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10/04/2026 Corsi IAL di estestica: aperte le nuove iscrizioni
Aperte le iscrizioni a tre corsi Autorizzati in Estetica presso IAL Marche – Via Baldelli 23 Falconara Marittima (AN) rivolti a coloro che sono in possesso del diploma di Scuola media Superiore: -  Corso Biennale 1800 ore “Operatore dei Trattamenti Estetici” -  Corso 900 ore “Tecnico dei Trattamenti Estetici” -  Corso 300 ore “Tecnico dei Trattamenti Estetici” Le ore sono suddivise tra didattica frontale in aula, ore di laboratorio pratico, ore di stage presso un centro estetico. Grazie alla collaborazione con il più prestigioso mensile del settore, Les Nouvelles Esthètiques, durante il percorso formativo diverse aziende leader del settore estetico porteranno il loro contributo in aula arricchendo il bagaglio formativo delle corsiste. Inoltre, nell’ambito del progetto Erasmus+, le  allieve potranno realizzare esperienze formative e lavorative all’estero presso centri estetici in Spagna, Irlanda, Inghilterra e Francia. Al termine dei percorsi formativi verrà rilasciato un Attestato di qualifica professionale riconosciuto presso tutta la Comunità Europea. E’ possibile visitare la scuola e avere maggiori informazioni contattando il numero 3493180978.
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10/04/2026 Sanità privata 17 aprile sciopero e manifestazione nazionale a Roma: “Basta contratti fermi, servono risposte immediate”
Si è svolta il 9 aprile l’ assemblea dedicata al comparto della sanità privata nelle Marche, da remoto con oltre 120 collegamenti e la partecipazione complessiva di circa 160 lavoratrici e lavoratori. Un momento di confronto partecipato e trasparente, organizzato in vista dello sciopero nazionale del 17 aprile 2025 e manifestazione  a Roma, in Piazza Apostoli, proclamato da FP CGIL, CISL FP e UIL FPL. All’assemblea hanno preso parte i rappresentanti nazionali delle tre organizzazioni sindacali: Barbara Francavilla, Segretaria Nazionale FP CGIL; Ciro Chietti, Segretario Nazionale UIL FPL; Antonio Cuozzo, Coordinatore nazionale sanità privata CISL FP. Presenti anche i Segretari Generali regionali Matteo Pintucci (FP CGIL Marche), Giovanni Cavezza (CISL FP Marche), Marcello Evangelista (UIL FPL Marche), insieme ai coordinatori regionali della sanità privata. L’incontro ha rappresentato un momento di massima espressione della democrazia sindacale, finalizzato a informare in modo capillare le lavoratrici e i lavoratori sulle ragioni della mobilitazione e sui contenuti della piattaforma rivendicativa. Al centro della protesta vi è il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi da oltre 13 anni per il comparto ARIS RSA/CDR e da 8 anni per AIOP/ARIS sanità privata. Una condizione ormai insostenibile, aggravata dall’aumento dell’inflazione e del costo della vita, che ha prodotto una significativa perdita del potere d’acquisto e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro. Nelle Marche il settore della sanità privata accreditata impiega circa 6.000 lavoratori, mentre a livello nazionale sono circa 300.000. Professionisti che svolgono le stesse funzioni e garantiscono analoghe competenze rispetto al personale del servizio pubblico, ma con salari inferiori e minori diritti: una disparità non più accettabile. Il mancato rinnovo contrattuale sta già determinando effetti concreti: difficoltà nel reperimento del personale, aumento della mobilità verso altri settori, rischio di impoverimento professionale e criticità nella tenuta delle strutture. In alcuni casi, le stesse realtà sanitarie hanno introdotto misure economiche autonome per trattenere i lavoratori, segnale evidente della disponibilità di risorse che tuttavia non si traducono in un rinnovo contrattuale strutturale. Nel corso dell’assemblea, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di una forte assunzione di responsabilità anche a livello istituzionale. Pur trattandosi di una materia nazionale, è stato sottolineato il ruolo fondamentale della Regione nel garantire condizioni di equità, anche attraverso il collegamento tra accreditamento delle strutture e applicazione dei contratti collettivi. È stata inoltre evidenziata l’urgenza di costruire un sistema in cui il rinnovo dei contratti della sanità privata sia coerente con quello del settore pubblico, riconoscendo il valore del lavoro di cura come servizio essenziale per la collettività. Le organizzazioni sindacali regionali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL Marche invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare allo sciopero nazionale del 17 aprile a Roma, per sostenere con determinazione il rinnovo dei contratti e il pieno riconoscimento dei diritti.
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09/04/2026 Farmacie private senza contratto sciopero nazionale 13 aprile
Il contratto delle Farmacie Private è scaduto da più di 1 anno e mezzo eppure le farmacie sono sempre più presidio sanitario fondamentale per cittadini e un sostegno per il servizio sanitario regionale e nazionale. I farmacisti dei piccoli comuni dell’entroterra sono spesso l’unico presidio sanitario e, anche in comuni maggiori, rappresentano comunque un importante punto di riferimento per la comunità. A partire dal periodo pandemico il contributo di questi professionisti sanitari è stato fondamentale attraverso l’attività di vaccinazione e prevenzione/esecuzione di tamponi mettendo a repentaglio la salute propria e dei propri cari. Turni notturni, festività, farmacie aperte 7/7 e orari di apertura sempre più ampi rendono impossibile la conciliazione dei tempi vita-lavoro. I farmacisti hanno sempre messo a disposizione la propria disponibilità e professionalità per spirito di servizio ed etica. La Regione Marche, inoltre, è stata tra le prime regioni in Italia ad avviare la sperimentazione della farmacia dei servizi e su 465 farmacie marchigiane vi hanno aderito oltre 350, ma resta insufficiente- e spesso non applicato- il riconoscimento economico per le prestazioni eseguite che si aggiungono all’attività quotidiana dei farmacisti a cui viene chiesto un servizio sempre più qualificato per i cittadini. Il 13 aprile quindi i farmacisti scioperano perché meritano un rinnovo contrattuale dignitoso ed adeguato ai tempi sia in termini di salario che di riconoscimento delle competenze e di un’organizzazione del lavoro sostenibile. É doveroso che venga riconosciuto il valore del servizio dei farmacisti alla cittadinanza. Anni di mancati rinnovi ed aumento dell’inflazione hanno reso i farmacisti italiani i professionisti  del settore meno pagati d’Europa. Si pone inoltre l’attenzione sul fatto che tali criticità rappresentano un problema anche per i servizi che verranno garantiti in futuro. La fuga dal settore e il significativo calo di iscrizioni alle facoltà di Farmacia sono il sintomo dell’insoddisfazione e del disconoscimento subito dalla professionalità associata, nell’immaginario collettivo, al farmacista titolare di farmacia ma che è esercitata da 1500 dipendenti nelle Marche. Si rischia il progressivo depauperamento della professione che porterà, se non si attivano una serie di interventi in tempi brevi, ad un forte ridimensionamento del servizio farmaceutico,  servizio sempre più essenziale per i cittadini. Data la mancanza di risposte coerenti da parte di Federfarma su questi temi, anche  i farmacisti delle Marche il 13 aprile saranno a Roma, delusi dall'assoluta mancanza di riconoscimento e valorizzazione della professionalità che mettono ogni giorno al servizio dei cittadini, del SSR e del SSN.
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08/04/2026 "La casa bene primario: diritto o privilegio?" Tavola rotonda a Porto Recanati
Il diritto all’abitare al centro del confronto promosso dalla  CISL e patrocinato dal Comune di Porto Recanati (MC). Giovedì 16 aprile 2026, alle ore 9,00, presso l’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “E. Medi” di Porto Recanati, si terrà la tavola rotonda dal titolo “La casa bene primario: diritto o privilegio?”, un momento di approfondimento e dialogo sulle politiche abitative e sulle criticità legate all’accesso alla casa. L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo sindacale e degli enti di ricerca. Dopo l’introduzione e la moderazione affidate al Responsabile della CISL di Macerata e Civitanova, Rocco Gravina, interverranno Andrea Michelini, Sindaco di Porto Recanati, Giuli Lattanzi, IRCR Macerata, Simona Giacchetta, Comune di Macerata, Emanuela Ripari, Sicet Marche, Antonello Scialdone, INAPP, Tiziano Consoli, Assessore Regione Marche e Marco Ferracuti, Segretario Generale CISL Marche. Previsti anche interventi programmati di Gianluca Puliti, FNP CISL e Marouan Bourhimi, FEMCA CISL, che porteranno il punto di vista dei lavoratori e dei pensionati su un tema sempre più urgente, segnato da aumento dei costi, difficoltà di accesso e nuove fragilità sociali. L’iniziativa si inserisce nel percorso della CISL Marche volto a promuovere politiche abitative eque e sostenibili, rilanciando il ruolo della casa come diritto fondamentale e non come privilegio. A seguire, è prevista l’inaugurazione della nuova sede CISL di Porto Recanati, in Piazza del Borgo 6/g, ulteriore segno della presenza e dell’impegno del sindacato sul territorio.
