Comunicati Stampa

18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti, Segretario generale CISL Marche
Continua a leggere
07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
Continua a leggere
06/08/2026 CASO TOOLK: LA CASSAZIONE CHIUDE SEI ANNI DI BATTAGLIA. UNA VITTORIA PER LE LAVORATRICI, I LAVORATORI E PER TUTTO IL TERRITORIO
Con la sentenza della Corte di Cassazione del luglio 2026 si chiude definitivamente, dopo sei lunghi anni, una delle vertenze più complesse e dolorose del territorio fermano. Il pronunciamento consentirà a decine di lavoratrici e lavoratori di ricevere finalmente le somme dovute a titolo di trattamento di fine rapporto, riconoscendo un diritto che non avrebbe mai dovuto essere messo in discussione. La vicenda Toolk ha lasciato una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico locale. Nell’agosto del 2020, mentre ai dipendenti veniva comunicato il licenziamento, la società veniva incorporata in un’azienda statunitense, lasciando i lavoratori privi delle competenze di fine rapporto maturate nel corso degli anni. Da quel momento FEMCA CISL e FILCTEM CGIL hanno accompagnato i lavoratori in un lungo percorso sindacale e legale, affrontato con determinazione, responsabilità e fiducia nella giustizia. Quella della Toolk non è stata soltanto una vertenza aziendale. È stata una battaglia di civiltà, di legalità e di rispetto della dignità del lavoro, a partire dalla decisione del tribunale di Fermo sezione Fallimentare che, già dalla dichiarazione di fallimento del 2021, nel pieno rispetto e corretta interpretazione ed applicazione della normativa vigente, nazionale e comunitaria,  dava così risposta alle istanze di giustizia degli oltre 80 dipendenti e delle loro famiglie.   Le trasformazioni societarie, anche quando complesse e internazionali, non possono diventare uno strumento per indebolire o cancellare i diritti delle persone. Questa sentenza conferma la correttezza dell’impianto decisorio del Tribunale di Fermo, che ha sempre tenuto nei vari gradi di merito e di legittimità, dando lustro al nostro territorio per l’Ufficio Giudiziario altamente competente e  restituisce giustizia ai lavoratori confermando il valore dell’azione sindacale quando viene esercitata con costanza, competenza e unità. FEMCA CISL e FILCTEM CGIL continueranno a rappresentare sul territorio un presidio di legalità sociale, impegnato a difendere il lavoro, il rispetto delle regole e la costruzione di un sistema produttivo sano, responsabile e capace di mettere al centro le persone. «Il nostro pensiero - commentano le Segreterie FILCTEM CGIL-FERMO e FEMCA CISL-MARCHE - torna a quel 14 agosto del 2020. Ancora oggi facciamo fatica a comprendere la scelta di comunicare, alla vigilia di Ferragosto, il licenziamento a tante lavoratrici e tanti lavoratori. Ricordiamo il loro stato d’animo, quello delle famiglie e la responsabilità che sentimmo, come sindacato, di non lasciarli soli. Sono stati sei anni di impegno, passione e determinazione. Sei anni nei quali non abbiamo mai smesso di credere che quei diritti dovessero essere riconosciuti. Cercavamo giustizia. Alla fine, l’abbiamo trovata.»
Continua a leggere
05/08/2026 Senigallia, rette delle residenze protette Sindacati:" Serve un coinvolgimento degli enti locali"
Nelle ultime settimane sono stati annunciati aumenti delle rette nelle residenze protette nella zona di Senigallia, in alcuni casi di oltre 200 € mensili. Come OO.SS. CGIL CISL UIL di Senigallia e relative federazioni dei pensionati SPI – FNP – UILP, riteniamo indispensabile costituire un tavolo di confronto nell’ ambito dell’ Unione dei comuni che possa affrontare il tema dell’accesso, dei costi e dell’adeguatezza delle prestazioni nelle residenze protette del territorio. Registriamo infatti la contemporanea presenza di lunghe liste di attesa per accedere alle residenze protette e rette in aumento, in un contesto che vede tipologie di utenti progressivamente più gravi. Sappiamo che a fine settembre è prevista l’emanazione di bandi per l’assegnazione di voucher di 250€ mensili a sostegno del pagamento delle rette attraverso risorse individuate dalla Regione Marche. Intervento che abbiamo già giudicato positivo, ma che con ogni probabilità non sarà sufficiente a coprire i bisogni. Per tale motivo chiediamo che vi sia la disponibilità da parte degli Enti Locali ad integrare le risorse attualmente disponibili per ampliare la platea dei beneficiari.  Insistiamo affinché venga affrontata in modo organico la questione della determinazione delle tariffe, che non deve essere incentrata solo sull’importo della  rette, ma anche su una chiara quantificazione dei costi e sulla corrispondenza ai bisogni assistenziali reali delle persone. Così come non è accettabile che i maggiori costi ricadano completamente sulle famiglie. Riteniamo inoltre che anche nella determinazione delle rette si debba iniziare a prendere in considerazione la condizione reddituale delle famiglie, in quanto l’ applicazione di una retta uguale per tutti, se troppo elevata, rischia di determinare uno iniquo sbarramento all’accesso sulla base del reddito. Pensiamo infine che il territorio debba procedere ad una rilettura dei propri bisogni assistenziali, sia relativamente al numero dei posti letto disponibili, con l'obiettivo di ampliare il numero dei posti letto convenzionati, e sia alla tipologia di servizi, residenziali o semiresidenziali, che sarebbero necessari. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo già richiesto un incontro all’Unione dei Comuni con cui stiamo definendo una data utile alla presenza anche dell’Azienda sanitaria.
Continua a leggere
03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
Continua a leggere
31/07/2026 Benessere aziendale, Regione Marche e Parti Sociali firmano il Protocollo d'intesa per promuovere qualità del lavoro e competitività delle imprese
È stato firmato questa mattina nella sede regionale il ‘Protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale’ per la XII Legislatura. Il Protocollo, sottoscritto dalla Regione Marche e le principali Confederazioni imprenditoriali e sindacali, promuove condizioni di lavoro attente al benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori attraverso la diffusione di ambienti lavorativi positivi, flessibili e motivanti. L'obiettivo è favorire una maggiore collaborazione e partecipazione nelle aziende, accrescere la produttività, attrarre e trattenere talenti, ridurre l'assenteismo e migliorare il clima organizzativo. "Con questo Protocollo rafforziamo una visione di sviluppo che mette al centro le persone e la qualità del lavoro – ha detto il vicepresidente Enrico Rossi - La competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori non sono obiettivi alternativi ma fattori che si rafforzano reciprocamente”. Il documento è quindi uno strumento “per costruire un modello di welfare finalizzato a far sì che le persone scelgano di lavorare e di vivere nelle Marche”. In particolare, nell'ambito della multifunzionalità del settore agricolo “mette al centro le persone come leva strategica di competitività, crescita e coesione sociale. Un modello capace di rispondere concretamente alle sfide del settore: favorire il ricambio generazionale e promuovere una presenza femminile sempre più rilevante all'interno delle aziende agricole”.  "Un protocollo innovativo che conferma un metodo di concertazione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro - Il benessere organizzativo rappresenta un importante fattore di competitività. Le imprese che investono nella qualità dell'ambiente di lavoro, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella salute e nella valorizzazione delle persone sono più attrattive, più innovative e più resilienti. Con questo Protocollo mettiamo a sistema una collaborazione che coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, offrendo strumenti concreti per favorire la diffusione del welfare aziendale in tutti i settori produttivi regionali". L'intesa, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 764 del 22 giugno 2026, rinnova e rafforza il percorso avviato nella precedente legislatura, confermando il welfare aziendale come uno degli strumenti strategici per sostenere la qualità del lavoro, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo sostenibile del territorio. Insieme alla Regione Marche, hanno sottoscritto il Protocollo le Confederazioni imprenditoriali e sindacali rappresentative a livello regionale: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, CIA Marche, Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, AGCI Marche, Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche. L'attuazione del Protocollo sarà garantita dalla Cabina di regia composta dai referenti tecnici della Regione Marche e delle Confederazioni imprenditoriali e sindacali, con il compito di monitorare le iniziative, favorire il confronto tra le parti e assicurare la piena efficacia degli interventi programmati. Attraverso il Protocollo, la Regione si impegna a sostenere la realizzazione di piani di welfare aziendale, a riconoscere specifiche premialità nei bandi regionali alle imprese che adottano interventi strutturati per il benessere dei lavoratori, a supportare la progettazione e il monitoraggio delle iniziative e a promuovere azioni dedicate alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le Confederazioni imprenditoriali e sindacali dei lavoratori, valutata la positività del ruolo svolto dalla Cabina di regia, si impegnano a promuovere e diffondere le opportunità previste dall'intesa, collaborando con la Regione Marche nel supporto alle imprese per la progettazione e la gestione dei piani di welfare aziendale, anche sotto il profilo normativo, fiscale e previdenziale. In particolare, il Protocollo cita tra gli obiettivi quello di “promuovere i temi del welfare aziendale e del benessere del lavoratore sul territorio presso le istituzioni locali e la comunità imprenditoriale incentivando il dialogo multi-stakeholder fra le rappresentazioni sindacali e datoriali, la società civile e l’associazionismo marchigiano”.   “I risultati già conseguiti testimoniano l'efficacia del percorso intrapreso”, ha ricordato l’assessore Bugaro. Nell'ambito della programmazione europea 2021-2027, la Regione Marche ha introdotto specifiche premialità nei bandi destinati a ricerca e sviluppo, innovazione e internazionalizzazione per le imprese che attivano interventi di welfare aziendale. Ad oggi sono 435 le imprese marchigiane coinvolte, con oltre 1.300 iniziative attivate o in corso di attivazione, attualmente monitorate dalla Cabina di regia regionale. Tra gli interventi adottati ci sono servizi mensa e buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa per lavoratori e familiari, buoni carburante, rimborsi per il trasporto pubblico locale, convenzioni commerciali, forme di flessibilità oraria, telelavoro e smart working, iniziative per il sostegno alla genitorialità e attività dedicate alla salute e al benessere psicofisico. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a promuovere la qualità della vita, la sicurezza sul lavoro, l'inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo marchigiano, in coerenza con la normativa regionale e con gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.
