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AST Territoriale Urbino

Responsabile: Piccinno Leonardo
Email: leonardo.piccinno@cisl.it
Via Flaminia, 107 - 61041 Acqualagna
Via del Torrione, 8 - 61043 Cagli
P.za Giovanni XXIII, 2 - 61033 Fermignano
CAF CISL: 0722332505
FILCA: 0722332505
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
15:30-18:30 * [CHIARA TADDEI]
-
08:30-12:30 * [CHIARA TADDEI]
15:00-19:00 * [TALOZZI GIANPAOLO]
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FELSA
16:00-18:30 [GIOVANNI GIOVANELLI]
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FILCA - - -
15:30-18:30 * [EL NAHILI]
-
09:00-12:00 * [EL NAHILI]
INAS
16:00-19:00
- -
15:30-18:30
09:00-12:30
-
* su appuntamento
Via Antimi, 13 - 61023 Macerata Feltria
FEMCA: 3481557279
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
FEMCA - - - -
16:00-19:00 [secondo venerdì del mese]
-
Via Roma, 67 - 61013 Mercatino Conca
VIA COMUNALE N. 7 - 61026 Piandimeleto
Via B.Margherita, 4 - 61048 Sant'Angelo in Vado
Via Casteldurante, 6 - 61049 Urbania
Via Battista Sforza, 50 - 61029 Urbino
CAF CISL: 07224866
COLF BADANTI: 07224866
INAS: 07224866
SICET: 07224866
SUCCESSIONI: 3485259530
VERTENZE: 07224866
  Lun Mar Mer Gio Ven Sab
CAF CISL
08:30-12:30 * [CON CHIARA TADDEI]
15:30-18:30 *
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15:30-18:30 * [CHIARA TADDEI]
08:30-12:30 * [CON CHIARA TADDEI]
08:30-12:30 *
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COLF BADANTI - -
15:30-18:30 *
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FAI -
15:30-18:30
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FP - - -
15:00-18:30 * [ALESSANDRO CONTADINI 3485259512]
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INAS -
09:00-12:30
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15:30-18:30
09:00-12:30
SICET -
15:30-18:30 *
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SUCCESSIONI - -
08:30-12:00 * [PRENDERE APPUNTAMENTO AL N. 3485259530]
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VERTENZE - - -
09:00-12:30
15:00-18:30
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15:00-18:30
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Le ultime notizie

28/01/2019 Urbino: servono solo i divieti per gli studenti?
«Servono solo i divieti per gli studenti a Urbino ?»: è la domanda che giovedì scorso, 24 gennaio, insieme ai colleghi della CGIL abbiamo posto al Sindaco di Urbino in occasione dell’incontro sul bilancio sociale 2019.   Lo stesso dubbio su cui ci siamo interrogati, agli inizi di questo mese, quando abbiamo invitato l’opinione cittadina a considerare i giovani universitari una risorsa e non un problema per la città.   Certo, una comunità che non si dà regole di civile convivenza non può ritenersi tale e quindi obiettivi di regolamentazioni condivisi sono necessari, specie per una città che rappresenta iconicamente un Patrimonio dell’Unesco e la bellezza rinascimentale  insieme.   Confinare gli studenti in una irreggimentazione che nel contesto Urbinate li porta a sentirsi più degli estranei che non soggetti attori partecipi di una comunità che vuole aprirsi al mondo per esprimere  la propria identità,  a modo di vedere della CISL di Urbino, è un grave errore strategico, di comunicazione ed integrazione.   Gli studenti universitari, per loro natura e per i percorsi formativi,  la tipologia di provenienza e per le specificità dei propri progetti individuali, possono diventare, opportunamente coinvolti, gli ambasciatori della cultura e dell’accoglienza urbinate nel mondo.   Per fare questo, necessita responsabilizzare e coinvolgere tutte le parti in causa, i giovani in primis, le Istituzioni, le parti sociali, la stessa Università, in una visione di prospettiva e di rilancio dell’immagine della città.   Occorre, in sintesi, trasformare i divieti in partecipazione propositiva, mettere a disposizione degli studenti immobili (che pure esistono nella città e nella disponibilità del Comune), dove potersi esprimere liberamente attraverso le arti, il pensiero, la musica, la cultura e trasformare il bisogno di svago in qualcosa di costruttivo che li coinvolge nel protagonismo partecipativo per un progetto di comunità integrata.   Per queste ragioni, come CISL di Urbino, invitiamo il Sindaco e l’Amministrazione Comunale a sospendere il provvedimento ed il percorso intrapreso e rinnoviamo l’invito, già rivolto lo scorso giovedì insieme alla CGIL, a costituire un urgente tavolo di confronto che veda i giovani, le parti Sìsociali, l’Università e l’ERDIS protagonisti del nuovo rinascimento urbinate.   
