Notizie

11/09/2018 Quando i regolamenti comunali di contrasto al gioco d’azzardo?
La Cisl di Fano plaude alla coraggiosa scelta delle Acli provinciali di non prevedere l’installazione di slot machine nei propri circoli e addirittura di rimuoverle dove sono presenti: è una decisione cha finalmente spezza in questo territorio la piaga silenziosa e devastante del gioco d’azzardo.  I dati del gioco d’azzardo a livello provinciali descrivono un fenomeno drammatico sia per diffusione territoriale che per le ingenti risorse sperperate. I numeri parlano chiaro: persone e interi nuclei familiari finiscono nella povertà a causa del gioco d’azzardo.  Occorre in tale direzione una scelta coraggiosa dei sindaci che adottino regolamenti di contrasto del gioco d’azzardo prevedendo tre aspetti molto semplici:  Prevedere fasce orarie nelle quali sia vietato giocare alle slot, le cosiddette fasce sensibili  Definire le distanze minime dai luoghi sensibili Vietare tutte le forme di pubblicità che inducono al gioco (dalle famose fotocopie delle vincite esposte nelle vetrine degli esercizi commerciali, alle insegne luminose) Sono passati quattro mesi dall’avvio di una discussione nell'Ambito territoriale 6 e 7 con i sindaci dei Comuni, ma ad oggi non è stata nè discussa una bozza di regolamento omogeneo per tutti i sindaci, né tantomeno ci sono stati tavoli di confronto.  Tutto tace: abbiano i sindaci il coraggio di rompere questo vizio del gioco d’azzardo intervenendo da subito con l’adozione di regolamenti di contrasto. Suggeriamo a tutti i sindaci di confrontarsi con il sindaco di Bergamo che coraggiosamente ha sfidato le lobby del gioco d’azzardo.  Forza sindaci: la Cisl vi sostiene    Giovanni Giovanelli Responsabile Cisl di Fano
Continua a leggere
04/09/2018 Ospedale di Senigallia. Cgil Cisl Uil: "Fatti passi importanti, il confronto continua"
  L' Ospedale di Senigallia al centro dell'incontro tra CGIL, CISL e UIL  di Senigallia, i relativi sindacati dei pensionati, i rappresentanti del Comune di Senigallia  e i vertici della sanità regionale e di Area Vasta 2, che e si è svolto nei giorni scorsi.    Nel confronto  che si è sviluppato negli ultimi mesi, a seguito di alcune criticità relative all’Ospedale di Senigallia,  sono emerse le forti preoccupazioni che aleggiano tra la cittadinanza. In particolare  per il rischio chiusura dell'UTIC di cardiologia; per la mancanza della risonanza magnetica e di una nuova TAC al pronto soccorso; per il ridimensionamento, nel periodo estivo,  del reparto Dialisi; per le lunghe liste di attesa; per la  mancanza di un organico adeguato nel reparto di Gastroenterologia; per il  pensionamento nei mesi prossimi di alcuni medici e per il mancato avvio delle case della salute.   «Oggi nell’Ospedale di Senigallia ci sono delle eccellenza delle quali noi tutti possiamo aver fiducia e di cui ne abbiamo chiesto la conferma . - riportano i sindacati -  Nel confronto è stata fatta chiarezza  su alcuni interventi fatti o in fase di realizzazione.  A partire  dall'assegnazione dell’UTIC di Cardiologia, si è  ritornati all’idea iniziale,  che  come organizzazioni sindacali avevamo fortemente sollecitato, che vede l’assegnazione unica nell’Area vasta con posti letto previsti in tutti e tre gli ospedali (Fabriano, Jesi e Senigallia). Quindi l’Unità Complessa di Cardiologia è stata equiparata allo steso livello degli Ospedali di Jesi e Fabriano con un'attività operativa H24. - proseguono  - Per l'Unità Complessa di Gastroenterologia, ci hanno confermato che  è stato bandito un concorso per due medici che verranno assunti a tempo indeterminato. Nel frattempo per chi avesse necessità di essere ricoverato, si utilizzeranno i posti letto del presidio ospedaliero.   Finalmente sarà inaugurata a breve  la nuova  Risonanza Magnetica ed hanno programmato l'acquisto di due nuove TAC, una per il pronto soccorso e l'altra per la radiologia.  Attivato il Day Surgery per il reparto di Otorinolaringoiatra. Assegnati altri n. 20 posti letto  per malati di demenza e alzeheimer all'Opera Pia Mastai Ferretti e nei nuovi padiglioni dell’ ex Irab, collegati con la struttura ospedaliera, sono istituiti altri 20  posti dedicati alle  cure intermedie per anziani. Prima e per ora, l’unica esperienza a livello regionale.»   E'stato avviato il confronto, nell'occasione, anche per la nuova ricollocazione del Laboratori Analisi. «Auspichiamo il ripristino della Cucina interna all’Ospedale perchè siamo convinti che  porterà ad un risparmio economico ed una maggiore qualità del servizio. - rilanciano i sindacati  - Restano comunque ancora delle criticità che obbligano il prosieguo del confronto in particolare sulle liste di attesa, ed un monitoraggio continuo sia sulla realizzazione degli impegni presi che  per verificare la tempestiva emissione dei bandi di concorso per il rinnovo dei primari in pensionamento  per gli anni 2019/2020.  -   concludono Cgil Cisl Uil-  Certo è che rispetto alla precedente situazione sono stati  fatti  importanti  passi in avanti, anche grazie all' impegno ed alle sollecitazioni continue  che abbiamo fatto nei confronti   dell’amministrazione comunale,  del presidente della commissione sanità regionale e del direttore  dell’Area vasta 2.  Ora  auspichiamo il proseguo del confronto per continuare a monitorare la situazione e  il contributo e coinvolgimento  degli operatori dell’ospedale e dei loro rappresentanti .»      
Continua a leggere
03/09/2018 Io Sono Originale: il progetto anti contraffazione arriva ad Ancona
Oggi, lunedì 3 settembre,  ad Ancona ultima tappa del Road Show “Io Sono Originale”, iniziativa promossa dal Ministero dello Sviluppo economico, Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – UIBM, e realizzata in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori*.“Io Sono Originale” sta girando l’Italia, dal nord al sud del Paese, con un road show, per informare e sensibilizzare i cittadini sulla contraffazione e sulla tutela della proprietà industriale. La tappa di Ancona, organizzata da Adiconsum Marche, presso il Centro Commerciale Conero in Via Scataglini 6, dalle ore 11 alle ore 20, dove è  allestito un desk per fornire informazioni sulla contraffazione e distribuire i materiali del progetto “Io sono originale”.Per informazioni: Adiconsum Marche Via Ragnini, 4 tel 0712832101 mail: marche@adiconsum.it. *ACU, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Asso-consum, Assoutenti, Altroconsumo, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Utenti Radio Televisivi
Continua a leggere
29/08/2018 No al taglio dei fondi per Ancona, Cgil Cisl Uil aderiscono alla mobilitazione del 31 agosto
CGIL-CISL-UIL di Ancona aderiscono alla mobilitazione  annunciata dal Sindaco di Ancona per venerdì 31 agosto,  ore 19,00  Piazza del Crocifisso - Quartiere Archi, dopo aver nei giorni scorsi espresso tutta la preoccupazione per le possibili conseguenze del taglio al “fondo periferie” ratificato dal Senato,  «Queste risorse, che per la città di Ancona ammontano a 12 milioni di euro      (che diverranno 16 con l’obbligo di cofinanziamento), non solo sono necessarie per migliorare le qualità di vita dei residenti e più in generale di tutta la città, ma di certo sono, come tutti gli investimenti, un volano per l’occupazione di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro territorio. - ribadiscono per la Cgil,  Marco Bastianelli,  Alessandro Mancinelli per la Cisl e Claudia Mazzucchelli per la UIl - Nuovo ingresso al parco di Posatora, Autostazione al Verrocchio, ex IACP di Via Marchetti, Piazza del Crocifisso, viale d’accesso agli Archi, Via XXIX Settembre, tutti progetti approvati e in alcuni casi già avviati che si dovevano concludere entro il 2021. - proseguono e concludono -  Siamo convinti che con l’impegno di concreto di tutti, a partire da tutte le forze politiche - in particolare dei parlamentari marchigiani, che hanno a cuore lo sviluppo delle nostre città -  si possa arrivare alla correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati: rispettando norme e sentenze, ma dando anche le necessarie risposte alle città.»                                                  
Continua a leggere
29/08/2018 Blocco "Fondo periferie", la Cisl di Pesaro aderisce alla mobilitazione del 1 settembre
  La Cisl  di Pesaro, dopo aver nei giorni scorsi espresso tutta la preoccupazione per le possibili conseguenze del taglio al “fondo periferie” ratificato dal Senato, aderisce alla mobilitazione di sabato 1 settembre, organizzata dai sindaci delle città capoluogo per far cambiare idea a governo e parlamento.    «Saremo presenti al presidio, annunciato dal Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci,  sotto il cavalcaferrovia, davanti al monumento alla Resistenza, adiacente ad un’area quella della stazione e via dell’Acquedotto, un luogo simbolo, che forse più di altri necessita di una riqualificazione. - afferma Maurizio Andreolini, responsabile della Cisl di Pesaro -  Come Cisl ribadiamo che queste risorse, già stanziate per progetti anche approvati, non solo sono necessarie per migliorare le qualità di vita dei residenti e più in generale di tutta la città, ma di certo sono, come tutti gli investimenti, un volano per l’occupazione di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro territorio. - continua - Siamo convinti che con l’impegno di concreto di tutti, a partire da tutte le forze politiche, ed in particolare dei parlamentari marchigiani, che hanno a cuore lo sviluppo delle nostre città si possa arrivare alla correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati. - conclude Andreolini - La città ha bisogno di progetti condivisi e diciamo inoltre all’ Amministrazione Comunale che NON bisogna fermarsi nell’impegno alla riqualificazione delle aree degradate delle periferie.»
