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19/11/2020 Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario
“NO alla contraffazione” è un progetto di tutela dei consumatori realizzato da Adiconsum Marche, Adoc Marche e Federconsumatori Regione Marche, Associazioni dei Consumatori iscritte al CRCU e finanziato con la compartecipazione dalla Camera di Commercio delle Marche, esercitando le competenze relative alla trasparenza commerciale e alla tutela dei consumatori ai sensi della Legge n. 580/96.  “NO alla contraffazione” promuove la diffusione, tramite azioni mirate, di informazioni corrette per permettere ai consumatori di fare scelte maggiormente consapevoli ispirate al rispetto dei diritti delle persone e alla tutela della qualità dei prodotti.   Quanto ne sai di contraffazione? Compila il questionario   Quali sono i principali pericoli della contraffazione per il consumatore? I rischi sulla salute sono il danno causato dalla contraffazione di merci che, ad esempio, utilizzano tinture nocive su tessuti portati a contatto con il corpo. Pericolosi anche i giocattoli fabbricati con materiale infiammabile o l’assunzione di farmaci contraffatti. L’utilizzo di materie prime di bassissima qualità fa si che questi danni possano essere irreversibili. La contraffazione è un fenomeno che sta colpendo diversi settori di attività e comporta la perdita di numerosi posti di lavoro.   Come proteggersi dal fenomeno della contraffazione? Alcuni consigli utili: Evitare di comprare prodotti troppo economici; un prezzo troppo basso può essere invitante ma può nascondere scarsa qualità   Per gli acquisti rivolgersi sempre a venditori autorizzati, che offrono evidenti garanzie sull’origine della merce; diffidare di prodotti generalmente commercializzati attraverso canali ufficiali di vendita che vengono proposti da venditori irregolari   Avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto   Controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli con scritte minuscole o poco chiare o privi delle indicazioni d’origine e del “marchio CE”; le etichette più corrette sono quelle che garantiscono la migliore conoscenza del prodotto: trasparenza del marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche   Acquistare solo prodotti in confezioni e con imballaggi integri, con il nome del produttore, assicurandosi della loro provenienza e di eventuali marchi di qualità o certificazione   Prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”: se non si ricevono notizie precise sull’identità e sui recapiti (telefono, domicilio ecc.) del venditore, è possibile che si tratti di prodotti contraffatti   Porre particolare attenzione all’acquisto di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi   fonte: https://www.adiconsummarche.it/no-alla-contraffazione/
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18/11/2020 Emergenza Covid: riconosciamo lo sforzo di tutti gli operatori socio-sanitari nella lotta alla pandemia
Non solo medici, infermieri ed OSS: la Cisl Fp Marche vuole ricordare, per rispetto di tutte le professioni socio-sanitarie, il duro compito quotidiano di lotta e resistenza contro la pandemia Covid di tutti gli operatori della sanità pubblica, di quella privata e del sociale. Oltre al personale impegnato direttamente nei reparti, c'è tutto un mondo di figure di supporto, altrettanto importanti e strategiche per la riuscita del contrasto al Covid. «Si pensi ad esempio ai tecnici sanitari di Radiologia e di laboratorio, ai biologi, alle assistenti sanitarie ed al personale della Prevenzione - spiega Giuseppe Donati, Segretario Regionale Cisl Fp Marche -. Ancora, andrebbero menzionati, le ostetriche, gli educatori, gli autisti di ambulanza, i volontari delle pubbliche assistenze. Non si nominano mai gli assistenti sociali ad esempio, che supportano i cittadini e le famiglie maggiormente in difficoltà, entrando nelle loro case, come nemmeno gli educatori professionali che accompagnano chi è più svantaggiato e presidiano il mondo del disagio psichico».   Con particolare riferimento alla situazione nel Fermano e nell'Area Vasta 4, Donati aggiunge: «Senza i tecnici di laboratorio, che nell’Unità Operativa Complessa del Murri e nell’area del Dipartimento di Prevenzione, analizzano giorno e notte, centinaia e centinaia dei famosi tamponi molecolari prelevati giornalmente, non si avrebbero i referti, rendendo quindi impossibile provvedere alla diagnosi precoce. Ugualmente, senza chi, come le assistenti sanitarie ed altri operatori con esse, continua stoicamente a fare tracciamento, lavorando anche sabati e domeniche da febbraio scorso, non si potrebbe risalire alla catena di contagi ed intervenire prontamente. A tutti questi lavoratori va il massimo plauso possibile».   «Purtroppo però - prosegue il Segretario Regionale -, in Area Vasta 4, al pari di quanto avvenuto per infermieri ed OSS, gli errori compiuti molto prima dell’esordio della pandemia, da chi si è occupato dei piani assunzione e del reclutamento del personale, stanno pesando enormemente sul lavoro di queste figure. Mancano molti tecnici di laboratorio e di Radiologia al Murri e questo rischia di mandare in crisi il prezioso lavoro che i servizi diagnostici stanno portando avanti».    Il numero di tecnici di laboratorio dell’Ospedale di Fermo, che da fine 2019 ad aprile 2021 sono o andranno in pensione, ammonta a 8 unità. Poche di queste unità sono state sostituite e, in un momento così intenso di lavoro e di emergenza, la carenza di organico, da prevedere a prescindere dal Covid, pesa enormemente sull’organizzazione del lavoro. Gli stessi tecnici di Radiologia, abilitati a coprire i turni sulle 24 ore, sono rimasti pochi (circa 11) anche a causa di malattie lunghe o aspettative. «Chiaramente tutto questo non emerge dai titoli dei giornali con i quali vengono annunciati nuovi servizi o l’acquisto di nuove macchine radiologiche dal Direttore di Area Vasta 4 o da altri dirigenti - sottolinea Donati -. La Cisl Fp è la prima ad essere contenta se aumentano i servizi ai cittadini, ma dietro ogni macchina o per garantire un nuovo servizio come ad esempio la radiologia domiciliare, devono esserci uno o più operatori, che ad oggi scarseggiano. La propaganda non crea e non moltiplica i professionisti».   «Come si mandano avanti Reparti e Servizi attualmente? - continua Donati - Come si riesce a recuperare lo screening senologico, ad esempio, vista la carenza di personale tecnico sanitario? Ci risulta che una percentuale variabile tra il 20 ed il 30% delle attività assistenziali, diagnostiche ed interventistiche in generale, siano organizzate grazie al ricorso alle prestazioni orarie aggiuntive. Grazie a questa modalità di lavoro che, sarebbe bene ricordarlo, impone ai professionisti turni aggiuntivi di lavoro oltre quelli dovuti per contratto, si riesce ancora a dare le risposte sanitarie minime e, in alcuni casi, aggiuntive. Tutto questo però non è normale e non potrà durare a lungo».   Lo stress enorme al quale tutto il sistema sanitario fermano è sottoposto da troppo tempo rischia di implodere perché infermieri, OSS, tecnici sanitari, assistenti sanitarie, ostetriche, educatori,  ecc «non sono robot ma persone in carne ed ossa con un limite di sopportazione».   «Dover constatare che la Regione Marche, e di conseguenza anche Area Vasta 4, si sia trovata ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria del Covid senza le truppe necessarie è vergognoso - attacca Donati -. Organici sottodimensionati, tagli inverecondi sul personale del comparto portati avanti dalla politica regionale degli ultimi 10 anni e, in ultimo, concorsi pubblici che per essere espletati impiegano anni ed anni, l’assenza di qualunque graduatoria a tempo indeterminato delle figure sanitarie principali, sono elementi gravissimi di cui qualcuno dovrà rispondere prima o poi».   La Cisl Fp rinnova il suo ringraziamento non solo nei confronti dei lavoratori piú esposti come medici, infermieri ed OSS, ma anche di tutte quelle figure professionali del settore pubblico e privato che permettono al sistema sanitario di combattere e, ne siamo certi, vincere il Covid-19.  
