaneo a fini turistici come “ferrociclo” (in attesa della definizione), vanno tutti nello stesso senso: riattivare al più presto la ferrovia Fano - Urbino. La proposta di Confcommercio non ci sembra sia da condannare, visto che si inserisce nella linea della destinazione d’uso ferroviaria e non segue le intenzioni della Regione Marche di  farne un sedime  per ciclismo da diporto. Tutte queste proposte, per quanto anche condivisibili, a nostro modo di vedere ci sembrano di respiro parziale e scollegato da una azione univoca. Come Cisl Pesaro – Fano - Urbino, ci battiamo da tempo per la riattivazione della tratta ferroviaria. A volte in solitudine, sosteniamo l’importanza strategica dell’intero sistema viario (Superstrada Fano - Grosseto, completamento galleria Guinza, Tratta Pesaro - Urbino, Pedemontana, Ferrovia Fano - Urbino, ecc.), in quanto infrastrutture essenziali e vitali per l’economia provinciale. In tempi in cui le scelte del Ministero delle infrastrutture sono orientate più verso concetti di  retroguardia che al reale fabbisogno infrastrutturale del Paese, seguire percorsi che puntano a salvaguardare il distinguo del particolare e non dell’esigenza collettiva, ci sembra tanto la scusa che si offre a chi deve decidere, per non farlo mai. Con il completamento della Quadrilatero a sud e il rafforzamento della E45 Orte - Ravenna a nord,  la provincia di Pesaro Urbino rischia concretamente un pesante isolamento sia per i flussi turistici che per lo sviluppo socio economico, non solo delle aree interne, ma anche di quelle costiere. Come Cisl, siamo convinti che non si può prescindere dal principio che la realizzazione di infrastrutture viarie o del trasporto hanno un’importanza vitale per l’intera economia  provinciale. Senza la concreta definizione primaria di quale modello di sviluppo socio-economico si vuol dare al territorio provinciale (partendo dalla valorizzazione delle esperienze distrettuali, dalla eccellenze agro-alimentari, compresa l’integrazione tra costa e aree interne), si rischia che l’importanza di tali opere si infranga contro il mancato interesse ministeriale e l’esiguità delle risorse disponibili. Per queste ragioni, siamo convinti che bisogna abbandonare la strada delle proposte ad uso e consumo localistiche, mentre va fatto uno sforzo di sintesi  sull’unicità ed importanza delle scelte collettive. Occorre un tavolo di confronto, magari promosso dalla stessa Provincia e dalle Istituzioni locali, per rendere la richiesta dell’intero territorio di forte credibilità verso le Istituzioni centrali.
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05/11/2018 Edilizia, mancati pagamenti di retribuzioni e versamenti alla cassa edile. Filca Cisl Marche: " Servono più controlli"
  Nel settore dell'edilizia, sta diventando una questione sempre più seria «il problema dei mancati pagamenti delle retribuzioni ai lavoratori e dei mancati versamenti alla cassa edile che ne impediscono l’erogazione delle prestazioni ai lavoratori stessi ed alle imprese. - afferma Paolo Ferri, Segretario regionale Filca Cisl Marche - Ovviamente non tutte le aziende sono inadempienti, anzi la maggior parte sono regolari e subiscono di conseguenza la sleale concorrenza di chi non paga il dovuto sia ai dipendenti che le casse edili di pertinenza. - sottolinea Ferri -  Il lavoratore, a differenza della cassa edile che si attiva per il recupero del dovuto in maniera autonoma, sempre più spesso non vuole far emergere il suo disagio per il tardivo e/o mancato pagamento delle retribuzioni per paura di perdere il posto di lavoro e, vista la profonda crisi del settore, di non riuscire più a trovare occupazione. -  continua -  Arrivano nei  nostri uffici tante lamentele di lavoratori che si trovano con varie mensilità arretrate e/o con il mancato rilascio dei cedolini paga ma quando consigliamo loro di attivare le procedure di recupero salari, il più delle volte decidono di non procedere.»  Come  FILCA CISL MARCHE  «chiediamo, con  fiducia, agli organi preposti del controllo sul territorio, che dispongono di mezzi,anche normativi, di intensificare i controlli, oltre alle visite ispettive già fatte in materia di sicurezza e sulla documentazione di cantiere, anche sul “caso retribuzioni”. - rilancia Paolo Ferri - Perchè troppo spesso ci troviamo a non poter assistere come vorremmo i nostri lavoratori non potendo di fatto agire,vista l’assenza di mandato a procedere ben preciso.  -  conclude  Ferri - Dobbiamo, nostro malgrado, assistere i nostri associati il più delle volte solamente con consigli, invitandoli comunque ad attivarsi, perchè comprendiamo il loro timore di perdere il lavoro e con esso la speranza di riuscire a portare a casa il salario necessario al sostentamento delle loro famiglie.»            
