Notizie dai territori

28/09/2026 La Carovana della Salute torna nelle Marche: appuntamento ad Ascoli Piceno
Torna nelle Marche la Carovana della Salute della FNP CISL. L’appuntamento è per domenica 4 ottobre, dalle 9.00, ad Ascoli Piceno,  piazzale della Chiesa dei Santi Simone e Giuda, nel quartiere Monticelli. L’iniziativa, promossa e organizzata dalla FNP CISL nazionale insieme alla FNP CISL Marche e alla FNP CISL RLS di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, ha il patrocinio del Comune di Ascoli Piceno, Medaglia d’oro al Valor Militare per Attività Partigiana. Si svolge in collaborazione con l’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli Piceno e si inserisce nella campagna nazionale “La vita non va in pensione”, dedicata alla salute e alla qualità della vita a ogni età. Durante la giornata i cittadini potranno ricevere informazioni sui corretti stili di vita, sul benessere fisico e sulla prevenzione. Sarà inoltre possibile approfondire i temi degli screening oncologici, delle patologie legate al diabete e dei servizi sanitari territoriali, dalle Case e dagli Ospedali di comunità al nuovo assetto della rete ospedaliera. Le visite sono gratuite e si prenotano chiamando la FNP CISL di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto al numero 335 1947213, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30. Le prenotazioni sono aperte fino a esaurimento dei posti disponibili. «La prevenzione è oggi fondamentale e deve essere accessibile e vicina alle persone, anche a chi incontra più difficoltà nell’orientarsi tra i servizi sanitari – afferma il Segretario generale della FNP CISL Marche Silvano Giangiacomi - Con la Carovana vogliamo creare occasioni concrete di informazione e ascolto nelle nostre comunità. È anche un modo per contrastare la solitudine che colpisce molti anziani e per rafforzare il legame tra persone e territorio». All’iniziativa collaborano CISL Marche, Patronato INAS, Anteas Ascoli Piceno, Anteas San Benedetto del Tronto, CAF CISL e Adiconsum Marche. Tra i partner figurano la Croce Rossa Italiana, la Protezione Civile di Ascoli Piceno, la Croce Verde, AVIS Ascoli Piceno, Acustico, ANED e AIRP.
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24/09/2026 Servizi sociali a Senigallia: "Importante aprire il confronto con i sindacati e garantire uniformità e pari dignità"
«Abbiamo assistito ad una accelerazione nel dibattito politico in seno al consiglio comunale di Senigallia sul modello di gestione ed erogazione dei servizi sociali ad oggi garantiti attraverso l’ Unione dei comuni. -  affermano CGIL CISL UIL Senigallia -  Ci spiace non essere stati coinvolti in una discussione così importante nonostante il contributo concreto e propositivo che abbiamo sempre portato nella discussione sulle politiche sociali di questo territorio. Anche nell’ ultimo incontro con l’ amministrazione comunale, a fine luglio, avevamo chiesto informazioni circa l’ orientamento dell’ ente rispetto a tale questione, ma nulla lasciava presagire l’avvio fattivo di un percorso di verifica.» Per CGIL CISL UIL del territorio di Senigallia i modelli organizzativi dei servizi sociali devono garantire innanzi tutto due principi: 1) l’erogazione uniforme, rispetto ai bisogni, dei servizi sociali e sociosanitari su tutto il territorio, 2) la pari dignità politica dei territori nella capacità di indirizzo delle politiche sociali. «A partire da questi principi va impostata, se mai, una discussione sul modello organizzativo, che, va detto,  nell’ attuale configurazione di Unione dei Comuni per quanto ci riguarda ha garantito alle Organizzazioni sindacali la possibilità di confronto sui problemi della popolazione e la condivisione di dati e scelte operative» rilanciano i sindacati unitari.  Le Organizzazioni sindacali ritengono l’unione dei comuni, in quanto ente gestore, «un fattore distintivo di questo territorio, una realtà importante che ha dimostrato nel tempo la sua efficacia ed ha permesso di realizzare una politica sociale omogenea in tutto l’ambito, realizzata anche con un confronto continuo con le organizzazioni sindacali -  proseguono -  In questi anni pur difficili, l’Ambito Sociale Territoriale n° 8 e l’Unione dei Comuni hanno permesso di recuperare risorse economiche, di partecipare a numerosi bandi di elevata complessità, che i comuni da soli non sono in grado di garantire. L’attenzione nei confronti dei soggetti più deboli del territorio sono progrediti in termini di qualità e quantità.» CGIL CISL UIL SPI FNP UILP di Senigallia ribadiscono che «la programmazione e la gestione dei servizi sociali sono principalmente di competenza degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) , in base a un Piano di Zona e secondo quanto stabilito dalla legge 328/2000, che vede nel confronto tra le parti sociali la sua principale modalità di realizzazione. Come sindacato insieme alle associazioni del territorio auspichiamo che nelle prossime settimane si apra  un confronto con l’Unione e con l’Ambito territoriale, anche attraverso lo strumento della co-progettazione, per rilanciare una serrata interlocuzione sulle emergenze del territorio che noi individuiamo in tre aspetti, politiche abitative, anziani e disabilità. - concludono - Infine crediamo che per rilanciare l’azione dell’Unione e dell’Ambito bisogna arricchire la gestione di nuove competenze che riguardano la protezione civile comune, la programmazione turistica e centro acquisti coordinato.»
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23/09/2026 Stefania Bramucci è la nuova Segretaria della FNP CISL Ancona
Il Consiglio direttivo della RLS FNP CISL di Ancona ha eletto oggi la nuova squadra alla guida della struttura territoriale del sindacato dei pensionati. Stefania Bramucci è la nuova segretaria responsabile, al suo fianco eletti  Anna Malinconico e Saverio Pigliapoco. «Guardiamo al futuro con impegno e determinazione – ha dichiarato Bramucci – Vogliamo essere sempre più vicini alle pensionate e ai pensionati del territorio, tutelare i loro diritti e rafforzare i servizi di assistenza e promozione sociale. Faremo sentire la nostra voce sulla sanità, sulle pensioni e sul welfare locale, perché la FNP CISL di Ancona continui a essere un punto di riferimento per tutti». «A Stefania, Anna e Saverio i nostri migliori auguri di buon lavoro per questo nuovo mandato – ha affermato Silvano Giangiacomi, Segretario generale della FNP CISL Marche, a margine delle votazioni – La loro elezione apre una nuova fase di impegno al servizio degli iscritti e della comunità. In un territorio in cui crescono i bisogni di cura e assistenza, la presenza del sindacato deve essere sempre più vicina alle persone e capace di portare le loro istanze nel confronto con le istituzioni». Ai lavori ha partecipato il Segretario regionale Luca Talevi.
