In primo piano - Pesaro e Urbino

11/12/2017 R.E.I., Reddito di inclusione sociale: Assemblea Pubblica a Fano
Scadenze, requisiti, beneficiari, tutte le informazioni sulla nuova misura di contrasto della povertà: il R. E. I.  al  centro dell’assemblea pubblica, promossa dalla Cisl di Fano   e la Fnp Cisl, il sindacato dei pensionati, che si terrà Giovedì 14 dicembre  2017 a partire dalle ore 16.30  presso  la Sala Polivalente “Il Cubo” – via San Lazzaro – Fano. Interverranno  Giovanni Giovanelli, Responsabile della Cisl di Fano e  Dei Goffi del Dipartimento Welfare Cisl  Marche. 11/12/17
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11/12/2017 Ospedale di Cagli: assemblea cittadina per parlare del futuro
Cgil Cisl e Uil di Pesaro-Urbino hanno organizzato per oggi, lunedì 11 dicembre a partire dalle 16.30, un'assemblea pubblica presso la sala della Prefettura di Cagli per discutere delle prospettive future dell'ospedale cittadino, ancora in bilico tra la permanenza nel servizio pubblico in veste di ospedale di comunità o la trasformazione in struttura privata convenzionata. Durante l'incontro, al quale sono stati invitati i sindaci del territorio e i vertici dell'Area Vasta 1 Asur, saranno illustrate le richieste del sindacato e della comunità  per la salute e la cura dei cittadini dell’alta vallata del Metauro.
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23/11/2017 #PassoDopoPasso: Assemblea interregionale sulle pensioni
Giovedì 30 novembre si terrà a Roma un'assemblea interregionale sul tema delle pensioni. Nel corso dei lavori, ospitati dall'Auditorium Antonianum di Viale Manzoni 1, interverrà Annamaria Furlan, Segretaria generale della Cisl. ORARI PARTENZA PULLMAN:MARCHE NORD:PESARO: CASELLO AUTOSTRADA ore 4.00 FANO: PARCHEGGIO SANT'ORSO ore 4.15 SENIGALLIA: CASELLO AUTOSTRADA ore 4.30 ANCONA Nord: Parcheggio GIGOLE' ore 4.45 JESI: B.GO MINONNA (Rotatoria Chiesa) ore 5.00 FABRIANO: V.LE GIARDINI PUBBLICI ore 5.30 ROMA - Piazza San Giovanni - ore 9.30MARCHE SUD:MACERATA: OASI ore 5.15 CIVITANOVA: GLOBO ore 5.30 P.TO S. GIORGIO : BAR USCITA AUTOSTRADA (di fronte Chiesa S. Maria a Mare Marina Palmense) ore 5.45 PORTO D'ASCOLI: DECATHLON (centro Commerciale Porto Grande) ore 6.00 ROMA - Piazza San Giovanni - ore 9.30
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21/11/2017 Vertenza sanità pesarese: presidio davanti all'Area Vasta 1
Domani, mercoledì 22 novembre, la mobilitazione di CGIL CISL e UIL farà tappa a di nuovo a Fano, stavolta davanti alla sede dall’Area Vasta 1. Dalle ore 9 sarà organizzato un presidio con volantinaggio, anche in città durante il mercato, per informare e coinvolgere i cittadini sulla mancata trasparenza che la direzione dell’Area Vasta 1 ha nella programmazione della sanità sia a breve che a lungo termine. Ad oggi, nonostante gli appelli e le reiterate richieste anche a livello locale, nonostante la mobilitazione sul territorio, cosi come previsto dalla DGR 149/14, non è in atto alcun confronto sulla politiche per la salute a livello territoriale. Una conferma del fatto che, a ricaduta sul livello territoriale, la Regione pratica una totale indisponibilità al confronto con le parti sociali, in una Provincia, la nostra, che sin dal 2013 sta pagando un prezzo altissimo in termini di tagli ai servizi, alla rete ospedaliera, mobilità passiva, cessione di spazi e agibilità alla sanità privata. «Un prezzo altissimo per le nostre comunità locali e per gli operatori sanitari che da anni sono costretti a lavorare in perenne condizione di incertezza e di difficoltà organizzativa - dichiarano Maurizio Andreolini, responsabile Cisl Pesaro, Giovanni Giovanelli, responsabile Cisl Fano, Leonardo Piccinno, responsabile Cisl Urbino -. Chiediamo di aprire immediatamente tavoli specifici di confronto». Se non ci saranno apertura al confronto, le Organizzazioni sindacali valuteranno come continuare la mobilitazione, non escludendo né nuovi presidi né assemblee pubbliche. Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare all'iniziativa e a sostenere le rivendicazioni affinché si possano veramente avere le risposte necessarie alla nostra sanità e ai nostri cittadini.
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20/11/2017 Focus Lavoro: vertenza sanità nel Pesarese - Lavoratori precoci Istruzioni per l'uso
Vertenza sanità nel pesarese: posti letto, liste di attesa, ospedale unico la mobilitazione di Cgil Cisl Uil.Presidio e volantinaggio a Pesaro, dopo le tappe di Urbino e Pergola. Sabato 18 novembre appuntamento all’Ospedale di Fano. Interviste a Maurizio Andreolini, responsabile Ast Cisl di Pesaro, e Giovanni Giovanelli responsabile Ast Cisl di Fano. A seguire la rubrica Patronato Inas Cisl Informa: Lavoratori precoci, istruzioni per l'uso
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17/11/2017 Vertenza sanità nel pesarese: domani presidio davanti all'ospedale di Fano
Domani mattina, sabato 18 novembre, la mobilitazione di CGIL CISL e UIL farà tappa a Fano; l’altro cardine appunto dell’azienda ospedaliera Marche Nord. Dalle ore 9 sarà organizzato davanti all’Ospedale Santa Croce un presidio con volantinaggio, anche in città, per informare e coinvolgere i cittadini sul futuro di questa struttura che vive già all’ombra del nuovo ospedale. In attesa della definizione della costruzione del nuovo ospedale Marche nord, i cui tempi e risorse sono tutt’altro che certi, è necessario, così come già affermato per il San Salvatore, che le strutture esistenti (Pesaro Fano e Muraglia) siano in grado di rispondere adeguatamente alla domanda di sanità evitando inutili e pesanti pellegrinaggi fra le tre strutture esistenti (come purtroppo si verifica troppo spesso), anche attraverso una capillare campagna di informazione. In particolare, i servizi e le prestazioni sono erogate solo grazie alla professionalità e al sacrificio del personale dipendente, che spesso non può godere di riposi e ferie per coprire i turni di lavoro. Rivendichiamo un’organizzazione ed una differenziazione dei servizi tra i presidi di Pesaro e Fano vera e complessiva.Ribadiamo che la scelta annunciata di autorizzare e convenzionare una clinica privata a Fano va in direzione opposta alla valorizzazione dell'Ospedale di Fano. Dal punto di vista degli operatori registriamo da un lato un incremento di assunzioni di personale medico senza prevedere però un aumento del personale infermieristico. Chiediamo che al presidio di Fano venga data la possibilità di essere veramente il presidio ospedaliero di tutta la vallata, una vallata tra l’altro che vede già criticità nei due Ospedali di comunità di Fossombrone e Cagli e l’Ospedale di Pergola che, come già denunciato, nella messa in rete con Urbino è penalizzata. Rivendichiamo inoltre da tempo un confronto con l’Area Vasta 1 su questi temi magari già dal prossimo 22 novembre, data nella quale abbiamo già calendarizzato il presidio presso la sede dell’Area Vasta 1. Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare al iniziativa di sabato 18 novembre organizzata da CGIL CISL e UIL ed a sostenere le rivendicazioni affinché si possano veramente avere le risposte necessarie alla nostra sanità e ai nostri cittadini.
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13/11/2017 Tari gonfiata: Adiconsum e Adoc al fianco dei cittadini per ottenere i rimborsi
In questi giorni si sono rincorse sui media notizie relative all’errata applicazione della TARI da parte di molti Comuni italiani, con conseguente illegittimo esborso da parte dei cittadini. Il problema, sollevato dalla risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017, riguarda la corretta applicazione della Tari. Infatti la normativa prevede una quota fissa, correlata alla superficie e al numero degli abitanti, e una quota variabile, collegata soltanto al numero degli occupanti. La quota variabile, come precisato dal sottosegretario Baretta, va applicata una sola volta per ogni utenza tenendo conto della superficie totale dell’abitazione e a prescindere dal numero di pertinenze. In realtà molti Comuni hanno applicato la quota variabile sia all’abitazione che alle pertinenze, determinando così un pagamento gonfiato da parte dei contribuenti. Tuttavia non tutti i Comuni sono coinvolti; è dunque necessario in primo luogo capire quali sono i comuni marchigiani interessati dal calcolo errato della Tari, ed in tal senso Adiconsum Marche e Adoc Marche si stanno muovendo per reperire le necessarie e preliminari informazioni. Fermo restando che si auspica una soluzione unitaria a livello nazionale, si ricorda che in assenza occorrerà presentare richiesta di rimborso al proprio Comune o all’ente deputato alla riscossione per gli importi versati negli ultimi 5 anni. Se non si riceve risposta o in caso di risposta negativa è possibile presentare ricorso nei 60 giorni successivi alla Commissione Tributaria Provinciale. Adiconsum e Adoc intendono comunque rassicurare l’utenza, in quanto stante il termine dei 5 anni al momento non sussiste una condizione di “urgenza”.  Si invitano comunque tutti i cittadini coinvolti a reperire la documentazione relativa alla propria utenza TARI (avvisi di pagamento dal 2014 in avanti), e a rivolgersi presso le proprie sedi per ulteriori informazioni.
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13/11/2017 Sanità e territorio: presidio all'Ospedale San Salvatore di Pesaro
Dopo il presidio di sabato 11 novembre a Pergola, martedì 14 la mobilitazione di CGIL CISL e UIL farà tappa a Pesaro. Dalle ore 9, meteo permettendo, sarà organizzato davanti all’Ospedale San Salvatore un presidio con volantinaggio per informare e coinvolgere i cittadini sul futuro di questa struttura che vive già all’ombra del nuovo ospedale unico. Infatti, in attesa della definizione della costruzione del nuovo ospedale Marche nord i cui tempi e risorse sono tutt’altro che certi, è necessario che le strutture esistenti (Pesaro, Fano e Muraglia) siano in grado di rispondere adeguatamente alla domanda di sanità evitando inutili e pesanti pellegrinaggi fra le tre strutture esistenti,come purtroppo si verifica troppo spesso, anche attraverso una capillare campagna di informazione. Oggi stiamo rilevando che i servizi e le prestazioni sono erogati solo grazie alla professionalità e al sacrificio del personale dipendente, che spesso non può godere di riposi e ferie per coprire i turni di lavoro. L’organizzazione e la differenziazione dei servizi tra i presidi di Pesaro e Fano è stata realizzata solo parzialmente: emblematica è la situazione in cui versa il reparto di Medicina di Pesaro dove i posti letto sono prevalentemente utilizzati per ricoveri di pazienti non autosufficienti e non nei confronti di degenti che manifestano forme acute di malattia. Stanno inoltre aumentando le assunzioni di personale medico senza prevedere però un aumento del personale infermieristico. Come se non bastasse, la programmazione regionale non ha chiarito quale sia il ruolo dell'azienda ospedaliera all'interno di questa provincia, mentre appare chiaro il depauperamento giornaliero al quale assistiamo nell'Area Vasta e soprattutto nell'entroterra dei servizi sanitari e ospedalieri. Infine, la scelta annunciata di autorizzare e convenzionare una clinica privata a Fano va in direzione opposta alla valorizzazione dell'Azienda Ospedaliera Marche Nord. Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare alle iniziative organizzate da CGIL CISL e UIL e a sostenere le rivendicazioni affinché si possano veramente avere le risposte necessarie per la nostra sanità e per i nostri cittadini.
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09/11/2017 Continua la mobilitazione per la sanità: sabato 11 novembre presidio a Pergola
Dopo il presidio organizzato sabato scorso ad Urbino che ha visto il coinvolgimento di centinaia di cittadini, sabato prossimo la mobilitazione di CGIL CISL e UIL farà tappa a Pergola. Infatti dalle ore 9 sarà organizzato davanti all’Ospedale un presidio con volantinaggio per informare e coinvolgere i cittadini sul futuro di questa struttura che, insieme a Urbino, formerà un unico presidio sanitario che non darà risposte sufficienti alle esigenze della comunità. In particolare rivendichiamo il mancato rispetto della delibera della Giunta regionale n. 1345/13 relativa al riordino delle Reti Cliniche, nella quale per l’Ospedale di Pergola si stabiliva: 1. una chirurgia a ciclo lungo e breve con approccio multi specialistico; 2. una medicina generale 3. una riabilitazione intensiva Inoltre denunciamo queste gravi inadempienze: • Mancata programmazione per la chirurgia, per la quale si richiede inoltre la presenza continuata nelle ore diurne del servizio di anestesia; • La mancata attuazione della delibera 1345/13 relativamente all’applicazione delle reti cliniche, tenuto conto che su Pergola gravitano pazienti di un bacino di utenza piuttosto vasto. Occorre,inoltre, attuare il day surgery ortopedico e va garantito il servizio di Farmacia, nonché tutte le sostituzioni del personale medico, infermieristico e tecnico, a seguito di pensionamento . I servizi ambulatoriali debbono essere garantiti nel rispetto delle ore previste per ogni singola specialità anche per recuperare la forte mobilità passiva che causa pesanti disagi ai cittadini. Infine si segnala che a causa della conformazione geografica e della viabilità esistente, il presidio unico Pergola Urbino non è funzionale e crea pesanti disagi all’utenza nell’accesso alle cure. Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare alle iniziative organizzate da CGIL CISL e UIL ed a sostenere le rivendicazioni affinché si possano veramente avere le risposte necessarie alla nostra sanità e ai nostri cittadini. «Oggi giungono ancora gravissimi segnali e notizie di destrutturazione - dichiara Giovanni Giovanelli, responsabile della Cisl di Fano - Intervenga immediatamente l'assessore alla sanità della Regione Marche convocando  la dirigenza dell'Area Vasta per porre fine a questo silenzioso ma inesorabile stillicidio dell'organizzazione del presidio ospedaliero di Pergola, Tutte le promesse formali e gli annunci pubblici sono stati completamente disattesi».
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07/11/2017 Urbino 2: soluzione vicina o ennesimo annuncio?
Quanto riportato dalla stampa nei giorni scorsi in merito all’annosa questione del quartiere periferico di URBINO 2 , a Ponte Armellina e le dichiarazioni rese dal Sindaco di Urbino, Gambini, farebbero sperare che per questo pezzo di territorio urbinate e per i cittadini che vi abitano, sia vicina la soluzione che vada a superare, almeno in parte,lo scempio prodotto da un’antica speculazione urbanistica in quell’area. Come AST CISL di Urbino prendiamo atto, che, le Istituzioni (Comune, Regione ed Erap, in primis), dichiarano di portare a soluzione l’annoso problema del quartiere, attraverso un progetto di ristrutturazione edilizia, oggi figlio di paternità variegate e per anni di genitorialità negate. Siamo convinti però, che non basta avviare gli interventi per le soluzioni abitative (al momento la soluzione è solo per 2 blocchi su 4), occorre porre mano al superamento dei tanti disagi sociali che oggi vivono i cittadini immigrati e non. La situazione all’interno dell’abitato, diventa sempre più insostenibile e preoccupante stante, a quanto ci riferiscono diversi abitanti del quartiere e che noi in più di una occasione abbiamo segnalato in momenti di incontri con l’Amministrazione comunale, a causa dell’assenza di controlli che portano a sviluppare comportamenti libertari di alcuni a scapito di molti, il sorgere di infrastrutture non autorizzate e la presenza di persone irregolari (come riportato di recente dagli organi di stampa). «Siamo convinti - dichiara Leonardo Piccinno, responsabile della Cisl di Urbino - che occorre un piano di inclusione sociale che ponga la giusta attenzione ai bisogni dei cittadini e delle famiglie, una presenza costante ed assidua delle istituzioni preposte e la condivisione con le forze sociali di un percorso finalizzato ad una sempre migliore integrazione e qualità della vita». Per queste ragioni, come AST CISL di Urbino, sollecitiamo all’Amministrazione comunale ed al Sindaco Gambini, la costituzione di un incontro con tutte le forze sociali e sindacali per affrontare le tematiche sulla qualità della vita e della tutela pubblica nel quartiere di Urbino 2.
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03/11/2017 Area Vasta1: è l'ora della mobilitazione
CGIL CISL e UIL, unitamente alle rispettive federazioni dei Pensionati e le federazioni dei lavoratori del settore, vista la situazione di stallo creatasi nella sanità del nostro territorio, hanno deciso di mettere in campo per il mese di novembre una serie di iniziative per richiamare l’Area Vasta 1 sui temi da tempo portati all’attenzione della Direzione. Tale decisione scaturisce da un percorso che il sindacato sta facendo da mesi; già a luglio infatti vista la situazione in cui si trovava la sanità locale, abbiamo inoltrato la richiesta di audizione alla Conferenza dei Sindaci di Area Vasta 1, che poi l’11 settembre scorso, ci ha permesso di esporre, di fronte ai molti Sindaci presenti, tutte le evidenti criticità, dalla istituzione delle emergenza urgenza, all’intasamento dei Pronti Soccorso, alle liste di attesa bibliche con conseguente aumento della mobilità passiva, all’incognita del nuovo ospedale Marche Nord, agli ospedali di comunità che non partono, alla sanità sul territorio organizzata con diverse criticità dai distretti. Ora, speravano che in una assise così autorevole, la Conferenza dei Sindaci, dove erano presenti sia il Presidente Volpini, (con delega alla sanità), sia il direttore ASUR Marche Marini, nel quale abbiamo anche consegnato un’apposita memoria, si sarebbero presi impegni precisi dando così le risposte che riteniamo tutt’ora necessarie ai cittadini pesaresi. Purtroppo invece nulla. Dalla Direzione dell’Area Vasta nessuna risposta, così come dall’ASUR, nessuna presa di posizione, nessuna novità. Tutto ciò nonostante dai diversi Sindaci e Amministratori presenti avessimo avuto positivi riscontri e convergenze in merito alle questioni sollevate. È per questo che CGIL CISL e UIL della Provincia di Pesaro Urbino hanno deciso di organizzare una serie di iniziative al fine di richiamare i vertici della sanità pesarese e regionale sui problemi irrisolti. Le iniziative saranno itineranti sul territorio e si articoleranno con questo calendario: 1. sabato 4 novembre presidio ad Urbino con volantinaggio nei pressi dell’ospedale ed in città, 2. sabato 11 novembre presidio a Pergola con volantinaggio nei pressi dell’ospedale ed in città; 3. martedì 14 novembre presidio con volantinaggio nei pressi dell’azienda ospedaliera Marche nord; 4. sabato 18 novembre presidio con volantinaggio nei pressi dell’ospedale di Fano e in città; 5. mercoledì 22 novembre a Fano con un presidio e volantinaggio davanti alla sede dell’Area Vasta 1. Ulteriori presidi verranno organizzati negli ospedali di comunità a Fossombrone, Sassocorvaro e Cagli, le cui date saranno comunicate in seguito. Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare alle iniziative organizzate da CGIL CISL e UIL ed a sostenere le rivendicazioni affinché si possano veramente avere le risposte necessarie alla nostra sanità e ai nostri cittadini.
