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02/09/2026 CCNL Sanità Privata, la Cassazione dà ragione ai lavoratori: CISL FP Marche rilancia la mobilitazione
Una sentenza della Sezione Lavoro conferma l'illegittimità della disdetta unilaterale dei contratti collettivi. Il sindacato apre uno sportello informativo e convoca un tavolo con la direzione del Santo Stefano Gruppo KOS. La battaglia per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata e delle RSA prosegue senza sosta. CISL FP Marche torna a chiedere con forza il rinnovo del contratto per l'intero comparto, portando avanti le istanze di oltre 300mila lavoratori del settore, e annuncia una nuova fase di mobilitazione sul territorio, sostenuta da un recente pronunciamento della Corte di Cassazione.  A rafforzare le rivendicazioni sindacali è intervenuta la sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, n. 23782/2026 (udienza del 1° luglio 2026, pubblicata il 22 luglio), che ha chiarito alcuni punti chiave in materia di applicazione dei contratti collettivi: Inviolabilità del CCNL applicato: il datore di lavoro non può recedere unilateralmente dal contratto collettivo in vigore per sostituirlo con accordi meno favorevoli ai lavoratori. Ultra-attività della tutela: la clausola di ultra-attività mantiene efficace il contratto originario fino alla stipula del rinnovo; eventuali disdette unilaterali da parte delle strutture datoriali sono da considerarsi prive di effetto giuridico. Prescrizione dei crediti retributivi: per i crediti maturati da mancata o errata applicazione contrattuale, la prescrizione decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro, tutelando così il recupero delle somme arretrate anche durante la vigenza del contratto. Secondo CISL FP, la pronuncia conferma la legittimità delle azioni intraprese finora e apre la strada al recupero delle differenze retributive per chi ha subito la disapplicazione o la sostituzione del CCNL. «Stiamo riconquistando ciò che spetta ai lavoratori, risorsa per risorsa, diritto per diritto» sottolineano ​Alessandro Contadini, Segretario generale aggiunto CISL FP Marche, Mariella Mazzalupi, Responsabile regionale CISL FP Marche Gruppo KOS e Alessandro Moretti,Segretario regionale CISL FP Marche e Responsabile Territorio di Macerata,  ribadendo l'intenzione di non arretrare di fronte a ulteriori ritardi nel rinnovo contrattuale. Sulla base di questi sviluppi, la CISL FP Marche ha organizzato una serie di iniziative rivolte ai lavoratori: Sportello informativo diffida e diritti retributivi lunedì 7 settembre dalle 11,00 alle 16,00, presso la stanza sindacale del Santo Stefano: sarà attivo uno sportello aperto a tutto il personale per fornire chiarimenti sulla diffida relativa alle differenze retributive e sugli effetti della sentenza sui singoli rapporti di lavoro. È inoltre l'occasione per chi non avesse ancora aderito alla diffida di farlo. Assemblea dei lavoratori (entro mese di settembre): riservata ai lavoratori aderenti all'iniziativa, per fare il punto sull'andamento della vertenza e sugli aggiornamenti giurisprudenziali. ·   Tavolo di negoziazione: martedì 8 settembre è in programma un incontro tra CISL FP e la Direzione del Santo Stefano, ottenuto dopo ripetute sollecitazioni del sindacato. Al tavolo saranno portate le istanze, i conteggi e le segnalazioni raccolte tramite i rappresentanti di struttura.
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31/08/2026 “Fare comunità per dare forma al futuro”: ad Ancona il confronto promosso dalla CISL Scuola
“Fare comunità per dare forma al futuro” al centro dell’iniziativa promossa dalla CISL Scuola Marche, in programma venerdì 11 settembre ore 9.30 alla Mole Vanvitelliana di Ancona, Sala Boxe. L’incontro sarà dedicato al ruolo della scuola e alla necessità di rafforzare partecipazione, relazioni e contrattazione per affrontare i cambiamenti che interessano il sistema dell’istruzione e il lavoro del personale scolastico. Nel corso della mattinata sarà presentata l’indagine “Essere insegnanti oggi: per una rinnovata professionalità”, realizzata da CISL Scuola, Tuttoscuola e Fondazione Tarantelli. Francesco Quagliani, Responsabile Formazione CISL Marche dialogherà con Erica Cassetta Ufficio Studi e Ricerche CISL Scuola nazionale. Seguirà il confronto, moderato da Cristiana Ilari, Segretaria generale CISL Scuola Marche, “La via maestra della partecipazione: Sindacato e Istituzioni a confronto”, con gli interventi di  Enrico Rossi, Vicepresidente della Regione Marche e assessore all’Istruzione, Marco Ferracuti, Segretario generale CISL Marche, Ivana Barbacci, Segretaria generale CISL Scuola. Previsto l'intervento dell' Ufficio scolastico regionale per le Marche. «La scuola è una comunità nella quale si costruisce il futuro delle nuove generazioni e del Paese – sottolinea Cristiana Ilari, Segretaria generale CISL Scuola Marche – Per affrontare i cambiamenti in atto servono partecipazione, relazioni sindacali solide e una contrattazione capace di valorizzare il lavoro. Il confronto tra sindacato e istituzioni è indispensabile per dare risposte concrete alla scuola e ai territori».          
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28/08/2026 NASpI 2026 settore privato: requisiti, importi e modalità di accesso
I lavoratori e le lavoratrici del settore privato che hanno concluso un contratto a termine o perso involontariamente l’occupazione possono avere diritto alla NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per accedere alla prestazione sono necessarie almeno 13 settimane di contributi maturati negli ultimi quattro anni. La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La scheda informativa realizzata da CISL Marche e dal Patronato INAS riepiloga i requisiti, gli importi previsti per il 2026, la durata dell’indennità e i casi particolari, tra cui le dimissioni per giusta causa per atti di violenza, la maternità e la risoluzione consensuale protetta. Per verificare il diritto alla NASpI e ricevere assistenza nella presentazione della domanda è possibile rivolgersi  presso le sedi CISL presenti in tutto il territorio marchigiano. 
