Comunicati Stampa

02/10/2026 Casa, diritto o privilegio? La Cisl Ancona apre il confronto sull’emergenza abitativa
Quasi mille famiglie nella graduatoria ordinaria per una casa popolare nel Comune di Ancona, affitti in crescita e difficoltà sempre maggiori nel sostenere le spese dell’abitare. È da questo quadro che prende avvio l’incontro “Casa: diritto o privilegio?”, promosso dal Coordinamento Cisl Ancona per martedì 6 ottobre 2026, alle ore 15, nella sede regionale della Cisl, via dell’Industria, 17 Al confronto parteciperanno Orlanda Latini, assessora alle Politiche abitative del Comune di Ancona, Tommaso Fagioli, presidente di Erap Marche, e Sauro Vitaletti, dirigente del Presidio Erap di Ancona. Le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti. L’accesso alla casa rappresenta una preoccupazione crescente per i cittadini del territorio. Negli ultimi due anni i canoni di locazione sono aumentati di circa l’11%: per un appartamento tra i 70 e gli 80 metri quadrati, l’affitto medio mensile si aggira intorno ai 590 euro. A pesare sui bilanci familiari sono anche le spese condominiali, i costi energetici e l’aumento generale del costo della vita. Un insieme di fattori che rende più difficile pagare regolarmente il canone e accresce il rischio di sfratto per morosità. Nella provincia di Ancona gli immobili gestiti o di proprietà di Erap Marche sono circa 5.950, dei quali circa 5.400 regolarmente abitati. La disponibilità di abitazioni sul mercato privato risente inoltre della tendenza dei proprietari a privilegiare gli affitti brevi o turistici, considerati più remunerativi e meno esposti al rischio di morosità. Le difficoltà coinvolgono anche gli studenti universitari, che faticano a trovare alloggi vicino alle sedi di studio, a fronte dell’aumento della domanda registrato nel periodo successivo alla pandemia. L’incontro sarà un’occasione per approfondire le criticità del territorio e valutare quale contributo potrà offrire il Piano Casa approvato dal Governo per rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie e degli studenti.
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01/10/2026 Infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità Cisl : "Per le Marche di domani, oggi servono scelte coraggiose e visione”
«Le Marche hanno bisogno di cambiare passo, con scelte coraggiose e una visione di medio e lungo periodo» è l’invito fatto questa pomeriggio ad Ancona dal segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti nel corso dell’incontro “Connettiamo le Marche per lo sviluppo di domani” promosso da Cisl Marche e Filca Cisl Marche. Connessioni legate ad infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità e sviluppate con gli interventi di Ugo Berardi, responsabile delle risorse umane del consorzio stabile Eteria, di Simonetta Di Biase, dirigente Ispettorato del lavoro di Ancona, di Guido Castelli, commissario della ricostruzione postsisma, di Francesco Baldelli, assessore regionale alle infrastrutture e di Marco Ferracuti, segretario generale di Cisl Marche. Apertura dei lavori firmata dal segretario generale Filca Cisl Marche Jacopo Lasca e conclusione di Ottavio De Luca, segretario generale Filca Cisl nazionale. La prima riflessione di Jacopo Lasca: «Le infrastrutture sono una leva decisiva per rilanciare le Marche, collegare costa e aree interne e creare occupazione. Ma la qualità delle opere deve andare di pari passo con la sicurezza e la dignità del lavoro – dichiara Jacopo Lasca, segretario generale della Filca Cisl Marche – Chiediamo alla Regione un protocollo sulla sicurezza e la legalità negli appalti pubblici e un tavolo permanente con le parti sociali, operativo già prima dell’aggiudicazione delle gare, per monitorare i cantieri, affrontare ritardi e sospensioni e garantire la corretta applicazione dei contratti. Formazione, valorizzazione della bilateralità e diffusione del badge di cantiere sono strumenti concreti per contrastare il lavoro irregolare e tutelare le imprese che rispettano le regole. Come Filca Marche vorremmo iniziare un percorso fatto non solo di elaborazioni di strategie condivise ma anche per individuare azioni e impegni concreti capaci di rilanciare il piano infrastrutturale della Regione coniugandolo con un lavoro di qualità e, quindi, sicuro e dignitoso».  L’analisi di Guido Castelli: «Il valore aggiunto derivante dalla ricostruzione postsisma per le Marche è del 3% come rileva Bankitalia. La bilateralità è ciò che ha reso possibile la convergenza del possibile e del desiderabile, un esempio è il badge di cantiere. Il rischio di infiltrazioni mafiose è allontanato da questa presenza, le interdittive antimafia fatte in questi anni dicono che il sistema funziona. Vogliamo proseguire su questa strada, utilizzando le nuove tecnologie e anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Le risorse ci sono e la ricostruzione sta avanzando: dobbiamo fare in modo che ogni euro investito e ogni cantiere aperto siano lontani da qualsiasi ombra di illegalità.» La posizione di Francesco Baldelli: «L’impulso che in Regione abbiamo dato ai lavori è quello della celerità e del rispetto della legalità con trasparenza e responsabilità sociale. Stiamo trasformando le infrastrutture delle Marche con miliardi di investimenti, una mole incredibile di risorse che il Governo ci ha garantito: un lavoro che facciamo insieme alle istituzioni e alle forze sociali. Massima disponibilità della Regione Marche all’ascolto e al confronto per centrare quel patto del buon lavoro che è fondamentale». Le indicazioni di Marco Ferracuti: «Servono infrastrutture capaci di collegare i territori e al contempo completare la ricostruzione e rigenerare i territori colpiti dal sisma. Opere necessarie per creare lavoro e sostenere lo sviluppo. Ora bisogna passare dai progetti ai cantieri e dai cantieri alle opere concluse, con tempi certi. Dobbiamo fare presto e fare bene: la rapidità nella realizzazione delle opere deve andare di pari passo con la sicurezza, la tutela dei diritti e il rispetto della legalità. La qualità delle opere passa dalla qualità del lavoro. Chiediamo di aggiornare il protocollo regionale sugli appalti, estendendolo a tutti i lavori pubblici, con controlli più frequenti, regole chiare sui subappalti e misure efficaci contro il dumping contrattuale e una cabina di regia condivisa con le parti sociali per monitorare l'applicazione del protocollo. Anche la ricostruzione deve essere accompagnata da un tavolo stabile con le parti sociali: ricostruire le abitazioni non basta, se mancano lavoro e servizi. Dobbiamo restituire un futuro alle comunità». Il messaggio finale di Ottavio De Luca: «Il nostro obiettivo resta quello di garantire la qualità del lavoro nei cantieri, a partire dalla legalità e dalla sicurezza. Il badge unico di cantiere va proprio in questa direzione: uno strumento capace di rendere semplice e immediata la tracciabilità del lavoratore, dell’impresa per cui opera, della formazione svolta e degli adempimenti necessari, valorizzando anche il patrimonio di competenze e di informazioni del sistema bilaterale dell’edilizia. Oggi la sperimentazione, partita nel maggio scorso, è limitata ai cantieri pubblici e privati della ricostruzione post-sisma 2016, nelle 4 regioni interessate, vale a dire Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. La proposta che la Filca-Cisl rivolge al Governo è di estendere il badge di cantiere in tutta Italia, e chiediamo al commissario Guido Castelli di sostenerci in questa richiesta. Estendere il badge a tutti i cantieri italiani, infatti, vuol dire garantire la sicurezza, la legalità e la regolarità in edilizia, contro il lavoro nero e grigio e il dumping contrattuale, per il bene dei lavoratori, delle imprese sane e di tutto il settore».  
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30/09/2026 Fincantieri Ancona, infortunio mortale: Fim, Fiom e Uilm proclamano otto ore di sciopero
Un lavoratore ha perso la vita a causa delle gravi ustioni riportate in un infortunio avvenuto nella tarda serata di ieri, 29 settembre, presso lo stabilimento Fincantieri di Ancona. Nell’incidente sono rimasti coinvolti due lavoratori delle ditte di appalto. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero per ogni turno di lavoro nella giornata di  oggi mercoledì 30 settembre, coinvolgendo anche le ditte di appalto. «Basta morire lavorando. Non è più accettabile che nel nostro Paese gli infortuni mortali continuino a verificarsi senza che nulla cambi - affermano Fim, Fiom e Uilm  - occorre cambiare la cultura della sicurezza, ancora troppo spesso considerata esclusivamente un costo aziendale. Servono investimenti nella formazione e strumenti adeguati di prevenzione e protezione per evitare altre tragedie.» I sindacati chiedono inoltre di rivedere il modello organizzativo basato su appalti e subappalti, denunciando la maggiore frequenza degli infortuni nelle aziende che operano in questo sistema. Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm, insieme alle Rsu di stabilimento e ai lavoratori Fincantieri, esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore deceduto.
