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AST Territoriale Pesaro

Via Romagna, 74

Sede di Gabicce Mare:

La sede rimarrà chiusa dal 02/08/2021 al 28/08/2021.
La sede resterà chiusa dal 2 agosto a 28 agosto. Per urgenze contattare la sede Cisl di Pesaro al 0721380511.
Via Romagna, 74 - 61011 Gabicce Mare
CAF CISL: 0721638101
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CAF CISL - - -
09:00-12:00
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FNP - - -
09:00-12:00
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INAS - - - -
09:00-12:00
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Via Porta Rimini, 11

Sede di Pesaro:

La sede rimarrà chiusa dal 09/08/2021 al 21/08/2021.
La sede sarà chiusa per le ferie estive dal 9 agosto al 21 agosto.
Via Porta Rimini, 11 - 61121 Pesaro
ADICONSUM: 0721370104
ANOLF: 0721380511
CAF CISL: 0721638101
CISL SCUOLA: 072135604
COLF BADANTI: 0721638101
FILCA: 3406892461
FISASCAT: 0721 31742
INAS: 072135523
SICET: 0721638101
SUCCESSIONI: 0721638101
VERTENZE: 0721380511
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ADICONSUM
09:00-12:00 [Sportello telefonico]
15:30-16:30 [Sportello telefonico]
09:00-12:00 [Sportello telefonico]
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ANOLF - -
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CAF CISL
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08:30-12:30 *
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CISL SCUOLA
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COLF BADANTI
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FISASCAT
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INAS
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SICET - -
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SUCCESSIONI
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VERTENZE
09:00-12:30
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09:00-12:00
* su appuntamento
IAL MARCHE sede di Pesaro- Via del Cinema 5/13 - Celletta

Sede di Pesaro:

La sede rimarrà chiusa dal 09/08/2021 al 21/08/2021.
Le sede rimarrà chiusa dal 9 agosto al 21 agosto.
IAL MARCHE sede di Pesaro- Via del Cinema 5/13 - Celletta - 61122 Pesaro
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
IAL
09:00-12:30
15:30-18:30
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VIA PORTA RIMINI 4 - 61121 Pesaro
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CAF CISL
08:30-12:30
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Via Nazionale 112/h, Bottega

Sede di Vallefoglia:

La sede rimarrà chiusa dal 09/08/2021 al 21/08/2021.
La sede resterà chiusa per le ferie estive dal 9 agosto al 21 agosto.
Via Nazionale 112/h, Bottega - 61022 Vallefoglia
FILCA: 3203715561
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
ANOLF - - - -
15:30-18:30 *
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CAF CISL
08:30-12:30
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08:30-12:30
FILCA - -
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FIM
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INAS
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15:30-18:30
09:00-12:00
* su appuntamento

Le ultime notizie

15/06/2021 Strutture socio-sanitarie private: Cgil Cisl e Uil chiedono convocazione alla Provincia di Pesaro-Urbino
Cgil, Cisl e Uil provinciali, con le rispettive categorie della funzione pubblica e dei pensionati, hanno appreso dalla stampa quotidiana della riunione con i sindaci del territorio promossa dalla Provincia e finalizzata alla presentazione di un progetto di uno studio di architettura e di ingegneria di Como per “Strutture socio sanitarie private per Alzheimer e demenze senili, hospice e centri diurni da realizzare nel prossimo triennio”. I sindacati hanno espresso «disappunto per le modalità con le quali abbiamo appreso della riunione, nonché dal rilevare l’importanza e la delicatezza del tema che verrà affrontato. Infatti sul punto esistono e sono già stati avviati in sede istituzionale con gli ambiti territoriali e con il servizio Politiche Sociali della Regione un percorso di promozione, confronto e programmazione, in applicazione di quanto previsto dalle linee guida di attuazione del Piano Sociale Regionale. Inoltre sono tutt’ora in corso appositi tavoli tecnici promossi dal Servizio Salute regionale e finalizzati al confronto e ridefinizione dell’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale». «Alla luce dei percorsi aperti tutti di carattere istituzionale, ai quali come organizzazioni sindacali siamo stati chiamati a dare un contributo attivo, appare ancora più grave e preoccupante non solo l’essere stati totalmente esclusi dalla mera informazione sul punto da parte della Provincia, (che per altro non ha delega ne competenze istituzionali sulle materie sanitarie), ma soprattutto che di temi così importanti nella vita di tante famiglie del nostro territorio ci si voglia affidare ad una progettualità esclusivamente privata e che non è il frutto di alcun percorso di condivisione con le tante realtà sociali e di rappresentanza del territorio» prosegue la nota di Cgil Cisl Uil provinciali. I sindacati hanno chiesto in una lettera al presidente della Provincia di Pesaro e Urbino di definire con urgenza una data nella quale incontrare le rappresentanze sindacali confederali con i rispettivi sindacati dei pensionati.  