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18/09/2026 Al via gli Aperitivi Culturali: 5 incontri per riflettere insieme nell'ambito di "Q2 Radici Vive" promosso da ANTEAS Ancona
Prende il via ad Ancona il ciclo dei 5 Aperitivi Culturali Intergenerazionali, un percorso gratuito aperto alla cittadinanza curato da Giancarlo Cartechini, formatore, per esplorare temi chiave del nostro tempo e favorire la condivisione di storie di vita e la memoria autobiografica. Gli appuntamenti si terranno dalle ore 17,00 alle 19,00 ad Ancona, presso l’Oratorio della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Passo Varano e Ponterosso. Il calendario degli incontri: 18 settembre 2026 Il viaggiatore: oltrepassare il confine 2 ottobre 2026 L’artigiano: il progetto 16 ottobre 2026: Orientarsi o vagabondare? Il condottiero 30 ottobre 2026: Lo straniero, un incontro inatteso 13 novembre 2026: Racconti di viaggio: il narratore Gli Aperitivi Culturali sono realizzati nell’ambito dell'Azione Pilota "Q2 RADICI VIVE: Quartieri in Comune", iniziativa avviata grazie al finanziamento ottenuto tramite l'Avviso Pubblico WP8 del progetto di rete regionale “RADICI- Rete Attiva per il Domani: Insieme per una Comunità Integrata” CUP B79I24000140001 - CIG B121316606, finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'Azione è guidata da ANTEAS Ancona APS in qualità di ente capofila, in collaborazione con i partner UNITRE Ancona APS, UISP Comitato Territoriale Ancona APS e ARCI Hexperimenta APS. L'intervento è sostenuto dal Comune di Ancona, CISL Marche, FNP CISL Marche, Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù e del Supermercato Tantarelli - Q2. L'iniziativa intende contrastare l'isolamento sociale, promuovere l'invecchiamento attivo e rafforzare i legami tra giovani e anziani nel quartiere Q2, in collegamento con i diversi quartieri della città di Ancona. Il programma da settembre 2026 a gennaio 2027 offrirà attività gratuite: Sportello di Ascolto e Prossimità: supporto psicologico e counselling gratuito in Piazza Salvo D'Acquisto promosso da ANTEAS Ancona Botteghe del benessere: laboratori creativi gratuiti di Handmade (patchwork, maglia, uncinetto) e Scultura e arti pittoriche, gestiti da UNITRE Salute e sport: corso di Acquasoft per over 65 e workshop su stili di vita, prevenzione cadute e Danzaterapia, a cura di UISP Ancona Laboratorio teatrale ed espressivo intergenerazionale: percorso ideato da ARCI Hexperimenta per connettere la memoria di giovani e anziani e riscoprire il territorio Sono previsti momenti di festa comunitaria con mostra delle opere prodotte nei laboratori, performance dal vivo e proiezioni. Per informazioni e prenotazioni chiamare: 3342886204 | E-mail: anteasan.aps@gmail.com
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15/09/2026 Electrolux, manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi contro 1.400 esuberi e la chiusura dello stabilimento
Centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno manifestato oggi a Cerreto d’Esi contro la chiusura dello stabilimento Electrolux e per difendere il futuro industriale delle Marche. Alla mobilitazione, promossa da Fim, Fiom e Uilm, hanno partecipato anche delegazioni provenienti dagli altri siti italiani del gruppo. Il corteo, partito dal centro di Cerreto d’Esi, ha raggiunto i cancelli della fabbrica. Una mobilitazione nazionale per chiedere continuità produttiva, tutela dell’occupazione e una strategia capace di rilanciare un settore fondamentale per l’industria italiana ed europea. «Voglio ringraziare le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Electrolux di Susegana, Porcia e Solaro per il contributo che hanno portato nelle Marche - ha dichiarato Mauro Masci, Segretario generale della Fim Cisl Marche - Tutti insieme, e solo insieme, possiamo riuscire a fermare questo scempio industriale». Per la Cisl Marche la vertenza non riguarda soltanto il destino di uno stabilimento, ma il futuro dell’intero sistema produttivo regionale. «Oggi abbiamo manifestato per difendere Electrolux, le sue lavoratrici, i suoi lavoratori e il futuro industriale delle Marche -  ha sottolineato Marco Ferracuti, Segretario generale della Cisl Marche - Il tempo delle parole è finito. Non servono solidarietà di facciata, slogan o demagogia: servono scelte concrete e servono adesso». Dietro ogni crisi industriale, ha ricordato Ferracuti, ci sono persone, famiglie e comunità. La chiusura o il ridimensionamento di una fabbrica non determina soltanto la perdita di posti di lavoro, ma impoverisce il territorio, indebolisce il tessuto economico e riduce le prospettive delle nuove generazioni. «La manifattura marchigiana deve essere sostenuta attraverso una strategia industriale seria - ha aggiunto Ferracuti - Occorre ridurre i costi dell’energia per rendere competitive le produzioni, favorire un efficace trasferimento tecnologico dalle università e dai centri di ricerca alle imprese, investire nella formazione di qualità e mettere in campo risorse capaci di tutelare l’occupazione e creare nuove opportunità». La Cisl Marche chiede che il Tavolo nazionale convocato al Ministero affronti e risolva la vertenza Electrolux e che il Tavolo regionale della manifattura diventi finalmente il luogo delle decisioni e non delle promesse. «Ora serve il coraggio di compiere le scelte giuste - ha concluso il Segretario generale della CISL Marche - L’esperienza ci ha insegnato che anche non decidere è una scelta. E a pagarne il prezzo sono sempre i lavoratori e le comunità». Sullo stato della trattativa è intervenuto Massimiliano Nobis, Segretario nazionale della Fim Cisl «Abbiamo svolto sette incontri, ma la trattativa non è ancora realmente partita. Manca una presa di responsabilità da parte dell’azienda sulla revisione dei volumi, sulla riduzione degli esuberi e, soprattutto, sulla necessità di garantire continuità lavorativa allo stabilimento di Cerreto d’Esi». Per la Fim Cisl è inaccettabile che l’azienda non abbia ancora presentato una prospettiva industriale per il sito marchigiano. Il sindacato attende ora la convocazione del tavolo politico e chiede al Governo di assumere un ruolo attivo nella vertenza. La crisi Electrolux, tuttavia, si inserisce in una difficoltà più ampia del settore. «Già nel febbraio 2024 abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale -  ha spiegato Nobis - Più della metà dei prodotti venduti in Europa viene ormai realizzata in Asia. Per contrastare questa tendenza e rilanciare il settore metalmeccanico italiano ed europeo servono politiche industriali comuni, capaci di valorizzare le produzioni e accorciare le filiere di approvvigionamento. Altrimenti la nostra dipendenza dai mercati cinesi e asiatici continuerà ad aumentare».     Rassegna Stampa: https://www.cronacheancona.it/2026/09/15/vertenza-electrolux-lavoratori-e-istituzioni-fianco-a-fianco-al-corteo-di-cerreto-desi/625263/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/electrolux-fim-cisl-tempo-delle-parole-e-finito-ora-scelte-urgenti_e3e154bc-a90f-4d51-b2ff-fe82ea99cb8c.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/sindaco-cerreto-desi-chiusura-sito-electrolux-sarebbe-dramma-sociale_af809994-32ac-45b8-a488-d2f11818aa77.html https://www.conquistedellavoro.it/vertenze/electrolux-nuovo-tavolo-al-mimit-il-5-ottobre-1.3356110
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28/08/2026 NASpI 2026 settore privato: requisiti, importi e modalità di accesso
I lavoratori e le lavoratrici del settore privato che hanno concluso un contratto a termine o perso involontariamente l’occupazione possono avere diritto alla NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per accedere alla prestazione sono necessarie almeno 13 settimane di contributi maturati negli ultimi quattro anni. La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La scheda informativa realizzata da CISL Marche e dal Patronato INAS riepiloga i requisiti, gli importi previsti per il 2026, la durata dell’indennità e i casi particolari, tra cui le dimissioni per giusta causa per atti di violenza, la maternità e la risoluzione consensuale protetta. Per verificare il diritto alla NASpI e ricevere assistenza nella presentazione della domanda è possibile rivolgersi  presso le sedi CISL presenti in tutto il territorio marchigiano. 
