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05/01/2010 Cassa integrazione e mobilità in aumento
Cassa integrazione e mobilità in aumento Grave la situazione in tutte le Marche secondo i dati istat rielaborati dalla Cisl. “A settembre la situazione potrebbe aggravarsi. Decisivi gli strumenti a tutela del lavoro e del reddito”. Perdurano con accenti significativi e preoccupanti gli effetti della recessione. “Nel mese di Luglio 2009 – sostiene infatti Tonino Bori Dipartimento Mercato del Lavoro CISL Marche - le ore di cassa integrazione autorizzate hanno fatto registrare un ulteriore incremento. Tale incremento si registra sia rispetto al mese di Luglio 2008 con 1.082.704 ore di cassa integrazione autorizzata contro i 2.034.084  (+ 87 %) di Luglio 2009, sia  e soprattutto se il confronto viene sviluppato sull’intero periodo Gennaio – Luglio”. Secondo l’elaborazione effettuata dalla Cisl Marche sui dati forniti da Inps ed  Osservatorio Regionale MdL la provincia di Ancona continua ad essere interessata dalla fortissima crisi della meccanica ed in particolare della Antonio Merloni; infatti questo comparto vede autorizzate nei primi sette mesi del 2009 ben 1.545.318 ore di cassa integrazione ordinaria e  1.580.195 ore di straordinaria. I comparti più in difficoltà nelle province di Ascoli- Fermo risultano essere il chimico con 250.911 ore di cassa autorizzate, il calzaturiero con 1.018.375 ore, l’alimentare con 185.411 ore, la meccanica con 315.170 ore. Sempre pesante la situazione in provincia di Macerata, qui  tutti i comparti fanno registrare aumenti significativi  di ore autorizzate le calzature con 525.964 ore, la meccanica con 450.635 ore, la gomma plastica con 219.940 ore, il legno con 72.854 ore i settori in difficoltà. Infine Pesaro che vede incrementare in maniera fortissima la cassa ordinaria ed esplodere le ore di straordinaria (lo scorso anno non è stata praticamente utilizzata); il legno con 522.245 ore; la meccanica con 1.222.859 ore; l’industria di trasformazione di minerali non metalliferi (vetro, ceramica, laterizi ecc.) con 264.377 ore; l’abbigliamento che  vede autorizzate 170.956 ore i settori più colpiti. Nel complesso per quanto riguarda le Marche  i settori colpiti in maniera  particolarmente significativa  in questi primi sette mesi del 2009 dalla crisi: la meccanica e la metallurgia 5.163.403 ore di cassa integrazione autorizzate; il calzaturiero 1.592.545 ore;  l’abbigliamento 780.388 ore;  il legno 778.940 ore; la chimica e la gomma plastica 725.261 ore.  Non meno allarmanti i dati sui licenziamenti (mobilità), relativi al 30 giugno 2009.  Nel I° semestre 2009 sono stati 7.899  (+85,4%) i lavoratori collocati in mobilità, quando nel I° semestre 2008 erano  4.034 e nel I° semestre 2007 erano 3.207. Dei  7.899 lavoratori  iscritti alle liste di mobilità 4.524 sono uomini 3.375 sono donne; 6508 sono italiani, 1391 sono stranieri.  Per 5.150 la mobilità non è indennizzata mentre lo è per i restanti 2.749. Il ricorso alla mobilità raddoppia in tutte le province marchigiane. I settori dove registriamo il numero più alto di lavoratori collocati in mobilità sono la meccanica con 1.713 unità, il calzaturiero con 935,  il commercio con 840, le costruzioni con 735. “I dati sopra evidenziati sulla cig e sulla mobilità – spiega Tonino Bori - descrivono concretamente il perdurare delle  difficoltà pesanti nelle quali versa l’industria manifatturiera nelle Marche; come CISL siamo estremamente  preoccupati perché alla ripresa delle attività, dopo il periodo feriale, la situazione potrebbe risultare  ulteriormente aggravata. A tal fine crediamo importante rafforzare le iniziative ad ogni livello e con tutti i soggetti (imprenditori, istituzioni, università) che se da una parte traccino le basi per la difesa ed il rilancio del comparto produttivo della nostra regione,  dall’altra puntino ad utilizzare al meglio gli strumenti a tutela del lavoro e del reddito  dei lavoratori e delle famiglie (ammortizzatori in deroga e contratti di solidarietà su tutti)”.   Ancona 7 Agosto 2009
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05/01/2010 Edilizia e occupazione a rischio. E' urgente approvare il piano casa
Edilizia e occupazione a rischio. E’ urgente approvare il piano casa Il segretario generale Filca Cisl Marche Massimo Giacchetti interviene sulla proposta di legge legata alle abitazioni richiamando l’attenzione anche sul lavoro nero Sul cosiddetto Piano Casa della Regione interviene il Segretario Generale della FILCA CISL delle Marche – Massimo Giacchetti che invita la Regione a fare presto per salvare l’occupazione in un settore che da circa un anno ha conosciuto una fase di brusco rallentamento. “La proposta di  legge 332/09 avrebbe dovuto rilanciare il settore dell’edilizia, ma i ritardi nella sua approvazione rischiano di vanificare l’intento iniziale. Il provvedimento va approvato da Consiglio entro il mese di Settembre, se si vuole rilanciare un settore che tradizionalmente ha un ruolo trainante per tutta l’economia”. La preoccupazione della FILCA CISL è confortata anche dai dati negativi sul settore. Il ricorso alla cassa integrazione nei primi sei mesi del 2009 è aumentato del 88,51%; 346.340 ore autorizzate nel periodo Gennaio-Giugno 2008, 652.912 ore autorizzate nello stesso periodo del 2009. Le ore lavorate sono diminuite del 12,92%, mentre i dipendenti sono diminuiti del 8,9%. Nell’ultimo anno hanno perso il lavoro almeno 2000 persone e per il mese di Settembre molte imprese avranno difficoltà a riprendere l’attività. Un provvedimento che servirebbe a rilanciare il settore anche nelle Marche, a condizione che la proposta di legge iniziale venga integrata con le modifiche proposte da sindacato degli edili della CISL. “Abbiamo chiesto alla Regione di prevedere nella legge di collegare il rilascio del titolo di abitabilità da parte dei Comuni alla presentazione del DURC, e di garantire la tracciabilità dei pagamenti tra il committente e le imprese che eseguiranno i lavori.” L’obiettivo è quello di favorire interventi edili di qualità e di contrastare il lavoro nero e irregolare.