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24/05/2021 Fermiamo la strage sui luoghi di lavoro: presidio a Pesaro per la salute e la sicurezza
Lunedì 24 maggio dalle 10.00 alle 12.30 in piazza del Popolo a Pesaro, CGIL CISL e UIL provinciali hanno organizzato un presidio a cui hanno partecipato  i Responsabili dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dei principali luoghi di lavoro della provincia. La manifestazione rientra nell’ambito della mobilitazione di carattere nazionale indetta dalle organizzazioni sindacali confederali, finalizzata a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica in merito alle morti sul lavoro, ai tanti infortuni e alle tematiche legate alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. «Anche nella nostra provincia i dati a nostra disposizione evidenziano quanto gli infortuni sul lavoro siano aumentati, sia su base regionale che provinciale. - sottolineano le Segrerterie di CGIL CISl e UIL della  Provincia di Pesaro e Urbino -  Da una analisi territoriale delle denunce rilevate nei primi tre mesi dell’anno 2021 rispetto al primo trimestre del 2020, si osserva che la regione Marche mostra un significativo aumento di 50 casi di infortunio, dato questo in controtendenza rispetto alle regioni del centro Italia, che vedono invece una diminuzione degli infortuni dello 0,38%. Preoccupante anche il dato delle denunce  di infortunio con esito mortale, che per il medesimo periodo evidenzia un aumento dei casi in quasi tutte le regioni del territorio nazionale. Anche sul fronte delle denunce di malattie professionali, la regione Marche è tra quelle regioni che si attestano su un incremento di queste fattispecie: l’incremento per la nostra regione è di 114 casi  in più.  Questi dati risultano ancor più gravi e preoccupanti considerata la consistente contrazione delle ore lavorate nella fase pandemica.» « Pertanto  chiediamo alle istituzioni e al mondo delle imprese - rilanciano le Segrerterie di CGIL CISl e UIL della  Provincia di Pesaro e Urbino -   di promuovere e sottoscrivere un vero e proprio “Patto per la Salute e la Sicurezza”, che preveda una riorganizzazione dei servizi di prevenzione ai quali destinare più risorse economiche; intensificare la quantità e la qualità delle ispezioni e dei controlli; istituire percorsi di formazione obbligatori su salute e sicurezza senza i quali deve diventare impossibile per le aziende l’impiego di maestranze non formate; riqualificare il lavoro in sicurezza anche dentro la contrattazione collettiva, rivedendo l’articolazione oraria, le turnazioni e l’organizzazione del lavoro.» Una delegazione di RLS e di rappresentanti sindacale, durante il presidio, è stata ricevuta dal Prefetto di Pesaro.    