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14/01/2019 Ferrovia Fano - Urbino: dare credibilità alle proposte di rilancio del territorio
Si susseguono le prese di posizione e le proposte in merito alla riattivazione della tratta ferroviaria Fano - Urbino alla luce anche del suo inserimento tra le ferrovie turistiche da rilanciare, come previsto dalla legge approvata dal Parlamento Italiano n. 128/17. Il Consiglio comunale di Fossombrone, l’Associazione Val Metauro e, per ultima, Confcommercio, circa il  riutilizzo temporaneo a fini turistici come “ferrociclo” (in attesa della definizione), vanno tutti nello stesso senso: riattivare al più presto la ferrovia Fano - Urbino. La proposta di Confcommercio non ci sembra sia da condannare, visto che si inserisce nella linea della destinazione d’uso ferroviaria e non segue le intenzioni della Regione Marche di  farne un sedime  per ciclismo da diporto. Tutte queste proposte, per quanto anche condivisibili, a nostro modo di vedere ci sembrano di respiro parziale e scollegato da una azione univoca. Come Cisl Pesaro – Fano - Urbino, ci battiamo da tempo per la riattivazione della tratta ferroviaria. A volte in solitudine, sosteniamo l’importanza strategica dell’intero sistema viario (Superstrada Fano - Grosseto, completamento galleria Guinza, Tratta Pesaro - Urbino, Pedemontana, Ferrovia Fano - Urbino, ecc.), in quanto infrastrutture essenziali e vitali per l’economia provinciale. In tempi in cui le scelte del Ministero delle infrastrutture sono orientate più verso concetti di  retroguardia che al reale fabbisogno infrastrutturale del Paese, seguire percorsi che puntano a salvaguardare il distinguo del particolare e non dell’esigenza collettiva, ci sembra tanto la scusa che si offre a chi deve decidere, per non farlo mai. Con il completamento della Quadrilatero a sud e il rafforzamento della E45 Orte - Ravenna a nord,  la provincia di Pesaro Urbino rischia concretamente un pesante isolamento sia per i flussi turistici che per lo sviluppo socio economico, non solo delle aree interne, ma anche di quelle costiere. Come Cisl, siamo convinti che non si può prescindere dal principio che la realizzazione di infrastrutture viarie o del trasporto hanno un’importanza vitale per l’intera economia  provinciale. Senza la concreta definizione primaria di quale modello di sviluppo socio-economico si vuol dare al territorio provinciale (partendo dalla valorizzazione delle esperienze distrettuali, dalla eccellenze agro-alimentari, compresa l’integrazione tra costa e aree interne), si rischia che l’importanza di tali opere si infranga contro il mancato interesse ministeriale e l’esiguità delle risorse disponibili. Per queste ragioni, siamo convinti che bisogna abbandonare la strada delle proposte ad uso e consumo localistiche, mentre va fatto uno sforzo di sintesi  sull’unicità ed importanza delle scelte collettive. Occorre un tavolo di confronto, magari promosso dalla stessa Provincia e dalle Istituzioni locali, per rendere la richiesta dell’intero territorio di forte credibilità verso le Istituzioni centrali.