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05/01/2010 La Cisl Marche sulla adesione di amministratori pubblici alla manifestazione del 4 aprile
La Cisl Marche sulla adesione di amministratori pubblici alla manifestazione del 4 aprile Non è giusto utilizzare il tema della crisi (contro la quale tutti siamo impegnati a trovare antidoti e soluzioni) per giustificare l’adesione alla manifestazione nazionale del 4 aprile prossimo, organizzata dalla Cgil. L’obiettivo centrale della manifestazione infatti (come è evidente da manifesti e materiali promozionali) è la contestazione dell’accordo per la riforma del sistema contrattuale, sottoscritto lo scorso 22 gennaio da tutte le parti sindacali e imprenditoriali, esclusa la Cgil. Accordo che il governo ha sottoscritto principalmente in qualità di  datore di lavoro del pubblico impiego. Va sottolineato che l’accordo del 22 gennaio, un accordo che innova e modernizza le relazioni sindacali, ha preso corpo dalla piattaforma unitaria approvata nel maggio 2008 da Cgil, Cisl, Uil. Schierarsi a sostegno della manifestazione significa dunque schierarsi contro l’accordo e di fatto contro la Cisl e tutte le altre organizzazioni firmatarie. La manifestazione del 4 aprile riguarda un tema, quello del sistema della contrattazione, che è materia specificatamente sindacale e non può essere oggetto di invasioni di campo. Le adesioni a questa manifestazione di alcuni sindaci, presidenti di provincia e del Presidente della giunta regionale risultano essere quindi da un lato incomprensibili, in quanto i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero astenersi dall’intervenire in materia di sistema contrattuale, dall’altro inaccettabili perché aderire ad una manifestazione indetta da un solo sindacato, per di più finalizzata a disconoscere l’azione degli altri, rappresenta una presa di posizione non consona a dei rappresentanti istituzionali. Le interferenze nella autonomia del sindacato e la accentuazione delle divisioni non sono mai utili e positive per il mondo del lavoro e per la democrazia, tanto meno in un momento di crisi come quello attuale. Agli amministratori pubblici chiediamo di valutare a fondo le implicazioni della loro adesione e per rispettare l’autonomia e il pluralismo del sindacato confederale, rivedere la loro posizione. Chiediamo, inoltre, un impegno convinto per garantire coesione sociale e dare risposte concrete alla crisi. Nelle Marche sono stati fatti molti accordi con la regione, con le province e molti comuni, per adottare misure contro la crisi e a sostegno delle famiglie più esposte. Questa è la strada che va ancora perseguita con determinazione e disponibilità, evitando azioni di parte che possono rallentare o compromettere il positivo lavoro fin qui fatto. 2 aprile 2009 Stefano Mastrovincenzo   Segretario gen.le Cisl Marche Sauro Rossi                         Segretario gen.le Cisl Pesaro Paolo Santini                       Segretario gen.le Cisl Ancona Marco Ferracuti                 Segretario gen.le Cisl Macerata Antonio Angelini                 Segretario gen.le Cisl Ascoli-Fermo
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05/01/2010 Manifestazione nazionale sugli immigrati
Sicurezza accoglienza e integrazione, sono le tre uniche declinazioni possibili quando si decide di affrontare seriamente la questione dell’immigrazione. E sono proprio queste tre parole che ci sembra necessario accompagnino la manifestazione di questa mattina che la Cisl ha voluto organizzare insieme a Siulp e Anolf. L’immigrazione non può essere affrontata solo come una questione di ordine pubblico come sembra voler fare il governo con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina e l’istituzione delle cosiddette ronde. E’ questa una cultura che non ci appartiene e contro la quale la Cisl - insieme a tutte quelle realtà davvero convinte di dover affrontare questo tema così delicato evitando di ricorrere ai parametri più ottusi e inadeguati - si impegna a lottare. In piazza oggi e nelle sue attività quotidiane. E’ necessario allora compiere uno sforzo importante e affrontare coraggiosamente il nodo immigrazione senza scorciatoie o decisioni ispirate al più sconcertante populismo. E allora crediamo sia sempre più indispensabile conciliare l’esigenza di sicurezza, assolutamente legittima, dei cittadini con vere politiche di integrazione che siano in grado di riconoscere diritti ma anche doveri di quanti lavorano onestamente nel nostro paese. La Cisl ritiene così che questa innata istanza di sicurezza vada garantita anche attraverso il  potenziamento e la riorganizzazione delle forze di Polizia cui sono demandati i principali compiti di prevenzione del crimine e di protezione sociale. Per questo abbiamo deciso di stare in piazza uniti con Siulp e Anolf. Anche la Cisl delle Marche parteciperà numerosa alla manifestazione: saremo quasi 500 dalla nostra regione tra rappresentanti delle forze di polizia, dei dirigenti sindacali. Siamo una regione dove la questione immigrazione non è diventata emergenza, per fortuna, anche l’attualità e la stessa quotidianità fanno capire che alcune criticità anche sul nostro territorio dovranno essere risolte nel modo più adeguato possibile (sarebbe consigliabile inserire qualche dato). E il modo adeguato secondo noi, nelle Marche come nel resto del paese, è quello di accorciare le distanza tra immigrazione e cittadinanza. Al Governo chiediamo risposte adeguate affinché sia riconosciuto il diritto all’unità familiare ad esempio, o  il riconoscimento della cittadinanza italiana ai nati in Italia, il diritto all’esercizio del voto alle amministrative, il trasferimento ai comuni l’esercizio del rinnovo dei permessi di soggiorno  per consentire la regolarizzazione degli immigrati che lavorano nel sommerso.  Ma la sicurezza significa garanzia anche per chi la sicurezza deve garantirla ai cittadini. Quindi chiediamo anche la valorizzazione effettiva del lavoro di poliziotti, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, così come il potenziamento di uomini e mezzi e la garanzia di un salario dignitoso alle forze dell’ordine.  Grave è infine il sovraffollamento delle carceri. E qui nelle Marche la situazione di penitenziari è davvero al limite. Non può quindi esistere una reale integrazione senza diritti doveri, da parte di tutti, ma anche senza una concezione del lavoro che restituisca dignità a chi lo compie. Stefano Mastovincenzo Segretario Generale Cisl Marche