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02/04/2026 La pesca e i pescatori delle Marche in piena crisi
"Il mondo della pesca italiana, già provato da anni di restrizioni e imposizioni dalla UE, sta vivendo una delle sue pagine più nere a causa dell’impennata vertiginosa dei prezzi del gasolio. Con il carburante che ha superato la soglia critica di 1,10 euro al litro, molte marinerie stanno valutando il fermo forzato delle attività. - scrivono in una nota stampa Danilo Santini FAI-CISL e Paolo Grossi,  FLAI-CGIL - L'escalation dei conflitti in Medio Oriente ha provocato un'impennata del petrolio, con un impatto immediato del +42% sui costi. Le barche a strascico sono le più colpite: uscire in mare costa fino a 1.100 euro in più al giorno. Per i pescatori imbarcati, il calo delle giornate di pesca si traduce direttamente in una drastica riduzione del salario, la loro retribuzione viene in parte, ricavata dalla vendita del pescato e con meno giorni di pesca meno pesce pescato meno, più costi, tradotto, meno salario. Molti marinai rischiano di rimanere senza stipendio o di dover abbandonare la professione. Il settore chiede interventi strutturali urgenti per evitare la scomparsa di un'intera cultura.  Le principali necessità : - Credito d’imposta strutturale: il ritorno del credito d’imposta del 20% sul carburante è fondamentale per dare ossigeno immediato, ma è una misura a termine. -Riforma del fermo pesca: gli indennizzi per il fermo biologico 2024 e 2025 risultano in ritardo, aumentando le difficoltà economiche. -Sfida del ricambio generazionale: attrarre nuovi imbarcati marittimi in un comparto dall'età media elevata per favorire l'ingresso dei giovani attraverso il Ministero e i fondi FEAMPA 2021/2027, che promuovono incentivi alla formazione e all'imprenditorialità . -Moderare il numero dei bandi per la cessazione definitiva dell'attività, che prevedono la demolizione assistita dei pescherecci meno efficienti, la nostra flotta, i nostri pescherecci, ha una media molto avanzata. -Investimenti per la transizione energetica: necessità di aiuti per ammodernare i motori e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. -Stop alla burocrazia e tutela dal prodotto estero: serve una maggiore valorizzazione del pesce fresco italiano. Purtroppo il nostro pesce, ha un prezzo più alto rispetto al pesce importato, e questo fa crescere la sua quota a discapito del pesce fresco e nostrano. I pescatori non riescono a scaricare interamente i rincari sul prezzo finale del pesce, poiché il consumatore non potrebbe permetterselo. Il risultato è un crollo dei margini, che rischia di portare molte aziende alla chiusura definitiva. -Ammortizzatore Sociale Strutturato: usufruire della CISOA agricola (Cassa Integrazione Salariati Operai Agricoli ) per il settore della Pesca, ma emendata/adattata alle particolarità della Pesca. IL recente incontro ministeriale lascia ben sperare ma senza aiuti immediati questo importante Settore produttivo rischia non solo di finire le Reti ma anche la speranza ".
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01/04/2026 Ciclo dei rifiuti, CGIL CISL UIL Pesaro Urbino: “Servono impianti e scelte condivise per il territorio”
Il sistema di gestione dei rifiuti nella provincia di Pesaro Urbino torna al centro del confronto istituzionale e sindacale. Dopo le recenti prese di posizione dei sindaci dei due comuni capoluogo, le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL rilanciano con forza la necessità di un cambio di passo. In una nota congiunta, i sindacati ribadiscono un concetto già più volte espresso: il territorio ha “urgente bisogno di investimenti” per dotarsi di tutti gli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti, senza esclusioni. Secondo CGIL, CISL e UIL, la gestione dei rifiuti non può più essere affrontata in modo frammentato o rinviata. Serve invece una visione condivisa e concreta che consenta, nel più breve tempo possibile, di trasformare i rifiuti in una risorsa utile per cittadini e imprese. Da qui l’appello rivolto a tutti i sindaci della provincia: costruire una strategia comune, fondata su scelte partecipate e sul coinvolgimento dei soggetti portatori di interesse collettivo. Il tema dell’impiantistica viene indicato come decisivo non solo sul piano ambientale, ma anche economico e sociale. Investire in questo settore, sottolineano i sindacati, significa creare occupazione – diretta e indiretta – tutelare l’ambiente e garantire servizi più efficienti, con costi sostenibili per i cittadini. Una posizione chiara, che riapre il dibattito su uno dei nodi strutturali dello sviluppo territoriale e chiama istituzioni e comunità locali a una responsabilità condivisa.
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01/04/2026 Trasporto pubblico, CGIL CISL UIL Ancona contro il caro biglietti: «Non si scarichino sui cittadini i costi della cattiva gestione»
In merito alle indiscrezioni uscite sulla stampa relative all’aumento delle tariffe del servizio Conerobus, CGIL CISL UIL Ancona esprimono forte preoccupazione e contrarietà rispetto a una scelta che rischia di scaricare ancora una volta sui cittadini e sui lavoratori le criticità di gestione del servizio. «Non si possono far ricadere sui cittadini e sui lavoratori le conseguenze di una evidente incapacità gestionale – dichiara Gianluca Toni, CGIL Ancona , Luca Talevi, CISL Ancona, Giorgio Andreani, UIL Ancona – Un aumento del biglietto rischia di disincentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, andando in direzione opposta rispetto agli obiettivi di sostenibilità, riduzione del traffico e tutela ambientale». CGIL CISL UIL Ancona sottolineano come il tema dell’aumento dei costi, a partire da quello del carburante, sia reale ma non possa essere affrontato con soluzioni semplici e penalizzanti per l’utenza. Servono invece scelte strutturali e condivise. «L’aumento del biglietto rappresenta una scorciatoia che colpisce esclusivamente i cittadini e questo non è tollerabile – proseguono CGIL CISL UIL Ancona – Occorre trovare altre soluzioni, a partire da un serio contrasto all’evasione tariffaria, che pesa significativamente sui bilanci, e da una revisione complessiva dei costi, inclusi i compensi dei dirigenti». CGIL CISL UIL Ancona chiedono pertanto l’apertura immediata di un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, azienda e parti sociali – per individuare soluzioni eque e sostenibili. «È necessario un confronto vero – concludono Gianluca Toni, CGIL Ancona , Luca Talevi, CISL Ancona, Giorgio Andreani, UIL Ancona – che metta al centro il diritto alla mobilità dei cittadini, la qualità del servizio e la sostenibilità economica, senza scaricare i problemi sempre sugli stessi».
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01/04/2026 Pubblicazione graduatoria Servizio Civile Regionale PR FSE+ 2021/2027
Publicazione della graduatoria relativa al Servizio Civile Regionale PR FSE+ 2021/2027 . Ente proponente: Usr Cisl Marche; Enti coprogettanti: Adiconsum Marche APS, Anolf Marche OdV, Iscos Marche OdV Progetto 1114436: “MANEGGIARE CON CURA. Riconoscere, accogliere, supportare e orientare le fragilità complesse nell’era della transizione ambientale e digitale” Graduatoria Servizio Civile Regionale PR FSE+2021/2027 Si specifica che, come riportato dall' art. 9 Procedure selettive e criteri di selezione dell'Avviso di presentazione dei progetti: "A parità di punteggio  è prioritariamente preferito il candidato che ha ottenuto il punteggio più alto con riferimento all'indicatore "competenze motivazionali (CVM)" in relazione a quanto previsto dal vigente documento attuattivo del POR FSE+2021/2027 (DGR.n.1264/2025)e, in caso di ulteriore ex aequo, il candidato più giovane di età in relazione a quanto previstro dall'art.3,comma7, della legge 15 maggio 1997,n.127, come modificato dalla legge 16 giugno 998,n.191."