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17/11/2020 “AGORA’ FILCA”: 23, 25 e 27 novembre tre giorni di approfondimento, confronto ed elaborazione
In preparazione della stagione congressuale del prossimo anno, la Filca-Cisl ha organizzato “Agorà”, una tre giorni (23, 25 e 27 novembre) di approfondimento, confronto ed elaborazione, in programma sulla piattaforma Zoom. Nella prima giornata saranno affrontati tre macro-temi di prospettiva: le disuguaglianze sociali ed economiche e le strategie di contrasto alla povertà, le reti sociali e il ruolo dei corpi intermedi per lo sviluppo del territorio e delle comunità, le strategie per uno sviluppo sostenibile. Nella seconda si parlerà di questioni che ci coinvolgono direttamente come settore: lo sviluppo infrastrutturale per il Paese, la rigenerazione urbana e quella delle aree interne, le potenzialità dell’innovazione tecnologica nel campo delle costruzioni. E poi gli impatti della crisi Covid sull’occupazione, i giovani e la partecipazione, l’Europa e la crisi migratoria, le sinergie possibili tra welfare pubblico e contrattuale. La terza giornata sarà dedicata all’elaborazione comune. Ai 12 tavoli tematici, infatti, si alterneranno momenti di lavoro in gruppi, per raccogliere, anche a partire dagli stimoli emersi, nuovi pensieri e spunti per la redazione delle tesi congressuali. Alle 11 tavole rotonde interverranno 41 relatori, e si calcola che ai lavori parteciperanno oltre 600 operatori e delegati Filca da tutta Italia. Venerdì 27 ci sarà la restituzione degli spunti emersi e gli interventi conclusivi dei segretari generali della Cisl, Annamaria Furlan, e della Filca, Franco Turri. «Nell’antica Grecia – spiega Turri – l’agorà era la piazza principale della città, della polis, sede della vita economica, sociale e politica e punto di incontro dei cittadini per discutere i problemi della comunità. Per noi vuole essere uno spazio aperto al contributo, al confronto, al dibattito e alle idee di tutte le donne e gli uomini della Filca. Con illustri rappresentanti del mondo della ricerca e dell’Università, dell’impresa, delle Istituzioni e dell’associazionismo, proveremo a esaminare le sfide del nostro tempo, a raccogliere intuizioni e ad individuare priorità e percorsi possibili. Pensiamo ad ‘Agorà Filca’ come a un Laboratorio di Futuro, una grande scommessa sia per il metodo che per i contenuti», ha concluso il Segretario Generale della Filca.   fonte: https://www.filcacisl.it/sindacato/agora-filca-il-23-25-e-27-novembre-tre-giorni-di-approfondimento-confronto-ed-elaborazione/  
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17/11/2020 19 novembre sciopero nazionale di 4 ore in E-DISTRIBUZIONE
Dopo oltre un mese di blocco dello straordinario e di assemblee in tutte le sedi operative, il 19 novembre sarà sciopero delle prime 4 ore di lavoro in E-Distribuzione, società del gruppo Enel con oltre 15 mila dipendenti che svolge l’esercizio della rete elettrica in concessione dallo Stato.  «Stanchi della situazione che da tempo stanno patendo i tanti lavoratori – dicono le segreterie di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil - e visto il perdurare dell’indifferenza aziendale rispetto alle problematiche presenti, scioperare è stata la scelta obbligata, non per avanzare richieste economiche, ma per difendere un servizio pubblico essenziale nell’interesse generale del Paese.»   «Il rischio – proseguono i rappresentati delle tre organizzazioni sindacali - è che scelte sbagliate, che nulla hanno di industriale, finiscano per favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del Paese. Nonostante la carenza di personale, i lavoratori e le lavoratrici di E-Distribuzione si sono fatti carico di questo servizio essenziale, nel silenzio e nel disinteresse generale, in primis della politica. Questo non può perdurare.» «Quantità elevate di ore straordinarie – continuano i sindacati - turni di reperibilità estenuanti e ripetuti (a scapito anche della sicurezza sul lavoro), organici ridotti all’osso e mancanza di programmazione dei carichi di lavoro non sono più sostenibili. Per questo chiediamo: un sostanzioso numero di assunzioni per dare risposte concrete agli impegni aziendali; il mantenimento in azienda delle attività principali e il blocco dell’utilizzo eccessivo e non concordato degli appalti; un piano di investimenti che riporti l’Italia al centro dell’azione economica dell’Azienda, nata e sostenuta da capitali italiani; la ripresa di confronti con ogni territorio per verificare, con dati veri, la reale situazione della reperibilità e dei carichi di lavoro; che la missione industriale di E-Distribuzione rimanga quella di garantire un servizio essenziale al Paese, anche alla luce della transizione energetica in atto.» «Servono nuove assunzioni di giovani, anziché portare importanti attività all’esterno, una decisa sferzata nei rapporti sindacali e il giusto riconoscimento all’impegno che tutti i lavoratori e le lavoratrici di quest’azienda svolgono con coraggio e silenziosa abnegazione» concludono Filctem, Flaei e Uiltec. A prova di quanto dichiariamo riportiamo qui alcuni dati:  ·         Dal 2015 al 2019 la differenza tra pensionamenti e assunzioni porta a circa 3.900 posti di lavoro in meno. ·         Investimenti fatti all’Estero 7.525 milioni di € contro i 2.422 milioni di € fatti in Italia. ·         Dal 2018 al 2019 aumentano il numero delle interruzioni, da 1.8 a 1.9, e i minuti di interruzione da 47,2 a 48,5. ·         Picchi di ore straordinarie annue pro capite di 900 ore. ·         Turni di reperibilità che arrivano ad impegnare le persone ogni settimana. Come stabilito dalla regolamentazione dello sciopero nel Settore elettrico, saranno garantiti i servizi essenziali.
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16/11/2020 CGIL CISL UIL Marche: situazione ospedaliera e ricoveri per Covid ben oltre la soglia critica
Da ieri le Marche sono diventate zona arancione. Una scelta che ha fatto discutere i vertici della Regione, a partire dal Presidente Acquaroli che si è dichiarato sorpreso. «Sicuramente il Presidente della Regione conosce bene i dati e ha il quadro preciso della situazione, cosa di cui noi non disponiamo.- sottolineano le Segreterie Regionali di CGIL CISL UIL Marche - Da quello però che sappiamo e  soprattutto ascoltando coloro che operano negli ospedali, negli ambulatori nel territorio, nelle strutture residenziali, non c’è proprio da meravigliarsi.» Secondo i dati giornalieri forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), nelle Marche, infatti, il 37% dei posti letto di terapia intensiva è occupato da pazienti Covid, ben oltre la soglia critica di saturazione (30%) e anche superiore alla media nazionale (34%). «Ma preoccupa soprattutto il quadro dei ricoveri in altri reparti (area non critica) dove i posti letto occupati da pazienti Covid nelle Marche raggiungono addirittura il 58% superando ampiamente la soglia di saturazione (40%) oltre che la media nazionale (50%). In pratica le Marche sono la quinta regione, dopo Trentino, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, ad avere la percentuale più alta di ricoveri Covid sul totale dei posti letto. Il che sottolinea la difficoltà evidente di gestire il Covid nelle reti territoriali extra-ospedaliere. - precisano i sindacati confederali -  Un quadro particolarmente difficile che mette a dura prova il personale sanitario ormai allo strenuo, e che rischia di penalizzare i malati non Covid,  ai quali viene negata o rimandata  una risposta ai propri bisogni di salute, perché negli ospedali o negli ambulatori non c’è posto e i tempi di attesa si allungano.»   «Questo non è il momento delle polemiche ma quello in cui tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini, sono chiamati a fare la propria parte con il massimo rigore e senso di responsabilità. Chiediamo pertanto alla Regione, aldilà delle valutazioni su come le Marche sono rientrate nella zona arancione, di mettere a disposizione tutti i dati utili a conoscere nel dettaglio il quadro della situazione e favorire un confronto aperto -  concludono CGIL CISL UIL Marche - volto a far emergere soluzioni condivise per arrivare quanto prima possibile al superamento delle attuali criticità, a partire dal programmato incontro con l’assessore Saltamartini.»
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13/11/2020 13 novembre sciopero nazionale “multiservizi”, 3mila lavoratori nelle Marche: presidi ad Ancona, Pesaro , Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto
Oggi, 13 novembre, hanno scioperato per l’intera giornata i circa 3mila lavoratori di Multiservizi delle Marche, la maggior parte addetti alle pulizie e alla sanificazione. La ragione dello sciopero è il mancato rinnovo contrattuale. « Molti di questi lavoratori, per il 70% donne, sono part-time involontari con retribuzioni medie mensili di 300/400 euro lordi: la condizione, quindi, di disagio economico e di precarietà è diffusa. - precisano  i sindacati di categoria Filcams Cgil - Fisacati Cisl - Uiltucs Uil  Uil Trasporti  - Eppure sono gli stessi che svolgono un ruolo ritenuto essenziale con la pulizia degli ospedali e dunque nel contenimento del contagio sia nei nosocomi sia nelle Rsa sia nelle case di cura e  anche negli uffici pubblici e privati. Nonostante questo impegno, le aziende e le associazioni datoriali hanno deciso di non rinnovare il contratto da ben sette anni creando ulteriori difficoltà e impoverimento a migliaia di lavoratori.» Le richieste del sindacato per il nuovo contratto  riguardano un aumento della retribuzione, il mantenimento della malattia, la garanzia del cambio di appalto e le norme su salute e sicurezza. «L’emergenza pandemica - concludono -  ha messo in evidenza l’importanza dell’attività di questi lavoratori definiti spesso cavalieri ed eroi ma che non hanno bisogno di titoli ma del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele.» Per l’occasione, nelle Marche, si sono svolte tre iniziative: ad Ancona, alle ore 11, presidio davanti all’ospedale regionale di Torrette, a Pesaro, presidio in Piazza del Popolo alle ore 9,30 e ad Ascoli Piceno presidio alle ore 10,30  davanti al Pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto del Tronto. 
