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  • Organici scolastici delle Marche: basta soluzioni effimere, servono risposte adeguate

Stando alle recenti note pubblicate nel sito dell’Ufficio Scolastico Regionale ed ai comunicati, rilasciati dalla Regione riguardanti il recupero delle dotazioni organiche delle aree colpite dal sisma, sembrerebbe che si stia vivendo una stagione di rinnovata armonia tra il Direttore dell’Usr e l’Assessore regionale all’Istruzione. Una concordia che ci renderebbe soddisfatti se producesse veramente un mantenimento dei posti docenti ed Ata negli istituti del cratere sismico che invece non ravvisiamo.

La realtà, infatti, è ben diversa: il recupero di posti ottenuto in virtù del Decreto Mezzogiorno non è altro che un rimedio temporaneo rispetto all’effettivo taglio operato nel mesi scorsi agli organici strutturali del personale docente ed Ata di quelle scuole. La verità è che nelle zone colpite dal terremoto i 57 posti docenti e i 95 posti Ata assegnati, il prossimo anno non ci saranno più. Si assisterà così ad una crescente riduzione delle classi con pesanti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa.

Non meno preoccupanti risultano le scelte organizzative che afferiscono al sistema scolastico regionale che stanno emergendo dai vari incontri fra Direzione Regionale e Assessorato all’Istruzione. Se infatti verranno confermati i contenuti della nota inviata qualche giorno fa agli Istituti, le conseguenze di tali scelte saranno veramente pesanti: si ipotizza per il prossimo anno scolastico un recupero di almeno 140 posti che produrrà un forte ridimensionamento delle classi e degli indirizzi di studio.

A questa prospettiva non rassicurante fa eco un presente non meno allarmante, di cui però nessuno dei due soggetti sembra volersi fare carico. Mancano oggi nelle nostre scuole 558 unità di personale Ata (rilevazione effettuata il 25/10/2017 da Usr necessarie per garantire la sicurezza, la sorveglianza, l’incolumità degli alunni e il regolare svolgimento dei servizi scolastici: sono state autorizzate solo 59 assunzioni aggiuntive.

Il sistema scolastico regionale necessita di un’azione sinergica e trasparente in cui ciascun soggetto eserciti pienamente, senza ambiguità, le proprie prerogative. Ci sembra opportuno ricordare quelle attribuite dalla Costituzione alla Regione: competenza esclusiva in materia di programmazione dell’offerta formativa e di dimensionamento della rete scolastica in quanto direttamente connessi alle esigenze socio-economiche di ciascun territorio. Non si può invece ricavare alcun beneficio da una fittizia armonia fra Regione e Usr basata su continui incontri che escludono le rappresentanze sociali e che non forniscono risposte concrete ed esaustive alla cronica carenza di offerta formativa delle Marche.