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30/12/2021 PNNR e sanità. Assegnati alle Marche i primi 182 milioni Cgil Cisl Uil Marche: "Il tempo corre ma Acquaroli e Saltamartini che stanno facendo? “
«Che il PNRR rappresenti un’occasione storica per il nostro Paese anche per la nostra Regione è noto a tutti e questo vale soprattutto per gli obiettivi ambiziosi della Missione 6 sulla sanità. - scrivono in una nota stampa le Segreterie regionali di Cgil Cisl Uil Marche -  Sono stati assegnati i primi 182 milioni di euro alla Regione Marche per la realizzazione degli interventi sulla sanità ma sul loro utilizzo concreto nessuno sa cosa stia facendo concretamente la Regione.» «Siamo fortemente preoccupati di questa situazione visto che finora si ignora completamente quali siano le analisi, le idee, le scelte e i progetti che la Regione dovrebbe mettere in atto  attraverso le misure  del PNRR. I casi sono due, o si sta decidendo tutto all’interno delle segrete stanze dei palazzi regionali, senza la garanzia della benché minima trasparenza e partecipazione, o siamo di fronte a un pericolosissimo immobilismo che segnerà pesantemente il futuro della sanità marchigiana.  Immobilismo, silenzio e ritardo sconcertanti, visto che entro il 28 di febbraio 2022 la Regione dovrà presentare al Ministero i suoi progetti» denunciano  i sindacati confederali . Dei 182 milioni destinati alle Marche circa 72 sono destinati ai servizi territoriali e in particolare 42,5 milioni sono destinati alla realizzazione di 29 Case della Comunità e 23, 2 milioni per 9 Ospedali di Comunità. Le prime dovranno essere luoghi delle cure primarie e strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici con la presenza di equipe di medici di medicina generale, pediatri, medici specialisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, ecc… Gli Ospedali di Comunità, che avranno da 20 a 40 posti letto, saranno strutture per pazienti che necessitano di interventi sanitari di media o bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. «Sono queste due aree d’intervento cruciali per un primo, reale, potenziamento dell’assistenza territoriale che nelle Marche presenta oggi  lacune ben più significative di quella rete ospedaliera, su cui si  è concentrata, pressochè esclusivamente, la comunicazione della Regione in questi mesi. - rilanciano le segreterie di Cgil Cisl Uil Marche - Ci sono poi 5,1 milioni di euro destinati alla realizzazione di 15 centrali operative territoriali, con il compito di coordinare le attività distrettuali, e 0,7 milioni per la sistematizzazione dei flussi informativi. Ci sono poi consistenti risorse destinate all’adeguamento strutturale, tecnologico e digitale della rete ospedaliera: 36,6 milioni per la digitalizzazione, 27,6 milioni per il rinnovo delle grandi apparecchiature e 48,4 milioni per gli adeguamenti antisismici.Si dovrà poi aumentare il volume dell’assistenza domiciliare fino a prendere in carico entro il 2026 il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti: 40 mila prese in carico, contro le attuali 15 mila. » Perché si possano utilizzare le risorse del PNRR assegnate alle Marche per i sindacati « è necessario decidere rapidamente dove costruire o adeguare gli edifici e soprattutto dove trovare il personale necessario a rendere operative le strutture. Occorrerà poi formare gli infermieri di famiglia e di comunità e definire nuovi accordi con i medici di medicina generale perché vadano a lavorare in equipe nelle Case di Comunità. Bisognerà decidere come intervenire nella rete ospedaliera.» Dunque, entro il 28 febbraio, la Regione dovrebbe fare scelte importanti « e dovrebbe farlo in modo trasparente e partecipato, ma delle scelte in trasparenza, tantomeno della partecipazione,  non c’è al momento  alcuna traccia. - incalzano e concludono Cgil Cisl Uil Marche - Ci preme poi ricordare al Presidente Acquaroli che in base al Protocollo per la partecipazione e il confronto sul PNRR recentemente sottoscritto dalla Presidente del Consiglio e dai Segretari di CGIL CISL UIL, dovranno essere attivati e convocati con regolarità Tavoli regionali nei quali sia dato conto delle ricadute sociali, economiche e occupazionali degli interventi del PNRR di competenza delle Regioni. Tavoli che chiediamo vengano attivati al più presto, perché come abbiamo già detto… il tempo corre e con esso le risorse e gli investimenti del PNRR.»
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29/12/2021 Prosegue l’impegno della CISL per la diffusione delle somministrazioni dei vaccini in ogni luogo di lavoro
Prosegue l’impegno della CISL per la diffusione delle somministrazioni dei vaccini in ogni luogo di lavoro per rilanciare crescita e occupazione. Per la Cisl occorre: - estendere le vaccinazioni a tutte le aziende - applicare i protocolli anti-covid - sostenere l'informazione e la divulgazione scientifica - introdurre l'obbligo vaccinale   Fonte: Cisl Nazionale
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28/12/2021 Le Marche nel 2022, Sauro Rossi: «Ripartire grazie al PNRR dando qualità a lavoro e produzione»
Il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, intervistato dal Tgr Rai Marche per analizzare l'anno appena trascorso e le tendenze del 2022, anno in cui il Piano di ripresa e resilienza inizierà a far sentire i propri effetti. «Dare qualità alle produzioni e al lavoro è l'unico modo per dare alle nuove generazioni la possibilità di investire le proprie energie in un contesto che possa offrire un futuro occupazionale più significativo per le persone - dichiara Rossi, che osserva con preoccupazione il progressivo impoverimento del tessuto sociale -. Purtroppo registriamo nella nostra regione un incremento del 2% di famiglie e persone che si avvicinano alla soglia di povertà: sono i soggetti da cui dobbiamo partire per poter misurare l'impatto sociale delle misure legate ai vari investimenti in tutti i settori produttivi». L'operazione di rilancio deve però tenere conto anche della coesione territoriale: «La popolazione della nostra regione è polverizzata in tante piccole realtà e non deve essere penalizzata da processi che premino realtà che vedono un maggior addensamento della popolazione», conclude Rossi.    
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27/12/2021 Gestione ospedaliera dell'emergenza Covid: i sindacati incontrano il Presidente della Provincia di Pesaro - Urbino
Cgil Cisl e Uil di Pesaro - Urbino, insieme ai rappresentanti delle categorie del pubblico impiego, sono state ricevute questa mattina, lunedì 27 dicembre, dal Presidente della Provincia Dott. Giuseppe Paolini a seguito delle note criticità in cui versano l'Azienda Ospedaliera Marche Nord e l'Area Vasta 1 nella gestione dell'ultima recrudescenza del virus Sars cov-2, con il conseguente aumento dei ricoveri nonchè l'aumento dei carichi di lavoro in capo al personale dipendente costretto a turni di lavoro aggiuntivi senza adeguato riposo psico fisico. A tutt'oggi, i posti letto di terapia intensiva e sub intensiva dedicati al Covid dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord rappresentano più del 50% dell'intera degenza regionale, con l'intera struttura residenziale di Galantara dell'Area Vasta 1 riconvertita a degenza di post acuzia covid. A fronte di questo impegno straordinario sempre più crescente, le uniche misure adottate sono state rimodulazioni, accorpamenti e chiusure di reparti e/o servizi finalizzati  principalmente al recupero di personale dipendente a discapito invece di nuovi ingressi dalle vigenti procedure di reclutamento concorsuali. Il Presidente Paolini si è fatto carico delle istanze sindacali rappresentando il suo impegno a convocare immediatamente la conferenza dei sindaci di Area Vasta alla presenza delle organizzazioni sindacali e della Giunta regionale. Nell'incontro odierno le organizzazioni sindacali hanno anche rappresentato tutte le loro preoccupazioni verso la decisione assunta dalla Direzione di Area Vasta 1 di aprire un nuovo reparto Covid all'interno dell'Ospedale di Urbino che, ai sensi delle vigenti disposizioni nonché dall'attuale piano pandemico regionale, è classificato come struttura ospedaliera Covid free. Pur considerando le difficoltà di presa in carico dei pazienti Covid nella rete delle strutture regionali dedicate per effetto della saturazione dei posti letto (come sta avvenendo per Marche Nord), tale scelta organizzativa, oltre a non essere coerente, potrebbe risultare oltremodo pericolosa in quanto tale reparto non è dotato di personale medico dedicato e che necessariamente, per effetto della cronica carenza, deve svolgere la propria prestazione lavorativa anche negli altri reparti ordinari del presidio ospedaliero di Urbino.          Nelle strutture ospedaliere Covid free dovrebbe essere prevista solo l'attivazione di aree filtro al fine di decongestionare gli accessi al Pronto Soccorso e per il tempo strettamente necessario al trasferimento nelle strutture della rete regionale dedicata al Covid. A tutt'oggi, la sensazione delle organizzazioni sindacali è che l'apertura del reparto Covid di Urbino non sia la conseguenza di una gestione contingente emergenziale e temporanea ma una programmazione assistenziale duratura.  La riprova è che, a distanza di una settimana dalla sua attivazione, sono ancora 5 i degenti lì ricoverati. 