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22/10/2018 Spopolamento delle aree interne: la proposta della Cisl
I responsabili della Cisl di Pesaro, Fano e Urbino esprimono forte preoccupazione per lo spopolamento di centri storici nelle aree interne ed in particolare del territorio di Cagli e lanciano l’allarme per il rischio concreto che la dismissione e la chiusura di uffici e servizi essenziali quali, filiali di banca, farmacie e uffici postali,  già segnalato, nei giorni scorsi, dalla Slp, il sindacato dei postali della Cisl, penalizzano in particolare gli anziani e le poche famiglie che con coraggio, o per forza, scelgono di restare.   Non si può parlare di sviluppo delle aree interne se poi Comuni, Unioni Montane e la stessa Regione, non fanno nulla per arginare un fenomeno di smantellamento del sistema economico. La Cisl, da tempo, ha chiesto anche di avviare un confronto e una verifica sulla implementazione delle misure previste dal Progetto Aree interne che utilizzando fondi europei hanno come mission la rivitalizzazione proprio delle aree interne, per fare il punto sui progetti e sulle misure avviate.     Non servono uffici postali aperti uno o due giorni al mese, ad esempio, solo per dimostrare  di aver ottemperato a disposizioni di legge, ma per i responsabili della Cisl di Pesaro, Fano, Urbino e della Slp Cisl Marche, serve un vero progetto di sviluppo civile che crei e valorizzi i beni comuni, opportunamente sostenuto dalle istituzioni locali, regionali, nazionali e dalle imprese private, come Poste, che in considerazione della capacità dimostrata di diversificazione dell’attività caratteristica, potrebbero diventare il vero presidio pubblico nei piccoli centri comunali interessati dal fenomeno di spopolamento, offrendo oltre alle attività postali, e finanziarie, anche altre, farmaceutici e tutti gli altri servizi essenziali alla vita di una comunità, in una sintesi virtuosa di mercato e servizio pubblico.   Una proposta utile a rivitalizzare le aree interne del Paese ed in particolare della provincia di Pesaro Urbino, sempre più interessata da fenomeni di invecchiamento, spopolamento e quindi abbandono e degrado. Resta comunque auspicabile che la Regione e le comunità locali, avviino con celerità e serietà una riflessione sul recupero delle aree interne e dei suoi abitanti, ormai non più rinviabile.      AST CISL PESARO FANO URBINO                           SLP CISL MARCHE M. ANDREOLINI – G. GIOVANELLI -L. PICCINNO                                 D.DOMINICI
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14/10/2018 Trasporti: l’annosa carenza di collegamenti frena la ripresa
Si ripresenta puntuale con l’avvio di ogni anno scolastico l’annoso problema dei trasporti nella provincia di Pesaro e Urbino. Difficoltà nel sistema interno ma anche nei collegamenti con il resto del Paese e del mondo. Dalla superstrada Fano-Grosseto, alla rete ferroviaria,  ai collegamenti con aeroporti, oltre al problema delle  strade colabrodo con scarsa manutenzione, sono  ad oggi le maggiori criticità.  