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30/10/2017 Sanità: inesorabile destrutturazione dei servizi territoriali nell'Area Vasta 1
Nei mesi scorsi la Cisl di Fano denunciò la scomparsa del servizio di fisioterapia e riabilitazione a Fano. Ad oggi, per il bacino di Fano, l’Area Vasta non eroga questo servizio e i cittadini, costretti pure ad essere accompagnati, devono recarsi in strutture private (30 euro per mezz'ora di trattamento fisioterapico) oppure vengono dirottati a pergola Fossombrone e Cagli. «Per anni si è discusso del nuovo ospedale unico come se la sua realizzazione risolvesse le grave carenze del sistema sanitario della nostra provincia - dichiara Giovanni Giovanelli, responsabile della Cisl di Fano -. Nel frattempo continua l’inesorabile spoliazione dei servizi sanitari territoriali pubblici a favore della sanità privata». Criticità che emergono anche nell'ambito del trasporto sanitario, finanziato in misura ridotta e affidato ai Comuni nella forma di trasporto sociale: «Un cittadino che ricorre alla dialisi o con altre patologie gravi e invalidanti necessità di un trasporto sanitario qualificato e svolto da personale debitamente formato - prosegue Giovanelli -. Il paradosso di questa vicenda è poi la grave scelta fatta: il trasporto sanitario verrà svolto non da ditte strutturate con dipendenti propri ma da associazioni di volontariato, con l’inevitabile licenziamento di 70 lavoratori. Gravissima scelta sia per la sleale concorrenza, dal momento che i volontari non sono dipendenti, sia per le gravissime ricadute occupazionali. È come su un comune decidesse di affidare il servizio mensa della scuola ad una associazione di volontariato». Altri segnali della destrutturazione del servizio sanitario pubblico arrivano dal comune di Terre Roveresche, costretto a convenzionare con risorse proprie un'automedica per l’inefficienza del servizio di emergenza-urgenza del suo territorio. «il bilancio della Regione nel comparto sanità  chiude in attivo - osserva Giovanelli - ma poi un sindaco è costretto con risorse proprie ad attivare un servizio di emergenza. Dove siamo finiti? Lungimirante il sindaco, gravemente deficitaria l’Area Vasta: non è possibile che il servizio sanitario regionale dell’emergenza-urgenza sia sostituito da  un servizio comunale». Molti altri sono i disservizi, come il continuo depotenziamento dei servizi ambulatoriali e dei punti prelievo: «In a alcuni casi,  come a Marotta, per un semplice prelievo del sangue è necessario fare tre viaggi - spiega il responsabile della Cisl di Fano -. I cittadini di Marotta sono costretti a recarsi a Mondolfo per la prenotazione, a Marotta viene effettuato il prelievo e a Mondolfo viene ritirato il referto. Questo incentiva il ricorso ai laboratori privati nei quali, paradossalmente, il servizio costa anche meno che nel settore pubblico». «L’Area Vasta - conclude Giovanelli - apra immediatamente al confronto con i sindacati e sveli realmente il suo modello di sanità, rafforzi i servizi territoriali ambulatoriali e specialistici e renda omogenea ed efficiente in tutto il territorio la rete dell’emergenza-urgenza. Basta con questo inesorabile declino del sistema sanitario pubblico».
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24/10/2017 Megas-Marche Multiservizi: superare la frammentazione, valorizzare l'occupazione
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro con il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, avente come oggetto la ipotesi di aggregazione della società Megas.net con Marche Multiservizi. Abbiamo chiesto con forza questo incontro per avere tutti i chiarimenti necessari su questo processo, dopo le anticipazioni e le polemiche che abbiamo letto sulla di stampa. In questo senso l’incontro è stato certamente positivo, perché abbiamo ricevuto spiegazioni dettagliate su vari aspetti della vicenda, e soprattutto rassicurazioni sul percorso che non potrà partire, senza le necessarie verifiche e approfondimenti, che saranno contenuti nel piano di fattibilità che la stessa Provincia dovrà produrre. Allo stesso tempo il Presidente Tagliolini ha assicurato che in caso di attivazione del processo di aggregazione, la Provincia attiverà un percorso di confronto e approfondimento con i soggetti sindacali e con gli alti soggetti rappresentativi interessati a tali dinamiche. Abbiamo ribadito al Presidente che il sindacato ha da sempre perseguito l’obiettivo di una razionalizzazione nella gestione dei sevizi pubblici locali non solo nel nostro territorio. Per noi questi processi, di natura anche industriale, generatori di economie di scala, creano le indispensabili premesse per giungere al contenimento delle tariffe, all’incremento degli investimenti, al miglioramento dei servizi erogati e la creazione di nuova occupazione, sempre più professionale, nell’auspicio che in questo modo si possa tendere a un modello di sviluppo locale improntato alla sostenibilità e alla qualità. Con questo approccio valutiamo l’ipotesi di unificazione tra Megas-Net e Marchemultiservizi su cui i sindaci si dovranno pronunciare e i vantaggi che ne possono derivare. Per questa visione di lungo periodo non abbiamo condiviso le prese di posizione di quegli amministratori che hanno intravisto nelle aggregazioni solamente l’occasione di fare cassa, anteponendo interessi contingenti a progetti di lungo periodo. CGIL CISL e le rispettive categorie, hanno ribadito con convinzione che il trasferimento delle quote di Megas-Net in Marchemultiservizi rafforzerà la presenza del pubblico in questa ultima società, dopo la corsa alla vendita di azioni da parte di alcune amministrazioni a cui abbiamo assistito nel recente passato e potrà essere l’occasione per ridefinire le regole di governance dell’azienda per renderla più sensibile alle istanze e ai bisogni del territorio. Nell’incontro abbiamo sostenuto che una nuova Marchemultiservizi, più patrimonializzata, più consolidata, potrà garantire una maggiore tutela delle professionalità che vi lavorano proiettandola in un ambito con maggiori prospettive di crescita. In questo modo si difendono gli asset dei comuni. I progetti che Megas-Net ha in corso in diversi comuni dovranno continuare con Marchemultiservizi, i servizi offerti nell’illuminazione pubblica e nel risparmio/efficientamento energetico potranno avere un nuovo impulso anche per la presenza di divisione dedicata a tale scopo presente nel socio privato, Hera. Inoltre, elemento tutt’altro che trascurabile per il sindacato, i dipendenti di Megas-Net avranno continuità occupazionale dopo le incertezze degli ultimi anni che ricordiamo hanno prodotto licenziamenti all’interno della stessa azienda. Lo stesso Presidente Tagliolini ha sottolineato che tale processo di aggregazione rientra entro quanto previsto dalla “legge Madia”, nonché da una prospettiva lungimirante avente come obiettivo di lungo periodo anche quello di salvaguardare l’azienda Megas-Net da rischi di carattere finanziario, anche alla luce di eventuali riduzioni sulle entrate prodotte dai canoni di concessione. Megas-Net è proprietaria delle reti del gas che non sono beni demaniali (in provincia ci sono già reti private di gas) ed è anche proprietaria di una sola condotta idrica (quella del Nerone) che per sua natura alla fine della concessione tornerà nella disponibilità dei comuni, come tutte le condotte idriche ivi comprese quelle che Marchemultiservizi sta realizzando nel territorio di sua competenza. Tutto questo dovrà essere appurato e approfondito nello studio di fattibilità per sgombrare qualsiasi dubbio su alcun processo di privatizzazione della risorsa idrica che ci vede come sindacato necessariamente contrari. Abbiamo ribadito alla provincia che tale aggregazione è senza dubbio imposta, non solo dal decreto Madia, ma soprattutto dal buon senso. Un incontro sicuramente positivo nel quale la Provincia ha sostenuto questa come una soluzione percorribile e che, una volta terminato il necessario approfondimento sulla fattibilità, sosterrà in Assemblea.
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13/10/2017 Marche Nord e Area Vasta, ancora troppe carenze. Cisl Pesaro-Fano- Urbino : "Il tempo dell'attesa è finito, senza risposte ci mobiliteremo".
A partire dal 14 ottobre negli Ospedali di Comunità verrà ridotto il servizio dei medici dipendenti, che non saranno più presenti nei giorni prefestivi. È quanto denunciano Alessandro Contadini e Maurizio Andreolini in rappresentanza della Cisl Fp Marche e della Cisl di Pesaro-Fano-Urbino, che mettono in luce i punti deboli della rete sanitaria di Marche Nord e dell'Area Vasta 1. «Ci tiriamo fuori dal dibattito politico, emerso di recente anche nell'ultima Conferenza dei Sindaci, che sembra ricondurre tutti i problemi della sanità in questa provincia alla collocazione del nuovo ospedale unico e allo spostamento della sede amministrativa dell'Area Vasta da Fano a Urbino - dichiarano i due sindacalisti -. Non sono questi i reali problemi della sanità, contraddistinta sempre più dal taglio dei servizi e dall'aumento della mobilità passiva, all'interno di un contesto in cui la dotazione di posti letto per il territorio di Pesaro-Urbino è la più bassa tra le province marchigiane». Nell'azienda ospedaliera Marche Nord «nonostante ci sta stato un aumento dell'attività e delle prestazioni chirurgiche programmate – premettono Contadini e Andreolini - l'integrazione tra gli ospedali di Pesaro, Fano e Muraglia è ancora sulla carta. I servizi e le prestazioni sono erogate solo grazie alla professionalità e al sacrificio del personale dipendente, che spesso non può godere d riposi e ferie per coprire i turni di lavoro. L’organizzazione e la differenziazione dei servizi tra i presidi di Pesaro e Fano è stata realizzata solo parzialmente. Emblematica è la situazione in cui versa il reparto di Medicina di Pesaro dove i posti letto sono prevalentemente utilizzati per ricoveri di pazienti non autosufficienti e non nei confronti di degenti che manifestano forme acute di malattia. Stiamo assistendo a continue assunzioni di personale medico senza prevedere però un aumento del personale infermieristico. La programmazione regionale non ha chiarito quale sia il ruolo dell'azienda ospedaliera all'interno di questa provincia, mentre appare chiaro il depauperamento giornaliero al quale assistiamo nell'Area Vasta e soprattutto nell'entroterra». La Cisl rileva che «l'ospedale di Urbino ha una carenza organica di posti letto e non è in grado di assorbire le richieste di tutto l'entroterra con l'attuale impostazione. A questo proposito, - proseguono Andreolini e Contadini - il tanto sbandierato potenziamento di 26 posti letto in più attraverso geriatria e medicina d'urgenza è ancora sulla carta. Il pronto soccorso, nonostante la recente ristrutturazione, non è in grado di rispondere a tutti gli accessi dell'entroterra, anche a seguito degli ibridi creati al posto dei punto di primo intervento, per i quali ancora non è chiara la denominazione (Pat, Acap), ma soprattutto non sono chiare le prestazioni erogate, creando così confusione tra i cittadini e di conseguenza accessi impropri ai pronti soccorsi. Nell'ospedale di Urbino mancano anche i responsabili medici in grado di dare una linea sicura ai principali reparti del nosocomio e attrarre le necessarie professionalità». L'ospedale di Pergola, organizzato come «presidio ospedaliero per acuti dalla programmazione aziendale regionale vive quotidianamente una continua spoliazione di servizi e prestazioni, tali da giustificare una riconversione nel breve periodo - è l'analisi dei sindacalisti Cisl -. Non solo non si sono attuate le delibere regionali che prevedono l'approccio multidisciplinare della chirurgia a ciclo breve, ma viene spogliata in continuazione anche dei servizi ambulatoriali, vedi Cardiologia ed Endoscopia. Pur avendo informato i vertici aziendali, ad oggi non abbiamo ricevuto risposte di alcun tipo». L’unione Urbino-Pergola come presidio per acuti, in considerazione dell’orografia, della pessima viabilità e della  distanza senza la necessaria funzione di filtro del nosocomio pergolese non può essere considerato funzionale per i cittadini dell’intera Valle del Cesano. Dal 1° gennaio 2017 gli ex ospedali di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro, sono di fatto ospedali di comunità, ovvero strutture territoriali che hanno perso ogni funzione ospedaliera. Premesso che ancora non è chiaro che cosa siano i posti letto di cure intermedie, la Cisl denuncia che in queste strutture non sono previsti neppure i servizi indicati dal Dgr 139 del 2016 che prevedono il potenziamento dell'attività ambulatoriale. Inoltre, «non risulta da nessun atto ufficiale, ma si fa sempre più insistente la voce di una gestione privatistica dell'ospedale di Cagli, e di quello di Sassocorvaro, dove è stata sospesa da inizio anno l'attività di Endoscopia. Sembra che entro la fine dell’anno Villa Montefeltro potrebbe gestire oltre all'attività chirurgica anche i servizi di Endoscopia e Radiologia, senza conoscere le ricadute sulla qualità dei servizi e su come smaltire le liste d'attesa. Nell'ospedale di Fossombrone non sono ancora stati attivati i 20 posti letto di cure intermedie, gestiti in convenzione con i medici di Marche Nord, per problemi di ammodernamento della struttura». Infine il nodo del personale medico dipendente nei giorni preferiali: «È arrivata una comunicazione dell'Area Vasta – riferiscono Contadini e Andreolini - con la quale siamo stati informati che a partire dal 14 ottobre, verrà ridotta negli ospedali di comunità la presenza del personale medico dipendente, che presterà servizio dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, e quindi non più nei giorni prefestivi, quando resterà in servizio il personale medico di continuità assistenziale. L'attuale organizzazione del sistema emergenza-urgenza (Potes, 118), non è sufficiente a garantire il diritto alla salute. Il tempo dell'attesa è finito. La Cisl, insieme alle altre organizzazioni sindacali, si mobiliterà nelle prossime settimane per tutelare una sanità provinciale equa e che dia risposte adeguate ai cittadini».
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05/10/2017 Evitiamo il baratro: sciopero nazionale dei lavoratori delle Province e delle Città Metropolitane
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano l'allarme per salvare Province e Città Metropolitane dal dissesto finanziario. Venerdì 6 ottobre si svolgerà lo sciopero nazionale del personale di questi Enti Locali che, senza un intervento urgente, rischiano di non riuscire a chiudere i bilanci, con grave danno per i lavoratori e per i cittadini. I sindacati di categoria hanno inoltre organizzato un presidio in Piazza Montecitorio. La scelta dello sciopero, per quanto gravosa per cittadini e lavoratori, è ormai inevitabile di fronte alla situazione che si è venuta determinando in questi anni per le Province e le Città Metropolitane. «Con la scadenza dei termini per l'approvazione dei bilanci degli enti locali - denunciano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl -, come accaduto negli ultimi anni, si apre per parte del sistema delle autonomie il grande rebus di come conciliare la crisi finanziaria con la garanzia di servizi ai cittadini». Ormai, infatti, aggiungono, «sempre più frequentemente il sistema di Comuni e soprattutto Province e Città metropolitane non riesce a chiudere i bilanci in regola. La violazione di vincoli di bilancio, infatti, comporta per questi enti piani di rientro che colpiscono immediatamente i cittadini attraverso l'incremento della tasse e, nei fatti, una riduzione della garanzia di diritti di cittadinanza fondamentali». Particolarmente delicata la condizione dei lavoratori: oltre al blocco del turn-over e la conseguente riduzione degli organici, scontano decurtazioni del salario, ritardi nei pagamenti dello stipendio, talvolta superiori ai sei mesi, e la mancata stabilizzazione dei precari. «Servono misure che evitino che a pagare il prezzo più grande della crisi siano i soggetti più deboli - proseguono i sindacati -.  Misure di buon senso soprattutto in una situazione per la quale la crisi finanziaria, come nel caso delle Province e Città Metropolitane, è frutto di scelte sbagliate che hanno deliberatamente impoverito questi enti». Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno chiesto, in occasione del presidio del 6 ottobre, un incontro con i Gruppi parlamentari di Camera e Senato per poter illustrare le ragioni dello sciopero e chiedere un urgente intervento legislativo a sostegno degli Enti Locali da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Anche nelle Marche scenderanno in sciopero i lavoratori delle cinque Province. Il perdurante impoverimento di questi enti, titolari di compiti fondamentali come la manutenzione delle strade e delle scuole ha non solo compromesso l'erogazione dei servizi ai cittadini, ma ha pesantemente penalizzato i lavoratori che hanno subito la decurtazione dei salari, il ridimensionamento degli organici ed un aumento costante del carico di lavoro stante il lungo blocco del turn-over. Allo sciopero parteciperanno anche i 364 lavoratori dei 13 Centri per l'Impiego, di cui 84 a tempo determinato. La Cisl ritiene fondamentale la stabilizzazione dei precari e le dovute risorse per garantire lo sviluppo professionale dei lavoratori e dei servizi. In ogni Provincia una delegazione di Cisl Cgil e Uil incontrerà nella mattinata di domani i Prefetti per illustrare le motivazioni della mobilitazione che in assenza di risorse nel Def proseguirà nelle prossime settimane. Le segreterie provinciali di Cisl Cgil e Uil sono state ricevute già oggi, giovedì 5 ottobre, dal Prefetto di Macerata d.ssa Preziotti per rappresentare suo tramite al governo la profonda difficoltà finanziaria in cui versano Province e Città metropolitane.