Continua a leggere
28/07/2026 Sanità, più fondi al privato per abbattere le liste d'attesa: i sindacati, «Rinnovare subito i contratti»
Dopo l’approvazione della DGR n. 909 del 13 luglio 2026  con cui la Regione Marche ha modificato l'accordo con AIOP Marche e la rete "Casa di Cura delle Marche" i sindacati di categoria FP CGIL, CISL FP e UIL FP intervengono compatti. Il provvedimento rimodula 795.000 euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027 (oltre 3,2 milioni complessivi) per incrementare le prestazioni specialistiche e abbattere i tempi d’attesa. ​Se l'obiettivo di migliorare il servizio ai cittadini è condivisibile, i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL), Giovanni Cavezza (CISL FP) e Marcello Evangelista (UIL FP) pongono una questione centrale: chi garantirà concretamente questo surplus di attività? Otto anni di attesa nel privato, quattordici nelle RSA. ​A sostenere turni e carichi di lavoro crescenti saranno infermieri, OSS, tecnici, professionisti e amministrativi. Tuttavia, a fronte di richieste continue, la risposta economica rimane congelata: nella sanità privata il rinnovo del CCNL si attende da otto anni, mentre nel settore delle RSA i blocchi contrattuali durano da ben quattordici anni. ​«La salute non è una merce e il lavoro non può essere la variabile su cui comprimere i costi. Quando si tratta di aumentare i budget per il privato accreditato le soluzioni si trovano subito; quando si parla di salari e diritti, si chiede ai lavoratori di aspettare ancora». La proposta dei sindacati alla Regione ​I sindacati ricordano un precedente significativo: la DGR 1043/2022 già legava il rinnovo contrattuale AIOP all'impegno delle Regioni nel coprire il 50% dei maggiori oneri. Per questo, FP CGIL, CISL FP e UIL FP non chiedono di sottrare fondi alle prestazioni dei cittadini, ma pretendono coerenza istituzionale: condizionalità dei finanziamenti: Introdurre nei futuri accordi meccanismi che vincolino l'accesso ai fondi pubblici, alle tariffe e al mantenimento degli accreditamenti al pieno rispetto della contrattazione collettiva; tavolo di confronto immediato: La convocazione di un incontro urgente tra Regione Marche, Organizzazioni Sindacali e rappresentanze datoriali per affrontare il tema dei rinnovi contrattuali e dei carichi di lavoro. ​«Le risorse pubbliche devono produrre buona sanità, ma anche buon lavoro - concludono i rappresentanti dei lavoratori -  Non possono esserci strutture più forti e dipendenti più poveri. Otto e quattordici anni di attesa sono già troppi: i contratti vanno rinnovati adesso».
Continua a leggere
27/07/2026 Infortuni e malattie professionali in crescita nell’anconetano: la CISL chiede più prevenzione e formazione
«I dati Inail su infortuni sul lavoro e denunce malattie professionali al 31 maggio 2026 nella Provincia di Ancona, denotano purtroppo un incremento degli eventi rispetto al medesimo periodo del 2025»sottolinea il Responsabile della CISL di Ancona, Luca Talevi. Le denunce di infortunio passano infatti dai 2351 dei primi cinque mesi del 2025 ai 2405 dei primi cinque mesi del 2026, con un incremento degli eventi mortali che passano dai due del 2025, ai tre del 2026. In aumento sia gli accadimenti all'interno dei luoghi di lavoro che "in itinere" nel tratto casa -lavoro -casa, «a dimostrazione di come il rischio stradale rimanga una delle variabili più difficili da governare.»  Tra i settori maggiormente coinvolti le costruzioni e la logistica. In incremento anche le denunce di malattie professionali che passano dalle 737 dei primi cinque mesi del 2025 alle 834 dei primi cinque mesi del 2026. «L'incremento a due cifre delle denunce di malattie professionali è conseguenza di una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori - prosegue Talevi - e di una migliore attività diagnostica da parte dei medici competenti.» Le malattie del sistema osteo - muscolare e del tessuto connettivo si confermano le più diffuse, a causa principalmente dalla movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e posture incongrue ripetute nel tempo. Crescono anche i casi legati al tema dello stress - lavoro correlato. «I dati confermano come l'esposizione ai rischi tradizionale e l'insorgenza di patologie croniche legate all’attività lavorativa richiedono una costante e dinamica revisione delle misure di tutela e di aggiornamenti periodi del Documento di Valutazione dei Rischi che deve vedere i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza protagonisti -rilancia e conclude il Responsabile della CISL di Ancona - E' fondamentale una attenta opera di sensibilizzazione e prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento non solo di Rls e Rlst ma di tutti i lavoratori, ponendo al centro la formazione ed informazione diffusa, perché' la sicurezza non è un costo ma un investimento.»
Continua a leggere
24/07/2026 Intelligenza artificiale: Cgil Cisl Uil Marche "Non si può governare il cambiamento senza chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori"
Cgil Cisl Uil Marche  chiedono alla Regione Marche l'apertura immediata di un tavolo permanente e la costituzione di un Osservatorio regionale sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul lavoro. «Apprendiamo dalla stampa la costituzione dell'Osservatorio regionale sull'Intelligenza Artificiale promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione delle istituzioni, delle università e del sistema delle imprese.  - sottolineano i sindacati - Riteniamo che, in un organismo chiamato a governare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sulle competenze, sull'occupazione e sui diritti delle persone, debbano essere presenti anche le organizzazioni sindacali confederali.» L'Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una leva di innovazione tecnologica e di competitività delle imprese. È una trasformazione che cambierà il modo di lavorare, le professionalità richieste, i processi produttivi e, in molti casi, la qualità stessa dell'occupazione. «Per questo motivo non può essere affrontata esclusivamente come una questione industriale o tecnologica: è prima di tutto una questione sociale. -  proseguono - Il sindacato non è contrario all'innovazione. Al contrario, riteniamo che l'Intelligenza Artificiale possa rappresentare una straordinaria opportunità di crescita della produttività, di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sviluppo del sistema produttivo marchigiano. Ma perché ciò avvenga è indispensabile che la transizione sia governata, partecipata e orientata alla tutela delle persone.» «Sosteniamo da tempo che l'introduzione dell'IA debba essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale, nella contrattazione e nella partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione. - rilanciano -  L'obiettivo deve essere quello di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano e aumentare la competitività delle imprese, evitando nuove forme di precarietà, discriminazione algoritmica e polarizzazione delle competenze.  Per questo chiediamo alla Regione Marche di convocare il tavolo dell’industria e di integrare l'attuale percorso con un “osservatorio laboratoriale”  permanente sull'Intelligenza Artificiale e il lavoro, nel quale siano presenti le organizzazioni sindacali e datoriali, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate anche agli effetti occupazionali e sociali. Riteniamo pertanto prioritario e fondamentale: ·         monitorare gli effetti dell'IA sui livelli occupazionali e sull'organizzazione del lavoro; ·         individuare i fabbisogni di nuove competenze e programmare interventi di formazione e riqualificazione; ·         analizzare l'impatto sui diversi settori produttivi marchigiani; ·         promuovere linee guida per un utilizzo etico, trasparente e responsabile degli algoritmi nei luoghi di lavoro; ·         favorire la contrattazione dell'innovazione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di trasformazione digitale. Le Marche hanno una forte vocazione manifatturiera e una rete diffusa di piccole e medie imprese.  - concludono - Proprio per questa ragione la sfida dell'Intelligenza Artificiale richiede una governance inclusiva, nella quale innovazione, competitività e tutela del lavoro procedano insieme. Le decisioni sul futuro del lavoro devono essere assunte con chi il lavoro lo rappresenta ogni giorno.»  