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13/11/2020 Coronavirus: Cgil Cisl Uil Pa, 13 novembre mobilitazione a sostegno lavoratori sanità Sicurezza, assunzioni e contratti le priorità per il personale sanitario
“Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”. Questo lo slogan dell’iniziativa nazionale, promossa da Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl, che si svolge venerdì 13 novembre con iniziative articolate nelle cinque province marchigiane: - dalle ore 9,00 alle ore 10,00 a Pesaro, Ancona e Civitanova Marche, rispettivamente presso le strutture ospedaliere di Marche Nord, Torrette e Covid Center; - dalle ore 13,30 alle ore 15,00 presso l'ospedale Murri di Fermo e ad Ascoli Piceno presso le strutture ospedaliere di Ascoli e San Benedetto. Oltre ai professionisti della sanità, partecipano anche gli altri lavoratori del pubblico impiego, in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea questa emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti, ulteriori risorse e nuove assunzioni: una iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie nelle scorse settimane. « In questa fase di mobilitazione del lavoro pubblico per rivendicare innovazione nella Pa, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, le lavoratrici e i lavoratori pubblici danno massimo sostegno e priorità a tutto il personale sanitario - sottolineano i Segretari Generali di  Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl Marche - è necessario che ai circa 20.000 lavoratori del SSR Marche sia garantito di poter lavorare in sicurezza, assicurando costantemente dispositivi di protezione individuale, tamponi e sorveglianza sanitaria. Indispensabile e urgente è procedere con nuove assunzioni per implementare il personale e rafforzare i servizi sanitari, attraverso tutti gli strumenti applicabili: l'utilizzo delle graduatorie da altre regioni applicando la L. 101/2015, la stabilizzazione dei precari portando a termine quanto previsto nella DGR 626/2020.» « Altrettanto importante che si rinnovino i contratti ormai scaduti al 31/12/2018, occorre valorizzare la professionalità delle e riconoscere gli sforzi di questa difficilissima fase: non solo una gratificazione nei confronti di chi con spirito di abnegazione sta affrontando la pandemia in condizioni critiche, ma anche prima di tutto un diritto. - concludono Matteo Pintucci, Fp Cgil, Luca Talevi Cisl Fp e Marcello Evangelista Uil Fpl Marche - Questa è anche una mobilitazione collettiva di lavoratrici e lavoratori pubblici, contro chi nega l’esistenza del virus, dell’emergenza epidemiologica e del rischio che stanno correndo medici, infermieri e tutto il personale sanitario. »  
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13/11/2020 Raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto Telecomunicazioni: aumenti medi di 100 euro e fondo di solidarietà
Dopo una serrata trattativa è stato firmato nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 12 novembre, il rinnovo del contratto nazionale delle telecomunicazioni. Un contratto importante, che rappresenta circa 120.000 lavoratrici e lavoratori e che regola l’attività di un settore strategico per lo sviluppo del Paese e per la gestione dei processi di digitalizzazione. L’accordo ha riguardato sia la parte normativa, che vede un deciso rafforzamento delle tutele dei lavoratori e dei diritti delle persone, che quella economica, che con un aumento medio di 100€ assicura un adeguato livello di redistribuzione della produttività del settore. Viene stabilita la creazione di un Fondo di Solidarietà bilaterale di settore attraverso il quale si potranno finalmente gestire i processi di riqualificazione e di ammodernamento delle competenze, accompagnando ed integrando i nuovi strumenti di politica attiva del lavoro garantendo la maggior occupabilità possibile. Il CCNL scommette ancora sulla unicità della filiera e sulla tenuta complessiva di un settore composito che vede, soprattutto negli appalti di call center e di rete, gli elementi di maggiore complessità che occorre portare sempre di più ad un livello di industrializzazione tale da permettere di tutelare persone e lavoro. Quello delle TLC è ormai un settore “di frontiera” nel quale si stanno concentrando tutti i cambiamenti organizzativi legati ai processi di digitalizzazione esasperati peraltro dall’attuale crisi pandemica. Con questo CCNL le parti hanno provato a fornire uno strumento che sappia regolare i processi di remotizzazione del lavoro, nonché un adeguamento normativo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in termini di welfare. Processi che cambieranno sempre più il rapporto fra persone, luoghi e tempi di lavoro. «Questi cambiamenti potranno davvero essere una opportunità per tutti se opportunamente governati e condivisi - sottolineano le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil -. La fase drammatica che attraversa il Paese non ha impedito alle parti di trovare il coraggio di fornire al settore uno strumento moderno di gestione dei processi. Ora la parola passa alle lavoratrici ed ai lavoratori; nelle prossime settimane verranno organizzate consultazioni capillari sia in presenza che in remoto al fine di raccoglierne le opinioni e, soprattutto, registrarne il voto».    «Considerando il delicatissimo momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo - dichiara Alessandro Gay, Segretario Generale Fistel Cisl Marche - diventa ancora più rilevante questo rinnovo in un settore, particolarmente strategico per il rilancio del Paese,in cui sono occupati nella nostra regione circa 1.500 lavoratori».  
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11/11/2020 Ospedale di Urbino: Cisl e Cgil preoccupati per la tenuta di fronte all'emergenza Covid. Troppi ritardi nell'affrontare la seconda ondata
Aumentano le reazioni allarmate sul sistema della sanità marchigiana e sui ritardi che mettono a rischio la tenuta della capacità organizzativa di fronteggiare la nuova emergenza sanitaria che si sta rivelando sempre più preoccupante.  Colpiscono particolarmente, le preoccupazioni sulla tenuta dell’ospedale di Urbino ed il grido di allarme lanciato dall’assessore alla sanità comunale, tra gli altri, rispetto ad un possibile nuovo coinvolgimento del nosocomio nel sistema operativo COVID 19, pur non avendone le caratteristiche.  Allarme assolutamente condivisibile che vede Cgil e Cisl di Urbino, insieme alle categorie del settore sanitario, altrettanto preoccupati per l’inadeguatezza delle infrastrutture e la scarsità di personale, denunciata in più occasioni.  La tardività degli interventi criticata dall’assessore pone l’accento su un tema portato alla pubblica attenzione da Cgil e Cisl di Urbino, insieme alle categorie della funzione pubblica, già lo scorso 29 di giugno, in occasione degli Stati Generali dei Sindaci del territorio del Montefeltro, organizzato proprio dall’amministrazione comunale di Urbino. In quel'occasione, i sindacati denunciarono con un documento le carenze infrastrutturali e di organici del nosocomio urbinate, ricordando che:   era necessario chiedere un idoneo finanziamento per dare corso alla delibera che prevedeva l’istituzione della Medicina d’Urgenza all’interno dell’ospedale di Urbino;    era necessario un intervento anche in termini di potenziamento di organico sia a livello della dirigenza che del comparto anche in ragione del fatto che tale tipo di unità operativa richiede competenze e professionalità formate per gestire posti di terapia sub intensiva.  L'effettiva attuazione della Medicina d’Urgenza non solo avrebbe consentito di rispondere alla necessità dell’utenza ma avrebbe garantito la possibilità di sgravare il pronto soccorso in modo sistematico e strutturale.   Per queste ragioni, Cisl e Cgil avevano sollecitato un approfondimento sull’apertura mostrata dalla direzione generale ASUR, nel mese di giugno scorso, proprio nell’ottica della realizzazione di posti di cura di intermedia complessità,  utile per rispondere all’utenza dell’entroterra e necessaria per evitare sovraffollamenti al pronto soccorso ed in grado di qualificare il Dea dell’ospedale di Urbino rendendolo più appetibile anche per chi ci lavora o chi dovrebbe venire a lavorarci ;   Era necessario prevedere fin da subito i bandi di stabilizzazione del personale precario, su cui era stato ottenuto dalle organizzazioni sindacali un impegno scritto nell’accordo regionale, così da consentire il passaggio a tempo indeterminato (prima della conclusione del concorso in essere per infermieri categoria D) del personale impiegato fino ad oggi ed evitare così ulteriori mobilità verso regioni (come l’Emilia Romagna ) che in questi mesi hanno messo in campo proposte di contratto più appetibili .   Soprattutto, però, bisognava ed occorre ancora definire il potenziamento dell’organico in essere che ad oggi evidenzia una carenza preoccupante di medici, infermieri, tecnici di laboratorio ed OSS e farsi promotori, anche nell’ottica del potenziamento dell’organico, del ricalcolo del tetto del personale che la Regione, dopo svariati interventi delle nostre categorie sindacali della sanità, aveva ammesso essere meritevole di revisione. Ciò consentirebbe avere più margini per assunzioni a tempo indeterminato senza ricorrere a proposte contrattuali che non risultano convincenti per far spostare medici ed infermieri verso l’entroterra.  In tutto questo, non bisogna dimenticare l’impegno di tutto il personale dell’ospedale di Urbino, come di tutto il sistema sanitario, che durante tutta la fase della prima ondata di epidemia hanno dato il massimo, anche in condizioni difficili per la propria sicurezza, tanto da essere stati definiti “eroi del nostro tempo” dalla Regione Marche e che, con grande difficoltà (e giorni di proteste), si sono visti  riconosciute le premialità che con una certa superficialità erano state promesse, se non in minima parte.   Di quel documento, purtroppo, non si è fatto tesoro da parte della Conferenza dei Sindaci. «Non è forse il caso - concludono Cisl e Cgil di Urbino - di prendere finalmente coscienza della grave realtà in cui versa il sistema sanitario regionale ed in particolare quello urbinate ed attivarsi nei confronti della nuova Giunta Regionale e del nuovo Assessore alla Sanità per fronteggiare una volta per tutte le carenze e dare una risposta certa ed una prospettiva di speranza a lavoratori e cittadini del territorio?». 