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04/10/2017 Cambiare le pensioni. Dare lavoro ai giovani
Oggi ad Ancona in oltre 300, tra quadri e delegati del lavoro pubblico e privato per l’avvio della campagna di informazione promossa da Cgil, Cisl e Uil sulle previdenza. Nel confronto con il Governo, per la cosiddetta “fase due”, l’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil è quello di ottenere risultati concreti sui punti fissati nel verbale firmato nel settembre 2016. La proposta unitaria è quella di superare alcune inaccettabili rigidità nell’accesso al pensionamento, favorire l’inserimento dei giovani e affrontare il tema dell’inadeguatezza degli attuali e futuri trattamenti pensionistici. La proposta presentata da Cgil, Cisl e Uil contempla una decina di punti tra i quali: 1. Il blocco dell’adeguamento dell’aspettativa di vita previsto per il 2018 e l’avvio di un confronto per la revisione dell’attuale meccanismo; 2. il superamento della disparità di genere e la valorizzazione del lavoro di cura; 3. il sostegno delle future pensioni, in particolare per i giovani, per aumentare la flessibilità nelle scelte individuali; 4. gli interventi per rafforzare la previdenza complementare; 5. la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; 6. il ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici ritornando al meccanismo di rivalutazione delle pensioni previsto dalla legge del 2000. I sindacati chiedono risposte precise al Governo in linea con gli impegni assunti con la sottoscrizione del verbale. In questa fase, Cgil, Cisl e Uil sono impegnate su tutto il territorio per informare e coinvolgere lavoratori e pensionati. In assenza di risposte, si intraprenderanno tutte le azioni necessarie. Manifestazioni territoriali organizzate da Cgil, Cisl e Uil sabato 14 ottobre, in tutte le province, davanti alle sedi delle prefetture: è la decisione assunta al termine delle riunioni dei rispettivi organismi delle tre organizzazioni sindacali, «a sostegno dei tavoli di trattativa in corso con il Governo», in vista della definizione della legge di bilancio, perché abbia «il carattere dell'equità e dello sviluppo». Cgil, Cisl e Uil chiedono, inoltre, «l'adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza». Secondo i sindacati, «una legge di bilancio che voglia avere il carattere dell'equità e dello sviluppo deve tenere conto di tali richieste, che Cgil, Cisl, Uil hanno avanzato ai tavoli di confronto». Pertanto, «la mobilitazione, capillare e diffusa, sosterrà queste rivendicazioni», concludono le tre confederazioni.  
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03/10/2017 Giornata dell' accoglienza ed integrazione dei migranti
«Sono passati quattro anni da quel tragico 3 ottobre del 2013 e dal barcone della vergogna con i suoi 386 morti al largo di Lampedusa per cui si sono indignate le nostre coscienze anche qui nelle Marche. - ricorda Cristiana Ilari, Segretaria della Cisl Marche -  Quattro anni di morti in mare e di salvati tra polemiche su Ong, trafficanti, frontiere, muri e fili spinati. Oggi in un clima di perenne scontro politico sul complesso fenomeno migratorio è altissimo il rischio di strumentalizzazioni demagogiche, di populismo che alimenta paura o di retorica disancorata dai contesti. - continua Cristiana Ilari - Senso di realtà e umanità, come richiama papa Francesco, siano le coordinate dell'azione oltre stereotipi e false percezioni. Anche qui nella nostra realtà marchigiana il fenomeno percepito non tiene spesso conto dei dati reali. » Nel 2016 gli stranieri (compresi i comunitari) nelle Marche sono 140. 341 su una popolazione di circa un milione e cinquecento quarantamila abitanti, di cui il 32% nella provincia di Ancona. «Nessuna invasione quindi, anzi molti immigrati contribuiscono con il loro lavoro regolare alla vita economica e sociale del nostro territorio, soggetto dal punto di vista demografico a un costante invecchiamento. - prosegue la Segretaria regionale - Tante le azioni a sostegno dell'integrazione messe in campo da Anolf Marche in collaborazione con le istituzioni locali e la Prefettura. «Un grande impegno quotidiano di integrazione e accoglienza, che Anolf sta portando avanti già da alcuni anni  anche nel nostro capoluogo di regione. - raccontano Neli Isaej, Responsabile Anolf Marche e  Alessandro Mancinelli, Responsabile della Cisl di Ancona - Orientamento e tirocini lavorativi,  corsi di italiano e di educazione alla convivenza civile,  sono solo  alcune delle  azioni di integrazione per i giovani migranti che sono in accoglienza nei nostri progetti .» «Nelle Marche buona è la collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni per lavorare su accoglienza e integrazione: solo insieme possiamo rendere la nostra comunità aperta, solidale e vitale nel rispetto della legalità. - conclude Cristiana Ilari  -  Per noi le priorità imprescindibili sono: Ius soli e ius culturae per gli immigrati residenti ormai integrati; politiche efficaci e azioni di rete per gestione dei flussi; accoglienza, formazione e integrazione; attenzione a non voltarsi dall'altra parte di fronte alle emergenze umanitarie, penso in particolare ai "campi di concentramento" in Libia.» Per la Cisl , come ha sottolineato  in una nota Liliana Ocmin, Responsabile Giovani, donne, immigrati della Cisl : «occorre  un vero progetto di governance del fenomeno che, sotto l’egida dell’ONU e con il contributo fattivo dell’Europa, punti, se non ad eliminare, a ridurre sensibilmente questi rischi senza però staccare lo sguardo dai diritti fondamentali delle persone. L’Italia sta lavorando in questa direzione, ma occorre fare di più. La situazione in Libia, dopo gli accordi con il nostro Paese, racconta una situazione al limite dell’umano. I campi di raccolta profughi sono per lo più “zone franche” dove spesso i diritti umani vengono ripetutamente negati e calpestati. Lo sa l’Italia, lo sa l’Europa, lo sanno tutti. Bisogna far presto e agire con assoluta trasparenza. Ogni giorno, ogni ora che passa si rischia di spegnere non solo le speranze di questa gente ma la loro stessa vita». Iniziative  nelle Marche : 3 ottobre ore 18,00 Tensostruttura del Lido di Fano: Anolf di Pesaro partecipa a Insieme per non dimenticare, preghiera per le vittime di tutte le stragi in mare e in terra da parte delle varie confessioni religiose.https://youtu.be/7fBOrX8aTZk 3 ottobre 2017 
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14/09/2017 Cancellati i voli per Roma: Aerdorica appesa a un filo
Un'altra tegola sul cammino accidentato di Aerdorica: Alitalia ha cancellato i collegamenti quotidiani tra il Sanzio e l'aeroporto di Fiumicino. A partire da ottobre, le Marche perdono il fondamentale cordone ombelicale con Roma, mentre la società che gestisce l'unico scalo regionale dovrà fare a meno di circa 800 mila euro di introiti annuali derivanti dai tre arrivi e tre partenze giornalieri assicurati dal vettore italiano. Un duro colpo che arriva mentre il Ctu nominato dal tribunale deve ancora stabilire se il piano industriale presentato dai vertici di Aerdorica sarà sufficiente a scongiurare il fallimento. Inevitabili le ripercussioni sul piano occupazionale: dopo cancellazione voli Falconara-Roma, l'amministrazione di Aerdorica ha proposto un ulteriore ridimensionamento dell'organico e l'attivazione di contratti di solidarietà più estesi: si passa dal 25 fino al 50% negli uffici e dal 10 al 35% tra gli operativi. «Siamo estremamente preoccupati perché la crisi Alitalia sta avendo ripercussioni dirette sull'aeroporto delle Marche - dichiara Roberto Ascani, segretario generale della Fit Cisl Marche -. Si intervenga per non isolare ulteriormente lo scalo, al quale verrebbe a mancare il collegamento con un hub internazionale e con le rotte intercontinentali». Tra le ipotesi per il rilancio del Sanzio, si parla di un possibile collegamento con Francoforte, con la cessione di alcuni slot a Lufthansa, «ma - avverte Ascani - non se ne parla prima del 2018». L'altra preoccupazione riguarda i livelli occupazionali: «La riduzione degli introiti - sostiene Ascani - genera un calo di attività e dell'occupazione che non possiamo accettare: occorre un'azione politica per dare una soluzione alle crisi del Sanzio e di Alitalia, stringendo al tempo stesso rapporti commerciali con altre compagnie per riportare l'aeroporto a un'operatività sufficiente, capace di generare valore per il territorio, i marchigiani e le imprese».
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13/09/2017 Anno scolastico al via tra novità e vecchi problemi irrisolti
Prima campanella dell'anno tra novità e vecchi problemi irrisolti. Anna Bartolini, segretaria generale della Cisl Scuola Marche, intervistata da Etv Marche Meno tempo pieno, scuole per adulti ridotte e segreterie scolastiche al limite: una riduzione dei servizi figlio di tagli all'organico.
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30/08/2017 Disagi per il pagamento delle pensioni nel Pesarese. La denuncia della Slp Cisl
La Slp Cisl denuncia le difficoltà che in questi giorni clienti e dipendenti di Poste Italiane affrontano riguardo al pagamento delle pensioni, con lunghe file agli sportelli. «A pagare il prezzo più alto sono sempre i cittadini residenti nell'entroterra, nei comuni più piccoli e il personale applicato nei relativi uffici» la conferma arriva dal sindacato di categoria. «Riceviamo lamentele dagli uffici di cluster B – spiega Andrea Bartolucci, segretario provinciale Slp Cisl – poiché, nei primi giorni di pagamento delle pensioni di settembre, la maggior parte di loro si troverà ad aprire gli uffici con una sola unità». È infatti del tutto evidente che sin dal giorno 1 settembre il personale sarà distaccato verso gli uffici maggiormente attenzionati o per i ricavi prodotti o per la presenza dei totem che regolano l'afflusso della clientela negli stessi uffici. Anche Dario Dominici, responsabile regionale della categoria, è critico: «Il personale in servizio è insufficiente per garantire qualità ai cittadini. Oltre a discriminare la clientela a seconda della propria residenza, si violano accordi sottoscritti e si crea disagio e danni al personale applicato negli uffici di livello B cui dovrebbero essere applicate almeno due unità». Per i due sindacalisti «aumentano l'esposizione ai rischi professionali, la difficoltà nella gestione delle comprensibili lamentele e i reclami dei clienti per code sempre più lunghe». Non ultimo, il danno per l'aumento del carico di lavoro «non riconducibile a picchi di lavoro, ma alla sistematica cattiva organizzazione del lavoro perpetrata dalla azienda che non gestisce il turnover». Infine il danno economico per i dipendenti: mentre gli operatori applicati negli uffici monounità percepiscono un indennità che compensa il disagio derivante dalla organizzazione del lavoro, quelli in servizio negli uffici di livello B si trovano a dover svolgere da soli le attività previste per due persone «senza che venga loro riconosciuta alcuna indennità – concludono Dominici e Bartolucci -. A loro rimane solo la beffa che deriva da tale organizzazione del lavoro».
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27/07/2017 Cambiare  le  PENSIONI. Dare lavoro ai GIOVANI
La continuità  dell'iniziativa sindacale per sostenere la fase due  del confronto con il Governo per cambiare le Pensioni e dare lavoro ai Giovani.  Scarica il Volantino  27/7/17
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24/07/2017 Sanità, la Cisl pesarese pronta al confronto
I sindacati  confederali di Pesaro- Fano- Urbino  chiederanno un incontro  alla Conferenza dei sindaci dell’ Area Vasta 1, dopo la  presentazione, nei giorni scorsi,  del documento unitario "Quale sistema salute e quale sanità nelle Marche"  che rappresenta una solida base e  un stimolo importante « per  avviare, a livello di area vasta pesarese - sottolineano, in una nota,  i responsabili della Cisl di Pesaro- Fano - Urbino - una serie di iniziative  da mettere in campo, unitariamente, già dalle  prossime settimane». Tante le difficoltà in cui versa la sanità del territorio a nord delle Marche,         « dalla mobilità passiva, che è di gran lunga più pesante rispetto alle altre aree vaste (pari al 30% dell’intera regione),  al  numero di posti letto, 2,7 per mille abitanti: un punto inferiore a quello previsto dalle norme.  - precisano  i responsabili  territoriali della Cisl -  La situazione ospedaliera, è  particolarmente penalizzante per i cittadini  delle aree interne,  vedi Urbino e la indefinita sorte di Pergola. - continuano - A tutto questo si sommano il mancato avvio strutturato degli ospedali di comunità e la carenza dei servizi di emergenza-urgenza, oltre alla questione Marche Nord,per la quale vanno chiariti  i tempi, i modi, il finanziamento ma anche come si articoleranno i servizi nella fase intermedia fra le tre strutture. » E' prioritario e strategico rendere pienamente attivi gli ospedali di comunità con il coinvolgimento dei Medici di base, avviando anche adeguati percorsi di aggiornamento e formazione; va definito il ruolo della sanità privata, intesa come complementare e non sostitutiva della sanità pubblica; va avviato rapidamente un piano di adeguamento del personale. « E' necessario mettere in atto iniziative unitarie - concludono i responsabili  territoriali  - assieme ai rappresentanti delle comunità locali, coinvolgendo i cittadini, per chiedere con forza alla Regione di rendere noto il progetto complessivo sulla sanità ed aprire un confronto aperto e condiviso» . 24/07/17
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20/07/2017 Quale sistema salute e quale sanità nelle Marche
Cgil Cisl Uil Marche denunciano l'evidente distanza che sussiste tra i bisogni di salute dei cittadini - che evolvono insieme ad un contesto demografico ed epidemiologico in cui aumenta l'incidenza della cronicità e delle fragilità - e le risposte che questi ottengono dal servizio sanitario marchigiano. In questo quadro risulta incomprensibile la costante indisponibilità della Regione Marche, dal 2015 ad oggi, al confronto con le parti sociali. Sul percorso di riorganizzazione della sanità regionale, in particolare, la Giunta ha azzerato l’interlocuzione e procede all’insegna della massima opacità e autoreferenzialità, omettendo sistematicamente tutti i dati e le informazioni necessarie a programmare e gestire il sistema sanitario. Una situazione particolarmente grave e inedita, specie rispetto alla necessità di dare applicazione ai nuovi LEA, nonché alla luce della drammatica condizione in cui versa il sistema socio sanitario nei territori colpiti dal sisma. Per queste ragioni CGIL CISL e UIL Marche, insieme alle rispettive Federazioni di Categoria e dei Pensionati, hanno deciso di avviare un percorso di mobilitazione su tutto il territorio regionale, col quale coinvolgere le comunità locali per provare a spezzare il pericoloso meccanismo autoreferenziale sul quale si è inceppato il governo della sanità marchigiana. Le priorità sulle quali va riaperto il confronto sono qui illustrate sinteticamente. Il potenziamento dei servizi territoriali (in particolare di quelli residenziali, diurni e domiciliari per anziani non autosufficienti), dell’integrazione socio sanitaria e della prevenzione, stante la riduzione dei posti letto ospedalieri per acuti, rappresenta la condizione indispensabile affinché la riorganizzazione costituisca una reale trasformazione del sistema, piuttosto che un semplice percorso di ridimensionamento dei costi e dell’offerta di servizi. Va portato a termine il percorso di riorganizzazione delle cure primarie, a partire dalla riconversione dei piccoli ospedali in Ospedali di Comunità e dallo sviluppo di un sistema articolato di Case della Salute. Strutture territoriali entrambe necessarie ad integrare quelle ospedaliere, ma rispetto alle quali vanno definiti con chiarezza le funzioni da svolgere, le attività da erogare ed un'equilibrata distribuzione sul territorio regionale. A partire da quelle legate all’emergenza territoriale, settore in cui preoccupa la riduzione degli standard garantiti dai Punti di Assistenza Territoriale, che dal 1 gennaio 2017 avrebbero dovuto sostituire tutti i Punti di Primo Intervento, ma che risultano ancora privi di un chiaro assetto organizzativo e professionale. Il sistema degli erogatori privati, in costante espansione nelle Marche, va governato lavorando in una logica di integrazione, e di non sostituzione, con l’offerta pubblica ed avviando percorsi di qualificazione delle condizioni economiche e normative dei loro dipendenti, da avvicinare progressivamente a quelle dei loro colleghi dipendenti pubblici. I tempi di attesa stabiliti dalla normativa nazionale sono oggi rispettati nelle Marche solo per una prenotazione su quattro circa. Al contempo aumenta la mobilità passiva, che oggi pesa sul sistema per quasi 50 milioni di euro. La sanità regionale sta perdendo attrattività, anche a causa di una riorganizzazione della rete ospedaliera che sembra basata su logiche più legate ad equilibri politici e ad interessi di parte, piuttosto che ai bisogni effettivi della popolazione, rilevabili e giustificabili in base a criteri demografici ed epidemiologici. È urgente definire con chiarezza il ruolo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Ospedali Riuniti di Ancona”, con particolare attenzione alle prestazioni di eccellenza da erogare, e più in generale il rapporto tra le Aziende ospedaliere e i Presidi ospedalieri dell’ASUR. Il risultato di gestione del Servizio Sanitario regionale (61,9 milioni nel 2015) è positivo solo sul piano strettamente economico, in quanto realizzato riducendo la qualità dei servizi e appesantendo le condizioni di lavoro del personale. Dal 2010 ad oggi nelle Marche si sono perse 722 unità lavorative con contratto a tempo indeterminato. Le limitazioni al turnover, il mancato adeguamento degli organici e il precariato diffuso portano all’aumento dei fenomeni di stress e di burn out conseguenti al sovraccarico di attività. Le 3.250 assunzioni vantate dalla Regione nel 2016 sono per lo più rappresentate da contratti a tempo determinato prorogati o attivati per coprire i pensionamenti. Assunzioni a tempo indeterminato si rendono invece necessarie per dare stabilità e continuità ai servizi e per garantire condizioni di lavoro che permettano di poter rispettare la Direttiva europea sugli orari. Un confronto con le Organizzazioni Sindacali di Categoria è quindi urgente per definire il fabbisogno di personale, reintegrare gli organici sguarniti, governare appalti ed affidamenti all’esterno, definire le risorse per la contrattazione decentrata, salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori delle cooperative sociali e completare il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari. https://youtu.be/l6fUk9JcmCE https://picchionews.it/attualita/quale-sistema-salute-e-quale-sanita-nelle-marche-cgil-cisl-uil-puntano-il-dito-sui-ritardi-delle-risposte-della-sanitahttp://www.centropagina.it/ancona/sindacati-nessun-confronto-la-regione-pronti-alla-mobilitazione/http://www.ansa.it/marche/notizie/2017/07/20/sanita-mobilitazione-cgil-cisl-e-uil_8fd6d071-18f8-44d4-8bf3-2ed337390c41.htmlhttps://www.cronacheancona.it/2017/07/20/sanita-sindacati-allattacco-azzerato-il-confronto-gestione-opaca-e-autoreferenziale/42984/http://timgate.it/home/attualita/regionali/foglia_img.html?contentId=ansa_awnp_timgate_item_7c4a3d0488ed6821494fdd579bf4ahttps://cingoli.virgilio.it/ultima-ora/sanit_mobilitazione_cgil_cisl_e_uil-52457119.html
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12/07/2017 NEET: 2000 in meno nelle Marche, giovani donne le più penalizzate
Quasi un quinto dei giovani marchigiani ha terminato o interrotto il ciclo di studi e non è inserito in percorsi professionali o di formazione: sono i NEET, la generazione apparentemente “perduta” che non studia, non lavora e non si forma per migliorare le proprie competenze e, di conseguenza, le opportunità di carriera. Dopo l’inesorabile ascesa degli anni 2010 – 2013, dovuta al peggioramento della crisi economica e ai suoi riflessi sul mercato del lavoro, si è registrato dapprima un timido cambio di tendenza, poi notevolmente accentuato tra il 2015 e il 2016: nell’arco di 12 mesi, infatti, i giovani tagliati fuori dai processi produttivi o formativi sono scesi di oltre 2100 unità, passando da 43.931 a 41.803, pari al 19,2% dei marchigiani tra i 15 e i 29 anni. È quanto emerge dall’analisi e rielaborazione dei dati Istat 2016 sui giovani Neet, dell’Ufficio Studi della Cisl Marche. I dati Istat, però, non sono per noi del tutto confortanti: se è vero, da una parte, che il dato marchigiano risulta inferiore alla media nazionale (24,3%), l’incidenza per genere dimostra ancora una volta la peculiare fragilità lavorativa e sociale delle giovani donne: nel 2016, il 22,1% delle marchigiane nella fascia d’età 15-29 anni non ha intrapreso percorsi professionali o di formazione, contro il 16,4% dei loro coetanei maschi. «I dati ci dimostrano che anche nella nostra regione il percorso di studi e di inserimento lavorativo delle ragazze è più accidentato. – afferma Cristiana Ilari, Segretaria regionale Cisl Marche - Sono le ragazze ad abbandonare di più gli studi e in più gli indirizzi scolastici e universitari privilegiati dalle ragazze presentano tassi di occupazione ridotti e salari modesti. Autostima, capacità e competenze vanno costruite nel tempo in modo coerente a partire dall'orientamento scolastico e più che mai occorre tenere alta la guardia contro i fenomeni di discriminazione». In generale per tutti il drop out che porta i giovani alla condizione di NEET può essere combattuto «valorizzando il sistema integrato di Istruzione e Formazione professionale e realizzando esperienze innovative nell'ambito del sistema duale con apprendistato di primo e secondo livello, come avviene in altri paesi europei. Solo una forte politica di progettazione e investimento che metta insieme tutte le energie buone degli attori sociali, imprese e sindacati, sistema scolastico ed enti di formazione con la regia dell'istituzione regionale – conclude Cristiana Ilari - può davvero rendere i giovani protagonisti del loro futuro».