Continua a leggere
29/08/2018 Lavoro: Sauro Rossi ospite alla Festa dell'Unità e a Convivio 2018
Il Segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, sarà ospite alla Festa dell'Unità 2018 di Pesaro, evento nazionale del PD sul tema degli Enti Locali, e a Convivio 2018 di Porto Potenza Picena per parlare di lavoro e sviluppo. Domani, giovedì 30 agosto, Rossi parteciperà al dibattito che si svolgerà a partire dalle ore 18 in Piazzale Collenuccio e al quale prenderanno parte Renato Claudio Minardi, Gino Traversini e Daniela Barbaresi, intervistati da Luca Senesi. In caso di maltempo, il dibattito si terrà a Palazzo Gradari. (PROGRAMMA IN ALLEGATO). Venerdì 31 agosto, alle ore 21.30, il Segretario generale rappresenterà la Cisl nel corso della 2° edizione di "Convivio, il lavoro mobilita l'uomo", talk show che sarà ospitato dall'anfiteatro del piazzale della Stazione di Porto Potenza Picena con ospiti il giornalista Alessandro Barbano e l'imprenditore Stefano Clementoni. 
Continua a leggere
21/08/2018 AOU Ospedali Riuniti Ancona,Cisl Fp Marche: “No all’esternalizzazione della cucina aziendale”
La Cisl Funzione pubblica delle Marche dice no all’esternalizzazione del servizio cucina  presso l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona.   «La Direzione dell’AOU, il 16 agosto scorso,  aveva comunicato e richiesto un confronto per l’esternalizzazione della cucina dell’ospedale Regionale,  una volta terminati i lavori di ristrutturazione e adeguamento a norma dei locali e attrezzature della cucina, iniziati nel 2014. - spiegano   il Segretarario generale della Cisl Fp Marche, Luca Talevi, e Raffaele Miscio della Cisl Fp Marche Ancona  -  In sostanza l’Azienda ha pubblicato, contestualmente alla richiesta del confronto con le Organizzazioni Sindacali e  la RSU Aziendale, una determina a firma del direttore Generale per la procedura di affidamento del servizio di ristorazione Ospedaliera, dove si è già deciso di esternalizzare il servizio cucina.  - sottolineano   Talevi e Miscio - Un metodo per la Cisl Fp Marche inaccettabile, il confronto fatto in questo modo appare solo un obbligo contrattuale, un cosiddetto pro - forma.»  Secondo la Cisl Fp Marche dalla nota inviata si deduce, inoltre, che dal mese di aprile 2018 è stata incaricata una ditta per individuare la migliore soluzione per decidere se esternalizzare il servizio senza nessuna informativa in merito. «Nessun documento è stato inviato per conoscere le risorse impiegate per il ripristino dei locali e i costi  l’appalto, dati necessari per un confronto vero. - continuano i responsabili della Cisl Fp Marche - Va ricordato che lavori di ripristino della cucina, durati quattro anni, sono stati effettuati per permettere la preparazione dei cibi in loco con il personale dipendente,  un impegno assunto dalla precedente Direzione. » La preparazione dei pasti all’interno dell’Azienda è garanzia di qualità  a tutela dei pazienti, per questo la Cisl Fp Marche ribadisce «la necessità di ripristinare il servizio cucina come era prima dei lavori e  come attualmente avviene per il presidio Salesi,  anche perché  in molti casi gli appalti teoricamente convenienti, nel tempo, si sono dimostrati onerosi.»
Continua a leggere
09/08/2018 Decreto Milleproroghe blocca la riqualificazione di Ancona,Cgil Cisl Uil : “ È inconcepibile”
Cgil Cisl Uil Ancona esprimono profonda contrarietà e preoccupazione per le possibili  conseguenze  del taglio al “Fondo periferie”  deciso dal Senato con un emendamento al Milleproroghe. «Le conseguenze per la città di Ancona sarebbero molto pesanti con una perdita secca di 12 milioni di euro dallo stato e la messa in discussione di progetti fondamentali per la riqualificazione urbana. - affermano i responsabili di Cgil Cisl Uil Ancona - Nuovo ingresso al parco di Posatora, Autostazione al Verrocchio, ex IACP di Via Marchetti, Piazza del Crocifisso, viale d’accesso agli Archi, Via XXIX Settembre, tutti progetti che si dovevano concludere entro il 2021. - sottolineano Bastianelli, Mancinelli e Marini -  Già in campagna elettorale ci eravamo espressi favorevolmente su progetto “Palombella –Archi”, per  riqualificare aree centrali del tessuto urbano e dare nuovo protagonismo a quartieri che vogliono vivere a pieno l’idea di rinascita della città. Ora, davanti a questa inattesa difficoltà, chiediamo l’impegno di tutte le forze politiche che hanno a cuore lo sviluppo della città per la tempestiva correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati, e diciamo all’ Amministrazione Comunale che NON bisogna fermarsi. - concludono - Dai prossimi 5 anni ci aspettiamo che si intensifichi questa capacità di allungare lo sguardo verso l’orizzonte di una città che riscopre se stessa; proprio come già è avvenuto con il ritrovato “porto antico”.»
Continua a leggere
09/08/2018 Pesaro, tagliati oltre 11 milioni di euro dal " Fondo Periferie" Sindacati :" E' gravissimo, non bisogna fermare l'impegno per la riqualificazione delle aree degradate"
Le organizzazioni sindacali esprimono profonda contrarietà e preoccupazione per le possibili conseguenze del taglio al “fondo periferie” deciso dal Senato con un emendamento al Milleproroghe. Le conseguenze per la città di Pesaro sarebbero molto pesanti con una perdita secca di 11,2 milioni di euro, dallo Stato e la messa in discussione di opere già finanziati e con tanto di progetti esecutivi approvati, fondamentali per la riqualificazione urbana e lo sviluppo delle città. «Recuperare via dell’Acquedotto così come il parco 25 Aprile, riqualificare anche altre parti importanti della città, non solo è necessario per migliorare le qualità di vita dei residenti e più in generale di tutta la città, ma di certo è, come tutti gli investimenti, un volano per l’occupazione di cui abbiamo tanto bisogno nel nostro territorio. - sottolineano Maurizio Andreolini, Cisl Pesaro e Simona Ricci, Cgil Pesaro -  Non ultimo tale provvedimento rischia di incrinare ancor più il vincolo fiduciario che deve necessariamente legare le Istituzioni fra loro in un momento tra l’altro assai delicato per il nostro Paese. Ora, visto lo stop registrato al Senato, chiediamo l’impegno concreto di tutte le forze politiche, ed in particolare dei parlamentari marchigiani, che hanno a cuore lo sviluppo delle città per la tempestiva correzione del provvedimento alla Camera dei Deputati, -  concludono - e diciamo inoltre all’ Amministrazione Comunale che NON bisogna fermarsi nell’impegno alla riqualificazione delle aree degradate delle periferie.»    