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05/01/2010 Cassa integrazione più 106%, la ripresa è lontana
Cassa integrazione più 106%, la ripresa è lontana La Cisl sostiene la necessità di ricorre ai contratti di solidarietà e ricorda l’accordo con la Provincia sulla formazione. “A settembre molte piccole imprese non riapriranno con contraccolpi gravi sul mercato del lavoro” spiega il segretario generale  provinciale di Ancona Paolo Santini  “Molti parlano di segnali di ripresa noi preferiamo leggere la realtà del lavoro anconetano attraverso dati e cifre precise, analitiche e quella che abbiamo sotto gli occhi e davanti nei prossimi mesi non ci sembra una lettura incoraggiante, tutt’altro”. Paolo Santini Segretario Generale Cisl Ancona non si schiera con i forzati dell’ottimismo e richiama tutti a ricalibrare le propensioni a facili ottimismi. “La crisi che ha segnato questo territorio è trasversale ma in particolare continua a colpire due settori, la meccanica ed il tessile, e in generale le piccole e medie imprese, molte delle quali a settembre non riapriranno con la conseguenza che il numero dei disoccupati nella provincia di Ancona potrà aumentare ancora”. Leggiamoli alcuni di questi dati allora… I primi cinque mesi del 2009 hanno fatto registrare un incremento della cassa integrazione guadagni del 106% (2.426.972 ore del 2009 contro le 1.108.805 del 2008). Le assunzioni delle imprese pubbliche e private sono diminuite nel primo trimestre 2009 del 19,4% a Senigallia, del 31,2% a Jesi, del 30,5% a Fabriano. Le esportazioni, sempre nel primo trimestre 2009, sono diminuite del 28,2%, i fallimenti d’impresa aumentati del 21,2%, “mentre i dati Istat su occupazione e  disoccupazione – dice Santini - confermano il peggioramento che si era delineato nei mesi scorsi e in misura più marcata per gli uomini. Le assunzioni diminuiscono ed il ricorso agli ammortizzatori sociali aumenta notevolmente ed è generalizzato a livello settoriale. Da tempo sottolineiamo la necessità di ricorrere ai contratti di solidarietà”. Grazie agli accordi nazionali relativi a questo strumento la copertura delle ore lavoro è passata, dal 1 luglio, dal 60 all’80 per cento cui si aggiunge l’intesa siglata a livello regionale che copre un altro 12,50%. “In sostanza - continua Santini – un lavoratore marchigiano copre 10 ore di lavoro mancate con il 92,50% del salario. Mi sembra una strada da continuare a perrcorrere”. Ma non sono solo i contratti di solidarietà l’unico strumento individuato dalla Cisl Ancona per affrontare i nodi più problematici della crisi. “Ricordo anch’io come ha fatto l’assessore Quercetti l’importanza del protocollo firmato tra parti sociali e Provincia relativo al bando destinato ai progetti formativi soprattutto per chi è in cassa integrazione a costo zero e in mobilità. Un percorso necessario per creare nuove possibilità di reinserimento nel mercato del lavoro per chi il lavoro appunto lo ha perso. In questo senso nell’intesa rientrano anche bonus e ticket per pasti a chi partecipa a tali corsi”. Infine Santini affronta di petto la questione creditizia: Ci aspettiamo che le banche assumano maggiori responsabilità di fronte alle conseguenze della recessione. Non abbiamo trovato grande disponibilità ad  esempio, nonostante il recente accordo firmato con Abi in questo senso, verso il blocco di pagamenti delle rate dei mutui per i lavoratori in difficoltà. L’apporto degli istituti di credito in questo senso è decisivo, non può venire a mancare”.
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05/01/2010 Per il rilancio dell'economia meno tasse su lavori e pensioni
Per il rilancio dell’economia meno tasse su lavoro e pensioni Ancona uno del luoghi scelti per la mobilitazione nazionale indetta dalla Cisl sul tema famiglie e fiscalità. “Meno tasse sui cittadini più esposti più alti i consumi” è l’equazione con cui Paolo Santini, segretario generale Cisl Ancona, ha aperto il confronto al quale hanno partecipato i parlamentari Magistrelli e Casoli e i consiglieri regionali Bugaro e Luchetti. Sostenere la famiglia con il Nuovo assegno familiare, ridurre l’imposta sul reddito personale per incrementare il salario le pensioni e per rilanciare i consumi, attuare una lotta all’evasione fiscale più incisiva, alleviare il peso del fisco sulle imprese più meritevoli che investono e spostarlo sui patrimoni e sulle rendite finanziarie.  Sono queste in sintesi le indicazioni arrivate dalla Cisl al Governo in occasione della mobilitazione indetta a livello nazionale dal sindacato biancoverde sul tema della famiglia e della fiscalità e che ha vissuto ad Ancona, nella sede dell’Assistedil, un momento assai significativo con la presenza della senatrice Marina Magistrelli (Pd) e dei consiglieri regionali Giacomo Bugaro (Pdl) e Marco Luchetti (Pd). Alla fine ne è emerso un dibattito animato all’insegna di una serie di input introdotti da Paolo  Santini, segretario generale Cisl Ancona, con queste parole “Lo dicono le leggi più elementari dell’economia, per il rilancio del sistema paese occorre incrementare i consumi. Maggiore sarà il reddito per i dei cittadini più esposti come i lavoratori dipendenti e i pensionati, più alta sarà la possibilità di sviluppare i consumi. E per far questo a nostro avviso serve un novo patto fiscale ed una politica industriale vera strutturale, non a spot come è invece avvento sino ad ora”. Tra le indicazioni fornite dalla Cisl e ricordate da Santini emerge la necessità dell’unificazione degli assegni familiari, sino ad ora suddivisi in quello della spesa e in quello della tassazione, in unico più computo e semplice strumento (Naf). Così come “sarebbe importante portare l’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie, oggi fissata al 12,5%, al 20%. Chiediamo inoltre che l’aumento della tassazione sulle rendite non riguardi i rendimenti dei titoli di Stato”.  Altro punto discriminante la lotta all’evasione fiscale “che consentirebbe l’aumento delle entrate e al conseguente riduzione del debito pubblico”. Famiglia, pensioni, lavoro, insomma: la crisi economica non è ancora passata e, secondo la Cisl, difendere elementi portanti della società come questi significa riuscire a guardare al futuro non solo con la speranza ma anche con la convinzione che una ripresa effettiva sarà davvero possibile.