Deficitari sono i collegamenti con i centri abitati dell’entroterra e delle aree interne: trasporto pubblico assente nei giorni festivi e in talune zone dell’ entroterra dove rimane veramente difficile spostarsi con mezzi pubblici. Sarebbe invece opportuno utilizzare navette di collegamento più agili e con costi di gestione ridotti invece  di pullman da 50 posti. A 11 anni di distanza dall’ultima assegnazione dei servizi, vediamo nella prossima gara regionale l’opportunità per ridisegnare il sistema del trasporto pubblico locale nella nostra provincia. Auspichiamo che nei tempi più rapidi possibili si chiarisca la questione relativa ai  costi standard, in modo tale da poter attualizzare sia il servizio urbano che quello extraurbano. È fondamentale ridistribuire il chilometraggio del servizio e, a tal fine, chiediamo incontri con i Comuni di Pesaro, Fano e Urbino e con la Provincia, per discutere un progetto integrato che valorizzi il territorio: la Cisl intende essere protagonista di questo processo di rinnovamento. I collegamenti con gli aeroporti erano e restano, in modo imbarazzante, un tema inesistente e poco interessante verso un concreto sviluppo turistico della provincia che richiederebbe, primariamente, un efficiente ed efficace sistema viario in luogo di quello colabrodo risultato, nonostante il maquillage a macchia di leopardo recente, di anni di incurie, mancata manutenzione ed eventi calamitosi. In mezzo a questo quadro desolante restano i cittadini oberati da tasse, costi dei biglietti e disagi inenarrabili, mentre l’intera provincia e la stessa Regione Marche si ritrovano posizionate nella graduatoria di quei territori che faticano ad agganciare la ripresa e lo sviluppo. La CISL della provincia di Pesaro e Urbino e la CISL MARCHE lanciano un forte grido di allarme verso la Regione, ma anche verso tutte le forze sociali istituzionali, non ultimo l’intera opinione pubblica, perché senza un adeguato sistema di trasporti, moderno ed efficiente, l’aggancio alla ripresa economica ed alla crescita che l’Europa ed il mondo intero stanno vivendo, rischia di restare un lontano miraggio. CISL DI PESARO FANO URBINO                                      M. ANDREOLINI – G. GIOVANELLI – L. PICCINNO
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18/09/2018 Fit Cisl, siglato accordo per il premio di Risultato dei lavoratori del servizio accertamento imposte e riscossione coattiva di Aspes SpA a Pesaro
«Oggi pomeriggio, dopo una lunga trattativa che ha visto anche momenti di forte contrapposizione come la giornata di sciopero e la presenza di una delegazione di lavoratori al Consiglio Comunale di Pesaro, abbiamo sottoscritto l’accordo per il Premio di Risultato per i lavoratori del servizio accertamento imposte e riscossione coattiva di Aspes SpA.» afferma  con soddisfazione, Maurizio Andreolini in rappresentanza della Fit Cisl Marche.  L’accordo, valido per l’anno in corso, prevede tra l’altro la discussione entro il 30 aprile 2019 del PDR del prossimo anno, nonché la possibilità di valutare congiuntamente, nei prossimi mesi, anche l’applicazione di Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro diversi dal cimiteriale attualmente applicato.  « Un impegno importante assunto tra le parti negli incontri che si sono avvicendati- prosegue Andreolini -  è quello di discutere entro l’anno degli inquadramenti professionali in maniera tale che vengano adeguatamente riconosciute le professionalità dei singoli lavoratori.»  Soddisfatti i lavoratori, la Rappresentazna sindacale aziendale e tutta la  Cisl  per il risultato raggiunto «  ora auspichiamo che il positivo clima di confronto ottenuto possa essere mantenuto in futuro affinché il servizio accertamento imposte e riscossione coattiva di Aspes Spa possa continuare ad essere un punto di riferimento ed eccellenza per il territorio.»
