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  • Servizi sociali a Senigallia: "Importante aprire il confronto con i sindacati e garantire uniformità e pari dignità"

«Abbiamo assistito ad una accelerazione nel dibattito politico in seno al consiglio comunale di Senigallia sul modello di gestione ed erogazione dei servizi sociali ad oggi garantiti attraverso l’ Unione dei comuni. -  affermano CGIL CISL UIL Senigallia -  Ci spiace non essere stati coinvolti in una discussione così importante nonostante il contributo concreto e propositivo che abbiamo sempre portato nella discussione sulle politiche sociali di questo territorio. Anche nell’ ultimo incontro con l’ amministrazione comunale, a fine luglio, avevamo chiesto informazioni circa l’ orientamento dell’ ente rispetto a tale questione, ma nulla lasciava presagire l’avvio fattivo di un percorso di verifica.»

Per CGIL CISL UIL del territorio di Senigallia i modelli organizzativi dei servizi sociali devono garantire innanzi tutto due principi: 1) l’erogazione uniforme, rispetto ai bisogni, dei servizi sociali e sociosanitari su tutto il territorio, 2) la pari dignità politica dei territori nella capacità di indirizzo delle politiche sociali.

«A partire da questi principi va impostata, se mai, una discussione sul modello organizzativo, che, va detto,  nell’ attuale configurazione di Unione dei Comuni per quanto ci riguarda ha garantito alle Organizzazioni sindacali la possibilità di confronto sui problemi della popolazione e la condivisione di dati e scelte operative» rilanciano i sindacati unitari.

 Le Organizzazioni sindacali ritengono l’unione dei comuni, in quanto ente gestore, «un fattore distintivo di questo territorio, una realtà importante che ha dimostrato nel tempo la sua efficacia ed ha permesso di realizzare una politica sociale omogenea in tutto l’ambito, realizzata anche con un confronto continuo con le organizzazioni sindacali -  proseguono -  In questi anni pur difficili, l’Ambito Sociale Territoriale n° 8 e l’Unione dei Comuni hanno permesso di recuperare risorse economiche, di partecipare a numerosi bandi di elevata complessità, che i comuni da soli non sono in grado di garantire. L’attenzione nei confronti dei soggetti più deboli del territorio sono progrediti in termini di qualità e quantità.»

CGIL CISL UIL SPI FNP UILP di Senigallia ribadiscono che «la programmazione e la gestione dei servizi sociali sono principalmente di competenza degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) , in base a un Piano di Zona e secondo quanto stabilito dalla legge 328/2000, che vede nel confronto tra le parti sociali la sua principale modalità di realizzazione. Come sindacato insieme alle associazioni del territorio auspichiamo che nelle prossime settimane si apra  un confronto con l’Unione e con l’Ambito territoriale, anche attraverso lo strumento della co-progettazione, per rilanciare una serrata interlocuzione sulle emergenze del territorio che noi individuiamo in tre aspetti, politiche abitative, anziani e disabilità. - concludono - Infine crediamo che per rilanciare l’azione dell’Unione e dell’Ambito bisogna arricchire la gestione di nuove competenze che riguardano la protezione civile comune, la programmazione turistica e centro acquisti coordinato.»