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11/11/2020 CGIL CISL UIL Marche: preoccupazioni per la situazione sanitaria. Urgente confronto su nuovo Piano Socio-Sanitario
CGIL CISL e UIL Marche esprimono forti preoccupazioni per la situazione sanitaria sempre più difficile e gravosa, sia dal punto di vista dell’elevato numero di contagi che si registrano ogni giorno, che per le criticità nel garantire percorsi di tracciamento dei contagi stessi, oltre naturalmente alla mancanza di personale, su cui grava di nuovo tutto il peso dell’emergenza e alle enormi difficoltà delle strutture ospedaliere e sanitarie.   Su questi temi nei giorni scorsi le Segreterie di CGIL CISL UIL hanno già incontrato l’Assessore regionale Saltamartini e l’interlocuzione proseguirà nei prossimi giorni.   Oltre agli aspetti legati all’emergenza, riteniamo altresì necessario e urgente discutere con la Giunta regionale anche dei rilevanti temi di prospettiva come quelli emersi in questi giorni: nuovo Piano Socio-sanitario e ridefinizione della rete ospedaliera.   CGIL CISL UIL Marche hanno sempre contestato la scelta della precedente Giunta di ricorrere al project financing per la realizzazione dei nuovi ospedali, ma continuano a ritenere necessario procedere rapidamente al completamento delle opere di edilizia ospedaliera in atto e procedere alla realizzazione di  nuovi ospedali, opere particolarmente urgenti almeno in alcune realtà.   Avendo ben presente che se da un lato va approfondito con scrupolo il tema della nuova rete ospedaliera, occorre essere tutti consapevoli che la principale debolezza e i ritardi del sistema sanitario marchigiano  si riscontrano sul fronte della medicina di territorio e sul sottodimensionamento  delle strutture territoriali (strutture residenziali e semiresidenziali) e dei servizi domiciliari. Per superare tali criticità è altresì improcrastinabile aumentare il numero delle Case della Salute e qualificare gli Ospedali di Comunità. Peraltro è proprio con la debolezza della medicina territoriale che ci siamo scontrati nell’affrontare l’emergenza Covid.   CGIL CISL e UIL Marche esprimono inoltre forti perplessità in merito all’intenzione della Regione di puntare alle cure con ozono, plasma e idrossiclorichina per il trattamento del Covid. In particolare perché, per quanto riguarda l’utilizzo dell’idrossiclorochina anche di recente il Ministero della Salute ha ribadito la “sostanziale assenza di benefici, con possibili effetti collaterali anche gravi e potenzialmente letali”.   Inoltre la stessa Agenzia Italiana del Farmaco ha sospeso l’autorizzazione all’utilizzo dell’idrossiclorochina per il trattamento del Covid al di fuori degli studi clinici, e anche il World Health Organization sconsiglia l’utilizzo di tale farmaco al di fuori degli studi clinici.   Riteniamo che la lotta al virus richieda sforzi enormi e talvolta anche di percorrere strade inesplorate, ma è sempre necessario usare cautela e soprattutto tener conto delle valutazioni del mondo scientifico in maniera rigorosa.
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11/11/2020 Lettera aperta all'assessore regionale alla Sanità: ancora una volta sacrificato l'unico ospedale della provincia di Fermo
Egregio Assessore alla Sanità,   la grave ed intensa, nuova ondata pandemica, sta interessando tutta la Regione ed anche la provincia di Fermo. Tuttavia, appaiono difficilmente comprensibili alcune decisioni della Direzione di Area Vasta, supportate dalla Direzione di Presidio.    La CISL FP Marche desidera, prima di dover procedere in altre sedi, che la S.V. prenda atto di queste discutibili decisioni, fortemente penalizzanti per tutto il territorio fermano.   Come piú volte evidenziato, il Murri è l'unico presidio esistente nell'Area Vasta n.4 e nonostante questo, sta diventando praticamente un centro Covid a dispetto dei tantissimi malati di altre patologie anche gravi, che chiederebbero di essere curati.   La situazione è stridente se paragonata con situazioni provinciali marchigiane in cui insistono più Presidi ospedalieri di rete, che hanno operato sconvolgimenti sicuramente meno impattanti su servizi e personale.   La CISL FP Marche, primo sindacato per iscritti tra i dipendenti dell'AV4, ha giá espresso forti perplessità ed un certo sconcerto, ad esempio, per la decisione della Direzione, di chiudere l’unica terapia intensiva coronarica dell'ospedale Murri. La Conferenza dei Sindaci di AV4, da parte sua, ha sottolineato l'unicità di servizi e di reparti altamente specialistici, presenti al Murri, che se chiusi, non troverebbero alternative, come può avvenire nelle restanti province marchigiane, grazie ai doppioni o triploni su cui possono contare. Di fatto, però, le chiusure sono andate avanti, tanto che oltre alla chiusura di Utic, il dimezzamento delle sedute operatorie ordinarie, arriva l’informativa della chiusura della residenza sanitaria riabilitativa di Porto San Giorgio, del nido ostetrico del Murri, l’utilizzo degli spazi delle Cure Intermedie di Sant’Elpidio a Mare per malati post acuti Covid.    Crea sconcerto, in un territorio provinciale in cui esiste un solo ospedale, l'intenzione, a dir poco insensata, di trasferire il Reparto di Cardiologia ed attivare una mini Utic ( solo n.3 posti letto), in locali che risultano non idonei e con dubbi requisiti di sicurezza. Tra l’altro, il trasferimento della Cardiologia nei nuovi spazi destinati, sarebbe stabile e non legato temporalmente alla fine dell’emergenza. La penalizzazione sui posti letto di degenza e di UTIC ( meno 7 posti letto di degenza e meno 2 posti letto di terapia intensiva), rispetto a quelli autorizzati dalla Regione, rimarrebbe permanente e non più recuperabile.   La Direzione di Area Vasta 4 e la Direzione di Presidio, dopo aver chiuso il reparto Utic per fare spazio a posti di Rianimazione puliti (senza nemmeno attendere la decisione sulla possibilità di collocare i posti di Rianimazione “sporca” all’interno del Covid Hospital di Civitanova) nonchè aver prelevato per questo, personale infermieristico dall'Utic Cardiologica e dal Blocco Operatorio, con conseguente dimezzamento delle sedute chirurgiche, vorrebbe completare il percorso, allestendo alla meno peggio, il nuovo reparto di Cardiologia e salvare la faccia davanti ai cittadini del fermano, vendendo loro però una mela avvelenata.    Varrebbe la pena ricordare che l'Utic è una terapia intensiva alla pari e con uguale dignitá di una Rianimazione. Non si comprende come si possano sacrificare spazi e posti letto intensivi per altri posti letto intensivi. Qual'è il messaggio che ne esce? Forse che chi grida di piú in questo momento porta a casa il risultato migliore per la propria specialitá?   Non può andare avanti cosí, altrimenti le stesse sue condivisibili dichiarazioni, egregio Assessore, verrebbero clamorosamente smentite dai fatti.   Garantire che tutte le malattie gravi ed urgenti possano trovare dignitosa e professionale risposta negli ospedali marchigiani, è stato un suo meritevole refrain che, si spera, valga anche per il fermano; al momento però sembra non essere cosí.   Quando la Direzione pensa di allestire alla bene e meglio, una Terapia Intensiva Coronarica, in uno spazio talmente ridotto ove non potrebbero coesistere, secondo il manuale di autorizzazione, i letti di degenza, la centrale di monitorizzazione e la postazione per due infermieri (numero minimo per turno, secondo la normativa sui minuti di assistenza, per 3 posti di terapia intensiva), significa che non si vuole riconosce uguale dignitá ai malati che lottano per la loro vita in Rianimazione generale ed in quella Coronarica. Come pure, quando si attiva una terapia intensiva coronarica, servita da un ascensore ove non entrano i letti, si trasmette un messaggio di pressappochismo. In verità, in quell’ascensore, non ci sarebbe lo spazio nemmeno per ospitare una barella tecnica ed un operatore. Ciò è un fatto grave perché in caso di qualsiasi trasporto di un malato per eseguire esami diagnostici oppure, peggio, per andare in sala operatoria in urgenza, sarebbe necessario trasferirlo dal letto alla barella e viceversa. In alternativa, l’operatore dovrebbe superare due porte antincendio, l’intero Reparto attiguo di Gastroenterologia, un'altra porta a vetri, e servirsi di un ascensore idoneo.  Le domandiam: è rispettoso delle norme d’igiene che, più volte al giorno, malati di un reparto, attraversino l’Unità Operativa vicina con i rischi conseguenti? Tutto ciò, va ribadito, non sarebbe una collocazione temporanea ma definitiva negli anni.   Per tutto quanto rappresentato, è necessario fare chiarezza subito per non degenerare in eventi che potrebbero inasprire conflitti professionali oltre che innescare ricorsi legali.   La CISL FP Marche, a tutela non solo dei professionisti infermieri ed OSS che intende rappresentare ma anche dei cittadini-utenti, chiede con urgenza, che Lei, in qualità di decisore politico e di rappresentante e garante dei cittadini anche di Fermo, venga a constatare personalmente ed in loco le decisioni che si sono prese o che s'intenderebbero prendere all'interno del Murri e sul territorio, tutte molto impattanti su reparti e servizi non replicabili in altre strutture sanitarie della provincia.   I malati della provincia di Fermo non sono solo quelli Covid, quindi non tutto può essere sacrificato a causa della pandemia. Questo dovrebbe essere chiaro, ma sembra che in tantissimi se ne stiano dimenticando.   I decessi per patologie cardiovascolari sono aumentati del 20% ed una provincia già privata del Servizio di Emodinamica come quella di Fermo non può rinunciare anche ad un dignitoso Reparto di Cardiologia e ad un servizio di Terapia Intensiva Coronarica che rispetti standard di sicurezza e criteri strutturali previsti dal manuale di autorizzazione.    La nostra è una richiesta d’aiuto perché non passi o si rafforzi la convinzione che esistano nelle Marche, cittadini di serie A e serie B.    La CISL FP Marche, augurandosi che la S.V. accolga positivamente e presto, l'invito che si è permessa di rivolgerle, porge cordiali saluti, rinnovando lo spirito collaborativo che da sempre contraddistingue l’azione di rappresentanza svolta Il Segretario Regionale della CISL FP Marche           Giuseppe Donati 