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04/01/2010 Fiaccolata Fabriano
FIM - FIOM - UILM in collaborazione con CGIL - CISL - UIL Per denunciare una situazione eccezionalmente grave e sollecitare grande attenzione e impegno istituzionale A sostegno dell’accordo di programma Per la costruzione di progetti capaci di dare sviluppo e lavoro Per superare la crisi economica del territorio Fabriano - 12 gennaio - ore 17.00 concentramento presso gli uffici Antonio Merloni di Via Profili e successiva FIACCOLATA  fino a Piazza del Comune
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27/12/2009 Gli stipendi non arrivano: braccia incrociate per i lavori di pulizia alle poste
La conferma arriva dalla  Filcams Cgil e Fisascat Cisl nelle province di Ancona e Macerata. L’astensione dal lavoro previsto dal 28 dicembre al 9 gennaio. “Ma se la situazione non si sblocca non ci fermeremo” sostengono le categorie sindacali  Buoni profeti, e questo non fa che accrescere l’amarezza. Era una previsione evidentemente troppo facile quella delle segreterie provinciali di Ancona e Macerata di Fisascat Cisl e Filcams Cgil le quali avevano già anticipato a Poste Italiane e al Consorzio Re Mida la possibilità (divenuta in effetti realtà) di ritardo nel pagamento della prima retribuzione dall’inizio dei lavori di pulizia degli uffici postali delle province in questione da parte dell’ennesima ditta associata (Ecolucania srl) allo stesso consorzio. Di fatto, lavoratori ancora senza stipendio. “E tutto questo – sottolineano i sindacati – malgrado l’accordo sottoscritto in sede di cambio ditta lo scorso ottobre quando ci era stata assicurata la  consegna degli stipendi entro il 20 del mese. Ad oggi gli stipendi non risultano neppure spediti. La pazienza ha un limite, noi l’abbiamo abbondantemente superato”. E così da parte delle stesse categorie sindacali è arrivata la risposta. Dura, decisa, senza possibilità di contrordine: stato di agitazione a partire dal 28 dicembre, a prescindere dal “difficile arrivo”, sostengono i sindacati, degli stessi assegni.  Un pacchetto di scioperi di dieci giorni, sino al 9 gennaio compreso, con la certezza di ulteriori giorni nel caso non si arrivi ad una soluzione definitiva e certa della vertenza che si trascina ormai da 4 anni e 4 ditte diverse. “La gestione di questo appalto – sostengono i rappresentanti di Fisascat e Filcams - è divenuta ormai intollerabile. Oltre al fatto che il consorzio intestatario del contratto con Poste Italiane può tranquillamente, direttamente o indirettamente, cambiare le ditte che eseguono di fatto il servizio e ad ogni cambiamento la ditta uscente si trova puntualmente nella condizione di non poter onorare gli impegni con i propri dipendenti costretti, sotto il ricatto di aspettare i tempi lunghi di una vertenza, a rinunciare a parte di quanto spettante pur di percepire subito quanto l’azienda è disponibile a pagare, c’è anche da tener conto della natura delle aziende a cui il Consorzio ha affidato nel tempo il servizio con l’assenso dell’altro contraente, Poste italiane S.p.a.”. La storia è lunga e dolorosa soprattutto per gli stessi lavoratori “che hanno visto mutare ditte improbabili e rapporti di collaborazione sempre insoddisfacenti. Abbiamo atteso abbiamo mostrato disponibilità nelle trattative, ma ora ogni tempo possibile è scaduto”. L’arco è teso la freccia sta per essere scoccata: buone feste certamente, ma intanto i sindacati sono usciti dai confini della pazienza quasi infinita, braccia incrociate. 27 dicembre 2009
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22/12/2009 Ancora sulle deroghe domenicali: interviene la Fisascat Cisl
Il Direttivo Provinciale della Fisascat Cisl di Pesaro e Urbino si è riunito a metà dicembre per prendere in esame alcuni emendamenti approvati dal Consiglio Regionale delle Marche, di modifica al testo unico della legge regionale n. 27 del 10 novembre 2009. Il nuovo Testo, conteneva la limitazione a n. 26 deroghe di aperture domenicali nell’intero territorio regionale ed introduceva gli strumenti di riequilibrio della rete distributiva marchigiana in modo da rispondere alle reali esigenze della popolazione, superando di fatto, la diversificazione tra comuni costieri ed aree interne. L’articolo 16 bis al decreto 350 (legge finanziaria 2010), modifica in maniera fortemente significativa i contenuti innovativi del testo unico, introducendo elementi penalizzanti per la vita sociale marchigiana: Innanzi tutto si introduce di fatto, la liberalizzazione per il settore delle attività commerciali cosiddette OUTLET, consentendo, la possibilità di apertura in ogni momento dell’anno; Si concede inoltre, ai comuni considerati turistici, di poter derogare in aumento alle aperture previste dal testo unico n. 27. Queste deroghe, secondo la Fisascat, riportano indietro l’orologio del tempo ed evidenziano in modo marcato la deprimente contraddizione dei politici e dei partiti che li esprimono: che la regione Marche smentisce se stessa. Difatti, il Consiglio regionale che ha approvato queste modifiche, è lo stesso che circa un mese fa, ha introdotto la nuova legge sul commercio. "Il Direttivo della Fisascat Cisl della provincia di Pesaro e Urbino - si legge nel documento conclusivo -, ritiene di una gravità assoluta quanto deciso dall’assemblea legislativa marchigiana, respinge con fermezza i provvedimenti, considerato, che tali decisioni, rispondono più ai bisogni dei grandi gruppi economici e commerciali che a quelli di gran parte dei cittadini amministrati. Il Direttivo della Fisascat, condanna fortemente questa decisione ed esprime tutto il sostegno alle azioni che le segreterie regionali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS, hanno messo e metteranno in campo, per sensibilizzare, il Presidente della Giunta Regionale e L’Assessore regionale al Commercio, ad adottare ogni strumento od azione tesi a rimuovere la iniqua approvazione".
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21/12/2009 incontro a gubbio
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21/12/2009 prossimo incontro a gennaio
il gruppo della redazione si incontrerà a gennaio
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21/12/2009 "Abbiamo poca acqua"
Il maltempo, e in particolare neve e gelo, erano attesi. Ma questo, anche lunedì, non evita i disagi per chi si deve spostare. A cominciare dal Nordest dove si segnalano gravi ritardi dei treni regionali: decine sono stati anche soppressi sulla linea Venezia-Trieste. Le proteste dei pendolari ormai non si contano più.
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20/12/2009 CGIL-CISL-UIL: lettera aperta alle banche marchigiane