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29/09/2026 Festa dei nonni: 2 ottobre inaugurazione Laboratorio ANTEAS Ancona aps
In occasione della Festa dei nonni, giovedì 2 ottobre alle ore 16 sarà inaugurato il Laboratorio Anteas Ancona APS nei locali dell’ex distretto sociale di piazza Salvo d’Acquisto 29, nel quartiere Q2. Gli spazi sono stati concessi in comodato dal Comune di Ancona. All’inaugurazione sarà presente l’assessora ai Servizi sociali Manuela Caucci. Il laboratorio nasce come luogo di incontro aperto al quartiere, con particolare attenzione alle persone anziane sole o in condizioni di fragilità. L’obiettivo è offrire occasioni per stare insieme, coltivare interessi e costruire relazioni anche con i più giovani. «Vogliamo che questo spazio diventi un punto di riferimento per chi cerca compagnia, ascolto e la possibilità di sentirsi parte attiva della comunità – dichiara Silvana Santinelli, presidente di Anteas Ancona APS – La Festa dei nonni è il momento giusto per aprire le porte di un laboratorio in cui le persone anziane possano incontrarsi e condividere le proprie esperienze con le nuove generazioni». Il programma comprenderà momenti di ascolto, giochi di carte, letture, laboratori creativi e di artigianato artistico, ginnastica dolce, turismo sociale e iniziative come gli “aperitivi culturali”. Sono previsti anche incontri di prevenzione sociosanitaria, attività contro le truffe e supporto nell’uso degli strumenti digitali. Il progetto sarà sviluppato in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi sociali del Comune di Ancona e con il coinvolgimento della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Passo Varano e Ponterosso, delle associazioni e delle altre realtà del territorio. La collaborazione con UISP, società sportive e scuole contribuirà a coinvolgere i giovani e a rafforzare il dialogo tra generazioni.
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28/09/2026 La Carovana della Salute torna nelle Marche: appuntamento ad Ascoli Piceno
Torna nelle Marche la Carovana della Salute della FNP CISL. L’appuntamento è per domenica 4 ottobre, dalle 9.00, ad Ascoli Piceno,  piazzale della Chiesa dei Santi Simone e Giuda, nel quartiere Monticelli. L’iniziativa, promossa e organizzata dalla FNP CISL nazionale insieme alla FNP CISL Marche e alla FNP CISL RLS di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, ha il patrocinio del Comune di Ascoli Piceno, Medaglia d’oro al Valor Militare per Attività Partigiana. Si svolge in collaborazione con l’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno e si inserisce nella campagna nazionale “La vita non va in pensione”, dedicata alla salute e alla qualità della vita a ogni età. Durante la giornata i cittadini potranno ricevere informazioni sui corretti stili di vita, sul benessere fisico e sulla prevenzione. Sarà inoltre possibile approfondire i temi degli screening oncologici, delle patologie legate al diabete e dei servizi sanitari territoriali, dalle Case e dagli Ospedali di comunità al nuovo assetto della rete ospedaliera. Le visite sono gratuite e si prenotano chiamando la FNP CISL di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto al numero 335 1947213, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30. Le prenotazioni sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili. «La prevenzione è oggi fondamentale e deve essere accessibile e vicina alle persone, anche a chi incontra più difficoltà nell’orientarsi tra i servizi sanitari – afferma il Segretario generale della FNP CISL Marche Silvano Giangiacomi - Con la Carovana vogliamo creare occasioni concrete di informazione e ascolto nelle nostre comunità. È anche un modo per contrastare la solitudine che colpisce molti anziani e per rafforzare il legame tra persone e territorio». All’iniziativa collaborano CISL Marche, Patronato INAS, Anteas Ascoli Piceno, Anteas San Benedetto del Tronto, CAF CISL e Adiconsum Marche. Tra i partner figurano la Croce Rossa Italiana, la Protezione Civile di Ascoli Piceno, la Croce Verde, AVIS Ascoli Piceno, Acustico, ANED e AIRP.
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25/09/2026 Regione Marche: attivati 13 Ambulatori per i Bisogni Non Differibili a supporto dei Pronto Soccorso
La Regione Marche ha definito, con la DGR 1159 del 21 settembre, le nuove linee di indirizzo per l’evoluzione del modello territoriale previsto dal DM 77/2022, introducendo una rete di 13 Ambulatori per i Bisogni Non Differibili, uno per ciascun Pronto Soccorso del territorio regionale che si aggiunge alla DGR 557 del 18 Maggio sull'organizzazione dei percorsi per gli Ospedali di Comunità. Le nuove strutture saranno operative tutti i giorni dalle 8 alle 20, compresi sabato e domenica, e garantiranno una risposta tempestiva ai bisogni sanitari che richiedono una valutazione rapida ma non configurano un’emergenza. Non rientrano tra le casistiche trattabili le condizioni di competenza esclusiva del Pronto Soccorso, come dolore toracico, gravi difficoltà respiratorie, sospetto ictus e tutte le patologie tempo‑dipendenti. Gli Ambulatori saranno collegati in telemedicina con i reparti ospedalieri e potranno attivare percorsi fast track verso servizi specialistici, diagnostica e radiologia, con l’obiettivo di velocizzare la presa in carico e migliorare la continuità assistenziale. L’accesso potrà avvenire tramite numero dedicato, su invio del medico di medicina generale o del pediatra, oppure attraverso il triage ospedaliero, quando la valutazione clinica non richiede la gestione diretta in Pronto Soccorso. La Regione Marche ha scelto di valorizzare le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità come strumenti centrali per il rafforzamento della sanità territoriale e per una gestione più efficace dei flussi in entrata nei Pronto Soccorso, in un modello integrato tra ospedale e territorio. La CISL FP Marche ritiene indispensabile che accanto a queste importanti misure finalizzate a meglio governare il flusso verso i Pronti Soccorsi, gestire il fenomeno del boarding ovvero lo stazionamento prolungato, ci sia un investimento reale sulla sanità territoriale capace di tradurre concretamente il concetto che la prestazione sanitaria, e quindi il bisogno di salute, non sia solo ospedaliconcentrica ma diffusa e capillare in tutto il territorio regionale. Per questo serve dotare le case di comunità di tutti i professionisti necessari ed in numero adeguato in una logica di integrazione piuttosto che di trasferimento. In questa prima fase è abbastanza evidente l'investimento importante sull'ammodernameto strutturale mentre ancora restano da chiarire le reali dotazioni organiche. l professionisti non possono essere gli stessi che lavoravano nei distretti, nei poliambulatori territoriali e nelle cure domiciliari. «La presa in carico in prossimità e l’erogazione di prestazioni adeguate ai bisogni della popolazione richiedono un investimento significativo sul capitale umano - dichiarano Giovanni Cavezza e Alessandro Contadini della CISL FP Marche - I professionisti devono essere messi nelle condizioni ottimali per operare in sicurezza, con responsabilità commisurate ai profili professionali e con strumenti e competenze adeguate per garantire risposte concrete ai cittadini. Occorre eliminare il rischio boomerang che in assenza di risposte anche tramite aspettative sovrastimate, si inneschi un pericoloso fenomeno di ritorno dalle case e ospedali di comunità verso il Pronto Soccorso che evidenzierebbe tutti limiti del nostro sistema sanitario regionale rendendo vano la programmazione e gli investimenti sulla sanità territoriale.»
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24/09/2026 Servizi sociali a Senigallia: "Importante aprire il confronto con i sindacati e garantire uniformità e pari dignità"
«Abbiamo assistito ad una accelerazione nel dibattito politico in seno al consiglio comunale di Senigallia sul modello di gestione ed erogazione dei servizi sociali ad oggi garantiti attraverso l’ Unione dei comuni. -  affermano CGIL CISL UIL Senigallia -  Ci spiace non essere stati coinvolti in una discussione così importante nonostante il contributo concreto e propositivo che abbiamo sempre portato nella discussione sulle politiche sociali di questo territorio. Anche nell’ ultimo incontro con l’ amministrazione comunale, a fine luglio, avevamo chiesto informazioni circa l’ orientamento dell’ ente rispetto a tale questione, ma nulla lasciava presagire l’avvio fattivo di un percorso di verifica.» Per CGIL CISL UIL del territorio di Senigallia i modelli organizzativi dei servizi sociali devono garantire innanzi tutto due principi: 1) l’erogazione uniforme, rispetto ai bisogni, dei servizi sociali e sociosanitari su tutto il territorio, 2) la pari dignità politica dei territori nella capacità di indirizzo delle politiche sociali. «A partire da questi principi va impostata, se mai, una discussione sul modello organizzativo, che, va detto,  nell’ attuale configurazione di Unione dei Comuni per quanto ci riguarda ha garantito alle Organizzazioni sindacali la possibilità di confronto sui problemi della popolazione e la condivisione di dati e scelte operative» rilanciano i sindacati unitari.  Le Organizzazioni sindacali ritengono l’unione dei comuni, in quanto ente gestore, «un fattore distintivo di questo territorio, una realtà importante che ha dimostrato nel tempo la sua efficacia ed ha permesso di realizzare una politica sociale omogenea in tutto l’ambito, realizzata anche con un confronto continuo con le organizzazioni sindacali -  proseguono -  In questi anni pur difficili, l’Ambito Sociale Territoriale n° 8 e l’Unione dei Comuni hanno permesso di recuperare risorse economiche, di partecipare a numerosi bandi di elevata complessità, che i comuni da soli non sono in grado di garantire. L’attenzione nei confronti dei soggetti più deboli del territorio sono progrediti in termini di qualità e quantità.» CGIL CISL UIL SPI FNP UILP di Senigallia ribadiscono che «la programmazione e la gestione dei servizi sociali sono principalmente di competenza degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) , in base a un Piano di Zona e secondo quanto stabilito dalla legge 328/2000, che vede nel confronto tra le parti sociali la sua principale modalità di realizzazione. Come sindacato insieme alle associazioni del territorio auspichiamo che nelle prossime settimane si apra  un confronto con l’Unione e con l’Ambito territoriale, anche attraverso lo strumento della co-progettazione, per rilanciare una serrata interlocuzione sulle emergenze del territorio che noi individuiamo in tre aspetti, politiche abitative, anziani e disabilità. - concludono - Infine crediamo che per rilanciare l’azione dell’Unione e dell’Ambito bisogna arricchire la gestione di nuove competenze che riguardano la protezione civile comune, la programmazione turistica e centro acquisti coordinato.»