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27/08/2026 Rifiuti, Ferracuti, Cisl Marche: "Serve una strategia integrata Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla differenziata, ma il tassello che manca"
Dopo l'approvazione, lo scorso 28 luglio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti da parte dell'assemblea legislativa, Cisl Marche interviene sui numeri e sulle prospettive del sistema regionale di gestione dei rifiuti, chiedendo che l'avvio della nuova governance sia accompagnato da un percorso di trasparenza e partecipazione. I dati Arpam, rielaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Marche parlano chiaro. Nel 2025 le Marche hanno prodotto 764.718 tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro capite di 517 kg/abitante, superiore alla media nazionale. Mentre per la raccolta differenziata si registra un buon 72,02% della produzione totale, ben oltre l'obiettivo comunitario del 65% e sopra il dato Ispra nazionale del 67,7%.  Nonostante il dato positivo della raccolta differenziata, dall’analisi dei dati emerge che le Marche segnano un conferimento in discarica molto alto, pari al 42,57% percentuale nettamente superiore rispetto alle altre regioni e al resto d’Italia 14, 79%.  La capacità degli impianti è ormai agli sgoccioli: al 31 dicembre 2025 la maggior parte delle discariche regionali aveva una capacità residua inferiore al 10%, in due casi era compresa fra il 31% e il 50%, e la sola discarica di Corinaldo, con 527.700 mc, risultava, dai dati Arpam, sopra la soglia del 50%. Ci sono poi le scadenze imposte dalle Direttive europee che prevedono la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: entro il 2035 solo il 10% del totale dei rifiuti potrà finire in discarica   ed entro il 2030 si dovrà raggiungere almeno il 65% di riciclaggio.  A questo si aggiunge l'emergenza plastica legata alle difficoltà di Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, che ha già costretto a trasferire rifiuti fuori regione, con un impatto diretto sui costi e di conseguenza sulle tariffe per i cittadini. Percorrere distanze maggiori per raggiungere impianti di trattamento aumenta i costi logistici che si riflettono sulla tariffa finale. Un aumento iniziato nel 2025, quando il costo medio della Tari nelle Marche si è attestato a 279 euro a famiglia, con un aumento rispetto all’anno precedente, del 5.5%. Nel 2026 alcuni Comuni hanno già deliberato aumenti compresi tra il +3% (Senigallia) e il +8,4% (Macerata). Per la CISL Marche la strada da percorrere è quella di un sistema integrato che affianchi la raccolta differenziata al riuso, al riciclo e alla realizzazione di un termovalorizzatore come impianto di fine ciclo per trattare la quota dei rifiuti non riciclabile trasformandola in energia e di conseguenza costi limitati e tariffe ridotte per le famiglie e le imprese. «I numeri del 2025 ci dicono che le Marche hanno una differenziata che funziona, sopra la soglia europea e sopra la media nazionale. Ma ci dicono anche che continuiamo a conferire in discarica quasi tre volte di più del resto del Paese, con impianti che si stanno esaurendo e un solo sito, quello di Corinaldo, ancora sopra il 50% di capacità residua. Non possiamo pensare di reggere così fino al 2035, quando le direttive europee imporranno di portare in discarica non più del 10% dei rifiuti» sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche. «Per questo riteniamo necessaria una strategia che tenga insieme differenziata, riuso, riciclo e un termovalorizzatore come impianto di chiusura del ciclo per la sola quota di rifiuto non riciclabile, trasformandola in energia. Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla raccolta differenziata e al riciclo: è il tassello che oggi manca e che, se non arriva, continuerà a scaricarsi sulle tariffe pagate da famiglie e imprese, come dimostrano già gli aumenti Tari di quest'anno» prosegue Ferracuti. Cisl Marche guarda con interesse al percorso avviato dal Consiglio regionale verso l'istituzione di un Ambito territoriale ottimale unico (Ato unica), articolato in cinque sub-ambiti provinciali, ma chiede che l'intero iter – dalla individuazione del sito alla realizzazione dell'impianto – sia accompagnato da commissioni composte da amministratori, parti sociali e associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di monitorare nel tempo la salute dei lavoratori e dell'ambiente circostante. «Ci auguriamo che il processo che porterà alla nuova governance regionale sia un percorso di trasparenza che inizi subito e accompagni tutta la vita dell'impianto, non solo la fase autorizzativa. Un coinvolgimento di tutti a partire dalle amministrazioni comunali e dai cittadini attraverso commissioni dedicate è la condizione perché queste scelte siano comprese e condivise sul territorio» rilancia e conclude il segretario generale della Cisl marchigiana.
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27/08/2026 Autista Conerobus aggredito, i sindacati: "Escalation inaccettabile, subito presìdi delle forze dell’ordine"
Le Segreterie regionali Marche di Filt-Cgil Fit-Cisl Uiltrasporti Ugl Fna Faisa-Cisal, a seguito dell’increscioso fatto avvenuto nella serata del  26 agosto,  al capolinea di Piazza IV Novembre, dove un autista di Conerobus in servizio sulla linea ¼ è stato aggredito da personaggi equivoci che pretendevano di salire con in mano delle bottiglie di alcolici e con un cane di grossa taglia senza museruola, in barba ai regolamenti aziendali, esprimono profonda preoccupazione, visto il susseguirsi di atti violenti, aggressioni, minacce, in una vera e propria escalation che desta forte apprensione. «Ricordiamo che la Rsu della Conerobus aveva già sollecitato l’azienda diverse volte, dato che tali episodi sono sempre più frequenti: l’ultima aggressione risale al 20 luglio scorso. - sottolineano i sindacati di categoria  -  Non è pensabile che una persona si rechi al lavoro con la paura di poter subire violenze, e non è concepibile che, ad oggi, non siano ancora state messe in campo le dovute misure di protezione di cui moltissime volte abbiamo parlato. È tanto auspicabile quanto necessaria l’istituzione di presìdi delle forze dell’ordine nei punti ritenuti più critici o nei capolinea. È indispensabile, come altre volte richiesto, la presenza delle stesse anche a bordo degli autobus, diventato, ad oggi, un vero e proprio “territorio di guerra”, un campo minato in cui si muovono lavoratori, studenti e quant’altro, e che non può in nessun modo essere lasciato allo sbando come stiamo purtroppo osservando. Confidiamo - concludono -  che tutti i responsabili vengano assicurati alla giustizia, e che la Legge segua il giusto corso. Auguriamo pronta guarigione al conducente ed esprimiamo profonda solidarietà, attendendo le giuste risposte dalle Istituzioni che dovranno essere immediate quanto concrete.»