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31/03/2026 Tpl Marche CISL: “Riforma subito, garanzie occupazionali e un gestore unico per rilanciare la mobilità”
Tratte da ripensare in base alle esigenze degli utenti, mantenimento dei livelli occupazionali e retributivi, modello organizzativo tarato su un ambito provinciale con un solo gestore e garanzie di investimento in sicurezza.  Questa la posizione sindacale al confronto, in corso, con la Regione sui contenuti della gara per il rinnovo delle concessioni per il Tpl nelle Marche. Le tradizioni e vocazioni è bene conservarle sempre con un’attenzione al benessere sociale e all’innovazione del servizio.  Così deve essere anche per il trasporto pubblico locale che si sta avvicinando ad un momento importante - la gara per le concessioni delle tratte - che deve essere utilizzato per risolvere alcune criticità e per spazzare via quello che si tramanda da decenni per inerzia e che invece non funziona.   «Una gara che deve necessariamente tenere conto dei livelli occupazionali e di reddito degli addetti. Le aziende che parteciperanno dovranno misurarsi sulla qualità del servizio e non su chi propone l’offerta economica più vantaggiosa prevedendo così dumping contrattuale. – sottolinea la Segretaria generale della FIT CISL Marche, Daniela Rossi - Le risorse liberate con la reale aggregazione delle imprese fino ad arrivare ad un unico gestore potranno essere reinvestite sulla contrattazione di secondo livello per migliorare i turni, gli orari, le condizioni di lavoro, la sicurezza degli addetti e favorire la conciliazione vita lavoro. Solo tutelando il lavoro potremo avere un servizio di qualità che metta finalmente al centro il cittadino e i suoi bisogni di mobilità» Non dichiarazioni di intenti ma una riflessione che parte da dati concreti, fonte Isfort, Osservatorio Audimob - Distribuzione degli spostamenti per mezzo di trasporto utilizzato confronto regione Marche e Italia, rielaborati dall’Ufficio Studi della CISL Marche: nel 2024 nelle Marche si registra il peso preponderante dell’uso di auto e moto (71% degli spostamenti, oltre  5 punti in più della media nazionale 64,8 %) di conseguenza sia la quota  di spostamenti a piedi o in bicicletta/micromobilità, pari al 22,1%, sia la quota di spostamenti con i mezzi pubblici (al 7%)  è significatamene inferiore al dato medio italiano  26,1% e 9,1% rispettivamente.   Il Trasporto di mobilità sostenibile è 5 punti inferiori rispetto a quello nazionale. L’uso dei mezzi a basso impatto è aumentato negli ultimi anni, una tendenza da accompagnare e consolidare che nelle Marche è passata da 23,8% nel 2015 al 29,1% del 2024.  Le Marche sono tra le ultime regioni per utilizzo del trasporto pubblico locale per lo spostamento casa – lavoro (quart’ultima per utilizzo dell’auto privata come conducente e solo 6 regioni In Italia con dati peggiore per utilizzo auto privata come passeggero).  I dati Istat sul fronte dello spostamento casa - lavoro dicono che in Italia, nel 2024, per 100 persone con le stesse caratteristiche 75,1 % utilizzano l’automobile per gli spostamenti (70,3% come conducente e 4,8% come passeggero), mentre solo il 12,9% utilizzano i mezzi di traporto.  Nelle Marche il dato è più negativo, su 100 persone ben l’85,8% prendono l’auto privata per recarsi al lavoro, (79,6% prendono come conducente e 6,2% come passeggero), e solo 3,5% utilizzano i mezzi pubblici. Pochi prendono il treno, solo lo 0,6 %. I dati cambiano se si prende in considerazione lo spostamento casa – scuola. I dati Istat prendono in considerazione i bambini dell’asilo, della scuola dell’infanzia e studenti fino a 34 anni che si recano a scuola o all’università.  Negli spostamenti casa – scuola l’automobile resta il mezzo di trasporto più utilizzato in percentuale, ma con numeri decisamente inferiori il 42,9% ( 5,8% auto privata come conducente e 37,1% come passeggero), aumenta l’utilizzo del trasporto pubblico locali del  42,2%  (i mezzi più utilizzati sono bus, pullman e corriera). In Italia 39,8% utilizzano l’auto e 37,1% utilizza il Tpl. I dati dell’incidentalità stradale del 2024 indicano che in Italia nel 2024 si sono registrati 173.364 incidenti con lesioni personali. Nelle Marche complessivamente 4.989 incidenti stradali con lesioni a persone.  Le  Marche presentano un rapporto tra incidentalità e popolazione residente dello 0,33%, superiore a quello italiano dove il rapporto è dello 0,29%. Va inoltre sottolineato l’incremento degli infortuni in itinere, che  sono passati dai 2779 del 2024 ai 2815 del 2025 (dati INAIL) registrando un +1,3%. L’assetto industriale del Tpl su gomma marchigiano risulta essere più frammentato rispetto al dato nazionale.  Nella nostra regione operano circa 20 aziende ogni milione di abitanti contro le 15 della media nazionale. I dati raccolti sul Tpl nei capoluoghi di provincia evidenziano una debolezza complessiva  sia per l’offerta dei servizi che per i passeggeri trasportati se confrontati con la media dei capoluoghi italiani.   «La fotografia che emerge dai dati sulla mobilità marchigiana è impietosa. Proprio per questo, la gara per il rinnovo delle concessioni deve diventare l’occasione per rilanciare davvero il trasporto pubblico locale – afferma il Segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti – Serve un cambio di passo netto, fondato su linee guida chiare, a partire da un cronoprogramma rigoroso, con tempi certi per l’attuazione della riforma. Poi una redistribuzione del chilometraggio costruita sui bisogni attuali, non su quelli di vent’anni fa: è indispensabile integrare stabilmente le aree industriali e produttive nelle tratte del TPL, collegare l’aeroporto con le stazioni ferroviarie dei capoluoghi e delle città a vocazione turistica, e rafforzare i collegamenti con le università. Fondamentale anche la scelta di un modello di governance adeguato alle caratteristiche del territorio.»  In questo quadro, l’Agenzia della mobilità può rappresentare «uno strumento efficace per coniugare risparmio ed efficienza, garantendo al tempo stesso la tutela dei livelli occupazionali e retributivi. Innovazione del servizio e benessere sociale devono procedere insieme. – rilancia Ferracuti - Investire nel trasporto pubblico locale significa migliorare concretamente la qualità della vita: meno traffico, meno inquinamento, più sicurezza sulle strade e costi ridotti per cittadini e famiglie. È una scelta che riguarda il modello di sviluppo delle Marche. Come CISL Marche – conclude il Segretario generale – siamo pronti a dare il nostro contributo nel confronto con la Regione, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, perché questa riforma si traduca in un reale miglioramento del servizio per cittadini e lavoratori».     Rassegna stampa:https://www.cronachemaceratesi.it/2026/03/31/rinnovo-concessioni-del-trasporto-modello-con-gestore-unico-provinciale-e-tratte-tarate-sullesigenza-dei-passeggeri/2051055/   https://etvmarche.it/01/04/2026/conerobus-prezzi-dei-biglietti-in-aumento-i-sindacati-dicono-no/
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27/03/2026 Oltre 110 RSU ad Ancona per il seminario CISL FP Marche sul nuovo CCNL Funzioni Locali
Oltre 110 RSU in rappresentanza dei dipendenti delle Funzioni Locali dell’intero territorio regionale, ieri ad Ancona per il seminario promosso dalla CISL FP Marche. Al centro dell’incontro, l’analisi del nuovo CCNL Funzioni Locali 2022–2024 e il confronto sulle prospettive della contrattazione decentrata.  Ad aprire i lavori è stato il Segretario Generale CISL FP Marche, Giovanni Cavezza, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità e sulle differenze tra le realtà locali marchigiane: «Siamo di fronte a un contratto importante, che però va reso concreto nei territori. Le nostre amministrazioni presentano situazioni molto diverse tra loro e proprio per questo diventa fondamentale rafforzare competenze e strumenti dei delegati. Solo così possiamo garantire una contrattazione decentrata efficace, capace di rispondere ai bisogni reali dei lavoratori e dei servizi». Momento centrale del seminario è stato l’intervento del Segretario Nazionale CISL FP, Diego Truffa, che ha ricostruito il percorso che ha portato alla sottoscrizione del contratto: «Il contratto è il risultato di un confronto lungo e complesso, articolato in 18 incontri all’ARAN, durante i quali abbiamo affrontato criticità rilevanti, riuscendo a trovare un punto di equilibrio in un contesto economico e istituzionale non semplice. È un accordo che valorizza il lavoro pubblico e rafforza il ruolo della contrattazione». A seguire, l’intervento del relatore Augusto Sacchi ha approfondito i principali contenuti del CCNL, dal campo di applicazione alle relazioni sindacali, fino all’ordinamento professionale, ai differenziali stipendiali, agli incarichi di Elevata Qualificazione e alle diverse tipologie di lavoro flessibile. Tra i temi più rilevanti anche quello delle stabilizzazioni del personale a tempo determinato impegnato negli Uffici Sisma e negli USR, su cui si è soffermato il Segretario Regionale CISL FP Marche con delega alle Funzioni Locali, Alessandro Moretti: «Serve un impegno concreto del Governo per rafforzare gli investimenti e valorizzare queste professionalità. Parliamo di lavoratori che hanno maturato competenze fondamentali per i territori e che devono poter essere stabilizzati e, dove necessario, impiegati anche in altri enti che registrano carenze di organico». In programma, a partire da oggi (27 marzo), sono previsti incontri in tutte le amministrazioni locali, ai sensi dell’articolo 7 del CCNL, finalizzati alla definizione di accordi aziendali coerenti con le novità introdotte dal contratto nazionale, con l’obiettivo di valorizzare il personale e migliorare la qualità dei servizi pubblici.  
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26/03/2026 Caro energia e carburanti: tra crisi internazionali e speculazioni, l' allarme di Adiconsum
L’attuale scenario internazionale, segnato dai conflitti in Medio Oriente, sta avendo ripercussioni dirette sulle tasche delle famiglie italiane. L'aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa — benzina, gasolio e diesel — non è però l'unico fronte critico. Come spiegato da Roberta Mangoni del settore energia di Adiconsum Marche ospite al TGR Marche Rai 3 « l'instabilità genera un innalzamento dei prezzi nel mercato all'ingrosso che si riflette inevitabilmente sulle bollette di luce e gas, beni essenziali per la vita quotidiana.» Sebbene le crisi internazionali siano una causa reale, l'associazione dei consumatori rileva come queste diventino spesso un paravento per manovre speculative. «Non sempre la crisi internazionale è la sola causa - sottolinea Mangoni - esistono speculazioni che sfruttano la fragilità e l'incertezza dei mercati per colpire gli utenti in un momento di forte vulnerabilità. Il "caro benzina" innesca inoltre un effetto domino: poiché la maggior parte dei beni di consumo viaggia su gomma, l'aumento dei costi di trasporto si traduce in un rialzo generalizzato dei prezzi di tutti i prodotti.» In questo clima di incertezza, cresce esponenzialmente il rischio di cadere vittime di pratiche commerciali scorrette. Molte società del mercato libero utilizzano i call center per proporre contratti con modalità poco trasparenti, arrivando a spacciarsi per: gestori ufficiali; autorità pubbliche; persone che chiamano a nome di associazioni di consumatori. Il consiglio di Adiconsum è netto: non ascoltare le proposte telefoniche e diffidare assolutamente dalle offerte che sembrano eccessivamente allettanti o convenienti. «Purtroppo quelle che sembrano troppo belle, poi non sono vere  conclude Mangoni -  invitiamo i cittadini alla massima prudenza per evitare di passare da una bolletta salata a una vera e propria truffa.»
