Notizie dalla Usr

19/10/2026 INAS CISL MARCHE, l’Istituto di Patronato di Cisl Marche, ricerca un/una operatore/trice addetto/a allo sportello per la propria sede di SAN BENEDETTO DEL TRONTO– Rif. InasSBT26
La persona assunta, inizialmente affiancata da figure senior e accompagnata da adeguati percorsi formativi, si occuperà della gestione dell’utenza in materia di consulenza assistenziale e previdenziale, svolgendo le pratiche relative a: -      pensioni e contributi -      sostegno al reddito -      tutela della famiglia -      invalidità e disabilità -      previdenza complementare -      infortuni e malattie professionali -      assistenza agli stranieri in Italia   II/la candidato/a ideale possiede un diploma e/o laurea ad indirizzo socio-economico e vive nei territori dove andrà ad operare. La sua formazione è riconducibile preferibilmente alle discipline giuridiche, sociali ed economiche con programma di studi caratterizzato da apprendimenti intorno ai temi soprattutto del diritto previdenziale ma anche del lavoro e sindacale. Sono apprezzate esperienze operative, professionali o di ricerca nelle aree appena descritte. È necessaria la conoscenza dei principali pacchetti informatici. È gradito l’utilizzo ordinario dei social media e una buona conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata.  L’impiego previsto è a forte impatto sociale, a contatto diretto e costante con un’utenza portatrice di domande e bisogni di natura assistenziale e previdenziale, cruciali per la propria vita. Per questo, come caratteristiche biografiche e di personalità, immaginiamo di incontrare persone integrate, appassionate e conoscitrici del territorio in cui vivono e in cui andranno ad operare; intraprendenti, con spiccate capacità relazionali tra le quali l’ascolto, la pazienza, il governo dello stress e la resilienza; dotate di curiosità, creatività e progettualità; desiderose di scoprire nuove situazioni in cui misurarsi; caratterizzate da una forte dote di auto-organizzazione nella gestione dei tempi e nel raggiungimento degli obiettivi assegnati. Completa il profilo una buona capacità di lavorare in gruppo e l’esperienza nel mondo dell’associazionismo e/o della cura delle persone. Il candidato selezionato verrà inserito a tempo pieno con contratto di lavoro subordinato e una retribuzione da definire in base agli esiti del percorso di selezione. Sono previste: 14a mensilità, buono pasto, Fondo complementare per previdenza e sanità, Fondo solidarietà per eventi particolari. Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03. Per candidarsi compilare il form entro le ore 24.00 del 29 ottobre 2026, aprendo il seguente link: https://cislmarche.it/ricerca-personale, Rif. InasSBT26
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16/10/2026 Artigianato marchigiano, siglato il Protocollo unitario tra associazioni datoriali e sindacati per sviluppo, lavoro di qualità, sicurezza e innovazione
Le organizzazioni regionali dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai, insieme alle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL delle Marche, hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’intesa regionale che rafforza il sistema di relazioni sindacali dell’artigianato marchigiano e definisce una strategia condivisa per affrontare le principali sfide economiche, sociali e produttive dei prossimi anni. L’accordo nasce nel solco della positiva esperienza maturata attraverso la contrattazione regionale e la bilateralità artigiana e conferma la volontà delle Parti di costruire un modello di sviluppo fondato sulla crescita delle imprese, sulla qualità del lavoro, sulla valorizzazione delle competenze, sulla sicurezza e sulla coesione sociale dei territori. «La forza di questo protocollo sta   nella volontà  di sindacati e associazioni datoriali di assumersi una responsabilità comune in una fase di profondi cambiamenti, che generano inquietudine tra imprenditori e lavoratori. Individuare insieme le priorità significa dare una direzione al cambiamento, tutelare il valore dell’artigianato marchigiano e creare le condizioni per rigenerarlo.  In questo percorso  al  centro ci sono i  lavoratori con le loro competenze, la loro esperienza e il loro contributo quotidiano che devono essere riconosciuti e valorizzati. Per questo riteniamo particolarmente importante l’obiettivo condiviso di rinnovare i contratti decentrati alla loro naturale scadenza. È un impegno che deve tradursi in rinnovi, capaci di tutelare il potere d’acquisto e migliorare le condizioni di lavoro.- sottonilea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti -La contrattazione è una leva decisiva per accompagnare le trasformazioni e rendere il settore più attrattivo anche per i giovani. Il futuro dell’artigianato si costruisce tenendo insieme competitività delle imprese, salari adeguati ,qualità del lavoro e benessere lavorativo. Il valore di questa intesa si misurerà nella capacità di dare concretezza a questi obiettivi.» Tra gli obiettivi condivisi figurano il rafforzamento della competitività delle imprese artigiane e delle PMI, l’incremento dei salari reali, la promozione dell’occupazione stabile e qualificata, la diffusione dell’innovazione e della digitalizzazione, la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il contrasto alle disuguaglianze generazionali e di genere e il sostegno alle aree interne e ai territori colpiti dagli eventi sismici e alluvionali. Il Protocollo riconosce un ruolo centrale al sistema della bilateralità artigiana, che nelle Marche rappresenta uno strumento essenziale di sostegno a lavoratori e imprese. Attraverso gli enti bilaterali e gli organismi paritetici regionali, nel corso del 2025 sono state infatti erogate risorse superiori a 32 milioni di euro, destinate a misure di sostegno al reddito, sicurezza sul lavoro, investimenti aziendali, formazione e qualificazione professionale. Le Parti si impegnano a rafforzare ulteriormente trasparenza, monitoraggio e accessibilità delle prestazioni offerte. Il Protocollo individua alcuni grandi ambiti strategici di confronto permanente: innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, transizione energetica e ambientale, infrastrutture e logistica, accesso al credito, internazionalizzazione delle imprese, semplificazione amministrativa ed adeguamento della normativa della legge quadro dell’artigianato, politiche industriali e sviluppo delle filiere produttive marchigiane. Particolare attenzione viene dedicata alla qualità del lavoro. Le Parti riaffermano che la competitività non può basarsi sulla riduzione del costo del lavoro, sulla precarietà o sull’utilizzo di contratti non rappresentativi. Viene pertanto confermato l’impegno comune per la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali e regionali, per il contrasto al lavoro irregolare e al dumping contrattuale e per la promozione di welfare, formazione, stabilità occupazionale e conciliazione tra vita e lavoro. La sicurezza rimane una priorità assoluta. Attraverso il rafforzamento degli organismi paritetici territoriali verranno promosse attività di formazione, prevenzione e assistenza alle imprese, con particolare attenzione ai rischi emergenti legati ai cambiamenti climatici, alle nuove tecnologie e all’organizzazione del lavoro. Proseguirà inoltre il progetto sperimentale sui “near miss”, finalizzato a prevenire infortuni e incidenti. Ampio spazio è riservato anche alla formazione continua e allo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le trasformazioni produttive e digitali. Le Parti intendono coordinare gli strumenti della bilateralità, della formazione professionale e dei percorsi ITS per favorire la crescita delle professionalità richieste dal mercato del lavoro. Il Protocollo promuove inoltre legalità, regolarità contributiva e contrattuale, contrasto al caporalato e alla concorrenza sleale, nonché la diffusione di criteri di responsabilità sociale nelle filiere e negli appalti pubblici e privati. Uno specifico capitolo è dedicato alle pari opportunità, all’occupazione femminile e giovanile, all’inclusione delle persone con disabilità e dei lavoratori stranieri, al sostegno della genitorialità e al contrasto delle discriminazioni. In questo ambito viene valorizzata anche la prestazione bilaterale già introdotta a favore delle donne vittime di violenza. Per dare continuità al confronto, il Protocollo istituisce un metodo stabile di relazioni sindacali e un tavolo permanente di monitoraggio che, con cadenza periodica, verificherà i risultati raggiunti e proporrà eventuali aggiornamenti. L’intesa ha una durata di tre anni ed è rinnovabile. Con la sottoscrizione del Protocollo, il sistema dell’artigianato marchigiano conferma la scelta del dialogo sociale e della collaborazione tra rappresentanze datoriali e sindacali come fattore decisivo per sostenere la crescita economica, la qualità del lavoro e lo sviluppo sostenibile della regione.    
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14/10/2026 Addizionale IRPEF, nelle Marche aliquote più basse per i redditi più alti CISL Marche: «Aprire un confronto per più equità fiscale a sostegno delle persone e le famiglie più fragili»
Nelle Marche l’addizionale regionale IRPEF sui redditi sopra i 50mila euro è all’1,73%, un valore tra i più bassi in Italia. Il confronto con le regioni vicine, elaborato dall’ufficio studi della CISL Marche, è netto: Umbria, Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo, per la stessa fascia di reddito, prevedono un’aliquota del 3,33%.  Il divario si ripete nella fascia tra 28mila e 50mila euro, dove le Marche, con l'1,70%, si collocano ancora tra le regioni con la tassazione più contenuta rispetto Umbria Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo. In una fase in cui nelle Marche crescono le situazioni di povertà e di vulnerabilità economica la CISL Marche chiede alla Regione di aprire un confronto con le parti sociali per valutare una rimodulazione dell'addizionale regionale IRPEF, prevedendo un incremento della tassazione sui redditi superiori a 50mila euro e destinando le maggiori entrate a interventi concreti di sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà. «Rendere il sistema fiscale regionale più equo e solidale, rafforzando il principio di progressività sancito dall'articolo 53 della nostra Costituzione è l'obiettivo che deve guidare una rimodulazione dell'addizionale regionale IRPEF – sottolineano Marco Ferracuti, segretario generale CISL Marche e Silvano Giangiacomi, segretario generale FNP CISL Marche– Una scelta che deve tenere insieme la tutela dei redditi medio-bassi, un'equa distribuzione del carico fiscale e la necessità di garantire servizi pubblici di qualità». Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi all'anno d'imposta 2024, nelle Marche oltre 1,15 milioni di contribuenti dichiarano complessivamente 27,6 miliardi di euro di redditi imponibili. Il gettito dell'addizionale regionale IRPEF ammonta a circa 351 milioni di euro. «Questi numeri dimostrano che esistono le condizioni per discutere seriamente di una fiscalità regionale più equa – proseguono Ferracuti e Giangiacomi – La nostra proposta è chiara: chiedere un contributo aggiuntivo ai redditi più elevati, senza gravare sulle fasce medio-basse, e vincolare le maggiori risorse a un fondo regionale di solidarietà sociale». Per la CISL Marche il fondo dovrebbe finanziare misure mirate e verificabili per sostenere le famiglie a basso reddito, contrastare la povertà, alleviare il peso delle spese essenziali e aiutare le persone che attraversano situazioni di particolare fragilità economica e sociale. Le modalità di utilizzo delle risorse dovrebbero essere definite attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e sottoposte a un monitoraggio trasparente dei risultati. Una proposta che nasce in una fase in cui crescono le situazioni di povertà e vulnerabilità economica. Secondo i dati ISTAT 2024, nelle Marche l'incidenza della povertà individuale è del 17,9%, con un aumento di 6,5 punti percentuali rispetto al 2021. In un'ipotetica classifica regionale le Marche occuperebbero la sedicesima posizione su 22 tra Regioni e Province autonome: peggio solo Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, Sardegna e Molise. «La crescita delle povertà non può essere affrontata soltanto con dichiarazioni di principio. Servono scelte concrete, risorse e capacità di redistribuzione. – prosegue Ferracuti e Giangiacomi- La fiscalità può e deve diventare anche uno strumento per rafforzare la coesione delle nostre comunità». La CISL Marche chiede quindi alla Giunta regionale di avviare un tavolo di confronto per valutare le diverse ipotesi di rimodulazione, quantificare il possibile gettito aggiuntivo e definire le priorità sociali sulle quali investire. «Proponiamo un patto di responsabilità e solidarietà. Una comunità è più forte quando chi ha di più contribuisce ad aiutare chi ha di meno. – concludono i segretari generali, Marco Ferracuti e Silvano Giangiacomi- La sfida è trasformare una maggiore equità fiscale in opportunità concrete per le persone più fragili. È su questo terreno che chiediamo alla Regione Marche di aprire il confronto».   Rassegna Stampa : https://www.facebook.com/reel/1377638444445009 https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/10/14/cisl-nelle-marche-addizionale-irpef-piu-bassa-per-redditi-piu_be170ebb-c68f-4013-9afe-525ce4ba147c.html https://www.cronachemaceratesi.it/2026/10/14/addizionale-irpef-nelle-marche-aliquote-piu-basse-per-i-redditi-piu-alti/2115271/ https://www.anconatoday.it/economia/addizionale-irpef-marche-commento-cisl.html https://www.cronacheancona.it/2026/10/14/cisl-marche-proposta-irpef-redditi-alti/629560/  
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01/10/2026 Infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità Cisl : "Per le Marche di domani, oggi servono scelte coraggiose e visione”