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29/08/2018 Blocco "Fondo periferie", la Cisl di Pesaro aderisce alla mobilitazione del 1 settembre
  La Cisl  di Pesaro, dopo aver nei giorni scorsi espresso tutta la preoccupazione per le possibili conseguenze del taglio al “fondo periferie” ratificato dal Senato, aderisce alla mobilitazione di sabato 1 settembre, organizzata dai sindaci delle città capoluogo per far cambiare idea a governo e parlamento.    «Saremo presenti al presidio, annunciato dal Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci,  sotto il cavalcaferrovia, davanti al monumento alla Resistenza, adiacente ad un’area quella della stazione e via dell’Acquedotto, un luogo simbolo, che forse più di altri necessita di una riqualificazione. - afferma Maurizio Andreolini, responsabile della Cisl di Pesaro -  Come Cisl ribadiamo che queste risorse, già stanziate per progetti anche approvati, non solo sono necessarie per migliorare le qualità di vita dei residenti e più in generale di tutta la città, ma di certo sono, come tutti gli investimenti, un volano per l’occupazione di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro territorio. - continua - Siamo convinti che con l’impegno di concreto di tutti, a partire da tutte le forze politiche, ed in particolare dei parlamentari marchigiani, che hanno a cuore lo sviluppo delle nostre città si possa arrivare alla correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati. - conclude Andreolini - La città ha bisogno di progetti condivisi e diciamo inoltre all’ Amministrazione Comunale che NON bisogna fermarsi nell’impegno alla riqualificazione delle aree degradate delle periferie.»
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09/08/2018 Pesaro, tagliati oltre 11 milioni di euro dal " Fondo Periferie" Sindacati :" E' gravissimo, non bisogna fermare l'impegno per la riqualificazione delle aree degradate"
Le organizzazioni sindacali esprimono profonda contrarietà e preoccupazione per le possibili conseguenze del taglio al “fondo periferie” deciso dal Senato con un emendamento al Milleproroghe. Le conseguenze per la città di Pesaro sarebbero molto pesanti con una perdita secca di 11,2 milioni di euro, dallo Stato e la messa in discussione di opere già finanziati e con tanto di progetti esecutivi approvati, fondamentali per la riqualificazione urbana e lo sviluppo delle città. «Recuperare via dell’Acquedotto così come il parco 25 Aprile, riqualificare anche altre parti importanti della città, non solo è necessario per migliorare le qualità di vita dei residenti e più in generale di tutta la città, ma di certo è, come tutti gli investimenti, un volano per l’occupazione di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro territorio. - sottolineano Maurizio Andreolini, Cisl Pesaro e Simona Ricci, Cgil Pesaro -  Non ultimo tale provvedimento rischia di incrinare ancor più il vincolo fiduciario che deve necessariamente legare le Istituzioni fra loro in un momento tra l’altro assai delicato per il nostro Paese. Ora, visto lo stop registrato al Senato, chiediamo l’impegno concreto di tutte le forze politiche, ed in particolare dei parlamentari marchigiani, che hanno a cuore lo sviluppo delle città per la tempestiva correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati, -  concludono - e diciamo inoltre all’ Amministrazione Comunale che NON bisogna fermarsi nell’impegno alla riqualificazione delle aree degradate delle periferie.»    