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26/03/2026 Umanizzare il mondo nell’era dell’IA: la sfida lanciata dalla Cisl Marche tra tecnologia e persona
“Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo?” al centro del partecipato confronto promosso da Cisl Marche oggi ad Ancona. “Rigenerare il dialogo, il pensiero e lo spirito nell’era dell’intelligenza artificiale” è stato l’ulteriore elemento di guida del confronto che ha visto le relazioni della prof.ssa Chiara Giaccardi e del prof. Mauro Magatti, entrambi docenti alla Cattolica di Milano, e la riflessione del Segretario generale di Cisl Marche Marco Ferracuti. L’analisi di Marco Ferracuti: «Le questioni sono profonde e inquietanti, siamo impauriti da una realtà che non riusciamo a capire. La tecnologia non sta cambiando soltanto il lavoro ma il nostro modo di pensare, una trasformazione che tocca la dimensione più intima di ognuna di noi. La vera sfida non è scegliere se adottare o meno la tecnologia, la scelta è nel titolo che abbiamo dato all’incontro di oggi, non vogliamo polarizzazioni. Per la Cisl il passaggio fondamentale è l’applicazione delle tecnologie lasciando al centro la persona. non possiamo limitarci a difendere lo status quo ma nemmeno ridurci ad essere amplificatori di paure. L’ambizione è quella di interpretare il cambiamento, come Cisl Marche abbiamo sempre investito moltissimo nella formazione: è una visione strategica quella che abbiamo per dotarci di strumenti culturali prima che tecnici, capacità di lettura e di riflessione. Il valore della parola: pensare e partecipare, dialogo e confronto. Decidere la società che vogliamo, questo dipende non tanto dal sindaco come struttura collettiva ma da ognuno di noi, l’esperienza di ognuno di noi, il suo fare determina il futuro. Insieme per costruire un qualcosa di nuovo che possa darci ottimismo». Ad aprire la discussione Chiara Giaccardi: «Viviamo in una era che ha subìto una serie di choc globali, dalle guerre alla pandemia. Tutta la dimensione tecnologica ha subito una accelerazione non regolata e non prevista nemmeno dagli stessi players. Ogni tecnologia ha cambiato il mondo, Platone dice che la tecnologia è come un farmaco, cura i bisogni ma può avere effetti collaterali tossici: la sfida è potenziare la valenza curativa. Il digitale diventa la norma della nostra vita sociale, tutto si riduce a dato e noi stessi ci percepiamo attraverso elementi quantitativi, dal colesterolo al numero dei like e dei followers. Dati efficienti ma disumanizzanti - osserva Giaccardi, evidenziando l’ossessione del numero -  tutto trasparente ma soggetto a controllo. Io non sono una persona ma un profilo definito da alcuni parametri, la governabilità algoritmica. La tecnologia non si sviluppa in maniera neutra ma segue interessi precisi, pensiamo a Musk, a Zuckerberg. Occorre trasformare il nostro modo di porci rispetto al digitale e rimettere insieme quello che è stato frammentato, la pluralità che si basa sull’intelligenza vivente di ciascuno di noi, il crescere insieme». Mauro Magatti: «E’ sempre bene dedicare del tempo a capire qual è il problema. Il digitale è una tecnologia di cui non possiamo più fare a meno e ci sta intossicando. Abbiamo trasferito la logica della manifattura nei servizi, l’ospedale è diventato la fabbrica della salute, non ci si può credere, sei un oggetto del sistema. Da una parte efficienza, dall’altro caos. Trump è un quadro di Dalì, non c’è più una realtà, non ci sono più riferimenti. Nessuno crede più che con la parola, con il dialogo si possa raggiungere un risultato. Gli effetti della globalizzazione basata sul “tutto cresce, benessere per tutti”: una balla, la storia è andata diversamente, disuguaglianze accentuate tra gruppi sociali e tra territori. L’istanza identitaria viene fuori come reazione  a una crisi culturale. Poi c’è la sfiducia nella politica e nelle istituzioni  che ha prodotto un senso di abbandono nella popolazioni che sfocia nell’odio verso qualcuno, il migrante preso come capro espiatorio. La domanda vera è: la democrazia ce la fa?». Il messaggio finale di Giaccardi: «La libertà non è quella dello studente tredicenne che ha accoltellato la docente (“Tu mi umili io ti ammazzo”), ma far esistere ciò che ancora non c’è, generare legami, liberazione ma anche contribuzione». Che fare? « L’intelligenza artificiale - rileva Magatti - porta l’incarnazione del riduzionismo moderno. Bisogna denunciare l’individualismo radicale e riscoprire matrici spirituali profonde, noi pensiamo in un modo che la macchina non pensa, noi pensiamo sotto un cielo stellato. La scommessa sarà se la vita riuscirà a fare i conti con l’artificiale».
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26/03/2026 Plasma, CISL FP Marche :"Gravi criticità organizzative e carenza di personale"
«La CISL FP Marche – dichiarano il Segretario Generale CISL FP Marche, Giovanni Cavezza e Raffaele Miscio, CISL FP Marche – ha più volte segnalato la grave carenza di personale presso l’Officina Trasfusionale del Centro Regionale Sangue, che attualmente può contare su sole 8 unità rispetto alle 14 previste. Una situazione ormai strutturale che evidenzia l’assoluta necessità di dotare il Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT) di personale stabile, assunto con contratto a tempo indeterminato e dedicato, al fine di garantire un’adeguata organizzazione del servizio e percorsi formativi continui e qualificati.» In merito alle recenti criticità emerse, relative alla mancata processazione di circa 300 sacche di plasma e al conseguente mancato utilizzo, la CISL FP Marche intende chiarire «con fermezza che tali problematiche – attualmente oggetto anche di una commissione d’inchiesta regionale – non sono in alcun modo attribuibili al personale sanitario in servizio. Al contrario, è doveroso sottolineare come proprio grazie allo spirito di abnegazione, al senso di responsabilità e alla professionalità degli operatori, le criticità legate alla cronica carenza di personale siano state finora contenute. Il personale ha garantito la continuità del servizio ben oltre l’orario istituzionale, sacrificando ferie e riposi.» La CISL FP Marche ribadisce la propria disponibilità ad aprire un confronto immediato sia a livello aziendale che regionale, tema che sarà nuovamente posto al centro del prossimo incontro con il Dipartimento Salute della Regione Marche.
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25/03/2026 Colf e badanti CAF CISL Marche : "Regolarizzare serve a tutelarsi"
Il settore del lavoro domestico nelle Marche attraversa una fase di profonda trasformazione, segnata da una domanda sempre più alta a fronte di una cronica difficoltà nel reperire figure professionali formate. La sfida principale per le famiglie marchigiane resta l'individuazione della persona adatta e le richieste superano di gran lunga le disponibilità del mercato, è quanto emerge dall’intervista al Buongiorno Regione della TGR Marche, a Nadia Stopponi, responsabile regionale del servizio Colf e Badanti del CAF CISL Marche.  Ad aggravare la situazione è l'assenza di canali istituzionali efficienti per l'incontro tra domanda e offerta, che costringe le famiglie ad affidarsi quasi esclusivamente al passaparola. Inoltre, molte aspiranti assistenti familiari mancano di un curriculum strutturato o di referenze verificabili, rendendo difficile la valutazione delle competenze. E poi c’è un significativo impatto economico per un nucleo familiare che decide di assumere regolarmente è significativo. Per una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente, la spesa media mensile si aggira tra i 1.600 e i 1.700 euro. Questa cifra comprende non solo lo stipendio, ma anche i costi indiretti come tredicesima, TFR, ferie e contributi. Per i rapporti di lavoro a ore, il costo medio complessivo è di circa 11-12 euro l'ora. Oltre all'obbligo di legge, regolarizzare il rapporto di lavoro è fondamentale per la tutela di entrambe le parti. Il contratto protegge il datore di lavoro da sanzioni amministrative e penali, garantisce copertura in caso di infortuni e mette al riparo da possibili contenziosi. Allo stesso tempo, riconosce al lavoratore i diritti fondamentali, come il riposo e le ferie, necessari in un ambito spesso caratterizzato da un forte carico emotivo e fisico. Il consiglio degli esperti è quello di puntare preferibilmente  su una scelta consapevole. «L'informazione è il primo passo - conclude Nadia Stopponi- invitando le famiglie a rivolgersi agli uffici Colf Badanti  CAF CISL Marche presenti su tutto il territorio marchigiano,  per valutare correttamente l'impatto economico e normativo di un'assunzione.»