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27/12/2021 Progetto CITTADINANZA DIGITALE: a gennaio al via la formazione gratuita per tutti
Dallo smart - working allo SPID passando per la DAD e le video-call così la  pandemia  ha  accelerato la necessità di una digitalizzazione sempre più diffusa tra i cittadini di oggi. E’ in questo contesto che si colloca il “Progetto Cittadinanza Digitale” un percorso formativo gratuito aperto a chi vuole migliorare le proprie competenze digitali, promosso da IAL - Innovazione Apprendimento Lavoro Marche in partenariato con il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università Politecnica delle Marche,  la CISL  Marche e la Federazione dei Pensionati della CISL di Ancona. Il corso di formazione digitale aperto a tutti, partirà nel mese di gennaio 2022 e si svolgerà presso le sedi IAL di  Ancona e Falconara.  Previsti sette incontri che verranno replicati in base al numero di iscritti. Il programma prevede  una formazione base sull’utilizzo di  applicazioni per la messaggistica istantanea (es. WhatsApp);  dello SPID e della identità digitale; sull’ uso delle App e dei contatti telematici con la Pubblica Amministrazione; sull’uso dei social media e della posta elettronica. I materiali didattici utilizzati nei corsi sono stati sviluppati, con una ricerca congiunta, dal Dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università Politecnica delle Marche. Durante tutto il percorso formativo verranno osservate le misure previste dalla normativa vigente anti-covid.  Per ulteriori informazioni e iscrizioni contattare: IAL Marche 071 5051- 071 2814639 o inviare una email a: info@ialmarche.it
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21/12/2021 Sanità del Piceno: protesta del personale contro la sperequazione delle risorse
Due giorni di presidi, ad Ascoli Piceno e a San Benedetto del Tronto, per i lavoratori dell'Area Vasta 5 Asur contro la sperequazione delle risorse ai danni del personale. Le manifestazioni, indette dai sindacati di categoria e dalle Rsu, nascono dal disagio dei sanitari di fronte alla gestione delle risorse: il fondo per pagare indennità e straordinari è infatti terminato da tempo, vanificando lo sforzo dei lavoratori per fronteggiare la difficile fase pandemica. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Giorgio Cipollini, Cisl Fp Marche.  
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20/12/2021 DIGITAL STORYTELLING per il sociale: corso di formazione gratuito
ANOLF Marche ODV, in cooperazione con la Cooperativa sociale Prospettive, organizza nel mese di gennaio 2022 un Corso di Formazione gratuito di 8 ore per gli operatori sociali sullo Storytelling digitale. L'attività di formazione è progettata per formare operatori del sociale (insegnanti di lingue, mediatori interculturali, assistenti sociali, operatori all’integrazione etc.) incaricati di assistere e supportare i migranti principalmente in quelle attività legate all'apprendimento delle lingue, alla formazione professionale e all'occupazione Il corso organizzato in collaborazione  con la Cooperativa Sociale  Prospettive è una formazione base sullo storytelling digitale per il sociale. L'obiettivo è quello di far acquisire agli operatori del sociale competenze sulla metodologia, sulle fasi e sugli utilizzi dello storytelling per la narrazione delle storie dei migranti.  Il corso ha una durata di  8 ore sarà suddiviso nei seguenti moduli: Introduzione allo storytelling - (story-telling) narrazione di storie             Gli ingredienti per una narrazione efficace Le domande fondamentali per cominciare Cos’è il digital storytelling Strumenti e strategie digitali Informazione e creazione di contenuti oggi- tra velocità, quantità e qualità Immaginario e percezione sul tema immigrazione Decostruire un immaginario Esempi di narrazioni sulle tematiche individuate Propedeutica ai workshop - individuare la necessità della comunicazione Il corso vuole offrire delle competenze base metodologiche sullo storytelling a chi operi nell'ambito della cooperazione e a stretto contatto con l'utenza straniera. Particolare attenzione sarà rivolta all’utilizzo di tecniche narrative per chi operi nel sociale insegnando agli iscritti come conoscere e come interagire al meglio con persone provenienti da contesti e storie di vita differenti. Gli operatori acquisiranno competenze utili a raccogliere, elaborare e rappresentare storie e voci di vita migrante. Oltre alle ore di lezione frontale, sarà richiesto agli operatori formati, di partecipare ad un workshop operativo di 4 ore il cui scopo sarà quello di ascoltare delle narrazioni migranti per elaborare dei brevi video che confluiranno in un webdoc finale da presentare al'Agenzia Nazionale INDIRE Il corso sarà avviato con un minimo di 8 partecipanti. Al termine del corso sarà consegnato un certificato di partecipazione rilasciato dal programma ERASMUS+ Il corso operatori si svolgerà nelle giornate del 20 e 27 gennaio 2022 su due pomeriggi. Il laboratorio pratico si svolgerà nelle giornate del 12 e 19 febbraio ( gli operatori formati parteciperanno ad una solo giornata di laboratorio a testa). Per iscriversi inviare una mail a: c.ruta.anolf@gmail.com  - anolf.integraction@gmail.com  oppure compilare il seguente form: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSel1SEreaOrkGT2VcFKgSKHSQsJbnvQe9ENGWU7u3T_WcvZtQ/viewform    
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18/12/2021 La Cisl Marche alla manifestazione nazionale a Roma Sbarra: «Il Paese ha bisogno di coesione e unità. Non è il momento in cui ci si può accontentare di essere ‘contro' »
«La marcia verso il nuovo va orientata con la bussola della concordia e della corresponsabilità. Noi oggi vogliamo lanciare questa sfida. E diciamo al Governo, alle controparti pubbliche e private e anche a Cgil e Uil che questo è il tempo di esserci per cambiare. Di negoziare crescita, lavoro, contrasto alle disuguaglianze, lotta alla povertà». Lo ha detto oggi il Segretario Generale della Cisl Luigi Sbarra a Roma concludendo a Piazza Santi Apostoli la manifestazione nazionale della Cisl. «Ecco perché oggi siamo qui. Per promuovere un metodo e un percorso che ha un traguardo strategico per tutti: un nuovo e moderno Patto per il lavoro, la crescita e la coesione». «Un grande Accordo che dia protagonismo sociale alle strategie di ripartenza, che contrasti i divari tenendo dentro chi ha più bisogno, dando nuove opportunità a chi perde il lavoro, o ne rimane ai margini, ai giovani e alle donne, ad anziani e migranti. Questo è il messaggio che vogliamo dare in questa bella giornata, da questa ‘piazza della responsabilità’.  Questo vogliamo fare, consolidando quel dialogo che è alla base dei risultati che abbiamo ottenuto e di quelli che otterremo. Per cambiare l’Italia e farla tornare a crescere, in modo equo, sostenibile e inclusivo.  Per un Paese finalmente unito, da Nord a Sud, in cammino verso l’avvenire» ha ribadito il leader Cisl . «Siamo in tanti a riempire questa bella piazza con i nostri colori,  le nostre voci e le nostre ragioni. Con tutto l’orgoglio per quel che siamo e rappresentiamo. Liberi. Autonomi. Lontani da totem ideologici, da qualsiasi tipo di subalternità politica. Nell’interesse esclusivo di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati. Principi, valori, che abbiamo sempre seguito e che guidano la nostra azione anche ora, in un momento che per il Paese è complicato e decisivo. Complicato, perché quella da cui stiamo cercando faticosamente di uscire, è la peggiore crisi dal dopoguerra, perché la pandemia morde ancora e le disuguaglianze continuano a creare ferite profonde. Decisivo, perché molto di ciò che sarà l’Italia nel prossimo futuro dipenderà dalle scelte di queste settimane. Allora c’è bisogno di illuminare la strada. Ma per questo non servono i bagliori di un incendio. Serve invece la luce che nasce dalle idee, dalle proposte concrete, dal coinvolgimento e dal confronto.Non è il momento in cui ci si può accontentare di essere ‘contro’. Questa piazza di certo non lo è. Non ci contrapponiamo a Governo e forze politiche di cui, pure, vediamo limiti e interessi di parte che non fanno bene al Paese. Men che meno siamo in contrapposizione rispetto alle piazze di due giorni fa. Convocate con parole d’ordine che non condividiamo. Ma che rispettiamo. Con allarmi eccessivi e una scelta degli strumenti di lotta che riteniamo sbagliati. Questo passaggio ha messo in evidenza differenti culture e sensibilità. Due modi diversi di intendere l’azione sindacale. Ma l’orizzonte dei nostri obiettivi deve restare comune. Dobbiamo tornare a guardare al domani insieme. Ma con gli occhi della responsabilità, dell’autonomia dalla politica, del riformismo vero.  Noi iniziamo già oggi. Perché questa è una piazza ‘per’. Per incalzare Governo e Parlamento a migliorare ancora una Legge di Bilancio che all’inizio aveva molte più ombre che luci. E che ora si presenta in modo assai diverso. I passi sono stati fatti proprio perché abbiamo costruito e seguito la strada del dialogo, della ricerca pragmatica di punti di sintesi. D’altra parte è così che abbiamo affrontato e risolto questioni decisive nei mesi più duri della pandemia. Lo abbiamo fatto insieme. Penso al rallentamento e alla ripartenza dell’attività produttiva. Alla sigla dei Protocolli sulla sicurezza, al loro aggiornamento. All’accordo sulle vaccinazioni in azienda. Al Patto per il pubblico impiego e a quello sulla scuola. E ancora: all’Avviso comune contro i licenziamenti. Alla comune assunzione di responsabilità sulla campagna vaccinale.  