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27/08/2026 Rifiuti, Ferracuti, Cisl Marche: "Serve una strategia integrata Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla differenziata, ma il tassello che manca"
Dopo l'approvazione, lo scorso 28 luglio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti da parte dell'assemblea legislativa, Cisl Marche interviene sui numeri e sulle prospettive del sistema regionale di gestione dei rifiuti, chiedendo che l'avvio della nuova governance sia accompagnato da un percorso di trasparenza e partecipazione. I dati Arpam, rielaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Marche parlano chiaro. Nel 2025 le Marche hanno prodotto 764.718 tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro capite di 517 kg/abitante, superiore alla media nazionale. Mentre per la raccolta differenziata si registra un buon 72,02% della produzione totale, ben oltre l'obiettivo comunitario del 65% e sopra il dato Ispra nazionale del 67,7%.  Nonostante il dato positivo della raccolta differenziata, dall’analisi dei dati emerge che le Marche segnano un conferimento in discarica molto alto, pari al 42,57% percentuale nettamente superiore rispetto alle altre regioni e al resto d’Italia 14, 79%.  La capacità degli impianti è ormai agli sgoccioli: al 31 dicembre 2025 la maggior parte delle discariche regionali aveva una capacità residua inferiore al 10%, in due casi era compresa fra il 31% e il 50%, e la sola discarica di Corinaldo, con 527.700 mc, risultava, dai dati Arpam, sopra la soglia del 50%. Ci sono poi le scadenze imposte dalle Direttive europee che prevedono la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: entro il 2035 solo il 10% del totale dei rifiuti potrà finire in discarica   ed entro il 2030 si dovrà raggiungere almeno il 65% di riciclaggio.  A questo si aggiunge l'emergenza plastica legata alle difficoltà di Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, che ha già costretto a trasferire rifiuti fuori regione, con un impatto diretto sui costi e di conseguenza sulle tariffe per i cittadini. Percorrere distanze maggiori per raggiungere impianti di trattamento aumenta i costi logistici che si riflettono sulla tariffa finale. Un aumento iniziato nel 2025, quando il costo medio della Tari nelle Marche si è attestato a 279 euro a famiglia, con un aumento rispetto all’anno precedente, del 5.5%. Nel 2026 alcuni Comuni hanno già deliberato aumenti compresi tra il +3% (Senigallia) e il +8,4% (Macerata). Per la CISL Marche la strada da percorrere è quella di un sistema integrato che affianchi la raccolta differenziata al riuso, al riciclo e alla realizzazione di un termovalorizzatore come impianto di fine ciclo per trattare la quota dei rifiuti non riciclabile trasformandola in energia e di conseguenza costi limitati e tariffe ridotte per le famiglie e le imprese. «I numeri del 2025 ci dicono che le Marche hanno una differenziata che funziona, sopra la soglia europea e sopra la media nazionale. Ma ci dicono anche che continuiamo a conferire in discarica quasi tre volte di più del resto del Paese, con impianti che si stanno esaurendo e un solo sito, quello di Corinaldo, ancora sopra il 50% di capacità residua. Non possiamo pensare di reggere così fino al 2035, quando le direttive europee imporranno di portare in discarica non più del 10% dei rifiuti» sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche. «Per questo riteniamo necessaria una strategia che tenga insieme differenziata, riuso, riciclo e un termovalorizzatore come impianto di chiusura del ciclo per la sola quota di rifiuto non riciclabile, trasformandola in energia. Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla raccolta differenziata e al riciclo: è il tassello che oggi manca e che, se non arriva, continuerà a scaricarsi sulle tariffe pagate da famiglie e imprese, come dimostrano già gli aumenti Tari di quest'anno» prosegue Ferracuti. Cisl Marche guarda con interesse al percorso avviato dal Consiglio regionale verso l'istituzione di un Ambito territoriale ottimale unico (Ato unica), articolato in cinque sub-ambiti provinciali, ma chiede che l'intero iter – dalla individuazione del sito alla realizzazione dell'impianto – sia accompagnato da commissioni composte da amministratori, parti sociali e associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di monitorare nel tempo la salute dei lavoratori e dell'ambiente circostante. «Ci auguriamo che il processo che porterà alla nuova governance regionale sia un percorso di trasparenza che inizi subito e accompagni tutta la vita dell'impianto, non solo la fase autorizzativa. Un coinvolgimento di tutti a partire dalle amministrazioni comunali e dai cittadini attraverso commissioni dedicate è la condizione perché queste scelte siano comprese e condivise sul territorio» rilancia e conclude il segretario generale della Cisl marchigiana.
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27/08/2026 Beko Melano, la RSU lancia l’allarme: "Senza investimenti e volumi produttivi il futuro dello stabilimento è a rischio"
La RSU Fim-Fiom-Uilm dello stabilimento di Melano, alla luce dell’assetto previsto per il mese di settembre, ribadisce con forza la propria profonda preoccupazione per una situazione che si conferma come non mai estremamente complessa e priva di prospettive certe. Il piano industriale in atto non sta garantendo alcuna stabilità. «A fronte di un volume di uscite incentivate decisamente superiore a quello inizialmente preventivato con l'accordo dell'aprile 2025, a valle il nostro sito non ha registrato alcun beneficio strutturale concreto. Il calo reale del ricorso alla CIGS — obiettivo centrale e spirito fondante dell'intesa — è rimasto finora una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità» sottolineano i sindacati di categoria. A gravare sul futuro del sito contribuiscono diversi fattori critici: Perdita dei Volumi Produttivi: le note difficoltà di vendita continuano a sollevare pesanti dubbi sulla tenuta del budget produttivo di inizio 2026 (fissato a poco più di un milione di pezzi). Il rischio concreto è quello di scendere al di sotto di questa soglia psicologica e strutturale fondamentale, tanto più che ad oggi lo stabilimento non produce piani con marchio Beko. Contrazione dell'Induzione: risulta incomprensibile al di là del presunto calo del mercato la forte frenata del settore induzione, da sempre indicato come il fulcro dello sviluppo futuro di Melano. Assenza di Investimenti: continuano a latitare gli interventi economici indispensabili per l'innovazione dei processi e per il lancio di nuovi prodotti sul mercato. « È indispensabile comprendere una volta per tutte quale sia la vera strategia di Beko in grado di garantire un futuro industriale al sito di Melano, che appare oggi spaventosamente distante da quanto sottoscritto oltre 16 mesi fa al Mimit.  - concludono -   La RSU non intende assistere passivamente al progressivo ridimensionamento dello stabilimento. Pretendiamo risposte immediate, il rispetto degli impegni presi e il rilancio reale degli investimenti a garanzia dell'occupazione e della tenuta industriale del nostro territorio.»
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27/08/2026 Autista Conerobus aggredito, i sindacati: "Escalation inaccettabile, subito presìdi delle forze dell’ordine"
Le Segreterie regionali Marche di Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Ugl Fna Faisa-Cisal, a seguito dell’increscioso fatto avvenuto nella serata del  26 agosto,  al capolinea di Piazza IV Novembre, dove un autista di Conerobus in servizio sulla linea ¼ è stato aggredito da personaggi equivoci che pretendevano di salire con in mano delle bottiglie di alcolici e con un cane di grossa taglia senza museruola, in barba ai regolamenti aziendali, esprimono profonda preoccupazione, visto il susseguirsi di atti violenti, aggressioni, minacce, in una vera e propria escalation che desta forte apprensione. «Ricordiamo che la Rsu della Conerobus aveva già sollecitato l’azienda diverse volte, dato che tali episodi sono sempre più frequenti: l’ultima aggressione risale al 20 luglio scorso. - sottolineano i sindacati di categoria  -  Non è pensabile che una persona si rechi al lavoro con la paura di poter subire violenze, e non è concepibile che, ad oggi, non siano ancora state messe in campo le dovute misure di protezione di cui moltissime volte abbiamo parlato. È tanto auspicabile quanto necessaria l’istituzione di presìdi delle forze dell’ordine nei punti ritenuti più critici o nei capolinea. È indispensabile, come altre volte richiesto, la presenza delle stesse anche a bordo degli autobus, diventato, ad oggi, un vero e proprio “territorio di guerra”, un campo minato in cui si muovono lavoratori, studenti e quant’altro, e che non può in nessun modo essere lasciato allo sbando come stiamo purtroppo osservando. Confidiamo - concludono -  che tutti i responsabili vengano assicurati alla giustizia, e che la Legge segua il giusto corso. Auguriamo pronta guarigione al conducente ed esprimiamo profonda solidarietà, attendendo le giuste risposte dalle Istituzioni che dovranno essere immediate quanto concrete.»