Continua a leggere
08/08/2018 Discriminazione e lavoro dignitoso, Iscos incontra gli Scout Agesci SBT 1
 Discriminazioni e lavoro dignitoso, al centro dell'incontro tra Iscos Marche e il Gruppo Agesci San Benedetto del Tronto 1  che si è svolto ieri ad Ancona. E' partita, così, dal  Salone Armatura,della Cisl di Ancona l'avventura della Route estiva per 11 scout sanbenedettesi, accompagnati dai 4 capi scout che hanno   aiutato i ragazzi ad  approfondire e riflettere, durante  l'anno di attività,   sul   lavoro discriminato   e sul valore del lavoro dignitoso partendo dalla conoscenza del mondo sindacale e  dell'operato dell'Iscos Marche .  
Continua a leggere
07/08/2018 Contrasto al Gioco d'azzardo, Giovanelli : " E' urgente un regolamento"
Nei mesi scorsi la Cisl aveva incalzato i comuni degli Ambiti territorili socilali 6 e 7 per l'approvazione dei regolamenti omogenei per il contrasto al gioco d’azzardo visti i dati relativi alle risorse spese dai cittadini per il gioco d’azzardo.« Solo per i giochi d’azzardo esclusi slot e vlt nei comuni degli Ats 6 e 7 sono stati spesi dai cittadini 17.798.725,44 di euro. -  spiega Giovanni Giovanelli, responsabile della Cisl di Fano -  E se a questi aggiungiamo le risorse spese nelle slot il dato diventa ancora più allarmante.  Dopo un paio di incontri con  i  coordinatori di Ambito di Fano e Fossombrone per impegnare i sindaci ad adottare regolamenti uniformi, con particolare attenzione alla possibilità di creare fasce di orario omogene nelle quali sia vietato giocare alle slot e definire le distanze minime nelle quali collocare slot e giochi d’azzardo rispetto ai luoghi sensibili come già prevede la legge regionale delle Marche (L.r. 07 febbraio 2017, n. 3) - incalza Giovanelli - ad oggi  è tutto fermo, nessuna nuova convocazione, nessuna proposta di regolamento tipo da adottare». La Cisl di Fano aveva anche elaborato  e  pubblicato il report dei dati, fonte Agenzie dei Monopoli e Dogane, relativi alle risorse spese in tutti gli altri tipi di gioco d’azzardo ( gratta vinci, lotto, scommesse ippiche…) «un'analisi che conferma la necessità di accelerare l’adozione in tempi brevi di regolamenti uniformi in tutti i comuni degli ambiti territoriali 6 e 7. - ribadisce il responsabile della Cisl di Fano -  Per questo auspichiamo che, dopo la puasa estiva, anche se il gioco d'azzardo non va mai in ferie,  i Sindaci  adottino regolamenti di contrasto al gioco d’azzardo .»   Un  provvedimento che, secondo la Cisl,  segnerebbe un passo decisivo per il contrasto del gioco d’azzardo e  per la sua graduale eliminazione, e  che « va unito  ad  iniziative e campgane di informazione per promuovere e sensibilizzare   le persone sui pericoli del gioco d'azzardo e riscoprire il vero senso del gioco e del divertimento.   -  conclude Giovanelli -  Come Cisl saremo sempre al fianco dei  Sindaci   che interverranno concretamente, con coraggio e determinazione, su questo problema che sta diventando sempre più una piaga sociale»
Continua a leggere
03/08/2018 Utili per Aset, "Le tariffe vanno ridotte"
«Si rimane stupiti a leggere le dichiarazioni del capogruppo PD Bacchiocchi riguardo al bilancio consuntivo 2017 di Aset S.p.A.. A fronte di un utile netto di oltre 4 milioni e 400mila euro si  esclude a priori qualsiasi ipotesi di una riduzione delle tariffe. - scrivono in una nota  i responsabili della Cgil e della Cisl di Fano - Se da una parte un risultato di questa sostanza sta a dimostrare una gestione oculata dell’Azienda e dall’altra è ragionevole progettare investimenti finalizzati al miglioramento dei servizi e alla razionalizzazione dei costi, resta incomprensibile come il tema riguardante la riduzione delle tariffe sia escluso tout court. - prosegono  Giovanelli della Cisl, e Artibani della Cgil - Viviamo in un territorio dove il morso della crisi produce ancora i suoi effetti devastanti. Un territorio dove migliaia di persone fanno fatica ad arrivare a fine mese e per pagare le bollette devono rinunciare alle necessità più impellenti per sé e per la propria famiglia.» Da qualche anno a questa parte Aset mette a disposizione delle risorse finanziarie per la riduzione delle tariffe per quelle situazioni di povertà assoluta. Per i sindacati: « è necessario proseguire su questo percorso già tracciato, aumentando le risorse destinate a tale scopo e rendendo stabile questa scelta, applicando principi di equità e avendo la capacità di dare risposte concrete ad una sempre più alta fascia di cittadini in difficoltà.» Per quanto riguarda il Comune di Fano, questo tema è compreso nel protocollo sottoscritto nel mese di maggio 2018 tra le Organizzazioni sindacali e l’Amministrazione comunale.« Sarà nostra cura - concludono - attivare al più presto un confronto con l’Assessorato al bilancio per definire questo impegno.»
Continua a leggere
03/08/2018 Misure di sostegno alla genitorialità
Tutte le misure di sostegno alla genitorialità nel volantino e nella scheda informativa Cisl Marche. Per informazioni puoi rivolgerti alla sede Cisl della tua città.
Continua a leggere
31/07/2018 Riorganizzazione Enel: ripercussioni negative per le Marche
L’Azienda Enel in questi giorni ha avviato una fase di completa riorganizzazione che avrà un notevole impatto negativo nelle Marche in tema di tutela del servizio elettrico e di assistenza clienti, con conseguenti ricadute in termini occupazionali. La società e-distribuzione Spa, che cura la distribuzione di energia elettrica nel Paese e la gestione delle reti Mt e Bt, ha programmato una ristrutturazione che prevede, sul territorio nazionale, un taglio di oltre il 30% delle strutture e un calo del personale di oltre 6 mila unità. Immaginabili sono le conseguenze a livello regionale, con un grave impatto derivante dall’abbandono da parte dell’Enel di importanti presidi in un territorio nel quale in questi ultimi anni sono emerse forti criticità a causa del maltempo e del terremoto. Nell’ambito della nostra Regione Marche tale riorganizzazione infatti prevede: Il superamento della Zona di Pesaro e l’accorpamento con la Zona di Ancona; Il superamento della Zona di Macerata e l’accorpamento con la Zona di Ascoli; Il superamento della Unità Operativa di Senigallia accorpata con la UO di Pesaro-Fano Il superamento della Unità Operativa di Jesi-Fabriano accorpata con la UO di Ancona Il superamento della Operativa di Civitanova Marche accorpata con la UO di Macerata  È previsto inoltre lo spostamento della Direzione di riferimento per la nostra regione Marche, oggi collocata a Bologna, portandola a Bari, con evidenti ripercussioni negative per tutta l’utenza localmente gestita. Riducendo i centri decisionali, spostando le sedi e ampliando i confini dei territori potrebbero scaturire difficoltà operative nell’intervenire prontamente e nel garantire un servizio qualificato e una assistenza continua sia ai consumatori domestici che alle attività economiche e produttive del territorio marchigiano. Maggiormente impattante a livello sociale è il processo di riorganizzazione della Società Area Mercato che gestisce la clientela e che ha disposto di chiudere e vendere a imprenditori terzi, entro gennaio 2019, tutti i Punti Enel Diretti. Nelle Marche 472.00 clienti del Mercato Vincolato, che purtroppo spesso rappresentano le fasce sociali più deboli, più soggette a prepotenze, raggiri e prevaricazioni, dovranno utilizzare solo canali virtuali (sito web e canale telefonico). La gestione di tutta la clientela del Mercato Libero sarà demandata ai privati con una perdita importante di professionalità: saranno infatti disdettati numerosi contratti di somministrazione per giovani già presenti in azienda e già opportunamente formati. Riteniamo non sarà più garantito, al pari di oggi, il livello di tutela dei consumatori. Si mette in atto dunque un processo continuo di svuotamento di Enel sul nostro territorio regionale che non aiuterà certamente una Regione già così in crisi sotto molti punti di vista.
