Dopo due anni di confronto senza risultati e la rottura del tavolo con Federvivo, le organizzazioni sindacali proclamano lo sciopero nazionale dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato. Per sostenere la vertenza, è stato inoltre indetto il blocco delle prestazioni di lavoro straordinario, che proseguirà fino alla conclusione della trattativa.
La mobilitazione è stata proclamata dalle Segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpl, insieme al Coordinamento nazionale unitario dello Spettacolo dal vivo. Nelle Marche, i singoli teatri e le strutture potranno promuovere ulteriori iniziative, in base alle specificità delle rispettive realtà lavorative.
«La rottura arriva al termine di un negoziato durato due anni, durante i quali — secondo i sindacati — la parte datoriale ha respinto le richieste per modernizzare il settore e riconoscere il valore delle professionalità. Tra i nodi principali ci sono l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive.»
Il contratto nazionale è fermo al 2018 e la vacanza contrattuale si avvicina ai nove anni. A fronte di un’inflazione che nel periodo ha raggiunto il 23%, la proposta economica presentata da Federvivo è giudicata insufficiente dalle organizzazioni sindacali.
Per i dipendenti dei teatri, la retribuzione media mensile è oggi di 1.433,43 euro. L’aumento proposto, pari al 18% nell’arco di tre anni, porterebbe lo stipendio medio a 1.691,44 euro nel 2029: 258,01 euro in più complessivi. Senza arretrati e considerando gli anni trascorsi dall’ultimo rinnovo, l’incremento equivale a circa 28 euro lordi per ciascun anno di vacanza contrattuale.
Per il personale scritturato — tra cui attori, ballerini, macchinisti, professori d’orchestra e capi macchinista — il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di 58,69 euro lordi. L’aumento del 20% proposto in tre anni lo porterebbe a circa 70,43 euro nel 2029: poco meno di 11,74 euro lordi in più al giorno. Anche in questo caso, senza arretrati, l’incremento corrisponderebbe a circa 1,30 euro lordi per ogni anno trascorso dal precedente rinnovo.
Di fronte a queste condizioni, le organizzazioni sindacali confermano la mobilitazione fino al raggiungimento di un accordo che restituisca potere d’acquisto e garantisca il giusto riconoscimento professionale a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori dello spettacolo.