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10/11/2020 Anziani morti per Covid nella RP di Fabriano, incontro al vertice tra CGIL CISL UIL AV2 ATS 10 e ASP Santa Caterina
Nella mattinata di oggi  Cgil Cisl e Uil di Fabriano, insieme ai rispettivi sindacati dei pensionati, hanno incontrato il Presidente ASP Santa Caterina, il Direttore  Area Vasta 2   ed il Coordinatore dell'Ambito territoriale sociale 10 per fare il punto sulla situazione sanitaria della struttura per anziani ASP Santa Caterina. L'incontro, che si è tenuto nella sede del Comune di Fabriano, è stato richiesto con urgenza dai sindacati confederali territoriali, nei  giorni scorsi,  per fare chiarezza sulla grave  situazione pandemica che ha colpito la Residenza protette Santa Caterina, dove sono deceduti 10 pazienti ma  anche a seguito delle dichiarazioni di alcuni familiari dove denunciavano disidratazione e mal nutrizione dei loro parenti deceduti.  «Sollecitati dalle notizie di stampa e dai cittadini, abbiamo ritenuto  chiedere chiarimenti su quanto è successo,  ed  in particolare anche i percorsi dei protocolli attuati per affrontare questa seconda emergenza Covid. -  hanno precisato in una nota stampa a margine dell'incontro  i sindacati  confederali-  I vertici dell'AV2  ci hanno garantito, a seguito del sopralluogo,  che le  procedure eseguite rispondono ai protocolli anti covid, oltre alla  qualificata azione dei medici Usca, che regolarmente, sia  mattina che pomeriggio, presidiano la struttura. C'è stato inoltre un potenziamento del personale con  tre infermiere/i Asur.»  «Vista la difficile situazione iniziale, causa la diffusione del contagio che ha coinvolto anche il personale di servizio (90% del personale) il  Presidente ASP Santa Caterina, fortemente preoccupato,  ha chiesto nuove unità di personale alla Cooperativa che opera nella struttura, che  attualmente conta nove Oss e cinque Infermiere/i.  -  hanno riportato i rappresentanti sindacali  -  Gli ospiti più gravi sono stati trasferiti nelle strutture ospedaliere, gli altri hanno scelto di mantenerli nella struttura per far sì che l’ ospedale locale continui a dare il proprio servizio sanitario. E' stata comunque, secondo il Presidente della struttura,  mantenuta la comunicazione con le famiglie degli ospiti, nei limiti delle difficoltà affrontate.»  Nella Residenza oggi sono stati effettuati nuovi tamponi « è evidente che a seguito dell'andamento dei risultati  sarà necessaria una riorganizzazione della struttura, separando i positivi da chi avrà superato il contagio e chiaramente servirà più personale sanitario per dare un adeguato servizio infermieristico. - rilanciano Cgil Cisl e Uil di Fabriano, insieme ai rispettivi sindacati dei pensionati - Prendiamo atto di quanto riportato dai verici dell'AV2 e della Residenza ASP Santa Caterina,  rispetto alla correttezza dei   protocolli sanitari e socio sanitari  effettuati, ora  la relazione sarà obbligatoriamente  inviata alle Autorità sanitarie e al Prefetto di Ancona.»    «Vogliamo evidenziare l’intenso lavoro svolto delle/dagli oss  e dalle infermiere/i e medici, dove in una situazione difficile di emergenza si sono e si stanno prodigando senza risparmio di energie per il bene degli ospiti e di tutta la comunità cittadina, dando il massimo del proprio lavoro contemperandolo con la tutela dei loro diritti. - concludono  -  Continueremo a monitorare la situazione, condividendola con tutti gli attori preposti.»
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10/11/2020 Front office laboratorio analisi Ospedale di Senigallia Cisl Fp: “ Manca il personale a rischio l’ attività ordinaria”
«L’emergenza COVID ha contribuito ad amplificare il grave problema della carenza di personale in AV2, non solo del personale sanitario, ma anche degli operatori di tutti i front office di Senigallia e del territorio: cup, cassa, radiologia, anagrafe assistiti e laboratorio analisi risentono di questa mancanza. - affermano Stefania Franceschini e Alessandro  Mancinelli della Cisl Fp - La situazione del front-office del laboratorio analisi dell’Ospedale di Senigallia è particolarmente grave e si  sta rischiando di non garantire più il normale svolgimento delle prestazioni giornaliere di accettazione, pagamento, ritiro referti e di tutto il lavoro di back-office che è di supporto al territorio, oltre che per la struttura ospedaliera stessa.»   «Da marzo scorso il servizio ha perso, a vario titolo, quattro dipendenti, e ad oggi si trova ad essere gestito da 2 operatori a fronte dei 6 previsti, di cui uno a tempo determinato.-  sottolineano i Franceschini e Mancinelli -  Questa carenza comporta un aumento di carichi di lavoro per i restanti operatori che sta diventando insostenibile, e causa un notevole disagio agli utenti, sia per le code che inevitabilmente si vanno a formare allo sportello o nel piazzale antistante, e che in questo particolare momento provocano un assembramento quantomeno inopportuno, sia per il rallentamento nell’esecuzione del prelievo ematico, che non può essere effettuato senza la preventiva registrazione.Come se ciò non bastasse l’attività del laboratorio negli ultimi mesi si è notevolmente incrementata per la gestione dei tamponi che necessitano anche, oltre a quella clinica, di una gestione amministrativa affidata al Front Office.»   «In questa situazione si è evidenziata anche la carenza di Dirigenti Medici, senza i quali non è possibile dare risposte al cittadino nei tempi dovuti e rispetto alla quale registriamo attualmente un notevole affanno per garantire tutta l’attività ordinaria e  straordinaria.Come Cisl FP  - concludono Stefania Franceschini ed Alessandro Mancinelli - abbiamo più volte chiesto all’AV2 di provvedere con assunzioni o comandi, ma ad oggi non c’è stata nessuna soluzione.»                                                                                                 
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10/11/2020 Decreto Ristori Bis
Tutte le ulteriori nuove misure previste dal D.L. Ristori Bis del  9 novembre 2020 n.149 pubblicato in Gazzetta Ufficiale   
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10/11/2020 Caf Cisl: Percorso di 140 ore Fiscale e tributario. Aperte le iscrizioni per il 2021
Anche per il 2021 il Caf Cisl Marche organizza un corso gratuito per la compilazione del Modello 730 finalizzato all’assunzione di personale.   Chi fosse interessato può iscriversi entro e non oltre il 4 dicembre 2020 compilando la richiesta di adesione e allegando il curriculum  in questo link: https://www.adecco.it/aziende-che-assumono/caf-cisl-marche   Scadenza 4 dicembre 2020
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09/11/2020 Ospedale di Camerino: servizi ridotti per l'emergenza Covid. Il sindacato lancia l'allarme
Personale ridotto e reparti accorpati all'ospedale di Camerino per far fronte all'emergenza Covid 19. Il trasferimento di medici e infermieri verso il Covid Hospital di Civitanova Marche e le altre strutture della Provincia di Macerata mette in difficoltà l'ospedale dell'entroterra, costretto a ridurre l'attività: i sindacati lanciano l'allarme a fronte di una scelte che rischiano di impoverire ulteriormente il livello di assistenza in un'area già duramente colpita dal terremoto di 4 anni fa. Il servizio del Tgr Rai Marche con intervista a Paola Ticani, Segretaria regionale della Cisl Fp e infermiera in servizio presso l'ospedale di Camerino.
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07/11/2020 Morti sul lavoro, dati in aumento: presidio dei lavoratori in porto per chiedere più sicurezza
Sindacati e Autorità portuale a confronto sulla sicurezza del porto da subito. È un appuntamento a stretto giro (entro il mese di novembre) l’assunzione di impegno presa tra Cgil, Cisl e Uil e Autorità Portuale al termine del presidio dei lavoratori che si è tenuto questa mattina al Varco Repubblica del porto di Ancona. La manifestazione, organizzata dalle organizzazioni sindacali assieme alle categorie FILCAMS/FISASCAT/UILTUCS e FILT/FIT/UILT a seguito della morte sul lavoro della guardia giurata Luca Bongiovanni, è servita per ampliare il discorso sicurezza. Nelle Marche nonostante i mesi del lockdown si sono verificati 38 incidenti mortali tra gennaio e settembre, oltre il 65% in più rispetto al 2019. «Dati che non comprendono quest’ultimo episodio – attaccano i sindacati – per il quale ora si dovranno stabilire eventuali colpe, ma di cui tutti abbiamo responsabilità: perché,  se è pur vero che gli incidenti accadono, è anche più vero sulla sicurezza tutti – istituzioni, imprese, operatori – dimostrano puntualmente di non riuscire a far funzionare al meglio il sistema di norme e comportamenti necessari. Mettendoci così tutti, con una puntualità agghiacciante, di fronte a queste terribili tragedie. Come sindacato confederale stiamo rivendicando da tempo un’azione ben più mirata e incisiva in termini di sicurezza sul lavoro: in particolare in ambito portuale e con una attenzione specifica ai fattori organizzativi ed ai rischi di “interferenza”, che sono quelli rivelatisi più pericolosi». Alla manifestazione ha preso parte anche il presidente dell’Autorità Portuale, Rodolfo Giampieri. I lavoratori hanno espresso cordoglio e vicinanza ai famigliari della vittima.  