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07/01/2019 Cisl Urbino: " Bene Piano di sviluppo Università, ma c'è ancora molto da fare per integrare gli studenti con la città"
Nei giorni scorsi è stato presentato presso  l’Università di Urbino il Piano di sviluppo triennale delle strutture ed infrastrutture dell’Ateneo.  «Un Piano che ha una sua positività in quanto, oltre a valorizzare e riqualificare il sistema esistente, punta a sviluppare nuovi investimenti per ampliare sempre di più la gamma dell’offerta formativa, attraverso la messa a disposizione di ambienti per lo studio e per la ricerca. - afferma Leonardo Piccinno, responsabile della Cisl di Urbino -  Comprendiamo l’orgoglio del Magnifico Rettore, per quanto l’Università di Urbino mette in campo per creare quella infrastrutturazione necessaria, anche in concorso con l’Amministrazione Comunale, l’Arcidiocesi di Urbino ed altri soggetti, per rendere sempre più  appetibile per gli studenti italiani e stranieri, studiare a Urbino. Anche la riqualificazione dei collegi per migliorarne la vivibilità va in tal senso. - prosegue - Siamo però convinti, come CISL di Urbino, che c’è ancora molto da fare su questo versante, a partire dalla necessità di  rendere sempre più fruibile il patrimonio abitativo del centro storico, oggi  inadeguato sotto vari aspetti: sanitari, tecnologici, economici e ludici.» Gli studenti infatti, pur essendo una parte importante dell’economia locale, vivono ancora una problematica integrazione con la città che, in un contesto urbano patrimonio dell’Unesco, stenta ad offrire spazi adeguati a normali iniziative di stampo giovanile. Affitti troppo elevati, l’assenza di moderni collegamenti wi-fi, l’inadeguatezza dei trasporti con le strutture universitarie e la totale mancanza di luoghi dedicati allo svago all’interno del contesto cittadino, sono i veri impedimenti di una piena integrazione. Secondo  il reponsabile della Cisl di Urbino  «occorre porsi l’interrogativo su come  fare scelte e progetti volti ad   eliminare la migrazione nei weekend,  di giovani dall’entroterra verso la costa, con tutto ciò che ne consegue. Bisogna superare, una volta per tutte, il paradosso, Università ma non gioventù. Se l’Università è una risorsa, Urbino deve creare tutte quelle condizioni, culturali e infrastrutturali perché i giovani universitari,  nella città ducale si sentano accolti a pieno titolo. - conclude Piccinno - Solo in questo modo, si potrà consolidare quella realtà  di eccellenza nei termini auspicati dal Senato Accademico, dalle lavoratrici e dai lavoratori impegnati, ed anche da gran parte della popolazione.»
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04/01/2019 Sostegno al reddito per i cittadini bisognosi, Cgil Cisl Urbino: “ Per il 2019 il Comune non cambi destinazione alle risorse non utilizzate nel 2018 “
Si è svolto, nei giorni scorsi,  il confronto tra l’Amministrazione Comunale, con Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali e i rappresentanti di CGIL–CISL  e  i Pensionati di SPI CGIL – FNP CISL  di Urbino, per verificare lo stato di applicazione dell’accordo, sottoscritto nel mese di giugno 2018, relativo alle risorse messe a bilancio per sostenere i cittadini in stato di bisogno, i lavoratori che hanno perso il lavoro, i pensionati. Il Sindaco e l’Assessore ai servizi sociali, hanno informato i rappresentati sindacali,  che rispetto ai contenuti dell’intesa, solo pochi cittadini hanno richiesto i contributi di sostegno previsti. Nello specifico secondo l’amministrazione:   solo 25 persone hanno richiesto l’accesso erogazione di €. 