Continua a leggere
25/07/2018 Ferrovia Fano - Urbino: aprire a nuove proposte per lo sviluppo socio-economico del territorio
È singolare come nella Provincia di Pesaro Urbino, a fasi alterne, si torni a parlare di sviluppo socio-economico del territorio, ma sempre con visioni disarticolate e contrapposte. È quanto sta succedendo in questi giorni con il risveglio dell’interesse sulla nota vicenda della tratta di ferrovia, da lungo tempo dismessa, della Fano - Urbino.  «Il Vice presidente della Regione, Claudio Minardi, ritira fuori il fantasioso progetto di trasformarla in pista ciclabile - dichiarano Maurizio Andreolini, Giovanni Giovanelli e Leonardo Piccinno, responsabili della Cisl di Pesaro Fano e Urbino -. Un'operazione per rilanciare il turismo ciclistico e naturalistico in favore di non si capisce molto chi, tenuto conto che per portare masse di turisti ed appassionati occorre primariamente affrontare gli annosi temi del trasporto, dell’adeguamento del sistema stradale e, soprattutto, rendere noto  che la provincia di Pesaro Urbino è a caratterizzazione turistica e che la città di Urbino è patrimonio dell’UNESCO».  Dall’altro lato, l’Associazione Ferrovia Valle Metauro rilancia, come la Cisl e altri soggetti, il progetto del recupero della tratta ai fini turistici per valorizzarne percorso e territorio.  Il rilancio della ferrovia ai fini turistici è stata sancita anche da un provvedimento legislativo del precedente governo Gentiloni (che il Vice presidente ben conosce e dovrebbe anche ben sostenere), mentre la pur accattivante fascinazione ciclo-amatoriale non sembra rientrare in un organico progetto finalizzato a rilanciare un idea di sviluppo economico integrativo od alternativo al rilancio del tipico manifatturiero ancora non ripresosi dalla lunga crisi economica 2008-2018.  «A nostro avviso - continuano i responsabili della Cisl di Pesaro Fano Urbino - la domanda che dovrebbe preoccupare un alto esponente del governo regionale è come aprire, al di là dei desiderata,  a nuove proposte che tengano insieme opportunità e segmenti nuovi,  per dare a questa provincia, ancora penalizzata da scelte che non arrivano, soluzioni che attraverso un confronto serio con il mondo dell’università, dell’imprenditoria, delle parti sociali e del mondo dell’associazionismo, porti ad un vero piano di sviluppo poliennale. Come Cisl, rilanciamo la proposta di aprire un tavolo di confronto per avviare, finalmente, una fase costruttiva su come dovrà essere la provincia di Pesaro Urbino nel prossimo futuro e quale ruolo vuole svolgere per contribuire al rilancio dell’economia dell’intero Paese e della Regione Marche».
Continua a leggere
21/07/2018 Aspes SpA di Pesaro demansiona i neo assunti e non riconosce premio risultato : i lavoratori intervengono al Consiglio Comunale
Una delegazione di lavoratori di Aspes SpA, del servizio accertamento imposte e riscossione coattiva, sarà presente e riconoscibile alla seduta del Consiglio Comunale del 23 luglio in cui si discuterà dell’affidamento della gestione in capo ad Aspes Spa dei servizi integrati di accertamento, riscossione, gestione dei tributi, delle entrate comunali e di riscossione coattiva per conto del Comune di Pesaro. E'  quanto deciso dall' assemblea dei lavoratori  giovedì 19 luglio scorso.« La decisione nasce dal fatto che l’azienda ha interrotto in maniera unilaterale e inaspettata dal mese di giugno, le trattative per il riconoscimento di un premio di risultato atto a compensare l’applicazione di un CCNL dei cimiteriali assolutamente non rispondente alle proprie specificità e il progressivo abbassamento dei livelli di inquadramento dei neo assunti. -  scrivono in una nota Maurizio Andreolini, Fit Cisl e i rappresentanti  sindacali aziendali  - Neanche la giornata di  sciopero del  12 luglio scorso,  con la piena adesione dei lavoratori, non è servita a riaprire le trattative. Abbiamo riscontrato, con amarezza - concludono  -  l’assenza di reazione da parte della direzione aziendale e del Comune di Pesaro, azionista di maggioranza con l’85% delle quote.»  Partecipando al Consiglio del 23 luglio, i dipendenti di Aspes spa intendono sollecitare nuovamente la ripresa delle trattative e, in occasione della discussione per il rinnovo dell’affidamento ad Aspes dei servizi, avere l’opportunità di un incontro congiunto con la direzione aziendale e il Comune di Pesaro in qualità di socio di maggioranza, portandone a conoscenza anche i membri del Consiglio.  
Continua a leggere
12/07/2018 Chiusura Agenzia Viaggi di Castelfidardo, Adiconsum Marche al fianco dei clienti beffati
Prenotazioni cancellate o mai esistite, biglietti non consegnati, saldo del soggiorno mai versato al tour operator. E’ quanto accaduto a numerosi clienti di una agenzia viaggi di Castelfidardo, la Vanilla Viaggi di Saracini Chiara. Adiconsum Marche ha già ricevuto le segnalazioni di numerosi clienti dell’Agenzia e si sta muovendo su più fronti con l’obiettivo prioritario di far recuperare ai consumatori quanto versato per l’acquisto dei viaggi. I consumatori hanno visto sfumare a pochi giorni dalla partenza la possibilità di godersi il meritato riposo dopo un anno di lavoro, perdendo anche i risparmi faticosamente accantonati. L’Agenzia Vanilla Viaggi ha chiuso improvvisamente i battenti pochi giorni fa e la titolare Chiara Saracini si è resa irreperibile, dopo aver ottenuto il saldo delle prenotazioni delle vacanze di numerosi clienti del territorio. Questi i fatti: i clienti sono stati invitati ad effettuare il saldo delle prenotazioni per le vacanze dei mesi di luglio e agosto già prenotate da mesi, ma al momento di recarsi in agenzia per ritirare biglietti e voucher per la partenza hanno trovato la saracinesca abbassata e la titolare irrintracciabile telefonicamente. Alcuni si sono ritrovati addirittura in vacanza senza prenotazioni dei soggiorni o dei voli di ritorno, costretti a sborsare ulteriori e ingenti cifre per rientrare a casa. Tale increscioso episodio va ad aggiungersi ad altri similari che, negli anni, hanno interessato la nostra regione, danneggiando non soltanto i malcapitati consumatori coinvolti, ma l’intero settore del turismo, settore di punta del nostro paese. Adiconsum Marche sta provvedendo a verificare, con una richiesta inviata al Comune di Castelfidardo, il rispetto dell’obbligo assicurativo da parte della Agenzia Viaggi, secondo le previsioni normative nazionali e regionali. E’ una vicenda spinosa, che non avrà probabilmente una soluzione immediata; ne attendiamo i prossimi sviluppi per valutare come procedere e con quali modalità agire. Nel frattempo invitiamo tutti i consumatori coinvolti a sporgere immediatamente denuncia querela alle Autorità competenti, che si stanno già occupando del caso. Gli uffici Adiconsum Marche restano a disposizione per i chiarimenti, gli aggiornamenti e l’assistenza del caso.  
Continua a leggere
05/07/2018 Rischio trasferimento Ced UBI Banca Macerata: sindacati preoccupati
  CGIL-CISL-UIL di Macerata sono fortemente preoccupati dall’ipotesi prospettata dal Gruppo Ubi di trasferire il Polo tecnologico e l’Help Desk da Macerata (Piediripa) a Jesi nonostante gli impegni contrattuali aziendali presi lo scorso anno in occasione del processo di integrazione delle 3 “Bridge Banks” in UBI Banca ed UBISS.Con l’Accordo di Gruppo del 26/10/2017 venivano, infatti, individuati 9 Poli territoriali per il mantenimento e/o potenziamento delle strutture, di cui 3 nelle Marche, ovvero Pesaro, Jesi e Macerata.     «In questo specifico contesto solo Macerata verrebbe colpita dai tagli occupazionali, un presidio di eccellenza informatica e di servizio alla clientela, che nel corso del tempo e nonostante la recente crisi, ha sempre garantito professionalità ed efficienza.- sottolineano i responsabili di Cgil Cisl e Uil Macerata -L’ipotizzato trasferimento va ad aggiungersi ad un processo di riorganizzazione territoriale della rete commerciale che già vede la chiusura di filiali e sportelli, in qualche caso in zone molto delicate indebolendone le prospettive di ripresa.L’eventuale smantellamento impatterebbe fortemente su di un territorio già duramente colpito e provato dalla crisi economica e dagli eventi sismici, sulle economie dei comuni limitrofi ma soprattutto sulla vita degli oltre 100 dipendenti che dovrebbero emigrare a Jesi.- proseguono Taddei, Spinaci e Broglia - Persone che si sono impegnate fortemente affinché il processo di migrazione informatica si realizzasse nel migliore dei modi, che in molti casi provengono dalle zone terremotate, che magari a causa del terremoto si sono momentaneamente trasferite a Macerata in attesa di ricostruire la propria abitazione, e che nel caso in cui la loro sede di lavoro fosse trasferita definitivamente a Jesi, difficilmente ritornerebbero nei luoghi di origine. Si aggiunga a tutto ciò anche la sottrazione di uno dei poli attrattivi per i laureati e non di informatica dell’ateneo di Camerino, con il quale c'è sempre stato un proficuo scambio di conoscenze e professionalità. -      CGIL-CISL-UIL di Macerata sono fortemente convinti della necessità di individuare soluzioni alternative al trasferimento del Polo tecnologico e Help Desk a Jesi con possibili soluzioni, sostenibili economicamente e socialmente, che insistano nel territorio maceratese in siti già a disposizione di UBI Banca. «Stiamo lavorando  ad  iniziative di coinvolgimento delle istituzioni locali e di sostegno alla protesta dei lavoratori interessati - concludono i responsabili di  Cgil Cisl e Uil Macerata -  affinché venga mantenuto un centro di attività sul territorio maceratese.»    