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30/04/2021 Primo Maggio 2021, Rossi:” Sicurezza, dignità e qualità del lavoro, per il futuro sviluppo delle Marche"
“L’Italia sicura con il lavoro” è lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per la Festa delle lavoratrici e dei lavoratori perché la stretta combinazione di cura, sicurezza e lavoro  mantiene una stringente attualità. Ci troviamo, infatti,  anche quest’anno, come 12 mesi fa, a festeggiare il Primo Maggio, in un mondo pesantemente condizionato dalla pandemia Covid-19. Lo stato d’emergenza continua anche in questo avvio del 2021 ad influenzare le attività produttive, mettendo a rischio i posti di lavoro  e  a dura prova la tenuta, in termini di competitività, di molte imprese. Per questo è assolutamente necessario prorogare il blocco dei licenziamenti e sostenere il reddito di lavoratori ed imprese, interessati da una riduzione del lavoro, attraverso un adeguato finanziamento di ammortizzatori sociali e ristori. Una particolare attenzione va dedicata  in tal senso alle crisi aziendali conclamate  (Carrefour), annunciate ( Elica) e alle tante  dormienti. Nel complicato e delicato cammino verso una “nuova normalità” un ruolo essenziale lo gioca il piano di vaccinazione che speriamo arrivi presto a pieno regime e dopo aver garantito la copertura delle persone più anziane e fragili, possa essere  sviluppato anche attraverso interventi diretti sui luoghi di lavoro. In tal senso rappresenta un documento di grande rilievo il Protocollo nazionale firmato lo scorso 6 aprile che, sul solco degli accordi della primavera 2020 sulle misure anti-contagio, punta a regolare, in forma condivisa tra Istituzioni e parti sociali, queste fondamentali attività. Auspichiamo che si possa arrivare presto ad una sua declinazione operativa nella nostra regione. Nel contempo però bisogna cominciare a gettare i semi per un rilancio poderoso dell’economia delle Marche, nel segno dell’innovazione tecnologica e della  sostenibilità sociale ed ambientale,  aprendo una riflessione a tutto campo su come utilizzare al meglio le risorse disponibili, a partire da quelle ingenti collegate al Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e ai Fondi strutturali comunitari. Sia la transizione verde che quella digitale debbono vedere nella qualità del lavoro e nel potenziamento del welfare i punti centrali. Una qualità del lavoro che incorpori sicurezza, dignità  e regolarità retributiva, riduzione della precarizzazione, sviluppo della contrattazione - anche per le nuove forme come lo smart-working o nuove tipologie come i riders -  e superamento delle molteplici difficoltà che oggi penalizzano il lavoro delle donne  e dei giovani. Un welfare capace di dare solidità e vigore alla tutela di persone e famiglie attraverso un’articolata rete di servizi. Lo sviluppo infrastrutturale  e l’ammodernamento dei nostri sistemi produttivi, a partire da quello per le Marche ancora prevalente come il manifatturiero, per arrivare, passando per agricoltura, turismo e servizi, alla Pubblica Amministrazione, interessata da un Patto di valorizzazione di rilievo, come quello del 9 marzo scorso,   debbono essere accompagnati da investimenti importanti su Scuola, Sanità e Sociale, per favorire l’innalzamento del livello delle competenze e l’ inclusione sociale. Su tutti questi aspetti ci aspettiamo che la Regione apra al più presto una serrata fase di confronto. Perché il futuro delle Marche sta nel lavoro di qualità, nello sviluppo sostenibile, nel rafforzamento delle reti di welfare e questi obbiettivi non possono essere perseguiti efficacemente senza un’azione condivisa e responsabile di tutti i soggetti sociali, economici ed istituzionali, volta a favorire una rivitalizzazione armonica di tutti i territori, a cominciare da quelli colpiti dal sisma. Per arrivare a risultati tangibili sul piano di una maggiore equità e coesione sociale il lavoro va messo al centro anche di importanti riforme nazionali  come quella fiscale e quella previdenziale. Ma il Primo Maggio ci invita, ogni anno, ad allargare gli orizzonti del nostro pensiero e della nostra azione. Il lavoro va  valorizzato, dappertutto, come strumento per affermare la dignità e il valore delle persone, in un mondo che la pandemia ha mostrato molto più piccolo e interconnesso di quanto si pensasse.  Per questo la Cisl esprime tutta la sua solidarietà a  chi, in tutti i continenti,   lotta contro le discriminazioni e lo sfruttamento. A questi piccoli grandi eroi del nostro tempo, che  si battono con coraggio per  affermare i diritti di libertà, spesso fuori dalle luci della ribalta, va tutto il nostro appoggio e il nostro sentito ringraziamento.   Buon Primo Maggio a tutti!   Sauro Rossi Segretario Generale Cisl Marche     Corriere Adriatico - 01 Maggio 2021 Il Resto del Carlino - 01 Maggio 2021
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30/04/2021 Primo Maggio 2021 Cgil Cisl Uil Pesaro