5000 come contributi economici straordinari per buoni farmaceutici, rimborso spese straordinarie, e buoni alimentari in favore di persone svantaggiate o in disagio economico;  per il reddito di inclusione (rei), d.l. 147/2017: i nuclei familiari del comune di Urbino che beneficiano nel corso del 2018 sono 45;  fondo anticrisi per famiglie in situazione di disagio economico:  beneficiari solo 37 famiglie; sono solo 3  le domande presentate e accolte per il sostegno economico, rimborso oneri contributivi, in favore famiglie con non autosufficienti (assistenti familiari/badanti). Secondo i dati  della ricerca Fnp Cisl Marche, anno 2018,  la popolazione residente nel comune di Urbino è per il 25,8% composta da  ultra 65enni, il 58% da pensionati, il 20% da invalidi civili, una presenza di stranieri pari al 9,8%. Il  tasso di occupazione  è pari al 48% ed il  tasso di disoccupazione  è del 7,3% con una disoccupazione giovanile pari al 21,4%.  Un reddito imponibile x abitante (IRPEF) di €.14.000 ed il 3% della popolazione percepisce assegno sociale. «Viene da domandarsi, ma con questi numeri non ci sono cittadini bisognosi ? Siamo invece convinti del fatto che, l’Amministrazione Comunale avendo  pubblicato i bandi solo nel mese di ottobre, non ha consentito alle persone di conoscere le possibilità che  l’Amministrazione stessa , CGIL – CISL  e pensionati di Urbino, avevano messo a disposizione per i cittadini e loro famiglie. - commentano i responsabili della  Cgil e  della Cisl di Urbino - Riteniamo e respingiamo questa mancanza di sensibilità come un grave atto verso coloro che si trovano in uno stato di bisogno e che dovrebbero ricevere dalla Pubblica Amministrazione una più dignitosa attenzione.  - continuano - Respingiamo questo tipo di cultura che non tiene conto del reale stato di bisogno dei cittadini, ma predilige solo la pratica degli annunci ad effetto ed invitiamo il Sindaco e l’Assessore ai Servizi sociali ad inserire i soldi non utilizzati nel corso del 2018 sulle nuove provvidenze per il 2019, in modo da consentire a tutti coloro che vivono difficoltà sociali e di disagio ad avere maggiori risorse a disposizione su cui contare per il futuro.  - concludono - Un Comune veramente solidale si vede da queste cose.»  
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05/12/2018 Disagio sociale: i sindacati incontrano il Comune di Urbino per verificare gli interventi a favore delle fasce più deboli
Giovedì 13 dicembre il Comune di Urbino e l’Assessore ai servizi sociali hanno convocato le Parti Sociali, la delegazione di CGIL e CISL Area Urbino, per discutere lo stato di applicazione dell’Accordo sottoscritto il 16 giugno 2018 in materia di interventi in favore di lavoratori, famiglie e pensionati  che versano in condizione di disagio sociale e che sono residenti nel comune urbinate. L’incontro era stato richiesto dai sindacati sin dallo scorso mese di settembre: si apre ora un'importante verifica per poter valutare quale è stata la diffusione del protocollo, la risposta dei cittadini e in che cosa eventualmente si può migliorare l’intesa e quali e quante risorse da destinare a interventi, tenuto conto che a breve si dovrà avviare il nuovo confronto in merito al Bilancio Comunale di previsione per l’anno 2019. Recentemente si è concluso un ciclo di incontri tra CGIL - CISL - UIL  e Ambiti Territoriali Sociali di Cagli - Urbino e Carpegna, in materia di stato di applicazione del REI (Reddito di Inclusione). Dal confronto sono emerse criticità legate soprattutto alla difficoltà di accedere alle provvidenze da parte dei cittadini in condizione di bisogno a causa dei parametri troppo stringenti previsti dalla legge in vigore. Con il Comune di Urbino si dovranno stabilire modalità di assoluta accessibilità agli interventi di sostegno, perché le difficoltà che attualmente vivono le popolazioni a causa degli effetti della crisi economica, tutt’oggi ancora pesante, non devono pesare sulla dignità individuale delle singole persone. Una comunità inclusiva e solidale deve farsi carico di chi è in difficoltà e non deve temere le diversità paventate per inesistenti invasioni migratorie.  