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24/08/2026 Sanità Case Comunità Marche, CISL:” Senza personale rischio strutture incomplete: servono più medici, infermieri e servizi integrati per dare risposte adeguate ai cittadini”
Le nuove Case di Comunità previste dal DM 77/2022, finanziate con risorse PNRR, individuate ed attuate dalla DGR Marche 403/2025 cosi come  recepite dagli Atti Aziendali delle Aziende Sanitarie Territoriali, «risultano operative ma ancora non complete nella dotazione dei servizi obbligatori previsti per l'assenza ancora di un adeguato numero  di personale fondamentale per adempiere  alla funzione principale per la quale sono state create:  ovvero potenziamento della sanità territoriale per garantire maggior prossimità di accesso ai servizi e presa in carico del bisogno di salute, riduzione del flusso di accesso in proprio verso il Pronto Soccorso ( oltre 70% degli accessi al PS sono  codici bianchi e verdi ), e la miglior gestione  della  complessità degli interventi codificati dal sistema come emergenza e urgenza» scrivono in una nota stampa Alessandro Contadini, Segretario generale aggiunto Cisl Fp Marche, Luca Talevi, Cisl Marche e Roberta Stopponi, Segretaria generale Cisl Medici Marche. «Le Case di Comunità saranno veramente funzionali al sistema sanitario regionale solo se dotate di capitale umano dedicato e formato, con professionisti sanitari in grado di gestire il flusso degli utenti che cercano risposte e prestazioni sanitarie. - proseguono  - Attualmente nelle Case di Comunità classificate come HUB, nei giorni prefestivi e festivi i servizi sono parziali e spesso la domenica risultano ancora non operative. Nella maggior parte dei casi, soprattutto nel fine settimana, l'infermiere si ritrova infatti da solo, supportato dal medico della continuità assistenziale che comunque non sempre è operativo in struttura. E' pertanto necessario incrementare il numero degli infermieri di famiglia e di comunità in tutte le AA.SS.TT, in una ottica di implementazione della dotazione organica. La nuova programmazione regionale per la formazione specifica, atta ad aumentare la dotazione di infermieri di comunità, che partirà dopo l'estate in ogni AA.SS.TT., rappresenta in tal senso un investimento importante per dare concretezza a quanto necessario garantire quotidianamente. » Tutte le case di comunità ( hub e spoke ) devono infatti assicurare: cure primarie, assistenza domiciliare, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici e di prenotazione, integrazione con i servizi sociali.  «Anche la presenza dei medici di medicina generale in queste strutture territoriali risulta ancora parziale con la copertura di qualche ora il mattino e il pomeriggio dal lunedì al venerdì nonostante le Case della Comunità denominate spoke e hub siano aperte tutti i giorni. Pur plaudendo l'accordo raggiunto dalle AA.SS.TT.  con i MMG aderenti - in linea con l'accordo di utilizzo per il personale medico convenzionato- per garantire la copertura dal lunedì al venerdì, risulta evidente che tale impostazione debba essere ampliata e migliorata. A tal fine si deve procedere alla implementazione di dirigenti sanitari dedicati esclusivamente a questa realtà, cosi da assicurare la presenza costante del medico in struttura, in sinergia funzionale con l'”infermiere di famiglia”.» Per  Cisl Fp Marche, Cisl Marche e Cisl Medici Marche «è fondamentale strutturare meglio la presenza del medico nel fine settimana potenziando la funzione e la presenza del medico di continuità assistenziale, dove la carenza strutturale di risposta sanitaria nel territorio, induce l'utenza verso accessi impropri al Pronto Soccorso. L'infermiere non può essere lasciato solo a gestire le Case della Comunità per imperativi motivi medico -legali e per l'obbligo di salvaguardia della sicurezza e salute del paziente. Garantire la adeguata copertura medica significa evitare un pericoloso vuoto assistenziale che innescherebbe un improprio " rimbalzo" dei pazienti verso la rete ospedaliera per acuti e, successivamente, verso gli ospedali di comunità.» Per questi motivi secondo Cisl Marche e Cisl Fp e Cisl Medici  Marche, per far funzionare pienamente le strutture edificate nei tempi previsti dal PNRR,  ritengono fondamentale un costante monitoraggio sia con la Regione che con le singole Ast dello stato della situazione dei servizi operanti all'interno  delle Case della Comunità in ogni territorio con l'obiettivo di costruire concretamente una sanità più vicina ai cittadini, capillare e capace di garantire maggiore equità nell'accesso alle cure. La trasformazione dell'assistenza territoriale richiede non solo nuove strutture, ma modelli organizzativi capaci di renderle pienamente operative. Cisl Marche, Cisl Fp e Cisl Medici Marche ritengono infatti che le case della comunità, con adeguato personale all'interno, sono il fulcro della sanità territoriale ove medici di medicina generale, infermieri, assistenti sociali, lavorano in equipe condividendo responsabilità, percorsi assistenziali ed obiettivi di salute per garantire una presa in carico veramente integrata delle persone.
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20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
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07/08/2026 Operai al lavoro con il caldo l'allarme della FILCA CISL Marche
Nonostante il divieto di lavoro nelle ore più calde, le segnalazioni di violazioni si moltiplicano. Jacopo Lasca Segretario FILCA CISL Marche al TGR Marche:«Trenta casi in tutta la regione, la produzione non vale quanto una vita.» Il termometro sale, scatta il "bollino rosso", ma in molti cantieri delle Marche le macchine non si fermano. Nonostante la Regione Marche abbia emesso un'ordinanza specifica che vieta le attività lavorative nei settori più esposti durante le ore centrali della giornata, la realtà dei fatti racconta una storia di diffusa inosservanza. Secondo quanto denunciato dalla FILCA CISL, il rispetto del provvedimento è ancora lontano dall'essere soddisfacente. Il sindacato riceve segnalazioni quasi quotidianamente: ad oggi sono circa una trentina i casi accertati a livello regionale di operai costretti a lavorare sotto il sole cocente. Sebbene in alcuni casi sia stato possibile attivare la cassa integrazione per eventi meteorologici, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano come il rischio legato alle alte temperature non possa più essere gestito come un’eccezione passeggera. Il caldo estremo nei mesi estivi è ormai un rischio strutturale e non più una semplice emergenza temporanea. L'attenzione delle autorità e della FILCA CISL resta massima, ma viene chiesto anche l’aiuto della società civile. Ogni cittadino che ravvisi il mancato rispetto delle norme può intervenire: per segnalare operai al lavoro nelle fasce orarie vietate è sufficiente rivolgersi al comando dei vigili urbani del proprio comune. Il punto critico resta la fascia oraria compresa tra mezzogiorno e le 16,00. In questo intervallo, l'esposizione diretta al sole è considerata un pericolo gravissimo per chiunque, ma diventa insostenibile per chi svolge mansioni fisiche pesanti nei cantieri.  
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06/08/2026 CASO TOOLK: LA CASSAZIONE CHIUDE SEI ANNI DI BATTAGLIA. UNA VITTORIA PER LE LAVORATRICI, I LAVORATORI E PER TUTTO IL TERRITORIO
Con la sentenza della Corte di Cassazione del luglio 2026 si chiude definitivamente, dopo sei lunghi anni, una delle vertenze più complesse e dolorose del territorio fermano. Il pronunciamento consentirà a decine di lavoratrici e lavoratori di ricevere finalmente le somme dovute a titolo di trattamento di fine rapporto, riconoscendo un diritto che non avrebbe mai dovuto essere messo in discussione. La vicenda Toolk ha lasciato una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico locale. Nell’agosto del 2020, mentre ai dipendenti veniva comunicato il licenziamento, la società veniva incorporata in un’azienda statunitense, lasciando i lavoratori privi delle competenze di fine rapporto maturate nel corso degli anni. Da quel momento FEMCA CISL e FILCTEM CGIL hanno accompagnato i lavoratori in un lungo percorso sindacale e legale, affrontato con determinazione, responsabilità e fiducia nella giustizia. Quella della Toolk non è stata soltanto una vertenza aziendale. È stata una battaglia di civiltà, di legalità e di rispetto della dignità del lavoro, a partire dalla decisione del tribunale di Fermo sezione Fallimentare che, già dalla dichiarazione di fallimento del 2021, nel pieno rispetto e corretta interpretazione ed applicazione della normativa vigente, nazionale e comunitaria,  dava così risposta alle istanze di giustizia degli oltre 80 dipendenti e delle loro famiglie.   Le trasformazioni societarie, anche quando complesse e internazionali, non possono diventare uno strumento per indebolire o cancellare i diritti delle persone. Questa sentenza conferma la correttezza dell’impianto decisorio del Tribunale di Fermo, che ha sempre tenuto nei vari gradi di merito e di legittimità, dando lustro al nostro territorio per l’Ufficio Giudiziario altamente competente e  restituisce giustizia ai lavoratori confermando il valore dell’azione sindacale quando viene esercitata con costanza, competenza e unità. FEMCA CISL e FILCTEM CGIL continueranno a rappresentare sul territorio un presidio di legalità sociale, impegnato a difendere il lavoro, il rispetto delle regole e la costruzione di un sistema produttivo sano, responsabile e capace di mettere al centro le persone. «Il nostro pensiero - commentano le Segreterie FILCTEM CGIL-FERMO e FEMCA CISL-MARCHE - torna a quel 14 agosto del 2020. Ancora oggi facciamo fatica a comprendere la scelta di comunicare, alla vigilia di Ferragosto, il licenziamento a tante lavoratrici e tanti lavoratori. Ricordiamo il loro stato d’animo, quello delle famiglie e la responsabilità che sentimmo, come sindacato, di non lasciarli soli. Sono stati sei anni di impegno, passione e determinazione. Sei anni nei quali non abbiamo mai smesso di credere che quei diritti dovessero essere riconosciuti. Cercavamo giustizia. Alla fine, l’abbiamo trovata.»