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20/08/2026 Cinque operai intossicati ad Ancona: forte preoccupazione dei sindacati sindacati
Feneal Uil Filca Cisl  Fillea Cgil - Cgil Cisl Uil di Ancona esprimono forte preoccupazione per l'infrotunio avvenuto oggi in Ancona in via Rupi. Cinque lavoratori intossiccati da una possibile fuga di monossido di carbonio.un evento grave che ci auguriamo non abbia conseguenze drammatiche. un'infortunio la cui gravità non può che sollecitare tutti nel garantire migliori condizioni di lavoro. Quanto avvenuto sottolinea e conferma l'elevata complessità della realizzazione di un cantiere edile e delle azioni da mettere in campo per prevedere e ridurre i rischi. Ancora una volta la formazione e l'informazione sono le prime azioni da mettere in campo proprio considerando quanto pericoloso e articolato può essere un cantiere edile. Le confederazioni e le federazioni di categoria lavoreranno in sinergia con le istituzioni ( Inail, Regione, Ast ) per condividere iniziative concrete atte a diffondere il concetto della prevenzione e della conoscenza. Ancora una volta ci ritroviamo a segnalare, però , come le forze ispettive messe in campo sono sotto organico rispetto alle necessità. Ci auguriamo che le autorità competenti in breve tempo possano accertare le responsabilità e dove il sistema della sicurezza in cantiere non abbia funzionato.
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20/08/2026 Sisma 2016, dieci anni dopo CISL FP Marche: “Servizi, sanità e lavoro pubblico al centro della rinascita”
«A dieci anni dal sisma del 2016, il percorso di ricostruzione nelle Marche ha compiuto passi importanti sul piano materiale, ma resta aperta la sfida più complessa: garantire la tenuta sociale dei territori e la loro reale capacità di futuro. - scrive in una nota stampa il Segretario generale della CISL FP Marche, Giovanni Cavezza -  La ricostruzione, infatti, non può essere considerata conclusa con la sola riapertura di edifici e infrastrutture. Nei territori colpiti dal sisma la vera emergenza oggi riguarda la qualità e la continuità dei servizi essenziali, a partire dalla sanità territoriale e dalla rete socioassistenziale.» Un punto decisivo, per la CISL FP Marche, è rappresentato dalle Case della Comunità, che devono diventare presìdi realmente operativi e non semplici contenitori. «Senza personale adeguato – medici, infermieri, OSS, assistenti sociali e figure amministrative – il rischio è quello di avere strutture nuove ma non in grado di rispondere ai bisogni reali delle persone, soprattutto nei comuni più interni e fragili» prosegue Cavezza. La stessa criticità riguarda l’intero sistema della sanità territoriale: assistenza domiciliare, presa in carico della cronicità, servizi per anziani e fragili devono essere rafforzati e resi stabili, altrimenti la distanza tra cittadini e servizi continuerà ad aumentare, accelerando lo spopolamento. In questo quadro, il Terzo Settore e la cooperazione sociale rappresentano una componente essenziale della rete di welfare locale. Cooperative sociali e realtà di comunità garantiscono servizi fondamentali nei piccoli centri, ma il loro ruolo deve essere pienamente integrato nella programmazione pubblica, con regole chiare, qualità dei servizi e piena tutela del lavoro. Accanto a questo, resta centrale il nodo del personale degli Enti Locali. Senza amministrazioni comunali in grado di funzionare, progettare e gestire, anche le migliori risorse rischiano di non tradursi in risultati concreti per i territori. Nei piccoli comuni la carenza di organico e il ricambio generazionale incompleto stanno già producendo difficoltà operative evidenti. «Per questo la stabilizzazione del personale impegnato nella ricostruzione e negli enti locali non è più rinviabile. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno garantito continuità amministrativa e competenze fondamentali: trasformare questa esperienza in occupazione stabile significa rafforzare in modo strutturale la capacità degli enti e la qualità dei servizi. - rilancia il Segretrio generale della CISL FP Marche -  Sanità territoriale, servizi sociali e amministrazioni locali non sono comparti separati, ma parti dello stesso sistema: quello che determina la possibilità concreta di vivere nelle aree interne. Senza questa rete – fatta di Case della Comunità funzionanti, servizi sociosanitari accessibili, enti locali efficienti e Terzo Settore integrato – la ricostruzione rischia di restare incompleta, incapace di contrastare davvero lo spopolamento.»Il futuro dell’Appennino marchigiano si gioca quindi sulla capacità di rendere stabili i servizi e il lavoro pubblico, non solo sulle opere realizzate. «Ricostruire significa garantire presenza dello Stato nei territori, continuità dei servizi e dignità del lavoro -  conclude  - Solo così la rinascita potrà dirsi davvero compiuta.»  
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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05/08/2026 Senigallia, rette delle residenze protette Sindacati:" Serve un coinvolgimento degli enti locali"
Nelle ultime settimane sono stati annunciati aumenti delle rette nelle residenze protette nella zona di Senigallia, in alcuni casi di oltre 200 € mensili. Come OO.SS. CGIL CISL UIL di Senigallia e relative federazioni dei pensionati SPI – FNP – UILP, riteniamo indispensabile costituire un tavolo di confronto nell’ ambito dell’ Unione dei comuni che possa affrontare il tema dell’accesso, dei costi e dell’adeguatezza delle prestazioni nelle residenze protette del territorio. Registriamo infatti la contemporanea presenza di lunghe liste di attesa per accedere alle residenze protette e rette in aumento, in un contesto che vede tipologie di utenti progressivamente più gravi. Sappiamo che a fine settembre è prevista l’emanazione di bandi per l’assegnazione di voucher di 250€ mensili a sostegno del pagamento delle rette attraverso risorse individuate dalla Regione Marche. Intervento che abbiamo già giudicato positivo, ma che con ogni probabilità non sarà sufficiente a coprire i bisogni. Per tale motivo chiediamo che vi sia la disponibilità da parte degli Enti Locali ad integrare le risorse attualmente disponibili per ampliare la platea dei beneficiari.  Insistiamo affinché venga affrontata in modo organico la questione della determinazione delle tariffe, che non deve essere incentrata solo sull’importo della  rette, ma anche su una chiara quantificazione dei costi e sulla corrispondenza ai bisogni assistenziali reali delle persone. Così come non è accettabile che i maggiori costi ricadano completamente sulle famiglie. Riteniamo inoltre che anche nella determinazione delle rette si debba iniziare a prendere in considerazione la condizione reddituale delle famiglie, in quanto l’ applicazione di una retta uguale per tutti, se troppo elevata, rischia di determinare uno iniquo sbarramento all’accesso sulla base del reddito. Pensiamo infine che il territorio debba procedere ad una rilettura dei propri bisogni assistenziali, sia relativamente al numero dei posti letto disponibili, con l'obiettivo di ampliare il numero dei posti letto convenzionati, e sia alla tipologia di servizi, residenziali o semiresidenziali, che sarebbero necessari. Come Organizzazioni Sindacali abbiamo già richiesto un incontro all’Unione dei Comuni con cui stiamo definendo una data utile alla presenza anche dell’Azienda sanitaria.