Primo maggio 2021: l’Italia si cura con il lavoro! L’Italia si cura con il lavoro. Questo è lo slogan scelto da CGIL CISL UIL per il Primo maggio 2021, uno slogan evidentemente appropriato considerato lo stato di salute del nostro Paese. Un altro Primo maggio senza poter festeggiare insieme, un primo maggio che ci vede più stanchi e preoccupati di quanto lo eravamo nel precedente. Il nostro Paese, il nostro territorio si è scoperto malato; malato in senso stretto, vista la pressione che ha vissuto e vive il nostro servizio sanitario, viste le tante persone colpite dal virus ed i tanti che non ce l’hanno fatta e che il virus non ha risparmiato. Un Paese poi malato in senso più ampio visto l’ampio spettro dello stato d’animo collettivo che va dallo sconforto fino alla rabbia sociale che cresce, perché all’orizzonte le certezze sono poche e le prospettive sono ancora confuse. I numeri che ci parlano della condizione del lavoro sono impietosi: ben oltre 30.000 disoccupati nella nostra Provincia più altre migliaia di inoccupati che, sfiduciati, il lavoro non lo cercano più nemmeno. Il mondo del lavoro autonomo in crisi, interi settori produttivi al collasso e tante imprese che aspettano lo sblocco dei licenziamenti per “ristrutturarsi”. Non ci possiamo poi di certo dimenticare le difficoltà che hanno e stanno ancora affrontando le nuove generazioni che hanno visto sconvolti gli ultimi due anni scolastici prevalentemente svoltisi in “didattica a distanza”, modalità che non (gli) ha loro permesso di poter avere i giusti percorsi formativi e soprattutto di socialità, elementi cruciali per la loro crescita e che abbiamo il dovere di far loro recuperare. In questo contesto, come se non bastasse, gli investimenti, sia pubblici che privati, sono rimasti fermi al palo. Come curare il nostro Paese malato e il nostro territorio se non con il lavoro? Il lavoro, per CGIL CISL UIL, è e sarà la vera medicina che può curare le nostre ferite, un lavoro che dovrà essere ripensato e dovrà essere il più inclusivo possibile. Un lavoro che possa raffigurarci non più come singoli e soli, ma componenti di una comunità virtuosa e generativa di buone pratiche nonché di sussidiarietà e di solidarietà. Il lavoro che immaginiamo e che vorremmo dovrà vedere nell’ecologia economica il suo sviluppo e che possa proiettarsi ai prossimi decenni nella prospettiva della sua sostenibilità. In quest’ottica, abbiamo dunque innanzi tutto bisogno di infrastrutture sociali che curino le ferite che la pandemia ha inflitto al servizio sanitario e sociale e che siano le fondamenta su cui basare lo sviluppo in particolare dell’entroterra e che ci liberino dai condizionamenti negativi del calo demografico a cui sembriamo inevitabilmente destinati a fare i conti. E poi abbiamo bisogno delle infrastrutture digitali la cui fragilità abbiamo potuto toccare con mano specialmente in quest’ultimo anno; infrastrutture digitali che avvicinino l’entroterra alla costa e che diano uguali possibilità ai cittadini di relazionarsi ad esempio con la Pubblica Amministrazione e la Scuola; infrastrutture a servizio delle imprese e dei lavoratori che sempre di più avranno la possibilità di lavorare da casa, e per i quali avremmo la necessità di giungere al più presto ad una nuova regolamentazione di tutela. Infine, abbiamo bisogno di infrastrutture a supporto dell’economia circolare che ci garantiscano quantità sufficienti di energia rinnovabile, infrastrutture volte al recupero di materie prime, così come infrastrutture viarie che di fatto riducano la nostra impronta ambientale. L’Italia si cura con il lavoro e con una campagna vaccinale imponente che deve vedere protagonisti ancora una volta i lavoratori, in questo caso appartenenti al sistema sanitario, ed una sua organizzazione capillare che, dando la priorità a soggetti fragili ed anziani, possa raggiungere nel più breve tempo possibile tutti i luoghi di lavoro della nostra regione. D’altra parte, riteniamo di fondamentale importanza continuare a diffondere la cultura della sicurezza nelle aziende, ancora ad oggi “tasto dolente” visto l’alto numero di infortuni sul lavoro che si registrano ogni anno in Italia (nella nostra provincia), che significa in primis investire in prevenzione ed avere come priorità la salute delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno si recano nelle aziende ed ogni sera sperano di rientrare sani e salvi a casa dai propri cari. A tal proposito dobbiamo registrare una positiva convergenza su questo obbiettivo con le organizzazioni datoriali con le quali abbiamo un dialogo aperto. Insomma dobbiamo tornare ad essere un territorio “visionario” inteso come soggetto che immagina, desidera, lotta e lavora insieme per il proprio futuro sostenibile. La sfida è complessa ma sarà essenziale vincerla per il futuro di tutti noi. Il lavoro che ci attende sarà molto impegnativo ma anche estremamente importante, a partire dall’individuare i giusti contenuti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che sta per essere presentato in questi giorni alla Unione Europea. Ribadiamo dunque che solo con il lavoro, che deve essere al centro delle Politiche del Paese, si può curare l’Italia e si possono ricostruire le nostre Comunità. Buon Primo Maggio a tutti!   Roberto Rossini                                        Maurizio Andreolini                               Paolo Rossini (Cgil Pesaro)                                               (Cisl Pesaro)                                        (Uil Pesaro)