Continua a leggere
22/07/2026 Maltempo, Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno: "Grandinate, danni ingenti per famiglie e imprese, situazione gravissima, subito lo stato di emergenza "
Nella serata di ieri diversi comuni dell'ascolano sono stati colpiti da grandinate mai viste prima. In queste ore Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno iniziano a raccogliere i primi segnali di una situazione che, in particolare in riviera, è davvero grave.   «Si conoscono i danni che la cittadinanza ha subito: auto distrutte, abitazioni e rivestimenti danneggiati, cappotti abitativi compromessi, pannelli fotovoltaici devastati, oltre alle decine di cittadini colpiti direttamente dalla grandinata e costretti a ricorrere alle cure mediche, a cui va la nostra solidarietà in prima battuta.  - sottolineano i sindacati unitari -  La preoccupazione però non si ferma qui, dato che la situazione nelle attività economiche non è affatto migliore. E per molte lavoratrici e lavoratori il rischio è di vedere ripercussioni dirette anche sulla propria attività lavorativa, in aggiunta ai danni già subiti. Danni enormi attraversano tutti i settori, con capannoni danneggiati, magazzini devastati, negozi con vetrine rotte, cantieri sotto sopra, e ancora più grave la situazione del settore agricolo, dove i danni ai prodotti e ai rivestimenti delle strutture agricole avranno ripercussioni gravissime.  » Di fronte a una situazione di tale gravità, Cgil, Cisl e Uil si rivolgono ai Sindaci e al Presidente della Provincia, comunicando il proprio sostegno nel sollecitare rapidamente la Regione Marche, affinché si possa chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza di interesse nazionale.   Inoltre, «chiediamo di dare gambe a un confronto tra istituzioni e parti sociali per verificare i danni e mettere in campo soluzioni straordinarie che evitino di far ricadere le conseguenze di quanto accaduto su lavoratrici e lavoratori.  - proseguono Cgil Cisl Uil Ascoli Piceno -  Questa emergenza dimostra, ancora una volta, che la vera priorità è investire subito e con decisione nella prevenzione e nella cura del territorio. Quanto abbiamo visto nella notte è il frutto amaro del cambiamento climatico che va attenzionato, e bisogna  agire con urgenza. Vanno messe in campo, quanto più rapidamente possibile, politiche di contrasto su scala globale, altrimenti eventi come questi saranno sempre meno rari e le ripercussioni sempre più dure ed evidenti.  Continuermo a vigilare e sostenere le comunità colpite - concludono -  affinché siano adottate tutte le misure necessarie per riparare i danni e garantire la sicurezza e la dignità di lavoratrici e lavoratori e delle famiglie coinvolte.»
Continua a leggere
22/07/2026 Funzioni Locali, firmato CCNL 2025-2027 CISL FP Marche:”Rinnovi ravvicinati, salari più alti e nuovi diritti”
«Con la sottoscrizione del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 si realizza l’obiettivo che la CISL FP ha perseguito con determinazione fin dall’avvio della precedente stagione contrattuale: ravvicinare i rinnovi per restituire potere d’acquisto alle retribuzioni e garantire continuità alla contrattazione. È la dimostrazione che la linea della responsabilità, della contrattazione e della partecipazione, avvalorate dalle assemblee territoriali nel Paese, produce risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori». Lo dichiarano il Segretario Generale CISL FP Marche Giovanni Cavezza ed il Segretario regionale con delega alle Funzioni Locali Alessandro Moretti, a margine della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Locali 2025-2027. «Se oggi possiamo sottoscrivere il rinnovo 2025-2027 -riferisce Cavezza- è perché, cinque mesi fa, la CISL FP ha scelto con responsabilità di firmare il CCNL 2022-2024. Senza quella firma, fortemente voluta e conquistata dalla nostra organizzazione, non saremmo qui oggi. Il contratto 2022-2024 era stato sottoscritto definitivamente appena cinque mesi fa, il 23 febbraio scorso. Oggi firmiamo già il rinnovo 2025-2027. È un risultato storico, mai raggiunto prima nel pubblico impiego: in meno di cinque mesi sono stati rinnovati due contratti nazionali. È la conferma che avevamo ragione quando sostenevamo che firmare i contratti significava creare le condizioni per riaprire subito la stagione negoziale successiva, evitando che le lavoratrici e i lavoratori dovessero attendere anni per vedere riconosciuti aumenti salariali e nuovi diritti.» «Con questo rinnovo – prosegue Moretti – vengono stanziate risorse per un incremento complessivo del 5,78% del monte salari, mentre gli aumenti medi sono pari a circa 150 euro lordi mensili, che, sommati agli effetti del precedente CCNL 2022-2024, portano l’incremento medio complessivo a sfiorare i 300 euro lordi mensili. È una risposta concreta al recupero del potere d’acquisto che la CISL FP ha sempre indicato come priorità assoluta.» «Questo contratto – specificano Cavezza e Moretti – rafforza i diritti delle persone, amplia gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, introduce maggiori tutele per chi è affetto da patologie oncologiche, croniche e invalidanti, rafforza la tutela della genitorialità, riconosce nuove flessibilità organizzative e valorizza il personale turnista. Allo stesso tempo apre una prospettiva moderna sulle trasformazioni delle amministrazioni locali, rafforzando il confronto sindacale su organizzazione del lavoro, formazione, innovazione e intelligenza artificiale.» «Questa firma dimostra che la contrattazione è lo strumento più efficace per migliorare il lavoro pubblico. La CISL FP continuerà a lavorare nella stessa direzione: salari più alti, nuovi diritti e una contrattazione sempre più tempestiva. È questa la strada per rendere gli enti locali più attrattivi, valorizzare le professionalità e garantire servizi pubblici sempre migliori ai cittadini - concludono i Segretari - ora le Amministrazioni locali devono accelerare sulla contrattazione di secondo livello e su ciò, grazie anche alla presenza negli Enti degli RSU CISL, vigileremo e saremo da pungolo.»                                                
Continua a leggere
21/07/2026 CGIL, CISL e UIL Ascoli Piceno: striscione anonimo contro il Vescovo, atto ignobile e vergognoso Solidarietà e ferma condanna dell'accaduto
«In questi giorni abbiamo assistito a un vilipendio gratuito nei confronti di una figura importante per la nostra comunità. Un atto di odio e intimidazione che non può trovare spazio nel nostro territorio, che sempre si è distinto per i suoi valori di democrazia, rispetto e solidarietà.  - sottolineano CGIL CISL UIL Ascoli Piceno - Vogliamo esprimere con forza la nostra vicinanza al Vescovo, vittima di un’aggressione indegna di una società civile. Il nostro territorio deve custodire e difendere con determinazione i principi fondamentali, contenuti anche nella nostra Costituzione, per rafforzare la propria comunità e tornare un esempio di solidarietà ed accoglienza.» L’evento è un chiaro segnale di un clima che «non possiamo e non vogliamo tollerare. Le azioni intimidatorie come questa minano le fondamenta della nostra comunità e del nostro tessuto democratico.» Per questo, CGIL, CISL e UIL esprimono con fermezza solidarietà e vicinanza al Vescovo. «Siamo al fianco di tutte le persone del nostro territorio che si battono per un futuro di rispetto, giustizia e libertà. Ricordiamo a tutti che atti come questi sono rigettati dalla nostra coscienza e dalla solidarietà che ci unisce. - concludono - Non lasceremo che la paura e l’odio prevalgano: difenderemo ogni spazio di libertà e Democrazia con forza e determinazione.»
Continua a leggere
21/07/2026 FIT CISL Marche: “Conerobus, aggressione ad autista, un episodio gravissimo e non isolato”
«Nella mattinata di ieri, 20 luglio, si è verificato un increscioso fatto di cronaca riguardante una aggressione ad un autista di Conerobus, nella fattispecie nella linea 94, Ancona Portonovo. Un soggetto è salito a bordo alterato da sostanze alcoliche creando scompiglio ed aggredendo l’operatore alla guida. - scrivono in una nota stampa la FIT CISL Marche - Soltanto la professionalità ed il sangue freddo del conducente stesso hanno evitato conseguenze peggiori. L’autista ha allertato il 112 e sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia di Stato che ha riportato la situazione alla normalità.» «È fondamentale, vedendo casi come questo, rimarcare la necessità di interventi strutturali da parte aziendale, rafforzando la tutela degli operatori, esposti al pubblico e alle mire di malintenzionati. Attuare dei veri protocolli, anche in collaborazione con le forze dell’ordine. - prosegue il sindacato di categoria - Le condizioni del lavoro in sicurezza sono assolutamente necessarie, ed auspichiamo che, già nei prossimi giorni, i dirigenti aziendali convochino le parti sociali per poter gestire al meglio le risoluzioni, attuando tutti gli strumenti di prevenzione e sorveglianza, perché, come già anticipato sopra, non si tratta più di un eventuale deprecabile caso isolato, ma di una vera emergenza che va affrontata con la massima celerità.»  «Le spese per la sicurezza non sono mai un costo, ma un investimento che porta sempre dei frutti, perché è assolutamente necessario ricreare un ambiente sano, sicuro e protetto per chi effettua servizio nel Tpl ed affini. Impensabile che chi si reca al lavoro debba rischiare di essere aggredito. È la base fondamentale per riportare le persone nel settore, in cui, ricordiamolo, c’è, ad oggi, una carenza cronica di autisti. - rilancia e conclude la FIT CISL Marche -  Auguriamo all’autista in questione pronta guarigione, complimentandoci ancora per la capacità di gestione emergenza dimostrata nell’evento.»