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23/09/2026 Stefania Bramucci è la nuova Segretaria della FNP CISL Ancona
Il Consiglio direttivo della RLS FNP CISL di Ancona ha eletto oggi la nuova squadra alla guida della struttura territoriale del sindacato dei pensionati. Stefania Bramucci è la nuova segretaria responsabile, al suo fianco eletti  Anna Malinconico e Saverio Pigliapoco. «Guardiamo al futuro con impegno e determinazione – ha dichiarato Bramucci – Vogliamo essere sempre più vicini alle pensionate e ai pensionati del territorio, tutelare i loro diritti e rafforzare i servizi di assistenza e promozione sociale. Faremo sentire la nostra voce sulla sanità, sulle pensioni e sul welfare locale, perché la FNP CISL di Ancona continui a essere un punto di riferimento per tutti». «A Stefania, Anna e Saverio i nostri migliori auguri di buon lavoro per questo nuovo mandato – ha affermato Silvano Giangiacomi, Segretario generale della FNP CISL Marche, a margine delle votazioni – La loro elezione apre una nuova fase di impegno al servizio degli iscritti e della comunità. In un territorio in cui crescono i bisogni di cura e assistenza, la presenza del sindacato deve essere sempre più vicina alle persone e capace di portare le loro istanze nel confronto con le istituzioni». Ai lavori ha partecipato il Segretario regionale Luca Talevi.
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22/09/2026 Infrastrutture, lavoro e legalità: Cisl e Filca Marche a confronto sullo sviluppo della regione
Connettere le Marche, superare l’isolamento infrastrutturale e costruire nuove opportunità di sviluppo e occupazione: è l’obiettivo del convegno “Connettiamo le Marche per lo sviluppo di domani – Infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità”, promosso da CISL Marche e Filca CISL, in programma giovedì 1 ottobre 2026, alle ore 15, nell’Auditorium Ubaldo Tacconi della Cassa Edile di Ancona, in via Pietro Filonzi 9. L’iniziativa vuole mettere a confronto rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, delle imprese e degli organismi di vigilanza sul ruolo decisivo delle infrastrutture per il futuro economico e sociale della regione. Strade, ferrovie, collegamenti tra la costa e le aree interne e ricostruzione post-sisma rappresentano leve essenziali per rilanciare la competitività del sistema produttivo marchigiano, creare lavoro di qualità e contrastare lo spopolamento dei territori. Una strategia che, per CISL e Filca CISL, deve procedere insieme alla tutela della sicurezza, all’applicazione dei contratti, alla qualificazione delle imprese e al pieno rispetto della legalità nei cantieri. Aprirà i lavori Jacopo Lasca, Segretario generale della Filca CISL Marche, seguiranno gli interventi di  Ugo Berardi, Responsabile HR  Consorzio stabile Eteria,  Pierluigi Rausei, Dirigente dell’Ispettorato nazionale del lavoro e Direttore dell’ITL di Ancona, Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione post-sisma 2016, Francesco Baldelli, Assessore alle Infrastrutture della Regione Marche e Marco Ferracuti,  Segretario generale della CISL Marche. Il Segretario generale della FILCA CISL nazionale, Ottavio De Luca, concluderà i lavori.
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16/09/2026 Anziani, disabili e minori CISL: “Marche il welfare pubblico costa troppo agli utenti”
Se c’è una classifica nazionale nella quale le Marche occupano le prime posizioni, è quella, tutt’altro che positiva, della compartecipazione degli utenti alla spesa sociale sostenuta dai Comuni, singoli o associati. L’Ufficio studi della CISL Marche ha rielaborato gli ultimi dati disponibili dell’Istat, riferiti al 2022, confrontando la situazione regionale con la media italiana, quella del Centro e i valori registrati in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo. Nelle Marche la spesa dei Comuni e degli Ambiti territoriali sociali per servizi e interventi sociali, compresi quelli educativi per la prima infanzia, ammonta complessivamente a 195,5 milioni di euro. La spesa pro capite è pari a 132 euro: un valore inferiore alla media nazionale, a quella del Centro Italia e a quello delle regioni prese come riferimento, con le sole eccezioni di Umbria e Abruzzo. Il dato più critico riguarda però la quota di spesa posta direttamente a carico degli utenti e delle loro famiglie. Nelle Marche la compartecipazione raggiunge complessivamente il 13,3%, superando la media nazionale, quella del Centro Italia e tutte le quattro regioni considerate nel confronto. Un’incidenza che colloca le Marche al quinto posto tra le 22 Regioni e Province autonome italiane. «Questi numeri evidenziano uno squilibrio strutturale che non può essere ignorato: a una spesa sociale pubblica ancora troppo contenuta corrisponde un peso particolarmente elevato sulle persone e sulle famiglie - sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche - La nostra regione è appena tredicesima per livello complessivo della spesa, ma sale al quinto posto quando si misura la compartecipazione richiesta agli utenti. Occorre invertire questa tendenza, rafforzando il finanziamento pubblico e garantendo maggiore equità nell’accesso ai servizi». La situazione diventa ancora più preoccupante quando si considerano le fasce maggiormente fragili della popolazione. Nelle strutture residenziali per anziani la compartecipazione degli utenti arriva infatti al 51,5%: in sostanza, anziani e famiglie sostengono più della metà della spesa. Anche questo valore risulta superiore alle medie nazionali e territoriali e a quelli delle regioni utilizzate come riferimento. «Dietro quel 51,5% non ci sono soltanto percentuali, ma pensionati, persone non autosufficienti e famiglie che spesso devono affrontare rette difficilmente sostenibili - afferma Silvano Giangiacomi, segretario generale della FNP CISL Marche - Non possiamo permettere che l’accesso a un’assistenza adeguata dipenda dalle condizioni economiche della famiglia o che i risparmi accumulati in una vita vengano assorbiti dalle rette. L’invecchiamento della popolazione impone una risposta pubblica più forte, fondata sulla tutela della dignità degli anziani e sul sostegno concreto a chi se ne prende cura». Per le strutture residenziali destinate alle persone con disabilità, la compartecipazione si attesta invece all’11,9%, una percentuale inferiore soltanto a quella registrata in Umbria tra le regioni considerate. Il quadro non cambia per gli asili nido: secondo i dati riferiti al 2023, le Marche guidano il confronto con una compartecipazione degli utenti pari al 30,3%. I numeri descrivono un problema sistemico, determinato dalla combinazione di due fattori: una spesa sociale complessivamente contenuta e un contributo richiesto agli utenti tra i più alti d’Italia. Una condizione particolarmente grave quando coinvolge anziani, persone non autosufficienti, persone con disabilità e nuclei familiari con minori. Il confronto con la Regione Marche ha consentito di avviare l’intervento “Multileva”. Dal mese di novembre dovrebbe diventare operativo il “voucher famiglie”, del valore di 250 euro mensili, destinato agli utenti delle strutture residenziali per anziani, persone con disabilità e persone con disturbi mentali. Per CISL e FNP Marche si tratta di un primo passo positivo, ma ancora insufficiente. Anche le amministrazioni comunali devono aumentare la spesa sociale e disciplinare con chiarezza le modalità di integrazione delle rette per gli utenti incapienti. Molti Comuni, infatti, non si sono ancora dotati degli appositi regolamenti, nonostante siano previsti dalla normativa nazionale. CISL e FNP Marche chiedono quindi alla Regione e all’ANCI di aprire un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali e i gestori dei servizi. L’obiettivo deve essere qualificare il sistema regionale di welfare, assicurare criteri omogenei in tutto il territorio e ridurre il peso economico che oggi grava in misura eccessiva sugli utenti e sulle loro famiglie.      