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24/03/2026 110 RSU CISL FP Marche in formazione ad Ancona
Si terrà il prossimo 26 marzo, presso il Conero Break di Ancona, l’incontro di formazione dedicato al nuovo CCNL del comparto Funzioni Locali 2022–2024, promosso dalla CISL FP Marche. L’iniziativa vedrà la partecipazione di oltre 110 RSU degli Enti Locali provenienti da tutto il territorio regionale e rappresenterà un importante momento di approfondimento e aggiornamento sulle principali novità introdotte dal nuovo contratto nazionale, con particolare attenzione agli istituti contrattuali maggiormente rilevanti per la contrattazione decentrata, per la valorizzazione del personale negli Enti Locali e per una migliore conciliazione tra vita e lavoro. Relatore dell’incontro sarà il dott. Augusto Sacchi, alla presenza del Segretario nazionale Diego Truffa, con delega alle Funzioni Locali, che illustreranno contenuti, innovazioni e ricadute operative del nuovo CCNL, offrendo anche un quadro interpretativo utile a supportare l’azione sindacale nei luoghi di lavoro. Nel corso della giornata saranno affrontati, tra gli altri, i temi delle progressioni economiche all’interno delle aree (differenziali stipendiali), della valorizzazione delle professionalità, nonché degli strumenti di partecipazione e delle relazioni sindacali, elementi centrali per una contrattazione efficace e orientata al miglioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi ai cittadini. Ampio spazio sarà inoltre dedicato al confronto con le RSU, al fine di raccogliere esigenze, criticità e buone pratiche provenienti dai diversi enti del territorio, in un’ottica di condivisione e rafforzamento della rete sindacale regionale. «La formazione rappresenta una leva strategica per qualificare l’azione sindacale e rendere le nostre RSU sempre più competenti e protagoniste nei processi di contrattazione – dichiara il Segretario Generale CISL FP Marche, Giovanni Cavezza – Il nuovo CCNL offre opportunità importanti che vanno colte appieno, a partire dalla valorizzazione del personale e dal riconoscimento del merito, fino al rafforzamento delle relazioni sindacali». «Come CISL FP – prosegue Cavezza – riteniamo fondamentale accompagnare le lavoratrici e i lavoratori degli enti locali in questa fase di cambiamento, sostenendo una contrattazione decentrata di qualità, capace di redistribuire risorse, migliorare le condizioni di lavoro e contribuire all’efficienza e all’innovazione della pubblica amministrazione».  
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21/03/2026 Legalità: anche quest’anno Cisl presente alla Giornata della memoria in ricordo delle vittime delle mafie
Anche quest’anno la Cisl partecipa alla XXXI^ Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera Associazione e Avviso Pubblico. «La nostra presenza oggi alla manifestazione di Torino testimonia il contributo e l’impegno di tutte le strutture della Cisl nella lotta contro tutte le mafie», sottolinea la Cisl in una nota. «Questo perché abbiamo ben chiaro che solo dove c’è legalità e contrasto alla criminalità può esserci lavoro dignitoso, libertà e democrazia» aggiunge la Confederazione di Via Po, sottolineando come lo slogan di quest’anno, “Fame di verità e giustizia”, indichi chiaramente «il legame indissolubile tra il contrasto alle mafie e all’illegalità, la richiesta di verità per le vittime innocenti e la giustizia sociale come orizzonte collettivo» Nel pomeriggio, la Cisl prenderà parte a Torino al seminario organizzato da Libera con l’intervento di Paolo Acciai, Referente legalità Cisl Nazionale e componente del Comitato di indirizzo Anbsc, su: “I protocolli di legalità come modello integrato per la gestione e il risanamento dei beni confiscati e la proposta di legge del Cnel”.   fonte:https://www.cisl.it/cisl-giornata-memoria-vittime-mafie-libera-torino/
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19/03/2026 Cgil Cisl Uil Pesaro - Urbino :"Il futuro di ASET è il futuro dei servizi di tutta la provincia"
Nei giorni scorsi si è tenuto l’incontro tra il sindaco di Fano Luca Serfilippi ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL CISL UIL confederali e di categoria per un confronto sul futuro dei servizi pubblici locali gestiti da Aset spa anche in vista delle scadenze degli affidamenti per acqua, rifiuti e gas. Un incontro richiesto dai sindacati che dà seguito al confronto iniziato lo scorso anno e che si posiziona a valle dell’affidamento da parte dell’amministrazione comunale nei mesi scorsi ad una società di consulenza, leader nei servizi alle imprese, uno studio sugli scenari possibili per il futuro dell’azienda di servizi fanese al fine di poter scegliere la strada migliore da intraprendere nell’interesse del Comune, del territorio e dei cittadini. Il primo cittadino ha ribadito la massima disponibilità al dialogo con i rappresentanti sindacali e la volontà di rendere noti gli esiti dello studio non appena questo verrà consegnato al Comune per aprire un confronto costruttivo anche con gli altri stakeholders. Le Organizzazioni hanno sottolineato che «qualsiasi percorso si intenda intraprendere, occorrono precise garanzie sul piano occupazionale e professionale: fondamentale tutelare tutti i posti di lavoro, salvaguardare le mansioni e i ruoli di tutti i lavoratori e garantire la piena valorizzazione delle competenze presenti in tutti i settori di ASET» I sindacati unitari,  riaffermando una posizione sostenuta con coerenza sin dal 2006, hanno ribadito «la necessità strategica di dare vita a un’unica azienda di servizi di ambito provinciale. Una scelta determinante per garantire ai cittadini un servizio di qualità superiore e standard prestazionali più elevati. Attraverso una gestione integrata, sarà infatti possibile sbloccare una capacità di investimento più solida e rilevante, indispensabile per ammodernare e potenziare settori essenziali e primari come il ciclo idrico integrato e la gestione dei rifiuti. Tale percorso, oltre a massimizzare l'efficienza gestionale a beneficio della collettività, permetterà di offrire ai lavoratori tutele più forti e garanzie professionali più ampie all'interno di un sistema industriale più robusto e strutturato.» «Su queste considerazioni - hanno concluso Cgil - Cisl e Uil - abbiamo predisposto una nota, che invieremo ai sindaci del territorio, nella quale esplicitiamo la nostra visione futura dell’assetto provinciale dei servizi pubblici sia a rilevanza industriale come idrico, rifiuti e gas ma anche non a rilevanza industriale come verde pubblico, farmacie, illuminazione pubblica ecc., affinché anche la parte politica decida un percorso definito non più rinviabile.»    
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19/03/2026 Cgil Cisl Uil Ancona: " Grande soddisfazione per la nomina di Ancona Capitale della Cultura 2028"
Cgil, Cisl, Uil Ancona esprimono grande soddisfazione per la nomina di Ancona quale capitale della cultura 2028. Un risultato prestigioso ed importante non solo per il capoluogo dorico ma per l'intero territorio regionale. Un’opportunità unica e fondamentale per tutti i settori che saranno direttamente ed indirettamente coinvolti nella realizzazione dell'intero processo organizzativo che potrà apportare un importante slancio all'intero sistema economico locale, con l'obiettivo strategico di investire sulla cultura come motore di sviluppo. «Auspichiamo che l'occasione sia propizia per rilanciare la nostra regione attraverso un mix di cultura ed ambiente, con un particolare riferimento alle aree interne per promuovere e rilanciare una politica culturale per la rigenerazione dei borghi.  In questo contesto, il trasporto pubblico può svolgere un ruolo fondamentale, garantendo accessibilità, mobilità sostenibile e collegamenti efficaci tra il capoluogo e l’intero territorio regionale, favorendo così una piena fruizione delle iniziative culturali. Ancona e la Regione Marche sono un patrimonio da scoprire e valorizzare in una ottica tesa a creare sviluppo ed occupazione in settori quali turismo, imprese culturali, giovani, formazione.- sottolineano Cgil Cisl Uil Ancona - Arte e cultura devono divenire fondamento della convivenza civile e motore di sviluppo umano, premiando la bellezza e la creatività del territorio.» Cgil, Cisl, Uil favoriranno il dialogo affinché cultura e lavoro possano diventare strumenti concreti per generare opportunità, garantire diritti e migliorare la qualità della vita dei cittadini, con l'obiettivo finale di contribuire ad uno sviluppo sostenibile ed inclusivo in grado di valorizzare il ruolo di chi lavora nel settore culturale, il benessere delle persone e la crescita delle comunità marchigiane.
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18/03/2026 La CISL Marche piange la scomparsa di Franco Patrignani Ferracuti: “Un sindacalista capace di guardare lontano, il suo esempio continuerà a camminare con noi”
E’ venuto a mancare questa notte alla soglia dei 76 anni, dopo una lunga malattia, Franco Patrignani, anconetano, storico dirigente sindacale della CISL.  «La scomparsa di Franco Patrignani lascia un segno profondo nella storia della CISL e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarlo e lavorare con lui. – sottolinea Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche - Franco è stato un uomo curioso, colto, generoso. Un sindacalista capace di guardare lontano, di formare persone, di costruire relazioni autentiche. La sua vita è stata una testimonianza concreta di cosa significhi vivere il sindacato come servizio e come responsabilità verso gli altri. Alla sua famiglia, agli amici, ai compagni di strada di tante battaglie, giunga l’abbraccio affettuoso e riconoscente della CISL Marche. Il suo esempio continuerà a camminare con noi.» Venerdì  20 marzo alle ore 18,00 ad Ancona presso la Chiesa SS.Crocifisso, in via Vasari (Rione degli Archi)  si terrà una Messa in ricordo di Franco Patrignani. Laureato in Sociologia all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Franco ha dedicato tutta la sua vita al sindacato, alla formazione e alla cooperazione internazionale. Dalla prima esperienza come operatore della Federazione unitaria del metalmeccanici, al ruolo di responsabile zonale della CISL Senigallia, fino agli incarichi di segretario provinciale della FILCA CISL Ancona e di responsabile della formazione sindacale della FILCA CISL, il suo percorso è stato sempre guidato da una forte passione civile e da una visione internazionale del lavoro e della solidarietà. Tra il 1985 e il 1995 ha svolto un’importante esperienza nella cooperazione con ISCOS CISL, prima come cooperante in Brasile e poi come responsabile dei progetti in America Latina e della formazione sindacale. Un legame con il Brasile che avrebbe continuato a segnare la sua vita. Nel 1997 è stato eletto segretario provinciale della CISL Macerata e nel 2004 è entrato nella segreteria regionale della CISL Marche, contribuendo con competenza, equilibrio e profondità di pensiero alla crescita dell’organizzazione. Nel 2009 è tornato in Brasile, dove dal 2011 al 2021 ha coordinato l’INAS CISL, continuando a costruire ponti tra comunità, diritti e solidarietà. Dal 2021 era presidente dell’Associazione Colabore Italia-Brasile, portando avanti con passione il dialogo tra i due Paesi.  