«Le Marche hanno bisogno di cambiare passo, con scelte coraggiose e una visione di medio e lungo periodo» è l’invito fatto questa pomeriggio ad Ancona dal segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti nel corso dell’incontro “Connettiamo le Marche per lo sviluppo di domani” promosso da Cisl Marche e Filca Cisl Marche. Connessioni legate ad infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità e sviluppate con gli interventi di Ugo Berardi, responsabile delle risorse umane del consorzio stabile Eteria, di Simonetta Di Biase, dirigente Ispettorato del lavoro di Ancona, di Guido Castelli, commissario della ricostruzione postsisma, di Francesco Baldelli, assessore regionale alle infrastrutture e di Marco Ferracuti, segretario generale di Cisl Marche. Apertura dei lavori firmata dal segretario generale Filca Cisl Marche Jacopo Lasca e conclusione di Ottavio De Luca, segretario generale Filca Cisl nazionale. La prima riflessione di Jacopo Lasca: «Le infrastrutture sono una leva decisiva per rilanciare le Marche, collegare costa e aree interne e creare occupazione. Ma la qualità delle opere deve andare di pari passo con la sicurezza e la dignità del lavoro – dichiara Jacopo Lasca, segretario generale della Filca Cisl Marche – Chiediamo alla Regione un protocollo sulla sicurezza e la legalità negli appalti pubblici e un tavolo permanente con le parti sociali, operativo già prima dell’aggiudicazione delle gare, per monitorare i cantieri, affrontare ritardi e sospensioni e garantire la corretta applicazione dei contratti. Formazione, valorizzazione della bilateralità e diffusione del badge di cantiere sono strumenti concreti per contrastare il lavoro irregolare e tutelare le imprese che rispettano le regole. Come Filca Marche vorremmo iniziare un percorso fatto non solo di elaborazioni di strategie condivise ma anche per individuare azioni e impegni concreti capaci di rilanciare il piano infrastrutturale della Regione coniugandolo con un lavoro di qualità e, quindi, sicuro e dignitoso».  L’analisi di Guido Castelli: «Il valore aggiunto derivante dalla ricostruzione postsisma per le Marche è del 3% come rileva Bankitalia. La bilateralità è ciò che ha reso possibile la convergenza del possibile e del desiderabile, un esempio è il badge di cantiere. Il rischio di infiltrazioni mafiose è allontanato da questa presenza, le interdittive antimafia fatte in questi anni dicono che il sistema funziona. Vogliamo proseguire su questa strada, utilizzando le nuove tecnologie e anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Le risorse ci sono e la ricostruzione sta avanzando: dobbiamo fare in modo che ogni euro investito e ogni cantiere aperto siano lontani da qualsiasi ombra di illegalità.» La posizione di Francesco Baldelli: «L’impulso che in Regione abbiamo dato ai lavori è quello della celerità e del rispetto della legalità con trasparenza e responsabilità sociale. Stiamo trasformando le infrastrutture delle Marche con miliardi di investimenti, una mole incredibile di risorse che il Governo ci ha garantito: un lavoro che facciamo insieme alle istituzioni e alle forze sociali. Massima disponibilità della Regione Marche all’ascolto e al confronto per centrare quel patto del buon lavoro che è fondamentale». Le indicazioni di Marco Ferracuti: «Servono infrastrutture capaci di collegare i territori e al contempo completare la ricostruzione e rigenerare i territori colpiti dal sisma. Opere necessarie per creare lavoro e sostenere lo sviluppo. Ora bisogna passare dai progetti ai cantieri e dai cantieri alle opere concluse, con tempi certi. Dobbiamo fare presto e fare bene: la rapidità nella realizzazione delle opere deve andare di pari passo con la sicurezza, la tutela dei diritti e il rispetto della legalità. La qualità delle opere passa dalla qualità del lavoro. Chiediamo di aggiornare il protocollo regionale sugli appalti, estendendolo a tutti i lavori pubblici, con controlli più frequenti, regole chiare sui subappalti e misure efficaci contro il dumping contrattuale e una cabina di regia condivisa con le parti sociali per monitorare l'applicazione del protocollo. Anche la ricostruzione deve essere accompagnata da un tavolo stabile con le parti sociali: ricostruire le abitazioni non basta, se mancano lavoro e servizi. Dobbiamo restituire un futuro alle comunità». Il messaggio finale di Ottavio De Luca: «Il nostro obiettivo resta quello di garantire la qualità del lavoro nei cantieri, a partire dalla legalità e dalla sicurezza. Il badge unico di cantiere va proprio in questa direzione: uno strumento capace di rendere semplice e immediata la tracciabilità del lavoratore, dell’impresa per cui opera, della formazione svolta e degli adempimenti necessari, valorizzando anche il patrimonio di competenze e di informazioni del sistema bilaterale dell’edilizia. Oggi la sperimentazione, partita nel maggio scorso, è limitata ai cantieri pubblici e privati della ricostruzione post-sisma 2016, nelle 4 regioni interessate, vale a dire Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. La proposta che la Filca-Cisl rivolge al Governo è di estendere il badge di cantiere in tutta Italia, e chiediamo al commissario Guido Castelli di sostenerci in questa richiesta. Estendere il badge a tutti i cantieri italiani, infatti, vuol dire garantire la sicurezza, la legalità e la regolarità in edilizia, contro il lavoro nero e grigio e il dumping contrattuale, per il bene dei lavoratori, delle imprese sane e di tutto il settore».  
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22/09/2026 Infrastrutture, lavoro e legalità: Cisl e Filca Marche a confronto sullo sviluppo della regione
Connettere le Marche, superare l’isolamento infrastrutturale e costruire nuove opportunità di sviluppo e occupazione: è l’obiettivo del convegno “Connettiamo le Marche per lo sviluppo di domani – Infrastrutture, lavoro, contrattazione e legalità”, promosso da CISL Marche e Filca CISL, in programma giovedì 1 ottobre 2026, alle ore 15, nell’Auditorium Ubaldo Tacconi della Cassa Edile di Ancona, in via Pietro Filonzi 9. L’iniziativa vuole mettere a confronto rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, delle imprese e degli organismi di vigilanza sul ruolo decisivo delle infrastrutture per il futuro economico e sociale della regione. Strade, ferrovie, collegamenti tra la costa e le aree interne e ricostruzione post-sisma rappresentano leve essenziali per rilanciare la competitività del sistema produttivo marchigiano, creare lavoro di qualità e contrastare lo spopolamento dei territori. Una strategia che, per CISL e Filca CISL, deve procedere insieme alla tutela della sicurezza, all’applicazione dei contratti, alla qualificazione delle imprese e al pieno rispetto della legalità nei cantieri. Aprirà i lavori Jacopo Lasca, Segretario generale della Filca CISL Marche, seguiranno gli interventi di  Ugo Berardi, Responsabile HR  Consorzio stabile Eteria,  Pierluigi Rausei, Dirigente dell’Ispettorato nazionale del lavoro e Direttore dell’ITL di Ancona, Guido Castelli, Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione post-sisma 2016, Francesco Baldelli, Assessore alle Infrastrutture della Regione Marche e Marco Ferracuti,  Segretario generale della CISL Marche. Il Segretario generale della FILCA CISL nazionale, Ottavio De Luca, concluderà i lavori.
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21/09/2026 Lavoro, Fumarola: "Con il Libro Verde apriamo una sfida per il futuro del Paese. Serve un patto sociale per governare le transizioni"
In undici punti le priorità della Cisl su crescita, lavoro, fisco, welfare e partecipazione. «L’Italia ha bisogno di tornare a discutere del proprio futuro, superando la logica dell’emergenza permanente e delle risposte di corto respiro. Con il Libro Verde la CISL mette a disposizione del Paese un insieme di proposte per aprire un confronto largo, perché le grandi transizioni che abbiamo davanti – tecnologica, digitale, ambientale e demografica – non possono essere governate lasciando indietro lavoratori, famiglie, giovani e territori. Serve un nuovo Patto sociale, costruito attraverso il dialogo e la responsabilità condivisa, per redistribuire in modo equo i vantaggi e i costi del cambiamento». È quanto sottolinea la Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, sul “Libro Verde per il Patto sociale – Costruiamo insieme l’Italia di domani”, approvato oggi dal Comitato Esecutivo della Confederazione riunito a Roma presso la sede nazionale.  «Non vogliamo consegnare al Paese un documento chiuso, ma una piattaforma aperta al confronto. Una vera e propria agenda sociale che proponiamo al governo, alle controparti sociali, al dibattito ben poco stimolante di questi primi infuocati mesi di campagna elettorale. La nostra proposta parte dal lavoro, dalla sua qualità e dalla sua dignità, ma guarda all’intero sistema Paese: salari, produttività, formazione, industria, giovani, occupazione femminile, casa, welfare, previdenza e partecipazione. È su questi terreni che si misura la capacità dell’Italia di affrontare le trasformazioni in corso e di costruire un modello di sviluppo più solido e inclusivo» ha aggiunto Fumarola. «Il Libro Verde parte dalla consapevolezza che l’Italia è a un bivio -  è questa la premessa del documento predisposto dalla Cisl - Produttività e crescita deboli continuano a tenere ferme le retribuzioni, il declino demografico mette sotto pressione la capacità produttiva e la tenuta del welfare, mentre giovani e donne rappresentano ancora una risorsa largamente inutilizzata - sottolinea la Cisl nel Libro Verde   - Nel frattempo, rivoluzione digitale, intelligenza artificiale, transizione ecologica e nuova globalizzazione stanno ridisegnando in profondità la società e il mercato del lavoro».  Il documento della CISL, elaborato anche con il contributo di un think tank composto da professori ed esperti, individua undici priorità attorno alle quali sviluppare il confronto, con un orizzonte di lungo periodo. «Questi undici capitoli compongono una proposta organica che mette al centro la persona, il lavoro e la responsabilità collettiva. La CISL vuole contribuire ad aprire una stagione di confronto vera, capace di andare oltre la contingenza e di misurarsi con le scelte che determineranno la qualità dello sviluppo italiano nei prossimi anni. È questo il senso del nostro Libro Verde: un decalogo per costruire insieme l’Italia di domani» aggiunge Fumarola. Il documento sarà presentato e discusso nelle prossime settimane attraverso specifiche iniziative confederali, per aprire il confronto sulle proposte con istituzioni, politica, forze sociali, mondo della cultura e della ricerca. In programma tre grandi appuntamenti, al Nord, al Centro e al Sud.   fonte: https://www.cisl.it/libro-verde-cisl-patto-sociale-2/
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16/09/2026 Anziani, disabili e minori CISL: “Marche il welfare pubblico costa troppo agli utenti”
Se c’è una classifica nazionale nella quale le Marche occupano le prime posizioni, è quella, tutt’altro che positiva, della compartecipazione degli utenti alla spesa sociale sostenuta dai Comuni, singoli o associati. L’Ufficio studi della CISL Marche ha rielaborato gli ultimi dati disponibili dell’Istat, riferiti al 2022, confrontando la situazione regionale con la media italiana, quella del Centro e i valori registrati in Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Abruzzo. Nelle Marche la spesa dei Comuni e degli Ambiti territoriali sociali per servizi e interventi sociali, compresi quelli educativi per la prima infanzia, ammonta complessivamente a 195,5 milioni di euro. La spesa pro capite è pari a 132 euro: un valore inferiore alla media nazionale, a quella del Centro Italia e a quello delle regioni prese come riferimento, con le sole eccezioni di Umbria e Abruzzo. Il dato più critico riguarda però la quota di spesa posta direttamente a carico degli utenti e delle loro famiglie. Nelle Marche la compartecipazione raggiunge complessivamente il 13,3%, superando la media nazionale, quella del Centro Italia e tutte le quattro regioni considerate nel confronto. Un’incidenza che colloca le Marche al quinto posto tra le 22 Regioni e Province autonome italiane. «Questi numeri evidenziano uno squilibrio strutturale che non può essere ignorato: a una spesa sociale pubblica ancora troppo contenuta corrisponde un peso particolarmente elevato sulle persone e sulle famiglie - sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche - La nostra regione è appena tredicesima per livello complessivo della spesa, ma sale al quinto posto quando si misura la compartecipazione richiesta agli utenti. Occorre invertire questa tendenza, rafforzando il finanziamento pubblico e garantendo maggiore equità nell’accesso ai servizi». La situazione diventa ancora più preoccupante quando si considerano le fasce maggiormente fragili della popolazione. Nelle strutture residenziali per anziani la compartecipazione degli utenti arriva infatti al 51,5%: in sostanza, anziani e famiglie sostengono più della metà della spesa. Anche questo valore risulta superiore alle medie nazionali e territoriali e a quelli delle regioni utilizzate come riferimento. «Dietro quel 51,5% non ci sono soltanto percentuali, ma pensionati, persone non autosufficienti e famiglie che spesso devono affrontare rette difficilmente sostenibili - afferma Silvano Giangiacomi, segretario generale della FNP CISL Marche - Non possiamo permettere che l’accesso a un’assistenza adeguata dipenda dalle condizioni economiche della famiglia o che i risparmi accumulati in una vita vengano assorbiti dalle rette. L’invecchiamento della popolazione impone una risposta pubblica più forte, fondata sulla tutela della dignità degli anziani e sul sostegno concreto a chi se ne prende cura». Per le strutture residenziali destinate alle persone con disabilità, la compartecipazione si attesta invece all’11,9%, una percentuale inferiore soltanto a quella registrata in Umbria tra le regioni considerate. Il quadro non cambia per gli asili nido: secondo i dati riferiti al 2023, le Marche guidano il confronto con una compartecipazione degli utenti pari al 30,3%. I numeri descrivono un problema sistemico, determinato dalla combinazione di due fattori: una spesa sociale complessivamente contenuta e un contributo richiesto agli utenti tra i più alti d’Italia. Una condizione particolarmente grave quando coinvolge anziani, persone non autosufficienti, persone con disabilità e nuclei familiari con minori. Il confronto con la Regione Marche ha consentito di avviare l’intervento “Multileva”. Dal mese di novembre dovrebbe diventare operativo il “voucher famiglie”, del valore di 250 euro mensili, destinato agli utenti delle strutture residenziali per anziani, persone con disabilità e persone con disturbi mentali. Per CISL e FNP Marche si tratta di un primo passo positivo, ma ancora insufficiente. Anche le amministrazioni comunali devono aumentare la spesa sociale e disciplinare con chiarezza le modalità di integrazione delle rette per gli utenti incapienti. Molti Comuni, infatti, non si sono ancora dotati degli appositi regolamenti, nonostante siano previsti dalla normativa nazionale. CISL e FNP Marche chiedono quindi alla Regione e all’ANCI di aprire un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali e i gestori dei servizi. L’obiettivo deve essere qualificare il sistema regionale di welfare, assicurare criteri omogenei in tutto il territorio e ridurre il peso economico che oggi grava in misura eccessiva sugli utenti e sulle loro famiglie.      