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11/09/2026 Scuola, la Cisl lancia il patto educativo: “Investire nell’istruzione per dare forma al futuro”
“Settembre andiamo...”. Ai giorni nostri e alle nostre latitudini settembre è però tempo non di migrazioni ma di scuola e Cisl Marche ha colto oggi l’occasione per discuterne alla Mole Vanvitelliana. “Fare comunità per dare forma al futuro” è il tema scelto e moderato da Cristiana Ilari, Segretaria generale della Cisl scuola Marche. «Parlare di scuola - dice Marco Ferracuti, Segretario generale della Cisl Marche - significa parlare del futuro che vogliamo costruire. Un futuro che non può essere semplicemente atteso, ma che richiede responsabilità, partecipazione e una forte alleanza tra istituzioni, comunità educante, mondo del lavoro e organizzazioni sociali La qualità dello sviluppo della nostra regione non si misura soltanto attraverso la ricchezza prodotta ma si misura soprattutto dalla qualità del sistema di istruzione, dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e dalle opportunità offerte alle nuove generazioni. La scuola prepara al lavoro, ma prima ancora forma persone e cittadini consapevoli, capaci di comprendere la realtà, esercitare i propri diritti e contribuire al bene comune».  Per la Cisl Marche occorre ricostruire un patto educativo tra scuola, famiglie, istituzioni e comunità locali. «Chiediamo un confronto stabile tra Regione, Ufficio scolastico regionale, autonomie scolastiche, organizzazioni sindacali, famiglie e rappresentanze degli studenti». Particolare attenzione deve essere riservata alle aree interne. «Nessuna famiglia sceglierà di vivere in un territorio privo di servizi essenziali e di scuole accessibili e di qualità. Non è sostenibile mantenere ovunque micro-scuole con offerte formative sempre più deboli, ma la risposta non può ridursi a chiusure e accorpamenti». Da qui la proposta della Cisl di sperimentare campus scolastici territoriali: «Poli moderni - conclude Ferracuti -  sicuri e ben collegati, dotati di laboratori, palestre, mense e spazi per le attività pomeridiane. Non una scuola più lontana, ma una scuola più forte, capace di diventare il centro educativo e sociale di un’intera area. La Cisl è pronta a fare la propria parte attraverso la partecipazione e la contrattazione, non per difendere l’esistente, ma per contribuire a cambiarlo. Investire nell’istruzione significa dare forma al futuro e scegliere quale comunità vogliamo essere». La riflessione di Cristiana Ilari, Segretaria generale Cisl Scuola: «Lavoriamo per migliorare la condizione della scuola, ringrazio i colleghi che ogni giorno con me sostengono l’onore di tutelare il personale della scuola». A presentare l’indagine  - curata da Cisl Scuola, Tuttoscuola e Fondazione Tarantelli - sul ruolo degli insegnanti è stata Erica Cassetta Responsabile dell’ufficio studi e ricerche Cisl Scuola. Una osservazione preliminare di Francesco Quagliani, Responsabile formazione Cisl Marche: «Un lavoro di approfondimento importante, sono rarissime le ricerche sulla scuola». Erica Cassetta, Responsabile Ufficio studi e ricerche Cisl Scuola nazionale: «I docenti italiani sono diecimila, l’indagine si è articolata in una trentina di quesiti. Il 63% dei docenti ha più di 50 anni, i dati dicono che sono troppo agèe, predomina la omponente femminile, il 40% degli insegnanti è nato al Centro-Sud ma solo il 26% vi lavora, il 70% ha un diploma di laurea, ci si avvicina alla professione generalmente per vocazione. Occorre rendere la professione attrattiva dal punto di vista economico e sociale». Il vicepresidente della giunta regionale delle Marche Enrico Rossi: «La rete di programmazione scolastica è una delle prime cose cui ho avuto modo di lavorare. Stiamo parlando di un sistema educativo che conta 178mila studenti, in calo del 3% nel triennio con 208 autonomie scolastiche. La denatalità ha ripercussioni importanti, ma una scuola con meno studenti non è più povera, la struttura marchigiana è molto solida». La riflessione di Gianni Russo, dirigente tecnico dell’Ufficio scolastico regionale delle Marche: «Non perdiamo di vista l’importanza dell’approccio etico rispetto ai social e all’intelligenza artificiale. Non c’è scuola senza i docenti, senza i collaboratori. Nella progettazione delle risorse Pnrr abbiamo tenuto conto di tutte le voci». Le conclusioni di Ivana Barbacci, Segretaria generale Cisl scuola: «E’ importante che si parli di scuola, di insegnamento, di educazione: sono tanti gli interessi che interagiscono, la scuola è la più grande infrastruttura del Paese eppure facciamo fatica a far capire cosa serve. Gli insegnanti, chiedono che sia valorizzata la loro professionalità che oggi  con l'avvento dell'AI assume sempre di piu' una funzione culturale ed educativa. Per raggiungere l'obiettivo la contrattazione resta la via maestra e il percorso contrattuale continua: formazione, accesso alla professione, sviluppo professionale, partecipazione attraverso gli organi collegiali, sono aree di impegno contrattuale per la Cisl Scuola».   Rassegna Stampa : https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/11/ferracuti-cisl-marche-la-scuola-sia-centro-educativo-e-sociale-di-unintera-area_89256e4c-d634-4f12-a62e-bf456498bbe5.html Il sostegno resta il punto più critico: per la CISL mancano docenti specializzati e servono organici più aderenti al fabbisogno reale degli istituti https://www.rainews.it/tgr/marche/articoli/2026/09/scuola-nelle-marche-oltre-6mila-supplenze-annuali-f3726e14-fc71-4a9d-9377-6aa1a5bf8016.html https://etvmarche.it/11/09/2026/luci-e-ombre-della-scuola-la-cisl-per-dare-forma-al-futuro/ https://m.cronachemaceratesi.it/2026/09/11/cisl-investire-nellistruzione-per-dare-forma-al-futuro-chiediamo-un-confronto-stabile/2103505/    
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04/09/2026 Beko Melano, FIM CISL Marche: " Verso la mobilitazione"
L’accordo del 14 aprile 2025 sottoscritto al MIMIT con la presenza del Ministro Urso con l’ennesimo sacrificio occupazionale per il territorio di Fabriano, « avrebbe dovuto garantire stabilità e il rilancio del sito Beko di Melano mettendo le basi per una occupazione stabile e prospettive industriali di lungo termine, sta manifestando una realtà ben diversa nello stabilimento. - sottolinea il Segretario regionale FIM CISL Giampiero Santoni -  Malgrado i 66 esuberi occupazionali previste dal piano industriale che sono stati portati a termine a cui se ne sono aggiunti altri 30 circa volontari, permane l’utilizzo della cassa integrazione come gli anni precedenti con un calo significativo nei volumi prodotti.  A questo si aggiunge il mancato rispetto degli accordi negli investimenti, dei “62 mln in prodotto, processo e ricerca e sviluppo” piu per “l’efficientamento energetico 1,5 milioni per le istallazioni dei pannelli solari”, ad oggi si vedono solo le briciole.»  «Di fatto ad oggi sono stati posizionati i pannelli solari anche se non sono del tutto operativi. Da qui si comprende la grande preoccupazione dei lavoratori e delle RSU nel vedere un accordo rispettato nella parte dei licenziamenti e utilizzo della Cassa Integrazione ma meno nell’impegno di rilanciare la fabbrica.- conclude Santoni -  In previsione dell’incontro previsto al MIMIT il 1 ottobre, dove saranno portate le istanze dei lavoratori, martedì 8 settembre alle ore 10,00 si svolgerà lo scioperoe il  presidio di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento Beko di Melano per denunciare il mancato rispetto degli accordi all’opinione pubblica, alla stampa, alla politica e alle istituzioni a tutti i livelli.»