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03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
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31/07/2026 Benessere aziendale, Regione Marche e Parti Sociali firmano il Protocollo d'intesa per promuovere qualità del lavoro e competitività delle imprese
È stato firmato questa mattina nella sede regionale il ‘Protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale’ per la XII Legislatura. Il Protocollo, sottoscritto dalla Regione Marche e le principali Confederazioni imprenditoriali e sindacali, promuove condizioni di lavoro attente al benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori attraverso la diffusione di ambienti lavorativi positivi, flessibili e motivanti. L'obiettivo è favorire una maggiore collaborazione e partecipazione nelle aziende, accrescere la produttività, attrarre e trattenere talenti, ridurre l'assenteismo e migliorare il clima organizzativo. "Con questo Protocollo rafforziamo una visione di sviluppo che mette al centro le persone e la qualità del lavoro – ha detto il vicepresidente Enrico Rossi - La competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori non sono obiettivi alternativi ma fattori che si rafforzano reciprocamente”. Il documento è quindi uno strumento “per costruire un modello di welfare finalizzato a far sì che le persone scelgano di lavorare e di vivere nelle Marche”. In particolare, nell'ambito della multifunzionalità del settore agricolo “mette al centro le persone come leva strategica di competitività, crescita e coesione sociale. Un modello capace di rispondere concretamente alle sfide del settore: favorire il ricambio generazionale e promuovere una presenza femminile sempre più rilevante all'interno delle aziende agricole”.  "Un protocollo innovativo che conferma un metodo di concertazione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro - Il benessere organizzativo rappresenta un importante fattore di competitività. Le imprese che investono nella qualità dell'ambiente di lavoro, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella salute e nella valorizzazione delle persone sono più attrattive, più innovative e più resilienti. Con questo Protocollo mettiamo a sistema una collaborazione che coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, offrendo strumenti concreti per favorire la diffusione del welfare aziendale in tutti i settori produttivi regionali". L'intesa, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 764 del 22 giugno 2026, rinnova e rafforza il percorso avviato nella precedente legislatura, confermando il welfare aziendale come uno degli strumenti strategici per sostenere la qualità del lavoro, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo sostenibile del territorio. Insieme alla Regione Marche, hanno sottoscritto il Protocollo le Confederazioni imprenditoriali e sindacali rappresentative a livello regionale: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, CIA Marche, Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, AGCI Marche, Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche. L'attuazione del Protocollo sarà garantita dalla Cabina di regia composta dai referenti tecnici della Regione Marche e delle Confederazioni imprenditoriali e sindacali, con il compito di monitorare le iniziative, favorire il confronto tra le parti e assicurare la piena efficacia degli interventi programmati. Attraverso il Protocollo, la Regione si impegna a sostenere la realizzazione di piani di welfare aziendale, a riconoscere specifiche premialità nei bandi regionali alle imprese che adottano interventi strutturati per il benessere dei lavoratori, a supportare la progettazione e il monitoraggio delle iniziative e a promuovere azioni dedicate alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le Confederazioni imprenditoriali e sindacali dei lavoratori, valutata la positività del ruolo svolto dalla Cabina di regia, si impegnano a promuovere e diffondere le opportunità previste dall'intesa, collaborando con la Regione Marche nel supporto alle imprese per la progettazione e la gestione dei piani di welfare aziendale, anche sotto il profilo normativo, fiscale e previdenziale. In particolare, il Protocollo cita tra gli obiettivi quello di “promuovere i temi del welfare aziendale e del benessere del lavoratore sul territorio presso le istituzioni locali e la comunità imprenditoriale incentivando il dialogo multi-stakeholder fra le rappresentazioni sindacali e datoriali, la società civile e l’associazionismo marchigiano”.   “I risultati già conseguiti testimoniano l'efficacia del percorso intrapreso”, ha ricordato l’assessore Bugaro. Nell'ambito della programmazione europea 2021-2027, la Regione Marche ha introdotto specifiche premialità nei bandi destinati a ricerca e sviluppo, innovazione e internazionalizzazione per le imprese che attivano interventi di welfare aziendale. Ad oggi sono 435 le imprese marchigiane coinvolte, con oltre 1.300 iniziative attivate o in corso di attivazione, attualmente monitorate dalla Cabina di regia regionale. Tra gli interventi adottati ci sono servizi mensa e buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa per lavoratori e familiari, buoni carburante, rimborsi per il trasporto pubblico locale, convenzioni commerciali, forme di flessibilità oraria, telelavoro e smart working, iniziative per il sostegno alla genitorialità e attività dedicate alla salute e al benessere psicofisico. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a promuovere la qualità della vita, la sicurezza sul lavoro, l'inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo marchigiano, in coerenza con la normativa regionale e con gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.
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28/07/2026 Sanità, più fondi al privato per abbattere le liste d'attesa: i sindacati, «Rinnovare subito i contratti»
Dopo l’approvazione della DGR n. 909 del 13 luglio 2026  con cui la Regione Marche ha modificato l'accordo con AIOP Marche e la rete "Casa di Cura delle Marche" i sindacati di categoria FP CGIL, CISL FP e UIL FP intervengono compatti. Il provvedimento rimodula 795.000 euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027 (oltre 3,2 milioni complessivi) per incrementare le prestazioni specialistiche e abbattere i tempi d’attesa. ​Se l'obiettivo di migliorare il servizio ai cittadini è condivisibile, i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL), Giovanni Cavezza (CISL FP) e Marcello Evangelista (UIL FP) pongono una questione centrale: chi garantirà concretamente questo surplus di attività? Otto anni di attesa nel privato, quattordici nelle RSA. ​A sostenere turni e carichi di lavoro crescenti saranno infermieri, OSS, tecnici, professionisti e amministrativi. Tuttavia, a fronte di richieste continue, la risposta economica rimane congelata: nella sanità privata il rinnovo del CCNL si attende da otto anni, mentre nel settore delle RSA i blocchi contrattuali durano da ben quattordici anni. ​«La salute non è una merce e il lavoro non può essere la variabile su cui comprimere i costi. Quando si tratta di aumentare i budget per il privato accreditato le soluzioni si trovano subito; quando si parla di salari e diritti, si chiede ai lavoratori di aspettare ancora». La proposta dei sindacati alla Regione ​I sindacati ricordano un precedente significativo: la DGR 1043/2022 già legava il rinnovo contrattuale AIOP all'impegno delle Regioni nel coprire il 50% dei maggiori oneri. Per questo, FP CGIL, CISL FP e UIL FP non chiedono di sottrare fondi alle prestazioni dei cittadini, ma pretendono coerenza istituzionale: condizionalità dei finanziamenti: Introdurre nei futuri accordi meccanismi che vincolino l'accesso ai fondi pubblici, alle tariffe e al mantenimento degli accreditamenti al pieno rispetto della contrattazione collettiva; tavolo di confronto immediato: La convocazione di un incontro urgente tra Regione Marche, Organizzazioni Sindacali e rappresentanze datoriali per affrontare il tema dei rinnovi contrattuali e dei carichi di lavoro. ​«Le risorse pubbliche devono produrre buona sanità, ma anche buon lavoro - concludono i rappresentanti dei lavoratori -  Non possono esserci strutture più forti e dipendenti più poveri. Otto e quattordici anni di attesa sono già troppi: i contratti vanno rinnovati adesso».