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28/04/2021 Raccolta rifiuti Primo Maggio per Aset e Marchemultiservizi, Sindacati :" La richiesta dei lavoratori di sospenderla è ragionevole"
«Anche quest’anno il primo maggio verrà effettuata la raccolta porta a porta dei rifiuti nei comuni serviti da Marche Multiservizi e Aset. - scrivono in una nota stampa Stefano Ovani della Fp Cgil e Maurizio Andreolini  della Fit Cisl - I calendari di raccolta prevedono che il servizio venga effettuato tutti i 365 giorni dell’anno. Noi siamo consapevoli che i nostri territori hanno una vocazione turistica, per questa ragione abbiamo sempre lavorato nelle domeniche estive e durante le festività infrasettimanali. I lavoratori interessati (anche quelli degli impianti di smaltimento che devono rimanere aperti) ci hanno chiesto di avanzare una sola richiesta ai sindaci del territorio che riteniamo assolutamente legittima e sosteniamo da tempo con forza: "Il 1 maggio, il 25 dicembre e il 1 gennaio la raccolta dei rifiuti non deve essere effettuata." Si può anticiparla o posticiparla alla domenica più vicina per non creare nessun disservizio e questo deve essere definito nei calendari di raccolta per il 2022. Riguarda solamente queste tre festività e nella maggior parte dell’Italia questo avviene.» «Ci sembra una richiesta ragionevole  che và nel verso di riconoscere a questi lavoratori un ruolo importante e dignitoso in un contesto così difficile come quello dei rifiuti e che non pregiudica la buona qualità del servizio che viene erogata.- sottolineano i sindacati di categoria - Naturalmente in queste giornate saranno garantiti i servizi essenziali e il servizio di reperibilità per urgenze. La richiesta è stata inoltrata all’ATA (autorità d’ambito dei rifiuti) il luogo dove partecipano tutti i sindaci del territorio provinciale per definire le scelte per la gestione dei rifiuti.»      
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11/03/2021 Pesaro: i sindacati dei metalmeccanici chiedono più attenzione sulla sicurezza
Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil di Pesaro – Urbino chiedono alle aziende maggiore attenzione sui protocolli anticovid per permettere ai lavoratori di operare in piena sicurezza Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista ad Emanuele Chiarotti, Fim Cisl Marche
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05/03/2021 L'8 Marzo ogni giorno: tre iniziative a Pesaro per la Giornata internazionale della Donna
Programma; 8 marzo OMAGGIO ALLA MEMORIA DELLE SORELLA' TRIVELLA PARTIGIANE E FEMMINISTE ore 11 / Giardino Sparta e Lea Trivella' Villa San Martino in collaborazione con UDI - Unione Donne in Italia  CONFERIMENTO DEL PREMIO "SARA LEVI NATHAN" A GRAZIELLA GENTILINI VITALI ore 12.30 / Sala del Consiglio - Municipio di Pesaro, piazza del Popolo. Il riconoscimento è conferito per l'esempio di vita e l'impegno pubblico per la crescita civile e democratica della città di Pesaro.. Evento su invito  9 marzo - convegno  DONNE, LAVORO, DISUGUAGLIANZE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS ore 17.30 / Diretta streaming sui canali social del Comune di Pesaro in collaborazione con Assessorato alla Solidarietà / Assessorato alla Crescita e alla Gentilezza Presidenza del Consiglio comunale / Università degli Studi di Urbino / Cigl / Cisl / Uil    Per ricordare che “L’OTTO marzo ogni giorno”, martedì 9 marzo, alle 17:30, si terrà “Donne, lavoro, disuguaglianze ai tempi del coronavirus” convegno che sarà trasmesso in diretta streaming nei social del Comune di Pesaro (nelle pagine Facebook @comunedipesaro e @presidentemarcoperugini e youtube @comunedipesaro). A dare il via ai lavori sarà il saluto dell’assessore alla Solidarietà Sara Mengucci e dell’assessore alla Gentilezza Giuliana Ceccarelli a cui seguirà la relazione del Prof. Paolo Pascucci, Ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università di Urbino Carlo Bo. Presenti anche: Silvia Cascioli, segretaria Confederale Cgil Pesaro e Urbino che affronterà il tema “Donne e lavoro: criticità, opportunità e diritti”; Cristiana Ilari, segretaria regionale CISL Marche con l’intervento “Il lavoro delle donne tra tutela e valore”; Paolo Rossini, segretario regionale UIL che parlerà de “La difficoltà di essere donne nella società”. Modererà il dibattito il presidente del Consiglio comunale Marco Perugini.    