Nel marzo scorso Cgil-Cisl-Uil hanno proposto che il sistema bancario venisse incontro all’esigenza di tanti lavoratori, che dovevano attendere mesi per ricevere l’assegno della cassa integrazione, affrontando quindi ulteriori disagi. A tal fine è stato raggiunto un accordo tra Regione, sindacati e banche che prevede l’anticipo della cig ai lavoratori, per i mesi necessari ad attivare il pagamento da parte dell’Inps. Banca Marche, Banca Popolare di Ancona, Cassa di Risparmio  di Fabriano e Cupramontana, Carifano e  le Banche di Credito Cooperativo hanno aderito all’intesa, pur segnalando alcune difficoltà operative che avrebbero caratterizzato la prima fase. Purtroppo la gestione dell’accordo si sta rivelando più complicata del previsto. Da varie parti del territorio marchigiano si segnalano difficoltà, ritardi, contraddizioni nell’applicazione dell’intesa e molti sono i lavoratori che, recandosi agli sportelli bancari, non hanno potuto ricevere l’anticipo previsto. Sono emerse difficoltà di comunicazione, comportamenti difformi, scarsa volontà di vari direttori di filiale di rimuovere gli ostacoli ed agevolare il percorso. CGIL CISL UIL chiedono che, in questa fase così complessa e difficile per la comunità marchigiana, dove timidi accenni di ripresa si intrecciano con la prospettiva a breve termine di ulteriori perdite di posti di lavoro, ci sia da parte di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali il massimo sforzo possibile per dare segnali di attenzione, specie alle persone più esposte alle conseguenze della crisi stessa. Ovviamente gli strumenti messi in campo per contrastare la crisi e sostenere la ripresa sono vari e vanno incrementati e consolidati a tutti i livelli. Quello dell’anticipo del trattamento economico ai lavoratori cassintegrati è solo uno di essi, l’espressione della volontà di dare un supporto, sia pur temporaneo, a lavoratori in forte disagio nella loro condizione lavorativa e reddituale. Oggi serve anche questo strumento; chiediamo che l’accordo sull’anticipo della cassa integrazione funzioni !! Facciamo appello alla responsabilità dei vertici degli Istituti di credito e dell’Inps marchigiano per il rispetto degli impegni assunti e per l’esigibilità concreta degli stessi da parte dei lavoratori coinvolti nella crisi. Ancona, 20 ottobre 2009 Gianni Venturi                 Stefano Mastrovincenzo                Graziano Fioretti Segretario Cgil Marche           Segretario Cisl Marche                        Segretario Uil Marche
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20/12/2009 Comunicato stampa n. 121
Questo è il testo del comunicato del 21 dicembre 2009. In realtà serve per coprire con un'immagine di stato (cioè da utilizzare sempre quando si inserisce un comunicato stampa, salvo eccezioni)
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13/12/2009 Avviso ai redattori di CISLMarche.it
Con la speranza che ognuno abbia fatto il proprio dovere, cioè abbia svolto i "compiti a casa", ci troveremo tutti insieme ad Ancona, in Via dell'Industria per stabilire le tappe verso la pubblicazione del nuovo sito. Provo ad elencare qui di seguito alcuni temi che mi sembra necessario affrontare insieme immediatamente: 0. il tema scelto soddisfa tutte le nostre esigenze? 1. come si assegna un articolo/post a una categoria? 2. come si inseriscono le immagini nei singoli articoli/post (c'è o non c'è un plug-in apposito)? 3. possiamo cominciare subito a popolare il sito? 4. per Vincenzo: è il caso di cominciare a dare al sito una struttura definitiva? Per il momento mi fermo qui SL
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12/12/2009 “Dalla crisi si esce”. Un convegno della Fisascat Cisl ha proposto il rilancio del commercio e del turismo
“Dalla crisi si esce non solo rilanciando il settore industriale ma anche trovando nuovi spazi di opportunità nel commercio e nel turismo”. E’ quanto sostiene Leonardo Piccinno, segretario provinciale Fisascat Cisl che aggiunge: “non basta utilizzare lo strumento delle deroghe domenicali come unico toccasana nei confronti del bisogno di sviluppo della rete dei servizi alla cittadinanza. Occorre creare, invece, le condizioni per un intreccio organico tra le tante eccellenze del settore manifatturiero e alimentare e le bellezze del nostro territorio. Questo comporta una modifica culturale dell’utilizzo del tempo del lavoro e della qualità della vita”. A tal proposito, aggiunge il segretario sindacale, “bisogna individuare bene il ruolo della grande distribuzione e quello del commercio tradizionale nelle Marche e il nuovo Testo unico del commercio chiarisce proprio questa individuazione”. Questi saranno gli argomenti centrali, insieme ad un’analisi delle ricadute sul nostro territorio, che sono stati illustrati nell’ambito di un convegno organizzato dalla Fisascat Cisl che si è svolto venerdì 27 novembre alle 15 presso la sala consiliare della Provincia in via Gramsci dal titolo “Uscire dalla crisi si può! Commercio e turismo come opportunità”. Erano presenti Vittoriano Solazzi, assessore regionale al commercio, Renato Minardi, assessore provinciale alle attività produttive, Amerigo Varotti, direttore provinciale della Confcommercio di Pesaro, Roberto Borgiani, direttore provinciale della Confesercenti e Selena Soleggiati, segretaria regionale Fisascat Cisl. L’apertura del convegno è stata affidata a Leonardo Piccinno e la chiusura a Vincenzo dell’Orefice, segretario nazionale Fisacat Cisl. Ha coordinato i lavori Sauro Rossi, segretario generale Ust Cisl Pesaro e Urbino.
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12/12/2009 “Aiutare la famiglia. Meno tasse per lavoratori e pensionati"
Venerdì 27 novembre nella sala del Consiglio Comunale di Pesaro si è svolta un'assemblea pubblica organizzata dalla Cisl di Pesaro e Urbino dal titolo “Aiutare la famiglia. Meno tasse per lavoratori e pensionati”. E' stato un momento di confronto pubblico sugli obiettivi di crescita dei salari e delle pensioni e sulla riforma fiscale, con il coinvolgimento, tra gli altri, delle forze politiche, delle rappresentanze delle parti datoriali e del mondo associativo.  L’intento promosso dalla Cisl, a Pesaro come nelle altre province, è quello di sostenere, in un momento economico delicato come quello attuale e in concomitanza con la discussione in Parlamento della legge di bilancio, la necessità di aiutare famiglie ed imprese, promuovendo un nuovo “patto fiscale” volto a ridurre la tassazione sul lavoro e sulle pensioni. Sauro Rossi, segretario generale Cisl Pesaro-Urbino, ha introdotto i lavori esponendo la linea della Cisl e sono intervenuti anche alcuni amministratori locali tra cui il presidente della Provincia Matteo Ricci, Giuseppina Catalano, vice sindaco di Pesaro, Maria Clara Muci, assessore del Comune di Urbino e i rappresentanti delle associazioni di categoria e Oriano Giovannelli, deputato del Pd ed ex sindaco di Pesaro.
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10/12/2009 La Cisl Fp di Pesaro si mobilita: "accantonare risorse per il prossimo rinnovo contrattuale"
La Segreteria Provinciale della CISL Funzione Pubblica di Pesaro e Urbino annuncia la propria adesione e partecipazione alla mobilitazione dei lavoratori dei comparti Autonomie Locali, Sanità pubblica e privata, Ministeri, Enti Pubblici non Economici, Agenzie Fiscali  che in tutta Italia si svolgerà con assemblee sit-in ed incontri con le istituzioni ed il Prefetto. Nelle Marche l'assemblea sit-in, alla quale parteciperà anche la Federazione pesarese, si terrà giovedì 10 dicembre alle ore 10.00 presso la Sala Pagoda del Consiglio Regionale in Piazza Cavour Ancona, per poi dividersi in due delegazioni: la prima incontrerà un rappresentante della Giunta Regionale, la seconda il Prefetto. Lo stato di agitazione e la straordinaria mobilitazione in tutte le Regioni ha l'obiettivo di sensibilizzare Governo e Regioni verso la necessità di individuare ed accantonare le risorse per il prossimo rinnovo contrattuale nazionale 2010/2012 nella Finanziaria e nei bilanci di Regioni e Comuni e l'avvio di un confronto vero e partecipato per la qualificazione dei servizi pubblici, l'individuazione di sprechi, inefficienze, costi inutili e inserire le risorse per avere fondi di produttività aziendali in grado di valorizzare la produttività dei lavoratori pubblici.