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28/07/2026 Migliora le tue competenze digitali con i corsi gratuiti di DIGITALMENTIS
Saper utilizzare in modo consapevole computer e smartphone, accedere ai servizi pubblici online, riconoscere una truffa digitale o fare acquisti sicuri sul web è ormai indispensabile nella vita quotidiana. Per aiutare i cittadini ad affrontare con maggiore sicurezza le opportunità e i rischi del digitale, è disponibile DIGITALMENTIS, la piattaforma che mette gratuitamente a disposizione corsi e contenuti formativi dedicati alle competenze digitali. All’interno della piattaforma è possibile scegliere tra numerosi percorsi, dedicati, tra gli altri, a: utilizzo consapevole di computer e smartphone; riconoscimento delle truffe bancarie online; identità digitale; accesso ai servizi online; acquisti sicuri sul web; uso corretto dei social network; e-mail, newsletter e comunicazione digitale; cittadinanza digitale. I corsi possono essere seguiti gratuitamente e permettono a ciascuno di migliorare le proprie conoscenze, partendo dal proprio livello di preparazione e scegliendo gli argomenti più utili. Adiconsum Marche partecipa al progetto “Competenze digitali” Adiconsum Marche partecipa al progetto “Competenze digitali” progetto finanziato dal MIMIT con fondi a vantaggio dei consumatori, di cui all’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, promuovendo tra i cittadini l’utilizzo consapevole e sicuro delle tecnologie e favorendo l’accesso alle opportunità formative offerte dalla piattaforma DIGITALMENTIS. Per questo chiediamo a tutte le persone che conoscono l’iniziativa attraverso Adiconsum Marche di indicarlo al momento della registrazione. Durante l’iscrizione alla piattaforma, ricordati quindi di selezionare: nella sezione “Associazioni”: ADICONSUM; nella sezione “Regioni”: MARCHE. Questa indicazione è molto importante: permette di attestare che hai conosciuto il progetto grazie all’attività di informazione e promozione realizzata da Adiconsum Marche. Iscriviti ora: è semplice e gratuito Accedi alla piattaforma DIGITALMENTIS, completa la registrazione e scegli i corsi che ti interessano. Se hai bisogno di aiuto, puoi consultare anche il breve video tutorial per l’iscrizione, nel quale sono illustrati tutti i passaggi da seguire. Non dimenticare: al momento della registrazione seleziona “ADICONSUM” nella sezione Associazione di riferimento e “MARCHE” nella sezione Regioni. Investire nelle proprie competenze digitali significa utilizzare internet e i servizi online con maggiore autonomia, consapevolezza e sicurezza. Iscriviti gratuitamente a DIGITALMENTIS e inizia subito il tuo percorso formativo.
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27/07/2026 Infortuni e malattie professionali in crescita nell’anconetano: la CISL chiede più prevenzione e formazione
«I dati Inail su infortuni sul lavoro e denunce malattie professionali al 31 maggio 2026 nella Provincia di Ancona, denotano purtroppo un incremento degli eventi rispetto al medesimo periodo del 2025»sottolinea il Responsabile della CISL di Ancona, Luca Talevi. Le denunce di infortunio passano infatti dai 2351 dei primi cinque mesi del 2025 ai 2405 dei primi cinque mesi del 2026, con un incremento degli eventi mortali che passano dai due del 2025, ai tre del 2026. In aumento sia gli accadimenti all'interno dei luoghi di lavoro che "in itinere" nel tratto casa -lavoro -casa, «a dimostrazione di come il rischio stradale rimanga una delle variabili più difficili da governare.»  Tra i settori maggiormente coinvolti le costruzioni e la logistica. In incremento anche le denunce di malattie professionali che passano dalle 737 dei primi cinque mesi del 2025 alle 834 dei primi cinque mesi del 2026. «L'incremento a due cifre delle denunce di malattie professionali è conseguenza di una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori - prosegue Talevi - e di una migliore attività diagnostica da parte dei medici competenti.» Le malattie del sistema osteo - muscolare e del tessuto connettivo si confermano le più diffuse, a causa principalmente dalla movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e posture incongrue ripetute nel tempo. Crescono anche i casi legati al tema dello stress - lavoro correlato. «I dati confermano come l'esposizione ai rischi tradizionale e l'insorgenza di patologie croniche legate all’attività lavorativa richiedono una costante e dinamica revisione delle misure di tutela e di aggiornamenti periodi del Documento di Valutazione dei Rischi che deve vedere i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza protagonisti -rilancia e conclude il Responsabile della CISL di Ancona - E' fondamentale una attenta opera di sensibilizzazione e prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento non solo di Rls e Rlst ma di tutti i lavoratori, ponendo al centro la formazione ed informazione diffusa, perché' la sicurezza non è un costo ma un investimento.»
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25/07/2026 Agenda 2030, Ferracuti: «Innovazione e infrastrutture devono mettere al centro le persone»
Infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e qualità del lavoro. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "Agenda 2030 – Goal 9: una sfida globale", svoltosi questa mattina nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo e dedicato alle sfide dello sviluppo sostenibile per il territorio marchigiano. Tra i relatori è intervenuto il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha ribadito la necessità di governare la transizione tecnologica mettendo al centro il lavoro e la persona. «Per la CISL Marche – ha dichiarato Ferracuti – i cardini su cui costruire il futuro della nostra regione sono chiari: competenze, partecipazione e un aumento della produttività che si traduca in salari più alti, maggiore benessere e più sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori. Costruire infrastrutture resilienti e governare l'innovazione tecnologica significa accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, investendo nella formazione e valorizzando il contributo delle persone. Solo così la crescita economica potrà essere realmente sostenibile e produrre benefici per l'intera comunità.» L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica nel futuro delle Marche, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Al dibattito hanno preso parte anche Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gian Luca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria.
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24/07/2026 Intelligenza artificiale: Cgil Cisl Uil Marche "Non si può governare il cambiamento senza chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori"
Cgil Cisl Uil Marche  chiedono alla Regione Marche l'apertura immediata di un tavolo permanente e la costituzione di un Osservatorio regionale sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul lavoro. «Apprendiamo dalla stampa la costituzione dell'Osservatorio regionale sull'Intelligenza Artificiale promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione delle istituzioni, delle università e del sistema delle imprese.  - sottolineano i sindacati - Riteniamo che, in un organismo chiamato a governare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sulle competenze, sull'occupazione e sui diritti delle persone, debbano essere presenti anche le organizzazioni sindacali confederali.» L'Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una leva di innovazione tecnologica e di competitività delle imprese. È una trasformazione che cambierà il modo di lavorare, le professionalità richieste, i processi produttivi e, in molti casi, la qualità stessa dell'occupazione. «Per questo motivo non può essere affrontata esclusivamente come una questione industriale o tecnologica: è prima di tutto una questione sociale. -  proseguono - Il sindacato non è contrario all'innovazione. Al contrario, riteniamo che l'Intelligenza Artificiale possa rappresentare una straordinaria opportunità di crescita della produttività, di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sviluppo del sistema produttivo marchigiano. Ma perché ciò avvenga è indispensabile che la transizione sia governata, partecipata e orientata alla tutela delle persone.» «Sosteniamo da tempo che l'introduzione dell'IA debba essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale, nella contrattazione e nella partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione. - rilanciano -  L'obiettivo deve essere quello di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano e aumentare la competitività delle imprese, evitando nuove forme di precarietà, discriminazione algoritmica e polarizzazione delle competenze.  Per questo chiediamo alla Regione Marche di convocare il tavolo dell’industria e di integrare l'attuale percorso con un “osservatorio laboratoriale”  permanente sull'Intelligenza Artificiale e il lavoro, nel quale siano presenti le organizzazioni sindacali e datoriali, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate anche agli effetti occupazionali e sociali. Riteniamo pertanto prioritario e fondamentale: ·         monitorare gli effetti dell'IA sui livelli occupazionali e sull'organizzazione del lavoro; ·         individuare i fabbisogni di nuove competenze e programmare interventi di formazione e riqualificazione; ·         analizzare l'impatto sui diversi settori produttivi marchigiani; ·         promuovere linee guida per un utilizzo etico, trasparente e responsabile degli algoritmi nei luoghi di lavoro; ·         favorire la contrattazione dell'innovazione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di trasformazione digitale. Le Marche hanno una forte vocazione manifatturiera e una rete diffusa di piccole e medie imprese.  - concludono - Proprio per questa ragione la sfida dell'Intelligenza Artificiale richiede una governance inclusiva, nella quale innovazione, competitività e tutela del lavoro procedano insieme. Le decisioni sul futuro del lavoro devono essere assunte con chi il lavoro lo rappresenta ogni giorno.»  