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02/09/2026 CCNL Sanità Privata, la Cassazione dà ragione ai lavoratori: CISL FP Marche rilancia la mobilitazione
Una sentenza della Sezione Lavoro conferma l'illegittimità della disdetta unilaterale dei contratti collettivi. Il sindacato apre uno sportello informativo e convoca un tavolo con la direzione del Santo Stefano Gruppo KOS. La battaglia per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata e delle RSA prosegue senza sosta. CISL FP Marche torna a chiedere con forza il rinnovo del contratto per l'intero comparto, portando avanti le istanze di oltre 300mila lavoratori del settore, e annuncia una nuova fase di mobilitazione sul territorio, sostenuta da un recente pronunciamento della Corte di Cassazione.  A rafforzare le rivendicazioni sindacali è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 23782/2026 (udienza del 1° luglio 2026, pubblicata il 22 luglio), che ha chiarito alcuni punti chiave in materia di applicazione dei contratti collettivi: Inviolabilità del CCNL applicato: il datore di lavoro non può recedere unilateralmente dal contratto collettivo in vigore per sostituirlo con accordi meno favorevoli ai lavoratori. Ultra-attività della tutela: la clausola di ultra-attività mantiene efficace il contratto originario fino alla stipula del rinnovo; eventuali disdette unilaterali da parte delle strutture datoriali sono da considerarsi prive di effetto giuridico. Prescrizione dei crediti retributivi: per i crediti maturati da mancata o errata applicazione contrattuale, la prescrizione decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, tutelando così il recupero delle somme arretrate anche durante la vigenza del contratto. Secondo CISL FP, la pronuncia conferma la legittimità delle azioni intraprese finora e apre la strada al recupero delle differenze retributive per chi ha subito la disapplicazione o la sostituzione del CCNL. «Stiamo riconquistando ciò che spetta ai lavoratori, risorsa per risorsa, diritto per diritto» sottolineano ​Alessandro Contadini, Segretario generale aggiunto CISL FP Marche, Mariella Mazzalupi, Responsabile regionale CISL FP Marche Gruppo KOS e Alessandro Moretti,Segretario regionale CISL FP Marche e Responsabile Territorio di Macerata,  ribadendo l'intenzione di non arretrare di fronte a ulteriori ritardi nel rinnovo contrattuale. Sulla base di questi sviluppi, la CISL FP Marche ha organizzato una serie di iniziative rivolte ai lavoratori: Sportello informativo diffida e diritti retributivi lunedì 7 settembre dalle 11,00 alle 16,00, presso la stanza sindacale del Santo Stefano: sarà attivo uno sportello aperto a tutto il personale per fornire chiarimenti sulla diffida relativa alle differenze retributive e sugli effetti della sentenza sui singoli rapporti di lavoro. È inoltre l'occasione per chi non avesse ancora aderito alla diffida di farlo. Assemblea dei lavoratori (entro mese di settembre): riservata ai lavoratori aderenti all'iniziativa, per fare il punto sull'andamento della vertenza e sugli aggiornamenti giurisprudenziali. ·   Tavolo di negoziazione: martedì 8 settembre è in programma un incontro tra CISL FP e la Direzione del Santo Stefano, ottenuto dopo ripetute sollecitazioni del sindacato. Al tavolo saranno portate le istanze, i conteggi e le segnalazioni raccolte tramite i rappresentanti di struttura.
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27/08/2026 Rifiuti, Ferracuti, Cisl Marche: "Serve una strategia integrata Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla differenziata, ma il tassello che manca"
Dopo l'approvazione, lo scorso 28 luglio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti da parte dell'assemblea legislativa, Cisl Marche interviene sui numeri e sulle prospettive del sistema regionale di gestione dei rifiuti, chiedendo che l'avvio della nuova governance sia accompagnato da un percorso di trasparenza e partecipazione. I dati Arpam, rielaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Marche parlano chiaro. Nel 2025 le Marche hanno prodotto 764.718 tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro capite di 517 kg/abitante, superiore alla media nazionale. Mentre per la raccolta differenziata si registra un buon 72,02% della produzione totale, ben oltre l'obiettivo comunitario del 65% e sopra il dato Ispra nazionale del 67,7%.  Nonostante il dato positivo della raccolta differenziata, dall’analisi dei dati emerge che le Marche segnano un conferimento in discarica molto alto, pari al 42,57% percentuale nettamente superiore rispetto alle altre regioni e al resto d’Italia 14, 79%.  La capacità degli impianti è ormai agli sgoccioli: al 31 dicembre 2025 la maggior parte delle discariche regionali aveva una capacità residua inferiore al 10%, in due casi era compresa fra il 31% e il 50%, e la sola discarica di Corinaldo, con 527.700 mc, risultava, dai dati Arpam, sopra la soglia del 50%. Ci sono poi le scadenze imposte dalle Direttive europee che prevedono la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: entro il 2035 solo il 10% del totale dei rifiuti potrà finire in discarica   ed entro il 2030 si dovrà raggiungere almeno il 65% di riciclaggio.  A questo si aggiunge l'emergenza plastica legata alle difficoltà di Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, che ha già costretto a trasferire rifiuti fuori regione, con un impatto diretto sui costi e di conseguenza sulle tariffe per i cittadini. Percorrere distanze maggiori per raggiungere impianti di trattamento aumenta i costi logistici che si riflettono sulla tariffa finale. Un aumento iniziato nel 2025, quando il costo medio della Tari nelle Marche si è attestato a 279 euro a famiglia, con un aumento rispetto all’anno precedente, del 5.5%. Nel 2026 alcuni Comuni hanno già deliberato aumenti compresi tra il +3% (Senigallia) e il +8,4% (Macerata). Per la CISL Marche la strada da percorrere è quella di un sistema integrato che affianchi la raccolta differenziata al riuso, al riciclo e alla realizzazione di un termovalorizzatore come impianto di fine ciclo per trattare la quota dei rifiuti non riciclabile trasformandola in energia e di conseguenza costi limitati e tariffe ridotte per le famiglie e le imprese. «I numeri del 2025 ci dicono che le Marche hanno una differenziata che funziona, sopra la soglia europea e sopra la media nazionale. Ma ci dicono anche che continuiamo a conferire in discarica quasi tre volte di più del resto del Paese, con impianti che si stanno esaurendo e un solo sito, quello di Corinaldo, ancora sopra il 50% di capacità residua. Non possiamo pensare di reggere così fino al 2035, quando le direttive europee imporranno di portare in discarica non più del 10% dei rifiuti» sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche. «Per questo riteniamo necessaria una strategia che tenga insieme differenziata, riuso, riciclo e un termovalorizzatore come impianto di chiusura del ciclo per la sola quota di rifiuto non riciclabile, trasformandola in energia. Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla raccolta differenziata e al riciclo: è il tassello che oggi manca e che, se non arriva, continuerà a scaricarsi sulle tariffe pagate da famiglie e imprese, come dimostrano già gli aumenti Tari di quest'anno» prosegue Ferracuti. Cisl Marche guarda con interesse al percorso avviato dal Consiglio regionale verso l'istituzione di un Ambito territoriale ottimale unico (Ato unica), articolato in cinque sub-ambiti provinciali, ma chiede che l'intero iter – dalla individuazione del sito alla realizzazione dell'impianto – sia accompagnato da commissioni composte da amministratori, parti sociali e associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di monitorare nel tempo la salute dei lavoratori e dell'ambiente circostante. «Ci auguriamo che il processo che porterà alla nuova governance regionale sia un percorso di trasparenza che inizi subito e accompagni tutta la vita dell'impianto, non solo la fase autorizzativa. Un coinvolgimento di tutti a partire dalle amministrazioni comunali e dai cittadini attraverso commissioni dedicate è la condizione perché queste scelte siano comprese e condivise sul territorio» rilancia e conclude il segretario generale della Cisl marchigiana.
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27/08/2026 Beko Melano, la RSU lancia l’allarme: "Senza investimenti e volumi produttivi il futuro dello stabilimento è a rischio"
La RSU Fim-Fiom-Uilm dello stabilimento di Melano, alla luce dell’assetto previsto per il mese di settembre, ribadisce con forza la propria profonda preoccupazione per una situazione che si conferma come non mai estremamente complessa e priva di prospettive certe. Il piano industriale in atto non sta garantendo alcuna stabilità. «A fronte di un volume di uscite incentivate decisamente superiore a quello inizialmente preventivato con l'accordo dell'aprile 2025, a valle il nostro sito non ha registrato alcun beneficio strutturale concreto. Il calo reale del ricorso alla CIGS — obiettivo centrale e spirito fondante dell'intesa — è rimasto finora una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità» sottolineano i sindacati di categoria. A gravare sul futuro del sito contribuiscono diversi fattori critici: Perdita dei Volumi Produttivi: le note difficoltà di vendita continuano a sollevare pesanti dubbi sulla tenuta del budget produttivo di inizio 2026 (fissato a poco più di un milione di pezzi). Il rischio concreto è quello di scendere al di sotto di questa soglia psicologica e strutturale fondamentale, tanto più che ad oggi lo stabilimento non produce piani con marchio Beko. Contrazione dell'Induzione: risulta incomprensibile al di là del presunto calo del mercato la forte frenata del settore induzione, da sempre indicato come il fulcro dello sviluppo futuro di Melano. Assenza di Investimenti: continuano a latitare gli interventi economici indispensabili per l'innovazione dei processi e per il lancio di nuovi prodotti sul mercato. « È indispensabile comprendere una volta per tutte quale sia la vera strategia di Beko in grado di garantire un futuro industriale al sito di Melano, che appare oggi spaventosamente distante da quanto sottoscritto oltre 16 mesi fa al Mimit.  - concludono -   La RSU non intende assistere passivamente al progressivo ridimensionamento dello stabilimento. Pretendiamo risposte immediate, il rispetto degli impegni presi e il rilancio reale degli investimenti a garanzia dell'occupazione e della tenuta industriale del nostro territorio.»