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01/03/2021 Lunedì 1 marzo 2021 Giornata Internazionale contro le discriminazioni Webinar: “I walk the line - Presidi di solidarietà lungo la rotta balcanica”
Da inizio anno alle porte della Unione Europea, sul confine orientale in Bosnia Erzegovina, migliaia di persone migranti e richiedenti asilo sono bloccate in condizioni disumane e in pericolo di vita.Per fermare questo disastro umanitario nella “rotta dei Balcani”, oltre alla Croce Rossa sono attive Ipsia (Acli), Caritas italiana, No Name Kitchen ecc. Attraverso di loro è partita spontaneamente una catena di solidarietà da diverse parti d’Italia, come nel caso dell’iniziativa di Fai Cisl nazionale, della Cisl Veneto, della Fim Cisl, degli Iscos di Emilia Romagna, Lombardia, Marche e Toscana,  con raccolta di denaro, indumenti e altri beni indispensabili.Anche Anolf e il sistema Iscos (attivo da anni con progetti di cooperazione in Bosnia Erzegovina) si sono posti il problema di come contribuire concretamente - con un’azione di sensibilizzazione, solidarietà e pressione politica - a prestare soccorso in loco e continuare a lottare insieme alla Cisl e alla Ces per rimuovere le cause di questa grave violazione dei diritti umani.Lunedì 1 marzo 2021 - Giornata Internazionale contro le discriminazioni - dalle ore 17.30 alle 19.00  webinar di presentazione della campagna “I walk the line - Presidi di solidarietà lungo la rotta balcanica” a sostegno della raccolta fondi in aiuto alla Croce Rossa di Bihać e dell’azione di pressione verso l’UE e gli Stati membri affinché rivedano i meccanismi di respingimento e gli attuali modelli alla base delle politiche migratorie.E' possibile seguire l'evento sul canale Youtube  e sulla pagina  Facebook  di Iscos Marche Al webinar interverranno Mohamed Saady e Vincenzo Russo, presidenti nazionali di Anolf e Iscos, Melita Hadrović, Croce Rossa di Bihać, Tamara Cvetković, peacebuilder, Marco Cilento, advisor Ces - Confederazione Europea dei Sindacati, Andrea Cuccello, segretario confederale Cisl nazionale.Iscos in questi giorni ha già trasferito a favore della Croce Rossa di Bihać i primi contributi disolidarietà ricevuti.Per sostenere questa campagna di solidarietà è possibile fare  una donazione sul conto corrente bancario di Iscos nazionale presso Banca Etica:IBAN IT51E0501803200000011015476Causale: presidi di solidarietà lungo la rotta balcanica    
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23/02/2021 Sindacato dei pensionati Fnp Cisl: “Pensioni sempre più povere in provincia di Pesaro - Urbino "
«Tantissime persone anziane della nostra provincia stanno scivolando sotto la soglia di povertà, e la situazione sta peggiorando a causa dell’emergenza pandemica, che tra l’altro ci costringe a restare in casa e a spendere risorse importanti per i dispositivi di protezione individuale.» commenta così Vittorio Calisini, Coordinatore  Fnp Cisl  di Pesaro, Urbino e Fano  i dati,  elaborati dalla Federazione dei Pensionati della Cisl Marche, pubblicati dall' INPS che attestano che nel 2019 nella Provincia di Pesaro – Urbino sono state erogate 139.295 pensioni. L’82% di queste sono prestazioni previdenziali in senso stretto, mentre il restante 18% sono prestazioni di tipo assistenziale: pensioni sociali e pensioni di invalidità civile. Le indennità di accompagnamento erogate alle persone in condizione di completa non autosufficienza sono state 13.891.  