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  • RSA aumenti delle rette, Marco Ferracuti al Resto del Carlino:"Voucher, misura nuova. E c'è solo nelle Marche"

Intervista a Marco Ferracuti pubblicata su Il Resto del Carlino del 9 luglio 2026.

di Anna Marchetti

«Non giochiamo sulla pelle delle persone e noi più care, come padri e madri anziani», il segretario regionale della Cisl, Marco Ferracuti, difende l'intervento Multileva della Regione che stanzia 9,6 milioni in due anni per l'abbattimento delle rette per le persone ospitate nelle strutture residenziali sanitarie, socio-sanitarie e sociali.

«Si tratta di un intervento innovativo, coraggioso e sperimentale voluto dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil), che serve ad attenuare i costi aggiuntivi dovuti agli aumenti delle rette, che avrebbero dovuto sostenere le famiglie – dice –. Con l'uso di fondi europei, oltre 1.900 famiglie avranno un aiuto economico di circa 250 euro al mese. A chi fa notare che i soggetti beneficiari sono soltanto 1.900, rispondo: non avremmo dovuto aiutare nessuno?»

È vero che a fronte di 1.900 famiglie che otterranno un sostegno economico,  ci sono circa settemila le persone ospiti di strutture residenziali?

«Siamo sicuri che siano proprio settemila o magari non siano cinquemila, visto che ci sono gli incapienti, a totale carico del servizio sanitario nazionale, e le persone benestanti. Quello individuato non è un intervento risolutivo ma certamente un inizio, un primo passo positivo a cui guardano anche altre Regioni».

E quali i passi successivi?

«Prima di tutto dare continuità all'intervento messo in campo, poi servirà il contributo dei Comuni e delle strutture, su cui stiamo facendo un'analisi accurata, per capire il loro funzionamento. Proprio alle strutture lanciamo una sfida sui servizi aggiuntivi (barbiere, parrucchiere e altri), perché si possa applicare una differenziazione dei costi in base all'Isee degli ospiti».

Quindi cercherete di ampliare la platea dei beneficiari?

«Siamo in una fase di sperimentazione che comunque darà risultati positivi, nel frattempo cercheremo per i prossimi anni di individuare ulteriori misure, altre risorse regionali e comunali e di coinvolgere anche le stesse strutture di accoglienza».

In Consiglio regionale l'opposizione ha fatto notare che dei 9,6 milioni messi in campo, solo due sono accessibili a tutti, gli altri 7,6 sono riservati alle donne lavoratrici è così?

«Forse non è il caso di puntare l'attenzione sull'eccezione, ma sul fatto che ci sono oltre 1.900 famiglie che possono contare su circa 3.000 euro all'anno. Pur non essendo perfetta, penso che quella adottata sia una grande misura, che darà risposte importanti alle famiglie. Anche perché mi chiedo: quale sarebbe l'alternativa? Non credo che possiamo fare finta di non vedere l'aumento delle tariffe delle strutture e soprattutto non possiamo giocare sulla pelle delle persone a noi più care, come  sono i nostri genitori, i nostri padri e le nostre madri».

Ma prima del Multileva come si contenevano i costi delle rette?

«La differenza tra il Multileva e i fondi strutturali precedenti, che in alcuni casi non si riuscivano neppure a spendere tutti, è che quelli erano usati a ristoro dei Comuni. In questo caso, invece, le risorse sono destinate alle persone e sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente stanziate dai Comuni. Ribadisco che soltanto nelle Marche siamo stati capaci di prevedere un intervento di questo genere».