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15/09/2026 Electrolux, manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi contro 1.400 esuberi e la chiusura dello stabilimento
Centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno manifestato oggi a Cerreto d’Esi contro la chiusura dello stabilimento Electrolux e per difendere il futuro industriale delle Marche. Alla mobilitazione, promossa da Fim, Fiom e Uilm, hanno partecipato anche delegazioni provenienti dagli altri siti italiani del gruppo. Il corteo, partito dal centro di Cerreto d’Esi, ha raggiunto i cancelli della fabbrica. Una mobilitazione nazionale per chiedere continuità produttiva, tutela dell’occupazione e una strategia capace di rilanciare un settore fondamentale per l’industria italiana ed europea. «Voglio ringraziare le lavoratrici e i lavoratori degli stabilimenti Electrolux di Susegana, Porcia e Solaro per il contributo che hanno portato nelle Marche - ha dichiarato Mauro Masci, Segretario generale della Fim Cisl Marche - Tutti insieme, e solo insieme, possiamo riuscire a fermare questo scempio industriale». Per la Cisl Marche la vertenza non riguarda soltanto il destino di uno stabilimento, ma il futuro dell’intero sistema produttivo regionale. «Oggi abbiamo manifestato per difendere Electrolux, le sue lavoratrici, i suoi lavoratori e il futuro industriale delle Marche -  ha sottolineato Marco Ferracuti, Segretario generale della Cisl Marche - Il tempo delle parole è finito. Non servono solidarietà di facciata, slogan o demagogia: servono scelte concrete e servono adesso». Dietro ogni crisi industriale, ha ricordato Ferracuti, ci sono persone, famiglie e comunità. La chiusura o il ridimensionamento di una fabbrica non determina soltanto la perdita di posti di lavoro, ma impoverisce il territorio, indebolisce il tessuto economico e riduce le prospettive delle nuove generazioni. «La manifattura marchigiana deve essere sostenuta attraverso una strategia industriale seria - ha aggiunto Ferracuti - Occorre ridurre i costi dell’energia per rendere competitive le produzioni, favorire un efficace trasferimento tecnologico dalle università e dai centri di ricerca alle imprese, investire nella formazione di qualità e mettere in campo risorse capaci di tutelare l’occupazione e creare nuove opportunità». La Cisl Marche chiede che il Tavolo nazionale convocato al Ministero affronti e risolva la vertenza Electrolux e che il Tavolo regionale della manifattura diventi finalmente il luogo delle decisioni e non delle promesse. «Ora serve il coraggio di compiere le scelte giuste - ha concluso il Segretario generale della CISL Marche - L’esperienza ci ha insegnato che anche non decidere è una scelta. E a pagarne il prezzo sono sempre i lavoratori e le comunità». Sullo stato della trattativa è intervenuto Massimiliano Nobis, Segretario nazionale della Fim Cisl «Abbiamo svolto sette incontri, ma la trattativa non è ancora realmente partita. Manca una presa di responsabilità da parte dell’azienda sulla revisione dei volumi, sulla riduzione degli esuberi e, soprattutto, sulla necessità di garantire continuità lavorativa allo stabilimento di Cerreto d’Esi». Per la Fim Cisl è inaccettabile che l’azienda non abbia ancora presentato una prospettiva industriale per il sito marchigiano. Il sindacato attende ora la convocazione del tavolo politico e chiede al Governo di assumere un ruolo attivo nella vertenza. La crisi Electrolux, tuttavia, si inserisce in una difficoltà più ampia del settore. «Già nel febbraio 2024 abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale -  ha spiegato Nobis - Più della metà dei prodotti venduti in Europa viene ormai realizzata in Asia. Per contrastare questa tendenza e rilanciare il settore metalmeccanico italiano ed europeo servono politiche industriali comuni, capaci di valorizzare le produzioni e accorciare le filiere di approvvigionamento. Altrimenti la nostra dipendenza dai mercati cinesi e asiatici continuerà ad aumentare».     Rassegna Stampa: https://www.cronacheancona.it/2026/09/15/vertenza-electrolux-lavoratori-e-istituzioni-fianco-a-fianco-al-corteo-di-cerreto-desi/625263/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/electrolux-fim-cisl-tempo-delle-parole-e-finito-ora-scelte-urgenti_e3e154bc-a90f-4d51-b2ff-fe82ea99cb8c.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/09/15/sindaco-cerreto-desi-chiusura-sito-electrolux-sarebbe-dramma-sociale_af809994-32ac-45b8-a488-d2f11818aa77.html https://www.conquistedellavoro.it/vertenze/electrolux-nuovo-tavolo-al-mimit-il-5-ottobre-1.3356110
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28/08/2026 NASpI 2026 settore privato: requisiti, importi e modalità di accesso
I lavoratori e le lavoratrici del settore privato che hanno concluso un contratto a termine o perso involontariamente l’occupazione possono avere diritto alla NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per accedere alla prestazione sono necessarie almeno 13 settimane di contributi maturati negli ultimi quattro anni. La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. La scheda informativa realizzata da CISL Marche e dal Patronato INAS riepiloga i requisiti, gli importi previsti per il 2026, la durata dell’indennità e i casi particolari, tra cui le dimissioni per giusta causa per atti di violenza, la maternità e la risoluzione consensuale protetta. Per verificare il diritto alla NASpI e ricevere assistenza nella presentazione della domanda è possibile rivolgersi  presso le sedi CISL presenti in tutto il territorio marchigiano. 
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27/08/2026 Rifiuti, Ferracuti, Cisl Marche: "Serve una strategia integrata Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla differenziata, ma il tassello che manca"
Dopo l'approvazione, lo scorso 28 luglio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti da parte dell'assemblea legislativa, Cisl Marche interviene sui numeri e sulle prospettive del sistema regionale di gestione dei rifiuti, chiedendo che l'avvio della nuova governance sia accompagnato da un percorso di trasparenza e partecipazione. I dati Arpam, rielaborati dall’Ufficio Studi della Cisl Marche parlano chiaro. Nel 2025 le Marche hanno prodotto 764.718 tonnellate di rifiuti urbani, con una produzione pro capite di 517 kg/abitante, superiore alla media nazionale. Mentre per la raccolta differenziata si registra un buon 72,02% della produzione totale, ben oltre l'obiettivo comunitario del 65% e sopra il dato Ispra nazionale del 67,7%.  Nonostante il dato positivo della raccolta differenziata, dall’analisi dei dati emerge che le Marche segnano un conferimento in discarica molto alto, pari al 42,57% percentuale nettamente superiore rispetto alle altre regioni e al resto d’Italia 14, 79%.  La capacità degli impianti è ormai agli sgoccioli: al 31 dicembre 2025 la maggior parte delle discariche regionali aveva una capacità residua inferiore al 10%, in due casi era compresa fra il 31% e il 50%, e la sola discarica di Corinaldo, con 527.700 mc, risultava, dai dati Arpam, sopra la soglia del 50%. Ci sono poi le scadenze imposte dalle Direttive europee che prevedono la riduzione progressiva dello smaltimento in discarica dei rifiuti urbani: entro il 2035 solo il 10% del totale dei rifiuti potrà finire in discarica   ed entro il 2030 si dovrà raggiungere almeno il 65% di riciclaggio.  A questo si aggiunge l'emergenza plastica legata alle difficoltà di Corepla (Consorzio nazionale per il riciclo della plastica) nel ritirare il materiale stoccato dai Comuni, che ha già costretto a trasferire rifiuti fuori regione, con un impatto diretto sui costi e di conseguenza sulle tariffe per i cittadini. Percorrere distanze maggiori per raggiungere impianti di trattamento aumenta i costi logistici che si riflettono sulla tariffa finale. Un aumento iniziato nel 2025, quando il costo medio della Tari nelle Marche si è attestato a 279 euro a famiglia, con un aumento rispetto all’anno precedente, del 5.5%. Nel 2026 alcuni Comuni hanno già deliberato aumenti compresi tra il +3% (Senigallia) e il +8,4% (Macerata). Per la CISL Marche la strada da percorrere è quella di un sistema integrato che affianchi la raccolta differenziata al riuso, al riciclo e alla realizzazione di un termovalorizzatore come impianto di fine ciclo per trattare la quota dei rifiuti non riciclabile trasformandola in energia e di conseguenza costi limitati e tariffe ridotte per le famiglie e le imprese. «I numeri del 2025 ci dicono che le Marche hanno una differenziata che funziona, sopra la soglia europea e sopra la media nazionale. Ma ci dicono anche che continuiamo a conferire in discarica quasi tre volte di più del resto del Paese, con impianti che si stanno esaurendo e un solo sito, quello di Corinaldo, ancora sopra il 50% di capacità residua. Non possiamo pensare di reggere così fino al 2035, quando le direttive europee imporranno di portare in discarica non più del 10% dei rifiuti» sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale Cisl Marche. «Per questo riteniamo necessaria una strategia che tenga insieme differenziata, riuso, riciclo e un termovalorizzatore come impianto di chiusura del ciclo per la sola quota di rifiuto non riciclabile, trasformandola in energia. Il termovalorizzatore non è un'alternativa alla raccolta differenziata e al riciclo: è il tassello che oggi manca e che, se non arriva, continuerà a scaricarsi sulle tariffe pagate da famiglie e imprese, come dimostrano già gli aumenti Tari di quest'anno» prosegue Ferracuti. Cisl Marche guarda con interesse al percorso avviato dal Consiglio regionale verso l'istituzione di un Ambito territoriale ottimale unico (Ato unica), articolato in cinque sub-ambiti provinciali, ma chiede che l'intero iter – dalla individuazione del sito alla realizzazione dell'impianto – sia accompagnato da commissioni composte da amministratori, parti sociali e associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di monitorare nel tempo la salute dei lavoratori e dell'ambiente circostante. «Ci auguriamo che il processo che porterà alla nuova governance regionale sia un percorso di trasparenza che inizi subito e accompagni tutta la vita dell'impianto, non solo la fase autorizzativa. Un coinvolgimento di tutti a partire dalle amministrazioni comunali e dai cittadini attraverso commissioni dedicate è la condizione perché queste scelte siano comprese e condivise sul territorio» rilancia e conclude il segretario generale della Cisl marchigiana.