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17/03/2026 Tfr non versato al fondo pensione, il Tribunale di Ancona condanna l'azienda a risarcire il danno: vittoria FIM CISL Marche per il lavoratore metalmeccanico
La FIM CISL MARCHE accoglie con soddisfazione la sentenza emessa dal Tribunale di Ancona, sezione Lavoro, che ha riconosciuto le ragioni di un lavoratore metalmeccanico assistito dal sindacato in una controversia relativa al mancato versamento delle quote di TFR destinate alla previdenza complementare non di categoria. Il caso riguardava un lavoratore al quale, nel corso del rapporto di lavoro, venivano regolarmente trattenute in busta paga le quote di TFR destinate al fondo pensione non di categoria del CCNL. Tuttavia tali somme, pur risultando trattenute, non erano state versate al fondo di previdenza complementare scelto dal lavoratore. Con il supporto della FIM CISL, il lavoratore ha quindi promosso un’azione legale per ottenere il corretto versamento delle somme e il risarcimento del danno derivante dal mancato rendimento delle stesse all’interno del fondo pensione. Nel corso del giudizio il datore di lavoro ha provveduto a versare al fondo le quote dovute, determinando la cessazione della materia del contendere su questo punto. Tuttavia il Tribunale ha accertato che il ritardo nel versamento ha causato un danno economico al lavoratore, dovuto alla perdita del rendimento che le somme avrebbero maturato se fossero state versate tempestivamente. Per questo motivo il giudice ha condannato l’azienda al pagamento del risarcimento del danno a favore del lavoratore, oltre agli interessi, nonchéé alla rifusione delle spese legali. La sentenza ribadisce inoltre un principio importante: il lavoratore è legittimato ad agire per ottenere il versamento delle quote di TFR destinate alla previdenza complementare quando il datore di lavoro non adempie correttamente ai propri obblighi. Si tratta di una decisione significativa che rafforza la tutela dei lavoratori e la corretta gestione della previdenza complementare. La FIM CISL sottolinea come questa vicenda dimostri l’importanza dell’azione sindacale e dell’assistenza ai lavoratori nella tutela dei propri diritti, in particolare su un tema delicato come quello della previdenza integrativa, che rappresenta una componente fondamentale del futuro pensionistico di molti lavoratori. Il sindacato continuerà a vigilare affinché le aziende rispettino pienamente gli obblighi di legge e contrattuali, intervenendo ogni volta che i diritti dei lavoratori non vengano garantiti.
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16/03/2026 Scuole dei comuni montani CISL “Allarme decreto montagna a rischio spopolamento e calo iscrizioni”
L’esclusione di 29 comuni marchigiani dal cosiddetto “decreto montagna” rischia di avere effetti pesanti sul sistema scolastico delle aree interne. A denunciarlo sono la CISL Marche e la CISL Scuola Marche, che segnalano come la mancata applicazione della deroga sul numero minimo di alunni per classe possa mettere a rischio la sopravvivenza di diversi plessi scolastici, proprio nei territori dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio educativo e sociale.La decisione pesa in una regione già segnata da un forte calo demografico. Un fenomeno che si riflette in modo evidente anche nelle iscrizioni scolastiche e che, senza interventi mirati, rischia di accelerare il processo di spopolamento delle aree interne. «Nei territori montani la scuola non è soltanto un servizio pubblico – sottolinea Cristiana Ilari, segretaria generale della CISL Scuola Marche – ma un presidio educativo e civile fondamentale per la vita delle comunità. Quando una scuola chiude o viene ridimensionata, non si perde soltanto un luogo di istruzione: si indebolisce l’intero tessuto sociale del territorio». Ad oggi il confronto tra le iscrizioni alle classi prime del 2025 e quelle previste per l’anno scolastico 2026/2027 mostra una situazione molto differenziata ma complessivamente fragile, soprattutto negli istituti comprensivi delle aree interne appenniniche. Nella provincia di Pesaro Urbino, ad esempio, alcune realtà registrano cali significativi: la scuola secondaria di primo grado di Montefelcino passa da 60 a 37 iscritti (-23), mentre a San Lorenzo in Campo gli studenti scendono da 30 a 22 (-8)  Anche negli istituti superiori si registrano riduzioni, come al liceo scientifico Laurana-Baldi che perde 15 iscritti e all’ITIS Mattei che scende da 225 a 200 studenti. Nella provincia di Ancona, alcune scuole primarie e secondarie registrano cali evidenti: ad Arcevia le iscrizioni alla primaria scendono da 22 a 17 (-5) e alla secondaria di primo grado da 23 a 18 (-5) A Staffolo, invece, la scuola primaria passa da 21 a 12 alunni, con una riduzione particolarmente marcata. Situazione analoga anche nell’area ascolana: ad Appignano del Tronto la primaria passa da 7 a 4 iscritti, mentre a Castignano la scuola secondaria di primo grado scende da 22 a 13 studenti. In provincia di Macerata i dati segnalano la necessità di porre attenzione ad un territorio che continua a manifestare alcune  fragilità del sistema: ad esempio a Tolentino  si registrano flessioni significative come nell’istituto Filelfo che scende da 121 a 94 iscritti (-27). Numeri che, letti insieme all’esclusione dal decreto montagna, alimentano le preoccupazioni della CISL. «I dati sulle iscrizioni – osserva Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche – dimostrano con chiarezza quanto sia urgente proteggere le scuole dei comuni montani, che paradossalmente non vengono più considerate tali sulla base di un mero calcolo altimetrico. Se non si interviene subito, insieme alla denatalità questo rischia di diventare un ulteriore fattore di indebolimento dell’offerta educativa proprio nei territori che avrebbero più bisogno di servizi». Per la CISL la questione deve essere affrontata con una visione che superi logiche esclusivamente numeriche. «Al di là degli schieramenti politici – aggiunge Ferracuti – dovrebbe essere interesse comune mettere in campo misure urgenti e progettualità lungimiranti per l’intero territorio regionale, dalla costa all’entroterra. Serve una consapevolezza condivisa della fragilità demografica delle aree interne e la volontà di investire davvero su questi territori. Senza interventi concreti il rischio è quello di un progressivo spopolamento e di un destino di abbandono a cui non vogliamo rassegnarci». Secondo la CISL Marche, la tutela della scuola nelle aree interne deve diventare parte di una strategia più ampia: rafforzare i servizi, superare rivalità territoriali e sostenere forme di collaborazione tra comuni «perché difendere la scuola nei territori montani– conclude Cristiana Ilari, Segretaria generale della CISL Scuola Marche –   significa difendere anche il diritto delle famiglie a costruire  il proprio progetto di vita e garantire un futuro di sviluppo equilibrato per l’intera regione».     Rassegna Stampa: https://www.ansa.it/marche/notizie/2026/03/16/scuole-nei-comuni-montani-cisl-a-rischio-spopolamento-e-calo-iscrizioni_4534d541-a62d-4acb-9157-478755856932.html https://www.cronachemaceratesi.it/2026/03/16/a-belforte-zero-iscrizioni-alle-medie-al-filelfo-27-alunni-in-meno-il-decreto-montagna-puo-essere-colpo-da-ko/2046406/
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16/03/2026 Fit Cisl Marche: “Cauto ottimismo per la proroga di ulteriori 3 mesi della procedura di composizione negoziata della crisi di Conerobus”
«Esprimiamo soddisfazione per questo primo traguardo a dimostrazione di come, con l’avvio del fondo di solidarietà, che dovrà essere gestito equamente tra gli interessati, si sia intrapresa la strada giusta, anche se difficile, con grande senso di responsabilità, con coerenza e a conferma dell’attaccamento al lavoro e all’azienda da parte dei lavoratori. - sottolinea Daniela Rossi, Segretaria generale FIT CISL Marche - I lavoratori e il sindacato hanno dimostrato lungimiranza, visione e oculatezza nelle scelte intraprese tanto che il fondo sta già ottenendo i risultati economici attesi. Ed è su questo assunto che auspichiamo che con l’aiuto delle istituzioni di Comune, Provincia e Regione, per quanto di loro competenza, si arriverà al medesimo risultato economico previsto dal piano di risanamento senza la rinegoziazione degli accordi di secondo livello sulla produttività regionale.» «Sarebbe inaccettabile che i sacrifici dei lavoratori non si traducessero poi in azioni concrete non solo per il salvataggio, ma soprattutto per il rilancio, di Conerobus in vista dell’imminente gara per l’affidamento del servizio - prosegue la Segretaria generale FIT CISL Marche - Ci attendono ancora mesi di incertezze. Le nostre priorità saranno, come sempre, la salvaguardia dei posti di lavoro e del reddito, la sopravvivenza dell’azienda ed il mantenimento della proprietà a capitale pubblico. Conerobus può e deve tornare ad essere un “gioiello di famiglia” del Comune di Ancona.» «Non può essere commesso l’errore fatto per altre aziende pubbliche a livello nazionale che hanno subito un processo miope di privatizzazione che ha solo reso pubbliche le perdite e privatizzato gli utili. Sarebbe paradossale svendere Conerobus per poche centinaia di migliaia di euro a capitali privati che, nel giro di pochi anni, anche e soprattutto grazie ai sacrifici dei lavoratori, la riporterebbero in utile traendone notevole vantaggio economico a fronte di un investimento modesto ma molto remunerativo. - concude Daniela Rossi - Tali profitti invece mantenendo, a nostro avviso, la proprietà pubblica potrebbero essere condivisi con i lavoratori, nell’ottica della partecipazione, e portare beneficio ai cittadini di Ancona.»  