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07/11/2020 COVID 19 ed emergenza sanitaria Cisl Fp Marche:" Dove sono i 3000 nuovi infermieri?"
«Nei giorni scorsi l'Assessore regionale alla Salute  ha annunciato l'arrivo di 3000 nuovi infermieri, fondamentali per dare una risposta alla sempre più grave emergenza Covid,provando contestualmente a dare una risposta alle tante altre patologie, con particolare riferimento a quelle oncologiche e cardiologiche, che non "vanno in ferie" durante la fase pandemica. - sottolinea Luca Talevi, Segretario Generale Cisl Fp Marche - Purtroppo le buone intenzioni dell'Assessore rischiano di rimanere in gran parte sula carta. I 3000 infermieri che hanno superato la preselezione ed affrontato nei giorni scorsi la prova pratica in parte lavorano già , sia pur a tempo determinato, all'interno del sistema sanitario marchigiano , ed in gran parte lavorando a tempo indeterminato presso strutture private, spesso socio -assistenziali, non si dimetteranno per incarichi di tre mesi.»   «Ecco perchè serve  una strategia che porti alla rapida conclusione  di questa procedura concorsuale,  alla velocizzazione dei concorsi previsti anche per altre figure professionali quali gli operatori socio sanitari, alla rapida stabilizzazione dei precari , e ad una immediata attuazione delle procedure di mobilità del personale di ruolo per evitare "fughe" verso altre regioni limitrofe. - rilancia Talevi -  Periodi cosi complicati necessitano di decisioni rapide e straordinarie . Ben venga l'annunciata richiesta di personale dal bando della Protezione Civile, e l'eventuale reclutamento dei circa 180 nuovi infermieri che conseguiranno la laurea e che avranno ovviamente necessità di compiere la dovuta esperienza, ma entrambi gli interventi non sono sufficienti per dare risposte alle strutture ospedaliere ed al territorio . Servono  più infermieri di comunità, inseriti in un contesto teso a cogliere le patologie dei pazienti più fragili prima che giungano ad aggravarsi necessitando di interventi ospedalieri.   Per il Segretario Generale della Cisl Fp Marche serve «massima attenzione ai dispositivi di sicurezza per il personale sanitario e non, e un attento e costante monitoraggio sanitario di tutti gli operatori. Oggi il  personale sta rivivendo i medesimi "incubi" della primavera scorsa con conseguente pesante situazione di stress, e, come rilevano i dati Inail,  l'aumento di  personale contagiato o in quarantena è in costante aumento - conclude Talevi - mentre ancora per gran parte del personale non è stato raggiunto l'accordo per gli incentivi legati alla fase pandemica di marzo.» Venerdì 13 novembreun sit -in di protesta e mobilitazione nazionale, indetto dalla Cisl Fp insieme alla Fp Cgil e Fpl Uil, per chiedere assunzioni, sicurezza e rinnovo dei contratti nazionali di lavoro.  Nelle Marche i terranno presidi davanti alle principali  aziende ospedaliere della regione                                                                                                                                                                                                  
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06/11/2020 Sui diritti non si torna indietro. Impegniamoci tutti per la cultura dei diritti e la tutela delle donne
Al termine di una settimana in cui la città di Macerata ha vissuto lacerazioni e strappi di cui, specie in un momento difficile come quello attuale, avremmo fatto volentieri a meno, come CGIL CISL UIL di Macerata esprimiamo lo sgomento per aver visto un’intera comunità di fatto costretta a discutere attorno a un indegno confronto tra aborto e pedofilia. Senza discutere la posizione morale della Chiesa cattolica e la libertà di coscienza dei cattolici, che anzi rispettiamo e tuteliamo come forme di espressione della libertà religiosa e della libertà individuale, riteniamo che nessuna posizione morale possa legittimare, neanche come forma di provocazione, un aberrante classifica che renderebbe l’esercizio di un diritto come l’aborto più grave della commissione di un reato come la violenza o molestia sessuale su un minore. Vorremmo però cercare di andare oltre una legittima polemica, esprimendo la nostra preoccupazione per un clima di crescente tensione e scontro attorno a temi che dovrebbero invece rappresentare un punto di arrivo indiscusso della nostra convivenza civile e che afferiscono ai diritti delle donne. Ci preoccupa una cultura strisciante e trasversale a ambienti diversi che tende a ricostruire attorno all’interruzione volontaria della gravidanza uno stigma sociale e morale che speravamo ormai superato. I continui e reiterati attacchi alla legge 194, provenienti da più parti, preoccupano perché colpiscono al cuore la libertà di scelta della donna e il diritto alla maternità consapevole. In una battaglia ideologica oscurantista e di retroguardia si smarrisce il valore profondo di quella legge che ha saputo mediare posizioni diverse e ha di fatto riconosciuto il diritto della donna a interrompere la gravidanza all’interno di un percorso pubblico di accompagnamento orientato a lasciare alla donna stessa, e solo a lei, la libertà di scelta e, al contempo, a non lasciarla sola nell’esercizio del suo diritto ad abortire, così come del suo diritto a proseguire la gravidanza. Ci preoccupa un sistema pubblico che, non investendo sui consultori, rischia di rendere difficilmente esigibile questo diritto e lasciare davvero le donne sole. Ci preoccupano le tante, troppe volte in cui abbiamo visto in qualche modo giustificare, derubricare o addirittura banalizzare le violenze sulle donne. Ci preoccupa il crescere di linguaggi misogini e violenti che attaccano e denigrano il corpo delle donne. Ci preoccupa il permanere e forse il rafforzarsi di stereotipi culturali e sociali che attribuiscono alle donne i compiti di cura e interpretano la conciliazione lavoro-famiglia come problema esclusivo delle donne. Ci preoccupa un sistema di servizi pubblici non all’altezza della sfida di garantire alle donne, a tutte le donne, reali possibilità di conciliazioni dei tempi di vita. Stereotipi e carenze che portano il nostro Paese ad avere uno dei tassi di partecipazione delle donne al mercato del lavoro più basso in Europa. Stereotipi e carenze che a tutt’oggi portano una donna su quattro ad abbandonare il lavoro dopo la nascita dei figli. Ci preoccupa un mercato del lavoro in cui la parità di genere è una chimera, dove una donna è pagata almeno il 10% in meno di un uomo per svolgere la stessa identica mansione, dove le posizioni apicali sono spesso precluse alle donne bloccate da un “soffitto di cristallo” soffocante, dove il lavoro di cura che le donne svolgono in famiglia non ha alcun riconoscimento contributivo. Sui diritti delle donne non si torna indietro, mai. Ma anzi dovremmo tutti impegnarci per costruire alleanze larghe e inclusive per reagire ai rischi di arretramento dei diritti e agli attacchi alla parità di genere. È in questa prospettiva che, consapevoli anche del ruolo di emancipazione e educazione che il sindacato confederale ha sempre avuto nella storia del Paese, come CGIL CISL UIL di Macerata proporremo alla città, in occasione del 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un momento pubblico, aperto e inclusivo in cui condividere contributi di riflessione e di esperienza che possano aiutarci a rafforzare una cultura condivisa dei diritti e di tutela delle donne.        CGIL – CISL – UIL                                                                                                         Macerata                                                            Rossella Marinucci – Silvia Spinaci – Manuel Broglia
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06/11/2020 CGIL CISL UIL Marche: profondo sconcerto per il messaggio del Direttore dell’USR. Le parole sono pietre: la Ministra Azzolina intervenga subito
  CGIL CISL e UIL Marche, con le rispettive categorie della scuola, CISL Scuola, FLC CGIL e UIL Scuola, esprimono disapprovazione e profondo sconcerto per il messaggio che il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Dott. Marco Ugo Filisetti, ha inviato alle studentesse e agli studenti marchigiani in occasione della Giornata dell’unità nazionale e delle Forze armate.  In un momento così delicato per il nostro Paese, in cui tutta la comunità scolastica è messa a dura prova dalla pandemia e ha bisogno più che mai di azioni di sostegno e di parole che incoraggino alla speranza e alla solidarietà generativa, essa sì alla base dell’unità nazionale, il nostro Direttore indulge nel suo messaggio a un’antistorica retorica bellicistica che tradisce lo spirito della nostra Costituzione (art. 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”) con toni che rasentano l’apologia del fascismo riproponendone lo stile oratorio e vere e proprie parole d’ordine.    E’ inaccettabile e profondamente deludente che nel suo ruolo il Direttore intenda così educare le giovani generazioni marchigiane. Un conto è il doveroso omaggio e il ricordo commosso di vite spezzate dalla guerra e del loro sacrificio, ben altro è esaltare la guerra stessa, invece di incentivare l’impegno per la pace e la fraternità su  cui si fonda la nostra storia e su cui deve sempre più fondarsi anche il nostro futuro di nazione libera e democratica.  Preoccupa altresì che l’Assessora regionale all’Istruzione, Giorgia Latini non solo non abbia colto la gravità di ciò che ha scritto il dott. Filisetti, ma ritenga il suo un “bel messaggio”.   Chiediamo per questo una ferma reazione da parte della Ministra Azzolina e la invitiamo a riflettere e intervenire subito rispetto al ruolo che il Direttore ricopre, traendone le dovute conseguenze: le parole sono pietre e tradiscono una visione della funzione educativa della scuola che non ci appartiene come Organizzazioni sindacali, anzi tale visione espressa nel messaggio è per noi il peggiore ostacolo alla costruzione di una scuola che educhi alla cittadinanza attiva, alla partecipazione e all’impegno per il bene comune.      