All’accordo di pochi giorni fa sullo smart working. Quando si decide insieme, si decide bene. Sfilarsi dai tavoli di trattativa, invece, porta a decisioni unilaterali e isola il mondo del lavoro da scelte strategiche. Certo, non sono mancati gli stop and go. E quando il Governo ha avuto qualche sbandamento, qualche “amnesia”, non abbiamo fatto sconti. Come è successo a ottobre con una manovra nata male, insufficiente proprio per la mancanza di coinvolgimento sociale. Per questo ci siamo mobilitati nei luoghi di lavoro e sul territorio. La nostra azione è stata determinata e intransigente. Ma dobbiamo essere sinceri: di fronte a noi non c’è stato un muro. Se fosse stato così avremmo fatto di tutto per tirarlo giù, con ogni mezzo a disposizione. E allora sì, lo sciopero generale sarebbe stato non solo giusto, ma doveroso. Per amor di verità, però, è impossibile dire che sia successo questo. Il Presidente Draghi, che incontreremo ancora una volta dopodomani a Palazzo Chigi, si è dimostrato capace di ascoltare, si è impegnato ad aprire i Tavoli sui nodi cruciali del fisco e delle pensioni. E ha saputo cambiare e far progredire la Manovra. Non su tutto quello che volevamo. E per questo continueremo a farci sentire. Ma su molto, sì. Con forti elementi espansivi. Per la riforma degli ammortizzatori ci sono 5 miliardi e mezzo, 2 e mezzo in più rispetto a ottobre. Per la sanità si era partiti con 2 miliardi nel ‘22 e siamo arrivati a 6 per i prossimi tre anni. Sulle politiche sociali c’è un incremento da 150 a 850 milioni per la non autosufficienza, si avvia l’Assegno unico con 6 miliardi, si rifinanzia il Reddito di cittadinanza, che va meglio collegato a famiglie con minori e reso più accessibile agli immigrati. L’Italia che vogliamo passa anche da questo. Dalla valorizzazione delle culture e della fraternità attraverso la solidarietà, l’inclusione nel lavoro, il coinvolgimento sociale. Vogliamo dirlo con più forza oggi, in occasione della giornata internazionale del migrante: non è possibile aspettare 10 anni per riconoscere un sostegno a donne e uomini che vivono, lavorano, creano ricchezza e bellezza del nostro Paese. E ancora: nel pubblico impiego ci sono le risorse per sbloccare i rinnovi contrattuali, si aggiornano gli ordinamenti e si finanzia la formazione. Per il caro-bollette ai 2 miliardi iniziali del Fondo di compensazione si sono aggiunti prima altri 800 milioni e poi un ulteriore miliardo.  Sul fisco siamo partiti con 3 miliardi su l’Irpef e 3 sull’Irap. Oggi sono diventati 8, con un rapporto di 7 a 1 a favore di lavoratori e pensionati. L’85% delle risorse è concentrato sotto i 50 mila euro, più del 40% sui redditi fino a 28mila. Si aggiunge 1 miliardo e mezzo per le decontribuzioni dei salari sotto i 35 mila euro, si eleva la no tax area dei pensionati a 8.500 euro e si sbloccano gli adeguamenti pensionistici con un intervento che da solo vale 4,7 miliardi. Certo: la fumata nera sul contributo di solidarietà è stata una brutta pagina. Un’occasione persa. Ma quel che manca non può pesare più di quel che c’è. Con la logica del ‘benaltrismo’ non si è mai fatta una riforma e non si sono mai migliorate le condizioni dei lavoratori. Mai. E a proposito di pensioni, è vero: la partita decisiva deve ancora iniziare. Ma intanto nella Legge di Bilancio passano la proroga dell’Ape sociale allargata e Opzione donna, insieme a un Fondo per accompagnare il pensionamento a 62 anni dei lavoratori delle piccole aziende in crisi. Abbiamo bloccato quota 103 nel 2023 e 2024 . Restano cose che non vanno, sulle quali fino all’ultimo minuto noi continueremo nella nostra azione di pressing: la scuola e la piena inclusione di giovani e donne, su tutto. Ma se ci si trova su una via che fa compiere passi in avanti, si commette un grave errore ad abbandonarla. Soprattutto se l’alternativa è un sentiero che rischia di portare all’isolamento il sindacato e di trasformare i luoghi di lavoro in trincee. Il Paese ha bisogno di coesione e unità. Di una ricostruzione fatta insieme alle parti sociali che ci liberi da ritardi storici. Di approdare ad un nuovo modello di sviluppo, equo e sostenibile, con al centro il lavoro e la persona. Molto si deciderà da gennaio, nei prossimi mesi, quando ci saranno da affrontare i capitoli centrali di una nuova agenda sociale. A cominciare da fisco e pensioni. Al Tavolo sul fisco bisogna confermare e rafforzare l’intervento redistributivo e inserirlo in una riforma complessiva del sistema in nome dell’equità e della progressività. Vuol dire consolidare il sostegno ai redditi bassi, ampliare la no tax area, premiare le imprese che investono su occupazione stabile e formazione, abbattere il cuneo sul lato lavoro. E lotta decisa, senza tregua, all’evasione e all’elusione. Il cancro che corrode il rapporto di fiducia tra Stato e cittadini. Un furto di 100 miliardi – mezzo PNRR – che ogni anno colpisce soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati.   Sulle pensioni, c’è un punto di partenza chiaro: guai a pensare di tornare alle rigidità e ai freddi numeri della Legge Fornero, che non tengono conto della vita delle persone, della loro fatica, della differenza dei lavori.  Dei rischi che si corrono quando a 65 o 66 anni si è ancora costretti a stare alla catena di montaggio, su un campo assolato o sopra un ponteggio. No, non è possibile. Va costruita una previdenza dal volto umano, flessibile e inclusiva, specialmente per giovani e donne. Vanno introdotte pensioni di garanzia per ragazze e ragazzi incastrati in percorsi di precarietà. Bisogna sostenere la previdenza complementare ed estendere le quattordicesime. Soprattutto, va riconosciuta a tutti la libertà di uscire prima e in modo dignitoso dal circuito produttivo: 62 anni di età o 41 di contributi devono bastare. Una previdenza riformata deve essere la base di un patto tra generazioni, di un’Alleanza tra genitori e figli che unisca il Paese e sostenga le famiglie. Famiglie che stanno per essere investite dalla più iniqua delle tasse: un’inflazione che si abbatte in modo pesante e lineare sui consumi, danneggiando soprattutto le fasce deboli. E allora, tra le risposte di sistema, non può che esserci anche una nuova politica dei redditi e delle tariffe. Così come si deve affrontare il tema della crescita dei salari, dell’incremento e della redistribuzione della produttività. Non solo per sacrosanti motivi di equità e giustizia. Ma perché l’uscita dalla crisi passa per la ripartenza del mercato interno. Poi è evidente che la chiave decisiva sono le risorse del PNRR. Bisogna impiegarle bene, senza sprechi. Va avviata una governance partecipata per assicurare qualità di spesa, certezza dei tempi, legalità e rispetto di forti condizionalità occupazionali, soprattutto per giovani e donne. La traduzione di PNRR deve essere: investimenti e lavoro. Investimenti, sbloccando capitali pubblici e incentivando quelli privati. Per politiche industriali di rilancio dei nostri asset strategici. Per vincere la sfida della transizione digitale, ecologica ed energetica. Per infrastrutture materiali e immateriali che uniscano Nord e Sud, e il Paese all’Europa. Per il riscatto e lo sviluppo del Mezzogiorno. Per la lotta alle disuguaglianze. Per fare il salto di qualità su formazione, competenze e valorizzazione del “capitale umano”. Troppo poco, davvero troppo poco, si continua a fare per la scuola.  Bisogna valorizzare chi fa vivere ogni giorno le nostre comunità educanti: si sblocchi il contratto, si adeguino gli stipendi, si proceda alle stabilizzazioni del personale precario e a nuove assunzioni. Il lavoro è ‘il valore su cui si basa la coesione della società, merita riconoscimento e tutela’. Lo ha detto il Presidente Mattarella, sottolineando che il successo del PNRR si misurerà da questo.  