Continua a leggere
20/07/2026 Caldo intenso, Cgil Cisl Uil Ancona al Comune: «Interventi immediati negli asili e un piano strutturale per il futuro»
Un intervento urgente per garantire condizioni di sicurezza a lavoratori e bambini negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e negli uffici amministrativi scolastici, insieme ad una programmazione strutturale per affrontare in modo definitivo gli effetti delle ondate di calore. È quanto chiedono le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil di Ancona in una lettera inviata al sindaco Daniele Silvetti e al dirigente comunale Giorgio Foglia. Le organizzazioni sindacali evidenziano come le temperature elevate registrate in questi giorni, ormai una condizione ricorrente negli ultimi anni, rendano sempre più difficile garantire ambienti di lavoro e di permanenza sicuri. La richiesta arriva anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi all'asilo nido "Stella Stellina" e delle segnalazioni avanzate da Rsu, Rls e dirigenti scolastici degli istituti comprensivi cittadini. Nell'immediato, Cgil, Cisl e Uil chiedono il potenziamento dei sistemi di refrigerazione negli asili nido pubblici e privati e nelle scuole dell'infanzia dove, durante il periodo estivo, operano anche numerosi lavoratori amministrativi. Parallelamente, i sindacati sollecitano il Comune a prevedere nel prossimo bilancio risorse dedicate all'installazione di impianti di climatizzazione e di altri sistemi idonei a garantire un adeguato raffrescamento degli edifici scolastici, così da assicurare, negli anni a venire, condizioni di sicurezza e benessere per lavoratori e utenti, in particolare per i bambini. «L'emergenza caldo non può più essere affrontata come un evento straordinario – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – Servono risposte immediate per tutelare chi lavora e chi frequenta le strutture educative, ma anche una programmazione stabile che consenta agli edifici scolastici di affrontare in modo adeguato gli effetti dei cambiamenti climatici».
Continua a leggere
17/07/2026 Marche, allarme giovani: persi 28 mila under 35 in sei anni. La CISL rilancia: «La sfida è rendere la regione attrattiva»
"Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni" è il tema scelto dalla CISL Marche per la presentazione della seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi, svoltasi nel pomeriggio di oggi  al Ridotto delle Muse di Ancona. Il rapporto, illustrato dalla CISL Marche guidata dal segretario generale Marco Ferracuti, fotografa una regione alle prese con importanti criticità demografiche, economiche e sociali, ma che conserva anche solide potenzialità su cui costruire il futuro. Il dato più significativo riguarda la popolazione giovanile: negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra 0 e 34 anni e, secondo le proiezioni demografiche, potrebbero perderne oltre 100 mila entro il 2050, con conseguenze rilevanti sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività del sistema economico regionale. Il report, presentato dal coordinatore dell’Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, ha evidenziato inoltre altre criticità strutturali: una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est; investimenti ancora insufficienti e sostanzialmente stagnanti negli ultimi vent'anni; una produttività inferiore rispetto ai principali territori del Nord-Est; salari medi più bassi della media nazionale; aumento della povertà relativa; crescita del numero dei giovani Neet e del disagio psicologico, che interessa anche la popolazione anziana; un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale, soprattutto negli spostamenti casa-lavoro; e un ricorso ancora eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Accanto alle criticità, il rapporto mette in evidenza anche numerosi punti di forza: un tessuto produttivo diffuso, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese; una buona qualità della vita; un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Il dibattito, condotto dalla giornalista Chiara Cuccinella,  è stato arricchito dalle testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno scelto di restare o tornare nelle Marche. Esperienze professionali e personali differenti, accomunate da alcuni elementi ricorrenti: il legame con il territorio, il valore della formazione, la qualità della vita e la capacità delle Marche di attrarre competenze e professionalità. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti. «Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. Giovani che non aspettano che il futuro accada, ma vogliono costruirlo. La domanda non è se i giovani siano all'altezza delle sfide del futuro. La vera domanda è se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani. La nostra sfida non è trattenere i giovani, ma costruire una regione capace di attrarli. Senza un lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. Ci chiediamo spesso perché nelle Marche i salari siano inferiori alla media nazionale. La risposta è che i salari più alti nascono prima di tutto da un sistema produttivo più competitivo. Ma il lavoro non è soltanto retribuzione: è anche qualità della vita. Per questo considero molto importante il Protocollo sul benessere lavorativo che, come anticipato oggi dall'assessore regionale Giacomo Bugaro, sarà sottoscritto il prossimo 31 luglio con la Regione Marche. Infine, c'è il grande tema della formazione, che considero la vera garanzia di occupabilità. La tutela più forte non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce. E oggi abbiamo tutti il dovere di costruirlo.» Il presidente del Comitato Scientifico del Report, prof. Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo capace di valorizzare il capitale umano. «Quello di oggi è stato un pomeriggio importante. Dobbiamo lavorare sui flussi e sulle strategie che differenziano i territori. Serve un modello di sviluppo coerente e di lungo periodo. Il fattore determinante resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività.» L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le profonde trasformazioni vissute dal territorio marchigiano. «Le Marche hanno subito eventi che ancora faticano a rimarginarsi: il fallimento di Banca Marche, quello della Antonio Merloni e il terremoto. Oggi, in un contesto internazionale instabile e altamente competitivo, dobbiamo costruire un vero piano industriale per la regione.» Il presidente dell'ISTAT Francesco Maria Chelli ha richiamato il valore dei dati come strumento di governo. «Senza dati non si governa. I dati servono a leggere la realtà e devono essere raccolti in modo indipendente. Va inoltre ricordato che nelle Marche il saldo migratorio è positivo: la regione continua ad attrarre popolazione, compresi i giovani.» A concludere i lavori è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola. «Un giovane resta, o torna, se trova un lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità di realizzare il proprio progetto di vita. La retorica del ritorno alle radici non basta: servono politiche pubbliche, investimenti, imprese responsabili, contrattazione e servizi di qualità.» Fumarola ha ricordato che le Marche possono contare su un sistema produttivo solido, fatto di manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha invitato a non sottovalutare le criticità: «L'industria attraversa ancora una fase complessa, le piccole imprese risentono del rallentamento dell'export e il recupero del potere d'acquisto dei salari non è ancora completo.» Per le aree interne, ha aggiunto, «non bastano interventi isolati, serve una strategia di rigenerazione territoriale che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporto pubblico, infrastrutture, sostegno alle imprese e fiscalità di vantaggio». Infine, il richiamo all'allargamento della ZES a Marche e Umbria, misura che «può produrre valore solo se mette in sinergia risorse europee, fondi di coesione, investimenti privati, infrastrutture, filiere produttive e buona occupazione. Serve una crescita capace di trattenere competenze, sostenere le piccole e medie imprese accompagnare le transizioni, rafforzare le filiere, ridurre gli squilibri territoriali».   Rassegna stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/report-cisl-le-marche-perdono-giovani-i-laureati-in-fuga_5ff73ca5-a4b6-4cde-b452-6fb2f6a9c9f5.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/fumarola-serve-un-forte-investimento-nella-formazione-dei-giovani_97ff60af-0ae7-45fa-86ac-3c84d6000e66.html https://etvmarche.it/17/07/2026/le-marche-verso-il-futuro-il-report-della-cisl-video/ https://m.cronacheancona.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/617201/ https://www.anconatoday.it/attualita/allarme-giovani-nelle-marche-persi-28mila-under-35-in-sei-anni-proiezioni-drammatiche-entro-il-2050.html https://m.cronachemaceratesi.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/2087183/
Continua a leggere
10/07/2026 Fedrigoni Fabriano, i sindacati: "Servono certezze su energia, investimenti e futuro occupazionale"
Le Segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL intervengono sul dibattito aperto in questi giorni dopo il blackout che ha interessato lo stabilimento Fedrigoni di Fabriano, ribadendo che la priorità resta la tutela dell'occupazione, della salute e della sicurezza dei lavoratori, insieme alla continuità produttiva e al futuro industriale del sito. Le organizzazioni sindacali spiegano di aver già avviato un confronto con l'azienda per ottenere chiarimenti puntuali sulle cause dell'interruzione elettrica, sulle misure adottate nell'immediato e sugli investimenti necessari a prevenire il ripetersi di episodi analoghi. L'obiettivo è verificare che agli impegni assunti corrispondano interventi concreti a tutela degli impianti, della produzione e dei livelli occupazionali. Particolare attenzione viene riservata al tema dell'autonomia energetica dello stabilimento. Secondo SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, dopo la cessione di una delle due turbine a gas è indispensabile garantire la piena efficienza dell'unico impianto di cogenerazione rimasto operativo. La nuova caldaia, infatti, assicura la produzione di vapore ma non quella di energia elettrica, rendendo il sito maggiormente esposto a eventuali criticità della rete con possibili ripercussioni sulla produzione di Fabriano e degli stabilimenti collegati di Rocchetta, Pioraco e Castelraimondo. I sindacati guardano ora ai prossimi incontri con il management del Gruppo, a partire dal confronto del 16 luglio con Jacques Joly e dalla successiva visita di Fulvio Capussotti, dai quali si attendono risposte chiare non solo sul piano energetico e sugli investimenti, ma anche sulle prospettive industriali del sito fabrianese. Tra i nodi ancora aperti figura anche il reparto E-Close, già interessato dal fermo di tre macchine su cinque e dalla perdita del ciclo continuo, con numerosi lavoratori somministrati che attendono ancora certezze sul proprio futuro. Per le organizzazioni sindacali è fondamentale conoscere le strategie del Gruppo per garantire continuità produttiva e occupazionale. Le preoccupazioni, sottolineano le sigle sindacali, sono aggravate dall'esperienza della chiusura della società Giano, che ha coinvolto 195 lavoratrici e lavoratori, lasciando un segno profondo nel territorio. Per questo motivo ogni scelta industriale deve essere affrontata con trasparenza e attraverso un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori. «Le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di risposte, investimenti e prospettive, non di ricostruzioni parziali che alimentano soltanto incertezza» - ribadiscono SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, confermando l'impegno a vigilare affinché lo stabilimento di Fabriano continui a rappresentare un presidio strategico per il Gruppo Fedrigoni e per l'intero comprensorio.