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13/03/2026 "Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo? Rigenerare il dialogo, il pensiero e lo spirito nell’era dell’intelligenza artificiale " Seminario CISL Marche ad Ancona
In un tempo segnato dall’accelerazione tecnologica e dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, diventa sempre più urgente interrogarsi sul rapporto tra innovazione, lavoro e centralità della persona. Con questo obiettivo la CISL Marche promuove il seminario “Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo?” in programma giovedì 26 marzo 2026 ad Ancona, ore 9.30,  presso l’H3 Conference Center – Blocco D1 in via Albertini 36. Ospiti del seminario saranno Chiara Giaccardi, sociologa, docente di Sociologia e Antropologia dei media all’Università Cattolica di Milano, direttrice della rivista “Comunicazioni sociali”, e Mauro Magatti, sociologo e docente presso l'Università Cattolica di Milano, editorialista del Corriere della Sera e di Avvenire. I due studiosi guideranno la riflessione partendo dalle tesi del loro recente volume Macchine celibi. "Meccanizzare l’umano o umanizzare il mondo? " (il Mulino, 2025). L’iniziativa si concluderà con l’intervento di Marco Ferracuti, segretario generale della CISL Marche, che tirerà le fila del confronto e indicherà le prospettive di impegno del sindacato di fronte alle sfide poste dalla rivoluzione tecnologica.  
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12/03/2026 CGIL CISL UIL Marche:” Forte preoccupazione per la soppressione delle consigliere di parità territoriali”
Cgil, Cisl e Uil marche esprimono grande preoccupazione per la soppressione delle Consigliere di parità territoriali e il trasferimento delle loro competenze a un nuovo organismo centrale con sede a Roma. È una scelta che mina gravemente l’intero sistema di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, cancellando quei presidi territoriali che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento concreto e accessibile per chi subisce discriminazioni sul lavoro. “Si tratta di una scelta ancora più inaccettabile se letta nel contesto di un Paese che già registra profonde carenze sul fronte dei diritti, a causa dei continui tagli ai servizi e al mancato investimento di risorse volte a raggiungere la parità di genere” – dichiarano Eleonora Fontana (Segretaria Cgil Marche), Selena Soleggiati (Segretaria Cisl Marche) e Claudia Mazzucchelli (Segretaria Generale Uil Marche). E ancora: «Invece di rafforzare strumenti indispensabili per la conciliazione, la parità e l’autonomia delle donne, si sceglie di indebolirli, smantellando proprio quelle strutture che dovrebbero assicurare protezione, ascolto e interventi tempestivi, rappresentando oggi un fondamentale presidio di prossimità per lavoratrici e lavoratori vittime di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.» Lo schema di decreto sulle Consigliere di parità prevede solo la possibilità, e non l'obbligo, di istituire articolazioni territoriali del nuovo organismo: questo rischia di ridurre il livello di protezione già garantito, in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva (UE) 2024/1500, che stabilisce esplicitamente che il recepimento non può comportare un arretramento delle tutele contro le discriminazioni, mettendo il nostro Paese a rischio di una procedura di infrazione europea. Cgil, Cisl e Uil Marche chiedono, unitariamente, di modificare lo schema di decreto, prevedendo l'obbligatorietà di articolazioni territoriali permanenti e strutturate, garantendo la continuità e il rafforzamento dell'esperienza delle consigliere di parità e integrandole in un sistema che ne valorizzi il ruolo di vigilanza e tutela contro le discriminazioni e di assistenza legale nei territori e assicurando risorse certe e personale dedicato per garantire l'effettiva operatività dei presidi di prossimità, in linea con lo spirito delle direttive europee.
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11/03/2026 CGILCISLUIL Marche: 11 marzo 2026 – “A 80 anni dal diritto di voto alle donne. Libertà è partecipazione”. Nelle Marche solo 1 donna su 5 è stata eletta nelle ultime elezioni regionali
CGIL, CISL e UIL delle Marche da sempre sono impegnate unitariamente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, con la consapevolezza che il lavoro rappresenti il principale strumento che contribuisce all’autonomia e all’autodeterminazione delle donne. Gli obiettivi che il sindacato confederale persegue sono garantire a tutte e tutti lavoro stabile e di qualità, ridurre la precarietà e rimuovere quelle disuguaglianze strutturali che, sin dall’infanzia, limitano per bambine, ragazze e donne l’accesso alle stesse opportunità e risorse dei loro pari a scuola, sul lavoro, in famiglia e negli spazi pubblici. E’ questo il primo passo necessario per contrastare disuguaglianze profonde che alimentano discriminazioni e normalizzano relazioni di potere asimmetriche, creando, tra le altre cose, il terreno fertile in cui la violenza contro le donne, nasce, cresce e si rilegittima, negando alle stesse il pieno esercizio del diritto a una vita libera e autodeterminata. Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne (8 marzo) CGIL, CISL e UIL Marche hanno programmato un’iniziativa in cui si  è discusso delle conquiste delle donne, a 80 anni dal diritto di voto.  E' stato un percorso multidisciplinare con l’obiettivo di analizzare e comprendere, attraverso gli interventi di esperte ed esperti, le cause della progressiva erosione della partecipazione politica che determina astensionismo, sottorappresentanza nelle istituzioni e difficoltà a far valere la propria voce negli spazi decisionali. Basti pensare che nelle Marche nelle ultime elezioni regionali solo 1 donna su 5 è stata eletta. Questo fenomeno di disaffezione non è separabile dalle condizioni materiali di vita. L’esclusione dal mercato del lavoro, la precarietà occupazionale, il lavoro di cura non riconosciuto, la difficoltà per le donne di ricoprire ruoli apicali (solo il 14,8% delle donne sono dirigenti, contro l’85,2% degli uomini) producono disuguaglianze che si traducono in distanza dalla politica. Il nesso tra partecipazione economica e partecipazione politica è cruciale: l’accesso al lavoro non è solo autonomia materiale, ma precondizione per l’esercizio pieno della cittadinanza. Ad Ancona CGIL CISL UIL Marche hanno dialogato con Marco Severini, docente di Storia delle Donne (Università di Macerata), Angela Cossiri, docente di Diritto Costituzionale e Pubblico (Università di Macerata), Laura Torsello, docente di Diritto del Lavoro (Università Politecnica delle Marche) ed Emanuela Zambataro, Direttrice Inps Marche. Quattro prospettive che convergono sulla stessa urgenza: ogni diritto deve trasformarsi in libertà sostanziale. Il sindacato confederale ribadisce il proprio impegno che si fa azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società, per contribuire alla costruzione di una società in cui tutte le persone, insieme, rendano esigibile giustizia sociale e parità di genere.  
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10/03/2026 MOBILITÀ DOCENTI e ATA 2026
La CISL SCUOLA MARCHE, al fine di garantire un ordinato ed efficace avvio delle procedure di compilazione delle domande di mobilità, comunica, a coloro che fossero interessati a presentare la domanda, le seguenti procedure per la richiesta di assistenza. N.B. L’ASSISTENZA ALLA COMPILAZIONE DELLE DOMANDE INIZIERA’ DOPO CHE IL MINISTERO AVRÀ RESO NOTI I TERMINI DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE NEL FRATTEMPO … CI AVVANTAGGIAMO Chi desidera ricevere supporto per la compilazione della domanda di mobilità deve inviare il file allegato, denominato “Richiesta Assistenza Mobilità 2026/27”, debitamente compilato, esclusivamente agli indirizzi di posta elettronica della propria provincia, qui di seguito elencati, che abbiamo appositamente predisposto per gestire le richieste relative alla domanda di mobilità: cislscuolaancona@gmail.com cislscuolaascolifermo@gmail.com cislscuolamacerata@gmail.com cislscuolapesaro@gmail.com   si prega di NON utilizzare questo indirizzo di posta elettronica, cislscuola_reg_marche@cisl.it, che sarà riservato a richieste di consulenza inerenti altre problematiche. RICEVUTE LE RICHIESTE DI ASSISTENZA I NOSTRI OPERATORI VI CONTATTERANNO TELEFONICAMENTE PER DEFINIRE TEMPI E MODI DI SUPPORTO ALLA COMPILAZIONE (GLI APPUNTAMENTI VERRANNO CONCORDATI DIRETTAMENTE CON L’OPERATORE CHE VI CONTATTERÀ) Attenzione! PER ACCEDERE A ISTANZE ON LINE ED INVIARE LA DOMANDA SERVE LO SPID, COLORO CHE NON FOSSERO IN POSSESSO DELLO SPID SONO INVITATI AD ACQUISIRLO. È POSSIBILE ACQUISIRE LO SPID IN TUTTE LE SEDI CAF DELLA CISL PREVIO APPUNTAMENTO.   Per consentirci di gestire al meglio tutte le attività di supporto inerenti la procedura di mobilità, si prega di chiamare al telefono solo in caso di assoluta necessità e di utilizzare prioritariamente la mail per eventuali comunicazioni.