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18/08/2026 24 agosto 2016 – 24 agosto 2026 Sisma Centro Italia, Ferracuti: “La sfida è rendere le aree interne attrattive per giovani, famiglie e imprese”
A dieci anni dal sisma che nel 2016 colpì pesantemente anche le Marche  possiamo riconoscere che la ricostruzione materiale ha imboccato la strada giusta. Ricordo che, subito dopo le scosse, si stimavano almeno quindici anni per completare un’opera tanto vasta e complessa. Molto è stato fatto. Ora bisogna proseguire con la stessa determinazione, accelerando dove restano ritardi e difficoltà. Ma ricostruire case, scuole, chiese ed edifici pubblici non basta. Una comunità non rinasce soltanto attraverso i cantieri. Rinasce quando nelle abitazioni tornano le famiglie, nelle scuole gli studenti, nelle piazze le attività economiche e nel territorio nuove opportunità di lavoro e di vita. L’obiettivo comune deve essere quindi la rigenerazione economica, sociale e demografica di questi luoghi straordinari. Dobbiamo concentrare risorse, competenze e intelligenze per rendere conveniente vivere e lavorare nelle aree interne delle Marche. Oggi questi territori sono segnati da due grandi fragilità: la diminuzione della popolazione e il progressivo innalzamento dell’età media. Senza un cambio di rotta rischiamo di ricostruire borghi bellissimi, ma sempre più vuoti. Qualche segnale positivo, tuttavia, comincia ad emergere. Il rapporto sulla ricostruzione del Cresme evidenzia come l’azione congiunta della ricostruzione e di Next Appennino, che dispone complessivamente di 1,8 miliardi di euro, abbia migliorato le prospettive demografiche di medio-lungo periodo. Nella proiezione al 2044 lo scenario migliora di circa 44 mila abitanti rispetto alle precedenti stime. Si continua a perdere popolazione, ma in misura minore. Anche il saldo migratorio del cratere, negativo per 107 unità nel 2019, viene stimato positivo per 167 unità nel 2035. Sono segnali da consolidare, non risultati acquisiti. La sfida decisiva è attrarre giovani e giovani coppie, offrendo loro la possibilità di iniziare qui il proprio progetto di vita. Vale per chi è nato in queste terre e vorrebbe restare o tornare, ma anche per chi potrebbe scegliere l’Appennino marchigiano come luogo nel quale costruire il proprio futuro. Per riuscirci serve una speranza concreta, fondata sul lavoro di qualità, sulla casa, sui servizi e sulla possibilità di conciliare vita personale e professionale. Vivere nelle aree interne non può essere un atto di coraggio o di rinuncia: deve diventare una scelta libera e conveniente. L’Università di Camerino è e deve continuare ad essere uno dei motori di questa nuova stagione di resilienza trasformativa. Attorno all’ateneo occorre costruire un ecosistema capace di trattenere studenti, ricercatori e competenze, favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità occupazionali. Un patrimonio strategico non soltanto per Camerino, ma per l’intera regione. Anche su questo terreno non si parte da zero: bene i finanziamenti dei quattro centri di ricerca universitari a Camerino, Rieti, Teramo e Spoleto, nati dalla cooperazione dei 12 atenei del Centro Italia. È una scelta importante, che punta a contrastare l’emorragia giovanile attraverso un’offerta formativa e di ricerca altamente qualificata. Un investimento che va consolidato e rafforzato, trasformando sempre di più la presenza universitaria in opportunità di lavoro, innovazione e impresa. Servono poi servizi organizzati su una dimensione di area vasta, superando frammentazioni e campanilismi. Il trasporto pubblico locale deve collegare stabilmente i borghi tra loro e le aree interne con la costa, le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le scuole, le università e i luoghi di lavoro. Senza mobilità non esistono piena cittadinanza e sviluppo. Occorrono scuole moderne e di qualità. Da tempo la CISL Marche propone di sperimentare campus scolastici territoriali, dotati di laboratori, impianti sportivi e spazi per la socialità, capaci di diventare punti di riferimento per più comunità alimentando così quell’alleanza strategica che diventa vitale per le comunità delle aree interne. Nel frattempo, però, va garantito il diritto all’istruzione e alla formazione. Una prima risposta è arrivata già con la Legge n. 234 del 2021 che autorizza l’istituzione di classi con numero ridotto di alunni per aree a rischio spopolamento o dispersione, rispetto ai parametri del DPR 81/2009. Specificamente poi per le aree del cratere il DL 3/2023 consente fino all’anno scolastico 2028/2029 la formazione di classi in deroga ai parametri ordinari. Misure importanti, che secondo la CISL vanno rafforzate e rese strutturali per un periodo più lungo: nelle aree interne e nei piccoli comuni occorre prevedere per almeno quindici anni deroghe ai parametri numerici minimi evitando accorpamenti decisi a tavolino senza tener conto delle caratteristiche geomorfologiche dei territori né dei legami tra comunità che si sono consolidati nel tempo. La scuola non può arretrare proprio dove è più forte il rischio di spopolamento proprio perché è presidio sociale, educativo e culturale fondamentale per territori che devono in questo presente costruire il loro futuro. Vanno garantiti ospedali, Case della comunità, strutture sociosanitarie e assistenza domiciliare, assicurando personale adeguato. Devono essere tutelati anche i servizi bancari e postali, la cui progressiva riduzione aumenta l’isolamento e penalizza famiglie e imprese. Sul versante sociale, Next Appennino ha già messo in campo risorse significative: la misura B.2.3 ha finanziato con 40 milioni di euro 48 progetti promossi da imprese sociali, Terzo settore e cooperative di comunità. È la dimostrazione che il rilancio può passare anche dalla capacità delle comunità di costruire servizi, inclusione e nuove forme di economia locale. Esperienze che ora vanno accompagnate, rafforzate e messe in rete. È indispensabile, infine, garantire banda ultralarga e copertura digitale in ogni comune. La possibilità di lavorare, studiare e accedere ai servizi da remoto può trasformare la distanza dai grandi centri da svantaggio a opportunità. Per affrontare questa sfida serve un grande patto per l’Appennino marchigiano, capace di coinvolgere istituzioni, università, parti sociali, imprese e comunità locali. Occorre mettere a sistema tutte le risorse, comprese le ultime liberate dal DL 144. Tutte insieme rappresentano un’occasione decisiva e devono essere utilizzate sulla base di una strategia condivisa, evitando interventi frammentati o privi di una visione complessiva. Per questo chiediamo al Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, di aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, nel quale definire insieme priorità, obiettivi e modalità di impiego di queste risorse. La rigenerazione delle aree colpite dal sisma non può essere decisa senza il contributo di chi rappresenta il lavoro, le imprese e le comunità del territorio. La CISL Marche è pronta a fare la propria parte, portando proposte concrete e favorendo il confronto e la partecipazione. Nei prossimi anni non misureremo il successo soltanto dal numero degli edifici ricostruiti, ma da quante persone saranno tornate ad abitarli, da quanti bambini entreranno nelle scuole, da quanti giovani troveranno un lavoro e sceglieranno di restare. Non possiamo sbagliare. Per le aree interne delle Marche questa è una sfida decisiva. Non avremo una seconda possibilità. di Marco Ferracuti Segretario generale CISL Marche     Rassegna stampa: https://m.cronachemaceratesi.it/2026/08/18/la-ricostruzione-ha-fatto-passi-da-gigante-ora-serve-rendere-le-aree-interne-attrattive/2096053/ https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/08/18/cisl-marche-ricostruzione-su-strada-giusta-ma-aree-interne-siano-attrattive_6ebba6c9-194f-4421-9d33-3ff2621c5c96.html https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/sisma-le-aree-interne-siano-b991929c https://www.laprovinciadifermo.com/dieci-anni-dal-sisma-ferracuti-cisl-la-sfida-e-far-vivere-le-aree-interne-scuola-strade-centro-di-ricerca-e-lavoro/ https://italia-informa.com/reportage-amatrice-dieci-anni-terremoto-ricostruzione.aspx https://www.centropagina.it/attualita/dieci-anni-sisma-2016-cisl-sfida-aree-interne-attrattive-giovani-famiglie-imprese/        
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07/08/2026 Infortuni e malattie professionali in aumento nelle Marche. CISL: «Serve rafforzare la prevenzione»
Crescono gli infortuni sul lavoro nelle Marche e aumentano in maniera ancora più marcata le denunce di malattia professionale. È quanto emerge dai dati INAIL relativi al primo semestre 2026, sui quali la CISL Marche richiama l’attenzione e rilancia alcune proposte per rafforzare prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra gennaio e giugno sono state presentate 8.569 denunce di infortunio, l’1,13% in più rispetto alle 8.473 dello stesso periodo del 2025. In aumento anche gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: 1.282 contro 1.261, pari a +1,67%. A livello territoriale crescono le denunce ad Ancona, da 2.878 a 2.934, ad Ascoli Piceno, da 1.066 a 1.114, e a Fermo, da 674 a 697. In lieve controtendenza Macerata, che passa da 1.799 a 1.788, e Pesaro-Urbino, da 2.056 a 2.036. L’incremento riguarda soprattutto industria e servizi, con un +2,33%, mentre l’agricoltura registra una diminuzione dell’8,93%. Tra i comparti più esposti figurano sanità, riparazione e manutenzione di macchinari, attività professionali e tecniche, produzione di manufatti in metallo e trasporti. Le fasce di età maggiormente interessate sono quelle tra i 30 e i 39 anni e tra i 50 e i 54 anni. Preoccupa soprattutto il dato sugli infortuni mortali: nei primi sei mesi dell’anno le vittime sono state 11, contro le 10 dello stesso periodo del 2025. Nove decessi sono avvenuti in occasione di lavoro. Ancora più netto l’aumento delle malattie professionali. Le denunce passano dalle 4.116 del primo semestre 2025 alle 4.970 del 2026, con un incremento del 20,75%. La crescita interessa sia industria e servizi sia agricoltura. In particolare le denunce maschili passano dalle 2954 del giugno 2025 alle 3681 del maggio 2026, mentre quelle femminili passano dalle 1162 al 30 giugno 2025 alle 1289 del 30 giugno 2026.  Il fenomeno riguarda tutte le province: Ancona passa da 861 a 1.023 denunce, Ascoli Piceno da 537 a 578, Fermo da 466 a 624, Macerata da 1.235 a 1.462 e Pesaro-Urbino da 1.017 a 1.283. A pesare maggiormente continuano a essere le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, spesso collegate alla movimentazione manuale dei carichi, ai movimenti ripetitivi e alle posture scorrette mantenute nel tempo. Di fronte a numeri che continuano a destare preoccupazione, la CISL Marche rilancia una strategia fondata su prevenzione, conoscenza dei rischi e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Un primo fronte riguarda gli infortuni in itinere. Pur essendo un fenomeno più difficile da governare, secondo la CISL è possibile ridurne l’incidenza favorendo l’utilizzo del trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro, anche attraverso strumenti di welfare aziendale che sostengano il costo degli abbonamenti. Un intervento particolarmente importante considerando che, secondo le rilevazioni INAIL, una parte degli incidenti avviene lungo percorsi già serviti dal trasporto pubblico. Decisivo resta il ruolo degli RLS e degli RLST, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, soprattutto in una regione come le Marche caratterizzata da un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese. L’aumento delle denunce di malattia professionale, sottolinea la CISL, va letto anche alla luce di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di una più efficace capacità di diagnosi. Allo stesso tempo, la permanenza dei rischi tradizionali e l’emergere di patologie croniche legate all’attività lavorativa impongono un aggiornamento continuo delle misure di prevenzione e del Documenti di valutazione del Rischio. La CISL valuta inoltre positivamente gli incentivi INAIL destinati alle imprese che investono in tecnologia, sicurezza e prevenzione, chiedendo di premiare in maniera sempre più significativa, anche attraverso la leva dei premi assicurativi, le aziende che adottano comportamenti virtuosi. Per la CISL Marche la sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio o quando emerge una malattia professionale. La vera sfida è anticipare i rischi e prevenirli. Per questo serve una collaborazione stabile e concreta tra parti sociali, Regione Marche, INAIL e aziende sanitarie.  