Continua a leggere
10/07/2026 Fiorini Packaging, FISTEL CISL primo sindacato negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli
La FISTEL CISL Marche si conferma il primo sindacato di riferimento alla Fiorini Packaging. Le elezioni per il rinnovo delle RSU e degli RLS, svoltesi l'8 e il 9 luglio negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli, hanno visto l'elezione di due rappresentanti RSU e di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, consolidando la presenza dell'organizzazione sindacale all'interno dell'azienda. «Si tratta di un risultato di grande valore, che premia il lavoro svolto in questi anni e la credibilità costruita quotidianamente accanto ai lavoratori» commenta Alessandro Gay, segretario generale della FISTEL CISL Marche. «Il consenso ottenuto rappresenta una responsabilità ancora maggiore. Ringraziamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno scelto di darci fiducia e ci congratuliamo con i neoeletti, ai quali garantiremo il pieno supporto della nostra organizzazione affinché possano svolgere al meglio il loro mandato di rappresentanza.» Per la FISTEL CISL Marche il risultato elettorale costituisce anche il punto di partenza per rilanciare il confronto con l'azienda sulle principali questioni emerse nel corso delle assemblee degli ultimi mesi. «L'obiettivo – prosegue Gay – è riaprire quanto prima un tavolo di contrattazione con la direzione aziendale per dare risposte concrete alle esigenze espresse dai lavoratori. Continueremo a portare avanti un confronto serio, responsabile e orientato ai risultati, garantendo la massima trasparenza e informando costantemente i dipendenti sull'evoluzione delle trattative e sulla situazione aziendale.» La FISTEL CISL Marche esprime infine un sentito ringraziamento a tutti i lavoratori per la partecipazione al voto e rivolge ai nuovi rappresentanti eletti l'augurio di un proficuo lavoro al servizio delle colleghe, dei colleghi e dell'intera comunità aziendale.
Continua a leggere
08/07/2026 Le rette delle Residenze Protette del distretto di Jesi in 18 mesi sono aumentate mediamente di 60 euro al mese: l’indagine di CGIL CISL UIL
«Abbiamo condotto una indagine sulle rette delle Residenze Protette nel distretto sanitario di Jesi. In particolare abbiamo analizzato l’andamento della retta per un posto letto in camera doppia in una struttura R3, per anziani non autosufficienti. Le strutture che hanno posti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, per tale tipologia di pazienti nel distretto di Jesi sono 15 e garantiscono un offerta di circa 450 posti letto.  - scrivono in una nota stampa CGIL CISL UIL di Jesi, insieme alle rispettive  Federazioni dei pensionati - Si tratta di un offerta largamente insufficiente se è vero che gli anziani non autosufficienti sul territorio del distretto di Jesi sono oltre 4000 e  la lista d’attesa per queste strutture a fine 2025 a  vedeva la presenza di 239 richieste.» Dall’ indagine è emerso che la retta media per un posto letto in camera doppia in una Residenza protetta per non autosufficienti ammonta a giugno 2026 a 50,50 € al giorno e dal gennaio 2025 a oggi è cresciuta mediamente di 2 euro, determinando quindi in questo anno e mezzo un aggravio di spesa per le famiglie  di circa 60 euro al mese. In particolare 5 delle 14 strutture che hanno risposto ( formalmente o per le vie brevi) alla richiesta di dati da parte di CGIL CISL UIL Jesi hanno evidenziato un aumento della retta giornaliera all’utenza negli ultimi 12 mesi: Santa Maria Nuova, Moie, Morro d’alba, Cupramontana, Mergo. In tutti i casi esaminati, la retta all’ utenza non risulta suddivisa tra quota base e quota integrativa che deve riferirsi esclusivamente a remunerare prestazioni aggiuntive sulla base di specifiche richieste degli utenti. «Siamo inoltre a conoscenza di una struttura, quella di Apiro, dove è stato deliberato dal corrente mese di luglio l’aumento di 13,5 euro al giorno ( 405 euro al mese) per garantire l’ equilibrio finanziario della struttura.- proseguono -  Di fronte a questi aumenti abbiamo immediatamente chiesto un incontro alla AST di Ancona, in virtù del ruolo di vigilanza che essa esercita di fronte a soggetti convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, anche ai fini della piena applicazione della DGRM 1403/2025. Riteniamo inoltre  necessario che quanto prima vengano attivati i bandi regionali per l’erogazione dei voucher di 250 euro mensili previsti dall’ accordo “multileva” condiviso tra Regione e OO.SS. Valuteremo, in sede di confronto sui bilanci, quali risorse della spesa sociale dei comuni potrà essere destinata a sostenere tali situazioni.» Secondo di sindacati «con questi aumenti, in assenza di risposte strutturali, è forte il rischio che l’accesso a tali servizi socio-sanitari,  venga fortemente condizionato dalla capacità di reddito delle famiglie, tagliando fuori quelle che non  possono permetterselo, indipendentemente dalla condizioni sociali in cui si viene a trovare le persona non autosufficiente. Come CGIL CISL UIL del territorio di Jesi continueremo a tenere alta l’ attenzione su questo tema, chiedendo risposte strutturali e una strategia di intervento a tutte le istituzioni coinvolte.»