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22/10/2018 Spopolamento delle aree interne: la proposta della Cisl
I responsabili della Cisl di Pesaro, Fano e Urbino esprimono forte preoccupazione per lo spopolamento di centri storici nelle aree interne ed in particolare del territorio di Cagli e lanciano l’allarme per il rischio concreto che la dismissione e la chiusura di uffici e servizi essenziali quali, filiali di banca, farmacie e uffici postali,  già segnalato, nei giorni scorsi, dalla Slp, il sindacato dei postali della Cisl, penalizzano in particolare gli anziani e le poche famiglie che con coraggio, o per forza, scelgono di restare.   Non si può parlare di sviluppo delle aree interne se poi Comuni, Unioni Montane e la stessa Regione, non fanno nulla per arginare un fenomeno di smantellamento del sistema economico. La Cisl, da tempo, ha chiesto anche di avviare un confronto e una verifica sulla implementazione delle misure previste dal Progetto Aree interne che utilizzando fondi europei hanno come mission la rivitalizzazione proprio delle aree interne, per fare il punto sui progetti e sulle misure avviate.     Non servono uffici postali aperti uno o due giorni al mese, ad esempio, solo per dimostrare  di aver ottemperato a disposizioni di legge, ma per i responsabili della Cisl di Pesaro, Fano, Urbino e della Slp Cisl Marche, serve un vero progetto di sviluppo civile che crei e valorizzi i beni comuni, opportunamente sostenuto dalle istituzioni locali, regionali, nazionali e dalle imprese private, come Poste, che in considerazione della capacità dimostrata di diversificazione dell’attività caratteristica, potrebbero diventare il vero presidio pubblico nei piccoli centri comunali interessati dal fenomeno di spopolamento, offrendo oltre alle attività postali, e finanziarie, anche altre, farmaceutici e tutti gli altri servizi essenziali alla vita di una comunità, in una sintesi virtuosa di mercato e servizio pubblico.   Una proposta utile a rivitalizzare le aree interne del Paese ed in particolare della provincia di Pesaro Urbino, sempre più interessata da fenomeni di invecchiamento, spopolamento e quindi abbandono e degrado. Resta comunque auspicabile che la Regione e le comunità locali, avviino con celerità e serietà una riflessione sul recupero delle aree interne e dei suoi abitanti, ormai non più rinviabile.      AST CISL PESARO FANO URBINO                           SLP CISL MARCHE M. ANDREOLINI – G. GIOVANELLI -L. PICCINNO                                 D.DOMINICI
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14/10/2018 Trasporti: l’annosa carenza di collegamenti frena la ripresa
Si ripresenta puntuale con l’avvio di ogni anno scolastico l’annoso problema dei trasporti nella provincia di Pesaro e Urbino. Difficoltà nel sistema interno ma anche nei collegamenti con il resto del Paese e del mondo. Dalla superstrada Fano-Grosseto, alla rete ferroviaria,  ai collegamenti con aeroporti, oltre al problema delle  strade colabrodo con scarsa manutenzione, sono  ad oggi le maggiori criticità.  Deficitari sono i collegamenti con i centri abitati dell’entroterra e delle aree interne: trasporto pubblico assente nei giorni festivi e in talune zone dell’ entroterra dove rimane veramente difficile spostarsi con mezzi pubblici. Sarebbe invece opportuno utilizzare navette di collegamento più agili e con costi di gestione ridotti invece  di pullman da 50 posti. A 11 anni di distanza dall’ultima assegnazione dei servizi, vediamo nella prossima gara regionale l’opportunità per ridisegnare il sistema del trasporto pubblico locale nella nostra provincia. Auspichiamo che nei tempi più rapidi possibili si chiarisca la questione relativa ai  costi standard, in modo tale da poter attualizzare sia il servizio urbano che quello extraurbano. È fondamentale ridistribuire il chilometraggio del servizio e, a tal fine, chiediamo incontri con i Comuni di Pesaro, Fano e Urbino e con la Provincia, per discutere un progetto integrato che valorizzi il territorio: la Cisl intende essere protagonista di questo processo di rinnovamento. I collegamenti con gli aeroporti erano e restano, in modo imbarazzante, un tema inesistente e poco interessante verso un concreto sviluppo turistico della provincia che richiederebbe, primariamente, un efficiente ed efficace sistema viario in luogo di quello colabrodo risultato, nonostante il maquillage a macchia di leopardo recente, di anni di incurie, mancata manutenzione ed