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  • Regione Marche: attivati 13 Ambulatori per i Bisogni Non Differibili a supporto dei Pronto Soccorso
La Regione Marche ha definito, con la DGR 1159 del 21 settembre, le nuove linee di indirizzo per l’evoluzione del modello territoriale previsto dal DM 77/2022, introducendo una rete di 13 Ambulatori per i Bisogni Non Differibili, uno per ciascun Pronto Soccorso del territorio regionale che si aggiunge alla DGR 557 del 18 Maggio sull'organizzazione dei percorsi per gli Ospedali di Comunità. Le nuove strutture saranno operative tutti i giorni dalle 8 alle 20, compresi sabato e domenica, e garantiranno una risposta tempestiva ai bisogni sanitari che richiedono una valutazione rapida ma non configurano un’emergenza. Non rientrano tra le casistiche trattabili le condizioni di competenza esclusiva del Pronto Soccorso, come dolore toracico, gravi difficoltà respiratorie, sospetto ictus e tutte le patologie tempo‑dipendenti. Gli Ambulatori saranno collegati in telemedicina con i reparti ospedalieri e potranno attivare percorsi fast track verso servizi specialistici, diagnostica e radiologia, con l’obiettivo di velocizzare la presa in carico e migliorare la continuità assistenziale. L’accesso potrà avvenire tramite numero dedicato, su invio del medico di medicina generale o del pediatra, oppure attraverso il triage ospedaliero, quando la valutazione clinica non richiede la gestione diretta in Pronto Soccorso.
La Regione Marche ha scelto di valorizzare le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità come strumenti centrali per il rafforzamento della sanità territoriale e per una gestione più efficace dei flussi in entrata nei Pronto Soccorso, in un modello integrato tra ospedale e territorio. La CISL FP Marche ritiene indispensabile che accanto a queste importanti misure finalizzate a meglio governare il flusso verso i Pronti Soccorsi, gestire il fenomeno del boarding ovvero lo stazionamento prolungato, ci sia un investimento reale sulla sanità territoriale capace di tradurre concretamente il concetto che la prestazione sanitaria, e quindi il bisogno di salute, non sia solo ospedaliconcentrica ma diffusa e capillare in tutto il territorio regionale. Per questo serve dotare le case di comunità di tutti i professionisti necessari ed in numero adeguato in una logica di integrazione piuttosto che di trasferimento. In questa prima fase è abbastanza evidente l'investimento importante sull'ammodernameto strutturale mentre ancora restano da chiarire le reali dotazioni organiche. l professionisti non possono essere gli stessi che lavoravano nei distretti, nei poliambulatori territoriali e nelle cure domiciliari.
«La presa in carico in prossimità e l’erogazione di prestazioni adeguate ai bisogni della popolazione richiedono un investimento significativo sul capitale umano - dichiarano Giovanni Cavezza e Alessandro Contadini della CISL FP Marche - I professionisti devono essere messi nelle condizioni ottimali per operare in sicurezza, con responsabilità commisurate ai profili professionali e con strumenti e competenze adeguate per garantire risposte concrete ai cittadini. Occorre eliminare il rischio boomerang che in assenza di risposte anche tramite aspettative sovrastimate, si inneschi un pericoloso fenomeno di ritorno dalle case e ospedali di comunità verso il Pronto Soccorso che evidenzierebbe tutti limiti del nostro sistema sanitario regionale rendendo vano la programmazione e gli investimenti sulla sanità territoriale.»