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27/07/2026 Infortuni e malattie professionali in crescita nell’anconetano: la CISL chiede più prevenzione e formazione
«I dati Inail su infortuni sul lavoro e denunce malattie professionali al 31 maggio 2026 nella Provincia di Ancona, denotano purtroppo un incremento degli eventi rispetto al medesimo periodo del 2025»sottolinea il Responsabile della CISL di Ancona, Luca Talevi. Le denunce di infortunio passano infatti dai 2351 dei primi cinque mesi del 2025 ai 2405 dei primi cinque mesi del 2026, con un incremento degli eventi mortali che passano dai due del 2025, ai tre del 2026. In aumento sia gli accadimenti all'interno dei luoghi di lavoro che "in itinere" nel tratto casa -lavoro -casa, «a dimostrazione di come il rischio stradale rimanga una delle variabili più difficili da governare.»  Tra i settori maggiormente coinvolti le costruzioni e la logistica. In incremento anche le denunce di malattie professionali che passano dalle 737 dei primi cinque mesi del 2025 alle 834 dei primi cinque mesi del 2026. «L'incremento a due cifre delle denunce di malattie professionali è conseguenza di una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori - prosegue Talevi - e di una migliore attività diagnostica da parte dei medici competenti.» Le malattie del sistema osteo - muscolare e del tessuto connettivo si confermano le più diffuse, a causa principalmente dalla movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e posture incongrue ripetute nel tempo. Crescono anche i casi legati al tema dello stress - lavoro correlato. «I dati confermano come l'esposizione ai rischi tradizionale e l'insorgenza di patologie croniche legate all’attività lavorativa richiedono una costante e dinamica revisione delle misure di tutela e di aggiornamenti periodi del Documento di Valutazione dei Rischi che deve vedere i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza protagonisti -rilancia e conclude il Responsabile della CISL di Ancona - E' fondamentale una attenta opera di sensibilizzazione e prevenzione in tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento non solo di Rls e Rlst ma di tutti i lavoratori, ponendo al centro la formazione ed informazione diffusa, perché' la sicurezza non è un costo ma un investimento.»
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25/07/2026 Agenda 2030, Ferracuti: «Innovazione e infrastrutture devono mettere al centro le persone»
Infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e qualità del lavoro. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "Agenda 2030 – Goal 9: una sfida globale", svoltosi questa mattina nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo e dedicato alle sfide dello sviluppo sostenibile per il territorio marchigiano. Tra i relatori è intervenuto il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha ribadito la necessità di governare la transizione tecnologica mettendo al centro il lavoro e la persona. «Per la CISL Marche – ha dichiarato Ferracuti – i cardini su cui costruire il futuro della nostra regione sono chiari: competenze, partecipazione e un aumento della produttività che si traduca in salari più alti, maggiore benessere e più sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori. Costruire infrastrutture resilienti e governare l'innovazione tecnologica significa accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, investendo nella formazione e valorizzando il contributo delle persone. Solo così la crescita economica potrà essere realmente sostenibile e produrre benefici per l'intera comunità.» L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica nel futuro delle Marche, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Al dibattito hanno preso parte anche Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gian Luca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria.
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24/07/2026 "La scelta della partecipazione per uscire dal post- industirale"
  La Vita Picena 04 2026 Focus La scelta della partecipazione per uscire dal post-industriale Tra deficit infrastrutturali, imbuti culturali sullo smart working e il peso delle microimprese, il territorio piceno affronta una transizione complessa. Necessari co-progettazione, reti d’impresa e formazione continua dei lavoratori di Maria Teresa Ferretti Responsabile territoriale della Cisl di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto        
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22/07/2026 Maltempo, Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno: "Grandinate, danni ingenti per famiglie e imprese, situazione gravissima, subito lo stato di emergenza "
Nella serata di ieri diversi comuni dell'ascolano sono stati colpiti da grandinate mai viste prima. In queste ore Cgil, Cisl e Uil Ascoli Piceno iniziano a raccogliere i primi segnali di una situazione che, in particolare in riviera, è davvero grave.   «Si conoscono i danni che la cittadinanza ha subito: auto distrutte, abitazioni e rivestimenti danneggiati, cappotti abitativi compromessi, pannelli fotovoltaici devastati, oltre alle decine di cittadini colpiti direttamente dalla grandinata e costretti a ricorrere alle cure mediche, a cui va la nostra solidarietà in prima battuta.  - sottolineano i sindacati unitari -  La preoccupazione però non si ferma qui, dato che la situazione nelle attività economiche non è affatto migliore. E per molte lavoratrici e lavoratori il rischio è di vedere ripercussioni dirette anche sulla propria attività lavorativa, in aggiunta ai danni già subiti. Danni enormi attraversano tutti i settori, con capannoni danneggiati, magazzini devastati, negozi con vetrine rotte, cantieri sotto sopra, e ancora più grave la situazione del settore agricolo, dove i danni ai prodotti e ai rivestimenti delle strutture agricole avranno ripercussioni gravissime.  » Di fronte a una situazione di tale gravità, Cgil, Cisl e Uil si rivolgono ai Sindaci e al Presidente della Provincia, comunicando il proprio sostegno nel sollecitare rapidamente la Regione Marche, affinché si possa chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il riconoscimento dello stato di emergenza di interesse nazionale.   Inoltre, «chiediamo di dare gambe a un confronto tra istituzioni e parti sociali per verificare i danni e mettere in campo soluzioni straordinarie che evitino di far ricadere le conseguenze di quanto accaduto su lavoratrici e lavoratori.  - proseguono Cgil Cisl Uil Ascoli Piceno -  Questa emergenza dimostra, ancora una volta, che la vera priorità è investire subito e con decisione nella prevenzione e nella cura del territorio. Quanto abbiamo visto nella notte è il frutto amaro del cambiamento climatico che va attenzionato, e bisogna  agire con urgenza. Vanno messe in campo, quanto più rapidamente possibile, politiche di contrasto su scala globale, altrimenti eventi come questi saranno sempre meno rari e le ripercussioni sempre più dure ed evidenti.  Continuermo a vigilare e sostenere le comunità colpite - concludono -  affinché siano adottate tutte le misure necessarie per riparare i danni e garantire la sicurezza e la dignità di lavoratrici e lavoratori e delle famiglie coinvolte.»
