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  • Beko Melano, la RSU lancia l’allarme: "Senza investimenti e volumi produttivi il futuro dello stabilimento è a rischio"

La RSU Fim-Fiom-Uilm dello stabilimento di Melano, alla luce dell’assetto previsto per il mese di settembre, ribadisce con forza la propria profonda preoccupazione per una situazione che si conferma come non mai estremamente complessa e priva di prospettive certe. Il piano industriale in atto non sta garantendo alcuna stabilità.

«A fronte di un volume di uscite incentivate decisamente superiore a quello inizialmente preventivato con l'accordo dell'aprile 2025, a valle il nostro sito non ha registrato alcun beneficio strutturale concreto. Il calo reale del ricorso alla CIGS — obiettivo centrale e spirito fondante dell'intesa — è rimasto finora una promessa del tutto disattesa per la maggioranza dei lavoratori e soprattutto per quelli con ridotte capacità» sottolineano i sindacati di categoria.

A gravare sul futuro del sito contribuiscono diversi fattori critici:

  • Perdita dei Volumi Produttivi: le note difficoltà di vendita continuano a sollevare pesanti dubbi sulla tenuta del budget produttivo di inizio 2026 (fissato a poco più di un milione di pezzi). Il rischio concreto è quello di scendere al di sotto di questa soglia psicologica e strutturale fondamentale, tanto più che ad oggi lo stabilimento non produce piani con marchio Beko.
  • Contrazione dell'Induzione: risulta incomprensibile al di là del presunto calo del mercato la forte frenata del settore induzione, da sempre indicato come il fulcro dello sviluppo futuro di Melano.
  • Assenza di Investimenti: continuano a latitare gli interventi economici indispensabili per l'innovazione dei processi e per il lancio di nuovi prodotti sul mercato.

« È indispensabile comprendere una volta per tutte quale sia la vera strategia di Beko in grado di garantire un futuro industriale al sito di Melano, che appare oggi spaventosamente distante da quanto sottoscritto oltre 16 mesi fa al Mimit.  - concludono -   La RSU non intende assistere passivamente al progressivo ridimensionamento dello stabilimento. Pretendiamo risposte immediate, il rispetto degli impegni presi e il rilancio reale degli investimenti a garanzia dell'occupazione e della tenuta industriale del nostro territorio.»