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13/06/2017 Il diritto al lavoro per tutti: i giovani interrogano il sindacato
Sabato 17 giugno a Fossombrone si terrà l'incontro "Il diritto al lavoro per tutti: i giovani interrogano il sindacato", organizzato dalla Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, dall'Ufficio pastorale per i problemi sociali e il lavoro, dal Servizio diocesano di Pastorale Giovanile e da Progetto Policoro come iniziativa in preparazione della 48° Settimana Sociale dei Cattolici in Italia. L'evento sarà ospitato a partire dalle ore 17 nella Cripta di Sant'Agostino in via Matteotti, all'angolo con Piazza Dante. Ospite principale e relatore il professor Luigino Bruni, economista e docente dell'Università Lumsa di Roma. Il tema del lavoro come diritto di tutti sarà poi al centro della tavola rotonda che vedrà la partecipazione dei giovani del Progetto Policoro e della Pastorale Giovanile con Simona Ricci, segretario provinciale della Cgil, Giovanni Giovanelli, responsabile della Cisl di Fano, e Riccardo Morbidelli, segretario regionale aggiunto della Uil. Le conclusioni dei lavori saranno affidate al Vescovo di Fano, Mons. Armando Trasarti.  
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12/06/2017 Camera di commercio unica, Cisl Marche: ” Garantire l’occupazione dei dipendenti e i servizi sul territorio”
Con la   decisione di Unioncamere nazionale  di proporre una Camera di Commercio unica per le Marche,   sembra ormai  scontato che  il Ministero confermerà  questo orientamento. Si va verso un cambiamento radicale che può nascondere delle insidie, ma anche rappresentare un’ opportunità per le Marche. La vera sfida sarà la definizione  del modello della nuova Camera unica.   Secondo la  Cisl e la Fp Cisl Marche,  in questo scenario di cambiamento, «va prioritariamente tutelata l' occupazionale dei lavoratori delle cinque Camere di Commercio, dell'Unioncamere, ora in fase liquidatoria, e delle Aziende Speciali, in una ottica fondamentale di tenuta e miglioramento dei servizi al territorio quotidianamente erogati.» Un obiettivo che dovrà  vedere sinergicamente impegnati   parte sindacale e parte pubblica. «Accanto alla valorizzazione delle competenze del personale, riteniamo fondamentale che rimanga  la capacità di cogliere e sviluppare le potenzialità dei  territori ed esaltare le loro specificità. - sottolineano Cisl e Fp Cisl Marche - Una Camera unica Marchigiana per essere efficace deve dotarsi di un sistema in grado di garantire eque risorse e al contempo dare la possibilità ai  territori di individuare le peculiari priorità di investimento. Dopo un lungo e sfibrante dibattito sul numero di Camere di Commercio,  ora il sistema camerale marchigiano deve chiudere questa fase  e aprire un confronto con tutti gli attori coinvolti  per costruire insieme il nuovo modello.  - concludono -Come CISL non ci sottraiamo a questa sfida e confermiamo la nostra disponibilità ad offrire un contributo  per la costruzione di una Camera di Commercio che sia attenta ai lavoratori e vicina alle esigenze di sviluppo dei territori». 12/06/17
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06/06/2017 Tari in aumento al Comune di Fossombrone, critiche dai sindacati
Prosegue,  a   bilancio  2017 approvato, il confronto tra l'amministrazione comunale di Fossombrone e i sindacati territoriali di Cgil e   Cisl, dopo il primo incontro del marzo scorso sull'impostazione del bilancio preventivo  e su diversi temi riguardanti il lavoro, lo sviluppo, la gestione associata dei servizi, le politiche sociali e sanitarie e quelle tariffarie. Nell'occasione Cgil e Cisl hanno rinnovato le proprie critiche,  riguardo l'aumento della Tari  a discapito di tutte le utenze domestiche in un  territorio comunale servite da Aset. «Aumento - spiegano i sindacati - che va  dal 5,75% ( per una famiglia di due  componenti e una casa da 101 a 150 mq  la tariffa passa da 172,32  a 182,22 euro),   fino ad aumenti del 9,8% (per una famiglia di due componenti e una casa da  51 a 100 mq la tariffa passa da 136,82 a 150,22 euro).  Aumenti che non hanno riscontro in altri comuni della provincia di Pesaro - Urbino.  Il tutto, a detta dell'amministrazione, per favorire le imprese (utenze non domestiche) che beneficeranno di sostanziose diminuzioni. -  sottolineano  i sindacati - E' di circa 110 mila euro, infatti, la somma complessivamente caricata sugli aumenti alle famiglie, a favore degli “sconti” alle imprese. In un momento come questo, di grave e perdurante crisi, anche solo 20 o 30 euro in più a famiglia  pesano sul bilancio delle famiglie. - continuano - Se è pur vero che complessivamente la Tari applicata dal Comune resta inferiore a quella di comuni limitrofi, riteniamo comunque del tutto inopportuna una scelta simile e con aumenti importanti concentrati in un solo anno.» Per il resto, Cgil e Cisl hanno rinnovato la richiesta di istituire un fondo a sostegno del pagamento degli affitti e delle utenze per le famiglie colpite dalla crisi economica e con almeno un familiare in condizione di disoccupazione. L'Amministrazione si è impegnata in tal senso in sede di manovra di assestamento del bilancio. Entro giugno, inoltre, le parti si incontreranno per valutare congiuntamente l'ipotesi di bando di concessione della Residenza Protetta per Anziani, affinché possano essere salvaguardate le condizioni di lavoro del personale e garantite le migliori condizioni possibili per gli ospiti della struttura, «il nostro auspicio - secondo Cgil e Cisl  -  è che si diano finalmente certezze per il futuro alla struttura per anziani, dopo anni di incertezze e annunci andati a vuoto.» Il confronto è inoltre proseguito sui temi della gestione associata dei servizi, sulla questione sanità e sull'Ospedale,  a tal proposito le parti hanno condiviso le preoccupazioni sul futuro della struttura, e concordato  un apposito e specifico confronto sul tema. 5 giugno 2017
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16/05/2017 Sauro Rossi riconfermato al vertice della Cisl marchigiana
Si è concluso oggi il XII Congresso della Cisl Marche con la rielezione di Sauro Rossi al vertice regionale del sindacato cislino. La due giorni congressuale ‘Per la persona, per il lavoro, nelle Marche da Rigenerare’ che si è tenuta a Fermo ha visto la partecipazione di oltre 400 persone, tra invitati e delegati eletti, dalle 18 Federazioni sindacali di categoria della Cisl Marche, attraverso un percorso congressuale che è partito dalle centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio e che negli ultimi mesi ha coinvolto migliaia di lavoratori e pensionati, dato voce agli oltre 1500 rappresentanti Cisl nei luoghi di lavoro e ai 150.615 iscritti della Cisl delle Marche. Sauro Rossi sarà affiancato nella nuova segreteria da Cristiana Ilari e Marco Ferracuti. «Per la persona per il lavoro è il percorso che la Cisl ha scelto per questa stagione congressuale» ha esordito Gigi Petteni, segretario nazionale Cisl , in conclusione del XII Congresso Regionale Cisl Marche , portando i saluti della segretaria generale Annamaria Furlan. «Dobbiamo tornare a riflettere sul lavoro come condizione di vita. Oggi il lavoro viene percepito da tutti con maggiore insicurezza rispetto al passato: dobbiamo cogliere il disagio delle persone perché la crescita non può essere senza lavoro. È il lavoro che dà cittadinanza, non il reddito». Petteni ha ricordato , inoltre come la messa in sicurezza del paese sia una priorità, così come il rilancio della riforma del fisco a partire dalla lotta all’evasione e alla corruzione. Nelle Marche colpite dalla crisi e dal sisma servono «relazioni di qualità con tutti i soggetti per guidare lo sviluppo, altrimenti si rischia di governare un territorio al declino. È nostro dovere – ha concluso Petteni- creare le condizioni per abbattere le paure e costruire la speranza». Per rigenerare le Marche «è necessario e fondamentale responsabilizzare tutti i soggetti istituzionali e non, per un nuovo patto che coniughi lavoro, sviluppo e welfare - ha dichiarato Sauro Rossi, appena eletto - Il rilancio sociale, economico, produttivo della nostra Regione non può prescindere dal rigenerare le aree colpite dal sisma. Per guardare al futuro con speranza occorre investire in formazione e aprire canali di scambio con gli universi giovanili». L'ALBUM FACEBOOK DEL XII CONGRESSO REGIONALEIL XII CONGRESSO SU TWITTER RASSEGNA STAMPA   ANSAAGIANCONA TODAYCRONACHE ANCONACRONACHE MACERATESICRONACHE FERMANEVIVERE FERMOPICCHIO NEWSIL CITTADINO DI RECANATILA PROVINCIA DI FERMOhttp://www.laprovinciadifermo.com/index.php/fermo2/economiafermo/6019-mettere-in-sicurezza-il-territorio-e-creare-imprese-all-estero-al-fermo-forum-le-ricette-anti-crisi-e-protezionismoFM TV 
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15/05/2017 Per la persona, per il lavoro, nelle Marche da Rigenerare: Al via la prima giornata del XII Congresso Cisl Marche
‘Per la persona, per il lavoro, nelle Marche da Rigenerare’ è lo slogan che la Cisl delle Marche ha scelto per celebrare il suo XII Congresso regionale che si tiene a Fermo in questi giorni (15-16maggio). Un appuntamento importante nella vita del sindacato fondato da Giulio Pastore, perché fissa le basi dell’agenda politica della Cisl regionale e rinnova il gruppo dirigente per il prossimo quadriennio. «Abbiamo scelto di parlare di “Persona”, della sua unicità, intesa come fulcro di ogni intervento; di “Lavoro” perché è un tema fondante della nostra Repubblica ma anche perché concetto da riscoprire nelle sue varie dimensioni personali e collettive, strumento di autorealizzazione ed elemento che vivifica le comunità. E parliamo delle Marche, come realtà dove concretizzare l’azione, territorio dove costruire socialità e favorire lo sviluppo. Utilizzando la chiave della generatività perché dobbiamo essere capaci di proporre sempre “nuovi inizi”, favorire nuovi incontri, creare nuove alleanze». Ha esordito così il Segretario generale regionale uscente, Sauro Rossi, in apertura dei lavori congressuali. Presenti al Fermo Forum oltre 400 persone, tra invitati e delegati eletti, dalle 18 Federazioni sindacali di categoria della Cisl Marche, attraverso un percorso congressuale che è partito dalle centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio e che negli ultimi mesi ha coinvolto migliaia di lavoratori e pensionati, dato voce agli oltre 1500 rappresentanti Cisl nei luoghi di lavoro e ai 150.615 iscritti della Cisl delle Marche. «Le Marche hanno pagato il prezzo più alto di una crisi che si trascina da un decennio. Il settore trainante, il manifatturiero, ha perso il 25% della capacità produttiva, gli occupati complessivi sono calati, rispetto al 2008 di 32700 unità. La capacità di risparmio delle famiglie è scesa del 20%, la povertà assoluta è passata dal 5,8% al 7,6%. – ha sottolineato Sauro Rossi - Nel 2016, il tasso di disoccupazione generale è tornato sopra al 10%, e quella giovanile è cresciuta del 2,7%, arrivando al 25.3%. Gli occupati sono complessivamente calati di circa 5.000 unità, ma per la prima volta dopo tre anni è tornato a crescere, di circa 3.000 unità, il lavoro dipendente e la crescita del dato di occupabilità dei giovani laureati sembra aprire una tendenza nuova per il mercato del lavoro regionale. – ha continuato Rossi - Alla crisi si è poi innestata l’esperienza annichilente dei terremoti. Pensiamo che per rigenerare il futuro delle Marche ferite dal sisma sia determinante favorire- in una logica di complementarietà, integrazione e polivalenza- investimenti forti e lungimiranti nei settori strategici dello sviluppo locale. Va sostenuta e accelerata una ricostruzione, importante volano di sviluppo e lavoro, che finora ha stentato a decollare. – ha ribadito - Il rilancio sociale, economico, produttivo della nostra Regione non può prescindere dalla cura delle azioni necessarie per rigenerare le aree colpite dal sisma». Rossi detta le linee ed esorta la Regione ad «avviare un reale e concreto confronto, rivedere quell’approccio, che non crede al valore del dialogo con le parti sociali. Ora serve uno sforzo corale, teso a responsabilizzare tutti i soggetti istituzionali e non, occorre un nuovo Patto per coniugare lavoro, sviluppo e welfare nella nostra regione. Il percorso di ricostruzione, potrà essere di vera rigenerazione solo se si costituirà, a tutti i livelli, un laboratorio di partecipazione, dialogo e confronto, teso a dare una prospettiva concreta di lavoro a partire dai giovani».
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29/03/2017 Corso di preparazione al concorso per agente di Polizia Locale
La Federazione CISL Pubblico Impiego Marche-area Territoriale di Macerata e IAL Marche del CFP di Macerata comunicano l’avvio di un nuovo corso di preparazione per il superamento dei concorsi nelle Polizie Locali. In previsione degli sblocchi del turn over per le Polizie Locali, come previsto dal Decreto Sicurezza attualmente in discussione, si prevede nelle prossime settimane la pubblicazione di bandi emanati da vari Comuni. Il corso verterà sulle seguenti materie: diritto amministrativo; diritto penale; Codice della strada e regolamento di attuazione; Polizia dell’ambiente e del Commercio: pubblici esercizi e TULPS; Polizia edilizia e Polizia locale – legislazione nazionale e regionale. Sono previste 60 ore di lezione che si svolgeranno presso la Sede dello IAL Marche di Macerata, in Via dei Velini n. 52/B. Al termine del corso, previo superamento di una verifica finale, agli allievi sarà rilasciato un attestato valido ai sensi di legge, come titolo formativo per i concorsi pubblici. Negli anni scorsi numerosi giovani delle Marche sono stati in grado di superare brillantemente prove concorsuali grazie ai corsi organizzati dalle Federazioni della CISL Marche in collaborazione con IAL Marche. Il termine di scadenza delle iscrizioni è entro e non oltre il giorno 31 marzo 2017. Gli interessati possono rivolgersi alla Segreteria del corso presso la sede di IAL Marche di Macerata, in Via dei Velini 52/B (0733/240171 - 0733/261383 - moira.silvestri@ialmarche.it)
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11/03/2017 Urbino: confronto con il sindaco per rilanciare i servizi sociali
Si è svolto venerdì 10 marzo, su richiesta di Cgil e Cisl Urbino e delle Federazioni dei Pensionati Spi Cgil e Fnp Cisl, l’incontro con il sindaco di Urbino Maurizio Gambini sui temi relativi al confronto per la predisposizione delle azioni in favore delle famiglie meno abbienti, delle tariffe per gli asili, per i servizi comunali e quant’altro da inserire nel bilancio comunale e della situazione di stallo dell’ATS 1 di cui il comune è capofila. Alle richieste delle organizzazioni sindacali, rappresentate da Irmo Foglietta e Maurizia Ragonesi, per la Cgil, Leonardo Piccinno e Desi Goffi per la Cisl, il sindaco si è impegnato a convocare per sabato prossimo un nuovo incontro alla presenza sua e dell’Assessore ai Servizi sociali per incanalare un confronto serrato sui temi riguardanti le competenze del Comune in tema di servizi sociali, assistenza ai cittadini, alle famiglie in difficoltà sociale, ai disoccupati, agli asili nido ecc.. Per quanto riguarda invece, la situazione di stallo per l’ATS1, seguita all’allontanamento del coordinatore d’Ambito, Cgil e Cisl hanno posto l’accento, in particolare, sul fatto che questa situazione penalizza fortemente la condizione dei cittadini di Urbino e di tutti i comuni che fanno capo all’ATS e per questo non possono essere più rinviabili le scelte che la Conferenza dei sindaci deve effettuare, qualunque sia la scelta, alla sola condizione che chi dovrà essere assumerne la responsabilità abbia capacità, competenza e professionalità, dando continuità alla positiva esperienza fino ad oggi avuta dai sindacati con il precedente coordinatore. Su questo, il sindaco si è dichiarato concorde ed ha convenuto che nei prossimi 10 giorni si svolgerà la Conferenza dei sindaci per individuare la soluzione e, subito dopo, si attiverà per convocare, unitamente al nuovo coordinatore, una Conferenza dei sindaci dell’Ambito, così come richiesto dai sindacati, per affrontare gli impegni e dare continuità all’accordo sottoscritto tra Ambito e Parti sociali nel 2015, prorogato nel 2016, e che necessità degli opportuni adeguamenti legati ai nuovi bisogni delle comunità interessate, compreso uno dei punti più salienti dell’accordo: la predisposizione di un protocollo d’intesa sulla istituzione di una regola sociale di salvaguardia nei bandi gara per quanto riguarda la lotta al ricorso di pratiche illegittime.