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25/07/2018 Ferrovia Fano - Urbino: aprire a nuove proposte per lo sviluppo socio-economico del territorio
È singolare come nella Provincia di Pesaro Urbino, a fasi alterne, si torni a parlare di sviluppo socio-economico del territorio, ma sempre con visioni disarticolate e contrapposte. È quanto sta succedendo in questi giorni con il risveglio dell’interesse sulla nota vicenda della tratta di ferrovia, da lungo tempo dismessa, della Fano - Urbino.  «Il Vice presidente della Regione, Claudio Minardi, ritira fuori il fantasioso progetto di trasformarla in pista ciclabile - dichiarano Maurizio Andreolini, Giovanni Giovanelli e Leonardo Piccinno, responsabili della Cisl di Pesaro Fano e Urbino -. Un'operazione per rilanciare il turismo ciclistico e naturalistico in favore di non si capisce molto chi, tenuto conto che per portare masse di turisti ed appassionati occorre primariamente affrontare gli annosi temi del trasporto, dell’adeguamento del sistema stradale e, soprattutto, rendere noto  che la provincia di Pesaro Urbino è a caratterizzazione turistica e che la città di Urbino è patrimonio dell’UNESCO».  Dall’altro lato, l’Associazione Ferrovia Valle Metauro rilancia, come la Cisl e altri soggetti, il progetto del recupero della tratta ai fini turistici per valorizzarne percorso e territorio.  Il rilancio della ferrovia ai fini turistici è stata sancita anche da un provvedimento legislativo del precedente governo Gentiloni (che il Vice presidente ben conosce e dovrebbe anche ben sostenere), mentre la pur accattivante fascinazione ciclo-amatoriale non sembra rientrare in un organico progetto finalizzato a rilanciare un idea di sviluppo economico integrativo od alternativo al rilancio del tipico manifatturiero ancora non ripresosi dalla lunga crisi economica 2008-2018.  «A nostro avviso - continuano i responsabili della Cisl di Pesaro Fano Urbino - la domanda che dovrebbe preoccupare un alto esponente del governo regionale è come aprire, al di là dei desiderata,  a nuove proposte che tengano insieme opportunità e segmenti nuovi,  per dare a questa provincia, ancora penalizzata da scelte che non arrivano, soluzioni che attraverso un confronto serio con il mondo dell’università, dell’imprenditoria, delle parti sociali e del mondo dell’associazionismo, porti ad un vero piano di sviluppo poliennale. Come Cisl, rilanciamo la proposta di aprire un tavolo di confronto per avviare, finalmente, una fase costruttiva su come dovrà essere la provincia di Pesaro Urbino nel prossimo futuro e quale ruolo vuole svolgere per contribuire al rilancio dell’economia dell’intero Paese e della Regione Marche».
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21/07/2018 Aspes SpA di Pesaro demansiona i neo assunti e non riconosce premio risultato : i lavoratori intervengono al Consiglio Comunale
Una delegazione di lavoratori di Aspes SpA, del servizio accertamento imposte e riscossione coattiva, sarà presente e riconoscibile alla seduta del Consiglio Comunale del 23 luglio in cui si discuterà dell’affidamento della gestione in capo ad Aspes Spa dei servizi integrati di accertamento, riscossione, gestione dei tributi, delle entrate comunali e di riscossione coattiva per conto del Comune di Pesaro. E'  quanto deciso dall' assemblea dei lavoratori  giovedì 19 luglio scorso.« La decisione nasce dal fatto che l’azienda ha interrotto in maniera unilaterale e inaspettata dal mese di giugno, le trattative per il riconoscimento di un premio di risultato atto a compensare l’applicazione di un CCNL dei cimiteriali assolutamente non rispondente alle proprie specificità e il progressivo abbassamento dei livelli di inquadramento dei neo assunti. -  scrivono in una nota Maurizio Andreolini, Fit Cisl e i rappresentanti  sindacali aziendali  - Neanche la giornata di  sciopero del  12 luglio scorso,  con la piena adesione dei lavoratori, non è servita a riaprire le trattative. Abbiamo riscontrato, con amarezza - concludono  -  l’assenza di reazione da parte della direzione aziendale e del Comune di Pesaro, azionista di maggioranza con l’85% delle quote.»  Partecipando al Consiglio del 23 luglio, i dipendenti di Aspes spa intendono sollecitare nuovamente la ripresa delle trattative e, in occasione della discussione per il rinnovo dell’affidamento ad Aspes dei servizi, avere l’opportunità di un incontro congiunto con la direzione aziendale e il Comune di Pesaro in qualità di socio di maggioranza, portandone a conoscenza anche i membri del Consiglio.  
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