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06/11/2020 Infortunio mortale al porto di Ancona, Cgil Cisl Uil: “Mai più morti sul lavoro. Serve coerenza e continuità: al porto e non solo”
Un altro infortunio mortale al porto di Ancona: un altro morto, ancora, che si va ad unire alla lunga lista degli infortuni di questi mesi, di questi anni. A perdere la vita stavolta un lavoratore dell’Istituto di vigilanza operante all’interno del porto di Ancona – Luca Bongiovanni, anconetano di poco più di cinquant’anni -  investito da un mezzo pesante in manovra alla banchina 23. La stessa dove morì -con una drammatica coincidenza di luogo – Luca Rizzeri, nel giugno 2019. Alla famiglia del lavoratore va tutta la nostra solidarietà e compassione.   L’ennesimo morto sul lavoro per il quale si dovranno stabilire eventuali colpe, ma di cui tutti  abbiamo responsabilità: perché, se è pur vero che gli incidenti accadono, è anche più vero sulla sicurezza tutti – istituzioni, imprese, operatori – dimostrano puntualmente di non riuscire a far funzionare al meglio il sistema di norme e comportamenti necessari. Mettendoci così tutti, con una puntualità agghiacciante, di fronte a queste terribili tragedie. Il copione è sempre lo stesso: ad un infortunio grave fanno seguito prese di posizione anche forti, iniziative pubbliche, apertura di tavoli di discussione e, purtroppo, a cui fanno seguito le lacrime di chi piange per il lutto occorso.  Ma poi, passato qualche tempo, si abbassa di nuovo la guardia e ci si dimentica che il meccanismo della sicurezza va sempre oliato e tenuto ben in funzione. Come sindacato confederale stiamo rivendicando da tempo un’azione ben più mirata e incisiva in termini di sicurezza sul lavoro: in particolare in ambito portuale e con una attenzione specifica ai fattori organizzativi ed ai rischi di “interferenza”, che sono quelli rivelatisi più pericolosi. Abbiamo chiesto e ottenuto un tavolo permanente presso la Prefettura e si era riusciti ad avviare – prima della pandemia – anche uno tavolo specifico con l’Autorità Portuale, e su questo ultimo incidente abbiamo già avuto un primo incontro con l’ Autorità Portuale. E’ assolutamente necessario che entrambi acquisiscano maggiore concretezza e capacità di incidere nella realtà del lavoro, specie nello scalo dorico: a cominciare da massicci processi di formazione continua per gli addetti alle varie lavorazioni  e dalla sigla di un Protocollo per la attivazione di un RLS di Sito. Come CGIL, CISL e UIL, insieme alle categorie dei lavoratori interessati, faremo tutto quanto in nostro potere per mettere la parola fine a questi drammi sul lavoro. Per testimoniare tutto questo CGIL CISL UIL – assieme alle categorie FILCAMS/FISASCAT/UILTUCS  e FILT/FIT/UILT – organizzano per sabato 7 novembre, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, un presidio   presso il porto di Ancona - Varco Repubblica , con il rispetto di tutte le norme di prevenzione anti-pandemia previste.
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05/11/2020 DPCM 3 novembre, la sintesi delle misure Zona Gialla - Zona Arancione - Zona Rossa
Sintesi delle misure previste dal  nuovo Dpcm del 3 novembre 2020 per le tre aree: gialla, arancione e rossa corrispondenti ai differenti livelli di criticità nelle Regioni del Paese. Nello specifico nell'area gialla sono attualmente ricomprese: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.Nell'area arancione: Puglia, Sicilia.Nell'area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta.  
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05/11/2020 DPCM 3 Novembre: tutte le misure in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre
La sintesi delle nuove misure per il contrasto e il contenimento dell'emergenza da Covid-19 contenute nel Dpcm del 3 novembre 2020  in vigore dal 6 novembre.    
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05/11/2020 Settore spettacolo: i sindacati incontrano l’Assessore regionale alla cultura
Si è svolto giovedì 5 novembre l'incontro, richiesto dalle Organizzazioni sindacali, tra l'assessore regionale alla cultura Giorgia Latini, SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL delle Marche, enti regionali ed associazioni del settore dello spettacolo.   L'assessore Latini ha iniziato evidenziando il bando appena emesso di 120mila euro denominato "Marche Palcoscenico Aperto", che sarà ufficialmente presentato il 6 novembre con l'obiettivo di dare continuità alle attività nel settore dello spettacolo ed in particolare per produrre esibizioni artistiche da diffondere e visualizzare per via telematica e digitale. I dettagli del progetto sono stati illustrati da AMAT che gestirà il progetto. Il sindacato ha apprezzato la tempestività della convocazione e l'opportunità lavorativa creata dal provvedimento, allo stesso tempo ha segnalato alcuni limiti legati al pieno coinvolgimento delle maestranze tecnico-artistiche e al fattore emergenziale. Per tale ragione è stato chiesto un intervento urgente ed integrativo ai bonus nazionali (insufficienti) per dare ristoro ad artisti e maestranze tecniche che non possono lavorare da molti mesi. Il sindacato ha rappresentando l'esigenza di istituire un tavolo regionale permanente tra le parti per entrare nella realtà specifica marchigiana ed ha segnalato altresì la preoccupazione anche nel settore del cinema, anch'esso profondamente colpito. Inoltre si è richiesto l'aggiornamento della legge regionale dello Spettacolo dal Vivo ferma al 2009, affrontare la valorizzazione degli artisti e tecnici locali, il tema degli spazi a loro assegnati, l'individuazione di adeguate forme di sostegno strutturali, oltreché alle eccellenze marchigiane (FORM, Marche Teatro, Sferisterio ecc.) anche alle compagnie e ai singoli artisti/tecnici fuori dal F.U.S.(Fondo Unico dello Spettacolo). Il sindacato ha richiamato il valore della corretta applicazione contrattuale, dell'equo compenso, della buona occupazione e del ruolo che le istituzioni possono svolgere in questo senso. Infine è necessario costituire un osservatorio composto da tutte le parti coinvolte, per monitorare l'andamento del settore in questo specifico momento emergenziale. Le parti, dandosi appuntamento a breve, hanno concordato sulla grande opportunità di cambiamento e condividono di utilizzare questa difficile fase per una trasformazione positiva che superi vecchi limiti e vecchie criticità.
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05/11/2020 Sciopero nazionale per il rinnovo CCNL metalmeccanici 5 novembre manifestazioni ad Ancona e Pesaro
Giovedì 5 novembre sciopero generale nazionale di 4 ore della categoria dei metalmeccanici indetto, da Fim Cisl,  Fiom Cgil e Uilm Uil, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, ad un anno dall’avvio per la trattativa. Nelle Marche presidi ad Ancona e a Pesaro  davanti alle rispettive sedi di Confindustria. «L’arroganza della Federmeccanica ha portato alla rottura del tavolo di contrattazione, principalmente sul tema del salario. – scrivono in una nota le Segreterie territoriali di Fim Fiom Uilm -  Approfittando della crisi sanitaria, si sta cercando nuovamente di mettere sotto attacco il contratto nazionale, che invece deve rappresentare l’elemento di tenuta sociale del Lavoro. Resta  inaccettabile  utilizzare la pandemia come scusa per non rinnovare il CCNL, anche alla luce di un aumento della produttività per molte aziende.» In 6 punti le ragioni della mobilitazione: difendere l’occupazione e  rilanciare l’industria metalmeccanica; aumentare il salario, migliorare welfare, diritti e tutele; tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori,  stabilizzare l’occupazione e ottenere la clausola sociale; migliorare e riconoscere le competenze professionali e contrattare lo smart – working e conciliare i tempi di vista e di lavoro.     Rassegna: https://www.centropagina.it/ancona/ancona-contratto-salario-diritti-metalmeccanici-sciopero-sit-in/?fbclid=IwAR0KQkPvxgAIGQxP7XL5lJU4e5vMi4Ez1WB8b-_D7N52-J-JpkVjq0OMKR0
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02/11/2020 Decreto Ristori il volantone Cisl
Ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all'epidemia da COVID-19, nel Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137  cosidetto "Decreto Ristori" approvato dal Consiglio dei Ministri del 27 ottobre.    
