Le Segreterie Provinciali FIM FIOM UILM di Ascoli Piceno giudicano ancora preoccupante l’andamento del tessuto produttivo industriale nell’area picena ed in particolare dell’industria metalmeccanica.
Fatta eccezione di poche aziende, quali ad esempio la Mecaer Aviation Group, la YM MEDITERRANEO, tutte le altre stanno in difficoltà facendo ricorso sia alla cassa integrazione ordinaria, per momentanea carenza di ordine che a quella straordinaria per crisi aziendale o procedure concorsuali.
L’impatto sui lavoratori e sulle loro famiglie è drammatico, perché anche quando non si perde il posto di lavoro, male estremo in seguito alla chiusura dello stabilimento, l’utilizzo dei cosiddetti ammortizzatori sociali ha portato e porta a un forte ridimensionamento degli stipendi fino a diverse centinaia di euro mensili.
Molte sono le ragioni e le cause della crisi, molte le responsabilità che al momento non vogliamo richiamare. Ma occorre cambiare modo di fare e di pensare a partire da tutto ciò, che a livello locale, si potrebbe realizzare con il coinvolgimento reale e concreto delle istituzioni, del sistema creditizio, delle parti sociali. Bisogna smettere di rincorrere le emergenze, solo quando la Proprietà o la Multinazionale di turno annuncia la cessazione della propria attività.
Sarà utile mantenere un costante monitoraggio sulle singole attività produttive, introdurre un concetto di responsabilità sociale dell’impresa nel territorio, creare le condizioni necessarie volte a mantenere la competitiva delll’impresa, attraverso una minore tassazione, intervenire sui costi dell’energia, agevolare l’accesso al sistema creditizio, garantire flessibilità e qualità del lavoro, solo per indicare alcune delle priorità.
Al momento abbiamo una forte preoccupazione per le prospettive della MANNI SIPRE SPA (ex Malavolta) azienda metalmeccanica di Porto D’Ascoli dove oggi sono impiegati 73 dipendenti, dopo la conclusione di procedura di mobilità che ha visto la fuoriuscita di oltre trenta lavoratori.
Nell’ultimo incontro il responsabile del personale del Gruppo Manni, dott. Nicola Bresciani e il Direttore aziendale dott. Gianluca Geremia hanno delineato un quadro aziendale preoccupante, all’interno del quale emerge un calo delle vendite del 50% in seguito al crollo della domanda.
Ad aggravare la situazione, hanno aggiunto i due manager, è rappresentata da una difficile e reiterata trattativa tutt’ora in corso con la proprietà dell’immobile, volta a rinegoziare il canone di affitto ritenuto dalla Manni Sipre troppo oneroso, non escludendo in extremis anche l’ipotesi di spostare altrove le attività. Sarebbe una catastrofe.
FIM FIOM UILM auspicano che le Parti al più presto riescano di trovare una accordo, prevalga il senso di responsabilità reciproco onde evitare che ci siano pesanti ed inaccettabili ripercussione per i lavoratori, che hanno fatto già molti sacrifici.
Occorre in ogni caso scongiurare il pericolo che un’altra importante azienda abbandoni la Provincia ascolana dove è presente da oltre cento anni.
Riteniamo questo uno di qui casi dove occorra intervenire preventivamente e tempestivamente prima che sia troppo tardi.
Ascoli Piceno li 10 aprile 2014
Le Segreterie Provinciali
FIM-CISL FIOM-CGIL UILM-UIL