Continua a leggere
04/07/2018 Assegno di Ricollocazione: un nuovo strumento per le politiche attive
L’ art. 23 del D.lgs 150/2015 ha introdotto un nuovo strumento di politica attiva denominato Assegno di Ricollocazione (Adr), destinato ai percettori di NASPI da almeno 4 mesi, spendibile al fine di ottenere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca del lavoro. La platea dei potenziali destinatari dell'assegno di ricollocazione è stata recentemente ampliata, ai beneficiari del Reddito di Inclusione (art. 6, comma 4 D.lgs 147/2017) e ai lavoratori coinvolti nell'accordo di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione guadagni per riorganizzazione aziendale e crisi (art. 24 bis D.lgs 148/2015, introdotto da art. 1 comma 136 L. 205/2017). Le modalità per la richiesta dell'assegno di ricollocazione da parte di queste due ultime categorie di soggetti non sono ancora operative e saranno definite in una fase successiva. Lo scopo è, quindi, quello di aiutare le persone a migliorare la possibilità di trovare la propria ricollocazione nel mondo del lavoro. Dopo una sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, condotta nel 2017, L’Anpal con Delibera n. 14/2018 ha definito le modalità operative e l’ammontare della fase a regime dell’ Assegno di Ricollocazione. Al soggetto che richiede l’ assegno di ricollocazione viene offerto un servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione che ha una durata di 6 mesi, prorogabili per altri 6. Il servizio termina anticipatamente in caso di risultato occupazionale che si sostanzia in un contratto di lavoro di durata almeno pari a 6 mesi. Il servizio di assistenza alla ricollocazione si compone di due prestazioni principali:   assistenza alla persona e tutoraggio (assistenza continuativa in tutte le attività necessarie alla ricollocazione, attraverso l’ assegnazione di un tutor e la definizione di un programma personalizzato di ricerca attiva del lavoro)  ricerca intensiva di opportunità occupazionali (promozione del profilo professionale del titolare dell’ Adr presso le aziende, selezione di posti vacanti, assistenza alla preselezione, sino alle prime fasi di inserimento in azienda) Chi può richiederlo? a) Disoccupati che percepiscono la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) da più di 4 mesi (per questi soggetti le modalità sono già state definite all’interno della Delibera Anpal n. 14/2018 e quindi la possibilità di richiedere l’ AdR è operativa dal 14 maggio 2018 ) b) Beneficiari del Reddito di Inclusione (REI) per i quali il progetto personalizzato preveda la stipula del patto di servizio (le modalità di identificazione di tali beneficiari saranno definite con successivo provvedimento da definire in accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali - possibilità di richiedere l’ AdR non ancora operativa). c) Lavoratori coinvolti nell’ accordo di ricollocazione di cui all’art. 24 bis D.lgs 148/2015 (le modalità per la richiesta anticipata da parte di questi lavoratori saranno definite con successivi provvedimenti da definire in accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali - possibilità di richiedere l’ AdR non ancora operativa). I potenziali beneficiari, già impegnati in misure di politica attiva analoghe o non compatibili erogate da amministrazioni pubbliche centrali o territoriali, non potranno fare richiesta dell’ Assegno di ricollocazione per tutta la durata della misura in corso. La richiesta della misura dell’assegno di ricollocazione è volontaria, ma comporta il meccanismo della condizionalità. Potrà essere presentata dal disoccupato percettore di Naspi da oltre 4 mesi, telematicamente attraverso il portale Anpal o rivolgendosi direttamente al CpI (Centro per l’ Impiego) competente, inoltre, a partire dal 28 maggio 2018 per il tramite degli Istituti di Patronato convenzionati, tra cui l’ INAS Cisl. Contestualmente alla domanda per l’ Adr, si fissa anche il primo appuntamento con il soggetto scelto dal destinatario per l’erogazione del servizio di assistenza intensiva che potrà essere un centro per l’impiego (anche diverso da quello in cui il soggetto ha perfezionato il patto di servizio personalizzato) o un soggetto privato accreditato. Entro 24 ore successive alla domanda di AdR, l’ Anpal effettua una verifica all’ INPS in ordine alla fruizione della NASPI ed in caso di risposta affermativa , valida la domanda , dandone comunicazione al Centro per l’ Impiego competente. Il centro per l’impiego competente per territorio (domicilio del richiedente), dopo aver verificato la mancata esistenza di misure di politiche attive incompatibili , rilascerà entro i successivi 7 giorni l’ Adr, oppure rifiuterà la richiesta con atto motivato. Decorso tale periodo l ’ Adr sarà rilasciato con il meccanismo del silenzio assenso. Avvio della fase a regime Come funziona? È importante chiarire subito che l’Adr non interrompe la fruizione dell’indennità di sostegno al reddito (Naspi). L’ assegno non si sostanzia in denaro a favore del destinatario, ma in un buono (voucher), di importo variabile, da spendere per ottenere un servizio di assistenza intensiva al fine di una possibile ricollocazione. Il destinatario può scegliere di spendere l’assegno di ricollocazione, presso i centri per l’impiego o presso i soggetti privati accreditati. L’ importo dell’ Adr (compreso tra 250 e 5.000 euro) varia a seconda dei seguenti parametri:  indice di profilazione, che misura la maggiore o minore distanza del soggetto dal mercato di lavoro in termini di occupabilità  in base alla tipologia contrattuale di assunzione (tempo determinato o indeterminato) e impegno lavorativo (part-time, full time) L’ente erogatore del servizio, sia pubblico che privato, ha diritto all’importo previsto dall’assegno di ricollocazione a risultato occupazionale raggiunto. Le tipologie di contratti per i quali si riconosce l’esito occupazionale sono i seguenti: Tempo indeterminato, compreso l’apprendistato;  Tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi (da 3 a 6 mesi nelle Regioni Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) Part Time pari almeno al 50% Nei casi di mancato raggiungimento dell’esito occupazionale è riconosciuta, a determinate condizioni, una quota fissa al soggetto erogatore del servizio in relazione alle azioni minime di assistenza intensiva. Quali sono i soggetti erogatori nella Regione Marche? Abbiamo già detto che la competenza esclusiva in termini di rilascio dell’ Adr è in capo al Centro per l’Impiego dove il soggetto ha stipulato il patto di servizio personalizzato. Il destinatario dell’ Adr potrà, però, scegliere il soggetto erogatore da cui farsi assistere nella ricerca intensiva alla ricollocazione scegliendo discrezionalmente nell’ ambito regionale uno dei 13 centri per l’impiego esistenti oppure optare per uno dei soggetti accreditati a livello nazionale e regionale consultabili sul sito dell’ Anpal (https://servizi.anpal.gov.it/Operatori/Pagine/AccreditamentoNazionale.aspx). IAL Marche è soggetto privato accreditato all’ Adr per le sedi di Ancona e Pesaro. Condizionalità: quali obblighi in capo al destinatario ed al soggetto erogatore? Per la buona riuscita del servizio di assistenza alla ricollocazione deve impegnarsi sia il percettore sia il soggetto erogatore scelto. Il soggetto erogatore è tenuto a:  svolgere attività di assistenza intensiva alla ricerca attiva di lavoro: in particolare, assistenza alla persona, tutoraggio e sostegno nella ricerca intensiva di opportunità occupazionali etc.; comunicare al CPI competente e all’ANPAL il rifiuto ingiustificato, da parte del destinatario dell’AdR, di svolgere una delle attività previste o di un’offerta congrua di lavoro; Il destinatario dell’ Adr che senza giustificato motivo non partecipa agli incontri e alle attività concordati con l’ente prescelto, incorre in una delle seguenti sanzioni (condizionalità) con riferimento all’indennità Naspi: la decurtazione di un quarto di una mensilità in caso di prima mancata partecipazione; la decurtazione di una mensilità alla seconda mancata partecipazione; in caso di ulteriore mancata partecipazione si decade dalla prestazione di Naspi e dallo stato di disoccupazione. Inoltre in caso di mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, in assenza di giustificato motivo, si decade dalla prestazione Naspi e dallo stato di disoccupazione In attesa della nuova disciplina sull’offerta di lavoro congrua prevista dal D.Lgs. 150/2015 si applicano le norme previste dall’art. 4 commi 41 e seguenti della L. 92/2012. Ne consegue che è considerata congrua un’offerta che soddisfa entrambi questi requisiti: Livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all'importo lordo della NASPI cui ha diritto il destinatario. Distanza massima di 50 km o 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblici, dalla residenza del lavoratore. SCHEDE DI APPROFONDIMENTO QUI:
Continua a leggere
22/06/2018 Reddito di inclusione, ritardi nella lavorazione delle domande. Cisl: «Inammissibile ingolfamento delle pratiche»
Respingimenti e ritardi nell'elaborare una risposta a quanti hanno fatto richiesta del REI, il Reddito di inclusione introdotto lo scorso dicembre come misura a contrasto della povertà. Questa è la realtà che sta emergendo dai dati rilevati negli Ambiti territoriali 14 (Civitanova Marche) e 19 (Fermo), dove gran parte delle domande presentate sono state respinte o sono ancora in lavorazione. Nell'Ambito 14, su 923 domande presentate, solo 193 sono state accolte: spicca il dato del Comune di Civitanova, con 84 domande andate a buon fine su 409 elaborate. «Il bassissimo numero di domande accolte è dovuto soprattutto a tempi di lavorazione lunghissimi – dichiara Alfonso Cifani, Responsabile della Cisl di Civitanova e Fermo -. La responsabilità è in capo all'Inps, che deve verificare la rispondenza dei requisiti per accettare o negare la richiesta. Questo ingolfamento delle pratiche è inammissibile». La novità è che molte di queste domande dovranno essere riesaminate a partire dal 1 luglio, quando la platea di potenziali beneficiari del REI sarà allargata per l'eliminazione di alcuni criteri: «Rimarranno solo quelli economici – spiega Cifani – con Isee fissato a 6000 euro e Isre a 3000 euro. Da una parte, ciò consentirà di aiutare più famiglie, dall'altra c'è da tenere in considerazione un ulteriore aumento dei tempi di esame delle domande». Nell'Ambito 19 di Fermo la situazione è meno grave: su 797 domande ne sono state accolte 203, 444 quelle respinte. Nel Comune di Fermo sono state accettate 84 domande su 314. «Nel Fermano si evidenzia un forte numero di respingimenti – sottolinea Cifani – segno, forse, di una carente comunicazione circa i criteri richiesti per beneficiare del sussidio. Anche qui saranno riesaminate le domande non accettate che, dal 1 luglio, potrebbero rientrare nei nuovi parametri: servono canali prioritari per la verifica». Per Cifani, i dati relativi ai primi 6 mesi di vita del REI sono «la fotografia di un territorio che vive ancora un significativo disagio economico e sociale. Proprio per questo motivo – conclude il sindacalista – è necessario, da parte in primo luogo dell'Inps, attivarsi per venire incontro alle tante famiglie in difficoltà».
Continua a leggere
20/06/2018 Area Vasta 1, Cgil Cisl Uil: profonda delusione per l’ennesima conferenza sanitaria chiusa con un nulla di fatto e con una discussione superficiale
La recente conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 1 dell’11 giugno scorso, ad Urbino, un dato certo lo ha evidenziato.  Da tutta la discussione intorno al documento di 7 punti elaborato da una ristretta commissione di Sindaci, su cui i 35 sindaci presenti non sono riusciti in tre ore a trovare una sintesi, è emerso palesemente che gli stessi non erano a conoscenza, o forse non interessati al fatto, che il loro documento, inviato al presidente della Regione Marche in data 26 aprile u.s., fosse superato in diversi punti dalle deliberazioni DGR 516 del 23.04.2018 e DGR 523/18 (Protocollo di intesa Fano e Regione sul futuro del Presidio Ospedaliero Santa Croce) adottate dalla stessa Giunta in data precedente al documento stesso e da numerose delibere di Giunta Regionale successive. È un fatto, questo, che non può essere sottaciuto, perché mentre i Sindaci si accapigliavano sul documento e sulla sua emendabilità, la trasformazione della Sanità Pubblica delle Marche, a dispetto di quanto dichiarato dagli stessi Dirigenti della Regione, presenti alla conferenza e dal consigliere Traversini, continua il suo percorso verso l’affermazione dei gestori privati in maniera sempre più rilevante.  Eppure, CGIL, CISL, UIL territoriali, non più tardi del 18 maggio u.s., in risposta alla richiesta di un parere sul documento, avevano osservato in maniera puntuale e circostanziata, al Presidente Gambini, tutte le criticità, le mancanze e le contraddizioni di quelle richieste, che da un lato vedevano inoltrare richieste di riconoscimenti e valorizzazione degli ex Ospedali di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone assieme alla piena valorizzazione del binomio Urbino - Pergola come struttura di primo livello, e dall’altro la Regione decidere in senso esattamente contrario. Del nuovo Ospedale di Muraglia, delle modalità della sua costruzione e degli assetti che deriveranno in futuro anche in virtù dell’Accordo Fano – Regione Marche, neanche un accenno. Allora, di fronte al balletto, a tratti più di natura pre-elettorale che è andato in scena lunedì, e che tra l’altro ha visto l’assenza pesante del comune di Pesaro, viene da chiedersi, a chi giova questo tentativo di distinguersi o ammiccarsi? A chi giova questo tira e molla, tra inaugurazioni e tagli ai servizi? Da anni denunciamo come gli esiti, del tutto prevedibili, dei tagli operati ai servizi, in particolare nell’entroterra, sarebbe sati quelli che tutti, a partire dai pazienti, possono purtroppo tastare con mano. Non giunge forse un po' tardivamente la richiesta dei Sindaci di tornare “alla casella di partenza”? Il recente annuncio da parte della Regione della realizzazione della clinica privata a Fano, la nuova organizzazione della A.O.O.R.M.N. sull’ospedale della città che si può dedurre dall’accordo tra Regione e Amministrazione comunale, peraltro senza indicazione del numero di posti letto che resteranno a Fano dopo la realizzazione del nuovo Ospedale a Muraglia, in considerazione anche di quanto già previsto per gli ospedali di Cagli e Sassocorvaro già privatizzati, sono per CGIL, CISL e UIL fonte di forte preoccupazione, perché, la sanità privata non è sempre sinonimo di efficienza, appropriatezza, economicità. Anzi, a volte non risponde neanche alle esigenze del territorio, perché per sua stessa natura, si indirizza verso una sanità redditizia in luogo di quella che darebbe risposte ai reali bisogni di salute di un territorio.  In questi anni, si è impoverita l’offerta sanitaria pubblica, non solo ospedaliera ma anche l’altrettanto fondamentale sanità territoriale, da parte della Regione che ha dimostrato anche poca trasparenza e riluttanza nel fornire dati oggettivi a sostengo delle scelte effettuate evitando, oramai da tempo, un confronto con le Parti Sociali, e sottovalutando cosi, gravemente, le vere necessità della popolazione provinciale dell’Area Vasta 1. Tenendo presente anche l’enorme volume di mobilità passiva che grava sulla Regione ed in particolare nella nostra Provincia, riteniamo del tutto insufficiente l’attuale rete ospedaliera e l’organizzazione dei servizi sanitari che ne consegue, oltre che denunciare ancora una volta come la sanità territoriale si stia impoverendo. Vogliamo augurarci che il rinvio dell’Assemblea serva ai Sindaci per reimpostare un documento che tenga conto anche delle nostre osservazioni e che si trovi una sintesi che rappresenti i reali bisogni di salute di un territorio, il nostro, fortemente penalizzato dai tagli operati in questi anni.
