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  • Badge di cantiere_Jacopo Lasca (Filca-Cisl Marche): “Strumento decisivo per lavoro di qualità nella ricostruzione del sisma 2016”

“Il badge di cantiere è finalmente una realtà operativa. Si tratta di un traguardo importante per il sistema della ricostruzione dell'Appennino centrale, frutto di un lungo percorso iniziato alla fine del 2020 con la prima sperimentazione avviata a Macerata, nata come proposta operativa del Tavolo dei flussi di manodopera istituito presso la Prefettura”. Lo dichiara Jacopo Lasca, segretario generale della Filca-Cisl Marche. “Dopo sei anni di lavoro, confronto e approfondimenti – spiega il sindacalista - necessari anche per risolvere le complesse questioni legate alla normativa sulla privacy, il badge di cantiere diventa oggi uno strumento diffuso in tutto il cratere del sisma 2016, rappresentando una delle innovazioni più significative introdotte nel settore delle costruzioni. Parliamo di 8.393 cantieri, con 3.677 opere pubbliche programmate nell’intera area, per un importo complessivo di quasi 5 miliardi di euro. Di questi 781 cantieri sono in corso, mentre le opere già concluse sono 684. A questi cantieri vanno aggiunti gli interventi relativi agli edifici di culto per 1.276 cantieri, di cui 213 sono in corso di realizzazione. Nella sola Regione Marche gli addetti del settore occupati direttamente nella ricostruzione sono 19.826. Il badge – aggiunge - consente un monitoraggio efficace e trasparente di queste numerosissime maestranze impegnate nei cantieri, dando piena attuazione all'articolo 35 del Decreto Legislativo n. 189/2016. La sua introduzione rafforza il binomio tra sicurezza sul lavoro e legalità, garantendo una maggiore tracciabilità della forza lavoro e contribuendo così al rispetto del Ccnl del settore, contrastando fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale, e quindi a vantaggio non solo dei lavoratori ma anche delle aziende serie. Lo strumento, inoltre, conferma il ruolo centrale della bilateralità, quale sistema capace di garantire qualità, regolarità e tutela del lavoro, in stretta collaborazione con le istituzioni coinvolte nella ricostruzione”. Molto significativi anche gli effetti del badge di cantiere sul fronte della legalità: “Questo strumento ha un'importanza strategica nella prevenzione delle infiltrazioni criminali, perché supporta il lavoro della GIA (gruppo interforze antimafia), rafforzando i controlli sui flussi di manodopera e aumentando la trasparenza dei cantieri. Insieme al certificato di congruità e al settimanale di cantiere, il badge costituisce uno dei pilastri del nuovo sistema di controllo e qualificazione della ricostruzione, contribuendo non solo alla qualità delle opere realizzate e delle condizioni di lavoro, ma anche al contrasto delle infiltrazioni criminali nel tessuto economico e sociale dell'Appennino centrale. Grazie anche al nostro pressing e alle proposte che lanciamo - sottolinea Lasca - il territorio del cratere si è dotato di strumenti innovativi che stanno trasformando il più grande cantiere d'Europa in un vero laboratorio di sperimentazione per il settore delle costruzioni. La digitalizzazione dei processi e l'integrazione delle banche dati dei soggetti bilaterali e delle istituzioni rappresentano oggi una straordinaria opportunità per qualificare ulteriormente il comparto, migliorare l'efficacia dei controlli e favorire una gestione sempre più moderna e trasparente della ricostruzione. Essendo uno strumento completamente digitale, il badge di cantiere offre inoltre importanti prospettive di sviluppo. Tra queste, la possibilità di integrare al suo interno l'intero percorso formativo dei lavoratori in materia di sicurezza, certificando la formazione svolta presso gli enti bilaterali, che rappresentano la principale garanzia di qualità e affidabilità". Il percorso, tuttavia, non può considerarsi concluso. Per il sindacalista cislino "è ora necessario dare piena attuazione anche a un altro punto fondamentale previsto dall'articolo 35 del Decreto Legislativo n. 189/2016. Per contrastare efficacemente fenomeni di caporalato, intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori è indispensabile intervenire sulle mancate comunicazioni dei domicili dei lavoratori in trasferta e procedere rapidamente alla realizzazione di campi base destinati alla loro accoglienza. Solo completando questo percorso sarà possibile costruire un modello di ricostruzione sempre più fondato sulla legalità, sulla sicurezza, sulla dignità del lavoro e sull'innovazione, facendo dell'Appennino centrale un punto di riferimento nazionale per il futuro del settore delle costruzioni”, ha concluso il segretario generale della Filca marchigiana.