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22/07/2026 Agenda 2030, a Fermo il Segretario generale della CISL Marche Ferracuti per il confronto sul Goal 9
Si terrà sabato 25 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo, l'iniziativa dedicata al Goal 9 dell'Agenda 2030, dal titolo "Una sfida globale", dedicata ai temi delle infrastrutture resilienti, della rivoluzione industriale legata all'Intelligenza Artificiale e dell'innovazione tecnologica. Tra i relatori interverrà il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti,  che porterà un contributo  sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica per lo sviluppo sostenibile del territorio, con particolare attenzione alla qualità del lavoro, alla formazione delle competenze e alla centralità della persona nei processi di cambiamento. Porteranno, inoltre, il loro contributo,  Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gianluca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria. L'iniziativa rappresenta un'occasione di confronto sui temi dello sviluppo sostenibile e dell'innovazione, alla luce degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 dell’ONU, con particolare riferimento alla necessità di coniugare crescita economica, progresso tecnologico e tutela del lavoro.    
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22/07/2026 Funzioni Locali, firmato CCNL 2025-2027 CISL FP Marche:”Rinnovi ravvicinati, salari più alti e nuovi diritti”
«Con la sottoscrizione del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 si realizza l’obiettivo che la CISL FP ha perseguito con determinazione fin dall’avvio della precedente stagione contrattuale: ravvicinare i rinnovi per restituire potere d’acquisto alle retribuzioni e garantire continuità alla contrattazione. È la dimostrazione che la linea della responsabilità, della contrattazione e della partecipazione, avvalorate dalle assemblee territoriali nel Paese, produce risultati concreti per le lavoratrici e i lavoratori». Lo dichiarano il Segretario Generale CISL FP Marche Giovanni Cavezza ed il Segretario regionale con delega alle Funzioni Locali Alessandro Moretti, a margine della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Locali 2025-2027. «Se oggi possiamo sottoscrivere il rinnovo 2025-2027 -riferisce Cavezza- è perché, cinque mesi fa, la CISL FP ha scelto con responsabilità di firmare il CCNL 2022-2024. Senza quella firma, fortemente voluta e conquistata dalla nostra organizzazione, non saremmo qui oggi. Il contratto 2022-2024 era stato sottoscritto definitivamente appena cinque mesi fa, il 23 febbraio scorso. Oggi firmiamo già il rinnovo 2025-2027. È un risultato storico, mai raggiunto prima nel pubblico impiego: in meno di cinque mesi sono stati rinnovati due contratti nazionali. È la conferma che avevamo ragione quando sostenevamo che firmare i contratti significava creare le condizioni per riaprire subito la stagione negoziale successiva, evitando che le lavoratrici e i lavoratori dovessero attendere anni per vedere riconosciuti aumenti salariali e nuovi diritti.» «Con questo rinnovo – prosegue Moretti – vengono stanziate risorse per un incremento complessivo del 5,78% del monte salari, mentre gli aumenti medi sono pari a circa 150 euro lordi mensili, che, sommati agli effetti del precedente CCNL 2022-2024, portano l’incremento medio complessivo a sfiorare i 300 euro lordi mensili. È una risposta concreta al recupero del potere d’acquisto che la CISL FP ha sempre indicato come priorità assoluta.» «Questo contratto – specificano Cavezza e Moretti – rafforza i diritti delle persone, amplia gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, introduce maggiori tutele per chi è affetto da patologie oncologiche, croniche e invalidanti, rafforza la tutela della genitorialità, riconosce nuove flessibilità organizzative e valorizza il personale turnista. Allo stesso tempo apre una prospettiva moderna sulle trasformazioni delle amministrazioni locali, rafforzando il confronto sindacale su organizzazione del lavoro, formazione, innovazione e intelligenza artificiale.» «Questa firma dimostra che la contrattazione è lo strumento più efficace per migliorare il lavoro pubblico. La CISL FP continuerà a lavorare nella stessa direzione: salari più alti, nuovi diritti e una contrattazione sempre più tempestiva. È questa la strada per rendere gli enti locali più attrattivi, valorizzare le professionalità e garantire servizi pubblici sempre migliori ai cittadini - concludono i Segretari - ora le Amministrazioni locali devono accelerare sulla contrattazione di secondo livello e su ciò, grazie anche alla presenza negli Enti degli RSU CISL, vigileremo e saremo da pungolo.»                                                
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21/07/2026 FIT CISL Marche: “Conerobus, aggressione ad autista, un episodio gravissimo e non isolato”
«Nella mattinata di ieri, 20 luglio, si è verificato un increscioso fatto di cronaca riguardante una aggressione ad un autista di Conerobus, nella fattispecie nella linea 94, Ancona Portonovo. Un soggetto è salito a bordo alterato da sostanze alcoliche creando scompiglio ed aggredendo l’operatore alla guida. - scrivono in una nota stampa la FIT CISL Marche - Soltanto la professionalità ed il sangue freddo del conducente stesso hanno evitato conseguenze peggiori. L’autista ha allertato il 112 e sul posto è intervenuta una pattuglia della Polizia di Stato che ha riportato la situazione alla normalità.» «È fondamentale, vedendo casi come questo, rimarcare la necessità di interventi strutturali da parte aziendale, rafforzando la tutela degli operatori, esposti al pubblico e alle mire di malintenzionati. Attuare dei veri protocolli, anche in collaborazione con le forze dell’ordine. - prosegue il sindacato di categoria - Le condizioni del lavoro in sicurezza sono assolutamente necessarie, ed auspichiamo che, già nei prossimi giorni, i dirigenti aziendali convochino le parti sociali per poter gestire al meglio le risoluzioni, attuando tutti gli strumenti di prevenzione e sorveglianza, perché, come già anticipato sopra, non si tratta più di un eventuale deprecabile caso isolato, ma di una vera emergenza che va affrontata con la massima celerità.»  «Le spese per la sicurezza non sono mai un costo, ma un investimento che porta sempre dei frutti, perché è assolutamente necessario ricreare un ambiente sano, sicuro e protetto per chi effettua servizio nel Tpl ed affini. Impensabile che chi si reca al lavoro debba rischiare di essere aggredito. È la base fondamentale per riportare le persone nel settore, in cui, ricordiamolo, c’è, ad oggi, una carenza cronica di autisti. - rilancia e conclude la FIT CISL Marche -  Auguriamo all’autista in questione pronta guarigione, complimentandoci ancora per la capacità di gestione emergenza dimostrata nell’evento.»
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18/07/2026 Alluvione 2022, consegnati 24 automezzi alla Protezione Civile dei Comuni colpiti Ferracuti: "La solidarietà produce risultati concreti"
La solidarietà si trasforma in un aiuto concreto per i territori marchigiani colpiti dall'alluvione del 2022. Questa mattina, a Senigallia, sono stati consegnati 24 automezzi destinati alla Protezione Civile di altrettanti Comuni delle Marche, grazie all'iniziativa di solidarietà promossa da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. L'intervento è stato reso possibile attraverso la raccolta del contributo volontario di imprese e lavoratori, che hanno scelto di sostenere le comunità colpite dall'emergenza. Un gesto di solidarietà collettiva che oggi si traduce in strumenti concreti per rafforzare la capacità di intervento dei territori. I mezzi sono stati assegnati ai Comuni di Acqualagna, Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Genga, Ostra, Ostra Vetere, Sassoferrato, Senigallia, Serra de' Conti, Trecastelli, Cagli, Cantiano, Pergola, Frontone, Serra Sant'Abbondio, Fano, Gabicce Mare, Montegrimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro Auditore e Urbino. «La solidarietà non è solo un valore, ma un impegno che produce risultati concreti – ha dichiarato il Segretario Generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – In una società sempre più segnata dall'individualismo, il mondo del lavoro rappresenta ancora una comunità capace di unirsi e di prendersi cura delle persone e dei territori. Grazie al contributo di lavoratrici, lavoratori e imprese, oggi abbiamo realizzato un primo intervento concreto a sostegno delle comunità colpite per affrontare le emergenze». La consegna dei veicoli rappresenta il primo risultato tangibile di una mobilitazione che ha visto il sistema produttivo e il mondo del lavoro agire insieme, confermando il valore della collaborazione tra parti sociali e imprese nei momenti di maggiore difficoltà. Un segnale importante di vicinanza ai territori, che rafforza la capacità operativa della Protezione Civile e testimonia come la solidarietà, quando diventa azione condivisa, possa lasciare un segno concreto nelle comunità.  