Le giunga anche oggi, da questa piazza, caro Presidente, il nostro saluto, la nostra ammirazione,  e il nostro grazie più sincero. Per tutto quello che ha fatto e ancora farà per il bene dell’Italia. Con il lavoro, con le persone. Solo così ripartiremo. Creando occupazione stabile e dignitosa. Ben tutelata, retribuita, contrattualizzata. Lavoro di qualità, ben formato, compiendo un grande passo sulle politiche attive e l’occupabilità, dando un forte impulso all’apprendistato come canale privilegiato di ingresso. Lavoro dignitoso, che richiede di disboscare la giungla delle false partite Iva. Dei part-time involontari. Dei falsi tirocini e stage, che non sono altro che sfruttamento e lasciano i giovani nella precarietà. Quando invece dovrebbero essere loro, i giovani, i primi protagonisti e beneficiari di un grande piano nazionale per le competenze, per un inserimento lavorativo stabile e qualificato. Si occupino di questo il Ministro Orlando e la politica! E restino fuori da materie di stretta competenza delle relazioni industriali come il salario minimo e la rappresentanza! Si pensi a rispondere alle delocalizzazioni predatorie. Bene, finalmente, l’emendamento in Manovra per imporre alle imprese il rispetto della responsabilità sociale e della Costituzione. L’Italia non è una riserva di caccia per le multinazionali! Se vuoi andar via per speculare, devi essere obbligato a negoziare con il sindacato e le istituzioni un piano per garantire la piena continuità occupazionale e produttiva. Altrimenti è giusto pagare penali salate! Bisogna affermare una volta per tutte il principio che le persone non sono pedine da sacrificare sull’altare del profitto. Un altare su cui perdono la vita cento lavoratori ogni mese. Nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri. Una strage indegna di un Paese civile! Le norme conquistate al tavolo di negoziato e approvate sono primi passi nella direzione giusta. Il cammino deve andare avanti: servono più ispettori e controlli, più coordinamento, maggiore prevenzione e formazione. La sicurezza del lavoro deve essere una priorità assoluta! Occupazione, sicurezza, sviluppo, coesione: su tutto questo oggi si può davvero voltare pagina. Abbiamo un’occasione storica per portare il Paese dentro una nuova economia sociale più solidale e competitiva. Solidarietà e competitività si incontrano nella Partecipazione. È quello che serve al Paese. Un nuovo modello di rapporti sociali e industriali partecipativo: un’occasione da cogliere sia nella contrattazione, sia attuando l’articolo 46 della Costituzione e assicurando maggiore coinvolgimento dei lavoratori nella vita delle imprese. Due giorni fa, da piazza del Popolo, ho sentito parole di incoraggiamento a recuperare l’unità sindacale. Figurarsi se noi siamo contrari! Ma dobbiamo fare chiarezza sugli obiettivi, sui contenuti, e soprattutto sul modello di sindacato che serve a questo Paese. La posizione identitaria e valoriale della Cisl è quella di un sindacato dell’autonomia, del pragmatismo, del riformismo, della partecipazione, della contrattazione. Questo serve. E non un sindacato ideologico, che radicalizza il conflitto su basi generiche e fumose, legato a un antagonismo secco rischia di alimentare l’astensionismo sindacale e di logorare la rappresentanza sociale, lasciandola ostaggio di riti e battaglie di retroguardia.»   fonte:https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/manifestazione-nazionale-cisl-a-roma-sbarra-il-paese-ha-bisogno-di-coesione-e-unita-non-e-il-momento-in-cui-ci-si-puo-accontentare-di-essere-contro-serve-un-nuovo-modello/  
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18/12/2021 Potenza Picena: riparte il taxi sociale di Anteas Macerata e Cisl Fnp
Giovedì 16 dicembre riparte, dopo una brevissima sospensione, il servizio di “Taxi Sociale” a Potenza Picena, promosso da Anteas Macerata in collaborazione con la Cisl Fnp. Il servizio di trasporto sociale è gratuito e rivolto agli utenti ultrasessantacinquenni autosufficienti residenti nel comune di Potenza Picena iscritti alla federazione dei pensionati della Cisl.  Anteas Macerata è presente sul territorio di Potenza Picena da più di 15 anni con tale servizio: la prima convenzione firmata con il Comune risale infatti al 2006.  L’Associazione, con questa attività, vuole rimarcare il proprio impegno sociale a stretto contatto con la Cisl Fnp che da sempre collabora e supporta, sotto varie forme ed aspetti, nello spirito di solidarietà con i più deboli e fragili.  Per avere informazione o prenotare i trasporti è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 12.00 il numero 0733/4075233.
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17/12/2021 Caterpillar: la politica regionale si prenda carico del destino dei lavoratori
Oggi, venerdì 17 dicembre, i lavoratori della Caterpillar riuniti in assemblea davanti ai cancelli dell’azienda hanno incontrato l’Onorevole Alessia Morani e i Consiglieri Regionali Antonio Mastrovincenzo e Maurizio Mangialardi con i quali è stato avviato un confronto diretto al fine di risolvere la delicata vertenza apertasi la settimana scorsa. «Come Fim Cisl Marche ribadiamo che, oltre alla richiesta ministeriale già fatta da Fim - Fiom - Uilm Nazionali, è di fondamentale importanza il ritiro della procedura di mobilità ed il congelamento della stessa» dichiarano Mauro Masci, Segretario Generale della Fim Cisl Marche, e Luigi Imperiale, operatore Fim Cisl Marche. In vista dell’incontro congiunto previsto in Regione per martedì 21 dicembre, chiediamo al governo regionale di non tentennare di fronte a questo ennesimo scempio di una multinazionale, che ti comunica di voler chiudere e licenziare e il giorno dopo ti augura buon Natale con tanto di regali. I lavoratori non sono numeri da cancellare, ma persone con famiglie e dignità.  
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17/12/2021 Piero Francia rieletto al vertice della Femca Cisl Marche
Piero Francia è stato riconfermato alla guida della Femca Cisl Marche al termine del VI Congresso del sindacato dei lavoratori dei settori chimica, energia e moda che si è svolto oggi, venerdì 17 dicembre, a Civitanova Marche. Ai lavori hanno partecipato il segretario generale della Femca Cisl Nazionale, Nora Garofalo, il segretario nazionale della Femca Cisl Sebastiano Tripoli, il segretario generale della Cisl Marche Sauro Rossi e il segretario regionale della Cisl Marche Marco Ferracuti.  Ad affiancare Francia alla guida della Femca Cisl Marche saranno Maria Grazia Santini, Angelo Paolucci, Giuliano Caracini e Francesco Interlenghi, eletti Segretari Regionali.  Francia ha aperto i lavori ricordando il dramma delle morti sul lavoro e lo scandalo dei licenziamenti indiscriminati, per poi focalizzare l’analisi sugli obiettivi del sindacato: «Vogliamo incidere di più sulle politiche regionali a sostegno del sistema manifatturiero e rafforzare le sinergie nell'azione di rappresentanza dei lavoratori. Il nostro auspicio maggiore è l'unità sindacale».  La Segretaria Generale nazionale, Nora Garofalo, è intervenuto nel corso dei lavori sottolineando il ruolo del sindacato nel corso della pandemia: «L’emergere del Covid è stato un momento drammatico in cui noi abbiamo saputo garantire che i luoghi di lavoro non chiudessero. Siamo stati un riferimento fondamentale nelle aziende e nei territori, anche se la politica ha provato a tagliarci fuori dalle scelte. La Femca è uno spazio di sperimentazione: stiamo costruendo una rete di delegati e RLS per dare il nostro supporto organizzativo a chi ci rappresenta nei luoghi di lavoro e dare ancora più valore alla nostra presenza nel confronto sindacale. Dobbiamo continuare ad essere protagonisti nelle scelte per permettere al nostro Paese e ai nostri territori di cambiare passo».
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16/12/2021 Mauro Masci è il nuovo Segretario Generale della Fim Cisl Marche
Mauro Masci è stato eletto segretario generale della Fim Cisl Marche al termine dell’XI Congresso regionale del sindacato dei metalmeccanici che si è svolto oggi, giovedì 16 dicembre, a Pesaro. Ai lavori hanno partecipato il segretario nazionale della Fim Cisl, Roberto Benaglia, e il segretario generale della Cisl Marche, Sauro Rossi.  Masci prende il posto di Leonardo Bartolucci, giunto al termine del proprio mandato, e sarà affiancato in segreteria da Romina Rossi e Giampiero Santoni, riconfermati Segretari Regionali.  «Una responsabilità che raccolgo con onore. Insieme a questa splendida squadra di delegate, delegati ed operatori riusciremo ad affrontare le sfide del cambiamento per rappresentare al meglio i lavoratori - dichiara il nuovo Segretario Generale -. La Fim Marche continuerà il lavoro fatto finora. Il dialogo e il confronto saranno la nostra strada. Il nostro primo pensiero va ai lavoratori della Caterpillar, che non lasceremo soli».  Il Segretario Generale nazionale, Roberto Benaglia, è intervenuto nel corso dei lavori congressuali ripercorrendo la situazione del settore metalmeccanico: «Siamo l’epicentro delle dinamiche che stanno interessando il mondo del lavoro: dobbiamo essere in grado di anticipare le politiche per far sì che la transizione ecologica ed ambientale sia socialmente sostenibile. Dobbiamo farci trovare pronti per trasformare paura e malessere in proposta e risposta. Dobbiamo evitare che con le transizioni in atto crescano le disuguaglianze. Sul piano sindacale dobbiamo innovare e fare un salto di qualità per rendere il lavoro più giusto».  «Dopo la conclusione positiva delle vicende di Elica ed Enedo, il nostro stato d’animo è cambiato in seguito alla cattiva notizia dell’annunciata chiusura di Caterpillar - afferma Leonardo Bartolucci, Segretario uscente, ricordando le principali vertenze del 2021 nelle Marche -. Siamo costernati, ma decisi a trovare le migliori risposte possibili per le 260 famiglie dei dipendenti e per altrettante dell’indotto, perché il nostro territorio non debba subire l’ennesimo scippo del lavoro».  «La Fim Cisl Marche vuole continuare la sua crescita organizzativa e di rappresentanza – conclude Bartolucci – ponendo al centro l’incremento della qualificazione della sua attività di contrattazione nel territorio, legandola principalmente ai temi della formazione professionale e sindacale, valorizzando il nuovo inquadramento contrattuale perché le competenze dei lavoratori siano sempre più riconosciute nei luoghi di lavoro».