Continua a leggere
07/07/2026 Sanità Privata. FP CGIL, CISL FP, UIL FP: “Otto anni senza contratto nella sanità privata, quattordici nelle RSA. Il 24 luglio nuovo presidio davanti al Ministero della Salute”
«La nostra più grande preoccupazione non riguarda soltanto il mancato rinnovo dei contratti nazionali, ma le conseguenze che questa situazione sta producendo sull’assistenza sanitaria e sociosanitaria del nostro Paese. A pagare il prezzo più alto rischiano di essere i cittadini che ogni giorno si affidano alle strutture sanitarie private accreditate e alle RSA, in particolare gli anziani, le persone non autosufficienti, i pazienti fragili e le loro famiglie. Garantire loro cure sicure, appropriate e di qualità dovrebbe essere la priorità assoluta di tutti gli attori istituzionali e del sistema sanitario.» Lo dichiarano, in una nota unitaria, i Segretari Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi. «Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA, oltre 300 mila professioniste e professionisti attendono il rinnovo del contratto nazionale. Un ritardo ormai intollerabile che continua ad aggravare una crisi strutturale fatta di organici insufficienti, turni sempre più gravosi, ferie sistematicamente negate o rinviate e condizioni di lavoro che mettono a dura prova chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività.La cronica carenza di personale che interessa il settore non è frutto del caso. È anche la conseguenza della progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie e sociosanitarie nel comparto privato accreditato e nelle RSA. Sempre più professioniste e professionisti scelgono di lasciare queste strutture o rifiutano nuove assunzioni perché, pur svolgendo le stesse attività, con le stesse responsabilità e le stesse competenze dei colleghi del Servizio sanitario nazionale, continuano a essere penalizzati da contratti nazionali scaduti da anni e da trattamenti economici significativamente inferiori. Una disparità che non solo mortifica il valore del lavoro di cura, ma rende sempre più difficile reclutare e trattenere il personale necessario a garantire un’assistenza adeguata.» «Le conseguenze sono ormai evidenti. In moltissime strutture gli organici sono al di sotto dei livelli necessari per assicurare un’organizzazione del lavoro sicura ed efficace. Il personale è costretto a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti, mentre il diritto alle ferie viene spesso sacrificato per far fronte alle continue carenze di organico. Tutto questo ricade inevitabilmente anche sulla qualità e sulla sicurezza delle prestazioni erogate ai cittadini. Le responsabilità di questa situazione sono certamente in capo alle associazioni datoriali AIOP e ARIS, che continuano a non dare risposte concrete al rinnovo dei contratti collettivi nazionali. Ma non possono chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità neppure il Ministero della Salute e le Regioni, che finanziano con ingenti risorse pubbliche il sistema della sanità privata accreditata e delle RSA e ne disciplinano il sistema degli accreditamenti istituzionali. Non è più accettabile che strutture che svolgono un servizio pubblico e ricevono finanziamenti pubblici possano continuare ad applicare contratti scaduti da otto e quattordici anni, alimentando una crescente disparità rispetto ai lavoratori del Servizio sanitario nazionale.Chiediamo al Governo e alle Regioni un deciso cambio di passo. Chi beneficia di risorse pubbliche deve essere tenuto al pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo riteniamo necessario introdurre regole vincolanti che subordinino il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale al rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e al loro rinnovo con tempistiche coerenti con quelle previste per il personale della sanità pubblica. Le risorse pubbliche devono rappresentare uno strumento di garanzia della qualità dell’assistenza, ma anche della qualità del lavoro.Per queste ragioni – proseguono Bozzanca, Chierchia e Longobardi – la mobilitazione prosegue con ancora maggiore determinazione. Il prossimo 24 luglio saremo nuovamente in presidio davanti al Ministero della Salute per chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA, il rafforzamento degli organici, il pieno rispetto del diritto alle ferie e l’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, che garantisce a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata, sufficiente e dignitosa.» «Questa non è soltanto una vertenza sindacale. È una battaglia che riguarda il diritto alla salute dei cittadini, la dignità del lavoro e il futuro del sistema sanitario e sociosanitario del nostro Paese. Senza professionisti adeguatamente valorizzati non esiste assistenza di qualità. Chi cura deve essere messo nelle condizioni di farlo con competenza, serenità e dignità, perché dalla tutela del lavoro dipende anche la tutela della salute delle persone. Il tempo delle attese è finito. Chiediamo ad AIOP e ARIS di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di aprire immediatamente il confronto per il rinnovo dei contratti. Chiediamo al Ministero della Salute e alle Regioni di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e di garanzia affinché nessuna struttura che opera grazie a finanziamenti pubblici possa continuare a fondare il proprio equilibrio economico sul mancato rinnovo dei contratti nazionali. In assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà con determinazione crescente fino alla sottoscrizione dei rinnovi contrattuali.»
Continua a leggere
06/07/2026 Addetta alle pulizie chiusa per ore in ascensore Sindacati: "Basta lavoro in solitudine, serve un tavolo sulla sicurezza negli appalti"
Il grave episodio avvenuto ad Ancona, che ha visto un’addetta alle pulizie rimanere chiusa per ore in un ascensore durante il turno di lavoro, richiama tutti a una riflessione non più rinviabile: nel settore delle pulizie e dei servizi integrati troppe lavoratrici e troppi lavoratori operano quotidianamente in condizioni di solitudine, spesso in orari marginali, in luoghi svuotati dalla presenza degli altri lavoratori e senza una reale possibilità di intervento immediato in caso di malore, infortunio, aggressione o emergenza. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Marche ritengono necessario accendere i riflettori su un settore troppo spesso invisibile, ma presente ogni giorno negli uffici, nei centri commerciali, negli appalti pubblici e privati, nelle strutture sanitarie, nelle scuole, nei condomini e nei luoghi della produzione. Un settore composto in larga parte da donne, spesso con contratti part-time, turni spezzati, orari serali o mattutini, appalti al massimo ribasso e carichi di lavoro crescenti. Il lavoro in solitudine non può essere considerato una semplice modalità organizzativa. Quando una lavoratrice o un lavoratore opera da solo, senza colleghi nelle vicinanze, senza presidio, senza sistemi di chiamata, senza procedure di verifica e senza tempi certi di intervento, quella condizione diventa un fattore di rischio che deve essere valutato, prevenuto e gestito. La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro impone al datore di lavoro la valutazione di tutti i rischi presenti nell’attività lavorativa. Questo significa che anche il lavoro in solitudine deve trovare spazio nel Documento di Valutazione dei Rischi e, negli appalti, nella corretta gestione delle interferenze e delle emergenze. Non bastano indicazioni generiche: servono procedure concrete, conosciute, verificate e realmente applicabili. Per questo chiediamo che aziende appaltatrici, committenti pubblici e privati, responsabili della sicurezza e rappresentanti dei lavoratori aprano immediatamente un confronto sulla sicurezza delle addette e degli addetti alle pulizie che lavorano da soli. Occorre verificare dove e quando si lavora in solitudine, con quali sistemi di comunicazione, con quali procedure di controllo periodico, con quali dispositivi di allarme, con quale organizzazione del primo soccorso e con quali tempi di intervento in caso di emergenza. Occorre inoltre garantire formazione specifica, informazione chiara, aggiornamento dei DVR e dei DUVRI, coinvolgimento degli RLS e degli RLST e una verifica puntuale degli appalti in cui la riduzione dei costi rischia di scaricarsi direttamente sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. La sicurezza non può fermarsi alla porta dell’appalto. Il committente non può ritenersi estraneo alle condizioni in cui il servizio viene svolto. Chi affida un servizio deve sapere come viene organizzato, in quali orari, con quali organici e con quali tutele effettive. Il caso di Ancona deve diventare un campanello d’allarme. Non possiamo aspettare che un episodio finisca peggio per riconoscere un problema che il settore denuncia da tempo. Le lavoratrici delle pulizie non devono essere viste solo quando il servizio manca: devono essere viste, ascoltate e tutelate ogni giorno. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil chiedono quindi l’apertura di un tavolo territoriale con istituzioni, organi di vigilanza, associazioni datoriali, imprese e committenze, per definire linee operative condivise sul lavoro in solitudine negli appalti di pulizia e servizi integrati. Rendere visibile questo lavoro significa riconoscere dignità, professionalità e sicurezza a chi ogni giorno garantisce ambienti puliti, ordinati e utilizzabili per tutti. La prevenzione non può essere affidata al caso, a una telefonata arrivata in tempo o alla fortuna. Deve essere organizzazione, responsabilità e contrattazione.
Continua a leggere
02/07/2026 Badge di cantiere_Jacopo Lasca (Filca-Cisl Marche): “Strumento decisivo per lavoro di qualità nella ricostruzione del sisma 2016”
“Il badge di cantiere è finalmente una realtà operativa. Si tratta di un traguardo importante per il sistema della ricostruzione dell'Appennino centrale, frutto di un lungo percorso iniziato alla fine del 2020 con la prima sperimentazione avviata a Macerata, nata come proposta operativa del Tavolo dei flussi di manodopera istituito presso la Prefettura”. Lo dichiara Jacopo Lasca, segretario generale della Filca-Cisl Marche. “Dopo sei anni di lavoro, confronto e approfondimenti – spiega il sindacalista - necessari anche per risolvere le complesse questioni legate alla normativa sulla privacy, il badge di cantiere diventa oggi uno strumento diffuso in tutto il cratere del sisma 2016, rappresentando una delle innovazioni più significative introdotte nel settore delle costruzioni. Parliamo di 8.393 cantieri, con 3.677 opere pubbliche programmate nell’intera area, per un importo complessivo di quasi 5 miliardi di euro. Di questi 781 cantieri sono in corso, mentre le opere già concluse sono 684. A questi cantieri vanno aggiunti gli interventi relativi agli edifici di culto per 1.276 cantieri, di cui 213 sono in corso di realizzazione. Nella sola Regione Marche gli addetti del settore occupati direttamente nella ricostruzione sono 19.826. Il badge – aggiunge - consente un monitoraggio efficace e trasparente di queste numerosissime maestranze impegnate nei cantieri, dando piena attuazione all'articolo 35 del Decreto Legislativo n. 189/2016. La sua introduzione rafforza il binomio tra sicurezza sul lavoro e legalità, garantendo una maggiore tracciabilità della forza lavoro e contribuendo così al rispetto del Ccnl del settore, contrastando fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale, e quindi a vantaggio non solo dei lavoratori ma anche delle aziende serie. Lo strumento, inoltre, conferma il ruolo centrale della bilateralità, quale sistema capace di garantire qualità, regolarità e tutela del lavoro, in stretta collaborazione con le istituzioni coinvolte nella ricostruzione”. Molto significativi anche gli effetti del badge di cantiere sul fronte della legalità: “Questo strumento ha un'importanza strategica nella prevenzione delle infiltrazioni criminali, perché supporta il lavoro della GIA (gruppo interforze antimafia), rafforzando i controlli sui flussi di manodopera e aumentando la trasparenza dei cantieri. Insieme al certificato di congruità e al settimanale di cantiere, il badge costituisce uno dei pilastri del nuovo sistema di controllo e qualificazione della ricostruzione, contribuendo non solo alla qualità delle opere realizzate e delle condizioni di lavoro, ma anche al contrasto delle infiltrazioni criminali nel tessuto economico e sociale dell'Appennino centrale. Grazie anche al nostro pressing e alle proposte che lanciamo - sottolinea Lasca - il territorio del cratere si è dotato di strumenti innovativi che stanno trasformando il più grande cantiere d'Europa in un vero laboratorio di sperimentazione per il settore delle costruzioni. La digitalizzazione dei processi e l'integrazione delle banche dati dei soggetti bilaterali e delle istituzioni rappresentano oggi una straordinaria opportunità per qualificare ulteriormente il comparto, migliorare l'efficacia dei controlli e favorire una gestione sempre più moderna e trasparente della ricostruzione. Essendo uno strumento completamente digitale, il badge di cantiere offre inoltre importanti prospettive di sviluppo. Tra queste, la possibilità di integrare al suo interno l'intero percorso formativo dei lavoratori in materia di sicurezza, certificando la formazione svolta presso gli enti bilaterali, che rappresentano la principale garanzia di qualità e affidabilità". Il percorso, tuttavia, non può considerarsi concluso. Per il sindacalista cislino "è ora necessario dare piena attuazione anche a un altro punto fondamentale previsto dall'articolo 35 del Decreto Legislativo n. 189/2016. Per contrastare efficacemente fenomeni di caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori è indispensabile intervenire sulle mancate comunicazioni dei domicili dei lavoratori in trasferta e procedere rapidamente alla realizzazione di campi base destinati alla loro accoglienza. Solo completando questo percorso sarà possibile costruire un modello di ricostruzione sempre più fondato sulla legalità, sulla sicurezza, sulla dignità del lavoro e sull'innovazione, facendo dell'Appennino centrale un punto di riferimento nazionale per il futuro del settore delle costruzioni”, ha concluso il segretario generale della Filca marchigiana.