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21/07/2026 CGIL, CISL e UIL Ascoli Piceno: striscione anonimo contro il Vescovo, atto ignobile e vergognoso Solidarietà e ferma condanna dell'accaduto
«In questi giorni abbiamo assistito a un vilipendio gratuito nei confronti di una figura importante per la nostra comunità. Un atto di odio e intimidazione che non può trovare spazio nel nostro territorio, che sempre si è distinto per i suoi valori di democrazia, rispetto e solidarietà.  - sottolineano CGIL CISL UIL Ascoli Piceno - Vogliamo esprimere con forza la nostra vicinanza al Vescovo, vittima di un’aggressione indegna di una società civile. Il nostro territorio deve custodire e difendere con determinazione i principi fondamentali, contenuti anche nella nostra Costituzione, per rafforzare la propria comunità e tornare un esempio di solidarietà ed accoglienza.» L’evento è un chiaro segnale di un clima che «non possiamo e non vogliamo tollerare. Le azioni intimidatorie come questa minano le fondamenta della nostra comunità e del nostro tessuto democratico.» Per questo, CGIL, CISL e UIL esprimono con fermezza solidarietà e vicinanza al Vescovo. «Siamo al fianco di tutte le persone del nostro territorio che si battono per un futuro di rispetto, giustizia e libertà. Ricordiamo a tutti che atti come questi sono rigettati dalla nostra coscienza e dalla solidarietà che ci unisce. - concludono - Non lasceremo che la paura e l’odio prevalgano: difenderemo ogni spazio di libertà e Democrazia con forza e determinazione.»
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20/07/2026 Caldo intenso, Cgil Cisl Uil Ancona al Comune: «Interventi immediati negli asili e un piano strutturale per il futuro»
Un intervento urgente per garantire condizioni di sicurezza a lavoratori e bambini negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia e negli uffici amministrativi scolastici, insieme ad una programmazione strutturale per affrontare in modo definitivo gli effetti delle ondate di calore. È quanto chiedono le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil di Ancona in una lettera inviata al sindaco Daniele Silvetti e al dirigente comunale Giorgio Foglia. Le organizzazioni sindacali evidenziano come le temperature elevate registrate in questi giorni, ormai una condizione ricorrente negli ultimi anni, rendano sempre più difficile garantire ambienti di lavoro e di permanenza sicuri. La richiesta arriva anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi all'asilo nido "Stella Stellina" e delle segnalazioni avanzate da Rsu, Rls e dirigenti scolastici degli istituti comprensivi cittadini. Nell'immediato, Cgil, Cisl e Uil chiedono il potenziamento dei sistemi di refrigerazione negli asili nido pubblici e privati e nelle scuole dell'infanzia dove, durante il periodo estivo, operano anche numerosi lavoratori amministrativi. Parallelamente, i sindacati sollecitano il Comune a prevedere nel prossimo bilancio risorse dedicate all'installazione di impianti di climatizzazione e di altri sistemi idonei a garantire un adeguato raffrescamento degli edifici scolastici, così da assicurare, negli anni a venire, condizioni di sicurezza e benessere per lavoratori e utenti, in particolare per i bambini. «L'emergenza caldo non può più essere affrontata come un evento straordinario – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – Servono risposte immediate per tutelare chi lavora e chi frequenta le strutture educative, ma anche una programmazione stabile che consenta agli edifici scolastici di affrontare in modo adeguato gli effetti dei cambiamenti climatici».
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18/07/2026 Alluvione 2022, consegnati 24 automezzi alla Protezione Civile dei Comuni colpiti Ferracuti: "La solidarietà produce risultati concreti"
La solidarietà si trasforma in un aiuto concreto per i territori marchigiani colpiti dall'alluvione del 2022. Questa mattina, a Senigallia, sono stati consegnati 24 automezzi destinati alla Protezione Civile di altrettanti Comuni delle Marche, grazie all'iniziativa di solidarietà promossa da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. L'intervento è stato reso possibile attraverso la raccolta del contributo volontario di imprese e lavoratori, che hanno scelto di sostenere le comunità colpite dall'emergenza. Un gesto di solidarietà collettiva che oggi si traduce in strumenti concreti per rafforzare la capacità di intervento dei territori. I mezzi sono stati assegnati ai Comuni di Acqualagna, Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Genga, Ostra, Ostra Vetere, Sassoferrato, Senigallia, Serra de' Conti, Trecastelli, Cagli, Cantiano, Pergola, Frontone, Serra Sant'Abbondio, Fano, Gabicce Mare, Montegrimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro Auditore e Urbino. «La solidarietà non è solo un valore, ma un impegno che produce risultati concreti – ha dichiarato il Segretario Generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – In una società sempre più segnata dall'individualismo, il mondo del lavoro rappresenta ancora una comunità capace di unirsi e di prendersi cura delle persone e dei territori. Grazie al contributo di lavoratrici, lavoratori e imprese, oggi abbiamo realizzato un primo intervento concreto a sostegno delle comunità colpite per affrontare le emergenze». La consegna dei veicoli rappresenta il primo risultato tangibile di una mobilitazione che ha visto il sistema produttivo e il mondo del lavoro agire insieme, confermando il valore della collaborazione tra parti sociali e imprese nei momenti di maggiore difficoltà. Un segnale importante di vicinanza ai territori, che rafforza la capacità operativa della Protezione Civile e testimonia come la solidarietà, quando diventa azione condivisa, possa lasciare un segno concreto nelle comunità.  