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09/03/2017 Crolla ponte in A14 tra Loreto e Ancona Sud
Le segreterie di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal  Uil esprimono il massimo cordoglio e la massima vicinanza alle famiglie delle vittime del crollo del ponte su A14 -  tra Loreto e Ancona sud  - avvenuto nel primo pomeriggio di oggi. Con altrettanta forza i sindacati di categoria  esprimono preoccupazione per la condizione delle infrastrutture del nostro paese." Se non fosse bastato il terremoto - sottolineano in una nota - la dimostrazione lampante della fragilità e della debolezza del nostro paese emerge in tutta la sua drammaticità in quest’ultimo fatto di cronaca. Prima ancora di rintracciare le responsabilità, denunciamo la provvisorietà nel costruire e la scarsa attenzione al tipo di materiale, alle prassi e alle procedure di sicurezza. - continuano - L’incidente denuncia due tipologie di problemi che coesistono purtroppo nel nostro paese: da un lato il lavoro edile che è sempre più svilito, precario ed insicuro, dall'altro un sistema infrastrutturale indegno di un paese civile e che mette in pericolo anche il cittadino utilizzatore dello stesso.   Da tempo denunciamo i ritardi e i disservizi che si verificano su quei tratti di strada e gli aggiustamenti in corso d’opera che purtroppo contraddistinguono l’intera tratta.- concludono le segreterie di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal  Uil -Richiamiamo pertanto ciascuno alle proprie responsabilità e ci attiveremo da subito presso gli enti e i soggetti competenti per una riflessione a tutto campo sull'accaduto e per fare quanto nelle nostre possibilità, affinché non si registrino più episodi del genere."
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09/03/2017 Poste Italiane di Pesaro malore al CDM. Dominici, Slp Cisl Marche:“Necessaria la dotazione di defibrillatori”
 La Slp Cisl Marche, a poche ore dal malore di un dipendente di Poste Italiane presso il CDM ( Centro Distribuzione Master ) di Pesaro, dove questa mattina  è intervenuto il 118, scongiurando conseguenze importanti per la salute del dipendente,  rilancia la necessità,   già più volte  segnalata all’ attenzione aziendale, di dotare, almeno le più grandi strutture, di un defibrillatore. “ Anche il  personale del 118  intervenuto questa mattina  si è stupito per l’assenza di un defibrillatore in  un centro di distribuzione come quello di Pesaro dove lavorano poco meno di   150 persone” -  sottolinea Dario Dominici, segretario generale della Slp Cisl Marche e  Componente OPR per la sicurezza. I dati statistici confermano la gravità del problema e la esistenza di un fattore di rischio di non poco conto: il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro. Ciò equivale a dire che oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavoro. Sebbene l’attuale normativa relativa alla Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (Legge 81/08) non prevede la dotazione di defibrillatori semi-automatici da parte delle aziende, ma l’obbligo di formazione del personale al primo soccorso; la Legge 120 del 2001, (Utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero), conferma l’importanza della presenza sui luoghi di lavoro di personale addestrato e di dispositivi idonei a tutelare al meglio la salute dei lavoratori. Nondimeno l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) ha previsto una riduzione del premio INAIL per le aziende che adottano il defibrillatore e provvedono alla formazione del personale al BLS-D (Basic Life Support – Defibrillator), confermando nei fatti l’importanza della presenza del DAE come strumento principale di prevenzione delle morti bianche. “Invitiamo pertanto Poste Italiane Spa  a fare delle importanti valutazioni, considerando il defibrillatore alla stregua di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo di vitale importanza in presenza di una situazione critica all'interno dell’azienda,   considerato che in caso di arresto cardiaco un intervento non tempestivo può avere conseguenze irreparabili. Ricordiamo che  l’età media delle persone colpite è fra i 37 e 59 anni. Fascia di età che si conferma essere la più numerosa tra i dipendenti a livello nazionale e regionale. – sottolinea Dario Dominici -  E  soprattutto come Slp Cisl Marche riteniamo che Poste italiane possa fare uno “sforzo  economico” per salvaguardare la salute dei propri lavoratori visi i risultati economici recentemente conseguiti.”
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07/03/2017 La riforma sanitaria nella Provincia di Pesaro: il documento di Cgil Cisl e Uil
Riteniamo doveroso collocare le scelte di riforma sanitaria delle Marche nel quadro nazionale che, alla luce dalla Legge di Stabilità 2017, va ulteriormente precisato. Il fondo sanitario Nazionale per l’anno 2017, sulla base di quanto previsto dal Def salirà da 111 a 113 miliardi con un recupero di un miliardo rispetto alla previsione iniziale, ciò in conseguenza della forte pressione esercitata in sede di Conferenza delle Regioni. Tuttavia 1,3 miliardi sono quote vincolate per la copertura delle spese relative a nuovi farmaci, anche oncologici, per il piano vaccini e per le assunzioni; si ritiene, dunque, che tali risorse non riescano ancora a garantire le risposte ai bisogni di salute per tutte le macrovoci di spesa (prevenzione, ospedale e territorio). Negli ultimi anni i tagli alla spesa sanitaria unitamente alla crisi economica hanno determinato un aumento della spesa sanitaria privata e un sempre maggior numero di cittadini rinuncia alle cure e alla prevenzione. Per l’anno 2018 il Fondo Sanitario Nazionale previsto è di 114 miliardi, anziché 115, sempre con quote vincolate. Restano confermati i tagli previsti che le Regioni dovranno effettuare ed a tale proposito occorrerebbe aprire un confronto con la Regione Marche per mettere in trasparenza le scelte della Regione riguardo i fondi a disposizione per il Servizio Sanitario Regionale e i tagli che sono all’orizzonte. LA RIFORMA SANITARIA NELLA PROVINCIA DI PESARO Come CGIL, CISL e UIL esprimiamo forte preoccupazione per la situazione del servizio sanitario nel territorio provinciale pesarese e per la mancanza di un chiaro progetto che identifichi in maniera trasparente e condivisa un progetto di riforma e riassetto dei servizi sanitari. Sottolineiamo che, a partire dalla primavera dello scorso anno abbiamo, unitariamente, aperto il confronto attraverso assemblee territoriali sulla base di un documento rivendicativo e, dopo numerose sollecitazioni abbiamo avviato un confronto con le Direzioni dell’ Azienda Ospedaliera Marche Nord e dell’Area vasta 1, con l’obiettivo di comprendere i progetti delle due realtà sanitarie della provincia riguardanti la realizzazione della nuova struttura Ospedaliera, la attivazione degli Ospedali di Comunità, i servizi socio sanitari dell’entroterra, le questioni riguardanti il personale e il gravissimo problema delle liste di attesa e della mobilità passiva. Tale confronto, tuttavia si è praticamente interrotto per responsabilità delle due direzioni. Peraltro sulla stampa locale si leggono dichiarazioni di diversi politici regionali che sembrano, avanzare soluzioni affatto previste dalle stesse deliberazioni della Giunta Regionale, quali la gestione privatistica di ben due ospedali di comunità (Cagli e Sassocorvaro), mentre per Fossombrone continua una lenta agonia. Rete Ospedaliera È noto che, in attuazione del Decreto cd Balduzzi (DM 70/15) la Giunta regionale, con la Delibera 159/16 ha previsto la rideterminazione dei posti letto e la loro riduzione, modificando gli ex Ospedali di Polo di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro ( DGR 139/16) in Ospedali di Comunità trasformando, a decorrere dal primo gennaio 2017, i posti letto di lunga degenza in posti letto di cure intermedie. Ad oggi, questa operazione sembra essere stata definita solo sul piano formale, mentre si affacciano ipotesi di allargamento al privato, senza che sia chiarito né quale dovrà essere il suo ruolo né come si articolerà il rapporto con gli indispensabili e prioritari servizi pubblici. Mancano inoltre all’appello molti dei posti letto sia per acuti che di cure intermedie che erano pur previsti sia nella Dgr 735/13 che nella stessa Dgr 139/16. A tutto ciò va aggiunto che il territorio pesarese è quello che ha subito il più pesante taglio di posti letto, con forti penalizzazioni delle popolazioni dell’entroterra, dove l’Ospedale di Urbino mostra quotidianamente le sue insufficienze strutturali e di personale, mentre l’Ospedale di Pergola dopo un periodo di grave de-potenziamento, solo a seguito di una sentenza del TAR, recupera il suo Primario di chirurgia e, sulla base di dichiarazioni dello stesso Presidente Regionale, si appresterebbe a ricevere le risorse professionali necessarie per recuperare, almeno in parte la sua funzionalità, ma è tutto da verificare. Tutto ciò, comunque, risulta essere ancora insufficiente per dare le risposte attese ai cittadini del territorio collinare e montano, anche a causa della difficile viabilità. Non esiste, a tutt’oggi, un progetto per le post-acuzie e per le cure intermedie per le città di Pesaro e Fano, di Case della Salute neanche l’ombra: il tutto determina un gravissimo problema nei percorsi di dimissioni in particolare dai reparti di medicina e lungodegenza, già carenti di posti letto, con un gran numero di ricoveri impropri presso le Residenze Protette della costa. Sistema dell’emergenza e urgenza Riscontriamo ancora preoccupanti carenze nell’attuale sistema, soprattutto con riguardo alle aree interne, sia per quanto riguarda le postazioni, sia per la insufficienza del parco macchine che del personale. La chiusura dei Punti di Primo Intervento e la loro trasformazione in Punti Ambulatoriali Territoriali dal 1 gennaio 2017, questi ultimi ancora privi di un chiaro assetto giuridico, professionale, organizzativo e strutturale di carattere regionale, ha scaricato migliaia di accessi, anche impropri, presso il Pronto Soccorso di Urbino, già in sofferenza, e anche su quelli di Fano e Pesaro. Azienda Ospedaliera Marche Nord Prendiamo atto, anche con molte riserve, che il Presidente della Giunta regionale ha stabilito che il nuovo nosocomio sarà costruito a Pesaro, in località Muraglia, ed a tal fine è già stato previsto il finanziamento per la sua progettazione, inoltre, secondo quanto dichiarato dallo stesso Presidente, la costruzione sarà finanziata attraverso un contratto di disponibilità : con tale contratto si affida, a rischio e a spesa dell’affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell’amministrazione aggiudicatrice di un’opera di proprietà privata destinata all’esercizio di un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo. Dunque, di fatto la Regione contrae un debito che sarebbe interessante conoscere come, negli anni sarà onorato. Altre ipotesi sono o il “project financing” o il mutuo. Delle tre ipotesi sarà fatta un’analisi comparativa. In un solo anno siamo passati dall’ipotesi esclusiva del project financing fino all’apertura a tutte e tre le possibilità. Ci saranno altri cambiamenti?! Sempre a proposito di dichiarazioni e annunci, si legge che il Presidio Ospedaliero Santa Croce di Fano resterà Ospedale (quale tipologia non è dato sapere). Allo stesso tempo si ipotizza una clinica privata a Fano, perché la Regione sembra scommettere, nel senso proprio del termine siamo nel campo dell’azzardo, che solo una clinica privata possa combattere la mobilità passiva. Ma a quali criteri corrisponde questa programmazione. O è improvvisazione? In quale contesto e in quale Piano Sanitario si inseriscono queste scelte? I lavoratori e i cittadini hanno il sacrosanto diritto di conoscere, e di non farlo attraverso la stampa, quale sarà il futuro dei servizi sanitari del proprio territorio. Nel frattempo è necessario che le strutture esistenti siano in grado di rispondere adeguatamente alla domanda di sanità evitando inutili e pesanti pellegrinaggi fra le tre strutture esistenti, come purtroppo si verifica. Prendiamo sicuramente atto positivamente dei maggiori investimenti fatti sull’Azienda Ospedaliera, ma segnaliamo come, in particolare in tema di assunzioni, lo scarto tra numeri annunciati e realtà dei fatti è ancora alto e come queste maggiori risorse giungano dopo almeno 5 anni di tagli consecutivi e di promesse mancate. Liste di attesa e Mobilità Passiva Sono le due grandi emergenze che ancora attendono risposte significative. Per altro, i dati relativi a tale fenomeno sono incompleti a tardivi, ma resta il fatto che molti cittadini della nostra provincia sono troppo spesso costretti a rivolgersi alle strutture private a pagamento, o fuori regione, per potere usufruire di prestazioni specialistiche, e/o ricoveri ospedalieri ( questi ultimi anche per carenza di posti letto). Riteniamo altresì doveroso che sia affrontato il problema delle cure palliative pediatriche, tenuto conto delle disponibilità finanziare e logistiche per l’implementazione e l’avvio della struttura suddetta. Sono diverse decine i milioni che la nostra regione è costretta a spendere per pagare, ad altre regioni, le prestazioni che non vengono erogate nella nostra provincia. I piani per abbattere le liste di attesa sono risultati inefficaci o quanto meno parziali ed occorre fare investimenti sia in termini tecnologici che di personale, oltre a prevedere anche percorsi di appropriatezza da realizzare d’intesa con i medici di medicina generale. Riteniamo essere ormai tempo che si conosca il reale progetto sulla sanità del nostro territorio e non è più tollerabile che informazioni, spesso contraddittorie fra loro, siano affidate in maniera disarticolata a dichiarazioni estemporanee e senza che sia evidenziato il quadro generale entro cui costruire un nuovo modello di sanità, pur necessario. Occorre, dunque una programmazione sanitaria seria, trasparente e condivisa, pertanto, riteniamo non più rinviabile aprire una fase di confronto e di partecipazione, con le Istituzioni per conoscere: – il progetto complessivo che si intende realizzare per la sanità provinciale che, prima di ogni altra cosa, richiede un riequilibro dei posti letto, un investimento, in mezzi e risorse, sulla rete dell’emergenza/urgenza e la realizzazione delle Case della Salute, sempre annunciate ma mai realizzate. – il ruolo che si intende attribuire al privato, con una comparazione costi/benefici – con quali risorse si finanzierà il Nuovo Ospedale Marche Nord, – come si garantirà un adeguato servizio per i cittadini dell’entroterra, – quali sono le strategie per abbattere definitivamente le liste di attesa e la mobilità passiva. Attendiamo, al più presto l’apertura di un confronto che consenta alle parti sociali, ai lavoratori ed ai cittadini di confrontarsi e partecipare alle scelte per costruire una sanità in grado di dare le risposte che si attendono. Pesaro,2 marzo ’17. CGIL CISL UIL Segreterie e Coordinamenti Provinciali di Pesaro Urbino
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07/03/2017 Disoccupazione nelle Marche, Cgil Cisl e Uil: «Servono politiche innovative ed efficaci. La Regione cambi passo»
A circa 2 anni dall'insediamento della giunta regionale, è urgente aprire una riflessione seria sulla disoccupazione nelle Marche che ormai è strutturalmente intorno al 10% contro percentuali poco superiori al 3% a cui ci eravamo abituati . Non è pensabile affrontare la questione riproponendo i vecchi interventi del periodo pre-crisi. Oggi la complessità, la vastità e la diversità dei bisogni necessita invece misure più innovative e mirate in grado di dare risposte efficaci ai marchigiani più esposti alla vulnerabilità: disoccupati, lavoratori espulsi, giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e precari. In questo quadro, riteniamo che la Regione Marche debba svolgere un ruolo propulsore per mettere in campo una nuova generazione di politiche attive più efficaci e moderne. Questo ruolo deve essere svolto su due fronti diversi e complementari: sperimentare nuove misure più coraggiose ed incisive di politiche attive del lavoro e mettere a sistema in maniera strutturale la rete dei servizi per l’impiego. Dovranno essere garantite ai Centri per l’impiego pubblici dotazioni organiche e competenze del personale adeguate allo scopo di erogare servizi omogenei e di qualità. Al contempo riteniamo sia ormai il momento di mettere a sistema la cooperazione pubblico-privato ridefinendo il perimetro d’azione e il ruolo dei soggetti privati accreditati, che non sostituiranno i centri per l’impiego pubblici, piuttosto ne rafforzeranno la capacità di erogare servizi di qualità a chi cerca ed offre lavoro. Come sindacato, unitariamente abbiamo presentato alla Regione,da più di un anno, una proposta di sperimentazione che metteva al centro l'inserimento e il reinserimento lavorativo attraverso: orientamento, formazione specifica e accompagnamento al lavoro. Invece assistiamo solamente a bandi di tirocini e borse lavoro che se non accompagnati adeguatamente a misure per favorire l’incontro tra domanda e offerta rischiano di divenire, in un contesto di crisi accentuata, solo uno strumento di sostituzione di lavoro dipendente a tutti gli effetti o poco più di un mero sostegno al reddito per alcuni mesi. Occorre una nuova progettualità di politiche attive del lavoro, condivise tra tutti i soggetti istituzionali e sociali, per rigenerare la speranza a migliaia di marchigiani più esposti alle conseguenze della crisi: giovani, donne, lavoratori espulsi e precari. 