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27/08/2026 Autista Conerobus aggredito, i sindacati: "Escalation inaccettabile, subito presìdi delle forze dell’ordine"
Le Segreterie regionali Marche di Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Ugl Fna Faisa-Cisal, a seguito dell’increscioso fatto avvenuto nella serata del  26 agosto,  al capolinea di Piazza IV Novembre, dove un autista di Conerobus in servizio sulla linea ¼ è stato aggredito da personaggi equivoci che pretendevano di salire con in mano delle bottiglie di alcolici e con un cane di grossa taglia senza museruola, in barba ai regolamenti aziendali, esprimono profonda preoccupazione, visto il susseguirsi di atti violenti, aggressioni, minacce, in una vera e propria escalation che desta forte apprensione. «Ricordiamo che la Rsu della Conerobus aveva già sollecitato l’azienda diverse volte, dato che tali episodi sono sempre più frequenti: l’ultima aggressione risale al 20 luglio scorso. - sottolineano i sindacati di categoria  -  Non è pensabile che una persona si rechi al lavoro con la paura di poter subire violenze, e non è concepibile che, ad oggi, non siano ancora state messe in campo le dovute misure di protezione di cui moltissime volte abbiamo parlato. È tanto auspicabile quanto necessaria l’istituzione di presìdi delle forze dell’ordine nei punti ritenuti più critici o nei capolinea. È indispensabile, come altre volte richiesto, la presenza delle stesse anche a bordo degli autobus, diventato, ad oggi, un vero e proprio “territorio di guerra”, un campo minato in cui si muovono lavoratori, studenti e quant’altro, e che non può in nessun modo essere lasciato allo sbando come stiamo purtroppo osservando. Confidiamo - concludono -  che tutti i responsabili vengano assicurati alla giustizia, e che la Legge segua il giusto corso. Auguriamo pronta guarigione al conducente ed esprimiamo profonda solidarietà, attendendo le giuste risposte dalle Istituzioni che dovranno essere immediate quanto concrete.»
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24/08/2026 Sanità Case Comunità Marche, CISL:” Senza personale rischio strutture incomplete: servono più medici, infermieri e servizi integrati per dare risposte adeguate ai cittadini”
Le nuove Case di Comunità previste dal DM 77/2022, finanziate con risorse PNRR, individuate ed attuate dalla DGR Marche 403/2025 cosi come  recepite dagli Atti Aziendali delle Aziende Sanitarie Territoriali, «risultano operative ma ancora non complete nella dotazione dei servizi obbligatori previsti per l'assenza ancora di un adeguato numero  di personale fondamentale per adempiere  alla funzione principale per la quale sono state create:  ovvero potenziamento della sanità territoriale per garantire maggior prossimità di accesso ai servizi e presa in carico del bisogno di salute, riduzione del flusso di accesso in proprio verso il Pronto Soccorso ( oltre 70% degli accessi al PS sono  codici bianchi e verdi ), e la miglior gestione  della  complessità degli interventi codificati dal sistema come emergenza e urgenza» scrivono in una nota stampa Alessandro Contadini, Segretario generale aggiunto Cisl Fp Marche, Luca Talevi, Cisl Marche e Roberta Stopponi, Segretaria generale Cisl Medici Marche. «Le Case di Comunità saranno veramente funzionali al sistema sanitario regionale solo se dotate di capitale umano dedicato e formato, con professionisti sanitari in grado di gestire il flusso degli utenti che cercano risposte e prestazioni sanitarie. - proseguono  - Attualmente nelle Case di Comunità classificate come HUB, nei giorni prefestivi e festivi i servizi sono parziali e spesso la domenica risultano ancora non operative. Nella maggior parte dei casi, soprattutto nel fine settimana, l'infermiere si ritrova infatti da solo, supportato dal medico della continuità assistenziale che comunque non sempre è operativo in struttura. E' pertanto necessario incrementare il numero degli infermieri di famiglia e di comunità in tutte le AA.SS.TT, in una ottica di implementazione della dotazione organica. La nuova programmazione regionale per la formazione specifica, atta ad aumentare la dotazione di infermieri di comunità, che partirà dopo l'estate in ogni AA.SS.TT., rappresenta in tal senso un investimento importante per dare concretezza a quanto necessario garantire quotidianamente. » Tutte le case di comunità ( hub e spoke ) devono infatti assicurare: cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici e di prenotazione, integrazione con i servizi sociali.  «Anche la presenza dei medici di medicina generale in queste strutture territoriali risulta ancora parziale con la copertura di qualche ora il mattino e il pomeriggio dal lunedì al venerdì nonostante le Case della Comunità denominate spoke e hub siano aperte tutti i giorni. Pur plaudendo l'accordo raggiunto dalle AA.SS.TT.  con i MMG aderenti - in linea con l'accordo di utilizzo per il personale medico convenzionato- per garantire la copertura dal lunedì al venerdì, risulta evidente che tale impostazione debba essere ampliata e migliorata. A tal fine si deve procedere alla implementazione di dirigenti sanitari dedicati esclusivamente a questa realtà, cosi da assicurare la presenza costante del medico in struttura, in sinergia funzionale con l'”infermiere di famiglia”.» Per  Cisl Fp Marche, Cisl Marche e Cisl Medici Marche «è fondamentale strutturare meglio la presenza del medico nel fine settimana potenziando la funzione e la presenza del medico di continuità assistenziale, dove la carenza strutturale di risposta sanitaria nel territorio, induce l'utenza verso accessi impropri al Pronto Soccorso. L'infermiere non può essere lasciato solo a gestire le Case della Comunità per imperativi motivi medico -legali e per l'obbligo di salvaguardia della sicurezza e salute del paziente. Garantire la adeguata copertura medica significa evitare un pericoloso vuoto assistenziale che innescherebbe un improprio " rimbalzo" dei pazienti verso la rete ospedaliera per acuti e, successivamente, verso gli ospedali di comunità.» Per questi motivi secondo Cisl Marche e Cisl Fp e Cisl Medici  Marche, per far funzionare pienamente le strutture edificate nei tempi previsti dal PNRR,  ritengono fondamentale un costante monitoraggio sia con la Regione che con le singole Ast dello stato della situazione dei servizi operanti all'interno  delle Case della Comunità in ogni territorio con l'obiettivo di costruire concretamente una sanità più vicina ai cittadini, capillare e capace di garantire maggiore equità nell'accesso alle cure. La trasformazione dell'assistenza territoriale richiede non solo nuove strutture, ma modelli organizzativi capaci di renderle pienamente operative. Cisl Marche, Cisl Fp e Cisl Medici Marche ritengono infatti che le case della comunità, con adeguato personale all'interno, sono il fulcro della sanità territoriale ove medici di medicina generale, infermieri, assistenti sociali, lavorano in equipe condividendo responsabilità, percorsi assistenziali ed obiettivi di salute per garantire una presa in carico veramente integrata delle persone.
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20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
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06/08/2026 CASO TOOLK: LA CASSAZIONE CHIUDE SEI ANNI DI BATTAGLIA. UNA VITTORIA PER LE LAVORATRICI, I LAVORATORI E PER TUTTO IL TERRITORIO
Con la sentenza della Corte di Cassazione del luglio 2026 si chiude definitivamente, dopo sei lunghi anni, una delle vertenze più complesse e dolorose del territorio fermano. Il pronunciamento consentirà a decine di lavoratrici e lavoratori di ricevere finalmente le somme dovute a titolo di trattamento di fine rapporto, riconoscendo un diritto che non avrebbe mai dovuto essere messo in discussione. La vicenda Toolk ha lasciato una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico locale. Nell’agosto del 2020, mentre ai dipendenti veniva comunicato il licenziamento, la società veniva incorporata in un’azienda statunitense, lasciando i lavoratori privi delle competenze di fine rapporto maturate nel corso degli anni. Da quel momento FEMCA CISL e FILCTEM CGIL hanno accompagnato i lavoratori in un lungo percorso sindacale e legale, affrontato con determinazione, responsabilità e fiducia nella giustizia. Quella della Toolk non è stata soltanto una vertenza aziendale. È stata una battaglia di civiltà, di legalità e di rispetto della dignità del lavoro, a partire dalla decisione del tribunale di Fermo sezione Fallimentare che, già dalla dichiarazione di fallimento del 2021, nel pieno rispetto e corretta interpretazione ed applicazione della normativa vigente, nazionale e comunitaria,  dava così risposta alle istanze di giustizia degli oltre 80 dipendenti e delle loro famiglie.   Le trasformazioni societarie, anche quando complesse e internazionali, non possono diventare uno strumento per indebolire o cancellare i diritti delle persone. Questa sentenza conferma la correttezza dell’impianto decisorio del Tribunale di Fermo, che ha sempre tenuto nei vari gradi di merito e di legittimità, dando lustro al nostro territorio per l’Ufficio Giudiziario altamente competente e  restituisce giustizia ai lavoratori confermando il valore dell’azione sindacale quando viene esercitata con costanza, competenza e unità. FEMCA CISL e FILCTEM CGIL continueranno a rappresentare sul territorio un presidio di legalità sociale, impegnato a difendere il lavoro, il rispetto delle regole e la costruzione di un sistema produttivo sano, responsabile e capace di mettere al centro le persone. «Il nostro pensiero - commentano le Segreterie FILCTEM CGIL-FERMO e FEMCA CISL-MARCHE - torna a quel 14 agosto del 2020. Ancora oggi facciamo fatica a comprendere la scelta di comunicare, alla vigilia di Ferragosto, il licenziamento a tante lavoratrici e tanti lavoratori. Ricordiamo il loro stato d’animo, quello delle famiglie e la responsabilità che sentimmo, come sindacato, di non lasciarli soli. Sono stati sei anni di impegno, passione e determinazione. Sei anni nei quali non abbiamo mai smesso di credere che quei diritti dovessero essere riconosciuti. Cercavamo giustizia. Alla fine, l’abbiamo trovata.»