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17/07/2026 Comune di Ancona: più servizi, più investimenti sul personale. La CISL FP "Ora è il momento di valorizzare chi sta facendo crescere la città"
Negli ultimi anni il Comune di Ancona ha investito con decisione nell'ampliamento dei servizi rivolti ai cittadini. Sono aumentati gli eventi, è stato rafforzato il presidio della sicurezza urbana, sono stati ampliati i servizi educativi con il Nido Estate per i bambini da 0 a 3 anni e con i Centri Estivi destinati ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, oltre a numerose altre attività che hanno reso la città sempre più dinamica e vicina alle esigenze delle famiglie. Si tratta di un percorso importante che la CISL FP Marche riconosce e apprezza. Dietro ogni nuovo servizio, però, ci sono le donne e gli uomini del Comune di Ancona che, con professionalità e senso di responsabilità, hanno accettato carichi di lavoro sempre maggiori, nuove competenze e responsabilità crescenti, spesso in condizioni di sotto organico. Negli ultimi anni molti dipendenti hanno scelto di lasciare il Comune per amministrazioni che offrono condizioni economiche più favorevoli. Per questo motivo diventa fondamentale non solo programmare nuove assunzioni, ma soprattutto valorizzare chi ha scelto di continuare a lavorare per il Comune di Ancona. Come organizzazione sindacale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale e maggiormente rappresentativa all'interno dell'Ente, la CISL FP Marche ha già chiesto, nei tavoli della contrattazione, un incremento delle risorse economiche destinate al personale. Il Comune ha già dimostrato sensibilità su questo tema utilizzando, lo scorso anno, le opportunità offerte dal cosiddetto Decreto Zangrillo, destinando oltre 400.000 euro aggiuntivi al Fondo del salario accessorio. «Una scelta che abbiamo apprezzato.- sottolinea il segretario generale CISL FP Giovanni Cavezza - Oggi, però, riteniamo che sia necessario compiere un ulteriore passo in avanti. L'aumento delle attività, delle responsabilità e dei servizi resi alla cittadinanza deve trovare un corrispondente riconoscimento economico per i lavoratori comunali.» Per questo motivo la CISL FP Marche chiederà un incontro al Sindaco e all'Assessore al Bilancio con l'obiettivo di individuare insieme le migliori soluzioni per incrementare ulteriormente le risorse destinate alla valorizzazione economica del personale, utilizzando tutte le possibilità offerte dalla normativa vigente. Investire sui dipendenti significa rendere il Comune più attrattivo, trattenere professionalità qualificate e garantire continuità e qualità ai servizi pubblici. Particolare attenzione merita la Polizia Locale, oggi chiamata a svolgere un numero sempre maggiore di attività, dai grandi eventi al progetto "Ancona Sicura", fino ai servizi serali e notturni.È necessario che questo maggiore impegno venga adeguatamente riconosciuto anche dal punto di vista economico. «Riteniamo opportuno che il personale con più di sessant'anni possa essere esonerato dai servizi oltre le ore 22, lasciando comunque la possibilità di aderire su base volontaria. - prosegue Cavezza - Una scelta che garantirebbe maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai cittadini, considerando che nelle fasce orarie notturne gli interventi risultano spesso più complessi e delicati.» Un'attenzione particolare va riservata anche ai servizi educativi. Il Nido Estate (0-3 anni) e i Centri Estivi (3-14 anni) rappresentano un servizio fondamentale per le famiglie e comportano un notevole impegno organizzativo per il personale. Quest'anno sono state adottate soluzioni emergenziali per affrontare le elevate temperature ma non sono state sufficienti,  è necessario programmare interventi strutturali definitivi con l'installazione di impianti di climatizzazione nelle strutture comunali. Garantire ambienti adeguati significa tutelare i bambini, offrire tranquillità alle famiglie e consentire al personale di svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili. Lo stesso vale per gli operai, il personale tecnico, amministrativo e tutti gli altri dipendenti comunali che ogni giorno assicurano il funzionamento della macchina amministrativa e che, con organici spesso ridotti, continuano a garantire servizi di elevata qualità. Ancona guarda con ambizione ai prossimi anni e ai grandi appuntamenti che la attendono. Per affrontare queste sfide servono strutture moderne, organizzazione efficiente, personale motivato e adeguatamente valorizzato. La CISL FP Marche continuerà a svolgere il proprio ruolo con spirito costruttivo, dialogando con l'Amministrazione comunale e avanzando proposte concrete affinché la crescita della città proceda di pari passo con la crescita del valore riconosciuto ai suoi dipendenti. «Siamo convinti che il Comune di Ancona saprà continuare il percorso già avviato negli ultimi anni, investendo ancora sulle proprie lavoratrici e sui propri lavoratori. - conclude il segretario generale CISL FP Marche - Valorizzare il personale significa migliorare i servizi ai cittadini. Ed è proprio questo l'obiettivo che la CISL FP Marche continuerà a perseguire con determinazione.»
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 Fedrigoni Fabriano, i sindacati: "Servono certezze su energia, investimenti e futuro occupazionale"
Le Segreterie territoriali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL intervengono sul dibattito aperto in questi giorni dopo il blackout che ha interessato lo stabilimento Fedrigoni di Fabriano, ribadendo che la priorità resta la tutela dell'occupazione, della salute e della sicurezza dei lavoratori, insieme alla continuità produttiva e al futuro industriale del sito. Le organizzazioni sindacali spiegano di aver già avviato un confronto con l'azienda per ottenere chiarimenti puntuali sulle cause dell'interruzione elettrica, sulle misure adottate nell'immediato e sugli investimenti necessari a prevenire il ripetersi di episodi analoghi. L'obiettivo è verificare che agli impegni assunti corrispondano interventi concreti a tutela degli impianti, della produzione e dei livelli occupazionali. Particolare attenzione viene riservata al tema dell'autonomia energetica dello stabilimento. Secondo SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, dopo la cessione di una delle due turbine a gas è indispensabile garantire la piena efficienza dell'unico impianto di cogenerazione rimasto operativo. La nuova caldaia, infatti, assicura la produzione di vapore ma non quella di energia elettrica, rendendo il sito maggiormente esposto a eventuali criticità della rete con possibili ripercussioni sulla produzione di Fabriano e degli stabilimenti collegati di Rocchetta, Pioraco e Castelraimondo. I sindacati guardano ora ai prossimi incontri con il management del Gruppo, a partire dal confronto del 16 luglio con Jacques Joly e dalla successiva visita di Fulvio Capussotti, dai quali si attendono risposte chiare non solo sul piano energetico e sugli investimenti, ma anche sulle prospettive industriali del sito fabrianese. Tra i nodi ancora aperti figura anche il reparto E-Close, già interessato dal fermo di tre macchine su cinque e dalla perdita del ciclo continuo, con numerosi lavoratori somministrati che attendono ancora certezze sul proprio futuro. Per le organizzazioni sindacali è fondamentale conoscere le strategie del Gruppo per garantire continuità produttiva e occupazionale. Le preoccupazioni, sottolineano le sigle sindacali, sono aggravate dall'esperienza della chiusura della società Giano, che ha coinvolto 195 lavoratrici e lavoratori, lasciando un segno profondo nel territorio. Per questo motivo ogni scelta industriale deve essere affrontata con trasparenza e attraverso un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori. «Le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di risposte, investimenti e prospettive, non di ricostruzioni parziali che alimentano soltanto incertezza» - ribadiscono SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPL, confermando l'impegno a vigilare affinché lo stabilimento di Fabriano continui a rappresentare un presidio strategico per il Gruppo Fedrigoni e per l'intero comprensorio.