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10/03/2026 Montagna, Comuni marchigiani esclusi Ferracuti (CISL Marche): «La Regione intervenga subito, servono correzioni ai criteri e una strategia per rilanciare le aree interne»
La nuova classificazione nazionale dei Comuni montani penalizza diversi territori dell’entroterra marchigiano. Con l’aggiornamento dei criteri previsti dalla recente normativa statale, 29 Comuni delle Marche non rientrano più tra quelli riconosciuti come montani, con possibili ricadute sull’accesso a risorse e strumenti di sostegno. Per Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, si tratta di una questione che non può essere liquidata come un semplice aggiornamento tecnico «non si può misurare la montagna soltanto con il righello dell’altitudine media o con un algoritmo basato sulla pendenza del territorio - osserva Ferracuti - Un territorio è montano anche quando è lontano dai servizi essenziali, quando perde abitanti anno dopo anno e quando mantenere aperta una scuola, un presidio sanitario o una linea di trasporto pubblico diventa una sfida quotidiana». Secondo il Segretario della CISL Marche, il rischio è che la nuova classificazione colpisca proprio le aree più fragili dell’appennino marchigiano, già segnate da spopolamento, invecchiamento della popolazione e dagli effetti del sisma. Una classificazione di tipo tecnico che non tiene in nessun conto delle relazioni funzionali tra i piccoli centri e le aree rurali interne. Per questo Ferracuti chiede alla Regione Marche di intervenire rapidamente su due fronti, il primo riguarda la revisione dei criteri nazionali «lo stesso Presidente Francesco Acquaroli ha parlato di un’apertura del Ministro Roberto Calderoli a una possibile revisione della norma. – sottolinea il Segretario CISL Marche - È importante che Regioni e Comuni facciano sentire la propria voce per correggere criteri che non tengono conto delle reali condizioni dei territori». Il secondo fronte è «quello di riaprire il tavolo di confronto e di rilanciare la strategia nelle 6 aree progetto delle Marche. Negli ultimi anni questi territori hanno subito un processo accelerato di marginalizzazione – prosegue Ferracuti – Dare un futuro a questi piccoli comuni significa anche tutelare l’intera regione dal cambiamento climatico, dal dissesto idrogeologico, dalla scomparsa di ecosistemi ambientali vitali» Tuttavia, per il Segretario generale della CISL Marche, la questione apre anche un tema più ampio: il futuro delle aree interne marchigiane. «Questa vicenda dimostra che manca ancora una strategia organica per rilanciare e ripopolare le terre dell’appennino, che hanno caratteristiche strutturali, storiche, sociali, culturali ed economiche del tutto peculiari. Il problema non è soltanto mantenere una classificazione amministrativa, ma decidere se vogliamo davvero che la montagna marchigiana continui a vivere». Tutto ciò si traduce in una grande sfida, che secondo la CISL Marche riguarda soprattutto lavoro, servizi e qualità della vita: sanità territoriale, rete scolastica, mobilità interna, sostegno alle imprese e incentivi per chi sceglie di vivere e lavorare nei luoghi dell’appennino. «La montagna non si salva con le dichiarazioni – conclude Ferracuti – ma rendendo possibile viverci, lavorarci e costruire un futuro. Le comunità dell’entroterra non chiedono privilegi, chiedono equità e politiche che riconoscano il valore sociale ed economico di questi territori». Rassegna stampa : https://etvmarche.it/11/03/2026/comuni-montani-cisl-marche-servono-interventi-per-le-aree-interne-video/
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09/03/2026 A Macerata CISL Marche incontra l’IRCR: al centro la dignità e la qualità della vita degli anziani
SI è svolto nei giorni scorsi un incontro tra i vertici della CISL Marche e la direzione dell’IRCR Macerata (Istituto di Riposo e Cura per Anziani), importante realtà del territorio impegnata nell’assistenza e nei servizi dedicati alla popolazione anziana. All’incontro hanno partecipato Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche, Silvano Giangiacomi, Segretario generale della FNP CISL Marche, Rocco Gravina, Responsabile della CISL Macerata-Civitanova,Gianluca Puliti, Responsabile della FNP CISL Macerata e Alessandro Moretti, Segretario regionale CISL FP Marche. Per l’IRCR erano presenti il Presidente Amedeo Gravina, il Direttore Claudio Tomassoni e Giuli Lattanzi, Responsabile dei servizi domiciliari, territoriali e del centro diurno. L’incontro è stato occasione per un confronto diretto sulle attività e sui servizi che l’IRCR garantisce quotidianamente agli anziani del territorio. In particolare, è stato possibile approfondire il lavoro svolto dagli operatori e il valore di una realtà che rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza e l’inclusione delle persone più fragili. Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza del co-housing per anziani autosufficienti, un modello innovativo che consente alle persone di mantenere la propria autonomia in un contesto abitativo condiviso e protetto. Una soluzione che favorisce relazioni sociali, qualità della vita e sicurezza, grazie alla presenza di servizi di supporto e di una rete di assistenza qualificata. «Strutture come l’IRCR – ha dichiarato Marco Ferracuti, Segretario generale della CISL Marche – rappresentano un presidio fondamentale del welfare territoriale. È necessario continuare a investire nei servizi per gli anziani e valorizzare il lavoro degli operatori che ogni giorno garantiscono assistenza, professionalità e dignità alle persone». Il confronto ha confermato l’importanza di rafforzare il dialogo tra organizzazioni sindacali, istituzioni e realtà del territorio per costruire risposte sempre più efficaci ai bisogni della popolazione anziana, una componente crescente della società marchigiana che richiede politiche sociali attente, innovative e sostenibili.  
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09/03/2026 Artigianato, nelle Marche la bilateralità rafforza tutele e sostegno a imprese e lavoratori
Si è svolto questa mattina ad Ancona, nel Salone Serpilli della sede della CISL Marche, il convegno “EBAM e la bilateralità artigiana nella nostra regione”, promosso insieme all’EBAM - Ente Bilaterale Artigianato Marche. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto sul valore della bilateralità nel comparto artigiano e sugli strumenti di sostegno rivolti a lavoratori e imprese del settore, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato in una fase segnata da profondi cambiamenti economici e tecnologici. Ad aprire i lavori è stata la direttrice di EBAM Marche Cinzia Marincioni, che ha illustrato il funzionamento del sistema bilaterale regionale e le prestazioni garantite a imprese e lavoratori. A seguire l’intervento del segretario regionale CISL Marche Leonardo Bartolucci, che ha sottolineato il ruolo del sindacato nel rafforzare strumenti di tutela e accompagnamento per il settore artigiano marchigiano. Il quadro nazionale è stato approfondito da Anna Trovò, operatrice della CISL, che ha evidenziato l’importanza della cooperazione tra livello nazionale e territori per rendere sempre più efficace il sistema della bilateralità. Il convegno si è concluso con l’intervento del Segretario generale Marco Ferracuti, che ha rilanciato il valore strategico di questi strumenti per il futuro del comparto. «La bilateralità rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare tutele, partecipazione e qualità del lavoro nel comparto artigiano, per noi strategico. Dobbiamo continuare a valorizzarla per sostenere imprese e lavoratori in una fase di grandi trasformazioni», ha dichiarato Ferracuti. Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di consolidare e sviluppare il modello partecipativo della bilateralità artigiana, considerato un pilastro per accompagnare innovazione, sviluppo delle imprese e protezione sociale dei lavoratori nelle Marche.  
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09/03/2026 FP CGIL E CISL FP su Ast Ancona: “Vinto il ricorso buoni pasto con arretrati fino a 7.000 euro a lavoratore”
Il Tribunale di Ancona, con una sentenza di questi ultimi giorni, ha confermato le ragioni della vertenza sul riconoscimento dei buoni pasto, sostenuta da Fp Cgil e Cisl Fp per i lavoratori assistiti, in un ricorso pilota, dagli avvocati Stefano Massimiliano Ghio e Alessandro Giuliani. In ballo, cifre fino a 7mila euro per lavoratore. Fp Cgil e Cisl Fp esprimono soddisfazione per l’esito giudiziario e  anticipano la presentazione del maxi-ricorso collettivo per i circa 700 lavoratori che tramite i due sindacati hanno già diffidato l’Azienda. FP CGIL e la CISL FP invitano la Direzione dell’AST a non proseguire nel contenzioso giudiziario, offrendo all’azienda anche la disponibilità a valutare proposte conciliative per tutti i lavoratori Ast interessati.
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