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03/08/2026 Sanità e welfare, nuova intesa tra Regione Marche e Sindacati per rafforzare il dialogo
Rafforzare il confronto tra istituzioni e parti sociali sulle principali scelte che riguardano la sanità e il welfare marchigiano. È questo l'obiettivo del Protocollo d'Intesa sottoscritto oggi tra la Regione Marche e le Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL Marche, che definisce le modalità di funzionamento del sistema di relazioni sindacali per il periodo 2026-2030. A presentare l'accordo sono stati il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti, la segretaria generale della UIL Marche Claudia Mazzucchelli e la segretaria regionale CGIL Politiche della Salute Loredana Longhin. Il protocollo istituisce un Tavolo permanente regionale di confronto e monitoraggio, che avrà il compito di accompagnare la programmazione, lo sviluppo e l’organizzazione del sistema sanitario e sociosanitario marchigiano. Ne faranno parte l'assessore alla Sanità e ai Servizi sociali, i dirigenti regionali competenti e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali firmatarie. Tra gli ambiti sui quali sarà sviluppato il confronto: la rete territoriale e ospedaliera, il sistema dell'emergenza-urgenza, le liste d'attesa, le politiche per il personale sanitario, l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la non autosufficienza e più in generale la programmazione sanitaria e sociale regionale.   Le dichiarazioni «Questo non è un accordo formale ma di sostanza: il modello del Multileva sulla non autosufficienza ha funzionato, ed ora va reso strutturale – ha spiegato Marco Ferracuti -. Sulle Case della Comunità la vera sfida non è ultimare i contenitori, ma prendersi il tempo necessario per riempirli bene con servizi e professionisti di qualità. Nessuno può risolvere da solo le criticità del sistema sanitario, dalle liste d'attesa ai pronto soccorso. Come CISL continueremo a portare proposte concrete al tavolo regionale per tutelare lavoratori, famiglie e pensionati. Perché una regione dove la sanità funziona è una regione che guarda al futuro con prospettive di crescita migliori.»   «Ringrazio per la reale volontà di confrontarsi e fare squadra su un tema fondamentale come la sanità – ha detto il presidente Francesco Acquaroli -. Il rinnovo di questo protocollo d'intesa con le forze sindacali è un fatto importante: ci permette di programmare in modo condiviso insieme a chi rappresenta i lavoratori, risorsa essenziale per attuare le riforme e garantire le risposte migliori ai cittadini. È un metodo che fa il merito e che ci fortifica. Le sfide per il futuro sono tante: dobbiamo abbattere ulteriormente le liste d'attesa nonostante le classifiche pubblicate ci proiettino nelle primissime posizioni ma possiamo fare ancora meglio, potenziare la sanità di territorio e la prevenzione, e mantenere l'eccellenza degli ospedali elevando la qualità dei servizi, il tutto senza aumentare la pressione fiscale. Lavoreremo inoltre per potenziare la programmare, a partire dalla riforma dell'emergenza-urgenza e dalla rivisitazione del piano socio-sanitario per aggiornare gli atti aziendali. È su questi obiettivi prioritari che stiamo concentrando il nostro impegno insieme a tutto il sistema regionale.» «Io mi inserisco in continuità rispetto a un protocollo che già c'era – ha sottolineato l’assessore Paolo Calcinaro – a testimonianza dell'ottimo rapporto che vogliamo mantenere con le forze sindacali. Il confronto, anche quando parte da posizioni diverse, rappresenta sempre un'occasione di arricchimento. Vogliamo rafforzare il livello consultivo e collaborativo, che non deve limitarsi alla sola analisi degli atti, ma deve accompagnare i grandi percorsi strategici: dalla gestione delle liste d'attesa al decongestionamento dei pronto soccorso, fino alla organizzazione delle strutture territoriali. Ci attende un autunno importante, segnato dal lancio del bando "Multileva" che è un piano straordinario di finanziamenti promosso dalla Regione per sostenere la residenzialità socio-sanitaria e sociale a ottobre e dalla promozione del funzionamento delle Case della Comunità. In questo scenario, il ruolo del sindacato è indispensabile per la sua  presenza sul territorio e per la vicinanza quotidiana ai cittadini, specialmente alle fasce più fragili. Il dialogo aperto e privo di preconcetti migliora la qualità finale delle scelte a beneficio dell'intera comunità marchigiana.» Il protocollo punta a consolidare un sistema di relazioni sindacali stabile e strutturato, fondato sulla condivisione delle informazioni, sul dialogo e sulla partecipazione delle parti sociali alle scelte strategiche che interessano il Servizio sanitario regionale. Sono previsti incontri periodici e momenti di approfondimento dedicati alle principali sfide della sanità marchigiana.
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31/07/2026 Benessere aziendale, Regione Marche e Parti Sociali firmano il Protocollo d'intesa per promuovere qualità del lavoro e competitività delle imprese
È stato firmato questa mattina nella sede regionale il ‘Protocollo d'intesa per lo sviluppo di iniziative volte a migliorare il benessere aziendale e dei lavoratori nelle imprese del territorio regionale’ per la XII Legislatura. Il Protocollo, sottoscritto dalla Regione Marche e le principali Confederazioni imprenditoriali e sindacali, promuove condizioni di lavoro attente al benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori attraverso la diffusione di ambienti lavorativi positivi, flessibili e motivanti. L'obiettivo è favorire una maggiore collaborazione e partecipazione nelle aziende, accrescere la produttività, attrarre e trattenere talenti, ridurre l'assenteismo e migliorare il clima organizzativo. "Con questo Protocollo rafforziamo una visione di sviluppo che mette al centro le persone e la qualità del lavoro – ha detto il vicepresidente Enrico Rossi - La competitività delle imprese e il benessere dei lavoratori non sono obiettivi alternativi ma fattori che si rafforzano reciprocamente”. Il documento è quindi uno strumento “per costruire un modello di welfare finalizzato a far sì che le persone scelgano di lavorare e di vivere nelle Marche”. In particolare, nell'ambito della multifunzionalità del settore agricolo “mette al centro le persone come leva strategica di competitività, crescita e coesione sociale. Un modello capace di rispondere concretamente alle sfide del settore: favorire il ricambio generazionale e promuovere una presenza femminile sempre più rilevante all'interno delle aziende agricole”.  "Un protocollo innovativo che conferma un metodo di concertazione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro - Il benessere organizzativo rappresenta un importante fattore di competitività. Le imprese che investono nella qualità dell'ambiente di lavoro, nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nella salute e nella valorizzazione delle persone sono più attrattive, più innovative e più resilienti. Con questo Protocollo mettiamo a sistema una collaborazione che coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori, offrendo strumenti concreti per favorire la diffusione del welfare aziendale in tutti i settori produttivi regionali". L'intesa, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 764 del 22 giugno 2026, rinnova e rafforza il percorso avviato nella precedente legislatura, confermando il welfare aziendale come uno degli strumenti strategici per sostenere la qualità del lavoro, la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo sostenibile del territorio. Insieme alla Regione Marche, hanno sottoscritto il Protocollo le Confederazioni imprenditoriali e sindacali rappresentative a livello regionale: Confindustria Marche, CNA Marche, Confartigianato Marche, Confapi Marche, Confcommercio Marche, Confesercenti Marche, CIA Marche, Coldiretti Marche, Confagricoltura Marche, Copagri Marche, Liberi Agricoltori Marche, Legacoop Marche, AGCI Marche, Confcooperative Marche, UECOOP Marche, U.N.C.I. Marche, UN.I.COOP. Marche, CGIL Marche, CISL Marche e UIL Marche. L'attuazione del Protocollo sarà garantita dalla Cabina di regia composta dai referenti tecnici della Regione Marche e delle Confederazioni imprenditoriali e sindacali, con il compito di monitorare le iniziative, favorire il confronto tra le parti e assicurare la piena efficacia degli interventi programmati. Attraverso il Protocollo, la Regione si impegna a sostenere la realizzazione di piani di welfare aziendale, a riconoscere specifiche premialità nei bandi regionali alle imprese che adottano interventi strutturati per il benessere dei lavoratori, a supportare la progettazione e il monitoraggio delle iniziative e a promuovere azioni dedicate alla prevenzione e alla tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le Confederazioni imprenditoriali e sindacali dei lavoratori, valutata la positività del ruolo svolto dalla Cabina di regia, si impegnano a promuovere e diffondere le opportunità previste dall'intesa, collaborando con la Regione Marche nel supporto alle imprese per la progettazione e la gestione dei piani di welfare aziendale, anche sotto il profilo normativo, fiscale e previdenziale. In particolare, il Protocollo cita tra gli obiettivi quello di “promuovere i temi del welfare aziendale e del benessere del lavoratore sul territorio presso le istituzioni locali e la comunità imprenditoriale incentivando il dialogo multi-stakeholder fra le rappresentazioni sindacali e datoriali, la società civile e l’associazionismo marchigiano”.   “I risultati già conseguiti testimoniano l'efficacia del percorso intrapreso”, ha ricordato l’assessore Bugaro. Nell'ambito della programmazione europea 2021-2027, la Regione Marche ha introdotto specifiche premialità nei bandi destinati a ricerca e sviluppo, innovazione e internazionalizzazione per le imprese che attivano interventi di welfare aziendale. Ad oggi sono 435 le imprese marchigiane coinvolte, con oltre 1.300 iniziative attivate o in corso di attivazione, attualmente monitorate dalla Cabina di regia regionale. Tra gli interventi adottati ci sono servizi mensa e buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa per lavoratori e familiari, buoni carburante, rimborsi per il trasporto pubblico locale, convenzioni commerciali, forme di flessibilità oraria, telelavoro e smart working, iniziative per il sostegno alla genitorialità e attività dedicate alla salute e al benessere psicofisico. L'iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche regionali volte a promuovere la qualità della vita, la sicurezza sul lavoro, l'inclusione sociale e la competitività del sistema produttivo marchigiano, in coerenza con la normativa regionale e con gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.
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25/07/2026 Agenda 2030, Ferracuti: «Innovazione e infrastrutture devono mettere al centro le persone»
Infrastrutture resilienti, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e qualità del lavoro. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro "Agenda 2030 – Goal 9: una sfida globale", svoltosi questa mattina nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo e dedicato alle sfide dello sviluppo sostenibile per il territorio marchigiano. Tra i relatori è intervenuto il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha ribadito la necessità di governare la transizione tecnologica mettendo al centro il lavoro e la persona. «Per la CISL Marche – ha dichiarato Ferracuti – i cardini su cui costruire il futuro della nostra regione sono chiari: competenze, partecipazione e un aumento della produttività che si traduca in salari più alti, maggiore benessere e più sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori. Costruire infrastrutture resilienti e governare l'innovazione tecnologica significa accompagnare il cambiamento senza lasciare indietro nessuno, investendo nella formazione e valorizzando il contributo delle persone. Solo così la crescita economica potrà essere realmente sostenibile e produrre benefici per l'intera comunità.» L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica nel futuro delle Marche, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Al dibattito hanno preso parte anche Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gian Luca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria.