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28/11/2009 Famiglia e Fiscalità
Per il rilancio dell’economia meno tasse su lavoro e pensioni Ancona uno del luoghi scelti per la mobilitazione nazionale indetta della Cisl sul tema famiglie e fiscalità. “Meno tasse sui cittadini più esposti più alti i consumi” è l’equazione con cui Paolo Santini, segretario generale Cisl Ancona, ha aperto il confronto al quale hanno partecipato i parlamentari Magistrelli e Casoli e i consiglieri regionali Bugaro e Luchetti Sostenere la famiglia con il Nuovo assegno familiare, ridurre l’imposta sul reddito personale per incrementare il salario le pensioni e per rilanciare i consumi, attuare una lotta all’evasione fiscale più incisiva, alleviare il peso del fisco sulle imprese più meritevoli che investono e spostarlo sui patrimoni e sulle rendite finanziarie.  Sono queste in sintesi le indicazioni arrivate dalla Cisl al Governo in occasione della mobilitazione indetta a livello nazionale dal sindacato biancoverde sul tema della famiglia e della fiscalità e che ha vissuto ad Ancona, nella sede dell’Assistedil, un momento assai significativo con la presenza della senatrice Marina Magistrelli (Pd) e dei consiglieri regionali Giacomo Bugaro (Pdl) e Marco Luchetti (Pd). Alla fine ne è emerso un dibattito animato all’insegna di una serie di input introdotti da Paolo  Santini, segretario generale Cisl Ancona, con queste parole “Lo dicono le leggi più elementari dell’economia, per il rilancio del sistema paese occorre incrementare i consumi. Maggiore sarà il reddito per i dei cittadini più esposti come i lavoratori dipendenti e i pensionati, più alta sarà la possibilità di sviluppare i consumi. E per far questo a nostro avviso serve un novo patto fiscale ed una politica industriale vera strutturale, non a spot come è invece avvento sino ad ora”. Tra le indicazioni fornite dalla Cisl e ricordate da Santini emerge la necessità dell’unificazione degli assegni familiari, sino ad ora suddivisi in quello della spesa e in quello della tassazione, in unico più computo e semplice strumento (Naf). Così come “sarebbe importante portare l’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie, oggi fissata al 12,5%, al 20%. Chiediamo inoltre che l’aumento della tassazione sulle rendite non riguardi i rendimenti dei titoli di Stato”. Altro punto discriminante la lotta all’evasione fiscale “che consentirebbe l’aumento delle entrate e al conseguente riduzione del debito pubblico”. Famiglia, pensioni, lavoro, insomma: la crisi economica non è ancora passata e, secondo la Cisl, difendere elementi portanti della società come questi significa riuscire a guardare al futuro non solo con la speranza ma anche con la convinzione che una ripresa effettiva sarà davvero possibile.
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25/11/2009 APPELLO DI ALEX ZANOTELLI
                                                                                                   Napoli, 19 Novembre 2009 Acqua privatizzata                                          “MALEDETTI  VOI….!” Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!” Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua . Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano. E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business. A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni  all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni  moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “ Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato. Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni. Per questo chiediamo:    AI  CITTADINI  di -protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari; -creare  gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale; -costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua. AI  COMUNI   di -indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua; -dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;    -fare  la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.  LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE  COSIDETTE  MUNICIPALIZZATE . AGLI  ATO  -ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini. ALLE REGIONI  di -impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia; -varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua. AI   SINDACATI  di -pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua; -mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua. AI  VESCOVI  ITALIANI  di -proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27); -protestare  come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi . ALLE COMUNITA’ CRISTIANE  di  -informare i propri fedeli sulla questione acqua;  - organizzarsi  in difesa dell’acqua. AI  Partiti di                                                                                                                - esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua; -farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di  iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini. L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra.  L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne  illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”                                                                                                                                                                                 Alex   Zanotelli
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25/11/2009 La Tavola della pace invita tutti a firmare l'appello di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, per bloccare la vendita dei beni confiscati!
    La Tavola della pace invita tutti a firmare l'appello di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, per bloccare la vendita dei beni confiscati!    Niente regali alle mafie:  i beni confiscati sono cosa nostra!   Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie.  Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con  la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni  confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.  La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.  Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.  Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan.  S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie.  Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il  segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra".  Tra i primi firmatari:  Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico - Guglielmo Epifani, segretario CGIL -  Paolo Beni, presidente Arci - Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente,  Michele Curto, presidente di FLARE (Freedom, Legality and Rights in Europe) - Tito Russo, coordinatore nazionale UDS (Unione degli Studenti), Michele Mangano, presidente Auser -   Francesco Breviario - operatore Responsabile CISL Lombardia - Oliviero Alotto, presidente di Terra del Fuoco, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace.   E inoltre: Nando Dalla Chiesa, Salvo Vitale, Rita Borsellino, Sandro Ruotolo...   ***  Lettera ai presidenti delle associazioni nazionali  Gent.le Presidente,  venerdì 13 Novembre il Senato ha approvato, all'interno della legge finanziaria per il 2010, un emendamento che modifica la legge La Torre-Rognoni sulla confisca dei beni ai mafiosi. Grazie a questo emendamento sarà possibile la vendita dei beni confiscati, una modifica sostanziale rispetto ai principi della legge 109/96 che permette oggi il riutilizzo sociale.  Più di dieci anni fa abbiamo raccolto un milione di firme che spinsero la legge 109/96 verso un approvazione all'unanimità, affermando il principio che le "mafie restituiscono il maltolto" e che il riutilizzo sociale divenisse il motore per il riscatto sia economico che sociale dei territori.  Con l'emendamento proposto si mette seriamente a rischio questa possibilità. Svendendo i beni confiscati non si fa altro che favorire i clan, che potrebbero riacquistare i beni tramite prestanomi e riciclando soldi sporchi.  E' importante una reazione di tutto il mondo dell'antimafia sociale. Il disegno di legge si appresta ad arrivare alla Camera per l'approvazione definitiva, urge mobilitarsi affinchè il parlamento ritiri  questo emendamento e dia applicazione alla norma che prevede la confisca dei beni anche per i reati di corruzione.  In questi giorni è nostra intenzione sensibilizzare la cittadinanza e i territori per sostenere l'appello che chiede il ritiro di questa norma. L'appello, appena raccolte le prime firme, verrà pubblicato on-line e si chiederà a chiunque di sottoscriverlo.  Inoltre è in preparazione una mobilitazione a sostegno dell'appello. Martedì 24 Novembre a Roma, presso la bottega della legalità "Pio La Torre" in via dei prefetti 23, organizzeremo "un'asta simbolica" dove  "svenderemo" alcuni beni confiscati.  Sabato 28, tutti i coordinamenti di Libera, le associazioni che fanno parte della rete, e tutte le soggettività della società responsabile intenti a difendere la legge 109/96, organizzeranno un presidio in ogni provincia dove ci sono beni confiscati che possono essere oggetto di vendita e si raccoglieranno le firme per il ritiro  dell'emendamento.  Vi chiediamo di aderire all'appello e rendere visibili nelle vostre reti tutte le iniziative tese alla difesa del riutilizzo sociale dei beni confiscati.  don Luigi Ciotti presidente di Libera e Gruppo Abele  Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie.  Per adesioni e/o info  0669770326          organizzazione@libera.it          3335497211
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23/11/2009
CORTEO DAVANTI ALLA RAI SALE LA RABBIA DEI LAVORATORI Quinto giorno di occupazione, blocco della produzione e delle ruspe in via della barchetta. Stasera assemblea per decidere le prossime azioni da intraprendere.