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17/07/2026 Marche, allarme giovani: persi 28 mila under 35 in sei anni. La CISL rilancia: «La sfida è rendere la regione attrattiva»
"Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni" è il tema scelto dalla CISL Marche per la presentazione della seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi, svoltasi nel pomeriggio di oggi  al Ridotto delle Muse di Ancona. Il rapporto, illustrato dalla CISL Marche guidata dal segretario generale Marco Ferracuti, fotografa una regione alle prese con importanti criticità demografiche, economiche e sociali, ma che conserva anche solide potenzialità su cui costruire il futuro. Il dato più significativo riguarda la popolazione giovanile: negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra 0 e 34 anni e, secondo le proiezioni demografiche, potrebbero perderne oltre 100 mila entro il 2050, con conseguenze rilevanti sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività del sistema economico regionale. Il report, presentato dal coordinatore dell’Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, ha evidenziato inoltre altre criticità strutturali: una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est; investimenti ancora insufficienti e sostanzialmente stagnanti negli ultimi vent'anni; una produttività inferiore rispetto ai principali territori del Nord-Est; salari medi più bassi della media nazionale; aumento della povertà relativa; crescita del numero dei giovani Neet e del disagio psicologico, che interessa anche la popolazione anziana; un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale, soprattutto negli spostamenti casa-lavoro; e un ricorso ancora eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Accanto alle criticità, il rapporto mette in evidenza anche numerosi punti di forza: un tessuto produttivo diffuso, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese; una buona qualità della vita; un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Il dibattito, condotto dalla giornalista Chiara Cuccinella,  è stato arricchito dalle testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno scelto di restare o tornare nelle Marche. Esperienze professionali e personali differenti, accomunate da alcuni elementi ricorrenti: il legame con il territorio, il valore della formazione, la qualità della vita e la capacità delle Marche di attrarre competenze e professionalità. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti. «Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. Giovani che non aspettano che il futuro accada, ma vogliono costruirlo. La domanda non è se i giovani siano all'altezza delle sfide del futuro. La vera domanda è se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani. La nostra sfida non è trattenere i giovani, ma costruire una regione capace di attrarli. Senza un lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. Ci chiediamo spesso perché nelle Marche i salari siano inferiori alla media nazionale. La risposta è che i salari più alti nascono prima di tutto da un sistema produttivo più competitivo. Ma il lavoro non è soltanto retribuzione: è anche qualità della vita. Per questo considero molto importante il Protocollo sul benessere lavorativo che, come anticipato oggi dall'assessore regionale Giacomo Bugaro, sarà sottoscritto il prossimo 31 luglio con la Regione Marche. Infine, c'è il grande tema della formazione, che considero la vera garanzia di occupabilità. La tutela più forte non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce. E oggi abbiamo tutti il dovere di costruirlo.» Il presidente del Comitato Scientifico del Report, prof. Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo capace di valorizzare il capitale umano. «Quello di oggi è stato un pomeriggio importante. Dobbiamo lavorare sui flussi e sulle strategie che differenziano i territori. Serve un modello di sviluppo coerente e di lungo periodo. Il fattore determinante resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività.» L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le profonde trasformazioni vissute dal territorio marchigiano. «Le Marche hanno subito eventi che ancora faticano a rimarginarsi: il fallimento di Banca Marche, quello della Antonio Merloni e il terremoto. Oggi, in un contesto internazionale instabile e altamente competitivo, dobbiamo costruire un vero piano industriale per la regione.» Il presidente dell'ISTAT Francesco Maria Chelli ha richiamato il valore dei dati come strumento di governo. «Senza dati non si governa. I dati servono a leggere la realtà e devono essere raccolti in modo indipendente. Va inoltre ricordato che nelle Marche il saldo migratorio è positivo: la regione continua ad attrarre popolazione, compresi i giovani.» A concludere i lavori è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola. «Un giovane resta, o torna, se trova un lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità di realizzare il proprio progetto di vita. La retorica del ritorno alle radici non basta: servono politiche pubbliche, investimenti, imprese responsabili, contrattazione e servizi di qualità.» Fumarola ha ricordato che le Marche possono contare su un sistema produttivo solido, fatto di manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha invitato a non sottovalutare le criticità: «L'industria attraversa ancora una fase complessa, le piccole imprese risentono del rallentamento dell'export e il recupero del potere d'acquisto dei salari non è ancora completo.» Per le aree interne, ha aggiunto, «non bastano interventi isolati, serve una strategia di rigenerazione territoriale che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporto pubblico, infrastrutture, sostegno alle imprese e fiscalità di vantaggio». Infine, il richiamo all'allargamento della ZES a Marche e Umbria, misura che «può produrre valore solo se mette in sinergia risorse europee, fondi di coesione, investimenti privati, infrastrutture, filiere produttive e buona occupazione. Serve una crescita capace di trattenere competenze, sostenere le piccole e medie imprese accompagnare le transizioni, rafforzare le filiere, ridurre gli squilibri territoriali».   Rassegna stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/report-cisl-le-marche-perdono-giovani-i-laureati-in-fuga_5ff73ca5-a4b6-4cde-b452-6fb2f6a9c9f5.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/fumarola-serve-un-forte-investimento-nella-formazione-dei-giovani_97ff60af-0ae7-45fa-86ac-3c84d6000e66.html https://etvmarche.it/17/07/2026/le-marche-verso-il-futuro-il-report-della-cisl-video/ https://m.cronacheancona.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/617201/ https://www.anconatoday.it/attualita/allarme-giovani-nelle-marche-persi-28mila-under-35-in-sei-anni-proiezioni-drammatiche-entro-il-2050.html https://m.cronachemaceratesi.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/2087183/
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17/07/2026 Comune di Ancona: più servizi, più investimenti sul personale. La CISL FP "Ora è il momento di valorizzare chi sta facendo crescere la città"
Negli ultimi anni il Comune di Ancona ha investito con decisione nell'ampliamento dei servizi rivolti ai cittadini. Sono aumentati gli eventi, è stato rafforzato il presidio della sicurezza urbana, sono stati ampliati i servizi educativi con il Nido Estate per i bambini da 0 a 3 anni e con i Centri Estivi destinati ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, oltre a numerose altre attività che hanno reso la città sempre più dinamica e vicina alle esigenze delle famiglie. Si tratta di un percorso importante che la CISL FP Marche riconosce e apprezza. Dietro ogni nuovo servizio, però, ci sono le donne e gli uomini del Comune di Ancona che, con professionalità e senso di responsabilità, hanno accettato carichi di lavoro sempre maggiori, nuove competenze e responsabilità crescenti, spesso in condizioni di sotto organico. Negli ultimi anni molti dipendenti hanno scelto di lasciare il Comune per amministrazioni che offrono condizioni economiche più favorevoli. Per questo motivo diventa fondamentale non solo programmare nuove assunzioni, ma soprattutto valorizzare chi ha scelto di continuare a lavorare per il Comune di Ancona. Come organizzazione sindacale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale e maggiormente rappresentativa all'interno dell'Ente, la CISL FP Marche ha già chiesto, nei tavoli della contrattazione, un incremento delle risorse economiche destinate al personale. Il Comune ha già dimostrato sensibilità su questo tema utilizzando, lo scorso anno, le opportunità offerte dal cosiddetto Decreto Zangrillo, destinando oltre 400.000 euro aggiuntivi al Fondo del salario accessorio. «Una scelta che abbiamo apprezzato.