Nonostante il divieto di lavoro nelle ore più calde, le segnalazioni di violazioni si moltiplicano. Jacopo Lasca Segretario FILCA CISL Marche al TGR Marche:«Trenta casi in tutta la regione, la produzione non vale quanto una vita.»
Il termometro sale, scatta il "bollino rosso", ma in molti cantieri delle Marche le macchine non si fermano. Nonostante la Regione Marche abbia emesso un'ordinanza specifica che vieta le attività lavorative nei settori più esposti durante le ore centrali della giornata, la realtà dei fatti racconta una storia di diffusa inosservanza.
Secondo quanto denunciato dalla FILCA CISL, il rispetto del provvedimento è ancora lontano dall'essere soddisfacente. Il sindacato riceve segnalazioni quasi quotidianamente: ad oggi sono circa una trentina i casi accertati a livello regionale di operai costretti a lavorare sotto il sole cocente.
Sebbene in alcuni casi sia stato possibile attivare la cassa integrazione per eventi meteorologici, i rappresentanti dei lavoratori sottolineano come il rischio legato alle alte temperature non possa più essere gestito come un’eccezione passeggera. Il caldo estremo nei mesi estivi è ormai un rischio strutturale e non più una semplice emergenza temporanea.
L'attenzione delle autorità e della FILCA CISL resta massima, ma viene chiesto anche l’aiuto della società civile. Ogni cittadino che ravvisi il mancato rispetto delle norme può intervenire: per segnalare operai al lavoro nelle fasce orarie vietate è sufficiente rivolgersi al comando dei vigili urbani del proprio comune. Il punto critico resta la fascia oraria compresa tra mezzogiorno e le 16,00. In questo intervallo, l'esposizione diretta al sole è considerata un pericolo gravissimo per chiunque, ma diventa insostenibile per chi svolge mansioni fisiche pesanti nei cantieri.