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16/12/2021 Sauro Rossi a Corriere dell'Economia: «Dalla crisi pandemica si esce tutti insieme»
Lavoro, situazione post pandemia, infrastrutture, settori che ancora non si sono ripresi del tutto. Corriere dell'Economia ne parla con Sauro Rossi, segretario generale di Cisl Marche. La regione sta uscendo dalla crisi, i segnali di ripresa ci sono tutti, ma per raggiungere i livelli pre-covid bisogna ancora fare un po’ di strada. “Le proiezioni relativamente all’anno in corso sono confortanti. Sono in elaborazione i dati del terzo trimestre e vediamo buoni segnali sia per la produzione e il consumo, sia per il lavoro”. Nel primo semestre la crescita del Pil è stata dell’8,5 per cento: “Seppur di pochissimo, sopra alla media nazionale. E questo è un segnale importantissimo per le Marche che, nel decennio scorso, sono sempre cresciute di meno rispetto all’Italia. Notiamo una ripresa del lavoro, anche se la maggior parte dei nuovi avviamenti riguarda contratti a tempo determinato ( più dell’80 per cento). L’impulso alla ripresa c’è in tutti i settori: manifatturiero, servizi, costruzioni. Abbiamo un confortante +24.4 per cento rispetto al 2020 di nuove assunzioni, ma partivamo da un dato bassissimo a causa della pandemia. Rispetto al 2019 siamo infatti a -10,7 per cento e rispetto al 2018 al -20,6 per cento. Insomma, riassumendo, la ripresa c’è, ma bisogna ancora camminare per raggiungere i livelli pre crisi pandemica. Ci vorrà almeno tutto il 2022. Quello che ci fa ben sperare è che è cresciuta anche l’occupazione di giovani e donne, le categorie più penalizzate dalla crisi covid. Anche in questo caso, per raggiungere in valori assoluti i numeri del 2019 il tragitto è ancora lungo”. Argomento scottante nella regione è quello delle infrastrutture per evitare che le Marche restino isolate dal resto della nazione e, in generale, dallo sviluppo europeo: “E’ un obiettivo rilevantissimo dei prossimi anni. Speriamo di utilizzare bene le risorse del Pnrr perché abbiamo pagato dei ritardi nell’avvio delle infrastrutture viarie e immateriali, e mi riferisco al digitale. Ora bisogna intervenire con grande energia. La situazione è ancora sospesa per quel che riguarda i collegamenti con il porto di Ancona, c’è il famoso ultimo miglio che collega l’autostrada alla struttura portuale da completare, in modo da favorire un’entrata e un’uscita più fluida dalla città di Ancona. Il traffico portuale, nel 2021, ha registrato un buon andamento”. Ancona e il suo porto non sono gli unici punti importanti sulla cartina regionale: “Bisogna connettere meglio le Marche sull’asse est-ovest, rafforzare le tratte ferroviarie lungo la dorsale adriatica. Ci sono segnali per quel che riguarda la Falconara-Roma, opera che non può essere più ritardata. E poi situazioni che tutti conoscono, come i raccordi con la Quadrilatero. O le diverse sezioni delle Pedemontane. Infine, bisogna recuperare le grandi potenzialità legate al completamento della Fano-Grosseto”. Si torna sull’argomento ripresa per andare a scoprire se ci sono dei ‘calimero’ nei diversi comparti: “Gli andamenti più convincenti, in termini di domanda di lavoro, li abbiamo registrati nel meccanico e legno, (+91 per cento) ripresa un po’ più debole per tessile-abbigliamento-calzaturiero. Positive le costruzioni, con un +68 per cento rispetto al 2020, bene anche il turismo (+103.5 per cento). C’è un fatto su cui bisogna riflettere attentamente: le Marche devono fare i conti con un serio problema di innalzamento tecnologico delle produzioni. Si deve puntare sulla qualità di queste e sulla qualità del lavoro. Bisogna ragionare sugli investimenti necessari per rinforzare la base tecnologica delle nostre imprese. Altrimenti, resteremo ai margini dello scenario internazionale. Ci sono argomenti su cui ci battiamo da sempre, come la sicurezza sul lavoro e la formazione, su cui c’è tanto da investire. Riscontriamo alcuni elementi di debolezza, serve l’aggregazione tra imprese per irrobustirci e facilitare l’accesso al credito, diventando così ancora più competitivi nel manifatturiero e nei servizi”. Una battuta, infine, sullo sciopero generale del 16 dicembre 2021 a cui hanno aderito Cgil e Uil, ma non la Cisl: “C’è una diversa valutazione su ciò che è accaduto negli ultimi mesi nel confronto con il Governo per rilanciare l’economia del Paese. Noi siamo per una transizione digitale ed ecologica che interessi tutti i settori e abbia una marcata impronta sociale. La valutazione va fatta sul medio periodo (Pnrr e altri fondi comunitari) ma anche sulla Legge di bilancio. La Cisl non aderisce allo sciopero perché ritiene che in questa fase sia importante mantenere un canale di dialogo con il Governo e le altre parti sociali, e lo ribadiremo nella manifestazione di sabato prossimo. Noi vogliamo discutere di sviluppo. Lo sciopero rompe i canali di dialogo, speriamo solo momentaneamente. La manovra di bilancio non ha risolto tutti i problemi e non è stata fatta accogliendo tutte le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, ma dei miglioramenti evidenti ci sono stati; per esempio, su ammortizzatori sociali, assistenza sociale, sanità, contrasto alla povertà e sostegno alla rete scolastica. Valorizziamo ancora al meglio il confronto con Governo e Parlamento per provare a migliorare ulteriormente la Manovra nei giorni che mancano all’approvazione. Lo sciopero rischia di incrinare e disarticolare il confronto che invece va tenuto vivo, anche sui temi importanti della previdenza e del fisco. Da sempre, come Cisl, sosteniamo che in Italia serve lo sforzo di tutti i soggetti in campo per arrivare a un vero e proprio Patto sociale per lo sviluppo. Dalla pandemia si esce con il contributo di tutti e la logica degli interessi generali deve prevalere su quelli di parte”.
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15/12/2021 Legge di Bilancio: risposte, curiosità e dettagli sulla manovra fiscale
La parte fiscale: risposte a dubbi e curiosità e qualche dettaglio sulla manovra fiscale della Legge di Bilancio 2022
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15/12/2021 Sicurezza nei luoghi di lavoro: da Inail e Co.Co.Pro. Inail Pesaro - Urbino un appello per rilanciare la prevenzione
«In questi difficili tempi ancora dolenti per la pandemia tuttora in corso, vogliamo ribadire l’importanza del diffondere la cultura della prevenzione e far comprendere che la sicurezza va vissuta come un fattore di crescita personale» dichiarano Edoardo Antuono, Direttore dell’INAIL di Pesaro - Urbino, e Danilo Santini, Segretario Generale Fai Cisl Marche e Presidente del Co.Co.Pro. INAIL Pesaro Urbino. Dare una voce, un nome, un volto alle storie che si celano dietro il dato infortunistico, può diventare per tutti, anche per i giovanissimi, un’occasione di riflessione. Salute, rischio, sicurezza, protezione, sono concetti a volte lontani dall’esperienza, ma che andrebbero assimilati sin da giovani per poi maturare consapevolmente in età adulta. «È necessario – proseguono Antuono e Santini - intervenire trasversalmente sulle generazioni per incidere significativamente sulla società del domani e porre le basi per la costruzione di un mondo del lavoro sempre più attento alla sicurezza».  «Le statistiche dimostrano – commentano Antuono e Santini - che si stanno attenuando gli effetti della pandemia sull’andamento infortunistico. Se, infatti, nel 2020 l’emergenza sanitaria ha comportato la riduzione dell’esposizione a rischio per gli eventi “tradizionali” e in itinere, a causa delle chiusure forzate e poi del rallentamento di molte attività produttive, del ricorso al lavoro agile con le conseguenti limitazioni alla circolazione stradale, facendo registrare l’emersione degli infortuni da covid 19, adesso assistiamo ad una drammatica recrudescenza degli infortuni e delle morti sul lavoro “ordinari”». Significativa è anche la ripresa degli incidenti in itinere a conferma del “rischio strada”: in particolare, i decessi avvenuti nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il luogo di lavoro. Le nuove sfide nella gestione della sicurezza vanno affrontate responsabilmente. Va migliorata e resa efficace la valutazione dei rischi in modo che le azioni di prevenzione siano idonee e specifiche; la formazione deve essere percepita come un percorso educativo nell’ottica del miglioramento delle competenze dei lavoratori affinché questi siano in grado di fronteggiare i pericoli, di usare correttamente le attrezzature di lavoro, di assumere piena consapevolezza delle mansioni nell’ambito del processo produttivo. L’Inail potrà a riguardo rivestire un ruolo centrale nella compiuta ripresa delle attività produttive che deve necessariamente avvenire in accordo con le ragioni di tutela della sicurezza e della dignità umana. «Il bilancio infortunistico ci fa comprendere che non si fa ancora abbastanza – sottolineano Direttore e Presidente –. Non è sufficiente indignarsi ma occorre agire. Le norme ci sono e vanno rispettate. È necessario un impegno forte e deciso di tutti per realizzare un vero e proprio ‘patto per la sicurezza’ tra istituzioni e parti sociali e datoriali». Coinvolgere gli attori del sistema nazionale di prevenzione, rafforzare i controlli, promuovere una maggiore sensibilizzazione di lavoratori e imprese, potenziare la formazione e l’informazione per costruire una cultura della sicurezza, a partire dal mondo della scuola, dare sostegno economico alle aziende: «sono tutte azioni – concludono Antuono e Santini - da perseguire con determinazione affinché ogni attore istituzionale coinvolto sia pronto a fare la sua parte».