eventi calamitosi. In mezzo a questo quadro desolante restano i cittadini oberati da tasse, costi dei biglietti e disagi inenarrabili, mentre l’intera provincia e la stessa Regione Marche si ritrovano posizionate nella graduatoria di quei territori che faticano ad agganciare la ripresa e lo sviluppo. La CISL della provincia di Pesaro e Urbino e la CISL MARCHE lanciano un forte grido di allarme verso la Regione, ma anche verso tutte le forze sociali istituzionali, non ultimo l’intera opinione pubblica, perché senza un adeguato sistema di trasporti, moderno ed efficiente, l’aggancio alla ripresa economica ed alla crescita che l’Europa ed il mondo intero stanno vivendo, rischia di restare un lontano miraggio. CISL DI PESARO FANO URBINO                                      M. ANDREOLINI – G. GIOVANELLI – L. PICCINNO
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10/10/2018 Commercio: rivitalizziamo i centri storici
In tempi in cui, nonostante gli sforzi, i consumi non riescono a riprendere il ruolo di volano di crescita economica, ma anche di grandi e profondi cambiamenti nei modelli commerciali che nel corso degli ultimi decenni hanno caratterizzato la trasformazione degli usi e costumi sociali del Paese, va ripensato necessariamente come rigenerare la vita socio economica delle comunità in funzione della rivitalizzazione dei centri storici, molto penalizzati dal modello distributivo e consumistico, ma nello stesso tempo, a come dare nuovo impulso al commercio stesso. È noto a tutti che la crisi economica che ha interessato nell’ultimo decennio il sistema Paese e l’avvento del commercio elettronico hanno comportato strutturali modificazioni alla propensione dei consumatori verso ciò che comunemente viene definito shopping. Il modello dei centri commerciali, così come quello degli Outlet, sono man mano diventati sempre meno attrattivi, causa la minore disponibilità economica o per una diversa attenzione  alla spesa quotidiana  dei consumatori, ma non ultima, anche per la scoperta del commercio on-line come patrimonio collettivo e sempre meno giovanile. Per queste ragioni, le Istituzioni locali e nazionali dovrebbero avviare una seria riflessione circa l’esigenza di rivedere le politiche concessionarie per nuovi insediamenti commerciali organizzati, causa una diversa modalità della domanda collettiva (esempio per tutti, l’annunciato passaggio di FINIPER ad altro operatore) e il ricorso massiccio e indiscriminato alle aperture domenicali e festive. Certo, non si possono cancellare con il classico colpo di spugna cambiamenti infrastrutturali e culturali introdotti dalla legge Salva Italia, ma non si può, allo stesso tempo, pensare di stimolare la crescita dei consumi e di conseguenza dell’economia, in funzione di nuovi insediamenti commerciali come supermercati, outlet, ecc. «Va ripensato un nuovo modello che veda nei centri storici, dei comuni, delle città, il nuovo fulcro vitale per il rilancio del commercio - dichiara Leonardo Piccinno, Responsabile Cisl Urbino -. Va riscoperta una nuova socialità ricreando per questi luoghi le condizioni normative, infrastrutturali e culturali che consentano a negozi, attività artigianali, sociali la riappropriazione di un ruolo centrale, recuperando a nuova vita anche i vecchi locali che da tempo migrano ad altra destinazione d’uso, come quella abitativa». Solo in questo modo, è possibile superare l’immagine stereotipata dei centri storici come luoghi dormitori sempre più spopolati, degradati o espressione di una popolazione sempre più anziana. «Siamo convinti, come Cisl Urbino, che la necessità di ridare nuova configurazione ai centri storici, passando per una doverosa attenzione ai temi di tutela sociale per i cittadini residenti, sia un argomento su cui si dovrebbe concentrare il confronto politico tra le varie forze in campo in vista della prossima competizione per il rinnovo del Governo locale - conclude Piccinno -. Dare a Urbino ed ai suoi cittadini nuove prospettive che partano dalla valorizzazione della sua tipicità tradizionale e culturale di centro vitale del Montefeltro è un dovere prioritario per tutti, forze istituzionali, politiche e sociali». Su questi temi, unitamente alle altre organizzazioni sindacali, solleciteremo nei prossimi giorn l’avvio di un serio confronto con le amministrazioni locali in previsione della predisposizione dei bilanci comunali per il 2019, per orientare ed attivare le politiche attive locali, economiche e sociali.  