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24/07/2026 Intelligenza artificiale: Cgil Cisl Uil Marche "Non si può governare il cambiamento senza chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori"
Cgil Cisl Uil Marche  chiedono alla Regione Marche l'apertura immediata di un tavolo permanente e la costituzione di un Osservatorio regionale sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul lavoro. «Apprendiamo dalla stampa la costituzione dell'Osservatorio regionale sull'Intelligenza Artificiale promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione delle istituzioni, delle università e del sistema delle imprese.  - sottolineano i sindacati - Riteniamo che, in un organismo chiamato a governare una trasformazione destinata a incidere profondamente sull'organizzazione del lavoro, sulle competenze, sull'occupazione e sui diritti delle persone, debbano essere presenti anche le organizzazioni sindacali confederali.» L'Intelligenza Artificiale non rappresenta soltanto una leva di innovazione tecnologica e di competitività delle imprese. È una trasformazione che cambierà il modo di lavorare, le professionalità richieste, i processi produttivi e, in molti casi, la qualità stessa dell'occupazione. «Per questo motivo non può essere affrontata esclusivamente come una questione industriale o tecnologica: è prima di tutto una questione sociale. -  proseguono - Il sindacato non è contrario all'innovazione. Al contrario, riteniamo che l'Intelligenza Artificiale possa rappresentare una straordinaria opportunità di crescita della produttività, di miglioramento delle condizioni di lavoro e di sviluppo del sistema produttivo marchigiano. Ma perché ciò avvenga è indispensabile che la transizione sia governata, partecipata e orientata alla tutela delle persone.» «Sosteniamo da tempo che l'introduzione dell'IA debba essere accompagnata da un forte investimento nella formazione continua, nella riqualificazione professionale, nella contrattazione e nella partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione. - rilanciano -  L'obiettivo deve essere quello di utilizzare la tecnologia per valorizzare il lavoro umano e aumentare la competitività delle imprese, evitando nuove forme di precarietà, discriminazione algoritmica e polarizzazione delle competenze.  Per questo chiediamo alla Regione Marche di convocare il tavolo dell’industria e di integrare l'attuale percorso con un “osservatorio laboratoriale”  permanente sull'Intelligenza Artificiale e il lavoro, nel quale siano presenti le organizzazioni sindacali e datoriali, affinché le scelte strategiche siano condivise e orientate anche agli effetti occupazionali e sociali. Riteniamo pertanto prioritario e fondamentale: ·         monitorare gli effetti dell'IA sui livelli occupazionali e sull'organizzazione del lavoro; ·         individuare i fabbisogni di nuove competenze e programmare interventi di formazione e riqualificazione; ·         analizzare l'impatto sui diversi settori produttivi marchigiani; ·         promuovere linee guida per un utilizzo etico, trasparente e responsabile degli algoritmi nei luoghi di lavoro; ·         favorire la contrattazione dell'innovazione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di trasformazione digitale. Le Marche hanno una forte vocazione manifatturiera e una rete diffusa di piccole e medie imprese.  - concludono - Proprio per questa ragione la sfida dell'Intelligenza Artificiale richiede una governance inclusiva, nella quale innovazione, competitività e tutela del lavoro procedano insieme. Le decisioni sul futuro del lavoro devono essere assunte con chi il lavoro lo rappresenta ogni giorno.»  
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22/07/2026 Agenda 2030, a Fermo il Segretario generale della CISL Marche Ferracuti per il confronto sul Goal 9
Si terrà sabato 25 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo, l'iniziativa dedicata al Goal 9 dell'Agenda 2030, dal titolo "Una sfida globale", dedicata ai temi delle infrastrutture resilienti, della rivoluzione industriale legata all'Intelligenza Artificiale e dell'innovazione tecnologica. Tra i relatori interverrà il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti,  che porterà un contributo  sul ruolo strategico delle infrastrutture, dell'innovazione e della transizione tecnologica per lo sviluppo sostenibile del territorio, con particolare attenzione alla qualità del lavoro, alla formazione delle competenze e alla centralità della persona nei processi di cambiamento. Porteranno, inoltre, il loro contributo,  Valerio Vesprini, presidente ATO Marche Sud, Gianluca Gregori, presidente del CdA Webuild Group, Roberto Cardinali, presidente di Confindustria Marche, e Gian Mario Spacca, coordinatore H.A.M.U. – Hub Abruzzo Marche Umbria. L'iniziativa rappresenta un'occasione di confronto sui temi dello sviluppo sostenibile e dell'innovazione, alla luce degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 dell’ONU, con particolare riferimento alla necessità di coniugare crescita economica, progresso tecnologico e tutela del lavoro.    
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18/07/2026 Alluvione 2022, consegnati 24 automezzi alla Protezione Civile dei Comuni colpiti Ferracuti: "La solidarietà produce risultati concreti"
La solidarietà si trasforma in un aiuto concreto per i territori marchigiani colpiti dall'alluvione del 2022. Questa mattina, a Senigallia, sono stati consegnati 24 automezzi destinati alla Protezione Civile di altrettanti Comuni delle Marche, grazie all'iniziativa di solidarietà promossa da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. L'intervento è stato reso possibile attraverso la raccolta del contributo volontario di imprese e lavoratori, che hanno scelto di sostenere le comunità colpite dall'emergenza. Un gesto di solidarietà collettiva che oggi si traduce in strumenti concreti per rafforzare la capacità di intervento dei territori. I mezzi sono stati assegnati ai Comuni di Acqualagna, Arcevia, Barbara, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Genga, Ostra, Ostra Vetere, Sassoferrato, Senigallia, Serra de' Conti, Trecastelli, Cagli, Cantiano, Pergola, Frontone, Serra Sant'Abbondio, Fano, Gabicce Mare, Montegrimano Terme, Montelabbate, Pesaro, Sassocorvaro Auditore e Urbino. «La solidarietà non è solo un valore, ma un impegno che produce risultati concreti – ha dichiarato il Segretario Generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – In una società sempre più segnata dall'individualismo, il mondo del lavoro rappresenta ancora una comunità capace di unirsi e di prendersi cura delle persone e dei territori. Grazie al contributo di lavoratrici, lavoratori e imprese, oggi abbiamo realizzato un primo intervento concreto a sostegno delle comunità colpite per affrontare le emergenze». La consegna dei veicoli rappresenta il primo risultato tangibile di una mobilitazione che ha visto il sistema produttivo e il mondo del lavoro agire insieme, confermando il valore della collaborazione tra parti sociali e imprese nei momenti di maggiore difficoltà. Un segnale importante di vicinanza ai territori, che rafforza la capacità operativa della Protezione Civile e testimonia come la solidarietà, quando diventa azione condivisa, possa lasciare un segno concreto nelle comunità.  
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17/07/2026 Marche, allarme giovani: persi 28 mila under 35 in sei anni. La CISL rilancia: «La sfida è rendere la regione attrattiva»
"Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni" è il tema scelto dalla CISL Marche per la presentazione della seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi, svoltasi nel pomeriggio di oggi  al Ridotto delle Muse di Ancona. Il rapporto, illustrato dalla CISL Marche guidata dal segretario generale Marco Ferracuti, fotografa una regione alle prese con importanti criticità demografiche, economiche e sociali, ma che conserva anche solide potenzialità su cui costruire il futuro. Il dato più significativo riguarda la popolazione giovanile: negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra 0 e 34 anni e, secondo le proiezioni demografiche, potrebbero perderne oltre 100 mila entro il 2050, con conseguenze rilevanti sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività del sistema economico regionale. Il report, presentato dal coordinatore dell’Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, ha evidenziato inoltre altre criticità strutturali: una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est; investimenti ancora insufficienti e sostanzialmente stagnanti negli ultimi vent'anni; una produttività inferiore rispetto ai principali territori del Nord-Est; salari medi più bassi della media nazionale; aumento della povertà relativa; crescita del numero dei giovani Neet e del disagio psicologico, che interessa anche la popolazione anziana; un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale, soprattutto negli spostamenti casa-lavoro; e un ricorso ancora eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Accanto alle criticità, il rapporto mette in evidenza anche numerosi punti di forza: un tessuto produttivo diffuso, costituito prevalentemente da piccole e medie imprese; una buona qualità della vita; un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Il dibattito, condotto dalla giornalista Chiara Cuccinella,  è stato arricchito dalle testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno scelto di restare o tornare nelle Marche. Esperienze professionali e personali differenti, accomunate da alcuni elementi ricorrenti: il legame con il territorio, il valore della formazione, la qualità della vita e la capacità delle Marche di attrarre competenze e professionalità. Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti. «Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. Giovani che non aspettano che il futuro accada, ma vogliono costruirlo. La domanda non è se i giovani siano all'altezza delle sfide del futuro. La vera domanda è se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani. La nostra sfida non è trattenere i giovani, ma costruire una regione capace di attrarli. Senza un lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. Ci chiediamo spesso perché nelle Marche i salari siano inferiori alla media nazionale. La risposta è che i salari più alti nascono prima di tutto da un sistema produttivo più competitivo. Ma il lavoro non è soltanto retribuzione: è anche qualità della vita. Per questo considero molto importante il Protocollo sul benessere lavorativo che, come anticipato oggi dall'assessore regionale Giacomo Bugaro, sarà sottoscritto il prossimo 31 luglio con la Regione Marche. Infine, c'è il grande tema della formazione, che considero la vera garanzia di occupabilità. La tutela più forte non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce. E oggi abbiamo tutti il dovere di costruirlo.» Il presidente del Comitato Scientifico del Report, prof. Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo capace di valorizzare il capitale umano. «Quello di oggi è stato un pomeriggio importante. Dobbiamo lavorare sui flussi e sulle strategie che differenziano i territori. Serve un modello di sviluppo coerente e di lungo periodo. Il fattore determinante resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività.» L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le profonde trasformazioni vissute dal territorio marchigiano. «Le Marche hanno subito eventi che ancora faticano a rimarginarsi: il fallimento di Banca Marche, quello della Antonio Merloni e il terremoto. Oggi, in un contesto internazionale instabile e altamente competitivo, dobbiamo costruire un vero piano industriale per la regione.» Il presidente dell'ISTAT Francesco Maria Chelli ha richiamato il valore dei dati come strumento di governo. «Senza dati non si governa. I dati servono a leggere la realtà e devono essere raccolti in modo indipendente. Va inoltre ricordato che nelle Marche il saldo migratorio è positivo: la regione continua ad attrarre popolazione, compresi i giovani.» A concludere i lavori è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola. «Un giovane resta, o torna, se trova un lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità di realizzare il proprio progetto di vita. La retorica del ritorno alle radici non basta: servono politiche pubbliche, investimenti, imprese responsabili, contrattazione e servizi di qualità.» Fumarola ha ricordato che le Marche possono contare su un sistema produttivo solido, fatto di manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha invitato a non sottovalutare le criticità: «L'industria attraversa ancora una fase complessa, le piccole imprese risentono del rallentamento dell'export e il recupero del potere d'acquisto dei salari non è ancora completo.» Per le aree interne, ha aggiunto, «non bastano interventi isolati, serve una strategia di rigenerazione territoriale che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporto pubblico, infrastrutture, sostegno alle imprese e fiscalità di vantaggio». Infine, il richiamo all'allargamento della ZES a Marche e Umbria, misura che «può produrre valore solo se mette in sinergia risorse europee, fondi di coesione, investimenti privati, infrastrutture, filiere produttive e buona occupazione. Serve una crescita capace di trattenere competenze, sostenere le piccole e medie imprese accompagnare le transizioni, rafforzare le filiere, ridurre gli squilibri territoriali».   Rassegna stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/report-cisl-le-marche-perdono-giovani-i-laureati-in-fuga_5ff73ca5-a4b6-4cde-b452-6fb2f6a9c9f5.html https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/07/17/fumarola-serve-un-forte-investimento-nella-formazione-dei-giovani_97ff60af-0ae7-45fa-86ac-3c84d6000e66.html https://etvmarche.it/17/07/2026/le-marche-verso-il-futuro-il-report-della-cisl-video/ https://m.cronacheancona.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/617201/ https://www.anconatoday.it/attualita/allarme-giovani-nelle-marche-persi-28mila-under-35-in-sei-anni-proiezioni-drammatiche-entro-il-2050.html https://m.cronachemaceratesi.it/2026/07/18/marche-dati-giovani-cervelli-fuga/2087183/