Continua a leggere
19/06/2018 Sindacalisti del Marocco in visita ad Ancona per promuovere lo scambio di esperienze. Proiezione del film "My name is Adil"
Dal 20 al 22 giugno 2018 saranno ospiti presso la Cisl di Ancona quattro delegati dei principali sindacati marocchini: un incontro che sarà occasione per uno scambio di esperienze tra i due paesi e favorire una riflessione in materia di protezione e promozione dei diritti dei lavoratori migranti, con una attenzione particolare alle criticità maggiori e alle fasce di lavoratori stranieri più vulnerabili. Franck Iyanga - ODT, Lahna El Kachach - UMT, Nizar Nasri - CDT e Lahsen Hansali – UGTM e Mustapha Azaitraoui, esperto in migrazione e lavoro dignitoso, avranno la possibilità di visitare gli sportelli Cisl di Ancona ed entrare in contatto con i servizi offerti dal sindacato per i lavoratori migranti, come lo sportello immigrazione e i corsi di lingua italiana. I quattro sindacalisti parteciperanno al seminario organizzato presso il Salone Armatura (via Ragnini 4, Ancona) giovedì 21 giugno alle 9.30 durante il quale potranno confrontarsi con i delegati sindacali Cisl delle principali categorie (Fai, Fim, Filca, Femca). La giornata proseguirà con la convocazione alle ore 16.30 del Comitato esecutivo Cisl aperto agli invitati, sempre presso il Salone Armatura, con la partecipazione dell'Anolf Marche, di Ancona e di Macerata, associazioni attive nell'assistenza agli immigrati e contro le discriminazioni; la Fai Cisl, che presenterà l'iniziativa "S.O.S. Caporalato", numero verde contro lo sfruttamento in agricoltura, e rappresentanti della comunità marocchina nelle Marche. Introdotta dall’autore, Adil Azzab, seguirà alle ore 18.00 la proiezione del film “My name is Adil”. Il lungometraggio, girato tra le campagne marocchine e Milano, presenta la storia vera di un ragazzo fuggito dal Marocco per inseguire il padre emigrato in Italia, un paese che scopre essere diverso da quello immaginato, ma che gli permette di crescere e formarsi fino alla decisione di tornare in Marocco alla scoperta delle proprie radici. Queste iniziative rientrano nell'ambito del progetto di Iscos Marche Migra-droit, finanziato dalla Regione Marche, tra i progetti ad iniziativa territoriale di solidarietà internazionale e di cooperazione allo sviluppo.
Continua a leggere
18/06/2018 Cgil Cisl Uil Sunia Sicet Uniat: " Fondo per il sostegno alle locazioni: un’occasione persa"
Ormai da vent’anni, la legge prevede (legge 431/1998 art. 11), per gli inquilini a basso reddito, la possibilità di avere un aiuto dallo Stato per il pagamento del canone di locazione. Negli anni, però, il finanziamento dell’apposito fondo è andato sempre diminuendo, fino ad essere, in varie occasioni, del tutto cancellato nelle leggi finanziarie degli ultimi anni. A partire dal 2013, la legge 124 ha introdotto una nuova forma di sostegno, riservata alle famiglie a rischio sfratto per morosità incolpevole, che ha distribuito alle regioni risorse non trascurabili, legate però a criteri di erogazione ai destinatari finali tanto rigide che spesso gran parte di tali risorse è rimasta inutilizzata. E’ ciò che è successo nella regione Marche, in cui degli oltre 2milioni700mila euro stanziati per gli anni 2017-2019 sono rimasti nelle casse della Regione circa due milioni e mezzo di euro. La legge di stabilità 2018 non ha finanziato il fondo per il sostegno alla locazione ma ha previsto esplicitamente per le regioni la possibilità di destinare a tale fondo le risorse inutilizzate di cui sopra. La Regione Marche non ha inserito quella somma in bilancio, per cui per il 2018, per i cittadini marchigiani, il sostegno alla locazione non ci sarà. Per di più, se queste risorse non vengono impegnate rischiano di dover ritornare allo Stato, come se nelle Marche non esistessero, al pari del resto d’Italia, cittadini che fanno fatica a pagare il canone di affitto, vista la cronica carenza di alloggi sociali. «La Giunta regionale deve immediatamente farsi carico del problema e proporre con urgenza un aggiustamento del bilancio che recuperi le somme in questione - scrivono in una nota Sunia, Sicet, Uniat, e le Segreterie regionale di Cgil Cisl Uil   -  per dare modo a chi ne ha diritto di usufruirne, ed alleviare così almeno in parte una situazione di disagio sociale ed economico troppo diffusa.     
Continua a leggere
18/06/2018 Urbino: un sostegno per contrastare il disagio sociale
Cgil e Cisl, insieme a Spi Cgil e Fnp Cisl, hanno sottoscritto con il Comune di Urbino l'accordo per le risorse da mettere a disposizione per gli interventi in favore dei lavoratori, pensionati, giovani e famiglie in condizione di disagio sociale, ricadenti nel territorio di Urbino. Tutte le informazioni nel volantino in allegato
Continua a leggere
18/06/2018 Area Vasta 5: le proposte di Cgil Cisl e Uil per migliorare il servizio
Cgil Cisl e Uil di Ascoli Piceno, facendo seguito alla Piattaforma Regionale del 9 luglio 2017 che delinea le proposte sindacali come cornice generale in merito alla sanità nella Regione Marche, vogliono sottoporre all’attenzione di tutte le Istituzioni, Associazioni, operatori e cittadini le seguenti considerazioni e proposte sulla situazione della sanità in Area Vasta 5, con l’obiettivo di significativi miglioramenti del servizio offerto. L’elemento fondamentale per una visione condivisa con gli operatori e cittadini sulla sanità è il confronto aperto con la parte pubblica su servizi e scelte strategiche tramite un sistema di relazioni sindacali non basato su semplici informative e su delibere già adottate e applicate nel nostro territorio ma riconoscendo spazi e strumenti effettivi di confronto e condivisione. Qualsiasi programmazione e gestione territoriale della salute (quantitativa e qualitativa) deve partire, per un confronto costruttivo, dai dati e dalle informazioni messi a disposizione che evidenzino punti di forza e di debolezza al fine di costruire un sistema pubblico di qualità che risponda ai molteplici e diversi bisogni dei cittadini attraverso l’individuazione delle priorità e dell’equilibrio tra razionalizzazioni e potenziamenti. L’interesse per la creazione dell’Ospedale Unico da parte delle Istituzioni è altalenante. Non esiste una nostra contrarietà a priori ma la definizione dell’ospedale unico deve necessariamente essere collegata ad un progetto di sanità di territorio più ampio, che risponda effettivamente alle problematiche attuali con lo sguardo proiettato al futuro e che non si riduca soltanto all’applicazione di un algoritmo per l’individuazione dell’area. Per noi parlare di Ospedale Unico significa: - valutare e quantificare i tempi di realizzazione, anche considerando le infrastrutture e il sistema di contorno; - definire l’orientamento sui livelli di specializzazioni previsti orientando già da oggi le scelte da operare per la loro realizzazione o potenziamento; - avere la certezza di risorse economiche, in primo luogo pubbliche e in subordine definire l’eventuale ambito sul tipo di rapporto pubblico/privato nell’eventualità di investimenti privati; - individuare quale sarà nel frattempo il rapporto con i vecchi ospedali rimodulando l’intera assistenza ospedaliera secondo logiche di integrazione a partire dalla riorganizzare del sistema dell’emergenza/urgenza tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. La programmazione in ambito ospedaliero deve essere collegata ad un piano che preveda l’attivazione degli Ospedali di Comunità e delle Case della salute propedeutiche ad una politica per il territorio che incrementi l’attività di prevenzione, su cui reputiamo si debba investire molto di più e che veda un coinvolgimento attivo dei Medici di medicina generale (vedi Accordo in Area Vasta del 11/06/2016). La specificità delle Aree Interne, a maggior ragione dopo il sisma, richiede di programmare l’assistenza sanitaria nel territorio potenziando la rete dell’ADI, la rete dell’emergenza/urgenza tramite poliambulatori di MMG, con la strumentazione adeguata per esami di base, piste atterraggio eliambulanze anche in ore notturne, telemedicina e la necessità di rivedere il ruolo delle RSA in particolare quella di Acquasanta. Le scelte degli assetti organizzativi su ospedale, territorio e prevenzione richiedono di aprire un confronto sul rapporto pubblico/privato dato che nel nostro territorio insite la metà della sanità privata della Regione. Ciò significa discutere sulle continue esternalizzazioni dei servizi sanitari in termini di integrazione e non di mera sostituzione e sul potenziamento dei controlli