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25/07/2018 Ferrovia Fano - Urbino: aprire a nuove proposte per lo sviluppo socio-economico del territorio
È singolare come nella Provincia di Pesaro Urbino, a fasi alterne, si torni a parlare di sviluppo socio-economico del territorio, ma sempre con visioni disarticolate e contrapposte. È quanto sta succedendo in questi giorni con il risveglio dell’interesse sulla nota vicenda della tratta di ferrovia, da lungo tempo dismessa, della Fano - Urbino.  «Il Vice presidente della Regione, Claudio Minardi, ritira fuori il fantasioso progetto di trasformarla in pista ciclabile - dichiarano Maurizio Andreolini, Giovanni Giovanelli e Leonardo Piccinno, responsabili della Cisl di Pesaro Fano e Urbino -. Un'operazione per rilanciare il turismo ciclistico e naturalistico in favore di non si capisce molto chi, tenuto conto che per portare masse di turisti ed appassionati occorre primariamente affrontare gli annosi temi del trasporto, dell’adeguamento del sistema stradale e, soprattutto, rendere noto  che la provincia di Pesaro Urbino è a caratterizzazione turistica e che la città di Urbino è patrimonio dell’UNESCO».  Dall’altro lato, l’Associazione Ferrovia Valle Metauro rilancia, come la Cisl e altri soggetti, il progetto del recupero della tratta ai fini turistici per valorizzarne percorso e territorio.  Il rilancio della ferrovia ai fini turistici è stata sancita anche da un provvedimento legislativo del precedente governo Gentiloni (che il Vice presidente ben conosce e dovrebbe anche ben sostenere), mentre la pur accattivante fascinazione ciclo-amatoriale non sembra rientrare in un organico progetto finalizzato a rilanciare un idea di sviluppo economico integrativo od alternativo al rilancio del tipico manifatturiero ancora non ripresosi dalla lunga crisi economica 2008-2018.  «A nostro avviso - continuano i responsabili della Cisl di Pesaro Fano Urbino - la domanda che dovrebbe preoccupare un alto esponente del governo regionale è come aprire, al di là dei desiderata,  a nuove proposte che tengano insieme opportunità e segmenti nuovi,  per dare a questa provincia, ancora penalizzata da scelte che non arrivano, soluzioni che attraverso un confronto serio con il mondo dell’università, dell’imprenditoria, delle parti sociali e del mondo dell’associazionismo, porti ad un vero piano di sviluppo poliennale. Come Cisl, rilanciamo la proposta di aprire un tavolo di confronto per avviare, finalmente, una fase costruttiva su come dovrà essere la provincia di Pesaro Urbino nel prossimo futuro e quale ruolo vuole svolgere per contribuire al rilancio dell’economia dell’intero Paese e della Regione Marche».
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18/06/2018 Urbino: un sostegno per contrastare il disagio sociale
Cgil e Cisl, insieme a Spi Cgil e Fnp Cisl, hanno sottoscritto con il Comune di Urbino l'accordo per le risorse da mettere a disposizione per gli interventi in favore dei lavoratori, pensionati, giovani e famiglie in condizione di disagio sociale, ricadenti nel territorio di Urbino. Tutte le informazioni nel volantino in allegato
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