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17/07/2026 Ferracuti al Corriere Adriatico:"Investiamo poco e perdiamo i giovani dobbiamo rendere le Marche attrattive"
Intervista al Segretario generale CISL Marche di Beatrice Offidani, Corriere Adriatico 17 luglio 2026 Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, cos'è il Rapporto CISL Marche e qual è il suo obiettivo? «È uno strumento che nasce dalla convinzione che conoscere e interpretare i cambiamenti sia la condizione indispensabile per governarli. Non ci limitiamo a fotografare la realtà: ogni indicatore, quando possibile, viene letto nell'arco di dieci anni e comparato con quattro regioni benchmark (Emilia Romagna, Umbria, Lazio e Abruzzo) e con la media nazionale e del centro Italia. Dire, per esempio, che nella nostra Regione gli occupati sono 619 mila non è sufficiente. Dobbiamo capire se c’è un aumento o una diminuzione nel tempo, ma anche cosa accade negli altri territori. È un rapporto utile non solo per il sindacato, ma per istituzioni, imprese, sistema della formazione e chiunque abbia a cuore il destino della nostra regione». Cosa emerge dalla fotografia delle Marche? «Emerge una regione che, dopo la crisi del 2008, fatica a tenere il passo con i territori più dinamici. Il nostro PIL cresce meno che altrove, ma il dato più preoccupante riguarda la produttività: ogni ora lavorata nelle Marche produce meno valore aggiunto rispetto a tutte le regioni benchmark. Una conseguenza diretta di investimenti rimasti invariati negli ultimi vent'anni. E se non si investe, la produttività non cresce, così le retribuzioni restano basse e il sistema va in difficoltà». Le Marche sono però la regione più manifatturiera d'Italia «Sì, e non è uno slogan. Il l rapporto tra addetti in manifattura e addetti totali è il più alto d'Italia. È un punto di forza, ma si tratta di una manifattura che fatica ad innalzare il valore tecnologico delle sue produzioni, con la percentuale più alta di aziende sotto i nove dipendenti. E poi la base occupazionale sta invecchiando, la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro resta debole, e gli occupati crescono soprattutto nei servizi, dove però prevale il lavoro povero e precario». Quali sono le conseguenze sul piano sociale? «Le conseguenze sono serie. La spesa sociale pro capite è inferiore alla media nazionale, con una compartecipazione molto elevata degli utenti ai costi dei servizi, specie quelli residenziali per gli anziani non autosufficienti. Il tasso di povertà relativa è tra i più alti d'Italia, con un balzo preoccupante negli ultimi 2 anni. Le pensioni sono più basse della media nazionale. E c'è un dato che voglio portare all'attenzione: nelle Marche sta aumentando l'incidenza dei disturbi mentali, in particolare la depressione. È tutto collegato. Le retribuzioni basse portano a lavoro precario, dunque a povertà e disagio psicologico». Il cuore del rapporto è il Dossier Giovani. Cosa emerge? «Le Marche perdono giovani da decenni, e le proiezioni ISTAT dicono che ne perderanno ancora di più nei prossimi vent'anni. Il saldo migratorio dei giovani laureati è nettamente negativo: escono persone con istruzione elevata, entrano persone con istruzione più bassa. Senza i flussi migratori dall'estero la situazione sarebbe ancora più critica: i lavoratori extracomunitari rappresentano circa il 10% della forza lavoro e oggi senza di loro il nostro sistema economico collasserebbe». Qual è la sfida principale che il rapporto consegna alla comunità marchigiana? «Dobbiamo rendere le Marche attrattive. Il verbo "trattenere" non mi piace, perché mi dà l'idea di una forzatura. Si tratta, piuttosto, di creare le condizioni perché le persone scelgano le Marche per costruire qui il proprio futuro. Per riuscirci non basta offrire lavoro: serve offrire lavoro di qualità, sicuro, ben retribuito. Servono servizi efficienti, una vita culturale e sociale dinamica, infrastrutture e un trasporto pubblico che funzioni. I giovani oggi vogliono spostarsi con i mezzi pubblici: è moderno, sostenibile. Dunque i nostri bus, treni e tram devono essere all'altezza. »  
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10/07/2026 RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"
Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026. di Anna Marchetti «Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali. «Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?» È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali? «Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni». E quali i passi successivi? «Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti». Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari? «Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza». In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così? «Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri». Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette? «La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».  
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09/07/2026 Per lo sviluppo delle Marche: la CISL presenta il Report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani"
Venerdì 17 luglio, alle ore 15.00, al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona: "Per lo sviluppo delle Marche", un momento di analisi e confronto, promosso dalla CISL Marche, dedicato alle prospettive economiche, sociali e occupazionali della regione, con un'attenzione particolare al ruolo delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori la presentazione dei principali risultati del report "Le Marche verso il futuro: lavoro, economia, servizi, giovani" a cura del coordinatore dell’Ufficio Studi CISL Marche, Matteo Moretti, uno studio che offre una fotografia aggiornata della realtà marchigiana e individua le principali sfide da affrontare per costruire uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare crescita economica, qualità del lavoro, innovazione, coesione sociale e valorizzazione dei territori. A seguire sei giovani marchigiani – Maria Laura Berti, Raffaello Cesoni, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula – porteranno la loro testimonianza diretta, raccontando esperienze, aspettative e progetti nei campi del lavoro, dell'istruzione, dell'impresa e dell'impegno sociale. Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, aprirà il focus “Visioni per il futuro". Seguiranno gli interventi di Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Francesco Maria Chelli, Presidente dell'ISTAT, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e Daniela Fumarola, Segretaria generale della CISL nazionale. «Le Marche hanno bisogno di una visione condivisa e di una strategia di sviluppo che metta al centro il lavoro di qualità, la capacità di trattenere e attrarre giovani talenti, gli investimenti, l'innovazione e servizi adeguati ai cambiamenti demografici e produttivi – sottolinea il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Con questo report vogliamo offrire dati, analisi e proposte concrete per contribuire a costruire il futuro della nostra regione, coinvolgendo istituzioni, imprese, università e società civile in un confronto aperto e orientato alle soluzioni.» Nell’incontro, moderato dalla giornalista Chiara Cucinella, la CISL delle Marche vuole promuovere, attivare e condividere una riflessione sul futuro delle Marche e sulle politiche necessarie per rafforzare la competitività e la coesione sociale.
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08/07/2026 Ricostruzione, CISL Marche in visita al cantiere del Palazzo Ducale di Camerino: «Un segnale concreto di rigenerazione, ma la sicurezza deve restare una priorità»
Una delegazione della CISL Marche, composta da Luca Tassi, Segretario regionale,  David Ballini, Responsabile AST Tolentino - Camerino e  Rocco Gravina, Responsabile AST  Macerata, guidata dal Segretario generale Marco Ferracuti, ha visitato oggi il cantiere del Palazzo Ducale di Camerino, dove da alcuni mesi sono ripartiti i lavori di ricostruzione di uno dei luoghi simbolo della città e dell'intero cratere sismico. Ad accogliere la delegazione erano presenti il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il professor Alessandro Delpriori dell'Università di Camerino, il direttore dei lavori, ingegner Cristiano Bordo, e Vincenzo Mammarella, titolare dell'impresa IES Fratelli Mammarella, impegnata nell'intervento. «È un'occasione importante – ha dichiarato il Segretario generale della CISL Marche Marco Ferracuti – perché rappresenta un segnale concreto di rigenerazione e di futuro che restituisce speranza a un territorio duramente colpito dal sisma. Il Palazzo Ducale è il cuore di Camerino, un simbolo della rinascita della città: dal suo recupero passa una parte fondamentale del rilancio del territorio e della ripresa delle attività sociali, culturali ed economiche dell'intero cratere.» La visita è stata anche l'occasione per richiamare l'attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri della ricostruzione, alla luce del grave infortunio sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi in un cantiere post-sisma a Trisungo di Arquata del Tronto. «La ricostruzione deve procedere, ma deve farlo sempre in condizioni di massima sicurezza. Il grave incidente di questa mattina ci ricorda che non possiamo permetterci di abbassare la guardia. C'è ancora molta strada da fare per garantire che ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo al termine della giornata. Al lavoratore ferito e alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza.» Per la CISL Marche, la ricostruzione del patrimonio pubblico e privato deve procedere insieme alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, affinché la rinascita dei territori colpiti dal sisma sia fondata non solo sulla qualità delle opere realizzate, ma anche sul rispetto del lavoro sicuro e della vita di chi ogni giorno opera nei cantieri.  
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26/06/2026 Bene Multileva, Cisl Marche: «Ora il tavolo sul protocollo sanità e welfare. Servono risorse certe e alleanza con i Comuni»
 La CISL Marche valuta positivamente l'avvio della sperimentazione destinata a sostenere le famiglie delle persone  accolte nelle strutture residenziali. Si tratta di un intervento importante, frutto di un'azione condivisa, che rappresenta un primo passo concreto per alleggerire il peso economico che grava su molte famiglie marchigiane. Proprio perché si tratta di una fase sperimentale finanziata attraverso risorse europee, sarà fondamentale nei prossimi mesi monitorare l'attuazione, verificando gli effetti e correggendo tempestivamente eventuali criticità che dovessero emergere. Parallelamente, però, occorre guardare oltre l'orizzonte della sperimentazione. La Regione deve fin da ora individuare risorse strutturali che consentano di dare continuità a questa misura, evitando che un intervento così rilevante si esaurisca al termine dei finanziamenti disponibili. Al tempo stesso, è evidente che le sole risorse regionali non potranno essere sufficienti a rispondere a tutti i bisogni. Per questo è necessario costruire una vera alleanza istituzionale che coinvolga anche i Comuni, chiamati a investire insieme alla Regione per garantire risposte adeguate e durature alle famiglie. Accanto al sostegno per le persone accolte nelle strutture, resta inoltre aperta una questione altrettanto urgente: quella delle migliaia di famiglie che ogni giorno assistono e curano a casa i propri cari. Anche per loro servono interventi concreti e risorse dedicate, affinché il lavoro di cura non ricada esclusivamente sui familiari. Un'altra criticità che continua a pesare sulla vita quotidiana dei marchigiani riguarda le liste d'attesa per visite, esami e prestazioni sanitarie. Si tratta di un problema complesso e stratificato che richiede interventi strutturali e una programmazione di lungo periodo.  Negli ultimi mesi si sono registrati alcuni segnali di miglioramento con un implementazione delle prestazioni erogate dal sistema sanitario pubblico e ciò rappresenta un dato positivo per i cittadini marchigiani. Questi risultati sono stati resi possibili anche grazie alle risorse aggiuntive messe a disposizione e al grande impegno di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Proprio per questo, al netto del ricorso alle prestazioni aggiuntive e agli altri strumenti straordinari previsti dalla strategia multileva, il sistema sanitario regionale deve trovare un proprio equilibrio organizzativo, professionale e finanziario, capace di rendere strutturali gli sforzi compiuti e di garantire nel tempo risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini. L'obiettivo deve essere quello di consolidare i risultati raggiunti, superando progressivamente la logica dell'emergenza e costruendo un sistema in grado di assicurare stabilmente tempi di attesa compatibili con il diritto alla cura. Su questi temi la CISL Marche ribadisce la necessità di un confronto stabile e concreto con la Regione. Attendiamo entro metà luglio la convocazione del Presidente  per la sottoscrizione del Protocollo sulla sanità e il welfare regionale. Il testo è pronto ed è condiviso da settimane: non possiamo più permetterci di perdere altro tempo. Le famiglie marchigiane hanno bisogno di risposte, programmazione e impegni concreti.