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05/08/2026 Senigallia, rette delle residenze protette Sindacati:" Serve un coinvolgimento degli enti locali"
Nelle ultime settimane sono stati annunciati aumenti delle rette nelle residenze protette nella zona di Senigallia, in alcuni casi di oltre 200 € mensili. Come OO.SS. CGIL CISL UIL di Senigallia e relative federazioni dei pensionati SPI – FNP – UILP, riteniamo indispensabile costituire un tavolo di confronto nell’ ambito dell’ Unione dei comuni che possa affrontare il tema dell’accesso, dei costi e dell’adeguatezza delle prestazioni nelle residenze protette del territorio. Registriamo infatti la contemporanea presenza di lunghe liste di attesa per accedere alle residenze protette e rette in aumento, in un contesto che vede tipologie di utenti progressivamente più gravi. Sappiamo che a fine settembre è prevista l’emanazione di bandi per l’assegnazione di voucher di 250€ mensili a sostegno del pagamento delle rette attraverso risorse individuate dalla Regione Marche. Intervento che abbiamo già giudicato positivo, ma che con ogni probabilità non sarà sufficiente a coprire i bisogni. Per tale motivo chiediamo che vi sia la disponibilità da parte degli Enti Locali ad integrare le risorse attualmente disponibili per ampliare la platea dei beneficiari.  Insistiamo affinché venga affrontata in modo organico la questione della determinazione delle tariffe, che non deve essere incentrata solo sull’importo della  rette, ma anche su una chiara quantificazione dei costi e sulla corrispondenza ai bisogni assistenziali reali delle persone. Così come non è accettabile che i maggiori costi ricadano completamente sulle famiglie. Riteniamo inoltre che anche nella determinazione delle rette si debba iniziare a prendere in considerazione la condizione reddituale delle famiglie, in quanto l’ applicazione di una retta uguale per tutti, se troppo elevata, rischia di determinare uno iniquo sbarramento all’accesso sulla base del reddito. Pensiamo infine che il territorio debba procedere ad una rilettura dei propri bisogni assistenziali, sia relativamente al numero dei posti letto disponibili, con l'obiettivo di ampliare il numero dei posti letto convenzionati, e sia alla tipologia di servizi, residenziali o semiresidenziali, che sarebbero necessari. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo già richiesto un incontro all’Unione dei Comuni con cui stiamo definendo una data utile alla presenza anche dell’Azienda sanitaria.
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03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
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31/07/2026 Benessere aziendale, Regione Marche e Parti Sociali firmano il Protocollo d'intesa per promuovere qualità del lavoro e competitività delle imprese
È stato firmato questa mattina nella sede regionale il ‘Protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale’ per la XII Legislatura. Il Protocollo, sottoscritto dalla Regione Marche e le principali Confederazioni imprenditoriali e sindacali, promuove condizioni di lavoro attente al benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori attraverso la diffusione di ambienti lavorativi positivi, flessibili e motivanti. L'obiettivo è favorire una maggiore collaborazione e partecipazione nelle aziende, accrescere la produttività, attrarre e trattenere talenti, ridurre l'assenteismo e migliorare il clima organizzativo. "Con questo Protocollo rafforziamo una visione di sviluppo che mette al centro le persone e la qualità del lavoro – ha detto il vicepresidente Enrico Rossi - La competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori non sono obiettivi alternativi ma fattori che si rafforzano reciprocamente”. Il documento è quindi uno strumento “per costruire un modello di welfare finalizzato a far sì che le persone scelgano di lavorare e di vivere nelle Marche”. In particolare, nell'ambito della multifunzionalità del settore agricolo “mette al centro le persone come leva strategica di competitività, crescita e coesione sociale. Un modello capace di rispondere concretamente alle sfide del settore: favorire il ricambio generazionale e promuovere una presenza femminile sempre più rilevante all'interno delle aziende agricole”.  "Un protocollo innovativo che conferma un metodo di concertazione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro - Il benessere organizzativo rappresenta un importante fattore di competitività. Le imprese che investono nella qualità dell'ambiente di lavoro, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella salute e nella valorizzazione delle persone sono più attrattive, più innovative e più resilienti. Con questo Protocollo mettiamo a sistema una collaborazione che coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, offrendo strumenti concreti per favorire la diffusione del welfare aziendale in tutti i settori produttivi regionali". L'intesa, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 764 del 22 giugno 2026, rinnova e rafforza il percorso avviato nella precedente legislatura, confermando il welfare aziendale come uno degli strumenti strategici per sostenere la qualità del lavoro, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo sostenibile del territorio. Insieme alla Regione Marche, hanno sottoscritto il Protocollo le Confederazioni imprenditoriali e sindacali rappresentative a livello regionale: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, CIA Marche, Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, AGCI Marche, Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche. L'attuazione del Protocollo sarà garantita dalla Cabina di regia composta dai referenti tecnici della Regione Marche e delle Confederazioni imprenditoriali e sindacali, con il compito di monitorare le iniziative, favorire il confronto tra le parti e assicurare la piena efficacia degli interventi programmati. Attraverso il Protocollo, la Regione si impegna a sostenere la realizzazione di piani di welfare aziendale, a riconoscere specifiche premialità nei bandi regionali alle imprese che adottano interventi strutturati per il benessere dei lavoratori, a supportare la progettazione e il monitoraggio delle iniziative e a promuovere azioni dedicate alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le Confederazioni imprenditoriali e sindacali dei lavoratori, valutata la positività del ruolo svolto dalla Cabina di regia, si impegnano a promuovere e diffondere le opportunità previste dall'intesa, collaborando con la Regione Marche nel supporto alle imprese per la progettazione e la gestione dei piani di welfare aziendale, anche sotto il profilo normativo, fiscale e previdenziale. In particolare, il Protocollo cita tra gli obiettivi quello di “promuovere i temi del welfare aziendale e del benessere del lavoratore sul territorio presso le istituzioni locali e la comunità imprenditoriale incentivando il dialogo multi-stakeholder fra le rappresentazioni sindacali e datoriali, la società civile e l’associazionismo marchigiano”.   “I risultati già conseguiti testimoniano l'efficacia del percorso intrapreso”, ha ricordato l’assessore Bugaro. Nell'ambito della programmazione europea 2021-2027, la Regione Marche ha introdotto specifiche premialità nei bandi destinati a ricerca e sviluppo, innovazione e internazionalizzazione per le imprese che attivano interventi di welfare aziendale. Ad oggi sono 435 le imprese marchigiane coinvolte, con oltre 1.300 iniziative attivate o in corso di attivazione, attualmente monitorate dalla Cabina di regia regionale. Tra gli interventi adottati ci sono servizi mensa e buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa per lavoratori e familiari, buoni carburante, rimborsi per il trasporto pubblico locale, convenzioni commerciali, forme di flessibilità oraria, telelavoro e smart working, iniziative per il sostegno alla genitorialità e attività dedicate alla salute e al benessere psicofisico. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a promuovere la qualità della vita, la sicurezza sul lavoro, l'inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo marchigiano, in coerenza con la normativa regionale e con gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.