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10/07/2026 Fiorini Packaging, FISTEL CISL primo sindacato negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli
La FISTEL CISL Marche si conferma il primo sindacato di riferimento alla Fiorini Packaging. Le elezioni per il rinnovo delle RSU e degli RLS, svoltesi l'8 e il 9 luglio negli stabilimenti di Senigallia e Trecastelli, hanno visto l'elezione di due rappresentanti RSU e di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, consolidando la presenza dell'organizzazione sindacale all'interno dell'azienda. «Si tratta di un risultato di grande valore, che premia il lavoro svolto in questi anni e la credibilità costruita quotidianamente accanto ai lavoratori» commenta Alessandro Gay, segretario generale della FISTEL CISL Marche. «Il consenso ottenuto rappresenta una responsabilità ancora maggiore. Ringraziamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno scelto di darci fiducia e ci congratuliamo con i neoeletti, ai quali garantiremo il pieno supporto della nostra organizzazione affinché possano svolgere al meglio il loro mandato di rappresentanza.» Per la FISTEL CISL Marche il risultato elettorale costituisce anche il punto di partenza per rilanciare il confronto con l'azienda sulle principali questioni emerse nel corso delle assemblee degli ultimi mesi. «L'obiettivo – prosegue Gay – è riaprire quanto prima un tavolo di contrattazione con la direzione aziendale per dare risposte concrete alle esigenze espresse dai lavoratori. Continueremo a portare avanti un confronto serio, responsabile e orientato ai risultati, garantendo la massima trasparenza e informando costantemente i dipendenti sull'evoluzione delle trattative e sulla situazione aziendale.» La FISTEL CISL Marche esprime infine un sentito ringraziamento a tutti i lavoratori per la partecipazione al voto e rivolge ai nuovi rappresentanti eletti l'augurio di un proficuo lavoro al servizio delle colleghe, dei colleghi e dell'intera comunità aziendale.
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10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
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09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
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08/07/2026 Ricostruzione, CISL Marche in visita al cantiere del Palazzo Ducale di Camerino: «Un segnale concreto di rigenerazione, ma la sicurezza deve restare una priorità»
Una delegazione della CISL Marche, composta da Luca Tassi, Segretario regionale,  David Ballini, Responsabile AST Tolentino - Camerino e  Rocco Gravina, Responsabile AST  Macerata, guidata dal Segretario generale Marco Ferracuti, ha visitato oggi il cantiere del Palazzo Ducale di Camerino, dove da alcuni mesi sono ripartiti i lavori di ricostruzione di uno dei luoghi simbolo della città e dell'intero cratere sismico. Ad accogliere la delegazione erano presenti il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il professor Alessandro Delpriori dell'Università di Camerino, il direttore dei lavori, ingegner Cristiano Bordo, e Vincenzo Mammarella, titolare dell'impresa IES Fratelli Mammarella, impegnata nell'intervento. «È un'occasione importante – ha dichiarato il Segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti – perché rappresenta un segnale concreto di rigenerazione e di futuro che restituisce speranza a un territorio duramente colpito dal sisma. Il Palazzo Ducale è il cuore di Camerino, un simbolo della rinascita della città: dal suo recupero passa una parte fondamentale del rilancio del territorio e della ripresa delle attività sociali, culturali ed economiche dell'intero cratere.» La visita è stata anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri della ricostruzione, alla luce del grave infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un cantiere post-sisma a Trisungo di Arquata del Tronto. «La ricostruzione deve procedere, ma deve farlo sempre in condizioni di massima sicurezza. Il grave incidente di questa mattina ci ricorda che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. C'è ancora molta strada da fare per garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. Al lavoratore ferito e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza.» Per la CISL Marche, la ricostruzione del patrimonio pubblico e privato deve procedere insieme alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, affinché la rinascita dei territori colpiti dal sisma sia fondata non solo sulla qualità delle opere realizzate, ma anche sul rispetto del lavoro sicuro e della vita di chi ogni giorno opera nei cantieri.  
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08/07/2026 Le rette delle Residenze Protette del distretto di Jesi in 18 mesi sono aumentate mediamente di 60 euro al mese: l’indagine di CGIL CISL UIL
«Abbiamo condotto una indagine sulle rette delle Residenze Protette nel distretto sanitario di Jesi. In particolare abbiamo analizzato l’andamento della retta per un posto letto in camera doppia in una struttura R3, per anziani non autosufficienti. Le strutture che hanno posti convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, per tale tipologia di pazienti nel distretto di Jesi sono 15 e garantiscono un offerta di circa 450 posti letto.  - scrivono in una nota stampa CGIL CISL UIL di Jesi, insieme alle rispettive  Federazioni dei pensionati - Si tratta di un offerta largamente insufficiente se è vero che gli anziani non autosufficienti sul territorio del distretto di Jesi sono oltre 4000 e  la lista d’attesa per queste strutture a fine 2025 a  vedeva la presenza di 239 richieste.» Dall’ indagine è emerso che la retta media per un posto letto in camera doppia in una Residenza protetta per non autosufficienti ammonta a giugno 2026 a 50,50 € al giorno e dal gennaio 2025 a oggi è cresciuta mediamente di 2 euro, determinando quindi in questo anno e mezzo un aggravio di spesa per le famiglie  di circa 60 euro al mese. In particolare 5 delle 14 strutture che hanno risposto ( formalmente o per le vie brevi) alla richiesta di dati da parte di CGIL CISL UIL Jesi hanno evidenziato un aumento della retta giornaliera all’utenza negli ultimi 12 mesi: Santa Maria Nuova, Moie, Morro d’alba, Cupramontana, Mergo. In tutti i casi esaminati, la retta all’ utenza non risulta suddivisa tra quota base e quota integrativa che deve riferirsi esclusivamente a remunerare prestazioni aggiuntive sulla base di specifiche richieste degli utenti. «Siamo inoltre a conoscenza di una struttura, quella di Apiro, dove è stato deliberato dal corrente mese di luglio l’aumento di 13,5 euro al giorno ( 405 euro al mese) per garantire l’ equilibrio finanziario della struttura.- proseguono -  Di fronte a questi aumenti abbiamo immediatamente chiesto un incontro alla AST di Ancona, in virtù del ruolo di vigilanza che essa esercita di fronte a soggetti convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, anche ai fini della piena applicazione della DGRM 1403/2025. Riteniamo inoltre  necessario che quanto prima vengano attivati i bandi regionali per l’erogazione dei voucher di 250 euro mensili previsti dall’ accordo “multileva” condiviso tra Regione e OO.SS. Valuteremo, in sede di confronto sui bilanci, quali risorse della spesa sociale dei comuni potrà essere destinata a sostenere tali situazioni.» Secondo di sindacati «con questi aumenti, in assenza di risposte strutturali, è forte il rischio che l’accesso a tali servizi socio-sanitari,  venga fortemente condizionato dalla capacità di reddito delle famiglie, tagliando fuori quelle che non  possono permetterselo, indipendentemente dalla condizioni sociali in cui si viene a trovare le persona non autosufficiente. Come CGIL CISL UIL del territorio di Jesi continueremo a tenere alta l’ attenzione su questo tema, chiedendo risposte strutturali e una strategia di intervento a tutte le istituzioni coinvolte.»
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22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
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