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30/10/2020 Incontro governo-sindacati, raggiunta l’intesa sulla proroga della cassa Covid e sul blocco dei licenziamenti. Furlan: ”Un passo avanti fondamentale. La decisione del Governo consente un minimo di serenità alla nostra gente”
«Essere usciti questa sera con una intesa ci consente di affrontare le giornate complicate per il paese e nei luoghi di lavoro con uno spirito positivo. E' un passo avanti fondamentale, ci contavamo tanto». Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, al termine dell’ incontro svoltosi in videoconferenza con il premier Giuseppe Conte insieme ai leader di Cgil e Uil Maurizio Landini, e Pierpaolo Bombardieri. Al centro dell'incontro - il secondo dopo il tavolo del 28 ottobre scorso - il nodo relativo alla proroga del blocco dei licenziamenti e la richiesta dei sindacati di prolungarlo oltre il 31 gennaio come previsto, assieme ad una nuova Cassa Covid. (VIDEO)«La decisione assunta dal governo consente di dare sicuramente un minimo di serenità alla nostra gente. Va dato atto al Presidente del Consiglio, che ringraziamo, di avere compreso le ragioni e le preoccupazioni espresse in queste giornate dal sindacato» ha proseguito la leader della Cisl. «La soluzione trovata ci offre un respiro lungo e rasserena tante persone che noi rappresentiamo e ci consente di lavorare alacremente per cambiare gli strumenti degli ammortizzatori e delle politiche attive che sicuramente si sono dimostrate fragile e deboli per tanti lavoratori. Rimangono aperte naturalmente le questioni che abbiamo posto sulla Legge di bilancio, su cui contiamo di avere nei prossimi giorni un confronto chiaro e produttivo con il Governo a cominciare dalle risorse per il rinnovo dei contratti pubblici e per la legge sulla non autosufficienza» - ha concluso. «È un buon risultato per le lavoratrici e i lavoratori e per il Paese» sottolineano Cgil Cisl e Uil in una nota congiunta spiegando che il governo ha accettato la richiesta delle tre confederazioni di prorogare nella Legge di Bilancio 2021, 12 settimane di cassa integrazione Covid (gratuite per le imprese) ed il conseguente blocco dei licenziamenti fino al 21 marzo 2021. «Contemporaneamente- annunciano -  si avvia già dalla prossima settimana un confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulle politiche attive del lavoro. Inoltre saranno calendarizzati una serie di incontri per discutere della Legge di Bilancio (Sanità, non autosufficienza, Riforma Fiscale, rinnovo dei CCNL, Scuola, Istruzione, Pubblica Amministrazione, Politiche industriali e politiche e tutele per tutti i settori maggiormente colpiti dal decreto Ristori) e dei Fondi europei" conclude la nota congiunta.»   fonte: https://www.cisl.it/primo-piano/17685-incontro-governo-sindacati-raggiunta-l-intesa-sulla-proroga-della-cassa-covid-e-sul-blocco-dei-licenziamenti-furlan-un-passo-avanti-fondamentale-la-decisione-del-governo-consente-un-minimo-di-serenita-alla-nostra-gente.html 
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30/10/2020 Area Vasta 4: forse a novembre il premio per gli operatori sanitari impegnati nell'emergenza Covid
Sarà sbloccato forse a novembre il pagamento dei premi economici per gli operatori sanitari dell'Area Vasta 4 in prima linea durante l'emergenza Covid. La novità è emersa nel corso dellla videoconferenza tra i sindacati e il nuovo assessore regionale alla Salute, Filippo Saltamartini: l'accordo dovrebbe concludersi nei prossimi giorni. «La notizia vera è che finalmente, dopo 5 anni di vuoto, le Marche e la sanità regionale hanno un vero assessore che si occuperà dei temi del settore sociosanitario - dichiara Giuseppe Donati, Segretario regionale Cisl Fp Marche -. I primi segnali sono buoni, visto che la trattativa per sbloccare i famigerati premi agli operatori della sanità è ripresa con estrema decisione, con risultati proficui.  Abbiamo salutato il nuovo assessore Saltamartini, augurandogli buon lavoro ma soprattutto chiedendo discontinuità con il passato per quanto riguarda le relazioni sindacali».    L’assessore, dopo aver affermato che l'attesa dei dipendenti per il pagamento di queste somme si è prolungata oltre il dovuto, ha subito compreso che i valori economici precedentemente previsti fossero inaccettabili. La Cisl Fp ha quindi ribadito l’urgenza di andare verso il ricalcolo delle somme, parametrandole sulla media dei premi pagati al personale di Marche Nord e Inrca.  «In Area Vasta 4, come più volte denunciato dalla Cisl Fp, si prospettavano somme da elemosina spacciate come premi - continua Donati -. In pratica, chi nei mesi di marzo, aprile e maggio aveva lavorato nei reparti Covid (tra l’altro rischia di tornarci, vista la nuova impennata del virus) avrebbe ottenuto un premio “simbolico” di circa 350 euro. Questo a causa del sottofinanziamento del fondo regionale deciso dal precedente Presidente che era andato in video promettendo 1000 euro agli “eroi della sanità”. Grazie alla riapertura della trattativa in Regione e alla comprensione di dover reperire nuove risorse, i dipendenti dell’Area Vasta 4 collocati in prima fascia, cioè quelli che hanno effettivamente lavorato nei reparti infettivi e nelle terapie intensive, potrebbero ricevere una quota accettabile ed in linea con quelle già previste per Marche Nord ed Inrca».   Tutta questa partita sarà oggetto di un ulteriore accordo regionale che consentirà, una volta firmato, di liquidare direttamente i premi al personale senza ulteriori passaggi. Immediatamente dopo le verifiche fatte tra Servizio Salute e Aziende, l’assessore si è impegnato a riconvocare le parti per sottoscrivere nel più breve tempo possibile l'accordo e procedere con l'erogazione delle somme.    A margine della riunione del 27 scorso con la Regione, la Cisl Fp  ha tenuto a precisare la necessità, subito dopo la chiusura dell'accordo sui premi, di riprendere l'argomento della stabilizzazione del personale, ma anche di chiarire le modalità di reperimento del personale sanitario da assegnare al Covid Center di Civitanova. Il rischio concreto infatti è di trasferire forzosamente Infermieri dall’ospedale al Covid Center, lasciando i reparti ed il territorio senza le risorse umane necessarie: «Questo - conclude Donati - sarebbe un errore strategico madornale».                                                                                                                                                                           
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30/10/2020 Venerdì 30 ottobre in piazza i lavoratori dello spettacolo
Tutto il settore dello spettacolo è stato colpito dai provvedimenti per arginare l’epidemia da Covid-19 che devono trovare il giusto equilibrio tra la sicurezza per lavoratori e pubblico e una spinta più decisa ed innovativa verso il rilancio delle attività.   Purtroppo, dopo il blocco iniziale, la ripartenza non ha prospettive di rientro a breve verso la normalità, stante i limiti sulla presenza del pubblico e la paura generata dalla situazione negativa.   Tutto il comparto quindi è in grandissima sofferenza e troppi lavoratori non hanno ancora ricevuto gli ammortizzatori o le indennità e sono ancor oggi senza tutele garantite, nonostante le promesse.  I dati sulla crescita del contagio, il fatto che per lunghi mesi, non si potrà tornare alla normalità, richiedono di individuare con certezza sostegni per i lavoratori e per le imprese per un periodo lungo a partire da un piano di rilancio utilizzando anche le risorse del Recovery Fund .  Le Segreterie Nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno indetto una serie di manifestazioni regionali venerdì 30 ottobre. Nelle Marche  il  presidio, dalle 10 alle 13, si è svolto in Piazza del Plebiscito ad Ancona. Una delegazione unitaria ha incontrato  il Prefetto al quale è stato consegnato un documento unitario.  
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27/10/2020 Precari del sisma: chiesto agli Enti Locali di presentare istanza per la stabilizzazione
La Cisl Fp di Macerata, tramite il Responsabile Alessandro Moretti, ha formalmente richiesto agli enti locali del Maceratese di presentare istanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per indicare le unità di personale da assumere a tempo indeterminato, al fine di dar corso alla stabilizzazione dei precari. Tale opportunità consentirebbe di porre fine al precariato del sisma che vede coinvolte diverse tipologie professionali quali ad esempio Ingegneri, Architetti, Geologi, Geometri, Amministrativi contabili e Agenti di Polizia Locale, oltre che iniziare un percorso di ripristino delle adeguate dotazioni organiche degli Enti oramai in difficoltà operativa non solo a causa delle cessazioni "quota 100" ma anche da 15 anni di blocchi Legislativi ai turn over. Tutto ciò in virtù delle disposizioni contenute nel D.L. n. 104/2020 convertito con legge n. 126 del 13 ottobre 2020 che all’art 57 prevede l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’economia e delle finanze con dotazione pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020 e a 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, finalizzato al concorso agli oneri derivanti dalle assunzioni a tempo indeterminato. Il riparto delle risorse è effettuato fra gli enti che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto presentano istanza alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, comunicando le unità di personale da assumere a tempo indeterminato e il relativo costo, in proporzione agli oneri delle rispettive assunzioni. Le norme in oggetto sono state di recente al centro di un webinar con la partecipazione in qualità di docente della D.ssa Roberta Bisello.
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