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20/11/2009 Mastrovincenzo: manifestazione un segnale importante rivolto a tutti
Il Segretario Generale Cisl Marche: “L’appello della marcia è stato colto dalle istituzioni politiche, mentre manca ancora una adeguata assunzione di responsabilità da parte delle imprese”. Obiettivo della manifestazione anche la richiesta al governo di finanziare i progetti per la valle del Tronto e Val Vibrata e per il piano di bonifica  della Carbon “Una manifestazione riuscita, il mondo del lavoro ha mostrato grande unità”. Stefano Mastrovincenzo Segretario Generale Cisl Marche già poco dopo la conclusione della mobilitazione per il lavoro nel territorio piceno, soddisfatto, spiega: “ 3500 persone hanno marciato per 5 chilometri, una doppia marcia in realtà che ha voluto unire simbolicamente tutta la vallata del piceno colpita da una crisi particolarmente grave. Con questa manifestazione abbiamo voluto dare un segnale alle istituzioni e chiesto loro di restituircelo, serve coesione al di là delle appartenenze per affrontare recessioni come queste e ci sembra che Comuni Provincia e Regione abbiano colto significativamente il senso della nostro appello. Non solo, tra gli obiettivi della marcia c’era anche quello di chiedere al governo di impegnarsi a concedere adeguati finanziamenti per due progetti particolari, l’accordo di programma a sostegno della Valle del Tronto e della Val Vibrata e il piano di bonifica della Carbon. Veri e propri progetti di sviluppo per tutto il territorio coinvolto dalla crisi e possibili chiavi di una auspicabile ripresa. Infine ultimo obiettivo, ma non per certo per ordine di importanza, la marcia è servita per richiamare il mondo delle imprese  a quel senso di responsabilità che sino ad ora è mancato, a partire proprio dalla vicenda Manuli”.
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17/11/2009 Duecento operatori ecologici, in tutta la provincia, incroceranno le braccia
Anche gli operatori ecologici della provincia di Pesaro di Cgil, Cisl Uil e Fiadel aderiranno, in massa, allo sciopero indetto per domani contro la riforma dei Servizi pubblici locali che colpisce duramente il comparto dell’igiene ambientale senza garanzie del rispetto dei diritti dei lavoratori. Secondo i sindacati il testo adottato dal Governo potrebbe avviare la peggiore delle privatizzazioni per il settore dell’igiene ambientale attraverso la frantumazione del ciclo e la conseguente “assegnazione” delle risorse ai poteri forti che stanno imponendo tale scelta. Nella nostra provincia tutto ciò si potrebbe tradurre nel mancato rispetto del contratto di settore visto che, chiunque vincerà le gare di assegnazione, potrà applicare il contratto collettivo che ritiene più vantaggioso, provocando una pericolosa corsa al ribasso che metterà in crisi i diritti acquisiti. “Questa strada – osservano i rappresentanti sindacali -, che priva il settore di parte delle risorse proprie del ciclo integrato attualmente gestito da Aziende pubbliche e private che fino ad oggi hanno adeguatamente assolto alle proprie funzioni, consegnerà il mercato alle peggiori imprese pirata che “sostengono” la concorrenza sul dumping contrattuale e sociale. Le conseguenze di tutto ciò sarebbero drammatiche, per le ricadute sulle politiche ambientali, sul controllo/presidio del territorio, sul principio universalistico del servizio pubblico e sulle necessarie tutele per i cittadini. Per i lavoratori e le lavoratrici del settore poi, dal momento che il decreto non fa nessun riferimento alle clausole sociali, le conseguenze sarebbero nefaste in quanto diverrebbero sempre più precari ad ogni cambio di gestione sotto il profilo della stabilità occupazionale e sotto il profilo della disciplina contrattuale che regola il rapporto di lavoro”.    
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13/11/2009 Protesta dei lavoratori della New relax
Una corposa delegazione dei lavoratori dell’azienda new Relax ha protestato, oggi pomeriggio, davanti alla sede della Provincia di Pesaro in via Gramsci dove era in corso un incontro tra le Organizzazioni sindacali, l’assessore provinciale al Lavoro e i rappresentanti dell’azienda. I motivi della protesta sono i temuti licenziamenti che l’azienda potrebbe mettere in atto a danno di 116 lavoratori. I dipendenti, fanno sapere i rappresentanti sindacali della Filca Cisl, lamentano anche di non aver ricevuto gli stipendi di settembre e ottobre e circa 80 di questi, che attualmente si trovano in cassa integrazione (CIGS), non hanno percepito nemmeno l’indennità in quanto l’azienda non ha inviato la relativa documentazione all’INPS nei tempi dovuti.
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10/11/2009 Diritto sindacale tra crisi economica e lavoro frammentato
Si è svolto l'11 novembre 2009 alle ore 15,30 Sala Castellani di Piazza della Repubblica a Urbino un incontro dal titolo: Diritto sindacale tra crisi economica e lavoro frammentato commenti a margine del libro di Marco Lai “Elementi di diritto del lavoro”. Oltre all'autore, responsabile dell'area giuslavoristica del Centro Studi Cisl di Firenze, erano presenti Sauro Rossi, segretario provinciale Cisl, Claudio Bruscoli, segretario territoriale, Paolo Pascucci, docente di diritto del lavoro presso l'Università di Urbino e Antonio Di Stasi, docente di diritto del Lavoro nell'Impresa all'Università di Ancona. Clicca qui per scaricare l'invito: http://www.scribd.com/doc/26170845/Invito
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09/11/2009 Gruppo lavoro comunicazione
Oggi si è riunito il gruppo
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08/11/2009 Ottimo lavoro, Vincenzo!