- sottolinea il segretario generale CISL FP Giovanni Cavezza - Oggi, però, riteniamo che sia necessario compiere un ulteriore passo in avanti. L'aumento delle attività, delle responsabilità e dei servizi resi alla cittadinanza deve trovare un corrispondente riconoscimento economico per i lavoratori comunali.» Per questo motivo la CISL FP Marche chiederà un incontro al Sindaco e all'Assessore al Bilancio con l'obiettivo di individuare insieme le migliori soluzioni per incrementare ulteriormente le risorse destinate alla valorizzazione economica del personale, utilizzando tutte le possibilità offerte dalla normativa vigente. Investire sui dipendenti significa rendere il Comune più attrattivo, trattenere professionalità qualificate e garantire continuità e qualità ai servizi pubblici. Particolare attenzione merita la Polizia Locale, oggi chiamata a svolgere un numero sempre maggiore di attività, dai grandi eventi al progetto "Ancona Sicura", fino ai servizi serali e notturni.È necessario che questo maggiore impegno venga adeguatamente riconosciuto anche dal punto di vista economico. «Riteniamo opportuno che il personale con più di sessant'anni possa essere esonerato dai servizi oltre le ore 22, lasciando comunque la possibilità di aderire su base volontaria. - prosegue Cavezza - Una scelta che garantirebbe maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai cittadini, considerando che nelle fasce orarie notturne gli interventi risultano spesso più complessi e delicati.» Un'attenzione particolare va riservata anche ai servizi educativi. Il Nido Estate (0-3 anni) e i Centri Estivi (3-14 anni) rappresentano un servizio fondamentale per le famiglie e comportano un notevole impegno organizzativo per il personale. Quest'anno sono state adottate soluzioni emergenziali per affrontare le elevate temperature ma non sono state sufficienti,  è necessario programmare interventi strutturali definitivi con l'installazione di impianti di climatizzazione nelle strutture comunali. Garantire ambienti adeguati significa tutelare i bambini, offrire tranquillità alle famiglie e consentire al personale di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili. Lo stesso vale per gli operai, il personale tecnico, amministrativo e tutti gli altri dipendenti comunali che ogni giorno assicurano il funzionamento della macchina amministrativa e che, con organici spesso ridotti, continuano a garantire servizi di elevata qualità. Ancona guarda con ambizione ai prossimi anni e ai grandi appuntamenti che la attendono. Per affrontare queste sfide servono strutture moderne, organizzazione efficiente, personale motivato e adeguatamente valorizzato. La CISL FP Marche continuerà a svolgere il proprio ruolo con spirito costruttivo, dialogando con l'Amministrazione comunale e avanzando proposte concrete affinché la crescita della città proceda di pari passo con la crescita del valore riconosciuto ai suoi dipendenti. «Siamo convinti che il Comune di Ancona saprà continuare il percorso già avviato negli ultimi anni, investendo ancora sulle proprie lavoratrici e sui propri lavoratori. - conclude il segretario generale CISL FP Marche - Valorizzare il personale significa migliorare i servizi ai cittadini. Ed è proprio questo l'obiettivo che la CISL FP Marche continuerà a perseguire con determinazione.»
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 Fedrigoni Fabriano, i sindacati: "Servono certezze su energia, investimenti e futuro occupazionale"
Le Segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL intervengono sul dibattito aperto in questi giorni dopo il blackout che ha interessato lo stabilimento Fedrigoni di Fabriano, ribadendo che la priorità resta la tutela dell'occupazione, della salute e della sicurezza dei lavoratori, insieme alla continuità produttiva e al futuro industriale del sito. Le organizzazioni sindacali spiegano di aver già avviato un confronto con l'azienda per ottenere chiarimenti puntuali sulle cause dell'interruzione elettrica, sulle misure adottate nell'immediato e sugli investimenti necessari a prevenire il ripetersi di episodi analoghi. L'obiettivo è verificare che agli impegni assunti corrispondano interventi concreti a tutela degli impianti, della produzione e dei livelli occupazionali. Particolare attenzione viene riservata al tema dell'autonomia energetica dello stabilimento. Secondo SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, dopo la cessione di una delle due turbine a gas è indispensabile garantire la piena efficienza dell'unico impianto di cogenerazione rimasto operativo. La nuova caldaia, infatti, assicura la produzione di vapore ma non quella di energia elettrica, rendendo il sito maggiormente esposto a eventuali criticità della rete con possibili ripercussioni sulla produzione di Fabriano e degli stabilimenti collegati di Rocchetta, Pioraco e Castelraimondo. I sindacati guardano ora ai prossimi incontri con il management del Gruppo, a partire dal confronto del 16 luglio con Jacques Joly e dalla successiva visita di Fulvio Capussotti, dai quali si attendono risposte chiare non solo sul piano energetico e sugli investimenti, ma anche sulle prospettive industriali del sito fabrianese. Tra i nodi ancora aperti figura anche il reparto E-Close, già interessato dal fermo di tre macchine su cinque e dalla perdita del ciclo continuo, con numerosi lavoratori somministrati che attendono ancora certezze sul proprio futuro. Per le organizzazioni sindacali è fondamentale conoscere le strategie del Gruppo per garantire continuità produttiva e occupazionale. Le preoccupazioni, sottolineano le sigle sindacali, sono aggravate dall'esperienza della chiusura della società Giano, che ha coinvolto 195 lavoratrici e lavoratori, lasciando un segno profondo nel territorio. Per questo motivo ogni scelta industriale deve essere affrontata con trasparenza e attraverso un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori. «Le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di risposte, investimenti e prospettive, non di ricostruzioni parziali che alimentano soltanto incertezza» - ribadiscono SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, confermando l'impegno a vigilare affinché lo stabilimento di Fabriano continui a rappresentare un presidio strategico per il Gruppo Fedrigoni e per l'intero comprensorio.
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10/07/2026 Fiorini Packaging, FISTEL CISL primo sindacato negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli
La FISTEL CISL Marche si conferma il primo sindacato di riferimento alla Fiorini Packaging. Le elezioni per il rinnovo delle RSU e degli RLS, svoltesi l'8 e il 9 luglio negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli, hanno visto l'elezione di due rappresentanti RSU e di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, consolidando la presenza dell'organizzazione sindacale all'interno dell'azienda. «Si tratta di un risultato di grande valore, che premia il lavoro svolto in questi anni e la credibilità costruita quotidianamente accanto ai lavoratori» commenta Alessandro Gay, segretario generale della FISTEL CISL Marche. «Il consenso ottenuto rappresenta una responsabilità ancora maggiore. Ringraziamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno scelto di darci fiducia e ci congratuliamo con i neoeletti, ai quali garantiremo il pieno supporto della nostra organizzazione affinché possano svolgere al meglio il loro mandato di rappresentanza.» Per la FISTEL CISL Marche il risultato elettorale costituisce anche il punto di partenza per rilanciare il confronto con l'azienda sulle principali questioni emerse nel corso delle assemblee degli ultimi mesi. «L'obiettivo – prosegue Gay – è riaprire quanto prima un tavolo di contrattazione con la direzione aziendale per dare risposte concrete alle esigenze espresse dai lavoratori. Continueremo a portare avanti un confronto serio, responsabile e orientato ai risultati, garantendo la massima trasparenza e informando costantemente i dipendenti sull'evoluzione delle trattative e sulla situazione aziendale.» La FISTEL CISL Marche esprime infine un sentito ringraziamento a tutti i lavoratori per la partecipazione al voto e rivolge ai nuovi rappresentanti eletti l'augurio di un proficuo lavoro al servizio delle colleghe, dei colleghi e dell'intera comunità aziendale.
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