Continua a leggere
02/07/2026 FIR CISL sottoscrizione CCNL 2025-2027 comparto Istruzione e Ricerca
Nella giornata del 1 Luglio, alla presenza della Segretaria Nazionale FIR CISL Raffaella Galasso, la Corte dei Conti, si è espressa favorevolmente ed è stato ufficialmente sottoscritto l'accordo per il rinnovo della parte economica del CCNL 2025-2027 Istruzione e Ricerca.   Grazie a questa firma definitiva, le procedure per l'erogazione dei benefici economici entreranno subito nel vivo: Arretrati in arrivo: Le somme spettanti per i periodi pregressi potranno quindi essere liquidate. Allineamento retributivo: Viene confermato il percorso che porterà all'allineamento completo delle retribuzioni dei lavoratori con l'aumento contrattuale complessivo, superando definitivamente il meccanismo dell'indennità di vacanza contrattuale. Grazie anche all'impegno della CISL, che ha sottoscritto il precedente CCNL, si è potuti giungere per la prima volta all'allineamento temporale del rinnovo contrattuale; un risultato fondamentale che va a beneficio di tutti i lavoratori del settore! Continueremo, come sempre, la nostra azione volta alla tutela di tutti.      
Continua a leggere
26/06/2026 Bene Multileva, Cisl Marche: «Ora il tavolo sul protocollo sanità e welfare. Servono risorse certe e alleanza con i Comuni»
 La CISL Marche valuta positivamente l'avvio della sperimentazione destinata a sostenere le famiglie delle persone  accolte nelle strutture residenziali. Si tratta di un intervento importante, frutto di un'azione condivisa, che rappresenta un primo passo concreto per alleggerire il peso economico che grava su molte famiglie marchigiane. Proprio perché si tratta di una fase sperimentale finanziata attraverso risorse europee, sarà fondamentale nei prossimi mesi monitorare l'attuazione, verificando gli effetti e correggendo tempestivamente eventuali criticità che dovessero emergere. Parallelamente, però, occorre guardare oltre l'orizzonte della sperimentazione. La Regione deve fin da ora individuare risorse strutturali che consentano di dare continuità a questa misura, evitando che un intervento così rilevante si esaurisca al termine dei finanziamenti disponibili. Al tempo stesso, è evidente che le sole risorse regionali non potranno essere sufficienti a rispondere a tutti i bisogni. Per questo è necessario costruire una vera alleanza istituzionale che coinvolga anche i Comuni, chiamati a investire insieme alla Regione per garantire risposte adeguate e durature alle famiglie. Accanto al sostegno per le persone accolte nelle strutture, resta inoltre aperta una questione altrettanto urgente: quella delle migliaia di famiglie che ogni giorno assistono e curano a casa i propri cari. Anche per loro servono interventi concreti e risorse dedicate, affinché il lavoro di cura non ricada esclusivamente sui familiari. Un'altra criticità che continua a pesare sulla vita quotidiana dei marchigiani riguarda le liste d'attesa per visite, esami e prestazioni sanitarie. Si tratta di un problema complesso e stratificato che richiede interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo.  Negli ultimi mesi si sono registrati alcuni segnali di miglioramento con un implementazione delle prestazioni erogate dal sistema sanitario pubblico e ciò rappresenta un dato positivo per i cittadini marchigiani. Questi risultati sono stati resi possibili anche grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione e al grande impegno di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Proprio per questo, al netto del ricorso alle prestazioni aggiuntive e agli altri strumenti straordinari previsti dalla strategia multileva, il sistema sanitario regionale deve trovare un proprio equilibrio organizzativo, professionale e finanziario, capace di rendere strutturali gli sforzi compiuti e di garantire nel tempo risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. L'obiettivo deve essere quello di consolidare i risultati raggiunti, superando progressivamente la logica dell'emergenza e costruendo un sistema in grado di assicurare stabilmente tempi di attesa compatibili con il diritto alla cura. Su questi temi la CISL Marche ribadisce la necessità di un confronto stabile e concreto con la Regione. Attendiamo entro metà luglio la convocazione del Presidente  per la sottoscrizione del Protocollo sulla sanità e il welfare regionale. Il testo è pronto ed è condiviso da settimane: non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Le famiglie marchigiane hanno bisogno di risposte, programmazione e impegni concreti.
Continua a leggere
26/06/2026 Nuovo componente nella Segreteria Fistel Cisl Marche
Si è svolto nella giornata di oggi, 25 giugno, il Direttivo della Fistel Cisl Marche, l’unione sindacale che rappresenta i lavoratori dei settori dell'informazione, dello spettacolo, delle telecomunicazioni e della poligrafia. L'incontro ha visto la partecipazione straordinaria del Segretario Generale della Fistel Nazionale, Alessandro Faraoni, e del Segretario Generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti. Al centro dei lavori, oltre all'analisi delle sfide del settore a livello locale e nazionale, c'è stato il rinnovo della Segretaria Regionale. Con voto unanime, il Direttivo ha eletto Fabrizio Mei come nuovo componente della Segreteria della Fistel Cisl Marche. Un’elezione che delinea una chiara continuità di impegno e che punta a rafforzare l'azione del sindacato sul territorio marchigiano in una fase storica complessa per il mondo del lavoro e dell'industria culturale e dei servizi. A margine dell'elezione, è stata rilasciata una dichiarazione dal Segretario Generale Alessandro Gay che mette al centro i pilastri su cui si fonderà l'azione sindacale nei prossimi mesi: "La salute e la sicurezza devono essere imprescindibilmente il perno del lavoro. Dobbiamo continuare a contrastare la precarietà e impegnarci a fondo su una crescita salariale che sia il frutto naturale della contrattazione, sia di primo che di secondo livello. Al tempo stesso, è fondamentale curare la formazione, la conoscenza e la competenza dei lavoratori, armi indispensabili per affrontare i cambiamenti del mercato." Con questo nuovo assetto, la Fistel Cisl Marche riafferma la sua vicinanza ai lavoratori, pronta a presidiare i tavoli di trattativa e a promuovere un modello di sviluppo che metta al primo posto la dignità e la tutela della persona.  