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14/12/2021 VI Congresso regionale Femca Cisl Marche
Venerdì 17 dicembre, alle ore 9.00, si aprirà il VI Congresso regionale della Femca Cisl Marche che rinnoverà le cariche del sindacato regionale dei settori chimica, energia e moda. Ai lavori, che si terranno presso l’Hotel Cosmopolitan (Via De Gasperi 2) di Civitanova Marche, parteciperanno la Segretaria Generale della Femca Cisl Nazionale, Nora Garofalo, il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi, e il Segretario Regionale della Cisl Marche, Marco Ferracuti. L’evento, che si svolgerà nel rispetto della normativa anti-Covid, vedrà la presenza di 86 delegati in rappresentanza degli oltre 6400 iscritti della Femca Cisl nella nostra regione.  
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14/12/2021 Primo caffè linguistico culturale marchigiano ad Ancona ANOLF Marche: " L'integrazione è possibile"
Il 13 Dicembre 2021  presso i locali dell’Informagiovani  in piazza Roma, nel centro di Ancona, sono stati presentati gli appuntamenti  del primo“ Caffè Linguistico Culturale” marchigiano, uno  spazio socio-culturale per facilitare l'accesso dei migranti agli studi della lingua  italiana e rafforzare le connessioni sociali attraverso incontri informali con i partecipanti della comunità locale. Gli incontri, a cadenza settimanale, partiranno dal 10 gennaio 2022 tutti i lunedì del mese  presso i locali dell’Informagiovani di Ancona. L’iniziativa, promossa da Anolf Marche ODV in collaborazione con l’Informagiovani del Comune di Ancona, si colloca all’interno delle azioni previste dal Progetto IntegrAction,  un progetto europeo, che ha lo scopo  attraverso azioni integrate di favorire l’inclusione sociale ed economica dei rifugiati, richiedenti asilo e dei migranti, nei paesi d’accoglienza attraverso  il miglioramento della conoscenza linguistica e il rafforzamento delle abilità professionali finalizzate all’inserimento lavorativo.  «Gli incontri del “Caffè linguistico culturale” sono  gratuiti e  aperti a tutti coloro che vorranno partecipare, italiani e stranieri. – affermano Neli Isaj e Massimo Giacchetti co Presidenti di ANOLF Marche ODV capofila del Progetto IntegrAction – Le attività  in programma sono state pensate per favorire la socializzazione e l’integrazione di coloro che vivono nel capoluogo  concentrandosi soprattutto sulla pratica della lingua parlata per migliorare le capacità di comunicazione e  lo scambio tra i partecipanti.» Il programma degli incontri prevede conversazioni in lingua (italiana, araba, inglese etc..), visione di corti e ascolto di podcast in lingua originale, dibattiti, attività pratiche e creative mirate ad una crescita sociale reciproca.  Il gruppo di partecipanti, stranieri  ed italiani, sarà guidato da facilitatori (tutor/volontari) che durante ogni incontro guideranno l’attività.  Gli incontri saranno a posti limitati, aperti gratuitamente a tutta la cittadinanza con prenotazione e Green Pass. Per prenotare le attività del Caffè Linguistico  è necessario inviare una email  a  c.ruta.anolf@gmail.com  o  info@informagiovaniancona.com, un messaggio alla pagina Facebook del Progetto IntegrAction o alla pagina Facebook dell’InformaGiovani, un whatsApp ai seguenti numeri 3756447257 - 346 004 2917.
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13/12/2021 Manovra Sabato 18 dicembre Manifestazione Nazionale Cisl ”Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione: la responsabilità scende in piazza”
  “Per lo sviluppo, il lavoro, la coesione: la responsabilità scende in piazza”. È il titolo eloquente con cui la Cisl darà vita, sabato 18 dicembre a Roma,  «una manifestazione nazionale responsabile e costruttiva che punta a migliorare i contenuti della manovra e ad impegnare il Governo sulle stringenti priorità economiche e sociali senza incendiare i rapporti sociali e industriali». L’iniziativa, decisa dal comitato esecutivo della Confederazione di via Po, si svolgerà in Piazza Santi Apostoli. «Gli avanzamenti conquistati in questo mese dall’azione sindacale nella Legge di bilancio sono rilevanti e positivi – si legge in una nota del sindacato - integrando molte delle nostre rivendicazioni su ammortizzatori sociali, abbassamento delle tasse su lavoratori e pensionati, sanità e contratti pubblici, non autosufficienza, politiche sociali, fondo caro bollette. Riteniamo fondamentali questi passi, come pure gli impegni del Governo ad aprire il confronto per superare le rigidità della Legge Fornero e ad accelerare l’apertura della discussione della riforma complessiva del sistema fiscale. Ora bisogna dissipare anche le ultime zone d’ombra e migliorare ulteriormente la Legge di bilancio su lavoro, scuola, politiche industriali, caro-bollette, occupazione di giovani e donne. Non è lo sciopero la via giusta: bisogna consolidare l’interlocuzione con il Governo, senza deporre gli strumenti dell’iniziativa sindacale ma nella consapevolezza che in questa delicata fase della storia nazionale serve coesione, responsabilità e partecipazione sociale. In questa prospettiva la Cisl rilancia la propria azione, dentro e fuori il perimetro della Manovra, incalzando il Governo per accelerare la riforma fiscale e previdenziale con interventi concertati che mettano in priorità i bisogni delle fasce deboli. Servono risposte di sistema, unità d’intenti e d’azione, per rispondere a un’agenda sociale ben definita nei temi dell’occupazione stabile e di qualità, della formazione, del contrasto all’inflazione, della ripartenza dei salari e di tutti i redditi, delle politiche industriali, della coesione sociale e territoriale, del governo partecipato degli investimenti e dei progetti del PNRR. Capitoli da inserire in un quadro organico e concertato, con riforme condivise, verso una nuova stagione di crescita e coesione che non escluda nessuno» – conclude la nota. fonte:https://www.cisl.it/notizie/primo-piano/manovra-sabato-18-dicembre-manifestazione-nazionale-cisl-per-lo-sviluppo-il-lavoro-la-coesione-la-responsabilita-scende-in-piazza/    
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13/12/2021 “Insieme nel cambiamento guardando al futuro” XI Congresso regionale della Fim Cisl Marche
Giovedì 16 dicembre, alle ore 9.00, si aprirà il XI Congresso regionale della Fim Cisl Marche che rinnoverà le cariche del sindacato regionale dei metalmeccanici. Ai lavori, che si terranno presso l’Hotel Baia Flaminia (Via Parigi 8) di Pesaro, parteciperanno il Segretario Generale della Fim Cisl Nazionale, Roberto Benaglia, e il Segretario Generale della Cisl Marche, Sauro Rossi. L’evento, che si svolgerà nel rispetto della normativa anti-Covid, vedrà la presenza di 117 delegati in rappresentanza degli oltre 7200 iscritti della Fim Cisl nella nostra regione.  
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10/12/2021 Caterpillar: inaccettabile la chiusura annunciata
A fronte dell’annuncio della cessazione di attività del sito produttivo di Jesi, le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alla RSU di sito, ritengono assolutamente inaccettabile quanto comunicato oggi dalla Direzione aziendale. Chiudere lo stabilimento di Jesi non può essere la soluzione a problematiche che riteniamo incomprensibili. Attualmente, la Caterpillar lavora a pieno regime su tre turni anche con richiesta di straordinari e non ha problemi finanziari, con bilanci in utile. In azienda lavorano circa 260 dipendenti, di cui 60 interinali, e un numero rilevante di lavoratori nelle ditte collegate all’indotto. Negli ultimi incontri si era parlato di un aumento dei volumi con la possibilità di assunzioni e stabilizzazioni. La situazione sopra descritta non lasciava presagire una decisione così estrema e traumatica con pesanti ricadute su un territorio già gravemente colpito da altre crisi. Sindacati e RSU hanno immediatamente proclamato lo stato di agitazione con presidio in sciopero del sito produttivo. Lunedì 13 dicembre si svolgerà una assemblea sindacale dove, insieme ai lavoratori, decideremo le prossime iniziative da mettere in atto per la difesa del sito produttivo jesino. È fondamentale che le istituzioni territoriali si attivino immediatamente per sostenere l’azione sindacale e dei lavoratori, aprendo dei tavoli bilaterali in modo da forzare l’azienda nel recedere da questa scellerata decisione. 