L'importo medio di una prestazione previdenziale nella provincia è di 1.024 € mensili lordi (contro una media regionale di € 990) che scende a € 859 (contro una media regionale di € 832) se si considerano solo le prestazioni erogate agli ex dipendenti del settore privato (l’83% del totale). Complessivamente, su tutto il territorio marchigiano, il 62% delle prestazioni previdenziali erogate hanno un importo inferiore a 1.000 € mensili lordi, con differenze importanti in ottica di genere: se gli uomini percepiscono in media € 1.218 lordi mensili, le donne arrivano a € 705. «Siamo consapevoli che l’emergenza sociale ed economica che ci aspetta sarà drammatica.  L’Istat rileva che nelle Marche, a settembre 2020, gli occupati sono diminuiti di 34.540 unità (il 6% circa) rispetto all’anno precedente, nonostante il blocco dei licenziamenti. - continua Calisini - Siamo estremamente preoccupati per i nostri figli che rischiano di perdere il lavoro e per i nostri nipoti che avranno enormi difficoltà a trovarlo. Per anni abbiamo cercato di sopperire alle carenze del sistema pubblico di welfare aiutando ogni giorno figli e nipoti, regalando tempo e soldi, pagando bollette e rate dei mutui, assistendo nipoti e coniugi non autosufficienti. A maggior ragione continueremo a farlo per contrastare gli effetti della crisi, ma abbiamo bisogno di sostegno. » «Le pensioni non vengono di fatto rivalutate da 7 anni - denuncia il Coordinatore Fnp Cisl della provincia di Pesaro-Urbino - sui nostri redditi grava un carico fiscale tra i alti in Europa, non abbiamo alcun diritto esigibile a prestazioni socio assistenziali e sanitarie quando diventiamo non autosufficienti. I costi delle strutture residenziali sono esorbitanti, e non è possibile coprirle con le nostre pensioni o con l’indennità di accompagnamento (522 € mensili). Di conseguenza, le famiglie sono costrette ad intervenire, impoverendosi ulteriormente. - prosegue e conclude -  Per questo auspichiamo che il nuovo Governo guidato da Mario Draghi si faccia carico di questi problemi, trovando nel Recovery Plan delle risorse da destinare alla rivalutazione dei trattamenti pensionistici, il cui potere d'acquisto si è drammaticamente ridotto negli ultimi anni, alla riduzione dell’IRPEF sui redditi medio bassi da pensione e lavoro e al potenziamento dell’assistenza socio sanitaria alle persone non autosufficienti, non solo anziane. I pensionati italiani vogliono continuare ad aiutare le loro famiglie e il loro Paese, ma hanno bisogno di un sostegno concreto ed urgente.»  
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20/02/2021 Per la sicurezza dei lavoratori, riparte l'attività del Co.Co.Pro Inail di Pesaro- Urbino
Nella mattina di lunedì 22 febbraio si riunirà il  Co.Co.Pro Inail della provincia di Pesaro-Urbino. Nel comitato, di nomina prefettizia, sono rappresentate tutte le sigle datoriali e sigle sindacali della provincia le quali, con la supervisione del Direttore Inail della provincia di Pesaro- Urbino, Antuono Edoardo, la Presidenza per le parti sindacali di Danilo Santini della Cisl e la Vicepresidenza di Renzo de Angeli di Confapi, riprenderanno a collaborare per la gestione delle criticità infortunistiche e per la vigilanza sulla sicurezza legate agli importanti temi del lavoro.  «Dopo un periodo di fermo dovuto principalmente alla pandemia in corso, questo importante organismo di presidio e di difesa del territorio, ricostituito e rinnovato nella composizione, torna ad operare ed a rappresentare tutte le maestranze interessate alla tematica degli infortuni e della sicurezza sul lavoro. – hanno sottolineato il nuovo Presidente Co.Co.Pro Danilo Santini, il Direttore Inail,  Antuono Edoardo e  Renzo De Angeli, Vice Presidente Co.Co.Pro.- L’istituto e le parti sociali condividono, in un’ottica collaborativa, uno spirito rigenerato necessario allo slancio in vista delle future iniziative che si metteranno in campo».    
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