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03/03/2017 8 Marzo 2017, Le donne sono il cuore dell'economia europea #NoViolenza #Paritàsalariale
La Cisl, in vista delle celebrazioni per la Giornata Internazionale delle Donne dell'8 Marzo, aderisce,  insieme agli altri sindacati,  alle iniziative promosse dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES) al fine di unire tutte le forze sindacali europee per dare maggiore incisività alla loro azione dentro e fuori i singoli confini nazionali. Lo slogan “Le donne sono il cuore dell’economia europea” è stato rafforzato con l’uso degli hashtags #Noviolenza e #Paritàsalariale  per richiamare ancora una volta l’attenzione delle istituzioni e del Governo su questioni che oltre a ledere i diritti delle donne nell'immediato ne protrae gli effetti negativi nel tempo. In media in Europa le donne guadagnano il 17 per cento in meno rispetto agli uomini. Uno dei motivi è che le donne hanno più difficoltà a conciliare impegni di lavoro e familiari. Di conseguenza, sono loro soprattutto a scegliere il lavoro a tempo parziale e a interrompere continuamente la propria carriera, con conseguenze dirette e deleterie sui salari. Il gender pay gap rimane, dunque, un tema cruciale per il sindacato nella lotta contro le discriminazioni legate al genere, tenuto conto del fatto che una sua sostanziale riduzione, oltre a rilanciare i consumi e l’economia, eliminerebbe un’altra disparità, direttamente collegata alla prima, il gap pensionistico che vede nel nostro Paese le donne percepire un assegno di pensione inferiore di circa il 30% rispetto agli uomini.
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14/02/2017 Diritto allo studio: gestione diretta dei servizi e articolazione sul territorio
Riforma del diritto allo studio: le organizzazioni sindacali delle Marche sostengono convintamente la costituzione dell'ERDIS, come Ente unico regionale con la sua natura di Ente strumentale della Regione, con responsabilità di gestione diretta dei servizi. Questo impianto garantirebbe il rispetto di quanto previsto dalla recente Legge di stabilità e permetterebbe l'opportuna razionalizzazione e armonizzazione delle procedure, con le relative economie di scala. Per garantire efficacia agli interventi l'ERDIS dovrebbe, ovviamente, articolarsi in strutture territoriali (presidi?) che consentano sul piano organizzativo di soddisfare le peculiari necessità delle sedi universitarie. In coerenza con quanto detto, per ciò che attiene alle modalità gestionali, va radicalmente rivisto quanto previsto dall'Art. 7. Il futuro ERDIS deve diventare perno del sistema di gestione dei servizi di cui all'art. 3. In ogni realtà territoriale, in stretto raccordo con gli Atenei, andrà valutato cosa l'ERDIS riesce a coprire attraverso la gestione diretta e in via complementare, ricorrere alle convenzioni per assicurare la copertura piena dei servizi di cui all'articolo sopracitato. Questo impianto consentirebbe di valorizzare le fondamentali sinergie tra ERDIS ed Università evitando il ricorso alla formula dell'assegnazione funzionale del personale che, in tale contesto, rischia di essere di difficile e problematica regolamentazione. Oggi i lavoratori dell'Ersu e le associazioni studentesche hanno dato vita a un presidio davanti alla sede della Regione Marche. «La riforma del diritto allo studio è insoddisfacente. Si ad Ente unico, ma senza gestione diretta non potrà esserci uniformità nei servizi» ha dichiarato Sauro Rossi, segretario generale Cisl Marche, in un tweet al termine dell'incontro dei sindacati con i componenti della I Commissione del Consiglio Regionale. Riforma diritto allo studio #marche insoddisfacente. Si ad Ente unico ma senza gestione diretta niente uniformità nei servizi.@cislmarche pic.twitter.com/9GJVSQ63Kf — Sauro Rossi (@Saurross) 14 febbraio 2017
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02/02/2017 Sauro Rossi, è il nuovo segretario della Cisl Marche
Cambio al vertice della Cisl Marche, Sauro Rossi, è il  nuovo segretario generale della Cisl marchigiana. Eletto  all'unanimità dal Consiglio generale,  nella mattinata di oggi  a Civitanova,  alla presenza della leader nazionale Annamaria Furlan. Subentra  a Stefano Mastrovincenzo  nominato lo scorso 17 gennaio  a Roma,  Amministratore unico di Ial Nazionale. Un avvicendamento «all'insegna della continuità - come ha sottolineato Rossi a margine della giornata  - con la necessità di tenere alta l’attenzione su alcune priorità per i nostri territori: in particolare il sostegno alle popolazioni colpite dal sisma,  la discussione sulle strategie di sviluppo da adottare per dare un nuovo impulso all'economia marchigiana e futuro ai nostri giovani soprattutto per quelli in cerca di occupazione, oltre alla tutela di un welfare che è chiamato a rispondere all'allargamento della vulnerabilità per tante persone e per tante famiglie». Sauro Rossi,  nato e residente ad Urbania, 52 anni,  dall’aprile 2013 ad oggi  ha ricoperto la carica di segretario della Cisl Marche con delega al welfare, alla contrattazione sociale e alla sicurezza sul lavoro. In precedenza è stato al vertice della  Cisl provinciale di Pesaro. «La Cisl delle Marche ha chiesto a Sauro Rossi di raccogliere il testimone  e proseguire lungo questo percorso. – ha  esordito nella sua relazione conclusiva Annamaria Furlan -  Sono convinta che  la continuità garantirà  attenzione e impegno  nei confronti dei tanti problemi che siamo chiamati ad affrontare soprattutto nelle Marche duramente colpite». Al fianco di Sauro Rossi, riconfermati i segretari regionali Mariella Tonti, Alfonso Cifani, e Marco Ferracuti http://www.altrogiornalemarche.it/2017/02/sauro-rossi-segretario-generale-della-cisl-marche/  https://montefano.virgilio.it/notizielocali/cisl_marche_sauro_rossi_il_nuovo_segretario_generale-50904783.html http://www.anconatoday.it/economia/sindacati-cisl-marche-sauro-rossi-segretario-generale.html http://m.cronachemaceratesi.it/2017/02/02/cisl-marche-sauro-rossi-nuovo-segretario-furlan-dopo-il-sisma-serve-stabilita-per-ricostruire/920018/ http://www.cronacheancona.it/2017/02/02/cisl-marche-sauro-rossi-nuovo-segretario-furlan-dopo-il-sisma-serve-stabilita-per-ricostruire/10969/ https://www.cisl.it/primo-piano/4708-conti-pubblici-l-europa-sbaglia-non-puo-ignorare-l-emergenza-terremoto-l-accoglienza-dei-profughi-e-il-problema-della-crescita.html http://www.centropagina.it/rossi-per-le-marche-politiche-attive-sul-lavoro-e-salvaguardia-del-welfare/
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01/02/2017 Stefano Mastrovincenzo ospite a Tgr Rai Marche
Il segretario generale della Cisl Marche Stefano Mastrovincenzo  in diretta al TGR RAI Marche per parlare di territorio, lavoro, formazione, giovani e ruolo del sindacato.   Il segretario generale uscente intervistato da Lucio Cristino, Etv Marche:           1/2/2017
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27/01/2017 27 Gennaio Giorno della Memoria
«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che "ogni straniero è nemico". Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano.»  tratto da Se questo è un uomo, Primo Levi , 1958 Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via. Primo Levi
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09/01/2017 Il lavoro e l'economia al centro
Il lavoro e l’economia al centro! Di questo si parlerà nell’iniziativa che  si terrà giovedì 12 gennaio alle ore 21 presso la nuova Sala parrocchiale di Cuccurano di Fano .Il lavoro e l’economia sono, infatti,  spesso al centro della nostra vita e delle nostre riflessioni, condizionano le nostre relazioni sociali, le relazioni familiari, i nostri ritmi e tempi di vita quotidiana. “Oggi più che mai il lavoro diventa parte della propria identità, - afferma Giovanni Giovanelli  responsabile Cisl di Fano - e per chi non ce l’ha – e lo sta cercando – diventa fonte di ansia e di preoccupazione circa il proprio futuro”.Il lavoro, e più in generale l’economia, sono spesso fonti di gravi problemi e contraddizioni, sia a livello nazionale che internazionale. A queste contraddizioni, così come a tutti gli altri interrogativi collegati ai temi del lavoro e dell’economia, il pensiero sociale cristiano, noto sotto il termine tecnico di “Dottrina Sociale della Chiesa”, ha dato risposte e indicazioni importanti, ma troppo spesso ancora poco conosciute.Per questo motivo verrà realizzata una serata in cui verranno letti alcuni brani del pensiero sociale cristiano sul lavoro e l’economia, accompagnati – per rendere più leggera e piacevole l’ascolto – da canzoni e brani musicali.Sarà una piccola “maratona di lettura”, introdotta dal  Vescovo Mons. Armando Trasarti, e le cui conclusioni sono affidate a Don Walter Magnoni direttore regionale dell’ufficio di pastorale sociale e del lavoro della Lombardia e della Diocesi di Milano.L’iniziativa sarà condotta da Davide Cecchini con l’accompagnamento musicale del gruppo “I Frammenti di Suono” e della sassofonista Valentina Darpetti.  
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07/12/2016 Cagli: assemblea sulla sanità
Organizzata dai sindacati, si è svolta il 5 ultimo scorso, una assemblea aperta  per affrontare la situazione dell’Ospedale di Cagli e dell’insieme della sanità della provincia di Pesaro.Di fronte ad una significativa presenza di lavoratori e cittadini, ed al sindaco Alberti, i tre rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, Simona Ricci, Gabrio Tonelli e Laura Biagiotti, hanno manifestato la preoccupazione per le notizie apparse recentemente  riguardanti il nosocomio di Cagli e  della sua trasformazione in Ospedale di comunità, con affidamento al privato della gestione dei servizi.L’accusa che i Sindacati rivolgono ai responsabili regionali riguarda la mancanza di confronto con le parti sociali, una politica degli annunci che crea allarmismo e confusione e la inesistente condivisione delle scelte annunciate.Da tempo le Organizzazioni sindacali chiedono chiarezza su alcuni punti fondamentali: Quale è il disegno complessivo e l’assetto che si intende dare alla sanità del nostro territorio, Quale ruolo dovrà avere il privato, posto che la sanità pubblica deve restare centrale nell’offerta dei servizi, Come si intende intervenire per affrontare il grave problema della mobilità passiva, che costringe i cittadini a rivolgersi sempre più spesso presso strutture fuori regione, con gravi disagi anche di ordine economico. Il Sindaco, nel suo intervento, ha confermato che ufficialmente sono stati attribuiti al privato, dieci posti letto dell’ospedale Celli e alcuni ambulatori, ma quanto alle altre notizie apparse sui giornale non risulta nulla di ufficiale.Ciò conferma il grave stato confusionale della politica sanitaria e l’esigenza di aprire un confronto ampio con  le Istituzioni e con le Parti Sociali.In particolare, è stato da tutti sottolineato, come a poco più di 20 giorni dall'entrata a regime della DGR 139 sugli ospedali di comunità delle Marche che, lo ricordiamo, prevede tra le altre cose la chiusura dei Punti di Primo Intervento Territoriali senza che a tutt'oggi esistano atti amministrativi e organizzativi che  definiscano con puntualità il funzionamento degli ambulatori territoriali, peraltro aperti solo di giorno, come manchi qualsiasi informativa sia agli operatori che ai cittadini.L’assemblea si è conclusa con l’impegno di verificare, in occasione dell’incontro del 16 dicembre prossimo,  nel merito la situazione con il dr. Fiorenzuolo, direttore di Area vasta e con la Dr.ssa Capalbo direttrice di Marche Nord e mantenere aperto  il confronto ed il dialogo con i lavoratori ed i cittadini per verificare assieme le eventuali iniziative da assumere . 
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25/11/2016 25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
Con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale dell'ONU ha designato il 25 novembre Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Ogni data ha una storia e ripercorrerla brevemente spesso dà alle cifre di cui è composta volti e corpi che la rendono meno astratta e formalmente celebrativa. Non vogliamo che il 25 novembre sia solo una ricorrenza dietro la quale esaltarci o nasconderci rispetto alla quotidianità. Una sorta di rito collettivo fatto di iniziative interessanti e emozionanti a cui senz'altro partecipare e aderire ma che a volte hanno "il fiato corto" se non c'è la consapevolezza che poi la partita vera si gioca nelle nostre scelte e necessità, nel nostro impegno e anche nel nostro disimpegno, nel nostro tempo pieno delle azioni e delle relazioni. La data del 25 novembre fu scelta da un gruppo di femministe latinoamericane a Bogotà nel 1981: è la data dell'assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal ad opera del Servizio di informazione militare del dittatore dominicano Trujillo; mentre si recavano a far visita ai mariti in prigione, le tre donne furono rapite, torturate, massacrate e poi gettate in un precipizio. La narrazione ci restituisce accanto all'immagine della violenza brutale, quella del coraggio di queste tre donne rivoluzionarie; ci parla di amore per la libertà, per i loro compagni, per il loro paese. Ancora oggi violenze private e violenze pubbliche, in famiglia, sul lavoro, nelle guerre e nel fondamentalismo religioso, in usanze che non possono essere rispettate perché violano i diritti umani, segnano il corpo e l'anima delle donne spesso bambine, come l'infibulazione. E' di questi giorni la notizia del disegno di legge in Turchia che sospende i processi per chi, dopo aver abusato di una minore consenziente, (leggi "venduta" dalla famiglia) accetta le nozze riparatrici con la sposa bambina seviziata nel corpo e nell'anima. Quanto avviene in Turchia ci riguarda, come ci riguarda quanto avviene nei paesi in cui lo stupro, la sevizia, la tortura fisica e psicologica sono usate come armi politiche e militari. Ascoltiamo la TV, leggiamo le notizie che rimbalzano sui social e non sempre pensiamo che le donne respinte a Gorino sono le stesse donne che subiscono molestie, violenze, soprusi per cui abbassiamo lo sguardo o alziamo la testa in un moto di indignazione. La violenza ha mille volti e mille luoghi, dovremmo ricordarlo. In questo tempo in cui qualcuno parla di muri, un libro forte, potente scritto da una donna che racconta una donna ci invita a sollevare lo sguardo verso l'altro. La storia di Brigitte che ci racconta Melania Mazzucco in "Io sono con te" è una storia di perdita e di ritrovamento con al centro, appunto, una donna che, scappata dal Congo e dalla violenza, arriva in Italia ferita, persa, separata da se stessa e dai suoi figli. Dopo aver vissuto l'esclusione sopravvivendo per strada, in una Stazione Termini che diventa il luogo della disumanizzazione, Brigitte, rinasce attraverso l'accoglienza. Melania Mazzucco ci mostra come in uno specchio se stessa e noi stessi raccontando Brigitte e ci dice che l'unica via buona per opporsi alla violenza è quella dell'incontro, della relazione, del riconoscimento: "Ancora non so se riuscirò a scrivere la sua storia. Ma sono sicura che, se potrò farlo, sarà solo perché lei sarà stata se stessa con me, e anch'io con lei. Allora io potrò anche essere lì e trovare le parole". La violenza ha mille volti, mille luoghi. Dieci milioni, secondo l'Istat le donne che hanno subito violenza sessuale, fisica o psicologica nel corso della loro vita. In Italia la casa, le mura domestiche, la strada ma anche il posto di lavoro possono essere i luoghi della violenza di genere. Come Sindacati abbiamo voluto proprio focalizzare questo tema. Il lavoro che dovrebbe essere il luogo del "riscatto" (in alcuni contesti la violenza domestica si nutre anche del ricatto economico e la donna soggiogata è una donna spesso priva di lavoro, "dipendente" economicamente socialmente e psicologicamente dal proprio compagno), dove le donne possono realizzare il proprio talento o comunque rendersi autonome, a volte diventa invece luogo di violenza dove le donne possono subire il ricatto e la molestia legati al nesso contratto-permesso di soggiorno se sono immigrate o la molestia sessuale legata al ricatto lavorativo o un linguaggio offensivo e mortificante o mobbing o discriminazione e disuguaglianza lavorativa. I Sindacati e Confindustria stanno lavorando anche nel nostro territorio marchigiano ad accordi contro le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro. Non vogliamo si tratti solo di una dichiarazione di intenti ma di uno strumento per rendere visibile ed attiva nelle aziende la rete del territorio (dalle Consigliere di parità alle associazioni) nell'opera di sensibilizzazione, informazione, formazione per la prevenzione e la denuncia dei casi: perché la giornata del 25 novembre non sia solo una celebrazione ma un'occasione per condividere il nostro impegno di tutti i giorni. PUBBLICATA LA CIRCOLARE INPS SUL CONGEDO INDENNIZZATO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA Il Jobs Act ha introdotto alcune novità al Testo Unico di Tutela della maternità e paternità approvate con DLgs n. 80 del 15 giugno 2015, tra queste la norma sui congedi per donne vittime di violenza. Si ricorda che il congedo in questi casi è previsto per tre mesi, è fruibile a giornate o ad ore, secondo i contratti collettivi nazionali. È garantita la retribuzione. La Circolare INPS: cir. 65/16 del 15 aprile fornisce le istruzioni per usufruire del congedo indennizzato. Le istruzioni sono riferite alle lavoratrici del settore privato, sia per il pagamento delle indennità sia per gli aspetti correlati alla contribuzione figurativa. Le lavoratrici del settore pubblico, alle quali l’indennità per il congedo in questione è corrisposta dall’Amministrazione di appartenenza, secondo quanto previsto per i trattamenti di maternità, sono contemplate per gli aspetti che riguardano la copertura figurativa dei periodi di congedo fruiti. Infine le lavoratrici con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, sono contemplate dall’art. 24 in argomento solo ai fini del riconoscimento di un diritto alla sospensione del rapporto di collaborazione a cui non corrisponde però un diritto all’indennità (comma 2 dell’art. 24 cit.). SESSISMO, LE PAROLE SONO PIETRE Il maschilismo non si manifesta solo nell’aggressione fisica, ma in tanti i piccoli atteggiamenti della vita quotidiana che relegano la donna ad un ruolo prestabilito e non gratificante. Sono le parole a svelare questo tipo di sguardo sulla società, le parole che ci vengono rivolte a casa, al lavoro, a scuola e nei posti più disparati. A volte restano parole, ma più spesso determinano vere e proprie situazioni di disagio, sminuendo una donna rispetto ai propri colleghi maschi sul posto di lavoro o in altri ambiti, come la politica. Il problema è che le parole non soltanto svelano, ma consolidano un atteggiamento. Gli uomini non sempre si rendono conto della natura discriminatoria del linguaggio, in quanto esso è radicato in un terreno culturale da molti ancora considerato “normale”. La vita di noi donne è costellata di frasi come: “Il tuo vestito non è troppo giovanile? Vuoi continuare a lavorare dopo la nascita di tuo figlio? Devi essere in quel periodo del mese.... Prendiamo la politica dove la presenza femminile è sensibilmente aumentata negli anni, eppure le donne sindache, deputate in Parlamento e attive nei partiti sono ancora guardate con diffidenza e apostrofate con parole e gesti maschilisti. Recentemente le pesanti minacce rivolte da Vincenzo De Luca a Rosy Bindi rappresentano il concentrato potenzialmente esplosivo di utilizzo del linguaggio dell’odio e del sessismo. Un concentrato che si ritrova spesso sui social media, ove all’insulto pesante contro le donne, si accompagnano minacce, inviti alla violenza altrui e/o all’autoviolenza e al suicidio. È un tipo di violenza cui sono esposte tutte le donne, a prescindere dal loro ruolo pubblico, ma cui sono particolarmente esposte le donne in politica, a motivo della loro maggiore visibilità ed anche con funzioni che molti considerano non di loro pertinenza. Lo documenta anche una ricerca dell’Unione interparlamentare che segnala come non si tratti solo di minacce e umiliazioni verbali , ma spesso anche di veri e propri attacchi fisici. Due politologhe torinesi, Marinella Belluati e Silvia Genetti, analizzando alcuni dibattiti parlamentari dell’ultimo anno, hanno trovato che nel 12,45% degli interventi in aula sono presenti vere e proprie espressioni di disprezzo, insulto, dileggio, squalificazione come esseri umani nei confronti di qualcuno, nella maggior parte avversari politici. E quando l’oppositore attaccato/insultato è una donna, non mancano le venature anche pesantemente sessiste. Il sessismo, il razzismo, l’omofobia e tutte le forme di squalificazione in nome di una particolare caratteristica, costituiscono l’anticamera della violenza. Quando si considera qualcuno inferiore, o non legittimato ad essere dove è, il passo verso l’aggressione è breve. Il linguaggio è rivelatore di un pensiero e muove determinate azioni. Questi pochi esempi ci dicono che in Italia permane una cultura della disuguaglianza che sancisce di fatto una sorta di subordinazione della donna; per questo noi donne per prime dobbiamo continuare a combattere il sessismo del linguaggio: più stima per noi stesse per affermare la cultura del rispetto. COME COMBATTERE LA VIOLENZA: LA TESTIMONIANZA DEL GIUDICE FABIO ROIA “Quando sono stato al Consiglio Superiore della Magistratura, dal 2006 al 2010, ho pensato che fosse necessario accertare come si affrontava il problema sul piano giudiziario per comprendere se i magistrati fornissero risposte adeguate alle donne che intendevano denunciare il loro compagno aggressore. Nella maggior parte dei Tribunali italiani mancava la specializzazione, definibile come una inclinazione del sapere in grado di coniugare preparazione tecnica, sensibilità, capacità di comprendere e di creare empatia con la vittima.  Non si può fare aspettare anni una donna vittima di violenza prima di pronunciare una sentenza che ne riconosca, sul piano istituzionale, la sofferenza personale vissuta. Così abbiamo elaborato, nel 2008, una prima delibera di indirizzo dove invitavamo tutti i dirigenti degli uffici giudiziari, requirenti e giudicanti, a trattare i reati di maltrattamento relazionale e di violenza sessuale con moduli organizzativi specializzati e con criteri di priorità. Adesso è intervenuta la legge 119 del 2013, quella c.d. sul femminicidio, che impone a tutti i giudici, nelle loro agende del processo, di dare priorità assoluta ai casi che riguardano maltrattamento domestico, stalking e violenza sessuale. Premesso che la violenza di genere non è un problema che si risolve soltanto sul piano repressivo anche perché la donna non vuole la punizione del suo aggressore, al quale rimane irrazionalmente legata sul piano affettivo,  ma protezione e aiuto per spezzare il circuito violento, occorre dire che oggi gli operatori del diritto hanno a disposizione una serie di strumenti normativi – completati dalla Legge 119/2013 e dalla ratifica della Convenzione di Istanbul - che consentono di intervenire efficacemente sul piano della tutela della vittima, dell’accertamento del reato e della, conseguente, irrogazione della pena e che, pertanto, non sono più accettabili, da chi rimane passivo, posizioni quali “ci vuole la legge”.   Introdurrei ancora due istituti: la previsione di un intervento trattamentale articolato per chi commette atti di violenza sulle donne, per evitare l’alto tasso di recidiva presente in questo genere di reati, e la possibilità di effettuare l’arresto differito – entro le 48 ore dalla consumazione del reato- dell’autore di atti di aggressione e  permettere alla donna di essere accolta in una struttura di prima assistenza. Fabio Roia  Presidente di Sezione del Tribunale di Milano PROTOCOLLO D'INTESA PER UNA RETE ANTIVIOLENZA AD ANCONA La città di Ancona, nell’anno 2016, con la Sindaca Dott.ssa Mancinelli ha sottoscritto il Protocollo d'intesa per la realizzazione della rete antiviolenza territoriale per la promozione di procedure e strategie condivise finalizzate ad azioni di contrasto alla violenza di genere alle donne e ai minori del territorio di Ancona. L’indignazione da sola non basta, serve uno strumento come quello della rete che aiuti veramente e concretamente le donne in difficoltà EVENTI IN PROGRAMMA Il rituale del femicidio - La vita di chi resta, anni dopo. Presentazione libro di Natascia Ronchetti. OSIMO
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07/11/2016 Contributi a favore dei cittadini
Anche quest'anno, grazie agli accordi  presi con Cgil, Cisl,Uil,  nei diversi comuni del territorio di Fano sono stati pubblicati bandi a favore dei cittadini Il comune Fano ha presentato il Fondo anticrisi in favore di famiglie di lavoratori colpiti da crisi economica, il fondo ha una disponibilità finanziaria di 70mila euro.Potranno  beneficiarne coloro che possiedono un Isee non superiore a 9mila euro e si trovano nella condizione di essere  disoccupati o  in cassa integrazione o lavoratori autonomi che siano stati costretti a chiudere l’attività e relativa partita iva a causa della crisi.Diversi gli interventi finanziabili che  prevedono agevolazioni per il sostegno all’abitazione,  con contributi per il pagamento del canone di locazione e sostegno alla gestione quotidiana con voucher spesa e contributi per il pagamento delle utenze domestiche (luce,gas). Per quanto riguarda la TARI (tassa sui rifiuti) il Comune di Fossombrone   ha presentato il bando per accedere alle agevolazioni dedicato a  coloro che hanno un  isee fino a 20.000 € . Il contributo economico è proporzionale alle diverse  fasce isee.  Anche Il Comune di Saltara  è andato in questa direzione pubblicando il  bando per l’assegnazione di contributi economici  a favore di persone e/o famiglie in situazione di disagio economico  per il pagamento di utenze domestiche – gas naturale. Grande è stato l’impegno  della Cisl e della Fnp di Fano per aiutare i cittadini e le famiglie più deboli. "Siamo soddisfatti  del lavoro fatto finora e che ha portato a questi risultati, i comuni hanno ascoltato le nostre proposte   –   ha affermato Luciano Rovinelli responsabile pensionati Cisl Fano". fondo-anticris_2016_comne-di-fanoriduzione-tari_2016_ambito-di-fossombrone  
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07/11/2016 Cgil e Cisl sostengono il percorso di fusione dei comuni di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore al Metauro
Il 13 Novembre nei comuni di Saltara Serrungarina e Montemaggiore al Metauro si voterà per la fusione dei tre comuni in un unico comune.Il percorso  conclude un lungo processo di partecipazione e condivisione con i cittadini e porterà alla creazione di un comune con  13.000 abitanti che con l’ottimizzazione delle  risorse umane dei singoli comuni, le economie di scala che si creeranno e le risorse aggiuntive prevista dalla normativa nazionale,  porterà benefici al territorio e alla popolazione .Cgil e Cisl ritengono importante questa fusione perché  da nuovo vigore  alle politiche sociali dei comuni e rafforza i servizi per i cittadini e le imprese.Solo servizi comunali efficienti sono la garanzia  per la salvaguardia delle comunità locali e delle tradizioni di ogni singolo paese.Cgil e Cisl ritengono, in ogni caso, che il Governo debba sostenere attraverso adeguati trasferimenti i servizi fondamentali erogati dai comuni e che occorra sbloccare, per i comuni virtuosi, non solo la capacità di investimento in opere e lavori pubblici ma anche la possibilità di assumere personale. La Regione, dal canto suo, deve contribuire con risorse proprie al sostegno di questi percorsi di aggregazione.Il percorso partecipato avviato dai comuni di Serrungarina, Saltara e Montemaggiore al Metauro è, in questo senso, un percorso positivo che va sostenuto fino in fondo in vista del referendum che si terrà il 13  novembre prossimo.La Segreteria Provinciale CGIL – AST Cisl Fano
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25/10/2016 Sciopero per il rinnovo del contratto Legno arredamento. A Pesaro la manifestazione regionale
Il 28 ottobre i lavoratori del settore legno arredamento incroceranno le braccia in tutta Italia per il rinnovo del contratto nazionale. Lo sciopero di 8 ore è stato indetto dai sindacati di categoria FeNEAL-UIL FILCA-CISL FILLEA-CGIL “in risposta alle proposte di Federlegno che chiede ai lavoratori più flessibilità con un aumento salariale pari a zero euro.” Per i sindacati «è da irresponsabili tenere da più di 6 mesi i lavoratori senza contratto, dopo oltre 15 incontri e nonostante la piattaforma sindacale sia stata inviata alla controparte nel settembre 2015, quando mancavano ben sei mesi alla scadenza del contratto». Secondo i sindacati «il settore è in ripresa e, dopo le buone performance del 2015 (quando le esportazioni aumentarono del 6%), registra un ulteriore incremento delle esportazioni del 3% nel primo semestre 2016». Le Marche, con una quota del 6%, sono la sesta regione italiana per esportazioni. Il Legno-Arredo marchigiano rappresenta la seconda filiera di settore per valore aggiunto prodotto, pari al 17,2% delle aziende del manifatturiero e al 4,4% del totale prodotto nelle Marche, assorbendo il 5,7% di tutti gli occupati della regione e il 19,5% di quelli impiegati nel manifatturiero. A Pesaro si svolgerà la manifestazione regionale. Il concentramento dei lavoratori è previsto alle ore 9,30 in piazza Lazzarini per raggiungere la sede di Confindustria in Via Cattaneo dove, dopo numerosi interventi dei delegati delle principali aziende del settore, parlerà il Segretario Nazionale della FeNEAL UIL Fabrizio Pascucci . 25/10/2016
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21/10/2016 Al via le assemblee unitarie sull’accordo sulle pensioni
I pensionati della Cgil, della Cisl e della Uil del territorio di Fano   si sono incontrati  martedì 18 al Cubo di San Lazzaro  per discutere l’accordo nazionale sulle pensioni siglato il 28 settembre. Un accordo in itinere, come dimostra il fatto che  anche sabato 15  la Legge di Bilancio varata dal Consiglio dei Ministri ha aumentato la dote triennale del pacchetto previdenza  da 6 a 7 miliardi  e sono state  accettate alcune modifiche  proposte dal sindacato che vanno verso la direzione di tutelare maggiormente pensionati e pensionandi. Ad illustrare in maniera puntuale l’accordo la Segretaria regionale Spi –Cgil Aurora  Ferraro insieme al  segretario pensionati Cisl  Fano Luciano Rovinelli, i  Segretari provinciali Spi  - Cgil Catia Rossetti e  UIlp  Paolo Sacchi e il Segretario regionale  Fnp – Cisl  Giulio Grazioli. Tra i risultati raggiunti: l’aumento della no tax area dei pensionati fino a 8125 €  come i lavoratori dipendenti , più soldi nella 14° mensilità: saranno aumentate del 30% per chi ha un reddito mensile fino a  750 € e la riceveranno per la prima volta anche coloro che hanno un reddito mensile fino a 1000 €, interessati a questa manovra  saranno 3,3 milioni di pensionati in Italia. Dal 2019 si ritornerà al meccanismo di rivalutazione delle pensioni antecedenti a quello Monti – Fornero che consente una maggiore tutela del potere d’acquisto. Il Governo ha preso un impegno,  che verrà attuato in una seconda fase, riguardo  i pensionandi e i giovani andando verso la direzione di maggiore  equità  intergenerazionale che i sindacati da tempo portano avanti. Prevista la  possibilità, per alcuni tipi di lavori,  di andare in pensione  anticipata senza più penalizzazioni e anche di ottenere   un  prestito pensionistico denominato Ape  per cessare anticipatamente il lavoro, oltre a ciò sarà possibile cumulare gratuitamente la contribuzione presente in più gestioni pensionistiche. I sindacati  e valuteranno e manterranno l’attenzione affinché  questi impegni siano realizzati attraversi gli  atti opportuni. Molta la partecipazione e acceso il dibattito per un argomento così attuale e che influenzerà  molti pensionati. «Sicuramente un accordo perfettibile, con lacune ma che è riuscito, dopo mesi di trattativa,  a portare importanti risultati per il benessere di molte persone» ha concluso Giulio Grazioli. I prossimi incontri si terranno il 27 ottobre alle ore 9.30 ad Urbino presso la sede Cisl e il 28 ottobre alle ore 15.00 a Villa Fastiggi.   21/10/2016
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13/10/2016 Il diritto al lavoro, alla salute e al rispetto dell'ambiente
Venerdì 14 ottobre, alle ore 17.30 presso il Centro Pastorale di Fano (in via Roma 118), prende il via la terza stagione della Scuola all'impegno sociale e politico, della Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola. Questo ciclo prevede sei incontri che si snoderanno da Ottobre a Dicembre prossimi, in cui si approfondiranno i contenuti della Laudato Si’, la recente enciclica "Sulla cura della casa comune" di Papa Francesco.Nella prima giornata, con Giuseppe Gallo, direttore della Fondazione Tarantelli e del Centro Studi Nazionale della Cisl, si affronteranno i temi del lavoro e della salute in raccordo con quelli dell'ambiente.I cambiamenti atmosferici e climatici, indotti dai vari tipi d'inquinamento e l'intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro rischiano di pregiudicare uno sviluppo umano sostenibile ed integrale.Il degrado ambientale di ampie aree del pianeta è spesso all'origine di ondate migratorie dettate dalla necessità di sfuggire ad una grande miseria.Un'ecologia integrale deve combinare assieme la componente ambientale con quella umana e sociale... e riconoscere il valore del lavoro. Scienza e tecnica debbono essere orientate ad un tipo di progresso basato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale, a tutte le latitudini, per ridurre disuguaglianze che si fanno sempre più marcate ed insostenibili.Per superare l'attuale crisi e recuperare una nuova, migliore relazione con la natura, serve un uomo più responsabile, più attento alle necessità degli altri esseri umani e agli equilibri ambientali, impegnato a difendere e promuovere il Bene comune. Su questi argomenti si svilupperà il dibattito tra il relatore e i partecipanti alla serata inaugurale della Scuola.Il tema del lavoro, è un tema molto caro già da alcuni anni alla Chiesa italiana, ed al nostro Vescovo in particolare, e ripreso in più di una occasione. Proprio il card. Bagnasco nel recente Consiglio Permanente della CEI ha annunciato che nell’ottobre del 2017 si terrà la Settimana Sociale dei cattolici italiani proprio sul tema: “il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”, ed in vista di questo appuntamento, numerose saranno le attività preparatorie in tutta Italia.  