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10/12/2021 Quarta ondata Covid. I sindacati lanciano l'allarme: «A Marche Nord situazione drammatica»
La quarta ondata di contagi Covid mette in ginocchio la sanità. I sindacati che rappresentano i lavoratori dell'azienda Marche Nord definiscono drammatica la situazione, con il personale allo stremo delle forze. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista ad Alessandro Contadini, Fp Cisl Marche
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10/12/2021 Elica: raggiunto l'accordo per scongiurare i licenziamenti e ridurre gli esuberi
È stato raggiunto al Mise il preliminare d'intesa tra Elica Spa e sindacati per risolvere la lunga vertenza dell'azienda, leader nella produzione di cappe aspiranti e tra le maggiori realtà del fabrianese. L'accordo prevede l'azzeramento dei licenziamenti, la riduzione degli esuberi a sole 150 unità (dalle 400 iniziali), esodi volontari incentivati e ammortizzatori sociali, ma anche la chiusura del sito di Cerreto, i cui dipendenti saranno trasferiti a Mergo per le produzioni di alta gamma. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Giampiero Santoni, Segretario Regionale Fim Cisl Marche
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09/12/2021 Covid quarta ondata, Sindacati :" Servono risposte e azioni trasparenti"
«Ci prepariamo ad entrare nel terzo inverno pandemico e il peggioramento della situazione sanitaria pongono le Marche di fronte al rischio sempre più concreto di finire in zona gialla oltre ad alimentare la forte preoccupazione per la salute delle persone.  - scrivono in una nota le segreterie regionali  confederali  - Nel frattempo assistiamo, increduli e sgomenti, alla presenza ormai quasi quotidiana dell’Assessore alla sanità sui quotidiani regionali che, in modo a volte scomposto ma sempre poco convincente, prova a rassicurare l’opinione pubblica in merito all’efficacia dell’azione del governo regionale nel contrasto alla pandemia. » All’8 dicembre 2021 nelle Marche si registrano 464 nuovi casi positivi, in crescita e con un indice di positività dell’11,7%. Sono 142 le persone ricoverate negli ospedali regionali, dei quali 30 in terapia intensiva, 31 in semi intensiva e 81 in area medica, senza considerare i pazienti Covid nei Pronto Soccorso, di cui non si conosce il numero. «Preoccupa innanzitutto la situazione dei ricoverati nelle Terapie Intensive.  Non solo le Marche, con il 12% di posti letto di Terapia intensiva occupati dai pazienti Covid, risultano essere tra le 7 regioni che hanno superato la soglia limite del 10%, c’è anche un grande problema in più: nelle Marche sembra impossibile sapere con certezza come la Regione calcola tali posti letto. - proseguono i sindacati -  La Regione dichiara pronti ed operativi 246 posti (numero che, nella comunicazione istituzionale, varia quasi quotidianamente e senza alcuna ragione plausibile). Se così fosse, già saremmo al 12,6%. Almeno 48 di questi posti però - ad esempio, quelli del Covid Hospital di Civitanova Marche – non sono effettivamente operativi, nel senso che per attivarli sarebbe necessario del tempo, oltre che un adeguato numero di figure professionali da sottrarre alle attività sanitarie ordinarie, già oggi in fortissime difficoltà.  Un balletto incerto su numeri così importanti è sconcertante ed inaccettabile. Altrettanto inaccettabile è l’assenza di interlocuzione tra Assessore regionale e le Organizzazioni sindacali confederali che pretendono, come tutti i cittadini marchigiani, di conoscere con precisione la situazione reale delle Marche in termini di risposta ospedaliera alla crescente recrudescenza della pandemia. » «Allo stesso tempo, vorremmo avere aggiornamenti sul modo in cui procede la campagna vaccinale. Al 7 dicembre 2021 le Marche presentano percentuali di persone che hanno completato il ciclo (seconda dose) inferiore alla media nazionale per tutte le fasce d’età, salvo che per gli over 70 ed 80. I centri vaccinali sono oggi sottodotati e in evidente difficoltà nel somministrare le terze dosi. Anche in questo caso, chi ha la responsabilità di governare la sanità regionale non può limitarsi a denunciare genericamente la  carenza di personale sanitario. E’ arrivato il momento di dare risposte concrete, sotto forma di piani di azione operativi ed efficaci e condivisi.   Sottolineiamo due ulteriori problematiche legate alla gestione dell’emergenza. Il tracciamento dei contagi, rispetto al quale i Servizi di Prevenzione - che come ripetiamo in ogni possibile occasione, nelle Marche sono storicamente sottodimensionati - faticano a tenere il passo, specie per quelli che avvengono negli Istituti scolastici. La situazione nelle strutture residenziali socio sanitarie per anziani non autosufficienti, all’interno delle quali è necessario coniugare l’esigenza di evitare nuovi contagi con quella di garantire a queste persone il contatto con i parenti, e più in generale una vita sociale dignitosa. » Da ultimo, è in fase di approvazione il bilancio regionale di previsione 2022. L’occasione sarebbe preziosa per aprire un confronto, ormai urgente, sul modo in cui utilizzare le risorse che il PNRR destina alla sanità, con particolare riferimento a quelle volte al potenziamento dell’assistenza territoriale (cure domiciliari, Case della Salute, Case di Comunità). 
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09/12/2021 Il cammino della CISL per migliorare e cambiare la Legge di Bilancio
«La manovra del Governo è stata indubbiamente migliorata grazie ad una mobilitazione sindacale intransigente, responsabile e costruttiva, che è riuscita a riallacciare i fili dell’interlocuzione.  - ha dichiarato il Segretario della Cisl nazionale, Luigi Sbarra - I risultati sono arrivati sulla via del dialogo e del confronto e su questa via la Cisl intende proseguire esercitando una forte pressione sul Parlamento per migliorare ulteriormente la legge di bilancio e la politica di sviluppo su lavoro e pensioni, politiche industriali e scuola, sostegno al reddito e lotta al caro bollette per assicurare nuove e maggiori opportunità ai nostri giovani e alle donne, soprattutto nel Mezzogiorno.»    
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07/12/2021 Super Green Pass tutte le nuove regole
  Il volantino e le card con tutte le informazioni sul Green Pass “Rafforzato” in vigore dal 6 dicembre 2021 in tutta Italia. Il volantino è stato elaborato dalla Cisl Nazionae sulla base del Decreto Legge 26 novembre 2021, N. 172.      