Continua a leggere
23/06/2026 ELEZIONI FOPEN: la Flaei Cisl vince con il 52% dei voti a livello nazionale e l'80,4% nelle Marche
Un risultato che va oltre la base associativa. Valeria Raimondi, eletta capolista: sarò al servizio di tutti i lavoratori. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione FOPEN, Fondo Pensione Complementare dedicato ai dipendenti del Gruppo Enel e delle aziende del settore elettrico, svoltesi dal 17 al 19 giugno 2026, consegnano alla FLAEI-CISL un risultato straordinario: il 52% dei consensi a livello nazionale, con 18 delegati eletti su 35, pari alla maggioranza assoluta.Più di un lavoratore su due ha scelto la lista FLAEI. Nelle Marche il segnale è ancora più netto: l'80,4% dei voti espressi ha premiato la lista FLAEI, un dato che racconta un consenso che supera i confini dell’Organizzazione. Quel numero non rappresenta solo la fiducia dei nostri iscritti. Rappresenta la scelta libera e consapevole di lavoratori che, al momento del voto, hanno guardato alla concretezza del lavoro svolto, alla coerenza tra quello che diciamo e quello che facciamo quotidianamente. È la conferma di un metodo: quello della CISL, che non promette ciò che non può mantenere, che costruisce il consenso sul campo, nel tempo, con la presenza quotidiana accanto ai lavoratori. Un metodo fatto di ascolto, competenza e responsabilità. Valeria Raimondi, capolista eletta, al servizio di tutti. La nostra capolista Valeria Raimondi ha guidato la lista con impegno e determinazione. Da oggi, nel suo ruolo di rappresentante dei lavoratori nell’Assemblea dei Delegati di FOPEN, porterà le istanze di tutti i lavoratori del settore elettrico non solo di chi l'ha votata. Il commento del Segretario Generale Dalverio Dafne:  "Un risultato così non lo si ottiene da soli, e non appartiene a nessuno in particolare: appartiene a ogni lavoratore che ha scelto di fidarsi di noi. Nelle Marche, come in molte altre regioni, quella fiducia è andata ben oltre la nostra base associativa e questo ci tocca profondamente, oltre che responsabilizzarci. Significa che il lavoro fatto sul territorio, giorno dopo giorno, è stato visto e riconosciuto. Porteremo questo mandato con la serietà che merita. Valeria Raimondi sarà un punto di riferimento per tutti, nessuno escluso".    
Continua a leggere
18/06/2026 Progetto “Infermiere a Domicilio - Caffè Alzheimer ANTEAS”: i primi risultati della campagna di raccolta fondi
    La campagna di raccolta fondi a favore del Caffè Alzheimer ANTEAS e del nuovo servizio di Infermiere a Domicilio, promossa da ANTEAS Marche e ANTEAS Falconara con il supporto di ANTEAS Nazionale, sta già producendo risultati concreti a sostegno delle persone con Alzheimer e delle loro famiglie. Avviata nell'ottobre 2025, la raccolta fondi è nata con l'obiettivo di offrire un aiuto qualificato alle persone affette da demenza e ai loro caregiver, in particolare a coloro che, per difficoltà logistiche o condizioni di salute, non riescono a partecipare regolarmente alle attività del Caffè Alzheimer organizzate da ANTEAS Falconara presso i centri di Falconara Marittima e Chiaravalle. Grazie alla generosità di cittadini, sostenitori e realtà del territorio, sono stati raccolti 8.000 euro, risorse che hanno consentito di rafforzare i servizi già attivi e di avviarne di nuovi. Il nuovo servizio di Infermiere a Domicilio, attivato nel dicembre 2025, ha già effettuato 16 visite domiciliari, raggiungendo i primi 6 utenti e le loro famiglie. Attraverso incontri periodici, con frequenza settimanale o quindicinale in base alle necessità, il dott. Sebastiano Gigli monitora le condizioni delle persone assistite, fornisce supporto e orientamento ai caregiver e contribuisce, insieme ad ANTEAS, a consolidare una rete di sostegno attorno a ciascun nucleo familiare. In diverse situazioni il servizio si è rivelato un importante punto di riferimento, offrendo ascolto, consulenza e una presenza professionale qualificata. Parallelamente, il Caffè Alzheimer ha continuato a rappresentare uno spazio di incontro, socializzazione e sostegno per le persone con demenza e per chi se ne prende cura quotidianamente. I volontari ANTEAS, insieme alle professioniste Elena Gambella, Margherita Osimani e Chiara Quercetti e al musicoterapeuta Silvio Macrini, hanno garantito la continuità delle attività, favorendo il benessere e la partecipazione delle famiglie coinvolte. Il progetto ha inoltre promosso iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza. Tra queste, l'incontro dedicato al rapporto tra alimentazione, nutrizione e benessere psicofisico, realizzato con il patrocinio dell'AST di Ancona, che ha registrato una significativa partecipazione del pubblico.Nel periodo compreso tra ottobre 2025 e maggio 2026 sono stati realizzati 32 incontri del Caffè Alzheimer, attività che proseguiranno per tutto il 2026 a beneficio di una comunità composta da circa 25 famiglie. Un percorso reso possibile anche grazie all’immancabile collaborazione e al sostegno di numerosi partner territoriali: il Comune di Falconara Marittima, il Comune di Chiaravalle, FNP CISL Marche, CISL Marche, la Parrocchia Beata Vergine Maria del Rosario di Falconara Mma e l'Abbazia di Chiaravalle. Ogni contributo ricevuto si sta trasformando in servizi, relazioni e vicinanza concreta per le persone che convivono con la malattia e per le loro famiglie. I risultati raggiunti in questi primi mesi dimostrano come la solidarietà della comunità possa generare un impatto reale sul territorio e contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone più fragili. Grazie a tutte le persone che hanno creduto in questo progetto e hanno contribuito a renderlo possibile. Per informazioni sul Caffè Alzheimer e sul servizio Infermiere a Domicilio: ANTEAS Falconara ODVVia Baldelli, 23 - 60015 Falconara Marittima (AN)Tel. 380 6839659E-mail: anteasfalco@gmail.com      
Continua a leggere
18/06/2026 Elevata partecipazione e parità di seggi: la FEMCA Cisl si conferma sindacato più votato nelle elezioni per il rinnovo RSU alla Artisans Shoes (Gruppo Prada)
Grande partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle elezioni per il rinnovo della RSU presso lo stabilimento Artisans Shoes (Gruppo Prada) di Montegranaro, svoltasi il 17 giugno. Su 252 aventi diritto, ben 215 lavoratori si sono recati alle urne, un dato che testimonia la forte vivacità dell'attività sindacale all'interno dell'azienda. L'esito del voto e la ripartizione dei seggi Le RSU elette sono in totale sei, equamente divise tra le due sigle sindacali: ●     FEMCA Cisl: 3 seggi (si conferma il sindacato più votato in azienda con 112 voti) ●     FILCTEM Cgil: 3 seggi Il commento della FEMCA Marche La Segreteria della FEMCA Marche ha espresso profonda soddisfazione per il risultato, considerato una chiara conferma del buon lavoro svolto finora dai delegati e dall’intera organizzazione. "Questo mandato da parte dei lavoratori ci investe di una grande responsabilità, soprattutto in una fase complessa per il settore della moda", ha commentato Francesco Interlenghi, Segretario Aggiunto FEMCA Marche. "I prossimi mesi saranno decisivi e i nostri delegati avranno un ruolo attivo anche all’interno del coordinamento nazionale Prada." Al centro dell'agenda sindacale della FEMCA per i prossimi mesi rimarranno fermi i pilastri storici dell'organizzazione: ●     Dinamiche partecipative e centralità dei lavoratori. ●     Contrattazione di secondo livello. ●     Politiche per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. La sigla sindacale ringrazia tutti i candidati che hanno dato un contributo serio e importante e conclude ribadendo l'impegno dei propri delegati a rimanere a piena disposizione dei colleghi, mantenendo come bussola la prossimità e l'attenzione alla persona, oltre che al lavoratore.  
Continua a leggere
16/06/2026 TRENI MENO PULITI: Trenitalia declassa le Marche
E’ inaccettabile la decisione di Trenitalia di declassare il livello di pulizia dei treni AV / IC operanti nella linea Adriatica che hanno origine / destinazione la stazione di Ancona. Di fatto la società Trenitalia ha deciso di ridurre le ore di servizio affidate alle aziende addette alla pulizia dei treni Alta Velocità presso la stazione di Ancona. Tale scelta, assolutamente NON CONDIVISIBILE, rischia di avere pesanti conseguenze sui livelli occupazionali e sul reddito dei lavoratori attualmente impiegati oltre che un impatto negativo sulla qualità del servizio a scapito dei cittadini che utilizzano i treni AV per spostarsi velocemente da Ancona verso le città del nord. Treni AV che, si ricorda, rappresentano la “punta di diamante” dell’offerta commerciale di Trenitalia e che garantiscono elevati standard di puntualità e di qualità…. ma non per tutti: evidentemente i cittadini marchigiani “non meritano” lo stesso standard qualitativo di pulizia e confort garantito invece a tutti gli altri viaggiatori, malgrado paghino un biglietto a prezzi sicuramente non scontati rispetto le altre direttrici. Una discriminazione territoriale a tutti gli effetti!! La società appaltatrice, Dussmann Service, ha già convocato le OO.SS. di categoria per chiedere l’attivazione degli ammortizzatori sociali. La mossa “scellerata” di Trenitalia avrà pertanto conseguenze sociali importanti il cui costo cadrà, come sempre, sulla collettività a fronte invece di un insignificante risparmio sul conto economico della medesima società che vede nel bilancio 2025 ricavi operativi per oltre 6,4 miliardi di euro e un indice Ebitda pari a 1,6 miliardi di euro!! Ringraziamo Trenitalia per la premura e la considerazione che ha del nostro territorio e dei lavoratori del settore e chiediamo un intervento urgente e fattivo della politica regionale affinchè tale decisione ingiusta e discriminante venga riconsiderata.   FILT CGIL     FIT CISL    UILTRASPORTI Segreterie Regionali Marche  
Continua a leggere