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11/10/2016 Poste, "Come stanno smantellando il servizio pubblico" l'allarme della Slp Cisl Marche verso lo sciopero nazionale del 4 novembre
Consegne in ritardo e posta giacente, ancora disagi per i cittadini di Urbino.  «Viste le condizioni in cui stanno lavorando i portalettere è il minimo che possa capitare  ad Urbino. – esordisce  Dario Dominici segretario regionale del SLP-Cisl il sindacato maggiormente rappresentativo di categoria -  Certo è che  la responsabilità non è degli addetti al recapito che ogni mattina, in tutta la Regione, si ingegnano per recapitare la corrispondenza nonostante l’azienda faccia di tutto per impedirlo. Come è possibile  consegnare la posta nei tempi giusti se ad esempio 6 portalettere sono senza macchina e non è cosa da poco. - continua il rappresentante dei lavoratori - Se pensiamo che i portalettere dotati di un automezzo sono 15, ciò significa che la metà di loro non viene messa nella condizione di svolgere il proprio lavoro. Da quanto tempo? Può sembrare impossibile ma la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi è lacunosa e costantemente in ritardo, aumentando il rischio degli addetti che operano per la maggior parte della giornata all'esterno. » Alcune di queste auto sono ferme da oltre un mese e per distribuire la posta a domicilio i portalettere devono uscire in due con la stessa macchina, pur servendo zone diverse e distanti fra loro. « Il prossimo mese dovrebbero arrivare nuovi mezzi ma alla fine di ottobre scadranno le assicurazioni delle vetture attualmente utilizzate. - aggiunge Dominici –  Questo ci preoccupa  molto, cosa dobbiamo aspettarci ?? almeno altre due settimane di disagi? » Verrebbe da domandarsi perché  sta accadendo tutto questo. «  Il sospetto, che sta diventando certezza,  è  che  si  voglia far di  tutto per minare il servizio pubblico e dimostrare che non  funziona! – conclude con amarezza Dominici – Giustificando così aumenti delle tariffe, introduzione di servizi a pagamento, riorganizzazioni finalizzate solo ed esclusivamente a tagli di personale,  evitare investimenti che invece stanno caratterizzando gli altri operatori postali italiani in cerca di maggiori ricavi e acquisizione di fette di un mercato, come  quello postale e della logistica.   Unitariamente il sindacato, anche per  contrastare  questi problemi, ha proclamato uno stato di agitazione a livello nazionale che culminerà con una giornata di sciopero generale nazionale il 4 novembre».  11/10/16
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28/09/2016 Riforma costituzionale: al via la campagna di informazione in vista del referendum
È partita lunedì 26 settembre da Macerata la campagna di informazione e approfondimento che la Cisl Marche rivolge ai suoi iscritti in vista del referendum sulla riforma costituzionale. Il primo incontro, dedicato al gruppo dirigente, si è svolto nella sala del Cinema Excelsior di Via Colle di Montalto  e ha visto la partecipazione di 150 persone. I lavori, introdotti dal segretario regionale Sauro Rossi e conclusi dal segretario generale Stefano Mastrovincenzo, hanno compreso un’illustrazione dei contenuti della riforma, a cura del responsabile della Cisl di Macerata, Silvia Spinaci, e un confronto tra due costituzionalisti dell’Università di Macerata, il prof. Giovanni Di Cosimo e il prof. Giulio Salerno, intervallato da domande e interventi dei partecipanti presenti in sala. Nelle prossime settimane, la Cisl Marche organizzerà iniziative analoghe in altre città della regione, con lo scopo di favorire un voto consapevole. «Il pronunciamento sull’ipotesi di riforma costituzionale è molto importante e merita una partecipazione qualificata – afferma Sauro Rossi -. Riteniamo che una campagna di informazione sia utile per esercitare il diritto di voto nella pienezza delle valutazioni del merito, specialmente sui molti aspetti della riforma che vanno approfonditi». Stefano Mastrovincenzo ha ricordato dal palco che quello all'interno della Cisl Marche «è un dibattito aperto: il nostro intento e di riavvicinare i cittadini al voto con un confronto sui contenuti». Durante il seminario, il professor Di Cosimo ha sottolineato «aspetti condivisibili della riforma, in primo luogo il superamento del bicameralismo paritario», che contiene però anche«elementi contraddittori: da chi e come saranno selezionati i senatori? Il rischio concreto – sostiene –  è che il nuovo Senato rappresenti gli interessi dei partiti, piuttosto che quelli dei territori». «La riforma – è l’opinione del professor Salerno – porta novità senz'altro positive, in particolare la semplificazione del rapporto tra Governo e Parlamento.  Inoltre viene assicurato un nuovo equilibrio, più razionale, nella distribuzione di competenze tra Stato e Regioni». La riforma 28/09/2016  
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19/09/2016 Terremoto: incontro sindacati - Regione per un percorso comune di ricostruzione
Incontro in Regione tra il presidente Luca Ceriscioli, il capo della Protezione Civile, i dirigenti della Regione e le parti sociali per fare il punto sull'emergenza e sui piani di ricostruzione dopo il terremoto del 24 agosto. La Cisl, come gli altri sindacati, ha ribadito l'importanza di un coordinamento forte per valutare gli interventi di emergenza, quelli per la ricostruzione e per arrivare a linee condivise per lo sviluppo delle aree colpite dal sisma. Le Marche hanno il più vasto territorio e il maggior numero di comuni interessati dai danni, con migliaia di famiglie e di piccole o piccolissime imprese colpite dalle conseguenze del sisma. Durante il confronto, il presidente Ceriscioli ha ricordato che la Regione sta lavorando in vista della scadenza del 14 ottobre, giorno entro il quale andrà trasmessa la ricognizione dei danni per accedere al Fondo Europeo di Solidarietà, aggiuntivo rispetto ai normali canali di finanziamento comunitario. Risorse, anche queste importanti, che vanno a sommarsi a quelle nazionali per il rilancio del territorio colpito dal sisma. «Il sindacato - sottolinea Stefano Mastrovincenzo, segretario generale Cisl Marche - ha già presentato richieste articolate per quanto riguarda l'intervento degli ammortizzatori sociali per i lavoratori, ha attivato una raccolta fondi importante in tutte le aziende per finanziare servizi di pubblica utilità e ha ribadito la necessità che la ricostruzione si sviluppi secondo criteri di legalità, sicurezza e sostenibilità». Al termine dell'incontro si è convenuto di elaborare un documento congiunto istituzioni-parti sociali da inviare al Governo che sta predisponendo il decreto per le aree terremotate che dovrà definire anche i comuni da ricomprendere nel cratere sismico. 19/09/2016
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07/09/2016 Sisma, la solidarietà dei lavoratori della Profilglass Alluminium di Bellocchi di Fano per la ricostruzione nelle Marche
Il  gruppo Profilglass Alluminium di Bellocchi di Fano risponde all'appello di solidarietà  di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, il sindacato dei metalmeccanici,  per dare un sostegno concreto e immediato alle popolazioni marchigiane colpite dal sisma dello scorso 24 agosto.  Si tratta di un progetto di "matched giving"  dove le donazioni da parte dei lavoratori e dell'azienda sono congiunte e vincolate nella destinazione, ciò significa che ogni lavoratore contribuirà direttamente devolvendo un'ora del proprio salario  per finanziare gli interventi di ricostruzione nelle Marche, in coerenza con le indicazioni delle istituzioni locale e delle autorità  preposte agli interventi necessari.  I fondi verranno trattenuti direttamente nella busta paga di settembre, se  il lavoratore  non comunicherà, entro il 26 settembre prossimo, la propria contrarietà,  mentre la Profilglass contribuirà  integrando  le risorse raccolte.« Abbiamo siglato un importante accordo  con tutte le aziende  del gruppo Profilglass Alluminium, di Bellocchi di Fano, che vanta circa 800 dipendenti.  - afferma Mauro Masci, Fim Cisl Marche -  Siamo davvero soddisfatti, in pratica,  si tratta ,di una donazione congiunta mirata alla ricostruzione nelle zone marchigiane colpite dal sisma. Confidiamo nel sostegno di tutti i lavoratori considerata la grave situazione  in cui versano le popolazioni colpite.»  Circolare solidarietà terremoto accordo Fim Fiom Uil e Gruppo Profilglass Ancona 07/09/2016
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07/09/2016 Sisma, la solidarietà di Cgil Cisl Uil Marche
Un contributo di 90.000 euro destinato ad un intervento sociale immediato, da individuare, di concerto con le istituzioni locali, il più presto possibile. E’ quanto CGIL CISL UIL Marche hanno già messo  a disposizione delle comunità duramente  colpite dal sisma del 24 agosto scorso, tra i vari interventi messi in campo a tutela del lavoro e di solidarietà alla popolazione terremotata. E’ stata inoltre avviata  una campagna informativa nei luoghi di lavoro di tutta la regione per sostenere la sottoscrizione nazionale promossa da CGIL CISL UIL e Confindustria, che prevede un contributo volontario pari ad un’ora di lavoro da parte dei lavoratori e un analogo contributo da parte delle imprese.  Analoghe iniziative coinvolgeranno anche i lavoratori degli altri settori ed i pensionati. I fondi raccolti saranno destinati, come in altri casi di calamità, a sostegno delle popolazioni, con interventi su servizi e strutture di pubblica utilità, in accordo con le istituzioni locali e con le autorità preposte alla ricostruzione nelle regioni colpite dal sisma. Inoltre, considerando gli innumerevoli disagi per i cittadini, CGIL CISL UIL Marche, in raccordo con la Protezione Civile, hanno  messo  a disposizione di coloro che sono ospitati nelle tendopoli o comunque colpiti dal sisma, operatori sindacali specializzati per fornire informazioni e assistenza per pratiche ed obblighi  amministrativi, previdenziali e fiscali. A tutela dei lavoratori Cgil Cisl Uil Marche hanno chiesto inoltre, a livello regionale e nazionale, l’intervento di ammortizzatori sociali specifici per gli occupati in attività fortemente danneggiate o distrutte dal sisma, in prevalenza piccole imprese agricole, di allevamento, di trasformazione alimentare, oltre che di turismo e servizi. La Regione, con cui sono già fissati incontri specifici sul tema, può autorizzare in questa prima fase il trattamento di cassa integrazione  in deroga per i dipendenti di imprese del turismo, del commercio, dell’artigianato, del settore agricolo e delle aziende industriali che non hanno accesso agli ammortizzatori sociali ordinari o che li hanno esauriti.  Ci sono però limiti all'utilizzo in termini di durata (max 3 mesi di utilizzo), settori, risorse disponibili. Il sindacato, pertanto, chiede al Governo un provvedimento che preveda l’allungamento a 12 mesi del periodo massimo di cassa integrazione  per i dipendenti delle aziende danneggiate, l’estensione della cig agli stagionali e a chi non ha maturato l’anzianità, ai lavoratori residenti o dimoranti nei Comuni colpiti dal sisma, che si siano trovati nella impossibilità di recarsi al lavoro per gravi motivi familiari o seri danni alla abitazione. Al contempo Cgil Cisl Uil hanno chiesto anche la sospensione fino al 31 dicembre 2016 dell’efficacia dei provvedimenti di licenziamento, adottati in conseguenza della crisi sismica nel territorio e applicando anche a questi lavoratori l’intervento della Cig in deroga. Si attende ora che all’iniziativa dei sindacati e delle regioni colpite, risponda il Governo con un decreto specifico e uno stanziamento ad hoc per gli ammortizzatori sociali per le aree terremotate. E’ previsto nei prossimi giorni un incontro fra le parti sociali ed il Commissario Vasco Errani per fare il punto sull'emergenza sisma, che costituirà l’occasione per un confronto diretto sulle proposte e sulle esigenze evidenziate dal sindacato. Il terremoto ha evidenziato quanto sia fragile il nostro territorio e come edifici privati ma anche strutture di rilevanza collettiva, come le scuole e  le residenze per gli anziani o gli ospedali, siano esposti a questi rischi. Si tratta, ormai, di una preoccupazione diffusa fra la popolazione, anche al di la delle aree colpite direttamente dagli eventi del 24 agosto.  Proprio sui temi più generali della messa in sicurezza del territorio e degli immobili, l’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Chigi fra Cgil, Cisl e Uil, e le altre parti sociali, e il Premier ha permesso di avviare un confronto che ci auguriamo possa definire impegni, risorse e tempi certi. I temi della sicurezza del territorio, della fragilità del sistema appenninico saranno anche al centro dell’iniziativa, promossa da Cgil, Cisl, Uil di Marche, Umbria e Toscana, per il prossimo 15 settembre a Perugia, come argomento fondamentale per la futura collaborazione delle regioni dell’Italia centrale. Ancona 6 settembre 2016 https://youtu.be/hOoZ74nWM5ERassegna Stampa
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02/09/2016 Fano: la Cisl chiede una interquartieri a misura di Bambino
In questi giorni si sta completando a Fano  la famosa interquartieri  che attraverserà  i quartieri della Trave  e del Poderino,   per Giovanni Giovanelli responsabile Cisl di Fano "una strada progettata male,  realizzata in una zona urbanistica  inopportuna e che creerà più disagi  e fastidi rispetto al beneficio sia in termini di viabilità ordinaria che per la  decongestione del traffico urbano  a Fano".Purtroppo a questo irreparabile danno  non si può porre rimedio ma la Cisl ritiene importante che il Sindaco e l’assessore alla viabilità convochino il tavolo sulla mobilità urbana per esporre quale sono le soluzioni pensate dai tecnici del comune riguardo alla viabilità dei quartieri della Trave e del Poderino.Non elenchiamo nuovamente le criticità, già abbondantemente espresse sia nelle assemblee pubbliche svolte oramai tre anni fa che nei media locali , ma La Cisl chiede  che venga  avviato un confronto su diversi  aspetti: Limitazione del traffico su Viale Italia che attraversa un quartiere densamente abitato ed è l’arteria che viene utilizzato per l’accesso al complesso scolastico Nuti ( quasi 1000 alunni)  scuola media inferiore; scuola elementare e scuola dell’infanzia) per non dimenticare l’asilo “ Il giardino dei colori (tre sezioni)   che si trova in prossima dell’innesto tra via Italia e la nuova interquartieri. La definizione di piste ciclabili e percorsi pedonali su via Trave, Via della fornace via Fanella  che altrimenti diventerebbero   strade ad alto tasso di traffico automobilistico e commerciale, La definizione del traffico su via Trave, tenendo conto anche della strada realizzata nel piano delle opere compensative della terza corsia dell’autostrada che si innesta a un chilometro dall’incrocio con via della Fornace via trave. La limitazione del traffico pesante nel tratto che dall’innesto con Via trave termina di fronte alla pista ciclabile Marconi e pista dì atletica Zengarini. Il completamento di questa opera  deve essere anche  l’occasione per progettare e realizzare in tempi brevi una misura a città di Bambino di cui sicuramente la mobilità urbana sostenibile è uno degli aspetti irrinunciabili.. Dobbiamo recuperare molti anni nei quali le precedenti amministrazioni hanno dimenticato  le politiche  e gli interventi di mobilità sostenibili.La Cisl ritiene che solo il confronto con gli attori sociali e le associazioni dei cittadini permetterà di recuperare il tempo perso e rendere Fano la Città dei Bambini.Attendiamo!CISL FANOGiovanelli Giovanni 
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29/08/2016 In Memoria di ……..
Da alcuni giorni, l’Italia sta drammaticamente rivivendo una ben nota tragedia e sta nuovamente piangendo la morte di figli incolpevoli, a causa del violento sisma nelle zone al confine tra Lazio, Marche,Umbria, Abruzzo. Si tratta di tragedie, che a periodi cadenzati e non preventivabili, si ripetono sistematicamente portandosi dietro distruzione, morte, dolore, drammi di vite personali e familiari con conseguenze difficilmente cancellabili. Ancora vite spezzate, ancora un’emergenza, ancora una ricostruzione, ancora il bisogno di reperire risorse fino…. al prossimo nuovo disastro. Anche adesso, in questo triste e buio momento, il Popolo Italiano sta dando il meglio di se: Istituzioni, Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione Civile, associazioni di volontariato, comuni cittadini stanno lavorando con impegno fino anche a gesti di solidarietà ed altruismo straordinari. Il sindacato confederale si è già attivato con raccolte di aiuti e con l’avvio di una sottoscrizione da parte del mondo del lavoro per realizzare, come in altre tragiche situazioni di questo tipo, concrete e durature azioni di solidarietà per la ricostruzione materiale e sociale. Come Responsabili delle Aree Sindacali CISL di Pesaro, Fano, Urbino, nel dare il massimo sostegno a tali iniziative a favore delle popolazioni oggi così duramente provate, ci interroghiamo al contempo sul modo migliore per onorare i morti e limitare i drammi in altre future calamità naturali. Come è noto, anche la provincia di Pesaro Urbino, rientra geologicamente nell’area a forte rischio di sismicità che caratterizza la dorsale appenninica, come evidenziano le recenti crepe nel duomo di Urbino ed i disagi vissuti dai concittadini dei comuni delle aree interne. Per queste ragioni, riteniamo necessario un impegno immediato e corale anche nel nostro territorio. Istituzioni, imprese, forze sociali, considerando anche la lunga e pesante crisi economica ed occupazionale, si confrontino sull’avvio di un condiviso piano di interventi mirati, per soluzioni edificative e di riqualificazione che evitino nel futuro nuovi pesanti drammi. E’ ovvio che tale azione deve essere supportata da interventi di tipo nazionale ed europeo che incentivino l’adozione di misure di prevenzione, non solo su costruzioni di nuova realizzazione, ma anche sul patrimonio architettonico - abitativo esistente, e da misure per la difesa del suolo, che possano contribuire al rilancio del settore dell’ edilizia, e a catena del manifatturiero e del turismo, valorizzando così le aree interne e il loro patrimonio di qualità della vita. Pesaro, 29.08.2016 I Responsabili AST CISL di Fano-Pesaro-Urbino (Giovanni Giovanelli - Gabrio Maria Tonelli - Leonardo Piccinno)
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25/08/2016 Dal reddito di dignità alla dignità del lavoro
Conveniamo che la proposta dell’Assessore del Comune di Pesaro Delle Noci riveste un interesse forte ed è uno stimolo interessante per dare sostegno e solidarietà a quelle fasce di popolazione finora escluse da ogni tipo di beneficio, tuttavia riteniamo anche che il confronto che si dovrà avviare nel tavolo delle politiche di inclusione sociale, al quale occorre precisare che parteciperà anche la CISL, dovrà essere a trecentosessanta gradi. Non solo sarà necessario verificare con attenzione come dovrà articolarsi la proposta per il sostegno alle famiglie, da non confondere con il reddito di cittadinanza, ma occorre collegarla ad un nuovo modello sociale, economico e solidale, che non cataloghi tale iniziativa nell’ambito della cultura della assistenza, ma offra delle opportunità per restituire lavoro a chi lo ha perduto e/o si trovi in difficoltà oggettive. Noi riteniamo che la vera dignità possa darla solo il lavoro ed in questa direzione occorrerà muoversi. Tuttavia il lavoro non nasce se non si creano i presupposti; per questo, la proposta dell’Assessore Delle Noci dovrà stimolare un processo di rinnovamento del sistema produttivo pesarese e, possibilmente, dell’intera provincia. Allo stesso tempo diventa prioritario anche individuare le modalità di utilizzo delle risorse dei fondi sociali europei per il prossimo settennato. A che punto sono i progetti? Quali idee, a quali progetti stanno pensando i Comuni le Associazioni Datoriali, il Sistema Scolastico (Università comprese)? Ad oggi non se ne sa nulla. In definitiva occorre pensare ad un nuovo modello che, prendendo atto delle difficoltà del nostro tessuto produttivo, sia in grado di rimettere in circolo tutte le risorse imprenditoriali e finanziarie per valorizzare e rilanciare i settori che hanno superato la crisi al fine di individuare attraverso la ricerca e l’innovazione nuovi spazi a cui aprirsi. Tutto ciò prevede che si debbano avviare, da un lato percorsi formativi e di aggiornamento professionale, dall’altro considerare l’istruzione come elemento centrale di stimolo e valorizzazione del lavoro. Allora si tratta di indicare delle priorità recuperando, ad esempio, le esperienze in alcuni settori come la cantieristica ed il mobile, ma introducendo criteri produttivi nuovi, innovazione e qualità dei prodotti; ma occorre anche recuperare le miniere di saperi relative ad alcune forme di artigianato che, altrimenti rischierebbero di scomparire, alle quali potrebbero aprirsi interessanti spazi di mercato; intercettare risorse europee per la riqualificazione energetica e strutturale del patrimonio edilizio; valorizzare il settore turistico che occorre ripensare caratterizzandone alcune specificità e creando le infrastrutture necessarie al suo sviluppo e fruibilità, vedi i parcheggi lungo la statale 16, su cui la CISL insiste da tempo. Ma ci sono altre forme di turismo che possono dare lavoro: la realizzazione di percorsi enogastronomici collegati alle bellezze naturali, alla storia medioevale dei nostri paesi collinari, ai diversi siti archeologici e museali, attraverso il biglietto unico e la prenotazione on line per l’accesso ai nostri tesori artistici (musei, chiese, palazzi, rocche castelli) , la promozione turistica che intercetti anche gli stranieri, in parte già presenti nella nostra provincia. Come si può notare, ci troviamo davanti ad una nuova frontiera del lavoro. La CISL è pronta a confrontarsi ed a dare il proprio contributo, anche ragionando sulla partecipazione dei lavoratori alle aziende, e ad rappresentare, assieme alle altre parti sociali, non solo gli interessi ma anche i bisogni. Dunque parliamo, o meglio, partiamo dal reddito di dignità per giungere a dare la dignità vera attraverso il lavoro. I Responsabili AST CISL di Fano-Pesaro-Urbino Giovanni Giovanelli - Gabrio Maria Tonelli - Leonardo Piccinno
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