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02/12/2021 Fano: servono nuove politiche fiscale per sostenere famiglie e fasce deboli
La Cisl di Fano esprime sorpresa dopo la replica del Comune di Fano e di Aset sul tema tariffe e Irpef. Insieme alla categoria dei pensionati, avevamo sollevato il problema della tariffa dell’acqua  e della Tari unitamente alla questione dell’Irpef comunale.  A Fano, il costo dell’acqua è il più alto della regione Marche, non solo per il meccanismo delle fasce, ma anche per il costo al metro cubo. Forse  Aset, che a spiegazione della sua tariffa adduce gli investimenti fatti per il ciclo dell’acqua (ricordiamo che in bolletta si pagano il servizio acquedotto, fognatura e depurazione) non ha bene confrontato la sua tariffa con quella degli altri gestori. Prendiamo per esempio la fascia agevolata: Fano costo al mc. 0,90773529 Pesaro costo al mc. 0,877331 Ancona costo al mc. 0,7468 Macerata  costo al mc. 0,658964 Ascoli Piceno costo al mc. 0,724589 Da questa comparazione (la differenza è presente in tutte le altre fasce ) è evidente che l’acqua fanese è la più cara della regione Marche.  Chiediamo al sindaco di illustrare quali sono i motivi di questa tariffa così alta e di avviare subito un confronto con le organizzazioni sindacali e con le associazioni dei consumatori per la riduzione immediata della tariffa  Lo stesso ragionamento vale per la Tari, la tariffa dei rifiuti, che sta diventando veramente pesante per le tasche dei cittadini fanesi.  Se è pur vero l’adeguamento alla delibera Arera (+ 2,7%), che peraltro alcuni Comuni per la loro gestione virtuosa sono riusciti ad evitare, il sindaco e la Giunta devono assolutamente intervenire per la riduzione significativa della Tari,  innovando il sistema della raccolta dei rifiuti, a partire dal sostegno al biodigestore unico provinciale e da un sistema di raccolta che premi veramente le famiglie che fanno la differenziata. Non è più sostenibile che gli utili di Aset  vengano utilizzati per finanziare il bilancio del Comune. La tariffa deve coprire il costo del servizio e non finanziare il bilancio del Comuni.  Occorre  quindi ridurre permanentemente le tariffe e abbandonare la logica delle risorse distribuite con bando pubblico, perché l’esperienza del bando chiuso ad agosto dimostra che questo strumento non raggiunge la popolazione: su 500.000 euro destinati alle famiglie, solo 90.000 sono stati richiesti dai cittadini.  Per quanto riguarda l'aliquota Irpef comunale, non si confondano le risorse destinate tramite i ristori del Governo centrale e le risorse del Comune di Fano con la pressione fiscale. È dal 2017 che chiediamo al sindaco la riduzione dell‘Irpef (che, ad oggi, prevede un'aliquota unica allo 0.8 %, mentre a Pesaro, ad esempio, l'aliquota è modulata con fascia di esenzione) per i ceti medio-bassi. Ricordiamo che a Fano ci sono 45.948 persone che hanno un reddito, di cui 25.236 hanno reddito da lavoro dipendente ed autonomo mentre 16.151 sono pensionati. I pensionati hanno una pensione media di 897 euro e ci sono 3444 cittadini fanesi che vivono solo con una pensione di invalidità per un importo medio di 444 euro. Coloro che hanno  un reddito fino a 10.000 euro sono 11.949, con un reddito medio annuo di 4634 euro che corrispondono a 387 euro di reddito mensile.  A questi  si aggiungono 6162 cittadini che hanno un reddito  tra 10.000 e 15.000 euro che arrivano un reddito medio mensile di 1000 euro. Un'aliquota unica allo 0,8% non corrisponde a criteri di equità sociale e fiscale. Chiediamo a questa giunta, sin dai prossimi giorni, di avviare una nuova fase di confronto con le organizzazioni sindacali, il terzo settore, l’Alleanza provinciale della povertà e  le associazioni datoriali  per  una nuova politica fiscale e tariffaria a sostegno dei redditi bassi. È urgente uscire dalla logica del contributo a bando: occorre invece ridurre strutturalmente il prelievo fiscale e tariffario implementando contestualmente, come previsto dalla legge 328 del 2000, politiche strutturali condivise, di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale. Quella attuale è una situazione drammatica che necessità di forte risposte di sostegno.  Ecco il motivo per cui riteniamo che queste risorse devono essere indirizzate per sostenere il pagamento della Tari: per un nucleo di tre persone con un'appartamento di 80/90 metri quadrati, essa incide nel bilancio familiare per 400 euro all'anno. «Ci sarebbe piaciuto avere un dialogo e una condivisione sulla destinazione delle risorse per le famiglie, individuando meccanismi che in automatico permettessero di ridurre i costi delle tariffe - dichiara Giovanni Giovanelli, Responsabile Cisl Fano -. Ricordiamo che, in questo particolare frangente, si inseriscono anche gli aumenti dei beni di prima necessità e di acqua, luce e gas. Nei prossimi giorni, insieme alla federazione dei pensionati, avvieremo una fase di informazione sulle scelte fatte da questa Giunta che non interviene a sostegno dei lavoratori e dei pensionati ma che decide di seguire altre logiche, da non non condivise nè condivisibili».  
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01/12/2021 Ex Simply: quattordici mesi senza lavoro per i dipendenti di due punti vendita nel Pesarese
I dipendenti di due punti vendita ex Simply di Pesaro e Montelabbate sono in cassa integrazione da oltre 14 mesi a seguito della cessione della rete Auchan a Conad. I due supermercati pesaresi sono stati poi ceduti a FP, una società con sede a Comacchio, ma non hanno più riaperto, nonostante ripetuti annunci da parte del nuovo gestore. I sindacati, dopo aver incontrato il sindaco e il Prefetto di Pesaro, chiedono di far ripartire il lavoro. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Domenico Montillo, Fisascat Cisl Marche
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30/11/2021 Fermo pesca 2022 Fai Cisl Marche : " Proposta inaccettabile a rischio il futuro dei pescatori marchigiani”
  «Siamo molto preoccupati per quanto si sta delineando al tavolo permanente di consultazione della pesca e acquacoltura istituito presso il MIPAAF in merito alla proposta del fermo pesca per l’anno 2022. - afferma il Segretario Generale della Fai Cisl Marche, Danilo Santini -  La forte preoccupazione per altro rischia di non essere più sufficiente a denunciare lo stato di continua incertezza per il futuro dei pescatori marchigiani.»   Per Fai Cisl Marche è inaccettabile«, nel merito e nel metodo, l’ipotesi di ulteriore ridimensionamento delle giornate di lavoro in mare. Il merito è rappresentato dalla necessità, così giustificano il Ministero e l’Europa, di rendere sostenibile la continuità degli stock ittici. «Come sindacato di categoria vogliamo risposte per la sostenibilità dei redditi dei lavoratori, per la continuità del lavoro dei pescatori.  Ci spieghino come  si può dare certezza di lavoro e reddito dignitoso ipotizzando un plafond di giornate di pesca da 67 giornate annue (sfogliare e rapidi) a 109 giornate annue  (strascico demersali).  - continua Santini  - Vogliamo risposte rispetto a come si possa garantire un reddito annuo sufficiente per le famiglie dei pescatori con una attività svolta appena per un terzo delle giornate lavorabili in un anno. Per la Fai Cisl Marche questa situazione è inaccettabile, questa assurda proposta azzera la pesca.  Condividiamo e sosteniamo il no all’ipotesi di riduzione delle giornate di pesca per il 2022 arrivato dal vicepresidente e assessore regionale Mirco Carloni.» «Per altro le decisioni della commissione europea a Bruxelles sono state prese sulla base di indicazioni da parte della CGPM (Commissione generale della pesca nel Mediterraneo) senza coinvolgimento degli stakeholder e del parlamento stesso e soprattutto su dati scientifici rilevati nel 2019 senza considerare la forte riduzione di pesca del 2020 e 2021 determinate da riduzioni imposte da Bruxelles e dalla pandemia. - precisa e conclude il Segretario Generale - Sono da oltre 10 anni che come Fai Cisl denunciamo  la necessità di avere come obiettivo, oltre che alla sostenibilità ambientale, anche quello sociale ed economica e sono anni che chiediamo un ammortizzatore sociale strutturale (Cisoa) che finalmente il Governo ha recepito ( anche se non in maniera esaustiva) ma che rischia di essere ininfluente se permangono  queste premesse per il fermo 2022 e anni futuri nel momento in cui i pescatori rinunceranno a svolgere tale attività perché non più competitiva.»      
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29/11/2021 I giovani della Cisl Marche a Roma per guardare al futuro insieme
"I giovani in Cisl per guardare al futuro insieme" è l’iniziativa della Cisl che si è svolta oggi a Roma all’Auditorium del Massimo, sulle politiche giovanili, sul lavoro e sulla partecipazione, con il Segretario Generale della Cisl Nazionale Luigi Sbarra, la Segretaria Cisl Nazionale Daniela Fumarola e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando. Presenti anche i giovani della Cisl Marche,  insieme al Segretario regionale Marco Ferracuti, che hanno portato  la testimonianza dell'esperienza della Summer School della Cisl Marche come laboratorio per avvicinare i giovani alla vita del sindacato.
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29/11/2021 Settore moda: giuste tutele per un sistema strategico delle Marche
   Il “sistema moda” marchigiano conta circa 2.500 imprese, artigiane e industriali, con 32mila lavoratori e lavoratrici dipendenti. Oltre la metà del settore è rappresentata dal calzaturiero che, da solo, vale il 15% di tutto il manifatturiero regionale. Tessile, abbigliamento, calzature: settori fondamentali per l’economia della nostra regione e che più di altri hanno subito gli effetti della crisi pandemica. «Per questo - sottolineano le Segreterie regionale conferdarli e di categoria di Cgil Cisl Uil -  abbiamo valutato positivamente le misure di sostegno al reddito destinate specificatamente a questo settore (17 settimane di Cassa Covid nel dl 73 e ulteriori 9 settimane nel dl 146 decreto fiscale  con conseguente proroga del Blocco dei Licenziamenti). I dati INPS confermano 14,5 milioni di ore di Cig autorizzate nel sistema moda regionale nei primi 9 mesi del 2021, addirittura superiori a quelle autorizzate in tutto il 2020 (12,9 milioni) ed equivalenti al mancato lavoro di oltre 10 mila lavoratori a tempo pieno. Gli strumenti sulla carta quindi ci sono e sono importanti… ma le risorse?» «Il pagamento della Cassa Integrazione del primo decreto era rimasto fermo per esaurimento dei fondi disponibili, sin quando a fine ottobre si è reso disponibile il rifinanziamento operato dal decreto fiscale. Ma anche questo rifinanziamento si è esaurito, e attualmente le domande, 2000 in tutto il territorio nazionale, sono nuovamente bloccate. - affermano i sindacati - Non dubitiamo che le risorse necessarie saranno stanziate e disponibili per la copertura di tutte le richieste presentate, ma i lavoratori hanno bisogno di certezze.» «Chiediamo quindi urgentemente all’Inps regionale di comunicare la quantità delle domande ad oggi sospese, quante aziende e quanti lavoratori e lavoratrici sono coinvolti da questo ritardo,  e alla Regione Marche di intervenire verso il Ministero per sbloccare al più presto le risorse necessarie.- rilanciano e concludono  le Segreterie regionale conferdarli e di categoria di Cgil Cisl Uil -  Tempi certi per l’indennità di cassa integrazione di tanti lavoratori e tante lavoratrici e investimenti per rilanciare un settore così importante per lo sviluppo economico e sociale del territorio.»          
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