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28/07/2026 Sanità, più fondi al privato per abbattere le liste d'attesa: i sindacati, «Rinnovare subito i contratti»
Dopo l’approvazione della DGR n. 909 del 13 luglio 2026  con cui la Regione Marche ha modificato l'accordo con AIOP Marche e la rete "Casa di Cura delle Marche" i sindacati di categoria FP CGIL, CISL FP e UIL FP intervengono compatti. Il provvedimento rimodula 795.000 euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027 (oltre 3,2 milioni complessivi) per incrementare le prestazioni specialistiche e abbattere i tempi d’attesa. ​Se l'obiettivo di migliorare il servizio ai cittadini è condivisibile, i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL), Giovanni Cavezza (CISL FP) e Marcello Evangelista (UIL FP) pongono una questione centrale: chi garantirà concretamente questo surplus di attività? Otto anni di attesa nel privato, quattordici nelle RSA. ​A sostenere turni e carichi di lavoro crescenti saranno infermieri, OSS, tecnici, professionisti e amministrativi. Tuttavia, a fronte di richieste continue, la risposta economica rimane congelata: nella sanità privata il rinnovo del CCNL si attende da otto anni, mentre nel settore delle RSA i blocchi contrattuali durano da ben quattordici anni. ​«La salute non è una merce e il lavoro non può essere la variabile su cui comprimere i costi. Quando si tratta di aumentare i budget per il privato accreditato le soluzioni si trovano subito; quando si parla di salari e diritti, si chiede ai lavoratori di aspettare ancora». La proposta dei sindacati alla Regione ​I sindacati ricordano un precedente significativo: la DGR 1043/2022 già legava il rinnovo contrattuale AIOP all'impegno delle Regioni nel coprire il 50% dei maggiori oneri. Per questo, FP CGIL, CISL FP e UIL FP non chiedono di sottrare fondi alle prestazioni dei cittadini, ma pretendono coerenza istituzionale: condizionalità dei finanziamenti: Introdurre nei futuri accordi meccanismi che vincolino l'accesso ai fondi pubblici, alle tariffe e al mantenimento degli accreditamenti al pieno rispetto della contrattazione collettiva; tavolo di confronto immediato: La convocazione di un incontro urgente tra Regione Marche, Organizzazioni Sindacali e rappresentanze datoriali per affrontare il tema dei rinnovi contrattuali e dei carichi di lavoro. ​«Le risorse pubbliche devono produrre buona sanità, ma anche buon lavoro - concludono i rappresentanti dei lavoratori -  Non possono esserci strutture più forti e dipendenti più poveri. Otto e quattordici anni di attesa sono già troppi: i contratti vanno rinnovati adesso».
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27/07/2026 Infortuni e malattie professionali in crescita nell’anconetano: la CISL chiede più prevenzione e formazione
«I dati Inail su infortuni sul lavoro e denunce malattie professionali al 31 maggio 2026 nella Provincia di Ancona, denotano purtroppo un incremento degli eventi rispetto al medesimo periodo del 2025»sottolinea il Responsabile della CISL di Ancona, Luca Talevi. Le denunce di infortunio passano infatti dai 2351 dei primi cinque mesi del 2025 ai 2405 dei primi cinque mesi del 2026, con un incremento degli eventi mortali che passano dai due del 2025, ai tre del 2026. In aumento sia gli accadimenti all'interno dei luoghi di lavoro che "in itinere" nel tratto casa -lavoro -casa, «a dimostrazione di come il rischio stradale rimanga una delle variabili più difficili da governare.»  Tra i settori maggiormente coinvolti le costruzioni e la logistica. In incremento anche le denunce di malattie professionali che passano dalle 737 dei primi cinque mesi del 2025 alle 834 dei primi cinque mesi del 2026. «L'incremento a due cifre delle denunce di malattie professionali è conseguenza di una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori - prosegue Talevi - e di una migliore attività diagnostica da parte dei medici competenti.» Le malattie del sistema osteo - muscolare e del tessuto connettivo si confermano le più diffuse, a causa principalmente dalla movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e posture incongrue ripetute nel tempo. Crescono anche i casi legati al tema dello stress - lavoro correlato. «I dati confermano come l'esposizione ai rischi tradizionale e l'insorgenza di patologie croniche legate all’attività lavorativa richiedono una costante e dinamica revisione delle misure di tutela e di aggiornamenti periodi del Documento di Valutazione dei Rischi che deve vedere i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza protagonisti -rilancia e conclude il Responsabile della CISL di Ancona - E' fondamentale una attenta opera di sensibilizzazione e prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento non solo di Rls e Rlst ma di tutti i lavoratori, ponendo al centro la formazione ed informazione diffusa, perché' la sicurezza non è un costo ma un investimento.»
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24/07/2026 Intelligenza artificiale: Cgil Cisl Uil Marche "Non si può governare il cambiamento senza chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori"
Cgil Cisl Uil Marche  chiedono alla Regione Marche l'apertura immediata di un tavolo permanente e la costituzione di un Osservatorio regionale sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul lavoro. «Apprendiamo dalla stampa la costituzione dell'Osservatorio regionale sull'Intelligenza Artificiale promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione delle istituzioni, delle università e del sistema delle imprese.  - sottolineano i sindacati - Riteniamo che, in un organismo chiamato a governare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sulle competenze, sull'occupazione e sui diritti delle persone, debbano essere presenti anche le organizzazioni sindacali confederali.» L'Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una leva di innovazione tecnologica e di competitività delle imprese. È una trasformazione che cambierà il modo di lavorare, le professionalità richieste, i processi produttivi e, in molti casi, la qualità stessa dell'occupazione. «Per questo motivo non può essere affrontata esclusivamente come una questione industriale o tecnologica: è prima di tutto una questione sociale. -  proseguono - Il sindacato non è contrario all'innovazione. Al contrario, riteniamo che l'Intelligenza Artificiale possa rappresentare una straordinaria opportunità di crescita della produttività, di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sviluppo del sistema produttivo marchigiano. Ma perché ciò avvenga è indispensabile che la transizione sia governata, partecipata e orientata alla tutela delle persone.» «Sosteniamo da tempo che l'introduzione dell'IA debba essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale, nella contrattazione e nella partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione. - rilanciano -  L'obiettivo deve essere quello di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano e aumentare la competitività delle imprese, evitando nuove forme di precarietà, discriminazione algoritmica e polarizzazione delle competenze.  Per questo chiediamo alla Regione Marche di convocare il tavolo dell’industria e di integrare l'attuale percorso con un “osservatorio laboratoriale”  permanente sull'Intelligenza Artificiale e il lavoro, nel quale siano presenti le organizzazioni sindacali e datoriali, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate anche agli effetti occupazionali e sociali. Riteniamo pertanto prioritario e fondamentale: ·         monitorare gli effetti dell'IA sui livelli occupazionali e sull'organizzazione del lavoro; ·         individuare i fabbisogni di nuove competenze e programmare interventi di formazione e riqualificazione; ·         analizzare l'impatto sui diversi settori produttivi marchigiani; ·         promuovere linee guida per un utilizzo etico, trasparente e responsabile degli algoritmi nei luoghi di lavoro; ·         favorire la contrattazione dell'innovazione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di trasformazione digitale. Le Marche hanno una forte vocazione manifatturiera e una rete diffusa di piccole e medie imprese.  - concludono - Proprio per questa ragione la sfida dell'Intelligenza Artificiale richiede una governance inclusiva, nella quale innovazione, competitività e tutela del lavoro procedano insieme. Le decisioni sul futuro del lavoro devono essere assunte con chi il lavoro lo rappresenta ogni giorno.»  
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22/07/2026 Maltempo, Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno: "Grandinate, danni ingenti per famiglie e imprese, situazione gravissima, subito lo stato di emergenza "
Nella serata di ieri diversi comuni dell'ascolano sono stati colpiti da grandinate mai viste prima. In queste ore Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno iniziano a raccogliere i primi segnali di una situazione che, in particolare in riviera, è davvero grave.   «Si conoscono i danni che la cittadinanza ha subito: auto distrutte, abitazioni e rivestimenti danneggiati, cappotti abitativi compromessi, pannelli fotovoltaici devastati, oltre alle decine di cittadini colpiti direttamente dalla grandinata e costretti a ricorrere alle cure mediche, a cui va la nostra solidarietà in prima battuta.  - sottolineano i sindacati unitari -  La preoccupazione però non si ferma qui, dato che la situazione nelle attività economiche non è affatto migliore. E per molte lavoratrici e lavoratori il rischio è di vedere ripercussioni dirette anche sulla propria attività lavorativa, in aggiunta ai danni già subiti. Danni enormi attraversano tutti i settori, con capannoni danneggiati, magazzini devastati, negozi con vetrine rotte, cantieri sotto sopra, e ancora più grave la situazione del settore agricolo, dove i danni ai prodotti e ai rivestimenti delle strutture agricole avranno ripercussioni gravissime.  » Di fronte a una situazione di tale gravità, Cgil, Cisl e Uil si rivolgono ai Sindaci e al Presidente della Provincia, comunicando il proprio sostegno nel sollecitare rapidamente la Regione Marche, affinché si possa chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza di interesse nazionale.   Inoltre, «chiediamo di dare gambe a un confronto tra istituzioni e parti sociali per verificare i danni e mettere in campo soluzioni straordinarie che evitino di far ricadere le conseguenze di quanto accaduto su lavoratrici e lavoratori.  - proseguono Cgil Cisl Uil Ascoli Piceno -  Questa emergenza dimostra, ancora una volta, che la vera priorità è investire subito e con decisione nella prevenzione e nella cura del territorio. Quanto abbiamo visto nella notte è il frutto amaro del cambiamento climatico che va attenzionato, e bisogna  agire con urgenza. Vanno messe in campo, quanto più rapidamente possibile, politiche di contrasto su scala globale, altrimenti eventi come questi saranno sempre meno rari e le ripercussioni sempre più dure ed evidenti.  Continuermo a vigilare e sostenere le comunità colpite - concludono -  affinché siano adottate tutte le misure necessarie per riparare i danni e garantire la sicurezza e la dignità di lavoratrici e lavoratori e delle famiglie coinvolte.»
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