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22/06/2026 Salari giusti, sicurezza e partecipazione: le proposte della piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil
La recente piattaforma unitaria, siglata lo scorso 17 giugno da Cgil, Cisl e Uil, rappresenta la base strategica comune per ridefinire le regole del mondo del lavoro attraverso un nuovo accordo quadro con le associazioni datoriali. L’obiettivo principale è valorizzare la contrattazione collettiva nazionale per garantire un salario giusto, affiancandola a un forte rilancio della contrattazione decentrata aziendale e territoriale, indispensabile per redistribuire la produttività e difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Oltre all’aspetto economico, la piattaforma introduce tutele innovative ponendo la persona al centro delle grandi transizioni tecnologiche, come quelle legate all’intelligenza artificiale. Tra le proposte chiave emergono il riconoscimento della formazione continua come diritto soggettivo per tutto l’arco della vita lavorativa, il potenziamento delle misure per la salute e la sicurezza nei cantieri e nelle aziende, e una maggiore partecipazione dei lavoratori alla governance d’impresa. L’auspicio dei sindacati è ora quello di accelerare il confronto per coniugare benessere, qualità del lavoro e competitività del Paese. Fonte: https://www.cisl.it/cisl-accordo-quadro-piattaforma/                
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15/06/2026 Aree interne, Ferracuti : “Sanità, scuola e lavoro per contrastare lo spopolamento e rilanciare i borghi
«Le priorità sono quelle di garantire sanità di prossimità, investire nelle scuole, assicurare servizi alla persona, incentivare chi mantiene vivo questo territorio, trasporto pubblico locale, potenziare il turismo in rete, rafforzare infrastrutture fisiche e digitali, fiscalità agevolata, incentivi per le start-up innovative, incentivi per le collaborazioni tra Comuni, formazione per fare lavori che hanno caratterizzato queste zone»:  così il segretario generale regionale Marco Ferracuti oggi a Camerino nell’ambito della iniziativa della Cisl Marche, organizzata in collaborazione con Unicam ,per discutere di «Aree interne tra sostenibilità e marginalità» ponendo accanto al titolo della giornata di studi un interrogativo retorico che è «Terre di passaggio o luoghi da vivere». Introduzione di David Ballini per la Cisl e saluti introduttivi a cura del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e del rettore di Unicam Graziano Leoni. Le relazioni portano la firma di Lucia Ruggeri, prof di Diritto civile di Unicam e di Valentina Polci, ricercatrice in Sociologia della Scuola di Architettura di Unicam. Osserva la prof Polci: «La legge sulla montagna va nella direzione di dire che queste aree continuino ad essere abitate: le vie migliori sono quelle dal basso, forme di accordi ed evitare la conflittualità con organismi che siano gestiti da Comuni, Università, Comunità montana. I servizi di prossimità devono rendere accessibili ed effettivi diritti che sono sulla carta, il diritto a restare nel luogo in cui è nato e in cui ha scelto di vivere. Dobbiamo fare tante iniziative di informazione e di formazione, non parliamo di un’Italia minore». La prof Valentina Polci: « Le aree interne non vanno guardate soltanto come aree fragili ma bisogna comprendere il loro valore sotto forma di capitale sociale e  patrimonio ecosistemico. La parola chiave dell’intervento è partecipazione al governo, punto nodale per la ripartenza e la ricrescita che non può essere solo fisica ma anche socioeconomica. Le reti sociali vogliono ancora impegnarsi, collaborare con le istituzioni. Far emergere i conflitti aiuta a far crescere la democrazia». Un serie di interventi firmati da Danilo Santini (Fai Cisl Marche), Cristiana Ilari (Cisl scuola Marche), Mario Raimondi (First Cisl Marche), Franceco Pulerà (Borgo Futuro), Claudio Cappella (Qui Val di Fiastra), Silvano Giangiacomi (Fnp Cisl Marche). Infine la tavola rotonda aperta da Marco Bussone, presidente nazionale Comunità enti montani: «E’ richiesto - osserva Bussone - un supplemento di lavoro sulla stessa parola “aree interne”, non vorrei che si dimenticasse la questione delle geografie. I problemi non si risolvono con l’assistenzialismo, ma con la capacità di assumere provvedimenti idonei, dunque riforme istituzionali per lavorare insieme, poi il tema fiscale ed infine la remunerazione dei servizi ecosistemici ambientali».  Andrea Spaterna, docente Unicam: «Quello delle aree interne è il tema dei temi: sono aree di pregio, non marginali. Il tema è contrastare lo spopolamento che si porta dietro la cura del territorio. Unicam ha attivato un tavolo di concertazione per lo sviluppo del territorio». A chiudere la giornata di riflessione è il segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti: «Abbiamo vissuto un seminario di confronto con realtà diverse che operano in queste aree fragili, diverse ma collegate da un lavoro comune di rigenerazione territoriale. Ci siamo ascoltati, da domani lavoreremo insieme per costruire risposte concrete a una sfida che ci riguarda tuti: contrastare lo spopolamento. Queste aree devono diventare protagoniste, le soluzioni più efficaci nascono dai territori. I nostri borghi sono ricchi di storia ma vi si sta consumando una progressiva desertificazione che rischia di indebolire tutta la regione. Da anni gli amministratori fanno analisi  e dicono di voler investire: o questi investimenti non ci sono stati o quanto fatto finora è sbagliato. Venti anni fa nell’area del cratere c’erano 120mila under 35, ora non arrivano a 80mila. Senza giovani questi territori rischiano di diventare scenografie vuote, privi di vita. Ci sono realtà che sperimentano nuove idee di rinascita che coniugano tradizione e innovazione. Non servono parole, non serve sprecare risorse in assistenzialismo. Abbiamo perso occasioni ma ora si possono mettere a terra i segnali di cambiamento con un percorso di partecipazione per favore il protagonismo territoriale».
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09/06/2026 Aree interne tra sostenibilità e marginalità: a Camerino Convegno sul futuro dei territori
Le aree interne rappresentano una delle sfide più rilevanti per il futuro delle Marche e dell'intero Paese. Territori spesso percepiti come marginali, ma che custodiscono un patrimonio umano, sociale, culturale e ambientale fondamentale per costruire un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile. Con questo obiettivo, la CISL Marche, in collaborazione con l'Università di Camerino e con il patrocinio del Comune di Camerino, promuove il convegno “Aree interne tra sostenibilità e marginalità. Terre di passaggio o luoghi da vivere?", in programma a Camerino (MC), il 15 giugno 2026 alle ore 9.30 presso l'Aula Piantoni del Polo Didattico UNICAM, in via Sant’Agostino,1. L'iniziativa intende aprire un confronto qualificato sul diritto delle comunità a restare e a costruire il proprio futuro nei territori interni, affrontando i temi dello spopolamento, della qualità dei servizi, della partecipazione democratica e delle politiche di sviluppo locale. Ad aprire i lavori saranno le relazioni della professoressa Lucia Ruggeri, ordinaria di Diritto civile e direttrice della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Camerino, che approfondirà il tema del diritto di restare nelle strategie europee, nazionali e regionali, soffermandosi sui modelli giuridici e sugli indirizzi politici necessari per garantire opportunità e coesione territoriale. Seguirà l'intervento della ricercatrice Valentina Polci, della Scuola di Ateneo di Architettura e Design dell'Università di Camerino, dedicato alle dinamiche di comunità nelle aree interne, tra processi di spopolamento e valorizzazione del patrimonio ecosistemico. Il programma prevede inoltre contributi e testimonianze provenienti dal mondo del lavoro, della formazione, dell'innovazione sociale e dello sviluppo territoriale, con gli interventi di Danilo Santini, segretario generale FAI CISL Marche, Cristiana Ilari, segretaria generale CISL Scuola Marche, Mario Raimondi, segretario generale FIRST CISL Marche, Francesco Pulerà di Borgo Futuro e Claudio Cappella, di Qui Val di Fiastra. Nella seconda parte della mattinata la tavola rotonda con istituzioni, università, enti locali e rappresentanze sociali, sarà moderata da David Ballini, responsabile della CISL di Tolentino Camerino. Parteciperanno Andrea Spaterna, docente di semiotica e patologia medica veterinaria e delegato del Rettore dell'Università di Camerino per i rapporti con il territorio, Marco Bussone, presidente nazionale UNCEM, Valerio Valeriani, coordinatore degli Ambiti Territoriali Sociali 16, 17 e 18, e il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti.
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05/06/2026 SICURA AI, Ferracuti: "La sicurezza non è un costo, è un diritto. L'intelligenza artificiale deve essere al servizio della persona"
La CISL Marche questa mattina ad Ancona alla presentazione del progetto di ricerca "Sviluppo e sperimentazione di agenti AI specializzati per la salute e la sicurezza sul lavoro" (SICURA AI), iniziativa promossa dall'Università di Macerata e vincitrice del Bando BRIC 2025 dell'INAIL. All'evento, ospitato nella Sala Raffaello della Regione Marche, è intervenuto il Segretario Generale della CISL Marche Marco Ferracuti, confermando l'impegno del sindacato nel promuovere innovazione, partecipazione e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Il progetto, illustrato dal professor Emanuele Frontoni, Responsabile Scientifico dell'iniziativa per l'Università di Macerata, punta a sviluppare un ecosistema di agenti di intelligenza artificiale specializzati nella gestione, elaborazione e diffusione della conoscenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo di supportare imprese, lavoratori e operatori della prevenzione nelle attività di valutazione dei rischi e nella consultazione delle informazioni normative e tecniche. Nel suo intervento, Ferracuti ha ribadito come la sicurezza sul lavoro debba rappresentare una priorità assoluta per istituzioni, imprese e parti sociali. «La sicurezza non è un costo, è un diritto. Ogni innovazione che contribuisce a salvare anche una sola vita sul lavoro merita attenzione e sostegno -  ha affermato il Segretario Generale della CISL Marche -Dietro ogni statistica sugli infortuni ci sono persone, famiglie e comunità. Per questo guardiamo con interesse a tutte le tecnologie che possono rafforzare la prevenzione e diffondere una cultura della sicurezza più efficace e più vicina ai lavoratori». Per Ferracuti, il valore dell'intelligenza artificiale dipende dalla sua capacità di mettere al centro la persona e di rafforzare le competenze umane. «La CISL non vede l'intelligenza artificiale come una minaccia da subire né come una soluzione miracolosa. La vediamo come uno strumento. E il valore di uno strumento dipende dall'uso che se ne fa. L'AI non deve sostituire le competenze umane, ma renderle più forti, più accessibili e più diffuse». Secondo il Segretario Generale della CISL Marche, l'innovazione tecnologica può produrre benefici concreti quando viene orientata ai bisogni reali del lavoro. «Se aiuta un'impresa a comprendere meglio i propri rischi, se consente a un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di reperire rapidamente informazioni affidabili, se permette a un lavoratore di conoscere meglio i propri diritti e i comportamenti corretti da adottare, allora l'innovazione genera un valore reale per la sicurezza e per la qualità del lavoro». Ferracuti ha inoltre sottolineato il valore del percorso che ha portato alla nascita di SICURA AI, fondato sulla collaborazione tra università, istituzioni e parti sociali. «È il metodo giusto per affrontare le trasformazioni in corso. Nessuno può governare da solo cambiamenti così profondi. Occorre mettere insieme conoscenza scientifica, esperienza amministrativa e conoscenza concreta dei luoghi di lavoro. La CISL ha sostenuto questo progetto fin dalla sua impostazione perché crediamo che l'innovazione debba essere accompagnata dalla partecipazione». Un principio che, secondo la CISL Marche, dovrà accompagnare anche le future applicazioni dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. «Le tecnologie funzionano davvero quando vengono costruite ascoltando chi lavora ogni giorno nelle fabbriche, negli uffici, nei cantieri e nei servizi. Le Marche possono diventare un laboratorio nazionale di innovazione sociale e tecnologica applicata alla sicurezza sul lavoro. Il nostro auspicio è - ha concluso -  che da questo percorso nascano strumenti concreti, capaci di ridurre i rischi, migliorare la prevenzione e rendere il lavoro più sicuro e più dignitoso». Alla presentazione sono intervenuti anche l'Assessore regionale all'Intelligenza Artificiale Giacomo Bugaro, il Direttore regionale Marche dell'INAIL Piero Iacono, il Direttore del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell'INAIL Corrado Delle Site e le responsabili scientifiche del progetto per l'INAIL Annalisa Nebbioso e Francesca Ceruti.
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