pubblici in merito ai LEA delle prestazioni. Ultimo esempio l’esternalizzazione del servizio ADI a San Benedetto del Tronto, servizio che per il particolare problema dell’invecchiamento della popolazione residente e l’incremento della non autosufficienza, andrebbe invece potenziato. La qualità del nostro sistema sanitario pubblico si valuta anche in relazione alle liste d’attesa rispetto alle quali esistono ancora gravi carenze che necessitano di essere affrontate con urgenza, anche attraverso l’utilizzo degli impianti H24, o attraverso assunzioni mirate a tempo determinato o, in subordine, con il ricorso a prestazioni di orari extraistituzionali affinché si possano abbattere i picchi di utenza e ridurre drasticamente il ricorso al privato. Il sistema della residenzialità e semiresidenzialità va riprogrammate rispetto al reale crescente fabbisogno delle fasce più deboli della popolazione e non basato esclusivamente sulla offerta di strutture disponibili sul territorio. Occorre un significativo investimento che cominci ad incidere anche sul forte squilibrio esistente tra le Aree Vaste della Regione, a scapito dell’Area Vasta 5 (13% dei posti letto dell’intera Regione). Occorre effettuare monitoraggi e verifiche dei livelli di prestazioni, in termini di qualità ed economicità e un confronto continuo con le parti sociali per la rilevazione degli effettivi bisogni e la condivisione delle relative risposte. L’Area Vasta 5 ha una mobilità passiva di circa il 15% del totale regionale ed una mobilità attiva di oltre il 45%; le risorse prodotte dal territorio non vengono reinvestite nei nostri territori, ma vanno a sanare i debiti di altri territori. Inoltre va considerato che il personale e l’organizzazione, già sottodimensionati rispetto ai bisogni, vanno ad essere ulteriormente gravati da prestazioni per pazienti provenienti da altre regioni, con pesanti ricadute sull’efficienza e sulla qualità dei servizi. La qualità del sistema sanitario pubblico Area Vasta 5 deve avere come fulcro fondamentale le politiche attuate nei confronti del personale che richiedono stabilizzazione dei precari, ripartizione dei carichi di lavoro, distribuzione degli orari e investimenti. Purtroppo la continua diminuzione dei fondi per il personale non fa prevedere un miglioramento della qualità dei servizi per i cittadini. La ricostruzione post sisma farà registrare un incremento esponenziale delle imprese edili che cominceranno ad operare sul territorio. Occorrerà pertanto prevedere il rafforzamento del Dipartimento Prevenzione Salute e Sicurezza sul lavoro attraverso l’ampliamento dell’organico. Purtroppo constatiamo che i cittadini che si rivolgono per necessità al Pronto Soccorso sia di Ascoli Piceno che di San Benedetto del Tronto sono costretti a lunghissime attese prima di essere visitati. E’ necessario per la qualità del servizio e per il rispetto dovuto ai cittadini che si rivolgono al servizio, prevedere una organizzazione più flessibile che possa ridurre sensibilmente i tempi di attesa.
Continua a leggere
12/06/2018 #Apriteiporti: la Cisl ai sit in di Ancona e Fano
«Bisogna trovare una soluzione politica per mettere fine a questo braccio di ferro stucchevole tra le autorità italiane e quelle maltesi su chi deve garantire l’approdo sicuro alla nave Acquarius con a bordo 629 naufraghi immigrati di cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte». Lo sottolinea la responsabile del Dipartimento immigrati, donne e giovani della Cisl, Liliana Ocmin. «Non possiamo correre il rischio di una possibile tragedia. È chiaro che l’Europa ci ha lasciato troppo spesso soli e per questo bisognerà lavorare nelle sedi opportune perché tutti si assumano le proprie responsabilità. Ma la salvaguardia delle vite umane viene prima di tutto e va al di là di ogni tatticismo politico teso a dimostrare l’inefficienza e l’inefficacia degli strumenti sinora impiegati per garantire una gestione condivisa e sostenibile da parte di tutti i Paesi europei e di tutta la comunità internazionale nell’accoglienza dei profughi e nella gestione di una immigrazione regolare che deve sempre avvenire nel rispetto della vita umana e delle regole comuni. La ‘globalizzazione dell’indifferenza’, più volte richiamata da Papa Francesco, non può essere elemento prevalente. Su questo l’Europa politica e solidale si gioca la faccia così come sulle sfide che l’immigrazione ci pone quotidianamente davanti. Non è nella contrapposizione ideologica che si trovano le soluzioni, ma nelle soluzioni politiche per stroncare i lauti affari dei trafficanti degli esseri umani che vanno fermati nei paesi di partenza e transito sotto la regia delle Organizzazioni Internazionali preposte nel sacrosanto rispetto dei diritti umani. Una possibile soluzione, già in fase di sperimentazione, sono i corridoi umanitari attraverso una redistribuzione più equa e sostenibile tra tutti i Paesi della Comunità Internazionale, all’interno del quale l’Europa deve interpretare il suo ruolo in nome dei suoi valori fondanti e costitutivi».    La Cisl delle Marche parteciperà al presidio di Ancona, che si svolgerà oggi alle 18.30 in Piazza della Repubblica (sede RAI)  promosso  dall'ACU Gulliver e al quale hanno aderito: Rete degli Studenti Medi Marche, Albatros, ANPI, Libera, CGIL, Arci, Spazio Comune Heval, Tenda Di Abramo - Falconara, Circolo Pungitopo - Legambiente, Istituto Gramsci Marche, Potere al Popolo, Altra idea di Città, SEMAJ- Seminari Magistrali "Joyce Lussu" Ancona, Urlo - mensile di resistenza giovanile.   Saremo presenti anche al sit in organizzato a Fano, ore 21, davanti all'Anfiteatro Rastatt          
Continua a leggere
11/06/2018 Donne e lavoro: incontro a Fabriano sulle pari opportunità
La Commissione Pari Opportunità del Comune di Fabriano organizza venerdì 15 giugno, ore 17 presso la Biblioteca Multimediale Sassi, un incontro sulle donne nel mondo del lavoro con la partecipazione dei sindacati regionali. Per la Cisl sarà presente la Segretaria regionale Cristiana Ilari che interverrà con un'analisi degli strumenti messi in campo dalla Regione negli ambiti dell'inclusione lavorativa delle donne, delle politiche attive, della formazione e della conciliazione.  
Continua a leggere
08/06/2018 Sicurezza sul lavoro. A Firenze oltre 160 RLS da tutto il Centro Italia per il progetto "Prevenzione 2020". Una decina i partecipanti dalle Marche
Oltre 160 Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) provenienti dalle regioni del centro Italia mercoledì 6 giugno a Firenze per discutere di sicurezza sul lavoro in un incontro organizzato nell’ambito del progetto nazionale “Prevenzione 2020: le pratiche che generano valore”, sostenuto da INAIL, di cui sono attuatori IAL Nazionale, Fondazione di Vittorio ed ENFAP, agenzie formative espressione di CISL, CGIL, UIL. Una decina i partecipanti dalle Marche. Una mattinata di lavori intensa e partecipata su un tema di grande attualità, proprio nel giorno in cui è arrivata la notizia drammatica dell’ennesima morte bianca, quella di Sergiu Todita, il più grave degli operai feriti nelle acciaierie di Padova. 286 i morti sul lavoro che l’INAIL ha registrato tra gennaio e aprile di quest'anno, in aumento del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2017, in pratica più di due morti al giorno. “Il tema della salute e sicurezza rappresenta la terza gamba dell’azione sindacale, con il salario e il welfare. Tutelare i lavoratori significa investire affinché la cultura della prevenzione e della sicurezza si affermi con forza in tutti i settori produttivi e in tutti territori”. Così il Segretario Confederale CISL Angelo Colombini concludendo la giornata di informazione e formazione. “Anche tramite il progetto “Prevenzione 2020” si concretizza l’impegno del sindacato a promuovere, in tutti i luoghi di lavoro, una cultura operativa e partecipata della prevenzione e della sicurezza.” Nell’arco di un biennio il progetto coinvolgerà, con un approccio multidisciplinare, alcune centinaia di Rappresentanti dei Lavoratori. Attraverso una piattaforma collaborativa e la realizzazione di una guida operativa, gli RLS condivideranno in una community professionale  esperienze e buone prassi, da trasferire nelle imprese in cui operano per innescare modelli virtuosi di pratiche quotidiane. Dopo l’avvio a Salerno il 15 maggio scorso per le regioni del Sud, e Firenze per il centro, altro appuntamento il 14 giugno a Bologna per le regioni del Nord. Con un'unica priorità: tutelare la salute e la sicurezza di uomini e donne che lavorano.
Continua a leggere