Caro Vincenzo, utilizzo questa forma inusuale di comunicazione - la scrittura di un post anziché una mail diretta - perché così tutti quelli che visiteranno il sito di prova potranno leggere questo messaggio. Procederò con ordine, in vista di domani: 1) La scelta del template mi sembra adeguata e proporzionata alle attuali esigenze del sistema. Certo: occorrerà lavorare un po' (ma non troppo) sulla grafica, sopratutto sulla testata. Però l'integrazione pagine/post mi sembra già ben avviata. Ti faccio i miei complimenti per questo. 2) il profilo che mi hai assegnato - senza privilegi di amministrazione - non mi permette di entrare nel merito della struttura dei singoli template-oggetto. Però un elemento va sottolineato, su tutti, come urgente: se l'integrazione della HP tra testo "fisso" e blog cronologico funziona, dovremmo riflettere su come far emergere proprio in HP le altre sezioni tematiche, anch'esse portatrici di argomenti interessanti (penso ai multimedia o alle sezioni locali) 3) Occorre caricare qualche plug-in per la pubblicazione e l'associazione di file multimediali  senza entrare nel codice HTML Per il resto: a domani SL
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26/10/2009 comunicato conferenza stampa welfare
  CGIL CISL UIL Ancona Linee Guida Sui bilanci comunali preventivi 2010, sui protocolli regionali socio-sanitari, sui piani di zona degli ambiti territoriali, sul bilancio Provinciale Premessa        Le Confederazioni CGIL CISL UIL di Ancona unitamente alle categorie dei Pensionati SPI-FNP-UILP ritengono irrinunciabile l’avvio dei confronti con la Provincia e con gli Enti Locali sui bilanci comunali di assestamento 2009 e di previsione per l’anno 2010, sull’attuazione nei territori dei protocolli stipulati tra  Sindacati e Regione Marche e sui Piani Zonali di Ambito triennali e annuali.        Le OO.SS. sollecitano la definizione d’incontri in tempi brevi in considerazione anche della continua riduzione dei trasferimenti nazionali delle risorse determinate dalle scelte del Governo. In particolare la riduzione di risorse sul fronte delle politiche sociali e sanitarie, quali: quelle del fondo sociale e di quelle della non autosufficienza, il ridimensionamento del finanziamento al servizio sanitario nazionale.        Oltre alla minore disponibilità complessiva del fondo nazionale per il Welfare, passato da 1.464.233.000 miliardi del 2008 ai 1.420.580.157 del 2009. Il sistema delle Autonomie locali lamenta, quindi, un taglio sul fondo per le politiche sociali che associandosi ad altre riduzioni nei trasferimenti nazionali del comparto sociale, provocano una generalizzata difficoltà a mantenere i livelli attuali dei servizi.        Si è in presenza di scelte che potrebbero portare in alcuni casi alla diminuzione o alla cancellazione di importanti servizi sociali, e a potenziali aumenti di tasse, d’imposte o di tariffe, o addirittura l’inserimento di tasse di scopo.        Si ritiene necessario intervenire anche per sollecitare le istituzioni a dare risposte  di carattere sociale  ai cittadini e lavoratori colpiti da una grave crisi economica ed  occupazionale, i cui effetti sono rilevanti nel  territorio provinciale.        In generale sui Bilanci comunali occorre: > sollecitare le amministrazioni locali ad approntare politiche di bilancio agendo sul versante dell’evasione territoriale, sottoscrivendo protocolli d’intesa con Direzione Regionale dell’Entrate per gli accertamenti di evasione/elusione sull’IRPEF che permetterebbero ai Comuni di ricevere il 30% degli accertamenti eseguiti, > adottare politiche fiscali che promuovano l’equità, > disincentivare gli sprechi ancora presenti, anche se in misura minore, in alcuni Enti Locali e nei Consigli di Amministrazioni delle aziende e/o società pubbliche partecipate. Imposte Le OO.SS. sono contrarie a qualsiasi ulteriore aumento delle imposte locali, quali la TIA (Tariffa di igiene ambientale), la TARSU (Tassa sui rifiuti) ed all’eventuale istituzione di tasse di scopo. Tariffe Occorre: > contenere l’eventuale aumento delle tariffe dei servizi pubblici locali entro il tasso di inflazione che per il 2009 e' pari a +0,7%, considerando la possibilità di agevolazioni tariffarie per gli ultrasessantacinquenni, per gli anziani non autosufficienti, per i disabili e per le famiglie più numerose e disagiate attraverso l’applicazione dell’ISEE; > introdurre tariffe sociali (luce, gas, acqua..), anche attraverso la sottoscrizione di accordi a livello provinciale con gli enti e/o le aziende interessate. Isee > riaffermare a tutti i livelli l’importanza dell’applicazione dell’ISEE di ambito quale strumento di equità per l’accesso alle prestazioni sociali e socio-sanitarie. Gestione dei servizi > favorire l’introduzione di forme associative e/o consortili per l’erogazione dei servizi anche tra ambiti limitrofi, al fine della razionalizzazione dei costi e del miglioramento della qualità dei servizi erogati ai cittadini; > discutere le problematiche relative ai trasporti locali (linee, fermate, sicurezza..). Politiche degli investimenti > attivare, da parte degli EE.LL., tutte le iniziative ed opere pubbliche subito cantierabili; > intervenire da subito sulla manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, sia per interventi di messa in sicurezza  sia per interventi di risparmio energetico. Politiche sociali e sanitarie famiglie/ minori > potenziare le politiche per l’infanzia ove carenti, > favorire la sperimentazione di servizi innovativi per potenziare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche attraverso l’utilizzo di risorse stanziate a livello Europeo e Nazionale, > monitorare il funzionamento dei servizi scolastici (mense, trasporti, servizi di sostegno..) e le relative rette anziani > monitorare l’assistenza domiciliare socio-assistenziale (SAD) e l’assistenza domiciliare sanitaria (ADI) attuando le intese scaturite a livello regionale; nel contempo prevedere verifiche sul potenziamento del SAD (formazione del personale e di ore aggiuntive di assistenza ai non autosufficienti) e sullo stato d’integrazione tra il SAD e l’assistenza domiciliare; > coinvolgere i Centri Sociali per dare risposte ai problemi legati al disagio elaborando, ove possibile, progetti di raccordo con il volontariato. Piani di ambito/piani di distretto > impegnarsi per far rispettare i tempi previsti per l’approvazione dei piani d’ambito annuali (28 Febbraio 2010) ed entro il 31 Dicembre 2009 i piani triennali; > dare concreta attuazione al significato di concertazione prevista dalla L.3280 con il Comitato dei Sindaci e il Coordinatore d’Ambito; > costituire un tavolo di monitoraggio unico tra il sociale ed il sanitario; > rendere concreta l’integrazione tra il piano annuale e quello distrettuale; > introdurre il Punto Unico Accesso al fine di favorire l’informazione e l’orientamento agli utenti sui servizi socio-sanitari; > sviluppare i diritti di cittadinanza politici e sociali dei migranti ed ampliare gli interventi d’integrazione a cominciare dalle istituzioni scolastiche sul territori. Politica abitativa e della casa > potenziare il contribuito affitti per le situazioni di disagio-sociale ed economico; > allargare lo stock di residenze ad affitto temporaneo o permanente con prezzi calmierati compatibili con il reddito medio dei lavoratori; > estendere la stipula dei contratti di locazione a canone concordato in tutta la provincia; Politica dei prezzi > promuovere accordi tra enti locali e associazioni di categoria per sperimentare la cosidetta “filiera corta” che favorisce la produzione locale di qualità ed il contenimento dei prezzi.  Provincia Le OO.SS. propongono le seguenti questioni da affrontare nella negoziazione con la Provincia di Ancona: > determinare le politiche del lavoro e della formazione professionale adeguate per rispondere alle difficoltà derivanti dalla crisi economica ed occupazionale; > definire con la Provincia, l’INPS e l’INAIL interventi di contrasto al lavoro nero, in particolare nei servizi di assistenza alle persone. > attivare tavoli di concertazione per questioni attinenti alla politica Idrica, Energetica, dei Rifiuti, coinvolgendo anche i rispettivi ATO (servizi, reti degli impianti, tariffe, tariffe agevolate etc.); > affrontare le problematiche della mobilità urbana ed extra urbana e lo sviluppo dei trasporti pubblici locali; > attivare sinergie tra Enti proposti per vigilare sull’applicazione delle norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancona, 26 ottobre 2009
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